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Impianti Elettrici 7

2. POTENZA ELETTRICA NEI CIRCUITI C.A.


In un circuito percorso da corrente continua, la potenza P espressa dal
prodotto P = V I.
In un circuito percorso da corrente alternata, tanto la tensione quanto la
corrente variano da un istante allaltro: varia quindi anche la potenza, il cui valore
istantaneo espresso dal prodotto p = v i.
Per determinare, dunque, la curva di variazione della potenza nel tempo,
necessario considerare tre casi diversi.
Potenza elettrica in un
circuito resistivo

1 caso - La tensione e la corrente sono in fase tra loro.


questo il caso di un circuito resistivo; la tensione e la corrente sono in fase
tra loro, pertanto, hanno landamento illustrato nella fig. 6a.

Fig. 6 - Andamento della tensione, della corrente e della potenza in un circuito


resistivo

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Facendo il prodotto, istante per istante, della tensione e della corrente, si pu


conoscere il valore della potenza relativa in quellistante; ripetendo la stessa
operazione per diversi istanti, si possono determinare i valori assunti dalla potenza durante il periodo.
Riportando, poi, questi valori in un grafico, possibile costruire la curva di
variazione della potenza (fig. 6b).
Come si pu vedere, la curva ancora sinusoidale e si trova tutta al di sopra
dellasse delle ascisse: ci significa che i valori istantanei della potenza sono
sempre positivi anche durante il semiperiodo negativo della corrente e della
tensione in cui i valori di v e di i sono negativi, perch il prodotto di due numeri
negativi sempre un numero positivo.
Dalla fig. 6b si nota, inoltre, che la potenza varia con frequenza doppia
rispetto a quella della tensione e della corrente. Ad ogni mezzo periodo della
corrente e della tensione, la potenza varia da zero (quando zero sia la corrente
sia la tensione) al valore massimo Pmax = Vmax Imax, pari al prodotto dei valori
massimi della corrente e della tensione, per ritornare, quindi, a zero e ripetere
lo stesso andamento nel mezzo periodo successivo e cos via.
Il valore medio P della potenza considerata corrisponde, dunque, a met
valore di Pmax, per cui:
P=

Vmax u I max
2

Sostituendo al numero 2 il prodotto 32 32 (1,41 1,41), si pu scrivere:

P=

Vmax I max
V
I
u
= max u max
1, 41 1, 41
2
2

ma i due fattori Vmax /1,41 e Imax /1,41 rappresentano i valori efficaci della
tensione e della corrente, perci si ottiene:
P=VI
Questa formula uguale a quella gi vista per la corrente continua, considerando i valori efficaci della tensione e della corrente.
Potenza elettrica
in un circuito puramente
induttivo

2 caso - La tensione e la corrente sono sfasate tra loro di 90


Consideriamo ora il caso in cui la corrente sia sfasata di 90 rispetto alla
tensione, come si verifica ad esempio in un circuito puramente induttivo (cio

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comprendente un induttore privo di resistenza): la tensione e la corrente sono


rappresentate allora da due sinusoidi disposte come nella fig. 7a.
Moltiplicando i valori della tensione e della corrente relativi a vari istanti, si
pu costruire il grafico che rappresenta landamento della potenza nel tempo,
come illustrato nella fig. 7b.
Si pu subito notare che la sinusoide risultante uguale a quella della fig.
6b, con la sola differenza che ora i valori della potenza si trovano sia sopra sia
sotto lasse delle ascisse, a causa dello sfasamento tra la tensione e la corrente.
Infatti, nel primo quarto di periodo sia la tensione, sia la corrente sono
positive e, quindi, anche la potenza positiva; nel secondo quarto di periodo
la corrente ancora positiva, ma la tensione gi diventata negativa, quindi, la
potenza negativa. Essa ritorna ad essere positiva nel terzo quarto di periodo,
in cui la tensione e la corrente sono entrambe negative; nellultimo quarto di
periodo infine la potenza di nuovo negativa, perch la tensione positiva
mentre negativa la corrente.

Fig. 7 - Andamento della tensione, della corrente e della potenza in un circuito

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Vediamo, inoltre, dalla fig. 7b che il valore medio della potenza nullo
perch la media tra i valori massimi, raggiunti dalla potenza in un semiperiodo
della corrente o della tensione, uguale a zero.
In conseguenza di ci, se volessimo calcolare lenergia moltiplicando la
potenza per il tempo, troveremmo un valore nullo, perch nulla la potenza.
Questo pu apparire sorprendente, perch sappiamo che un generatore
fornisce sempre energia al circuito a cui collegato. Ci deve intendersi, per,
non nel senso che il generatore non fornisca energia al circuito induttivo, ma nel
senso che questa energia non viene consumata dallutilizzatore e trasformata in
altra forma, come accade nel circuito resistivo, in cui tutta lenergia fornita dal
generatore viene dissipata e trasformata in calore dalla resistenza che costituisce
lutilizzatore.
Nel caso del circuito induttivo, lenergia fornita dal generatore viene immagazzinata nel campo magnetico che linduttore crea quando la corrente aumenta
e che si dissolve quando la corrente diminuisce, restituendo cos al generatore
lenergia ricevuta.
Nella fig. 7b si nota, infatti, che la potenza positiva nel primo e nel terzo
quarto di periodo, quando la corrente aumenta (passando dal valore zero al
valore massimo positivo o dal valore zero al massimo valore negativo), e negativa
nel secondo e nellultimo quarto di periodo, quando la corrente diminuisce.
Potenza attiva e potenza
reattiva

Riassumendo quanto finora visto, possiamo dire che in corrente alternata il


prodotto della tensione per la corrente non sempre indica la potenza che viene
utilizzata: ci accade solo per il circuito resistivo, in cui la tensione e la corrente
sono in fase, mentre nel circuito capacitivo e nel circuito induttivo, a causa dello
sfasamento di 90 tra la tensione e la corrente, la potenza utilizzabile diventa
nulla.
Poich la potenza in gioco nel circuito resistivo pu essere utilizzata per
produrre lavoro, essa viene chiamata potenza attiva e, come in corrente continua,
si indica con il simbolo P e si misura in watt; invece la potenza in gioco nel
circuito capacitivo e nel circuito induttivo, non essendo utile per produrre lavoro,
viene chiamata potenza reattiva, si indica con il simbolo Q e si misura in
voltampere reattivi (simbolo var).

Potenza elettrica in un
circuito resistivo-induttivo

3 caso - La tensione e la corrente sono sfasate tra loro di un certo angolo


Spesso la corrente e la tensione non sono n in fase n resistivo-induttivo
sfasate di un quarto di periodo, bens sfasate tra loro di un certo angolo, come
accade, per esempio, in un circuito ohmico-induttivo.

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La tensione e la corrente sono rappresentate allora da due vettori V e I, sfasati


tra loro di un certo angolo , come illustrato nella fig. 8a.
Per stabilire quale sia, in tal caso, la potenza attiva P assorbita dal circuito,
scomponiamo il vettore I nei due vettori componenti: il primo IA, in fase con la
tensione V, ed il secondo IQ, sfasato di 90, come illustrato nella fig. 8b.

Fig. 8 - Scomposizione del vettore I nei due vettori IA e IQ

Si pu immaginare quindi di sostituire la corrente I, che percorre effettivamente il circuito, con due correnti distinte e sovrapposte, sfasate tra loro di 90.
Potenza apparente

Di queste due correnti, una, IQ, sfasata di 90 con la tensione, quindi, come
abbiamo visto, non compie alcun lavoro utile, ma determina solamente uno
scambio alterno di energia tra il generatore ed il circuito. Di conseguenza il
lavoro prodotto dallintera corrente I viene compiuto esclusivamente dalla sola
corrente IA in fase con la tensione.
Facendo, quindi, il prodotto dei valori efficaci della tensione V e della
corrente I (relativi ad un circuito ohmico induttivo) si ottiene una potenza che
solo in apparenza rappresenta quella utilizzata dal circuito, perch soltanto una
parte di essa viene utilizzata dal circuito stesso; la potenza ottenuta con il
prodotto suddetto viene perci chiamata potenza apparente ed indicata con
il simbolo S.
Lunit di misura della potenza apparente S il voltampere (simbolo VA).
Le tre potenze attiva, reattiva ed apparente sono legate tra loro da una relazione che si pu
trovare considerando la fig. A, in cui sono stati disegnati i tre vettori che rappresentano queste tre
potenze.
La disposizione di tali vettori tale da formare un triangolo rettangolo, in cui lipotenusa
rappresenta la potenza apparente S ed i due cateti rappresentano, rispettivamente, la potenza attiva
P e la potenza reattiva Q.

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Applicando le regole del calcolo trigonometrico, si pu scrivere:


P = S cos
Q = S sen
S=

P2 + Q2

Da queste relazioni (e in particolare dalle prime due), si pu vedere che la suddivisione della
potenza apparente S in potenza attiva P ed in potenza reattiva Q dipende dallangolo , che
esprime lo sfasamento tra la tensione e la corrente: se varia restando costante S, variano anche
P e Q.
Poich la potenza attiva P data dal prodotto P = S cos , il fattore cos (che minore
od uguale a 1) indica quale parte della potenza apparente S effettivamente utilizzata dallapparecchio alimentato.
Il fattore cos chiamato fattore di potenza ed espresso dalla relazione:
cos =

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P
Potenza attiva
=
S Potenza apparente