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SUL RAPPORTO TRA UOMO E MONDO

Capitolo 1 - Un percorso tra Beni culturali e territorio


La normativa
Linteresse della geografia nei confronti dei beni culturali nato recentemente, in seguito
allevoluzione della diciplina che si impegnata a considerare le conoscenze, il pensiero e lattivit
simbolica degl uomini nel rapporto con lambiente, senza trascurare la contestualizzazione storica,
culturale e sociale di ogni avvenimento geografico. Questo port la geografia a privilegiare una
prospettiva pi ravvicinata e a tralasciare schematizzazione e semplificazione.
Linteresse della geografia per i beni culturali appartiene alla nostra epoca, piena di conflitti e in cui il
rapporto con ambiente e mondo si rivelato dannoso sia per (1) luomo che per i (2) luoghi.
1) Ha visto quasi compromessa la sua esistenza nellorizzonte terrestre.
2) A causa del processo di globalizzazione hanno perso le loro diversit, sacrificae in nome della
modernizzazione (=degrado ambientale).
In questo periodo vengono messi da parte i patrimoni culturali, le conoscenze, ldentit delle memorie
storiche per poi rendersi conto della gravit della perdita che si vuole recuperare anche per ristabilire
legami e senso di appartenenza alla societ e della societ.
Inizialmente non esisteva una definizione precisa di Beni Culturali, comunque essi comprendevano
soggetti naturali e storico-artistici, architettonici, letterari, ambientali etc.
La concezione di Beni Culturali si evoluta nel tempo anche in relazione allevoluzione del concetto
di cultura, e delle varie modficiazioni socio-economiche.
Si parla di patrimonio storico- artistico e di Beni Culturali prima di tutto nella costituzione italiana
(articoli 9, 117), in cui viene annunciato che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della
ricerca scientifica e tecnica.
Legge 185 del 1902: primo strumento parlamentare dellItalia unita in materia della tutela di
monumenti e oggetti di antichit e arte.
Legge 364 del 1909: con essa fu abolita la distinzione fra oggetti mobili e immobili, per far spazio al
termine generale di cose, che comprendeva quegli oggetti mobili e immobili con valenza storica,
artistica, archeologica o paletnologica. La legge 688 del 1912 aggiungeva alle coseanche ville,
parchi, giardini di interesse storico o artistico (=accostamento di natura e cultura).
Nel 1939 il governo fascista avvia un vero e proprio programma per la cultura, che prese corpo in due
atti legislativi imperniati sulla protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale paesaggistico:
1 provvedimento: Legge Bottai. A essa sono soggette tutte le cse, mobili o immobili, che hanno
interessa artistico, storico, archeologico o etnografico.
2 provvedimento: Legge n 1497 finalizzata alla Protezione delle bellezze naturali. Sono soggette a
questa legge le cose che hanno particolari caratteristiche di bellezza naturale o di singolarit geologica
(bellezze panoramiche, giardini etc).
Lintenzione era quella di proteggere il territorio da un uso scorretto e dannoso.
I Beni Culturali
Per avere un primo riconoscimento ufficiale del termine Beni Culturali si dovette aspettare la
Convenzione dellAja del 1954 sulla Protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato,
sottoscritta da 40 stati (Italia compresa). Altrettanto importante la Convenzione di Parigi
dellUNESCO del 1970, incentrata sulle misure da adottare in caso di esportazione illecita di Beni
Culturali. Questultima identificava anche i beni immaeriali (esercizi, rappresentazioni, espressioni,
conoscenze, abilit).
Lidentit di un popolo fondata sulla cultura, che lUNESCO definisce come linsieme degli aspetti
spirituali, materiali, intellettuali, ed emozionali che contraddistinguono una societ o un gruppo
sociale.

Sempre in relazione allUNESCO importante la Convenzione sulla protezione del patrimonio


culturale e naturale mondiale, secondo cui bisogna mantenere e preservare lequilibrio del rapporto fra
uomo e natura.
In Italia:
Lespressione Beni culturali entrata nella normativa a met degli anni 60 del 900, quando hanno
iniziato a manifestarsi il degrado ambientale e del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e
architettonico.
Venne istituita una commissione dindagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico,
archeologico, artistico e del paesaggio.
Commissione Franceschini: (1967) aveva lincarico di condurre unindagine sulle condizioni attuali e
sulle esigenze in ordine di tutela e valorizzazione di quello che sar definito Patrimonio culturale
della nazione.
Legge Galasso: (1985) questa normativa impone sui diversi territori un vincolo
paesaggistico-ambientale, da intendersi come un severo regime di autorizzazioni o permessi. Lo scopo
era quello di evitare guasti ambientali piuttosto che correggerli, ma non venne mai messa in atto per
questioni finanziarie, tecniche e scientifiche.
Codice Urbani (Codice dei beni culturali e del paesaggio, 2004): sosteneva che la tutela e la
valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunit nazionale
e del suo territorio, e a promuovere lo sviluppo della cultura. Questo decreto sottolineava, quindi,
limportanza dei piani paesistici come strumento di valorizzazione e tutela e alludeva a un paesaggio
fortemente antropizzato e storicizzato. E da attribuire a esso una concezione del paesaggio come
manifestazione identitaria, ritenuto componente fondamentale del contesto di vita di ogni comunit.
Paesaggio e patrimonio culturale
Fino a dopo gli anni 60 del 900, le cose immobili e mobili reputate importanti e degne di tutela erano
legate alla filosofia del bello e dellarte, sostenuta in Italia da Benedetto Croce.
Loggettivazione del paesaggio, legata alla sua trasformazione da concetto etetico a nozione scientifica,
pare voler nascondere quello che dovrebbe essere il vero campo dazione di una politica dei beni
culturali: sottolinea la realt spaziale nella sua natura storico-sociale piuttosto che la sua visione.
Ridurre a paesaggio il territorio ha comportato la rinuncia allo storico, al sociale, al culturale e al
politico in un momento in cui invece sembrata fondamentale la gestione territoriale mirata a
riequilibrare il rapporto fra uomo e natura e quello fra uomini in generale. A questo scopo, per, il
paesaggio non lo strumento migliore, se non per il fatto che nasconde la natura politica, sociale e
storica della realt riflessa nel territorio.
Il territorio prodotto umano; il paesaggo ne limmagine, una creazione dellintelletto su base
percettiva.
Marinelli: un paese poteva vivere senza gli uomini ma il paesaggio no, perch qualcosa di personale,
che dipende dalla facolt umana di rappresentare e significare.
Il paesaggio qualcosa che in un certo senso non esiste, non ha corpo, non ha dimensione ontologica.
E una categoria del pensiero, lesito del rapporto tra lesistente e lo sguardo dellosservatore.
La legislazione dei beni culturali inerente al paesaggio ha stabilito un rapporto tra geografia, storia e
cultura.

Identit Passato Memoria


Lindustrializzazione e lurbanizzazione hanno modificato radicalmente i territori, sconvolgendoli.
La modernit si impegnata nella costruzione di un ambiente totalmente artificiale, organizato in uno
spazio pensato come astratto e senza tempo, libero da vincoli territoriali e locali. Il risultato una serie
di territori sfigurati, danneggiati nei loro patrimoni naturali e antropici, caratterizzati da desolazione,
smarrimento, disagio esistenziale, vuoto ambientale, sociale e spirituale.
Queste conseguenze negative hanno portato gli individui a ricercare le proprie radici e identit e a
riavvicinarsi ad esse, a dare nuovamente valore al passato e alla memoria. Inoltre, si avverte anche il
bisogno di una coesione sociale maggiore.
Dal punto di vista geografico viene studiato il desiderio di avere rapporti diretti col territorio, di
riscoprire le relazioni fra uomo e natura, di ritrovare le diversit fra i vari luoghi per ristabilire
lattaccamento e il sentimento verso il proprio territorio. Infatti, la modernizzazione sembra aver
attaccato tradizioni, identit e differenze.
La definizione e lindividuazione dei Beni Culturali radicata sullattribuzione di un particolare senso
o significato a qualcosa di materiale o immateriale collocato nel tempo e nello spazio.
(IDENTITA=>) Si tratta quindi di unattribuzione conferita da una comunit che ha bisogno di
ritrovarsi, di avere dei punti di riferimento per riconoscersi e identificarsi in un luogo, in una storia, in
una cultura e in una societ. Si vuole ristabilire una continuit, una comunicazione fra epoche e
generazioni, si cerca di collegare passato, presente e futuro su cui ogni storia si fonda e costruisce.
Senza queste azioni si rischia di non avere un domani, compromesso dalla non conoscenza delle
proprie origini: solo sapendo chi si e da dove si partiti si pu andare avanti nella vita e raggiungere
una meta.
(PASSATO =>) Ci si sforza di interpretare il passato, di dargli un senso alla luce del presente e di
riassegnargli una funzione sociale. Il passato non qualcosa che si configura spontaneamente, ma
prende corpo da motivi, attese e obiettivi particolari. Il confronto con il passato non deve basarsi sulle
indagini condotte scientificamente, sulle cronologie, ma bisogna considerare il mondo privato e la
quotidianit, le storie locali, il vissuto delle diverse comunit, i rituali. Con il ricordo del passato si
arriva alla conquista della memoria.
(MEMORIA=>) Pu essere orale, scritta o raffigurata, accumulata in biblioteche, archivi, musei. E
una mediazione tra il locale (inteso come principio di continuit e stabilit) e il globale (presupposto
del mutamento). E una costruzione sociale rintracciabile pi nelloralit che nei testi, nelliconografia,
nei segni, nei linguaggi etc; basata su un patrimonio di beni materiali, sociali e simbolici che la
rappresentano.
La coesione e lidentificazione di un gruppo si fondano su un patrimonio di valori e caratteristiche
comuni che si strutturano in base alla differenza e attraverso la relazione con laltro, con ci che non
. Ci si costruisce, ci si riconosce e considera, escludendo quanto ritenuto estraneo rispetto a un
noi. Si arriva quindi a un senso di appartenenza che frutto di una storia e unorigine vissute in
comune, che garantiscono unicit, specificit, diversit.
Cultura, identit e memoria devono essere inquadrate in una concezione spazio-temporale per poter
diventare capitale collettivo. Tutto ci che ci riguarda si deve ricostruire in base allunit
spazio-temporale.
Spazio umanizzato: caratterizzato dai segni che luomo vi ha lasciato. Spazio che grazie ai particolari
segni da cui costituito ha una fisionomia caratteristica, un tratto identificante che lo differenzia da
altri luoghi. Si tratta di un territorio fatto proprio e riconosciuto, in cui si manifesta una cultura e si
proietta una certa visione della realt perch in esso si riflette la storia degli uomini che lhanno
abitato.

De-territorializzazione e ri-territorializzazione
I patrimoni storico-culturali servono per distinguere una comunit da unaltra, un luogo da un altro. E
molto il lavoro che ancora c da fare per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione di questo
patrimonio territoriale e ambientale.
Si arriva quindi a parlare di ri-territorializzazione, ovvero di ricomposizione di un ordine uguale a se
stesso, processo che la modernit ha sconvolto parlando di de-territorializzazione: ha ridotto il
territorio a mero supporto tecnico per opere e azioni senza limiti n sapienza, a uno spazio astratto e
senza tempo, uniforme e indifferenziato, scatenato da unorganizzazione tecnico-scientifica del mondo.
In questa situazione le varie comunit si sono sentite escluse, espropriate da ogni capacit decisionale,
sentendosi cos estranee in casa propria. Casa che stata costruita e gestita da altri, da stranieri che
hanno fatto i loro interessi tralasciando i tratti salienti del territorio, trattandolo come se fosse uno
spazio vuoto in cui poter intervenire incondizionatamente senza rispettare lesistenza e i bisogni degli
abitanti.
La de-territorializzazione port anche a far allontanare gli uomini da propri spazi di vita e questo
distacco ha portato i gruppi a non avere pi punti di riferimento e a possedere dei luoghi anonimi e
senza cure, senza unidentit. Quindi questo processo ha annullato le culture locali con
lomologazione dei sistemi di vita avviata e governata dallOccidente, che ha imposto il proprio
modello allintero pianeta.
Ri-territorilizzazione post-moderna: partendo dalla situazione storica attuale, deve osservare guardare
lontano con lo scopo di produrre e attuare progetti di sviluppo locale e regionale di cui i BC
dovrebbero costituire un elemento importante, deputati infatti a rappresentare e conservare storia,
ambiente e cultura. Un progetto di ri-territorializzazione dovrebbe essere finalizzato a far risaltare le
dversit del mondo, a esaltarne le singolarit e a svilupparne i idifferenti potenziali. Il progetto di
pianificaione territoriale deve porsi lobiettivo di valorizzare il locale sulla base di una ritrovata
sapienza ambientale e di produzione del territorio da parte delle comunit abitanti.
Alle comunit andrebbero quindi restituite le capacit di ri-progettare i propri luoghi, costruirli,
organizzarli e gestirli, per arrivare cos alla valorizzazione e alla rinascita dei luoghi collegata alla loro
riapproprazione da parte della comunit insediata.
I BC possono essere una grande risorsa per la rifondazione socio-economica e per la
ri-territorializzazione. Essi sono infatti segni referenti di un popolo e di un luogo, sono beni di
informazione, formazione e comunicazione.