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LA TIGRE

Alberto Schiariti

Scorgo velocemente un Quadrato vuoto. Lo conquisto e mi siedo


vicino al fnestrino. Nessun Compagno e nessun Intruso invadono il
mio territorio e io sono contento. Il treno parte.

Giorno 1
Suona la sveglia, di nuovo. marted e mi alzo dal letto. Sono le
06.54. Apro il frigo. "Cosa vuoi?" mi chiede. "Il solito" rispondo.
Prendo uno yogurt e una banana. Li metto al sicuro. Vado in bagno,
accendo la luce e mi lavo. I denti, la faccia. Mi guardo allo specchio.
"Cosa vuoi?" mi chiede. Non rispondo. Scrivo codice per lavoro.
Codice che diventa software. Software che diventa roba. Mi piace.
Non afatto cos noioso come possa sembrare. Mi aiuta scrivere
codice, mi fa sentire ordinato, in controllo. La mia sveglia suona alle
06.45. Pospongo e alle 06.54 sono in piedi.

La routine mi consente di avere pi tempo libero. So che ogni mattina


non dovr pensare a come organizzarmi, cosa mangiare. Cosa lavarmi.
Ho piantato dei chiodi e sopra posso costruire altre cose. Sono le
07.07. Mi vesto ed esco.
Mentre vado alla stazione penso a ci che dovr fare oggi a lavoro,
metto in ordine le idee. Stanotte ho sognato di visitare uno zoo. Mi
accorgo per che le gabbie sono aperte e lo scopro di fronte a quella
della tigre pi grande che abbia mai sognato. Lei mi guarda e io non
posso fare a di meno di contraccambiare. Non so, a dire il vero, se si sia
accorta di quanto si trovi vicina alla libert, fatto sta che non si muove.
Le basterebbe fare pochi passi. Li faccio io invece, mi avvicino. Sento
una voce alle spalle. "Parla" dice.

Il treno delle 07.31 perfetto. Non mi posso permettere grandi ritardi,


vero, ma in compenso trovo sempre posto a sedere senza le lotte del
07.23. Io devo sedermi. Non riesco a stare in piedi sui treni e no, non
vi afannate nella ricerca, questa fobia non ha (ancora) un nome. Non
che non riesca letteralmente a farlo, ma vengo pervaso da una
sensazione terribile. Eccolo l, in perfetto orario. E con lui, sul binario
stamani abbiamo sette Compagni e tre Intrusi. Salgo, prima carrozza.
Entro nello scompartimento: quattro Compagni e due Intrusi a bordo.

Mi giro, ma non vedo niente. La voce per era chiara. All'improvviso


c' un forte silenzio e tutto lo zoo sembra essersi fermato. "Parla" sento
ancora. La tigre si sta muovendo, lo so. Sento i suoi passi, il loro
incedere. Ho paura. Sono paralizzato. Morire sarebbe forse un sollievo,
ma non voglio girarmi per nessuno motivo. Chiudo gli occhi, torno
bambino. La tigre non c' pi.

Stiamo arrivando alla prima stazione. Il treno rallenta mentre io


controllo: cinque Compagni, un Intruso. O meglio, un'Intrusa. Ha un
cappellino di lana, rosso. Stesso colore dei guanti. Sporgono dei capelli
molto scuri, mentre i suoi occhi, i suoi occhi mi vedono. Per un attimo.
Tanto basta. Abbasso lo sguardo. Uno dei Compagni si siede nel mio
Quadrato, di fronte. Devo ritrarre le gambe, lui pure. Perch?
anziano, sguardo sempre perso. In tre anni non l'ho mai sentito parlare
con qualcuno, neppure al telefono. Lana non la vedo. Forse salita
nella carrozza precedente. Oppure dietro di me. Quando arriviamo
alla mia stazione non la vedo pi. Lavoro. Torno a casa.

Giorno 2
Suona la sveglia, di nuovo. mercoled e mi alzo dal letto. Sono le
06.54. "Il solito". Quando un Intruso si fa vedere due volte, diventa un
Compagno. Questo non ci lega, non ci fa diventare amici. Un
Compagno per inizia a sapere.

Stiamo arrivando alla prima stazione. Lana non c' e senza sapermi
spiegare bene perch, mi sento sollevato. Gli Intrusi sono afascinanti,
ma i Compagni sono impegnativi. Per me sono come dei piccoli snack
dal sapore sempre nuovo. Qualche giorno fa c'era quest'uomo, rughe
che sembravano incise e una barba bianchissima: il Capitano. Era stato
capitano di un vascello sicuramente e aveva solcato i mari di tutto il
mondo. Niente eredi e un tesoro nascosto chiss dove. Il Capitano
stato tradito dai suoi uomini migliori e adesso stava scontando i suoi
ultimi anni lontano dall'avventura e dalla ricchezza, su questo treno.

Giorno 14
Mi sveglio. luned. Questo fne settimana non sono praticamente
mai uscito a causa di lavoro straordinario e di una forte voglia di non
vedere nessuno. Esco. Sul binario ci sono Zaino, la Zar, Fiatella e
Andrea, il fu Senza Abbonamento. Le regole sono regole e lui ha perso
il suo soprannome un mesetto fa, mentre era al telefono a dettare le
sue generalit a chiss chi. Ero troppo vicino e non sono bastate
neanche le cufette. Peccato, mi piaceva. Salgo su 07.31 e cerco di
recuperare un po' del fne settimana. Sapete perch ci si sveglia
praticamente sempre, quando il treno si ferma alle stazioni? S, anch'io
pensavo fosse magia. Anni e anni e a ogni fermata il diabolico
meccanismo mi salvava. Poi l'ho scoperto da un giapponese su un
forum: l'udito molto sensibile ai cambiamenti di rumori costanti. Se
vi addormentate cullati dal forte rumore delle rotaie battute dal treno,
quando questo rumore cesser, il vostro cervello vi metter in allarme.
cos che dopo due settimane Lana inizia a sapere.

Giorno 15
Non sono esattamente cinque i minuti di ritardo di 07.31, ma l'unit
minima del pannello luminoso. Ieri ho avuto modo di vedere Lana.
passata vicino a me, ma non ha neanche esitato. Si seduta accanto
alla Zar. Poverina, nuova. Imparer. Sono sicuro che oggi, se ci sar,
non far il solito errore e io mi sono seduto proprio nel Quadrato
prima della russa pazza. Forse sto barando, e cosa ancora peggiore, non
sapr perch si sar seduta vicino a me. Ho sbagliato, un errore. Ho
sbagliato, ma non grave.
Lana l. Tra Intrusi e Compagni, il suo cappellino rosso la protegge,
ma allo stesso tempo la rende un bersaglio facile. Sale ed una
frazione di secondo, ma io colgo quell'esitazione. Sono contento,
perch so cosa sta accadendo e so di averlo previsto. Lana vede la Zar
ed esclude quel Quadrato. In quello accanto al mio c' Zaino che
occupa due posti e Assegno. Gli altri sono quasi tutti pieni. Scacco
matto.
Si siede di fronte e si toglie i guanti. Rossi. Non riesco a trattenere un
sorrisetto di soddisfazione: iniziamo. Lana sar alta non pi di 1.70m e
l'inverno non mi permette per di capirla tra il collo e le ginocchia.
Indossa degli stivaletti con un tacco molto basso e sebbene il mio
giudizio in questo campo abbia un valore pressoch infmo, li trovo
gradevoli. Le gambe sono incrociate. Il pezzo forte della sua armatura
un giubbotto completamente nero, salvo per dei laccetti bianchi che
sporgono dal colletto. Ha ancora su il cappellino rosso. semplice,
nessuna decorazione e nessun pon pon. Ha una trama a righe e mi
dice: Ciao.
Come ciao? Io non ho fnito. Lana... sai gi?

Giorno 16
Sono allo zoo. Sono l'unico umano che si aggira. Le gabbie sono
nuovamente aperte e alcune sono vuote. Io sto andando verso una in
particolare. aperta, ma lei di nuovo l, tornata al suo posto. Stavolta
per non ferma, anzi. Sta camminando in cerchio e ogni suo muscolo
si muove come fosse velluto che scivola. Non mi accorgo neanche di

essere gi arrivato cos vicino. Parla dice qualcuno. Mi sveglio.


mercoled. domani che c' sciopero? mi ha detto ieri. S, ma non
dovrebbero esserci problemi. Poi mi sono bloccato. Anche lei.
Almeno Lana rimasta Lana. Non capisco perch abbia dovuto fare
cos, senza neanche qualche viaggio alle spalle. vero, ti ho teso una
trappola, ma perch farti sentire gi? Cosa ne di me? Di quella voce
che neanche ti avevo preparato. Cosa vuoi fare oggi, eh? Telefonare a
qualcuno? Farmi vedere cosa leggi? Sono le 06.56, devo muovermi.
Ancora qualche altro minuto buttato al vento e avrei dovuto saltare
met colazione.
07.31 fa il suo lavoro stamani, ma 07.23 delude un sacco di Compagni.
E allora il binario invaso da persone poco lungimiranti, ragazzini
addirittura. C' pure Palo, il Compagno pi alto di tutti. Ci sono un
sacco di Intrusi e alcuni sembrano al loro primo viaggio. Comunque
non mi preoccupano perch la mia esperienza sufciente per
contenerli e assicurarmi un posto a sedere. Vedo 07.31 all'orizzonte e
mi metto in posizione d'attacco. Cos' la linea gialla se non un
deterrente per i novellini? Guadagno centimetri preziosi e quando la
prima carrozza mi si avvicina rallentando, capisco dove si fermer la
Porta. Regola numero quattro: non incrociare mai lo sguardo delle
persone quando si deve catturare una Porta. Ci sono, non primo, ma
subito a ridosso. La carrozza piena pi del solito, ma ho gi
adocchiato almeno cinque posti liberi. Fiatella sale e io subito dietro.
Lui prende un fnestrino e io rilancio con fnestrino pi gambe libere.
So che durer poco, ma l'allenamento importante. So anche che
questa mattina sar praticamente impossibile per Lana mettersi
seduta.

Giorno 23
Domani la vigilia di Natale. Sta nevicando. Lana ha i capelli di un
nero incredibile. S, salve, vorrei acquistare questa macchina. Ce l'avete
Nera Incredibile? Ho visto il depliant e sono rimasto molto colpito.
Qualche giorno fa si tolta il cappellino e non sono riuscito a
terminare il libro che stavo leggendo. Gli occhi sono scuri, forse
nocciola, non so bene. Ho fatto in modo che non si sedesse pi vicino
a me. Non ha mai parlato con nessun altro. Eccola, inizia. Non ho

potuto fare niente per evitarla: Sa che io sono nata a Mosca? Non
posso dirti il mio nome perch ancora mi cercano. Per mio nonno era
lo zar di Russia. Quando ero molto piccola mi hanno portata qua e da
allora devo nascondermi.... Dal Komitet gosudarstvennoj
bezopasnosti, il KGB. ...dal Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, il
KGB.
Ho sentito questa storia almeno cento volte. La Zar, declinazione
femminile ossimorica, intrattiene i malcapitati con i suoi deliri. Se la
conosci, la eviti, ma talvolta lei che cerca te e ti riversa addosso un
pezzo della sua Grande Madre Patria. Che poi quell'accento fnto.

Giorno 43
Marted, 12 gennaio. Ieri Lana si seduta di nuovo di fronte a me. Mi
ha salutato. Probabilmente si ricordava. L'ho risalutata, ma poi ho
messo le cufette. Le ho detto Sssh senza muovere le labbra. Io ho
paura di Lana, o meglio, ho paura di cosa possa essere Lana. Di cosa
possa non essere. Mi sono innamorato? Esagerato. Per ho paura di
rimanere deluso se dicesse una cosa stupida. Se scoprissi che non
legge, che non le piacciono i miei flm. E se non capisse la mia ironia?
Se non accettasse che... niente colazione questa mattina. Oggi
conoscer Lana. deciso. Esco.

Giorno 73
Se anche oggi non si presenta, fa un mese esatto. Sparita. Mai pi
vista. Maledizione. Cazzo. Ieri ho preso 07.23. Ho viaggiato in piedi.
In piedi. Stavo quasi per svenire. La settimana scorsa ho provato il
secondo vagone. Poi il terzo. C' stato un giorno in cui mi sono
afacciato al fnestrino facendo di tutto per non avere la faccia di uno
che cerca un cappellino rosso. Chiss poi se ancora lo sta indossando.
Comunque niente, non c'era.
Ciao. L'addio pi stupido che si sia mai visto. La risposta pi stupida
che si possa dare. E l'ho data io, perch comunque i treni passano ogni
giorno. La studiavo e forse questo che succede a tenere la testa
troppo chinata sui libri.

Giorno 136
il mio compleanno oggi. La gabbia della tigre era vuota. Ci sono
entrato dentro e ho iniziato a esplorarla. notte e non che si veda
granch. Per, non so come, sento chiaramente la porta della gabbia
che si chiude alle mie spalle. Sono l, da solo, nel mio Quadrato vuoto.
In qualche modo mi sento protetto e per niente impaurito dalla
situazione. Potrei rimanere l per sempre e in fondo non sarebbe cos
terribile. Vedo in lontananza un puntino rosso fuoco. Nevica. Si
avvicina. Ma un attimo: il bruire della tigre mi sveglia. Addio Lana.

Giorno 333
Perch oggi? Non aveva niente di speciale questo giorno. Domani
forse sarebbe stato lo stesso. Ormai son mesi che ho smesso di
guardare fuori dal fnestrino. diventata una fermata come le altre. Il
treno inizia a decelerare e io con lui. Salgono sette persone e una di
loro una ragazza. Sar alta circa 1.70m e ha in mano un giornale. Si
siede di fronte a me e inizia a leggerlo coprendosi completamente il
volto. Ed quel giorno, un venerd disperso nel mese di Ottobre, che
la rivedo. Mi fssa, ma non dice niente. Non si muove, ma come
potrebbe? La sua faccia campeggia sul retro di quel quotidiano
stampato male e ci sono parole che non voglio leggere. Bugie.
Bianca, non pi Lana, mi fssa. Sento la porta che si chiude alle mie
spalle.
Parla. Per favore.