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Et Regia

Con il termine di et regia nella storia di Roma si fa riferimento al periodo precedente l'istituzione della
Repubblica, durante il quale Roma fu retta da un sistema monarchico. Nulla di certo si sa su questo
periodo, poich le fonti che ne parlano sono di parecchi secoli successivi (repubblicana e imperiale) e
hanno un taglio leggendario. Secondo la tradizione, i re furono sette e gli estremi cronologici di questo
periodo sono il 753 a.C., anno della fondazione di Roma, e il 509 a.C., quando fu detronizzato
Tarquinio il Superbo e instaurata la Repubblica.
il rex era, nella Roma arcaica, il supremo magistrato, eletto - ad esclusione di Romolo, re in virt di
fondatore della citt - dai patres, i capifamiglia delle gentes originarie, per reggere e governare la citt.
Non esistono riferimenti riguardanti un principio ereditario nell'elezione dei primi quattro re (latini),
mentre per i successivi tre re (etruschi) fu stabilito un principio di discendenza matrilineare. Di
conseguenza gli storici antichi ritennero che i re fossero scelti tenendo conto delle loro virt.
I primi quattro re della tradizione romana (Romolo, Numa Pompilio,[7] Tullo Ostilio[8] e Anco
Marzio[9]), di origine latina e sabina, coprono un periodo di 137 anni nel corso dei quali viene posta la
nascita della citt e di molte delle sue usanze/istituzioni.
Secondo la tradizione, Romolo fu il primo re di Roma e il fondatore eponimo della citt.[10][11][12]
Di origini latine, figlio del dio Marte e di Rea Silvia,[12][13] figlia di Numitore,[14] re di Alba Longa,
secondo la tradizione fond Roma,[15] tracciandone il confine sacro, il pomerio, il 21 aprile 753 a.C.
[16] In tale occasione uccise il fratello gemello Remo, reo di aver varcato in armi il sacro confine.[16]
[17] Una volta costruita la citt sul colle Palatino, egli invit criminali, schiavi fuggiti, esiliati e altri
reietti a unirsi a lui con la promessa del diritto d'asilo. Cos facendo Romolo popol Roma, rapendo le
donne ai vicini Sabini della citt di Cures, cos da dare mogli ai suoi uomini (vedi ratto delle sabine e
Tarpea).[18] Ci provoc una guerra tra questi due popoli, che si concluse con una alleanza,[19] tanto
che i Sabini si insediarono sul colle Quirinale con il loro re, Tito Tazio, il quale condivise con Romolo
il potere.[20][21]
Romolo divise il popolo tra coloro che potevano combattere e coloro che non potevano farlo.[22]
Scelse i pi nobili tra i cittadini per formare il Senato,[23] facendo s che i loro discendenti
costituissero l'elite nobiliare della futura Repubblica.[24] Egli istitu anche i Comizi curiati, ai quali
spettava il compito di ratificare, tra le altre cose, le leggi. Istitu anche gli auguri. Romolo condusse,
inoltre, diverse guerre di conquista contro le citt di Fidene e Veio.[25][26]
A lui risale la divisione della popolazione patrizia nelle trib dei Tities, dei Ramnes e dei Luceres, che
erano a loro volta suddivise in dieci curie,[27] le quali dovevano in caso di pericolo fornire all'esercito
romano un contingente militare costituito da cento fanti e dieci cavalieri, per un totale complessivo di
3.000 fanti e 300 cavalieri.[22][28] Dopo aver regnato 40 anni, Romolo, secondo la leggenda, fu rapito
in cielo durante una tempesta. Secondo i suoi stessi desideri, una volta morto fu divinizzato[29] nella
figura di Quirino, dio sabino venerato sul Quirinale.[30][31]

Numa, il "re sacerdote", probabilmente di origine sabina, fu il secondo re di Roma[7] e il suo regno di
43 anni[32] fu prospero e pacifico (non intraprese infatti nessuna guerra[32]). Riform il calendario,
basandolo sull'anno solare e stabilendo che durasse 12 mesi (in giorni fasti e nefasti)[33] anzich 10
come era stato fino ad allora, istitu diversi rituali religiosi[32][34] e i collegi sacerdotali dei Flamini,
dei Pontefici, dei Salii e delle Vestali.[35] Numa organizz Roma e l'area circostante in distretti per
rendere pi facile l'amministrazione. A lui anche attribuita l'organizzazione delle prime associazioni
professionali di Roma. Fece costruire numerosi templi,[32] tra cui i templi di Vesta e Giano.[35][36]
Secondo la tradizione, durante il suo regno cadde dal cielo lo scudo di Giove con sopra scritto il destino
di Roma. Numa ordin che ne fossero fatte 11 copie, che divennero oggetti sacri e di venerazione per i
Romani. Mor per cause naturali.
Tullo Ostilio, il "re guerriero", fu il terzo sovrano di Roma.[8][37] Regn 32 anni,[37] costru la Curia,
sede delle riunioni del Senato, e guerreggi contro Fidene,[37][38] Veio[37] e Alba Longa che
distrusse,[37] come tramandato nell'episodio dello scontro tra Orazi e Curiazi,[39][40] conquistandola
e deportandone la popolazione a Roma,[41] sul Celio, ingrandendo cos la stessa citt di Roma.[37]
Fece addirittura un'altra guerra contro i Sabini. Fu cos bellicoso, avendo istituito tutto quanto riguarda
la disciplina militare e l'arte della guerra,[8] e cos poco rispettoso degli dei che, stando alla tradizione,
fu ucciso da un fulmine.
Anco Marzio, il "re mercante" fu il quarto re di Roma.[9][43] Era probabilmente il nipote di Numa
Pompilio da parte di figlia[9] e quindi di origine sabina. Regn 24 anni.[43][44] Fortific il colle
Gianicolo e si scontr coi Latini[43][45][46] a Medullia, deportando gli sconfitti nell'area
dell'Aventino.[43][46] Fond Ostia[43][45][46] alla foce del Tevere,[47] costru il ponte Sublicio (il
primo sul Tevere),[47] la prima prigione di Roma sul Campidoglio e la prima salina e promosse i
commerci. Ristabil le cerimonie istituite da Numa.[48] Istitu il collegio sacerdotale dei Feziali. Con
lui la citt si ingrand e diverse citt si allearono con Roma. Mor per cause naturali.[43] A lui fatta
risalire la fondazione della plebe.
Ai primi re autoctoni, successero re dai nomi etruschi, i Tarquini, indicando in tal modo come negli
ultimi 106 anni dell'et monarchica, Roma fosse venuta a trovarsi sotto l'influenza dei potenti vicini
settentrionali, gli Etruschi, in quel momento all'apogeo della loro potenza. Con la cacciata dell'ultimo re
etrusco, si ha l'instaurarsi del sistema repubblicano.
Quinto re di Roma fu Tarquinio Prisco,[49][50] etrusco di nascita ma greco di origine (Corinto).[50]
[51][52] Dopo essere emigrato a Roma, fu adottato da Anco Marzio. Regn 37/38 anni,[49][53]
periodo durante il quale potenzi la cavalleria dell'esercito aumentandone le centurie[54] e combatt i
Sabini,[49] i Latini[55][56] e gli stessi Etruschi delle dodici citt.[57] Raddoppi (o comunque
aument[54]) il numero dei senatori, portandolo da 100 a 200 membri.[49][56] Grazie ai tesori
conquistati in guerra, eresse molti monumenti, tra i quali il Circo Massimo,[49][55][56] le mura[49]
[55][56] e la Cloaca Massima,[49][55][56] permettendo lo sviluppo della zona del Foro. Avvi la
costruzione del tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio.[49] Tarquinio Prisco introdusse gli usi

tipicamente etruschi delle insegne regali[52] (anelli,[58] scettro, paludamentum,[58] trabea,[58] sella
curule,[58] faleree,[58] toga pretesta[58] e fasci littori[52][58]). Per primo trionf sopra una quadriga
dorata, con una toga riccamente decorata ed una tunica palmata (con disegni di foglie di palma).[58]
Istitu per primo anche i giochi pubblici (ludi Romani).[49] Mor assassinato in una congiura ordita dai
figli di Anco Marzio
Sesto re di Roma fu l'etrusco Servio Tullio, la cui madre era di nobili origini, ma poi resa schiava.[59]
[60][61] Fu genero di Tarquinio Prisco e regn 43/44 anni,[62] durante i quali riform l'esercito,
rendendolo accessibile alla plebe. Assoggett i Sabini[59] e si scontr con le citt etrusche di Veio,[63]
Caere e Tarquinia e modific la tradizionale ripartizione delle trib romane su base gentilizia,
introducendo il principio del censo,[59] dividendo tutti i cittadini e gli abitanti di Roma per patrimonio,
dignit, et, mestiere e funzione,[64] cos da creare cinque classi sociali-economiche[63] (Comizi
centuriati). Primo fra tutti fece il censimento,[64] contando tra gli 80.000[65]-83.000 cittadini romani,
compresi quelli delle campagne.[59][65]
Cre poi quattro nuove trib urbane (Suburbana, Palatina, Esquilina, Collina) e diciassette trib
rustiche (extra-urbane), dando cos vita ai Comizi tributi. Ampli il pomerium[65] ed annesse alla citt
di Roma i colli Quirinale,[65] Viminale[65] ed Esquilino.[59][65] Avrebbe costruito, insieme ai Latini,
il tempio di Diana sul colle Aventino.[63][65] Eresse numerosi templi mirando a rendere Roma il
principale centro spirituale della regione. Scav un ampio fossato intorno alle cosiddette "mura
serviane"[59] (che sembra siano state iniziate dal predecessore, Tarquinio Prisco[59]), che cingevano
tutti i sette colli. Fu assassinato in un colpo di Stato in cui era coinvolta la figlia Tullia[66] e suo marito
Lucio Tarquinio, detto "il Superbo",[59][62] che sal sul trono.
Settimo e ultimo re di Roma fu l'etrusco Tarquinio il Superbo, figlio di Tarquinio Prisco e genero di
Servio Tullio. Regn 25 anni, senza aver ricevuto ordine n dal Senato, n dal popolo romano. Neg la
sepoltura al predecessore e si scontr vittoriosamente con le citt vicine di Ocricoli (di origine sabina),
Gabii (di origine latina) e Suessa Pometia (occupata dai Volsci).Fece pace con i vicini Etruschi ed
eresse (o complet) il tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio. La tradizione storiografica
repubblicana vuole che il suo fosse un regno fatto di omicidi, violenze e terrore, al termine del quale la
monarchia (vista in maniera estremamente negativa dai sostenitori della repubblica) venne abolita,
imputata come causa di tutti i mali interni di Roma all'epoca e sostituita dalla Res Publica. Anche per
questi motivi gli venne affibbiato il soprannome di "Superbo" per differenziarlo dal padre. Tarquinio
annull anche molte riforme costituzionali fatte dai suoi predecessori. Distrusse anche diversi santuari e
altari sabini.
Si racconta che mentre egli stava assediando la citt dei Rutuli di Ardea, il figlio Sesto Tarquinio, abus
della nobile ed onestissima Lucrezia (moglie di Lucio Tarquinio Collatino), che per la vergogna si
suicid. Il marito Collatino, il padre Tricipitino e l'amico Lucio Giunio Bruto (anch'egli imparentato
con i Tarquini), convinsero i Romani a ribellarsi e a rovesciare la monarchia nel 509 a.C.,
abbandonando il re e chiudendogli in faccia le porte della citt.

Il Superbo tent in seguito, sostenuto dagli alleati etruschi, di rientrare in citt per ben quattro volte, ma
tutte le volte sub una sconfitta. Assieme al lucumone(re) di Chiusi sconfisse i Romani (che a loro volta
inventarono delle note leggende perch non risultassero degli sconfitti, bens dei sottomessi coraggiosi
e forti; es. Orazio Coclite, Muzio Scevola, Clelia), ma il lucumone gli imped di restaurare il suo trono
e cos a Roma fu istituita la Repubblica (509 a.C.). I primi consoli furono proprio Lucio Giunio Bruto e
Lucio Tarquinio Collatino.