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JORDI GRACIA - DOMINGO RDENAS, Derrota y restitucin de la modernidad. 19392010, in Historia de la literatura espaola, dir. J.-C. Mainer, vol. VII, Barcelona, Crtica, 2011, xv + 1180 pp.
Il volume il settimo dei nove che configurano la storia della letteratura spagnola
diretta da Jos-Carlos Mainer e pubblicata dal 2010. Si tratta di un progetto che per
ambizione storiografica, rigore metodologico, rilievo intellettuale e levatura degli studiosi coinvolti propone un quadro descrittivo e interpretativo con un livello di qualit
che nella tradizione critica spagnola non si riscontrava da circa trentanni, dalluscita
del primo volume, nel 1980, della Historia y crtica diretta da Francisco Rico. Non sar
un caso che sia dato cogliere pi di qualche elemento di continuit tra le due proposte. Il pi macroscopico, la identica casa editrice, per certi versi il pi ingannevole,
se ci attardiamo a considerare quanti cambiamenti abbiano subto negli ultimi anni il
mondo editoriale in Spagna e, in particolare, i destini dello specifico marchio, ormai
assorbito da un gigante delleditoria. In verit, in questa iniziativa rifulgono concrete
figure di editori e di intellettuali. La nuova serie di volumi si deve ancora una volta allo
stimolo iniziale di Gonzalo Pontn Gmez, fondatore di Editorial Crtica e suo direttore fino al 2009 (ne ha preso idealmente il testimone il figlio, Gonzalo Pontn Gijn,
curando il coordinamento del progetto e firmando sezioni nei voll. II e VIII). Gli stessi
Mainer e Gracia avevano a loro volta coordinato un volume (Modernismo y 98, 1994)
e un supplemento (Los nuevos nombres. 1975-2000, 2000) della a lungo insostituibile
storia letteraria promossa da Rico. Viene riproposta, infine, nella pubblicazione di cui
ci occupiamo, una sezione antologica, sebbene ora sia corredata anche da testi primari ed extraletterari e non sia una mera silloge di pagine critiche. Ma gli elementi di
continuit e le analogie finiscono qui. Una novit inerente il piano globale dellopera
che a una tradizionale suddivisione in periodi storico-culturali e secoli (riguardante i
voll. 1-7), non priva di intenti di rinnovamento tassonomico, si aggiungono due volumi
trasversali dal titolo Historia de las ideas literarias en Espaa e El lugar de la literatura
espaola, luno inteso, con la sua analisi di concetti estetico-filosofici, come ideale ripresa di un imprescindibile studio di Menndez Pelayo, laltro, dal taglio comparatistico, interessato a definire il concetto di letteratura nazionale spagnola e a esplorarne il
dialogo con altre tradizioni. Inoltre, come vedremo occupandoci nello specifico del
volume di Gracia e Rdenas, una delle caratteristiche qualificanti del progetto risiede
nella fruibilit dei contenuti, sorretti da una prosa che denota volont di stile e ricerca
di organicit nella esposizione, laddove in passato si privilegiato il compendio di una
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ricca informazione bibliografica. Non difficile indovinare dietro la scrittura degli autori un accorto lavoro di cesello e una tensione continua verso una sintesi che risultasse accattivante e non troppo riduttiva.
Larchitettura tripartita del volume che ci interessa , nelle sue articolazioni generali, affine per impostazione a quelle che informano gli altri volumi di ispirazione pi
apertamente storiografica: una prima sezione (Historia y sistema literario) provvede
allanalisi dellambito letterario e paraletterario e comprende la rassegna ragionata
della relazione tra sostrato ideologico e testi, tra lingua duso e linguaggi letterari, e tra
questi e le altre arti; la seconda (Autores y obras), sincentra sulla serie delle opere, tenendo conto della loro caratura estetica, e sul mondo degli scrittori, passando al vaglio
il loro individualismo o coscienza di gruppo, il loro livello di professionalizzazione e
di riconoscimento pubblico; lultima (Textos de apoyo) offre unampia selezione di documenti rappresentativi (sul piano estetico, sociologico e ideologico) delle costanti
dellepoca presa in esame. La bibliografia finale, articolata in opere primarie (Obras) e
studi (Contextos), generosa ma volutamente non esaustiva. Rappresenta anchessa,
come il corpo del volume, un tentativo di discernere criticamente i contributi e di
produrre una sintesi piuttosto che una schiacciante e quasi ingestibile mole di dati.
Come hanno proceduto, in quasi tre anni di fatiche, i contemporaneisti Jordi Gracia, della Universitat de Barcelona, e Domingo Rdenas, della Universitat Pompeu Fabra nella materialit della scrittura, in particolare per quel che riguarda i due blocchi
fondamentali? Ora si sono divisi il lavoro e ora hanno intrecciato i loro vimini. A Gracia
vanno ascritti i tre capitoli che compongono la parte I; a Rdenas i capitoli 1 e 2 della
parte II, mentre il capitolo culminante della sezione (La literatura en la democracia)
frutto del lavoro comune. La tripartizione dellimpianto globale del volume trova un
riflesso nelle tre fasi individuate dallanalisi: il dopoguerra, gli anni Sessanta-Settanta, il
periodo democratico. Il modello adottato per il loro trattamento abbandona il convenzionale taglio manualistico per acquisire i ritmi e il respiro del saggio. La volont di
affrontare criticamente limpegnativo compito di mettere ordine in una materia ingente, lo sforzo di coagulare intorno a categorie interpretative la fluidit dellinformazione
si rendono manifesti sin dal titolo del libro, che, stando ai suoi ideatori, descriptivo
como interpretativo (p. 9).
Nello sviluppo del testo viene evitata la mera suddivisione per generi o la trattazione dellopera complessiva del singolo autore non appena appare la sua figura. Si
privilegia una angolazione diacronica entro la cornice, ampiamente intesa, delle mutazioni politiche, socio-culturali e intellettuali, secondo un metodo che manifesta un
forte debito verso lapproccio sociologico promosso dagli studi di Pierre Bordieu e la
sua visione del fatto letterario come evento storico posto allinterno di un sistema di
spinte diverse, non ultime quelle economiche. Questa scelta di campo non scevra di
conseguenze. Molti scrittori si sono infatti cimentati, com ovvio, in pi generi oppure
sono stati particolarmente prolifici o longevi (Cela, Delibes, Sastre...). Gli uni e gli altri
vengono dunque trattati a pi riprese e il fatto che riappaiano nelle tre tappe cronologiche in cui si distinto il percorso ai pi pu sembrare una ripetizione limitante. Il
vantaggio che in questo modo viene privilegiata la visione dinsieme, losservazione
contestuale di ogni fase storico-letteraria simpone sulla messa a fuoco del singolo autore e si possono percepire con pi nitidezza le linee di forza di contaminazioni e
condizionamenti.
Del resto, a nessuno sfuggono i peculiari problemi posti dalla storicizzazione della
letteratura contemporanea: la inevitabile esiguit della prospettiva storica, con la corrispondente difficolt a stabilire una periodizzazione definita; lelevato numero di autori
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e opere, rafforzato anche dalle rinnovate dinamiche editoriali e dalla diffusione, in


anni pi prossimi, delle nuove tecnologie; la difficolt a non farsi obnubilare da pregiudizi e complicit, da vincoli inconfessati e da sinergie mercantili. Ci si misura, insomma, con una condizione magmatica (di estado lquido ha parlato ngel L. Prieto
de Paula in una sua recensione al libro che qui trattiamo).
Gli spunti di riflessione che vengono forniti nel volume sono comprensibilmente
numerosi. Solo di qualcuno si pu tener conto qui. Riprendendo e approfondendo
concetti gi manifestati in lavori precedenti (come Estado y cultura, 1996 e soprattutto
2006; La resistencia silenciosa, 2004; A la intemperie, 2010), Gracia coglie indizi di un
faticoso ed embrionale recupero della tradizione liberale gi negli anni Cinquanta, e
dunque in opposizione al presunto monolitismo imposto dallideologia nazional-cattolica del franchismo, che aveva inteso epurare luniversit e orientare la societ, cancellandone i valori liberali e laici: la tensione etica, la ricerca di un linguaggio nuovo,
lattivit di riviste e di case editrici configurano segnali di resistenza che vennero percepiti anche dagli intellettuali in esilio. La radicalizzazione del dissenso antifranchista
potrebbe aver finito per ostacolare, fino ad anni relativamente recenti, la percezione
storiografica di quei germi di rinnovamento.
Preparato da autori gi attivi negli anni Cinquanta (tra cui, Snchez Ferlosio, Sastre,
Aldecoa e lo scoppiettante gruppo di Barcellona), il flusso del cambiamento sar palpabile nel decennio successivo, nel quale spicca lattivit di Barral come diffusore di autori latinoamericani. Appare motivata la ragione per cui il 1975 non sia ritenuto uno
spartiacque della storia culturale del paese: il movimento di rinnovamento dei linguaggi
era profondamente maturato sin dalla seconda met degli anni Sessanta, dando vita a
una paradjica literatura democrtica sin democracia (p. 6). Gracia e Rdenas fanno
dunque coincidere la periodizzazione letteraria con il movimento delle idee estetiche,
delle quali laffioramento di opere costituisce la manifestazione storica e documentale,
convinti che la modernit non nasca con la democrazia bens che questultima sia figlia
della modernit.
Dopo lavvento della democrazia, e il tentativo di riscattare la memoria di qualcuno degli esiliati, la Transizione letteraria si presenta con le facce della molteplicit e si
emancipa dagli obblighi dellimpegno politico e della militanza aperta, rifugge autorit
inviolabili e si apre allinfluenza straniera, presentandosi come una tra le pi vivaci
produzioni del fin de siglo, in grado, a detta degli autori, di dialogare con quelle del
resto dEuropa. Insomma, non sarebbe pi in questione la compartecipazione della
Spagna alla modernit europea, intendendo con tale nozione un insieme di posizioni
estetiche, procedimenti tecnici e processi sociologici (dal riconoscimento dellautonomia dellopera darte alla libera esplorazione dei linguaggi, dalla flessibilit e permeabilit delle modalit espressive alle frizioni tra mercato e produzione letteraria) che gi
era affiorato nei primi decenni del XX secolo, prima di essere frenato dalle circostanze
storiche e dalle posizioni ideologiche. In definitiva, una accezione di modernit che
accosta la Spagna attuale agli altri paesi del continente e che rende conto di un esempio di cambiamento socioculturale unico nellEuropa contemporanea, essendo avvenuto in appena mezzo secolo. Certo, bisogna ricordare che fuori della Spagna (non
considerando i paesi ispanoamericani) la letteratura in lingua castigliana fatica a imporsi sul piano delle vendite. Talvolta si pubblica pi di quanto non si legga e conosca
(e penso allo specifico caso italiano, ma anche alle resistenze del mercato anglosassone, con le eccezioni di Maras e Cercas).
Dinanzi al titanismo e ai meriti del lavoro ha senso individuare qualche squilibrio?
Si potrebbe segnalare che per la generacin de medio siglo sarebbe stato auspicabile
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accordare maggiore spazio allanalisi della graduale penetrazione del neorealismo italiano e della letteratura esistenzialista francese; oppure che lesplorazione del rapporto
tra territori autonomi, lingue e culture sarebbe potuto andare oltre la giusta attenzione
rivolta alla importante produzione in castigliano di autori catalanofoni o al di l della
trattazione di alcune opere di scrittori di rilievo nazionale pubblicate in altre lingue
peninsulari; la mancata configurazione di una letteratura scritta da donne pare invece
condizionata da un panorama di per s non ricchissimo. Si tratta, tuttavia, di rilievi
minori, che non possono inficiare la portata della pubblicazione. A cominciare dai
suoi pregi formali: i destinatari ideali del libro sono la comunit degli studiosi e quella
parte di pubblico clto desiderosa di intravedere le tendenze che caratterizzano il sistema letterario degli ultimi settanta anni. Ma ciascun lettore non potr fare a meno di
apprezzare la godibilit della narrazione, lassenza di un taglio meramente compilatorio, la ricchezza di aneddoti. Alla scrittura fluida va aggiunto lo straordinario grado di
compenetrazione formale tra i due autori. E poi ci sono i meriti di contenuto: ho letto
che Gracia e Rdenas avrebbero consacrato eccessivo spazio alla letteratura degli anni
della democrazia; per quanto sia probabile che la limitata prospettiva storica porter a
rivedere pi di una valutazione, ascriverei, piuttosto, alle qualit del lavoro il rischio
che i coautori si sono consapevolmente assunti. E ancora: gli studiosi hanno tenuto in
debita considerazione, negli anni dellautarchia, la produzione di alcuni scrittori repubblicani in esilio; hanno riservato particolare attenzione al genere memorialistico e
a quello saggistico (ammirevoli le pagine dedicate alla ferocia di un Ferlosio e allamena incisivit di un Savater, pp. 677-686); hanno mostrato equilibrio nei loro giudizi.
Alcuni, pi decisi, sono condivisibili, che riguardino singole opere (La familia de
Pascual Duarte, p. 354, : novela ... endeble desde el punto de vista de la verosimilitud de su trama o de la coherencia psicolgica de sus criaturas), determinati autori (di
Fernando Arrabal, p. 561, si dice che su capacidad para pulsar la tecla sacrlega o
blasfema era superior a sus cualidades estrictamente novelsticas) o gruppi come i
componenti della Generacin Nocilla, altres chiamata Afterpop (ms atractivos y sugerentes que literariamente valiosos, p. 971).
Allo stesso modo, si pu sottoscrivere la seguente affermazione di Gracia e Rodnas,
e anche la cautela con cui viene realizzata: Es tentador leer un crculo que se abre con
la guerra como campo de batalla y con ella se cierra como campo mtico, pero quiz es
una concesin excesiva a la geometra imaginaria de la historia. En todo caso, si alguna
forma geomtrica dibuja el largo proceso literario que examina este libro es la de una
espiral ascendente que ha estabilizado sus vueltas en los ltimos veinte aos de democracia [] (pp. 8-9). Una spirale illuminata da questo lavoro, la pi lucida analisi generale a nostra disposizione della letteratura spagnola dal dopoguerra ad oggi.
Enrico Di Pastena

JOS MARA POZUELO YVANCOS, Las ideas literarias (1214-2010), en Historia de la


literatura espaola, dir. JOS-CARLOS MAINER , vol. VIII, Barcelona, Crtica,
2011, 915 pp.
Este volumen constituye una novedad digna de encomio en la bibliografa sobre
literatura espaola, que careca hasta hoy de una historia de la crtica literaria completa
y actualizada, aunque s dispusiera de intentos parciales (dentro de historias de la
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