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r:..

.. .. . .

INDICE

Prefazione

1. Armatura inclinata rispetto alla direzione della sollecitazione

1.1

Introduzione

. -

2
2
6
6
8

Lastre con rete d'.armatura ad angolo retto


1.2
Le forze e il loro equilibrio nell'elemento a lastra
1.2.1
Inclinazione della fessurazione 1fJ con sollecitazione dell'armatura nel campo elasti
1.2.2
.
.
1.2.2.1 Soluzione con il minimo di lavoro di deformazione.

.
1.2.2.2 Soluzione mediante la compatibilitA delle deformazioni
snervamento
di
limite
del
raggiungimento
il
dopo
fessurazione
della
l{J
Inclinazione
. 1.2.3

1.3

. Lastre con una sola serie d'armature

Piastre con reti d'armatura ad angolo retto

1.5
1.5.1
1.5.2.
1.5.3

Regole di dimensionamento
Cenerallti
-

..

'

10

1.4

Dimensionamento delle strutture portanti a lastra con armature oblique rispetto alle tet1Sioni principali
Dunensionamento delle piastre sollecitate a flessione con armatura obliqua rispetto alle direzioni
dei momenti principali .

15

17

2: Travia parete, mensole, lastre.

17

'..I

Definizioni.

2.2

Metodi per la determinazione delle tensioni nello stato I

componenti di sollecitazione e tensioni nelle travi a parete

18

2.3
.
.
,..
2.3.l
Generali t1 .
2.3.2
Tensioni nelle travi a parete a una campata
2.3.2.1 Carichi uniformemente distribuiti
2.3.2.2 Carichi concentrati
. .
2.3.2.3 Influsso dei ri}lforzi degli appoggi
.
2.3.3
Tensio'ni nelle travi a parete a piu campi
2.3.3.1 Carico uniformemente ripartito
2.3.3.2 Carichi concentrati
2.3.3.3 Influsso dei rinforzi degli appoggi.
2.3.3.4 La determinazione delle componenti di sollecitazione nelle travi a parete continue
2.3.4
.
Determinazione delle tensioni secondo W. Schleeh .

.
.

- .

12
12
13

Travi a parete nello stato II dal punto di vista del dimensionamento

2.5

Regole di dimensionamento per le travi a parete.

Travi a parete con appoggio o carico indiretti

2.4
2.4.1
2.4.2

Travi a parete ad appoggio diretto

..

18
18
19
19
22
24
27
27
27
29
?O
33
35
35
38
42

Indic e

Vili

Determinazione delle forze nel corrente teso.

2.5.1
2.5.2

3.

44
45

2.5.3

Armatura di sospensione per carichi applicati inferiormente

2.5.4

Armatura a rete nella lastra

2.5.5

Rappresentazione con modelli e dimensionamento secondo Nylander, Svezia

45

2.6

Tensioni nelle mensole e nelle lastre a sbalzo

47

2.7

Regole di d imensionamento per mensole e lastre a sbalzo.

Introduzione di carichi o forze concentrati

45

so
53

Descrizione d ell' andament o delle t en.sioni.

3.1

53
56

3.2

Metodi di determinazione delle tensioni

3.2. J

Soluzione teorica

3.2.2

Soluzione con elementi finiti

3.2.3

Determinazione foto-elastica .

3.2.4

La determinazione delle tensioni con l'estensimetria su modelli .

56

3.2.5

Misurazioni su corpi in cal cestruzzo.

56

3.2.6

Semplici soluzioni approssimate

3.3

56

56

56

57

D imensionamento per le forze di. fenditura con introduzione bidimensionale di carichi o forze
concentrati

57

3.3.1

Il carico concentrato assiale

3.3. l.l

Forza di fenditura con pressione uniforme del carico p

3.3.1.2

lnOusso della pressione d i carico p non uniformemente ripartita

3.3.1.3 Tensioni nelle zone marginali (settori d'angolo:f-p-.


Il carico concentrato eccentrico in direzione x

3.3.2
3.3.4

Numerosi carichi o forze concentrati

3.3.5

3.3.6

57

57
61

---

63

64

66
66

Azione combinata della forza di tesatura e della reazione d'appoggio alle estremita delle trav,i

prec9mpresse

69

Azione combinata dll'introduzione delle forze e della flessione della trave su appoggi intermedi
di travi continue

3.3.7

Carico concentrato eccentrico con inclinazione rispe tt o all 'asse x .

3.3.3

69

La forza concentrata applicata all'interno della lastra

Forze introdotte per aderenza di barre d'acciaio.

3.3.9

Introduzione di una forza concentrata in una trave a T

3.3.10

Tensioni di fenditura nelle anime delle travi a l

3.4

Valori di dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione spaziale, tridimensionale di

3.4. I

li c ari co concentrato assiale

77
78

74
75

3.3.8

carichi o forze c oncentrati .

42

Limitazione delle tensioni principali di compressine

80
80
80

3.4.1.l

Le tensioni e la forza di fendi tura

3.4.l.2

85

3.4.2

Le forze di trazione nelle zone margina li


II carico concentrato eccentr ico

3.S

Li.mitazione della pressione nella superficie di carico

86

3.6

Introduzione delle fori.e par a ll e la men te alla supe rficie di un corpo di calcestruzzo

3.6.1

Introduzione della forza mediante bulloni.

4.2
4.2.1
4.2.2

Descrizione

;_

86

Regole di dimensionamento secondo Monnig - Nct?.cl

89

89

95

Per appoggio line::ire con movimenti di rota1.ionc ;itt or nu

95

4. Cerniere di calcestruzzo
4.1

97
un asse

Per appoggi puntiformi con movimenti di rota;rjonc in qu:ilsiasi direzione

97
102

Indice
S. Punzonamento delle piastre

IX

103

5.1

Osservazione preliminare

. 5.2

Situazione attuale del problema

5.3

5.3.2
5.4
5.5
5.5.1
5.5.2
5.5.3
5.5.4
5.5.5

..

..

Modelli del processo di punzonamento senza armatura di taglio con pilastri interni sotto un carico
centrato. .
.
.
.
.
.
Generalita
.
.
.
di
taglio)
Carico di punzonarnento secondo Kinnunen-Nylander (senza armatura
.

5.3.1

104

104

113
113

113
114

6. Dimensi oname nto con carico oscillante o molto frequente

117.

6.1

Regole fondamentali. .

6.2

Regole di dimensionamento

6.3

Determinazione delk tensioni sotto i carichi di servizio

6.4

Verifiche sottq

7. Il calcest ruzzo
7.1

7.2
7.2.1
7.2.2
7.3
7.4
7.5
7.5.1
7.5.2
7.5.3
7.S.4
7.5.5
7.S.6
7.5.7
7.6
7.7
7.8

117

118
119

cajco_oscillante secondo la DIN 1045.

leggero per le strutture portanti .

121
125

Osservazione preliminare - Tipi di calcestruzzo leggero

125

Gli inerti e la composizione del. calcestruzzo leggero_ ,per le strutture portanti


-.
.
,Gli inerti porosi
Composizione e lavorazione del calcetruzzo leggero
.

128
129

Flusso delle forze nel calcestruzzo leggero.

130

Divergenze essenziali tra le caratteristiche del calcestruzzo leggero e qelle del calcestruzzo normale
Resistenza a trazione .
.
. .
Resistenza rotto un carico su un'area parziale
.
.
Resistenza per aderenza. .
.
Deformzione, a - e , modulo E con carichi di breve durata
Rigonfiamento, ritiro, deformazione viscosa : ..
.
Comportamento al calore del calcestruzzo leggero
Protezione dell'armatura contro la corrosione .

Conseguenze per il dimensionamento del calcestruzzo leggero armato


L'eci>nomicita delle strutture portanti in calc;estruzzo leggero

..

..

131
131
132
132
133
134
137
138'
138
141
141

Impieghi.

Bibliografia. .

126
126.

Le classi del calcestruzzo leggero .

110
110

106

110

Regole di dimensionamento secondo DIN 1045.


Caso regolare dei pilastri interni
Per l'armatura di taglio .
Pilastri d'angolo e di bordo
.
Passaggi nel solaio, incavi per le installazioni .
Rinforzi delle testate di pilastro, solai a fungo, telai in acciaio
.

103

Punzonamento con pilastri di bordo e d'angolc, .

un

103

143

1 .: ARMATURA INCLINATA RISPETTO ALLA DIREZIONE DELLA SOLLECITAZIONE

1. 1

Introduzione

Nel 1. volume di quest'opera, capolo 5 ( 1 a), stato dimostrato come


il comportamento dell'armatura risulti ottimale quando le barre d'acciaio
seguono le traiettorie delle tensioni principali di trazione o dei momenti
principali. In questo caso esse incrociano ad angolo retto le fessurazioni
che si vanno formando e possono assorbire direttamente la forza di trazione
del calcestruzzo. In quasi tutte le strutture portanti abbiamo per dei
settori nei quali, per ragioni pratiche, non risulta possibile la realizzazione
di questa disposizione ideale dell'armatura.
Il dimensionamento dell'armatura nella parete delle travi, nelle quali
la direzione delle tensioni principali di trazione si discosta da quella
dell'armatura per i casi di carico forza di taglio e torsione, gi stato
tesentato nei capitoli 8 e 9 del val. 1. D obbiamo ora esporre le regole
di dimensionamento per le armature disposte inclinate rispetto

alla direzione della sollecitazione per le strutture portanti a superficie


resistente, (lastre, piastre, volte sottili).
Nei prin1i studi di E. Suenson (2) e soprattutto di H. Leitz (3, 4) su
questo problema, le fessurazioni venivano assunte ad angolo retto rispetto
. all'armatura e si calcolavano esclusivamente le condizioni di equilibrio.
W. Fliigge (5) e G. Scholz (6) con altri hanno apportato dei completamenti.
In queste soluzioni, nell'ipotesi che la forza di compressione
del calcestruzzo si ritrovi sulla bisettrice delle due schiere di armatura, si
constatava la seguente contraddizione: dopo la formazione delle fessurazioni
in certi casi le forze di compressione nel calcestruzzo dovrebbero agire
al di l delle fessurazioni.

J. Peter ( 7 ) e F. Ebner (8, 9) sono partiti dal presupposto, per le lastre e


per le piastre, che le prime fessurazioni si producano, indipendentemente
dalla direzione dell'armatura, quasi ad angolo retto rispetto alla direzione
della tensione principale di trazione (fig. 1.1)
.

Dalle condizioni di compatibilit risultarono forze di taglio lungo


le fessurazioni, che nelle lastre vengono trasmesse lungo le fessurazioni
mediante dentatura ed effetto di incavigliatura dei grani di inerte e
dell'armatura, e nellt> piastre risultano trasmesse dalla iona flesso-compressa
oltre le fessurazioni. Queste forze di taglio nelle fessurazion provocano
tensioni secondarie di trazione nel calcestruzzo e ulteriori fessura:z.ioni

1.

Armatura inclinata rispetto alla direzione della sollecitazione

Direzione della fessurazione

Fig. 1 .1 : Sviluppo delle tessurazioni in una lastra con armatura obliqua rispetto alla
direzione di trazione principale e sollecitata monoassialmente a trazione,
secondo J. Peter ( 6)

che risultano inclinate rispetto alle prime lacerazioni e che con frequenza
si predispongono tra queste prime fessurazioni.
R. Lenschow e M. Sozen ( l O) e successivamente G. Wastlund con
L. Hallbjorn ( 1 1 ) , hanno considerato nei loro studi solo lo stato di rottura;
per questo stato hanno calcolato le condizioni di equilibrio e ottenuto
la direzione delle fessurazioni a rottura mediante il principio del lavoro
minimo di deformazione.
Th. Baumann ( 12, 13) fu il primo ad ottenere nel 1972 una soluzione
soddisfacente. Egli utilizza sia le condizioni di equilibrio che quelle di
compatibilit e rispett. la legge del lavoro minimo di .deformazione.
Questo Autore distingue tra lo stato con tensioni dell'acciaio nel campo
elastico ae < (35 , e lo stato di rottura con ae > Ps (il limite di snervament;.,
dell'armatura superato), ottenendo per i due stati inclinazioni diverse
delle fessurazioni. L'esposizione che segue continua gli studi di Th. Baumann.

Nel caso generale, per l'assorbimento di forze di direzione obliqua si possono


predisporre armature su uno, due o tre piani; con le armature su due o tre
piani gli angoli che si verificano tra le schiere d'armatura possono
essere a volont. Nei paragrafi che seguono consideriamo dapprima le
armature ad angolo retto su due piani. Per le armature su tre piani disposte
oblique tra di loro si rimanda ai lavori di Th. Baumann ( 1 2, 1 3 ).
1.2 Lastre con rete d'armatura ad angolo retto
1.2. 1

Le forze e il loro equilibrio nell'elemento a lastra

Consideriamo.un elemento rettangolare di lastra, con una rete d'armatura


a maglie strette, ad angolo retto, nel suo piano mediano (fig. 1 .2 ).
Gli spigoli dell'elemento a lastra sono paralleli alle direzioni delle tensioni
principali a1 e au k a1, mentre l'armatura disposta ad angoli
obliqui rispetto ad essi. Per caratterizzare gli angoli' si introducono due
sistemi di coordinate ad angolo retto:

a)

con gli assi {I)

(2) in corrispondenza delle direzioni delle tensioni

1.2 Lastre con rete d'armatura ad angolo retto

b)

principali a1 e a1p trazione posii.iva, gmpressione negativ a ;

con gli assi x ed .y in corrispondenza d elle di rezioni delle armature

fex e fey-

a1

sia sempre in questo caso una tensio ne di trazione e sia maggiore d i c11,
per cui k.;; I. L'angolo tra l'asse (I) e l'asse x . desig nato con o:, e si
presuppone che il sistema cii assi x e y ve n ga disposto in modo t ale che

.;; "45.

La lastra abbia subito fessurazioni parallel e quasi rettilinee a una distan za


am ,la cui direzione si discosti dalla direzione dell'armatura y di un angolo ip
momentaneamente sconosciuto.

forze applicate, riferite all'unit di lunghezza I, sono:

N2 =

cu d

I = k N1

(1.1 )

nel piano mediano

Geometria

a) forze esterne

Direzione dcli.a
il:,sur:uione
\

(y )
\ t(2) /

b}forze interne

f Zy : ;;ty

CD?"

Fig.

fey

1.2: Geometria e forze nell'elemento a lastra con rete rettangolare d'armatura .

Nelle strisce di calcestruzzo comprese tra le fessurazioni si assumono sforzi

di compressione

cb

unifo rmemente distribuiti, che corrispondono a una

forza di compressione assiale Db

(l.2)
Se le fessUrazioni e una direzione dell'armatura non sono ad angolo retto
rispetto alla direzione ( t) della o 1, se quindi o: e '{J non sono uguali a zero,
in determinate circostanze nelle fessu razioni possono agire le forze di taglio
H. Fino a tanto che le larghezze di fessurazione rimangono piccole,

1.

Armatu1 inclinata rispetto alla direzione della sollecitazione

queste forze di taglio possono essere trasmesse mediante la dentellatura


dei lembi della fessurazione con gli inerti grossi, e inoltre mediante
l'effetto d'incavigliatura delle barre d'armatura che incrociano le fessurazioni
(fig.

1.3).

Le forze di taglio H significano che le forze di compressione

Db

delle strisce limitrofe di calcestruzzo sono di grandezza diversa, oppure


che

Db

leggermente inclinata rispetto alla fessurazione, per cui si ha nel

calcestruzzo una piccola tensione di trazione trasverse (fig. 1 .4).

---

ob\ ,.....zb
zb.......--- \Db

l
Fig.

1.3: La forza di taglio nella

fessurazione

Fig.

assorbita dalla dentellatura dei

1.4:

lembi della fessurazione stessa e

dall'effetto di incavigliatura. delle


barre d'armatura

tH

Cm

Elemento di lastra fessurato, con la forza


di compressione Db di direzione obliqua
a causa dello spostamento !:. e con la cor"
rispondente forza di trazione trasversale

zb

Anche le forze di dentellatura e di incavigliatura provocano nel calcestruzzo


tensioni di trazione, che non vanno considerate nel calcolo sulla capacit
portante. La forza di taglio H deve diminuire inoltre con l'aumento della
larghezza delle fessurazioni e con la rottura localizzata del calcestruz.zo

nelle zone di incavigliatura, e pu scomparire, ad eccezione di forze residue


di incavigliatura. Nelle equazioni seguenti si assumer quindi, per
un dimensionamento pi sicuro, H = O.

Designando le sezioni trasversali d'armatura per unit di lunghezza con


fex e

fey , le loro forze di trazione per unit di lunghezza sono:


.
fe
Zx= aex fex = ctex x: d
con x =
,y
,y
Zy = <1ey/

fey =

aey

y d

Se son note le tensioni principali a1 e au (e rispett. N1 e N 2) come anche


questo caso quattro grandezze incognite:

le armature fex e fey, rimangono

acx' acy ab

(e rispett. Zx, Z y

, Db)

fu

e l'angolo ip per la direzipne

delle fessurazioni. Ora, con le condizioni di equilibrio si possono determinare


solo 3 grandezze, Si sceglie .come valore .in eccesso l'angolo ..p. che va
determinato dalle condizioni di compatibilit.

Assumendo dapprima che l'angolo ..p sia noto, per l'equibrio in una sezione

parallela a una fessurazione si pu disegnare il poligono delle forze secondo


la fig. 1.5. Da questo poligono si derivano le eqazioni:
N1 b1
N2 b2

...

zx

hx cosa-Z y by sena=

Zy by cosa Zx

bx sena =

O.

s .

1.2 Lastre con rete d'annatura ad angolo retto

bt:
b2

cos

sen

by
bl(

sen

.=

cos

(IP -CX:)

(IP - CX::)

IP

C9

Z y b y
Fig. LS: Forze che stanno in equilibrio su una lunghezz.a di fessurazione 1 e rispettivo
poligono delle forze (la forza di taglio H nella fessurazione assunta uguale a O)
_,_

tN2b2
b2

(2)

f
I

I
I
I

bi=
b2 =
=
by =

0
y

(IP-a::)

cos

..

,.,..

(ID-cl.)

sen

uo '
"

COS

Fig. 1.6: Forze che stanno in equilibrio per la larghezz.a 1 d una diagonale compre
tra 2 fessurazioni e rispettivo poligono delle forze (la forza di taglio assunt'.
uguale a zero nella fess1,1razione)
Le larghezze da b1. a b1, su cui agiscono te forze da N 1 a Z1, si possono

pure esprimere in funzione div> e di a (vedi fig.


da queste equazioni le forze Zx e Z 1

Zx

N1 cos2a (l

1.5).

Si ottengono quindi

tanga tangip) + N2 sen2o: ( 1

cotgo: tangip)

( 1 .3)

. 1. Armatura inclinata rispetto alla direzione della sollecitazione

6
1

..

Se si considera ora una sezione di lunghezza I che stia ad angolo retto

rispetto alle fessurazioni, come rappresentato nella fig. 1 .6, si otterr un


poligono delle forze che contiene anche la forza di compressione del
calcestruzzo Db. Essendo ora gi note Zx e Zy in base all'equazione (1.3 ),
si pu esprimere Db nel seguente modo:

Db =-N1b1 sen(.p-a:) - N2i>:zcos(.p"'a:)

ZxbxsenlP + Zybycos.p

Dopo l'introduzione di Z x e Zy ottenute dall'equazione ( 1 .3 ) e delle larghezze


da b1 a by indicate nella fig. 1 .6, si ottiene, 'Con alcUne trasformazioni
trigonometriche:

Db=

sen 2 et

(N1 -1'112) sen 2.p

{1.4)

Sommando le forze interne derivate dalle equazioni (1.3) e ( 1.4), si ottiene


un'ulteriore equazione che consente un facil controllo del calcolo:

{l.S )

1.2.2 Inclinazione della fessurazione .p con sollecitazi6ne de/l'armatura


nel campo elastico (cc<

Ps )

Per determinare l'inclinazione tuttora incognita della fessurazione"''


si pu impiegare la legge del lavoro minimo di deformazione, oppure
la condizione di compatibilit delle deformazioni nell'elemento a lastra.
Ambedue le soluzioni vanno presentate.

1.2.2.1 Soluzione con il minimo di lavoro di deformazione


11 lavoro di deformazione di un elemento in materiale elastico , in base
alle regole della meccanica, e trascurando le deformazioni di taglio e
la deformazione trasversale. elle diagonali compresse:

A={e2

2
ey

e2z )

1 ( a2
--

2E

a2
y

a2).
z

Con le grandezze delle forze riferite all'unit di lunghezza, e delle sezioni


trasversali dell'acciaio, si ha per il volume 1.1.x d 1 e rispett. d 1

A=

zi

2 Ee /.lx d

Per semplificare s1 infr"oduce:

fc x

Si ha quindi:

fey

2 E /.ly d
c

2L
2

Ebd

!:.!__ .

'
(1.6)

Il lato destro dell'e.quazione contien in ogni membro l'angolo incognito"'


Si ottiene il minimo in lavoro e Tispett. un'espressione atta al calcolo di"''
differenziando l'equazione (I ;6) secondo 'P e ponendola uguale a zero:

Lastre con ret e d'armatura ad angolo ret to

_1.2

..

. fJ A

. .. 2Ee IJx. W1 =O
fJ IP.

2 " Db
N1

c5

(2)

_N
1 .;__

o rp

( 1.7)

Con l e equazioni ( 1 .3) e ( 1 .4) i singoli fattori d i fferenziali possono essere


espressi nel seguente modo:

z
6(2)
N1

--

o rp

z
6 (2..
)

sena cosa

(1-k}

N1

---

/) r,p

cos2rp

1
= (1 - k) sena cosa l -- -

--

sen2r,p

cos2 "'-

sena cosa

(l - k) ---,-sen2 r,p

':on l'introduzione di q ueste grandezze e con la divisione per i fattori


comuni (1 - k) 2 sena cosa, si ottiene il l ato destro dell'equazione (1. 7)
nella seguente form a : .

lx

N1

1
--

cos2'{J

- X-y
N1

--

sen 2ip

Ob

v-

N1

---

cos\1

. I
--) =

sen2r,p

(L8)

i sen2r,p si ottien_e un'spressione per il rapporto delle


Zx
tensioni dell'acciaio aey e Clex

Moltiplicando per

oppure:
aey
O'ex

= tang2lp

Db
[ 1+ v (l
Zx

- cotg 2ip)J

(1.9)

Moltiplican d o d 'altro lato_ l'equazione (1 .8) per cos2ip, si o ttiene:


Zx.

N1

Ni

y cotg '{J +
- - -

11

Db

- ( l -. cotg 2 ip) = O

(1.10)

Nl

e dopo alcune ulteriori operazioni e con l'in troduzione delle grandezze


Zx Zy e Db derivate d all'equazione (l.3 ) e (1.4) si o ttiene l'equazione d i
determinazion e dell'a.ngqlo '{J:
cotga
tanga + k
3
4
cotg '{J .+ cotg rp ----

1- k

Il
4
= - ( 1- cotg rp)
X

k tanga
cotga
cotg rp ---+

(l - k )

_ =

(1.11).

L'angolo che soddisfa q uesta equazione designato c o n .,,1 Senza ricorrere


a ll a resistenza a trazion e de l calcestruzzo con le tensio n i dell'acciaio Cl(!)( e
Cley < s, q uest'angolo porta al lavoro minimo di defo rm azione.
In trod ucendo questo angolo rp1 n e l le e qu a zi oni (1.3) e (1.4) per rp, esse
danno le forze c or ris p o n d e n t i nelle armatu re e nel calcestruzzo.

1. Armatura inclinata rispetto alladirezione della sollecitazione

1.2.2.2

Soluzione m ediante la compatibilit delle deformazioni

Considerando sulla fessurazione un segmento di lunghezza I e riportando

le rispettive direzioni delle armature, si ottiene il triangolo rettangolo


.rappresentato nella fig. 1 .7 con linee continue. A causa della forza

di comprssione

di

.
eb

.J!.

Db

il segmento" l" della striscia di calcestruzzo si accorcia

contemporaneamente si allungano le armature e rispett.

i cateti del triangolo nella misura degli allungamenti

o
ex. e
E

e1

a
ey
E

Dato che non si.deve introdurre nel calcolo alcuna forza di taglio sulla

fessurazione, e quindi non va considerato neppure alcuno spostamento che

sia parallelo .alla fessurazione, a causa delle deformazioni si forma

Le lunghezze del lato

il triangolo tratteggiato nella. fig. 1.7.


rapporti geometrici.

risultano dai

__\,

Direzione feuurazione dilezione


delle diagonali compresse in alcestruuo Db

Fig. 1.7: Deformazioni in un elemento. dilastra, partendo dalla lunghezza 1


nella diagonale compressa
In questo caso si trascurat la riduzione degli allungamenti dell'acciaio

dovuta alla collaborazione del calcestruzzo, come anche la dilatazione

trasversale del clcestruzzo risultante dall'accorciamento del calcestruzzo

eb.

Le deformazioni sono tra loro compatibili s e dalle due parti del triangolo
si ottiene la stessa nuova altezza, il che pu essere espresso con la seguente
equazione:

[ (l + ex) senip ]2 -[(I"'" eb)sen2ip}2

2 2
[( l + Ey) co s .p ]2 - { ( 1 -e-b) c:os ip ]

Risolvendo questa equazione con eyftx, si ottiene, dopo trasfonnazioni


e trascurando i rne:nbri di 2. ordine:
.

L
'x

tang2.p [ 1

fb

"x

(1 - cotg .P) ] .

1.3

Lastre

con una sola serie d'annature

Sostituendo ora gli allungamenti d:wuti alle tensioni con e1fex "cri"ex

e nspett. con

E
--

E'b

Zx

.
-, s1 ottiene comem

precedenza:

v Db

--!!:. =
"ex .

tang2ip [ 1

Db

11-

Zx

(1 -

cotg 2ip ) J

( 1 .9)

Le due vie proposte ai paragrafi 1 . 2.2. 1 e 1.2.2.2 portano quindi allo stesso
risultato, ossia il valore trovato dal minimo lavoro di deformazione

nell'equazione ( l . 1 1 ) per l'angolo ip1 dell'inclinazione della fessurazione,


adempie anche la condizione di compatibilit.

Di regola si avr perci cp1 ::/=a , quindi la fessurazione non si svilupper


ad angolo retto rispetto alla direzione della tensione principale (massima)
a trazione. In e ffetti le prime fessurazioni si formeranno in questo modo,
ma con l'aumento della sollecitazione le altre fessurazioni assumeranno
l'inclinazione

ip1

Ci stato constatato anche nelle prove.

1.2.3 Inclinazione cp della fessurazione dopo il raggiungimento del limite


di snervamento

( ee > Ps/Ec)

Se na serie di barre d'armatura comincia a slittare, le deformazioni

si modificano in modo tale che debbono prodursi ulteriori fessurazioni con


una diversa inclinazione .p2 *

ip 1, per ottenere la compatibilit.

dati, dopo corrispondenti deformazioni

Secondo i

plastiche dell'acciaio anche

o e = f3s.

le due serie di barre possono essere sollecitate con

Per il dimensionamento non si dovrebbero sfruttare gli stati ee > {35/Ee

per cui la nuova inciinazione di fessurazione <P1 , che secondo Baumann


in molti casi si discosta da

1.3

cp1, ora non interessa.

Lastre con una sola serie d'armature

Se la tensione principale pi piccola

011

una tensione di compressione di

sufficiente grandezza, si pu6 rinunciare alla 2. serie d'armatura.

Per questo caso la fig. 1.8 mostra le fo rze sulla lunghezza 1 lungo

una fessurazione con la direi.ione cp0

rispetto all'asse

(I).

11 poligono riportato nella figura porta al rapporto di equilibrio:


-

N 2b 2

N ibi

= k

tang(<Poy -

a)

tanga

Da questo rapporto angolare si ottiene, dopo la trsformazione per


l'inclinazione della fessurazione cp0 :
1
otgip0y

tanga

- I

k cotga

------

(1.12)

10

1.

Armatura inclinata rispetto alla direzione della solleeitaiione

b1

b2

bx

cos C%yrt.)
sen ( IPoycl. )

cos 'P0y

Fig. 1.8: Forze con

armatura semplice in una direzione (a 11 e rispett. N2 = compressione)


e detenninazione della rispettiva inclinazione della fessurazione 'Poy

Con questo angolo le equazioni ( 1.3) e ( l.4) danno le grandezze Z x e Db


con una sola serie di barre d'annatura.

1.4

Piastre con reti d'armatura ad angolo retto

Nel caso generale, un elemento di una piastra sollecitato da momenti

principali m 1 e mi = k m 1 riferiti all'unit di lunghezza.

Qui di seguito si intende per m 1 sempre queilo dei due momenti principali
il cui valore risulta superiore. Se m2 non genera sugli stessi lati della piastra

una _flesso-compressione e una flesso-trazione come m 1 , viene considerato


negativo ( k <O). Un tale momento m2 genera nella zona flesso-compressa

(da m1 ) tensioni di trazione, e nella zona lavorante a flesso-trazione


(da m1) tensioni di compressione. La zona di flesso-trazione si trova l dove mi

genera trazione, la zona di flesso-compressione l dove m1genera compressione.

La zona lavorante a flesso-trazione pu essere trattata come una lastra


secondo i paragrafi 1.2 o 1.3 se si calcolano le forze nonnali dai mementi

mediante un braccio di leva mediano e si fanno agire nella lastra (fig. 1.9)

Per zm si pu calcolare con valori approssimativi, per esempio:

1m .. 0,9

.hx +

hy

2
in analogia alle equazioni ( 1.3 )
esprimere,
ad
auforiziano
ci
ipotesi
Queste
e ( 1.4) :

1.4

ffix = x lx
- .

:-

11

Piastre con reti d'armatura ad angolo retto

my = ZyZy

2
tango: tang.p) + m2 5en o: ( 1 - cotgo: tang.p)

m1 cos o: ( l

2
2
= m1sen o:(l + cotgo:cotg.p) + m1cos a(l-tanga9otg.;)

Db

2m-

(m1

m1)

(l.13)

sn 2o:
-

sen 2.p

N1 " m1/zm
Ni = m2/zm
Fig.

1.9:

Sollecitazione di una piastra mediante i momenti m 1 e m2 ;. formazione di


fessurazione nella zona lavorante a flesso-trazione

Per cx e per ip valgono gli accordi presi al paragrafo 1.2.


Se k negativo (k < O), nella zona flesso-compressa, accanto alla forza di
compressione N20 = m1/zm agisce anche una forza di trazione
N"10 = m,:/zm, la quale richiede un'armatura di trazione in questa zona
compressa. Le equazioni ( 1.3) e ( 1.4) hanno una corrispondente validit
se ora siintr.oduce questa forza N1 come forza di trazione (al posto di Nd
e se si eseguono consequenzialmente i calcoli con k0 = 1/k.
-

'

Anche le verifiche per la compatibilit delle deformazioni possono essere


assunte dai paragrafi 1.2 e 1.3, tenendo conto dell'influsso dei diversi
bracci di leva e dei diversi spessori delle zone compresse.
A questo scopo si introducono:

fex lx
.

:::::

fey Zy

fex hx

f ey

hy

e con un'ipotesi approssimativa per l'altezza della zona compressa ?..m/3


0,9 hx
e Zm
-

e
11 = 3,3x__
E

3,3 nx

Applicando alle piastre le relazioni relative alle forze e agli angoli acquisite
per le lastre si pure accettata la co.ndizione che n nella zona nesso-compressa
n in.quella lavorante a nesso-trazione amm.essa una tr:ismission delle

12

1. Armatura inclina_ta rispetto alla direzione della sollecitazione


forze di taglio sulle fessurazioni: ossia, anche net dimensionamento

delle piastre secondo questometodo non si introduce nel calcolo alcuna


tensipne di trazione del calcestruzzo. Si rimane quindi sul lato sicuro.

Regole di dimensionamento

1.5

1.5.1

Generalit

Ci limitiamo al dimensionamento nel campo elastico delle tensioni

dell'acciaio ae <
e

1.2.2.

t3s

e utilizziamo quindi le deduzioni dei paragrafi

1.2. 1

E' per possibile semplificare fortemente la determinazione dell'angolo ip1

per la direzione della fessurazione se si dimensionano le due serie di barre


d'armatura in direzione x e y in modo tale da sfruttarle ambedue in

modo uguale. Si ha quindi per il carico di servizio:

aex =.

aey =

1, 5 '

J!L
7

(1.14)

1, 5

Dall'equazione (1.9) si ottiene con aex = ae , trascurando il limitato valore


y
derivante da v D'o/Zx, la semplice relazione:

Ue y
=

= tang- 'P.1

da cui risulta:

'Pr = rr/4 =
Questo angolo ip1

45

45

(l.15)

corrisponde quindi alla soluzione pi economica:

ambedue le serie di barre d armatura vengono sfruttate con la tensione

ammissibile. Se si volesse ottenere una ripartizione dell'armatura, da cui

risulti aex <aey

......

il che sarebbe irrazionale, poich in tal caso l'armatura

pi prossima alla tensione massima di trazione dovrebbe avere una ezione


trasversale dell'acciaio inutilmente grande-, .p risulterebbe maggiore

di

45,

mentre nel caso contrario - il che potrebbe essere razionale, come

si mo
_ strer inseguito - "' sarebbe min,ere di

45.

Per il calcestruzz9 si deve verificare che le tensioni di compressione da Db

non superino la misura ammissibile. Secondo DIN I 045 si potrebbe


assumere:

ab=

Db
d

---

PR
2,1

<; -

In questo caso non si conside.rerebbe per che le diagonali compresse


risultano perturbate dalle barr d'annatura che le attraversano trasversalmente
e che esse subiscono tensioni. di trazione trasversale a causa dell'effetto di

incavigliatura e dell'aderenza (vedi figg.

1.3 e 1.4 )

Dalle ricerche compiute

sulla resistenza del calcestruzzo sotto una sollecitazione di trazione


compressione risulta che io questo caso si dovrebbe calcolare solo

: con una resiStenza effettiva di circa 1'80% di PR


,,Per conseguenza sotto i carichi d'esercizio va prescritto:

amm <
a b amm = d

0,8 tJR

(1.16)

2,1

1.5.2 Dimensionamento delle strutture portanti a lastra con armature


oblique rispetto alle tensioni principali

(l.3) e (1.4) l'angolo indicato nell'equazione

Introducendo nelle equazioni

(1.15)

ip1

Tr/4

per la direzione dellefe$surazioni, si ottengono equazioni

semplificate per la determinazione delle forze interne con reti d'armatura ad


angolo retto, (ambedue le direzioni sfruttate) per il carico di servizio:

Ni- N1

sen 2a ( 1 - tanga)

N, N2

sen2a (l + tanga:)

zx = N1 +
.

Zy =

N2 +

( 1 . 1 7)

Da queste forze le armature necessarie risultano di:

. cx

Zx
f3s /l,7S

Zy
f y = _...__
c
f3s/l,7S_

(l.18)

e la tensione del calcestruzzo diviene:

t>crr =

Db

0,8 {3R

- < --

(1.16)

2 ,1

In tutti i casi vale per il controllo del calcolo:

(1.S)
Con

k < C>,2

pu risultare, per piccoli angoli a:, dalle equazioni

fey < 0,2 fcx.

Secondo la DJN 1045 si deve avere per di regola

di dimensionamento (1. 1 7) e (1.18) valide per 'Pi


In qesti casi si ha

aey< ocx

= 7r/4 in date circostanze


fey;> 0,2 fex.

e l'angolo ip che adempie le condizioni

di compatibilit secondo l'equazione ( 1 .9) dev'essere minore di


Cori

Oex = Zxffex

aey = Zylfey

Zy/0,2 fcx

45.

si ottiene dall'equazione

{ 1.9), trascurando contemporaneamente il valore derivante da 11 Db / Zx,

come equazione di determinazione per l'angolo chiamato ora ip2

e da essa:

tang2

'Po,2

Introducendo le grandezze

Zx

Zy

Zy

Zx

= 5.

derivanti dalle condizioni di equilibrio

secondo l'equazione ( 1.3), si ottiene, dopo alcune trasformazioni,

. 1.

12

Armatura inclina.ta rispetto alla dirczione della sollecitazione

forze di taglio sulle fessuraiioni : ossia, nhe nl d imensionamento

delle piastre secondo questo metodo non si introduce nel calcolo alcuna
tensione d i trazione del calcestruzzo. Si rimane quindi sul lato sicuro.

1.5
1.5. 1
'

Regole di dimensionamento

Generalit

Ci limitiamo al d im ensionamento nel campo elastico delle tensioni


dell'acciaio ae < s e utilizziam o quindi le deduzioni dei paragrafi 1.2.l

e 1.2.2.

E' per possibile semplificare fo rtemente la d eterminazione dell'angolo ..; 1

per l a direzione della fessurazione se si d imensionano le due serie di barre


d'armatura in direzione x e y in modo tale da sfruttarle ambedue in

modo uguale. Si h a quindi per il c<1rico di servizio :


ae

Dall'equazione
derivant e da

( 1.9 ) si
Db /Zx

11

..!!..!:L
Oe x

.J!L

(1.14)

1 ,75

ottiene con Oe x = aey , trascurando il limitato valore


la semplice relazione :
=

tang2

1T/4

..p 1

da cui risulta :

;p;

45

( 1 .15)

Questo angolo ..; 1 = 45 corrisponde quindi alla soluzione pi conomica :


ambedue le serie d i barre d '.ai:matura .vengono sfruttate con la tensione

ammissibile. Se si volesse ottenere un ripartizione dell'armatura, d a cui


risulti "ex < aey - il che sarebbe irrazionale, poich in tal caso l'armatura

pi prossima alla tensione massima di trazione dovrebbe avere una ezione

trasversale dell'acciaio inutilmente grande -, ..; risulterebbe maggiore

45 , mentre nel caso contrario - il che potrebbe essere razionale, come

si mostrer in seguito - ..; sarebbe m inore di 45 .


di

Per il calcestru zzo si dve verificare che l tensioni di compressione da


non superino la m isura ammissibile. Secondo DIN 1 045 si potrebbe

Db

assumere :

. . Db
ab = -d

PR
:r;;; -

2,1

In questo caso non si considererebbe per che le diagonali compresse


risultano perturbate dalle barr d'armatura che le attraversano trasversalmente
e che esse subiscono tensioni. di trazione trasversale a causa dell'effetto di
incavigliatura e d ell'aderenza (vedi figg. 1.3 e

1.4).

Dalle ricerche comp iute

sulla resistenza del calcestruzzo sotto una sollecitazione di trazione


compressione risulta che in q uesto caso si dovrebbe calco lare solo

13

1 .5 Regole di dimensionamento
: con una resistenza effettiva d i circa 1'80% di OR
. . , , er conseguenza sot o J c;arichi d 'esercizio va prescritto :
:

0,8 fjR
I\
a b amm = . amm ..;;
2,1
d

..

(1 .16)

1.5. 2 Dimensionamento delle strutture portanti a lastra con armature

oblique rispettq alle tensionlprincipali


Introducendo n elle equazioni ( 1.3) e (1.4) l'angolo indicato nell'equazione
(1. 1 5 ) ip1 = rr/4 per la direzione delle fessurazioni, si ottengono equazioni
semplificate per la determinazione d elle forze interne con reti d'armatura ad
.angol9 retto, (ambedu ' le direzioni sfruttate) per il carico di servizio :

Zx - N1 +
Zy = N2 +

- Nl
2

N 1 - N2

sen 2a ( 1 - tanga)
sen2a: ( I + tanga )

..

( 1 . 1 7)

Da queste forze le armature necessarie risultano di:

.
f

ex.

.
Zy
fc = --'--y
fJs/ 1 ,75

zX
f3s / l ,7S

( 1 . 1 8)

e la tensione del calcestruzzo diviene :


..--

b e {{

Db
= d

<

0,8 tJR
2,1

(1 .16)

I n tutti i casi vale p er il controllo d el calcolo :


Zx

+ Zy - I\ = N1 + N 2

(1 .5)

Con k < 0,2 pu risultare, per piccoli angoli a:, dalle equazioni
di dimensionamento ( l . 1 7) e (1.1 8 ) valide per ip 1 = rr/4 in date circostanze
fey < 0,2 fex . Secondo la DIN 1045 si deve avere per di regola fey> 0,2 fex .
In qesti casi si ha acy< oex e l'angolo op che adempie le condizioni
di compatibilit secondo l'equazione ( 1.9) dev'essere minore di 45 .

Con O'ex = Zx f fex e aey = Zy /fey = Zy/0,2 fex si ottiene dall'equazione


(1.9), trascurando contemporaneamente il valore derivante da v Db /Zx ,
c ome equazione di de.terminazione per l'angolo chiamato ora 'Pl

e da essa:
2

tang lf'o ,2

. Zx
Zy

= S.

Introducendo l e grandezze Zy e Z:x derivanti dalle condizioni di equilibrio


secondo l'equazione (1.3 ) , si ottiene, dopo alcune trasformazioni,

1 . Armatura inclinata rispetto all a direzione della sollecitazione

14

la seguente relazio ne :
.

(1 - k) tang

tang3 ip0 ,i {cotga

'Po,1 +

k tang o:) - 5 tang ip0 ,2 (tanga + kco tgo:) =


{l . 1 9)

= 5 ( 1 - k)
Nella fig. 1.10 son o riportati per alcune condizion i

IPo , 2

k N1/N1

q uesti angoli

in funzione dell'ango l o d ' inclinazione o:. Si rileva che in gen erale


45 (per ccx oey ) secondo l'equazion e ( 1 . 1 5)

va applicato l'angolo cp1

e che solo con un'o: relativamente p iccola e con un piccolo rapporto k va


applicato l'angolo '{Jo ,1 < 45 (per fey = 0,2 fex ) secondo l'equazione (l . 1 9 ).
Con gli a ngoli '{11 e ip0 ,2 rap p rese n tati nella fig. l . l O Th. Baumann h a

elaborato d e i d iagrammi d i d imensionamen to, q u i riportati nella fig. 1 . 1 1 .

I d iagra m m i consentono l a semplice lettura delle sezio n i trasversali


di riferimento d ell'armatura

fcx/f1

e fe.;/ f 1 , come anche della fo rz a di

compressione di ri ferimento nel calcestruzzo


riferim ento

f1

Db/N 1 La

grandezza d i

l'armatura n e cessaria all'assorbimento d i

N1

con a = O

N1
{j5/ l ,75

Fig. 1 . 10: Angoli ..p impiegati per reti d'armatura ad angolo retto,. a due piani
, Le armature fcx

fey

si ottengono con le equazioni

(l .20a)
La tensione d i compressione che si verifica nel calces truzzo,
corrispo n d e n temen te :

(1 .20b)

15

1 .S Rego le di dimensionamento

'

'

:\ ,

1. 5.-3 Dimensionamento delle piasre sollecitate a flession e con armatura

obliqua rispetto alle direzioni dei momenti principali

Le equazioni riportate nel paragrafo 1 . 5 . 2 per l e lastre e i diagrammi


della figura 1 . 1 1 possono essere u tilizzati immediatamente per
il dimensionamento delle piastre sollecitate dai momenti p rincipali m1 e
m2 = k m 1 E' solo necessario inserire al posto d ell'eq uazione ( 1 .20 a):

fex

m1

fex

e-)
f1
zx f3s / I ,75

rispett.

fey

m1

Zyf3s f l .75

( )
f1

( 1 .2 1 )

La verifica he la sollecitazione ammissibile a Compressione non venga

superata difficilmente possibile a causa d ella limitazione (ind icata


al paragrafo 1 . 5 . 1 secondo l'equazione ( 1 . 1 6 ) ) d ella resistenza teorica f3R
all'80 '*' con i consueti strumenti di dimensio namento. Th. Baumann
ha quindi allegato al suo d iagramma di dim ensionamento una tabella
con valori kh (vedi vol. I, paragr. 7.2.2.4). In questa tabella (tab. I . I ) si
riportano valori limite di kh , sotto cui non si d eve scendere , e
precisamente per 2 grandezze stimate di Zm /"h m = 0,8 e rispettivamente
0 ,9 , per 2 tipi di acciaio ( B St I I I e B St IV con a e amm = 2400 e
- 2800 kg/cm2 ) e per le classi di resistenza d e l calcestruzzo da Bn 250
a B n 5 5 0 (verifica in ( 12)).
Bisogna rilevare che con momenti di direzione uguale, quindi k = mz /m 1 > O
(positivo), va d eterminato il valore di kh eff = hm / .Jrri;. Con momenti
agenti in senso contrario, q uindi k = m.ifm 1 < o (negativo ), bisogna
partire da

Zx

/ hx :

Zy

/ hy

Per k : m 2 / m 1

k h : hm /

y;;; I )

ma x G b u R

I Pe r

k ;

0,8

0,9

m2 / m 1 < 0

0 ,8

k h : h m / Ym 1 - m :z 1 1
max

,,

G'b u 0,8 R

hm

Tabella

in

1 .1 :

cm ;

0. 9
m1

k n per

5 / t,75

:. Zm/h m

m z. in

[kp/cm2 j

Bn250

B n 350

Bnt.50

2 1. 00

5,7

5,0

t.,6

2 800

5,9

5, 2

1. , 8

1. , 5

2 t.00

8 ,t.

7, 3

6,7

6,L

2 8 00

8,1

7, I

6,5

6, 2

2 t.00

6,t.

5, 6

5,2

t. , 9

2 800

6, 6

5,8

5,3

5,0

2 1.00

9 , t.

8,2

7, 6

7, 5

2 800

9,1

7, 9

7,3

6,9

8n550

1.. 1.

tm/m

Tabella dei valori minimi ammissib ili k h per la verifica che le tensioni
di compressione nel calcestruzzo r imangono in limiti ammissibili ( J 3)

?ione della sllecitat.ion

ffl /f1 per


KsO

1--+.--4--+---

10

1s

20 2 s
-a

3 0

3 5

1. 0

1.

10

1s

2 0 2 s
_.,.. a

30

35

1.0

1.

N1

Vaiorea usiliario
Il

m G ,

N , = o1

d I cm
d I cm
trazione e > N 2
k sempre < l

N 2 = a11
N, =

rie
ira (x )

1ecessarie e della forza di compressione D y che si

2. TRAVI A PARETE,. MENSOLE, LASTRE

2. 1

Definizioni

Le lastre (disks) sono strutture portanti a p iastra, caricate o sollecitate


nel loro piano. Le lastre appoggiate come t ravi, sono chiamate travi a parete,
e, in. breve, travi-parete (deep b eams). La delimitazione fra le travi slanciate
e le travi a parete si basa sull'andamento d elle deformazioni Ex ; questo
andamento con snellezze di 2 /d 2 con le travi a una campata, './ d ;;.. 3 con
i campi interni.d elle travi continue, ancora quasi rettilineo, per cui
le " x possono essere calcolate in base alla teoria della flessione (Bernoulli
Navier). Nella D IN 1045 , par. 1 7. 1 .2 e 23.3, sono state fissate le snellezze,
rip ortate nella fig. 2. 1 , quali campi delle travi a parete. Le mensole
(corbels, brackets) sono travi corte a sbalzo (cantilevers) con '.k/d <: 1 . Con
gli elementi di grandi dimensioni (lastre d i parete su parecchi piani) si hanno
anche snellezze 9.k./d < 0,5 - si parla in questi casi di "lastre a pante di
tipo a mensola"

r
< 2,0

(
Cl
< - 2.s

[1

...._A
..-----
a
----------n
.
.

4---,.

f -......;.--

D
. -r

( --J._

_-J...

-i
+- frl- .

Fig. 2 . 1 : Snellezze limite di travi a parete

2. Travi a parete, mensole, 1'1stre

18

2.2

Met.odi per la. determinazione de.Ile tensioni nello stato I

. . ; -;

; _ ,.

., , ..1

_.: w
' - '

... .

La teoria d ella flessione con ax = M{W ecc. non pu6 pit'.1 essere applicata
con le travi a parete e le mensole, poich sotto il carico le sezioni trasversali
non rimangono piane (ipotesi di Bernouilli, d iagramma e rettilineo ) e
quindi anche con un materiale da costruzione ideale-elastico le tension i
c x non hanno u n andamen t o rettilineo. Inoltre, n o n s i possino pit'.1 trascurare
le componenti di tension i ay derivanti da forze esterne e le tensioni
di taglio Txy . E' quindi n ecessario determinare le tensioni nelle lastre e nelle
travi a parete tenendo conto di tutte le condizioni d i equilibrio e
di compatibilita delle fo,rze interne.
,

Si possono applicare i seguenti metodi:


l.
2.

3.

La teoria della lastra con la funzione delle tensioni secondo Airy,


esposta in ( 1 4, 1 5, 1 6).

I metodi degli e lementi finiti, preferibilmen te con elementi triangolari


di lastra ( 1 7 , 1 8 ).

La statica su modelli ( 1 9 ) .
3. 1
3.2

3.3

4.

La fotoelasticita, particolarmente idonea per i problemi delle lastre.


l inodelli in araldite con estensimetri.

I modelli in m icrobeton;

Per le travi a parete, W. Sch!ech ha constatato che il diagramma delle


tensioni per i carichi pu6 essere elaborato con la sovrapposizione
delle pure tensioni di lastra a seguito dell'introduzione delle forze; con
le tensioni di flessione e taglio , calcolate secondo la teoria dell'elasticita,
a i.:ausa delle forze di taglio M e Q (20, 2 1 , 22, 23 ).

Tutti questi sistemi presuppo ngono di regola un materiale omogeneo isotropo


e puramente dastico. Con gli elementi finiti si pu6 anche osservare
un comportamento a e che si discosti dalla retta e (in equazioni) anche
la formazione di fessurazioni.
-

Per gli scopi pratici, per il d imensionamento di lastre in cemento armato


sufficien t e una conoscenza approssimativa delle tensioni allo stato I ,
in particolare la direzione e la grandezza delle tensioni principali. Per i l
dimensionamento delle armature risultano perfino sufficienti le.formule
empiriche e le regole per la loro distribuzione, elaborate in base a prove
numerose e approfondite eseguite su corpi in cemento armato con carico fino a
rot tura (24 )
.

2.3 Componenti di sollecitazione e tension i nelle travi a parete


2.3. 1

Genera/itd

Le componenti di sollecitaz1one si calcolano per l e travi a paret e n ello stesso

modo di altre strutture pcrtanti. Con le travi ad appoggio staticamen te

19

2.3 Componenti di solleeitll.ione e tensioni ne lle travi a parete


indeterminato va osservato che ridqtte d e fo rmazioni perpendcolati (anche
elastiche! ) degli appoggi possono modificare fo rtemente le reazioni
d 'appoggio a causa della grande rigidezza delle travi a pare te, per Clii nel
dimensionamento vanno raccomandate delle maggiorazioni alle componenti
di sollecitazione calcolate. Va anche osservato che i momenti di campo
risultan maggiori e quelli sugli appoggi minori rispe tto alle travi snelle con
rigidezza costante a flessione.
Il luogo d ell'applicazione del carico e il tipo di appoggio hanno una rilevante
influenza sulle tensioni, per cui si d eve d istinguere per es. tra carico
d all'alto, carico sospeso, appoggio immediato o mediato ecc. per
il d imensionamento e la posizione d elle arma ture.

Ci si fa un quadro evidente delle tensioni nelle travi a parete e quindi


della curva delle forze interne e dell'azione portante sulla base di esempi.
Si rapprese n tano sia le componenti d tensione O'x , ay , e Tx y , come anche le
traietto rie d elle tensioni principali o1 e o 11 e delle forze di trazione risul tanti.

2. 3.2

2.3.2. 1

Tensioni nelle travi a parete a una campata


Carichi uniformemente distribuiti

La fig. 2. 2 presenta la relazione tra la curva della componente di tensione o x

e la snellezza 9./d di travi a parete ad appoggio immediato. Le componenti


d i forza d i trazione e di compressione risultanti in d irezio ne x, Zx e 01 ,
abbreviate in Z e D , sono riportate per grandezza e posizione ; la loro
variabilita con 2/d rappresentata nella fig. 2.3. A co nfronto si ri portano
< Id 1

V0 : 0,L2 p / b

Go : 0,7Sllfb
( Mavitt I
l l d "'

/d

0 --1,;-...

2
o

0,L p/b

.. ...
.... ..

:;.
" y

Fig. 2.2:

--"--- f --

Tensioni Ox , grandezia e posizione d elle forze risultanti nel centro del campo
di travi a una campata, caricate uniformemente dall'alto nello stato I con 9./d
e c/2 = 0 , 1 (e = larghezza d'appoggio)

"

:?O

.. . ,...

< :. -...
i'

"

Travi a parete, mensole.; la$lre

Z/pl w.u / d . . z/d


0,8

0 ,7
0,6
o.s
"'"
... .

0,3

.0,2
0,1

.
i

o '---i--+-1----1--+-...;.;...----+-- --0,75
0.5
t /d
10 I. 3
2
1,5

Fig. 2.3 : Grandezze specifiche della forza d i t razione Z/p "l. del braccio di leva interno
z/d e della d istanza xu/d dell'asse neutro dal bordo inferiore in lastre a un
campo con sezione trasversal e rettangolare secondo Navier ( linee sottili) e
secondo la teoria delle lastre (linee grosse) in funzione della snellezza 'K./d
Carico in alto

C:iric:u in assu

-0,3 p/b

---

tzzazzzz2zznzzz>zzzzzzz2z7za
Sc:r.iunc

Tr:i:r.ione

- - - - Cump.-cssiune

Fig. 2.4 : Curve delle tomponenti di tensione Ox , ay , r xy e d elle traiettorie principali


di tensione con una trave a parete a un ca mpo con 'l./d = I e c/'l. = O, I con
un c:irico d :i ll'alto e rispe ttiva mente dal basso

2.3 Componenti di sollecitazione e t ensioni nelle travi a parete

in caratteri sottili i valori secondo' la teoria della flessione (Navier). Gli


scostamenti per il braccio di leva Z cominciano ad essere rilevabili
,
a partire da 2/d = 2. Con 9./d <; I , nonost ante che il b raccio di leva diminuisca
ulteriormente, i valori di z variano di poco, ossia solo la parte inferiore
iella parete con un 'altezza - 2 portante, la parte superiore si comporta come un carico uniformemente distribuito.
Per la trave a parete cn 9./d = 1 la figura 2.4 p resenta l'influsso di
un'applicazione differenziata del carico sulle tensioni e sulle traiettorie delle
tensioni stesse. Le ox e Txy rimangono uguali con i due tipi d i carico, solo
le oy sono diverse e modificano radicalmente la curva delle a 1 e , a u , e quindi
il comportamento portante.

Il quadro delle fessurazioni (fig. 2.5) conferma le curve delle tensioni


principali. Con un carico dall'alto, le tensioni di trazione sono solo in basso,
e con inclinazione molto piatta.
Con un carico sospeso, le tensioni di trazione sono ripide e interessano quasi
l'intera altezza della parete. Il carico va sospeso mediante un 'armatura
perpendicolare alla volta comp ressa, come vale per tutti i carichi sospesi
in basso alle travi.
Il peso proprio della parete porta a una curva delle tensioni che intermedia
tra i due casi della fig. 2.4, ossia nella zona in ferio re oy positivi perpendicolari
generano trazione. La sezione di parete un poco al di sotto di una parabola
attraverso i punti di appoggio con la freccia y = 1 ,5 x u ( 1.5 altezza asse
neutro dal basso) va quindi sospesa, per cui una leggera armatura
perpendicolare risulta sempre necessaria (fig. 2.6).

Fig.

2.5 : Il quadro delle fessurazioni poco prima della rottura conferma la

forza

detenninante delle traiettorie delle tensioni principali sul comportamento


portante

22

2. Travi a parete, mensole , la$tre

Fig. 2.6 : Il peso proprio della lastra al di sotto del semicerchlo e rispett. della parabola
va sospeso alla parte superi..:>re della lastra

Nelle rappresentazioni delle figg. 2.2 - 2.4 il carico p si estendeva alla luce
teorica 2. Se l'intera lunghezza L della trave a parete risulta caricata, Z
aumenta e la tensione di compressione al bordo superiore diminuisce, poich
le componenti di carico ai bordi generano trazione (fig. 2. 7).

Fig. 2.7 : Influsso dei carichl p immediatamente sopra gli appoggi sulle componenti
di sollecitazione nel centro del campo (con 2/d = 1 e c/2 = 0,1)

2.3.2.2 Carichi concentrati

Con un carico concentrato sul bordo superiore della trave otteniamo,


secondo H. Bay ( 1 6), per la sezione nel centro del campo, con 2/d = 1 , una
ripartizione delle tens.ioni ax conforme alla fig. 2.8. Sotto il carico si
producono tensioni di fenditura, c:ome le conosciamo dall'introduzione
delle for:e esposta nella sezione 3 . Con 2/d > 1 ,2 , con l'aumento della
snellezza alla tensione di fenditura si sovrappongono sempre di piu le
le teflSioni di flesso-compressione ax . Con le travi a parete molto alte, per
esempio 2/d = O,S, dopo l'applicazione del carico concentrato si forma
una zona di distribuzione uniforme del carico con ay costante. A partire
da d = 2, il diagramma delle tensioni si uniforma a quello della trave a
parete uniformemente caricata in alto.
Con un, carico concentrato nel centro della lastra si h.a l'andamento,

23

2.3 Componenti di sollecitazione e tensioni nelle travi a parete


p

Z : 0,28 P.

-r--r-e : ro f

-J. ----

Fig. 2 .8 : Diagramma delle tensioni Clx nel centro del campo e ay i n diverse sezioni
orizzontali con carico concentrato applicato in alto su lastre con 2/d = t e
2/d = 0,5 (c/2 = 0, 1 )
a } Direzioni O [

0 11

b)

ISy

l G' x

in f / 2

J.__ f /2
.

fig. 2 .9 : Traiettorie deile tensioni principali e comvonenti delle tensioni ay

e Ox

con una lastra quadrata con carico concentrato applicato all'interno (25)

r appresen tato nelfa fig. 2;9a, d elle d i rezioni d ellt tensioni pri ncipali (seco ndo
S. El - Behairy ( 2 5 ) ) . Al d i sotto del carico si formano dapprima delle
.
diagonali compre sse ripide, che si incurvano poi verso l'ap poggio. Sop ra il
C'arico si produce una struttura sospesa rad iale che pende da volte com presse.
Le ay sulla l inea di carico immedia tamente sopra il carico ( t razione) so no
di grandezza quasi uguale come sotto il carico (compressione) ( fig. 2.9 b ).
Le a x prese n tano nella linea di carico sot t o il carico le tipiche tensioni d i

24

2. Travi a parete, mensole, lastre

trazione-fenditura (fig. 2.9c) - ,v edi sezione 3 . Va nuovamente ossrvato


come questo d iagramma delle tensioni sia vnlido solo se la resistenza
alle deformazioni e la resistenza della lastra sono uguali in tutte le d irezion i
per trazione e compressione, il che n o n si verifica con il calcestruzzo.
Dopo la prima fessurazione trasversale sotto il cario la suddivisione in
sezione a diagonali compresse rit"olte verso il bass.o e in sezione di struttura
sospesa dipende interamente dal.la rigidezza di quest'ultima, che di regola
anche con u n'abbondante armatura di sospensione sata minore della
rigidezza della struttura spingente a diagonali compresse. Questi rapporti
di rigidezza, influenzabili con il dimensionamento vanno tenuti presenti
- con le travi in cemento armato.

Influsso dei rinforzi degli appoggi

2. 3.2. 3

I rinforzi d egli appoggi, i pilstri d'angolo o le lesene, che si ottengono

quando una trave a parete collegata a p ilastri o a pareti trasversali,


influenzano fortemente, in funzione d ella loro rigidezza, la curva d elle
tensioni, in quanto che le travi a parete trasmettono un carico nell'ambito

---- b a b
.
b 0 , J)b

--

1 ,17 p / b

c:..f.., itr_r

---

t:,, !

- - - - - Pressione
Trazione
----

Curie delle compnerit di terisiohe Ox , dy e Txy e traiettorie delle tensioni


principali con travi a parete a un campo, rinforzate da pilastri di bordo, con
= 3,3 b, con 2/d = e. c/2 = O, l , con carico applicato dall'alto e rispett.
ba
'

. dal basso . (vedi fig. 2.4)

Fig. 2 . 1 0 :

2.3 Componenti di sollecitazione e tensioni nelle

travi

a parete

Carico in ba.s.so
.

. : .

Txy

-0.f p/b

25

G"

p f

Traiettoric delle a1 e
Po

au

Trazione

--

Compre$$ione

Fig. 2.1 1 : Tensioni e traiettorie delle tensioni princpall come nella fig. 2 . 1 0 , pero

in travi con !l/d = 0,67

e pilastri di bordo

con ba = ,3 b

c/2 = 0 , 1 e 0,2

della loro altezza ai p ilastri i bordo. La fig. 2. 1 O presenta la curva delle


tensioni e le forze risultan ti d i trazio n e per pilastri di bordo di spessore medio
con 9./d = I , con carichi applicati d all'alto e dal basso. L'asse neutro in x = 2./2
no tevolmente piu in alto, le forze nel corre n te teso si d istribuiscono
su un'altezza maggi ore, in compenso le tensioni massime di trazione
diminuiscono. In p rossimita dell'appoggio (x = 0 , 1 2 ) , le tensioni di tagl io in
basso so no m inori che in assenza del p ilastro d i bordo , m a esse anche
in q uesto caso si estendono ulteriormente verso l'alto , ossia le tensio ni
principali rimango no inclinate al bordo ad altezza rilevante, poich il p ilastro

2. Travi a parete, mensole, lastre

di bordo deve gi:i assorbire crichi dalla parete nella zona superiore (a causa
della compatibilita delle .d fo l'!.1}aioni ey ). .
.
La fig. 2. 1 1 presenta la stessa situazione per pilastri d i bordo d i spessore
maggiore e 2/d = 0,67. La zona tesa d elle Cx diviene ancora piu alta, la forza
risultante di trazione risulta per6 rimpiccolita sol() di poco. Bisogna prevedere
sull'int e ra altezza una trazione trasversale tra la parete e il pilastro di b ordo.
Con un carico sospeso in b asso i pilastri di bordo provocano uno spostamen t o
.
della volta comp ressa verso l'alto, le ay positive arrivano piu in alto.
I diagrammi si basano sui lavori di H. Lin.s e (26), S. Rosenhaupt (27) e H.
Bay (28).

E!J

Sezioni nel centro del campo

f '''
,

; ,,
01

1J "'

"'
IO
o

L. ,
25,0 p / b

l,- 0,t p l

I!

1,1 p/b

1,3 p/b

Momento di campo MF

Sezioni
; bord9 del pilastro (i valori tra
Navier nella meuer4 del pilastro).

1,0 p / b
2

..E.:i_

24

[ ] valgono per la meuer4 del pilasuo, i valori tra ( ) secondo

Z s 0,89 p.f
( 1 06]
,

Momento sull'appoggio:
albordo del pilastro
nella meuer4
del pilastro

Ms

2
p(
l 6, S

""

12

D1lll1lliii llJllllll; ( L
I

:
I

!
I

per sezioni al bordo del pilastro

tl tli

"14,1

paich p solo sopra ll- <:

't "Y

!
I

r -'
.

3,S p / b

3,1. p/b

2,7 5 p/b

Fig. 2. 1 2a : Componenti di tensione Ox e Tx.y , come anche grandezza e posizione delle forze
interne nel mezzo del campo e al bordo dei pilastri nella campata interna di
travi a parete continue, so tto un carico uniformemente distribuito dall'alto,
per snellezze 9./d diverse (c/9. = O, I )

27

2.3 Componenti di sollecitazione e tensioni nelle travi a pare te


ay

c:on carico in alto

Carico in basso

q7S d
O,S d
0,2 S d
Gy O
f

__,,...

_
_
_
_

. Fig. 2. l 2b: Tensioni oy - per la fig.' 2.l 2a di travi a parete continue per 2/d = 1 ,5
con carico dall'alto e carico dal basso

2: 3. 3

Tensioni n elle tra vi a parete a p iri campi

2. 3. 3. 1

Crico uniformemen te ripartito

Con travi a parete a piu campi (presuppnendo appoggi rigidi) per ogni 2/2
abbiamo nel campo d iagrammi di tensione simili al caso della trave a un
campo. Sopra il supporto si presenta una conc_a zione - crescente
con la dimin uzione della snellezza - della zo 'i?'ff;so:C:ompressa con elevate
tensioni di com pressione ax e ay . Anche le tensioni di taglio si accumulano
nella zona d'appoggio, per cui le tensioni principali solo in questo punto
hanno un'inclinazione maggiore (con carico dall'alto oc trazione == 30 ).

La fig. 2. 1 2 (a - b ) presenta, per un campo in terno di una travata a quattro


cam pate, in successione le ox , Txy . ay e le risultanti forze Z x e Dx con i bracci
di leva interni per 2/d d iversi.
La fig. 2. 1 3 illustra le curve delle tensioni p rincipali per 2/d

l con un carico

uniformemente ripartito dall'alto e dal basso. I diagrammi sono basati


fondamentalmen te sul lavoro di R. Thon (29).

Con gli appoggi intermedi di travi a lastra a piu campi sono quindi important i
soprattutto le tensioni massime a compressione presso l'appoggio, le quali
raggiungono il loro valore massimo nell'asse del pilastro con max 011 == o y =

2-.
cb

La

lunghezza e dell'appoggio e lo spessore b della lastra vanno quinqi

scelti in modo tale che il calcestruzzo conservi in questa zon a u na sufficiente


sicurezza a compressione. La zona tesa sopra il pilastro si estende a una grande
parte dell'altezza d ella trave, essa raggiunge la sua tensione massima a trazione
al di sotto di d / 2 , se 2/d <; l ,S. Ci va tenuto presente nella ripartizione della
armatura a flessione.

2. iJ. 2

Carich i co ncen ta ti

- Pt:r i carichi conctn tra ti nel centro del campo F. Dischinger ( 1 5 ) ha determinato

28

2. Travi a parete, mensole, lastre

Trazione

- - - - - Compressione __,,...._____

-f -----

Fig. 2.1 3 : Traiettorie delle tensioni priricipali nel campo interno di una trave continua
a parete con 2/d = 1 e c/2 = 0,1 con un carico uniformemente ripartito
.dall'alto e rispett. dal basso (29)

11d

/d

e'
-

WP
-

Pm = ,.

. ti
d .

z 111 - o,J2 P

Fig. 2.14: Comj>onenti di tensione C1x come anche posizione e grandezza delle forze
di tensione Zx nel centro del campo di travi continue a parete con diverso
rapporto 2/d sotto carichi concentrati in alto nel me:z.:z.o del campo. (Per
1a curva delle tensioni nell'asse dei pilastri i diagrammi vanno invertiti)(l 5)

29

2.3 Componenti di sollecitazi_one e tensioni nelle travi a parete

t
d

i .

p. I ,

I .
I

..

Fig. 2. 1 S.: Trave a parete, $llecitata da ca,richi concentrati contrapposti

1/4

t/d

Linea

l,O

0 ,7 2

0,08

0,625 d

0,0 1

0, 0 0

0, 8 75 d

() X

0,75

0,5

Fig. 2.J 6:

CD_

- 76,00

112

Q)

- 38,00

0,93

. 0,4 0
. 0,14

o.

- 19,09

- 9 , 98

0 47

0,66

0,56

0, 5 6

0 ,44

0,51

0, 4 0

0, 4 9

Curve delle tensioni di tr.azione trasversale Ux in travi a parete con carichi


concentrati cgntrapposti con diversi rapporti 9./d e c/9. = O,OS. ( 1 5 )

i d iagrammi o x - rappresentati nella fig. 2. 1 4 - per i l centro d e l campo con


9./d d iversi. Essi valgono con segno contrario per la sezione nell'asse del
p i lastro, se e ::;: e ' . . .
Un carico dovuto a fo rze concentrate contra pposte si ha se i carichi su i
p ilastri vanno trasmessi a t traverso pareti (fig. 2 . 1 5 ). In q uesto caso
si p roducono fo rz e di trazione t rasversale, che possono essere d eterm inate
come fo rze di fen d i tura dovute all'intro d uzione delle forze secondo la
sezione 3. F. Dischinger ( 1 5 ) riporta la curva delle tensio n i d i trazione
t rasyersale ux per c/9. = O,OS. per diversi 9./d . Se ne possono d erivare la
grandezza e la posizione dell'arma tura t rasversal e necessaria ( figura e
tabella 2. 1 6 ).

2. 3. 3. 3 Influsso deirinforzi degli appoggi


I rin fo rzi d egli appoggi mediante pilastri o lesene contin ue, anche con
le t ravi a pare t e a piu cam pi, assorbono tanto piu carico dalla parete gia
all'interno dell'altezza della t rave, quanto piu grande la relativa sezio ne
trasversale del pilastro. Da questi valori si pu6 dedurre la riduzione
de lla tensione p ri nc i pale di com pressione obliqua nella lastra al bordo
i n feriore, che senza q ueste lesene risulterebbe facilmente critica. Co n u n
carico sospeso in basso l'assorbime n to del carico si estend e a u n cam po
piu corto. La fig. 2. 1 8 illustra con evidenza, con le traiettorie delle tensio ni
principali, il grande infl usso <!ella sezio ne t rasversale relativa del pilastro.

)...e:

b d

30

2. Travi a pa,ete, mensole, lastre

2. J.3. 4 La deter11tinazione delle componenti di sollecitazione nelle travi


'l

parete continue

Uno studio di H. Bay ( 1 6) su una t rave a due ca mpate presenta indicazioni

preziose sulla distribuzione della forza di tagliq {fig. 2. 1 9).,

I momenti sugli appoggi., con 2/d<. 1 e con carico uniformemente ripartito,


risultano di circa la m e ta grandezza rispetto alle travi snelle con EJ costa n te..
I momenti d i campo d evono risultare corrispondentemente maggiori per !a
condizion e di equilibrio. Con le forze di taglio la differenza m inore
Ci d o vu to alle d eform azioni provocate da ax e rxy della zona flesso
cornpressa pi piccola e maggiormente sollecitata sopra il pilastro intennedk .

che quindi si deforma maggionnen te rispe tto alla corrisponden te zona


nel campo. Con le travi in cemento armato questa d iminuzione dei momenti
sugli appoggi a spese d e i moment i di campo pu6 risultare ancl"'.ra maggiore
secondo il d im e nsionamento e il tipo di armatura svpra l'appoggio. Questo
fenomeno va tenuto presente nel d imensionamento di travi a parete a p arecchi
campi. In particolare bisogna osservare che gli appoggi estremi d elle lastre
conti n u e subiscono un carico maggiore 9i quelli delle travi continue snelle
(vedi fg. 2. 1 9 ).

W. Schleeh h a studiato in particolare gli influssi di rx y e a y nello stato I (22).


La trave continua calcolata in questo caso secondo le regole comuni d e ll a

teoria d ella flessione d i u n a tr:we contimia ad appoggio elastico (equazione dei


Carie()

y /d

dall'alto

y/d

(/d

Sezione o - o

Carico

y /d

sospeso if1 bas


y /d
r/d

o.s
Fig. 2.l7 :

0,5 .

" 0,5

0,5

Parte di carico PL assorbito d alle lesene rispetto al carico totale P = p 2


in funzione della snellezza 2/d e del rapporto O = ba/b tra lo spessore delle
. lesene e quello della lastra (30)

2.3 Componenti di sollecitatione e tensioni nelle travi a parete

f, 4zz;:tzzz2'Zz.

?zzz; zzz
...

Fig.'2. 1 8:

31

b0 2 b

I
w ,

Traiettorie delle tensioni principali in fravi continue a parete, con 9./d = 0,5 e 9./d = 2 e
(3 = b1/b diverso per u n carico uniformemente ripartito applicato in alto e rispettivamente
in

basso (30)

-'--- Travi a parete


Travi sne lle ( )
- - --

O,t.t. pf
. ( 0,37S :

Fig. 2. 19:

I
Diagrammi dei momenti e delle forze di taglio con travi snelle e con travi a
parete su tre appoggi con 9./d .;;; I { 1 6)

dei 5 momen ti, rifacendosi alle equazioni di Clapeyron).


Gli angoli di rotazione d elle tangenti (angolo di rotazione dell'asta ) devono
includere gli influssi del momento e d ella forza di taglio. Gli indici .
di elasticit dei punti d 'appoggio risultano dalle compressioni e lastiche
delle p arti di lastra situate tra l'appoggio rigido e l'asse deila trave a causa
delle d eformazioni verticali locali

1
ey = - (ay - .ax).
E

.
- 1
Gli .angoli t otali di torsione per E l della estremita d'asta, per M = I e Q = 2
agenti sull'appoggio A , so no
E l i;. =

6
9.

( 2 + )

9.
-El iPb = - ( l - 0

..

con

(I

. 1
n

) -;- ;

.2

n =d

I vtori - e rispeti. IC possono essere dedotti dalla tabella I in (22)


per diversi indici di deformazione trasversale . e diverse snellezze 9./d ,
tenendo presente che bisogria distinguere tra appoggi estremi e appoggi
intermedi.
Gli indici di ela.sticita Ev , trascurando l'indice di deformatione trasversale ,
dipendono solo da cy :

E v = f Cy dy .
b

Essi posso_n o essere calcolati con i valori tabellari per cy riportati in (8). Per
1e condizioni normali gli integrali sono gia stati elaborati, per cui
le grandezze E v possono essere dedotte dai diagrammi (fig. 2.20) di (22).
Per fa d eterminazione_ delle componenti di sollecitazione, da cui vanno
calcolate le tensioni nelle travi a , ry , si usano le equazioni a 5 mom enti.
Per i casi speciali e per la determinazione deOe linee d 'influsso, Schleeh

2.3 Componenti di sollecitazione e tensioni nelle travi a parete

33

presenta in (22) ulteriori istruzioni pratiche.

rw
.

Pilastri estremi Va )
lO

. .

_J._

P=

II

1/c .

1,0

Campo interno Vj I

I,
d

LII...

Ev.

ll

....,1-r-__....
.
.

2,0

p : Ile

1,0
r"'

0,1

q2

Q,3

0,4 . o.s r:.ld

0,1

0,2

0,4

0,6

"'
...,
o

0,8 c /d

Fig. 2.20: Indici di elasticita E 11 per pilastri estremi e inermedi in funzione della
lnghezza d'appoggio c/d (22).

2. 3. 4 Determinazione delle tensioni secondo W. Schleeh


Nel 1 9 64. W. Schleeh ha indicato una via per un calcolo semplice delle
tensioni nelle travi a paret e o in lastre. Il metodo si basa sulla conoscenza
che si pu6 ottenere lo stato di tensione nella lastra (ax , ay . Txy ) riunendo
uno stato di tensione della trave secondo Navier e uno stato di tensione
supplementare (6 ax, ay, 6 -rxy ).
Lo stato d i tensione della trave adempie tutte le condizioni ai limiti
e di equilibrio. Lo si d etermina indipendentemente dalla snellezza
Q/d in base alle regole comuni d ella teoria d ella flessione dell'asta, ossia
si presuppone u n a ripartizione rettilinea delle tensioni a , si trascurano
le tensioni a y e si assume una curva parabolica delle tensioni di taglio rr

Le tensioni supplementari stanno d a sole i n equilibrio come tensioni proprie,


dipendono solo d a ll'andamento d e l carico ai limiti, e non vengono
infltJenzate dalla snellezza 9./d . Esse vanno spegnendosi a zero secondo il
principio di Sain t - Venant alla distanza di circa 1 ,5 d dal pu nto
di applicazione \:iel carico.

Annotazioni sui valori tabellari d i Schleeh


Schleeh riporta valori tabe llari di queste tensioni supplemen tari per i tre casi
di carico d isegnati {vedi fig. 2.2 1 ) :
a)

Carico p applicato dall'esterno su una lastra, la cui lunghezza risulti


d i almeno 1 ,5 d ai d u e lati del carico (tabella I per c/d = O e II per
c/d = 0,2 in (2 1 ) ).

b)

Carico p all'estremita di una lastra (angolo), l a cui .lunghezza risulti


di alri1eno 1 ,5 d (tabella Il in (2 1 ) ).

c)

Carico p .co m pleto unifo rmemente ripartito nel campo estremo di una

2. Tra vi a pa ret e, men sol e, last re

J4

. lastra con lungheza ;... d (tabella IV .i n ( 2 1 ) ).

d/2

d/2
--+ d
d /2

o#-

di 2

d2

J._.- d -+
Fig. 2.2 1 : Ca mpi d i las tre in c ui s i poss ono d etennina re t ens ioni suppl ementa ri
do vute ai caric hi p con ta bell e d i Sc hl eeh in (2 1)

.
I
I
'
IU

n'T----- 2 ------- 21,


I
J ,,

!f1 1111111111 11111I I!1li I 111111!1 1 11111111111111111111tfur


i
I

11 i:

d
o

..
..

>
...
z
o
"Q

a
u

.,.
...
..
JO

:o
o
;:;
>

Campo di perturbaZ.ione
secondo SaintVenant

Tensioni supplementari dovute alla pressione sull'appoggio


Sezione

1.

( ic :

0,2

d)

Sezione

(x :

0,6 d )

Fig. 2.22: Esempio d i so vra pposi zio n e d ell e tens ion i d i una tra ve s econdo Na vi er
con l e tens ion i su pplemen tari.se cond o Schl eeh
I valori di tnsione t:. a x , oy e I Hxy vengono i ndicati per punti di reticolo
che corrispondono a distanze di 0, 1 d . La fig. 2.22 riproduce un esemp io
per la sovrapposizione delle .tensioni.

Se per6 la lastra ai d ue lati del carico ha una estensione in lunghezza


inferiore a 1 ,5 d (fig. 2.23 ), sul bordo verticale rimangono delle tensioni

2.4 Travi a parete nello stato li dal punto di vista del dimensionamento
-

residue che richiedono delle correzioni secondo i metodi esposti i n (20 ) e


(2 1).

;,.

Tensioni reSidue al bordo

r- 1

tirichi di con-ezione

Fig. 2.23 : Se una lastra non p resenta le lunghette minime indicate nella fig. 2.2 1 ,
le tensioni
residue che rimangono sull'estremit corta della lastra ( per
es.
.
.
il bordo I - I) da (2 1 ) vanno eliminate secondo il metodo riportato in
(20) da W. Schleeh

2.4 Travi a parete nello stato Il dal punto d i vista del dimensionamento
2. 4 1

Travia parete ad appoggio diretto

La formazion e d efte fessurazioni nelle travi a parete in cemento armato,

la conseguen t e modifica delle fo rze interne, e quindi la sicurezza, possono


essere chiarite solo sperimentalmente. Su queste prove , in particolare
sulle prove a pprofondite d i Stoccarda, abbiamo la relazione del fase. 1 78
dd DAfStb. (24 ).
Le prime fessurazioni sono d i regofa fessurazioni da flessione; esse partono
dal bord o n e l punto del momento di campo maggiore e la loro d irezione
corrisponde alle tension i principali (fig. 2.5 ). Con un carico dall'alto e una
armatura inferiore ben ancorata e ripartita non si nota quasi alcuna
i nclinazione d elle fessurazioni, quindi neppure alcuna fessurazione da taglio,
e pericolo di rot tura per taglio, per cui le barre ripiegate, o altre armature
di taglio, com'erano in uso in passato, sono superflue.
Le fessurazioni da taglio verificatesi in alcune prove con pilastri all'estremit
tra la parete e il pilastro stesso ( fig. 2.24) sono dovute a un'armatura
trasversale inadeguata e i nsufficientemente ancorata ; esse possono essere
facilmente evitate, ooich le fo rze locali d i trazione trasversale sono ridotte
e solo leggermente inclinate.

Anche con un carico a p plicato dal basso si fo rmano dapprima


delle fessurazioni da flessione, poi in corrispondenza alle tension i principali
seguono delle fossurazioni del tipo a volta, dapprima nel campo inferiore,
poi, a seguito dell'all ungamento
dell'armatura di sospensione, in misura
-

35

36

2. Travi a parete, mensole, lastre

Fessuratione
taglio

da

Fig. 2.24:

ca ratteristico a fessurazione e a rottura dei provini


di Schiitt con annatura trasversale insufficiente (54)

Comportamento

crescente a nche nel campo superiore. Esse passano verso il bordo in una
i nclinazione ripida.
Con travi a parete a piu campi le fessurazioni d a flessione si verificano
.
dap"prima nel campo. Le fessurazioni sopra i supporti intermedi iniziano
piuttosto pro fon damente nella lastra e, con carichi concentrati d all'alto,
Jresentano una inclinazione verso il carico , soprattutto se il supporto
-in termed io passa om e rinforzo sull'intera altezza ( fig. 2.2 5 ).

Tipi di rottura
Le travi a parete possono cedere per le seguenti cause :

Per superm'ento del limite d i snertarnento dell'armatura


del corrente teso !_armatura longitudinale). Le tensioni m isurate
dmangono in e ffetti inferiori a qulle calcolate per lo stat o I,
poich gi alle prime fessurazioni da flssione l'asse neutro si sposta
verso l'alto e il braccio d i leva z delle forze in terne diviene pi
grande. Cion'o nostant, alla fine ceder d i regola l'armatura del
'corrente prima del calcestruzzo del corrente compresso , fi ntanto che
. = Fe .lbd non venga scelto pi grande di quanto risulti al
dimensionamento con ee = 5 /oo e eb < 3;5 /oo . L'armatura pu essere
distribuita fino ad un'altezza di 0,1 d; sotto il carico ultimo tutti
gli stati risultano per completamente sfruttati (fig. 2.26).

l.

-...

!p 1p

ow1 2

4 P ll.OMp

'

I
I
... ,

lt J

.Fig. 2.25 :

tf'

'

!
I

f ;,

'

. .

.: I1 l

I
!

,M :

Q u a d ro delle fessurazioni ( 4 P = 1 40 t) e della rottura ( 4 P = 220 t)


della trave :i due campi owr 2 con lesena sopra l'appoggio intermedio
(24) .

2.4 Travi a parete nello stato II dal punto di vista del dimensionamento

I
I I

--

Serie di misura inferiore

--- _

Serie di misura superiore

ae lungo l'annatura del corrente della trave WT 4


(carico unifonnemente distribuito dall'alto, 2/d = I ) con = 0,268 %
(24}

fig. 2.26: Tensioni dell'acciaio

2.

Per cedimento d ell'ancoraggio dell'armatura del corrente. B isogna


osservare in questo caso che con gradi e levati d i carico la forza del
corrente teso ha u n andamento q uasi costante fin quasi all'appoggio,
ossia non si verifica q uasi nessuna diminuzione in corrispo ndenza
alla linea dei momenti (fig. 2.26). L';mcoraggio dev'essere quindi
adeguato all'in tera sollecitazione de ll'acdaio del tirante non indebo lito
all'interno d ella lunghezza dU'appoggio. Infatti le lunghezze b revi
dell'ancoraggio richiedono perlopiu una ripartizione de ll'annatura del
corrente i n barre sot t ili. e i n parecchi strati, oppure p iastre d 'ancoraggio
fiss.e.

3.

Per superamento della resistenza a compressione de l calcestruzzo


nelle diago nali com presse in vicinanza d ell'appoggio. Questo tipo
di rottura p u verificarsi anche se gli appoggi risultano rinforzati da
lesene o pilastri. Le prove hanno d imostrato che q ueste tensioni
di compressiont;: nello stad io. li possono aunintare fino al dopp io
delle tensioni principali d i co mpressione calcolate per lo stadio I.
Le au calcolate vanno maggiorate.

4.

Per cedimen to dell'armatura necessaria all'in troduzione delle forze,


soprattutto dell'arma.t ura (Staffe ) per carichi sospesi, se essa era stata
dimensionata troppo debole , o ppure se non era stata ancorata
sufficien teme n te in alto. Le tensioni misurate delle staffe risultavano
per6 sempre con tenute. nei lim iLdel calcolo.

S.

Per spostamen ti delle forze a causa di un cedimento differenziato


dt!i supporti con u n sistema d i a ppoggio staticamente indeterm inato.

Dal comporta mento a ro ttu ra d e l l e travi a parete si posso no derivare le


seguenti regole qua lita tive pt:r il d imension a mento :
I.

L'ar m a t u ra d e l corren t<.: teso risu l t a rela t ivame n te d e b o l e con le r id o t t e

37

38

2. Travi a parete, mensole, lastre

snellezze - non quindi razionale un suo dimensionamento ancora

pi scarso con una scelta d e l braccio di leva maggiore nello stadio l i ;

in tal caso s i ingrandirebbero soltanto le larghezze d i fessurazione

e si peggiorerebbero le condizioni per l'ancoraggio.


Per i l dimensionamento risultano quindi sufficienti le formule
largamente empiriche, scegliendo il. braccio di leva z delle forze Z e O
pressapoco secondo lo stadio I.

2.

L'arrnatur del corrente non deve risultare indeb()lita, e va ancorata


per rintera forza di trazione all'interno della zona d'appoggio o d ietro
l'appoggio.

3.

Le tensioni principali obliqu e d i compressione vanno I.i mitate


con prudenza, particolarmente in prossimit dell'appoggio. Di regola
le tensioni. di flesso-compressione a x non risultano critiche, fino a
tanto che . b > /20. Se b minore di 9./20, si richiede di regola una
flangia compressa con b0 ;;i. 9./20, per assicurare il bordo compresso
contro }'ingobbarnento o il ribaltamento.

4.

Le annature di sospensione per i carichi applicati i basso yanno


d imensionate per i carichi completi e anc:;orati molto in alto .nella tra ve
a parete.

5.

Con le travi a parete ad appoggio staticamente indeterminato b isogna


tenere presenti la cedevolezza dei supporti e le possibili forze coatte
..
nelle loro ripercussioni sulle forze di taglio. Vanno previsti di regola
d egli aumenti pr i possibili spostaJT1enti.

Direttive complete. 5uUe annature : vedi voi. 3, cap. 1 2.

2.4.2

Travi .a parete .con appoggio o carico indiretti

Nelle strutture. con pareti portanti si verifica a volte che una parete
si appoggi, o venga caricata, su u n'altra parete alla stessa altezza (appoggio
indiretto. o mediato). Si esamin.ato con prove come si comportino in tal .

Trave principale

Fig. 2.27 : Forma e dimensionamento degli elementi sperimentati di travi a parete


con un'introduzione del carico e un appoggio indiretti

'.!.4 T ravi a parete nello stato I l dal


caso li.:: t ravi a pare t e ( ved i ( 2 4 >

p u nto

d i v ista de! d imensionamento

p. J 1 3 ss. l. l;.1 ig. 2. 2 7 p rese n ta

g l i e leme n t i u t i li zza t i per g l i espe r i m e n t i .

N e l l a I W T I l 'a r m a t ura e ra o rtogo n a l e ( d i rt: z i o n e x y l c: 0 n u n n u m ero

ril evante di b arre s u p p l e m e n t ari r icurve

60. come p a r t ..: d e l l 'a r m ::i t u ra

di sospensione - n ecessaria seco n d o il voi, I . p a r. 8.4. 2 . 3

p e r la fo rza

nel nodo.

T r ;i v i d i p rov3 I WT l con
d o po la

( 2-1)

ro t t u ra sotto

Pu

ba rre ricurve

l '.!7 . 5 t

F ig .

2 . 29 :

T r a v i sperim e n t a l i I WT : so l t a n t o

con barre
so t t o P u

d i r i t t e d o po l ;i ro t t u r ;i

1 :0

(24)

40

. . 1

2. Travi a parete, mensole, lastre

.ella I W T 2 l'intera armatura era orizzontale


spensione era costituita da staffe.

verticale, l'armatura di

Le foto delle fessurazioni (figg. 2.28 e 2.29) non presentano dfferenze


rilevanti. Nella I W T 1 la rottura si verificata nel punto di curvatura di una
barra piegata ti> 8 mm nonostante il d iametro del perno di piegatura d8 = 1 S ti>
a causa d ella fenditura del calcestruzzo a P u = 1 27.S t, il che pu essere con
facilit evitato con staffe inclir.ate. Nella I W T 2 si avuto il collasso d ella
lastra di trave p rincipale, in b asso, nell'appoggio indiretto nella trave
trasversale, a Pu = 1 20 t a compressione, poich le forze, nelle diagonali
compresse secondo l'analogia del traliccio, con le staffe verticali d iventano
maggiori rispetto a lle barre di sospensione inclinate.

Il risultato essenziale di q,u este prove rilevabile dalle fo to delle fessurazioni


delle lastre trasversali di appoggio, che sono del tutto uguali a quelle delle
travi a parete con carico sospeso in basso. Le fessurazioni sono a volta,
nel centro sono quindi orizzontali. Ci significa che la trave principale
trasmette il carico preferibilmente t ramite le diagonali compresse inferiori
alla lastra trasversale, e quindi anche nel.le travi a parete necessaria una
armatura di sospensiorte per l'intero carico.

'

Questo risultato d ipende dal fatto che i sistemi a diagonali compresse sono
molto pi rigidi delle strutture sospese e devono quindi assorbire le forze
in grado maggiore. Per rendere evidente il grande influsso delle rigidezze,
confrontiamo le rigidezze delle strutture spingenti e di quelle sospese
rappresentate nella fig. 2.30, con snellezza variabile di taglio a/h.
Sistem a I struttura spingente

r--

Sistert1:t I l struttura sospesa

Siste m i sostitutivi

+--- t -"'---_,/...

n 7; ' F'

3 1.

per

"--

4 a/z

Fig. 2.30: Confronto tra la rigidev.a K I i una struttura spingente (I) e la r ig id ezza
K11 di un:i struttura sospesa ( I l )

2.4 Travi a parete nello stato II dal punto di vista del dimensionamento

'

41

Si presupposto che le sezioni trasversali delle membrature compresse (Fj, )


. e rispett delle membrature tese (F ) sian d i grandezza uguale nei d u e
sistemL si introduce 1l ' =

F./Fb .

Si riproduce brevemente il calcolo :

tunghezze :

s>

a = - 2

2 = 2 z cotg a

2
a
- = cotg a
z

Forze :

_ 5o _
So1 -

s = p

1
- 51 S lI 2 - 2 sen a

_
_

2 sen a

.
s =

cotg a

1
- cotg a .
2

Inflessione sotto P (nel sistema I I si trascura la compressione del montante


sotto P).

Per il sistema I

!!._
p

---

--

4 sen1 a

E.!_
Pz

sen a

---

Eb

cotg3 a
1
Eb Fj, = -- +
I
n
sen3o:

'PI

:;:

cotg1 2 z cotg.cx

l
sen3a

--

n ' + cos3 a
n ' sen3 a

Per il sistema II corrispondentemente

20p

- E b F"b,
Pz

----

'

n stn3 a

<P u =
. Rapporto d i rigidezza

.Ku .

+ cotg3 a

1 + n ' cos3 o:
n ' sen3 o:

rapporto di inflessione

<P u

-- =

pos t o :

I + n ' cos3 a
n ' + cos3 a

--

cos3 o:

n ' scn3 cx

42

2. Travi a parete, mensole, lastre


'

La valutazio ne conclusiva pr n = 7. = 3 %, n' = 0,2 1 (J.l' = 3 % corrisponde


..

..

--

F2
I %) porta alla curva d e lla tg. 2.30. che concorda molto
bh
bene con l'andamento verificato sperimen talme n te.

a circa = .

Con collegamenti indiretti di parete dobbiamo considerare a/d O ,S , K1/ K11


risulta == 4 , oss ia anche con una forte arm a tura inclinata si po trebbe
trasme t t ere i n alto solo circa 1/4 A d ella reazion e . d 'appoggio , per cui
l'arma tu ra d i .sospension e a nd rebbe pur sempre dimensionata per 3 /4 A.

2.5

Regole di dimensionamen to per le t avi a pare t e

Le segue n ti semplici regole di d i m e nsionamento portano, insieme alle


Dire t t ive per l'Arm at u ra del voi. 3 , a .u n a capacita portante sufficien te,

senza che si d ebbano successivamente calco lare altre tensioni. In particolare,


nelle t ravi a p aret e n o n necessaria alcuna "verifica al taglio", come si
richiede con le travi snelle, e quind i nessuna determinazione d i r , poich
le forze di t a glio a m m issibili vengono determinate con le ripide tensioni
principali a compressione in prossimita degli appoggi, per le quali
sufficiente m a n tenere d ei limiti con valori a pprossima tivi. Il d imensionamento
pu essere eseguito per il carico d i serviz!o o per il carico u l t imo necessario.
Qui viene esposto per il c arico u ltimo ; si osservi che per la de term inazion e
della sezio n e t rasversale d ell'armatura F e l'acciaio andrebbe introdotto
d i regola con i l suo limite di snervamento, comunque con u n a resistenza
non s uperiore a 4.200 kg/cm2

2.5. 1

De terminazion e delle forze nel corrente reso

Travi a parete a u n camp

..

..

Fig. 2.3 1 : Simboli per !'.impiego delle equazioni di approssimazione con travi a un campo
Zu =

m ax

Mu

c:on

ma}t

.
M v sc:condo la tt:ona della trave per

volte 11 canco.

Pt:r il braccio di leva vale per un ad a t tamento alle componenti di sollecitazione


d ivergt:!n t i dallt:! cond izi o n i m:llc: t ravi snelle '.

con 2 > './d


'./d

>

'

z =

0 , 1 5 d (3 + 2/ d )

z = 0,6 2

.,
..
.
,:

Trave a parete a due campi

fig. 2.32 : Simboli per l'impiego di equazioni di approssimazione con travi


a due e p iu campi
min Ms ' u
Z5

Zs , u =
co n

max

MFu e
,

M s ,u secondo la teoria della trave per v volte il carico.

min

Per i b racci di leva Z F e zs vale u nitariamente


con

2,5 >

P./d

> 1:

Zf = z5

9./d

< 1:

Z f = Z5

=
=

O , I Od (2,S + 2 2 /d)

(2.2)

0,45 Q

Travi a parete a piu campi


Per i campi estremi e i primi m ontanti interni valgon le approssimazioni
riportate per le travi a due campi.
_
Per i campi interni vanno i mpiegati con
z F ,U -

max

M F .u
Zf

....
zS , U -

secondo la teoria della trave, con

con 3 > 9./d

Q/d

> 1:
.

vlte i ca rich i per i bracci di le va , i valori

Zf = Zs

< 1:

Zf = Zs

0, 1 5 d (2

0 ,45 2

Q/d)
(2.3)

(/d : 2

,,,,

min M s . u
Zs

Distribuzione
dell'armatura

0,85d

0,I S d
,l
I
C-{

10

,.. --."'7,,..-

.
e

.l. r
10

.!-.+

i:

..L (
IO

Fig. 2.33: Punto di riferimnto per la ripartizione dell'armatra nel corrente teso su supporti

di tr:ivi a piu c:impi: Per i valori intermedi della snellezza possil-:le un'interpolazione
approssimata

2. Travi a parete, mensole, lastt

44

La fig. 2 . 3 3 offre u n punto d i riferimento per la ripartizione - molto


d iiferenziata secondo la snetlezza - dell'armatura risultante da Z5 sui mon tanti
intermedi.

Jnflusso dei rinforzi dei montanti e dell'appoggio indiretto sulla fo rza


nel corre n te teso

Con le travi a parete che terminano i n montanti, lesene o pareti trasversali,


la grandezza della forza del corrente nel campo risulta d iminuita fino a circa
il 30 % , secondo la rigidezza e l'altezza del profilo di montante solidale,
m e ntre l'altezza della zona tesa nel campo aumentata fino al 70 %
. Si raccomanda d i d imensionare q uesta armatura di trazione come nel caso
. del l 'appoggio diretto, ma di d istrib u irla su di un'altezza maggiore. Queste
armature vanno ancorate i n modo particolarmen te efficace ai montanti d i
bordo.

2.5.2 Limitazione delle tensioni ptzncipali di compressione


La tensione principale a compressione 11 determinata teoricamente pu6

risultare fortemente suprata in prossimita degli. appogg i a causa della


direzione dell'armatura che si d iscosta dalla direzione delle o1 e a causa_ d e llo
spostamen to delle forze i nterne provocato dalla formazione d i fessurazioni.
Una verifica delle a11 superflua, se con un appoggio d iretto la compressione
sugli appoggi, assun ta unifo rmemente ripartita, non supera i seguenti valori
per 2, I volte il carico di servizio :
presso l'appoggio estremo :
p resso gli appoggi intern i :

(2.4)
Pu

<:

1 ,2 13 R (compressione biassiale)

Il presupposto ch la zo na d'appoggio sia circondata da staffe vicino

all'appoggio stesso e non risulti perturbata dal l'effetto di fenditura di ganci


verticali o d i barre d i grande spessore.
La compressione P u risulta da 11 volte la pressione sull'appoggio, che vien e
determinata i n generale come con l e travi snelle :

. eff P u

2,1 A

= --

eb

(2.5)

con e = lunghezza dell'appoggio e b = spessore d i !tra; La lunghezza e


d'appoggio da introdurre nel calcolo no n d'essere per6 maggiore dj 1 /5
della luce limitro fa piu p iccola. Se tra il montante e la lastra d i parete
si trova u n a piastra d i solaio o simile, si pu6 assumere in quest'ultima, per
l'incremt:nto di c, u na :propagazione delle forze a meno di 45 in d irezione
della lastra (non pu6 esser.e quindi impiegata per la larghezza b ).
Se vi sono rinforzi d ei supporti (lest:ne ) o u n qualsiasi altro appoggio
i nd iretto, in tal caso Pu non rappresen ta piu secondo l 'eq uazione (2.5 )
alcuna m isura per la grandezza d ella te nsione principale di compressione a11
-agen te ndla lastra. Per im postare una soluzion approssimata si ricorre i n
questi casi l lfa forza d i taglio O u d erivante c,lalla teoria della trave. Nell'attacco
ddla lilstra essa non cvc superare il scgucnte valore :

, 2.5 Regole di dimensionamento per le travi a parete

-'

max Qu = 0,19 d b f3 R

45
2

(2 .6)

..
-

2-c

Con snellezze 2/d < 1 , nell'equazione (2.6) va introdo tta per d la lu nghezza 2.

2.5.3 Armatura di sospensione per carichi applicati inferiormente


Se le travi a parete risultano sollecitate dal carico uniformemente distribuito
p,o d a carichi concent rati P, nel bordo inferiore o nella loro area delimitata dalla
linea secondo la fig. 2.6
con la freccia O,S d <O,S 2, bisogna prevedere per
questi carichi v l: P delle armature di sospensione. ( In essi induso il peso
proprio della lastra compreso dalla linea d i delimitazione) vedi fig. 2.34.

Con carichi modesti o con carichi uniformemente distribuiti sulla lunghezza 2


(fig. 2.34 a) si scelgono armature verticali a staffe con la sezione trasv:ersale
l: Fe =

l: p

.
--

(2.7)

f3s /v

Con i grandi carichi concent rati (per es., il carico di una parete ad appoggio
indiretto) sono opportune le staffe o barre inclinate d i cr = SO - 60 (vedi
.
fig. 2.34 b ). Vale per esse :

(2 .8)

2 sencr Ps /11
a)
/
I
I.

,,,,,.,.. - -

.....

'

'

\
\

--------....

-i

-----

t ___..

il,S d
< O,S !

..----+

F ig. 2 .34: Carichi che vanno ancorati nella parte superiore della lastra di parete mediante

annatura di sospensione

2. 5.4 Armatura a rete nella lastra


All'esterno delle zone con le armature d imensionate secondo le regole
precedenti, in prossimita delle due superfici di lastra, le travi a parete vanno
t:Seguite con un'armatura a rete.di almeno 0, 1 5 % della sezione trasversale
d i calcstruzzo in ogni d irezio ne, per poter assorbire lt: ten sioni (m inori) d i
trazione non completamente e liminate dalle armature d i corren te e con
andamento preva le ntemen te obliquo, come anche per mantenere strette le
eve n tuali fessurazioni.

2. 5.5 Rappresen tazio n e


Svezia

con

modelli e dimensionamen to secondo Nylander.

Pa r t t: n d o <.la ossc rv;.izio n i spri1m: n t a l i , H , e J . O.

N y l a n d er ( S t o ccolma )

:?. Travi a parete, mensole, hlstre

46

dt:scrivon o in

( 3 1 ) molto chiaramente il compo rtam t:nto dtdlt: t ravi a pare ti::


a p i u cam p i n e l lo stad .i o l i 'e fan n o la segut:n t e p ro posta di d imt:nsionamento

per l e t rvi sontinue con 2/d I :

I carichi vengono t rasmi:: ssi i n corrispondenza a i sistemi secondo la fig. 2. 3 5

.i n

3 cam p i ( ipotesi sem plificat rice).

I carichi sono trasmessi d irettamen te al supporto, ndla zon a

Cam po l

d i i nt ro d uzione d el la reazione d 'a ppoggio s i richiede u n a


armat ura d i trazione e fenditura..
.. . Cam p o 2

Strut tura spinge n t e ( " d o ppia menso l a " ) con t iran te nel bordo
superiore.

Cam p o 3

Arco co n t ir:rnte s i t u.a to in basso (arma tura di campo ).

Con carico sospeso in basso, nt:i ca m p i

e 3 vanno d isposte delle staffe d i

sospe nsione fino a l bordo superiore.

La ripartizion e delle forze di t razione nello stad io Il pu essere fortemente

i n fluenzata d alla scelta d e l la grandezza e della posizione delle armat ure.


L'estensione dei cam p i

1 e 2 d ipende q uindi dalla grandezza dell'armatura

di cam po scel t a (per Z 3 ) Nella fig. 2 . 3 5 sono riportate, come esempi, d u e


possib il i ripartiziOni p e r H caso d e l carico u n i fo rmemente ripartito d a l l 'alto con

con 2/d =

l ,S

e c/2 = 0, 1 .

Anche N y lander so t t o l i nea com e con l e travi a parete non sia necessaria
un'C!rrn a t u ra di taglio come va prevista con le travi snel le.

- r -i..
+---+

0, 26 f
0,320

0,072qf
(0,117 q()
0,1 27q(
(0,063 q<)

Fig. 2.3 5 : Modello .teorico per l a trasmissione del carico con travi continue a parete
secondo H. e J. O. Nylamler (3 1 ) ; esempi per carico uniformemente
ripartito dall'alto con 2/d = 1 ,5 e c/2 = O, I . Valori numerici per Z 1 e Z1
in fun7.ionc di Z 3 scelto = O, 1 27 q 2 e (tra parentesi) pe.r Z 3 = 0,063 q 2.

47

2.6 Tensioni nelle mens9le e nelle lastre a sbalzo

. 2.6 Tensioni nelle mensole e nelle lastre a sbalzo


.

Le me nsole sono state esaminate i n Karlsruhe d a C. Franz e H. Niedenhoff

(3 2 ) e successivamente da A. Mehmel e W. Freitag (33 ) sia teoricamente


che sperimen talmente. Se ne deduce :

Con le mensole in cemento armato 6pportuno prevedere l'altezza d


delle menso l e maggiore d e l la lunghezza d e llo sbalzo 2 , per cui sono state
esaminate preferibilmente le mensole con 2 : d = 0,6 + 0,5 .
Le traie ttoti deUe tnsion i principali d i una mensola sporgente da un robusto
pilastro senza carico sovrapposto con un carico concentrato alla d istanza
a = 0,5 d, sono illustrate nella fig. 2.36. Con una forma ret tangolare, l'angolo
esterno infe riore d e l la mensola rimane q uasi senza tensione, po ich
la mensola porta il carico mediante un tirante e una diagonale compressa
inclinata.
a}

bl

Traittoric d i tensione
Traiettorie di compressione

Fig. 2.3 6 :

Direzione e grandezza delle trazioni principli nelle mensole, q u i a/d = 0, 5 (32)

Le tensioni di traziom: o x sono quasi costanti in alto sull'intera lunghezz a ,


ossia la forza nd corrente tt:so rimant: d i grandezza uguale t ra l'attacco del
carico t! i l punto di ir. castro. La d iago nale comprt:ssa si conct:ntra nell'angolo
in feriore, Il! 0 1 1 sono fortemente inclinate, per cui qui le ox non
rappresentano a lcuna m isura d e l la sollecitazione e solo le tension i a
compressione 0 1 1 sono determinanti ; nello sta d i o I sono maggiori delle
tensioni di trazione superiori o 1 =:::: o x . Le tensio ni principali d i t razione e
di compressione possono essere riunitt: in fo rze (fig. 2.37 ).

Nel pilastro non caricato si forma nel punto d'incastro i n alto una trazione
. ripida, poicht: il pilastro deve seguire gli acc9rciamen ti della d iagonale
compressa. Di rego l a , a questt: tt:nsioni di t raziont: si sovrappongono nt:i casi
p ratici le tt:nsi oni di compressione dcl p ilastro d ovuti.! ai carichi sop ra le
k mt:nso lc. U na forma ci i mensola adeguata al n usso ddk forzt:,
t: ra p p re.sl!n tata n d l a fig. 2 . 3 8 . Di n.:ol a p!.!r si scelgono k mensole re t t a ngo l a r i

....o.e. ..

Fig. 2.37 : Le tensioni principali di trazione e di comprsSione nelle mensole possono


essere riunite nelle forze Z e D (valido pr l < a/d > 0,5)
sia per ragioni estetiche, sia per una semplificazione della fabbricazion.
Vi sono lastre a sbalzo di fo r m a e tipo d'appoggio diffe renti (tig. 2.39) che
esercitano naturalmente un influsso sull'andamento dele fo rze interne.

La fig 2.40. presenta le traiettorie delle tnsio n i prin cipai di una lastra

rigidamente i ncastrata nel terrt!no con parte di parete a sbalzo e la

la ripartizione del la "x che simile a quella di una trave a parete a piu

campi su un supporto intermedio. Se solo la lastra


a sbalzo risulta caricata,

si forma in alto una seconda zon a tesa.


a

1,8 a

d :s \6a
'

""" /

,..... --1
I

- - - _J

Fig. 2.3 8 : Forma d i un mensola sotto carico oncentrato P , adeguata al flusso


delle forze. L'angolo anteriore inferiore di una mensola rettangolare
pressoch senz.a tensione, e quindi inefficace
La zona tesa si estende su un'al t ezza di ci rca 1 ,4 a sopra 0 ,6 a dal bordo

infe r iore : ossia, solo un'altezza d' = 2 a par tt:cipa all'assorbimento del momento
di sbalzo. Il brace.io di leva delle forze in terne pu essere assunto in circa l ,2 a
pt!r il dimt!nsionamento di Z, se d > 2 a.

Con altri tipi di appoggio di carico si pu precisare l'andamento delle

forze interne con il comportamento o ra esposto ddle lastre, e approntare

in modo sufficic:ntcmcntc preciso il d i mensionamento mediante tralicci, volte


con tiran k e simili , in forma di m o d e l lo. La fig. 2.4 1 presenta degli esempi.
Ll: fo rze intcr m ; nello st:.id io l t s i possono poi influenzare con la traiettoria

2.6

'

Tensioni nelle mensole e nelle

l astre a sbalzo

49

Fig.

2.39 : .

Diversi tipi

di lastre di parete a sbalzo che si usano

al

b)

e)

r
Fig.

2.40:

nell'edilizia

Traiettorie delle tensioni principali in una lastra alta di parete a sbalzo


sotto un carico q uniformemente ripartito, e curva delle tensioni di

trazione ax nella sezione .sopra l'angolo rientrante sotto il carico completo

e con un carico che si limiti

Fig.

2.4 1 :

Esempi d i rap p resentazione teoria di tralicci interni per una dete.nninazic>ne


approssimata

alla parte sporgente della parete stessa

della

forza di trazion.e Z . nella lastra di parete a sbalzo.

dell'armatura e con il suo d i m ensionamento. Le armature pesanti attirano le


forze. La d istribuzione delle forze interne nello stadio I l si predispone
in modo tak da adempie re la kgge del minimo in lavoro di deformazione
Ci stato dimostrato d a l Norvegese T. Aagberg in (34 ), il q uale con la sua
ricerc:i lw aiutato a chia rire la d ispu ta in corso da an ni se neHe m e nso le
sono o rnc.:no nc.:ct::ssaric delle b a rre inclinate.

2. Travi a parete, mensole, lastre

so

2. 7
,. ;

'

'

Regole di dirnensionarnnt per mensole e lastre a sbalzo

Le mensole ven ono dimensionate con il semplice modello di traliccio


ad aste rappresentato nella fig. 2.42, formato da un tirante e da una
diagonale compressa. Una "verifica al taglio" non si effettua, poich la forza
di taglio assorbita dalla diagonale compressa inclinata. Il modello di
traliccio dimostra inoltre che
il tirante non va indeb()lito
da piegature, e che
.
.
accuratrnent
la rispettiva
annatra
e
ancorata.
'
va
,
.
.
.
.
.
.
.
' .
.

Per un aumento della sicurezza, il braccio di leva viene misurato dal bordo
interno d ella diagonale compressa. come il punto di rotazione piu sfavorevole
e assunto un po' troppo piccolo con z = 0,8 h. Nella stima di h va osservato che
nel corren te teso vi sono spesso parecchi piani di annatura ! Le mensole con
d/a > 2 d ovrebbero essere dimensionate come quelle con d = 2 e rispett.
con h 2 a.
Dalla fig. 2. 4 2 risulta con tang cx = a/z = . Z p/P
V

Z p , u = ---- ;;;.
0,8 h
Qui v a

v = 1 ,75

intr.:odoto

v P

--

1 ,6

(cedimento dell'acciaio).

Sugli appoggi a mensola agisce quasi sempre, oltre al carico verticale P, anche
una forza orizzontale H dovuta alle resistenze d'appoggio o alla coazione
delle travi sovrapposte. H risulta applicata nel caso piu sfavorevole con un
braccio di leva maggiorato di tdi. Dal poligono delle forze. risulta quindi :
Z tt , u = v H ( 1 +

6. h

--

0,8 h

).

Approssimativamente si pu porre :
Ztt,u = I ,l v . H

per cui si o ttiene per. carichi di servizio P e H he agiscono nello stesso


tempo :

Z u = 2,2 P

'Zw
0,8h

'

+ 2,0 H

Fig'. 2.42: Determinazione della forza di trazione Z u di una mensola con l'aiuto

di un semplice traliccio ad aste

(2.9)

"1.T Regol di dimensionamento per mensole e lastre a sbalzo

SI

Le prove hanno dimostrato che le staffe orizzontali d isposte nella quarta

parte superiore di h possono essere a t tribuite all'armatura del corren t e

dall'equazione (2.9).

La diagonale compres5a pu6 essere assorbita se lo spessore b d ell a mensola

o della lastra a sbalzo dimensionato in modo tale che con un carico


.
di v volte il calcestruzzo non ceda sotto la compressione. Per questa verifica

assumiamo che la t ensione del calcest ruzzo nella diagonale compressa possa
raggiungere la grandezza 0,95 f3R impostando un blocco rettangolare delle

tensionL La sezione t rasversale della diagonale compressa viene assunta


e con e = 0,2 h. Per la determinaz ione della forza O nella diagonale

in b

compressa impieghiamo il poligono delle forze secondo la fig. 2.43 con

.z =

0,9 h e

v=

2,1 per la rottura del calcestruzzo. ( In questo caso quindi il

braccio di leva z viene misurato dal cent ro della diagonale compressa ed

quindi maggiore che nella fig. 2.42). Anche qui h non dev'essere introdot ta

maggiore d i 2 a .
Si ottiene :
11

Con 11 D ...; 0

2h b

bnec

..

11

H6h.

e x

dlla fig. 2.43 si ottiene :


/:; h
6,2 ( P + H a )
{ 1,6 + a/h ) con h ...; 2
h PR

0,95 JJ R

.=::

o x = 11 P a

_(2.1 O)

Se la d iagonale compressa di una mensola rastremata viene circondata d a


staffe perfettamente ancorate, c o n una suddivisione orizzontale molto stre tta
e ripartite sull'intera altezza, non si verifica p iu alcuna rottura improvvisa
e il coefficiente di sicurezza potrebbe essere ridotto.
Dall'equazione (2. l 0) si pu6 impostare con z
fittizia, trascurando H :

T =

p
bz

0,85 h una tensione di taglio

PR
6,2 ( 1 ,6

a/h) 0,85
0.9 h . a

-+--- a

--"*'"'""p

' li

..

l.S o h
1,6 h Q
/

Fig. 2.43 :

! po lesi sulle d imensioni e la posi1jone d ella iagona:le compressa


in una rm:nsola

2. Travi a parete, mepso le , lastre

52

Per a/h = 1, r = fJR/ 1 3,S ; per

a/h = O,S, r = tJR / 1 1 . Questi valori si

possorio

confrontare con quelli d ella tabella 1 4 nella DIN 1 045. Sono un poco piu

ba.sSi di r0 2 (con calcestruzzo classe Bn 250 e Bn 3 50 : ro 2 - 6R / 1 0) .


In nessun caso si pu6 quindi solleitare le mensole con r = P{b z fino a r0 3 !

I carichi appoggiati indirettamente sulla mensola o sospesi in basso richiedono


un'armatura di sospensione, con cui si possono creare stati di carico come
nelle figg. 2.42 e 2.44 - vedi anche le Direttive per le Armature nel voi. 3 -.

Con i carichi applicati indirettamente, con le grandi d imensioni pu risultare

razionale anche un'armatura obliqua. Per il caso , rappresentato nella fig. 2.44,

di una trave continua con appoggio indiretto su una mensola, si pu6


considerare il 60 % della reazione d'appoggio A della trave come applicato
dall'alto mediante un'armatura di sospensione. L'armatura di sospensione
secondo la fig. 2.44 va quindi dimensionata per 0,6 A e l'armatura del corrente
tso d ella mensola per P = 0,6 A secondo l'equazione (2.9). Per un aumento

della sicurezza anche il 60 % del carico sull'appoggio A viene con siderato .


come introdotto in basso e assorbito mediante un'armatura obliqua Fes e

con una diagonale compressa orizzontale Dw . Dal corrispondent e poligono


delle . forze si ottien e :

a
Dw = __ 0 6 A

o 8 h

Zs =

JD

(0,6 A)2 ;

e quindi

Fes =

Zs
tJs /11

"'

O 6. A 1 +

'

!.

1 SS ( )2

(2. 1 1)

' h

0,6A

0, 6 A

Fig. 2.44: . Disponendo un'annattira inclinata nelle mensole con traVi ad appoggio

indiretto, per il dimensionamento si pu6 attribuire il 60% della reazion e

dappoggio della trave come "carico dall'alto" all'armatura orizzontale

del corrente teso e un ulteriore 60% del carico come "sospeso" anarmatura
inclinata

3.

--

INTRODUZIONE DI CARICHI O FORZE CONCENTRATI

3. 1

Descrizione dell'andamento delle tensioni

I carichi o forze concentrati (applicati su un'area relativamente piccola)

agiscono perlopiu dall'esterno sulle strutture portanti (carichi di ruote,


carichl di pilastri, reazioni d'appoggio, forze d 'ancoraggio con cavi di tensione
per c.a.p., ecc.). Per ridurrei costi, le piastre d'appoggio o di ancoraggio
vengono scelte di piccole dimensioni, sfruttando le elevate pressioni
ammissibili. Queste pressioni p applicate dall'esterno si propagano nel
corpo della struttura portante e generano un sistema di tensioni principali
a1, au e am con componenti di trazione e di compressione che agiscono
trasversalmente alla d irezione delle forze, fino a quando dopo una
determinata lunghezza di introduzione 2c (in direzione delle forze) si
raggiunga una ripartizione rettilinea e rispett. piana delle tensioni (diagrammi
rettilinei O'x ) sulla sezione trasversale b d del corpo. Questo campo
d'introduzione chiamato anche campo perturbato di Saint - Venant ;
in esso le tensioni non si possono calcolare con le regole della teoria
classica della flessione.
Si rappresenta con evidenza l'andamento delle tensioni mediante le traiettorie
delle tensioni principali (direzione della a 1 , a11 e ow); ci si limita in questi
casi alle rappresentazioni nei piani x - y e x-z (fig. 3. 1 ). Con le strutture
portanti in calcestruzzo vanno osservate in particolare le tensioni di trazione
trasversalmente alla direzione delle forze, chlamate tensioni di trazione e
fenditura (bursting stresses) e da cui si determinano le forze risultanti d i
trazione e fenditura, o , in breve, l e forze di fenditura. Queste fqrze vanno
assorbit con un'armatura, o con la compressione trasversale o
la precompressione. La grandezza delle forze di trazione e fenditura d ipende
fortemente dal rapporto tra l'area del corpo F = b d e l'area del carico
F 1 = a e; quanto maggiore F/F 1 , ossia quanto piu il carico deve estendersi
affinch le ax assumano un andamento rettilineo, tanto maggiori sono le frze
di fenditura. Se b Il:: d e l'area del carico piccola e quasi centrata, le tensioni
di trazione e fen ditura si formane;> radialmente in tutte le direzioni e vengono
.mantenute in equilibrio da tensioni di trazione anulari (hoop stresses).
Per una semplificazione dell'armatura riuniamo di regola la forza di fenditura
in due sole direzioni x e y e prevediamo l'armatura in queste due sole
direzioni ; essa pero pu anche essere assorbita in modo equivalente con una
armatura di trazione anulare (cerchiatura);

All'esterno delle traiettorie di compressione si producono , in quelli che


si considerano " angoli morti" accanto all'area di carico, delle tensioni di
trazione d i d irezione obliqua e sulle uperfici esterne delle tensioni d i trazione

3; Introduzione di carichi o forze concentrati

54
.

,.
'

Sezione nel piano x

--

Trazione - - - Compressione

Fig. 3. 1 : Simboli e andamento generale delle tensioni principali in un corpo di


calcestruzzo sotto un carico concent rato

------ d ------

.dI1TITTTI1.

Fig. 3.2: Andamento delle traiettorie delle tensioni principali con applicazione ce n trata
o cc ce n t r i c:i tld c:irico, a a ll'cstrcmita della zona d'in troduzione pressapoco
CVII X =

I
I

I
I

3.1 Descrizione dell'andamento delle tensioni

55

al bordo (splling stresses) (figg. 3.2 e 3.3) che secondo la grandezza e


. la posizione dell'area di' carico rispetto alla restante area del corpo, in modo
particolare con un'app licazione eccentrica del carico, possono assumere
valori rilevanti e anche richiedere un'armatura. Questi angoli possono
altrimenti sfaldarsi, il che per6 non intacca la capacita portante ; pure
' possibile eliminare questi "angoli morti" (fig. 3.4).

. d/a

= =

d ia : 2,0

0, 1

0, 1

...,.,.
1L'----- d

_
_
_
._

-----J'k-

Fig. 3.3 : lsobare delle tension G y con introduzione puntiforme e ripartita del carico
(zone compresse a tratteggio). Sono ind icati i valori G y /Go con G0 = P/b d
(38)

. -i----

d --_,,..

Fig. 3.4: Tensioni principali in 'un corpo con spigoli rastremati a confronto con la
fig. 3.2 a sinistra

11
il

3.2 Metodi di determinazone delle tensioni

il
11
I J

Il

1l

11
i 1

I l,
I '

11

I :
i I

I ,

i t

It
'

'

1l

11

IJ
I t

I{
1 1

I .l

IJ
!
I t
'

I
I

3. Introduzione di carichi o forzi: concentrati

56

. .

3. 2. 1

So lzione teorica

K. T. Sundara Raja Jyengar (3 5 , 36, 3 7 ) ha trovato la soluzione teorica


per il corpo tridimensionale sulla base della teoria della elasticita
tridimensionale ; la soluzione stata ottenuta in forma di un vettore di
Galerkin , le cui omponenti sono state rappresentate in serie d oppie
di Fourier. So luzioni non completamente .soddisfacenti erano state
presentate in precedenza d a Y. Guyon (38 ) e da D. J. Douglas e N. S.
Trahair (39).

Per lo stato d i tensione bid imensionale (stato d i tensione a lastra) erano


gia note le soluzioni d i Y. Guyon (38), S. R. Jyengar (40) e W. S chleeh
(20).
3.2. 2

Soluzio ne con elementi finiti

Le molteplici possibilita dei metodi con elementi spaziali finiti, crete dai
grandi calcolatori e lettro nici, conse ntono, con una scelta idonea delle
caratteristiche e d ella grandezza ridotta degli elementi finiti, di d e terminare
con precisione l'andamento delle t'!nsioni tridimensionalmente nello stato I.
Finora questo m etodo stato applicato sistematicamente per questo caso
da A. L. Yettram e K. Robbins (42). Molti centri di calcolo dispongono
oggi di p rogrammi adatti.
3. 2. 3 Determinazione foto - elastica;

Il metodo fotoelastico idoneo a una visione bidimensionale (lastre).


M. Tesar (43) ha presentato i primi risultati. Nella ricerca di Stoccarda di
M. Sargious (44 ) , e d i Stoccolma da parte d i R. Hiltscher e G. Florin (4 7, 4 9),
sono stati ottenuti risultati preziosi per la pratica, che saranno riportati
n seguito. Va osservato l'indice di dformazione trasversale, studiato d a
A L. Yettram e K . Robbins i n (42).

J.2. 4

La determinazion e delle tensioni con '/'esteruimetria su mode lli

OSgi con le lastre questo metodo porta piu rapidamente allo scopo del
metodo fotoelastico. Non sono stati ancora resi noti applicazioni
soddisfacenti a questo problema.

3. 2. 5

Misurazioni su corpi in calcestruzzo

Queste misurazioni sono a ttualmente l'nico metodo per presentare le


tensioni nello stadio I I (particolarmente sulle armature incorporate) e il
carico ultimo e quindi la sicurezza raggiunta. Queste prove sono state eseguite
per ese m pio, in Stoccarda per le cerniere in calcestruzzo (4 5 ). Con i corpi
di grande spessore le misure degli allungamenti sulla superficie
del calcestruzzo non risu!tano sufficienti, e possono portare a gravi
conseguenze errate.

3.2 Metodi di detenninazione de.Ile tensioni

57

3.2. 6 Semplici soluzioni approssimale


Per la grandezza delle tensioni di trazione e d i fe nditura si ottengono con
la stima delle forze deviatrici. .necessarie. all a propagazione delle tensioni,

vedi paragr. 3.3. 1 . 1 (confronta E. Morsch (46) ).

3.3

Dimensionamento per l e forze di fenditura c o n introduzione

bidimensionale di carjc h i o forze concen trati

Si parla di introd uzione bidimensionale se il corpo di ca lcestruzzo sottile,


a lastra {b piccolo rispet t o a d ) o p pure se l'area del carico si estende con

la lunghezza e in teramen te o quasi intera m en te sullo spessore del corpo b.


Per i casi con b / d maggiore o per quelli in c u i anche e <( b, vedi sezione 3.4.

3.3. I Il carico concentrato assiale

- ,- - -

. 3.3. I . 1 Forza di fenditura con pressione uniforme del carico p


La fig. 3 . 5 presenta l'andamento delle t raie t to ri e delle tensioni principali
per due lastre con d/a d iverso. Si vede come le traiet to rie d i compressione
longitudinale dopo la lunghezza d'introduzione 2e == d d iven t ino quasi
parallele ; qui O'x = P/b d = cost. = o0 Immediatamente dopo l'area del carico
le traiettorie hanno una curvatura concava, ossia le loro fo rze d eviatrici
producono nel campo med iano una c.ompressione trasversale (a y negativo)
che aumenta la pressione p ammissibile o l t re la res istenza a compressione
del calcestruzzo. Dopo u n breve tratto esse assumono una curvatura
convessa, le rispe t tive forze di deviazione g enerano ne ll'in terno una t razione

d / a ::: 1 0

.}.

--

f'ig. 3 . 5 :

- - + --

..

Traiettorie d elle te nsioni principali in l ast re con l unghezze d'introduzione a


dcl c:irico mcd;m tc piast re con 1 / 1 0 e 1 / 3 della larghezza deUe lastre

5S

3.

In troduzione di carichi o forze concen trati

trasversa l e { ay posit ya). . La posizione del punto zero ay = o sull'asSt: x e la


gra.n dezza del le tensioni ay dipendono d a l rapporto t ra la larghezza del corpo
d e la larghezza dell'area del carico a ,
la

ay

q uindi da d / a . La fig. 3.6 presenta

riferita a a0 = P/b d l u ngo l'asse x (ove ugual e alla tensione principale

trasversal e ) in fun zione di d/a. Per ragioni di equil ibrio le are.:

fay d x

delle

tension i positive e negative ay devo n o risultare d i gra ndezza uguale.

Se si rife riscono l e t ensioni di fen d i tu ra alla p ressione del carico p = P/a b,


il valore massimo s i o ttiene con d / a =

a una distanza x - a so tto la

Hi i tsch e r - G. Florin
(47) ). La p u n ta d el valore massimo stre t ta e a partire da d/a = 5 si ha
ay ::::i 0,07 p. Con d/a ;io 5 il massimo si ritrova in x :::::: 3 a sot t o la p iastra d
piastra d i carico i n circa 0 , 1 2 p (fig. 3. 7 secono R.

carico.

Con l'area d el la tensione d i trazione secondo la fig. 3 . 6 si o t tiene la forza


x d

Z = f ay d x , con la q ua le si deve dimensionare l'armatura d i

di fen d i t ura

fe ndi t u ra. L a d is tribuzion e dell'arma tura d i fendi tura s i ottiene dalla curva

della + ay . Nel la fi g. 3.8 riportat a la gra ndezza di Z riferita a P e la


posizione di ay = O e d i max a1 riferita a d per corpi di lunghezza illimitata
(h > 2 d). Con un carico tagliente (a -+ O e rispett. d/a -. 00) il valore
. massimo possibile d e l la forza d i fe n d i t.ura si prod uce con max Z = 0.3 P.

CompreS$ionc

0,3

Jl J
.

<:5'o

0,2

_ _ _

(-l

Trazione

0,1

0,1

l
O,l.

o,s

Gy/ Go

.J

bd

F.ig. 3..6: Curve e

- _.J.
grandezza

d e l le tensioni

_ __ ._..,__ --'-----'

p
trasve r5ali ay . riferite a a0 = - lungo

l'asse x pe r con d iz ion i d iverse d/a

(40)

b d

fo'$.

3.3 Dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione bidimensionale di carichi o forze concentrati

I
I

Comptnsione
_,

: ;

(.

,;

Gy/p 0,0 6

o,o,

l- )

1102

0,0 2

O,,

Trazione ( )

0,12

0,10

0,0 8

0,06

59

0,14 <:5y/ p

.--1

I
I

X
I

I
I

il

d i
1--

.l----'---'-- 20 -t----'--'--

x/a

Fig. 3.7: Curve e grandezza delle tensioni di trazione trasversale a y , riferite alla pressione
? = P/ab (47)
La curva Z/P .quasi ret ti l inea;per cui si pu calcolare in via approssimata
con
a
z = 0,3 p ( 1 - d )
(3. 1 )

l'

Dat che d/a > 1 0 d i fficilmente s i veifica, si pu anche porre come regola
mpirica :
z

==

0,25 p

(3.2)

Se n e deduce la necessaria armatura d i fenditura:


.

nec

Fe z =

11

--

'3s

.Z
---

am C e

.
r,

Con le forze di fenditura si raccom anda di n o n scegliere tensioni elevate


dell'acciaio, per mantenere fini le fessurazioni da fendi tura e per facilitare
l'ancoraggio, per es. , aum = 1 800 - 2000 kp/cm2 sotto il carico d i servizio
con acciaio BSt 42/50.
A una soluzione simile all'equazione (3. 1 ) porta il metodo proposto per la
prima volta da E. Morsch i n (46). A questo scopo, si riuniscono le tensioni

principali di compressione, approssimandosi alla direzione d elle loro traiettorie


in una risultante di andamento rettilineo secondo la fig. 3.9. Dalla linea
continua piegata di queste forze si o t tiene poi facilmente, con u n poligono
delle forze, la foria d i fenditura Z cercata, .necessaria all'equ ilibrio.
Dalla fig. 3.9 si ottiene con h "" d :
z : p/2 = (

d
4

a
)
4
.

\ ..

'

[ _J

d
2

'

. I

3.

60

Introduzione di carichi o (orze concentrati

e da esso :
Z = 0,2S P

( I -d)
a

(3 . Ia)

Rispetto alla soluzione piu precisa secondo la fig. 3.8, questa soluzione si
ritrova sul lato insicuro soltanto con piastre di carico molto strette (d/a > 5 ).
Con la sua chiarezza il m odello di calcolo impiegato da E. Mrsch pu6 essere
spesso utile all'ingegnere nella pratica.

---s
....
.
..

,-.--..
x/d

ZIP

---t./---.,...,,.--.

o,,

",.

----- o,,
Q"'" G'"

0 ,3 !-----+ - --- .

- - --

--

0,25
0.2 t-----tValido per

0,1

h > 2d

Z - 0 ,30 P ( 1 - 0/d )
max z - 0,25 P

0 ..1.---.--''---i..-'-"'---'-+ O
1,0

1.3

1,5

2,0

2,5

3,3

10

dia

Fig. 3.8 : Grandezza della forza di fenditura ri.sultante Z, riferita al carico P, distanza
della tensione massima trasversale max ay e distanza del punto con Cy = O

dal bordo caricato in lastre con h > 2 d (40)

h :::: d

sj
I

3.3

Oimensionameno per le forze di fenditura con introduzione bidimensionale di carichi o forze co n c n tra ti

61

I suddetti valori sono validi per corpi la cui lunghezza sia h > 2 d.

Con prismi piu bassi, la cui d ilatazione trasversale risulti impedita all'estremita,
le fo rze d i fenditura so:io m inori. Questo punto stato esaminato da R.
Hiltscher e G. Florin (47), con il risultato illustrato nella tg. 3. 1 0. Se non vi
alcun impedimento alla dilatazione trasversale (blocchi di fondazione
su terreno con modulo E r idotto), raccomandabile una scelta di Z almeno
con h/d- = l
.

3. 3. l.2 Influsso r:Jella pressione di carico p non uniformemente ripartita

Sotto supporti di gomma e altre piastre d 'appoggio non resistenti a flessione,


la pressione non risulta u niformemente ripartita (come si invece ritenuto
finora) anche nel caso che il corpo di carico sia molto rigido e copra l'intera
superficie della piastra d'appoggio o vada al di la. La pressione ha in tal caso
un andamento quasi parabolico (fig. 3. 1 1 a sinistra ) ; S. R. Jyengar ne ha
determinato in particolare le tensioni ay , fig. 3. 1 2 ( 40). Si rimane dal lato
sicuro per la forza di trazione a fenditura se al posto della larghezza della
piastra di carico a si introduce un' a ' ridotta con. PR
.. corrispondentemente
aumentato, ove si deve_ avere PR a! = P

Z /.P

r--=::E? - y -t
h<d

,.,,.;...,..,,-rm'fh,

10

15

20

25

3 0 d ia

8 -J-...._'"'"--'---'..._

/a

Fig.

3.10:

Grandezza d e U a forza risu ltante di fe nditura Z , riferita a l carico P e


distanza di questa forza dal

bordo caricato

in lastre di altezza l in1 i t a ta

(47)

3.

62

Introduzione di carichi o forze concentrati


Q

_,_

=o ---
PJoru risultante

_
_
_

a'
P (orza risultante

-ZEZL-

PR

PR

Con carico cen.ttato


Con carico eccentrico

Fig. 3. 1 1 : Andamento delle pressioni p sotto piastre con carico centrato e eccentrico,
finitamente rigide, con larghezze a, e determinazione delle larghezze sostitutive a'
.

0,1

0,5 +---++--..-!-.---A-.;__--;.
0, 6 ---+----1---i---i

r:z; y/ c:>o

0,3

.filJl

..fiilh.

Piastra d 'appouio 'fles.sibile'

a':V

Pia.stra d 'appocgio 'rigida'


a '=

v + 2t

1,0 +-'--"-.U...."""---L----...Jt---.-l--'

x/d

fig. 3.1 2 : Andamento dlle tensioni di trazione tra


sversale con pressione p a ripartizione U
niforme e parabolica sotto le piastre di
carico a = 1 /4 d e a = I / 1 ,3 d (40)

Fig. 3.1 3 : Andamento delle pressioni

sotto piastre flessibili e rigi


de, caricate da pilastri piu
sottili con larghezza v

Le p iastre d 'appoggio soggette a flessione vengono sollecitate


eccen tricamente, ma con il carico ripartito su tutta la loro superficie ;
le pressioni esercitate sul calcestruzzo hanno un andamento pressapoco
com e ind ica to nella fig. 3 . 1 1 (a destra).. Per la determinazione delle forze
di trazione a fen d i tura si trasforma l'area de lle pressioni p, secondo
una stima approssimata, in una d istribuzione uni forme dellt: pression i,
conservando le cndizioni PR = max p e P = a' P R Nello stesso tempo

3.3 Dimensionamento per le fone

di

fenditura con introdui.ione bidimensionale di carichi o fon:.;; :oncentrati

63

la risultante (nel punto S) delle pressioni sostitutive deve avere la stessa


posizione della risultante delle pressioni effettive.
Se il corpo d i costruzione che esercita il carico (per es., un pilastro, uno
stampo) ha una sezione trasversale d i d imensioni minori ( per es., v, w) delle
lunghezze di spigolo a, c della piastra di carico, occorre d eterminare la
forza d i trazione a fenditura c1.1n una piastra soggetta a flessione (fig. 3. 1 3 )
con la larghezza v del pilastro. Per le rigidezze d i "piastra che si verificano
in p ratica si ottiene una approssimazione con un margine di sicurezza,
se si assume che il carico si propaghi nella piastra a 45 fino alla superficie
di calcestruzzo, per cui con u no spessore di piastra t si deve introdurre
a' = v + 2 t (fig. 3 . 1 3 ). Per P R si deve avere n uovamente PR a' = P.
La larghezza della piastra di carico a pu essere applicata solo con piastre
molto rigide.

N. M. Hawkins ha compiuto delle ricerche approfondite su questo


argome n to (48); questi studi hanno per6 portato a equazioni de terminative
troppo complesse per un impiego pratico.

3. 3. 1. 3

Tensioni n elle zone marginali (settori d 'angolo)

Le figg. 3 . 2

3.3 hanno rappiescntato l'andamento delle tensioni principali

. nelle zone d 'angolo : ai bordi prevale la t razione in direzione delle superfici


di bordo, all'intern o si ha trazione lungo le d iagonali a 45 . Le tensioni
d i trazione al bordo raggiungono valori d i 0,6 + 0,8 a0 , sono quindi maggiori
delle tensioni di fenditura. Le aree di tensione piu corte e meno profonde
danno ciononostante forze di trazione m inori. Le "colline" di tensione
di trazione risultano evidenti con le isobare (li n ee di uguali tensioni ay al
bordo x = O) secondo Tesar - Guyon (fig. 3 . 3 ).

Forze Z y e Z1 nelle 1one

di bordo

e d'ancolo

Fig. 3. 1 4 :

Forze d i trazione a l bordo Z y e Z 1 e rispettiva armatura

M. Sargious (44 ) ha stimato le a ree di tensione per casi diversi, determinando

le forze di trazione. Secondo questo studio sufficiente d imensionare


l'armatura al bordo del carico in direzione y e x (fig. 3 . 1 4 ) per.

Zy

= 0,0 1 5 P

Zx

= 0,0 1 0 P

(3.3)

La forza di traziont: all'angolo agnte ulteriormente verso l'interno, pu6 essere


.. assorbita med iante la forza di deviazione dell'armatura di bordo passa n t e

jl
3.

64

il

negli angoli. In base ai dati spe.rime?ltali finora raccolti, non risu lta necessaria

. alcuna armatura su pplem e n tar e Con grandi forze e grand i strutture si

' dovrebbe per6 prevedere un'armatura a 45.

11

3.J.2

I!
I

i1

!
!

Nell'ultriore propagazione delle" tensioni al di lci' det prisma sostitutivo


possono prodursi ulteriri tensioni d i trazione trasversale, ma perlopiu solo
di entita limitata.

,
.

l
I '
i
'

i
I

flcariCO concentrato eccen trico in direzione X

Con un carico concentrto e c centri co , la tensione "x dopo la lunghezza di


introduzione 2 . d, ripartita a forma d i trapezio o d i triangolo,
le traiettorie delle tensioni principali sono asimmetriche (fig. 3 . 2 ).
Le tensi0!1 di fenditura si sviluppano p ressapoo come se un prisma con
larghezza e altezza d 1 risultasse caricato assialmente. Che le tensioni di
fenditura si limitino a questo prisma sostitutivo, lo dimostrano anche
le isobare a y secondo Y. Guyon (fig. 3. 1 5 ). In pratica ci si serve di questo
prisma sostitutivo, secondo una proposta di Y. Guyon, per la determinazione
di Z e per l'andamento della a y (fig. 3 . 1 6) e si riferisce la larghezza dell'area
di carico a non a d , bens a d 1 = 2 u (con u = d ista nz a minore dal bordo).

il

Introduzione di carichi o forze concen trati

Con ecentricita e crescente; e riSpett . con .distanza u decrescente del carico


dall'angolo piu vcin o, le forze di fen ditura nell'interno del corpo risultano
minori, le tensioni di trazione nella z o na del bordo a ccanto al carico e
sullo spigolo del lato d istante dal carico e le forze di trazione al bordo che ne
risultano ZR sono invece maggiori.

11

<

I!

Ii

u -+ e t-

I 'I
\

11
!

i
I

mI

I
I

Prisma sostitutivo

---- d 1 = 2 U

I!

1
Fig.

3. 1 5 :

Isobare delle tensioni ay con un

carico a p plicato ecce n tricamente

'l

_,__
J r
Z

dalla

Fig. 3 . 1 6 : Con

ig. 3.8

--i

con d 1 ta al

posto di d/a

un carico eccentrico la forza

di fenditura Z pu6 essere detenni


nata mediante un prisma sostituti

I
l -.i

I1

vo con l u nghezze di spigolo d 1

3.3

Densionamento per le fo rze di fenditura con introduzione bidimensionale di caricL: .; !..;rze concentrati

La fig. 3 . 1 7 prese n ta i risultati di {44) su un provino, in cui l'eccen tricita

era e = 1 /6 d. Le forze di trazione a l brdo raggiungono valori ZR= 0,02 P.


.

R. Hiltscher e G. Florin (49 ) hanno determinato fotoelastic.Jmente


la dipendenza della forza di trazione al bordo ZR sul bordo caricato dal
rapporto e / d con larghezze di carico specifiche d/a = 10. e 30. Dalla figura
3. 1 8 si rileva come le larghezze di carico a/d influe nzino la grandezza di
max ay, R , ma difficilmente quella della forza di trazione al bordo Z R
Con u n carico fortemente eccentrico, Z R pu diventare grande tanto quan to
la forza di fenditura Zs con area di carico applicata assialmente con a/d
piccolo. Per la fon;a di t.razione a! bordo Z R si pu6 esprimere in modo
approssimativo la dipendenza illlistrata nella fig. 3 . 1 8, dall'eccentricita
specifica e/d mediante la segunte formula :
0,0 1 5 p

(3.4)

1 - .J21d"

Nel fascicolo 240 del DAfStb si indica ZR y = P ( e/d - 1 /6 ) ;;i. O, il che

corrisponde alla linea punteggiata nella fig.' 3 . 1 8 e porta a una grandezza


di ZR che in pa.rte doppia di quanto sare bbe necessario.

fig. 3 . 1 8 per i due casi

Con le curve riportate nella

d/a =

10 e

d/a =

30 per

le forze di fendit ura Zs (so tto il carico) si pu facilmente dimostrare

l'idoneita del me todo di approssimazione con prismi sosti tutivi (fig. 3 . 1 6)


econdo Y. Guyon.

0.67

1--+---l.....,-+-t:::l
M

. ..
a:

-J

fig.

3. 1 7 :

---l<-J

Ttnsio n i prim:ip:1 1 i di trai'.ionc rifr r i l c a <J0 - 1'/hll ( l cnsioni i fe ndi tura e d i


t r.1zil1 11c

;il h,1rd11) 1:

t.:;1 111cn k ( 4 4 )

f1 1r1.c i11 1\:y,ra l c

di

tr;17.ionc Z t:o_n carico ;i pplicatu cccc n t ri

65

3. lntroduzionc di carichi o forze t.-oncentrati

66

0 ,5

Q b

+--+-i---+--+-+I

ZIP

O,t. -+--+-__,f----t---t--H
o
!i2 ....

0, 1

0, 1

tld

o
.O

-0.1

0,2

O,l

O/.

o.s

o
o

O)

0,2

0,4

0,3

/d

0 ,5

Fig. 3.1 8 : Tensioni di fenditura e d i trazione al bordo ay S e ay, R riferitc alla pressione p = P/ab,
,
come anche le risultanti forze di trazione Z5/P e Z R y /P in funzione dell'eccentricita
specifica e/d e del carico P con d/a = 1 0 e d/a = 30 (49)

3. 3. 3

Carico concentrato eccen trico con inclin.azione risp etto all'asse .x

Questo caso si presenta con cavi di tensione a traiettoria ricurva o poligonale


per la precompressione di travi, ecc. ; raramente nei corpi di fondazione.
Si rimanda al lavoro di Stoccarda di M. Sargious (44).
La fig. 3 . 1 9 contiene un esempio per e = d/6 e a = 6,3. Questa tendenza
non eserita alcun )nflusso n otevole sulle terisioni di fenditura.

3. 3. 4 Numerosi carichi o forze concen trati

Con parecchi carichi applicati al bordo d i una lastra si produce ad ogni


pun to di carico una p ropagazione delle tensioni (fig. 3 .20) con tensioni

di fenditura come nel. caso del ca'ico concentrato; la grandezza e


l'ndatnento d elle tensioni di fenditura, dipendono nuovamente da d i/'a e
2 carichi possono essere determinati da prismi sost itutivi con le larghezze
d 1 =2 x distanza dal bordo. Se tra i carichi al bordo risultano applicati altri carichi
la larghezza dci loro prismi sostitutivi non pu6 essere indicata con precisione

J.3 Dimensionamen to per le forze di fenditura con introduzione bidimensionale di carichi o forz co nc en trati

fi
1
d

+ e
.I

6,J O

- t-

r:*

O )S

-.-.. 1 +I i1'

ZR : O,OI P

0,18

. 67

6,3

1,

l. t;r/ r/

.3 9

-::""

" "
cc
N

'

ZRO,Ol P
'

I ....

0,29
.,

! o' -

'.!

ZsO.ZP

'

I
I

--

Fig. 3. 1 9 : Andamento d!Ie traiettorie dehe tensioni principali e delle pu importanti tensioni
di trazione a fenditura e nelle zone di bordo, riferite a a0 - P/b d con carico applicato
.e ccentricamente e inclinato {44)
p

I
Fig. 3.20: lsobare delle tensioni

I
ay

trasversale

con attacco del carico diversamente ripartito

in base alle attuali conoscenze. Si propone di dedurre la larghezza dalla


sezione di area relativa al carico del diagram ma re ttilineo o x in x = d ,
conservando i n tal modo un margine di s icurezza (fig. 3 . 2 1 ). Con carichi
di grandezza diversa risu lta contemporaneamente determ inato in forma
approssimata anche l'influsso dei rapporti in grandezza dei carichi (o
delle forze di precompressione). Si determinano quindi le forze di fen ditura

con i prismi sostitutivi, che hanno u n'alt ezza e lunghezza d , . d2 d , , . . ...


Le tensioni al bordo e le forze d tazione Zy lungo il bordo caricato
possono divenire m olto rilevanti con una grande distanza tra i carichi ; esse
vanno determinate con le regole delle ,;travi a parete" (vedi sezione 2 ) :
.
ove lt:: tt:nsioni o ,. rapprest:ntano nlla se zione x = d i ! carico ddla las tra
a t ra v t:: , t:: i carich i vanno consid1.:ratl come rt:azioni sugl i a ppoggi (fig. 3 . 2 2 ).

3.

68

Introduzione d i carichi o (orze "c:o ncentrati

rd
I

lf :

I
-
I

I
I

zY I
'. I
-.;,_

I
j

..

_ _

l( :

d1 d 2 4- d )

.
Fig. 3.2 1 : Formazione di prismi sostitutivi d al dia
gramma ax alla distanza x = d all'appli
cazione di parecchie forze concentrate
di grandezza diversa

Zy

trazione al bordo

della lutra

z,

_ _

I
J

Fig. 3.22: Le f orze di trazione al bordo tra


carichi concentrati vanno deer
minate con l'analogia per la tra
ve a parete

t
>2d
-t

..!..

es;

Ly t
'

++

C$y

.......

. . .

. C5y : i>
Z y ::

}p : ab
Gy
d b d
il } ab
)
(
( ) 2 )P
++

C5x m

i> .2...

C5y

...,._..

C5x,m = Qb

0,09

.!_

( 1 0,9

a
d

Fig. 3.23 : Tensioni nlle zone dfbordo e forze di trazione al bordo di lastre caricate perio
dicamente e sui due lati (50)

Secondo uno studio di W. Schleeh ( 50), con le lastre caricate periodicamente


o precompresse - con u n'altezza 2 corrispondente ad almeno la doppia
distanza d delle forz.e - la tensione al bordo m&x a1 (ad angolo retto rispetto
alla direzione delle forz.e) uguale alla differenza tra la pressione p introdotta
nd punti di carico o d i tesatura e il valore med i o uniformemen te ripartito
dc:lla tensione O m = p a/d (fsg. 3.23).

La grandezza dl!ll forza <.l i trazion1: a l bordo risulta approssimativamente di :


7.y

0,09 [ I 0,9

(d) )
a

(3 . 5 )

3.3 .

Dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione b idnensionale di carichi o forze concentrati

69

3. 3.S Azione combinata della forza di tesatura e della reazione d 'appoggio

alle estremita delle travi precompresse


La reazione d 'a ppoggio d e l le travi d i m in u isce la fo rza d i fessurazione degli

ancoraggi d e i c a.v i n e l le travi precompresse, poich dalla reazione


d'appoggio si formano t e nsioni d i compressione cy .

M. Sargious (44) ha m isurato fotoelastica m e n t e n u merosi casi, calcolandoli


successiva m e n t e con e lementi fi n i t i (M. Sargious e G. Tadros (5 1 ) ).
Anche N. Zahlten h a t rattato

{52) gia

d a tempo le particolari cond izion i

delle estremita delle travi p recomp resse.


Nei diagrammi seguen t i ( figg.

3.24 - 3.30)

le tensioni cii trazione dovu te

alla forza di precompressione P sono riportate l ungo le traiet torie principali


d i com p ressione. La forza di fen d i t ura Z risu lt a n te ind icata i n fu nzione di

P:

Le tensioni d i t razione al b ordo sono rapprese n ta t e in corrispondenza con


le loro risu ltanti z1 , z1 , z3 , . Le a rm ature n ecesarie si possono quindi
.,

facilme n te calcolare.

Va osserva to che sugli appoggi i n prossim i ta d e l l 'estre m ita della t rave a


segu ito dell'in troduzione d e lla reazione d'appoggio possono verificarsi nel
bord o i n feriore d e l le forze d i trazione che con u n a d is tanza d a l bordo d i

x A = I / 1 2 d e u n piccolo rapporto A/P possoo raggiungere valori di


ZA = 0,4 A

(fig.

3.29)

3. 3. 6 Azone combinata dell'intro(iuzione delle forze e della flessione

della trave su appoggi intermedi di travi continu


W. Schleeh ha p o t u to d imostrare in

(2 1 , 22)

come le tension i nel campo

degli ap poggi in term e d i di travi continue, o in a l t ri casi sim ili, i n cui si ha


l'azione congi u n t a de l la flessione deJla trave e d e l l ' i n troduzione delle forze,
possono essere stabilite mediante sovrapposiz io n i delle tension i secondo
la teoria della flessione di Navier ( Cx = M{W, ripartizione re t t i l i nea) e delle
te nsioni .secondo la teoria della lastra per i n troduzione delle sole forze

3.3 1 )

(fig.

Nelle travi senza forza assiale, pe r es. , senza pre compressione,

le tensioni di fe n d it u ra a causa della reazione d ' a ppoggio risu ltano


gen e ralmente soppresse dalle tensioni d i flessione-compress ione dovut e
a l momento negativo d i carico (fig;

3 .3 2 ).

Nelle travi precompresse, queste

tensioni d i nesso-com pressione dovute al peso p ro prio nel bordo inferiore


posson o essere m o l to piccole o dopo i l ritiro e l a d e formazione viscosa uguali
a zero, sia lt: te nsion i d i fen d i tur, come a nche le t ensioni al bordo dovut e
all'in troduzio ne d t:Ue fo rze rimangono c o m e t e nsioni d i trazione e vanno
assorb.i k con u n 'arma.t ura (fig.

(55 )

3.3 3 );

ved i anche Leonhardt e W. Lippoth

Se la curva tura dd cavi maggiore di av = 0 , 1 2 o 2 d, si prod u cono in basso


tt!nsio ni. d i trazione al bord o su u n a lunghezzl rilevante ( fig.

3 . 3 3 ).

il
I

IJ

il

3. Introduzione di carichi o forze concentrati

'

70

IJ

/]

I
i

I
i

I
I

Fig. 3.24:

Traiettorie delle tensioni principali all'cstremita di una trave precompressa P,


sotto l'azione contemporanea d ella reazione d'appoggio A = 2 P (larghezza
d'appoggio = l / 1 2 d) .

0, 1 8

I!

.!

Fig. 3.25 :

Tensioni di trazione e fenditura e nelle zone di bordo riferite a a0 = P/b d

. dcl modello fig. 3.24

0 , 19

IJ
I

----

IJ

\,
,

J
I

xA : 6d

Fig. 3.2 6 :

A : O, I P

Te n s io n i di trazione e fenditura e nelle zone di bordo di un modello come


alla fig. 3 .24 , per con A = 0, 1 P

3 .3 Dimensionamento per le forze di fenditura con introduZ.ione bidimensionale di carichi o forze concentrati
0. 2

x A -: r; d

A :0,2 P

4---00,59 d

ao

Forza di precompressione P a 1 /3 d dal bordo mferiore

Fig. 3.27:

0,26

Z = 0 1 76 P

- Fig. 3.28: Come la fg. 3.26, pr6 la forza di precompressione P a 1/3 d dal bordo
mferiore

d
ZA : o.o p

..

O,L O A

1,08

Fig. 3.29 : Tensioni d i tra7.ione :il bordo su un modello con A = 0.2 P alla distanza I / l 2 d
d:ill':ingolo (larghezza d'appoggio = I /24 d) e forza di precompressione P

a 2/3

71

0.1 Sd '

rt

11

7 ..,.
.__ p
6,_

ii d ..,/'-

_
_

n!:_
d

rt

11

' i
I t

Fig. 3.30: Tensioni di trazione e fenditura e nelle zone d bordo su un modello con
applicate tre forze di precompressione P con a = I / 1 5 d e A = 0,3 P

i
I
I I'

1 1

I }

. ---- '
- - 2I -----.I1 rt--.------LH
2
fL
..

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o
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l

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..

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;;

Il

5
;;

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iJ

It
il

.fi.

Zona di disturbo
sccundo Saint - Venant

i.,nsinni suvrlfc:men tui cfalb pr.iuion.: sull 'appouio


Seziou "

(x :

0,2

d)

A G'x

Fij!.

, I

iJ

Setione

3.J I :

.()c l cr111i1iai'.illllC tlcllo

(x

: 0,6

d)

A t xy

{ -\+

st:lfu <li tensione sulj arpoggi intermedi d i


se comi o W. Sd1lcc h (1 1 )

cu11 li11.111: 1 m1li:111 lc i:iivr:1p posii'.t111c

travi

3.3

Dimensionamento .per le forze d i

fenditura con introduzione bidime nsionl!le. di carichi o forze concentrati

73

Tensioni nella sezione a

- a

con precompressione

senza precompressione
da 9 opp. 9P

da g V

Fig. 3.32: Tensioni al bordo inferiore presso supporti intermedi d i travi continue in
e.a. e c.a.p

_,_______

------

O,H

Cy "

1
0:1 1 .

jnrrn...

0 , 2 I ------.r-

ll!Jllll!!lll-1

baricentrico

l
e; 1,

d.

a causa deU'incurvatura dei cavi

C'5u a ca usa di una introduzio.ne concentrata


delle forze sull'appoggio

. 7F ....
. ..

./

armatura supplementare d

i!! 2 d

Fig.

3.33: Dato che secondo

la fig.

3.32

--

nelle . travi preco.opresse presso gli appoggi

in termedi non si hanno tensio ni di nesso-compressione, si producono in


questi punti, a causa di u n a incurvatura troppo l unga dei cavi e dell'intro

d uzione della reazione d'appoggio, tensioni d i trazi.o ne che vanno assorbi


te con un':frma tur:i (55)

3 . Introduzione d i c:irichi o for.:e 1:once11trati

74

3.3. 7

La forza concemrata' applicat al{,'in;,o de!la lastra


.

!"

Nel l e l as t re di parete possono ris u ltare applicat i carichi da travi ; nelle


stru t t u re portanti in c.a. p. i cavi vengono spesso a ncora ti a ll'in t erno di una
piastra, d i u n 'asta o simili. La parte di lastra situa t a so t to l'at tacco della

forza ' solidale e dev'essere i n certo qual modo sospesa. I n base alle ricerche

di Stoccarda di R. K. Mller e D. W. Schmidt (56) si o t tengono l e traiettori e

rapp re se ntate n dl a fig. 3.34. Per il dimensioname n to d e ll 'arma tura l e forze


d i trazione vengono riunite in tre gruppi Z 1 t Z 2 , Z 3 , ie cui grandezze vanno

ded o t te. d a l diagramma della fig. 3.35 i n funzione d i d/a. Le armat u re di

F ig. 3 .3 4 : Traiettorie delle tensioni principali in una lastra sollecitata da un carico


applicato nel suo interno (S6)
ZIP

o. 3 -t----t---1-

0 -+"1'""-+--+--1-----+---1 d /c
01

.15

10

20

25

30

35

Fig. 3.3 S : Grandezza deUe forze di trazione a fenditura Z 1 + Z3


e

nel suo interno (56)

in

una lastra caricata

d i sospensiom: Z2 e Z 3 vanno a n corati: a partire dall'attacco d e l l e forze


alme n o con 2 a0 (a0 = lunghezza di ancorJggio per c. am L'an n a tura a
rend i l u ra Z 1 va r i pa r t i ta p ri.: ssa p oco sticondo le figure 3.6 e 3 . 7 n e lla
d i rczi o m: x ,

ncll:.i d i rezio n e y partendo dall 'asst: de Ut: forze verso i due

l a t i lkv'ess1.:n: l u nj!a a l m e n o / 2 t: rispc t t .

Co n h.: fo t7.: :i p r l i1.:;i t1.: n.1.: l l u l1 s t ru , h:

3 a + ao .

u r m a t u n:

a n: tc:; s i t ua li: p rt:sso 1t

3.3 Dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione bidimensionale d i carichi o forze concentrati

75

rn

e possono essere utilizzate per queste forze di trazione.


Si pu fare a meno de ll'armatura di sospensione per Z1 e z, se la lastra

superfici este

con spessore t presenta, nel punto d 'attacco della forza, una tensione
di compressione di "" ;;a. 0,1 p = 0, 1 P/at ;;a. 1 0 kp/c m1 in direzione della forza,
sufficiente ad impedire fessurazioni trasversali nel punto di carico.
J. Eibl e G. Jvanyi (57) hnno calcolato le forze di trazione per ancoraggi d i
cavi d i tensione incorporati con l'aiuto d i elementi finiti. S i sono otten ute
tensioni d i trazione minori sotto il punto d'introduzione. Un controllo su
provini ha dimostrato che per impedire le fessurazioni d i grande importanza
na copertura in calcestruzzo_ dell'elemento d'ancoraggio nella lastra. E' pure
importante la disposizione vicendevole di parecchi punti d'ancoraggio (mai

in una serie, si produce un effetto d i chiusura lampo ! ).


Con la formazione di fssurazioni la colfaborazione della lastra sotto l'attacco
.I

del carico risulta indebolita e la forza di trazione nelle armature di sospensione


..

viene ulteriormente ridotta. Sarebbe pero errato voler fare dei risparmi in
queste armature, poich in questi punti le 'fessurazioni a causa
d ella deformazione plastica davanti al punto di carico si aprirebbero in modo
eccessivo.

3. 3. 8 Forze introdotte per aderenza di ban'e d 'acciaio


L'introduzione di Una forza mediante una barra ancorata per aderenza (per es. ,
acciai nervati per precompressione s u pista) genera, indipendentemente dalla
posizione della barra, forze d i fenditura, che corrispondono pressapoco

ai valori secondo 3.3. 1 . l con d/a = 1 0. Per conseguenza l'armatura a fenditura


va dimensionata per

I...e

Z s = 0,25 Pbarra

tensioni di fendi tura si estendono sulla lunghezza di trasferimento 2ii che

dipende dalla qualita dell'aderenza (profilatura) e del calcestruzzo (fig. 3.36)


e c h e viene d eterminata d i regola all'accettazione degli acciai di tesatura in
base a risultati di prova. La grandezza della forza d i fenditura

indipendente

da 2u . L'armatura di fend itura va ripartita su 0,5 - 0,7 2n , partendo dalla

estremita della barra di tensione.

Se parechie b arre o fili d i tensione si ritrovano l'uno accanto all'altro, le


.forze di fenditura all'interno si annullano vicendevolmente, e rimane solo
da assorbire la forza di trazione a fenditura d ovuta alla forza di tensione d i
u n a barra per piano o di una serie (fig. 3.3 7 ).
Oltre alla forza di trazione e fenditura vanno tenute presenti le forze
di trazione al bordo, e le ulteriori forze di trazione trasversale che si
producono nella lastra a causa della propagazione delle forze ancorate (forze
d i tensione). Qui naturalmente determ inante l'intera forza d'ancoraggio
di tutte le barre o fili.

Le forze di trazione trasversale Z Ry al bordo possono essere d i m ensiona te

3. 1 8, esse agiscon o pressapoco nella terza parte posteriore


della lunghezza di trasfe rimento 2 ii . Una p arte dell'armatura di tag l io viene
di regola utilizzata per l'assorbimen to d i queste forze di trazione t rasversale.

secondo la fig.

.t
'I

1t

ZR

.:Jf. .

f"Ji. --r
3

Pressione di
demdone

z.:

=- -- -

- - -

7_

:-S

--i

I
I

Tensioni di
fendi11.111

.,,...
--- fu

p
X

-.
_

-1----- - <,

all 'ememiti di 9-e:

Fig.
- 3.36: Tensioni di fenditura a causa dell'introduzione della forza P di una barta
ancorata per adereza e posizione delle forze risultanti di fenditura e di
trazione al bordo in un corpo di sezione trasversale rettangolare

Fig. 3.37: All'ancoraggio di parecchi fili di precomptessione mediante aderenza le forze


di fenditura dei singoli fili si eliminano in parte vicendevolmente
Le forze di trazione albordo ZR x dipendono d al l'eccentricita e/d dell'attacco
della forza e risultano cial cuneo di trazione della ax all'estremita d ella
lunghezza di introduzione .e. , che nelle lastre rettangolari va assunta quasi
in 20 /3 + ( d - u). J. Plahn e K. Kroll (4 1 ) indicano la lunghezza
d'introduzione con :

2.

a [ I + o, 1 s

<a0 )2 J .

Nel campo d'introduzione accanto a 2a risulta di regola sufficient e la normale


armatura t rasversale minima, poich la deviazione delle forze di trazione da
Z R y verso Z R x produce una compressione trasversale.
Con le sezioni trasversali a T e a I le flange vanno collegate nel modo normale
con l'armatura trasversale per l'introduzione della forza. La forza di trazione
trasversale calcolata in questo caso dalla forza che pervene nelle flange nel
campo d 'introduzione corrispondentemente prolungato nell'ipotesi
di diagonaJi compresse a 45 (vedi ( I a, paragrafo 8.6. 1 ) ).

3.3 Dimeronarnento per le forze di fe nditura con introdup.one bidimensionale di carichl o forze concentrati
.

3. 3. 9

77

Introduzion e di una forza concentrata in una trave a T

Una prova di Stoccarda di M. Sargious (fig. 3.3 5 ) riproduce le traiettorie


di tensione e le forze d i trazione nell'anima per una forza di precompressione
P applicata inclinata quasi nel. baricentro della sezione trasversale a T.
La forza deve propagarsi non solo nell'anima, ma anche nella piastra, il che
aumenta la forza di fenditura in modo simile come se l'anima avesse una
altezza maggiore o l tre la forza.
In via approssimativa si raccomanda di procedere nel seguente modo (figura
3.3 9 ) :
P
Pe
Si calcolano le tensioni ax=
+
all'estremita della lunghezza

d'introduzione fe , assumendo 2e = h., + b > d0 L'anima viene trattata


secondo il par. 3.2 con un prisma sostitutivo con lunghezza di spigolo
d, = 2 hv < d0 La forza di trazione trasversale nella piastra risulta dalla
componente di forza di precompressione che va introdotta nella piastra
stessa.

ove la piastra va considerata come una lastra di larghezza b caricata


all'interno dello spessore dell'anima b0 La propagazione comincia quasi
alla distanza x = 0,7 hvdal bordo della trave a T. La forza di trazione a fend itura
b

do

b:b

Fig. 3.38: Traiettorie elle tensioni principali (in alto) e delle tensioni di fenditura (in basso) sul
mudello di una trave a T con P applicato a 2/3 d o dal basso e b/bo = S (44).

78

3; I n troduzione d i carichi o forle <.-on1."e11 trJti


e; .

I
- ,,,,_
__

1
I
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- - - - ""'
I
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Fig. _3 .39 :

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... .... -

- _
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_, _ _
_

-!:_

in

.li

: r,

b b
lo r
r
I

,.. -

Prismi sostitutivi per la determinazione delle forze d i fenditura nell'anima e .


nella piastra di una trave a T

si calcola d a Pp 2 per b/b0 al posto d i d / a d ella fig. 3.8. L'armat ura trasversale
va d istribui ta secondo la fig. 3 . 6. Se con temporaneame nte agisce una forza
tange n ziale Q a causa di cari c h i e di reazioni d'appoggio in direziom: y ,
n e risul t a no u lteriori tensio n i d i trazione obliqa. d a assorbire con un'ulteriore
ar.m atura (vedi ( 1 a, par. 8.6. l ) ) .

In ( 5 8 ) A. L. Yet tram e K. Robbins h anno con trollato questo me todo


approssimato con i l sistema d egli e le m e nti fini t i , consta tando che forn isce
soluzioni c o n un margine di s icurezza. Risultati di ricerca piu recenti su d e l le
sezion i t rasversal i a.d I i n (7 8 ).

. 3. 3. 1 0

Tensioni di fenditura nelle anime delle travi a. I

J. K a m me n h u be r e J. Schnddt:r hanno pubblica t o i n (78) risultati piu rect:n ti


d i rict:rche su l le forze d i t raziont: a fe ndi tura nelle a nime dellt: t ravi
preco m presse con st:zion'! trasversalt: ud I. Da lle dut: illustnizioni carat tt:ristiche
3.39 a e 3.39 b, che ri prod ucono lt: iso bu re de lle t t: nsioni 0 1 , si rileva :

All'a pplica1.i onc ddla forzu conccntrata nc.:ll'asst! della t ravt: si producono con
p iastre di corrt!n t t: robuste vulori d i tt: nsione pi e lt!vate nell'animu che nelle
lastre, e q uesto gia ad u na distanza di 0,4 d0 dal bordo con un va lori! massimo
tnO! tO vicin o a l passaggio ai COrrt: n ti. Il Campo in CUi yj SOnO lt:OSOni Oy
rilevan t i si cstcmk in d irczione x pi che in una lastra di altezza uguale. Pt!r
. J'arma turu di t razione a fend i tura <lcll'a n ima nt! risul tu chi! essu vu d i mensionata
p1. r uln11;no 0,40 P e ripart ita su x = O,:? 0 ,6 <lu e che va inoltre efficacemente
a n1.:m1 t a ndk'. . lh ng1:.

Sl la fo rz:1 co n cl n l ra l ;i risu l t a applicu la su lla piastra supcrion: della scziont:


;t f . V;t l l l1 0 k ll U l l' jlH."M" l1 l _k Jori".C di ( ruz i onc ;,i l borUO COtne nel CUSO U C I Ca riCO

3.3 Dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione bidimensionali di carichi o forze cortcentrati

79

(5 'J /p
O,S d 0,17

cr

.'

,,.,,. ,,.,-
"'

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0, 1

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1).......--

e; X /p

o _____....__.__l
,_

G ytp

I
l

-01
d

. .

Fig. 3 .39 a - b : Confronti delle isobare delle oy)e ax riferite a p =::


con lastre ad
bo d
d
con attacco del carico in -- e al bordo inferiore seondo (78)

80

3.

Introduzione di carichi o forze concentrati

eccentrico second il 'par. 3.3.2


ove per la sua grndezza cori le date
. condizioni d i sezion e trasversale solo d i circa 1/4 d i q ue lla della lastra di
uguale altezza caricata eccen tricame nte Bisogna tener peente in questo
. caso che nell'attacco d ella flangia inferiore le t ensioni o1 ri ch iedono su una
l unghezza rilevante u n'armatura trasversaie per l'introduzione delle tensioni
di trazion e a. nella flangia in feriore.
-

a
.3 .4 .Valori di dimensionamento per le forze di fenditur con introduzione
spaziale, tridimensionale di carichi o forze concentrati

Si ha l'in t rod uzione tridimensionale se il corpo d i calcestruzzo nelle due


d irezioni assiali y e x maggiore della piastra di carico, per cui le tensioni
. d ella piastra d i carico si propagano in tutte le dir.:zioni trasversalmente all'asse

Il carico concentrato assiale

3.4. I

Le tens<?n i e la forza di fenditura

3.4. 1. 1

Si utilizzano i risu l tati d el calcolo delle forze d i fenditura con e lementi finiti
secondo A. L. Yettram e K. Robbins (42), che tengono conto delle
d ime nsioni variabili d e b del blocco di calcestruzzo con F = db e d ella
superficie d i carico F 1 = ac (fig. 3.40). I risultati analitici pubblicati da S. R.
Yengar e M. K. Prabhakara in ( 3 5 ) coincidono largamente con quelli in (42).
p

t
.

t tITtffittt

+- d -+
i

}Fig. 3.40:

-+

(5.

-y

......,.._....,...__.
F

Simboli per un corpo sollecitato da un carico concentrato

E' rileva n te il fatto he con il prisma quadrato con carico fortemente


concentrato, per es., F : F 1 = 25 (fig. 3.4 1 ), le tensioni di fend itura O y = ax
nel campo d ell'asse sono molto maggiori che alla superficie ( y = x = d/2),
ne l campo i n termedio invce sono nuovamente minori. Con una gra nde
s u pe rfic ie di carico , per es. , F : F 1 = 2 (fg. 3 .42) le tensioni di fend itura

x.

3.4 Valori di dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione spaziale, tridimensionale di carichi o

81

forze concentrati

o.a

0,6

. G 1Jp

-Y

0,4

0,6
i--+---.--+0,8

1,0

x/d
X s

0,\ 25

<:5y/ip nel piano


XY

asse y

0,2
d

__;i.-.--1

...

0,8

Fl

-.j. a ,j...
d /a : 5
F./ F, 25
:

CS' y l fJ

0, 2

1>

0,4

z /d

Fig. 3.4 1 : Andamento delle tensioni di trazione a fenditura ay = a1 in un prisma di sezione trasversale
quadrata e F/F1 =25. In alto : nell'asse e nella mediana dela superficie in direzione x. In
basso : in sezioni orizzontali a distanza d iversa x in direzione z (42)
all'esterno sono invece maggiori che all'i nterno.
trazione e fendi tura

Il

massimo d elle tension i d i

situato u n poco p iu vicino al carico rispetto al caso

bidimensionale e si discosta anche i n modo d iverso dai valori calcolat i


bidimensionalmen te.. La lunghezza d 'i ntroduzione ascende nuovamente a circa

2.

""

d, se

d :>

b.

Per i l prisma con sezione trasversale quadrata la somma delle forze d i fenditura
in ognuno d e i due piani assiali xy e xz risulta, in funzione di d/a secondo la

fig.

3.43, di grandezza pressapoco uguale come nella fig. 3 . 8 , per cui si applica
(3. 1 a ) :

l'approssimazione secondo l'equazione

Le armature necessarie p e r Z y e Z 1 van n o previste sia in d irezione y c h e

3.4 1 e 3 .42 offrono un punto di riferimento per la loro


distribuzione i n tutte le d irzio ni. Stret tamente parlando, co n grandi F : F1
si d ovrebbe prevedere una maggiorazione, poich nelle direzioni diagonali {45
e 1 3 5 rispetto a ll'asse y) le tensioni principali radiali si d iscostano fino a 4 5
in d i rezione z ; le figg.

dalle direzioni dell'arm a tur a ; in pratica per6 si potni rinunciare a un tale


sup p lem_ento.

3. Introduzione di carichi o forze concentrati


0.2

0,3

F,
x/d

asse y

0,2

X =

d Ia

0,3

F/ F
l

O,S d

0,L

- 1 , 43

2,0

Fig. 3.42: come fig. 3.4 1 , pero per un prisma con F /F 1

a2

2 (42)

Hiltscher e G. Florin (59) hanno calcolato le tensioni di fenditura per


corpi cilindrici sotto una superficie circolare di carico, trovando l'andamento
rappresenta to nella fig. 3.44: i valori massimi delle tensioni di trazio!1e sono
piu vicini alJa superficie di carico che nelle condizioni corrisponden ti
nelle lastre, ma i valori di tensione e di forza di trazione sono invece u n poco
minori - vedi fig. 3. 7 per la lastra (bidimensionale). Le forze di fenditura.
per il dimensionamento dell'armatura di fenditura dovrebbero essere
per introdotte come nel caso del prisma quadrato, impiegando
opportunatamente u n'armatura a spirale che va determinata analogamente
a un cilindro che stia sotto una pressione interna ( = forza di fenditura).
Si pu6 ricorrere alle equazioni irnpostte in ( l a, par. 7.4) per i pilastri
cerchiati in e.a., se si presuppone che l'armatura a spirale alla fine d ella zona
di trazione a fenditura avvolga un corpo cilindrico che si trovi pure stto
una pressione interna. L'influsso d el rapporto tra lo spessore del corpo
e la grandezza della piastra di carico viene per trascurata, in questo caso.
Per la colon n a cerchiata si . elaborata la seguente equazione :
R.

1r

d w f
2- . -;;- . S w

Con l'indice di dilatazione trasversale = 0,2 si ottiene l'equazione di


dimensioname.n to per la spirale di trazione a fenditura :

3 .4 Valori di dimensio'lamento per le forze di fenditura con introduzione spaziale, tridimensionale d i carichi o
forze concentrati

---

Zy/P

nell'asse

- -- alla superficie

x /d

0.5 -+------..---...--.-- 0,5

83

--+--+--+--+ 0,1.

. 0,3

0,3

0,2

0,2

0,1

0,1

__.

+-----+-------------o--_..;.__......

1,0

1,3

1,5 .

2,0

2,5

3,3

1,0

1,7

2. 2 5

t.,O

6,25

tO

25

Fig.

l..1t- d -+

,;_"f a f

d l o.

_... o

10

100

3 .43 : Grandezza delle forze di trazione e fenditura Zy = Z1 riferite al carico P, e


distanza x/d dei punti con max ay e ay = O dal bordo superiore nell'asse e
alla superficie di un prisma con sezione trasversale quadrata (42)

0,06
o
0,0 2
0,01.
o +--......-...i
.- --.... -..-.-i.---.-...

C5r 19

r =

radiale

x/d

F'ig. 3.44 : lehsini di trazione a


assialmente

fenditura nell'asse di un corpo cilindrico caricato

Fi

3 . Introduzione d i

84

carichi o forze concentrati

l.0
2.0 2:s 3,3
s
10
1,5
J ,3
P ...... --t----!----;-----...__..____...., b/c

0.2

.___L-+--1--lJ I I
610

O, L

--

. . . r ,

ne11'asse

. 1 :

__

..._

alla superficie

0,6 -------+----..;.._,-

0,8 +-----'---- _..._

__.
.... __...._.
._
..._
__.._
_
__..
__.
_
_

x /d

Distanza xd della tensione m assima a trazione a fenditura max a y nell'asse

Fig. 3.4 5 :

di corpi prismatici con dive rsi rapp0rti d/a e b/c de ll a


perfide di carico con le dimensioni dei prismi (42)

e aUa superficie

0,6

su

CSy 1-p
!-- ----+----+-

b / c = 3, 3
-2,0
- 1.t.

-nell'asse

0,t.

- --

0,2
-p a

alla superlicie

p
-

cc

d la
o

1,3

1,5

2 ,0

2,5

3,3

10

Esempio per l'impiego

G:

i-

b /c : 3,33
d i a : 1,57
b /c = l,67

d /o d ,33

Fig. 3.46 : Grandezza della tensione masslrna a trazione a fe nditura max O y /p nell'asse
e alla superficie di corpi prismatici - vedi fg. 3.45 (42)

3.4 Valori di dimensionamento per le forze di fenditura con introduzione spaziale, tridimensionale di carichi o
forze

concentrati

85

(3.6}

con few
dw
w

.....:

sezione trasversale della barra d ella spirale

diametro della spirale

passo della spirale

am a e = 1 800 kp/cm2 con l'acciaio BSt 42/So

1 200 kp/cm2, con t'acciaio BSt 22/34,.

Per i prismi rettangolari con diversi rapporti d/a e b/c si pu dedurre la


posizione della tensione massima di fenditura max ay nell'asse e alla superficie
dalla fig. 3.45 e la sua grandezza d alla fig. 3.46. La tensione max 01 si ottiene
dall'inversion e dei rapporti di lato. Le max ay e max 0 1 che si verificano
con temporaneamen t e su un corpo non sono d i grandezza uguale e non si
ritrovano neppure n ello s tesso punto x. L'andamento delle tensioni
di fenditura nell'asse corrisponde pressapoco a quello con il prisma quadrato
per il dato rapporto d/a e rispett. b/c:
La grandezza delle forze di fenditura con i prismi rettangolari risulta pure
diversa per la d irezione y e z secondo le condizioni d/a e b/c. Se non si hanno
risultati di valutazioni, ci si aiuta derivando Zy e Zi o ciascuna per il caric0
complto P con i rispettivi d/a e b/c, .dal d iagramma fig. 3 . 8 valido per i casi
bidimensio nati.

3.4. 1.2 L ..: forze di trazion e nelle zone marginali


Le forze di trazion e nelie zone marginali come somma delle tensioni di trazione

al bordo sulla superficie frontale caricata e n elle zone d'angolo si verificano


nella propagazione tridimension ale pressapoco nello stesso tipo e grandezza
com e sonb state d escritte in 3.3.. 1 .3.

Se si impedisce la dila tazione trasversale del b locco di calcestruzzo vicino alla


superficie d i carico m ediante la cerchiatura, generando in tal modo tensioni.
d i compressione radia!. le forze d i trazione nella zona di bordo scompaiono
(fig. 3.47). Quindi le armature a spirale presso gli ancoraggi dei cavi di tensione
e sotto altre elevate concentrazioni
di carico
vanno sempre considerate
.
. .
i
- -- -

G=
I

0,15

"'

lTmion

'"

r- :--r

'

?i I ,;_>,, "
!B
. (J'<
. ....\.

:. . ::'\::

. Tubo

<

Trazione

.L

_._
_

Tu_
bo

con cerchia tura


sen"'ii c.:rchi:itur:i Fig. 3.4-: : fe ns io n i nelle zone di bordo in un cilind ro indebo lito da un tubo (a sinistra) e loro
assorbimento me d i:i n t c una robusta armatura a spirale (precompressa) (a destra)

S6 .

3. Introduzione di carichi o forze concentrati


concen trato .eceri trico
3. 4.2 Il carico
.

Per l'intro duzione tridimensionale dei carichi co ncentrati eccent rici si


p rocede analogame n t e a 3.4. l e si utilizzno co me aiuto i valori per la
propagazione bidimensionale.

3.5

Limitazione della pressione nella su perficie di caric o

Se la superficie su cui agisce i l carico notevolmente piu piccola d ella


superficie d el corpo, il calcestruzzo cede solo sotto pression i che sono
molto maggiori della resistenza a compressione del provino cubico, po ich
sotto la superficie di carico si produce una pressione biassiale trasversale
(quindi nel com plesso una pressione triassiale). Se il corpo protetto con tro
le fenditure, per es. , con le d imensioni molto grandi, la co mpressio n e
pluriassiale laterale o con la cerchiatura o con altre armature trasversali,
il calcestruzzo risulta distrutto solo localmente nella zona d i u n cono sotto
la piastra di carico. Il problema gia stato trattato da te1t1po da J. Bauschinger
(60) e C. Bach (6 1 ). Con le prove su cilindri di calcestruzzo, armati e non
armati, caricati assialmen te, H.-P. Spieth (62) ha stabilito che la pressione
limite d i pende dal rapporto tra l'area della superficie trasversale d e l corpo
e l'area di carico seco ndo una legge di potenze. La segue nte equazione
stata impostata per i corp i non armati (vedi fig. 3.48) :

(3.7)
ove significano:

i>u

F = area della supe rficie trasversale del corpo e


F1 = area di carico

/ fMN
7

1>u

iF / F1

ltl?- 0,80 13wN I

6
5
L
3

I/
I
/o

. "'
"

1,,,o
O

/
o

llJR - 07 N I

12

.corrisponde a Pam

2'

V
/'

- ......

_ ..

.
F1
-

F / F1
21

36

:s

\O w '
I

'8

60

I F1 .

Fig. 3 .48 : Pre ssione a ro t t ura Pu secondo le prove di Spieth (62) su cilindri d i calcestruzzo
non armato, caricati assialmente e confronto con l'eq uazione (3.7) come anche
cori P m econdo D IN 1045

87

3.5 Limitazione della pressione nella superficie di carico

b!

cl

Cl(! d j

F1 b i

di

F d b :s. t d1 2od I 3 b 1

. cl

llnnuK
r- f
L
I

ne= 2 2 cb

I
"' /

..:
.: ;

I
I

-.f---

4- 2 c: b -+

/F

b S 3 2 C b :S6 C b

\
\ -;':
,..,

\
\

) -,l

\
,L

Cd > d t
.

Fig. 3.49 :

Z b< 2 b 1

b1> d 1
c rr

>

2b1

go dell'eq uazion e (3.8): a) Caso


Rappresentazione d elle condizioni incluse neUa DIN 1 04 5 per l'impie
caricat a eccent ricam nte; d)
carico
di
Piastra
normale; b) Piastra di carico al bordo di un corpo ; c)
Aree di ripartizione cht: si intersecano

-88

3. Introduzione di carichi o forze concentrati

Con il calcestruzzo non armato si raccomanda un coefficiente di scurezza


v = 3.

. :.. - - f....
i

Con i l calcestruzzo armato (cerchiato) s i ottengono, secondo il grado e


il tipo di armatura, dei valori Pu ancora maggiori con un limite superiore
che si ritrova ncora sopra a 9 (jP (63 ). Si possono quindi far agire per es.,
pali in acciaio senza piastre di testata per la ripartizione del carico contro il
calcestruzzo classe Bri 3 50 di piastre di testata ( pu :i:: 2500 kp/cm2 - '15
''dell'acciaio St 37) (vedi le prove, ancora inedite, di U. Smoltzcyk, Stoccarda).
Nella D !N ! 045 ripdrtato per il carico di servizio con v = 2,1 :
/JR
VfF <; 1 ,4 f1R l ,O fi.., N
P am = (3.8)
-

2,1

F
I

Quesfo valore limite stto scelto con mola prudenza.


Le elevate pression i oltre p = PR andrebbero per6 impiegate solo se le tensioni

di compressione trasversale possono svilupparsi sicuramente (nessuna


trazione trasversale dovuta ad altre cause) e se le tensioni di trazione e taglio
che si verificano vengono assorbire da un'armatura.

Per la grandezza d ell'area F si deve ritenere che le tensioni di compressione


si propaghino non piu piatte di 2/ 1 e concentricamente nel corpo dell'area
di carico F 1 = b1 d1 sull'area teorica di distribuzione F = b d. Da queste
condizioni e d al yalore limite dell'equazione (3.8) risultano le ulteriori regole
indicate nella DIN 1 045 (vedi fig. 3.49 ) :
a)
b)

I barientri d ell'area di cadco F 1 e dell'area Cii ripartizione F introdotta


nel calcolo d evono giacere sulla linea d'azione del carico.

L'area d i ripartizione pu6 essere introdotta n el calcolo al massimo con


F = b x = 3 b 1 3 d1

c)

La distanza h dell'area di ripartizione dall'area di carico dev'essere


maggiore di b - b1 e rispett. d - d 1 Ne risulta con altezza di corpo

limitata h per le lunghezze ammissibili di lato dell'area teorica di


ripartizion e F :

e
d1m <; h.rr + d1 < 3 di oppure di + 2
.

ad

(3.9)

. Se hcrr maggiore del dppio della lunghezza maggiore di spigolo b1 e rispett:


d1 dell'area di carico, l'equazione (3.8) porta al valore limite
Pam

-<; 1 ,4 P R

Per quanto riguarda l'influsso di un'altezza effettiva di corpo h su P am B.


Kuyt (64) ha indicato un coefficiente che ha un effetto simile alla
delimitazione dell'area di ripartizione F secondo la DIN 1 045.
La condizione a) si ripercuote sulla grandezza dll'area ripartitrice in

particolare con i carichi applicati nelle zone di bordo o d'angolo d ella


superficie del corpo '(vedi fig. 3.49 b ).
Se le aree ripartitrici F dei carichi applicati l'uno accanto all'altro si intersecano
la pressione ammissibile p pu6 essere calcolata solo in base all'area
ripartritice F all'altezza della linea di intersezione in relazione a F1 (vedi figura
3.49 d ).

3.6

.Introduzione delle forze par:illelamente alla superficie d i un corpo di calcestruzzo

89

3.6 Introduzione delle forze parallelamente alla superficie di un corpo


di calcestruzzo

3. 6. 1

Introduzione della forza m ediante bulloni

Un bullone inserito nel calcestruzzo uguale ad un'asta incorporata in modo


elastico (fig. 3.50). Presso. il bordo a nteriore si produce una punta elevata
di pressione che funzione della rigidezza a flessione e della resistenza
del gambo del b ullone, come anche del modulo E del calcestruzzo (rigidezza
del supporto). Per un trattamento teorico sicuro mancano i valori relativi
al comportamento del calcestruzzo sotto q uesto tipo di sollecitazione.
E' quindi piu sicuro basare la capacita prtante su risultati sperimen tali, per
es., quelli d i B. H. Rasmussen (65). Questo Autore indica :
Caso /:

Se la rottura d e l calcestruzzo. sotto il punto di uscita del bullone risulta


impedita da una piastra saldata o da un angolare (fig. 3 . 5 1 ) :
(3. 1 0 )

Caso II:
La

rottura del calc;estruzzo non sia impedita:


(3. 1 1 )

Sia la distanza e

--.

O, l'equazione (3. t 1 ) si semplifica in :


Pu = 1 ,3 4>2

t-

j13p '3s

(3. 1 l a)

Vis1a

Rottun

..,_____ .p

-----

Traiettorie
di compressione

Andamento delle pressioni p

(e rispett. delle tensioni 011 dell'acciaio)

FiJ?. 3.50: Pressioni su

un bullone inco rpo rato nel. calcestruzzo

90

3. Introduzione di carichi. o fone incorporati


ln q u este for m u le s ign ifica no :

(J5 =

f3 p =

diametro dd bullo nt! (cm )


limite d i snervamen to d e ll'acciaio riel bullone {kp/cm2)
resistenza p rismatica a compressione del calcest ruzzo (kp/cm1)

= 3 !.. .

le_ con. e = d istanza del punto di applicazio ne d e lla forza


f3s

P alla superficie d i calcestruzzo.

Pu =

carico u ltim.o (kp)

Il b u llone va incorporato su u na lunghezza 2 > 6 e il corpo d i ca l cest ruzzo


deve risultare molto grand e risp e t to al d iame tro del b ul lone, o p pure
cerchia to.
Le p rove che hanno p o rtato a queste equazioni sono state eseguite con
distanze e del carico dal calcestn,1zzo d a O a 1 ,3 cm e con diametri d i bullone
<fl 2 ,4 cm. Le eq uazion i (3 . 1 0 ) e (3 . 1 1 ) valgono quindi, stre t ta mente
parlando, solo per queste condizioni.
Per l'applicazione d e l l e sue equazioni B. H. Rasmussen propo ne come
coefficiente ii sicurezza 11 = 5, per garantire che lo spostamento del bu l lone
nel p u n to di carico sot to il carico d i servizio rimanga di 11 <; 0,005 , .

Qum
. d I" p am =

5 Pu..
l

La valu t azione porta p e r f3p - 0,8 f3w N e con acciaio con (J5 = 2200 kp/cm1,
ai carichi di servizio d e ll a t abella 3. 1 .

M. Wiedenroth ha p ubblicato recentemente con una introduzione d i Th.


Baumann in (66) alcune raccomandazioni relative al dimensionamento.
Il diagramma fig. 3.52, i m p ostato in conformita alle d irettive ame ricane per
spine i m p iegate in strade d i calcestruzzo , porta per il calcestruzzo classe
Bn 250 e acciaio B S t 2 2/34 a carichi di servizio P ammissibili q uasi uguali a
quelli. d e l l 'equazion e (3. 1 1 ) e (3. 1 1 a).
Anche le prove di K. Sattler su spine per piastre di collegame n t o in acciaio
danno valori simili per e = O .

Tabella 3 . 1 :

..

Carichi di servizio ammissib ili P in t per bulloni incorporati


secondo B. H. Rasmussen (65)

Attacco del carico

B ullone

'

Cinm)

con piastra
(e ;:;: Q)
equaz. (3. 1 2)
.. senza pias tra
(e .= 0)

In calcestruzzo Bn
B St

22/34

da

250

Bn

B St 42/50 .. B St

22/34

350

da

8 St 42/SO

16
20
25

0,85
1 ,39
2,05

1,15
1 ,80
2,85

1 ,00 .
l ,SS
2,45

1 .35
2,1 5
3,3 5

16
20

0,40
0,65
l ,05

0,60
0,95

1 ,45

o.so
0,80
1 ,25

0,70
1 ,1 0
1 ,75

0,25
0 ,45
0 ,80

0,45
0,80
1 ,30

0,20
0,45
0,80

0,50
0 ,85

equaz. (3. 1 3a)

25

senza p iastra
(e = 1 , 5 c m)
equaz. (3. 1 3)

16
20 .
25

1 ,45

3 .6 Introduzione delle forze parallelamente a_Ua superficie di un corpo di calcestruzzo

Fig. 3.5 l : Gi angolari le piastre saldati ritardano . la rottura del calcestruzzo presso
il bordo anteriore del bullone
Bn 250
BSI 22

Pam (t)

2,0

ff o 8 0l

I 31.

q, f=

'//

. " /

1,5
.

1;0
0,5

o
o

0,5

1,0

1,5

2 ,0

(cm J

Fig. 3.52 : Carichi di servizio arninissibili per bullni senza piastrina anteriore incorpo
rati in calcestruzzo senza annatura

Fig. 3 . 5 3 : Un tipo di perno :i espansione (68)

9l

3. Introduzione di carichi o forze concentrati

92 .

Con carichi rid ot ti siimpiegano n e ll 'e d ilizia ; in particolare nelle costru zion i
:e

con elementi prefabbricati" in calcestruzzo, i cosiddetti "perni a espansi o ne "

(fig. 3 . 5 3 ). Vengo n o introdotti in fori trivellati e sono costruiti in modo

che avvitando la vite di fissaggio esterna l'elemento interno a bullone si

si divarica generando la pressione necessaria all'assorbimento delle forze di

trazione e dei carichi trasversali. Per questi bulloni a espansione si richiedono

licenze speciali, per le quali sono attualmente in e laborazione delle diret.tive.

Va osservato che i carichi. limite fi nora riportati n ei prospetti spesso sono


stati raggiunti solo nelle circostanze piu favorevoli. Al momento s i dovrebbero
prevedere quindi dei c oe ffi cie nti e levati di sicurezza, pene n er conto

degli influssi finora non ancora sufficientemente noti dovuti alla posizione

(nell'interno, al bord o , all'angolo di u n corpo i n ca lcestruzzo - da sola o in


stretta vicinanza di parecchie spine) e dell'intensita delle forze
di dvaricamento (in funzione d e l m omento torcente con cui si s tretto a
fondo l 'elem en to filettato).

La tabella

3.2

riprta per uri tipo esecutivo molto diffuso (68 ) i arichi

ammissibili raccomandati con sollecitazione prevalentemente statica. Nelle

prove d'accettazione l'introduzion e del carico awenuta mediante piastre


quadrate di supporto con lunghezza di spigolo 4 e spessore 2 .

Tab!Ia

3.2 :

Carichi ammissibili di serVizio

P in tonndlate per trazione e taglio

con e =

con spine a espansione commerciali, in calcestruzzo non armato e armato,


secondo la

fig. 3.S3 (68)

. Grandezu spina

. (mm)

Pam (Mp}

Bn 250

con
Bn 350

Mom.ento torcente
(Mp m)

n eceS3ario

12

. 0,72

0,85

16

0,92

1, 03

20

M 20

1 ,02

1 ,12

40

Ne1 mod erni anoraggi a spina, nel foro trivellato e accuratamente ripulito si
introd u ce d apprima una cartuccia d i vetro, in cui sono contenuti separati

2 com ponenti di un collante di resina sintetica e un po' di sabbia di q uarzo.


All'infissione della spina filettata su tutta la lunghezza, questa cartuccia
si frantuma e la pasta di resina sintetica formatasi riempie completamente
lo spazio tra la parete del foro e la spina. Dopo l'indurimento di questo

collan te (il tempo a ci6 necessario dipende dalla temperatura, per es. , a

20

C in 30 min, a O C in 6 ore) si raggiunge un'elevata capacita portante


a trazi o n e e tagl i o. R. Sell ha presentato un rapporto in (69 ) sulle prove e
sui metodi di calcolo.

3. 6.2

Trasmlssine della fofza mediante' pressione di contatto


(precompressione)

Forze maggiori; parallele alla superficie del calcestruzzo , si possono


trasmettere solo con una piastra di carico (in acciaio o in e.a. ) pressata contro
. la superficie in calcestruzzo mediante bul loni filettati presollecitati.

La pellicola di cemento d ella superficie di calcestruzzo con ruvidita di cassero


diminuisce la resistenza allo slittamento, per cui si deve provvedere a

3.6 . Introduzione delle forze parallelamente alla superficie di un corpo di calcestruzzo

93

una d en tellatura delle superfici del giunto pressione, onde o ttenere


'
un'aderenza resistente al taglio. Con una piccola distanza e del carico dalla

(fig. 354) la forza che puq essere

superficie in calcestruzzo
risulta quindi d i :

trasmessa

: .

(3.1 2 )
Con una distanza e maggiore la forza di presollecitazione deve risultare
applicata nella terza parte in alto della "mensola corta" e i bulloni vanno
anche dimensionati per la forza di trazione di mensola Z (fig. 3.55)
Vnec

:::

2,5 P + Z

(3.1 2a)

Naturalmente i bullo ni di tesatura devono essere sufficientemente ancorati


. La lunghezza d 'ancqraggio per i bulloni con piastra d'ancoraggio alla fine
..
P.uo essere calcolata.. n ell'ipotesi
.d i una rottU:ra d i un cono a 60 , inserendo
.

'

- . .del calcestruzzo
. . a. trazione
in media
solo l /6 della resistenza
, poich
.
.
'

, -

'

'

'

'

Fig'. 3.54: Aumento della capacita portante dei bulloni mediante pressione
di contatto e dentatura

i'- ' -;e:


p

F ig. 3 .5 5 : Con il bullone introdotto in po sizio ne ecntrica e p.resollecitato


va considerata la forza di trazione dovuta all'effetto di mensola

94

3 . Introduzione di carichi o forze concentrati


in realta la t-ensione in prossimita della piastra d 'ancoraggio notevo lmen te
piu elevata e in questo punto ha inizio la ro ttura. Di regola la zona
d'ancoraggio vine arrnaa trasversalmente
rispetto alla forza di tensione,
'
, :.
' . ,
;con una conseguenze sicurezza.

4.

4. 1

CERNIERE DI CALCESTRUZZO

Descrizione

Le cerniere di calcestruzzo sono di semplice ed economica realizzazione e


se dimensionate e costruite con precisione consentono grandi angoli di
rotazione. Non richiedono alcuna protezione contro la corrosione e durano
a lungo senza alcnna manutenzione.
Le regole seguenti si basano sulle prove di Stoccarda (45 ), con ampliamenti
per quanto riguarda gli angoli di rotazione ammissibili in base alle prove
EMPA di Zurigo (7 1 ).
La fig. 4. 1 riporta la forma funzionale di una cerniera lineare in calcestruzzo
(con rotazione su una linea in una sola direzione), i simboli piu importanti
e l'armatura. Il restringimento della cerniera dev'essere forte, affinch
il collo della cerniera stessa risulti sottile ( a piccolo) e opponga poca
resistenza al movimento rotatorio. Un'armatura che compenetri il collo della
cerniera non di per s necessaria ; essa viene per6 generalmente incorporata
in fo nna di barre d'incavigliatura verticali ; in tal caso deve trovarsi nell'asse
della cerniera. Essa aumenta la resistenza alla rotazione con gli angoli d i
rotazion e pi grandi.
La resistenza alla rotazione viene espressa con il momento di richamo M
che genera nel collo della cerniera una e ccentricita e = M /N. Il carico (= forza
assiale N ) risulta concentrato nella cerniera ; esso provoca nelle strutture
della cerniera delle fo rze di trazione e fenditura Z 1 in direzione y, le quali
vanno assorbite con un'armatura di fenditura (vedi cap. 3).
Il collo della cerniera deve presentare un restringimento anche sui lati
frontali, affinch in questi punti il calcestruzzo non si disgreghi sotto le
elevate pressioni. Si fonnano in questo modo fo rze di trazione al bordo Z 3 e
un'ulteriore piccola fo rza di fenditura Z2 in direzione z.
La pressione ammissibile o tensione ax tanto piu elevata quanto maggiore

il rapporto d/a (carico su superficie parziale). I piccoli angoli di rotazione


risultano possibili mediante deformazioni nel calcestruzzo degli elementi d i
d i cerniera; con gli angoli di rotazior.e maggiori il calcestruzzo s i fessura nel
collo d ella cerniera (fig. 4.2), e la pressione aumenta fortemente in conformit .
Il
. calcestruzzo resiste per6 a pressioni sugli angoli fino a a x ::::: 8 f3p , prima
di cedere. Sotto un carico continuo la fessurazione per6 si richiude
parzialmente a seguito delle deformazioni plastiche del calcestruzzo ; in tal
modo si riduce l'ecentricita e e il momento di richiamo M . Pe r questa
ragione, sia con l'angolo di rotazione ammissibile a, come anche
con il momento di richiamo , si d istingue tra angoli di rotazione permanenti
sotto un carico continuo e angoli di rotazio ne alternati sotto un carico
variabile.
Le cerniere in calcestruzzo possono eseguire spesso angoli di rot azione alterni

4. Cerniere di calcestruZzO

96

Forze di
...
..,...
_
.,.
trazione ...
1 fenditura Z2

Forze di trazione a fenditura

W Mz

__ _ _ _

1 -

Vista laterale

r
-

Vista longitudinale
--

:e::::=-

_j_

----

"O

r-.
o

l
-

- -

- ----

--- - ...._

Andamento delle tensioni


di trazione e fenditura e
ripartizione dell'armatura
relativa
Barre d'lncavidiatuu, tt---

. se 0 ?:: 0,t2N

Armatura loncitudinale per z2

Armatura trasversale per Z 1

Fig:. 4.1 : Simboli di una cetnier in calcestruzzo e indicazioni per la disposizione dell'armatura

F i.

4.2 : S ta to di t e ns io ne in un collo di cerniera opo u na rotazione a con fonnazionc d i fessurazione .

4.2 Regole di dimensionamento secondo Monnig

Netzel

97

.
sui due lati, quindi . a e a senza na diminuzione della sicurezza. L'intero
collo d ella cerniera si fessura - le superfici di cerniera che alternativamente
si chiudono rimangono per6 perfettamente portanti. Nelle prove presso
l'EMPA (7 1 ) per cerniere in calcestruzzo di un grande ponte ferroviario
(carichi di esercizio fino a 450 t su u n a superficie di collo di cerniera
di 1 5/70 cm2 ) si son o sopportati per milioni di volte angoli di rotazione
fino a 1 2 /00 . In seguito la cerniera durante la prova statica ha sopportato
un carico di 900 t (il doppio del carico di servizio) e 6/oo di angolo di
rotazione senza segni d i rottura, ed stata poi portata a rottura sot to
l'angolo di rotazione estremo del 500 /oo con N = 250 t. Queste prove hanno
dimostrato che le cerniere in calcestruzzo sono adeguate anche a forti
sollecitazioni dinamiche con grandi angoli di rotazione.
-

4.2

Regole d i d imensionamento secondo ,Monnig

Netzel

Per appoggio lineare con movimenti di rotazione attorno a un asse

4.2. 1

La grandezza dell'area del collo d i cerniera Fc

a b (senza detrazione per


le barre d 'incavigliatura) deve ritrovarsi entro i seguenti limiti (70):
min

Fa

max Fc

0,85 liw N { l + ( l

Ove significano :
max N

No
-

17

liwN

=
=
=
=

max N

No
1 ,25 ef! a Ytiw N

1 ,47

e rr a

.n;;-

--

17) ]

(4. 1 )

kp
[ kp, -2 , o'"" cml 1
cm

forza normale massima sotto il carico di servizio (kp)


parte di forza normale che agisce in co rttinuazione,
al massimo comunque 1 ,5 min N (kp)
ma x N
;.., _ l
No
resistenza a compressione cubica garant ita del calcestruzzo
(kp/cm2 )

..!.-a0 +

an = angolo d i rotazione della cern iera secondo il


2
calcolo (misura d i arco in /oo )

angolo d i rotazione permanente, che si verifica una sola vo lta,


per es., a causa della precompressione, del ritiro, della
deformazione viscosa, ecc..
angolo di ro tazione che si verifica ripetutamente, per es. , a
causa del cabiamento di temperatura, del carico mobile, ecc.
( 1,2 -

a
d
)

<;.0,8

Varino osservate inoltre li: segun ti regole geometriche (ved i fig. 4 . 1 e 4 . 3 ) :


a < 0,3 d

. t . _ < 0,2 a < 2 _

cm

b r > 0,7. a > 5 cm

tang ti < O, I

98

4. Cerniere .di calcestruzzo

Fig t3: .Arrotondamento delle superfici del collo della cerniera


.

Il collo d ella cerniera va arrotondato circolarmente tutto attorno entro


l'altezza t ; in manca nza d i questo arrotondamento, in seguito il calcestruzzo
s_i sgretola all'esterno del cerchio.

L'angolo di rotazione ammissibile , per una qualsiasi forza normale Ni tra


Ni;> e max N
o: . am =

Ni

O,S

Fc ffw :

. <;

1 5 /oo

per

wN ;;i. . 250 kp/cm"


. .

(4.2)

Nelle d ue equazion i (4. 1 ) si introduce in generale per Cl:err lo stesso valore


Cl:e rr =

a0 + o:n ,

poich le parti di

ango l o

di rotazione A o: n relative a

max N

e rispett. a Nn in genere si d ifferenziano di poco e la parte massima d ovuta


alla precompressione, alla d eformazione viscosa, al ritiro e ai cambiamen ti
d i temperatura. Solo i n casi speciali necessario un controllo per Cie ff <; a iam
secondo l'equazione (4. 2 ) per d iversi stad! di carico. Se con l'equazione
(4. 1 ) non si riesce a d eterminare una superficie F0 ;;i. min F0 e rispettiv.
F0 <; max F0 , {op portuno eliminare una parte dell'angolo di rotazione a0,
per es., con lo spostamento della cerniera al piede di un pilastro oscillante
dopo la precompressione d ella sovrastruttura, o con altri provve d imenti
durante la fase esecutiva.
Per l'assorbimento delle forze di trazione trasversale Z1 fino a Z, le armature
rappresentate nella fig. 4. 1 per i carichi di servizio con max a am nf= 1 800 kp/cm2
vanno dimensionate per
z, =

Zi =
23

0,3 max N
b

0,3 ( l - -) max N
c

(4.3)

o 03 ..!.... max .N
'
Fc;

La resistenza alla rotazione che entra nella struttura a cerniere come momento

flettente e provoca nella cerniera stessa l'eccentdcita e , pu6 esserecalcolata


com e m omento specifico :

in

e
a

1
.2

con
'P

a N

9,"
1

ffw F o
N

l{J O: cff

(Dimensioni come sopra).

(4.4)

4.2 Regole d i dimensionamento seeondo M5n.nig - Ne tzel

99

.
.
-

--

--

1/

-Mz -

41d,

G"x

Fig. 4.4 :

m.,G,
.

Stato di ten sione in un collo di cerniera co.n momento trasversa.le Mz agente

contemporaneamente

Almatura

a spirale

Proie z ione
in pianta

Sezione trasversale

Armatura di fenditura Z I
Armatura a spirale

Armatura di fenditura per z3

Fig.

4.5 : Corazzatura di una cerniera per t'assorbimento di elevati momenti trasversali Mz


Questo valore s i a p p l i ca senza o con d eb o l i barr e d 'incavigli a t ura . Le grosse
20 - 40 % la resist e nza a rotazio n e con gran d i

barre possono a um e n ta r e d e l

ango l i di ro t;pion t:: c o n m > 1 /3. Co n u n a ro t az i o n e permane n t e a 0


i l mom1:: n to d i r i c h i a m o d i m i n u isce d i n u o vo a c a usa d e l la d e fo rmazione

viscosa, pt:r cui n e fl 't:: q ua zi o n e (4. 1 ) il valore a e rr ha potuto essere d i m i n u i to

4. Cerniere di calcestruzzo

l di T

a0 se m d ovuto a m ax '! rimane piu grande che con a0 e No da solL

''"L' cerniere di calcestruzzo possono assorbire forze di taglio Q

anche rilevanti,

' fa risultante inclinata in questo caso. Q 4ii; 1/8 N senz'altro ammissibile


( Q e N d evono appartenere allo stesso caso di carico! ). Per 1 /8 N <Q < 1 /4 N
si dovrebbero incorporare alcune rob uste barre d 'incavigliatura nel collo a

. cerniera (dimensionate in base ad una regola empirica


Per q >

t N si rimanda alle prove in (45).

Fe ;>

( k2 ).

Le cerniere lineari possono assorbire anche mmenti trasversali M z (momenti


trasversali alla direzione d i rotazione d ella cerniera). (fig. 4.4 ). La superficie
della cerniera in direzione z rimane nel complesso sotto pressione fino a
M1/N = 1 /6 b. Se si verificano contemporanemente angoli di rotazione in
direzione y, si produce su un lato una punta di tensione max ox , che pu
essere tollerata senza una speciale verifica.

Con momenti trasversali piu elevati, si pu6 "forazzare" la cerniera,


predisponendo n elle estremita sollecitate del collo .della cerniera grosse barre
d'acciaio con una resistenza d i circa St 42/50 neilasse d ella cerniera (fig. 4. 5 ).
Per l'introduzione delle forze nelle b arre d i corazzatura bisogna prod urre un
'
effetto di aderenza rinforzato, per es., praticando una forte filettatura a
denti di sega con dadi all'estremita. La zona di aderenza d eve cominciare solo
a una distanza pressapoco uguale alla lunghezza a dl collo della cerniera e
deve essere assicurata con un'armatura a spirale con'tro le forze di fenditura e
per aderenza. Le barre di corazzatura possono e ssere anche utilizzate per
l'assorbimento di forze di trazione nella cerniera a causa di M z . Con angoli
di rotazione a maggiori che si verificano contemporaneamente in d irezion y
bisognerebbe man tenere le barre d i corazzati.ira esentida flessione fino
all'inizio d ell'aderenza mediante uno speC:ial tubo d i plastica (vedi fig. 4.6),
per cui esse possono seguire gli angoli d i rotazione con tensioni di flessione
inferiori a 0,8 60.l

'Le barre di corazzatura possono sopportare"una fo ria d i compressione che


viene calcolata, in considerazione delle elevate ox e quindi delle elevate Ex ,
con circa n = 1 0 volte la sezione trasversale dell'acciaio, per una tensione d i

m ox

i;. -
-

. Il valore W G i l momento resistente della superficie

Prlteompreuio ne e ancoranio
all'cstremita

Sezione a - a

dcl corpo

{inc.randiu.)

G uaina, con
lnie uon e

Acciaio;
pr ecompresso

Tubo' di
plastica

Tubo di pwtica
profilato

Acciaio, prot e tto


contro la corrosione

Fig- 4. 6 : Assorbimento delle forze di trazione con cerniere di calcestruzzo mediante barre
tese con lu'ngheua libera di fle$sione nella zona del collo deU'articolaz.ione

4.2 Regole di dimensionamento secondo Monnig - Netzel

--- --

d ?! 6, 6 r

101

i-

m i n d !: 6,6 r

1----..
---i .___ i

!: 2,3r a : 2 r !: 2, 3 r

!: 2,3 r a = 2 r 2,3i

Armatura p ilastri>
Spirale

Fig. 4.7: Conformazione delle cerniere di


calcestruzzo per qualsiasi direzione
di rotazione o per direzioni alterne
con superficie del collo d'articola
zionc 'circolare o ottagonale

,,
-----

Fig. 4.8:

"'1

Scil1>ne trasversale dcl


cerniera

collo clrcole di

Trasfo rmazione d i una superficie circolare d e l collo di cerniera


sostitutivo per

l'impiego delle equazioni (4. 1 ) e (4.2)

in un rettangolo

lf
1

[j

1 02

\i l,

I}

!' 1
iI
I
l
I

i J
I

Il

I_

)
'

'
I
I

'j

4. Cerniere

di calcestruzzo

resistente alla superficie del collo d i cerniera attorno all'asse trasversale,


a b2
quindi W0 = 7 .
Con sollecitazione a trazione l'alleggerimento della cerniera sotto il carico
di servizio risultera ridotto a causa degli allungamenti a trazione limitati d alla
deformazion e della zona compressa. Le barre di trazione si valorizzano solo
alla verifica della sicurezza a rottura. Le forze di trazione nelle cerniere
di caicestruzzo, come si verificano in piiastri osciiianti d'ancoraggio, risuitano
opportunamente assorbite da cavi di tensione (fig. 4.6). La forza
di precompressione va d imensionata in modo tale che nel collo
dell'articolazione sotto una forza di trazione di 1 ,2 volte N non si produca
ancora alcuna tensione di trazione. Anche in questo caso gli angoli d i
rotazione sono resi possibili con "tratti esenti d a flessione" ; in q uesto caso i
cavi costituiti da trefoli sono naturalmente pil'.1 favorevoli delle barre d i
grosso spessore.
_

4.2. 2 Per appoggi puntiformf ron mo vimenti di rotazione in qualsiasi


direzione

L'area det collo di cerniera con movimenti di rotazione o bliqui o in d irezioni


alterne, dovrebbe essere circolare o ottagonale (fig. 4. 7 ), e il suo diametro
( a = 2 r ) dovrebbe essere minore di 0,3 min d (70). Le forze d i fenditura sono
assorbite opportunamente con un'arma tura a spirale che d eve essere alta
almeno 0,7 d. La sezione tra.sversale fe ' w (cm2 ) della barra della sp...irale risulta
-

con

fe,w
dw

""'

1
8

dw

am

C7e

(4.5 )

diametro della spirale (cm), almeno 2,5 a = 5 r


passo (cm).

L'area del collo d ell'articolaz.ione sufficientemente grande se le equazioni


(4. 1 ) risultano soddisfatte per un'area sostitutiva rettangolare (fig. 4.8)
FG

= 2,4 r2

con a = 2

Bisogna sempre inserire per = ( i ,2 - 4

b = 1 ,2 r.

( del _ corpo
) il d piu piccolo

di cerniera, indipendentemente dalla d irezione d.i rotazione.

L'angolo di rotazione a ammissibile pu essere pure calcolato con l'equazione


(4.2) per l'area sostitutiva rettangolare.

S.

5. 1

PUNZONAMENTO DELLE PIASTRE

Osservazione preliminare

Il pericolo del p unzonamento sussiste n elle piastre con appoggio o carico

puntiforme. Il comportamento portante e ii tipo di rottura sono stati


descritti in ( 1 a. par. 5 . 5 .3 ) ; si rimanda in particolare al diagramma di rottura
5.26 ivi riprodotto. Il dimensionamento d elle p iastre di fon.dazione contro
il punzonamento da p arte di un carico di pilastro, stato trattato in ( 1 b,
par. 1 6.3. 1 .3. 1 ) unitamente alle direttive per l'armatura. Per q uanto
riguarda il dimensionamento a flessione, vi sono dei riferimenti in (I b ,
par. 8.3.5). Metodi recenti e l aborati d a H. Glahn e H. Tro.s t (77 ) si ritrovano
nel fase. 240 del DAfStb.

5.2

Situazione a ttuale del problema

Attualmente non vi ancora alcuna teoria completamente S"ddisfacente


e sicura per il calcolo d el carico di p unzonamento. Finora il metodo migliore
di dimensionamento stato elaborato d agli Svedesi S. Kinnunen e H. Nylander
(K.
N.), Stoccolma (72, 7 3 ) ed stato accolto dal CEB. Nella tesi di
Stoccarda H. Reimann 1 9 63 (74) ha cercato d i migliorare il me todo ;
un lavoro successivo d i W. Schaeidt, M. Ladner, A. Rosli, Politecnico di
Zurigo, 1 970 (75 ) ha pero dimostrato che i valori teorici d i Reimann erano
troppi elevati. Questo studio di Zurigo contiene una chiara esposizione
del m etodo K.-N., la cui applicazione facilitata da diagrammi per valori
ausiliari. Per verifiche piu precise, da eseguire a partire da snellezze 2/h < 30,
si raccomanda q u esto stud io.
-

Gli studi si riferiscono quas i tutti al pilastro interno di un solaio a piastre


sotto un carico u n iforme - qu indi senza eccentriciti del carico del solaio.
Bisogna quindi essere p rudenti in presenza di u n a sollecitazione del tipo
a telaio da parte di forze orizzontali. I pilastri di bordo e d 'angolo, con cui
il pericolo di punzonamento pu6 essere piu critico , sono stati finora trattati
solo i n poche prove, s enza che si sia pervenuti a una teoria o a regole
di d imensionamento sufficientemente elaborate. (Punti di riferimento in ( 5 3 )).

5. Punzonamento delle piastre

1 04

Mo aelli del processo di pun?onamento senz armatura di taglio

5.3

con pilastri' interni sotto .un carico centrato

5. 3. 1
-

Generafita

Le traiettorie delle linee dei momenti principali per un carico uniforme


su tutti i campi (fig. 5 . 1 ) dimostrano che nel campo dei pilastri i nt erni

di solai a piastre ambedue i momen ti principali sono n egativi e hanno


un andamento radiale e tangenziale (mr e m. Il p unto neutro
d ei momen ti radiali mr giace su u n cerchio attorno al centro d el pilastro
con un raggio di circa rr == 0,22 2. Si p u6 quindi considerare una sezione
di piastra l u ngo questo cerchio, al cui bordo agiscono solo le forze
d taglio C =

_!!____
2

1T

rr

e piccoli momenti tangenziali. Per sem plificare,

l'intero carico d ella piastra di solafo posto P = Pr , q uind i assunto


agente al bordo d e lla sezione circolare (fig. 5.2). Quasi tutte le prove sono
state eseguite su q uesta sezione circolare di piastra caricata al bordo.

Fig. 5.1 : Linee dei momenti principali di un solfo a furigo sotto un carico
uniformemente ripartito

rr0.22( --+. qr +
!
;:::.;:
::; I ::;::
- - -:;::::;::.
-./'--

;:::;:
:;:::
:::;::
:;:::;

tqr s 2nrr
p

:;::::::;:
:;:::;: ;:
:::;:: ::w=;! j = =

::;::
.

;...-- ---.LLJ....-2r..
-5 ...._
----.1!._P

--- <

_
.......,

_
_
_
_

----

Fig. 5.2 : Simboli sulla parte di piastra considerata nella zona del pilastro
(2 rr - 0,44 2)

mr

e m 1 dipende, in prossimita del pilastro, dalla ripartizione


L'andamnto di
della pressio n e del pilastro.' Sappiamo da prove eseg'u ite su piastre di fondazione
(vedi I b, par. I 6.3. 1 .3 . 1 ) che la pressione del pilastro si concentra al bordo
del pilastro stesso, il che ha come conseguenza una diminuzione d ei momenti
radiali e u n incremento dei momenti tangenziali (fig. 5.3). Le fo rze d i taglio

5.3 Modelli del processo di punzonamnto senza armatura di taglio con pilastri interni sotto un carico centrato

Q) q,
*=====:; 2rr

f fP/2nrs
I-- .,._

- , - tt ,

(c:arico lineaze)

* ===2 's ====*Clr


@ Clr=
:=;==
TTTT P/Ttt 2 (carico superficiale)
s

-o.s
. qt.

-q3

Q2
-

0,1

'
r

I
's
I.- Asse del pilastro

-Q3

-q2
-O.I

m1/ P
{-i\

' :-.!:.'
'< ..._

- - ---

r,

Fig. 5.3 : Momenti flettenti mt e mr di piastre isot(ope : I ) piastra a settore


circolare con appoggio lineare al b_ordo interno ; 2) piastra piena con
pressione uniforme dell'appoggio sopra il pilastro

J, * J, J, J, .i.

.t l..l.

--{ - --, . ----

X ......

-+ - - + --+ !
i
!

- +-.- -+- - +iI


i.
,'
-+- -+ - --t I

IJ rA
p
a" 8

(2. , ll2

-X

Fig. 5.4: Andamento della forza di taglio nell'asse di un solaio a fungo

aumentano i perbo li camente verso il pilastro (fig. 5.4 ), per cui q molto
elevati coincidono con mome n t i principali negativi su i due assi. Abbiamo quindi a che fare con u n a so lleci tazione m olto sfavorevole. Le prove hanno dimostra t o che corrispond e n temente (e indipend e ntemente
dal tipo di annatura) le dilatazioni tagenziali e, sono dap p rima maggiori di

105

1 06

S. Punzonamento delle piastre

poco prima dI carico di rouura

so tto il carico di servizio

Fig. S.S : Sviluppo delI.e fessurai.ioni nella zona del pilastro


q u elle rad iali er . Per q uesto si pro d u cono dapprima d el l e fessurazio n i rad iali
(fig. 5. 5 ) e solo agli stadi s u periori di carico alcune poch e fessurazioni

circo lari ; da q uella piu esterna s sviluppa la s u p erficie di fessurazi,o n e e taglio,


inclinata d i 30 - 3 5 , del cono di p unzonamento. Dapprima rima n e

mrzona -flesso=co rrfpreSs"a a v o l t a co nica, so llecitata

t utt'attorn
triassialmente da

Or

(radiale), a, (tange nziale) e r (vert ical e ). La co mponente

d i tension e di taglio porta a una inclinazione d e l la t e ns ione rad iale.

Le d e fo rm azion i a compressione in basso sono di grandezza q uasi uguale in


1irezione rad iale e t a ngenziale. Appena si prod ucono le fessurazio n i circolari,
nel loro campo l'allungamento radiale dell'armatura (a due file, ortogonali)

maggiore
K.-N.

di q uello tangenziale ( fig. 5 . 6 ).

h a n n o d eriva t o da q uesti processi il mod ello rap p resen t a t o nella figura

5. 7 per le loro equazioni teoriche. La piastra circolare viene sudd ivisa d alle
fessurazioni radiali e d alla fessurazione circolare d i taglio leggermente

mclin at a in settori radiali, che poggiano in basso su una sottile lastra conica
presso la testata d e l pilastro. Su q uesti settori risul tano applicati all'esterno
il carico q 1 , all'in terno le forze di trazio ne Zr d elle barre d 'arma t u ra, e in
basso l e forze d i compressione D , con d irezione inclinata verso l'alto e

tangenziale. L'elemento a settore viene considerato rigido in d irezione radiale,


ossia all'esterno della fessurazione anulare di taglio non si preve.d o no altre
fessurazio n i a n u lari.

5.3.2

ua

Carico di p

mento secondo Kinnunen -Nylander

(senza armatura di taglio)


Dalle c o n d izio n i geom e t riche e d a l le cond izioni d i equilibrio su l l e l e m en t o
di settore (ved i fig. 5. 7 ) si d erivano due espressio n i per il carico d i
'

punzonamento con altezza provvisoriam e n t e stimata x = k x h d ella zona


co m p ressa. _ Al cedimento del calcestruzzo si ha :

S.3 Modelli di processo di punzonamento senza armatura di taglio con pilastri intemi sotto un carico centrate

2
. P u ,1 = l , l 11' k, h

+ ...L k .

k>-.._ ks
1 + -1- k
k
s

C7K

107

(5. 1 )

f {cx)

ove 1 , 1 un fattore di crrezione pe{un'arrtlatura incrociata per un


adattamento ai risultati d elle prove.
ks =

2 r,
h = rapporto tra il diametro del pilastro e il valore medio

dell'altezza utile della piastra nel campo del pilastro ;

per /Jw ;;.. 1 50 (kp/cm2 ) vale con

ks < 2

f(a) =

2 rr
[(h -

ak =

460 (0,35 + 0,3

ak =

tensione critica d i cmp ressione del calcestruzzo


all'inizio del punzonamento

ks)

) ( 1 - 0 ,22 ks) .

825 (0,35 + 0,3

( 1 - tang a )
, ove
I + tang2 a
.

tang cr

. Pw

ak =

I SO

Pw ) .

1 50

.
va d eterminato da

o:

1 - tang o:
tang a - 1 ,S ] ---1 + t ang2 a

'
2
O3
r_
r /h
0 )83 ( 1 + --) .2n -_ _
ks
ks + 0,6
'

.f(O'.) pu essere d edotto d al d iagramma fig. 5.8 per 2 rr = 0,44 2 .


Un'ulteriore espressione per Pu mette i n evidenza l'influsso del grado d i
armatura, ove h a importanza f a larghezza 2 re d ella zona in cui l'armatura
mma a scorrere. re pu6 essere piu piccolo, uguale o piu grande d i ru,
il raggio superiore del cono d i rottura, e dipende d all'angolo di inclinazione
t/J dell'elemento di settore ripiegato all'esterno del cono di rottura poco
prima d ella rottura.

Pun ti di m!Jura

F ig. 5.6 : Allungamenti Ee .dell':mnatura e de fo rma zio ni eb del calcestruzzo


nella zona compressa

S. Punzonamento delle piastre

1 08

2 r, -------- ----- -f ------ r,

"sh

2 rs

. Snelleua della piastra

OLI. f

l.!L

Elemento di settore

Pig. S.7 : Modello meccanico (elemento di settore) poco prima della ro ttura
con indicatione delle forze i:he in esso agiscono

Q21

I ( J. l

o,20

0,19
0,18

0.17
, 0,16

0.15

0,1,
0,13
"'>-- .

0)2
0,11
0.10
; ,

'..

Fig. s.8:
.

i:.

, -. . - --

.-- .. ... ' ,..,. - -- . ..,


20

25

30

35

40

45

so

55

.L

h '

Rappresentazione tr:ific:i della funzioe f(cr) in fnzione dei valori

k, = 2 r,/h e 2/h (75)

l
l

S.3 Modelli di pro<:es$0 di punzonamento senza armatura di taglio. n pilas interr sotto un carico centrato

1 09

. . .

, ,, .' \ll

.,, = 0,0035 ( 1

e per

. .

,.,, = 0,00 19 { l +

Sta 2

)
k
2 x

ihi;>I@i{ ?t :

f- #.,,;1
; .
.

ove si pone per . le, < 2

. : ;:'< .

( 1 - 0,22 ka)
f

. . .
.

': ,;,-_,:

-:.;.;_ : Ci),. , :.< . - '.-.:<

. .

,.

'
''.- .

2 kx

Con armatura incrociata il raggio del cono d i p unzonarnento assunto in:


(corrisponde a

a =-

30 )

. ll crico di punzonam.ento al cedimento dell'acciaio ora per rr ;;. r, ;;. r11


Pu,2 = l , 1 2 1f . 5 h2

rr

kx
r,
[ 1 + 2n ( -) ] ( I - -)
3
rr
rr - rs

--

'
.t_

..
(S.2a)

e per r, < r11


P u,2 = 1 , 1 2 71' P5 h2
.

rr

--

rr

.... rs

[ I + 2:n ( _
r ) ) ( I - .2 )
ru .
3 .
k

(S.2b)

ove accanto ai simboli gia impiegati con armatura incrociata va introdotto

Fe x
h

= -- =
rr

Fev
rr h

,-

con Fe y e rispett. Fcx = sezione trasversale dell'acciaio

nel campo del cerchio con il raggio rf.

Si o ttiene il valore p reciso del caric9 di punzonamento Pu se x , quindi kx:


sono stati assunti in mc.do che daWequazione (5. 1 ) e (5. 2 ) si abbia .
Pu 1 = Pu :z . :::: Pu

Per il carico ammissibile si raccomanda un coefficiente di sicurezza 11 =2 ,S .


Si vede da queste equazioni come questo metodo sia complicato. Niaj)?atica
pero pu6 essere sem plificato con d iagrammi, come indicato in (75 ).
Se si riorta il carico di punzonamento Pu secondo l'equazione (5.1) e (5.2),
riferito a h2 , in funzione del grado di armatura per due snellezze 2/h = 25 e
2/h = 4 1 , si ottengono le curve riprodotte nella fig. 5.9. Si rileva come
l'incremento di P u con maggiore sia ormai ridotto. Come confronto pure
indicato Pu = 2, 1 Pam secondo DIN 1 045. La verifica piu precisa vantaggiosa,

soprattutto con le piastre meno snelle oppure per i pilastri con rinfor,zi .della
testata.
,.

Nelle espressioni per Pu non si presenta alcuna t ensione di taglio r; il che


fondamentalmente giusto, poich il cedimento si verifica o per, mezzo ,
del raggiungimento del limite d i snervamento dell'acciaio oppure pr ) ,.,
mezzo d ella "resistenza a compressione e taglio" del calcestruzzo, a causa ,,.
del grande momento flettente a l bordo del pilastro. L'effetto della tnsfone > :
di taglio contenuto nell'angolo d'inclinazione a della tensione di
compressione rad iale. E quindi determinante il momento di rottura al taglio.
Ciononostante tutte le prescrzioni di d imensioname.n to partono da un
valore teorico r ;

S. Punzonamento delle piastre

1 10

S.4

Punzonamento con pistri di bordo

d'angolo

Per il dimensionamento delle piastre di solaio con tro il punzonamento con


i pilastri d i bordo e d 'angolo, non vi sono finora n una buona tra ttazione
teorica n basi sperimentali sufficienti Il problema molto complesso,
poich i rapporti in rigidezza pilastro-piastra possono essere molto d iversi
e hanno in questo caso un'importanza molto maggiore che i pilastri interni.

1.2/50 I
250
Ks. 2

est
61'1

0,3

f/ h

25

secondo

0,2

eq.

(5. 1 )
(5.2)

0,1
0 -t-----4----'"---'-- [
o

o.s

t,O

1,5

2.0

Fig. 5 .9 : Incremento del carico specifico di punzonamento Pu /h2 di un pilastro


interno cilindrico in . funzione della percentuale di armatura (in %}
secondo l'equazione (5.1) e (5.2) a confronto con il carico limite cal
colato secondo DIN 1045 (1972) con v = 2,1 cori 2 rs/h = 2
I momenti principali della piastra sono molto d iversi longitudinalmente
e trasversalmente al bordo (77). Il momen to flettente trasversalmenfe

al bordo dipende in primo luogo dalla resistenza a flessione del pilastro,


d iminuisce nel passaggio alla rottura appena la piastra subisce fessurazion
da flessione. Per il pericolo di punzonamento sono determinanti di regola
i momenti flettenti che agiscono lungo il bordo d ella piastra. I calcoli
d i punzonarnento vanno quin d i effett uati per i momenti flettenti massimi
con il relativo e per una superficie idotta d i punzonamento (vedi par. 5. 5 ).
Nella progettazione d ella struttura portante si raccomanda di non
prevedere i pilastri troppo vicini al bordo della piastra (fig. 5. 1 0), il che
facilita la t raiettoria dell'arma tura e d im inuisce fortemente il pericolo del
punzonamento. Con pilastri snelli, fortemente caricati, e quindi soggetti
a inflession e per carico di p u nta, le cerniere sui pilastri possono semplificare
e migliorare il dimensionamento e l'esecuzione sia per la piastra di solaio
che per i pilastri (fig. 5. 1 1 ).

5. S

5. 5. 1

Regole di dimensionamento secondo DIN 1 04 5

Ca.so regolare dei pila.stri interni

La D IN 1 0 4.YPresenta le regole di dimensioname n to che si b asano sulle

111

5.5 Rego le di dimensionamento secondo DIN 1045


sfavorevole

favorevole

rt TI
1r
.

. l

Fig.

S.10: Posizione favorevole e sfavorevole dei pilastri presso i l bordo delle piastre

Fig.

5 . 1 1 : Con i pilastri altamente carica ti in prossimita dei bordi delle piastre


si prevedono opportuname'n te delle cerniere

.
pro e i nedite d i Karlsruhe e partono dai carichi d i servizio. 11 valore teorico
d ella tens.i one di taglio, riferito alla forza di taglio QR nella sezione circolare
dR = d5 + h (fig. 5. 1 2)
mh:

7f

QR
dr h

(5.3 )

viene co ntrapposto ai To ammissib ili del normale d imensionamento al taglio


secon d o la tabella 1 4 d ella DIN 1 045, per tener conto de lla percent uale
d 'armatura =
a usiliari ' i e '2
Sia

fu: + fey

"'/1 = 1 ,3

71

2h

in % e d e l la q ualita d el l'acciaio, co n valori

O.e ...fii con a. = I ,O per B St 22/34

0,45a ...fii

J ,3
. 1 ,4

"

"

B St 42/50
B St 50{5 5

I I :?

S. Punzonamento delle piastre

Ove dev'essere O,S %


.

Se ora T R <

'Yt

1 1

To

comunque al massimo .< 2S

IJw N
p;-

< 1 ,5 %

non necessaria alcuna armatura di taglio.

. Se i nvece TR > 1 1 T0 1 1 , bisogna incrporare in questo caso un'armatura


di taglio per 0,75 max Q R .

Il limite speriore T R <

"h

To 2

Se la normale armatura a flessione porta a rR >

ingrandire e quindi 'Yt , ove

71 :r0 1 1

, si deve dapprima

ii maggiore va previsto solo sulla larghezza

del cono di punzonamento ( ds + 3,6 h)

(fig. 5. 1 3).

Se max 1m non sufficiente, la piastra deve avere sul pilastro uno spessore
maggiore.

. d R
I
IR

Per pilastri rettangolari

vale

/.
.
,,,- - - .....

/I
\

\ .
\
.

'

, .......,

'
. '

.,,.,,,,

_ __ _

d :
5
d 1,S b

Sezione circolare R
con circonferenza

'
\ u : tt .d R
I
: tt !d, h l
I

b
1
T-; - r

1,13Vbd

Fig. 5 . 1 2 : Posizione e grandezza della sezione circolare per la determinazione di rR


secondo DIN 1 045 . Per i pilastri rettangolari con d > 1 ,5 b non vi an
cara alcun dato, poich le prove mancano. Si raccomanda solo di intro
durre nel calcolo d = 1 ,5 d.
rinforzato entro

ds 3,6 h

Fig. 5 . 1 3 :

L'armatura rinforzata per u n aumento della sicurezza contro il punzona.


mento deve trovarsi nel campo del cono di punzoamento con diametro
ds + 3,6 h

S.S Regole di dimensionamento secondo DlN 1045

?.5.2

1 13

Per l 'armatura di taglio

La quantita d i armat ura di taglio necessaria secondo DIN 1 04 5 , da

ctimnsionare indipendentemente dal grado della sollecitazione al taglio


per

0,75 QR,

piuttosto rilevante. Essa efficace solo se viene sudd ivisa

in numerose b arre sottili e b en ancorata secondo le regole ( 1 b, par. 8.3. 5 . 1 ) .

La m essa in opera di queste armature costosa. Nelle piastre sottili esse

carico u ltimo solo di poco a causa d e ll'ancoraggio imperfe tto.


d < 30 cm va quindi sconsigliata un'armatura d i taglio,
. va. previsto un ingrand imento di . o di d nei campo d ella testata del pilastro,
aumentano il

Nelle piastre con

. o si inserisce un t elaio in acciaio (vedi par. 5.5. 5 ), o p pure va esegu ita una
verifica pi precisa

5.5. 3

....,

N. conformemente a

(73 ) o (75).

Pilastri d 'angolo e di bordo

Per i pilastri d i bordo e d'angolo si esegue la stessa ve ri fica come nella sezione

5.5. 1 , per6 si introduce al posto di u = 1T dR con circonferenza ridotta


della sezione circolare nel calcolo di r R dell'equazione (5.3)
'
u = 0,6
u " = 0,3

p e r i pilastri d i bordo

per i pilastri d'angolo

7f

dR

7r

dfl;

Questi valori vanno introdotti se sopra lo spigolo del p ilastro non vi alcuna
sporgenza della pias tra. Se la sporgenza - scostandosi dai dai nella DIN 1 045 ammonta a 0,3 2x e rispett. a 0,3 21 (la indicati in ,0,5 2,. ), si pu6 allora
calcolare u = n d R . Con una sporgenza minore si pu6 interpolare linearmente
tra i valori limite relativi. Inoltre, con i pilastri di bordo i l valore calcolato
rR va generalmente aumentato d el 40 %' per tener conto del momento
flettente.

5.5.4

Passaggi nel solaio, incavi per le instqlla:?iqni

Ogni ca vit a

all'interno del cono

di

punzonamento inclinato d i - 30, au men ta

h ,

ds!L
Distanz.a di parecchi fori

con pila.stri circolari

con pilastri rettangolari

3 ,,.,.

O's

Fl"t FSt

" ds1 3

Solo sui lati longitudinali


nella terza parte mediana
(ds secondo iig. .). 12)

Fig. 5 . 1 4 : Regole p e r l a limitazione della grandezza e della posizione d i fori n e i solai accanto a pilastri

1 14

5.

Punzonamento delle piastre

il pericolo del punzonamento, soprattutto se l'incavo direttamente


collegato con il pilastro e indebolisce quindi la zona flessocompressa. Per

q uesta ragione la. DIN

1 045. col)tiene .limitazi<>ni severe per la grandezza


fig. S. 1 4.

e la posizione d eg l iincavi, riprodotte nell

r R va aumt:utato per il fattore

5. 5. 5

.:

= I + o,s

Z: FL

(),25 Fsi

(5.4)

Rinforzi delle rsrate di pilastro, solai a fungo, telai in acciaio

Con i rinforzi della testata del pilastro si p u6 aumentare il diametro dello

2u se la larghezza del rinforzo


<: hs (fig. 5. 1 5 ). In questo caso si esegue la verifica in modo
tale come se l'intero pilastro avesse il diametro d1 + 2 2s.

eventuale cono di punzonamento di 2


della testata

Fig. 5 . 1 5 : Posizione e grandezza della sezione circolare per la determinazione di TR


on rinforzi della testata del pilastro con < hs (per pilastri rcttangola
ri vedi DIN 1045)
. I rinforzi delle testate di pilastro dovrebbero essere possibilmente

dimensionati in modo tle che nella sezione circolare all'esterno del rinforzo

con d R, senza armatura di taglio non sussista alcun pericolo di punzonamento.


Se a questo scopo si esegue 2o > 1 ,5 (hs + h) , va effettuata un'ulteriore
verifica in una. sezione circolare interna con d R I nel campo del rinforzo
sec.:ondo la fig. 5. 1 6. Si dovrebbe scegliere hs con uno spessore tale che anche
per questo con dRt e hRJ i.l TR rim anga inferiore a 71 ro 11 Con rinforzi di
testata a tronco di cono si pu 6 considerare come altezza attiva so lo r hRi
contenuta nella sezione circolare secondo la fig. 5. 1 6, a destra in alto.
Sia

2, > hs

ma

< 1 ,5 Chs + h),

la sezione circolare determinante ha la

grandezza dR = ds + 2 hs + h. Se essa si trova all'esterno del rinforzo, per la


determinazione di ra vale l'altezza utile h della piastra ; se invece questa
sezione circolar.e tjsulta _compresa nel rinforzo, l'altezza utile dovrebbe
poter essere misurata a partire dal cono iscritto (vedi fig. S. 1 6 a destra in
alto).
E' per6 necessaria un'u lterire. verifica con dR.a come nei casi con

> 1 ,5 ( + h).

Con telai in acciaio (fig. 5 . 1 7 ) il solaio piano pu6 essere talmente rin forzato

5.5

Regole di dimensionamento secondo DrN 1.045

1 15

- - r .

Sezione circolare esterna

Fg 5. 1 6 :

li

..

Cl

Sezione

a-a

.J.. d R a ds 2(sh
IR

Con rinforzi della te$tata del pilastro con 2s > l ,5 (hs + h) 1 valori di
'
tensione TR vari.no verificati su 2 sezion.i circolari con i diametri dRi e d R a

I
I
I
I
I
l_._ I
I
I
I

Pianta

------

s.ald ato

. . ..
. .

/'"I"' I

L -l...

...J

\ i /
..._ _

j./

I
I
I

Incavo pos.sibile
Cl

-i-- Telaio in acciaio

Pilastro in

acciaio

. Fig. 5 . l 7 a : Telaio in acciaio in travi profate (Geilinger Sta:hlb au) su un p il astro i n acciaio

116

S. Punzonamento delle piastre


all'interno d ello spessore di piastra d che la rot tura per punzonamento non
avvenga sul p ilastro, bens attorno al telaio stesso in acciaio. La verifica
pu6 essere eseguita analogamente al pilastro rettangolare, ome se la superficie
del telaio in acciaio (verifica mediant e prove EMPA per la Geilinger
Stahlbau 1 97 3 ). Il telaio in acciaio va d imensionato per il carico lineare

applicato q R = Q R Per il grado di armatura . si pu6 in trodurre solo l'armatura


presente sulla laghezza .della superficie di punzonamento e perfe ttamente
ancorata all'esterno del bordo superiore d i punzonamen to. I telai in acciaio
permettono passaggi piuttosto rilevanti nel solaio, la cui grandezza n o n
rientra nelle limitazion i d e l par. 5 . 5 . 4 .

Pianta

t.. _

Telaio in acciaio

I
I

11

.--

.....

......

1 - ,__..

I
I
.. I

...._ i- .....

I
I

Staffa

I
I
I
I
I

_ _

Piastra d'acciaio

lncavo

Seiione

Giunto di

ripresa

all'attena d

staffe ravvicinate

Fig. S. l 7b : Telaio in acciaio in travi profate (Geilinger Stahlbau) su un p ilastro


in calcestruzzo (l'armatura della piastra non completamente rappresentata)

:<

.,.

>

' '

'

.6. DIMENSIONAM ENTO CON CARICO OSCILLANTE O MOLTO F REQUENTE

6. 1

Regole fonqamen tati

Per il "carico oscillante" e la sua trattazione mancano ancora n elle norme

DIN per le ipotesi di carico ( D I N 105 5 ) e del cemento armato ( D I N 1 04 5 )

definizion i precise e regole impegnative. I n questo capitolo s i cerca


quindi di elaborare d el le regole che corrispondano con sicurezza alle t:sigenze
poste di norma alle costruzioni.
'

r"

Nel dimensionamen to, il "carico oscillante (dinamico)" (oscillating or fa t igue


loading) va distin t o d a l " carico prevalentemente statico" solo nel caso che
le componenti di carico P F , le quali insieme al p eso proprio p costituiscono

piu d e l 60 '* d e l carico statico a mmissibile d i servizio (g + p ), agiscano


mo lto spesso o con oscillazioni. "Molto spesso" significa che nel corso d e l la
durata prevista per la s truttura portante si verifichino almeno 5 00.000

ripetizio n i del carico. Si d eve quindi chiarire pre liminarmente se e quali


com pon e n ti di carico utile P F rientrino in questi presupposti. Nell'ingegneria
civile un tale carico oscillante si verifica quasi so ltanto n ei fabbricati
ind ustriali con pesar. t i macchine vibranti. Nella costruzione dt:i ponti con il

traffico stradale va considerat o come oscillante a l massimo il 20 + 60 %


delle serie max d e i co nvogli m erci. Sono in corso rilevamenti statistici. Per i
solai su cantine sotto cortili presso le e n trate di fa bbriche o d i magazzi ni

vale quan to detto per i ponti strad a li , non per6 per i solai che so lo
occasionalmente s o n o sogge t t i al carico di autocarri o delle autopompe d e i
pompieri. L e rampe d elle autorimesse vanno invece considerate soggette a

un carico oscillante per i carichi d e l le automobil (79). Bisogna vsservare che


il calcestruzzo, l'acciaio e l 'aderenza oppongono resistenze d iverse alle
sollecitazioni oscillanti, e che queste sollecitazioni si verificano in tutti
gli e lementi d elle strutture i n cemento. armato (per es. , sia nell'armatura
longitud inale che n e l l e staffe).

Il carico oscilla n t e n o n deve i ntaccare n la capacita portante n l'idoneita

all'uso. La capacita portante d el l e strutture in cemento armato risulta

fortemente d iminuita dal carico scillante ; il m inimo viene raggiunto d opo


cii-ca 2 X

106 ripetizioni del carico (curve di W o h ler). La sicurezza con tro

la rot tura a fatica o contro il collasso sotto un carico oscillante conti nuo pu6
essere i ntrod o tta con un valore piu piccolo rispetto al carico statico. Fa ttori
di carico d i 1 ,2 - 1 ,3 sono sufficienti secondo l'importanza d ei danni in
caso d i ced imento.
Per q uanto riguarda i ma teriali, b isogna tener conto della res iste nza del
calcestruzzo alla so lleci tazione alternata (ved i voL I, par. 2.8. 1 .6 ) ,

118

6.

Dimensionamento con carico o scillante o molto frequente

introducendo un coefficien te di sicurezza di 1 ,3 - 1 ,4. Con una bassa tensione


di base la resistenza d el calcestruzzo alla sollecitazione alternata solo d i
circa

2 aa = 0 , 5

0 , 6 f3p

La resistenza alla solle citazione alternata d ell'acciaio d'armatura incorporato

dipende dal tipo e d alla qualita d ell'acciaio, d alla forma d elle nervature,

dagli eventuali nodi di saldatura e, nelle curvature, d al diametro del perno


di piegatura (vedi vol. 1, par. 3 . 2 . 1 . 2 ). Essa oscilla tra 2 a =

e va considerata con un coefficiente di sicurezza di 1 , 1

2000 e 900 kp/cm2

1 ,2. In presenza

di una elevata sollecitazione o sciHante il tipo d ell'acciaio e la sua lavorazione


vanno quindi scelti _con cura.

La resistenza dell'aderenza alla sollecitazione alternata il punto pi d eb ol e


d e l cemento armato s o t t o u n carico oscillante. Questo punto stato p o co
studiato finora ; indeb olisce soprattutto l'idoneita all'utilizzazione, poich le
larghezze di fessurazione aumentano in grado rilevante e superano
facilmente la misura ammissibile. Le strutture portanti i n cemento armato
soggette a solleci tazione oscillant e vanno quindi armate in linea di principio
con piccole distanze tra le b arre , per mantener e str.e tte le fessurazioni (vedi

(I

c) ).

L'idoneita di servizio pu6 risultare inoltre indeboli t a . d all'aumento d elle


deformazioni (per es., inflessioni). La sollecitazione oscillante accelera i n
certo qual modo l d eformazioni viscose.
Ricerche recenti d S . Soretz, Vienn a 1 9 74 (84) hanno dimostrato che con

l'acciaio TO R nervato St 42/50 incorporato in travi d calcestruzzo B 3 2 0


con u n d imensionamento e una disposizione dell'armatura adeguati alla

pratica, si o tengono resistenze alla sollecitazione alternata le quali superano


no tevolmente i valori constatati da G. R eh m ; inoltre con le attuali tensioni
d i carico di servizio n on si prevede alcuna rottura per fatica se l'armatura

nervata ed stata progettata pero o ttenere piccole larghe_zze d i fessurazione.


Con una sollecitazion e fortemente cscillante si raccoman d a d i adottare la
precompressione , ossia l'esecuzione in c.a. p . , la quale presenta una eccellen te

resistenza a fatica.
Nell'esame della sicurezza bisogna considerare che una struttura portante,
esaminata dapprima o scillante , e che n o n abbia ceduto; ad un ulteriore
incremento d el carico raggiunge di regola il carico ultimo s tatico senza perdite
essenziali.

6.2 Regole di dimensionamento


1.

2.

Determina o s cegli il quoziente di carico utile Pr che prob abilmente st


dovra verificare pili di 500.000 volte.
Calcola seco n d o il par. 6 . 3 le ampiezze d i o scillazione delle tensioni
che si verificano sotto il carico di servizio

(6. 1 )
3.

Controlla
p er. il calcestruzzo, per l'acciaio e per l'.a derenza che
. .

VL 2 Ga L

2 GaM
VM

- -.

(6.2)

OVe UaM la resisten z a alla Sollecitazione alternata d el caJcestrqzzo O


d ell'acciaio O dell'aderenza per: }'ampiezza d i OSCillazione 2 Oa t, CO n la
>

6.2

Regole di dimensionamento

1 19

tension e inferiore o-g e co n l a tensione superiore ag + Ji r

VL l co efficiente di SCUrzza del carico 1,2 - 1 ,3


l>M

il coefficiente di sicurezza del materiale

per il calcestruzzo 1 ,3 - 1 ,4
per l'acciaio
1 , 1 - 1 ,2.

S e questa condizione non risulta soddisfatta, le sezioni trasversali


vanno ingrandite.

4.

Controlla se per il peso prpro + il carico utile totale risultano


adempiute le condizioni di sicurezza per il carico statico secondo le
regole riportate i n ( 1 a).

Queste regole vanno applicate sia all'armatura di flesso-trazione e al


calcestruzzo nella zona compressa, come anche all' armatura trasversale per
la forza d i taglio e la torsione.
Per quanto riguarda la disposizione d ell'armatura, la quantita ritenuta
necessaria va ripartita in modo tale in barre a piccole distanze da ad empiere
le regole per la limitazione delle fessurazioni secondo ( 1 e). In questo caso
non andrebbero utilizzate le approssimazioni grossolane che stanno di b ase
alle regole D IN, b ens le formule per max w 9 5 % con i coefficienti k ,
ihtrod ucendo - per tener conto d ell'influsso delle ripetizioni del carico
sotto sollecitazione dinamica - k 5 = 1 ,4.

6.3

Determinazione delle tensioni sotto i carichi di servizio

Le regol e d el par. 6.2 utilizzano le grandezze d ylle tensioni nel calcestruzzo


e nell'acciaio sotto i carichi di servizio, mentre alla verifica d ella capacita
portante e rispett. nel dimensionamento secondo p ar. 7 in ( 1 a) si sono
introdotte n el calcolo solo le deformazioni limite di questi materiali sotto
v volte il carico di servizio. Non sussistendo alcuna proporzionalita tra i
carichi e le tensioni, a causa delle relazioni non lineari a - e dei materiali,
le tensioni sotto i carichi di servizio non possono essere senz'altro dedotte
dai risultati del dimensionamento al carico ultimo.
Dimostriamo tutto questo con un esempio. Il momento di carico ultimo
di una sezione trasversale in e.a. con zona rettangolare cornpressa di
calcestruzzo alle deformazioni e u = + 5/00 e fb u = - 3,5 /00 ascende a
M u = 1 ,75 Mg + P = 0,276 b h, {3R on v = 1 ,75. L'rmatura relativa ha la sezione

trasversale F e = 0,333 b h {3R/f3s . La stessa sezione trasversale subisce invece,


sotto il momento di carico di servizio Mg + P' solo le d eformazioni
e

= 1 , 1 /oo ( =

4 ' ,,5
!

e,u )

Per la determinazione d queste deformazioni sotto l carico di servizio


valgon o in lin ea di principio le stesse regole com e per il dimens.ionan ento :
le sezioni trasversali rimangono piane, equilibrio N = O e M = O . Per l'acciaio
da e.a. si pu6 impiegare la stessa relazione a - e come nel dimensionamento
(vedi fig. 7 . 5 in ( l a) ). Si constata come nei casi pratici e e si ritrovi sempre

1 20

6. Dimensionamento con carico oscillante o molto frequente


'
nel campo elastico , che sl abbia quindi ae

= Ee

Ee. Con il calcestruzzo invece

non giusto partire dal diagramma parabola-rettangolo d ella distribuzio ne


delle tensioni nella zona compressa secondo la fig.

7 .3

in ( l a) per la

determinazione delle tensioni sotto i carichi d i servizio, poich in q u esto


diagramma sono inclusi gli influssi p lastici d el tempo (deformazione viscosa) e
le d etrazioni per il frattile d el 5 % d ella resistenza. Si prop o ne quindi
di assumere uha distribuzione puram ente parabolica delle tensioni di
compressione del calcestruzzo seco n d o la fig. 6 . 1 con il valore m assimo

eb

= - 2,0 loo. Contemporaneamente il valore al vertice pu6 essere portato

alla resistenza prismatica media - quindi alla "resistenza di serie" f3p,s


In via approssimativa si d educe unitariamen t e per tutte le classi di resistenza

<l ei calcestruzzo il valore al vertice d el l a curva a


seguente relazione :

f3p ,S = 0 , 8 5 w ,s ;

e del

f3R = 0,7 f3w, N

f3w,S = f3w , N + 50 kp/ crri2 ;

50

Pp,S - Pw N

calcestruzzo d alla

1,t.3 f3 R

IU.!.UJ..L.UJ..L.:.J.W.J..U.l.!.!J.JJJ..W.JJ..U.J..UJ..i..U.J.W.U.u.Lj.-- e: b

-1
[1 ]
. -2
Fig. 6.1 : Diagramma a - e del calcestruzzo, da impiegare per fo verifiche delle tensioni
sotto i carichi di servizio
. .

b n 2 pR

B St 4 2/50
Bn 2
--'---"--

- - - - f i.i r

1,0

0,9

o '1

n : lO

Jl = 0,30

0,8

0,7

0,6

0,5

0,4

0,3

0,2

0, 1

0, 0

0,1

0, 3

0, 2

0, 4

0, 5

0,6

Fig. 6.2: Diagramma per la determinazfone delle tensioni specifiche de calcestruzw e dell'acciaio
sotto il morpento del carico di servizio M g + P in funzione del grado meccanico di armatura
il per sezioni trasversali rettangolari cn acciaio B St 42/50 (JI = Fe/b h s/f3R)

-- --

__;,_______---------'--........

..
..

_
_
_
._

121

6.3 Determinazione delle tensioni sotto i carichi di servizio


Per l e classi di resstenza del calcestruzzo Bn 1 5 0 - B n 3 5 0 si semplifica in:
/Jp ,S

1
R = 1 ,43 /JR
0,7 /J

(6.3)

con t3R secondo D IN 1 04 5 e la fig. 7 . 3 in ( l a). Questa relazione valida anche


per le classi di resistenza superiori del calcestruzzo e include un margine
di sicurezza. balle deformazioni eb calcolate con le condizioni di equilibrio
si ottiene, secondo la fig. 6. 1 , la tensime d el calcestruzzo

(6.4)
Per il suddetto esempio si ottengono con il calcestruzzo della classe Bn 250,
l'acciaio B St 42/50 sotto Mg + P , le tensioni a e = 1 , 1 2 , 1 = 2 ,3 1 M p/cm2
(= 1 / 1 ,82 t3s ) e ab = 0 ,36 0,73 (4 - 0 ,73) 1 7 5 = 1 5 0 kp/cm2 (= 1 / 1 , 1 7 i3R); con il
calcestruzzo si hanno valori essenzialmente supriori di quanto ci si sarebbe
atteso dal rapporto di carico Mg + P /MR .

Applicando in modo consequenziale questi principi per la determinazione


delle tensioni, si dovrebbero elaborare per la pratica nuovi metodi di calcolo
onde evitare calcoli difficoltosi (con iterazioni). Una proposta contenuta
nella fig. 6. 2 ; per le sezioni trasversali con zona compressa rettangolare
del calcestruzzo e allungam enti dell'acciaio Ee,u sotto v volte il carico di oltre
il 3 /oo (v = 1 ,7 5 ), essa consente di dedurre immediatamente dal momento

+
e d al grado meccanico d i armatura
specifico d el carico di servizio m =
b h t3 R
Fe
t3s
. . ae ;a
.
1 e tensioni. spec1 riche d e l ca.neo
PR
. =
.,5 e ab /R
d i. serv1z10
f3R
Con questo diagramma s i possono determinare i n modo semplice dalla
componente o scillante t.M del momento di servizio le rispettive oscillazioni
di tensione 2 aaL = ag + p F - a .
.

6.4 Verifiche sotto un carico oscillante secondo la DIN 1 045

Nella sezione 1 7 . 1 . 3 della DIN I 045 si ammette al posto delle verifiche piu
precise secondo i p aragrafi 6.2 e 6.3, una approssimazione, che richiede
solo d i considerare l'ampiezza di oscillazione 2 aa, e si pu6 inoltre assumere
una distribuzione rettilinea delle tensioni del calcestruzzo nella zo na
compressa. Questa ipotesi porta al metodo di calcolo "n" comune in passato,
con cui n = Ee./Eb . ind ip endente dalla grandezza del carico.
La distribuzione delle deformazioni e d elle tensioni illustrata nella fig. 6.3,
da cui si possono d edurre senza difficolta le equazioni (6. 5 ) fino a (6.8 ) per
le sezioni trasversali rettangolari ad armatura semplice con zona compress.a
rettangolare.

X =

[-1
b
.

J 1. -i-

= h -
3

2bh
n- Fe

(6.5)

(6.6)

122

6.

D imensionamento con carico oscillante o molto frequente

+-

Fig.

6.3 :

---+

/3

Db =

I
I
I
I

_J_

I
I

t-
-:
Eb

I+

5b.x
2- . b

M ' o, , ,

z,. '

Z e = 6 e . Fe

-k-4Ee
.

:E
n

Eb

Geometria; tensioni e componenti di sollecitazione in sezioni trasversali con zona

rettangolare compressa del calcestruzzo con flessione senza forza assiale sotto i carichi
... di servizio (metodo "n")

ae =

ab =

-M

Fe

.-

(6.7)

2M

(6.8)

--

bzx

Mentre le tensioni dell'acciaio si ottengono pressapoco nella stessa grandezza


come nel p ar. 6.3, le tensioni del calcestruzzo cos calcolate sono meno
realstiche e per es. , per . n = 7 (con Eb per Bn 2 5 0 ) sono maggiori fino al
20 % rispetto alla fig. 6. 2.
Per le sezioni trasversali con armatura compressa e per i casi con momento
flettente con forza assiale si riportano ulteriori equazioni nel fase .220 del
D AfStb ("Dimensionamento delle strutture in e.a. e c. a, p.").

Per un'ulteriore semplificazio ne, la D IN 1 045 permette di impiegare in questi


calcoli, per tutte le classi di resistenza del calcestruzzo, il valore unitario
n = I O . L'equazione (6. 7) di particolare importanza per la d eterminazione
delle tensioni dell'acciaio a e , che pu6 essere impiegata anche nella seguente
forma per flessione con forza assiale e con il braccio di leva z ottenuto dal
dimensionamento secondo il carico ultimo (vedi ( 1 a, cap. 7) ) :
Oe

Me

1
==

Fe

Me
z

+ N)
(6.7 a)

N Ye

Secondo D IN 1 045 sotto un "carico non prevalentemente statico"' confronta DIN 1 05 5 , tab. 3
si possono impiegare solo qualHa d i acciaio
da e.a. la cui idoneita sia stata verificata (necessario un permesso speciale l ).
Per l'acciaio da e.a. B St 22/34

G.l! non si richiede alcuna verifica.

Per l'acciaio B St 42/50 l' ampiezza di o scillazione


servizio non deve superare i seguenti valori :

2 aa, e sotto

il carico di

6.4

Verifiche sotto un carico oscillante secondo la D IN 1 045

1 23

in barre diritte o ricurve con dB >25 <j>

2 aa, e < 1 800 kp/cm2

in barre con curvita maggiore o in staffe

2 aa,e < 1 400 kp/cm2

Cori l e reti saldate fomite da costruttori

2 aa, e <

800 kp/cm2

Dato . ch e ad una flessione snza forza assiale seco n d o l'equazion e (6. 7) ae


proporzion ale a M, in caso d 'impiego d i B St 42/50, al posto di u n calcolo
d elle tensio n i sufficiente l a verifica che la compo n ente dei mom enti .6 M
provocata d alla frequente alternanza d el carico , nelle barre diritte risulti

< 0,6 max M. Con le staffe, e ad eguandosi


alla semplificazione, si pu6 eseguire la verifica che .6Q a causa di una
frequente a lternanza del carico rimanga < 0,6 max Q.

< 0,75 max M e n elle barre ricurve

In b ase alle regole riportate n ella DIN 1 04 5 , con un carico non preval entem ente
_

statico vanno poi osservate le seguenti limitazio ni :


La "Resistenza diminuita al taglio' ' 11on va pplicata ; (questa prescrizione
n o n oggettivamente giustificata, poich le tension i delle armature
di taglio a l carico di servizio sono minori di q uanto risulterebbe d a
M g + P F/ Mu ) ;
bisogna eseguire la verifica d ella limitazio n e d el la larghezza
. di fessurazione (vedi in proposito ( 1

e)

);

i valori teorici d ella tension e d 'ad erenza ammissibile

T1

a m vanno

introd o t ti piu piccoli che sotto un carico statico (vedi ( l a, cap.

Jn (8 1 ) sorio

4.4) ) ;

con tenuti suggerimen ti preziosi per u n caicolo adere nte alla realta
del comportamento portante d elle strutture in e. a. fortemente sollecitat.

7.

7. 1

IL CALCESTRUZZO LEGGERO Pl:!R LE STRUTTURE PORTANTI

Osservzione preliminare - Tipi di calcestruzzo leggero

In quest'opera, p er calcestruzzo si sempre inteso un conglomerato


di struttura compatta, con inerti di pietra naturale (sabbia, ghiaia,

pietrisco) d alla densita apparent e p compresa' tra 2,0 e 2 ,8 t/m3. Si tratta


del cosiddetto calcestruzzo normale. Vi per6 anche un calces tru zzo

pesa nte

con inerti di b arite, magnetite o rottami, p > 2,8 fino a circa

3,8 t/m3 ; viene impiegato come zavorra o come protezione contro

le irradiazioni, solo raramente per le strutture p o rtanti. Infine, vi un

calcestruzzo leggero

secondo D I N 1 048).

(light weight concrete) con p < 2 ,0 t/m3 (= 2,0 kg/dm3,

Il gruppo d ei calcestruzzi leggeri si suddivide fo

1.

Calcestruzzo leggero a struttura com patta con inerti porosi,


con p = 0,8 - 2 ,0 kg/dm3 e (3,,; = 100 - 3 5 0 kg/cm2 (vedi fig. 7. I ).

2.

Calcestru zzo leggero con . grandi pori t r a gli inerti compatti (porosita
i n mucchio), per es. , il cosidgetto calcestruzzo monogranulare, nel
quale un solo gruppo granulometrico, p er es. , 4-8, oppure 8 - 1 2 mm,
risulta incollato con poca malta cementizia (fig. 7 . 2 ). Densita
apparente tra 1 ,0 e 2,0 kg/dm3 con 13w = 25-200 kg/cm2

3.

CalceStruzzo leggero con inerti porosi e struttura pure porosa


(fig. 7 . 3 ) , per es., il calcestruz'.?o di pomice per blocchi da muratura

densita apparenti comprese tra U,7 e 1 ,4 kg/dm3 con 13w da 20 a


100 kg/cm2

4.

Calcestruzzo leggero senza grossi inerti, con malta pastosa a grana fine,
con pori uniformemente distribuiti, in fotm di calcestruzzo cellulare,
fabbricato con reagenti generatori di gas (polvere di alluminio in

reazione con il cemento oppure perossido di idrogeno + cloruro di

.calcio) oppure come cakestruzzo schiumoso fabbricato da schiume


(fig. 7.4). Densita apparenti da 0,4 a 1 ,0 kg/dm3 con f3w = 1 0 - 1 00 kg/cm2

5.

Calcestruzzo leggero con inerti non minerali, co;ne le sfere d i sch,iume


sintetiche, per es. , lo Styropor, il polistirolo, in malta cementizia
.d ensa; densita apparenti da 0,3 a 0,8 kg/dm3 ; resisten ze molto basse.

I calcestruzzi leggeri con resistenze inferiori a f3w= 1 50. kg/cm2 si impiegano ,


per le loro caratteristiche termocoibenti, per le pareti in blocchi da muratu ra
(pieno o forati) (DIN l 0 5 3 con DIN 1 8 1 5 1 e 1 8 1 5 2 (88 a -c) ) oppure co m e

1 26

7.

Il calcestruzzo leggero perle strutture portanti

"'

,..

Fig.

7. 1 :

Calcestruzzo leggero con

Fig. 7 .3 :

CalcestruzzoJeggero con

,......

.;..

Ar
"'"

...

../

.... ..

}.

..

Fig. 7 .2 : C alcestruzzo leggero con

struttura compatta con inerti porosi

inerti porosi e porosita in mucchio

..,.
"

..

roccia compatta e porosita in mucchio

Fig.

7.4:

C alcestruzzo cellulare (a gas)

(Hebel,-,Werke)

gettata. Quanto piu basso il peso, tanto migliore la coibenza termica.


Le pareti portanti in getto di calcestruzzo vanno dimensionate s econdo

DIN 4232. Risulta possibile anche la costruziqne d i case a torre. l'esempio


piu antico il grattacielo Max-Kade , la Casa dello Studente, Stocarda.

1 949, pareti poanti con spessore di 37

cm all'esterno, di 25 cm all'interno,

in getto di calcestruzzo con inerte monogranulare in laterizio frantumato ,


densita apparente 1,6- 1 ,2 kg/dm3 e f3w= 100-30 kg/cm2 in d iminuzione
dal basso verso l'alto. 'fra questi calcestruzzi leggeri si impiegano solo il

calcestruzzo espanso a gas (per es. , Siporex, Ytong, Heb el) e il calcestruzzo

di pomice con p > 0,8 kg/dni. 3 e

f3 w ;;;,. 1 00 kg/cm2

anche per elementi portanti

sollecitati a flessione (piastre d i solaio e di copertura). Vi sono in proposito


delle regolamentazioni speciali nella DIN

4223 e nelle licenze relative.

Trattiamo ora piu diffusamente del calcestruzzo leggero del primo gruppo,
perch pu essere armato o compresso come "calcestruzzo leggero
strutturale", acquistando quindi importanza per le strutture portanti.

7.2
7. 2. 1

Gli inerti e la composizione del calcestruzz.o leggero per le strutture


portanti
Gh inerti porosi

Le rocce naturali porose sono di origine vulcanica, come la pomice e la lava;


la loro resistenza troppo bassa. Sono stati quindi sviluppati degli inerti

porosi sintetici ; o ttenuti in genere con un forte riscaldamento con una


contemporanea " espansione" in forni rotanti di argilla o di scisti, in
composizione e granulometrie particolari ; durante questo processo si

formano i pori, le cavita in terne. I grani espansi 'sono riscaldati fino alla

sinterizzazione del materiale a circa 1 1 00 C, per con ferire all'involucro

esterno la resistenza massima possibile. Si ottengono inerti leggeri (light

.2 Gli inerti e la composizione del calcestruzzo leggero per le strutture portanti

ig. 7 .5 :

Grani d i inerte d i argilla espansa, p e r e s . , Liap o r

127

eight aggregate) in argilia espansa (expanded clay) o scisti espansi (expanled


1ale), che uniscono al peso ridotto una resistenza sufficientemente
levata per la realizzazione di strutture portanti (8 2 )
>al punto di vista storico va rilevato che gli scisti espansi furono fabbricati
er la prima volta n el 1 9 1 7 da S. J. Hayd e in USA (Haydi te). Da qui il
rocesso passato, attraverso la Danimarca, in Europa (verso il 1 940 in
lesia per la costruzione di navi della ditta Dywidag). L'impiego molto
iffuso in USA e in URSS (keramsit). In Germania la produzione ha avuto
iizio nel 1 9 6 6 con i marchi di faqbrica ,Leca, Liapor (fig, 7 . 5 ), Berwilit,
forlit, ecc.
ai inerti leggeri p er il calcestruzzo leggero strutturale d evono possedere
:ra l'altro secondo DIN 4226) le seguenti caratteristiche :
una forma compa,tta, possibilmente sferica con superficie chiusa,
pori piccoli uniformemente suddivisi,
un involucro duro sinterizzato,' quindi resistente alle deformazioni e
alle intemperie,
rigidezza elevata e buona resistenza propria d ei grani.
ueste caratteristiche si ottengono nella necessaria uniformta con la
iacinazione della materia prima, per es. , l'argilla opalina, con l'aggiunta di
na sostanza espansiva, la preformatura sul piatto granulatore nella
ranulometria desiderata e la successiva cottura in forno rotante.
er conseguenza gli inerti sono costosi, il che pregiudica l'economicita del
:i.lcestruzzo leggero.
e caratteristiche d ei diversi prodotti sono differenti. Purtroppo non si ha
ncora alcun controllo qualitativo e una suddivisione in classi, idonei ad
;sere incorporati nelle norme. Per questa ragione, pima di ogni impiego d
.levante entita si richiedono prove di idoneita con campioni di calcestruzzo
:ggero. Risult!no importanti in qt.testo caso le seguenti caratteristiche degli

128

7. Il calcestruzzo leggero per le strutture portanti


..

Dnsitd apparente dei grani Prk :;::;

.m assa

del grano essiccato di inerte.


volUme
secondo la percent le>di pori, essa compresatra 0,7 e 1 ,4 kg/dm3 ; gli inerti
pi l eggeri rton sono idonei per il calcestruzzo per strutture portanti. Nelle
granulometri sotto gli 8 mm , Prk di regola piu elevato che nei grani grossi.
Il tenore di pori risulta compreso tra il 74 e il 45 % .
.

..

La rigidezza dei grani non pu6 essere misurata mediante la deformazione

sul singolo grano. Si calcola quindi il modulo E dinamico mediante la


misura della propagazione degli ultrasuoni. Secondo F. R. Schiltz (82, p.23),
sso dipende pressapoco da Pk e per gli inerti di qualita con granulometrie
da 1 2 a 16 mm ammonta a circa
-

'

E k din :;::; 80.000

P;k (kp/cm2 ) con Pr k .in (kg/dm3)

Anche la resistenza propria dei grani, in pratica la resistenza a compressione,


non pu6 essere misurata sul grano nudo. Si risale ad essa mediante prove
di compressione su cubetti di calcestruzzo, con composizione granulometrica
e resistenza della malta b en definite (82, p.2 5 ), (85 a), DIN 422 6 - tab; 3.
Le resistenze proprie d ei grani risultano molto diverse secondo queste prove
possono risultare per Prk,;, 0,7 kg/dm3 di 1 45 kg/cm2 , con Liapor con Prk = 1 ,4
kg/dm3 di oltre 600 kg/cm2
Assorbinirzto di umiditd. Dato che i pori non. sono 'chiusi in modo assoluto

gli inerti di argilla e scisto espansi assorbono acqua in misura differente,


il che importante da parecchi punti di vista per i calcestruzzi leggeri.

L'assorbimento di umidita determinato in % in p eso secondo (85 a). H.


Weigler raccomanda in (82, p.29) l'indicazione d ell'assorbimento d'acqua in
% di volume (Aw ) secondo l'equazion e
w
. Aw :::: ffi

mt

ove

k
. Pr
-Pw ("'=' 1 ,0)

1 00

m1 =

massa del campione di inerte secco

:mw=

massa del campione di inerte dopo un deposito in acqua di 30 miri.

L'assorbimento d ' acqua A w compreso in questa prova pressapoco tra 5 e 1 5%


d volume, con un deposito pi prolungato aumenta ulteriormente del 60 90% .
Gli inerti per calcestruzzo leggero vanno forniti nei seguenti gruppi
granulometrici :
O-2

7. 2.2

O -4

2-8

-8

8 - 16

1 6 -25

mm

Composizion e e ldvorazione del calcestruzzo leggero

Per la composizione granulometrica si possono impiegare le curve


granulometriche continue secondo la DIN 1 045,. pressapoco la curva B .
I risultati migliori (bassa densita apparente i n rapporto alla resistenza) si
ottengono con numerosi grani grossi 8 - 1 6 mm, oppure 1 6 - 25 mm, con pochi
grani di chiusura (2 - 8 mm) e con malta ad alta resistenza in O - 2 oppure

7.3

Flusso delle forze nel calcestruzzo leggero


4

1 29

mm (quindi con granulometria discontinua), poich i grani grossi

diminuiscono i l peso e la resistenza d ella m alta d eterminante per la resistenza


del calcestruzzo. Dato che gli inerti leggeri <

2 mm aumentano senza necessita

l fabbisogno d 'acqua e diminuiscono la resistenza della malta, m eglio

impiegare una sabbia naturale O

2 mm. Per' una buona lavorazione la q u antita

. di grani farinosi n ecessari maggiore che nel calcestruzzo con inerti di


ghiaia, il dosaggio di cemento d ev'essere per abbondante ed eventualmente
com pl etato da un 'aggiunta di farina fossile o pozzolana. Con il calcestruzzo

leggero armato va osservato u n d osaggio Zmin=


Gli inerti co n

Pr k

<

300 kg/rn3

0,9 kg/dm 3 tendono a galleggiare durante la miscela e

la costipaiione, il che va imp edito con una consisten za asciutta e con


malta grass a ; la consistenza

k3 non risulta q uindhdonea p er il calcestruzzo

leggero. Il fabbisogno d 'acqua dipende d alla capacit d'assotbimento


degli inerti ; questi ultimi vanno ben umidificati prima della miscela. In
mancanza d i questa precauzione il dosaggio dell'acqua va u n poco aum en tato
. affinch durante la lavorazion e la consisten za non diminuisca in m o d o

eccessivo a causa d ell'assorbimento d ell'ac u a n ei pori d e i grani.

.La co n sistenza risulta misurata con m aggior precisione con il grado d i


.costipazione

(secondo DIN

1 04 8 ) c h e con il grado di spandimento.

Risultano id onei alla costipazione i vibratori ad immersione con diametri


dell'ago da

50 a 70 mm e frequenze da 9000 a 1 2000 vibr./min, da


.
20 25 cm (vedi ulteriori d ati in (82, p. 8 2 ) ).

impiegare a distanze di

7 .3

Flusso delle forze nel calcestruzzo leggero


,

..

Il flusso d elle forze n el calcestruzzo legger si diffetenzia fondamentalmente


da q uello nel calcestruzzo normale. Nel calcestruzzo leggero la malta
indurita ha una resistenza maggiore d egli inerti, in quello normale i grani
di ghiaia sdno piu duri della m alta. Nel calcestruzzo normale le forze d i
compressione fluiscono quindi preferibilmente d a grano a grano, nel

calcestruzzo leggero nella malta attorno ai grani. M. Lusche ha illustrato

(83)

questo punto con l'andamen to delle traiettorie d eterminate con i l metodo


: fotoelastico (fig. 7. 6). La curvatura d elle traiettorie di compressione
porta nel calcestruzzo normal e a una trazi o ne trasversale sulle superfici
laterali d ei grani duri, co n il calcestruzzo leggero a una trazione trasversale
nella malta sopra e sotto i grani "cedevoli" e a trazione trasversale nei
grani stessi, che si fessurano sulle superfici d i rottura (fig. 7. 7 ). Questo spiega
anche perch n ei prismi compressi di calcestruzzo le fessurazioni si
verifichino in direzione della compressione. ( In

( 1 a, cap. 2 . 8 . 1 . l )

riprodotta ancora una spiegazione delle "fessurazioni di taglio" che dopo


lo studio di Lusche risulta errata). Le resistenze d e l calcestruzzo leggero
dipend ono quindi essenzialm ente d alla resistenza d ella malta e dalla

_s truttura d ella o ssatura di malta tra gli inerti (chiamata "matrice" da molti
Autori), e in particolare poi d alla for m a dei grani, dalla loro distanza e
dalla loro distribuzione, fattori qu esti che i nfluenzano la capacita portante
dell'ossatura di malta. La resistenza.d ella m alta deve superare d el

40-50%

la resistenza a compressione richiesta per il calcestruzzo leggero. Il diverso


andamento delle tensioni interne porta a caratteristiche differenti
di resistenza che vanno tenute; presenti nel calcestruzzo per opere strutturali
e che ora dobb iamo b revemente illustrare.

1 30

7. Il calcestruzzo leggero per le strutture portanti

Calcestruzzo leggero

Calcestruzzo normal

Fig. 7.6: Curve delle tensioni principali nel modello di un calcestruzzo normale e
di un calcestruzz.o leggero a struttura compatta

Fig. 7.7 : Distribuzione delle tensioni e formazione di microfessurazioni nella zona


di un grano nel modello di calcestruzzo leggero (83 )

7.4

Le .c::lassidel caketruzzo leggero

Il calcestruzzo leggero (qui di seguito abbreviato in LB) suddiviso come


il calcestruzzo normale (NB) in classi di resistenza, e oltre a ci6 anche in

classi di densita apparente. Ambedue i d ati so.no necessari per gli appalti e
per il dimensionamento delle strutture in e.a. leggero. Nella fig. 7.8 sono
. indicate le resistenze a compressione su cubetti i3w 28 ottenibili con una data
densita apparente Pr b (a secco) del calcestruz,zo con inerti leggeri con

diverse resistenze dei grani.


Le d ensita apparenti Prb sono suddivise in classi di 1 ,0 - 1 ,2 - 1 ,4 - 1 ,6 - 1 ,8
e 2,0 kg/dm3 ; la cifr a indica di volta in volta il limite superiore d ella densita
apparente a secco d el calcestruzzo. Per i p esi propri (pesi teorici) su cui
basare i calcoli bisogna prevedere per !:acqua nei pori un'aggiunta d i 0,05

7.4 Le classi del calcestruzzo leggero

131

Densitli apparente dei grani inerte (k!!/dm3 )


0,7

,.....
E
"'

600
B

o
e:

:;:

0,9

1,0
1,1
1,2
1,3
- - -- ---LBn 550

o
"'

:o

0,8

bassa resistenza

...

500

. --,--

media resistenz.a

LBn 4 5 0

alta resistenza

5. t.00
<i

L B n 350

'O

.,
e:
o

-.,

...
o.

300

--- -

LBn 250

200

B n 150

..
N
e:

. .,

.,

LBn 100

100

1,0

\1

- - - -- - - - 1,2

\3

1,1.

1,5

1,5

1 ,7

1,3

Densita apparente del calcestruzzo (kg/m3)

Fig. 7 . 8 : Correlazione tra la densita apparente dei grani - la densita apparente del
calcestruzzo e-la resistenza a compressione del provino cubico dei calce
struzzi leggeri a struttura compatta (sec. H. Weigler)
kg/dm3 , per l'armatura un'ulteriore aggiunt a di 0,07 fino a circa 0, 1 5, di
regola 0,10 kg/dm3
L e classi d i resistenza per il e . a . leggero sono L Bn 1 00 - 1 50 - 2 5 0 - 3 5 0

- 4 5 0 , determinate mediante t3 w 2s ; come nel caso del NB, l a resistenza d


serie '3ws (valori medi) deve superare di 50 kg/cm2 la resistenza nominale '3wN
LBn 4 5 0 e LBn 5 50 , ottenibile p er es. , con Liapor 8, hanno bisogno di una
licenza delle autorita d_i vigilanza.

Nel calcestruzzo leggero la resistenza a compressione del provino prismatico


sta pressapoco nello stesso rapporto con la resistenza a compressione d el
saggio cubico com e con il calcestruzzo normale (t3p "' 0,85 t3w ). La resistenza
a lunga durata del calcestruzzo leggero pu6 scendere per6 al 70-7 5 % della
resistenza a breve durata, (invece che a11'80% come nel caso del calcestruzzo
normale) a causa d egli spostamenti delle forze interne dovuti alla deformazione
viscosa d ella malta cementizia. Questa caratteristica non stata per
ulteriormente considerata nella determinazione della resistenza nominale.

7 .5

7. 5. I

Divergenze essenziali tra

l e .caratteristiche. del calcestruzzo leggero e

q e lle del calesttuzzo normale

R esistenza a trazion e

L e resistenze a flesso-trazione e a trazione-taglio del calcestruzzo leggero


hanno una d,ispersione maggiore di quelle del calcestruzzo normale, poich

1 32

7. Il calcestruzzo leggero per le strntture portanti


dipendono fortmente dalla resistenza propria dei grani e dalla loro forma.

Nelle classi di resistenza inferiori, fino a circa LBn 2 5 0 , esse son o in media

piu elevate di quelle del calcestruzzo normale, mentre in quelle superiori

sono piu basse, poich al di sopra di f3w = 350 kg/cm2 risulta determinante la .
.resistenza a trazione dei grani stessi. La seguente relazione si ritrova
pressapoco nella terza parte inferiore del campo di dispersione :

f3s p Z

;::::;:

0, 5

3;z

(7. 1 )

e corrisponde quindi a i dati d i ( 1 a) per i l calcestruzzo normale. I n parecchie

. prove con basfa resistenza propria d ei grani la resistenza a trazione .e taglio

risultata inferiore

7.5: 2

del 20-30% rispetto a quella del calcestruzzo normale.

'
'
R esistenza sotto un carico su un area parziale

Alcune prove di Monaco (82, p. 1 50 ) hanno dimostrato che la bassa resistenza

propria aei grani di inerte leggero diminuisce la capacita portante sotto

carico su un'area parziale rispetto a quella d el calcestruzzo normale.

La pressione a rottura Pu sotto l'area centrale di carico F1 sul prisma di area F

aumenta solo di
2

/F
p;-

iff ,

e non come nel caso del calcestruzzo normale di

(vedi cap. 3 . 5 ).

La pressione ammissibile d el carico va quindi prevista in

-
21

. 3V/ _E_
F 1 .;;; {3 R
,
({3R secondo DIN 1 045 come per il calcestruzzo
P am

un carico su un'area

{7. 2)

parzia]e lo abbiamo anche nel

normale)

caso di un carico lineare,

com e si verifica all'ancoraggio delle barre d ' armatura con ganci o cappi.

Le prove hanno per dimostrato con sorpresa che si avevano valori migliori

per il calcestruzzo leggero rispetto a quello normale, per cui non vi alcun

motivo di variare i raggi di curvatura delle armature. La distanza dal bordo


dei ganci o cappi va scelta per un p o co m aggiore rispetto al calcestruzzo

normale, a causa della minore resistenza a trazione e taglio del calcestruzzo


leggero.

7. 5. 3 R esistenza per aderenza


Le prove di estrazione con barre nervate <P

12

e <P 26 hanno dimostrato che

la forza di trazione che porta a uno slittamento di 0,0 1 e di O, 1 mm quasi


doppia nel calcestruzzo leggero rispetto ai calcestruzzo normale. Nelle barre

<P 12 mm l'aumento maggiore che nelle barre

<P 26 mm,

poich con i piccoli

diametri la sollecitazione di aderenza e taglio si ritrova completamente

nel campo della malta., mentre con i diametri maggiori gli inerti leggeri meno
duri si ingranano entro i "d enti di calcestruzzo" tra l e n ervature d'acciaio

e diminuiscono la resistenz al taglio. La causa di questa maggiore resistenza

7 .5

Divergenze essenziali tra le caratteristiche del calcestruzzo leggero e quelle del calcestruzzo normale

1 33

per ad erenza si ritrova nel fatto che con uguale resistenza a compressio ne
'
del calcestruzzo normale e di quello leggero, in quest'ultimo si ha u na
resistenza d e ll a malta'notevolmente superiore.
Se per6 sotto un'azione di taglio l'aderenza risulta intaccata, con una
compressione in direzione trasversale alla b arra o in d irezione della barra
stessa l'effettoi di trazione trasversale d escritto a 7 . 3 pu6 aumentare

il pericolo di taglio e intaccare l'aderenza. Nella zona delle tensioni elevate

di aderenza su b arre con <f> > 1 8 mm va quindi raccomandata una sufficient e

armatura trasversale. La buona resistenza p e r aderenza permette

un ancoraggio per aderenza sul b anco d i tensfone, dell'acciaio d a c.a.p.


come nel caso del calcestruzzo normale. Essa si ripercuote anche sul
com p or t am ento alle fessurazioni, sulla distanza e sulla larghezza d elle
fessurazioni stesse, ecc.

7. 5.4

Defo rmazioni, a - e , modulo E con carichi d i breve durata

Le curve tensione-deformazione per la sollecitazione a compressione d i

breve durata s u prismi (durata d i carico circa 1 O min fino al raggiungimento


della r o ttura) J;ianno con la stessa classe di resistenza con il calcestruzzo
leggero, un andamento piu piatto e prolungato rispetto al calcestruzzo

normale, l'allungamento a rottura maggiore con max eb ;:?; 2,5 /00

30 % (fig. 7 . 9 ).

del 20-

La minore completezza della distribuzione delle tensioni nella zona

compressa risulta quindi quasi compensata d a un maggor valore di max eb .

ci6 risultato

d alle prove di breve durata su travi a soletta n ell' OGI di

Stoccarda.

Il modulo E (secondo DIN 1 04 8 per

ab

3f3p )

non dipend e solo d alla

resistenza a compressione, m a anche d alla densita apparente d el calcestruzzo

G'D/ p

J.0

I
'I

Fig.

7 .9 :

Curve a - e misurate di un calcestruzz normale Bn 250 crt Ptr = 2 , 1 5 kg/drn3 e

di un calcestruzzo leggero LBn250 (inerte di argilla espansa) con Ptr == 1 ,3 kg/dm3

134

7.

Il calcestruzzo leggero per l e strutture portanti

Prb e dal tipo di inerte (argilla espansa, scisto espanso, ecc.). H. Weigler
(82 , p. 1 02) presenta le seguenti formule :

Per il calcestruzzo di argilla espansa :


(kg/cm2 )

(7.3)

Per. il calcestruzzo di scisti espansi :

con

EB

85 .300

2 380

Jp;b f3w

Prb (in kg/dm3 ) e f3w (in kg/cm2 ) a 28 giorni, essiccati all'aria.

L'aggiunta di sabbia naturale considerata mediante Pr b maggiorato. La


di$persione va prevista in 1 0% . I m oduli E riportati nelle Direttive (84 ),
in funzione unicamente della classe di densita apparente, sono valori
stimati approssimativi. Si consiglia quindi, nelle Direttive, e nel caso d i
costruzioni staticamente indeterminate in calcestruzzo normale e leggero
va richiesta assolutamente, la determinazione sperimentale del modulo E.
I moduli E del .calcestruzzo leggero, notevolmente piu bassi rispetto
al calcestruzzo normale, in genere hanno un influsso favorevole .. Tutte
le componenti di sollecitazion coatta risultano minori, le strutture
portanti tendono meno alle fessurazioni dovute a coazione. Le inflessioni
ingrandiscono di poco, poich l'altezza d ella zona flesso-compressa
maggiore, e quindi la deformazione al b ordo
e conseguentemente
la curvatura, sono minorL

eb ,

7. 5. 5 R igonfiamen to, ritiro, deformaz io n e viscosa

L'acqua contenuta nei pori dei grani provoca un post-trattament a umido .


della malta nell'interno del calcestruzzo leggero, il che in caso di
un essiccamento impedito, per es., con la. verniciatura con Antisol, nei

g -0,2 4 Cedimento umidita

(massa %)
o

E
_, .. ,
"'"4

:::r-I

11\'-Gt;,.li..- -...- - _
---+-,------r----;

\O '\l.

_.,..

Q.

Stagionatura del calcestruzzo

Variazione longitudinale e

Fig.

7 . 1 O : Rigonfiamento con ritiro di cilindri non caricati in calcestruzzo leggero


(con inerti di argilla espansa) (82)

7.5

Divergenze essenziali tra le caratteristiche del calcestruzzo leggero e quelle del calcestruzzo normale

1 35

primi 1 00 -300 giorni co n deposito all'aria a 20 C e 60 % di u. r. a. , porta


dapprima a un rigonfiamento del calcestruzzo fino a circa e5 = + 10 1 0- s
(fig. 7 . 1 0 ). Con u n avvolgimento a tenuta d i vapore il calcestruzzo s i gonfia
per anni fino a e5 = + 3 5 1 0- s . Bisogna prevedere questo rigonfiamento
nell'interno di strutture in calcestruzzo di grande spessore, e soprattutto
in clima umido. Le misure di ritiro finale rimangono inferiori con
500= - 25 1 0- s fino a - 30 1 0 - 5 , rispetto a quelle di prismi selilza
essiccamento impedito, in cui si raggiungono valori di e5 oo = - 35 fino a
- 40 1 0-5 La forte diminuzione del grado di ritiro finale ammessa p er il
calcestruzzo normale con l fattore k2 in funzione della durata del trattamento
a umido e dello spessore dw d ei corpi, non quindi ammissibile con il
calcestruzzo lggero. La fig. 7. 1 1 presenta l'andamento nel tempo del ritiro
del calcestruzzo leggero a confronto con quello di un.calcestruzzo normale
. equivalente.

1 00

"'
...
::I
-
E
"'
==
.,

80

'O

<?.
.s

60

2
-;:; e:
'O "'

t.0

:E...

o
....
"'
e:
., o
.!:I
E .-:::
"'
'O ...
e: O)
<: 'O

Fig.

20

lt.

28

56 90

1 80

360

720

giornf

Stagionatura del calcestruzzo

Confronto dell'andamento nel tempo del.ritiro del calcestruzzo leggero

7. 1 1 :

e di quello normale

O/.
.--.. 0,3

"'

llJ
o

13

0,2

I
I
I

0,1

Z : t.. 0 0 k g t m

I
I

I
I
o

Fig.

7. 1 2 :

100

200

3 00

1. 00

s oo

600

700

800

Andamento degli accorciamenti d a ritiro del calcestruzzo normale e di quello


leggero con inerti di scisti espansi
cemento .Z

di argilla espansa con ugual dosaggio di

400 kg/m3 , cemento portland PZ 375 (82)

Con sezioni trasversali ridotte e inerti p o co b agnati il rigonfiamento


piccolo e il ritiro ha una curva simile a quella d el calcestruzzo normale ;
con uguale tenore di cemento rimane per6 un poco minore per gli scisti

1 36

7. n calcestruzzo leggero per le strutti.Ire portanti


fig. 7. 1 2 ). Le misure d el ritiro finale hanno l!na dispersione maggiore che

con il calcestruzzo normale.

:La forma delle curve di deformazione viscosa nel calcestruzzo leggero

quasi uguale a quella del calcestruzzo normale (fig. 7 . 1 3 ) . La misura di

deformazione viscosa ak = ek / a 0 (i n 1 0 - 6 cm2 /kg) nel calcestruzzo


leggero d ipende meno dalla stagionatura (grado di maturazione) all'inizio
del carico rispetto al calcestruzzo normale, poich l'acqua nei pori dei

grani agisce da post-trattamento. Con una protezione totale contro

l'essiccamento, la misura della deformazione viscosa finale risulta per

inferiore di solo il 20 % circa rispetto a un deposito all'aria non protetto


con - 60 % u. r. a.

li grado di defotmaziohe viscosa finale 00 per $w con il calcestruzzo


leggero, un poco minore fino a quasi uguale rispetto al calcestruzzo

normale, quind i non maggiore, pressapoco nel rapporto inverso d ei


moduli E, EN a / EL a . Ci significa che gli indici di deformazion e viscosa
<P

Eei

sono minori nel calcestruzzo leggero rispetto al calcestruzzo

normale, e precisamente quasi nel rapporto dei moduli E, poich

.
Per i cal Ol della deformazione viscosa con <P bisogna quindi utilizzare
con il calcestruzzo leggero un indice di d eform azione viscosa ridotto

EL B
<PNB
'PLB = -EN B

(7.4)

con = 0,7 + 1 ,0 e con un NB corrispondente a un f3w l.lguale ; nelle


Direttive (84) viene invece indicato = 1 ,2.
9
8

8..
"'
o
"

0-====j

- - - - - - - 2-- - w : 6 3 S kp/cm

1,3 5

1,70

--+-+---<-- -----

I.

10

12

1 1..

Durata del carico

\6

18

20

22

2 1.

mesi

'

Fig. 7.1 3 :

Andamento della' deformazione viscosa del calcestruzzo leggero


espresso c o n il grado d i deformazione viscosa
Stagionatura all'inizio d el carico 28 giorni

ak= ek/a0

(82)

e normaJ e ,

con a 0

= 1 /3 f3w

7.5

Divergenze essenziali tra le caratteristiche del alcesttuz2:6 leggero e quelle del calcestruzzo normale

1 37

.Le deformazioni viscose del calcestruzzo leggero sono 'elevate, soprattutto


nei campioni sottoposti prematuramente al carico. Se le deformazioni
viscose sono svantaggiose, si d vrebbe quindi applicare il carico
al calcestruzzo leggero solo ad un grado di maturazione avanzat a . L'umidita
propria dei grani di inerte fa s che l'influsso dello spessore efficace del
. corpo dw sia minore che nel calcestruzzo normale.

7. 5. 6

Comportamen to al calore del calcestruzzo leggero

L'indice di dlatazione termica o:1 del calcestruzzo leggero si ritrova, con un


basso tenore di umidita, tra 8 + 1 0 1 0 - 6 / C ; esso diminuisce fino a 6 , 5 1 0- 6 /
C . L'indic di conduzione termica del calcestruzzo leggero dipende
fortemente d alla densita apparente e dal tenore di umidita; nei decreti
complementari della DIN 4 1 0 8 i valori teorici sono riportati in funzione
della classe di densita apparente.
L'indice di conduzione termica risulta gia, con Pr6 = 1 ,4 kg/dm3 e uri'umidita
di compensazione (circa 5 % di volume) con ""' 0,5 + 0,6 kcal/mh C,
inferiore ad 1 /3 del valore del calcestruzzo normale con ghiaia fluviale con
p = 2,2 t/m3 (NB = 1 ,7 5 kcal/ mh 0C). Da ci6 risulta la forte riduzione della
conduzione termica a causa, degli inerti leggeri, che si ripercuote positivamente
sulla resistenza al fuoco, per es., nella protezione delle armature contro un
rapido surriscaldamento. La fig. 7 . 1 4 presenta il .forte influsso negativo
dell'umidita, in base alla resistenza al passaggio di calore 1 / di una parete
con 1 m di spessore, per calcestruzzi leggeri con P.rb,tr "' 1 , 45 kg/dm3 ; qui
va osservato che un'umidita di circa il 5 % di volume, quale umidita di
compensazione, praticamente inevitabile nel clima esterno.
'='
o
u
:.::
u
.
J::.

..,
r<

:::

2,1.
2,2

2,0
Calcestruzzo
leggero
3
t r = I.' 5 k g I d m

......,_+""'o,L.-J

"'

.9
O)
....
O)
"'

0,8 +--+---+--+---+---1---+---4
0,6

E 0 ,1.

.;;;

O)

O, 2

"---+---+---t--+---<
o
5
10 15 20 25 3 0 35 4 0
Tenore d i umidita

Fg. 7. 1 4 :

[ Voi. lo ]

Resistenza al passaggio di calore

1/ riferta allo spesfore

1 per calcestruzzo

con inerti di ghiaia fluviale e con inerti leggeri (Prb = 1 ,45 kg/dm 3 )
i n funzione del tenore di umidita i n % di volume (82)

138

7.

I l calcestruzzo leggero per l e strutture portanti

o
II
I..
...
::i

f,,

c.

E
s

..
N
e::
.,
...

40

30

20

....
o

I L i apor ,.
Berwi l i t

10

12

10

Stagi9natura del alcestruzzo


Fig.

7.1 5 :

Sviluppo della differenza di temperatura con l'aria esterna T0

16 d
-

20 C

a causa dell'idratazione nel nucleo e alla superficie di settori di piastra


spessore

1 m in alcestruzzo normale

leggero

(82)

Naturalmente la bassa conduttivita termica fa s che il calore d'idratazione


che si forma alla presa del cemento defluisca piu lentamente che nel
calcestruzzo normale; nelle strutture di rilevante spessore si producon
quindi temperature e tensioni proprie da temperatura piu elevate (fig. 7. 1 5 ).
Con il calcestruzzo leggero si dovrebbero quindi proteggere le superfici
esterne contro il raJfreddamento e non impiegare cementi F ad alta
resistenza iniziale se lo spessore delle strutture supera i 60 -o- 80 cm.

7.5. 7 Pro tezione dell'armatura con tro la corrosion e

L a malta d e l calcestruzzo leggero, a d alto teno1 t; d i cemento e ad alta


resistenza, agisce favorevolmente sulla protezione delle armature contro la
corrosione, se lo strato di calcestruzzo di copertura delle barre risult
efficacemente costipato. Purtroppo, la maggior parte degli inerti leggeri
oppone poca resistenza alla diffusione del gas, per cui l'anidride carbonica
pu6 penetrare fino alla pellicola di cemento sulla barra, se il grano o ccupa
quasi interamente lo spessore dello strato di copertura. L'effetto protettivo
basico della pasta cementizia pu6 andare quindi perduto per carbonatizzazione
e pu6 v erificarsi la corrosione dell'acciaio. Per questa ragione la necessaria
copertura in calcestruzzo delle barre d'armatura viene aumentata di regola
di 5 mm oitre il diametro dei grano massimo d'inerte (vedi tab. 3 in (84) ).

7.6

Conseguenze per il dimensionamento del calcestruzzo leggero armato


(e.a. leggero , c.a.p. leggero )

Le caratteristiche di resistenza del calcestruzzo leggero divergenti da .quelle del


calcestruzzo normale richiedono regole speciali di dimensionamento, che
sono. .esposte nelle "Direttive per iLcglcestruzzo leggero semplice e armato a

7. 6 . Conseguenze per il dimensionamento del calcestruzzo leggero armato

1 39

;: truttura chiusa", edizione gi ugno 1 973 (84). Queste direttive vanno


di regola osservate nella progettazione delle strutture portanti in
calcestruzzo leggero . .Le eccezioni richiedono la licenza elle Autorita di
Vigilanza.
Vanno sottolineate le seguenti particolarita !
Per le strutture portanti vanno impiegate solo l e classi di resistenza
L Bn ;;. 1 50, L Bn I 00 ammesso per le pareti portanti armate . Per le
pareti non armate si pu impiegare anche L Bn < I 00 secondo D IN 4232.
Per l'armatura si possono impiegare solo gli acciai nervati da e.a. fino al
r/> 22 mm e le reti saldate in b arre profilate o nervate secondo D IN 488.
La copertura in calcestruzzo dell'armatura va regolata in base al diametro
delle b arre e ai diametri massimi dei grani secondo le condizioni
ambientali e al tipo di struttura portante.
I moduli dell'elasticita sono indicati indipendentemente dal tipo degli inerti
e d alla classe di resistenza (vedi par. 7.5.4). L'impiego di valori piu precisi,
opportunamente stabiliti con una prova di idoneita, raccomandabile
nel caso che le deformazioni o la coazione abbiano un ruolo fondmentale.
In base a studi recenti (86) le indicazioni delle Direttive sul ritiro e sulla
deformazione viscosa si discostano in parte fondamentalmente d al
comportamento reale. In particolare la deformazion e viscosa vi risulta
fortemente soprawalutata (fino a circa il 40 % ). Se quindi il ritiro e
la deformazione viscosa hanno un'importanza fondamentale per la
costruzione (per es., con il c. a.p. leggero), vanno raccomndate ricerche piu
precise facendo ricorso a nuovi risultati della ricerca. Va tenuto presente
che per quanto riguarda l'andamento nel tempo del ritiro e della deformazione
viscosa, in b ase ai dati del par. 7. 5. 5 non si pu assumere in ogni caso
un'affinita come con il calcestruzzo normale.

Per la suddivisione delle tensioni nella zona compressa, il dimensionamento


a flessione si b asa sul diagramma a e con una parabola quadratica secondo
la fig. 7. 1 6, in cui si ha max eb = - 2 ,0 /00 e m ax ab = i3R . In tal modo
-

lo sfruttamento della zona flesso-compressa risulta limitato. Per poter


impiegare ciononostante le tabelle .di dimensionamento del fase. 220 del
DAfStb, si consente l'utilizzazione per le sezioni trasversali con zona
compressa rettangolare del diagramma parabola-rettangolo della distribuzione
delle tensioni riportato nella DIN 1 045 ( 1 a, fig. 7.3), se il valore al vertice
{3R o la larghezza b della zona compressa del calcestruzzo viene diminuita pr
il fattore a . Si ha in questo caso :
a = 1 ,0 - e/d > 0,8

(7.5)

Anche per le sezioni trasversali delle travi a soletta con b/b0 > 5 e d/h 0,22
si possono applicare le note formule approssimative, se al posto di i3R si
introduce il yaJore ridotto a i3 R .
In base a nuovi risultati di ricerca, E. Grasser, Monaco (Giornata del
Calcestruzz o 1 9 7 5) propone di calcolare, unitariamente p er flessione e per
flessione con compressione assiale, co n il diagramma parabola-rettangolo del
calcestruzzo normale, pero con a = 0,9.

1 40

7.

Il calcestruzzo leggero per le strutture portanti

Nel dimensionamento cori forza di taglio e torsione, Ie r011 am sono


ridotte all'80 % dei valori per il cal cestruzzo normale secondo la tabella 1 4
della DIN 1 045, poich nelle piastre senza armatura di taglio la minor
resistenza della dentatura dei grani diminuisce la capacita portante al taglio ;
in questo caso si pu non e ffettuare la diminuzione per d > 20 cm con k1
e rispett. kz .
Nelle strutture portanti' con armatura di taglio si constatto nelle prove di
Stoccarda come la minor rigidezza delle diagonali compresse (basso
! )
porti a una solleitzione maggiorata del 5 + 1 O % dell'armatura di taglio.
Un au!Uento del 1 O % del Fes necessario rispetto all'armatura ammissibile
secondo DIN 1 045 sarebbe quindi risultato sufficiente.

EL B

Le Direttive prevedono un aumento d el 1 5 % della sezione trasversale


dell'armatura di taglio con un assorbimento diminuito del taglio, e una
diminuzione della r0 1 2 come nelle piastre senza armatura di taglio. I limiti
superiori di tensione di taglio r0 3 , che dipendono dalla resistenza a
compressione del calcestruzzo nelle diagonali compresse, valgono immutati
come nel caso del calcestruzzo normale.

Gb

___ ___ _

I
I
I
I

I
I
I

I
E b
2,0 [1]

Fig. 7 . 1 6 :

_
1---
S/. __
/

I
I

I
I
I
I
I
I

'V'a.R

I
I
I
I
I
I
I

. .....w..1-W.-'-J.-J...J-J..J...J...._'-'-'.._..._,__.._._,,_._.._._E b
2
3,5 [ 1 ]

Distribuzioni delle tensioni nella zona compressa su cui basare


il dimensionamento a flessione delle sezioni trasversali in calcestruzzo
leggero. A sinistra: Direttiva 1 9 73 (84). A destra: per un utilizzo
. di Tabelle di dimensionamento con zona compressa rettangolare del
calcestruzzo e Direttiva 1 9 7 5

Il dimensionamento delle membrature compresse uguale come con il


calcestruzzo normale, fino a quanqo non sussista un pericolo d'inflessione
per carico di punta. In quest'ultimo caso va tenuto presente l'effetto
sfavorevole del modulo E piu basso ; per questa ragione la snellza massima
risulta attualmente limitata a 70 . I carichi ammissibili secondo DIN /
1 047, par. 1 7.4.3, vanno ridotti - con alcune eccezioni - con il coefficiente

T/ ""

(-

+ -)

( 1 , 2 - 0,2 --) 1 ,0 in cui e l'eccentricita massima

70
d
6
prevista dal progetto nella terza parte m ediana della lunghezza d 'inflessione,
.Le eccezioni, con cui non si rihiede l'applicazione del coefficiente di
diminuzione ri , si riferiscono a szioni trasversali con zona compressa
rettangolare, in cui si sia impiegato p er il dimensionamento il diagramma
d elle tensioni parabola-rettangolo con la riduzione del valore al vertice a
. o: f3 R . Nell'equazione per o: va per6 introdotta, invece di e , l'eccentricita
maggiorata e + f (vedi ( 1 a, par. 1 O. 5 . 3 ) ).

L'influsso di un'armatur elicoidale, che '.i ncrementa il carco ultimo, non pu


essere introdtto nel calcolo con i piI Jstri in calcestruzzo leggero. Per quanto

7. 7 L'economicita delle strutture portanti in calcestruzzo leggero

141

riguarda il carico su un'area parziale vedi l par. 7 . 5 . 2.


Con le inflessioni sotto il carico di servizio vanno tenuti presenti i m oduli E
effettivi. Le travi in calcestruzzo leggero n o n vann o dimensionate tanto
snelle come nel caso del calcestruzzo normale, se l'inflessione influenza la
idoneita all'uso.
Le tensioni ammissibili di aderenza, le lunghezze d'ancoraggio e di
sovrapposizione nelle giunzioni sono equiparate a quelle del calcestruzzo
normale secondo la DIN 1 045. Solo con le reti d 'armatura saldate vanno
osservate alcune divergenze.
Non vi ancora alcuna regola di validita generale per il dimension amento
e l'impiego oel c. a.p. leggero. Prima della progettazion e delle strutture
precompresse in calcestruzzo leggero l'ingegnere progettista deve
familarizzarsi con le piu recenti conclusioni della ricerca e richiedere
la licenza delle autorita di vigilanza.

7. 7

L'economicita delle strutture portanti in calcestruzzo leggero

Gli inerti leggeri e la lavor;:izione del calcestruzzo leggero sono p iu costosi


che nel caso del calcestruzzo normale. Questi maggiori costi possono
essere compensati con i risparmi derivanti dal minor peso e dalla bas<>a
conduttivita termica. Il peso minore porta dei risparmi in acciaio d'armatura
nella sezione trasversale di membrature d'appoggio e nelle dimensioni
d elle fondazioni, il che si ripercuote favorevolmente, soprattutto con le
grandi luci , le costruzioni alte e un terreno difficile. II ridotto peso proprio
pu essere vantaggioso anche per i prefabbricati, poich con una
determinata portata dei veicoli e delle gru si possono mettere in opera
unita maggiori, come capriate o travi di ponte. L'isolamento termico d el
calcestruzzo leggero consente dei risparmi negli edifici residenziali
per la protezione termica e contro le intemperie (per es. , pareti portanti
i11 L Bn 1 00 della classe di densita apparente I ,O senza un ulteriore
rivestimento esterno ) e nella protezione contro il fuoco.
In Germania finora l'economicita raramente stata conseguita; i volumi
della produzione di inerti leggeri sono ancora ridotti ; le distanze di trasporto
spesso sono rilevanti ; alcune restrizioni dell e Direttive rincarano
inutilm ente le strutture portanti.

7. 8

impieghi

Negli USA sono stati realizzati numerosi grandi edifici e molte costruzioni
prefabbricate in calcestruzzo leggero, soprattutto in quei casi in cui non si
dispone di ghiaia e pietrisco in sito, che vanno quin di trasportati da grandi
distanze. Dal pun to di vista tecnico, le strutture portanti in calcestruzzo
leggero con i grandi prefabbricati degli edifici residenziali e industriali,
e soprattutto nei po nti in c. a.p., Sono spesso vantaggiose e affascinanti per
l'ingegnere.

1 42

7.

Il calcestruzzo leggero per le strutture portanti

Alcune grandi applicazioni sono :


Il primo viadotto in c. .a.p. leggero in Europa : 1 9 67 presso Gittelde
.
= 1 2,5
1 5, 1 1 2,5 m ) ;

(.Q

Ponte pedonale su un braccio del Reno presso Schierstein,


Viadotto sul lago FUhling presso Colonia,

1 3 6 m;

3 viadotti sul canale Maas--- W aal, campata centrale con 105


leggero con Q = 1 1 2 m ;

Capriate dello stadio d i pattinaggio i n Augsburg,

::;:;

96,4 m ;

in calcestruzzo

62 m;

Capannone d i manutenzione .dei Jumbo, aeroporto di Francoforte,


copertura ospesa con Q
1 3 5 m.
=

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in :

1974

F e s tl e g e n von B e r e chnun g s l a s t e n und Kombinati o n s r e g e lff.

S i c h e r h e i t von Betonbaute n , A r b e i t s tagun g , Be rlin

W i e s b a d e n , D e u t s c h . Beton - V e r e i n ,
R o s , M. :

80

1973

D i e m a t e ri a lt e chni s c hen G rundlagen und P r o b l e m P d e s E i s e nb e tons i m


Hinbli c k auf d i e z u ki.infti ge G e s taltung d e r Stahlb e to n - B a u w ei s e .
Be r i c h t N r .

S ta n g e nb e r g , F . :

81

1 6 2 , E MPA - Z u r i c h , 1 9 5 0

B e r e chnun g von Stahlbetonbauteilen flir dynam i s c h e B e a n s p r uchun g e n

b i s zur Tra gfahigke its gr e n z e .


K o n s trukti v e r Ingenieurba u - B e r i chte , H .

82

W e i gl e r , H . ;

83

Wis c1e r s , G . ;

Ka r l , S . :

1 6 , E s s en , Vulkan - Ve rlag, 1 9 7 3

Stahll e i c htbeton - H e r s teUun g , E i ge n s c hafte n , A u s ftihrung.

Bauve rlag, W i e s baden,


L u s c h e , M. :

1972

E influll d e r inn e r e n Spannun gs ve rte ilung a uf d a s Tr a g-

ve rhalte n von dru c kbeanspruchtem N o r mal - u n d L e i chtbeton.


b e to n

22 ( 1 9 7 2 ) , H . 8 , S . 343 - 3 4 7 ; H . 9 , S. 3 9 7 - 4 0 3

R i c ht l i n i e n ftir L e i chtbeton und Sta.hl l e i chtbeton mit g e s c.hlo s s en e m G e

84

fiige ( F a s s u n g

:} 9 7 3 )

DAfStb. - So n d e r h e f t , Be uth - V e r t ri e b , B e rlin,

1973

M e r kblatt I ftir L e i c htbeton und,Stahlle i chtbeton m i t ge s ch lo s s e n e m G e

85 a

fti g e :

B etonprufun g zur Ub e r w a c hung d e r L e i chtzu s chla gh e r s t e llung

( F a s s g.
b e to n

1 9 74)
2 4 ( 1 9 74 ) , H . 7 , S . 2 6 5 - 2 6 7

M e r kblatt II fUr L e ichtbeton und Stahlle i c htbeton m i t g e s c hlo s s e n e m G e

ftige :
beton

Z u s a mm e n s e tzung und E i gnun g s p ru fung ( F a s s g.

1 9 74)
2 4 ( 1 9 74 ) , H . 7 , S . 2 6 8 2 6 9 ; H . 8 , S . 2 9 7 - 2 9 9

M e r kb latt III fUr L e i c ht b e to n un d Stahll e i chtbeton m i t g e s ch lo s s en e m

G e fU g e :
b e to n
W e i gl e r , H. :

86

H e r s t e ll e n und V e r a r b e itn ( Fa s s g.

L e i c ht - , Stahll e i c h t - und Spannl e i chtbeton:


b e tonfe rti gteilfo rum

( 1 9 74 ) , N r . 8, S . 3

Manu e l L e i ghtw e i ght C on c r e te ( Se c . D r a ft

87

C E B Bull. N o .

88 a
b
e

1 9 74)

2 4 ( 1 9 74 ) , H . 8 , S . 2 9 9 - 3 0 2
9
1 9 72)

8 5 , Pari s , 1 9 7 2
1 0 5 3 (E 1 9 7 3 ) Maue r w e r k ; B e r e c hnung un d A u s fUhrung
D I N 1 8 1 5 1 ( E 1 9 7 3 ) Hohlblo c k s t e i n e a u s L e i chtbeton
D I N 1 8 1 5 2 ( 1 9 7 1 ) Vo lls t e in e aus L e i chtbeton
DIN