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L’emozione non ha voce

Quante volte nella relazione con i


bambini sottovalutiamo la
dimensione emotiva dimenticando
che la nostra esperienza
quotidiana, così come la loro, è
densa di emozioni e quel che
“muove nella pancia” conta di più
di quel che “frulla nella testa”.
L’urlo della persona arrabbiata che
cerca disperatamente un orecchio
che ascolti e la sofferenza che si
prova per la rabbia o per la paura
che chiede solo di essere “accolta”.
Anche quella di un bambino.
BERTOLUZZO “Ho un vulcano
nella pancia”

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Educazione all’affettività
• - Il sé, le proprie capacità, i propri interessi, i cambiamenti personali nel
tempo: possibilità e limiti dell'autobiografia come strumento di conoscenza
di sé.
- Le relazioni tra coetanei e adulti con i loro problemi.
- Forme di espressione personale, ma anche socialmente accettata e
moralmente giustificata, di stati d'animo, di sentimenti, di emozioni
diversi, per situazioni differenti.
• - Attivare atteggiamenti di ascolto / conoscenza di sé e di relazione
positiva nei confronti degli altri.
- Avvalersi del diario o della corrispondenza con amici per riflettere su di
sé e sulle proprie relazioni.
- Comunicare la percezione di sé e del proprio ruolo nella classe, nella
famiglia, nel gruppo dei pari in genere.
- Esercitare modalità socialmente efficaci e moralmente legittime di
espressione delle proprie emozioni e della propria affettività.
- In situazione di gioco, di lavoro, di relax, esprimere la propria emotività
con adeguate attenzioni agli altri e alla domanda sul bene e sul male.
OMS
• nuova concezione della salute,intesa non più
come un’”assenza di malattia” bensì come
uno “stato di completo benessere fisico,
psicologico e sociale.
L’EMOZIONE
“ L’ intelligenza e l’apprendimento non
funzionano se non si alimenta il cuore.”

UMBERTO GALIMBERTI
OBIETTIVI
OBIETTIVO GENERALE:
• capacità di comprendere ed esprimere le proprie emozioni (specificatamente
rabbia, paura e gioia) e riconoscere quelle altrui .

OBIETTIVI INTERMEDI
• entrare in contatto con le proprie emozioni imparare a riconoscerle,
comunicarle ed elaborarle.
• riflettere sulle proprie reazioni emotive e scoprire nuove possibilità
attraverso il confronto con gli altri.
• utilizzare l’immagine come possibilità di incontro con il proprio mondo
interno e come strumento di espressione creativa di sé.
• entrare in contatto con il proprio corpo come canale d’espressione delle
emozioni.

OBIETTIVO FINALE
• sviluppare le capacità necessarie per imparare a leggere e a gestire le
proprie e altrui emozioni.
INTELLIGENZA EMOTIVA
• distinguere, mettere in parola, valorizzare i
sentimenti che scorrono fluidi, veloci, spesso
accantonati o svalutati.
• dialogare con le emozioni per controllarle senza
reprimerle e senza far finta che non esistano.
• utilizzare le emozioni per motivarsi alla
realizzazione degli obiettivi personali e lavorativi
e per meglio affrontare le difficoltà relazionali.
• imparare a riconoscere e rispettare le proprie
emozioni per aumentare l’empatia, cioè la
capacità di riconoscere e rispettare le emozioni
dell’altro
emozione
• reazione affettiva intensa con
insorgenza acuta e di breve durata
determinata da uno stimolo ambientale.
La sua comparsa provoca una
modificazione a livello
somatico,vegetativo e psichico.
La rabbia
• La collera è una delle emozioni che
compaiono più frequentemente nelle
situazioni in cui l’adulto affronta
comportamenti indesiderabili del
bambino ed è l’emozione che più di
ogni altra influenza
negativamente le capacità
educative dell’adulto.
Vorrei tanto arrabbiarmi con
La paura
Intenso turbamento misto a
preoccupazione ed inquietudine per
qualcosa di reale o immaginario che è
o sembra atto a produrre gravi danni o
a costituire un pericolo attuale o futuro.
La paura
“Quando faccio brutti sogni”
La gioia
• Sensazione di piacere diffuso suscitato
dall’appagamento di un desiderio o
dalla previsione di una condizione
futura positiva.
• Stato d’animo d’intensa allegria e
contentezza.
Mi sento felice quando vado a fare
la spesa con la mamma e quando
leggo in camera mia
La scatola delle paure
Cosa vorrei essere
In una notte temporale
vorrei incontrare
Mi sento sicuro e protetto
Le emozioni nelle facce
Mi sento debole quando e forte
quando
Se avessi la bacchetta magica
Sento la musica e provo
Ciò che so fare meglio è studiare
ciò che so fare peggio art-attak
Il cibo preferito e quello che
non mi piace
Il gioco preferito
CONCLUSIONE
“Il bambino che non gioca
non è un bambino! Ma
l’adulto che smette di
giocare ha perso per
sempre il bambino che ha
dentro di sé”.
Pablo Neruda