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Conferenza letteraria internazionale

La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra.


J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l'esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale.

International Literary Conference


The Lost Generation: myths from the Great War.
Tolkien, Lewis and the experience of the English authors in the First World War.

Associazione Italiana Studi Tolkieniani


in collaborazione con:
Universit degli Studi di Trento - Dipartimento di Lettere e Filosofia
Associazione Rohirrim e La Compagnia degli Argonath
Comitato scientifico: Roberto Arduini, Fulvio Ferrari, Stefano Giorgianni, Claudio Antonio Testi
Contatti:
Roberto Arduini (roberto.arduini@jrrtolkien.it)
Fulvio Ferrari (fulvio.ferrari@unitn.it)
Stefano Giorgianni (stefano.giorgianni@jrrtolkien.it)

Nel centenario della Grande Guerra l'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, in collaborazione con l'Universit degli
Studi di Trento e i gruppi tolkieniani veronesi Associazione Rohirrim e La Compagnia degli Argonath propongono un
evento legato all'esperienza bellica del celebre scrittore inglese J.R.R. Tolkien attraverso immagini e parole.

Conferenza La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. Tolkien, Lewis e
l'esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale. Con relatori (possibili ospiti*):
Roberto Arduini: Presidente dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST), giornalista, saggista e
traduttore.
*Carlo Maria Bajetta: Docente di Lingua e Cultura Inglese presso l'Universit della Valle d'Aosta, traduttore.
Francesca Di Blasio: Docente di Letteratura Inglese presso l'Universit degli Studi di Trento, traduttrice.
Fulvio Ferrari: Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Universit degli Studi di Trento, docente di
Filologia Germanica, traduttore.
*John Garth: Giornalista, scrittore e saggista. Autore del successo letterario Tolkien e La Grande Guerra.
Stefano Giorgianni: Socio Fondatore dell'AIST, saggista e traduttore.
*Joseph Loconte: Docente di Storia presso il King's College di New York. Autore del recente A Hobbit, a
Wardrobe and a Great War.
Claudio Antonio Testi: Vice-presidente dell'AIST, co-fondatore dell'Istituto Filosofico di Studi Tomistici di
Modena, docente presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna.
Wu Ming 4: Socio Fondatore dell'AIST, scrittore e saggista.

Tolkien e la Prima Guerra Mondiale


Sfogliando il capolavoro di Tolkien sono chiare le idee che lo scrittore aveva sulla guerra. Si pu leggere, ad
esempio, il brano in cui Sam Gamgee vede un nemico morire davanti ai propri occhi:
Era per Sam la prima immagine di una battaglia e non gli piacque... Avrebbe voluto sapere da dove veniva e come si chiamava
quell'uomo, se era davvero d'animo malvagio, o se non erano state piuttosto menzogne e minacce a costringerlo ad una lunga marcia
lontano da casa; se non avrebbe invece preferito restarsene l in pace....
Menzogne e lusinghe erano il pane quotidiano nellInghilterra del 1914, dove la propaganda militare martellava i
giovani con campagne darruolamento fin dentro le universit. Tolkien, studente a Oxford, venne anche criticato
perch si arruol soltanto dopo la laurea e il matrimonio, un anno dopo i suoi amici e colleghi. Fu una
generazione intera che si arruol avendo negli occhi le imprese dei cavalieri medievali e le conquiste dellimpero
coloniale britannico. Fu una generazione intera che per nelle trincee della Francia, sotto le bombe dellartiglieria
e i proiettili delle mitragliatrici: nella battaglia della Somme ci furono oltre 620mila vittime, 57mila solo nel primo
giorno. Quel che la propaganda descriveva con toni trionfalistici era in realt un carnaio in cui luomo
soccombeva alla tecnologia e alle macchine. Tutto questo, come scriver un amico del college a Tolkien, soltanto
per pochi acri di fango. Tolkien se ne rese subito conto, tanto da scrivere gi mentre era al campo
d'addestramento:
Lo spreco della guerra, non solo materiale ma morale e spirituale cos sconcertante per quelli che devono subirlo. E lo sempre
stato (nonostante i poeti), e sempre lo sar (nonostante la propaganda)....
Il dolore e lo strazio per la perdita degli amici pi cari, il forzato distacco dalla sua amata Edith e il sentimento di
disperata impotenza di fronte allavvento delle nuove macchine da guerra, sono per Garth i fattori che segnano
maggiormente il nascere e il definirsi dellintero legendarium di Tolkien. Al fronte, lo scrittore vide la morte in
faccia in almeno due occasioni: allinizio della campagna della Somme, in un attacco notturno a un villaggio
presidiato dai tedeschi, e in un freddo giorno dautunno nella conquista di una trincea nemica. Allet di 24 anni,
Tolkien era ufficiale segnalatore del suo battaglione e pass mesi nelle trincee francesi dove fu testimone di tutti
gli orrori della morte meccanizzata: ripetitiva, scientifica, impersonale e tuttavia sempre presente e
imprevedibile. I soldati camminavano faticosamente nel fango, vivevano in trincee sporche e infette, in balia dei
capricci del tempo, aspettando ordini a volte inutili o attacchi suicidi.
Nel 1916 Tolkien si ammal come molti suoi compagni e fu rimpatriato, con la testa piena di quelle tragiche
immagini che sarebbero riemerse pi di venti anni dopo nel suo capolavoro. In ospedale, Tolkien scrisse la
Caduta di Gondolin, lossessionante epica della citt che viene distrutta da un attacco a sorpresa di un esercito
nemico. Il meglio e il peggio dellesperienza bellica dello scrittore incarnato dai brutali globin che attaccano e
dagli elfi che si difendono strenuamente contro ogni speranza.
Tolkien perse due dei suoi migliori amici nelloffensiva della Somme e la Grande Guerra si prese la vita di un
quarto dei suoi conoscenti, studenti laureati a Oxford o Cambridge. Lo scrittore rielabor pi volte la sua
mitologia, ma non la complet mai: una parte fu pubblicata postuma, col nome di Silmarillion. Il Signore degli Anelli
ne riflette l'atmosfera scura e la tensione narrativa, ma ha toni anche vivaci perch descrive la Terra di Mezzo - il
nostro mondo in unera pre-storica - attraverso gli occhi degli hobbit. Sono questi gli uomini comuni, i borghesi
inglesi e pi specificamente, i manovali e gli operai che formavano lo scheletro del battaglione di Tolkien, l11
Fucilieri del Lancashire. Nella figura di Sam si pu anche scorgere quella dellattendente (il bateman), il soldato

che si occupava dei problemi pratici di un ufficiale dell'esercito britannico. Tra i due si instaurava un rapporto
damicizia profondo, simile a quello che si crea nel libro tra Sam e Frodo.

Tolkien e La Grande Guerra


di John Garth
(Trad. a cura di Lorenzo Gammarelli)
Milano-Genova, Marietti 1820 (Tolkien e dintorni) 2007
Un uomo pallido e provato convalescente nel letto di un ospedale di guerra. Tira
fuori un quaderno e, usando una calligrafia molto elaborata, scrive sulla copertina:
Tuor e gli esuli di Gondolin. Poi si ferma, riflette un po, fa un sospiro fra i denti chiusi
sulla pipa, e borbotta: No, non pu pi andare. Basterebbe questimmagine per
riassumere molte cose: siamo nel 1917 e la Prima Guerra Mondiale al suo culmine.
Luomo J.R.R. Tolkien e quel quaderno lorigine delle leggende che troveranno forma compiuta nel Signore
degli Anelli. Appartenente alla leva del 1892, lo scrittore inglese venne catapultato nel marasma della Grande
Guerra insieme a tutti i suoi amici. La maggior parte di loro non sopravvisse al conflitto e forse proprio per
questo che il sopravvissuto Tolkien si sent autorizzato a perseguire quel disegno depica della modernit che far
nascere il suo capolavoro.
Racconta tutto questo un approfondito studio, pubblicato dalla Marietti1820, Tolkien e la Grande Guerra. La
soglia della Terra di Mezzo, terzo volume della collana Tolkien e dintorni. Lautore, John Garth, giornalista
dellEvening Standard di Londra, ha passato due anni sotto una montagna di carta, spulciando tra gli archivi
dellesercito britannico, gli stati di servizio degli ufficiali durante il conflitto, gli appunti che Tolkien stesso aveva
conservato, oltre alle lettere del Tea Club and Barrovian Society (TCBS). Era questo il circolo dei compagni di
scuola dello scrittore che si pensavano predestinati a rivoluzionare la sensibilit del secolo appena cominciato, ad
accendere una nuova luce nel mondo (p. 241), ma che trovarono quasi tutti la morte nella tragedia dei loro
tempi. Tolkien parl inoltre spesso delle sue esperienze di guerra ai suoi figli Michael e Christopher, mentre
questi prestavano a loro volta servizio durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il libro si concentra sugli anni che vanno dal 1910 al 1919. Sono anni cruciali, quelli della formazione
universitaria e dell'esperienza bellica. Emerge unimmagine un po diversa dello scrittore. Lo troviamo mentre
lotta nel fango, in un campo da rugby durante un incontro della squadra del liceo, mentre affronta con fatica gli
esami universitari o organizza iniziative per il recupero della cultura antico inglese. una figura lontana
dallaustero professore di Oxford degli anni della maturit. Eppure, proprio in questi anni sono poste le basi per
le sue opere maggiori.

Biografie dei relatori facenti parte dell'Associazione Italian Studi Tolkieniani


ROBERTO ARDUINI: Presidente dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, saggista e traduttore. Membro del
comitato scientifico della collana Tolkien e dintorni per la casa editrice Marietti, ha scritto saggi per le riviste
specializzate Endre e Terra di Mezzo. co-autore e curatore di: Paesaggi dalla Terra di Mezzo (Aracne, 2007); La
Falce Spezzata - Morte e immortalit in J.R.R. Tolkien (Marietti, 2009); La trasmissione del pensiero e la numerazione degli
Elfi (Marietti, 2008); Tolkien e la filosofia (Marietti, 2011); La biblioteca di Bilbo (Effat, 2011). Con Cecilia Barella ha
inoltre curato Il Kalevala. Poema nazionale finnico (Il Cerchio, 2007) Ha contribuito a Studi anglo-norreni in onore di John
S. McKinnell (CUEC, 2009), con il saggio We meten so selden by stok other ston: Sir Gawain and the Green Knight e J.R.R.
Tolkien.
STEFANO GIORGIANNI: laureato in Linguistica presso l'Universit degli Studi di Verona, saggista e traduttore.
Socio Fondatore e Caporedattore del sito dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Ha contribuito al volume
Tolkien e i Classici con Il doppio fra Tolkien e Dostoevskij. Viaggio nella parte oscura della natura umana (Effat, 2015). Ha
co-organizzato e partecipato alla conferenza internazionale All'Ombra del "Signore degli Anelli": le opere minori di
J.R.R. Tolkien (Trento, 13-14 Maggio 2015). direttore della collana Le Pietre Urlanti e coordinatore della collana
FuoriClasse di Delmiglio Editore. Collabora con diverse testate cartacee e digitali.
CLAUDIO ANTONIO TESTI: filosofo, saggista e studioso di Tolkien, segretario dellIstituto filosofico di studi
tomistici e direttore della collana Tolkien e dintorni per la casa editrice Marietti. Ha scritto saggi per la rivista
specializzata Endre e per l'accademica Tolkien Studies, edita dalla West Virginia University Press. Ha curato i
seguenti libri: La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi (2008); La Falce Spezzata - Morte e immortalit in
J.R.R. Tolkien (2009), tradotto in lingua inglese e pubblicato da Walking Tree; Tolkien e la filosofia (2011).
WU MING 4: membro del collettivo bolognese di scrittori Wu Ming, ha al suo attivo diversi romanzi, racconti,
reportage e saggi. Co-autore dei romanzi Q (Einaudi, 1999), successo internazionale tradotto in 14 lingue,
Manituana (Einaudi, 2007), Altai (2009). Autore unico del romanzo Stella del Mattino (Einaudi 2008), incentrato
sulla figura di Lawrence dArabia, in cui lungo la narrazione compaiono J.R.R. Tolkien, Robert Graves e C.S.
Lewis. Ha dedicato a Tolkien i saggi L'eroe imperfetto (Bompiani, 2010) e Difendere la Terra di Mezzo (Odoya, 2013) e
curato Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani, 2010).