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Validit delle regole di predizione clinica per la gestione dei pazienti con sindrome del tunnel carpale | FisioBrain

08/08/16, 02:12

Validit delle regole di predizione clinica per la gestione dei


pazienti con sindrome del tunnel carpale
Il motivo per cui ancora oggi non esista una strategia di trattamento ottimale per la
sindrome del tunnel carpale (CTS) dovuto al fatto che questa rappresenta una
condizione complessa ed eterogenea in cui sono spesso coinvolti meccanismi di
sensibilizzazione del sistema nervoso centrale (SNC). Questo potrebbe suggerire che
esistano sottogruppi di pazienti che rispondano positivamente a un particolare
percorso terapeutico. Alcuni potrebbero beneficiare di un approccio conservativo
fisioterapico, mentre altri potrebbero avere una prognosi migliore con lintervento
chirurgico.
In precedenza, sono state sviluppate delle regole di predizione clinica (CPR) per
identificare donne che potrebbero rispondere positivamente a manovre di
desensibilizzazione del SNC (trattamento dei tessuti molli potenzialmente causa di
intrappolamento del nervo, terapia manuale del rachide cervicale, tecniche di
neurodinamica). I risultati mostravano come loutcome fosse influenzato positivamente
da 3 variabili: una soglia del dolore alla pressione a livello delle faccette articolari di C5C6 dal lato sintomatico <137kPa; una soglia del dolore al calore a livello del tunnel
carpale sintomatico <39,6C e il livello percepito di salute >66.
Lobiettivo di questo studio stato determinare se le donne con CTS che rispettavano
le CPR avevano una migliore risposta al trattamento fisioterapico. Lobiettivo
secondario stato valutare se le CPR erano in grado di identificare quali pazienti
avevano pi probabilit di beneficiare di un trattamento conservativo fisioterapico
rispetto allintervento chirurgico.
Il campione era formato da 120 donne con diagnosi clinica ed elettromiografica di CTS.
Le pazienti sono state randomizzate in due gruppi: un gruppo (n=60) effettuava 3
trattamenti di terapia manuale (stesso approccio di desensibilizzazione del SNC
utilizzato nello studio di creazione delle CPR), laltro gruppo (n=60) era sottoposto a
intervento chirurgico (decompressione e release del tunnel carpale). Il dolore e il grado
di funzionalit sono state misurate al baseline, a 1, 3, 6 e 12 mesi dopo il trattamento.
Le pazienti che presentavano almeno due criteri inclusi nelle CPR erano classificate
come probabili responder, mentre chi aveva solo un criterio o nessuno come probabile
non responder. Nel gruppo terapia manuale 19 donne rispettavano le CPR (32%),
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mentre nel gruppo dellintervento chirurgico 18 (30%).


I risultati dello studio non hanno sostenuto la convalida delle CPR. I risultati mostravano
che indipendentemente dalle CPR i pazienti del gruppo di terapia manuale e di quello
chirurgico presentavano miglioramenti della sintomatologia dolorosa e della
funzionalit a 3, 6 e 12 mesi. Anche il grado di soddisfazione nella percezione del
recupero a 6 e 12 mesi era lo stesso tra i due gruppi. Visti i miglioramenti clinici,
paragonabili allintervento chirurgico, tutti i pazienti con CTS dovrebbero ricevere come
trattamento di prima scelta quello conservativo, indipendentemente dalla
presentazione clinica.
Studi futuri dovrebbero continuare a cercare i fattori predittivi per determinare quale
gruppo di pazienti con CTS potrebbe avere un outcome migliore con il trattamento
chirurgico e quali con il trattamento conservativo.

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