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UN1V|BS1TAEDEGL| STUDI

EMILIO

b ib l io t e c a

DI

LEO

HLJliL
FR A N C ESC O PETRARCA
PADRE DELLUMANESIMO
(Conferenza tenuta il 12 novembre 1953, nell'Aula Magna
del L i c e o

C la ssic o

S t a t a l e T a s s o , di S a l e r n o ,

per l ' inaugurazione dell anno scolastico).

L I N O T Y P O Q R AF1 A

M.

SPADAFORA

19 5 3

SALERNO

U n iv e rsita rio

ENSIONI E GIUDIZI SULLE PUBBLICAZIONI

Istituto

Salerno

iilio Di L eo

iilio

Di Leo

- S cien za e U m anesim o in G irolam o F racastoro L. 1000


- U m anesim o e a n im a m o d ern a

150

dalla R iv is ta I n t e r n a z i o n a le d i Filosofia Logos A. X X (1937) - fase. I.

3. - F r a n c e s c o P e t r a r c a - C ontro u n m edico (Invettive)


Introduzione, traduzione e note a cura di E m i l i o
Di

L e o ......................................................................................................... L . 1 0 0 0

..........la fig u r a d e l F ra ca sto ro p r e n d e p e r la p r im a v o lta u n g iu sto risa lto


p e r e n tr o q u e l d i b a t t it o t r a Scienza e Sapienza c h e c a r a tt e riz z a la fine d e ll u m an e sim o
G IU S E P P E TOFFANIN
( P ro f. ovd. di L e tte ra tu ra I ta lia n a n e ll U n iv ersit di Napoli)
I suoi stu d i s u ll U m a n e s im o e sul F ra c a s t o r o m i h a n n o fa tto u n a eccel len te im p re ssio n e p e r la seriet d e lle idee e p e r il m o d o com e sono p re se n ta te .
G IU LIO B ER TO N I
(della A c c a d e m ia d Ita lia )
..........Lei sa b e n e c h e nella concezione de ll U m a n es im o io n o n c o n se nto
con Lei, come n o n c o n se n to col m io c aro T o ffan in ; ma ci n o u toglie c h e io
n o n a pprezzi q u e sti suoi la v o r i e n o n riconosca che essi f a n n o p e n sa re , a p p u n to
e sp e c ia lm e n te c h i la p e n sa in a ltro m o d o d a L ei
V IT T O R IO ROSSI
( O r d i n a r i o di L e tt. / t a l , n e lla U n iversit di R o m a)

. . . . A l e t t u r a c o m p iu ta , posso r i n g r a z ia r l a e c o n g r a t u la r m i i n s ie m e e co sc ienz iosam e nte con Lei, de l suo lav oro . N o n e n t r o o ra a d i s c u te r e che n o n
sa reb b e n o p p o rtu n o , n i n e r e n t e a l l a rg o m e n to d a lei t r a t t a t o la definizione d e ll U m a n e s im o c h e il prof. T offauin h a pro posto e di cui si f a tt o lo
storico e l a pologeta ; m a si acc etti o m e n o tale definizione, si voglia c o n t r a p p o r r e alla Sc ienza l U m an esim o , o p i u tto sto il se n t im e n to religioso e la coscienza
c ris tia n a , c e r t o c h e il c o n flitto d i s e n tim e n ti d a L ei rilev a to con fin e z z a ed
a c u m e n e l F racastoro re a le , p ro fo n d o , d i sin g o la re im p o rta n za sto rica , ed
sta to d a L e i stu d ia lo m a g istra lm e n te
ALFREDO GALLETTI
( de lla U niversit di Bologna)
Va segnalato con lode il lavo ro m onografico Scienza e U m a n e s im o i n G. F R .
di E. Di Leo im p o s ta to e svolto sulle n ote te o rie i n to r n o all U m a nesim o, visto in
c o n tr a s t o con lo sp irito scientifico, del P ro f. T o ffanin. Il Di Leo, e sa m i n a n d o il
p e n siero scientifico de l F r a c , e m e t t e n d o in giusto rilie vo la sua i m p o r t a n z a
come m edico e come scienzia to, d im o s tr a come, d a lt r a p a r te , in q u e s t a n o b ile
figura di u m a n ista , lo s p ir ito d e lla scienza si a rm o nizzi con gli i d e a li u m a n i stici, p e r cui nel F ra c . n o n s ' o s c u r a m ai il c o n ce tto u m a n i s t i c o di sa pien z a....
Il lib ro c o n d o tto con garbo e con la conoscenza d ire tta e a m o ro sa d e lle
o p ere d e ll ' A . stu d ia to
M IC H E L E F E D E R I C O SCIA CCA
(Riv. I n t . di Filosofia Logos 1937, fase. I l i )
(s e g u e a p a g in a 24)

I
A

EMILIO

^ 31?

jd ,
-

FRA NCESCO PETRARCA


PADRE DELLUMANESIMO
(Conferenza tenuta il 12 novembre 1953, nellAula Magna
del L i c e o

C la ssic o

S t a t a l e T a s s o , di S a l e r n o ,

per l inaugurazione dell anno scolastico).

Pia, cara co m pa gn a della mia vita,


c he

mi

aiuta a perseguire

n o b i l i ideali, c o n

i pi

ani mo grafo.

E.
Salerno, N a ta le 1953.

E c c e l l e n z e , S i g n o r P r o v v e d it o r e , O n o r e v o l i
G e n t il i

S ign o re

Signori,

C ari

A u to rit ,

G io v a n i,

Non senza significato che. inauguriam o l'anno scolastico r i


cordando la figura di Francesco P etrarca, Padre dell'Umanesimo.
In questepoca di relativism o, di scetticismo, di esistenzialismo,
di m aterialism o, di tecnicismo, in cui l'uomo sembra aver dimen
ticato s stesso come spirilo e le sue pi alte aspirazioni, op
portuno ripensare a llopera di Francesco P etrarca che, combat
tendo l arido scientificismo e l ateo avverroismo del Medio Evo,
si rifece alle tradizionali ed eterne verit morali che da Socrate
a Platone, a Cicerone, a Sant'Ago,stino e, attraverso lo stesso Pe
tra rc a , agli U m anisti di tu tti i tempi, danno a lluomo la consape
volezza della propria dignit.
Guai a colui che non professa il culto di quelli che furono
sorgente alla sua esistenza, stato giustam ente notato da F r a n
cesco Pastonchi. .Presente e avvenire non sono che riflessi di un
continuo passato. A che conclude un vivere avulso dal passato
e scardinato da ogni tradizione? Tanto pi vigoreggia l albero e
g itta fronde, quanto pi affondi le sue radici. Le tradizioni com
pongono la scala al cui sommo sta Dio. Chi le rinnega vaneggi i,
m isera vittim a di follia. Sono esse nostra fecondit e ricchezza .
Perci il culto di P etrarca, iniziatore e maestro dellUmanesimo, stato sempre universale e dopo oltre sei secoli non accenna
a diminuire. E ' dellaltro giorno la notizia che i rappresentanti
della Poesia di ventiquattro Paesi del mondo hanno compiuto un
devoto pellegrinaggio alla tomba e alla cesa di Messer Francesco.

Oggi, purtroppo, in questa supervalutazione della tecnica,


l uomo ha perduto quasi del tu tto la sua sostanza umana. Il per
sonaggio di Cliarlot in Tempi moderni divenuto circolante e
reale. Si pensato a vincere questa m ostruosit alla Taylor, per
es. con la panacea suggerita da Ford, il quale mise, vicino alle sue
grandi fabbriche, degli orti, acciocch gli operai potessero eser
citarvi quella parte della loro um anit, non ancora uccisa dalla
macchina; ma zappando le rape, non si salva gran che delluomo
lavoratore.
O rientare alla tecnica sta bene; sviluppare l artig ian ato
ancor meglio; ma necessario essenzialmente m antenere vivo il
senso della dignit dellUomo in tu tti, rivalutare cio la conce
zione che della vita ebbe l Umanesimo, senza scoraggiarsi se l o
pera appare troppo vasta e talvolta perfino impossibile.
Giuseppe Toffanin. il geniale studioso dellUmanesimo, ha do
lorosamente parlato, in una delle sue ultime pubblicazioni, della
fine del Logos , cio della fine della tradizione, della trascen
denza, della Legge morale, eterna e universale, dei V alori assoluti.
Noi in verit crediamo che quanto pi la crisi odierna dovuta
a llAntilogos sia grave, tan to pi vicina la sua risoluzione;
quanto pi Dio sembri lontano, tanto pi l uomo sente il bisogno
di esserGli vicino; e quanto pi il Logos sembri svanire, tanto
pi torna a brillare nel mondo. Perch il Logos non pu finire.
Questa convinzione alla base dei nostri studi classici, che,
scrutando il significato dei Divini antichi sacri e profani, con
tro ogni misticismo e ogni razionalismo a s tra tti, fortificando cio
il ponte tr a la ragione um ana e il Logos, che si chiama Sapienza,
Docta Pietas, Umanesimo, riaffermando e consolidando la Legge
morale eterna, assoluta e universale, senza la quale l Uomo non
pi uomo, ma si abbassa nella confusione degli esseri inferiori
della n atu ra, approfondendo l essenza delluomo in quanto spi
rito pi che in quanto n atu ra, ne rivalutano la dignit tanto m i
nacciata nella societ moderna.

# * *

E stato osservato (1) che nessun autore del 300 ha tenuto


l occhio tanto fisso sulla letteratu ra latina, n tanto ha effettiva
mente influito sulla produzione lette ra ria dei secoli seguenti,
quanto il P etrarca. E in verit, alla Sapienza laica collocata sui
trono accanto a quella religiosa, per un elemento di trascendenza
implicito in essa, egli, come tu tti i grandi um anisti, non poteva
riconoscere adeguata a ltra lingua che quella latina, ugualmente
immutabile ed eterna. L idea poi che nella Sapienza e nelle forme
degli antichi ci fosse qualcosa di insuperabile e di paradigmico
avvalorava il precetto dellimitazione, in cui molti nel Rinasci
mento facilm ente si irrigidirono.
Ma, come si pu gi comprendere, il Petrarcai Padre dellUmanesimo non tanto perch nelle sue Rime e nei suoi Trionfi l in
fluenza classica sia sensibile, e da essi si sia generata l impressio
nante epidemia del Petrarchism o; n perch le sue epistole, mo
dellate sulle ciceroniane e sulle senechiane, inizino la serie im
portantissim a degli epistolari di Co l uccio S alutati, del Poggio,
del B runi, del Filelfo, del Traversaci, del Beccadelli, del Piccolo m ini; n perch le sue Invectivae e gli opuscoli polemici, non
immemori delle V errine, diano la stu ra agli analoghi frequentis
simi componimenti dei Poggi, dei Filelfi, dei G uarini e dei Valla;
n perch i suoi tr a tta ti in prosa espositiva o in dialogo, a imi
tazione di quelli senechiani o ciceroniani, dal De V ita solitaria,
e dal De Odo al De Remediis, precedano moltissime opere con
simili, composte dai sunnom inati e da mille a ltri (il Fazio, il
Barbaro, il Campano, il Bracciolini, Leonardo Aretino, il Pon tano, per tacere dei tra tta tis ti in volgare, a cominciare dal P al
mieri e dall'A lberti). N tanto il prim o grande um anista perch
le sue biografie De V iris illustri bus e Rerum merrwrandarum, ispi
rate da Svetonio e Cornelio Nepote, trovino numerosi cultori da
Filippo Villani a Sicco Polenton, dal Fazio al Piccolomini, per

(1) T o n e l l i P etra rca , p p . 355 e segg.

non p arlare di Vespasiano da Bisticci; n perch la sua A fricn


ispirata dai poemi latini e particolarm ente dellEneide e dalla
F arsaglia, su fondamento liviano, faciliti la fioritura dei Poemi
storici del Porcellio, dello Strozzi, del Filelfo e, nel secolo seguente,
con spirito pi cristiano di questi ultim i, e per pi affine a llani
ma petrarchesca, dei poemi di B a ttista M antovano, del Sannaz zaro, del Vida, del Fracastoro; n perch il suo Bucolicum car
nieri., di derivazione virgiliana, promuova la poesia pastorale la
tina di una pleiade di autori, dal Boccaccio al Boiardo, dal Pon tano a B a ttista Mantovano, dal Poliziano al Sannazzaro.
E non tanto dobbiamo considerarlo iniziatore dellUmanesimo
perch egli riesca per primo a dim ostrare, nella lettera a Carlo IV,
la falsit del privilegio, in grazia del quale si pretendeva che l Au
stria fosse fuori della giurisdizione dellimpero, additando in ta l ma
niera il metodo, che servir al Valla per dichiarare falsa la dona
zione di C ostantino; n perch scopra due orazioni di Cicerone e
le epistole ad A tticum ; n infine perch, canonico e arcidiacono,
talvolta ambasciatore e uomo di corte, ma liberamente e dignito
samente, non avendo n volendo avere occupazione e preoccupa
zione pi seria che quella di studiare, scrivere, m editare, ci dia
per primo la figura del letterato italiano ed europeo, che ben cono
sciamo nei secoli seguenti.

Francesco P etrarca in realt Padre delPUmanesimo per la


sua tendenza a dar valore a llUomo come coscienza, societ, po
polo, civilt, e so p rattu tto valore alla pratica di vita morale e
religiosa, e a trascu rare tu tto ci che non riguardi l uomo o che
si dim ostri incapace di farlo progredire sulla via del bene; e per
a svalutare l'strologia, lalchimia, la giurisprudenza sofistica e
cavillatricej la medicina ciarlatanesca, il dialetticismo scolastico,
degenerato in puri giochi di parola, l averroismo e ogni a ltra cor
rente ereticale, portata a negare il libero arbitrio, la responsabi
lit morale, l assolutezza imm ortale dellanima individuale.
T u tta la mia vita, egli dice, trascorsa nelle lettere , cio
nello studio dellantichit e dell'uomo in quanto essere morale,
studio trascu rato per tan ti secoli. Egli abbandona la speculazione
metafisica come poco giovevole e rivolge l attenzione ai costum i;

per lui se la vera filosofia amare Dio, la virt al tempo stesso


sentire rettam ente intorno a Dio e rettam ente agire fra gli uomi
ni; la filosofia insomma etica, guida pratica per la vita.
In Francesco P etrarca, afferma giustam ente Eugenio Garin,
si m anifesta l au ro ra nuova dellUmanesimo, col suo culto con
giunto delle lettere e delluome e di Dio, con la sua convinzione
che la salvezza dellU m anit consiste in u n educazione nelle let
tere umane, nellumile lettu ra dei classici, nellumile lettura lei
libro di Dio, nella terren a opera, umana, che si fa gloriosa ascesa
verso Dio . (1)
11 P etrarca, osserva Carlo C alcaterra, con sincero ardore,
cerc una fusione della cultura classica con la cristiana (2) :
l'ideale di ogni Umanista.
Insomma quanto pi direttam ente si leggono le opere latine
del P etrarca, si afferma pi chiaram ente la tesi del Toffanin per
cui l Umanesimo valorizzazione delluomo in quanto spirito,
trascendenza, arm onia classica, culto dei divini antichi, religione
di Roma che spiritualizz la cultura greca, per preparare il Cri
stianesimo, sommo demiurgo, in questo, Cicerone. (3)
Il nostro Poeta convinto in fa tti, che come i Romani per
mezzo di Cicerone m igliorarono l etica greca, cos S. Agostino per
fezion Cicerone. (Comincia cos quel luogo comune umanistico
che Cicerone pi grande di Cesare perch inizia il non caduco
impero spirituale). Ma per comprendere meglio perch Boccaccio
lo invocasse Sj.es unica nostri , ed egli stesso, iniziando la
casta aristocratica degli Um anisti, si collocasse al principio di
u n et nuova, bisogna dare uno sguardo a quanto avveniva nella
cu ltu ra del tempo.
Dal Duecento in poi ci fu in Europa unondata di razionali
smo antidogmatico, che tu tto voleva spiegare con leggi fsiche. Il
Duecento fu chiamato dal Gravina il secolo arabo appunto per
ch invaso dalla scienza averroistica, cio dalla scienza greca pas
sata attraverso l interpretazione di Averro. Ad una cultura spi
ritualistica che si fondava sulla tradizione, che ammetteva il mon
do creato e retto dalla Provvidenza, e che credeva nella im m ortalit

(1) E. G a r i n La filo so fia (Storia dei g eneri l e t t e r a r i ita liani), voi. I


pag. 175.
(2) C. C a l c a t e r r a N e lla selva d e l P etra rca pag. 289.
(3) G. T o f f a n i n - S to ria d e ll '
U m anesim o.

e individualit dellanim a umana, libera e degna perci di premio


o di punizione, si sovrapponeva una scienza determ inistica che
aveva fiducia solo nelle sciente meccaniche, che proclamava l eter nismo, che negava la Provvidenza e la seconda vita di premio o di
castigo a llanim a um ana. Ad una Sapienza fondata sulla trascen
denza, sulle leggi m orali assolute, im m utabili, eterne, volute da
Dio e m anifestate agli uomini attraverso la voce della coscienza c
le sc rittu re sacre e profane dei Divini antichi , si sovrapponeva
la nuova scienza eretica, per cui aveva valore solo la m ateria, chu
affermava il progresso e la relativ it del tu tto e che stimava vani
pregiudizi l assoluto della morale, il sapere proverbiale degli a n ti
chi, la poesia e la retorica. Questa tendenza m aterialistica and
sempre pi sviluppandosi, m entre i valori tradizionali del vecchio
mondo romano si offuscavano. S. Tommaso contrappose, a llin te r
pretazione averroistica di A ristotele, la sua interpretazione sp iri
tualistica e cristiana dello stesse filosofo, dando in tal modo una so
lida base alla rinascita della cultura um anistica; ma non pot
debellare il nemico.
Lo scontro di queste due culture avvenuto gi altre volte
nella storia, sia prim a del P etrarca (basta ricordare Socrate che
difese luniversalit del Vero e del Bene contro i natu ralisti e i
sofisti), sia dopo (ricordiamo p. es. le lotte dello spiritualism o con
tro il positivismo alla fine dell800). Lo scontro avviene tu tto ra
e avver sempre, perch l esigenza dellAssoluto, che d la calma
e l equilibrio, in sita nelluomo come l opposta esigenza del rela tismo che d a lluomo l entusiasmo e il brivido gioioso della d istru
zione dogni legge superiore, ma anche il vuoto di u n esistenza
senza un sicuro punto dappoggio. E l eterna lo tta dello spirito
contro la m ateria, della libert della coscienza contro il cieco de
term inism o che fa delluomo un ingranaggio passivo e inconsape
vole nel meccanismo universale (1). Solo cos si spiega la violenza
polemica del P etrarca contro i rappresentanti della scienza medioe
vale, per es. contro un medico avignonese, (2) il quale era insorto
perch il Poeta a,veva esortato il Pontefice Clemente V I, ammalato,
ad allontanare da s la tu rb a dei medici. Questa reazione del Pe
tra rc a segna l inizio del glorioso Umanesimo italiano.

(1) Cfr. E. D i L e o U m anesim o e A n im a m o d e r n a ; E. D i L e o S c ie n za


e U m anesim o in G ir. F racastoro.
(2) Cfr. F. P e t r a r c a C ontro u n m e d ico (I n v e ttiv e ) a c u ra di E. D i L e o .

io

Confesso che un iniquo certame, dice P e tra rca al suo avver


sario, si stabilisce fra noi. M entre in fatti io ho dove tu possa col
pire (cio la sp iritu a lit, la fama, la gloria), tu non hai dove io
possa ritorcere i colpi . (1)
U na grande differenza esiste tra i poeti e i medici : i prim i vi
vono per la gloria, la sapienza, la libert, gli a ltri per il vii gua
dagno; i prim i aristocraticam ente hanno cura dellanim a, come tu t
ti i veri U m anisti; gli a ltri plebeamente, come tu tti i meccanici,
hanno cura del corpo. E altrove, avendo il medico Avignonese
osato parlare male della- Divina R etorica , sottomettendola alla
medicina, il P e tra rca esclama : Che cosa non oserai tu , dal mo
mento che sottom etti la Retorica alla Medicina, con sacrilegio
inaudito (testualm ente : sacrilegio inaudito), la padrona a llancella,
l a rte liberale alla meccanica? . Per comprendere il significato di
quel sacrilegio inaudito bisogna ricordare che cosa il P etrarca
intende per Retorica. La Retorica per lui lo studio della lingua
e dei fa tti memorabili degli antichi che serve ad ingentilire l animo
e renderlo virtuoso. P er essa si avvicendano gli scritto ri latini e
profani e i libri sacri, si accostano i m iti ai m isteri e ci si per
suade che solo negli ultim i scritto ri di Roma al raggio delle
quattro virt cardinali era confusa u n abbagliante scintilla della
Rivelazione; ma nello stesso Platone vi era un presagio cristiano.
La Retorica per il P e tra rc a significa insQmma il patrim onio della
sapienza laica assunto alle altezza di una rivelazione seconda, la
constatazione che nessuna opera religiosa stata edificata senza
la calce offerta dagli antichi scrittori e poeti, l arm onia occulta tra
la V erit consegnata da Dio alla Bibbia e quella consegnata alla
Sapienza. Di Cicerone egli disse : Ammetto che dica cose diverse,
nego che dica cose opposte (alla Religione C ristiana). Cristo il
Verbo, la virt, la Sapienza di Dio Padre. Cicerone disse molto su
l a rte delle parole, sulla virt e la saggezza umana, cose che erano
vere, e perci senza alcun dubbio graditissim e a Dio.
I
prim i poeti sono per il P e tra rca i prim i teologi dellUman it e l a u to rit dei santi conferma ci .
Vera Sapienza dunque quella che conduce alla beatitudine,
e solo conduce alla beatitudine la conoscenza non delle cose (scien
za), ma delluomo (sapienza) (2).

(1) F. P e t r a r c a C ontro u n m ed ico L ib ro I, C ap. I.


(2) G. T o f f a n i n S to ria d e ll* U m anesim o pp. 83-154.

-
l i

Costui molte cose sa delle belve, scrive il nostro Poeta, degli


uccelli, dei pesci, e ben conosce quanti crini il leone abbia sul
capo, e quante penne nella coda lo sparviero, e con quante spire
il polipo avvolga il naufrago;... come la fenice, bruciata dal fuoco
arom atico, quindi rinasca, e il riccio ferm i una nave spinta a qual

siasi velocit, ma- tra tto d allacqua perda ogni potere... Cose, tu tte ,
m gran parte false; ma quandanche fossero vere, a nulla servi
rebbero per la vita beata. Io in fa tti mi domando a che giovi il
conoscere la natura delle belve e degli uccelli e dei pesci e dei
serpenti, ed ignorare o non curar di sapere la n a tu ra dell'uomo,
perch siamo nati, donde veniamo, dove andiamo (1).
P er comprendere il mondo bisogna m editare sullanima e su
Dio, non viceversa.
Perch volete rendervi schiavi delle stelle, voi che siete nati
liberi? , chiedeva il Petrarca.
Egli sognava di comporre, anzi aveva gi iniziato un tra tta to
contro quel rabbioso .cane ch Averro, il quale agitato da in
fernale furore, oltraggia e lacera il santo nome di Cristo e la cat
tolica fede .
Cos il nostro Poeta scriveva a llAgostiniano Luigi M arsili,
a cui raccomandava di congiungere, sulle orme di L attanzio e di
Agostino, studia hum dnitats et studia divinitatis, e .a cui com
metteva insieme il compito di continuare l opera sua nella costru
zione di una ina philosophia.
Di fronte alla vana scienza delle cose, quanto essenziale
l ufficio della Retorica, che il dire in modo conveniente per p er
suadere al bene.
I
motivi di incom patibilit fra dialettica e retorica (1) sono
come un punto d incontro dei seguaci della filosofa perenne, la
filosofia dellUmanesimo vero, come risu lta dalla lettu ra d iretta
delle opere umanistiche, non secondo la facile e passiva ripetizione
di luoghi comuni che ta n ta im m eritata fo rtu n a hanno avuto spe
cialmente nel passato in Ita lia .
D ialettica e R etorica, dunque, gi unificate da Platone nel
lunica categoria che la Logica, una volta emancipate dalla Teo
logia, si erano cos diversificate, da una parte attraverso una

(1) P e t r a r c a D e ll ig n o ra n za sua e d a ltr u i - pp. 272 273 ( t r a d . G a r i n


i n L u m a n e sim o ita lia n o c it.).
(2) G. T o f f a n i n Il secolo se n za R o m a - pp . 55 57.

maggiore fiducia in s stessa (dialettica), d a ll'a ltra attraverso una


pi confidente lettu ra dei m oralisti pagani (Retorica), da diven

tare contrarie e nemiche t r a loro. La ragione dialettica in fa tti,


in piena per quanto dissim ulata rivolta contro la Teologia, finisce
col fare del pensiero un mezzo corrosivo della coscienza morale;
la ragione della retorica conserva per proprio oggetto l' Domo
nelle prospettive del bene e del male.
Si spiega cos che il P e tra rca rim ane quasi indifferente quando
accusato di essere privo di dialettica, ma non perm ette assolu
tam ente che si possa dubitare della sua Retorica.
Dici anzitutto che io sono privo di Logica (cos risponde al
l'avversario); ma spero che tu non mi neghi la Retorica e la Gram
matica, che sono comprese nel nome di Logica, per quanto anche
ci tu possa fare, secondo il tuo parere. Sommo esempio di ogni
barbarism o; tu mi togli solo quella D ialettica nella quale i tuoi
sillogismi ti m ostrano eccellere e che tu chiami Logica! Ecco il de
litto o giudici. Ora, se piacesse, potrei fa r vedere che gli illustri
filosofi irridono questa stessa D ialettica, di cui sono accusato di
essere privo, e potrei dim ostrare, come si legge in Cicerone, che
di essa fecero a meno gli antichi peripatetici, chiarissim a setta
di filosofi.
Ma, o stolto, io non ne son privo : io so che valore si debba
dare a questa, che valore alle altre a rti liberali. Ho im parato dai
filosofi a non pregiare eccessivamente nessuna di esse. Esse sono
la via, non la meta : tranne agli e rra n ti e vagabondi che non
hanno alcun porto nella vita.
A te, che non hai alcun term ine pi nobile, meta checch
trovi. Ti credi posto nel sommo grado della felicit ogni qualvolta
hai composto per caso con molta vertigine cerebrale, per tu tta
una notte insonne, un fragile sillogismo, che non conclude niente.
Tu, insipiente, dici nel tuo in tim o: N on esiste Dio ; n c da
aspirare a cose pi nobili... (1).
Quindi il Peti*area con esempi m ostra che con la D ialettica si
possono criticare i pi grandi filosofi, si pu dubitare di Cristo
stesso e diffamarlo, ci che nessuno mai dei poeti ha fa tto (2).

(1) Fr. P C ontro u n m e d ico - L ib ro I I , cap. 17 A.


(2) F r. P. C ontro u n m ed ico - L ib ro I I , cap. 17 B.

* * *
I l P etrarca si avvicin alle lettere, agli Studia hum anitatis, con
la consapevolezza del valore che per PU m anit intera aveva u n e
ducazione dello spirito condotta nel colloquio con i grandi m aestri
del mondo antico. Essi soli, in fa tti, hanno compreso appieno che
cosa significhi la cultura dell'anim a. Noi dobbiamo, se vogliamo
essere uomini, comunicare con gli uomini.
Noi dobbiamo adoperarci, egli afferma, per giovare a coloro
con cui viviamo; e nessuno pu dubitare che alle anime loro pos
siamo sommamente giovare con le nostre parole . Il Padre dell Umanesimo venera la cultura che stacca dalla te rra e dalla na
tu ra e idealizza l uomo. F ra ta n ta aristocrazia conquistata con
violenza e strage, egli insegna la pura aristocrazia dello spirito,
la sapienza coordinata alla verit.
Di qui, quello schiettissimo e quasi conventuale disprezzo dei
beni terren i, unito ad un francescano ardore degli studi, che co
mincia col P e tra rca e continua negli a ltri Um anisti.
Se sapiente chi vive per le cose dellanim a, se la sapienza
(che costituisce, oltre gli spazi e i tem pi, la fra te rn it degli eletti)
si perpetua nei lib ri; a quelli dunque che trovandoli e conservan
doli, trasm ettono in essi parole non invalidatoli, n m utabili, spetta
una dignit sacerdotale. Cos dove l umanesimo albeggia, l idea
di libro si adegua a llidea di eterno.
L a casta degli U m anisti cos oram ai definita. (1)

Scorrano gli anni a mille mille, si aggiungano i secoli ai se


coli, mai a sufficienza si loder la virt o si com batter il vizio,
o abbastanza si esalter l amore di Dio. Mai l acume della mente
(1) C f r . G . T o f f a n i n S to ria d e ll U m anesim o - p p . 1 4 8 - 1 4 9 ; E. G a r i n
La filo so fia - p p. 169-193 ; C. C a l c a t e r r a R assegna P etra rch e sc a (G. St. L. I.)
1929 - p p . 297-353 ; G . G e n t i l e La filo so fia - L ib r o I I C a p . I. p p. 164 195.

trover preclusa la strada a nuove indagini. Stiamo perci di buon


jinimo; la nostra fatica non sa r vana . Questi pensieri circolano
in tu tta l opera specialmente latina del Petrarca.
Geterorum hominum charitas , la carit del prossimo (scrive
E. G arin), ecco, per il P e tra rca , lo stimolo e il fine degli Studia
hum anitatis; ed il prossimo con noi, idealmente, anche nel ritiro
della nostra solitudine, quando le parole pi solenni degli antichi
saggi suonano fam iliari e amiche, non solo nel cuore, ma sulle
labbra, a svegliare l animo dormiente (1).*
Il valore delle lettere umane che fanno l uomo veramente con
sapevole dei suoi doveri e dei suoi fini, e il carattere sociali1 di
una verace um anit, due motivi caratteristici dellUmanesimo, sono
evidenti.
E necessario (continua G. Garin), innanzitutto, ritrovare s
stessi, riscoprire in s la propria um anit per ritrovarsi insieme
uomini tr a uomini. La carit di p a tria e l amore del prossimo non
contrastano, anzi si connettono strettam ente, con questa educa
zione interiore, che la premessa di ogni feconda attiv it terrena.
Perci il viaggio, che in P etrarca dur tu tta una vita, alla sco
p erta dellanim a propria, fu insieme la conquista di un pi solido
legame con gli a ltri uomini. In nome del quale, egli vibr d'entu
siasmo patriottico a llappello lanciato in Roma da Cola di Rienzo,
per una renovatio della Sacra Ita lia . Anche se egli era alieno
dai sogni gioachimiti e dalle mistiche speranze nel prossimo av
vento della terza et di cui invece andava in eb rian d o si il tribuno .
L atteggiam ento penitenziale del Medio Evo implicava una ri
nuncia a lla ttiv it umana, dal momento che essa non si avvicinava
nella realt ad alcun modello di virt. Il P . invece rivaluta la vita
a ttiv a svolgendo largam ente, nelle Lettere e neW A frica, il tema
ciceroniano, che sar tanto caro alla letteratu ra m oralistica del
400, sulla organizzazione della vita um ana, in modo che essa possa
essere bella e piacevole al cospetto di Dio.
Nell A frica (I. 490) cos Cneo parla al nipote Scipione
l Africano :
Anche voglio am m onirti che niente pi grato a colui che
regge il cielo e la te rra , Signore e Padre, che le citt unite da
giuste leggi e la societ degli uomini s tre tta insieme da giusti le
gami . Cneo Scipione in tal modo insiste sul dovere delluomo
di compiere la sua missione nel mondo.

(1) E. G a r i n L U m a n esim o Ita lia n o pp. 29 e segg.

L ideale umanistico della pace si nota particolarm ente net


Poema Africa , ove- spiritualizzata, anzi cristianizzata, la sto
ria di Roma.
E stato giustam ente notato che anche nei momenti pi epici del
Poema, nel raggiungimento stesso della v itto ria di Roma predesti
nata al prim ato cristiano, emerge non l esultanza della battaglia
e della conquista, ma il senso dellin u tilit di queste due cose e
dello sforzo e della sofferenza che una guerra vittoriosa richiede.
Nelle m enti dei guerrieri stessi c una certa poco romana nostal
gia della pace, osserva J . H. W hitfield (1).
In una delle Seniles c' l aneddoto della risposta data da uno
stolto a proposito della guerra tr a i F iorentini e i Pisani. M entre
gli a ltri si preparavano alle arm i, egli non si scomponeva. Non
avr forse questa g uerra una pace? , domand. Che, disse il
suo interlocutore, tu pensi alla pace, stolto, proprio ora che comin
cia la guerra? Ma io domando, disse lo stolto, se questa guer
ra non destinata ad avere un giorno una pace Ma certo,
disse l altro ; nessuna guerra eterna; ci sar una pace una volta;
ma adesso c la g uerra A llora non sarebbe meglio, disse lo
stolto, fare lai pace adesso, prim a che la guerra cominciasse
seguitasse? .
Il commento del P e tra rca , che lo stu ltu s parve a lui sapiens,
coincide con la seguente riflessione dellA frica (V II - 982) : Ahi
m, quale furore ! e quanto meglio che ciascun popolo fosse vissuta
in pace nel suo territo rio ! ma non lo perm ette l ambizione e la
superbia del cieco cuore e la sete che accende i m ortali di una
eterna speranza di possesso e li spinge . Ecco quali sono sempre
le cause della guerra. Quando dominano le passioni non c posto
per la tem peranza.
Gli U m anisti non possono che aspirare alla pace, effetto della
sana ragione umana e della sana Retorica.

(1) J

FI. W h i t f i e l d P etra rca e il R in a s c im e n to p p. 102 e segg.

P i tard i Erasm o, colui che fu il pi grande Um anista euro


peo dopo P etrarca, quando vide intorbidarsi l orizzonte dellavve
nire al vento della Riform a, afferm appunto : o l E uropa ritrova
U nit del Logos e si salver, o spera potersi salvare nellautono
mia delle nazioni e si perde.
Significativa la riflessione del Poeta sulla battaglia finale
che abbatt la potenza di Cartagine. I l P etrarca, pi che entusia
sm arsi per la gloria delle arm i di Scipione, nota che con la tr a
gedia di Zama lA frica erutta tu tte le spoglie da essa conquistate
e vi aggiunge le sue. A che valsero ta n ti saccheggi? Un saccheg
giatore spoglia il saccheggiatore. O ra andate per gli ampi m ari,
ora abbattete le cittadelle fo rti di to rr i; ora solchi l ara tro le a n ti
che m ura! Un sol nemico ha tu tte queste prede, e insuperbisce di
ta n te spoglie e insieme delle vostre ! (A frica, V I I I - 128). Al
punto centrale, che avrebbe potuto esaltare la sola potenza mate
riale di Roma, sta la petrarchesca affermizione della pace e un
accento di malinconia.
Pace insomma, per gli Um anisti, non una m istica formula,
ma la m eta prefssa alla to rn an te sapienza.(l) Come la notte del
medio-evo era venuta dalle guerre nemiche dei libri, cos nella plenitudo tempo -rum solo incroceranno fra loro le arm i dello spirito
i sapienti, i g uerrieri dellidea. Alla meta, verso cui il quarto secolo
camminava quando sopravvennero le barbare guerre e il turbine ere
tico, risospira la canzone petrarchesca; e il grido pace, pace,
pace echeggia quello dei P adri della Chiesa. Quellantico viaggio,
a cui P etrarca vuol richiam ata Roma, proprio il viaggio comin
ciato con i P adri e in terro tto dal Medio Evo. Nel risorgim ento di
Roma antica e cristiana :
Anim e belle e di virtude amiche
Terranno il mondo : e poi vedrem lui farsi
Aureo tu tto e pien de lopre antiche . (2)

(1) Cfr. G. T o f f a n i n S to ria d e ll U m anesim o pp. 144 e segg.


(2) F. P e t r a r c a L a vara B a b ilo n ia ... (s.).

Se in latino la parola humanista compare solo nella seconda


met del secolo XV, osserva sempre Toffanin, e in italiano nel
terzo decennio del secolo XVI, in verit la prima definizione di
U m anit come religione dello spirito ricorre in questa allocu
zione petrarchesca a Giacomo Colonna, predicatore della Cro
ciata :
0 aspettata in d e l beata e bella
Anim a, che di nostra um anitate
V estita vai, non come Valtre carco, .
Qui il discorso rivolto alhum anitas che sta dentro ed spi
rito , non a quella che sta fuori e solo vedono i volghi e i fisici
ed n a tu ra ; proprio come nella canzone a Cola di Rienzo :
S pirto gentil che quelle membra reggi
Dentro le quai peregrinando alberga
TJn signor valoroso.....
l'allocuzione a lluomo spirito.

-X

vfr

Sono questi gli essenziali motivi per cui dunque P etrarca


giustam ente e universalm ente riconosciuto Padre dellUmanesimo.
E molte altre considerazioni ci sarebbero da fare; ma il tempo m an
ca, ed oramai bisogna concludere Perm ettete che lo faccia con
le stesse parole con le quali chiudo il mio saggio in tro d u ttiv o t alla,
traduzione del C ontra Medicum . (1)

(1) F. P e t r a r c a C ontro u n m e d ico a c u r a di E m i l i o D i L e o pag. X X X V I


d e ll In tr o d u z io n e .

Il
P e tra rca nella reazione violenta a quell'ondata di raziona

lismo naturalistico che lo circonda, crede che la scienza fisica, pi


che avvicinare, allontani l uomo dal suo vero bene, e talvolta pensa
che sia quasi un male da abbattere; perci ricorda, p. es., con no

stalgia, i Romani che non avevano medici ed erano grandi, e con

siglia al P apa Clemente V I di sperare la sua salute dalla preghiera


e di scacciare dal suo letto i medici, rappresentanti della scienza
eretica.
Anche oggi m olti affermano che il progresso scientifico ha
app o rtato agli uomini pi male che bene, e invidiano la vita calma
dei popoli prim itivi, senzai macchine, ma sereni.
Assurdo certam ente il pensiero che solo nella distruzione
delle conquiste scientifiche, l uomo possa ritrovarsi. Noi non pos
siamo distruggere i ritro v a ti scientifici, anchessi a ttu a ti dalluo
mo per volere di Dio; dobbiamo invece sottom etterli alla nostra,
coscienza morale.
E necessario cio che, a llenorme progresso scientifico, co rri
sponda nellU m anit contemporanea una pi profonda spiritua
lit, che possa dominare le a r ti meccaniche , anzich essere tr a
volta da loro.
Bene si habet, pessime si habetur, diceva del resto lo stesso P.
Noi crediamo che solo con questo spiritualism o, che non nega,
ma utilizza la scienza, potr essere vinta l attuale crisi del mondo.

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Viscardi

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F. P etra rca e il M edioevo, Genova, s. a.

(c o n tin u a z io n e d a lla p a g in a 2 d i c o p e rtin a )

Su G iro lam o F ra c asto ro , u m a n ista t r a i p i grandi, m ed ic o t ra i p i repu


ta ti e p oe ta t r a i p i s q u i s i t i ..... E m ilio Di Leo h a d a to r e c e n t e m e n t e alle
sta m p e u n succoso e a g g u e rrito v o lu m e ..... Agli Studiosi si r a c c o m a n d a l a l e t t u r a
di q u e s to libro. L a com plessa e sin g o la re p e rso n a lit del F ra c a sto ro vi stu
d ia ta con a c u m e e a m o re p ro fo n d o . E la p ub blic a zione a p p a r e q u a u t a l t r a mai
o p p o r t u n a in q u e s t i tem p i in cui la scienza seguita a c a m m i n a r e a passi di
giganti e l I ta lia g iu sta m e n te r i v e n d ic a , nel c am p o scientifico, t a n t e a u t e n t i c h e
glo rie n o stre u s u r p a t e dagli o l tr a m o n ta n i
D a ll a rtico lo M o d e rn it d i G. F racastoro di T o m m a s o M a r t e l l a
in * Il Popolo di R o m a del 20 maggio 1937

............ Ma 1 a u to r e della p re s e n te monografia non si f e r m a to allo stu d io


de l delizioso poem a (c hia m ia m olo cos) a n z i h a v o la to a lto n e i c ie li d e lla c u l
tu ra e d e llo sp irito
EN Z O P A L M I E R I
in L I t a l i a che scrive luglio 1937

............ q u e llo (saggio) sul F r a c a s t o r o u n c o n tr ib u to a lla co n o sc en za n o n


solo d i q u e l sin g o la re p e n sa to re m a d e llo sp irito d e l suo tem p o , cos ricco d i
lu ce e d i o m b ra .
A N T O N IO R E N D A
(della U niversit di P a l e r m o )

I n G iro lam o F ra c asto ro, del q u a le in q u e s to v o lu m e tto t r a c c i a to u n


sin te tic o profilo, E m ilio D i Leo vede u n a figura f o n d a m e n ta l m e n t e cara tte riz *
zata da u n c o n tr a sto fra lo s p ir ito u m a n is tic o e lo sp i ri to scientifico....... F o rs e
u nico f ra i suoi c o n te m p o ra n e i, q u e s to s c r i tt o r e e b b e coscienza delle o p p oste
esigenze d e ll intellig enza u m a n a e le a p p ro fo n d q u a n d o l U m a n e s im o d o p o
a lt e r n e v ice n de non pre valse de fin itiv a m e n te
M e rid ia n o d i R o m a (maggio 1937)

Il saggio di E m ilio Di Leo, Scienza e U m a n e s im o in G irolam o F r a c a s t o r o ,


si m uo ve t u t t o sullo sfo n d o delle idee vive e a r d i t e che sulla n a t u r a d e ll U m a
nesim o, sui suoi r a p p o r t i con la classicit e con la tra d iz io n e a r ia to te lic o - s c o
lastica il T offanin v e n u to e s p o n e n d o n e i suoi suggestivi volumi. Di q u e s t e
idee il Di Leo segnala u n a r ip r o v a e lo q u e n t e nel d r a m m a in tim o e n e lla pro
du z io n e varia del F r a c a s t o r o . E il d r a m m a p e rso n a le d e ll in sig n e m e d ico vero
nese evocato con sobria e ffic a c ia d i tr a tti .
p. b. in R e lig io maggio 1937, pag. 237

L A. m u o v e dalla tesi del T offan in c he vuole c o n sid e r a to l U m a n e s im o


come un m otivo e te r n o dello S p i r i t o .......... C o n t r o q u e sto m oto si l e v e re b b e il
pe n siero scientifico m o d ern o , soggettivistico e a n tirelig ioso . G. F ra c a s t o r o d iv e n ta
allora la personific azione p i c o m p iu ta (e fo rse unica) di un t a le a tte g g ia m e n to
s p iritu a le in lotta con gli opposti m o ti della coscienza. U n a b re v e notizia
i n to r n o alla vita de l personaggio serve a llora a d a r e b a se storica allo s tu d io
d e i c a rm i che c o n d o tto in m a n ie ra assai d iffu s a e sagace . . . . . .
R I C C A R D O M IC E L I
(S o p h ia - R o m a , l u g li o - s e t te m b r e 1937)
(Il L ib ro Ita lia n o , R o m a , giugno 1937)

"

Nello sc r itto di E m ilio Di Leo, U m anesim o e A n im a m o d ern a , si ritr o v a n o


alcuni c o n ce tti p r e d il e t t i d e ll A- p e r q u a n to c o n ce rn e l U m a n esim o come elabo
razione ed esp ressio ne di p ro b l e m i filosofici. P i p a rtic o la r m e n te si esa m in a
qu e llo che il Di Leo definisce 1 u n ico vero p ro b le m a che t u tt i gli a lt r i a b .
b ra cc ia : il p r o b le m a d e l l esistenza . . . . U n a scorsa alla l e t t e r a t u r a poetica
e filosofica dei secoli c he s e p a ra n o 1 et m o d e r n a d e ll u m an e sim o vale al Di
Leo p e r sta b ilire le ta p p e d e lla fin ora non riso lta e forse n on risolvibile
oscillazione t r a gli id ea li e t e r n i d e ll im m a n e n z a e d e lla tr a s c e n d e n z a , astri
fulgenti che r isc a ld a n o 1 uom o e lo i llu m in a n o se si m a n t i e n e a d istanz a, ma
lo b r u c ia n o se o ltre p a s sa i segni .
M. L. BRESSO
(R a sse g n a , G e nov a, f e b b r . - a p r . 1937)
............Ella sa c h e del F r a c a s t o r o sono u n g ra nd e a m m i r a t o r e e q u i n d i pu
im m a g in a r e con q u a n to vivo in te re s se io abbia le tto il suo lib ro nel q u a le ho
t r o v a t o c o n sid e ra zio n i che m i h a nno f a t t o m o lto p e n sa re ...... E lla ha sollevato
u n p r o b le m a d e g n issim o d i stu d io e ha p o sto in u n a lu ce nuova il p e n siero
d e l g ra n d e m e d ico . . . . . . .
A R T U R O C A S T I G L IO N I
( P ro f, di Storia della M ed icin a n e lla U niversit di Padova)
. . . . H o letto con fr u t to , e m i c o n g ra tu lo .
Sen. G U I D O

.......... I m ed ic i
in te r e s s e ...............

troveranno

nelle pagine

del

Di

Leo

M A ZZ O N I

m o tiv i

di

gra n d e

G. V ID O N I
(in La L ig u ria M edica a p rile 1937)
* Le sono m olto g r a to ...... di a v erm i messo a p a r te d i sc ritti s d en si e rigorosi .
LU IG I STEFAN INI
della U niversit di Messina
* . . . .Le e sp rim o le p i s in c ere c o n gratu la z io ni p e r l im p o rta n za d e i su o i studi.
E R M I N I O T R O IL O
(O rd . di Filos. e P r e sid e della facolt di Lett. e Filos,
nella U niversit di Padova)
............L avori c he a tt e s t a n o g ra n d e fe r v o r e e in te llig e n te a m o r e ...............

(O rd

R A F F . CIASCA
di Storia mod. nella U niversit di Genova)

...........C re d o supe rflu o d irL e ohe il lib r o sul F ra c a sto ro mi p iaciuto m olto
G ERLAND O LEN TINI

...........Le e s p r im o il m io co m p ia cim e n to p e r la prova di fo rte e a cu to


ingegno c h e Ella h a d a to nel b a t t e r e cos alti e in te re s s a n ti a rg o m e n ti .
NATALE BUSETTO

Il prof. Di Leo u n seguace delle te o r i e del Toffanin e n e lle tren ta9 e i


pagine della sua i n tr o d u z io n e [al C o n tra m e d ic u m ], dal titolo F rancesco
P etra rca e la M e d ic in a , sostiene la validit di q u e lle impostazio ni, non c o n
divise del m odesto e ste n s o re di q u e s ta n o ta ; ma q u a lu n q u e eia l i n t e r p r e t a
zione che ei voglia d a r e al fe n o m e n o d e ll U m a n e s im o , que ste pagine p ongono
con p r e g n a n t e e viden za e con e s tr e m a sen sib ilit d i studioso e di d o c e n t e i
t e r m i n i di u n conflitto s p iritu a le c h e d la giustificazione e l e sa tta v a l u t a
zione dello sc r itto del P e t r a r c a
( A g . M r. in I d i r it t i della scuola - R o m a 15 nov. 1953)

.......... Il Di Leo, o l tr e a t r a d u r l i [i q u a t t r o l ib r i delle


Iuv e ttive c o n tr o
u n m ed ic o ,,], li c o rre d di n o te e p r e m ise loro u n

a m p ia prefazione pe r p o r re
in risa lto ed ill u s t r a r e gli e le m e n ti u m an istici in essi c o n t e n u t i : il che r i e n t r a
in q u e l l a p p r o fo n d i m e n t o del c o n ce tto di
u m a n e sim o al q u a le egli gi p o rt
il c o n tr i b u t o d una monografia sul F r a c a sto ro e d

u n i m p o r t a n t e articolo sulla
riv is ta
Logos
i n tito la to U m anesim o e a n im a m o d e rn a .
( 11 popolo nuovo - T o rin o - 27 nov. 1953)

H o le tto i s u o i vari s tu d i e m i com piaccio pe r le 9ue r i c e r c h e e r u d it e


p e r le osservazioni personali
PA O L O B R E Z Z I

Non oso a g giu ngere a lt r o ai giudizi cos lu sin g h ie ri c h e c ritic i a u to r e v o


lissimi h a n n o d a to sulla Sua monografia sul F ra c asto ro , c h e ho le tto p e r p rim a
col pi vivo in teresse. Ma non m en o i m p o r t a n t e la p re se n ta z io n e e la t r a
du z io n e c h e Lei fa dello sc ritto del P e t r a r c a : t u tt o rivela il Suo a cuto ingegno,
il Suo gusto, il Suo senso critico .
,
ERNESTO PO N TIERI
( R e tt o r e Magnifico d e ll U n iversit di Napoli)

D a p p e r t u t t o si sente il conoscitore pro fo n d o d e ll et u m a n is tic a e in p a r


tic o lare del P a d r e d e ll U m a n es im o , il P e t r a r c a , e di u n o d ei corifei, il F r a c a
storo. P ro p r i o q u e sti d u e vo lum i mi h a n n o in te res sa to m olto p e r la novit e
l a c u m e delle visioni, p e r la p e n e tra z io u e di c e r t i conflitti f o n d a m e n ta li fra
ep oche div ers e che Lei c a r a tte r iz z a con viv acit dj. esposizione.
G IN O

Godo di possedere i suoi sc r itti,


alla c u lt u r a , sia il F r a c a s t o r o c h e
l in v e t t iv a del P e t r a r c a ..........La su a
scritt o (C ontro u n Medico), in cui
in tu iz io n i del Toffanin.

FU N A IO LI

p e rc h costituiscono u n notevole c o n tr i b u t o
gi sta to a u to r e v o lm e n te apprez za to, sia
i n tr o d u z io n e cornic e ad eg u ata ad u n o
u n a ltra volta tro v an o c o n ferm a le geniali
L U I G I S T E F A N IN I
(dell U niversit di Padova)

Nelle sue pubblic azioni


M aestro G iuseppe Toffanin

n o b ilm e n te

r ip res o il p en siero

del

comune

M A R IN O G E N T IL E
(dell U niversit di T rie ste)

Non ho s o tto m a n o c h e un tes to cattiv o d e ll i n v e ttiv a p e tr a r c h e s c a , ma


b u o n o a b b a s ta n z a da p e r m e t t e r m i di verificare la felicit della sua scorrevole
ed efficace ve rsion e ; e la figura del m edico u m a n ista veronese Ella h a c erto
p r e s e n t a ta come m eglio non si p o t r e b b e ..............
CESARE F O L I G N O
Mi c o m piaccio s i n c e r a m e n t e p e r la 2a ediz ione di S cien za e U m anesim o
in G. F., e p e r la bella t r a d u z io n e del C ontro m e d ic u m , con la q u a le hai
c o m p iu to o p e ra assai u tile a n c h e pe r gli stud iosi c h e non si o ccupano p a rti
c o l a r m e n t e d e ll U m a n e s im o .
E D O A R D O G E N N A R 1N I

Molto m e r i t o r ia la sua dilig e n te t ra d u z io n e , b e n c o r re d a ta di note, delle


fa m o ie I n v e tt i v e di P e t r a r c a . A n c h e p i che u n clamoroso episodio
d e ll e t e r n a lo tt a dello sp irito c o n tro la m a t e r i a , , , esse c a r a tte riz z a n o t u tt a
u n ep oca , q u a n d o la s p i r i tu a l it della scienza n o n era ancora se n tita e la
ric e rc a scientifica e ra an co ra defin ita u n a rte m eccanica
R A F F A E L E CIASCA

.......... Il prof. Di Leo si sfo rzato di c o n se rv a r n e [del C o n tra m edicum]


p r o p r i o il pregio maggiore, l im m e d ia tez za , cos da f a r ri s a lt a re la figura del
P e t r a r c a nella p ro sp e ttiv a del suo t e m p o ...........
(Scuola i ta lia n a m o d e r n a - Brescia - l o nov. 1953)

Ho le tto gli s c r i tt i c h e Lei m i h a c o r te s e m e n t e m a n d a ti (un p a rile n to ,


Lei d i r : m a i Suoi sono l ib r i di idee e non a m m e tto n o l e t t u r e frettolo se) e
vi ho tro v a to m a t e ri a da m e d i t a r e e notizie da r i te n e r e . S o p r a t tu t t o il lib ro
c h e s i n tito la U m a n e s im o e A n im a m o d e r n a , , ricco di osservazioni nuo ve
e sia che p e rsu a d a il le tto r e a c o n se n tire n e lle sue idee o lo in d u c a ad obiet
t a r e e talvolta a c o n tr a d d ir e , m e tte i n m oto il suo p e n s ie r o e lo c ostrin ge a
rico nosce re l a cu m e della m en te d e ll a u to re . P e r mio c onto ci h o tro v a to uno
stim olo a r i e s a m i n a r e c e r t e mie id ee e, talvo lta, a c o r r e g g e r l e ...........A nc h e mi
p arsa fedele ed o p p o r t u n a la sua tr a d u z io n e d e ll Invettiva pe tra r c h e sc a
ALFREDO GALLETTI

D i q u e s t i suoi s t u d i
m o d e rn a , il d o tto saggio
u n m e d ico del P e t r a r c a
bliografia del D izio n a rio

%
(le belle e p ro fo n d e pagin e di U m anesim o e A n im a
su F racastoro e la tr a d u z io n e delle in v e ttiv e C ontro
con la in te re s s a n te prefazio ne) t e r r conto nella bistorico d e lla le tte r a tu r a ita lia n a .
PIE R O OBERTI

..........Mi sono p r e c i p it a to sub ito su G iro lam o F ra c asto ro , u na figura che


m i h a se m p r e affascinato. E trovo m olte cose in te r e s s a n ti in ci ohe leggo
G A E T A N O SA L V E M IN I
E t r a d u c e n d o il P e t r a r c a , il Di Leo si a u g u r a c h e con q u e sto sp ir itu a li
sm o che no n nega ma utilizza e s u p e r a la scienza, possa essere vin ta l a tt u a le
crisi del mondo.
U n lib r o d o tto s c r i tt o pe r d o tti .
U. C.
in II c o rri e r e di T rie s te d el 30 sett. 1953

Il suo " S c ie n za e U m anesim o in G. F ra ca sto ro u n o st u d i o o r m a i fo n


d a m e n t a l e pe r la c o m p re n sio n e n o n solo de l pe nsiero e d e ll a r te d el F r a c a s to r o ,
ma a n c h e d e lla civilt del suo te m p o . . . . Lodo la sua p u b b lic a zio n e p e tr a r
ch esca che d a r m o do a m olti di conoscere, a ttr a v e r so le i n v e ttiv e C ontro u n
m e d ico il p e n sie r o del P e t r a r c a
G IU L IO DOLCI

P u r non tro v a n d o m i s e m p r e d a ccord o con lei s u l l im p o s ta z io n e del p r o


b lem a d e ll U m a n e s im o , mi g ra to seg uirla in m olte delle sue r i c e r c h e e os
se rvaz ion i : seg uirla e i m p a r a r e . B u ona a n c h e la p r e se n ta z io n e in volgare della
p e tr a r c h e s c a i n v e ttiv a C ontro u n m e d ico
ARTURO POMPEATI
de ll I s t i tu t o U n i v e r s i ta r io di Econ. e C om m . di Venezia

H o gi scorso i suoi t r e i n te r e s s a n ti lavori, a p p r e z z a n d o n e la felice i m p o


s tazione e il sicuro giudizio .
A. M. G H I S A L B E R T I

C o n g ra tu la zio n i vivissim e p e r la bella e fe rv id a a tt i v it


L U IG I B U L F E R E T T I
d e ll U n i v e r s i t di Cagliari

H o le tto con p a r tic o la r e a tt e n z io n e la bella in tr o d u z i o n e al


C o ntra me
d ic u m de l P e t r a r c a , che sta to t r a d o t t o con gusto e finezza.
A m e p a r e che il Suo lav oro sia u n alto c o n tr i b u t o agli stu d i p e tr a r c h e
schi, e m i d uole di conoscerlo solo ora, m e n t r e , se fosse a p p a rs o prim a, io n e
a vrei t r a t t o vantaggio e su g g e rim e n to p e r meglio p r e c isa r m i a lc une linee del
profilo del P e t r a r c a . P a r tic o la r e a tte n z io n e h o rivolto a ll e s t r a t t o del Logos
( U m a n esim o e A n im a m o d e r n a ) , i n cui Lei affronta e d e lin e a u n a sp e tto c r u
ciale della sto ria dello s p i r i t o : ed io c o n divido il suo p e n siero in molti p u n t i .
C A R M E L O C A P P U C C IO

R a ll e g r a m e n t i p e r i Suoi studi u m a n is tic i c he ho letto e seguito con m o lt o


in te r e s se .
N IN O V A L E R I
H o s e n tito ed a p p rez za to n e ll o p e ra sua il valo re di u n a p r o f o n d a c o m
p re n sio n e e di u n a bella ric o s tru z io n e de i m o m e n t i storici che h a stu d i a t o
B A L B IN O G IU L I A N O

H o le tto con edificazione la t ra d u z io n e d e lle in v ettiv e C ontro u n m e d ic o


di M esser Francesco. Ho t ro v a t o la Sua t ra d u z io n e v e ra m e n t e o t ti m a e vivace,
e tale da d a r e l im pre ssion e del p rim o getto. Il che n o n poco se si t ie n co n to
d e ll e difficolt cui d luogo il la t i n o p e tra rch e sc o .

Con p a r i in te res se ho r i le t to il saggio sul F ra c asto ro , Suo vecchio a m o r e ,
e 1
e s t r a t t o su U m anesim o e A n im a m o d e rn a .

Ella lavora, scava in pro fo n d o : cosa notevole ai te m p i n o s t r i c h e se g na no


il tr io n f o della superficifliitii 'S~'

dfil d ile t ta n t is m o .
EN Z O P A L M I E R I

(c o n tin u a z io n e d a lla p a g in a 28)

N essuna biblioteca italian a dovrebbe m ancare della tua traduzione

del

" C ontro m e d ic u m .

G IU SE PPE TOFFANIN
I t r e s c r itti, n u o v i o r i s t a m p a t i dal D i Leo, sono c o nnessi i d e a l m e n te f ra
loro n e l l in te n z io n e di d a r e q ua si u n a visione c o n ti n u a ta e storica d e ll u m a
ne sim o inte so nel suo c o n c e tto filosofico-religioso. Sta a lla base la concezione
c h e d e ll U m a n esim o d ie d e il T offanin : ma gli s t u d i del D i Leo possono avere
u n loro valo re storico a n c h e p e r chi q u e lla tesi n o n accettasse.
A ll o rigine d e ll U m a n e s im o ci r i p o r ta l
i n tr o d u z i o n e e la tra d u z io n e della
in v ettiv a p e tr a r c h e s c a C ontro m e d ic u m q u e n d a m . U m a n e s im o -
s a p ie n z a c o n tr o
m e d i c in a - m e c c a n ic a , cio s p i r i to e m a t e ri a , uo m o e n a t u r a , platon ism o e a v e r

roism o, perfino c r is ti a n e s i m o e m a te ria lis m o si d e lin e a n o a v v e rsa ri in q u e l c o n

tras to , a p p a s s i o n a n d o e fiorendo di o r a to r i a e di iron ic a elo q u e n za q u e l l i n

ve ttiva. Felice il P e t r a r c a c h e ne l suo sa c ro e n tu s ia s m o p e r la re to r i c a ,, ,


f o n te p r e c i p u a di civilt e v e rit d i c o n tr o alla d ia le ttic a , n o n h a d u b bi sulla
im p o s ta z io n e d el p ro b l e m a ! I n q u e sta d im o s tra z io n e 1 opuscolo p e tra r c h e s c o e
10 stu d io c he n e fa il Di Leo si i n te g ra n o e ffic ac em e n te .
M a nel 500 c com e e se m p la to u n secondo m o m e n to di q u e sto conflitto:
e la d ia le ttic a , la scienza, n o n p i la cosa m es ch in ella da essere solo c a n
zo nata. Il conflitto ora vive n o n gi i n u n poe ta m a p r o p r i o in u n m e d ic o , il
F r a c a s t o r o ; solo che q u e l m ed ic o c e r t o a n c h e poeta e filosoficam ente u n u m a
n ista . Ecco q u i n d i in lui la fe de nella sc ienza c he forse p o tr col m e r c u r io
e il guaia co d e b e lla r e la t r e m e n d a peste del m orbo g a llic o al di fu o ri di
s o p r a n n a t u r a l i i n t e r v e n t i ; m a poi c sub ito il d u b b io se q u e sti trio nfi valgano
a r e n d e r e u m a n a ,, l u m a n i t . . . I l p a sto re Sisifo che e ro ic a m e n te (o folle m e n te ) inveisce c o n tro Apollo, q u a si a ffe rm an d o c he l uom o b a s ta a se stesso,
ha il giusto c o n tra p a s so n e lla v e n d e t t a del dio e n e lle p a ro le della N in fa
ch e 1 a n n u n z i a n o . E f u o r i della poesia, c h e p u se m p r e co lorarsi d i illu sio n i,
11 c o n f li t to del m ed ic o p o e ta si fa pi c h ia r o negli H o m o ce n trica , c h e d i f e n
d o n o s la sc ienza, anzi 1 e sp e rie n z a e gli s tu d i m o d e r n i p u r i n c o n fro n to de i
g r a n d i a n ti c h i ; m a lo d an o gli a n ti c h i p e rc h h a n n o t r a s c u r a to , e d i r e m m o s u
p e r a to id e a l m e n te , gli s t u d i m a te ria li, rivolg endosi a b e n a lt r a m ta , la S a
pienz a v e r a d e ll u o m o c he vale pe r 1 e t e r n i t .
Cos a poco a poco il m edico cede al p oe ta ; a n c h e nella vita, c h il F r a
cas to ro p r a ti c a m e n t e lascia l a ttiv it m edica e viv en d o (e m o ren d o ) n e lla villa
di Incaffi, c h iu d e i suoi c an ti con u n p o e m a b ib lic o - v ir g ilia n o , J o sep h , che,
p i vicin o o r m a i alla C o n t r o r if o r m a , esalta l assoluto e la v e r a Sapienza che
sola vince le t r a v e r s i e e la m orte .
Nel terzo s c r i tt o si pu d ir e c h e 1 e te r n o conflitto rivissuto n e ll a nim a
m o d e r n a (essendone q u a s i p ro ta g o n ista il Di Leo stesso) : e dopo t u t t a la esal
tazione ra z io n a listic a , m ec ca n ica , u m a n a c he va dal t r io n f o della scienza all i m
m a n e n t is m o c r itic o e idea lista , ecco c h e a ll autoTe se m b r a d e lin c a r s i o rm a i u n
nuovo, sa p i e n t e U m a n e s i m o , , ; sorge la reazione allo storicism o, si riconosce
la sa n it d e ll a rm o n ia s p i r i tu a l e e fisica, la necessit della m o rale t r a s c e n d e n t e
n e ll a r te e nella v i t a , , ; in so m m a l U m a n esim o (nel senso toffaniniano) r e
c lam a i suoi d i r i t t i : la v e r a sa p ie n z a so ltan to q u e lla c h e c on duce alla b e a
t it u d i n e , e solo c o n d u c e alla b e a t i tu d i n e la conosc enza no n delle cose m a d el 1 uom o.
C e r to che..,, n e ll e r a a to m ica t u t t i siam o tr a s c in a ti n e lla q u e s t i o n e : ma
c hi vince r ? .
A U G U S T O V IC IN E L L I
in F i e r a L e t t e r a r i a - R o m a 15 n o v e m b r e 1953

PUBBLICAZIONI DEL PROF. DOTT. EMILIO DI LEO

S cien za e U m anesim o in G irolam o F racastoro - II* ed. - Salerno,


Spadafora, 1953 .
.
.
.
.
.
.
.
L. 1000

Umanesimo e Anim a Moderna (Rivista internazionale di filosofa


Logos - N ap oli, P errella, 1937 - Fascicolo 1,
pp. 9 4 - 1 0 3 ) - Estratto - Salerno, Di G iacom o, 1953

L.

150

Francesco P etra rca - C ontro u n M edico - Introduzione, traduzione


e note a cura di E m i l i o D i L e o - Salerno, D i Gia
com o, 1953
.
.
.
.
.
.
.
.
L . 1000
Francesco P etra rca , P a d re d e ll U m anesim o. (Conferenza tenuta il
12 novem bre 1953 n e llAula Magua del L iceo Classico
Statale T a sso ,, di Salerno, per l inaugurazione del 1 anno scolastico) - Salerno - Spadafora, 1953 .
. L. 300
I n u m e ri e le g ra n d e zze (Nota pubblicata da La Nuova
Italiana - Firenze, V allecchi, 14 m aggio 1933).

Scuola

L a scienza rela tiva a ll esp erien za (Polem ica con l Ing. Ivaldi - La
Nuova Scuola Italiana - Firenze, V allecchi, 1934 (N. 5), 1935
(N. 17 e N . 21).
L a q u estione d e lla visib ilit d e l crescente lu n a re e la sua im p o rta n za
p e r la storia ( La N uova Scuola Italiana - Firenze, V allecchi,
28 aprile 1935).
G. T o ffa n in - L a fin e d e l L ogos - A rticolo - recension e ( Hum anitas
Brescia, M orcelliana, 1948 - N . 6, pp. 5 5 8 - 5 5 9 ).
G li S ta ti U n iti d E u ro p a ( Convivium - raccolta nuova - Torino,
S. E. I., 1949 - N. 2, pp. 3 1 1 - 3 1 3 ).

Prezzo L. 300