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Storia delle biblioteche aa 2014/15


Biblioteche dei secc. XII-XIII (conventuali, universitarie, di corte)
Nei secc. XII-XIII la situazione politica, sociale ed economica dell'Europa cambia
profondamente e si assiste ad una vera e propria rinascita della societ, dell'economia
e della cultura e, quindi, anche a un diverso approccio nei confronti della lettura e della
scrittura e dei luoghi ad esse deputati. Un fattore determinante di cambiamento la
nascita di un nuovo protagonista politico che si inserisce nella dialettica dei rapporti tra
Papato e Impero. E' il comune, a cui Federico II riconosce autonomia con la pace di
Costanza del 1183 e di conseguenza si assiste al fenomeno dell'inurbamento, alla
crescita delle citt, all'affermazione di una nuova agguerrita classe sociale - la borghesia
artigiana e mercantile -, al rifiorire degli scambi commerciali e dell'economia mercantile
e monetaria.
La ripresa economica dei secoli XII e XIII comporta conseguenze rilevanti nel
mondo delle biblioteche, che non saranno pi solo quasi esclusivamente ecclesiastiche,
ma anche laiche: delle corti, delle famiglie nobili e borghesi, delle universit e di singoli
professionisti. Certo a fondamento di questo cambiamento la maggiore stabilit e
complessit delle corti signorili, relative a stati territoriali pi ampi e forti, retti da
famiglie principesche non pi dedite esclusivamente alla costruzione e difesa della
propria identit, ma anche all'amministrazione e agli svaghi intellettuali. Le citt,
ricostituite e organizzate in liberi comuni, sedi di industrie e commerci e quindi bisognose
di pi complesse strutture amministrative favoriscono l'istituzione di un sistema
scolastico complesso che prevede scuole pubbliche di base e scuole superiori, e, in taluni
casi, studia generalia o universitates di studenti e professori.
Diffuse pi ampiamente all'estero fra tutte si ricorda quella che nascer a Parigi
sulla donazione di Roberto di Sorbona del 1253 anche in Italia si formano sistematiche
raccolte librarie a uso degli studenti delle nuove comunit di studi: ad esempio lo studio
bolognese ne possiede una, il cui inventario della seconda met del secolo XIV
comprende libri di teologia, filosofia, diritto e arti, ordinati in una biblioteca a banchi e
catene. L'articolarsi delle materie nei quadri sistematici dell'insegnamento determina
anche il formarsi di classificazioni pi analitiche all'interno degli inventari.
Dietro queste biblioteche universitarie sta, come ben noto, un particolare
sistema di produzione libraria: quello degli stationarii , piccoli imprenditori titolari del
diritto di rendere disponibili alla generalit degli studenti exemplares autentici - nel
senso di testi ufficiali autorizzati dalle autorit accademiche - da cui si traevano copie col
sistema della pecia , ovvero della scomposizione del libro di testo in fascicoli, ciascuno
noleggiato separatamente a clienti diversi che, personalmente o per mezzo di copisti
mercenari, provvedevano a ricopiarlo per proprio uso privato.
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Nello stesso periodo riprende vita anche uno sviluppo culturale in ambito religioso
fuori dalle ristrette mura delle scuole monastiche e vescovili, anche perch nuovi modelli
di organizzazione religiosa si affiancano a quelli tradizionali: si tratta degli Ordini
mendicanti (Francescani, Agostiniani e Domenicani), che nascono e si diffondono nelle
citt al servizio dei loro abitanti per contenere e controllare i movimenti ereticali che
spuntano nel seno della nuova societ, conflittuale per nuove ricchezze ma anche per
gravi forme di povert.
Per le nuove forme di organizzazione sociale necessitano nuove modalit di

educazione e di studio e nuove forme di biblioteche che si strutturano in raccolte i cui


libri sono adagiati nei ripiani dei banchi a cui sono fissati con catene, per consentirne la
disponibilit continuativa e la fruizione sicura grazie all'apertura sul piano di lettura. E'
molto importante, inoltre, rilevare che il circuito della produzione e della conservazione
dei testi universitari si innesta su quello, apparentemente estraneo, delle biblioteche
conventuali. Francescani, Agostiniani e Domenicani sono innanzi tutto strettamente
legati, per provenienza dei propri membri e per destinazione del proprio messaggio
pastorale, a quel ceto borghese urbano, da cui proviene gran parte della popolazione
studentesca non meno di quella docente. Ci a tal punto vero che, in genere, i docenti
dei vari S tudia generalia , accumulata lungo tutta la loro vita di studio e di insegnamento
una consistente raccolta libraria, non esitano a lasciarla in eredit al pi vicino convento,
della cui comunit di studio essi stessi avevano fatto parte, secondo uno schema di
compenetrazione e di scambio fra istituzioni laiche e religiose che rappresenta una tipica
connotazione del periodo.
La tipologia bibliotecaria che si impone nel basso medioevo, dunque, quella degli
Ordini mendicanti, che presenta anche caratteristiche architettoniche e funzionali
destinate ad avere enorme fortuna nei secoli successivi. Essa si presenta come aula
oblunga con due navate laterali occupate da banchi o plutei in pi file parallele e con un
corridoio di passaggio al centro, ispirata alle chiese gotiche coeve. E' il modello che
trover la sua massima realizzazione nel '400 con le biblioteche dei Domenicani di San
Marco a Firenze e dei Francescani Conventuali a Cesena. La Marciana di Firenze,
promossa e finanziata da Cosimo de' Medici, si deve all'architetto Michelozzo da Forl, la
Malatestiana di Cesena, realizzazione quattrocentesca voluta da Malatesta Novello, a
Matteo Nuti da Fano.
La B. conventuale si propone come un modello di biblioteca generale di studio ma
anche di rappresentanza che la cultura rinascimentale italiana porter a diffondersi in
tutta Europa. Rispetto al passato essa presenta numerosi tratti di novit:
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non conserva pi la documentazione prodotta dall'istituzione di cui
espressione. Si perso cio il concetto dell'unitariet della cultura scritta: libro e
documento sono considerati prodotti di natura sostanzialmente diversa e, da
questo momento, distinte saranno anche l'organizzazione e la finalit dei due
relativi contenitori: l'archivio e la biblioteca;
si rompe la circolarit scriptorium -biblioteca, tipica del sistema integrato
altomedievale; i modi di approvvigionamento librario diventano pi articolati:
oltre la produzione interna, che in alcuni luoghi persiste, si verificano sempre pi
spesso donazioni, lasciti, acquisti esterni (si ricordi la definizione di Guglielmo
Cavallo delle biblioteche del basso medioevo: biblioteca senza scriptorium ). Si
registrano anche una pi larga circolazione dei frati e un loro rapporto pi diretto
con la societ civile e di conseguenza una maggiore circolazione di libri;
si amplia la funzione della b., non pi solo deputata alla conservazione e all'uso
per specifiche funzioni interne (liturgiche, devozionali e scolastiche, che
ovviamente permangono), ma aperta alla consultazione e allo studio privato dei
frati e dei lettori esterni. Ci comporta l'individuazione di uno spazio apposito
all'interno del convento dove organizzare la cosiddetta 'biblioteca comune' che si
presenta generalmente nella forma dei libri incatenati ai plutei, per essere
sempre disponibili all'uso.
Si pu dire in buona sostanza che le biblioteche professionali dei nuovi ordini

mendicanti e delle universit testimoniano la rinascita delle citt come centri di


produzione, scambio e consumo del libro.
Canone bibliografico delle BB. religiose dei secc. XII-XIII
Si presentano come raccolte ricche e con grandi novit disciplinari che investono
l'ordine e l'organizzazione degli studi: ai libri presenti nelle BB. altomedievali infatti si
aggiungono
i Corpora iuris civilis ei Corpora iuris canonici , arricchiti dai commenti e dalle
glosse dei giuristi contemporanei (Irnerio, Accursio). Le raccolte di leggi del
diritto comune e canonico sono presenze normative indispensabili perch
regolano i rapporti della vita civile e religiosa fattasi pi complessa e articolata
nella societ comunale. Esse sono inoltre al centro dello studio delle Facolt di
Teologia e di Diritto delle universit e sono oggetto di una ricca produzione
libraria da parte di teologi e giuristi, che producono commenti, interpretazioni,
raccolte di consigli, e sono inoltre alla base delle Decisiones (sentenze) dei
tribunali civili ed ecclesiastici;
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i classici recuperati dall'oblio degli armaria dei monasteri ormai in decadenza;
i primi documenti della filosofia Scolastica, le opere di san Tommaso, di Pier
Lombardo, di Anselmo, di san Bernardo, di Abelardo, per fare solo alcuni dei
nomi pi significativi. Le opere di storia, di poesia, di filosofia, di matematica ed
astrologia, conosciute attraverso le traduzioni in latino dei testi arabi e greci
(Averro e Avicenna), sconosciuti alla tradizione altomedievale.
Nelle biblioteche conventuali si delinea inoltre la ripartizione dello scibile nelle due
branche del 'trivio' (grammatica, dialettica e retorica) e del 'quadrivio' (aritmetica,
geometria, musica e astronomia), che vediamo riflessa nel patrimonio librario.
Inoltre, per la forte influenza della cultura universitaria, le BB. religiose dei secc. XIIXIV sono caratterizzate da un marcato indirizzo professionale, sono cio strumenti di
preparazione e di lavoro dei futuri giuristi, notai, medici, maestri di arti e filosofia,
teologi, esperti nelle loro discipline con una base culturale comune di stampo scolasticoaristotelica.
Le stesse caratteristiche si riscontrano nelle coeve librerie private laiche di medici
(opere di filosofia naturale, astrologia, classici greci e arabi tradotti in latino lingua
predominante -, scarsi interessi letterari), di giuristi e maestri di scuola (diritto, filosofia
morale, logica, testi letterari). Caratteristiche che si evidenziano dalle note di possesso o
di appartenenza che hanno permesso la ricostruzione almeno teorica dei fondi, e dagli
inventari e cataloghi che ne furono redatti per motivazioni diverse (inventari patrimoniali
in vita o post mortem , cataloghi d'uso, di vendita, di prestito).
Organizzazione del patrimonio e strumenti di mediazione informativa
Il numero accresciuto di libri pone problemi di collocazione ed ordinamento. Oltre
a quelli, incatenati ai plutei, conservati nella biblioteca comune, di conservazione e
consultazione, vi sono libri dislocati in altre sedi dei conventi, secondo la tipologia e
l'uso: libri liturgici in chiesa e nel coro; libri devozionali in refettorio o in altri luoghi
anche inconsueti come la torre campanaria, libri medici in infermeria, libri botanici nelle
spezierie o farmacie conventuali, raccolte particolari ad uso dei singoli frati, per lo pi
maestri, confessori e predicatori, depositati in perpetuo nelle loro celle.
Accanto alla biblioteca comune e alle altre sedi d'uso, nei conventi si struttura
non di rado un'altra raccolta generale i cui libri, doppioni o di minor pregio, sono

ammessi al prestito sia per i membri della comunit religiosa sia per gli esterni che ad
essa facevano riferimento: la cosiddetta biblioteca minore o 'circolante'.
Dalla testimonianza indiretta dell'esistenza di cataloghi nell'antichit si passa alla
notizia sicura della loro esistenza nel medioevo. Si sono conservati i cataloghi, o notizie
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ad essi relative, delle BB. monastiche (Bobbio, Cluny, San Gallo), capitolari (Verona),
di corte (Visconti, Medici, Aragona) o private di singoli studiosi (Richard de Bury).
Essi sono per lo pi di tipo inventariale, redatti per accertare la consistenza
patrimoniale, pi che per ragioni di studio o di uso. Semplici liste con indicazioni
sommarie relative al nome dell'autore, al titolo, al materiale scrittorio (pergamena o
carta), al tipo di scrittura, alla presenza di illustrazioni, alle caratteristiche della
legatura). Sono sporadici i casi di cataloghi che registrano l' incipit e l' explicit delle opere.
Ordinati con criterio topografico e per materie, rispecchiano l'ordine di collocazione dei
libri negli armaria e nei plutei. Raramente sono in ordine alfabetico (il primo redatto
secondo questo criterio sar quello dalla B. Vaticana compilato nel 1481 da Bartolomeo
Platina, primo bibliotecario della biblioteca dei papi).
Anche le pi ricche raccolte private erano fornite di strumenti di descrizione.
Richard de Bury, bibliofilo del XIV secolo di cui si parler pi avanti, nel suo Philobiblon ,
XIX, 10, scrive 'catalogum fecimus specialem', riferendosi alla ricca libreria personale
con cui progett di formare il primo nucleo librario di un college dell'universit di Oxford.
Biblioteca e inventario sono andati dispersi ma la notizia, tramandata da un biografo,
che cinque grossi carri non sarebbero bastati a trasportare tutti i libri da lui radunati ci
dice che, data la consistenza, il De Bury l'aveva dovuta dotare di un catalogo.
E' poi necessario accennare per la singolarit e la precocit dell'idea all'esistenza di un catalogo collettivo di ben 183 biblioteche monastiche e vescovili
inglesi e scozzesi redatto nella seconda met del sec. XIII dai Francescani di Oxford che
compilarono uno strumento utile per localizzare i libri nelle varie istituzioni librarie
dell'isola. Conservato in tre esemplari, tra cui il pi autorevole il ms Tanner 165 della
biblioteca Bodleiana di Oxford, il Registrum Angliae de libris doctorum et auctorum
veterum registrava le opere disponibili con la sigla delle BB. che le conservavano. Le
Epistolae di san Girolamo sono documentate in 39 BB.
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Biblioteche di corte
Alternativa al canone bibliografico medievale, che nei secoli XIII-XIV comincia a
mostrare la sua rigidit e ripetitivit, va cercata nelle BB. signorili e di corte (es. la B.
degli Svevi che per rimase chiusa nell'ambiente di corte e alla morte di Manfredi and
dispersa).
L'origine di queste BB. risale al periodo in cui i membri delle corti imperiali e
principesche, accanto all'ascolto delle letture ad alta voce di testi poetici e di romanzi
durante le ore del pasto, dello svago e del riposo collettivo, iniziano a dar vita alla
pratica della lettura privata e silenziosa. Con l'ampliarsi dell'alfabetizzazione la lettura
diventa cio un atto privato con percorsi e scelte personali. E in coincidenza con la
formalizzazione letteraria delle lingue volgari (provenzale, francese, italiano, tedesco)
quelle letture sono costituite soprattutto dai testi della letteratura cavalleresca e cortese
(significativamente esemplificata nell'episodio di Paolo e Francesca nel V canto

dell' Inferno di Dante), dai testi devozionali (libri delle ore, vite dei santi), dai
volgarizzamenti e riduzioni di opere classiche, dalle cronache del tempo, dalle opere
sulle pratiche della vita di corte (trattati di mascalcia o di uccellagione).
I libri, chiusi in casse e affidati a personale non specializzato, seguiva il signore e
la corte negli spostamenti nelle diverse residenze ed erano conservati insieme
all'archivio o al tesoro. Erano lo strumento delle letture comuni ad alta voce dei membri
della corte e di meditazione ed edificazione personale, non rispondono ad esigenze
strutturate di studio, e ci influisce sia sulla qualit del repertorio librario, sia sui criteri
di conservazione e gestione, sia sulle modalit di fruizione.
Letture di approfondimento: Donatella Nebbiai-Dalla Guarda, I documenti per la storia
delle biblioteche
medievali (secoli 9.-15. ), Roma, Jouvence, 1992; Libri e lettori nel medioevo: guida storica
e critica , a cura di
Guglielmo Cavallo, Roma-Bar, Laterza, 1977; Guglielmo Cavallo, Dallo scriptorium senza
biblioteca alla
biblioteca senza scriptorium , in Dall'eremo al cenobio: la civilt monastica in Italia dalle
origini all'et di Dante ,
Milano, Libri Scheiwiller, 1987, stampa 1989; Exultet: rotoli liturgici del medioevo
meridionale. Catalogo della
mostra: Recitare la devozione, Montecassino, 1994, direzione scientifica Guglielmo Cavallo,
coordinamento
Giulia Orofino, Oronzo Pecere, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello
Stato, 1994.
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Biblioteche pre-umanistiche
Nei secc. XIII-XIV si assiste ad un ampliamento degli interessi culturali della societ
civile divenuta oramai pi articolata e complessa per effetto del superamento del
sistema feudale chiuso e impermeabile a qualsiasi dinamica sociale. E' la fase in cui si
completa il processo di abbandono del castello signorile e si afferma la tendenza al
ripopolamento urbano, iniziato nei secoli precedenti. Ci avviene parallelamente
all'affermarsi dell'istituzione comunale, con le modificazioni dell'apparato istituzionale,
economico e produttivo, con l'affermazione definitiva della nuova classe artigianale e
mercantile, portatrice di nuovi interessi e di pi ampie esigenze.
Biblioteche private si costituiscono nell'ambito dei circoli culturali padovani e toscani
che, con Albertino Mussato e Lovato Lovati a Padova e Convenevole da Prato a Firenze,
iniziarono un processo di ricerca e di studio dei testi antichi che, giunto all'apice con
Francesco Petrarca, sfocer nel movimento umanistico.
La nuova B. pre-umanistica non una struttura chiusa in un sapere consolidato,
professionale, impermeabile alle novit e legata a modelli autorevoli come quella
medievale; invece esattamente il contrario e cio espressione della ricerca continua di
novit bibliografiche.
Plurilingue: latina ma anche greca e volgare
e costituita di documenti diversi anche dal punto di vista fisico: libri antichi
direttamente recuperati negli armadi dei monasteri, in scritture altomedievali o in
carolina (i 'soporata volumina', che aprono di nuovo gli occhi dopo un sonno
secolare, ricordati da Richard de Bury, Philobiblon , VIII, 30-35), e libri nuovi
ricopiati personalmente dai nuovi intellettuali in una gotica libraria chiara e
alleggerita da abbreviazioni, lontana dai modelli dei manoscritti universitari (si

pensi alla gotichetta del Petrarca nelle glosse marginali al Virgilio appartenuto al
padre). La teorizzazione della bont e necessit di trascrivere libri per conservare
e trasmettere la conoscenza si trova nel cap. XVI, Come sia meritorio scrivere
libri nuovi e rinnovare i vecch i, del Philobiblon di Richard de Bury, composto nel
1344. Tematica ripresa e ampliata nel secolo successivo dal benedettino Johann
Tritheim <1462-1516> nel De laude scriptorum (trad. it. Elogio degli amanuensi ,
a c. di Andrea Bernardelli, Palermo, Sellerio, 1997).
In questa fase di fervore e di nuove curiosit, ma prima dell'invenzione della stampa,
quali erano le modalit dell'informazione bibliografica a cui si faceva ricorso, sia
all'interno delle BB. religiose, sia soprattutto al di fuori di esse da parte di uno studioso
laico estraneo o, comunque, insoddisfatto dei canoni della cultura ufficiale che, abbiamo
detto, erano quelli scolastici-universitari?
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L'informazione bibliografica e la scelta delle letture erano un fatto personale che
riguardava il singolo studioso, dal momento che non esisteva un circuito informativo
d'appoggio. Il sistema circolare antico prevedeva la produzione nelle officine librarie, la
circolazione del libro e l'informazione attraverso le tabernae librariae , fino all'uso da
parte del singolo lettore. Questo sistema si era rotto durante il medioevo. La produzione
libraria artigianale era determinata dalla richiesta del committente. Anche presso le
universit, quando la richiesta del libro aumenta, non nasce un progetto 'industriale' di
approntamento preventivo di un certo numero di copie da vendere agli acquirenti. Ci
richiederebbe un investimento finanziario preventivo rischioso per chiunque, considerato
anche l'alto costo del libro manoscritto e la pratica molto diffusa della copia diretta
dall' exemplar . Anzi, frequente era il caso di studenti che facevano i copisti nella bottega
dello stazionario per pagarsi le spese dei propri libri.
L'informazione bibliografica e il reperimento librario, in un momento culturalmente
molto fluido e in evoluzione verso nuovi canoni intellettuali, sono pratiche personali:
copia diretta o commissionata a copisti di professione da antigrafi propri e di amici. Non
esiste un'offerta di mercato e, di conseguenza, non esistono strumenti di informazione
bibliografica ei presupposti per la loro elaborazione non si verificheranno fino alla
seconda met del '400: invenzione della stampa, aumento della produzione e ripresa
della circolazione libraria.
Letture di approfondimento: Per le modalit di informazione bibliografica e di recupero
librario messe in
atto nel XIV secolo da Richard de Bury ( Philobiblon , VIII) e da Francesco Petrarca,
Familiari , III, 18, Lettera a
Giovanni Anchiseo cui affidata una ricerca di libri, cfr. Luigi Balsamo, La bibliografia.
Storia di una tradizione ,
1. ed. riv. e aggiornata, Firenze, Sansoni, 1992, cap II: Informazione e circolazione libraria
nel medioevo.
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Gli umanisti e il concetto di biblioteca pubblica
I principi ispiratori della pubblicit della biblioteca vanno individuati nella
tradizione culturale occidentale che ha visto nel libro il mezzo privilegiato di trasmissione
del pensiero e nella biblioteca il luogo deputato alla conservazione della memoria scritta:

l'uno e l'altra percepiti come organismi di grande efficacia comunicativa e persuasiva. Il


ruolo fondamentale del libro nella conservazione e trasmissione del pensiero e la sua
formidabile valenza funzionale hanno generato il topos molto diffuso dei libri come arma
nelle mani dei milites cristiani
1
. Anche il gi pi volte ricordato Richard d'Aungerville de
Bury, intellettuale inglese del XIV secolo, vescovo di Duhram e cancelliere d'Inghilterra,
nel suo Philobiblon ricorre all'immagine dei libri come 'armi' per nobilitare la sua
incoercibile passione bibliofila: [] sed ecce quam bonum et quam iocundum arma
clericalis militie congregare in unum, ut suppetat nobis unde hereticorum bella
conterere, si insurgant!
2
.
Il Philobiblon , composto nel 1344, costituisce il primo trattato organico di
bibliofilia ma anche una teorizzazione dell'inutilit dell'amore per i libri fine a se stesso e
della gratificazione che promana invece dalla loro condivisione con gli altri. L'opuscolo si
chiude infatti con la determinazione del de Bury di donare all'universit di Oxford la ricca
raccolta libraria personale, costituita senza badare a spese per amore dello studio e
per sostenere con le 'armi' della cultura l'azione militante della chiesa e dei suoi ministri.
Quest'opera segna, sul declinare del medioevo e agli albori dell'evo moderno,
l'inizio della riflessione sul ruolo del libro e della biblioteca, sul valore delle raccolte
librarie private, sulle motivazioni della loro destinazione ad uso comune e sul significato
dell'istituzione di strutture pubbliche, che ha costituito il filo rosso della storia delle
biblioteche.
1
Nel secolo XIII il domenicano Humbert de Romans scriveva che Auctoritates quae
sumuntur de libris sacris
sunt quasi arma quibus defendimus nos et inpugnamus inimicum (H
UMBERTI DE
R
OMANIS
Opera de vita
regulari , ed. JJ Berthier, Romae, 1889, p. 421) e gli Atti del Capitolo provinciale dei
Domenicani tenuto nel
1288 ad Avignone dichiaravano che Arma nostra sunt libri (P. A
MARGIER
, Panorama geografico, cronologico e
statistico sulla distribuzione degli Studia degli ordini mendicanti. Francia meridionale , in
Le s cuole degli ordini
mendicanti, secoli XIII-XIV. [Atti del XVII convegno] del Centro di studi sulla spiritualit
medievale, 11-14
ottobre 1976 , Todi, 1978, pp. 35-48: 46). Alla stessa locuzione fece ricorso Erasmo
formulando il canone delle
letture del miles christianus , nel cap. De armis militiae Christianae dell' Enchiridion militis
christiani (
RASME
,
Enchiridion militis christiani , introduction et traduction par AJ Festugire, Paris, 1971, pp.
96-105). Il

concetto del libro come 'arma' raggiunse l'acme operativa nello scontro ideologico tra mondo
riformato e
mondo cattolico durante il quale il libro a stampa fu strumento privilegiato di lotta nell'uno e
nell'altro fronte.
2
R
ICCARDO DA
B
URY
, Philobiblon o l'amore per i libri , VIII, 91-93, introd. di MT Fumagalli Beonio Brocchieri,
trad. e note di R. Fedriga, Milano, 1998. La riscoperta e l'interesse per questo testo hanno
fatto s che nello
stesso anno sia stata pubblicata un'altra edizione italiana dell'operetta, a cura di Pino di
Branco, dalle edizioni
La vita felice di Milano. Cfr. anche Franco Minonzio, Tutta la pienezza del mondo nel
libro: appunti di lettura
dal
Philobiblon
di
Richard
de
Bury ,
in
Biblioteche
oggi,
19
(2001)
n.
5,
pp.
56-71
http://www.bibliotecheoggi.it/2001/20010505601.pdf .
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In piena sintonia con il vescovo inglese sulla esigenza di favorire la
comunicazione intellettuale mediante la pi ampia disponibilit dei propri libri fu
Francesco Petrarca che conobbe il de Bury ad Avignone nel 1333
3
.
Consapevole dello scarto tra le raccolte librarie private, che si stavano
arricchendo dei risultati dell'incipiente rinascita culturale, e quelle istituzionali, non
adeguate al nuovo canone di studi che egli andava delineando con successo, Petrarca ha
proposto l'esempio autorevole dell'uomo colto e appassionato bibliofilo, generoso nei
prestiti agli amici quanto esigente con essi nella ricerca e condivisione delle scoperte
(cfr. la Lettera a Giovanni Anchiseo ), che lascia i suoi libri non agli eredi, ma ad una
istituzione idonea a conservarli a perpetua memoria e soprattutto - elemento
fondamentale per gli sviluppi futuri - disponibile a garantirne la pi ampia fruibilit.
L'idea e l'iniziativa del Petrarca mostrano il carattere dell'esemplarit anche

nell'alternanza della scelta relativa alla struttura destinataria della propria raccolta,
oscillante tra l'istituzione religiosa, proposta al Boccaccio nella Senile , I, 5 del 28 maggio
1362, e l'istituzione laica individuata in seguito nella Repubblica di Venezia.
Nel 1362 Boccaccio scrisse una lettera accorata al Petrarca in cui manifestava
l'intenzione di cedergli la sua biblioteca. Petrarca si trovava a Padova, dove aveva
riunito la sua raccolta libraria ricomponendo i due nuclei di Parma e Valchiusa, e fu felice
dell'idea di aggiungere ai suoi i libri del Boccaccio, di cui conosceva bene il pregio e la
novit tematica.
Con la Senile , I, 5, dunque, egli invita Boccaccio a stabilirsi a Padova presso di lui
portando con s la propria suppellettile libraria, la quale unita alla sua dopo la loro
morte sarebbe confluita unitariamente ( indecerpta ) in qualche istituzione religiosa che
l'avrebbe conservata, preservandola dalla dispersione e tramandandola ai posteri in loro
memoria: sic studiorum hec suppellex nostra post nos [] ad aliquem nostri
perpetuo memorem pium ac devotum locum simul indecerpta perveniat.
Boccaccio non si allontan da Certaldo e Petrarca cambi idea e decise di lasciare
in eredit la propria raccolta alla Repubblica di Venezia. Il 4 settembre dello stesso anno
(1362) infatti il Maggior Consiglio accettava la proposta del poeta toscano di recarsi a
vivere nella citt lagunare e di ricambiare l'ospitalit della Repubblica con il lascito della
sua preziosa biblioteca. Lo Stato veneziano si impegnava ad onorarne la memoria
conservandola in un luogo sicuro, ampliandola e rendendola fruibile a vantaggio di tutti
gli studiosi, nel rispetto del desiderio formalmente espresso dal poeta. Petrarca si rec
3
Nella lettera a Tommaso Caloiro ( Fam. , III, 1) Petrarca definisce de Bury persona
d'ingegno vivace e di
buona cultura, e sottolinea con malcelata ammirazione che egli possedeva una ricchissima
raccolta di libri di
cui nessuno fu pi fornito: F. P
ETRARCA
, Le familiari , Libri I-IV , traduzione, note e saggio introduttivo di U.
Dotti, Urbino, 1970, pp. 340-341. Cfr. anche C. S
EGR
, Petrarca e Riccardo de Bury , in I
D
., Studi
petrarcheschi , nuova edizione riveduta, Firenze, 1911, pp. 263-291.
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ad abitare a Venezia nella casa messagli a disposizione dalla Repubblica. Ma sei anni
dopo, alla morte del doge Moro suo amico, mutate le condizioni politiche ea disagio nel
clima culturale della citt impregnato di aristotelismo, Petrarca decise di abbandonare
Venezia e accett l'ospitalit offertagli dai Da Carrara, principi di Padova.
Sebbene nel testamento del 1370 non si faccia menzione dei libri, alla morte del
Petrarca (1377) essi confluirono nella biblioteca dei principi padovani, mentre i duplicati,
gli originali delle sue opere ei libri in volgare restarono al genero Francescuolo. Come
dir in seguito Poggio Bracciolini essi - contrariamente a quanto il poeta aveva auspicato
- omnes venundati et variis hominibus dispertiti sunt.
Il Boccaccio nel suo testamento accett l'idea iniziale del maestro e dispose che i
suoi libri, dopo essere rimasti a disposizione dell'amico fra' Martino da Signa per tutta la
vita, fossero consegnati 'sine aliqua diminutione' al convento agostiniano di S. Spirito di

Firenze. Morto fra' Martino nel 1387, i libri furono assegnati al convento, ma ebbero
degna sistemazione solo grazie all'intervento di Niccol Niccoli nei primi anni del sec.
XV. Nel 1451 ne fu redatto l'inventario.
Letture di approfondimento: N. M
ANN
, Petrarca e la cancelleria veneziana , e M. P
ASTORE
S
TOCCHI
, La
biblioteca del Petrarca , in Storia della cultura veneta , II, Il Trecento , Vicenza, 1976,
rispettivamente pp. 517535 e 536-565; A. P
ETRUCCI
, Le biblioteche antiche , in Letteratura italiana , a cura di A. Asor Rosa, II:
Produzione e consumo , Torino, 1983, pp. 527-554; L. G
ARGAN
, Gli umanisti e la biblioteca pubblica , in Le
biblioteche nel mondo antico e medievale , a c. di G. Cavallo, Roma-Bari, 1988, pp. 163186.
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Niccol Niccoli, Cosimo de' Medici e la biblioteca di San Marco a Firenze
A Firenze, culla dell'Umanesimo, l'idea della 'pubblicit' da dare alle raccolte
librarie private, lanciata da Petrarca, fu ripresa dagli umanisti pi autorevoli, i quali
nell'ambito della riscoperta della civilt classica e della sua attualizzazione, richiamarono
anche il modello delle BB. antiche soprattutto quello alessandrino - concepite come
laboratori filologici per la riproduzione e lo studio dei testi, dove bibliotecari, dotti ed
esperti filologi, attendevano alla correttezza testuale, ai commenti, alle traduzioni.
Sull'esempio dei principi ellenistici e degli imperatori romani, che ritenevano
segno di distinzione e di prestigio il mecenatismo, la protezione e il favore verso gli
uomini dotti e, di conseguenza, anche l'istituzione delle sedi deputate alla conservazione
e alla trasmissione della cultura scritta, si moltiplicarono in tutta Italia gli esempi di
principi che istituirono biblioteche destinate all'uso comune.
Condiviso da autorevoli umanisti e accreditato nei secoli XV-XVI dal sostegno di
principiile i organismele publice laice i ecleziastice, prin urmare, exemplul lui Petrarca a
fost
nrdcinate n imaginaia oamenilor de cultur, s fie un model i
devenit un fenomen pe scar larg i de lung durat
4
.
Iubirea de cri, mai ales pentru textele clasice care au fost redescoperite,
Era conotaie tipic a umanismului nostru i cei mai mari exponeni dup Petrarca.
S aib biblioteca personal adecvat i actualizat a reprezentat ambiia de a
toate umanitii, Niccolo Niccoli de mai sus, care a format sufletul cercului florentin,
punctul su de referin. Un negustor bogat i bibliofil pasionat, a luat i copiat
cu furie coduri pentru a forma una dintre cele mai importante colecii particulare ale secolului
-

mpreun cu cea a Coluccio - (aproximativ 800 de volume) i cel mai bogat dintre codicele
grecesti
5
.
Dictand ultimul su va fi, n 1430 Niccoli destinat bibliotecii la mnstire
Camaldolesi S. Maria degli Angeli din Florena, dar n voina ulterioar,
redactat n 1437, cu puin timp nainte de moartea sa, sa rzgndit i a dispus ca acesta s fie
plasat la
la dispoziia cetenilor "tuturor cadrelor didactice universitare. Executorii, printre care
numele
Cosimo de Medici, n 1441 a decis s-l plaseze n cldiri s fie construite biblioteca San
Marco,
4
Pentru o ampl trecere n revist asupra instituiilor istorice bibliotecilor europene i
motivaiile care stau la baza acestora
instituia E. E
DWARDS
, Biblioteci i fondatorii bibliotecilor , Bruxelles-Gent, 1865 (repr. Anast. Bristol
Setagaya-Ku, 1997); M. R
OSA
, Depozite de cunotine: biblioteci, academii, arhive , n memoria
tiu. Conservarea i structurile organizatorice din cele mai vechi timpuri i pn n prezent , o
c. Peter Rossi, Roma-Bari,
1990, pp. 165-209; V. D
E
G
REGORIO
, Ia act cu privire la conceptul i practica publicitii n unele momente din istorie
bibliotecar , n I
D
., Casanatense i mprejurimi. Eseuri despre biblioteci i cultur n special la Roma , n al
aptesprezecelea
lea , Napoli, 1997, pag. 203-250.
5
Primul scaun grecesc de la Florena Studio a fost stabilit, pe cheltuiala sa, n 1397 de bancher
bogat
Nofri Strozzi i a ncredinat mingea , savantul bizantin Manuel Chrysoloras, autor al unei
gramatici, The Erotemata ,
care a avut un succes de publicare imens i difuzarea n secole mai trziu pentru predarea
limbii greceti.
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13
Cosimo a fost cu construit de Michelozzo de la Forli in noul sediu al
Dominican mnstire http://www.polomuseale.firenze.it/sanmarco/ .
n aceiai ani Cosimo, precum i configurat colecia dvs. palatului - pentru
Privat Medici, au fuzionat n 1571 n San Lorenzo pentru a fi Medici
publice, Laurentiana curent ( http://www.bml.firenze.sbn.it/index.htm ) - este
El a promis s mreasc stocul bibliotecii mnstirii dominicane San
Marco, integrnd noi achiziii niccoliano de baz. Pentru a face

cea mai bun alegere pentru aparate bibliografice necesare pentru comunitatea Dominican
Se ntoarse spre Fra 'Tommaso Parentucelli din Sarzana, un savant umanist i bibliofil,
cerndu-i
pentru a ntocmi o list de cri pe care consider indispensabil n bibliotec nou format.
"Nota" scris de Parentucelli privind "aa cum a trebuit s rmn o librrie" - potrivit
expresia florentine librar Vespasian da Bisticci - const dintr-o list de autori
i titluri de valoare n care contemporanii au recunoscut autoritatea i statura de sine ca
model de urmat n crearea altor biblioteci umaniste. Un model care
Parentucelli acelai urmat i aplicat n formarea pentru colecia sa privat i
formarea b. public care a decis s creeze "pro comu doctorum virorum
este confortabil "la curtea papal, n 1447, cnd a devenit pap cu numele
Nicholas V.
Canon Nicholas Parentucelli
Este a fost transmis de la o copie cunoscut pn n prezent, efectuate de Dominican
Leonardo di Ser Uberto n a doua jumtate a 400 sau primele decade ale "500, i s-l
A aparinut. Cod, originar din mnstirea San Marco, este acum n
Bibl. Nat. Centrul de la Florena cu mnstirile semntur J suprimat VII 30 (411)
6
:
Inventarium Nicolai pape V, quod ipse composuit la instantiam Cosme de
Medicis, ut ab ipso Cosma audivi, die XII novembris 1463 ego Frater Leonardus ser
Uberti de Florentia, ordinis Predicatorum, acest reverend clugr patre de Sant
Florentia, anterior Sancti Marcy Florentiae, eiusdem ordinis .
Acesta const dintr-o simpl list de autori (98) i lucrri, scrise ntr-un scop practic
i innd cont de faptul c biblioteca la forma a aparinut unui ordin religios
cu toate c sunt destinate uzului public:
<Predomine texte biblice, teologice, filosofice, patristic i scolastic
medieval
6
Adugat pe site de Maria Grazia Blasio, Cinzia Lelj i Giuseppina Roselli, o contribuie la
lectura canon
bibliografia lui Thomas Parentucelli , n Cheile de memorie , Vatican, Vatican Scoala
paleografie, diplomatic i de arhiv, 1984, pp. 125-155.
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14
<-ORAUL Clasice - din care b. El a fost deja bine aprovizionat datorit motenirii Niccoli Parentucelli ofer doar o list foarte scurt de semnalizare, dar cu o fraz
fatidica las calea deschis la libera alegere i asumarea Cosimo
Colaboratorii si cunoteau bine cei mai importani autori pentru "studii
humanitatis ":" De humanitatis autem colile, grammaticam ad-cuantic,
rhetoricam, hystoricam et poeticam spectat ac moralem, auctoritate que
digna Sunt, Vobis cred c ei foarte bine cunoscute. Ego-ul tamem, tu Bibliothecam
conditurus essem, ejaculare omnia Haberi nu possent, vellem ISTA nu precipue
DEESSE "i enumer o serie scurt de autori latini i tai ai Bisericii i
lucrrile lor cele mai importante (Blasio [et al], p. 154, Gargan, p. 174)
Aceasta este prima dovada a legturii dintre "humanitatis de studiu", care va da numele su
curente culturale Umanismului i care sa impus prin canonul studiilor
codificate n studiorum Raportul dintre iezuitilor, va marca profund sistemul colar

i educaionale italiene i rspndit n toat Europa, datorit noroc,


Ea poate spune, model pedagogic monopolist a Ordinului fondat de Sf. Ignatie al
Loiola.
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Influena asupra formrii Vaticanului i a bibliotecilor umaniste
n 1447, aa cum sa menionat deja, ntre "Tomaso Parentucelli a fost ales pap sub numele de
Nicholas V i, n conformitate cu bibliografica lui Canon i poate cu mai mult atenie
la texte clasice, consacrat darurile intelectuale i pasiunea pentru bibliofilului
crearea unei biblioteci "la communem cunctorum Romanae Ecclesiae
praelatorum utilitatem ad-perpetuum et quoque et aeternum Sacra palatii ornamentum "
(Giannozzo Manetti, Nicholas V Biografie ).
El a format primul nucleu stabil al Vaticanului, colectarea de coduri cu aceeai
modul de comision, ncredinat umanitii cercului su, am vzut
implementat de Petrarca i de ctre De Bury
7
. Catalogul compilat dupa moartea sa (1455) nregistrri
800 mss. Latin i 350 greac mprit n armaria distincte: Dar biblioteca a curii papale
Acesta a fost deschis pentru uz public numai 20 de ani dup bula Sixtus IV din 15 iunie 1475
(Eveniment imortalizat ntr-o fresc faimos Melozzo da Forli, care reprezint
Papa n timp ce nmna documentul Bartolomeo Platina, primul bibliotecar
http://keptar.demasz.hu/arthp/art/m/melozzo/foundati.jpg ).
VD Vaticanului.
http://bav.vatican.va/it/v_home_bav/home_bav.shtml (istorieistructur).
Dup cum sa menionat mai sus, bibliografice canonul Parentucelli, el a impus prin
Cele mai prestigioase exemple de biblioteci de San Marco din Florena i Vatican, a influenat
n calitatea bibliografiei i organizarea coleciilor bibliotecii
Bb multe. tiine umaniste:
<Malatesta Cesena, care, prin voia lui Malatesta Novello (1452) va
El a dezvoltat pe colecia primordial a bibliotecii mnstirii franciscane din
Cesena, unde a fost numit CEO. Acesta a fost finantat de doamnele din ora
mai nti i apoi de ora i a fost destinat n mod oficial pentru a fi utilizat imediat
publice. Acesta a fost proiectat i construit de arhitectul Matteo Nui Fano profilat
o bazilica cu trei nave separate prin coloane, cu numeroase i mari ferestre
laterale i o fereastr de trandafiri n peretele din spate pentru lumin (amplasat n partea de
est
n al doilea rnd
le
dispoziii
arhitectur
clasice)
http://www.malatestiana.it/sezioni/libraria.htm
7
A se vedea referatul naintat n 1451 lui Enoh d'Ascoli responsabil pentru detectarea
manuscriselor n biblioteci
Europa de Nord publicat de E. Muntz-P. Fabre, La Bibliothque du Vatican II au XV
e
sicle d'aprs

des documente indits , Paris , n 1887, public un catalog de manuscrise latine a fcut remiz
dup
Moartea lui Nicholas V de ctre papa Calist III.
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16
<BB. Visconti i Sforza n Pavia i Milano (percheziionat de ctre trupele
Francez a venit n Italia, la sfritul secolului. XV dup Charles VIII i Ludovic al XII-lea)
i Alessandro Sforza n Pesaro, a distrus la nceputul anilor '500 de militari
Duke Valentino;
<B. Federico da Montefeltro din Urbino, bazat pe comision parentucelliano conform mrturiei explicite a Vespasiano da Bisticci n biografia
Federico - nfiinat cu cri noi produse n scopul laboratorului
editorial al Vespasian, vindecat i preioase n MSS. iluminate, deschis la utilizarea
membrii curii i a multor intelectuali care s-au bazat acolo,
condus de personal specializat (Agapito, Federico Veteranilor, Lorenzo
Teetotaler). Rechiziionat de ctre Papa Urban al VIII, din moment ce 1657 a fuzionat cu
Biblioteca Vaticanului, n cazul n care codurile sunt sortate n dou seturi de
Codicele Urbinates latini i Urbinates Graeci
8
.
Ideea bibliotecii publice i exemplul bibliofil i principiile seculare Papa
Ei au influenat alte figuri majore ale clerului, mai ales cardinalilor, prini ai
biseric. Printre acestea nu putem uita cardul cel puin. Vissarion, faimos pentru
marele su un savant i om al bisericii i pentru acele tipuri de cri
b lui. care a mers pentru a forma nucleul Biblioteca Marciana n actuala
Venezia
http://marciana.venezia.sbn.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Marciana
Nscut n oraul grecesc Trabzon pe Marea Neagr, Vasile a devenit bazilitan Monaco
lund numele de Vissarion. De la 1430-1436 el a fost un elev al mai greac filozof
timp, George a spus Gemisto Pletho, devenind excelent cunosctor al
filozofia platonician i aristotelic, matematic, astronomie, cultur clasic
n general. n 1438 a fost fcut arhiepiscop de Nicea. ln aceast calitate a participat la
Consiliul
Ferrara-Florena, convocat de Papa Eugen IV, n conformitate cu "mpratul Bizanului
8
Maria Morandi, Luigi Morandi, transferul de "codice Urbinates" Biblioteca Vaticanului:
istorie,
documente i inventar , Urbino, Academia lui Raphael, 1981.
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17
Ioan al VIII-a aduce unirea dintre cretinii din Vest i Est. el sa distins
ca cea mai importanta personalitate si a fost special pentru ea c Uniunea a fost
a proclamat 06 iulie 1439 n Florena. Dar grecii au respins Uniunea, care le-a aprut
o nou dominaie occidental, astfel nct eforturile consiliului au fost n zadar.
Bessarione n schimb a fost printre puinii care au rmas fideli Uniunii, i a acceptat plria
Cardinalii, convins c el poate astfel s obin mai multe beneficii pentru cauza grecilor.

Cardinal a devenit, el sa dedicat n principal dou scopuri: ca diplomat,


protecia terenurilor greceti ameninate de turci; ca un om de cultur, la rspndirea
gndirea greac, n special neo-platonic, i salvarea mrturiile scrise
civilizaiei antice greceti pe care se temea de distrugerea complet pentru Advanced
distructive ale turcilor. El a fost apoi capabil s cumpere, sau pentru a copia, de cele mai
multe
capodopere ale lumii antice greceti. n 1468 a decis s doneze crile sale la Veneia: ce
pentru credina sa n sistemul constituional al Republicii, pentru respectul pe care el
Se simea fa de principalii oameni de stat, pentru afeciunea care a nconjurat
n timpul ederilor sale n ora. Veneia, n cazul n care o colonie greceasc greu de lucru a
prosperat,
ia aprut un al doilea Bizan, motenitorul tradiiei bizantine i singura putere
Vestici care i-a asumat sarcina de a contracara avansul turcesc: de la 1463 a fost
De fapt, fiind un rzboi teribil ntre sultan i Republica, care sa ncheiat numai n
1479.
n scrisoarea trimis de ctre Vissarion la Doge Cristoforo Moro pe 5/31/1468 sunt
a exprimat motivele care l-au condus s doneze crile sale republicii, deoarece acestea erau
locuri
disponibil pentru toi oamenii de tiin ( 'to communem hominum quam Graecorum TAM
utilitatem latinorum "), n ceea ce a lua la ideea de Petrarca.
Deosebit de valoroase pentru numeroasele MSS. Grecii s-au adunat n protejarea culturii
greco-bizantine dup cderea Constantinopolului n 1453. Ei au format cea mai mare parte
important i semnificativ a b., care a sosit n Veneia, n timp ce donatorul a fost nc
via. Dar, n ciuda insistenelor, deoarece crile au fost plasate n Bazilica Sf.
Marco sau ntr-o alt locaie adecvat disponibil "cunctis la ipsam librariam aceddere et
ac Legere studere volentibus ", i n ciuda asigurrilor din dogelui despre lui
cazare n palatul ducal, b. mai mult de 1.000 de volume (Vissarion a donat
mai trziu nc 250 mss. Latin) a fost plasat n lzi i plasate numai un secol mai trziu, n
mare
camer,
'The
Biblioteca ",
realizat
la
jumtate
del
"500
dal
Sansovino
( Http://marciana.venezia.sbn.it/news1/02i.htm ).
Ideea de b. rspndirea public n cercurile umaniste chiar i n afara centrelor
Cel mai important cultural i s gsim dovezi n iniiativele multor oameni nvai
urmai ai lui Petrarca. mi amintesc doar cteva exemple: cea a cardului. Branda
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18
c a nfiinat n treizeci de ani "400 o bibliotec n ara sa de origine,
Castiglione Olona; din Artegna Guarnerio, care n testamentul su redactat nainte de a muri
n

n 1466 el a legatb. privat


comunitate
de
San Daniele del
Friuli
http://www.comune.sandanieledelfriuli.ud.it/territorio/guarneriana.asp ;
de
Roberto
Valturio, umanist Rimini, care n 1475 destinate mnstirea Sf. Francisc din Rimini
"Omnes Libros cuiuscumque facultatis, ut stent Perpetual libreriam dicti Conventus la
Studentium usum et aliorum Fratrum et hominum civitatis Arimini ". Biblioteca
Franciscanii din Rimini a fost dispersat n sec. XVII i cu ea biblioteca Valturio.
Acestea i alte bb. privat, care nu a fost tiri, nfiinat cu aceeai
intenie, de multe ori sprijinite sau au fuzionat n instituiile existente, cea mai mare parte
religioase, dar n mod clar elaborat n conceptul de "publicitate", n sensul
utilitate public, marcheaz limitele ntre b. medieval i modern.
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19
Taxele Guarino Guarini
Pe lng canonul Parentucelli n '400 a fost, de asemenea, a dezvoltat o alt tax
studiile efectuate de unul dintre cei mai mari maetri ai Umanismului, Guarino Guarini din
Verona,
i cercul literar format n jurul lui i prinul Leonello d'Este la curtea
Este de Ferrara
S-au transmis prin lucrarea Politia LITERARIA ( Res Publica LITERARIA )
umanist Angelo Decembrio, format n jurul mijlocul secolului. XV. Lucrarea este
sub forma unui dialog ntre membrii cercului literar (influena
modelul platonic) reflectnd asupra particularitilor umaniste. printre cele
argumente n discuie criteriile care trebuie urmate n selectarea i lecturi
formarea b. personale.
Cap. consacrat acestui subiect (I, 3), este intitulat "Aici modus ordoque Servandus n
fiind tratate Bibliotheca poliendaque, aldehid quo pacto fruenda, scilicet aici cri i fosta
Latinis Sunt et Graecis adecvate .... " Taxa este selectiv i de exprimare modus ordoque
Servandus indic dreptul de form care trebuie urmate i criteriile care trebuie urmate n
alegerea de cri, nu dovendosene acumula mai mult dect ar trebui la nevoile
Personal ( exista enim modus despre numerele finem quantitatem ... l plures Vel Libros
compar ac opus est ).
A. Leonello Guarini nu expune canonul noii culturi a crei cerc
Ferrara este interpretul, i care se concentreaz pe studiul de clasici.
n plus fa de taxa de licen este selectiv motivat: adic, d motive, cu judecile critice,
incluziuni i excluderi i acest lucru se propune ca un manifest
umaniste , i nu numai ca un ghid pentru formarea unui b.
Autorii includ nici o selecie de lucrri sunt clasice, n special
istoricii Sallust, Livius, Tacitus, dar, de asemenea, Virgil, Cicero, Horaiu, Terence, Pliniu,
Juvenal, iar grecii cunoscui n traducere latin.
De unii autori, este esenial s existe doar cteva fapte ( "electiora ut
quaedam ambrosii, Augustinique decedat maxim De Civitate Dei Opus Licet, Ditto
summopere delectabile, precipue sed Hieronymi, omnia divin decedat, preclara

oper Sunt Tullianaque ').


De asemenea, indic lucrrile care nu trebuie s fie prezente n b. umanist
astfel nct strin la logica clasicism umanist i sunt lucrrile juridice,
teologic, medical, proprii literatura de specialitate, care a avut
Ea a caracterizat cultura si bb. medievale.
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20
F? R? De asemenea, funcioneaz n limba local ( "eis locus alius quippe assignandus est"),
ntre
n cazul n care lucrrile lui Dante, Petrarca i Boccaccio, considerate mai potrivite pentru
"Rudes". O Titus
Strozzi, care nu mprtete aceast evaluare drastic, Guarino nsui repet
excluderea acestor cri prin codul de umaniste, cu toate acestea, admite citirea
privat, n scopul de petrecere a timpului liber i de divertisment, pentru a ncnta femei i
copii cu
dragoste afacerile sau cu faptele de vitejie ale cavalerilor, dar, de asemenea, s-i sperie cu
povestea unor evenimente teribile ( "rndu precipue hybernis noctibus cum mulieribus et
Liberis nostris lectitandos, cum AUT eosdem amoribus laetari, admirari magnific, AUT
flagitiis vellemus absterrere ').
Etapa este foarte important, deoarece, n plus fa de exemplificarea caracterului elitist al
canon al culturii umaniste, mrturisete opinia protagoniti n cadrul dialogului
comparaii ale literaturii n limba local, a crei valoare literar era acum recunoscut
(Boccaccio definete Comedie "divin" a lui Dante).
Observaia Guarino, de asemenea, este de mare interes, deoarece ea depune mrturie
existena unui circuit de carte popular este format din texte n limba local a
Cele mai bune autori; De asemenea, d mrturie despre existena unor niveluri diferite de
lectur (nu numai de studiu
dar i petrecere a timpului liber), precum i existena modului de citire diferite (private i
tcere n propriul su studio, dar, de asemenea, comunitare i cu voce tare n locuri i
momente
Deputailor la sociabilitii).
lecturi suplimentare: Luciano Gargan, umanistii i biblioteca public , n Le
Bibliotecile din lumea antic i medieval , editat de Guglielmo Cavallo. 5. ed. - Roma-Bari,
Laterza, 1998, p. 163-186; Luigi Balsamo, bibliografie. Istoria unei tradiii , 1. ed. rev. e
actualizat, Florena, Sansoni, 1992, Capitolul III: bibliografice canonul al secolului al XV -lea
i al presei
tipografie .
pagina 21
21
bibliotecile de judecat i bibliotecile "stat"
n plus fa de bibliotecile le-am menionat, mnstire, universitate,
umaniste, al cror repertoriu de bibliotec este, chiar i n diferite tipuri, n esen, n
Limba latin, exist - i am vzut deja n parte - un alt tip de b. c urme
originile n secolul al XIII - lea. b. instan, b. Palatine (din Palatium ), tipic tribunalelor
European, dintre care Italia are cea mai nalt expresie n Sicilia la curtea vabilor
i n mediul cultural pe care enucleates acolo. BB. Prinul privat i curtenilor,
fr un proiect cultural definit dedesubt i fr o organizaie, chiar i fr

loc fix (se deplaseaz la instan), dar funcional la practicile de citire improvizat
vieii instanei i modul de citire, de multe ori comunitar i cu voce tare. bogat
de texte n noile limbi romanice, prin urmare, expresia unei culturi tipice n mai multe limbi
internaionalitate familiilor regale (vabi, angevini i aragoneze).
Multitudinea de interese, de asemenea, cultivate n instan Este a avut loc n
Botezul Guarini canon este documentat n inventarul 1495 crilor n cazul n care,
articulat n nuclee stocate n locaii diferite, ele sunt prezente, pe lng textele cerute
Taxele Guarini lui pentru formarea crturarului umanist, lucreaz n limba local: de la
romante tradiionale ale cavalerismului (tipic al instanei citete) n limba local a lucrrilor
clasice, la autori moderni, lucrrile de devoiune sau de utilizare practic n practic
viaa de zi cu zi a societii, de la clrie la vntoare, la minge.
n a doua jumtate a secolului. XV, acest model b. Palatine, blocat n
domeniul de aplicare al instanei, devine b. "Stat" n sensul lui Armando
Petrucci -, simbol al puterii prinului care guverneaz soarta oraului, instrument
construirea consensului n jurul valorii de figura lui ca patron.
B. 'The "umanist-renascentist, statul trebuie s fie neleas nu n sensul juridic modern
ca proprietate a statului i a cetenilor, ci ntr-un sens simbolic, ca
Reprezentant al intereselor prinului. Noul concept de b. Aceasta se datoreaz
transformarea instituional a Domniei la principat: doamnelor impresie
Feudal are referire la puterea central, care ia dat nvestiturii i curtea su,
Renascentist prin are primul su contact n disciplinele: este procesul care va conduce
stabilirea unor state naionale. n primul caz, biblioteca este Domnul b.
Palatine, destinate uzului personal a membrilor instanei, n al doilea este deschis
un public mai larg de oameni de tiin, de a " anturajul intelectualilor a crui prin
Ea nconjoar i care asigur mijloacele i instrumentele de studiu. Este "un prin care
prezint ca un iubitor al artelor i patron al artitilor i scriitorilor, care, la rndul su, da
luciu i crete consens cu privire la figura lui i puterea lui cu munca lor
i lucrrile lor.
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exemple remarcabile de bb. "Din" stat sunt cele deja menionate mai papi, Medici,
Malatesta Cesena i Rimini, Alessandro Sforza Pesaro, Montefeltro i
Della Rovere din Urbino, The Este n Ferrara, Napoli Aragon, Visconti i
Sforza din Milano i Pavia, transportat n Frana de Charles VIII i Ludovic al XII-lea, la
sfritul
lea, n timpul uneia dintre primele coborri ale principiilor strine din motive de cucerire
ara noastr, i, n afara Italiei, b. Matei Corvin, regele Ungariei, care este format de
asemenea,
conform mrturiei lui Vespasiano da Bisticci, n conformitate cu canoanele umaniste.
lecturi suplimentare: Amedeo Quondam, Biblioteci a instanei Este la punctele
declaraia scris: manuscrise, incunabule, cri tiprite ale bibliotecilor de stat italiene ,
Direcia tiinific: Guglielmo Cavallo, Roma, Oficiul de Stat i Ment Biblioteca
De stat, 1994, pp. 207-215); Armando Petrucci, Bibliotec, cri, scrieri n Napoli
Aragon , n biblioteci n lumea antic i medieval , editat de Guglielmo Cavallo, 5. ed.,
Roma-Bari, Laterza, 1998, pp. 187-202.
pagina 23
23

Caracteristici ale bb. umanistic


caracteristici distinctive sunt:
1. cri bilingve patrimoniu, latin i greac i, n unele dintre ele, cele mai vechi nuclee de
n limba local, la fel ca n bibliotecile i Aragon Este; prevalenta clasice,
prinii bisericii i umanitilor contemporane
2. cri noi, cea mai mare parte transcrise de contemporani copisti n Antiqua Littera , mss. di
de lux, de multe ori impodobit cu decoratii bogate i legturi generos i, prin urmare,
Valoarea ridicat a activelor, care crete odat cu garania sofisticare
prestigiul cultural al prinului i dinastia lui, nu de puine ori de noblete
recent (negustorii Medici i bancheri, omul militar Federico Montefeltro)
3. locaie autonom n cadrul cldirii (mic studiu Duke Federico)
4. gestionare ncredinat intelectuali, bibliotecari profesioniti, i gzduit la salaried
tribunal (Agapito i Federico Veteranilor din Urbino, Bartolomeo Platina n Vatican)
Ordinul a fost pentru materialele tradiionale din interiorul celor dou sectoare distincte:
Latin i greac. Dimensiunea cantitativ necesar acum sprijinul instrumentelor de
mediere, i chiar de la Platina a fost responsabil pentru elaborarea n 1481 a catalogului pentru
materiale
cu un indice alfabetic final al numelor autorilor. Platina, de asemenea, a inaugurat, de
asemenea,
utilizarea unui alt instrument foarte important de gestionare bibliografic: registrul
mprumut extern, instrument foarte util astzi n scopul a documentaiei pentru
Nume utilizator b. i citirile lor.
B. care mai deplin ea a jucat sarcina b. "Stat", ca portret
oglind simbolic i ideologic a puterii spirituale i temporale a papei , a fost
tocmai Vaticanul, a fcut cu evidente i contiente n scopuri ecleziastice pentru
Decorarea Bisericii i creterea credinei catolice ; inteniile apologetic i
propagand
c
si
ntrit
n
secol
de
Contra-Reformei,
cnd
si
Ei se concretizeaza n mijlocul scopurile prevzute de taurul instituie Sixtus al IV-(1475): "la
decorem militantis Ecclesiae, fidei Catholicae augmentum, eruditorum quoque ac
litterarum virorum insistentium commodum colile i de onoare "(" to ornament
Biserica lupttoare, ntrirea credinei catolice, pentru utilitatea i onoarea
savani
e
din
brbai
de
litere ")
http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Apostolica_Vaticana
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24
Melozzo da livrare Forli Sixtus IV la Bartolomeo Platina bula de numire
n calitate de prefect al Vaticanului B.
Conservarea i utilizarea patrimoniului
Deja n a doua jumtate a secolului al XV-lea, ducele de Urbino Federico da
Montefeltro, a declarat n mod clar sarcinile custode i a dictat msurile de protecie
"Editarea de carte", bogat i prestigioas, care a fost perceput de contemporani i apare
chiar i astzi, influenele culturale bogate, care nu sunt de baz ", cel mai demn de a fi
vreodat a fost fcut din acel moment acum "
9
.
Intarsii studiului Duke,
Palazzo Ducale, Urbino
"Officio bibbliotecario"
Vole bibbliothecario fi docto, aspecto de bono, de natura bona accustumato,
et bona et limba expedita, i pe care s lupte de la dulap de "havere inventarului
de ei tucti cri, cele et cum s pstreze ordinea n lochi et de possere rectiga ceea ce "1 vole
ntr-unul imediat, Cus latin commo greac sau le hebrei sau ce altceva a existat. i sciorare
inseme ejaculare le cri de sttut, i s vedem c nu este humida i uita-te la ea de la molii,
viermi i Omne i altceva nociv prin mna lui inepti et ignorant, et immundi
stommacosi. i arat-i doar ejaculare aripi Diligentia persoane auctorit de et de
Doctrina, ejaculare cum frumos mod de a le face s neleag prestantia, et gintileza
frumuseea ei, et
de caractere sau et de miniaturi. Et de 'serrano vedea atunci dac nu pighe alchuna
Card de et revederli de multe ori, i atunci cnd mustrano persoanei ignorant care le
curiozitatea
9
Vespasiano da Bisticci, Comentariul vieii Domnului Frederick, Duce de Urbino , n Id., The
Lives , ediia
critici cu prefa i comentarii de Aulus greac, Florena, Institutul Naional de Studii
Renasterii, 1970.
pagina 25
25
El a vrut s vad dac nu este prea De auctorit, doar un ochiata. Cus et ngrijire havere
cnd manchasse-le un sistem de blocare de compensare n curnd i Omne la un alt diffecto.
et non
lassare aduce fuora alchuno de carte excepto lui locho dac "Domnul ia poruncit, i
recordise de haverne el scripto de mna celui care fussino mprumutat, i s ia
cont de la sine, folosind Diligentia de sechestra grij atunci cnd carte publicarea venelor
mulimii,
c nimeni nu va adus Fusse tiptil, commo n urm i acest bibbliothecario, acorto et
MESER diligente Agapito "
10
.
Restul proteciei patrimoniului documentar a fost ntotdeauna un interes
primar i nc din cele mai vechi timpuri au fost elaborate n soluii de linie i teorii elaborate
cu cunotine tiinifice i tehnologice ale timpului conectat la sistemele de
producie, pentru a sprijini materiale, la forma documentelor. Acest lucru nu este locul pentru
o analiz detaliat a textelor n acest sens cel mai reprezentativ, c sesizarea altor

sediul central, dar nu se poate omite aici, cel puin menionarea unor autori care au marcat
cele mai importante de achiziii pentru o lung perioad de timp i pentru un motiv bun
considerate valabile. Pliniu cel Btrn a
au srbtorit proprietile de lemn de cedru, cu ulei sau miros de rini
intense, insectele i capsae de protecie a oferit adpost n condiii de siguran pentru
sub form de rulouri de papirus i pergament ( Naturalis Historia , XIII, 27). Vitruvius,
arhitect, are
interesat de problemele de sntate ale mediului nconjurtor i a dezvoltat teoria
Expunerea la est a cldirilor de depozitare ( De Architectura , VI, 6)
11
. Richard
de Bury n Philobiblon (1344) a teoretizat cu pasiune dragoste i respect pentru cri,
Ea a recunoscut i a descris factorii de risc provocate de om (cap VII:. Lamentaii
librorum contra frumos ; capac. XVII: De honestate din cauza despre custodiam librorum
adhibenda ), el a susinut necesitatea de transcriere i de producie frecvent
noi copii (cap al XVI - lea:. Quam meritorium stea Libros novos scribere et veteres
renovare ).
12
Un perorare preluat i a relansat dup mai mult de un secol
Johannes Trithemius, stare i bibliotecar al mnstirii benedictine din Sponheim, n
De Laude Scriptorum (1492), o od la activitatea scribilor ntr - o perioad de plin
declaraia de pres. n cap. XV, De custodie et munditia librorum Habenda ,
autorul ndeamn, de asemenea, s se asigure sigurana i igiena mediilor
conservarea i invitaia adresat tutorelui de a verifica periodic i s verifice cu
scrupulos starea de sntate a documentelor prefigurat deja ntr-un fel ca o practic
dobndite de conservare preventiv, care este nc o problem n centrul dezbaterii
10
Officij et de a comanda casa de lo ilustr Lord Duce de Urbino , editat de Sabine Eiche,
introducerea
John Larner, cu contribuii de John E. Law, Allen J. Grieco, Sabine Eiche, Urbino, Academia
lui Raphael, 1999
pp. 131-132.
11
"Cubicula et biblyothecae la orientem debent spectare; enim usus Matutinum Postulat lumeni,
n elementul
biblyothecis cri nu putrefacie. Nam n quae lui la meridiam et occidentem spectant, la tineis
et humore
viciantur, quod vnturile Humidi advenientes procreant eas et alunt infundentesque humidos
spiritus paloare
volumina corrumpunt ".
12
Riccardo De Bury, Philobiblon , de Pino Branco, Milano, La Vita Felice, 1998.
pagina 26
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26
bibliotecari conservatori
13
. ntre secolele XV-XVI, cu toate acestea, n Italia i n
Bibliotecile europene sunt instituii n primul rnd de "conservare" i "utilizare" protejate

n cazul n care crile sunt ", artnd" vizitatorilor - astfel cum se prevede n regulamentul
Federico
Montefeltro - i n cazul n care sigurana i plcerea pe partea savani, care s-au bucurat
acest privilegiu, au fost garantate n mod semnificativ de lanurile cu care erau legai crile
frontoanele.
n secolele XVI-XVIII, cu stabilirea unor mari biblioteci programatic
destinate uzului public, mai ales de ctre sau n puls cardinalilor
14
, Vine la
maturizare o elaborare teoretic lung pe nelesul, rolul i sarcini ale
Bibliotecile, care au fost implicai cei mai importani intelectuali ai fiecrei epoci
15
: Richard de Bury
Francesco Petrarca; de Thomas Parentucelli, viitorul Papa Nicolae al V i iniiatorul
biblioteca Vaticanului
16
, Paolo Cortesi, autorul De cardinalatu publicat n 1510,
unde a teoretizeaz figura domnitorului Bisericii, una dintre cel mai mare merit este acela al
s stabileasc un "Bibliothecam quae n domo pateat omnibus"
17
; de Conrad Gesner n
Antonio Possevino, care, n ideea lor de bibliotec au interpretat
radicalizare paradigmatic a poziiilor religioase i ideologice ale reformelor
Luteran i cel catolic
18
; Gabriel Naud, un susintor al unui cosmopolitism cultural ideal
formulate n " Advis pour une salon Bibliothque (1627) i puse n aplicare n
realizarea bibliotecii Mazarin n patruzeci de ani din secolul al XVII-lea, iezuitul
Claude Clment, ef al bibliotecii Escorial lui Filip al II-lea i teoretician
13
Roland Behrendt, Biblioteca Egumenul Trithemius , n "American benedictin Review, 10
(1959), pp. 6785; Johannes Trithemius, n lauda de crturari. De Laude Scriptorum , Lawrence, Kan,
Coronado Press, 1974. ;
Johannes Trithemius, Laudati manuscrisul , editat de Andrea Bernardelli, Palermo, Sellerio,
1997.
14
Giorgio Montecchi, Cardinali i biblioteci , n "Societate i istorie", 12 (1989), nr. 45, pag.
729-739, i Armando
Petrucci, crile violet , n puncte ale declaraiei scrise: manuscrise, incunabule, cri tiprite
ale
bibliotecile de stat italiene , direcia tiinific [a] Guglielmo Cavallo, Roma, Istituto
Poligrafico e Zecca dello
Stat, Biblioteca de Stat, 1994, pp. 303-309.
15
Funcia crii i biblioteca n pstrarea i transmiterea de cunotine a se vedea cel puin
Mario Rosa, depozite de cunotine: biblioteci, academii, arhive , Carlo Augusto Viano,
biblioteca i
uitare , n memoria cunoaterii. Structurile sale de conservare i de organizare din cele mai
vechi timpuri i pn n prezent , prin

Peter Rossi, Roma-Bari, Laterza, 1990, respectiv, pp. 165-209, 239-273.


16
Jeanne Bignami Odier, La Bibliothque de la Vatican Sixte IV a Pie XI. Recherches sur
l'histoire des colecii
de manuscrits , avec la o colaborare de J. Ruysschaert, Vatican, Biblioteca Apostolica
Vaticana, 1973.
17
Dup modelul palatului cardinalului conceput ca un spaiu de conservare i utilizare a se
vedea.
Kathleen Weil-Garris, John F. D'Amico, palat ideal dac Renaissance cardinalului: un
capitol din De Cortesi lui
Cardinalatu , n Studii n arta italian i arhitectur, a cincisprezecea a lungul secolelor
XVIII - lea , editat de Henry A. Millon,
Roma, Academia American de la Roma, 1980 (Memoriile Academiei Americane de la Roma,
35), pag. 47-123, i Joseph
Connors, bibliotecilor romane din jurul all'Alessandrina , la Roma i Urbis Studium . spaiu
urban i
Patru cultur din secolul al XVII - lea. Lucrrile Conferinei, Roma, 7-10 iunie 1989 , Roma,
Ministerul Patrimoniului Naional
culturale i de mediu, Oficiul Central pentru active de arhiv, pp. 487-497.
18
Luigi Balsamo bibliografice Canon Konrad Gesner i conceptul bibliotecii publice n secolul
al XVI - lea ,
n tiin bibliotec i istoria crii n onoarea Studii Barberi Francesco , Roma, 1976, pag.
77-95; Alfredo
Serrai, Conrad Gesner , editat de M. Cochetti, Roma, BULZONI, 1990; Id., Antonio
Possevino n istorie
bibliografie , IV, ed. MG Ceccarelli, Roma, BULZONI, 1993, p. 711-760;Candida , Carella,
Antonio Possevino
i biblioteca "Selecta" prinului cretin , n Bibliothecae selectae de la Cusano o Leopardi ,
editat de E.
Canon, Florena, Olschki, 1993, p. 507-516.
pagina 27
27
modelul de bibliotec-muzeu ( sive Muzee bibliothecae privatae quam publicae TAM
extructio, de instruire, ngrijire, usus , 1635)
19
; i din nou, de Leibniz, bibliotecar la Hanovra
i Wolfenbttel, Paolo Maria Paciaudi, organizator al Bibliotecii Palatin din Parma,
inaugurat n 1769
20
.
n ciuda diversitii poziiilor culturale i religioase, aceti oameni de tiin mprtesc ideea
"publicitate" n bibliotec i, ca o obligaie corolar, necesitatea
conservarea, organizarea i utilizarea patrimoniului. aceste elemente
constituie o valoare adugat pentru toate instituiile publice n comparaie cu coleciile
privat, unanim apreciat pentru criteriile de calificare i specializare
care sunt nfiinate, dar la fel cum a considerat n mod realist n formele lor nesigure de

durabilitate si usurinta in utilizare. Gesner cu privire la acest punct este fr echivoc: "Solae
publicae bibliothecae
diutissime retinent Libros et ad-usum n Promptu dac offerunt "
(Konrad Gesner, Bibliotheca
universalis und apendice, mit Nachwort von Prof. Dr. Hans Widmann, Osnabrck, Otto Zeller,
1966 (repr. Anast. Din prima ed., Tiguri, apud Christophorum Froschouerum, 1545), 1. v., C.
* 3r).
19
Gabriel Naud, Advis pour une salon Bibliotheque , Paris, Targa, 1627. Sull ' Advis Maria
Cochetti, Gabriel
Naud, Mercurius philosophorum , n "Bibliotecarul", 1989, nr. 22, pp. 61-104;Alfredo Serrai,
Gabriel Naud,
Advis pour une Bibliothque salon (1627) , ibid ., 1992, nr. 31, pp. 49-85; Id - ul., Din istoria
bibliografie , V,
biblioteconomie tratate , ed. M. Palumbo, Roma, BULZONI, 1993, p. 295-331; Ugo Rozzo,
The A DVIS de
Gabriel Naud i naterea biblioteconomiei , n "The bibliofili", 97 (1995), pp. 59-74. Claude
Clment
A. Masson, La Bibliothque templu des siecle Muzelor au dix-septime , n Humanisme Actif.
Mlanges d'art et de
littrature offerts Julien Cain , al II - lea, Paris, Hermann, 1968; Serres, Istoria bibliografie ,
V, cit., Pp. 273-294.
20
Margherita Palumbo, Leibniz i res Bibliothecaria: bibliografii , literariae Historiae i
cataloage n
bibliotec privat Leibniz, Roma, BULZONI, 1993; Paolo Maria Paciaudi, Biblioteca R.
Parma , 4. ed. a
editat de Gustavo Cammillo Galletti, Roma, 1863; Chiara Burgio, activitatea cultural PM
Paciaudi n Parma
Du Tillot i "memorie n jurul Biblioteca Parma" su , n "Aurea Parma", 64 (1980), nr. 1, pp.
6-38;
. Id - ul, PM Paciaudi, bibliotecar inovator: catalogul raisonn i "modelul de bibliotec" , n
"Academii i
biblioteci din Italia ", 49 (1981), pp. 43-65.
pagina 28
Bibliotec Istoria AA 2014/15
28
Bibliotecile din secolul al XVI-XVII
n secolul al XVI-lea, exist trei factori care determin o schimbare profund n
sistem de comunicare n scris i bb. n special, c sunt institutele
Deputailor la pstrarea i transmiterea nregistrrilor scrise:
1. Creterea rapid a produciei de publicare pentru care cartea este demonstrat i este
perceput ca un vehicul formidabil de informaii i de convingere.
gradul de contientizare a eficienei sale de comunicare i de convingere a generat de
cele mai vechi timpuri toposul pe scar larg de cri ca o arm n minile milites
Cretinii (se reamintete , n aceast privin aforism antic Claustru sine Armario
castrum sine nimicuri ). Dar creterea exponenial a produciei
determinat prin libraria inventarea tiparului i creterea de alfabetizare
Ea a subliniat necesitatea reglementrii.

2. ireversibil unitate lingvistic latin s rup, totui atenuate


uniformitate grafic garantat prin cristalizare din typeface de
umaniste forme si gotice din tara germanic.
3. opoziia religioas dintre lumea reformat i lumea catolic, care
El a radicalizat i extins pentru a acoperi fiecare aspect al vieii sociale, n
rzboaiele religioase, la ncercrile erezii, arderea crilor i a oamenilor.
n sfera cultural se confrunt cu dou modele
1. viziune secular a omului, a derivare umanist, a crui demnitate este
ntr-o cercetare responsabil i personal, chiar dac este ghidat, pentru adevr, pentru
ncercai s cunoasc i s acioneze ntr-o realitate care este o parte activ
2. purttorul viziunii dogmatic certitudinii incontestabil c eman
interpretarea ortodox a textelor biblice ncredinate numai
instituiile oficiale i care nu pot fi lsate la discuii libere
sau critica a individului, pentru a evita orice pericol de heterodoxiei.
Istoria culturii epoc modern se caracterizeaz tocmai prin ciocnire i
prin alternarea aceste dou modele ideologice i religioase. n ambele cri i
Bibliotecile au jucat un rol decisiv.
Ca parte a istoriei culturale a numerelor au o valoare relativ, dar unele
Cifrele legate de producia de carte, chiar dac pentru natura lor ipotetic, sunt
o importan incontestabil. Acesta se calculeaz cu generalizare larg, dar pe baze solide,
c, n mijlocul secolului. a rund cincisprezecelea n Europa 2/300 mii coduri, angajamentul
copiti care au lucrat cu peste 8/9 secole anterioare. In 1500, la o distan
la numai 50 de ani dup inventarea tiparului, se presupune c n diferite domenii
rile europene au fost produse ntre zece i 20 de milioane de incunabule. astzi
pagina 29
29
tiu aproximativ 27 000 de ediii ale "400, dar, pe bun dreptate, se presupune c acestea
a atins cifra cea mai probabil de 35.000, iar rezultatul net este clar dac se consider c
fiecare ediie a avut un tiraj care variaz ntre 250 i 500 de exemplare. Decalajul care
nregistrri produse ntre ediiile i cele conservate - o adres valabil nu numai pentru
incunabule - este determinat de "rata de supravieuire", a exemplarelor, foarte puin pentru
texte populare i academice, mai ales n vernacular, de multe ori i protejate n care sunt
binevenite
biblioteci.
Aceste cifre sunt de ateptat s creasc exponenial n secolul al XVI-lea
cnd cartea tiprit i asum aspectul final i devine un obiect de utilizare
comun nu numai pentru cititorii tradiionale, dar, de asemenea, la clase mai recente
alfabetizare. Pe msur ce continuai locurile de munc sistematice ale recensmintelor
avnd loc n Germania ( Verzeichnis der im Deutschen Sprachbereich
erschienenen Druche des XVI. Jahrhunderts : VD 16, Stuttgart, Hiersemann, 1983-) i
Italia
( Recensmnt
naional
orice
ediii
italian
del
cinci sute
http://edit16.iccu.sbn.it ),cifrelepentrucrileprodusenEuropa,n"500,cutoatec

nc provizorii, i asum proporii ameitoare: se presupune c au fost


a produs aproximativ 400.000 de ediii cu un tiraj mediu de 1000 de exemplare; aceasta
nseamn
care a circulat n secolul al XVI-lea n Europa de 400 de milioane de cri.
Dup o perioad iniial scurt de incertitudine, prin urmare, dezvoltarea productiv i
impactul cultural al presei a cunoscut un impuls de neoprit i, dei este
a vorbit despre "revoluie neobservate", contemporani erau foarte contieni de
schimbari cauzate n modul lor de via i de gndire. ct mai trziu
Imperiul Roman de trecerea de la Volumen la codicele a marcat un punct de cotitur
n istoria civilizaiei europene, astfel nct acum " genul scribendi Novum ", care a ameninat
c
disponibil in mai multe "att de multe cri ntr-un timp scurt, pe ieftine" - aa cum ai spus -,
constituit
o extraordinar for pentru schimbare. Mai ales n ceea ce privete modul
achiziie i de transmitere a cunotinelor, determinate de trecerea de la un sistem
n esen, pe cale oral, predominant pn la mijlocul "400, o scriere depus, c
a permis extinderea cercului de cititori i mai ales posibilitatea de a re-lectur i
meditaia textelor. Impactul revoluionar a fost vzut n curnd i nu ntmpltor Luther
El a declarat c presa a fost ultimul i cel mai mare dar al lui Dumnezeu.
n termen de cteva decenii cruciale, care coincide cu fractura unitate religioas
European, cartea tiprit a artat potenialul su i a devenit un vehicul privilegiat
difuzia credina protestant i, n lumea catolic, instrument fundamental al
opoziia fa de ea. Proliferarea Biblioteca, de asemenea, a contribuit n mod substanial la
realizarea ideii care st la baza aciunii bisericii militante de secole, ideea crii
pagina 30
Bibliotec Istoria AA 2014/15
30
ca o arm. E "trebuie s menioneze cel puin dou figuri emblematice ale religioase
intelectualii din secolele XIV-XV, aceast idee susinut de teoretizarea construciei
din coleciile lor de carte cu obiecte n mod deschis apologia. M refer la deja
amintesc Richard De Bury i Thomas Parentucelli, viitorul Pap Nicolae V. Biblioteca
din Parantucelli - nu uita - este Vaticanul (sau cel puin nucleul su
contient format), n instituia Vaticanului a crei balon, semnat la
1475 de Sixtus IV, am citit "la decorem militantis Ecclesiae, Catholicae fidei
augmentum ".
La sfritul secolului. XVI, n faza de sediment a Contor impuls,
aceast idee este instituionalizat n dou monumente proactive de mare importan pentru
Istoria culturii catolice: n teorie Selecta Bibliotheca , biblioteca
ideal canonul catolic de lecturi obligatorii la Christian a procedat, la lucrrile
Iezuit Antonio Possevino, i la nivel practic, n Biblioteca Ambrosiana,
programatic nfiinat i deschis publicului 07 decembrie 1609 prin Card.
Federico Borromeo pentru a facilita aceste lecturi cu intenia de a pstra ortodoxia
Catolic.
n aceeai perspectiv, dei cu diferite grade de contientizare, v
pune bibliotecile cele mai modeste ale Ordinelor religioase i congregaii, ale cror
colecie de cri a fost subiectul ntre 1598 i 1603 un studiu al Congregaiei
Indexul crilor interzise pentru a verifica gradul de respectare a regulilor de cenzur
emis de Papa Clement al VIII - ( Index librorum Prohibitorum , 1586). i , ntr - adevr ,
acestea sunt

cei care joac rolul cel mai important, deoarece, cu ramificare extinse de
pe ntreg teritoriul italian, ele constituie esutul conjunctiv i structura de susinere
sistemul ecleziastic.
Revenind la cartea tiprit, aceasta ar trebui s menioneze rapid mecanismele
pentru a reduce i controla noul mediu de comunicare iniiat de disruptive
administraiile europene n curs de formare, care a avertizat n timp capacitatea omniprezent
de mesaje i pericolul subversiv non-ortodoxe scrise. Cu ct este mai rapid n
acest sens, au fost mprat n Germania i n Italia, Veneia i Curia Roman.
Am meniona aici doar dispoziiile referitoare la eliberarea emise de disciplina
Biserica Romei, pentru repercusiuni radicale au avut asupra sistemului n general
Cultura european, n special cu privire la producia i circulaia crii i a formrii
colecii de cri publice i private.
n primul document papal referitor la presa, taurul multiplices Inter de
17 noiembrie 1487, Papa Inoceniu VIII - a stabilit dell 'Institutul de tipar , i anume
autorizare prealabil pentru tiprirea unei cri, incaricandone Stpnul sacru
pagina 31
31
Palat din Roma i episcopii din eparhiile
21
. L ' multiplices Inter este
modelul tuturor regulament ulterior de presa papal, preluat din
Alexandru al VI - lea n constituia multiplices Inter din 1501 i reconfirmat de ctre Papa
Leon al X
n constituia sollicitudines Inter , citit i aprobat al cincilea Consiliul Lateran din
1515 (Session X), iar prima lege general a cenzurii prealabile. Pe aceast baz,
n anii cnd erezie pe scar larg de cri este frecvent comparat cu ciuma, cu
bubble Exurge Domine din 15 iunie, 1520, aceasta va duce la condamnarea i distrugerea
a tuturor lucrrilor prezente i viitoare ale lui Luther, care, "cercetat cu atenie", ei au fost
"Ars n public cu un rit solemn, n prezena clerului i poporului".
Legislaia stabilit n sollicitudines Inter a reafirmat obligaia, sub durerea excomunicrii,
s supun unei examinri prealabile orice carte, confirmnd atribuirea ctre
Maestru al Palatului Sacru i vicar papal pentru Roma, i n alt parte, episcopilor i
inchizitori diecezani.
Normele de control este n curnd s-au alturat de ctre instituia de privilegiu,
tiprirea i vnzarea crilor exclusive, pentru a ncuraja producia i difuzarea,
protejarea intereselor economice ale autorilor i editorilor. Mai mult, institutele pontificale
I mprimatur i privilegiul susinut validitatea nu numai n statul Bisericii
ci n toat cretintatea, avnd n vedere o notificare n conformitate cu dureri temporale i
spirituale. Acest lucru a dus la greu
un conflict, care n curnd sa transformat n dispute aprige cu privire la modul n competen
cenzureaz dispozitive i pe propria lor legitimitate. n orice caz, ele
contrassegnarono liniile evolutive ale legii presei papale i mpreun
Indexul crilor interzise , a jucat un rol decisiv , dup 40 de ani ai secolului,
n timpul catolic contra-ofensiva la tcere propaganda reformat i s se ocupe
ptrunderea n Italia a crilor suspectate sau condamnate.
De asemenea , pe indici de cri interzise ne oprim pe scurt atenia,
Aa cum repertoriilor care interfereaz n strns legtur cu istoria extern a bibliotecilor.
Listele de lucrri i ediii, din care el a interzis citirea i distribuia, au fost compilate i

pe scar larg n Italia, chiar nainte de 1543, atunci cnd Sfntul Oficiu a emis un edict la
Roma,
Bologna, Ferrara i Modena, n cazul n care amenzi pecuniare i a cauzat excomunicarea
celor care
citete cri sau din vnzarea de fals, eretic, sediioase sau scandalos. La Milano, prima list
de cri interzise, din care exist nregistrri, a aprut n 1538, n Bergamo n 1539, n Lucca
A Senatului a anunat o list scurt n 1545, n Veneia primul indice a fost publicat n
1549 de nuniul Giovanni Della Casa, n timp ce un al doilea a fost publicat simultan
Milano i Veneia n 1554. Aceti indici locali, coninut diferit i gravitatea,
21
CJ Pinto de Oliveira, Le premier documentul pontifical sur la presse: Constituia "multiplices
Inter"
din VIII Inochentie , n "Revue des Sciences et philosophiques thologiques", 50 (1966), pp.
628-643, i P. Lopez ,
Cartea tiprit i originile cenzurii eclesiastice , Napoli, Luigi regina, 1972, pp. 63-64.
pagina 32
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32
toate au venit mpreun n prima aciune oficial de Curiei Romane, care
El a materializat n riguros Index roman , eliberat de Papa Paul al IV - Carafa n 1559 cu
autoritate
universal,
valido
adic
in
toate
la
cretinism
( Http://www.aloha.net/mikesch/ILP1559.htm ). L ' Indicele Paolino a fost att de greu
n condamnarea celor mai populare i vndute titluri ale literaturii italiene din vernacular
starnind respingerea cererii de ctre Republica Veneian, care a jucat
nemulumirea puternic breasla de imprimante lovit greu n propriile lor interese
comerciale.
n ceea ce privete cenzura "Sistemul Index a fost permanent instituionalizat
de ctre Curia roman n 1564 cu publicarea " Tridentin Indexul , promulgat
sfritul reuniunii Consiliului din Trent de ctre Papa Pius al IV-a, i n 1571 cu stabilirea
dell'apposita congregatie Index de cri interzise de ctre Pius V. Anii
au urmat, i care a constituit etapa crucial a reformei catolic, ei au vzut o intens
lucrri de renovare i de adaptare a " Tridentin Indicele de pn la desen
sancionate de Papa Clement al VIII-n 1596, cci a venit prin intermediul cu mari sufera
prin intermediul a dou liste succesive proibitorie, numite indici sistolice i clementine de
1590 i
1593, att de drastice nct s fie promulgate i imediat retrase.
Bibliografie: Gigliola Fragnito, Biblia pe rug: cenzura ecleziastic i
volgarizzamenti della Scrittura: 1471-1605 , Bologna, Il mulino, 1997; Id . Proibito capire.
La
Chiesa e il volgare nella prima et moderna , Bologna, Il mulino, 2005; Mario Infelise, I libri
proibiti: da Gutenberg all'Encyclopdie , Roma-Bari, Laterza, 1999; Index des livres
interdits ,

directeur JM De Bujanda, Sherbrooke, Quebec, Centre d'Etudes de la Renaissance, 19841996.,


10
v.,
forniti
di
ampi
commenti
e
di
utili
note
critiche;
http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_dei_libri_proibiti
Come il libro e la stampa anche le biblioteche svolsero un ruolo importante nel
progetto culturale della Riforma e della Controriforma cattolica. Lo vediamo nella
costituzione delle prime biblioteche pubbliche in senso moderno, cio concepite e
destinate al servizio di tutti coloro che volessero servirsene, cittadini e forestieri, senza
bisogno di vantare conoscenze o privilegi particolari per entrarvi: istituzioni promosse da
benefattori soprattutto ecclesiastici, come
l'agostiniano AngeloRocca (Roccacontrada, 1545-1620), vescovo di Tagaste,
citt natale di Sant'Agostino, che nel 1604 allest a Roma la prima biblioteca
pubblica moderna denominata Angelica ( http://biblioroma.sbn.it/angelica/ ), nel
cui ingresso furono poste due lapidi per dichiararne la funzione pubblica "omni
artium et scientiarum genere refertissimam ... comparatam cenobio Sancti
Page 33
33
Augustini Urbis ... nonsolumreligiosorum,sedetiamclericorum,et
laicorum commoditati "
22
.
il cardinale FedericoBorromeo , che il 7 dicembre del 1609 dispose l'uso
pubblico della prestigiosa raccolta privata, l'attuale Biblioteca Ambrosiana di
Milano ( http://www.ambrosiana.it )
Federico Borromeo ritratto in atto di scrivere nell'intento di esaltare il suo rapporto con
il
libro
il cardinale domenicano GirolamoCasanate , il quale nel documento del 1701
istitutivo
della
attuale
Biblioteca
Casanatense
( http://www.casanatense.it/jsp/index.jsp ) scrisse che intendeva fondare una
biblioteca pubblica in Roma [...] a beneficio di tutti quelli che vorranno
approfittarsi nelle lettere e rendersi abili alla difesa e al servizio della religione
cattolica e di questa Santa Sede.
22

Alfredo Serrai, Angelo Rocca, fondatore della prima biblioteca pubblica europea , Milano,
Sylvestre Bonnard,
2004.
Page 34
Storia delle biblioteche aa 2014/15
34
Salone monumentale
altra sala della Casanatense
L'intento apologetico e di sostegno e propaganda della fede cattolica di queste
biblioteche cardinalizie, sorte nel periodo della piena Riforma cattolica, preminente e
del tutto evidente. Esse furono influenzate nella scelta e nell'organizzazione del
patrimonio dal repertorio bibliografico Bibliotheca selecta (Roma, Tip. Vaticana, 1593)
del cardinale gesuita AntonioPossevino , elenco di libri leciti, sicuramente ortodossi, e
utili ad rem Christianam propagandam, ad extirpandas haereses, ad tollendum
schisma. Fu un canone prescrittivo per chi si avvicinava agli studi e fu alla base del
programma scolastico-educativo dei Gesuiti e della loro Ratio studiorum . Fu anche il
canone che influenz in modo determinante la qualit del patrimonio librario delle
biblioteche religiose e delle biblioteche pubbliche che andavano allora formandosi e di
quelle che si formarono a fine '700 con i fondi librari dei collegi della Compagnia di Ges
soppressa nel 1773
23
.
Nel mondo riformato, al contrario, gi dalla met del secolo, il testo di riferimento
bibliografico
e
biblioteconomico
fu
la
Bibliotheca
universalis
http://www.zbp.univie.ac.at/gj/konven/universalis.htm diKonradGesner(Zurigo,1516
1565)
http://encyclopedia.thefreedictionary.com/Conrad+Gessner
ispirata
ad
una
visione di maggiore apertura e libert documentaria. Umanista zwingliano, Gesner
intende contribuire alla salvezza delle testimonianze scritte della civilt umana, non
soltanto organizzando le notizie bibliografiche relative ad esse in quello che risulta il pi
importante repertorio di tutti i tempi ma anche favorendo la conservazione e
l'accessibilit nelle biblioteche pubbliche di un patrimonio culturale da lui sentito come
bene collettivo. Egli si propone pertanto di guidare e orientare con le sue valutazioni
critiche il lettore all'interno dell'universo editoriale dell'epoca conducendolo verso le
opere e le edizioni qualitativamente migliori. Mentre il Possevino ha un intento
prevalentemente didattico e prescrittivo che lo induce a selezionare le letture pi
appropriate e meno pericolose dal punto di vista dell'ortodossia cattolica.
23
Luigi Balsamo, Antonio Possevino SI bibliografo della Controriforma e diffusione della sua
opera in area

anglicana , Firenze, Olschki, 2006.


Page 35
35
Nella loro idea di biblioteca Gesner e Possevino hanno interpretato in modo
paradigmatico la radicalizzazione delle posizioni religiose ed ideologiche delle riforme
luterana e cattolica ed hanno influenzato la storia della bibliografia e della
biblioteconomia moderne e la storia delle biblioteche
24
. Gi nel secolo successivo infatti
Gabriel Naud, fautore di un ideale cosmopolitismo culturale formulato nel primo
trattato moderno di biblioteconomia, l' Advis pour dresser une bibliothque (1627) e
concretizzato negli anni quaranta del Seicento nella realizzazione della Bibliothque
Mazarine
Page du titre (frontespizio) dell' Advis pour dresser une bibliothque di Gabriel Naud
(Paris, 1627)
( http://www.bibliothequemazarine.fr/ ), e il gesuita Claude Clment, responsabile della
biblioteca dell'Escorial di Filippo II, interprete di una ortodossia tanto rigida da
giustificare i roghi di libri eretici nel suo Musei sive bibliothecae tam privatae quam
publicae extructio, instructio, cura, usus , Lugduni, sumptibus Iacobi Prost nel 1635
25
,
proporranno modelli bibliotecari vicini ai due contrapposti modelli bibliografici. (Cfr. il
cap. 2: La biblioteca pubblica di Montecchi-Venuda e Luigi Balsamo, La bibliografia.
Storia di una tradizione , 1. ed. riv. e aggiornata, Firenze, Sansoni, 1992, cap. IV : I
canoni bibliografici del Cinquecento ).
24
L. B
ALSAMO
, Il canone bibliografico di Konrad Gesner e il concetto di biblioteca pubblica nel
Cinquecento , in
Studi di biblioteconomia e storia del libro in onore di Francesco Barberi , Roma, 1976, pp.
77-95; A. S
ERRAI
,
Conrad Gesner , a cura di M. Cochetti, Roma, 1990; I
D
., Antonio Possevino , in Storia della bibliografia , IV, a c.
di MG Ceccarelli, Roma, 1993, pp. 711-760; C. C
ARELLA
, Antonio Possevino e la biblioteca "selecta" del
principe cristiano , in Bibliothecae selectae da Cusano a Leopardi , a cura di E. Canone,
Firenze, 1993, pp. 507516, e L. B
ALSAMO
, Venezia e l'attivit editoriale di Antonio Possevino , in I Gesuiti e Venezia. Momenti e
problemi di storia veneziana della Compagnia di Ges , a c. di M. Zanardi, Padova, 1994, pp.
629-660.
25
G. N

AUD
, Advis pour dresser une bibliothque , Paris, Targa, 1627, in due traduzioni italiane:
Avvertenze
per la costituzione di una biblioteca , introduzione, traduzione e note di V. Lacchini, Bologna,
1992, e Consigli
per la formazione di una biblioteca , a cura di M. Bray, Napoli, 1992. Sul significato dell'
Advis nella storia della
biblioteconomia vd. M. C
OCHETTI
, Gabriel Naud, Mercurius philosophorum , in Il bibliotecario, 1989, n. 22,
pp. 61-104; A. S
ERRAI
, Gabriel Naud, Advis pour dresser une bibliothque (1627) , ibid ., 1992, n. 31, pp. 4985; I
D
., Storia della bibliografia , V, Trattatistica biblioteconomica , a c. di M. Palumbo, Roma,
1993, pp. 295331; U. R
OZZO
, L'A dvis di Gabriel Naud e la nascita della biblioteconomia , in La bibliofilia, 97 (1995),
pp.
59-74. Su Claude Clment ( Musei sive bibliothecae tam privatae quam publicae extructio,
instructio, cura,
usus , Lione, Jacob Prost, 1635, p. 432 per i roghi di libri) cfr. S
ERRAI
, Storia della bibliografia , V, cit., pp. 273294.
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36
Ci che li univa era il concetto della 'pubblicit' delle biblioteche che raggiunger
il suo apice dopo la Rivoluzione francese. Gi con l'affermarsi delle grandi monarchie
europee e la nascita degli stati nazionali, l'aggettivo 'pubblico' ha assunto il significato di
'nazionale', di un bene che appartiene allo Stato. Con la Rivoluzione il significato assume
valenza pi ampia in ragione del mutamento profondo del concetto della persona: da
suddito a cittadino. La rivoluzione comport anche la requisizione del patrimonio
confiscato ai nobili esiliati e alle congregazioni religiose e la sua confisca a favore del
bene pubblico. Il cambiamento di titolarit del patrimonio dallo stato assoluto nelle
mani del sovrano alla nazione e ai cittadini - determin anche il mutamento del nome
delle istituzioni, dalla bibliothque royale alla bibliothque nationale
26
.
Approfondimenti: M. R
OSA
, I depositi del sapere: biblioteche, accademie, archivi , in La memoria
del sapere. Forme di conservazione e strutture organizzative dall'antichit a oggi , a c. di
Pietro
Rossi, Roma-Bari, 1990, pp. 165-209; V. D
E

G
REGORIO
, Note su concetto e prassi della pubblicit in
alcuni momenti della storia bibliotecaria , in I
D
., Casanatense e dintorni. Saggi su biblioteche e
cultura particolarmente a Roma nel XVII secolo , Napoli, 1997, pp. 203-250
Michelangelo Crocco, Pratiche di lettura in biblioteca. Introduzione storica
http://www.letturaweb.net/jsp/approfondimenti/saggi/crocco_praticheDiLetturaInBiblioteca.p
df
Per un significativo excursus storico e una panoramica del patrimonio delle biblioteche
pubbliche
statali si veda il recente sito internet I luoghi della memoria scritta: le biblioteche italiane tra
memoria e fruizione http://www.internetculturale.it/genera.jsp?id=106
26
Per le problematiche organizzative cfr. Dominique Varry, Il mestiere di bibliotecario in
Francia: da erudito ad
intermediario culturale , in Oltre confini e discontinuit. Atti del XLVI Congresso nazionale
AIB Torino, 11-13
maggio 2000 , Roma, Associazione italiana biblioteche, 2002 raggiungibile in linea
http://www.aib.it/aib/congr/c46/s13d.htm3
Page 37
37
Concetto di biblioteca universale
L'evoluzione storica del ruolo culturale di una biblioteca procede da sempre di pari
passo con l'evoluzione delle sue funzioni: ne deriva una parallela modificazione del
modo di concepire lo spazio della biblioteca e la sua articolazione. Se intendiamo la
biblioteca come sistema di raccolta, organizzazione, trattamento, mediazione ed utilizzo
delle informazioni e dei documenti, costituito da varie componenti, interagenti fra loro e
complessivamente dirette allo scopo del sistema stesso, allora possiamo concludere che
tale sistema espressione di un contesto, di un ambiente culturale, di un sistema di
circolazione delle conoscenze
27
. Essendo quindi la biblioteca un sistema di
organizzazione e mediazione del sapere, ogni periodo storico la propone in un modo
diverso secondo uno schema culturale creatosi attraverso l'accumulo dell'esperienza sui
modelli del passato e l'influenza di diversi fattori che interagiscono per formare un
progetto culturale vero e proprio.
Tra il XVII e il XVIII secolo si assiste ad una forte crescita del materiale stampato,
grazie anche all'abbattimento dei costi nella produzione materiale del libro. Ovunque
l'oralit cede spazi sempre maggiori all'opera scritta. Il libro entra lentamente nella
quotidianit. Ad un sapere in estensione corrispondono esigenze e tentativi di
organizzazione diversi. Se in passato, con l'Umanesimo e poi nel Rinascimento, il
bisogno di riscoprire le orme dell'antichit aveva stimolato una ricerca senza precedenti
che in Italia trova il suo centro, ora il bisogno principale consiste nel sistemare quel
sapere per non perderlo.
La premessa concettuale alla biblioteca di carattere enciclopedico risiede nell'opera
di Conrad Gesner (1516-1565) che, con la sua Bibliotheca Universalis (Zurigo. 15451548) rappresenta un unicum nella storia della bibliografia. Nessuno prima di Gesner, o

dopo di lui, riuscito ad allestire un repertorio universale degli scrittori e delle loro
opere. Questa sua caratteristica eccezionale fu apprezzata sin dal suo apparire e, dal
XVI secolo, il repertorio gesneriano verr avidamente cercato per la sua preziosit
bibliografica. Il suo sostrato culturale va ricercato nella mediazione tra una profonda
cultura umanistica e l'adesione alla visione teologica di Zwingli.
La Bibliotheca Uniuersalis composta di due parti: la prima un elenco alfabetico
degli scrittori e delle opere; la seconda un catalogo classificato dei contenuti
semantici. Essa comprende le opere in lingua latina, greca ed ebraica. Le lingue
nazionali mancano, infatti, secondo il concetto gesneriano, di universalit. L'universalit,
secondo Gesner, non ha limiti cronologici, ma il suo catalogo tenta una summa del
27
G. Solimine, Introduzione allo studio della biblioteconomia. Riflessioni e documenti,
Manziana, Vecchiarelli,
1999, p. 208.
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Storia delle biblioteche aa 2014/15
38
sapere dall'antichit alla contemporaneit. Non si riferisce esclusivamente alle opere
erudite, colte o di sicuro livello scientifico, ma si considerano anche le opere di minor
valore, quelle degli indocti. Inoltre, Gesner d notizia dei molti manoscritti inediti
conservati nelle biblioteche, offrendone anche la collocazione. L'opera indirizzata Ad
lectores dallo stesso Gesner. E si tratta di una scelta innovativa, rivolta al pubblico. La
svolta radicale si identifica, tuttavia, nella disposizione alfabetica in cui assente ogni
criterio gerarchico: tutti gli autori presenti trovano un'identica e imparziale
considerazione. Il mondo del sapere gesneriano ancora formato da un bagaglio di
conoscenze che si possono classificare, ordinare e quindi dominare .
Dal Seicento in avanti, e si tratter di un fenomeno veramente manifesto nel
secolo successivo, si ha la percezione che le conoscenze siano diventate troppo vaste,
che molto di ci che stato scritto sia frutto di plagi e ormai incontrollabile. Si diffonde,
cio, un certo scetticismo che porta a due risultati opposti: l'incapacit di gestire delle
conoscenze cos estese, allontanandosene, e la conseguente paura di non avere pi
delle basi culturali e scientifiche fondate su verit certe e assolute. Nasce quindi il
bisogno di conservare tutto. La biblioteca diventa il deposito del sapere che ora ha perso
la sua definizione gerarchica, pur accrescendosi massicciamente. Lo spettatore della
biblioteca seicentesca si trover di fronte ad un progetto totale, nel quale il complesso
degli elementi costitutivi della biblioteca stessa lo impressionano. Si parla, infatti, pi di
spettatore che d'utente, in quanto il sapere contenuto nella biblioteca sembra essere
inaccessibile e l'individuo si vede costretto a contemplare il sapere senza potervi
partecipare.
La biblioteca comunque indispensabile poich la conservazione passa attraverso
la parola scritta, anzi, stampata, che assume un valore eterno rispetto alla parola
fluttuante dell'oralit, sempre minacciata dall'incertezza della perdita. Si ha la
sensazione di restare schiacciati dalla vastit delle conoscenze e dal difficile
discernimento del vero. A queste idee corrispondono in modo abbastanza preciso diversi
tentativi di nuova gestione di un sapere divenuto enciclopedico. Si perde la
gerarchizzazione tipica del periodo precedente: la differenziazione tra trivium e
quadrivium si elimina e si affermano nuove scienze, in particolare quelle sperimentali.
La biblioteca dovr modificare i suoi contenuti e tentare nuovi sistemi d'organizzazione.
Gabriel Naud: concetto e realizzazione di biblioteca pubblica universale

Cento anni sono passati da quando Gesner ha fatto il tentativo di organizzare e


razionalizzare il sapere. Di fronte alla nuova situazione il bibliotecario francese Gabriel
Naud cerca di stabilire nuovi criteri di gestione ragionata del sapere. Tra il 1642 e il
Page 39
39
1652 si occuper della raccolta, dell'organizzazione e della fruizione della biblioteca di
Mazarino. I principi che stanno alla base di questo progetto sono raccolti nell 'Advis pour
dresser une bibliothque , redatto nel 1627, quando l'interesse culturale verso la
biblioteca era gi vivace. L'esperienza e l'attivit di Gabriel Naud costituiscono il punto
di partenza di un nuovo modello bibliotecario. L'universo delle conoscenze, che nel
periodo considerato sono aumentate in modo vertiginoso, necessitano ora di un
orientamento, di una sistemazione. Il demiurgo che trasformer questo caos di
conoscenze in un uni-verso , vale a dire in un mondo orientato, sar il bibliotecario.
In Naud troviamo da un lato la formulazione di ipotesi teoriche di classificazione
del sapere, con il desiderio di far emergere dall'indistinto e sconosciuto quel materiale
che si ritiene indispensabile o importante; dall'altro si offrono delle vere competenze
strutturali, strumentali e gestionali che consentono la fruizione della biblioteca stessa. Il
progetto che Naud delinea nell' Advis , consiste nel costruire una biblioteca universale,
capace di soddisfare ogni esigenza e curiosit, un vero santuario del sapere, una sorta
di enciclopedia dispiegata in scaffali, ma soprattutto una biblioteca pubblica. Naud
risulta un profondo conoscitore dell'Umanesimo italiano e dell'ambiente filosofico
padovano, ma inserito anche ai vertici dell'istruzione francese. I suoi interessi sono
enciclopedici, sebbene la medicina abbia un ruolo di spicco all'interno della sua
biblioteca
28
. Quando fu al servizio di Mazarino, lavor incessantemente seguendo le
regole espresse nell' Advis . Si precipitava ovunque vi fosse una biblioteca in vendita,
setacciava le botteghe libraie alla ricerca di testi rari. Lavorava ad un progetto culturale:
interessato alla qualit dei testi, disdegnava gli orpelli e gli abbellimenti, preferendo
puntare alla migliore edizione. Nulla rende una biblioteca pi raccomandabile del fatto
che ciascuno vi trova quel che vi cerca, non avendolo potuto trovare altrove, afferma
Naud, rivelandoci quanto aperta sia la sua idea di lettore potenziale.
Nel 1648 aveva gi raccolto 40 000 volumi. La vocazione enciclopedica
confermata anche nella sua opera teorica: Considerer sempre molto giusto []
raccogliere ogni tipo di libro, [] poich una biblioteca fatta per il pubblico deve essere
universale, e non pu essere tale se non contiene tutti i principali autori che hanno
scritto su ogni argomento e in ogni campo, e in particolare su tutte le arti
e su tutte le scienze ( Avvertenze per la costruzione di una biblioteca , Bologna 1992, p.
10.).
28
Quando la biblioteca di Mazarino, nel 1649, a seguito dell'insurrezione della Fronda, verr
confiscata, Naud
riuscir a salvare circa 3000 volumi, in gran parte di medicina, impegnando tutte le sue
sostanze e ruber altri
100 manoscritti preziosi per la loro rarit proprio su questo argomento costudendoli
nell'abbazia di Sainte
Genvive.
Page 40

Storia delle biblioteche aa 2014/15


40
Il contenuto della biblioteca comprender quindi tutti i principali autori antichi e
moderni per ciascuna disciplina, con i relativi commenti e le varie interpretazioni dei loro
testi, sia in lingua originale che in traduzione; nonch quanti hanno trattato qualche
specifico settore disciplinare. Inoltre, troveranno posto gli autori che hanno inteso
confutare le teorie pi autorevoli e gli autentici innovatori, quanti hanno trattato
argomenti curiosi o pericolosi e, dunque, i principali eretici. Ma Naud concede anche
qualcosa alla moda e al gusto dei tempi e agli strumenti che non possonomancare in
una biblioteca, quali i dizionari ei vari repertori.
Naud si era impegnato anche nella definizione dell'architettura della biblioteca,
esigendo particolari ubicazioni alle quali corrispondessero condizioni di illuminazione e di
umidit idonee alla conservazione dei testi. La fruizione garantita anche da una serie
di strumenti come leggii, mappamondi, carte geografiche, cataloghi, occhialini e
quant'altro. In generale, si percepisce un relativo disinteresse per i testi di carattere
letterario e poetico, mentre l'attenzione si concentra sui libri di teologia e filosofia,
medicina, sui grandi settori scientifici. Tutto questo in perfetto contrasto con le comuni
abitudini dei lettori del tempo, che riservano, nelle loro biblioteche private, ampio spazio
alla lettura di svago e scarso rilievo alle opere scientifiche. Naud, nella disposizione dei
libri a parete, classificati per discipline, vorr l'accostamento fisico dei testi e dei
commentatori e dei relativi oppositori e innovatori. Alla base di un tale sistema
organizzativo sta una concezione ciclica della storia, nella quale si esclude qualsiasi idea
di progresso, pur opponendo la rivendicazione dell'autonomia della ragione. Siamo
sempre su un piano di scetticismo ironico e prudente. La provocazione di Naud ardita
e innovativa. L'illuminato un uomo senza dio, un lettore silenzioso che non si
riconosce pi nella propria anima. La perdita del libro per eccellenza, la Bibbia, come
fuoco delle coscienze, la perdita di un ordine sovrano, di una gerarchia della
conoscenza, la presenza soltanto di una serie di libri sparsi, spingono alla paura della
scomparsa della civilt. La stampa e la sua diffusione hanno emancipato il lettore dal
feticcio dell'autenticit, dando vita ad una produzione incontrollabile, verso la quale
neppure la censura sa opporsi. Dove cercare, dunque, i principi di un ordine? Non
restano, allora, che le biblioteche, nelle quali si trova una traccia normativa
dell'universalit. Questo spirito pubblico della biblioteca la lega alla politica: essa
diviene la rappresentazione del filosofico che si avvicina al politico fornendogli un
paradigma.
Lo scopo della biblioteca diviene con Naud straordinariamente elevato e il ruolo
del bibliotecario si avvicina a quello del consigliere del principe. Durante la fine del
Seicento si assiste ad un calo vertiginoso della presenza del libro di matrice teologica
Page 41
41
nelle biblioteche. Questo il primo dato importante che riguarda il cambiamento della
composizione delle biblioteche. La teologia, dunque, non svolge pi il ruolo centrale che
aveva assunto in passato, ma altre discipline hanno ora un ruolo rilevante: da un lato si
apre l'interesse per la letteratura di svago e d'intrattenimento, dall'altro continua
l'interesse per le scienze e per l'erudizione, in particolare per la storia. Inoltre, malgrado
il persistere della distanza fra nobilt di toga e nobilt di spada, sembra ormai superato
il vivace antagonismo dell'inizio del XVII secolo tra la cultura dei magistrati, dogmatica e
tradizionale, ricca di riferimenti umanistici e che assegna il primo posto alla morale, e
quella dei gentiluomini, aperta alle mode letterarie, alla scienza e alle novit di pensiero.

Un nuovo modello architettonico


Abbiamo visto quanto, dalla fine del Seicento, le conoscenze avessero allargato i
loro orizzonti, quanto mancassero dei veri fuochi d'interesse (la teologia ha perso,
infatti, la sua centralit e finalit nel percorso degli studi). Conseguentemente, le
biblioteche mostrano un incremento notevole e continuo dei loro patrimoni librari. La
stessa produzione editoriale molto aumentata; i volumi di piccolo formato, pi
maneggevoli e che non dovevano essere necessariamente fissati ai tavoli di lettura
(plutei), ma potevano essere comodamente prelevati dai ripiani, andavano a riempire
nuovi scaffali sempre pi alti, rischiando di togliere luce ai lettori. Si presenta la
necessit di una nova articolazione degli spazi interni: l'evoluzione sei-settecentesca
della biblioteca vede di nuovo i libri conservati in armadi e scaffali addossati alle pareti,
mentre i tavoli per la lettura sono disposti al centro della sala. Essendosi perduta la
traccia delle biblioteche greche e romane, tale disposizione viene accolta come una
grande innovazione. In qualche caso, la biblioteca funge anche da cabinet de curiosits
o da sala da musica.
A differenza della quasi generalit dei saloni librari dei secoli XV e XVI, nel caso
della biblioteca de El Escorial
29
, i volumi non si trovano collocati su plutei o in armadi
posti al centro della sala, ma in scaffali appoggiati alle pareti; inoltre, alla maniera
antica, i volumi non presentavano il dorso all'esterno ma il taglio, e su questo era
segnato il titolo
30
La mole di questa biblioteca, consistente in 18 000 volumi, era gi
molto considerevole. In realt, gi nel Palazzo Ducale di Urbino, nel secolo precedente,
era stata adottata questa disposizione degli scaffali. Tornando alle pareti, i libri
29
La biblioteca de El Escorial considerata la prima grande biblioteca dell'et moderna. Fu
riunita da Filippo II
nel regio monastero di S. Lorenzo El Escorial, a circa 50 km. da Madrid. L'organizzazione
seguir l'opinione di
un grande teologo, Juan Bautista Cardona che in un opuscoletto, il De regia S. Laurenti
Bibliotheca , ne offrir
tutti i ragguagli. I consigli di Cardona riguardano, in termini generali, l'allestimento e le
funzioni di una
biblioteca in quanto apparato scientifico e documentario e rappresentano perci, 40 anni
prima, una sorta di
Advis naudeano.
30
Alfredo Serrai, Storia della bibliografia , vol. V, Roma 1993, p. 88.
Page 42
Storia delle biblioteche aa 2014/15
42
ritornano ad essere contemporaneamente oggetti da conservare ma anche da
esporre: le sale delle biblioteche barocche sembrano pi concepite per sorprendere il
visitatore che per lo studio. La semplicit della biblioteca monastica e il rigore funzionale
dello spazio-studio della biblioteca di concezione medievale, priva di distrazioni, cedono
il passo alla ricchezza decorativa, alla complessit spaziale della biblioteca barocca. Il
libro sembra schiacciare nella sua numerosit lo studioso, immerso in una quantit di

sapere troppo grande per essere accessibile


31
. Diventa una biblioteca-museo.
La biblioteca a pianta centrale e l'arredo delle pareti diviene esso stesso parte
dell'architettura, in cui i libri sono disposti lungo il perimetro della sala, spesso in scaffali
a tutta altezza, accessibili tramite un ballatoio; mentre il lettore occupa una posizione
centrale: una biblioteca in cui contenitore e contenuto si identificano e quasi si
fondono. Il salone monumentale prende vita dalla ricchezza delle sue suppellettili librarie
e dalla scaffalatura riccamente ornata. Quattro biblioteche romane - l'Angelica, la
Vallicelliana, l'Alessandrina e la Casanatense rappresentano emblematicamente questo
modello culturale. In particolare, sulla biblioteca Casanatense: Osservando la
collocazione fisica delle varie materie negli scaffali difficile credere che dipenda
semplicemente da una generica tradizione. Si direbbe invece che essa traduca in precisi
rapporti e simmetrie spaziali le idee del Casanate e dei domenicani, e quindi la missione
assegnata alla biblioteca: l'insieme dei cartigli, ben visibili e artisticamente curati, sopra
la severa e uniforme distesa dei volumi assumeva per i visitatori della biblioteca il valore
di vero manifesto. Sul fondo del salone, nel tempietto dietro la statua del cardinale, le
Sacre Scritture: sfondo e scenario barocco su cui la mole imponente di marmo bianco
sembra pronta a recitare da gran protagonista, armata di volumi e pronti a stringersi
attorno al loro Capitano, difensori e difesi al tempo stesso. Ai due lati delle Bibbie,
simmetricamente schierati, I Padri della Chiesa. I lati lunghi sono le due braccia su cui si
fondava l'azione di difesa della fede: [] il braccio spirituale e il braccio temporale.
Allontanandosi dal fondo della sala, le distinzioni diventano pi convenzionali (Geografi,
Medici, Matematici), ma non priva di significato la posizione delle Lettere Umane e dei
Poeti, lontani e in buona parte contrapposti alle Sacre Scritture. [] Le Lettere non
erano qualcosa di accessorio, ma elemento essenziale in un curriculum che doveva
condurre alla gloria di Dio e della Chiesa romana
32
. Un esempio emblematico di quanto
l'allegoria e il significato simbolico s'inserissero nell'essenza stessa della biblioteca,
31
Maurizio Boriani, Conservazione e accesso al patrimonio librario nella storia dello spazio
delle biblioteche , in
Abitare la biblioteca: arredo e organizzazione degli spazi nella biblioteca pubblica , a cura di
Massimo Accarisi e
Massimo Belotti, Roma 1984, p. 14.
32
Vincenzo De Gregorio, La Biblioteca Casanatense di Roma , Napoli 1993, pp. 247-256
Page 43
43
divenendone una finalit principale. Si
tratta di
un progetto totale con
un' intenzionalit evidente, encomiastica e sacralizzante.
Nel 1609, con la Biblioteca Ambrosiana di Milano si pongono le basi per la
biblioteca pubblica. Da qui, l'importanza del cardinal Borromeo nell'ispirare Gabriel
Naud nel fondare e organizzare la biblioteca di Mazzarino di Parigi. Questa biblioteca fu
il primo esempio di grande locale, 26 metri per 13,6 metri, con una volta a botte, nel
quale fu necessario progettare un piano intermedio per semplificare l'accesso ai volumi.

Compare per la prima volta personale specializzato e stipendiato.


Il Settecento: un'architettura in continuit, un significato nuovo
Il concetto di biblioteca come singolo ampio locale unificato, alle cui pareti vi erano
e, a volte, sculture, busti, continu nel XVIII secolo ed ebbe la sua pi esuberante
espressione nelle biblioteche monastiche della Germania del sud e dell'Austria. Gli
incrementi quantitativi del materiale librario nelle biblioteche del settecento fu
notevolissimo: l'universit di Goettingen, che nel 1737 possedeva 12 000 volumi, passa
in un cinquantennio alla cifra straordinaria di 110 000; la biblioteca Bodleiana di Oxford
possedeva circa 150 000 esemplari nel 1817.
Fu abbandonata, inoltre, l'idea che la biblioteca fosse un'istituzione invariabilmente
legata alla corte, alla chiesa o all'universit. Compaiono tiepidi tentativi di aprirsi al
pubblico anche se passer ancora qualche tempo prima che la biblioteca venga
concepita come spazio da riservare a ad un'universale funzione educativa. Questi nuovi
problemi vennero indagati dagli architetti utopisti francesi alla fine del XVIII secolo e
particolarmente da Boulle, tra il 1785 e il 1788, in tre progetti per la Bibliothque
Nationale di Parigi nei quali si esprime tutto l'impegno monumentale e simbolico verso
una biblioteca che sar culla del sapere offerto al pubblico. Cambiata la mole dei volumi
presenti nella biblioteca, Boulle prevede uno spazio di stoccaggio negli alti locali del
primo piano. Nasce lo scaffale chiuso.
Tra le principali innovazioni troviamo la comparsa di una bibliografia ragionata ei
tentativi di nuove catalogazioni che creano, alla fine del '700, un nesso logico e organico
tra il catalogo e la disposizione materiale della raccolta libraria che vada oltre la
semplice divisione per disciplina. Gi Naud, lo abbiamo visto, comprende che nella sua
funzione pubblica la biblioteca deve perdere la caratteristica sacrale di santuario del
raro, nella quale tutto concorre a stupire in un'intima gioia personale. La biblioteca si
lega ad un ruolo politico fondamentale: essa diventa il paradigma dell'ordine universale.
Successivamente, lo spirito dell'Illuminismo mette in parallelo questa esperienza
con il bisogno di recuperare il senso dei contenuti che passano ora obbligatoriamente in
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forma scritta. La biblioteca l'istituzione nella quale si manifesta la necessit di
indagare e di classificare. Ma la sua vitalit si spegne di fronte ad un progetto
impossibile: il sapere non pu pi essere classificato e contenuto; c' ora il bisogno di
valorizzarlo. E la valorizzazione del sapere passa paradossalmente attraverso la sua
riduzione, in una summa: l' Encyclopdie .
L'angoscia della perdita, dell'oblio, aveva prodotto il tentativo folle di una
conservazione totale che rischiava di
collassare nella sterilit del
non-uso.
L' Encyclopdie si pone come santuario del sapere utile, ricercato e assunto dalla
moltitudine che rischiava di cadere in una perdita senza ritorno (e le continue metafore
che associano quest'epoca con la distruzione di Alessandria dimostrano questi timori). Di
nuovo in un libro, si trova riassunto l'apporto di una civilt al sapere, permettendo ai
posteri di avere un appiglio radicalmente nuovo per progredire nel sapere. Ma
l' Encyclopdie apre anche un altro dibattito: se sia preferibile un libro che offre una
sintesi del sapere alla moltitudine dell'accumulazione delle biblioteche. L' Encyclopdie
diviene allora emblema di una nuova idea di biblioteca: utile, pratica, a portata di mano
e capace di salvare dalla scomparsa una cultura e una tecnologia.

Nell' Encyclopdie viene scoperto quindi un mezzo pedagogico di ricostruzione della


memoria e dell'ordine del mondo. E di nuovo una classificazione di quel uni-verso del
sapere, cio di quel mondo orientato, che deve assumere una sua direzione, scelta ora
nell'utilit, sar il modello per una biblioteca nuova, finalmente d'uso. L'ipotesi
dell'autodaf, proposta da Mercier nella sua utopia L'An 2440, del 1771, nella quale gli
uomini del futuro si sono ormai liberati dalla tirannia dei brutti libri e delle inutili
conoscenze, scegliendone il rogo, viene ora risolta in nome della funzionalit del sapere.
Mercier vede che il libro pu essere d'ostacolo nella ricerca della verit, che l'intelletto
umano ha bisogno di poche guide e che a nulla servono immense biblioteche. Boull
vede nel suo progetto utopico di biblioteca uno spazio investito di quella sacralit che
ormai lo spazio religioso ha perduto. La biblioteca appare nel suo progetto un'immensa
basilica. Ma sono entrambi modelli che non possono realizzarsi nella realt. Il sapere
non pu essere distrutto, n pu chiudersi in un'allegoria che rischia di divenire sterile.
Solo l' Encyclopdie offre un nuovo significato alla biblioteca. La sua utilit pubblica, il
suo apporto didattico permetteranno a questa istituzione di conquistare una nuova
identit attiva. Ma lo spirito pubblico di una biblioteca la lega inevitabilmente al suo
ruolo sociale. Dalla fine del Seicento non solo la diffusione del libro ma anche
l'alfabetizzazione subiscono un incremento notevolissimo. Questi fattori hanno
sicuramente un peso importante nella definizione di un modello di biblioteca.
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Nel XVII secolo la Francia mostra un costante incremento dell'alfabetizzazione
della sua popolazione. In particolare, sappiamo che tra le classi popolari, la capacit di
leggere e scrivere (o almeno una fra le due abilit) si attesta a dei livelli molto elevati e
non paragonabili alla situazione italiana, decisamente in ritardo. Alla vigilia della
Rivoluzione, a Lione, ad esempio, sappiamo che una percentuale molto considerevole
degli operai che lavorano la seta, dei falegnami, dei fornai, circa il 70-75% sa fare la
propria firma in un contratto matrimoniale. In una societ dove il credito alla base del
commercio, anche di quello pi minuto, in una citt dove la seta si lavora a cottimo,
un'elementare capacit di scrivere e leggere sono abilit necessarie. Tuttavia, a esse
non corrisponde un'altrettanto significativa diffusione del libro. Non sempre chi sa
leggere proprietario di libri e il loro possesso sembra invece essere riservato ad una
stretta cerchia di individui.
Alla fine del XVII secolo, il 60% di quelli che posseggono il materiale per scrivere,
infatti, non ha alcun libro, ma questa forte discrepanza andr lentamente
assottigliandosi verso la met del secolo successivo. Tuttavia, esiste il prestito e lo
scambio. Quindi non possedere un libro non vuol dire necessariamente non leggere. Si
pu tuttavia formulare un principio generale: pi alto il livello medio di ricchezza
raggiunto da una particolare categoria, maggiore la percentuale dei suoi membri che
posseggono libri. Il caso dei mercanti parigini a met del secolo esemplare: tra quelli
con reddito inferiore a 8000 lire, i proprietari di almeno un libro rappresentano solo il
5%; mentre al di sopra di questa cifra, essi raggiungono il 28%. Inoltre, la
stratificazione sociale ha un forte peso: verso la fine del '600, raro che a Parigi un
mercante, per quanto facoltoso, possieda una biblioteca con un centinaio di titoli,
mentre ci del tutto normale per un magistrato e, in minor misura, cio nel 50% dei
casi all'incirca, per un nobile.
La febbre della lettura. Il Settecento francese
La lettura un gesto, personale o collettivo, che risulta legato a forme di
sociabilit, alle rappresentazioni del sapere e del tempo libero. La Francia dell'Ancien

Rgime mostra un quadro molto complesso e stratificato delle abitudini alla lettura. Il
possesso di una biblioteca privata non certo l'unico modo per accostarsi alla lettura.
Non si leggono solo i libri che si possiedono
33
. Siamo in un momento in cui si
moltiplicano le istituzioni e le pratiche che favoriscono la diffusione del testo stampato,
33
In particolare, risulta interessante vedere come la modernizzazione in senso laico delle
biblioteche parigine
arrivi con un certo ritardo rispetto a quelle della provincia. Ci va rapportato al fatto che a
Parigi altre
istituzioni si occupano di questa modernizzazione delle idee ei luoghi di dibattito e di
confronto sono esterni
alla biblioteca.
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non necessariamente in forma di libro. La circolazione delle idee si avvale sovente di
forme meno nobili del libro e, spesso, anche le classi agiate entrano in contatto con
questo tipo di produzione.
Nel corso del XVIII secolo, inoltre, si assiste alla formazione di una prima rete di
biblioteche pubbliche che s'identificano come strutture piuttosto rigide che non possono
soddisfare tutte le esigenze del pubblico: gli orari di apertura, la possibilit d'accesso e
la presentazione dell'oggetto libro, concorrono alla ricerca di nuove possibilit di lettura
e di scambio. Si diffondono i cabinets de lecture che prendono origine dai periodici
dibattiti nelle botteghe dei librai, dove si discute delle novit editoriali e dove i membri
trovano importanti elementi di coesione sociale nell'appartenenza ad un luogo di
scambio fondato sull'abbonamento. Il vantaggio dei librai notevole, ma anche gli stessi
lettori trovano un loro spazio di partecipazione. Nascono poi i book-clubs , cabinets
littraires senza fini commerciali nei quali non si distribuiscono i diversi libri fra i
membri, ma si collezionano in una biblioteca comune ed esclusiva. I sentimenti di forte
coesione del gruppo incentivano la diffusione delle idee e, in particolare, il dibattito
contemporaneo. I pi esclusivi si istituzionalizzano in vere socits littraires . La
librairie , intesa come luogo di studio, rester solo come uno fra i luoghi possibili in cui
leggere dell'lite aristocratica. Nell'intima lettura di svago e di evasione compaiono
arredamenti adeguati: la chaise longue, la duchesse brise , tradizionalmente legati alla
figura femminile, sono mobili che assecondano perfettamente questi libri leggeri e
maneggevoli che si prestano alla comoda lettura da stesi. La lettura ad alta voce,
collettiva, normalmente associata ad una figura maschile, rientra invece nella
consuetudine pi popolare e contadina, nella quale pochi lettori fungono da voci
narranti per un ampio pubblico che ascolta. E tuttavia si tratta di un'immagine cara
all'lite perch tranquillizzante: si denunciano invece i gesti di una lettura contraria,
cittadina, negligente, disinvolta che sono il fondamento della diffusione delle idee
rivoluzionarie.
Conclusioni
La biblioteca tardobarocca e settecentesca mostra un'evoluzione che la porta
lentamente ad aprirsi verso il pubblico, assumendo sempre un ruolo pi vitale. Questo
sembra essere il futuro da presagire. La rivoluzione francese e la valutazione successiva
del secolo dei Lumi vedr accrescere l'importanza della conservazione dei testi della

modernit e la diffusione dei risultati raggiunti dalla civilt. Si delinea un quadro


complesso, articolato e vario, nel quale tuttavia la biblioteca avr un ruolo preciso.
Paradigma del sapere, sar chiave di lettura del mondo, sapendosi organizzare secondo
il
principio
d'utilit
proposto
dall' Encyclopdie .
Superata
l'incertezza
di
una
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rappresentazione allegorica del sapere, superata dunque l'idea barocca di una
biblioteca-museo che concorra a rappresentare l'immensit delle conoscenze, la
biblioteca si carica di un valore culturale pieno: prima, con Naud, diviene il modello
filosofico da cui il principe pu ricavare un esempio normativo nella sua attivit politica,
poi, con l'apporto dell' Encyclopdie , si carica del valore dell'utile teso al progresso della
civilt.
A
PPROFONDIMENTI
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, Le modle franais et l'Italie savante (1660-1750) , Roma, 1989

Text tradus automat din Romn:

Aceast lucrare a marcheaz declinul Evului Mediu i n zorii timpurilor moderne,


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