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Regole della Disputatio (Dibattito)1

That the powerful play goes on and you may contribute a verse.
What will your verse be?
W. Whitman - R. Keating

***

Indice
1. Introduzione
2. Disputatio per argument
3. Disputatio per question
4. Punteggio partite
5. Strategie: brevi cenni
6. Esempio di disputatio

***

Introduzione
Il dibattito (Disputatio) richiede listituzione di tre figure:
- un moderatore (M) (Ippoliti, Caprara, Quarantotto)
- un difensore (D) il gruppo che presenta e difende la tesi.
- un attaccante (A) i gruppi che a turno attaccano la tesi di (D).

Al Difensore spetta il compito di enunciare una tesi e argomentare in suo favore.


AllAttaccante spetta il compito di confutare la tesi sostenuta da (D). Si hanno a diposizione due
forme per raggiungere tale confutazione, il metodo scolastico (argument) e il metodo greco antico
question).

Al Moderatore spetta il compito di assicurare che sia seguita una corretta procedura sillogistica e
che gli errori nella logica formale non siano tollerati. (M) dovrebbe fare in modo che siano esclusi i
sofismi e che le mere dispute verbali siano evitate. Egli dovrebbe garantire che non sia impiegata
lequivocazione2 e che tutti siano d'accordo sulle definizioni nominali primarie. Inoltre il
1

Tali regole sono basate in gran parte sul modello delle disputationes scolastiche fornito dalla International Society of
Scholastics.
2

Fallacia dellequivocazione: .

moderatore assegna il punteggio alle disputationes. Il punteggio non deve essere necessariamente
dato durante la discussione, ma pu anche essere assegnato dopo, in seguito al vaglio delle
argomentazioni e contro-argomentazioni proposte durante il dibattito.

Le due forme di disputatio sono:


1) Argument (medoto scolistico)
a) (D) inizia la disputatio, sostenendo una certa tesi A.
b) (A) deve produrre un argomento la cui conclusione non-A.
c) (A) pu dunque respingere l'argomento, in particolare pu negare le sue premesse.
d) (D) assume nuove proposizioni e per mezzo di esse dimostra non-A.
Questo lo schema essenziale della disputatio, che continua fino a che si arriva a proposizioni
accettate da entrambi contendenti.
Si noti che (A) non ha l'obbligo di dimostrare niente che sia di per s manifesto e la regola dice che
in tal caso (A) deve precisare a (D) che tali principi non sono da dubitare (ma si assume la
responsabilit di tale affermazione)

2) Question (metodo greco antico)


Si basa sullobligatio, ossia limpegno di (D) di evitare di cadere in contraddizione una volta che ha
accettato o negato una proposizione inziale proposta da (A).
La disputatio comincia con (A), il quale chiede a (D) o Propongo che tu asserisca A (pono
tibi A, positio) oppure Propongo che tu neghi A (depono tibi A, depositio).
(D) ha tre possibili mosse: "Accetto" (consedo, admitto), "Nego" (nego), and "distinguo" (dubito).

Argument
Il dibattito richiede listituzione di tre figure per ogni sessione:
- un moderatore (M) (Ippoliti, Caprara, Quarantotto)
- un difensore (D) il gruppo che presenta.
- un attaccante (A) i gruppi che attaccano.
1. Il gruppo Difensore (D) inizia presentando la sua tesi e offrendo una breve spiegazione della sua
posizione (25-30 min max).
2. Il gruppo attaccante (A) ascolta attentamente e poi afferma l'opposto della tesi.
a. ESEMPIO: Il difensore afferma la tesi: lessere vivente essenzialmente distinto da un
essere non vivente.
b. L'Obiettore, quindi, cercher di dimostrare che lessere vivente non essenzialmente
distinto dallessere non-vivente.

3. (A) tenta di dimostrare la negazione della tesi (confutando cos la tesi del difensore) per mezzo di
un sillogismo. (A) chiamato a comprendere precisamente il significato della tesi contro cui
argomenta e conoscere lo statum controversiae.
3.1. Repetitio. Dopo che (A) ha formulato il suo argomento. (D) dovrebbe ripeterlo parola per
parola due o tre volte, in modo da chiarire a tutti gli astanti le proposioni che compongono
largomento. (A) ha il diritto di esigere che le distinzioni fatte da (D) abbiano un fondamento
corretto e siano davvero rilevanti.
Dopo la repetitio, (D) pu ricorrere alle tre possibili mosse: (1) distinguo, (2) concedo, (3) nego.3

ESEMPIO: (A) potrebbe obiettare in questo modo:


Premessa maggiore: il vivente essenzialmente distinto dal non-vivente se e solo se i cosiddetti
esseri viventi hanno propriet che non possono essere spiegate con la semplice composizione di
elementi e sostanze chimiche.
Premessa minore: ma tutte le propriet dei cosiddetti esseri viventi possono essere spiegate
mediante la disposizione degli elementi e sostanze chimiche stesse.
Conclusione: Pertanto, l'essere vivente non essenzialmente distinto dal non-vivente.
4. (D) inizia a criticare l'obiezione dicendo "Lei argomenta in questo modo, signore" ("sic
argumentaris, domne"). Egli passa lentamente in rassegna il sillogismo dellobiettore, vagliando la
validit e verit di ogni premessa e della conclusione. A questo punto si occupa di ciascuna
premessa alla volta.
a. PREMESSA MAGGIORE
Il difensore pu ritenere che la premessa maggiore sia (i) vera, (ii) in parte vera e in parte
falsa, (iii) completamente falsa, o (iv) irrilevante.
(i). Se vera, D afferma "Io concedo la maggiore" ("concedo majorem"). E passa alla
premessa minore.
(ii). Se in parte vera e in parte falsa, egli afferma distinguo la maggiore (distinguo
majorem). Si separa il vero significato (Se presa con il significato A, concedo il punto)
dal falso (Se intesa nel senso B, nego il punto). E poi passa alla premessa minore.
(iii). Se completamente falsa, chiede di dimostrare la premessa, Si prega di provare la
maggiore (Faveas probare majorem). L'obiettore offre un secondo sillogismo per
dimostrare la premessa maggiore e il difensore tratta il sillogismo nello stesso modo del
primo sillogismo.
(iv). Se irrilevante, o non vuole affrontare a questo punto, D lo liquida, Lasco passare la
maggiore (transeat major).

b. PREMESA MINORE
Dopo aver affrontato la premessa maggiore, D passa alla premessa minore. A questo punto,
D ha o (i) concesso, o (ii) passato, o (iii) distinto la premessa maggiore.
(i)-(ii) Se egli ha concesso o passato la maggiore, egli chiamato a negare o distinguere la
premessa minore. A questo punto D pu negare oppure distinguere la conclusione, Nego la
conseguente (Nego consequens).
Esiste anche una quarta possibilit teorica, la retorsio o inversio: mostrare che alrgomento di (A) di fatto prova la tesi
sostenuta da (D).
3

(ii) Se egli ha distinto la maggiore: egli nega, distingue, oppure contro-distingue la minore.
Contro-distinguere significa introdurre nella premessa minore la stessa distinzione della
maggiore, concedendo il membro che corrispondeva a ci che stato negato nella maggiore,
e negando il membro che corrispondeva a ci che stato concesso nella maggiore. Poi offre
una spiegazione per le sue distinzioni.
1. ESEMPIO di contro-distinguere: questa un'obiezione contro l'esistenza di una facolt
astrattiva dell'uomo (lintelletto agente).
a. (A) argomenta contro la tesi abbiamo una facolt astrattiva o un intelletto agente, egli
dichiara, Non esiste una facolt di cui noi non siamo consapevoli. Ma non siamo coscienti
dell'esistenza dellintelletto agente. Pertanto, non abbiamo alcun intelletto agente.
b. (D) risponde: Distinguo la maggiore. Concedo che non esiste una facolt dentro di noi di
cui non siamo immediatamente o mediatamente coscienti; nego solo che non esiste una
facolt dentro di noi di cui non siamo immediatamente coscienti. Contro-distinguo la
minore. Concedo Noi non siamo coscienti dellintelletto agente immediatamente. Ma nego
che noi non siamo coscienti dellintelletto agente mediatamente (cio, per mezzo di
qualcos'altro).
c. A volte una distinzione potrebbe richiedere per s un'altra distinzione. Questo si chiama
sotto-distinguere.
i. Esempio: (A) argomenta contro la tesi lanima pu esistere indipendentemente dal
corpo, e dunque afferma che lanima umana si evolve e invecchia con il corpo, ed
soggetta all'influenza delle sue disposizioni di salute e malattia. Ma questo non pu
avvenire a meno che l'anima soggettivamente dipende dalla materia del corpo.
Pertanto, l'anima soggettivamente dipendente dalla materia, cio non pu esistere
indipendentemente dal corpo.
ii. (D) risponde: Io distinguo la maggiore. Per quanto riguarda le facolt della vita
vegetativa e sensitiva, concedo. Per quanto riguarda le facolt intellettive,
sottodistinguo. Per quanto riguarda l'essere e l'esistenza di queste facolt, io nego,
per quanto riguarda l'uso di esse nel presente stato di unione con il corpo, concedo.
5. (A) tenta poi di dimostrare ci che stato negato da (D) con un altro sillogismo: "Io dimostrer
ci che stato negato" ("Probo negatam"). Questo nuovo sillogismo criticato nello stesso modo
descritto sopra.
6. In qualsiasi punto della disputatio (A) pu chiedere al difensore di dimostrare niente egli ha
negato che il (D), il quale lo fa con un sillogismo. (A) pu poi attaccare questo nuovo argomento,
dicendo Ma la difficolt resta (stat difficultas).
a. ESEMPIO: l'opponente sostiene che i poteri non sono specificate dai loro oggetti, e
afferma: Se i poteri fossero specificati dai loro oggetti, ci sarebbero tanti poteri in quanto vi
sono oggetti. Ma non ci sono cos tanti poteri quanto oggetti. Pertanto, i poteri non sono
specificati dai loro oggetti.
b. (D) risponde: Io distinguo la maggiore. Che ci siano tanti poteri quanti oggetti materiali,
io nego, che non ci siano tanti poteri quanti oggetti formali, concedo. Contro-distinguere la

minore. Che non ci sono tanti poteri quanti oggetti materiali, concedo. Che non ci sono tanti
poteri quanti oggetti formali, nego.
c. (A) poi risponde: Ma i poteri non sono specificati dai loro oggetti formali. Pertanto, la
difficolt rimane. Ed egli cerca di dimostrare questo: Oggetti formali non sono il
differentiae specifica dei poteri. Ma i poteri sono specificati dal loro specifica
differenziazione. Pertanto, i poteri non sono specificati dai loro oggetti formali.
d. (D) di nuovo risponde: Io distinguo la maggiore. Oggetti formali non sono le differenze
intrinseco, lo ammetto, ma che non sono differenze estrinseche, lo nego. E contro-distingue
la minore. I poteri sono specificati con il loro specifico differenziazione come dal loro
principio intrinseco di specificazione, concedo; come da loro principio estrinseco di
specificazione, io nego ".

Question
Il dibattito richiede listituzione di tre figure:
- un moderatore (M) (Ippoliti, Caprara, Quarantotto)
- un difensore (D) il gruppo che presenta.
- un attaccante (A) i gruppi che attaccano.
1. Il gruppo Difensore (D) inizia presentando la sua tesi e offrendo una breve spiegazione della sua
posizione (25-30 min max) e, nel caso in cui (D) richieda di utilizzare la forma della question,
accetta lobligatio, ossia limpegno a non cadere in contraddizione una volta che ha accettato o
rifiutato una proposizione proposta da (D).
2. Il gruppo attaccante (A) ascolta attentamente (D) e cerca di far cadere in contraddizione (D) una
volta che egli ha accettato o negato una proposizione inziale proposta da (A).
La disputatio comincia con (A), il quale chiede a (D):
(i) Propongo che tu asserisca A (pono tibi A, positio) oppure,
(ii) Propongo che tu neghi A (depono tibi A, depositio).
(D) ha tre possibili mosse: Accetto (consedo, admitto), Nego (nego), e Dubito (dubito).
Nella sua prima risposta, (D) limitato dalla seguente regola:
i) se (D) sa che A possibile, deve accettare una positio di A e negare una depositio di A;
ii) in caso contrario, deve dubitare o negare la positio di A e accettare una depositio di A.
N.B. Per il principio che dallimpossibile segue qualsiasi cosa, l'accettazione di un propositio
"impossibile" sancirebbe la fine prematura della partita, costringendo (D) a concedere tutto
ci che (A) chiede di accettare.
La disputatio dunque prosegue con (A) che muove di nuovo, facendo o positio o depositio di una
qualsiasi altra frase B arbitraria e (D) ha le stesse tre possibili risposte a disposizione, e cos via.
(A) non limitato affatto nella sua scelta delle proposizioni A, B,. . . , etc. e (D) deve soddisfare le
regole della logica e deve prestare attenzione alle affermazioni da lui precedentemente formulate.
Se indichiamo con A1, B1, C1, le affermazioni di (D), allora abbiamo che se (A) fa una
positio di A, (D) deve determinare se A pertinente: se segue o (sequitur) da A1 & B1. . . & Xn-1

oppure se implica la negazione di questa congiunzione (repugnat). Solo se A non pertinente, (D)
deve accettare o rifiutare A in base al suo "reale" valore di verit (fuori l'obbligazione). Se A segue
da A1 & B1. . . & Xn-1, A dovrebbe essere asserita; se A implica la negazione di A1& B1. . . &
Xn-1, Allora A dovrebbe essere negata.
Ad esempio, sia
A1 = Ogni uomo sta correndo,
B1 = Io sono un uomo.
Allora Io sto correndo un pertinens sequens, e Io non sto correndo un pertinens repugnans..
Questo essenzialmente ci che (D) dovrebbe tenere a mente. I guai per lui ovviamente possono
emergere quando nello specifico deve decidere se una determinata proposizione A segue da A1 &
B1. . . & Xn-1.
Lobligatio non ovviamente stipulata a tempo indefinito, ma per un certo periodo di tempo, detto
tempus obligationis. Il limite di tempo deciso da (A) (che dice cedat tempus!), ma necessario
che (D) lo accetti. Inoltre (D) pu indicare un certo limite di tempo per lobligatio.

Punteggio
Il Moderatore assegner un punteggio a ogni disputatio, sia a (A) sia a (D).
Il punteggio riguarda ogni singola disputatio (un gruppo pu proporre pi dispuationes).
I criteri per lassegnazione dei punti:
- rigore logico;
- precisione linguistica;
- conoscenze della materia del dominio specifico.
Sulla base del punteggio e dopo attenta analisi delle dusputationes (M) stabilir e render noto il
risultato (vittoria/sconfitta/pareggio).
La vittoria viene ottenuta in questo modo:
(1) (D) vince se (A) abbandona (cedat tempus) senza aver condotto (D) in contraddizione, oppure se
(A) non ha refutato la tesi o se (D) ha mostrato in qualche modo che largomento di (A) fallisce.
(2) (D) perde se costretto ad asserire una contraddizione, oppure se la sua tesi stata refutata o se
non in grado di mostrare che largomento di (A) fallisce.
Dunque il punteggio dipende dal raggiungimento (1) e (2).

Strategie: brevi cenni


(A) deve produrre a tal fine un argomento che direttamente o indirettamente nega la tesi T di (D).
Lattacco in forma indiretta condotto prendendo una congiunzione T & C, dove C accetta
unanimemente e mostrando che questa congiunzione implica una proposizione falsa.

Lattacco in forma diretta condotto da (D) mirando a dimostrare la contraddittoria piuttosto che la
contraria di T, in quanto nel caso di proposizioni contrarie si potrebbe avere che sia (A) sia (D) si
sbagliano.
In particolare, nellargomentazione si potrebbe essere tentati di dimostrate la verit di una
proposizione cercando di dimostrare che lopposto falso. Ma questo pu condurre ad un errore, se
le proposizioni in questione sono solo contrarie e non contraddittorie4.
Esempio:
Se dimostro che falso che tutti i P sono random, da questo non segue che tutti i p sono nonrandom o che nessun p random, segue soltanto che qualche p non random. Questo pu essere
un modo per difendere la teoria ortodossa: potrebbe essere descrittiva di alcune condizioni dei
mercati. In ogni caso non posso concludere che vera la teoria che tutti i prezzi sono non-random.
Il compito del (D) produrre una solutio dell'argomento. Ovviamente, non ci sar una "soluzione" a
meno che il (D) preparato a distinguere o negare in modo "ragionevole": egli dovrebbe essere
pronto a giustificare (reddere rationem) le sue distinzioni e smentite. Se (D) sostiene che la forma
del ragionamento non corretto, dovrebbe essere pronto a indicare della regola logica che viene
violata.
La mossa migliore per (D) sar quello di produrre un instantia contro largomento di (A). Una
instantia una proposizione che ovviamente vera o accettata allunanimit, senza bisogno di
alcuna prova (in modo che (D) non deve dimostrarla). Di solito la instantiae sono proposizioni
particolari stabilite contro proposizioni universali.
(D) pu perdere la partita se non in grado di "giustificare" o mostrare la logica delle sue
distinzioni e smentite. (D) non deve produrre una instantia, ma semplicemente pu.
Gli autori scolastici (e.g. Horneius) affermano che le instantiae sono il modo pi potente di negare,
cio, di giustificare le proprie smentite. Altri modi comprendono il ricorso allauctoritas.

Esempio di disputatio (argument)


Tesi
Nella societ civile, molte azioni distinte dei singoli membri sono subordinati ad un unico fine: il
bene comune.
Ma affinch molte azioni distinte siano subordinate a un unico fine, ci deve essere una relazione tra
una persona che dirigere e unaltra che diretta, e questo si chiama autorit. E praticamente
impossibile per molti individui tendere a un solo fine della loro conoscenza e accordo; ciascuno
agirebbe per il proprio fine particolare. E dal momento che la legge morale controlla solo ci che
praticamente possibile, e dal momento che la morale comanda la societ civile, necessario che ci
sia un principio direttivo mediante cui gli individui siano ordinati ad un unico fine comune.
La relazione di contrariet, che quella di contraddittoriet, si predicano di due proposizioni, come Fuori
piove/Fuori non piove o Questo colore bianco/Questo colore nero, che siano tra loro in una relazione di
opposizione.
Due proposizioni sono contrarie quando non possono essere entrambe vere, ma possono essere entrambe false,
ammettono una terza possibilit, cio in sostanza quando accettano delle posizioni o delle possibilit intermedie; il
caso di bianco e nero, i due estremi della scala dei colori, rispetto ai quali delle alternative sono possibili.
Due proposizioni contraddittorie non possono essere entrambe vere o entrambe false, non accettano alcuna terza
possibilit, cio si escludono lun laltra: o fuori piove, oppure fuori non piove. Ne consegue che due proposizioni
contrarie, pur non potendo essere entrambe vere lo puoi verificare facilmente sempre sullesempio dei colori
possono essere entrambe false, mentre di due proposizioni contraddittorie necessariamente una vera e laltra falsa.
4

Obiezione 1 (Argument)
(A) Sembra che l'autorit non sia moralmente necessaria nella societ civile.
Quello che distruttivo dell'amore tra l'umanit non pu essere moralmente necessaria e nemmeno
moralmente lecito. Ma l'autorit distrugge l'amore tra gli uomini. Pertanto, non n moralmente
necessaria n moralmente lecito.
Io dimostrer la premessa minore (ad esempio, autorit distrugge l'amore tra l'umanit). L'amore tra
l'umanit deriva da uguaglianza, in modo che tutto ci che distrugge l'uguaglianza distrugge
l'amore. Ma l'autorit distrugge l'uguaglianza. Pertanto, distrugge l'amore.
(D)
Distinguo la maggiore: che ci che distruttivo dellamore tra gli uomini non pu essere
moralmente necessario n moralmente lecito. Ci che per sua natura distruttivo dell'amore tra gli
uomini non moralmente lecito, concedo. Ci che accidentalmente distrugge l'amore tra gli uomini
non moralmente lecito, Nego. Esempio. Il cibo moralmente lecito e necessario. La sua natura
necessaria per preservare la vita. Ma a un certo punto il mio cibo fornisce l'occasione di litigio tra
gli uomini e pu causare accidentalmente la discordia.
Risposta alla premessa minore Ma lautorit distrugge lamore tra gli uomini.
Contro-distingue la minore. Che l'autorit per sua natura distrugge l'amore tra uomini, Nego. Che
lautorit possa fornire occasioni accidentali che distruggono l'amore fra l'umanit, concedo.
Mi spiego: l'abuso di autorit pu essere l'occasione per la distruzione dell'amore tra gli uomini.
Tuttavia, in s e per s, l'autorit non distrugge l'amore, ma favorisce una interazione umana
caritatevole che unisce i suoi membri nella conoscenza e nel desiderio dello stesso fine comune. E
come dire, a tal fine, che mantiene l'ordine armonico.

Risposta alla dimostrazione della minore


Dimostro la premessa minore (lautorit distrugge lamore tra gli uomini). Lamore tra gli uomini si
ottiene dalluguaglianza, cosicch tutto ci che distrugge luguaglianza distrugge anche lamore.
Ma lautorit distrugge luguaglianza e, dunque, distrugge lamore.
La maggiore di questa dimostrazione ha due parti
Risposta alla prima parte della maggiore.
Lamore tra gli uomini si ottiene dalluguaglianza.
Che tutto l'amore dipenda delluguaglianza nel senso di una somiglianza nella qualit, concedo. Che
tutto l'amore dipenda dalluguaglianza nel senso di una identit di diritti e doveri, nego.
Risposta alla seconda parte della maggiore (tutto ci che distrugge luguaglianza distrugge
lamore).
(That what totally removes any likeness of nature destroys love (because a total destruction of
likeness of nature would reduce the one party to non-being, and non-being cannot be loved), I
concede. That what destroys an equality of rights and duties destroys love, I subdistinguish)
Che ci che rimuove completamente qualsiasi somiglianza di natura distrugge l'amore (perch una
distruzione totale della somiglianza di natura ridurrebbe quella parte al non-essere, e il non-essere

non pu essere amato), concedo. Che ci che distrugge una parit di diritti e di doveri distrugge
l'amore, io sottodistinguo.
Che distrugge l'amore perch distrugge l'uguaglianza dei diritti e dei doveri di coloro che hanno
diritto alla parit di diritti e doveri, lascio passare per ora. Che distrugge l'amore perch spinge
coloro che sono diseguali verso lo stesso fine comune, nego.
Contraddistinguo la minore.
Ma l'autorit distrugge l'uguaglianza.
Che lautorit si oppone all'uguaglianza perch distrugge gli uguali diritti e doveri di coloro che
hanno diritto a loro, io nego. Che lautorit si oppone all'uguaglianza perch dirige chi diseguale
allo stesso fine comune, concedo.
Spiego la distinzione. Gli uomini sono uguali in astratto e nei diritti e doveri naturali, perch hanno
la stessa natura specifica. Ma nel concreto sono disuguali in diritti e doveri acquisiti e possono
essere superiori e inferiori lun laltro in diversi aspetti, come un padre superiore ad un figlio nella
virt della gestione domestica, ma il figlio pu essere superiore al padre nella virt della
conoscenza. Lautorit stabilisce un ordine tra gli uomini disuguali in virt di un fine comune.