Sei sulla pagina 1di 15

Lezione 11.04.16

Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente in polvere, gli additivi sono solitamente in soluzione acquosa.

Lezione 11.04.16 Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente
Lezione 11.04.16 Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente
Lezione 11.04.16 Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente

Migliorano alcune caratteristiche del cls soprattutto quando questo si trova allo stato fresco (prima del getto). Infatti vengono utilizzati per modificare la reologia del cls. Generalmente utilizziamo come reologia del cls la lavorabilità o la consistenza. Queste sono estremamente importanti ai fini di una buona posa del materiale. Gli additivi vengono tutti immessi all’atto della miscelazione del cls.

Lezione 11.04.16 Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente

Tutti i componenti del cls sono in conformità alle norme europee. Tratteremo gli additivi evidenziati in elenco. I fludificanti sono detti anche di prima generazione (anni 70); i superfluidificanti sono di seconda generazione (anni 80). Parleremo poi di superfluidificanti di terza generazione (fine anni 80). In inglese si utilizza il termine plasticer: sono dei plasticizzanti.

Lezione 11.04.16 Gli additivi non devono essere confusi con le aggiunte: mentre queste ultime sono solitamente

La categoria degli additivi coloranti sta trovando oggi un utilizzo maggiore. Il termine più corretto sarebbe pigmenti colorati. Qualsiasi tipo di cls può essere colorato (si pensi ad esempio all’arredo urbano come panchine); va ricordato però che i colori non rimangono cosi costanti nel tempo.

Fluidificanti

Sono chiamati anche additivi riduttori d’acqua. Consentono di ottenere una migliore lavorabilità del cls riducendo il contenuto di acqua. Lasciando invariato il contenuto di cemento si avrà anche una significative riduzione del rapporto a/c, ovvero un aumento della resistenza. Il rapporto a/c è l’indicatore principale della resistenza del cls. Se un cls è caratterizzato da un rapporto a/c basso, si fa più fatica a metterlo in opera (maggiore vibrazione richiesta), dunque è probabile che le maestranze vadano ad aggiungere acqua. L’utilizzo dei fluidificanti consente di eliminare questa problematica.

Il primo fluidificante, ricavato dall’industria del legno come sottoprodotto, aveva la caratteristica di riuscire a separare l’agglomerazione di particelle di cemento con quelle di acqua. Miscelando acqua, cemento ed altri componenti, sulla faccia esterna del grano di cemento, a seguito della reazione con l’acqua, si formano delle cariche elettriche che favoriscono il processo di agglomerazione. Questo processo è noto come flocculazione. Gli additivi portano delle cariche, che solitamente sono negative. Dal momento che le superfici del grani hanno un andamento random delle cariche elettriche, quando queste sono uguali si respingono, altrimenti si attraggono. Questo meccanismo di repulsione permette all’additivo di contrastare il processo di agglomerazione. Questi grani vengono dispersi nella soluzione acquosa a/c. Si ha un vantaggio dal punto di vista meccanico in quanto non si ha più agglomerazione: si hanno dei singoli grani che sono a contatto con il cemento ed hanno una relazione più intensa con l’acqua. Si ottengono perciò delle resistenze più elevate. L’aspetto più importante è legato al fatto che, evitando questa flocculazione dei grani, il fluidificante rende il cls più scorrevole (flow del cls:

scorrevolezza del cls).

Sono chiamati anche additivi riduttori d’acqua. Consentono di ottenere una migliore lavorabilità del cls riducendo il
Sono chiamati anche additivi riduttori d’acqua. Consentono di ottenere una migliore lavorabilità del cls riducendo il
Sono chiamati anche additivi riduttori d’acqua. Consentono di ottenere una migliore lavorabilità del cls riducendo il
Sono chiamati anche additivi riduttori d’acqua. Consentono di ottenere una migliore lavorabilità del cls riducendo il
Domanda esame : se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico
Domanda esame : se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico
Domanda esame : se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico

Domanda esame: se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico caso, cosa succede? Agiscono da ritardanti. E di questo ci se ne accorge all’atto di rimozione delle casseforme: in molti casi pilastri venivano giù per questo motivo. Dunque in tal caso portano tutti a dei ritardi di raggiungimento della resistenza meccanica.

Intorno agli anni 80-85 vengono fuori i superfluidificanti. Vengono prodotti dall’industria chimica. La differenza sostanziale è che il concetto di inibitore di acqua è un po’ più complicato. Quando si parla di riduzione di acqua si parla anche di consistenza, che deve essere misurata grazie alla prova di Abrams (prossime lezioni). Hanno una capacità maggiore in termini di risultato finale. Si vede il seguente esempio in cui il cls è stato ottenuto utilizzando il superfluidificante e non utilizzandolo.

Domanda esame : se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico
Domanda esame : se utilizzo un quantitativo di additivo molto superiore a quello richiesto nello specifico

Nel primo caso a sx si tratta di cls realizzato senza fludificante e senza vibrazione: si ottiene un cls a nidi d’ape. Il cls si presenta in superficie con tutta una serie di fori, dovuti alla mancata vibrazione. Se vibrassimo adeguatamente il cls riusciremmo comunque ad ottenere una superficie sufficientemente liscia. A destra invece si ha un cls realizzato con superfluidificante, sia con vibrazione che senza. Si vede nota che il risultato in assenza di vibrazione è comunque valido. Il superfluidificante genera però un piccolo problema che non va ad inficiare nè sulla durabilità, né sulla permeabilità, né sulla resistenza: può avere una serie di bolle superficiali.

Filmato Prova di consistenza: Cono di Abrams. E’ alto 30 cm. Il cls viene posizionato per strati; di volta in volta è necessario compattare il cls. Una volta tirato su il cono il cls tenderà a scendere. Si può effettuare quindi la misura del diametro. Si ripete la prova in aggiunta di superfluidificante. Il rapporto a/c è rimasto invariato, dunque la resistenza è analoga al caso precedente. Si nota che la lavorabilità è aumentata notevolmente.

SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90:
SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90:

SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90: è quello che tuttora viene utilizzato nei lavori di una certa importanza. Si riportano le percentuali utilizzate (da intendersi sul peso del cemento):

SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90:

Se doso un superfluidificante all’1% ed ho 300 kg di cemento, dovrò inserire 3kg di superfluidicante. Si nota che si tratta di percentuali piutosto basse (adesso siamo nell’ordine di 1,5 – 2%). Con i superfluidificanti acrilici si sono compiuti notevoli passi avanti. Domanda per colloqui di lavoro: fanno fare una tabella come esposto in seguito. Fissata una caratteristica, qual è il beneficio che ne ricava l’impresa?

Caratteristiche

Benefici

Fluidità

No aggiunta di acqua da parte delle maestranze; Riduzione dei tempi di vibrazione: si ottiene una omogeneizzazione delle resistenze in opera su tutta la struttura. Non ho delle zone in cui si possono riscontrare delle resistenze maggiori in

ragione di una più accurata vibrazione.

Questi cls non vengono applicati nel caso in cui ci siano delle pendenze (es. tetti). Nella maggiorparte dei casi si possono comunque utilizzare. Si notano vantaggi in termini di resistenza: i rapporti a/c saranno piuttosto contenuti.

SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90:
SNF: è molto utilizzato. Ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni. CAE: fine anni 80/anni 90:

I fluidificanti di prima generazione avevano dei vantaggi abbastanza chiari: d’altra parte in merito ai tempi di lavorabilità, la difficoltà era legata al fatto che si aveva comunque un autonomia di circa 35 – 40 minuti. Ecco perché questi additivi sono stati utilizzati contemporaneamente a ritardanti. In realtà oggi si

mescolano tutta una serie di elementi (si fanno un bel po’ di pastrocchi). Se va bene il cls bene, altrimenti si cambia: non si entra nel merito delle formule chimiche. Quindi quelli appena descritti sono concetti di base: il tutto è modificato da risultati ottenuti sperimentalmente.

La cosa importante è che nel momento in cui si inserisce l’additivo, questo passa in soluzione acquosa:

una parte rimane libera, un’altra si adagia sulla superficie dei granuli mediante adsorbimento. Si riporta una figura in cui è presente un grano di cemento con attorno delle catene di additivi.

mescolano tutta una serie di elementi (si fanno un bel po’ di pastrocchi). Se va bene

Le catene laterali creano un parziale ingombro sferico:

L’aumento delle dimensioni comporta un aumento del tempo di lavorabilità. Oggi inoltre non si ha una sola catena laterale: ce ne sono addirittura due. Quando si fa un capitolato Anas in questo momento i tempi di lavorabilità del cls vengono aumentati fino a 90 minuti. La consistenza del cls deve rimanere per 90 minuti. Questo in modo che non ci siano problemi relativi alla riaggiunta di acqua.

mescolano tutta una serie di elementi (si fanno un bel po’ di pastrocchi). Se va bene
mescolano tutta una serie di elementi (si fanno un bel po’ di pastrocchi). Se va bene

Ritardanti

Ritardano la velocità iniziale delle resistenze; modificano il tempo tra inizio e fine presa.

Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di
Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di

Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di idratazione, per cui in genere in Italia in estate si utilizzano sempre degli sdditivi ritardanti.

Acceleranti

Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di
Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di

L’accelerante accelera la presa del cls; ce ne sono altri che, terminata la presa, accelerano in maniera davvero significativa le resistenze del cls. L’esempio migliore di un accelerante di presa è quello che viene utilizzato nelle gallerie. Spritz beton: si tratta di un materiale che viene spruzzato in corrispondenza del taglio della roccia in maniera da proteggere la roccia e funzionare da materiale intermedio con i conci di cls più superficiali. Il cls spruzzato dovrà aderire alla roccia: come additivo di presa viene utilizzato il silicato di sodio e/o potassio dosato circa all’8-12% sul peso del materiale. Viene messo proprio all’uscita della lancia. Si pompa il cls da un tubo; nell’altro viene pompato il silicato che consente una miscelazione rapidissima. Appena il cls va in adesione alla parete, si rapprende in pochissimi secondi.

Si faccia riferimento alla seguente slide:

Per esempio di estate quando la temperatura è elevata, questa influenza la velocità della reazione di

Si nota che a distanza di pochi minuti, in presenza di accelerante si raggiunge una resistenza meccanica tale da consentire al cls di non cadere dalle pareti.

Come accelerante di indurimento si utilizza il cloruro di calcio. Questo, finita la presa, fa impennare la resistenza del cls, soprattutto nelle prime ore successive alla reazione. Fu usato soprattutto in Europa dopo la guerra in quanto bisognava ricostrutire tutto ed in tempi molto rapidi. Se si fa una tabella simile alla precedente:

Caratteristiche

Benefici

Elevatissima resistenza iniziale

Si possono rimuovere le casseforme in

tempi rapidissimi.

Oggi in genere non si utilizzano questi acceleranti. Non si utilizza neanche nell’industria del prefabbricato, dove, in particolare per strutture post-tese, il loro utilizzo potrebbe essere importante. Infatti in questo caso bisogna raggiungere una resistenza di 30 MPa in 24 h, in modo da consentire l’operazione di tiro dei cavi. Non si utilizzano additivi di indurimento: si cerca di utilizzare dei superfluidificanti in modo da abbassare il rapporto a/c ed avere delle resistenze iniziali molto elevate.

Elevatissima resistenza iniziale Si possono rimuovere le casseforme in tempi rapidissimi. Oggi in genere non si

Additivi areanti

Sono sostanze tensioattive. Cosa vuol dire? Quando ci laviamo le mani con il sapone notiamo lo sviluppo

  • di bolle: i materiali tensioattivi fanno questo. Nell’ambito del cls hanno il compito di generare un sistema

  • di microbolle all’interno del cls. Perché lo si fa? In quanto il miglior antidoto ai cicli gelo-disgelo nel cls

sono proprio i cls areanti. Dal momento che il passaggio liquido-solido aumenta il 10% il volume dell’acqua, tutto ciò che aumenta di volume porta ad una sollecitazione di trazione della pasta cementizia. In tal caso l’espansione di volume si scarica sulle bolla d’aria, senza andare sulla pasta cementizia.

Elevatissima resistenza iniziale Si possono rimuovere le casseforme in tempi rapidissimi. Oggi in genere non si

Se inserisco questi additivi artificialmente nel cls, chiamerò l’aria all’interno Aria inglobata. Da non confondere con l’aria intrappolata:

Elevatissima resistenza iniziale Si possono rimuovere le casseforme in tempi rapidissimi. Oggi in genere non si

Si riportano le slide scorse velocemente dal Prof.

Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo
Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo
Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo
Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo
Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo

Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo spacing factor. Non è altro che la distanza tra due vuoti. Lo spacing factor tra due bolle deve essere tra i 250 ai 300 micron metri. L’additivo areante funziona bene se la distanza media tra le bolle si aggira introno ai 250-300 micron. Non è che ogni volta è necessario andare a verificare questa condizione. Le norme ne hanno preso atto: se si raggiunge una certa percentuale di aria (A inglobata = 5%) siamo pressochè sicuri che la distanza media tra le bolle risulta corretta.

Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo
Come si fa a vedere che l’additivo areante funziona bene? Si ha una condizione essenziale: lo

Come ci si accorge che il cld resiste ai cicli gelo-disgelo?

Si nota che il crollo si ha tra i 250 e i 300 micron. Per vedere
Si nota che il crollo si ha tra i 250 e i 300 micron. Per vedere

Si nota che il crollo si ha tra i 250 e i 300 micron. Per vedere se effettivamente un cls aereato resiste effettivamente ai cicli gelo-disgelo è necessario andare a calcolare il fattore di durabilità (vedi slide precedenti). Questo non è altro che il rapporto tra il modulo elastico al ciclo i-esimo e il modulo elastico di partenza (formula alternativa rispetto alla precedente).

Il ciclo è molto severo: il cls viene sottoposto ad un ciclo come riportato nello schema sopra. Il cls sotto forma di cilindro (D=15, H=30), viene sottosposto ad un ciclo: viene raffreddato fino a -25°, staziona a tale temperatura, quindi viene portato a +5° con ingresso di acqua. Questo significa che ha tutto il tempo di assorbire l’acqua; staziona a +5°, quindi il ciclo si inverte. Ritrona a -25°, ma dal momento che ha assorbito dell’acqua, si ha un espansione di volume: il cls inizierà a deteriorarsi.

Domanda di esame a cui molti sbagliano: parlando di classi di esposizione qualcuno ha messo il diagramma visto prima, ma non sapeva cos’era il fattore di durabilità. Si tratta di cicli che hanno una durata significativa: in 24 h si fanno solo 2 cicli, quindi ci vogliono dei mesi per svolgere tutta la prova. Se non c’è nessun danneggiamento dopo i 300 cicli ci si ferma. In genere se si tratta di cls ordinario, quindi non areato, dopo 50 cicli il cls è tutto da buttare. Alcune normative accettano un decadimento del modulo del 40%.

Si nota che il crollo si ha tra i 250 e i 300 micron. Per vedere

Resistenza a compressione del cls

Resistenza caratteristica. Def: E’ il valore sotto

il quale

si

può attendere di trovare

solo

il

5%

della

popolazione di tutte le misure di resistenza. La resistenza cilindrica è diversa da quella cubica.

Resistenza caratteristica. Def: E’ il valore sotto il quale si può attendere di trovare solo il

Res.cilindrica: fc

Res. Cubica: Rc

Valore caratteristico fck

Valore caratteristico Rck

Valore medio fcm

Valore medio Rcm

fc è il valore della resistenza di un singolo provino di cls. Il valore medio si utilizza nel caso si abbia a che fare con più provini. Facciamo riferimento al provino cubico. Quanto vale la resistenza media in confronto con l’Rck?

R cm

R ck

+kσ

.

Rcm rappresenta il nostro obiettivo. Il prodotto kσ rappresenta il margine. K è il fattore di probabilità. σ rappresenta invece lo scarto quadratico medio. Siccome la resistenza ha un valore caratteristico, vediamo come si ricavano i vari fattori.

Resistenza caratteristica. Def: E’ il valore sotto il quale si può attendere di trovare solo il

Si ricorda che l’indicatore principale della qualità del cls è il rapporto a/c. Se stabilisco un Rcm tale per cui ho sufficienti probabilità che ad un controllo di accettazione dell’Rck questo sia positivo, sulla base delle curve di correlazione è possibile stabilire, per quel tipo di cls, il rapporto a/c che dovrò prescrivere al fine di veder garantita quella resistenza media. Queste curva prestazionali servono ad individuare il valore del rapporto a/c da prescrivere.

Resistenza caratteristica. Def: E’ il valore sotto il quale si può attendere di trovare solo il

Le cose fondamentali da prescrivere per il cls nei capitolati sono quattro:

  • - Resistenza caratteristica;

  • - Classe di esposizione;

  • - Diametro massimo dell’aggregato;

  • - Classe di consistenza.

E’ necessario controllare tutti questi requisiti in quanto tutti possono influenzare la miscela. Domanda esame: il prodotto kσ è già definito all’interno del Cap.11 della Normativa.

- Resistenza caratteristica; - Classe di esposizione; - Diametro massimo dell’aggregato; - Classe di consistenza. E’

Qui è già stabilito il margine che bisogna tenere in considerazione dal punto di vista progettuale. Nello specifico, se si fa riferimento al provino cilindrico, kσ=8. D’altra parte, come abbiamo detto prima, c’è differenza tra provino cilindrico e cubico:

- Resistenza caratteristica; - Classe di esposizione; - Diametro massimo dell’aggregato; - Classe di consistenza. E’

Opinione del Prof. che è quasi sicuro: se riporto la relazione 11.2.2 in termini cubici, dividendo per 0,83, ottengo:

f cm

f ck

8

Rck +9, 6

Rck +9, 6

0, 83

0, 83

+

0, 83

Rcm

(si arrotonda a 10).

Le norme tecniche sono espresse in termini cilindrici ma in Italia produciamo cubi, dunque è necessario adottare la formulazione appena ottenuta. Questo vuol dire che se stabiliamo un Rck=40, è necessario prescrivere una resistenza media Rcm=50 MPa. In realtà il ministero non si è mai pronunciato su questo. Il Prof. nelle sue consulenze utilizza 10, poi il produttore fa quello che vuole.

Viene assunta per i ragionamenti statistici dell’Rck la curva di Gauss: questa viene assunta in quanto è simmetrica. Si notano tutti valori positivi di resistenza.

- Resistenza caratteristica; - Classe di esposizione; - Diametro massimo dell’aggregato; - Classe di consistenza. E’

Il punto di flesso corrisponde al valore dello scarto quadratico medio. La resistenza caratteristica è un valore minimo. Se si va a prescrivere un campione presenta una resistenza maggiore non c’è problema, anzi è un aspetto positivo per la struttura. Non ci interessa: è importante solo il margine a sx. D’altra parte la distribuzione in questiona va da –inf. a +inf.: non è che possiamo fare infiniti provini. Dunque il produttore di cls, a fronte di una nostra richiesta, stabilisce il prodotto kσ ovvero stabilisce il margine. La norma 206 fa una distinzione: i valori dello scarto di cui si parlava prima (8 per i cilindri e circa 10 per i

cubi) fanno riferimento ad un numero infinito di provini; poiché si fanno un numero limitato di campioni, il produttore si limita a calcolare la σ dell’impianto. In particolare per stabilirla è necessario far riferimento a 35 campioni. E’ chiaro che un valore elevato dello scarto comporta un valore elevato di resistenza media. Nel caso di un controllo in opera piuttosto che nell’impianto, invece di chiamarlo σ lo chiameremo s. Nella pratica a volte si fa confusione tra σ ed s: la formula è la stessa; tuttavia è necessario tenere in considerazione che σ è lo scarto in relazione alla Gaussiana su un numero infinito di valori (per un produttore di cls si ha un limite minimo di 35 campioni), mentre s è lo scarto che ottengo a seguito di un controllo in opera effettuato su 15 campioni.

cubi) fanno riferimento ad un numero infinito di provini; poiché si fanno un numero limitato di
cubi) fanno riferimento ad un numero infinito di provini; poiché si fanno un numero limitato di

Vediamo il caso di due distribuzioni: la campana nera è più stretta; quella rossa è più larga. Sono caratterizzate dal medesimo valore della resistenza media.

cubi) fanno riferimento ad un numero infinito di provini; poiché si fanno un numero limitato di

D’altra parte è chiaro che la resistenza caratteristica ottenuta sarà diversa nei due casi: chi produce cls con una distribuzione nera si trova ad avere una Rck maggiore, in ragione di un prodotto kσ più piccolo. Se lo scarto σ dell’impianto è maggiore (campana appiattita), questo penalizza il materiale. Questo ci fa capire come l’efficienza dell’impianto sia davvero significativa.

Una volta definita Rcm è possibile far riferimento alle curve riportate in precedenza (curve prestazionali) ed ottenere il rapporto a/c corretto.

cubi) fanno riferimento ad un numero infinito di provini; poiché si fanno un numero limitato di

Resistenza a compressione

Resistenza a compressione Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al
Resistenza a compressione Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al

Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al fine di ottenere una maggiore resistenza del cls riduco il diametro massimo dell’aggregato.

L’aspetto importante è quello relativo alla maturazione dei cubetti. Si ottengono a seguito di una corretta vibrazione in modo da compattare il cls e rimuovere il più possibile l’aria intrappolata. Questi campioni devono maturare in acqua a 20° e 100 di UR. E’ molto difficile ottenere dei provini che rispettino queste prescrizioni, anche perché in realtà in cantiere il direttore dei lavori non c’è mai e queste operazioni sono svolte dalla ditta esecutrice dei lavori.

Dai grafici successivi si nota che più rimane in acqua meglio è:

Resistenza a compressione Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al

La norma indica comunque 28 giorni di maturazione in acqua. Superato questo periodo, si asciugano i cubetti e si effettua la prova.

Resistenza a compressione Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al
Resistenza a compressione Man mano che riduco il rapporto a/c le resistenze tendono ad aumentare; al

Altrimenti non hanno alcun tipo di valenza legale.

Si va a rompere un cubetto di cls: se ho un provino più snello, la resistenza sarà inferiore.

Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita
Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita
Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita
Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita

Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita una pressione, è come se si applicasse un carico: la parte dell’elemento ad entrare in crisi per prima dovrebbe essere quella a diretto contatto con il carico. In realtà tale zona non si muove, è in aderenza, in quanto è a contatto con l’acciaio. Ecco perché si romperà in corrispondenza delle zone centrali. Per il cilindro il discorso è analogo. Rispetto alla forma cubica però risulta meno confinato in quanto l’influenza delle piastre d’acciaio sulle zone centrali è inferiore, in ragione dell’altezza maggiore del provino.

La letteratura scentifica riporta come fattore di correlazione tra la resistenza cilindrica e cubica il valore 0,80 piuttosto che 0,83 che si ritrova nelle NTC.

Il cubetto si rompe in maniera tronco-conica. Come mai si rompe in mezzo? Quando si esercita

Nelle linee guida si ritrova il valore 0,80. Il Prof. utilizza 0,80. C’è dunque una discrepanza che si spera possa essere colmata al più presto. Se ho un cilindro φ=15, H=15? Dal momento che dipende dal rapporto H/D, anche il cilindro ha la medesima resistenza del cubo. Questo è importante in merito alla valutazione della resistenza in opera. In questo caso infatti andiamo ad estrarre delle carote (H/D=1) e dunque non è necessario adottare alcun coefficiente di correlazione.

Resistenza a trazione Domanda esame : al Prof. non interessano le formule. Bisogna sapere quando scriviamo

Resistenza a trazione

Domanda esame: al Prof. non interessano le formule. Bisogna sapere quando scriviamo i capitolati che tipo di resistenza a trazione stiamo prescrivendo. Infatti fct, FLEX . è diversa da fct, SPLITTING .

Fct, FLEX = (8 – 12) % R C ;

Fct, SPLITTING = (4 – 6)% Rc.

Questo è importante ad esempio nelle lastre areoportuali: in questo caso non interessa la resistenza alla compressione; discorso analogo per qualsiasi pavimentazione. In genere si richiede una resistenza per splitting delle lastre areoportuali intorno a 4,5 – 5. Questo significa produrre un cls con una resistenza nell’intorno dei 50-55 MPa. Dunque vado a prescrivere una resistenza a compressione sapendo che dietro c’è un requisito di resistenza a trazione.

Spesso nei capitolati non è chiarito di che resistenza a trazione si sta parlando. Questo è sbagliato in quanto non si riesce a determianre le caratteristiche del cls.