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Veritas filia temporis est

GIORDANO BRUNO

Danilo
Caruso

NOTE DI STUDIO

INTRODUZIONE

uesto saggio raccoglie una serie di miei lavori in un singolo contenitore. I


testi qui pubblicati sono frutti della prosecuzione e della coltivazione di interessi di studio che hanno gi avuto sede di raccolta in mie monografie. Gli
argomenti trattati riguardano il campo umanistico-scientifico: lattenzione rivolta a temi di natura sociologica, storica, letteraria e artistica.
Non si tratta di ambiti marginali della conoscenza in un mondo in perenne
cambiamento.
Pensiamo alla sorte della poesia, ad esempio, negli ultimi decenni: non
stata molto felice.
Il centro del problema sta nel rapporto degli autori con il pubblico dei lettori (i quali ne determinano il successo) e con il modo di vita di costoro.
La societ dello scorso secolo si evoluta sul versante tecnologico in maniera prodigiosa al punto di modificare le abitudini e i comportamenti dellindividuo:
la rivoluzione si avuta nel campo comunicativo, dopo la radio nata la televisione. Questa invenzione ha avuto, in relazione al suo compito, un enorme successo, causa dellinaridimento della comunicazione scritta di natura artistica.
Ci che conta nella produzione letteraria la fantasia di chi scrive.
Se cos non fosse, e il prodotto aderisse alla realt, il risultato sarebbe scarsamente concorrenziale con questa.
Larte nella maggior parte dei casi antagonista, sotto vari profili, del reale.
Come nellantichit la scrittura ha prevalso sulloralit, ora lo strumento televisivo ha rimpiazzato tutte le altre forme.
Il poeta stato destituito dalla televisione.
Il bombardamento di immagini proveniente da essa priva lindividuo della
sua capacit di creare visioni fantasiose originali, poich quanto egli dovrebbe creare lo trova gi precostituito da altro il quale sostituisce una sua prerogativa e ne
aliena il prodotto.
Pochi oggi sono capaci di superare la televisione imponente i suoi modelli
precostituiti, e in particolar modo il poeta si trova spiazzato e senzarmi.
Quindi il regista sarebbe lerede del poeta dato che la poesia da modo di
espressione privilegiato si trova in subordine nei confronti della televisione.

Danilo
Caruso

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1. LO SPECCHIO SPORCO
DEL PADRONE

arlare del concetto di cittadino e della coscienza che ogni essere umano
civile ha di questa sua dimensione un tema delicato soprattutto se ci troviamo di fronte a contesti degenerati non molto distanti dal tramutarsi in
forme distopiche. Il generale Pern spieg una volta che in relazione a una comunit umana comandare significa obbligare, condurre invece persuadere, e che pertanto meglio fare persuasi gli uomini piuttosto che obbligarli.
Ci vuol dire che linformazione e leducazione del cittadino sono momenti
imprescindibili di una crescita collettiva, e che essi vadano generalizzati non in
qualit di concessione di un beneficio, bens a tutela della dignit umana universalmente in primis e di conseguenza dei diritti di un soggetto inserito in uno
schema sociale (da quello nazionale a quello locale). Governare un popolo alla
stregua del responsabile di una fattoria di animali non produrr mai vera democrazia e non sempre benessere. Questultimo obiettivo rappresenta il problema
centrale: se i diritti dei cittadini non vengono soddisfatti, non c traduzione della
teoria democratica (e appare evidente dal fatto che nessuno vorrebbe il proprio
male). Perci chi vuole il riconoscimento di un popolo servito a dovere come sottolinea Hegel nella Fenomenologia dello Spirito deve ottenere un tale atto nei
confronti del suo operato da individui non subordinati, ma resi a lui omogenei.
Coloro i quali sconoscono la sostanza di una questione si ritrarranno
nellignoranza, non sapendo cosa dire e in che modo reagire, e rassegnandosi a
direttive a volte percepite non buone.
Quando Hegel afferma che il signore usa male la libert derivatagli dalla
sua superiorit per mantenere gli altri nellinferiorit della servit non sbaglia a
evidenziare lo squilibrio da costui arrecato allarmonia sociale e la compromissione della base del suo stesso potere: il comandare un subalterno non lidentica cosa di persuadere un simile. Appare dunque chiaro che se la maggior parte della
gente rimarr alloscuro di conoscenze adeguate e opportune in maniera alquanto
difficile riuscir a far valere i suoi diritti e si degrader a un ingenuo donatore di
consenso elettorale. Ovunque un dibattito mirante a una petizione di giustizia sociale dovr ampliarsi il pi possibile e porre i partecipanti sul medesimo piano:
questo il senso dellantica democrazia in Grecia, cui oggi si richiama la moderna.
Se lapproccio alla comunit viene fatto dallalto verso il basso, una tale discesa non democratica; se si innalza il popolo a un livello medio pi consapevole, di certo la politica clientelare ci perder, per la societ sar migliore: non si da-

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r ancora molto spazio a incantatori di teste vuote. Mi piace ricordare tipico dello
Spirito hegeliano il mettersi in casa il negativo (il limite): nel modo accennato sopra della dialettica servo-padrone, tutti quelli che non hanno davanti a s un pari
con cui misurarsi si tramutano in usurpatori, tiranni i quali saranno periodicamente rovesciati. Il riconoscimento se non viene in maniera simmetrica, come al cospetto di uno specchio pulito, non generer democrazia (e forse neanche benessere): lasimmetricit dello specchio sporco del padrone, che riflette a chi gli sta innanzi solo la coscienza animale (non spirituale), d origine a tutta una casistica nota attraverso i mass-media. Qualsiasi consorzio sociale strutturato non sul valore
delle idee e dellintelligenza si degrada e si corrompe in forme ingiuste e sperequative. Si potrebbe obiettare che sia difficile governare, e comunque sia preferibile lasciare lonere/onore a certa casta del settore, che chi non ha governato non
possa giudicare obiettivamente; ma almeno chi non ha governato, ed stato spettatore (anche critico), non ha avuto modo di dimostrare la propria presunta incapacit, la quale, reale nellattuazione di scempi, non ha tuttavia sempre comportato che i suoi protagonisti si mettessero da parte.
Un popolo cresce se istruito e difeso, viceversa far la fine dellorwelliana
animal farm, dove tutti gli animali alla fine erano uguali, ma alcuni erano pi uguali di altri. A proposito della dicotomia politico/non politico voglio esprimere una piccola valutazione rifacentesi allidea aristotelica secondo cui di per s ciascun essere umano (associato) sia un animale politico. Ogni cittadino che vive in
societ politico, e se la sovranit risiede nel popolo, lo a maggior ragione.
Lamministrazione di un ente non esaurisce e circoscrive in s la politica, n
tanto meno lunico tipo politico lamministratore. Il primo politico lelettore,
il quale delega a rappresentanti un potere di governo. Penso si sbagli quando si
percepisce il governante estraneo, o peggio ancora ostile: chi lha eletto, in tali casi,
soffre lincapacit di darsi autogoverno giusto e proficuo.
Hegel chiamerebbe questa alienazione non positiva della facolt di dirigere
la societ coscienza infelice. Credo bisogni superare linfelicit di vedere negli
amministratori degli alieni insediati dal destino a costituire una sorta di signoria
rinascimentale.
Se si vuole ragionare di politica tutti quelli che lo fanno sono politici per
natura: nessuno interdetto dalla possibilit di esprimere argomenti sensati o di
ottenere incarichi di governo in modo automatico perch una parte impropria e
non esclusiva di politica si arrocca dietro una torre ritenuta dalla gente comune
inespugnabile. indubbio che la tecnica di governo richieda conoscenze particolari e specifiche (e che lo studio serva a ci), tuttavia non benefico che la moltitudine a volte si disinteressi e si squalifichi al cospetto di una sostanza la quale non
dappertutto e in ogni caso il massimo delleccellenza. Il desiderio naturale di ogni
cittadino di essere ben amministrato; in democrazia il buon governo dovrebbe

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iniziare da lui: primo a essere politico, autore di una concessione di potere chi
amministra opera alieni iuris che risiede coagulato nellunione della razionalit soggettiva. Per non essere politici basta privarsi dellintelligenza e vivere a guisa di bestie, altrimenti tutti sono politici e hanno responsabilit di fronte alla
comunit grazie alle scelte e al voto espressi.
Sembra perci deviante mettere a priori in luce o in ombra la parola di
qualsiasi politico italiano: potr dire e/o fare cose buone e utili, o essere ipocrita e
non attenersi al bene pubblico. Il criterio di giudizio ritenuto da me migliore scaturisce dalla considerazione della bont, della qualit della proposta o
delloperato: a chi ha servito il popolo in maniera eccellente andr il plauso, riguardo a chi non lo ha fatto si deve comprendere che non un irremovibile, una
maledizione del fato.
La prima cosa di cui prendere coscienza che una comunit non tale se
non corresponsabile delle sue sorti (che cosa c di serio in comune?). Se si istituiscono dei gradi tra persone, in favore di alcune che sanno fare di pi e capiscono meglio nellambito amministrativo, quale senso ha la decantata uguaglianza, la
democrazia elettiva, nel momento in cui lelettore si riduce a personaggio di una
finzione?

2.1. LORIGINE DEL MALE

umanit si spesso interrogata sulle cause del negativo nella storia e


nelluniverso. Una delle risposte meglio accolte ha concentrato la colpa di
tutto sopra il magnetico effetto di una forza maligna, personificata, nota
nella tradizione occidentale col nome di Satana. Il Cristianesimo ha dato nella teologia ampio spazio alla figura dellantagonista maligno al punto di ispirare una
visione bipolare del cosmo: una concezione che era stata dello gnosticismo, imperniata sul confronto bene/male, luce/tenebre (la quale si ritrova a Qumran). Tale impianto fu ripreso nella sua profonda radicalit dal protestantesimo,
da Lutero e dallidea che lo scontro Dio/Satana dividesse il complesso delle anime ab aeterno nei due gruppi della salvazione paradisiaca e della condanna infernale. Da notarsi invece qui una legittimazione a posteriori della realt, legittimazione inquadrante la presenza del male nel compito di indice di mancata predilezione divina. Appare evidente lassurdit e lirrazionalit di un pensiero che si
arrende, accomodantesi nelle pieghe del reale a prescindere dal loro valore, per

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via della debolezza in cui vorrebbe trascinare ogni uomo abbandonandolo a una
nevrotica solitaria angoscia nella ricerca del successo, i cui effetti sarebbero espressione della salvezza ottenuta a priori (senza meriti n particolari motivazioni).
Molta parte del Cristianesimo si profusa nella lotta al diavolo, responsabile del
male nel mondo, e chiunque cadeva nelle buche delle eterodossie diventava automaticamente un seguace del demonio: a cominciare dalle streghe e dagli eretici.
Sembra che la religiosit cristiana, nel modo in cui ce ne narra la sua ambigua storia, non sarebbe stata la stessa se si fosse privata del concetto di una primigenia potest malefica: forse le mostruosit delle varie persecuzioni, rivestite di
spirito di fede, non avrebbero avuto luogo.
Ma Satana stato un pretesto dellinsania umana (una follia per niente erasmiana): dov lamore evangelico nel torturare e uccidere streghe ed eretici, Ebrei
e uomini di cultura, nel fare guerra ai non Cristiani? Non sbagliava Freud a legare
religione e nevrosi. Non tutti i sistemi religiosi sono malsani: la loro analisi approfondita e lo studio scientifico non confessionale dicono la loro essenza.
Lingenuo e lignorante, lomologato, recuperano Satana al fine di squalificare la verit a critica mistificata, e a volte si consegnano (se gi non lavessero fatto), o si rassegnano, al disturbo mentale. In queste circostanze verrebbe da dire
che si tratti di condizionamento neopavloviano inculcato da istituzioni e rappresentanti religiosi. SantAgostino rintraccia lorigine del male in Dio medesimo,
per la causa di questo la circoscriveva alla libert umana: Dio, in veste di causa
remota, ammette uneventualit; la causa prossima quella davvero colpevole del
negativo luomo. Perci nella libert umana si anniderebbe il rischio dellerrore.
Se allora si volessero degli uomini che non cadessero nel peccato occorrerebbe restringere la sfera delle libert e delle conoscenze allortodossia. Una simile dottrina tratta lumanit alla stregua di inesperti bambini, da ammaestrare nel solco di
un sistema canonico. Ma se Dio ha creato luomo libero e intelligente per qual motivo sottrargli fette considerevoli di queste sue prerogative?
Risposta: perch chi lo farebbe avrebbe tutto linteresse a non far scoprire e
comprendere che le sue verit non sono poi cos vere, che i suoi dogmi sono infine
suggestioni offerte a ignoranti e deboli di mente. Allo scopo di fare un paragone:
se la magistratura indaga i criminali, sono i delinquenti a dover temere la giustizia, gli onesti lapprezzano; e un giudice valuta sulla base di prove accettabili, non
accoglie affermazioni fondate sopra un suo sentimento di fiducia (fede) poich potrebbero essere false (dette in mala fede). Pi una persona ignorante e nel bisogno, meglio sar adescato dai suoi salvatori: i semplici sono coloro i quali con le
loro lacune possono fungere da mattoni della arendtiana banalit del male.
Un soggetto privo di studi seri, inconsapevole della realt e della storia, rischia di diventare complice delle mostruosit delle varie inquisizioni. Ed ci che
accaduto. Gente alloscuro dei reali meccanismi, lontanissima dalla capacit di

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capire, ha collaborato a persecuzioni le quali insani personaggi hanno promosso


mirando al potere politico o allappagamento di sadica brama di malato piacere.
La misoginia nella religione cristiana ha una storia che, se ben conosciuta
da ogni fedele, non si sa quanti lascerebbe indifferenti nei suoi aberranti eccessi.
Non sembra dunque una libert di conoscenza la promotrice di azioni negative.
Anzi credibile che quanto superiore sia il sapere, migliori siano le opportunit di
crescita umana e sociale, e la prospettiva di non ricadere in forme di barbarie. Persone ragionevoli non si ammazzerebbero inter se, come bestie, spinte da motivazioni religiose, comprendendo che quel movente aria fritta, a meno che non siano appunto disturbati mentali. La religio ha ostacolato il progresso scientifico della civilt occidentale da quando il Cristianesimo subentrato al paganesimo; parimenti ha terrorizzato la gente piuttosto che migliorarne le effettive condizioni di
vita. Cose del genere rappresentano aspetti negativi dellesistenza umana, il male
si intravede in simili pagine storiche.
Pertanto non sono n la libert n lintelligenza in assoluto a costruire pietre dinciampo. Sicuramente dette due facolt si possono utilizzare in maniera
sconveniente al bene comune, tuttavia non sono di per s unorigine del male, n
tanto meno lo Dio per luomo.
Se Dio ha creato gli uomini liberi e intelligenti in funzione di tali connotati, non in previsione di un altrui intervento dogmatico sapienziale limitante nel
dirgli in modo acritico il da farsi, cosa fosse giusto o sbagliato. La natura umana
(opposta a un suo bestiale degrado) richiede a ognuno autonomia di giudizio,
consapevolezza dazione, rispetto dellumanit: chi non lha capito un banale
malvagio, un vigliacco come ci fa pensare Hannah Arendt. Oppure un servo a
guisa di quello hegeliano della Fenomenologia dello Spirito davanti a un padrone pi coraggioso e pi forte. La libert personale la garanzia di validit del
giudizio. Chi agisce male, come sosteneva Socrate, colpevole dignoranza etica.
Chi non rileva il nesso tra il bene e lazione non un vero essere umano,
giacch costui non libero, e non pu coniugare i due termini in maniera cosciente
e matura: saranno altri a indurlo a comportarsi in un determinato modo, altri che
egli ha sostituito alla sua libert.
Una libert che innanzitutto diritto alla conoscenza. Sia ben chiaro che chi
si rende responsabile di una condotta negativa di fronte alle leggi deve essere punito e rieducato al rispetto dellumanit: non pu essere lasciato in giro a seconda
della gravit del caso, ma deve essere recluso in prospettiva di una forma di recupero, non di un maltrattamento. Il malvagio, a qualsiasi livello, sullo stesso piano di un animale il quale segue un istinto e non la ragione: concupiscenza, invidia,
sadismo, etc., sono moventi irrazionali. Un vero uomo sa la differenza fra il bene e il male, sa distinguere poich Dio lo ha fatto libero per questo scopo, non per
aprire la porta al male. Gli uomini malvagi sono i colpevoli del negativo che per-

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vade luniverso. Dio ha dato alluomo unintelligenza cos raffinata che se tutti avessero potuto dedicare una parte del loro tempo agli studi scientifici la capacit
di prevenire il male sarebbe di molto superiore. La religione non salva nessuno, la
medicina s, anzi la religione ostacola il progresso medico e tecnologico: purtroppo
i pi si affidano alle superstizioni. Una scienza che non fosse stata osteggiata da
interessi estranei avrebbe potuto oggigiorno far quasi di sicuro meglio: basti ricordare che nei Vangeli le malattie si curano con degli esorcismi. Il potere della ragione enorme ed ordinato al bene. il che sta nella testa a mediare tra
Dio e gli esseri umani e a legarli in una fratellanza universale, non una deviante
antiquata ascientifica letteratura, la quale ha prodotto molti danni.
Luomo libero e consapevole, per qual motivo dovrebbe agire male in una
societ che gli garantisce una dignitosa esistenza? Un mondo costruito di sperequazioni la principale causa del male, gli uomini sono artefici dellinsieme negativo. Inoltre, ad esempio, se un terremoto o una malattia provocano vittime, la
colpa pure umana poich non c ancora stato impegno sufficiente a prevenire.
Lintelligenza di milioni, ormai miliardi, di persone data da Dio sprecata
nella bestialit si ritorce con effetti non positivi. Non sono giochi malevoli di superstizione a risanare le ferite dellesistenza. Tali sistemi generano malessere su
cui si edificano strutture di condizionamento e di potere sociale dentro cui i banali malvagi vengono rapiti. A costoro viene offerto in pasto un capro espiatorio:
Satana, o come diversamente lo si voglia chiamare.
Gli ignavi scaricano la colpa sopra di lui, il quale in realt la vera proiezione nevrotica nella religione di cui parlava Freud. A mio avviso essa non Dio,
che non ha compiuto nulla di male. Satana il prodotto di una nevrosi: gli esseri
umani creano la figura del maligno al fine di assolversi dalle proprie responsabilit. Se lecito esprimersi mediante una terminologia teologica, questo il peccato
originale: lavarsi le mani di fronte alluniverso. Unumanit in cui prevale il
tipo del banale Pilato condanna se stessa al disagio e alla sofferenza.
Lintellettualismo etico socratico di sicuro non lo si consegue studiando,
una conseguenza della ricerca (filo-sofia): chi conosce il modo in cui sono andate le
cose, dov lerrore, qual la via giusta, perch dovrebbe indulgere al male se non
costretto da circostanze esterne non propizie o da devianze congenite?
Una persona sana, posta in un contesto dignitoso, dovrebbe avere solo lo
sprone a una corretta competizione. Leccezione possibile, ma ricade nellambito
delle patologie comportamentali. Un ladro che non ruba per bisogno, ad esempio,
una persona mentalmente disturbata, forse cresciuta in condizioni non ottimali
sotto il profilo educativo. Questo il fondo del ragionamento di Socrate, il quale
trova nelletica kantiana vertice e completamento. La dialettica socratica il sale
del ragionare, la filosofia stata, e rimane, il pilastro di tutte le scienze. Le religioni sono in realt degenerazioni di approcci filosofici alla realt. La storia di ognu-

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na di esse fa fede della loro essenza: perch Dio sarebbe dovuto esprimersi in modi letterari approssimativi, a volte barbarici, nel momento in cui parla nel
individuale. SantAgostino stesso dice: Noli foras ire. Intus redi: in interiore homine habitat veritas. Idem il prologo del vangelo non sinottico, nella corretta lettura grammaticale e concettuale weiliana di un suo verso in particolare (1,9), dove
si dice che ogni essere umano nasce con un quid divino1: ogni essere umano
unincarnazione di una frazione del .
Il consorzio umano in tal senso, proseguendo nelluso di una terminologia
presa a prestito dalla teologia, nella sua forma un corpo mistico, un intreccio
logico rifacentesi nellaspetto pratico alla legge morale kantiana. Ma la logicit del
vivere civile non ha avuto quasi mai opportunit di eslicarsi correttamente. Da ci
traggono origine molti mali. Se i meccanismi logici dellintersoggettivit potessero
crescere e svilupparsi senza limiti imposti da disagianti contingenze o da forme di
condizionamento, il mondo sarebbe migliore, moltissimi uscirebbero dalle platoniche caverne in cui stanno al comodo davanti alla televisione ( il televisore a
guardare). Le stesse scuole di base sembrano solo utili a preparare operai per la
vigna del capitalismo. Aveva ragione George Orwell quando in 1984 parlava di
Alti, Medi e Bassi, dicendo che il gradino inferiore della societ, la massa solo il
pavimento su cui passeggia la dialettica del potere: un pavimento fatto di ignoranti, ingenui, timorosi, sopra cui la storia passa stendendo lo strato dasfalto del vincitore di turno.

2.2. NOVIT CONTRADDITTORIE


DEL MESSAGGIO EVANGELICO

a tradizione cristiana, basandosi sui racconti dei Vangeli, sostiene che Ges,
dopo aver subito il processo ed essere stato condannato alla pena capitale
dai Romani, sia morto in croce e successivamente resuscitato.
Sono gli stessi racconti evangelici a fornire spunti i quali possono mettere in
dubbio la versione del dogma, che in quanto tale ha gi rinunciato alla pretesa di
una qualsivoglia dimostrazione di plausibilit al di fuori della fede e delladesione

Per approfondimenti v. il saggio Danilo Caruso, Ermeneutica religiosa weiliana


(2013) alle pagg. 3-4.
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incondizionata alla narrazione degli scritti neotestamentari. Si crede per fede ci


che la ragione comune rifiuterebbe, poich questa eliminerebbe tutti i deboli punti
dappiglio. Ma se luomo una creatura di Dio, Egli sta maggiormente nella razionalit (la quale laspetto migliore del genere umano) che non nellignoranza
(la quale la forza della fede). Chi crederebbe per fede che 2+2=5? Comunque
lignoranza pare essere gradita meglio della ragione, giacch meno impegnativa
sotto ogni profilo (minori responsabilit, riduzione della fatica intellettuale, etc.; in
parole povere ne esce una contenta e gabbata bestia da soma umana). Nonostante
tutto ledificio fideistico mostra le sue crepe.
Se leggiamo i Vangeli sinottici, apprendiamo che il Messia stette vivo in
croce tre ore, sino alle 15:00, lora della presunta morte.
Poco prima di spirare affermano Matteo e Marco (i cui testi sono pi vicini
cronologicamente ai fatti) una guardia cerc di fargli bere qualcosa (loro dicono
aceto). Luca, che si stima nel tempo terzo redattore evangelico, omette lepisodio
della spugna imbevuta daceto (?), il quale tuttavia ritorna nel non sinottico Giovanni (a lui attribuito il Vangelo canonico pi recente).
In Giovanni questo recupero ha un seguito narrativo che nessuno dei tre
precedenti accenna: il colpo di lancia a Ges per accertarne il decesso.
Se nessun evangelista prima ne aveva parlato, sembra credibile concludere
dunque che esso sia stato inventato allo scopo di garantire che il Messia sia morto
davvero. Nella serata di quel giorno di esecuzioni capitali Giuseppe dArimatea
ottenne da Pilato la restituzione del corpo di Ges.
Il dubbio sorgente in questa storia : e se il Messia fosse stato deposto dalla
croce ancora in vita, morto in apparenza perch sotto leffetto di un narcotico (il
creduto aceto di prima) somministratogli da soldati che erano stati corrotti con
il denaro? Per qual motivo i Vangeli parlano del tradimento e del suicidio proprio
del discepolo legato alla gestione della cassa del movimento, ossia di Giuda? Forse
qualcosa non quadra alla perfezione negli adattamenti letterari che poterono rielaborare tuttaltri fatti. Il presunto Ges risorto se ne and in Galilea, alla larga da
Gerusalemme.
Luca, contraddicendo Matteo e Marco, pone lapparizione ai discepoli nella
citt santa, nel cui racconto aggiunge il fatto poco spirituale che un Ges in carne
e ossa avesse fame; poi tutti si diressero nella vicinissima Betania dove avvenne
lAscensione. Il Vangelo di Giovanni riprende lapparizione a Gerusalemme, e
prolunga lepisodio della lancia nel giorno della Passione con quello dellincredulo
Tommaso il quale parla pure di quella ferita. In Luca e Giovanni possibile leggere un riavvicinamento letterario (con obiettivi teologici) alla citt santa, da cui in
realt pare che Ges si allontanasse (per timore dei Romani?).
Traspare la veste politica, religiosa e integralista del gruppo messianista;
unesperienza storica rielaborata alla luce di una mediazione concettuale in seno

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allEbraismo progressista che abbandon la mira di un regno dIsraele indipendente2. I seguaci del Messia erano perseguitati in quanto sovversivi politici, i quali
non accettavano la sovranit romana.
Re dIsraele il Dio veterotestamentario, il Giudeo osservante non pu accogliere un dominatore straniero senza rinnegarlo: perci si fondono religiosit e
ricerca dellindipendenza.
Il Giudaismo alessandrino ha cercato di estromettere detta corrente messianista, in cui Iesus Nazarenus (aggettivo indicante appartenenza a una setta e non
origine cittadina) in qualit di Rex Iudaeorum poteva tranquillamente, in virt della
sua funzione vicaria, esser definito Figlio di Dio, ma ben inteso di quello veterotestamentario, di cui avrebbe esercitato pure prerogative di direzione politica sulla
comunit ebraica dei fedeli.
LEbraismo grecizzante cambi rotta e svilupp una nuova teologia agapica. In simile commistione di motivi ideali, i quali cattureranno le masse e distruggeranno lImpero romano, viene da chiedersi che gente fosse quella che pretendeva a favore della redenzione dellumanit dai cosiddetti peccati la morte di Dio.
Unumanit cos presuntuosa e malvagia da esigere che Dio si offrisse in
olocausto a lei, quando era stato il contrario (sino allassurda e intollerabile esagerazione di sacrifici umani).
I piani ora si sono ribaltati, e in tale operazione si intrecciano diversi fini: 1)
dare un senso alluccisione del giusto (il vecchio problema della giustizia nella
morte di Socrate inquadrato in termini teologici, il quale adesso nel Ges evangelico assume una prospettiva di risanamento di portata universale); 2) la redenzione dellumanit grazie al sacrificio dellunico giusto spinto dal cui amore Dio salverebbe gli altri (da qui scaturiranno le problematiche teologiche dellincarnazione
del Verbo divino in Ges, ed chiaro che la sola risposta della teologia a essere
valida sia quella che lo definisce vero uomo e vero Dio); la redenzione del Dio
del Vecchio Testamento medesimo dal suo orizzonte negativo. Il non evangelico
Dio del Tanak ha distrutto il genere umano attraverso un diluvio universale, nonch Sodoma e Gomorra, ha fatto una spietata guerra allEgitto infliggendogli penose sofferenze, per citare alcuni casi eclatanti di scarsa amorevolezza. Ognuna di
quelle vittime era una sua creatura. Perch inoltre creare alla fine la discriminazione di un popolo eletto, quello dIsraele da opporre ai rimanenti? Quelle opere
distruttive di genocidio, sterminio e ostilit sono prive di una base morale sensata:
il principio di sopprimere chi sbaglia (o pecca), ammesso che abbia sbagliato (o
peccato) non evangelico, ed corredo di una giustizia arcaica e barbarica. Il
In relazione a ci suggerisco di leggere una mia analisi (Lorigine ideologica del
Cristianesimo), contenuta nel saggio Danilo Caruso, Considerazioni critiche
(2014).
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Caruso

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Vangelo attua una faticosa e radicale revisione, i cui effetti collaterali e le cui lacune sono tristemente visibili nei crimini contro lumanit perpetrati dal Cristianesimo nella sua contraddittoria storia.
N il nazismo, n il comunismo hanno compiuto un genocidio pressoch
totale imitando il Dio veterotestamentario, i casi di Sodoma e Gomorra non hanno
tante differenze rispetto al bombardamento di Guernica, come lEgitto dellEsodo
dal canto suo rispetto allo stermino sovietico degli Ucraini.
Va bene che i racconti biblici sono letterari ed esagerati, per ci non assolve quelle intenzioni, poi diventate storia di grandi nefandezze a partire dalleditto
di Teodosio sullesclusiva religione cristiana adottata nellImpero romano.
Nelle plurisecolari vicende del Cristianesimo il Dio dellAntico Testamento
e quello nuovo evangelico hanno avuto un altalenante e sofferto rapporto dialettico. Analogamente difficile stato il cammino degli Ebrei postcristiani, in modo
ingiusto perseguitati. Da uno schietto punto di vista analitico si comprende, ma
non si giustifica affatto, che leletto popolo giudaico fosse il naturale bersagliato
polo dialettico di chiunque si considerasse lultimo prescelto da Dio: a cominciare
dai Cristiani per motivi teologici, e finendo coi nazisti per motivi etnici.
Da Lutero a Nietzsche, passando da Hegel e Fichte, stato costruito un asse
di presunzione elettiva nella storia del popolo tedesco il quale inevitabilmente
port la Germania a un ideale grande scontro finale con gli antichi campioni: un
irragionevole confronto che produsse la disumana uccisione di milioni di Ebrei
durante la Shoah, la quale niente e nessuno pu legittimare, giustificare, negare o
dimenticare.
Soprattutto perch lo spirito di quella ritorsione matura dal comportamento
del letterario Dio del Tanak, comportamento che alla lunga fin col ritorcersi contro i Giudei stessi. Chi vuol primeggiare nel mondo e nella storia alla maniera veterotestamentaria rappresenta un cattivo esempio, che purtroppo pu essere preso
a modello da altri (i citati Cristiani i quali lo girarono ai nazisti).
La Chiesa cattolica, insegna Simone Weil (critica anche verso gli Ebrei), fu
la maestra occidentale del totalitarismo: unideologia (copiata in seguito dal comunismo) che i Cristiani costruirono nella realt usando i peggiori mattoni concettuali del Tanak. Ricordiamo un paio di ulteriori emblematici esempi negativi. Elia
che sfida e uccide i profeti di Baal3 (1 Re 18,20-40) e la tragica morte della regina
Gezabele (1 Re 21,23 / 2 Re 9,30-37) sono avvenimenti voluti dal Dio del Vecchio
Testamento nellottica di una sua etica non evangelica4.
Un esame di questo brano contenuto nellopera Danilo Caruso, Ermeneutica
religiosa weiliana (2013) alle pagg. 10-11.
4 Altri lati contraddittori, agli occhi di una morale pi evoluta, contenuti nel Tanak, si possono rilevare leggendo il mio lavoro menzionato nelle note 1 e 3.
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NOTE DI STUDIO

2.3. IL CENTURIONE ROMANO:


UNO STRATAGEMMA MEDIATICO

Vangeli fanno necessariamente il conto coi Romani: tutte le loro vicende si


svolgono in un contesto storico dominato dallImpero. Pi volte sono tirati in
ballo, ad esempio: il centurione che riconosce Ges come Figlio di Dio (Mr 15,
39), il miracolo del Messia in favore di un altro centurione simpatizzante (Mt 8, 513 e Lc 7, 1-10).
Questi brani sono testimonianza dellapertura alla possibilit di un incontro
su uno spazio socioreligioso nuovo, quello del Cristianesimo. La porta era aperta:
lepisodio del Vangelo pi remoto molto significativo. Un Romano che accoglie
cos la crocifissione di Cristo era il modello letterario da presentare per dare un
fondamento allingresso. Poi tutta la trattazione del deicidio, non cosa secondaria (nellassolvere i Romani e nel condannare gli Ebrei ortodossi prosegue la costruzione della nuova casa comune cristiana in cui rinchiudere i primi).
Riguardo a Mr 15,39 il problema ermeneutico: cosa voleva far dire a un
soldato romano e far intendere al lettore lautore del testo? Se un centurione, adottato come simbolo della forza (e dunque del potere) imperiale, riconosce la divinit di Cristo, la conversione ideologica dellImpero non si rivela un gioco impossibile. Se questa si mostra aver luogo in un ambito cos importante, possibile col
tempo come poi accadr che passi con forza di legge per tutti gli altri: in parole
povere se anche lesercito si cristianizza, Roma ha il destino segnato; il governo
non potr che prendere atto del sopravvento sociale del Cristianesimo in tutti gli
strati sociali e proclamarlo religione unica. Una base popolare cristianizzata avrebbe trovato il solo ostacolo nellautodifesa dello Stato. Da notare labile scelta
di una figura militare intermedia per lanciare tale tipo di messaggio occulto (i
Romani non sono necessariamente contro i Cristiani, anzi): un centurione, un
soldato di medio livello, n troppo in basso n troppo in alto nella gerarchia; adatto a fungere da esempio di pi verso chi era socialmente inferiore.
Il progetto di proselitismo richiedeva ladesione delle masse e la libert di
condurlo avanti sino in porto; attraverso la simbolica e rappresentativa bocca di
un militare si vuol far credere che Roma dovrebbe ammettere la liceit del Cristianesimo. I vangeli canonici, che non urtano Roma, hanno un disegno mediatico di
lunga gittata volto a coagulare, con lulteriore produzione paolina, attorno a loro
pi gente possibile proveniente dagli altri culti (questo piano gi in itinere aveva
promosso unoperazione di colossale sintesi religiosa, e di scrematura che porter
alla religione unica di Stato quando il Cristianesimo avr vinto la sua battaglia so-

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Danilo
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cioculturale). I vangeli apocrifi, in quanto respinti, chiaro che avessero qualcosa


che non andasse (non si conformavano a tipi di sensibilit e di mentalit di cui si
voleva catturare lattenzione, nonch non erano funzionali al nuovo credo).

2.4. ISIDE E OSIRIDE, CRISTO


E LA MADONNA

profili teologici narrativi di Ges e della madre Maria elaborati dal Cristianesimo hanno ricalcato modelli gi esistenti nella tradizione religiosa dellantico
Egitto. La nuova universalizzante religione era nata nel solco di un canonico
culto solare che a ritroso, passando dallEbraismo, riconduce allorigine atonista.
Appare dunque scontata la strategia di propaganda cultuale che ha mantenuto inalterata una sostanza di fondo e cambiato superficiali accidenti allo scopo
di allargare il proprio campo di adesioni verso un sistema che di nuovo aveva soltanto lambizione estensiva.
Questultimo aspetto fu quello colto e sfruttato dallimperatore romano Costantino nel tentativo di cementare la frantumata coesione sociale dellImpero.
Costantino il padre del Cattolicesimo, del Cristianesimo istituzionalizzato: leditto di tolleranza (313) e il Concilio di Nicea (325) sono tappe del suo progetto sociopolitico.
Spostare la capitale a oriente (ad ortum solis) nel 330 fu lulteriore segno di
questa deriva che contribuir ad accelerare la crisi della societ romana postaugustea piuttosto che a imprimerle una direzione di risanamento.
In questo quadro storico le figure di Osiride e Iside non erano estranee a un
loro mirato riutilizzo in veste cristiana, poich la cosa si rivelava naturale nel momento in cui lEbraismo alessandrino aveva recuperato le radici religiose egizie e
atoniste nella mediazione con la cultura filosofica greca, dalla quale saranno tratte
le categorie teologiche cattoliche.
Volgere il classico culto del sole in termini universali fu in quei tempi il piano di salvezza sociale e umana pi coltivato su vasta scala (si pensi pure al caso
del Mitraismo).
Cosicch non risulter per niente strano scoprire analogie tra i titoli di Iside
e quelli mariani (Madre di Dio, Regina del cielo) dato che la teologia di marca costantiniana aveva inderogabilmente eletto la Madonna a madre di un Dio che

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muore e risorge. E non un caso che le statue di Iside e Horus ebbero gioco facile
nellessere riutilizzate in funzione di simulacri di Maria e del Figlio. Se cogliere gli
aspetti mariologici mutuati dallo stampo isiaco relativamente facile, oggigiorno
lintera dimensione osirica di Ges Cristo non cos evidente a chiunque giacch
si smarrita la conoscenza religiosa diffusa nei secoli di costruzione del castello
teologico cristiano.
Il racconto di Osiride, come risaputo, vuole che egli muoia fatto a pezzi
dal fratello Seth e poi ritorni in vita rimesso assieme dalla moglie, idealmente trasponendosi in Horus. Meno noto il fatto che i singoli pezzi del corpo di Osiride
vennero ritrovati con leccezione del suo membrum virile (sostituito con una protesi). Da ci si capiscono due cose.
La prima: lorigine della circoncisione ebraica in qualit di segno distintivo
di colui che fa parte di un gruppo di culto solare neoatonista (andare pi in l della circoncisione chiaro non fosse conveniente in un popolo che favoriva
lincremento demografico e la discendenza familiare sino a consentire lincesto e a
condannare radicalmente tutte le devianze sessuali improduttive).
Laltra: il significato del perizoma del Crocifisso. E qui lanalisi si sviluppa
ancora oltre in due rami.
Uno consente di capire che un antico osservatore vedesse un Ges osirico,
al di sotto del cui perizoma si celava un elemento distintivo di Osiride: lassenza
del proprio fallo rimpiazzato da una protesi.
Il seguente permette di comprendere che la croce su cui si trova Ges una
piccola evoluzione della croce egizia. Basta fare uno pi uno per cogliere il senso,
ormai sfuggito uno sguardo moderno, di questimmagine esaminata, la quale continua ad avere unaltra traccia che sfugge ancora ai pi.
Suddetto membrum virile osirico, secondo lantica tradizione non recuperato, ebbe una sorte paragonabile a quella della chioma di Berenice: fin in cielo a
fare la cometa.
E quella stella che guid i magi (ossia i maghi, termine identico per
scandaloso a usarsi in ambito confessionale) non nientaltro che il fallo di Osiride
annunziante la nascita di un grande personaggio.
Adesso facendo due pi uno si sa con precisione cosa viene messo in cima
allalbero di Natale o nel presepio senza rendersene conto. Studi scientifici dimostrano che le croci adottate dai Romani durante lesecuzione dei prigionieri avessero la forma di X e poggiassero a terra.
La classica croce cristiana sembra uninvenzione religiosa ad hoc, al pari
della voce che disse a Costantino: In hoc signo vinces. Lelaborazione iconografica cattolica preciser limmagine assecondando gli spunti di convenienza messi
in rilievo con lobiettivo di adescare agevolmente i portatori di un immaginario
imbevuto di credenze pagane.

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3.1. LA MADONNA PNEUMATICA


E LENINA CROWNE

enina Crowne una protagonista di Brave New World, un romanzo di


Aldous Huxley (1894-1963) pubblicato nel 32. In questo racconto distopico
si fa un particolare uso dellaggettivo inglese pneumatic5. Esso viene usato
per definire costei: la sua valenza, nel contesto della narrazione di quella societ,
che ha portato il capitalismo alla sua estrema irrazionale manifestazione, tocca in
relazione a Lenina una dimensione erotica la quale il riflesso del modus vivendi
in cui ella si trova inserita. Il Mondo Nuovo di Huxley vive infatti la sessualit in
maniera molto libera, e lapplicazione di pneumatic a tale protagonista la connota in senso lato sotto il profilo di unottica che media estetica ed etica. Laggettivo
viene attribuito anche a cose, e pertanto la sua sfera semantica ingloba tutto ci
che considerato premio della weberiana e capitalistica predestinazione divina. Lo
spunto huxleyano delluso di pneumatic pare tratto, con unintenzione di denuncia generale di una visione reazionaria e illiberale della societ, dallopera di
Thomas Stearns Eliot (1888-1965): suddetto aggettivo compare nella poesia eliotiana Whispers of immortality del 1920. In questo testo pneumatic viene usato
per unattribuzione al sostantivo bliss (felicit, beatitudine), a cui condurrebbe
lamichevole seno (friendly bust) della bella (nice) (Russa) Grishkin senza
corsetto (uncorseted). In Brave New World i breasts (seni) di Lenina sono
palpati da un altro protagonista del romanzo, Bernard Marx, nel cap. VI. La radice
religiosa e capitalistica del Mondo Nuovo, dove non esistono pi gestazioni materne naturali e tutti nascono da un utero artificiale (ectogenesi: qualcosa qui di
paragonabile allazione dellevangelico Spirito Santo nella gravidanza della Vergine), mi offre spunto di un salto indietro nella storia reale allo scopo di individuare
una testimonianza nellambito artistico di questo concetto huxleyano di pneumatic. Per la precisione mi riferisco al caso de La Madonna del latte in trono col
Bambino, componente del Dittico di Melun, frutto dellabilit di Jean Fouquet.
Madonna del latte uno dei tanti titoli mariani.
Una delle opere pi famose dedicata tale tipologia appunto la suddetta.
Nella vicenda che ne vide la realizzazione possiamo rintracciare elementi protocapitalistici, i quali ante litteram prendono le distanze dal cattolicesimo ufficiale:
la cosa evidente peraltro nella forma estetica adottata dallartista discostantesi

Ne ho parlato in un mio saggio che analizza il Mondo Nuovo huxleyano: Il capitalismo impazzito di Aldous Huxley (2015), pag. 11.
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anche dal meno conformista analogo elaborato dei suoi tempi. Jean Fouquet
(chiamato dal Vasari, nel suo famoso compendio, Giovanni Fochetta) nacque nella
seconda met degli anni 10 del 400 a Tours, in Francia, e mor intorno al 1480.
Pittore e miniaturista molto apprezzato durante la sua epoca, fu al servizio
dei monarchi francesi e di loro collaboratori di governo. Non numerose le informazioni su di lui e neanche precise: credibile la sua presenza in Italia in occasione di un soggiorno nella seconda met degli anni 40 (si dice che abbia dipinto uno
scomparso ritratto di Papa Eugenio IV). Da questo viaggio avrebbe portato con s
varie suggestioni derivanti dai suoi contatti con artisti e con lambiente (si pensa
sia stato in pi citt della penisola). Il Dittico di Melun, il suo elaborato pi noto,
fu realizzato, al rientro in patria, a met 400 dietro incarico di Etienne Chevalier,
responsabile delle casse dello Stato. Tale coppia di dipinti era stata commissionata
per unubicazione ecclesiastica in detta citt, forse alla memoria di una defunta
amante del re Carlo VII (si ipotizza che Maria abbia assunto nellopera le sembianze di tale Agns Sorel). Le due pitture su tavola hanno ciascuna unestensione
quasi di un quadrato col lato di 1 m.
Quella, di sinistra, in cui raffigurato il committente, nellatto di essere introdotto alla presenza della Vergine dallintermediario santo Stefano, di pochissimo un po pi grande dellaltra (la quale la principale). Le due immagini in origine erano accompagnate da una terza molto piccola, un autoritratto dellautore.
Questo conservato adesso a Parigi, infatti lunit del complesso in passato
stata scissa: La Madonna del latte in trono col Bambino custodita ora ad Anversa, mentre Etienne Chevalier presentato da santo Stefano lo a Berlino. Nel
riquadro saliente il parmenideo seno sinistro di Maria (simile alla massa di ben
rotonda sfera) si trova alla luce in prossimit del figlioletto, seduto sulle di lei
gambe: entrambi sono collocati su un assetto figurativo a forma di piramide. Accostando le immagini del dittico, le linee di fuga del sistema prospettico del dipinto secondario intercettano un punto sulla parte bassa del volto mariano.
Gli angioletti che circondano la Vergine e Ges Bambino sono dei serafini
(quelli rossi) e dei cherubini (quelli blu). Altre raffigurazioni pittoriche del genere
presentano la Madonna che spruzza altres latte da un seno allindirizzo di qualcuno (ad esempio un santo), o con il liquido latteo fluente.
Questo latte mariano rintracciato dallingenuit popolare in manifestazioni naturali, poste poi allattenzione di pratiche cultuali, era, ad avviso del credente, uno strumento di fortificazione (si pensi allantico caso pagano di Ercole
che succhia il latte dellinconsapevole Era) o di guarigione (il che rid la classica
dimensione curatrice appartenente a oggetti sacri): sul piano di una analisi alchemico-junghiana ci corrisponde alla fase dellalbedo, al passaggio verso un livello di positivit da quello negativo della nigredo (depressione, malattia, miseria, et cetera). Nel Medioevo la sirena Melusina, dai cui seni ella offriva il latte,

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rappresentava la Grande madre generatrice e reggitrice delluniverso. La tipologia


figurativa in esame ha una lontana ascendenza nellantica religiosit egizia, dove
in origine era Iside a prestarsi nellallattamento del figlio Horus: da questo contesto poi sopravvisse nellarte dellaffermatosi Cristianesimo. La venerazione della
Madonna del latte si radic presso i ceti bassi dove lallattamento di un neonato
era prassi obbligatoria. Un impulso usc fuori dal Concilio efesino del 431, e scatur dal dogma della maternit di Maria nei confronti di Dio: la Madonna theotokos,
madre di Dio. Contrariamente agli ambienti greci e romani, per differenti motivi,
allattare un bambino nella cultura giudaico-cristiana non era disprezzato tant
che di Ges e della Vergine in Lc 11,27 si dice: Beati i seni che tu poppasti.
Inoltre nel Vecchio Testamento in Ct 7,8 si mostra un fuggente quid di
pneumatic. Maria pot cos essere rappresentata in vesti meno aderenti ai canoni narrativi aviti, forme perci arricchite di spunti teologici di pi larga base: ella
non era solo la mamma di Ges, era soprattutto la madre di un Dio (come Iside).
Dallarea orientale bizantina detto modello giunse nella zona centroccidentale del continente europeo. Qua si diffuse, in epoca umanistica, nelle regioni nordiche e in Toscana, assumendo connotazioni meno rigide e meno convenzionali
rispetto alla tradizione dimportazione. La nascita dellumanesimo trov sostegno
in nuovi ceti imprenditoriali non provenuti dalla tradizionale nobilt feudale. I
primi ambivano al potere politico, e negli investimenti culturali cercavano una legittimazione delle loro mire e della loro superiorit operativa.
La successiva e ulteriore diffusione presso classi popolari di questo culto
mariano trov infine un radicale ostacolo, causa della sua decadenza, nelle considerazioni sessuofobiche della Controriforma sullinopportunit di simili immagini
(veicolo di concupiscenza). In effetti qualunque moderno osservatore de La Madonna del latte in trono col Bambino avrebbe difficolt a riconoscervi unopera di
arte sacra, e non stupirebbe il fatto di trovarla sulla copertina di qualche famosa
rivista. Limmagine del dipinto sembra voler tradurre le impressioni che emergono allinizio del cap. VII di Brave New World allorch una scena di allattamento
al seno di bambini viene valutata un atto scandaloso da Lenina: infatti la Vergine
del Fouquet si rivela distaccata, per niente coinvolta in una simile prassi se non
attraverso il suggerimento della sua tipologia figurativa.
Ges Bambino appare isolato, quasi a voler esprimere quelle parole di Bernard suscitanti irritazione in Lenina: Che relazione meravigliosamente intima
E che intensit di sentimento deve produrre! Spesso penso che uno possa aver
perso qualcosa non avendo avuto una madre. E forse tu hai perso qualcosa non
essendo una madre, Lenina. Immaginati mentre siedi l con un piccolo bambino
tutto tuo. La conclusione a cui approda tutto il mio ragionamento esposto individua ne La Madonna del latte in trono col Bambino un exemplum principe protocapitalistico dellidea di pneumatic di cui fa uso Huxley in Brave New

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World. Laggettivo nella pittura in questione si appalesa in varie vesti: da quella


teologica, della maternit divina (che coinvolge lo Spirito Santo, Pneuma), a quella
estetica analizzata sin qui (culminante nel concetto di pneumatic del Mondo
Nuovo, ultima tappa dellirrazionale evoluzione capitalistica).
Un non tanto razionale Spirito Santo dunque il fondamento su cui poggia
questo singolare manifesto artistico dellambizione borghese che risulta essere alla
fine lopera esaminata del Fouquet. Il tema dellirrazionalit traspare pure dal riferimento alla teologia dogmatica della Chiesa cattolica. Lo Spirito Santo procede
infatti dalla relazione di circuminsessione tra le prime due Persone della Trinit.
E dato che il Verbo-Logos la seconda, alla terza rimane poco di razionale
nel suo ambito che si occupa di una relazione damore, ossia erotica. lo Spirito
Santo, poi tramutatosi in scienza genetica priva del lume della ragione in Brave New
World, a ingravidare Maria. E sempre esso sottost, nel suo alogico sviluppo, al
suo aggettivo pneumatic. Il quale nel tradursi esteticamente lega quindi Lenina
Crowne a La Madonna del latte in trono col Bambino, la quale a sua volta si rivela vicina ai canoni rappresentativi pneumatici di una societ avanzata quale
quella borghese americana rintracciabili nel famoso disegnatore Bill Ward (19191998).

3.2. NUMERI INNAMORATI:


UN ENIGMA DI GIACOMO BALLA

umeri innamorati un dipinto futurista della prima met degli anni


20 (lanno preciso non accertato). Giacomo Balla vi ha rappresentato
dei numeri in un contesto che appare particolare poich a una serie estratta dalla sequenza di Fibonacci (3, 5, 8) si aggiunge un 4 il quale pare un intruso, in quanto estraneo a questo criterio di preferenza. Limpressione, in effetti, non
sbagliata: tale 4 non fa parte della serie di Fibonacci, e la sua collocazione in alto
a destra lo conferma, soprattutto se notiamo che 3, 5 e 8 sono posti in linea sulla
sinistra. Il 4 si distacca da essi anche sotto il profilo del colore (pi di nero in questo che negli altri). La chiave di interpretazione che ipotizzo scaturisce dalla lettura e dallo studio che ho fatto del romanzo Noi di Evgenij Zamjatin6. In tale ope6

Si veda il saggio: Danilo Caruso, Lantipanlogismo di Evgenij Zamjatin (2015).

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Caruso

NOTE DI STUDIO

ra distopica, nella sua sezione denominata annotazione 12a, viene riportata una
quartina di sonetto del poeta R-13, il quale, nellottica del mio saggio, ho definito
un filofichtiano. La traduzione in italiano di quei versi la seguente.

Per sempre innamorati 2x2


per sempre uniti nellappassionato 4
i pi ardenti amanti nel mondo
gli indivisibili 2x2

Mi ha colpito quel 4 che ho rivisto nella tela di Balla, un poco in veste di pecora nera. La serie di coincidenze con i risultati della mia analisi letteraria prosegue
mettendo in evidenza i possibili significati di quegli altri numeri di Fibonacci.
Oltre a suggerire di leggere il mio citato lavoro critico sul testo zamjatiniano (al pari naturalmente del romanzo), qui debbo ricordare di aver qualificato il
protagonista maschile di Noi, D-503, un filohegeliano.
Ci molto importante perch come noto la sequenza di Fibonacci graficamente d origine a una spirale, e a una spirale altrettanto noto il fatto che sia
paragonata la logica hegeliana.
La progressione di Fibonacci molto hegeliana: il primo numero della serie,
luno, pone se stesso come lAssoluto.
Da qui comincia la sequenza di somma-sintesi: niente pi uno, 1+1= 2,
1+2=3, 2+3=5, etc., in cui gli addendi rappresentano tesi e antitesi. R-13 e D-503 nel
romanzo hanno un confronto il cui tema ho spiegato essere il cattivo infinito, respinto dallidealismo hegeliano e presente in quello di Fichte.
La scena di Balla sembra riproporre detto momento narrativo e i suoi contenuti filosofici. Non dobbiamo inoltre trascurare che i cittadini dello Stato Unico zamjatiniano, in cui vivono R-13 e D-503, vengono chiamati numeri: il termine ritorna nel titolo di Balla, allo stesso modo dellinnamoramento (si veda non
solo la quartina di R-13). Il 4 di Balla rappresenterebbe la poesia di R-13 (2x2=4) e
il suo autore (1+3=4), nonch la sua posizione di distacco dalla dialettica hegeliana
dellAssoluto, a sua volta potenzialmente visibile nei numeri di Fibonacci 3, 5 e 8.
In pi 3 e 5 paiono evocare la coppia dei protagonisti zamjatiniani: I-330 e
D-503, la cui relazione per sempre unita nellappassionato 8 (di Fibonacci) antitetico allasimmetrico 4. 3 e 5 sembrano nomignoli.
Nel quadro, ancora ci sono il verde, che sa di Muro Verde (la cinta separante la citt dalla natura), e un dorato, che nel romanzo ritorna varie volte, come

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NOTE DI STUDIO

colori caratteristici dello Stato Unico. Se i significati che ipotizzo hanno avuto un
canale di affluenza, questo molto probabile che sia stato costituito dai costruttivisti russi negli anni di realizzazione dellopera pittorica in esame (il testo originale di Noi girava fuori del mondo sovietico negli ambienti russofoni).
Un contatto che, per quanto ci interessa, raggiunse lapice con lesposizione
parigina darte del 1925. I collegamenti fra Balla e la cultura russa sono abbastanza
remoti: alla fine del primo decennio del 900 espose delle sue tele in Russia.
E non il caso di trascurare le pi ampie relazioni tra il Futurismo italiano e
gli artisti russi simpatizzanti: dalla pittura alla letteratura questi ultimi ebbero con
il primo un intenso rapporto non sempre di condivisione delle vedute.
Poi Balla fu pure scenografo nel 1916-17 dellopera di Stravinskij Fuochi
dartificio (Roma, 12 aprile 1917).
Il mio ragionamento cos costruito mi ha spinto a prendere in considerazione un secondo dipinto di Balla: LTi (riconducibile al medesimo periodo dei
Numeri innamorati). Pure l compare il 4 di R-13 accompagnato da un 2.
Nelle lettere limpressione suscitatami che il suddetto confronto fra R-13 e
D-503, il quale nella 8a nota dellopera di Zamjatin coinvolge O-90, abbia, con tutto
questaltro contesto di LTi, una diversa riproposizione (lazzurro rievoca quello
degli occhi di O-90).
R-13 fruisce dellopportunit di essere partner sessuale di O-90, e nelle lettere e nei segni di interiezione del quadro (L, T, i, ?, !) parrebbe di sentire una sensazione di perplessit interiore proveniente da D-503 il quale fa presente a R-13
tale triangolo (v. la citata annotazione 8a): Lei, tu e io?!.
Non da escludere che Noi, opera critica verso il comunismo sovietico,
grazie alleco avuta negli ambienti culturali europei attenti alle novit artistiche e
ai cambiamenti storici, abbia avuto una possibile attenzione del fascista Balla.
ovvio che tutto linsieme delle mie ipotesi rimanga, in tal guisa, fermo nel
campo delle probabilit da verificare, se ce ne fosse modo, meglio: se tutta la riflessione elaborata non partisse da elementi intenzionali messi da Balla, che tuttavia (intenzionali o meno) pi duno si offrono, la mia interpretazione rimarrebbe
pregiudiziale, e il rilevamento di quelli si ridurrebbe a conseguenza di un grazioso
scherzo della casualit.
Ci nonostante credo pertinente sottolineare alcuni aspetti generali a sostegno delle mie ipotesi, le quali non vogliono sembrare fantasiose.
Nella pittura di Balla caratteristico un movimento dinamico, nella rappresentazione, il quale si protende allinfinito; movimento che assorbe e disintegra
loggetto, e diviene soggetto dellimmagine: questo, in ambito estetico futurista,
rammenta la dialettica fichtiana (e il cattivo infinito), dove anche l un movimento
pratico dellIo verso il non-Io ambiva a sottomettere loggetto a un dinamico soggetto. Sia in Fichte che nel Futurismo gioca un ruolo importante lidea di progresso.

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INDICE

INTRODUZIONE

pag. 1

1. LO SPECCHIO SPORCO DEL PADRONE

pag. 2

2.1. LORIGINE DEL MALE

pag. 4

2.2. NOVIT CONTRADDITTORIE DEL MESSAGGIO EVANGELICO

pag. 11

2.3. IL CENTURIONE ROMANO: UNO STRATAGEMMA MEDIATICO

pag. 12

2.4. ISIDE E OSIRIDE, CRISTO E LA MADONNA

pag. 13

3.1. LA MADONNA PNEUMATICA E LENINA CROWNE

pag. 15

3.2. NUMERI INNAMORATI: UN ENIGMA DI GIACOMO BALLA

pag. 18

Palermo
luglio 2016