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SAGGIO BREVE MODULO 1 - PSICOLOGIA DELLAPPRENDIMENTO E

MOTIVAZIONE SCOLASTICA
LA MOTIVAZIONE NELLAPPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE

Nel presente saggio breve ci prefiggiamo di fornire alcuni dei modelli principali che descrivono la
motivazione nellapprendimento delle lingue straniere, con particolare attenzione ai processi di
apprendimento e al ruolo che in essi gioca la memoria.
I diversi contesti apprenditivi, siano essi scolastici o extra-scolastici comportano diversi tipi e gradi
di motivazione. Ci si pu avvicinare ad una lingua straniera per svariati motivi: obbligo formativo
da assolvere sin dal primo grado di istruzione, necessit lavorative per le quali fondamentale luso
di una o pi lingue straniere, imminenza di un viaggio di lavoro o di svago, curiosit, allargamento
dei propri orizzonti culturali, ecc. Tali motivi celano dietro di loro differenti tipologie di
motivazione.
La motivazione un requisito imprescindibile nellapprendimento delle lingue straniere: sarebbe in
effetti impossibile acquisire una lingua straniera senza una precisa motivazione.
A partire dalla radice etimologica della parola motivazione si possono delineare diversi percorsi
interpretativi. Essa deriva dal latino motus, ovvero moto, movimento, landare verso un determinato
oggetto da parte di un soggetto, il perseguire un obiettivo o fine precipuo. Tale etimo, per, rivela
anche il concetto di motivo, la ragione per la quale si deciso di intraprendere un cammino, lidea
che lo sottende e la causa per la quale lo si intrapreso.
De Beni definisce la motivazione come una configurazione organizzata di esperienze soggettive
che consente di spiegare linizio, la direzione, lintensit e la persistenza di un comportamento
diretto a uno scopo. Tale definizione ben riassume il concetto di motivazione, salvaguardando sia il
senso della radice etimologica di moto, movimento, direzione e sia il lato emotivo-soggettivo alla
base di ogni processo di apprendimento. Riassumendo, per apprendere una lingua straniera c
bisogno che ci sia la ragione per farlo e scegliere in quale modalit farlo cercando le strategie per
mantenere vivo linteresse.
Il ruolo che la motivazione gioca nelle lingue straniere dunque fondamentale, in quanto non si
configura solo come fattore oggettivo di riuscita, ma anche come fattore soggettivo, modificazione
del s e dellimmagine che ogni apprendente ha di s.
Passeremo ora ad analizzare la principale distinzione dei vari tipi di motivazione che possono
verificarsi in differenti contesti apprenditivi, e cercheremo di individuare quale tipo di motivazione
prevale nellambiente scolastico, o meglio, bisognerebbe far prevalere/creare affinch imparare una
lingua straniera risulti interessante per gli studenti nella scuola odierna.
Stephen Krashen distingue tra motivazione integrativa, strumentale, intrinseca ed estrinseca.

La motivazione integrativa rappresenta la motivazione ideale, in quanto essa indica quel tipo di
motivazione secondo la quale lapprendente/parlante desidera integrarsi con la lingua/cultura
appresa fino a poter desiderare di diventare altro da s, appropriandosi degli usi e costumi della
cultura di arrivo. Tale motivazione la pi auspicabile in quanto permette di tenere baso il filtro
affettivo, facendo produrre liberamente lingua senza inutili ansie e timori. Trovarsi in una situazione
di L2 (e non LS) potrebbe parere la situazione perfetta per lattivazione della motivazione
integrativa: ci non tuttavia sempre vero. Diversi accadimenti del vissuto quotidiano
dellapprendente potrebbero portarlo finanche a detestare la lingua/cultura darrivo. In un contesto
di LS (qual quello della scuola) gioca un ruolo fondamentale il ruolo dellinsegnante madrelingua
e, in misura sicuramente minore ma non meno influente, quello dellinsegnante curriculare. Essi
rappresentano la cultura insegnata, sono portavoce di ogni istanza culturale e, attraverso specifici
processi di dpaysement (canzoni, poster, video, ecc.), possono riuscire a creare un contesto di
apprendimento ideale, per il quale apprendere la lingua diventa un piacere; non pi mera materia
scolastica ma strumento per potersi integrare ad ultra cultura, viverla e interagire con essa. Cos
facendo la lingua non diventa pi il fine dellapprendimento ma veicolo attraverso il quale arrivare
ad integrarsi con gli elementi culturali che hanno suscitato linteresse del discente.
Diversamente, la motivazione strumentale indica quel tipo di motivazione atto a raggiungere un
determinato obiettivo, pur effimero che esso sia. Si parla di motivazione strumentale quando il
discente desidera solo conseguire uno scopo di tipo pratico o utilitaristico; gli svantaggi di tale
motivazione consistono nel non godere di quel processo di movimento verso laltro, di aspirazione
allalterit che insita nellapprendimento di una lingua straniera caratterizzata da motivazione
integrativa.
La motivazione intrinseca, come indica il termine, si muove allinterno dellapprendente: essa la
causa della riuscita dei suoi sforzi, proviene dallinterno del suo vissuto, da uno scopo prefisso che
gli permette di trovare sempre nuove strategie atte a spingerlo nella continuazione
dellapprendimento della lingua straniera. Insieme alla motivazione integrativa, essa quella pi
auspicabile in quanto il discente apprende per linteresse che prova verso la lingua, per la curiosit e
per il successo che provoca lapprendimento.
In altri casi, invece, la persona potrebbe essere spinta ad imparare una lingua straniera per ragioni
estrinseche, che stanno al di fuori dellindividuo. Emblema della motivazione estrinseca in ambiente
scolastico il conseguimento di un buon voto, o lottenimento del diploma o la costrizione a
studiare una lingua per ottenere un certificato spendibile in ambito lavorativo.
Il ruolo del docente, quindi, sta sicuramente nello spronare il discente ad aspirare alla motivazione
intrinseca, o meglio, a creare un ambiente didattico positivo e sereno che riesca a motivare il
discente allo studio della lingua.

Tuttavia, il docente dovr giocoforza valutare la performance dei discenti. Lattribuzione del voto
quasi sempre considerata come un imposizione del docente sul discente. Bisognerebbe pertanto
andare verso il conferimento di un voto che vada a prendere in considerazione non solo la
performance ma anche le strategie che lo studente ha messo in atto per raggiungere tale
performance e, insieme al docente, discutere su come migliorare tali strategie per poter infine
padroneggiare la lingua straniera. Il voto dovrebbe quindi essere in-formativo pi che di controllo.
In un ambiente sereno in cui il tipo di rinforzo-voto che il docente d allo studente informativo, si
vengono a creare quelle condizioni ideali di abbassamento del filtro affettivo e fiducia reciproca che
permettono di acquisire lingua e non solo apprenderla.
Essendo dunque il docente obbligato a conferire un voto, auspicabile collocarsi ad una via di
mezzo tra i due tipi di motivazione, con tendenza sempre e comunque verso un tipo di motivazione
intrinseca.
I seguenti comportamenti caratterizzano di solito gli studenti con motivazione intrinseca: piacere
della sfida, curiosit e interesse, controllo indipendente, giudizio indipendente, criteri personali di
riuscita; rispettivamente si antepongono i seguenti comportamenti tipici della motivazione
estrinseca: preferenza per compiti semplici, soddisfare lingegnante e prendere voti, dipendenza
dallinsegnante nel comprendere i problemi, dipendenza dal giudizio dellinsegnante sul cosa fare,
criteri esterni di riuscita.
Riassumendo, necessario creare interesse e curiosit nel discente attraverso processi di scoperta
della lingua e non mera trasmissione di conoscenze da parte del docente; tale scoperta deve essere
condotta con tecniche induttive (osservazione, ipotesi, formulazione di conclusioni) in quanto il
discente, invitato a scoprire e non a immagazzinare conoscenze, certamente pi motivato allo
studio della lingua grazie al sentimento di sfida che prover verso i vari compiti linguistici. La sfida
che il docente lancia deve tuttavia essere alla portata dei discenti, avere un grado ottimale, ovvero
non eccedere mai di molto le reali competenze degli studenti. In tal modo si eliminano i fattori di
ansia e si profila una scommessa accettabile che lallievo affronta e accetta solo se sa cosa sta per
fare e perch sta per farlo; accettata la sfida e svolto il compito il discente prover il piacere nel
superarla e prover un senso di controllo personale sulla situazione, innalzando i livelli di autostima
e portandolo a ragionare col docente sulle strategie che ha impiegato per superare tale compito. Cos
facendo si guidano i discenti verso una responsabilizzazione dellapprendimento e verso
unautonomia che sar spendibile in contesti extra-scolastici.
Bibliografia
Cardona M., Il ruolo della memoria nellapprendimento delle lingue, UTET Universit, Novara,
2010.

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