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LE TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA


-NAPOLI
RICORSO
della sig.ra ROSSI Rosa elettivamente domiciliata in Napoli alla via Cicerone n.7 presso lo studio
degli avv.ti Coriolano e Claudio dai quali è rappresentata e difesa in virtù di procura a margine del
presente atto
PER L’ANNULLAMENTO
PREVIA SOSPENSIONE
del decreto n.57090 del 4 dicembre 1995 del Sindaco del Comune di Giugliano con il quale è stata
disposta l’occupazione temporanea e d’urgenza di un’area di proprietà della ricorrente nonchè di
tutti gli atti preordinati, connessi e conseguenziali tra cui:
a) la deliberazione n.186 del 9.5.1995 della Giunta Comunale di Giugliano di approvazione del
progetto esecutivo per la realizzazione dell’intervento di ampliamento del cimitero;
b) la deliberazione n.619 dell’8 novembre 1995 della Giunta Comunale di Giugliano di
approvazione del piano particellare grafico descrittivo;
c) le deliberazioni del Consiglio Comunale di Giugliano n.88 del 25.9.91 e n.54 del 3.11.1994 di
approvazione del piano economico finanziario per la realizzazione del predetto intervento;
d) la deliberazione n.1488 del 13.11.1986 della Giunta Comunale di individuazione delle aree, tra
le quali quella di proprietà della ricorrente;
FATTO
La ricorrente è proprietaria di un suolo sito nel Comune di Giugliano in Campania e
riportato in catasto al folio 44 particella 220 dell’estensione di mq. 6749.
Tale suolo è destinato a frutteto specializzato ed orto irriguo ed è coltivato direttamente ed
esclusivamente dalla sig.ra Rossi.
Con le delibere impugnate l’Amministrazione Comunale di Giugliano ha provveduto a
localizzare l’area ed approvare il progetto esecutivo per la realizzazione dell’ampliamento del
cimitero esistente. Successivamente con decreto n.57090 del 4 dicembre 1995 il Sindaco ha
disposto l’occupazione del predetto suolo di proprietà della ricorrente per la realizzazione dei
lavori di ampliamento del cimitero.
Tali provvedimenti sono manifestamente illegittimi e pertanto vanno annullati per i
seguenti
MOTIVI
1) Violazione e falsa applicazione dell’art.2 della legge n.1187 del 19.11.1968. Eccesso di
potere.
Il provvedimento impugnato è illegittimo in quanto è fondato su un vincolo di P.R.G.
decaduto ai sensi dell’art. 2 della legge n.1187 del 1968.
Infatti, il P.R.G. del Comune di Giugliano è stato approvato nel 1985 e non risulta che
trascorso il termine quinquennale sia stato riapprovato.
Pertanto il Sindaco del Comune di Giugliano ha disposto l’occupazione dell’area di
proprietà della ricorrente, per la realizzazione dell’opera in questione, senza che l’area fosse
sottoposta a vincolo.
2) Violazione e falsa applicazione dell’art. 106 del D.P.R. 24 luglio 1977 n.616 nonchè
dell’art. 32 della legge n.142 dell’8.6.1990 e successive modificazioni. Incompetenza. Eccesso
di potere.
Il decreto di occupazione è stato emanato dal Sindaco del Comune di Giugliano il quale
non disponeva di tale potere.
Invero, l’art. 106 del D.P.R. n.616 del 1977 attribuisce ai Comuni la competenza ad
emanare, tra l’altro, il decreto di occupazione di urgenza.
Nella specie, quindi, tale potere doveva essere esercitato, secondo le normali regole di
competenza, dal Consiglio comunale, mancando una specifica attribuzione operata dalla norma ad
altri organi (Sindaco o Giunta).
Parimenti illegittima è la delibera di Giunta Comunale n.186 del 9.5.1995, che dispone la
nuova approvazione del progetto generale di ampliamento del cimitero di Giugliano e, quindi
equivale a dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, in quanto doveva essere adottata dal
Consiglio Comunale.
Infatti, l’art. 32 della legge n.142 dell’8.6.1990 prevede la competenza del Consiglio
Comunale sia alla lett. m) per “gli acquisti e le alienazioni immobiliari”, sia alla lett. b), “per i
programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari, i programmi ed i
progetti preliminari di opere pubbliche” (lettera così sostituita dalla legge n.109 dell’11.2.94, e
questa a sua volta modificata dal D.L. n.101 del 3.4.1995).
3) Violazione e falsa applicazione della legge n.142 dell’8.6.1990 e successive modificazioni.
Eccesso di potere.
La delibera n.88 del 25.9.1991 del Consiglio Comunale che approva il piano economico
finanziario per la realizzazione del progetto in questione, tra l’altro, “dà mandato alla Giunta
Municipale per l’adozione di tutti gli atti seguenti e necessari per la realizzazione dell’opera” ed è
proprio sotto questo profilo che è illegittima, in quanto in violazione delle leggi vigenti il
Consiglio comunale delega alla Giunta municipale una materia di sua esclusiva competenza.
4) Violazione e falsa applicazione del T.U. n.148 del 4.2.1915. Eccesso di potere.
Con la delibera n.1488 del 13.11.1986 sono state individuate le aree necessarie per la
realizzazione dell’intervento di ampliamento del cimitero del Comune di Giugliano, ebbene tale
provvedimento è illegittimo in quanto è stato emanato dalla Giunta Comunale la quale non
disponeva di tale potere.
Infatti, secondo quanto previsto dal T.U. n.148/1915, sulla ripartizione delle competenze
tra organi comunali, tale potere doveva essere esercitato dal Consiglio Comunale.
5) Eccesso di potere per difetto di accertamento dei presupposti di fatto, per travisamento
dei fatti e omessa istruttoria.
Il decreto di occupazione impugnato è altresì illegittimo ove si consideri che ha per scopo
l’acquisizione di un’area di proprietà della ricorrente per la realizzazione dell’ampliamento del
cimitero di Giugliano quando a confine con il cimitero esistente c’è una vasta area di proprietà
comunale, anch’essa destinata dal P.R.G. a zona cimiteriale, la cui acquisizione non avrebbe
comportato costi sociali.
Pertanto, l’affermazione contenuta nella deliberazione n.186/95 della Giunta Comunale
secondo cui “non vi era altra possibilità se non in quell’area già prescelta” di proprietà della
ricorrente, per realizzare i lavori di ampliamento del cimitero, è conseguente al fatto che non è
stata compiuta alcuna seria istruttoria, altrimenti il Sindaco avrebbe rilevato, dai documenti in suo
possesso, l’esistenza di un’area di proprietà comunale confinante con il cimitero.
Premesso ciò, è evidente che il Sindaco commette un eccesso di potere quando dispone
l’occupazione dell’area di proprietà della ricorrente, per la realizzazione dell’opera in questione e
ciò in quanto sacrifica il suolo di proprietà della sig.ra Rossi, mentre, avrebbe potuto apprendere
un’area di proprietà comunale, e per di più senza corrispondere alcuna indennità.
A ciò si aggiunga che dal raffronto delle due aree risulta che mentre l’area di proprietà
comunale è contigua al cimitero esistente e non è destinata ad alcuna attività, viceversa, quella di
proprietà della sig.ra Rossi è distante dal cimitero ed è addirittura collocata sull’altro versante di
via Sorbe Rosse, pertanto, l’accesso risulta difficile e disagevole; inoltre il suolo in oggetto è da
lunghissimo tempo destinato a frutteto specializzato ed orto irriguo e dalla sua coltivazione la
sig.ra Rossi trae la sua unica fonte di reddito.
A tale proposito la giurisprudenza ha costantemente affermato che la P.A. nella scelta delle
aree su cui realizzare l’intervento pubblico ha il dovere di procedere al raffronto tra varie aree
qualora la stessa Amministrazione sia proprietaria di un’area, come nella specie, che per le
caratteristiche obiettive sia idonea alla realizzazione dell’opera progettata.
6) Violazione e falsa applicazione dell’art. 3 della legge 7.8.1990 n.241, mancata motivazione.

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In presenza di una motivazione come quella assunta nella specie dall’Amministrazione
comunale di Giugliano a sostegno del provvedimento impugnato che non trova riscontro nei fatti e
che, anzi, è conseguente a carenza assoluta d’istruttoria ed al più evidente travisamento dei fatti, il
provvedimento impugnato resta in definitiva privo di una vera e consistente motivazione e ciò in
violazione dell’art. 3 della legge 7.8.1990 n.241, il quale sancisce l’obbligatorietà della
motivazione per tutti i provvedimenti amministrativi e richiede espressamente che la motivazione
debba indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione
dell’Amministrazione in relazione alle risultanze dell’istruttoria.
7) Violazione e falsa applicazione degli artt.7, 8 e segg. della legge 7.8.1990 n.241.
Il procedimento terminato con il decreto di occupazione impugnato si è svolto senza che
sia stato dato avviso all’interessata sig.ra Rossi, dell’avvio del procedimento stesso, impedendogli
così di presentare memorie, difese ed ogni altro apporto collaborativo idoneo alla migliore
determinazione dell’atto da adottare. Ciò determina l’invalidità dell’intero procedimento e, quindi,
l’illegittimità evidente del provvedimento impugnato.
8) Illegittimità derivata.
Il decreto di occupazione è altresì illegittimo in quanto trova il suo fondamento nelle
deliberazioni impugnate anch’esse illegittime.
P.Q.M.
Si conclude per l’accoglimento del ricorso, previa sospensione del provvedimento
impugnato, in considerazione dei gravissimi ed ingiustificati danni che deriverebbero dalla sua
esecuzione e stante la sua manifesta illegittimità.
Con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.
Napoli, 13 marzo 1996
Avv. Coriolano Avv. Claudio

Relata di notifica
L’anno 1996, il giorno del mese di marzo
Ad istanza della sig.ra Rossi Rosa e degli avv.ti Coriolano e Claudio ho notificato e dato copia del
suesteso ricorso:
1) al Comune di Giugliano in Campania in persona del Sindaco p.t. domiciliato per la carica
presso il Municipio di Giugliano in Campania

2) al Sindaco pro tempore del Comune di Giugliano in Campania domiciliato per la carica presso
il Municipio di Giugliano in Campania