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Il Golfo di Orosei.

La Caletta

Santa Lucia
Siniscola

Capo Comino

SS 125

Cala Ginepro
Cala Liberotto

Orosei
Marina di Orosei

Cala Osalla

Grotta di Cala Osala


Ispinigoli
Cala Cartoe

Dorgali Cala Gonone


Indice e mappa.
Grotta del
Bue Marino
Alla scoperta del Golfo di Orosei 1
PARCO Cala Luna
La costa a nord di Cala Ginepro 2
NAZIONALE

DEL GOLFO
Cala Mini-crociera nel golfo 3
Sisine
DI OROSEI
Cala Biriola Cala Goloritzè, la perla del Golfo di Orosei 5
Cala Mariolu
SS 125 La città di Dorgali 7

Cala Osala e la Grotta di Ispinigoli 8


Cala Goloritzè

Olbia e ritorno 9
Altopiano del Golgo

Baunei

A cura di Valentina Gambirasio e Daniele Cogo.


Alla scoperta del Golfo di Orosei
Dopo essere stati più volte in visita nella bellis-
sima terra di Sardegna, ci siamo lasciati incuriosi-
re da una zona rimasta a noi ancora inesplorata:
il Golfo di Orosei.

Siamo partiti da Genova, in traghetto, dome-


nica 4 settembre diretti ad Olbia con l’obiettivo
di trascorrere dieci giorni stupendi e rilassanti.
Purtroppo a settembre il tempo è un po’ pazzerel-
lo ed imprevedibile; è probabile trovare, quindi,
giorni di pioggia e mare mosso. Ma, al contrario,
è un periodo ottimale per godersi la Sardegna in
tutta serenità, evitando la ressa turistica di lu-
glio e agosto.
1. La spiaggia di Cala Ginepro
Abbiamo scelto come nostra casa di vacanza
Cala Ginepro, una piccola località turistica distante circa 10km
da Orosei e facilmente raggiungibile dal porto di Olbia seguen-
do la SS125 in direzione sud.

La spiaggia di Cala Ginepro, con sabbia fine, è lunga 1km


ed è delimitata alle estremità da rocce di granito rosa (1).
Il mare è caratterizzato da acqua trasparente e cristallina e da
un fondale che resta molto basso per parecchie decine di metri
dalla riva.

Dietro la spiaggia si estende una fitta pineta, al di sotto del-


la quale sorge, tra le svariate strutture turistiche (non solo
campeggi ma anche villaggi turistici con hotel e residence),
il nostro campeggio. Fornito al suo interno di bar, edicola,
mini-market, ristorante e pizzeria, offre ai suoi clienti diver-
se soluzioni di soggiorno (campeggio, bungalow, roulotte e tu-
cul). Noi abbiamo scelto il tucul, un monolocale in legno con
piccolo angolo cucina e veranda esterna coperta per il tavolo.
Questa sarà la nostra casa per 10 giorni, e punto di partenza e
2. All’interno del campeggio ritorno per tutte le nostre escursioni (2).

Distante solo 1km da Cala Ginepro, Cala Liberotto è, invece, un centro


turistico più servito; oltre ad altri alberghi, campeggi e ristoranti, qui si
possono trovare la farmacia, un grande supermercato e una serie di negozi
che vendono alimentari o souvenir.

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La costa a nord di Cala Ginepro
A Nord di Cala Ginepro si estende la Costa di Si-
niscola con il roccioso Capo Comino e le spiagge di
Santa Lucia e La Caletta.

Dalla SS125, un lungo viale alberato porta a


Capo Comino, dove ci fermiamo a scattare alcune
foto alle onde che si infrangono con potenza sulle
rocce rossastre, che caratterizzano questo breve
tratto di costa (3). Qui la strada asfaltata termina
e ne inizia una sterrata che noi crediamo porti
alla solitaria spiaggia di Berchida.

Dopo qualche chilometro la strada diviene im-


praticabile e notiamo sulla sinistra un cancello
accostato; non essendoci divieto d’ingresso, en-
3. Gli scogli di Capo Comino
triamo e percorriamo questa nuova strada ster-
rata costeggiata da numerosi alberi di sughero.
Dopo parecchi chilometri arriviamo alla fine della
strada, parcheggiamo in prossimità di un cancel-
lo e, attraverso un piccolo sentiero, raggiungia-
mo la spiaggia; si presenta ai nostri occhi deser-
ta e invasa dalle alghe nere portate dal mare.
Delusi riprendiamo la macchina e ritorniamo sulla
statale, diretti a Santa Lucia.

Purtroppo neanche qui siamo riusciti a trova-


re una spiaggia... Santa Lucia è, infatti, un pic-
colo paese con una grande torre che si affaccia
sul mare. Essendo mezzogiorno, in giro non c’è
anima viva, quindi ne approfittiamo per farci una
serie di autoscatti sul lungomare! Da qui è pos-
4. Spiaggia La Caletta sibile ammirare gran parte della costa e notare
le innumerevoli spiagge che si susseguono lungo
tutto il litorale. Nonostante il panorama sia favoloso, la voglia di fare un ba-
gno prende il sopravvento e ripartiamo alla ricerca di una spiaggia. Quasi in
prossimità di Siniscola, prendiamo la deviazione per La Caletta e finalmente
troviamo la tanto sospirata spiaggia (4). In quest’ultima abbiamo passato un
pomeriggio intero, scoprendone il litorale lunghissimo e la sabbia bianchis-
sima. Il mare era particolarmente mosso e con onde molto alte, ma sempre
con tonalità di colore dal verde al blu intenso. Una fitta pineta, che separa
la spiaggia dalla strada, offre riparo dal sole nelle ore più calde.

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Mini-crociera nel golfo
Assolutamente diversa è la costa del Golfo di Orosei: le ampie
spiagge di sabbia finissima lasciano il posto a piccole e selvagge
cale, raggiungibili via mare oppure via terra, ma solo dopo lun-
ghe camminate.

Le cale, formate da ciottoli levigatissimi, si inseriscono qua e


là lungo la costa rocciosa, caratterizzata da falesie, strapiombi,
grotte e archi di pietra naturali (5). La totale assenza di centri
abitati e servizi turistici, probabilmente dovuta alla difficoltà
di raggiungere queste spiagge, permette di conservare intatta
e incontaminata la bellezza di questa zona. È impossibile non
lasciarsi travolgere dalla voglia di visitare questi luoghi dove,
per fortuna, il turismo di massa non è ancora arrivato in modo
prepotente e tutto rimane così naturalmente incantevole!

Dal porto di Cala Gonone, che sorge quasi nel centro del gol-
fo, partono diverse motonavi che effettuano escursioni lungo
la costa. Abbiamo scelto la minicrociera, che effettua soste di
almeno due ore nelle spiagge di Cala Biriola, Cala Mariolu e
5. La costa del golfo Cala Luna.

6. Le grotte del Bue Marino 7. Cala Biriola

Il viaggio in motobarca consente di vedere tutta la costa rocciosa del gol-


fo, di ammirarne l’imponenza e di scoprire le tante spiagge che la inter-
rompono. Usciti dal porto si passa davanti alle spiagge di Cala Gonone e si
raggiunge l’ingresso delle grotte del Bue Marino (6), dove furono avvistati gli
ultimi esemplari di foca Monaca. Si prosegue alla volta di Cala Luna, fino ad
arrivare a Cala Biriola, dove effettuiamo la prima sosta (7).

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La cala, formata da piccoli ciottoli bianchi, si apre sotto il
bosco di Biriola, ricco di vegetazione, in particolare ginepri, che
crescono tra le rocce. Il mare è stupendo ed i suoi colori sono
messi in risalto dalla luce del sole, con sfumature che vanno dal
blu notte, all’azzurro, al verde smeraldo. Fondamentale la ma-
schera, per scoprire il fondale e la moltitudine di pesci colorati
che lo popola (8).

Con molto dispiace-


re, ma con la curiosi-
tà di vedere la nuova
cala, risaliamo sulla
barca e proseguiamo
il viaggio verso sud.
Prima di lasciarci a
Cala Mariolu, la nave
ci porta fino all’estre-
mità meridionale del
8. Seduti in riva al mare... golfo, dove sorge l’ar-
co di pietra naturale di Cala Golori-
tzé, e ci consente di vedere le cosid-
dette Piscine di Venere, due pozze
d’acqua verde smeraldo circondate
da acqua di colore blu intenso.

La spiaggia di Cala Mariolu, forma-


ta da sassolini bianchi, è divisa in
due da un grande scoglio ed è domi- 9. Cala Mariolu

nata da un’alta parete rocciosa ri-


coperta da macchia mediterranea (9). Ancora una volta la bellezza del posto
lascia senza parole: mare cristallino e ricco di pesci!

Purtroppo un improvviso temporale ci costrin-


ge a lasciare, con tutta velocità, la spiaggia e ci
impedisce di sostare nell’ultima cala, Cala Luna
che, però, riusciamo almeno a vedere dalla nave
(10).

La caratteristica principale di questa cala è la


presenza di sei grottoni che si aprono nella parete
rocciosa proprio sulla spiaggia.

Con il ritorno a Cala Gonone termina questa stu-


penda escursione, a nostro parere assolutamente
imperdibile.

10. Cala Luna

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Cala Goloritzè,
la perla del Golfo di Orosei
Incantati dalla visione di Cala Goloritzè dal-
la nave, abbiamo deciso di raggiungere la cala
a piedi attraverso un sentiero che, dall’altopia-
no del Golgo, scende fino al mare. Questa volta
prendiamo la solita SS125 in direzione Sud; arri-
vati a Baunei, prendiamo la strada che sale per
l’altopiano del Golgo e proseguiamo diritti fino a
quando, sulla destra, non vediamo un cartello che
indica parcheggio.

Si segue questa strada sterrata fino all’ampio


piazzale di un bar dove si parcheggia l’auto; da
qui inizia il trekking verso la cala. All’inizio il
sentiero tende a salire mentre poi è totalmente
11. L’arco triangolare tra le rocce in discesa; per questo motivo il ritorno sarà più
lungo e faticoso rispetto all’andata. Nonostante il
sentiero sia completamente costituito da ciotto-
li e pietre, il paesaggio, che inizialmente appare
ai nostri occhi un po’ aspro, è in realtà davvero
magnifico. Lungo tutto il percorso (circa un’ora e
mezza) incontriamo alberi secolari, che ci colpi-
scono per la loro maestosità; rifugi di pietra, sca-
vati direttamente nella roccia e probabilmente
realizzati dai pastori del luogo; tronchi di alberi
in mezzo alla strada che ostacolano il passaggio.

Circa a metà sentiero si passa sotto ad un bel-


lissimo arco di roccia dalla insolita forma triango-
lare (11) e subito dopo appare, con tutta la sua
imponenza, l’Aguglia, una colonna di roccia cal-
12. L’Aguglia
carea molto alta, sulla quale, solo dopo esserci
particolarmente avvicinati, riusciamo a scorgere
alcuni scalatori (12). Ma se fino a quel momento
avevamo solo potuto intravedere qua e là qualche
scorcio di mare, ora si presenta, innanzi a noi,
uno spettacolo che ripaga, di gran lunga, la fati-
ca del trekking! Un mare cristallino, trasparente,
illuminato dai raggi del sole ed una piccola spiag-
gia di sassolini bianchi (13)...

13. L’arrivo a Cala Goloritzè


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Senza esitazione scendiamo velocemente la sca-
la ricavata sulla roccia e, abbandonate le nostre
cose in un angolo, ci godiamo questo mare stu-
pendo con un lungo bagno! Il fondale, basso solo
per pochi metri dalla riva, tende a scendere abba-
stanza velocemente e, mentre l’acqua in superfi-
cie è riscaldata dai raggi del sole, in profondità è
davvero molto fredda (14). Stando in acqua, si ha
una visione della cala che lascia estasiati: i sasso-
lini sembrano luccicare sulla spiaggia, tutt’intor-
no ci sono alte scarpate di roccia e vegetazione
e sopra tutto domina incontrastata, con tutta la
sua grandiosità, l’Aguglia.
14. L’acqua cristallina

E se, per un momento, volgi le spalle alla spiag-


gia, il panorama è completato dalla visione del-
l’arco di pietra naturale che rende davvero unica
ed inconfondibile questa cala (15). Purtroppo le
alte pareti rocciose che delimitano la cala fanno
sì che il sole cali presto, attorno alle 15.30-16.

Perciò il nostro personale consiglio è di raggiun-


gere la spiaggia in mattinata, o almeno prima di
mezzogiorno, per godersi appieno lo spettacolo di
questo piccolo angolo di paradiso!

15. L’arco di pietra di Cala Goloritzè

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La città di Dorgali
Abbiamo approfittato di un pomeriggio nuvolo-
so e di un mare completamente invaso dalle al-
ghe per visitare la città di Dorgali, che dista poco
più di 20km da Cala Ginepro. Questo tratto della
SS125 è molto particolare perché offre al turista
di passaggio la visione di una serie di paesaggi di-
versi fra loro. Subito dopo Orosei vi sono una serie
di cave di marmo e granito che rendono l’am-
biente alquanto desolante; poco dopo ritornano
i monti della Barbagia con la loro vegetazione e
i loro boschi e qua e là si possono notare coltiva-
zioni di ulivi e viti (in questa zona vi è una ricca
produzione di vini, tra cui il più famoso è sicura-
mente il Cannonau); lungo i bordi della strada vi
16. Il monte piramide
sono numerosi fichi d’india pronti per essere raccolti e mangiati. Ma la cosa
più curiosa è un monte che si trova poco prima di Dorgali, sul lato sinistro
della strada, dalla forma praticamente perfetta di una piramide (16)!

Dorgali è il principale centro abitato della zona, sorge nell’entroterra alle


pendici di un monte che lo separa da Cala Gonone, località prettamente tu-
ristica che si sviluppa, come abbiamo già detto, direttamente sul mare.

La città è attraversata da una via principale sulla quale si affacciano, una


dopo l’altra, le tipiche botteghe artigiane sarde. In esse, ancora oggi, si
trasmettono, di genitori in figli, le tecniche e i segreti dei mestieri peculiari
di questa zona, dall’arte orafa alla lavorazione del cuoio e della cerami-
ca, dalla tessitura dei tappeti al ricamo degli scialli e dei vestiti tradizio-
nali che vengono, in particolar modo, indossati durante le feste popolari.
Naturalmente non potevano mancare le pasticcerie con i dolci tipici sardi,
ed essendo proprio ora di merenda ci siamo presi un sacchetto di dolcetti
misti, uno più delizioso dell’altro!

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Cala Osala e la Grotta di Ispinigoli
A nord di Cala Gonone, un po’ isolate, vi sono
altre due cale, Cala Cartoe e Cala Osala. Per rag-
giungerle bisogna prendere una strada che parte
da Cala Gonone e che in un primo tratto sale pa-
recchio rispetto al livello del mare e sembra addi-
rittura allontanarsi dalla costa; la strada prosegue
praticamente in piano per alcuni chilometri, si
incontra una deviazione per Cala Cartoe mentre,
se si prosegue diritti, si giunge a Cala Osala dove
la strada termina (17). La cala è molto piccola
ed è delimitata alle estremità da due promon-
tori ricchi di vegetazione; la spiaggia è comple-
tamente di sabbia fine ed il fondale del mare,
che in un primo momento sembra diventare su-
17. Cala Osala
bito profondo, ritorna poi abbastanza basso.
Mentre il promontorio verso Cala Gonone è inac-
cessibile, quello dalla parte opposta è attraver-
sato da un piccolo sentiero che permette di rag-
giungere la spiaggia di Osalla, in località Marina
di Orosei (18). Questa spiaggia lunga diversi chi-
lometri, di finissima sabbia bianca, è resa acces-
sibile da un piccolo ponte che sovrasta un fiumi-
ciattolo immerso in una pineta.

Lasciamo la piccola cala a metà pomeriggio per


andare a visitare la Grotta di Ispinigoli, che si tro-
va sulla strada interna che dalla cala ci riporta
sulla SS125. Appena entrati nella grotta, si scen-
de lungo una stretta e lunga scalinata in ferro che
porta alla sala principale, al centro della quale
18. Il sentiero per la spiaggia di Osalla sorge una colonna stalagmitica alta 38 metri, la
più alta in Europa e la principale attrattiva della grotta; sulle
pareti della sala vi sono poi altre numerose aggregazioni cal-
caree, alcune delle quali sembrano delle vere e proprie statue
(una, per esempio, sembra un orso!). La guida ci ha racconta-
to anche la storia della grotta; vennero ritrovati resti umani,
anelli e gioielli vari che vennero attribuiti all’epoca dei Fenici
e che fecero pensare all’esistenza, nella grotta, di un pozzo
sacrificale fenicio. Purtroppo la visita è abbastanza breve e,
come è solito in luoghi di tale importanza archeologica, non è
possibile fare foto.

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Olbia e ritorno
Quasi senza neanche accorgercene, i nostri dieci giorni sono
trascorsi ed è arrivato il momento di tornare a casa. Il tra-
ghetto partiva da Olbia alla sera tardi; così abbiamo avuto il
tempo, alla mattina, per fare un ultimo bagno nello splendido
mare di Cala Ginepro e, nel pomeriggio, di fare un giro per
Olbia. Non potevamo di certo permetterci di andarcene sen-
za portare con noi un ricordino della stupenda terra sarda...
E cosa c’è di meglio dei prodotti tipici locali? Una bottiglia di
Mirto e una di Cannonau erano perfette! Quando ci siamo im-
barcati era ormai buio da un po’, la luna splendeva nel cielo
e si rifletteva nel mare del porto (19).

Un augurio perché anche voi possiate visitare e godere


delle bellezze del Golfo di Orosei!

Valentina e Daniele

19. La luna sul mare

Appunti di viaggio:

Per altre informazioni scriveteci all’indirizzo: daniele.cogo@gmail.com TORNA ALL’INDICE 10

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