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L''identit di Cristo una identit problematica, in crisi, che esonda dall'abito e dal

discorso ma mette in sospetto ogni discorso, ogni abito su cui le identit si


costruiscono la sua natura eccezionale proprio nel defedare il sistema delle identit
Cristo in quanto sconfessa se stesso questa volta assume la sua natura terrestre
attraversando tutti gli individui, le loro gesta abituali, il loro vivere comune ma in
queste gesta e comportamenti abitudinari, legati al lavoro, l'igiene, l'alimentazione, le
relazioni, umane, che va a provare pi concretamente (direi pi modernamente) il suo
stigma si enucleer alcune dimensione del vivere umano quotidiano per elevarle
alla portata degli eventi apicali della vita del Cristo tradizionale il gesto, il segno la
vera trascendenza umana il nostro cristo si rivela nella fissazione di alcuni gesti che
portano con s l'ordinariet e l'eccezione l'equivocit tra sacro/profano bene/male,
umano/divino
i gesti immortalati cambiano il senso patente e ordinario attraverso la loro
reinterpretazione illumineranno una certa trascendenza del gesto stesso non tanto
l'aspetto di cristo (cristo/delinquente, butterato, lebbroso, malaticcio,rivoltoso ecc.)
quanto il significato dei gesti che portano un rovesciamento equivoco rispetto alla
morale funzionaria del nostro tempo. Gesti che possono essere trasferiti su ogni
soggetto (ragazza, vecchio, bambino, uomo...) e che fanno parte del repertorio
abituale e domestico delle nostre esistenze gesti che fuori dal contesto in cui li si
vuole immettere, avrebbero un significato pertinente solamente alla nostra
significazione abituale (non scevra di trascendenza: ed proprio quello che cerco di
rintracciare, una trascendenza che opera gi all'interno della vita mondana/terrestre e
che non ha pi bisogno di una dimensione altra per traslare l'uomo nei segni non ne
ha mai avuto bisogno, quel tipo di trascendenza scaturiva da questa. La trascendenza
religiosa o morale si costituita all'interno di un mondo umano che ha da sempre
avuto bisogno di un fondamento altro per reificare la vita sociale e individuale ad
esempio i valori del cristianesimo sono ancora operanti nelle coscienze nonostante
non si pi cristiani, ne si crede nell'aldil o nel figlio incarnato occorre fare dunque
un passo in pi catturare questi valori nei contesti in cui l'uomo di oggi si trova a
vivere e mettere in luce la squalificazione (o riqualificazione) di questi valori legandoli
a situazioni estranee alle manifestazioni in cui solitamente li si individua.
Selezionare gli episodi pi popolari e cruciali dei prodigi di cristo e contestualizzarli
nelle situazioni normali dell'esistenza umana spesso sconnessi dal loro periodo
storico ci deve essere questa oscillazione: un cristo moderno perch l'intento
proprio quello di capire cosa farebbe cristo nel nostro tempo - ed infatti per questo
che rinuncia al suo corpo ( nel sgeno, nel gesto nello spirito ad essere obsoleti: in
ci che produce l'umanit dell'uomo) ma anche fuori dal tempo in quanto si deve
cercare di rivelare una universalit del fare umano e delle condizionamento sociale
che sempre lo definisce certe disposizioni umane rispetto a se stesso, agli altri, al
suo comportamento che cambiano di forma nella storia ma permangono immutate nel
loro carattere di fenomeni legati alla formazione spirituale/simbolica dell'uomo per cui,
anche se in contesto moderno, queste possono ancora riferirsi alla biografia
evangelica, rinnovandone il senso
La domenica delle palme: in una macelleria (o un pollaio) per produzione industriale
tra le carcasse dei tori (o gabbie di strepitante pollame) cristo passa in abito
impeccabile, lussuoso ma direi quasi mafioso reggendo sulle spalle la carcassa
dell'animale morto. - dovrebbe ridare l'idea del carnefice e della vittima sacrificale L'uomo che salutato come redentore del mondo odierno anche l'imprenditore che
si deve sporcare le mani per garantire il livello di consumo della societ e dunque la
possibilit dell'esistenza stessa della societ basata sul consumo ci si rende conto
dell'esistenza di strutture concrete economiche che l'uomo non pu pi eludere e che

predicare dello spirito quando lo spirito ha sempre servito queste sarebbe un'ingenuit
grossolana nel nostro cristo moderno -questo dunque acconsente a essere il re della
carne in vaschetta e accollarsi i fastidi del potere al posto di chi pu poi denunciare il
suo tornaconto personale e smascherarlo (questo sempre all'interno di una
proliferazione dei sensi del bene che rende tutto il fare umano giustificabile a seconda
dei punti di vista in cui li si considera mantenere sempre questa ambiguit per cui
per il cristo moderno ormai indecidibile dove essere, cosa rappresentare )

Le tre tentazioni del diavolo a Ges nel deserto : tramutare le pietre in pane (ci che
gli uomini desiderano e abbisognano in primo luogo e che gli avrebbe portato il
dominio incondizionato sui popoli cristo di rifiuta non di solo pane vive l'uomo rifiuta di essere il dispensatore dei loro bisogni elementari volendo essere colui che
adduce la vita eterna, l'immortalit dell'anima essendo re delle anime peccando di
ingenuit filosofica: gli uomini sono legati ai loro bisogni fisiologici senza esaudire in
quali non possono superarsi in altro: oggi questi bisogni primari sono totalmente
esauditi, anzi, l'uomo li pu ignorare e squalificare naturalmente tenendo per bisogni
primari l' affermazione sociale, il riconoscimento,l'adulazione e la reverenza dell'altro,
la sovraffermazione sui simili di una presunta ingannevole personalit, insomma
sottostando ai segni dell'appartenenza simbolica che divenuto il suo retaggio
principale, una volta saziato: - il cristo moderno, stavolta un anoressica che sputa
pezzi di pane nel fazzoletto il pane come simbolo di unificazione dell'uomo sotto un unico segno sublimato alsegno
di bene- di ci che essenziale -viene sconfessato dall'individuo che soffre la sua
individuazione contesta l'universalit del bene e dell'essenziale vi vede qualcosa di
ingiusto qualcosa che ha fondato la coesione della comunit umana e il trattamento
di formazione dell'individuo dentro questa comune necessit (strumentalizzata
politicamente, moralmente, umanitariamente) l'individuo odierno contesta la misura
commune del bene il cristo odierno non pu pi parteggiare per l'essenziale quando
l'essenziale non pi dell'ordine della fame ci sono altri bisogni che la societ
odierna oblitera e surroga con la sua pratica di godimento il pane in questo caso
questo valore comune, simbolico a cui egli si ritira: trasforma il pane in pietra per
sconfessare , come il cristo tradizionale, il valore dei beni terreni, vale a dire quelli
astratti, nella nostra societ, attorno a cui si costituiscono i desiderio dell'uomo
moderno: non pi tanto di ritornare all'essenziale per l'umanit, ma che l'individuo
occidentale, nella sua condizione attuale ritrovi l'essenziale per se passando per il
rifiuto dell'essenziale universale o collettivamente assunto. Inutile voglio dire predicare
la filosofia dell'essenziale nella societ consumistica, che non sar pi questione di
soddisfare le esigenze fisiologiche ma ritrovare una ulteriore dimensione simbolica, pi
attinente alla singolarit della persona.
Dostoevski il grande inquisitore > problematiche :
sfiducia sugli uomini non sono in grado di assumere l'umanit proposta da
Cristo > Cristo ha una errata concezione dell'umanit che risultando ai pi
inabboradbile non fa che diffondere l'infelicit e il malcontento il mondo ideale
o celeste promesso una destinazione preclusa all'uomo terrestre l'ideale
diventa la causa della sofferenza e dell'inganno umano: pur di sentirsene degni
adattano le teorie di cristo alla loro condizione e cos le traviano totalmente o ne
fanno sterili, opprtunistici formalismi.
Cristo non poteva dare il pane per tutti perch dare il pane a tutti significa assumere le
libert individuali per organizzare il mondo sotto un potere unico in grado di spartire
equamente i beni di dare una una misura unica del bene e di orientare verso un
unico obiettivo le diverse volont mentre Cristo ha voluto che l'uomo scegliesse
liberamente il suo obiettivo, i suoi scopi senza prevedere che la maggior parte degli
uomini necessita di scopi , motivi ideali legittimati dall'alto (nessuno pu dare una

validit assoluta al suo scopo individuale per quanto impersonale fosse affinch sia
ritenuto valido, deve essere unanimamente valutato come bene)
questa libert ha fatto disperare la maggioranza o ha portato verse la refusione
molti individui forti, che in nome del libero arbitrio e dell'unica convalida del
proprio cuore, si sono basati su distorte, efferate ideologie antiumanitariescarileghe Cristo ad aver dato la legittimazione prima a questi uomini
dando proprio l'esempio di come la volont e il sentire profondo dell'individuo
siano pi importanti delle volont generali, convenute, e che dunque ognuno
debba rispettare il proprio cuore a dispetto delle statistiche e moralismi
impernati.
L'uomo ha bisogno di qualcuno sotto cui genuflettersi e ha bisogno della
partecipazione comune a questa genuflessione per dare la giusta validit al
motivo di tale sottomissione per escludere ogni eccellenza ogni sovranit
individuale che possa mettere in crisi il loro statuto, la loro scelta debole,
contestare i principi della loro schiavit smascherare i bassi motivi su cui
reggono la loro fede, il loro idealismo
chi isolato viene emarginato, pericoloso, testimonia una vita altra,
motivazioni altre che vanno a squalificare le loro
necessit che tutti siano ciechi e sottomessi
vuole veramente il bene dell'umanit chi conosce anche le sue possibilit
mentre cristo vuole l'impossibile qualcosa a cui l'uomo non potr ami arrivare
e dunque lo tormenta maggiormente o costringe a trovare subdole
traslitterazioni del suo messaggio.
Il messaggio cristico sull'anima individuale diventa il dominio di un'unica anima
capitanata dall'ordine del discorso religioso che l'ordine che ha tradito cristo
per maggior consapevolezza della disposizione e dei condizionamenti umani.
Sono i traditori di cristo quelli che pi amano l'uomo, perch non lo
disconoscono e sanno ci di cui abbisogna l'obiettivo qui la felicit umana e
non la sua trascendenza morale (ma la trascendenza non mai solo celeste ma
inferisce direttamente sulla vita terrena: l'uomo ha bisogno di ideali, di obiettivi
per cui l'inquisitore vuol far permanere il mistero l'adil, la salvezza mentre
Cristo vuole che l'uomo non si salvi, vivi di fronte alla coscienza che non c'
salvezza sia in grado di sopportare la sua esistenza senza la consolazione
della salvezza. Credere nel proprio cuore non nei miracoli cristo rifiuta di
dare all'uomo miracoli perch allora la sua scelta sarebbe condizionata
dall'eclatanza del prodigio si ha fede solo quando non c' alcuna certezza
(Kierkegaard).
Oggi la scienza a dare la certezza all'uomo e la scienza ha la stessa funzione
del miracolo ma con una attendibilit molto maggiore cos l'uomo senza dio
affrancato definitivamente dalla sua angoscia gli scienziati sono coloro che si
sono sostituiti a dio per amore dell'umanit e gli hanno dato questo mondo
misurabile, strumentale, questa morale utilitaristica sostituito il desiderio di
trascendenza alla felicit perch la felicit immorale ci che viene
conseguita naturalmente , legata ai bisogni e alle pulsioni umane e riconosciuta
da tutti mentre il bene astratto, equivoco, fasullo, una menzogna, uno sforzo
inutile. Alla base del bene c' l'utilitarismo e l'opportunismo si scoperto
questo inganno nessuno colpevole, non siamo responsabili della nostra
infelicit gli ideali hanno reso mostruoso l'uomo ecc.
il cristo moderno dunque toglie non ha pi alcun ideale trascendente da
effondere la trascendenza la ritrova nella sua immanenza nel potere di
significare la sua esperienza umana come tensione, equivoco, soggezione ai
meccanismi culturali e sociali di potere attraverso il linguaggio, la morale, le
idee umanistiche a servizio della produzione e dell'economia ma rendendoli
fattori eticamente problematici.
Egli anzi l'attore di un sistema di sofferenza perpetrato nel mondo culturale

dell'uomo (causato spesso da una cultura che sviluppa in morale i tornaconti del
potere associazionistica -manipolatorio) in cui l'unica trascendenza visibile far
vedere come sotto ci che considerato male, blasfemo, si cela l'umanit nel
processo della sua esistenza sottomessa ai segni e far diventare questi segni
fermenti di un senso altro non mistico ne ultraterreno, ma l'altro che l'uomo
pu intravedere celarsi sotto i dualismi netti tra bene/male, morale/immorale,
felicit/infelicit, coscienza/vita,lavoro,bisogni.
cristo oggi non si incarner in un profeta che cerca di smascherare le strategie
del potere ma in certi momenti isolati della vita di un uomo e dunque attraverso l'inversione di senso dei gesti umani si rivela le potenzialit del
segno, la capacit di dire altro l'unica trascendenza quella di boicottare il
sistema dei significati umani perch l'unica trascendenza che da sempre c'
stata quella del segno (dell'interpretazione umana del mondo)
cos chi rifiuta il pane/simbolico cristo che soffre questa soggezione del pane
come valore lo rifiuta perch non di solo pane vive l'uomo ma in cambio, non
c' l'aldil,lo spirito,il cuore separato dal corpo (e dalla fame) ma una
sospensione del senso, del pane, sua sua inversione: il pane come maleficio non
tanto perch un bene materiale, ma un bene simbolico, usato dalla societ per
costituire i soggetti, educarli, sottoporli a una dimensione del valore comune
ci insomma che inaugura il cosiddetto spirito. Non c' separazione dunque tra
materia/spirito e rifiutare il pane come alimento simbolico (unione di materiaspirito) comporta una rimozione integrale dell'esistenza del mondo dei segni
e di valori su cui l'individuo pu essere dire no un dire si, dire si a un se
stesso compresso nel rifiuto, in quanto separato dal processo normale di vivere
del senso vivibile - un no/si che comporta la pietrificazione di se e del pane
stesso (trasforma le pietre in pane se davvero sei il figlio di dio: essendo figlio
di una tratta umana, ma anche individuo, riottoso al trattamento, cristo
trasforma il pane in pietra, un valore comune-universale in una cosa
indigeribile per l'individuo la divinit che nella forza del rifiuto (e non nel
consentire all'ordinamento umano), dunque una forza individuale, che
sconfessa l'assoluto, il bene comune e dunque una forza distruttiva per
l'individuo stesso che pu reggere solo all'interno di tali condizioni non tanto
vitali, biologiche (specialmente oggi in cui si rovesciato il problema della fame
e la piramide delle necessit) ma dico della necessit di adottare l'attuale
registro simbolico totalizzante cos totalizzante da non essere nemmeno pi
simbolico, ma appunto, un dato di fatto, un'interpretazione unica, unilaterale
comune cristo/anoressica riporta l'oggetto al suo simbolismo, fa scoppiare il
significante, il pane, invertendolo di senso (ritorniamo anche in questo caso a
sottolineare l'equivocit fondamentale dei segni nella loro capacit di indicare il
bene o il male l'ambiguit viziosa in un mondo che ha perso il referente divino
come misura ultima).

Cristo non tanto l'uomo, sono i fenomeni umani che rivelano la cristit niente pi
personificazione ma una umanit medesima in ciascuno
la cristit come competenza umana di smaterializzare i segni riconvertirne il senso.
La salvezza dell'uomo passer attraverso la costituzione degli oggetti - nella
formazione tecnica del proprio mondo umano che l'uomo ha superato l'incresciosa
esistenza di dio ed ora va a superare se stesso cristo un ossessivo collezionista di
oggetti bizzarri, classici e moderni, fasulli, volgari riproduzioni (puri emblemi di quelle
opere e manufatti umani attraverso cui l'uomo ha dato consistenza al suo mondo
terreno scaricandosi della vacua eternit celeste) ma in quanto collezionista delatore
della funzione d'uso e operativit pratica di quegli stessi oggetti. Resta nella situazione

equivoca di un amante delle cose del mondo e di chi in realt mira a far sparire il
mondo sottraendo le cose stesse al loro valore d'uso e di scambio ritirandole
effettivamente dal mondo per trasformale in cumuli di feticistiche macerie destinate
allo sguardo e alla smania cumulativa di un rigattiere (un ripudio del mondo umano,
della vita activa e produttiva per ricreare un mondo altro: quello in cui le cose
esistono per il valore di bellezza e pregio allegorico, derivato e che afferma
quell'eccedenza umana volta alla mummificata magnificenza di ci che gli suggerisce
una alienazione massima dalle categorie dell'utilitarismo) : la bellezza che distrugge
il mondo umano...(vedere il collezionista di....)
occorre prima uccidere dio, per poi farlo esistere l'uomo a ucciderlo, uccidendolo
lo rif esistere come uomo ma il ritorno di cristo va a uccidere anche l'uomo
tutte le immagini da riportare il pi possibile da contesti comuni le azioni abitudinarie
diventano azioni dal senso fortemente critico ed allusivo
La morte di dio: pensare a un gesto, attitudine, funzione umana elementare che possa
rappresentare l'assassinio di dio
uomo girato, mentre si sta facendo la barba, sullo specchio il suo volto riflette una
faccia indistinta su cui a fuoco emerge una stria di sangue dallo zigomo al mento
occhio umano sormontato da un monocolo
letto con stesi abiti di un uomo in modo rigorosamente ordinato.
Una immagine che evidenzi il dominio assoluto della regola la sottomissione a un
ordine umano convenzionale e per questo intransigibile (senza dio, pi niente
permesso)
cristo istruisce i sacerdoti : il corpo di cristo nelle mani di un dottore che impartisce
una ecografia
(istruzione totalmente passiva un cristo che non ha pi la conoscenza adatta al
mondo moderno, tutta basata sull'evoluzione tecnica e sulla scienza empirica, dunque
l'unico suo contributo pu essere di offrire il suo corpo ai detentori odierni del sapere dottori/maghi che usano l'uomo per convalidare le loro tesi farmacologiche non
apprendono niente di pi di ci che la loro scienza e lo strumento va a inferire ).
Cristo resuscita Lazzaro: cristo si trucca da donna
Il discorso alla montagna:
un malato mentale che parla se stesso (o picchiandosi la testa come a
schiacciare le parole o in atteggiamento ebete, in ascolto di qualcosa che
sente dentro il suo cervello
non quello che entra dalla bocca che vi corrompe ma quello che ne esce:
l'ultimo residuo della violenza eversiva di Cristo la violenza contro di s.

2foto: l'avvento di cristo (ecce homo)-foto del riflesso sul baciapile


1 foto : la morte di dio :
la testa di un uomo davanti al sole che sta sorgendo (o tramontando ?) - la testa copre
parte del disco solare

: Cristo totalmente dimentico della sua origine divina vive come un uomo
qualsiasi il nostro lavoro a dare una luce diversa ai gesti quotidiani cristo di
per se, si fa manipolare dalla nostra intenzione interpretativa come da sempre
si fatto tradurre dalle interpretazioni che capeggiavano il secolo (cristo una
nostra invenzione)
tema della sostituzione: a essere crocifisso non Ges ma un suo simile, un
uomo qualunque.

Per distruggere il mondo occorre distruggere i suoi significati.


La bellezza non vuole lusingare o piacere ma mostrare la sua influenza magica sul
reale.
Sensualit di cristo che attrae a s uomini e cose
cristo/esteta un oblato inventa sacrifici grotteschi e sublimi perch la bellezza sia
in questo modo distrugge il mondo del valore etico sostituendo l'apparenza con la
verit, il bene col bello entrambe tensioni di un dover essere che cercano di
annullare l'essere: questo annullamento alla base della costituzione umana
dell'uomo. L'uomo di oggi non si sottomette all'essere tramite il bello e non tramite il
bene. Questo perch il bene pi funzionario del bello, mantiene in vita l'essere
mentre il bello porta l'infezione dell'apparenza su tutto l'essere. Se cristo inflaziona
l'essere perch l'essere dell'uomo si fonda sull'apparenza e dunque va a riscattare la
vita umana, superficiale, delle maschere all'interno del gioco delle maschere l'uomo
trova una sua liberazione dal giogo del bene e magari ritrovare una sua realt pi
profonda capace di issare un valore ancora pi umano di quello morale.
suo volto lordamente tatuato con cui seduce il mondo mani che lo toccano avide
nell'ambiguit se siano loro a sporcarle o il viso di cristo a imbrattare le loro
mani(l'apparizione di cristo a . - il battesimo)
narcisismo di cristo cristo allo specchio:
Uomo che si piega su una buca di petrolio accanto a lui un tubo che rimbocca la
buca.
identit: complice della struttura oppressiva
la tentazione di cristo in chi lo provoca all'annientamento come godimento estremo
:
cristo non ha pi un corpo su cui incarnarsi frammentato in tutti i corpi
nell'erotismo giocano i sistemi di potere/sottomissione
il sacro pensato in modo ateo connesso all'erotico che non trasgressione del sacro,
dato che dio morto,ma profanazione senza oggetto utile solo per affascinare l'altro
rapirlo in un insondabile fuori coscienza.
la ricerca di dio ha fatto fallire ogni tentativo di comunit universale. La sua morte
porta all'uomo quel dono che la perfetta solitudine, la possibilit della grandezza e
della creazione. Fare della morte una festa per vendicarsi del tradimento della vita
pi la nostra vita ha pienezza e valore pi siamo pronti a sacrificarla per una sola
sensazione piacevole
Ultima cena 1)un donna che prende delle pillole alzata di schiena,nel suo letto - la donna si
avvinghia con le unghie sul pugno chiuso cercando di aprirlo l'altra mano dell'uomo

le spinge indietro la testa violentemente)


mano che imbocca col cucchiaio un bambino piccolo dentro il cucchiaio non c'
niente due mani tengono immobile, leggermente sollevata la testa del bambino
non essendoci uomo perfetto innocente il sacrificio non ha pi il suo capro
espiatorio prende un demente, al massimo per rappresentare la bont (la
bont/innocenza che tutt'altro dalla bont come ci che si conquista attraverso il
male: dunque si crocifigge un altro al posto di cristo, un demente, in mano al
complotto ecclesiastico/celeste mentre il vero cristo assiste tra la folla.
COGITATIO PERSONALE E DUNQUE CAOTICA E DISORGANIZZATA
Nell'indifferenza di un qualsiasi interesse per la realt o irrealt storica della persona di
Ges Cristo, forse il presupposto da tenere in conto la sua importanza simbolica un
certa rappresentazione di uomo che ha inaugurato un'intera riflessione umana sulle
questioni cardini del bene e del male del potere e dell'obbedienza del gregge e
dell'individuo dell'assoluto e del limitato ecc. (al di la di come poi stato
strumentalizzato dal potere sociale, dovremmo recuperare questa figura come una
manifestazione delle potenze individuali di rifondare la questione del bene e del male
ma traslate nell'uomo odeirno, con tutte le declinazioni che il problema morale ha
sviluppato attraverso le filosofie, la cultura, i cambiamenti sociali in cui viviamo).
Dovremmo ritagliare dunque dalla figura di cristo quegli aspetti universalmente validi
riguardo le qualit umane e i valori che ha promosso per contestarli inserirli in una
visione del mondo atea e relativista in cui non c' alcun garante assoluto per il bene
e il male nonostante nessun individuo di per s possa fondare il bene e il male ( e
proprio perch non c' dio il bene e male avranno la loro convalida solo attraverso la
conferma del sociale, altrimenti anche un ruffiano potrebbe convalidare la sua misura
di bene).
Ad esempio l'amore del prossimo un principio assolutamente razionale, alla portata
dell'uomo fine a se stesso (non perch poi si ha un qualche guadagno celeste) un
principio alla Kant, proprio della ragione umana, universale dunque, ma che
modernamente non pi riferito a una qualit divina nell'uomo ma a interessi
economici sociali per cui questo principio ha potuto imperare il fine etico ha come
fondamento la societ che deve difendere o la specie umana interiorizzato questo
ognuno pu credere che ha in s un principio di divinit invece ha solo il principio della
sua socializzazione il bene/male hanno basi materialistiche e questo causa quelle
contraddizioni umane per cui a volte si ha un puro formalismo o si tende a connotare il
bene/male in certe oggettivazioni precise mentre bene/male sono nel loro flusso
osmotico e l'equivoco, il sospetto di cause immorali sotto la morale deve essere una
positiva disposizione umana nell'andare fino in fondo a se stesso, fin nella sua
immoralit. Per questo i gesti presentati nella foto spesso non hanno niente di morale
ma riguardano gesti nati dalla condizione materiale- psichica umana e dalla loro
capacit di essere tradotti come segni morali, ma nell'equivocit di essere registrati
all'interno della dicotomia bene/male.
Innanzitutto Ges incarnato nel mondo odierno non ha pi un dio come mandante
dunque alcuna finalit ultraterrena dio gi espugnato - un' abissalit o indefinito
senza cronaca n portata effettuale e che occorre tenere nella parte del morto
proprio per rimarcare le potenzialit umane private di dio senza la rappresentazione
di dio possiamo ugualmente avere un'idea di una peculiare eccezzionalit insita
nell'uomo, che non riguarder pi una trascendenza a lui esterna, ma quella propria
di forze immanenti e contingenti al segno e alla possibilit di reinterpretare il senso del
mondo e dei principi morali su cui sbafa il mondo
Il cristo moderno non ama pi se stesso piuttosto attraverso l'amore del prossimo

cerca di amare se stesso (cerca dunque chi lo ama per potersi amare)
ama il tuo prossimo pi di te stesso: Cristo si tinge il volto di nero in uno
sfondo nero che va ad annullare il suo volto: ambiguit: (potrebbe essere una
volont di trasformarsi in altro per potersi amare, e in un altro generalmente
degradato il, il negro o potrebbe essere un atto di autocancellazione perch si
incapace di amare e in quanto non c' pi un se stesso.
Cristo seduce pilato: un gioco sadomaso tra un vecchio e una donna in cui la donna
con un cappuccio nero fino alla bocca, a quattro zampe morde l'orecchio del vecchio
seduto gaudente sulla sua poltrona.
L'intimit, la confessione non esistono pi: tutti confessano ancora di pi del reale,
producono discorsi che moltiplicano le interiorit - tutte fasulle, superficiali, suscitate
da scopi narcisistici, vittimistici, giustificatori, consolatori, formali la coscienza un
puro fenomeno discorsivo la confessione un evento pubblico che inflaziona la
sofferenza, la contrizione individuale.
la salita sul monte degli ulivi : una scala mobile ( o tra una folla tutta voltata in un
verso e l'uomo controverso) su cui un uomo va alla rovescia
il silenzio e l'astensione la tentazione a cui un cristo moderno potrebbe pervenire
nell'attuale condizione di totale avvilimento e cacofonismo del linguaggio e dei
simboli.
Proliferazioni dei significati del bene per cui tutti possono trovare la teoria che li
giustifichi e contnuare a sentirsi onesti e buoni senza attraversare il travaglio
dell'indagine, dello smascheramento dell'anima bella.
Affiora solo in alcuni gesti e condizioni umane estremamente umane, caricate della
loro equivocit e attualit
non solamente un uomo che vive pi liberamente il suo corpo contro la prescrizione
della legge e delle convenzioni umane l'uomo in quanto aggregato di segni che
viene investito di qualit cristologica perch a questi segni gli si fanno rappresentare
dei significati umani che allludono a una umanit investita dalla questione del bene e
del male, dell'innocenza e della colpa, della sofferenza e della redenzione, dell'ideale e
della realt oscillanti continuamente tra il negativo e il positivo e altamente critici
rispetto a ci che l'uomo pu o fa rispetto al messaggio di cristo.
Vorrei rilevare come l'esistenza umana sia nella sua tensione tra il suo essere terrestre
con tutti i condizionamenti della sua epoca e l'unica trascendenza possibile che
consiste nel mettere tutti i sensi in stato di incompimento e di conflitto, di sospensione
ad esempio nella moltiplicazione dei pani e dei pesci(discarica) si illustra anche
come la nostra societ abbia realizzato senza ricorrere a dio il miracolo della fine della
fame (in occidente , mantenendola altrove) in questo caso il troppo pane che va
demoltiplicato -vi la denuncia sociale del consumismo ma che va a interrogare
ognuno di noi nel suo rapporto corrotto col bisogno, la fame vi la questione etica
dei bisogni fondamentali che nella nostra societ sono ribaltati - vi la questione
morale sul fatto che non di solo pane vive l'uomoma totalmente negativizzata) tutte le immagini dovrebbero essere domestiche circoscritte spesso ridotte ai soli
gesti ogni gesto o quadro descritto sono manifestazioni di fenomeni umani che
pongono una interrogazione su ci che sia bene/male su come ci che cristo poneva
come salvifico sia stato totalmente relegato alla tecnica umana, quindi nelle mani
dell'uomo,una trascendenza senza pi liberazione, e che urge reinnescare in ogni
singolo uomo per poter riportarlo a una riflessione critica, prima che volta all'umanit,
su se stesso e sulla sua capacit di vivere senza il concetto di libert consapevole
della sua costituzione derivata e non per questo priva di alcune forze riesumabili da se
stesso . E' nella singolarit dell'uomo che mi piacerebbe focalizzare l'attenzione sulla

sua controversa tensione tra una trascendenza razionalmente fondata (senza dio,
nonostante i precetti di cristo una volta razionalizzati, diventano indicazioni culturali
tutt'ora valide :ama il tuo prossimo, fratellanza e uguaglianza tra uomini, insufficienza
dei beni materiali) e la sua condizione socio economica che lo porta ad adottare altre
coordinate di riferimento per cui il bene perde il suo carattere universale, si lega alla
felicit individuale, alla libert ridotta a liberalismo, o semplice libert di seguire le
proprie inclinazioni, a una idea empirica di progresso potenzialmente destinata a
ignorare la sua destinazione umana.
nella vita individuale il vero fallimento della dottrina evangelica e forse, perch la
dottrina evangelica aveva in s il germe di una mistificazione eccessiva dell'uomo e
che lo ha fatto a lungo tormentare e rabberciare l'individuo senza dio non riesce a
fondare pi nulla non pu che basarsi su principi umanistici di bene e male, e
comunque, tenuti nella loro apoditticit, attuano la stessa divisione drammatica
all'interno dell'uomo: anzi in modo maggiore perch questi principi umanitari vengono
di continuo interferiti dal comportamento compulsivo e ripiegato in se stesso in cui
l'uomo ridotto (cos che l'uomo predica e difende le cause umanistiche ma ogni
giorno sottoposto a comportamenti e sentimenti che sconfessano la sua libert, il
libero arbitrio, il bene del prossimo, la comprensione, la difesa del debole e tutte le
altre virt ideali a cui si vuole disonestamente attenere - egli deve giustificare la sua
condizione umana disgregata e disorientata rispetto al bene e l'ideale morale
attraverso filosofie multiple, trasversali con cui ogni volta va a riparare alle sue
terribili contraddizioni) inoltre gli stessi concetti di carit,umilt, individualit sono
stati totalmente demistificati dalle filosofie moderne: la questione se il bene morale,
umanitario non sia un male ulteriore perch non tiene conto delle complessit da cui
l'uomo prende avvio e va a edificare, sublimare la sua esistenza attraverso una
sconfessione delle condizioni altre - pi terra terra - da cui la morale e l'idealismo
prendono avvio.
il barlume cristico (intendendo per cristico ci che pu essere letto come una
peculiare forza umana: che non pi nella sua visione chiara, determinata del bene, e
nella capacit di attenrvisi, quanto nella sua facolt di non connotare bene/male
riguardo a segni immediatamente tradotti, ma tenerli in una sospensione destinata
all'interpretazione critica di ci che sia bene/male: la forza umana di non compiere
definitivamente il senso etico delle sue azioni, in quanto sempre mischiate a un
dominio storico-economico dal fine socializzante- performativo dell'anima stessa a fini
materialistici - ma nello stesso tempo di sopportare attivamente questa
sospensione, senza diciamo rinuciare alla sua vita pratica: che necessita pur di
assumere una qualche prospettiva del bene e del male). La forza di questi gesti sta
nella loro forte adesione al mondo umano singolare del soggetto e nel far affiorare la
portata eversiva di questi gesti: la maddalena, la tentazione nel deserto, cristo al
tempio ecc. - tutti gesti che rivelano come non ci sia oggi un individuo che nella sua
totalit possa incarnare cristo, ma i suoi rappresentanti sono i fenomeni dell'esistenza
umana ritagliati in certe specifiche composizione che ne danno un carattere
rivelatorio-significativo. L'apparizione odierna di cristo senza dio (una possibile
potenza umana di riscatto individuale contro l'organizzazione sociale) tutta ne lavoro
dei segni umani suscettibili di essere ritradotti riguardo la complessa condizione
moderna della sua confusione sul problema morale e di come, trasferito da un mondo
con dio a un mondo con solo l'uomo (intendendo tutte le strutture empiriche che
costituiscono l'uomo e quelle ideali ricalibrate sulla base del solo intervento umano)
egli non pu pi essere figlio, individuo, creatura intera rimasto solo l' uomo,
impotente di raggiungere qualsiasi modello ideale, anche quello di cristo, se non come
un punto di riferimento usato per far emergere alcune qualit positive che ci si
addebita o a cui si tende - dunque solo alcune immagini dell'uomo ci rivelano una
cristit non tanto per il messaggio morale che traducono (la cristit oggi non pu
essere pi profetica ne pu avere un messaggio positivo cristo sarebbe piuttosto un
profeta muto, inadempiente che, santificando tutta la vita umana nel suo insieme,
senza pi il concetto di colpa e di salvezza, lascerebbe a ognuno le possibilit di

superare le difficolt, da solo - lascerebbe l'uomo da solo nella difficolt di essere


umano districare autonomamente il senso etico delle azioni (manterrebbe dunque la
sua fiducia nell'uomo: ma un cristo che ha fatto la scuola nei licei contemporanei non
potrebbe pi avere tanta fiducia, ne concepirebbe pi il concetto di libert come tale
forse istituirebbe una tirannia per perfezionare il mondo umano: di nuovo l'equivocit
tra bene e male) senza dio l'uomo non pu affidarsi che alla sua potenza empirica
che potenza di indicare coi segni potenza che da ogni gesto comune si preleva
affinch, da tale immagine si tolga di mezzo per sempre dio, cristo, l'assoluto,
l'impossibile per l'uomo e si affermi solo la condizione umana la cui trascendenza
consiste nel sabotare il senso delle grandi categorie morali che guidano l'uomo
(intendo quelle prive di una certa criticit rispetto a ci che realizzabile per l'uomo:
se cristo l'altleta dell'impossibile, lo solo all'interno dell'azione umana e non delle
sue aspettative celesti) la sua specificit nel riportare l'uomo a quei valori ancora
precedenti a quelli etici e che per seguire la farsa etica abbiamo trascurato
trasformandola appunto in farsa: la capacit umana di contestare e rompere coi
significati costituiti per rivelarci una realt pi umana e non la verit divina.
(cos ad esempio cristo resuscita Lazzaro: un uomo che si trucca da donna: non pi
l'immortalit ma la capacit di trarre da se maschere ulteriori la vitalit possibile per
l'uomo moderno- questo per anche legato all'impossibilit per l'uomo di assumere
totalmente la sua vita il rifiuto della maschera sociale il suo destino di
dissolvimento nelle maschere) (la tentazione delle pietre in pane: l'anoressica che
sputa il pane: il rifiuto non pi nel disprezzo per il potere ma nella capacit
dell'individuo di annullare i segni del potere cos l'anoressica annulla il senso
simbolico del pane e la sua forza socializzatrice questo non la rende certo cristo
perch la vita umana impelagata in strutture tutt'altro che esemplari ma il suo gesto
richiamo un gesto rivelatore di una certa fisionomia sociale incapace di convalidare la
dimensione morale non c' pi morale che pu redimere l'uomo egli si redime solo
nel suo dissenso dissenso individuale, la sua disaffezione ai segni sociali, o addirittura
nella sua esistenza quotidiana che sconfessa l'assenza di un protocollo guida e
quindi la fatica dell'empiria e della soggezione a strutture sociali onnipervasive come
se anche il dissenso non venisse da una scelta deliberata ma effetto di una sofferenza
nel divenire umani che tocca la depravazione, la malattia, la disumanit per ostacolare
una umanizzazione mutilante dunque un gesto sovversivo e insieme un gesto
derivato e costituito dallo stesso sistema che produce l'individuo dunque un gesto
principalmente contro se stessi e le forze esterne che invadono il soggetto costituendolo)
il cristo che dovremmo far rinascere nasce con un primo gesto di ripudio verso se
stesso (sputa sul baciapile che riflette la sua immagine)
il mistero: volto di un uomo in mezzo alle gambe di una donna che fissa l'obiettivo
totalmente impietrita incipriata pesantemente occhi che tralucono di una intensa
vivida luce mistificata dal trucco.
IL discorso della montagna: un autistico che si picchietta pi volte il capo, la bocca
aperta al cielo come a farsi resuscitare parole dimenticate
cristo resuscita Lazzaro: cristo si trucca da donna in un camerino
Cristo e le sue parabole: cristo nell'immagine sul pozzo
la sacra famiglia:
1)tre torsi corpo del padre-madre-figlio la testa tagliata dalla foto padre e madre
nudi anche il figlio nudo le palme dispiegate come il cristo iconografico ma
anche per coprire i genitali dei genitori.
2)La base di un letto matrimoniale -due gambe maschili e due femminili davanti al

letto (piegate) irrigiditi, le mani sulle ginocchia dietro di loro sbuca dalle coperte il
braccio di un uomo addormentato, morto o svenuto, che regge un libro aperto da cui
perde dell'inchiostro nero (o sangue?? un delitto?)- un particolare all'angolo
dell'immagine.
3)Un uomo che abbraccia due vecchi li tiene alle spalle contro di se spingendo le loro
teste al suo petto -nell'ambiguit che si tratti di un tentato allattamento o
soffocamento. (o se una donna, i due sono attaccati alle sue mammelle come a
succhiare) : vampirismo dei genitori nei confronti del figlio oltre che nell'aspetto
positivo. Il vecchio che si rifocilla e rianima dalle forze nuove.
Non solo immagini che richiamano la nostra attualit ma immagini come fuori dal
tempo, universali, come fu il messaggio esistenziale di cristo.
La tentazione di cristo: nella volutt di degradarsi bacia lo stivale del padrone gli fa
una sega (?)
si inizia con la morte di dio (ad opera dell'uomo- dunque la morte dell'uomo: la
seconda foto il finale cristo risorto: immagine di un animale)
Cristo e la Maddalena: la Maddalena una bambina a cui cristo si appresta a fare il
bid (richiama il lavaggio dei piedi da parte della maddalena come pratica di ablazione
che nel cristo moderno altamente equivoco: lavare il pube che il simbolo cristiano
del peccato per eccellenza e nello stesso commettere n atto empio e sacrilego,
moralmente inaccettabile nei confronti di ci che l'emblema del'innocenza.
situazioni di equivocit in cui la sua azione, il suo gesto contraggono in s entrambe le
polarit bene/male.
cristo al tempio: cristo al bar di fronte alla slot machine totalmente nudo (dovrebbe
richiamare la volont di cristo, di fronte al tempio, turibolo di feticci, di abbandonare
ogni emblema, effige terrena rappresentata dagli abiti in questo caso il tempio/slot
machine ci che lo ha spogliato degli abiti - e anche ci che in grado di fargliene
rimpossessare il feticismo imprescindibile da ogni fenomeno religioso popolare
tanto che cristo diventato il feticcio primo dello stesso cristianesimo anche questa
nudit equivoca: cristo che di nuovo afferma la nudit umana di fronte al nuovo
mezzo di reificazione moderna (il denaro) o cristo che mendica presso l'istituzione del
potere una sua ricostituzione oggettiva - vale a dire iconica (come ogni uomo
contemporaneo col denaro trova il modo di avviare la sua esistenza e non importa con
quali qualit umane sar poi riempita innanzitutto disporne e solo da qui poter
acquisire il lusso di disprezzarlo).
Cristo e il discorso nella montagna:
cristo e i miracoli di resurrezione

IMMAGINI
la morte di dio: occhi spaiati di Andrea
due dita che tengono sbarrati violentemente due occhi fino a farli strabuzzare
una testa da dietro in procinto di mettersi una benda agli occhi

Ecce homo: uomo che piscia (o sbava sulla sua immagine) dentro un bacile d'acqua su
cui riflessa la sua immagine
la sacra famiglia: tre torsi nudi tagliati alla testa il corpo del figlio a braccia aperte
come nella rappresentazione iconica di Cristo di benedizione che in realt va a coprire
i sessi dei due genitori
due vecchi che succhiano dalle mammelle di cristo/donna (o un ermafrodito??)
tre torsi nudi (un uomo e due vecchi uomini) solo quello in mezzo non si copre
il membro- uno dei due vecchi ha il membro tra le cosce in modo che sembri
una vagina il vecchio/padre si copre il membro con tutte e due le mani come
un giocatore di football in raccoglimento durante l'inno nazionale.
Uomo con soli pantaloni, mani nelle tasche (si stringe da sotto il membro)
figlio nudo con pene tra le gambe in modo che sembra una vagina o un
castrato donna (rappresentata da un uomo) che si solleva la gonna fino alle
cosce
cristo istruisce i sacerdoti: un uomo sottoposto a una ecografia (o chirurgia o
semplice esame medico) dottore che guarda lo schermo del macchinario dell'altro
uomo solo il corpo steso, senza testa
corpo nudo tra le mani guantate (guanti igienici) di dottori che premono alcune
parti del corpo (forse il costato - ossuto) per esaminarlo
corpo nudo steso su una tavola chirurgica con fili e morsetti (o semplici placche)
attaccati per tutto il corpo.
Torso nudo gobba una punta da chirurgo che incide la zona della gobba da
asportare ( o semplicemente un paio di dottori in camice la esaminano a
distanza con disappunto)
eucarestia: bambino a cui si prova l'apparecchio di correzione dentale
(legato alla bocca- all'iniziazione dell'uomo che manducazione alimentare
formazione della sua corretta postura corretta aderenza alla forma umana che si
reputa sana non si d l'ostia, il cibo, ma il macchinario per mangiare)
il battesimo: in banca fila di alcuni uomini davanti alla cassa .... un uomo -prostrato
a raccogliere una banconota (o un documento) che gli sfuggita in modo che sembri
inginocchiarsi di fronte al casello
battesimo: bacinella d'acqua del barbiere con peluria galleggiante e appoggiato il
rasoio sporco una mano + avambraccio abbandonati sul bordo della bacinella (la
mano e il braccio devono essere estremamente pelosi corre una tonsura striata al
centro della mano e del braccio dall'unghia una goccia di sangue (o solo una mano
appoggiata al bordo della bacinella + la goccia di sangue dall'unghia)
cristo nel deserto (incontra il diavolo): una adunanza politica -una manifestazione
pubblica con una frotta di gente tutta rivolta in un unico verso, ripresa da
dietro...................un insieme di teste in cui cristo non pi nemmeno distinto
(l'equivocit nell'anonimato di ogni individuo in mezzo alla folla (ognuno un
deserto per l'altro) un male se vuoi ma anche, secondo i predicati di cristo, la
realizzazione dell'uguaglianza - divenuta omologazione e se vuoi il bene universale
della parit di valore tra individui della specie) ne cristo ne il diavolo risultano da
questa indistinzione.
la tentazione trasforma le pietre in pane: scena di una famiglia a tavola schiena di
una anoressica che in un momento di svista dei genitori si volta per sputare o gettare
il pane (o l'ultima cena)

il discorso della montagna: un malato mentale che si picchietta la testa parlando a se


stesso occhio rovesciati in aria - bocca aperta degli idioti (sergio)
cristo ridona la vista: uomo con telecomando in mano puntato di fronte a una parete
bianca (o la figura sfocata di un uomo, in distanza?? )
cristo resuscita Lazzaro: uomo che si trucca da donna o uomo che scrosta l'immagine
di una lapide
ama il tuo prossimo come te stesso : uomo che si strucca della patina nera sul viso
la parte struccata del volto emerge dall'oscurit in cui il trucco, indistinto dallo sfondo,
lo teneva (un negro truccato come un bianco che si toglie il bianco con cera nera)
la moltiplicazione dei pani e dei pesci: discarica alimentare o centro commerciale
pieno di roba e persone ammucchiate che fanno spesa (un carrello vuoto in fondo a
una corsia?)
La Maddalena: un uomo con una bambina sulle braccia in attitudine di pulirle il pube
una spugna nell'altra mano
cristo entra a Gerusalemme: un uomo che entra in casa, si slaccia la cravatta (torna
dal lavoro) accanto una donna che esce con una valigia in mano (se ne va). Non si
guardano (o la donna guarda di sbieco col capo abbassato)
cristo al tempio: cristo di fronte alla sloth machine torso nudo, pantaloni slacciati
invece di chiedere fai come se tutto ti fosse stato gi dato : uomo in una stanza
piena di feticci culturali obsoleti su una poltrona, annoiato come un flaneur e in
effetti la sua espressione dovrebbe emulare un trasognamento infinito.
il monte degli ulivi
cristo seduce Pilato: scena sadomaso una donna in abito sadomaso si avvicina a
quattro zampe a un vecchio seduto gaudente sulla poltrona, gli morde sediziosamente
l'orecchio (lo ha in bocca)
la passione:
testa rovesciata tra le gambe di una donna che la stringono come una morsa
pi mani che lo spingono contro il pube
lo sforzo di un uomo che tira/trascina qualcosa con una corda o cavo di ferro
dietro di se -curvo per bilanciarne il peso -sullo sfondo la corda tenuta da un
altro uomo che per la tiene senza sforzo, come se fosse un guinzaglio.
le stimmate: immagine di seni cadenti grinzosi di una vecchia col volto truccato da
bambola
il narcisismo di cristo: cristo si specchia in una pozza di petrolio, (accanto un tubo che
versa il liquame)
l'ultima tentazione di Cristo: Cristo che bacia lo stivale di un uomo ( l'ultima
tentazione nella volont di degradarsi) un uomo a braccia aperte steso sul letto
bianco (emulando la crocefissione, la sindone) guarda con aria provocatoria l'obiettivo
come a invitare qualcuno ad essere toccato (nel voler essere amato, goduto,toccato)
un uomo legato cala dal soffitto, gira sulla corda, torcendosi in modo voluttuoso, lo

sguardo altrettanto ammiccante.


Giuda: uomo che aspetta l'autobus sotto la pensilina in piedi - toccandosi la testa
calva
la crocefissione: un uomo che inchioda accanto la porta di casa la targhetta del suo
nome e professione un uomo che firma dei fascicoli
la resurrezione: parto di un animale (la vacca -la bolla blu della placenta)

VIDEO
Rumori metallurgici riprese di una officina vuota le macchine sembrano andare da
s rumori di un martello che colpisce sui chiodi che si sostituisce a quello delle
macchine mani che inchiodano un'asse.
Una donna (in abiti da uomo) entra nella stanza (una stanza da adolescente) in cui il
ragazzo ha allestito il suo piano di lavoro entra guarda di sbieco la stanza la
richiude seccata il ragazzo seduto sul
bordo della finestra e guarda mestamente il cielo facendo lunghi sospiri ripetuti.
sulla strada vestito in modo elegante e bizzarro una fusciacca al collo, una fascia
sui capelli (rasati) raccoglie dei sassi che infila nella sacca appesa alla spalla. Arriva
davanti a un centro commerciale e si mette a tirare i sassi raccolti contro le insegne
nello spazio all'aperto con violenza poi con maggior titubanza vicino le gambe dei
clienti che escono dal supermercato il suo sguardo scruta pieno di aspettative il volto
delle persone, che sembrano non essersi nemmeno accorte del suo gesto. allora se ne
va impettito verso casa. Si stende sul letto a faccia in sotto la madre schiude e
richiude la porta (volto apprensivo) rumori del martello che sbatte sui chiodi. Lui di
nuovo in strada incontra dei vecchi che giocano a carte all'aperto, attorno a una
tavolino si siede tra loro, leggermente in disparte ogni tanto qualcuno perde una
carta e lui gliela getta ogni volta sul tavolo lo guardano stupefatti fino a quando
uno di loro in accordo con gli altri, non si alza e lo caccia cristo torna di nuovo a casa,
solita strada un bambino sulla panchina concentrato col suo gioco cristo gli si siede vicino lo
guarda intensamente -il bambino alza una sola volta gli occhi verso di lui poi li
riabbassa scocciato cristo si avvicina sempre di pi sbircia sul suo gioco il
bambino si scansa senza nemmeno guardarlo cristo gli chiude gli occhi
e lui si addormenta (la mano stringe in realt sulla faccia come a narcotizzarlo) resta
a contemplare estasiato la faccia dell'innocenza.
Cristo si aggira nell'officina i lavoratori lo guardano di malocchio (il figlio del
padrone sssst... quel nullafacente: voci che vengono da esterno) egli non fa che
intralciare e infastidire il lavoro dei dipendenti con la sua sola presenza (inciampa,
sbatte, fa cadere cose ,passa dove non dovrebbe, ficca il naso ovunque con aria
incuriosita fa domande a chiunque il quale,appena passa, squote con disappunto la
testa). Sulla parete dell'officina il ritratto del padre, un blocco nero in cui la faccia
non si distingue (Ah si il padrone se che aveva il senso dell'ordine e del lavoro! E si
dava da fare per noi) in queste frasi esterne cristo che si tura le orecchie coi palmi
della mano.
Sgaiattola di nuovo nella sua stanza blissando il corpo della madre immobile al lato
della porta. Non la guarda, testa china mentre lei lo segue incattivita con gli occhi.
La madre che stende le lenzuola sul balcone. Fa volteggiare i panni nell'aria e suo
figlio, dalla finestra contigua con occhi estasiati a guardare questo volteggiamento di
veli e luce. La madre, si accorge, ritira tutte le lenzuola in modo brusco, tra le braccia
e si ritira lanciando i soliti sguardi malevoli al figlio lui si mette dunque seduto sul

bordo della finestra con le gambe in fuori totalmente nudo la madre, nascosta
dietro le tendine con faccia spaventata, la mano davanti alla bocca. Lui fa una
capriola all'indietro e la madre squote la testa.
Cristo sempre per strada incontra una prostituta distrutta le rif il trucco,la
carezza la prostituta per ringraziarlo vorrebbe trascinarlo dietro ai cespugli e cristo
recede la prostituta diventa violenta cominciano a lottare tutti e due a terra in
un'arruffamento che emula anche una specie di impacciato accappiamento. Dunque
cristo si libera il volto della prostituta di nuovo distrutto cristo striscia vicino a lei
le corregge di nuovo il trucco, la carezza lei di nuovo eccitata dal gesto si riavventa
su di lui....
cristo nel deserto = cammina sempre lungo la strada ma stavolta questa strada lo
porta fuori dalla citt, all'aperto mentre avanza sempre pi titubante e smarrito il
paesaggio diventato qualcosa di vasto e desolato. Cristo fa una tenda con la sua
camicia e vi infila la testa sotto per ripararsi dal sole torrido ogni tanto il passaggio di
alcuni uomini e donne che sembrano essersi smarriti o totalmente narcotizzati.
Qualcosa si siede accanto a lui tira fuori la testa dalla sua tenda un uomo che gli
si steso accanto con delle cuffie musicali alle orecchie e che scuote il suo corpo
come epilettico cristo gli toglie le cuffie (si scopre che in realt sta seguendo la
ritmica nevrotica dei suoni) se le infila -il suo volto cambia espressione, come se gli
arrivasse dei terribili messaggi lui risponde vi una specie di dialogo muto tra
cristo e ci che ascolta dalla radio. Dunque cristo si alza e inizia a pestare malamente
l'ordigno. Se ne va impettito. Quando si gira vede una vacca dietro di se abbracciata
da molti uomini con grosse taniche piene di latte a terra uno che la munge e
dispensa calici di latte agli altri.
Cristo di nuovo steso a faccia in gi nel letto della sua stanza una mano che gli passa
tra i capelli lui alza la testa la madre in abito da infermiera che sta preparando una
siringa e dunque gli solleva l'abito/tonica per anestetizzargli la chiappa.
Cristo di nuovo scende in strada incontra Lazzaro, il morto che un uomo vestito
da impiegato impalato in mezzo al marciapiede come ad aspettare l'autobus cristo
gli passa la mano davanti agli occhi, lo tocca- lui pietrificato allora inizia a
slacciargli la cravatta, i bottoni della giacca e poi della camicia gli tira gi i pantaloni
gli toglie il cellulare dal taschino - al che arriva l'autobus l'uomo si fruga le tasche
per trovare il cellulare lo tira fuori( immaginario) compone i numeri, parla
tranquillamente al telefono e son la stessa normalit entra nella portiera dell'autobus
che si apre davanti a lui (nonostante l'intralcio dei pantaloni abbassati).
I miracoli: al panettiere cristo esce con un unica fila di pane (gigante) la sbriciola
totalmente e distribuisce ogni briciola ai passanti lungo la strada tutti i passanti sono
stracarichi di buste della spesa alimentare lo guardano con disprezzo o stupefazione,
comunque infastiditi i pezzi di pane sono rifiutati, lasciati cadere a terra cristo resta
con l'incarto del pane piantato in mezzo alle briciole un nugolo di piccioni arrivano
a beccare la manna.
Cristo rida la vista: cristo, sempre per strada, all'aperto, incontra un ragioniere, con gli
occhiali, il computer, documenti che controlla, timbra, corregge. Lui si ferma davanti
alla sua scrivania a guardarlo con curiosit ogni tanto allunga un piede e gli fa
tremare il tavolo il ragioniere si scuote lo guarda malevolo e si rimette al lavoro
dopo aver riaggiustato l'assesto del tavolo. Cristo gli lancia delle palline di carta con
dentro dei messaggio che il ragioniere legge, aggrottando le ciglia e scarica di getto.
Fino ad un foglio bianco con in mezzo il disegno di una formula matematica il
ragioniere si alza turbato inizia a scrivere sotto delle equazioni e si allontana
concentrato in questa operazione.
Il discorso alla montagna:
ECC...

VIDEO INSTALLAZIONE
una stanza il crocifisso in cui il corpo di cristo (un cencio) svolazza pericolosamente
nello spazio una cacofonia di voci che recitano le frasi pi eclatanti di cristo ma
leggermente truccate in modo che il loro senso sia totalmente altro il corpo si stacca
definitivamente dalla croce la croce si polverizza le voci crescono di intensit fino
ad acquisire il suono di voci in un mercato (che dicono io sono cristo, dio la mia
macchina da cucire - io sono cristo, dio il mio manico,io sono cristo, dio la mia , io
sono cristo, dio mio padre, io sono cristo, dio il mio cane ecc...) - si possono
intervistare persone reali per questa selezione di frasi
una ragazza nuda, di spalle -(ripresa a met busto) si trucca di bianco - stende sul
letto degli abiti bianchi di misure ridotte -da bambina -riesce faticosamente ad
infilarli -dunque scende le scale impedita dalla stretta degli abiti attraversa una
stanza (una scena di sedie rovesciate tavola ancora apparecchiata -bottiglie) inizia a
sanguinare da sotto il corsetto attraversa un'altra stanza su un tavolo un vassoio di
rosbif gigante (sanguina dai polsi) un' altra stanza ancora assordante di rumori di
lavoro, vuota (sanguina dalla testa) - esce dalla casa - in aperta campagna -ronzio di
insetti inizia a grattarsi -corre spogliandosi e come cercando di schivare degli insetti
che la inseguono (sembra che stia scacciando una folla accalorata- in realt lotta
contro fantasmi) tutto il corpo lordo di sangue oramai faccia immobile davanti
alla cinepresa, le arriva una pietra sul capo lei cade al suolo la pietra stretta nella
sua mano una croce con appesi sui chiodi i suoi abiti candidi, sporchi di sangue lei
che torna a casa coprendosi le pudenda e guardandosi indietro, verso la croce,
terrorizzata.
Una serie consecutiva di mani su cui si battono dei chiodi (o vengono tolti i chiodi?)
rumore dei colpi testo: mi chiamo Anna, essere abbandonata che mi uccide - Roberto, ci che mi
uccide l'infinito del lavoro- Paolo, ci che mi uccide l'infinito - Valentina, il mio
corpo troppo grande, la grossezza che mi uccide mi chiamo Tina, non sono in
grado di guardare oltre, n accanto -Chiara, ci che mi uccide il mio nome Fabrizio, mi uccide la giustizia (mi chiamo Claudia, ci che mi uccide la
valutazione- .....(ecc- frasi molto banali che denunciano una difficolt personale
dell'ordine pi comune) invece dei nomi di persona, tutti si chiamano ges cristo
alla fine della serie (di frasi e chiodi) una provetta di sangue (di ogni goccia per ogni
mano) viene versata nello scolo di un lavandino.
O invece di definire ci che uccide, dichiarare una volont (di essere-fare altro rispetto
ci che si fa o si ): a un volto, segue una estirpazione di un chiodo ( o,
indiscriminatamente una inchiodatura): si potrebbe fare una specie di intervista a
varie persone chiedendo di rispondere a queste semplici domande in modo conciso.

con ci mi vorresti far regredire a una confessione, come tutte, subdola. che ho per
primo un tegumento, dunque i peli, e in ultimo l'urticazione dell'aria comune dunque
vedi di considerare quella che chiami la mia interiorit una specie di cosa pubblica,
come il segreto di stato!

BRAUDILLARD: Un mondo talmente reale,operazionale e programmato che non ha bisogno di


essere vero. L'invenzione di realt ci che sostituisce l'assenza di verit non siamo forse
cos pi vicini al mondo cos com'? Nel mondo virtuale per si sacrifica tutta la vita all'
iperealizzazione di tutte le possibilit, alla sua prestazione ottimale. Ne soffriamo come di un
arto fantasma.
Benjamin l'umanit diventata spettacolo per se stessa. La sua autoestraniazione ha
raggiunto un grado che le permette di vivere il proprio annientamento come un godimento
estetico di primo ordine.
Quello che ci resta oggi l'intelligenza del male, - quella di una realt divenuta irreale a forza
di positivit, divenuta speculativa a forza di simulazione (atta a scongiurare un vuoto). Questa
esasperazione del reale e di un sapere sul reale alimenta l'incertezza.
Non c' solo l'illusione di un oggetto reale ma anche quella di un soggetto reale di
rappresentazione: la coscienza dell'uomo si arrogato il privilegio di essere lo specchio del
mondo ma lo specchio fa parte dell'oggetto che esso riflette. C' un divenire/oggetto
perpetuo del soggetto (e non tanto alienazione) e viceversa un divenire/soggetto dell'oggetto
- N se vogliamo cogliere le cose non possiamo che ritornare allo specchio. Questa la pi
universale storia della conoscenza.
Abbiamo scoperto che l'illusione della realt oggettiva fragile come quella divina. Per questo
si passati alla virtualit, lo stadio supremo della simulazione. In questa realt tutti siamo gli
operatori. Sia la posizione dell'oggetto (siamo in un illusionismo definitivo del mondo
fenomenico) che del soggetto non tengono pi: egli fattore di funzionamento e basta.
Disperando della finalit, della salvezza, dell'ideale, ci si inventa la soluzione pi facile: la
felicit
Ma tutte queste soluzioni facili, proprio perch invenzioni, subiscono il loro contrappasso
negativo, di abreazione: produzione di nuove schiavit, realt virtuale che sconfessa ogni realt
insopportabilit della felicit per cui la condizione vittimistica a trionfare ideologicamente.
Se il soggetto non deve pi rispondere di se stesso in un mondo indifferenziato non pi
sotto obbligo deve per subire lo sregolamento in cui questo lo pone per cui nasce una
resistenza allo stesso stato di disponibilit totale, di svincolamento cieco una passione
irriducibile della regola purchessia.
Si refrattari all'esenzione totale, all'affrancamento senza limiti. Il bisogno di regola non ha
nulla a che fare con la sottomissione a una legge. Casomai va contro di essa. La legge
astratta e universale, la regola un obbligo duale (n diritto n dovere n legge morale o
psicologica).
La diserzione generica dalle questioni politiche deriva da una inconsapevole, lucida assenza di
desiderio e volont in ciascuno, dalla coscienza segreta dell'illusione che la libert.
L'idea di una volont come determinazione autonoma dell'essere individuale altrettanto falsa
quando si ritorce contro la libert. Ci non impedisce alla schiavit volontaria di avere le
proprie strategie e regole.
attraverso l'assenza di desiderio proprio, che viene messa in crisi la volont di dominio
dell'altro: sono le astuzie della seduzione. attraverso il transfert sull'altro della responsabilit
del potere che si esercita una forma di potenza uguale e dissuasiva: sono le astuzie della parte
maledetta.
La forma attuale di schiavit quella di un eccesso di libert di cui l'individuo non sa pi che
farsene, a quale identit votarsi non sa pi come disporre di se stesso pur disponendo di tutto
ci che lo circonda.
L'immersione nelle reti e nel virtuale ha posto fine al problema della libert. Meglio essere
colpevoli che responsabili: la colpa presuppone la sovra istanza di forze oscure fuori di noi, la
responsabilit cade su di noi.
Un altro mezzo di sbarazzarci della libert il gioco qui non si tratta pi di una libert
sottoposta a una legge, ma di una sovranit sottoposta a una regola. Forma incantata della
schiavit volontaria congiunzione miracolosa di padrone e schiavo:nessuno libero nel gioco,
ciascuno padrone e schiavo di se stesso.
Si cerca la propria identit a tutti i costi e si abdica a essa in tutti i modi (in quanto divenuto

come un imperativo morale che fa di noi gli ostaggi della nostra identit e volont)- ostaggio di
se stesso il soggetto non sa come scambiarsi o sbarazzarsi di s. Ci si sfinisce ad alimentare
questo spettro di una rappresentazione di noi stessi Luke Rhinehart l'uomo dei dadi : come sbarazzarsi dell'identit e della libert Non c' pi un'istanza al vertice(l'io) ma tanti piccoli io, identit liberati da questa ed
equipollenti tra loro. La possibilit di scambiarsi con qualsiasi cosa o persona una forma
estrema, disperata, dello scambio impossibile. Demoltiplicare le identit puro stratagemma,
illusione di aver scalzato la centralit dell'individuazione totale che si subisce e che si risolve
solo in simulacri di identit. L'identit moltiplicata, proliferante(uomo frattale) finisce in una
pura estrapolazione di se stessi. Diviene un effetto speciale che volge alla pura e semplice
clonazione.
Abbiamo perduto il segno a vantaggio del reale assoluto. Abbiamo perduto lo spettacolo, la
distanza, la trascendenza, l'alienazione, l'astrazione per una realizzazione del mondo
immediata e senza appello.
Che cos' che rende possibile lo Scambio se non la trascendenza astratta del valore? Lo
scambio della lingua se non la trascendenza astratta del segno? Oggi questo stato liquidato.
Anche l'originale a parit di artificio, simulacro. L'originale una allegoria tra altre. Il
feticismo radicale oggi legato alla designificazione e all'operazione senza limiti del reale
(quello della merce era ancora relativo al valore-segno), al segno che diviene oggetto puro,
senza pi metafora. Tutto ci che abbiamo strappato alla realt tentiamo di realizzarlo di
forza.voi l'avete sognato, noi l'abbiamo fatto. Nella scena del virtuale nulla rappresentabile
non c' scena, distanza. Le immagini non appartengono all'ordine della rappresentazione ma
della decodificazione e consumo.
Non ci si preoccupa del messaggio, ma dell'immagine, del segno in s.
Questo mondo non pu essere pi riflesso, solo rifranto. C' una ipervisualizzazione dell'evento
e la sua impossibilit di rappresentarlo. la macchina virtuale che ci parla, che ci pensa il
soggetto angosciato di fronte all'illimitatezza delle sue declinazioni automatiche e nella sua
vertigine sempre revisionabile di interattivit. questa l'estasi della comunicazione. Nessuna
destinazione finale un'involuzione all'infinito come la droga: un'interattivit folle a circuito
chiuso.
A far esistere il potere infatti pi che violenza e coercizione, questo vincolo simbolico ma se
esso si riduce a segni, noi non dobbiamo fare altro che rimandare altri segni: il debito, la
schiavit sono infinitamente minori pi leggeri. Il pensiero debole forse solo questo
rispondere ai segni del potere con i segni della schiavit. Ora i segni del potere, dello
scambio, non ci interrogano pi se non nell'interazione, nella comunicazione
nell'informazione( che non sono luoghi della reciprocit) l'astrazione totale e la fonte di ogni
dominio in questa rottura del rapporto duale.
un dominio attraverso i segni vuoti di senso l'impossibilit di ogni risposta. Il potere e gli
individui non hanno pi alcun rapporto politico tra loro. Non siamo pi sottomessi a una volont
estranea, umana, politica, ma a un calcolo integrale, un dominio impersonale e automatico che
ci solleva da ogni responsabilit personale.
L'immagine diviene soltanto un operatore di visibilit -reportage- che fa da pendant alla Realt
Integrale. Il divenire reale si sdoppia in divenire visibile a ogni costo. Mostrare tutto, parlare,
esprimere instancabilmente, essere leggibili a ogni istante, sovraesposti alla luce
dell'informazione nei minimi dettagli della vita privata.
Osceno tutto ci che inutilmente visibile, senza desiderio e senza effetto. Gli uomini non
sono pi vittime delle immagini, si trasformano in immagini essi stessi. Dietro a ogni immagine
scompare qualcosa (l'immagine di dio uccide dio) noi scompariamo dietro le nostre immagini
fino a che non c' pi nulla da nascondere: il segno della nostra trasparenza ultima e totale
oscenit.
Insieme all'immagine analogica scompare l'essenza stessa della fotografia. Scomparso il
referente,un mondo reale di fronte alla pellicola, non c' pi rappresentazione possibile.
Nell'immagine analogica si effettuava una specie di scomparsa, di distanza, di fermo sul
mondo, un nulla nel cuore dell'immagine. Nell'immagine di sintesi non c' pi negativo,
differita, nulla che muoia, nulla che scompaia. L'immagine non che il risultato di un'istruzione
e di un programma. L'immagine fotografica pura rottura col reale, non simula la realt come il
cinema. Fare di un oggetto un'immagine togliergli tutte le sue dimensioni (peso, rilievo,
profumo, continuit, tempo, senso) per questa disincarnazione che l'immagine ha capacit
di incantesimo, che diviene medium dell'oggettivit pura cercare di renderla pi reale, pi
simulata assurdo. La sua vera dimensione a due dimensioni. Questa dimensione in meno
costituisce il suo fascino e il suo genio. Tutto ci che le si aggiunge per avvicinarla al reale
una violenza che la distrugge. Anche il significato aggiunta di una dimensione ulteriore che la

snatura l'immagine pi importante di ci di cui parla. La realt oggettiva la regolazione


del mondo su modelli rappresentativi. Ma un tremito impedisce sempre fortunatamente questa
messa a fuoco. Quando il tremito non c' pi, il gesto diviene perfettamente operatorio, si
sfiora la follia. Ci che rende una foto eccezionale che essa non illustra pi un evento nel
mondo ma si fa evento essa stessa. L'immagine deve render conto dell'estraneit a se stesso
dell'oggetto che raffigura. Anche l'immagine deve dare questo senso di estraneit a se stessa,
fare eco alla finzione insolubile dell'evento. Ma per noi il peggio l'impossibilit di un mondo
senza ritorno-immagine (che non sia sempre riafferrato, captato, filmato, fotografato prima
ancora di essere visto) -l'immagine cos non che medium - recicla il reale, si immerge in esso.
Non c' universo parallelo pi bello di quello del dettaglio o del frammento. Ogni particella
sottratta al mondo naturale in s una sovversione immediata del reale e del suo insieme. Le
basta fare eccezione. Ogni immagine singola vale in quanto eccezione. L'obiettivo capta
contemporaneamente il modo in cui ci siamo e quello in cui non ci siamo pi. Per questo,
davanti all'obiettivo noi facciamo il morto nel nostro foro interiore, come dio davanti alle prove
della sua esistenza. Tutto in noi si cristallizza davanti all'immaginazione materiale della nostra
presenza. La messa a fuoco ha luogo sull'assenza e non sulla presenza. La singolarit quella
di un oggetto, un dettaglio, un frammento. Si strappa il reale al principio di realt l'immagine
al principio di rappresentazione.
L'arte vuole essere inutile, se ne fa un titolo di gloria. Sembra che basti portare un oggetto
qualsiasi all'inutilit perch sia opera. Cos come le cose vecchie antiquate inutili acquistano
un'aura estetica. Una volta che la produzione artistica non si scambia pi in termini di ricchezza
sociale, diviene un gigantesco oggetto surrealista, preso da una estetica divorante, iscritto in
una sorta di museo virtuale. Attraverso lo scarto(oggetto inutile per eccellenza),la
figurazione, l'ossessione dello scarto, l'arte si accanisce a mettere in scena la propria inutilit.
Essa manifesta il suo non-valore d'uso per cui pu vendersi carissima. Sacrificandosi alla
qualit negativa dell'inutilit, l'arte si smarrisce in una gratuit anch'essa inutile.
La guerra contro il terrorismo dopo l'11 settembre non che una forma di congiura ed
esorcismo. Perci interminabile. Ci cui si punta boicottare l'evento catastrofico si ostacola il
non-evento definitivo. Un controterrore preventivo capace di porre fine a ogni evento possibile.
Per la sicurezza si istiga e produce il terrore stesso. Siamo tutti virtualmente ostaggi del
potere. l'informazione una macchina per produrre l'evento come segno, per produrre noneventi - Gli eventi, proprio in funzione della loro diffusione e produzione in tempo reale, non
hanno pi luogo si perdono nel vuoto dell'informazione. La politica di anti-terrorismo ha a che
fare con un nemico inafferrabile lo spettro che deve combattere inseparabile dal suo stesso
potere. La globalizzazione pensava di neutralizzare tutti i conflitti attraverso un'equivalenza
che porta alla indistinzione, al grado zero degli eventi, un livellamento di tutti i conflitti (attuato
grazie al sovraprodursi dell'informazione).
Anche il passato storico, viene riesumato, reinscenato, riabilitato per far funzionare la storia al
di l della propria fine. Cos come la libert, liberatasi dal principio di realt, continua a correre
per inerzia. Non ha pi principio n fine (era sorta come principio contro la coercizione di una
presunta realt universale) ma si accontenta di realizzare integralmente tutte le possibilit. Ha
divorato la propria utopia, funziona al di la della sua stessa fine.
Tutti i desideri, giochi dell'identit vengono programmati e autoprogrammati. Il fatto che tutto
sia realizzato d'acchito impedisce l'emergere di un evento singolo. questa la violenza del
tempo reale, che anche quella dell'informazione. Il tempo reale immaterializza la dimensione
del futuro e del passato polverizza l'evento reale polverizza anche l'evento dell'informazione
ridotto a solo ritorno-immagine di esso. Sorge l'incertezza sulla verit dell'evento una volta che
l'informazione ne la beneficiaria. l'informazione a fare evento pi che l'informazione
dell'evento.
L'opposizione del bene e del male si ridotta a quella tra felicit e infelicit.
Se l'infelicit, la malattia un accidente rimediabile, il Male non un accidente ma fatale.
una potenza originale non una disfunzione del Bene. L'ipotesi del male che l'uomo non
buono per natura. L'uomo perfetto cos come , in quanto nulla definitivo, ogni momento,
ogni specie perfetta in s, ogni carattere singolo e nella sua finitudine incomparabile. Il
pensiero evoluzionistico, sotto il segno di una finalit che pu essere solo quella del Bene,
cancella questa presa di coscienza. Tutte le discriminazioni si radicano nell'evoluzionismo,
nell'idea di una successione progressiva. Se si prende ogni termine nella sua singolarit, ogni
termine perfetto, fine a se stesso. Ogni cosa perfetta se non riferita alla propria idea.
Anche il male perfetto quando riferito solo a se stesso. L'idea di infelicit troppo chiara,
verificabile, mentre l'enigma del Male fondamentale e per questo inquietante. Come l'idea

della libert la soluzione pi facile all'impossibilit di pensare il destino e quella di realt la


soluzione pi facile all'impossibilit di pensare l'illusione radicale del mondo, l'idea di infelicit
la soluzione pi facile all'impossibilit di pensare il Male. Non si pu liberare il bene senza
liberare anche il male. Il Male il presupposto primo il bene non che una trasposizione e un
prodotto di sostituzione: l'ipostasi del male. solo attraverso le figure distorte e disseminate
del male che si pu ricostituire in prospettiva la figura del bene. solo attraverso le figure
disperse e falsamente simmetriche del bene che si pu ricostruire la figura paradossale del
male. L'ipotesi del male non quella di una volont cattiva e determinata, ma l'ipotesi di un
concatenamento razionale: il diritto di ingerenza umanitaria viene a dare il cambio
all'estensione di questo nuovo ordine. Tutto il dramma dei rifugiati servito da scudo
umanitario all'occidente (mentre si continuava a bombardare in Iraq): le figure del bene
garantiscono la continuazione del male. - le vicissitudini del senso e del valore garantiscono la
continuazione del Nulla. Non il male, il bene ad essere alla guida della locomotiva-suicida. Il
pensiero del male non pessimista, lo quello dell'infelicit, in cui ci si crogiola.
Montaigne se sopprimessimo il male nell'uomo sopprimeremmo le condizioni fondamentali
della vita.
Il Male il mondo cos come e come stato, l'infelicit il mondo quale mai
avrebbe dovuto essere (in nome di un ideale trascendente). L'umanitario la visione
patetica e sentimentale, quella che vorrebbe sempre riparare. L'infelicit costituisce un capitale
simbolico il cui sfruttamento, pi ancora della felicit, offre una resa economica inesauribile
ha i suoi giacimenti in ciascuno di noi. L'infelicit pi facile da gestire rispetto la felicit
l'infelicit che si oppone pi nettamente al principio del male di cui ne la denegazione.
L'ideale della felicit integrale ha come esito tutta una cultura dell'infelicit, della
recriminazione, del pentimento, del vittimismo. Inoltre parlando di felicit, di essenza
immorale, diverso che parlare del Bene, di essenza morale.
Con la felicit il cielo stesso non ha pi motivo di esistere. Proliferano oggi i processi a tutti gli
eventi retrospettivi della storia che avevano attuato delitti contro gli uomini tutto deve essere
riscattato, riabilitato, epurato, omesso. La vera immoralit che tutti vincano, siano salvati e
non che alcuni vincono e altri perdono il male in questo caso irrevocabile permette inoltre
di non inflazionare la salvezza stessa. La felicit spesso deve essere sacrificata a
qualcosa di pi vitale, dell'ordine della volont. Senza trascendenza e senza
immagine gli individui esercitano la loro vita come una funzione inutile nei confronti
di un altro mondo, irrilevante al loro stesso sguardo. Sacrificano la vita alla loro
esistenza funzionale scongiurati di trarre da se il massimo di efficienza e
godimento.
La democrazia invita ciascuno a non sentirsi privilegiato rispetto all'altro ognuno invitato
alla denegazione. Il sociale si adopera in un'operazione allargata dell'indennizzo tutto va
ripagato dell'infelicit fatalmente subita. Non si tiene conto di quanto la malattia pu in
un individuo giocare nella sua personalit, instaurare una complicit con se stessi,
avviare una rapporto provocatorio col male che costituisce la stessa persona. Siamo
tutti colpevoli, ma irresponsabili e comunque dobbiamo rispondere dei nostri atti bench non
dipendano dalla nostra soggettivit.
Si pu arrivare, nell'intelligenza del male, ad essere persino riconoscenti all'altro per il male che
ci fa. Inoltre vi anche nell'amarezza, nel senso di ingiustizia subto, un godimento profondo
che porta alle radici di una rivincita interiore verso l'esistenza. La nostra complicit col
peggio, col male uno dei pi forti principi di azione. Mandando cristo sulla croce per
redimere gli uomini, dio li umilia, fa sentire la loro impotenza a riscattarsi da soli e li obbliga a
una riconoscenza perpetua. Il vittimismo, l'autoderisione, l'autosvalutazione un immenso
sforzo sacrificale attraverso cui redimerci. Anche dopo morto dio, abbiamo scelto di
interiorizzare il suo occhio accusatore, biasimevole. Ogni atto ha un'esistenza duale e
questo contro ogni finalit e determinazione oggettiva. La denuncia del male appartiene ancora
a una valutazione morale. Ma il male immorale non come immorale un delitto, ma una
forma. Non aspira ad alcun giudizio di valore. L'idea del male come forza maligna da
combattere una superstizione persistente, cos come l'idea del male come giacimento
indistruttibile della pulsione di morte, fatalit naturale. La dualit e il Male non si confondono
con la violenza - pi vicino alla metamorfosi e al divenire che alla forza e alla violenza. Dire il
Male dire quella situazione fatale e paradossale che il concatenamento
reversibile del bene e del male dire che la ricerca verso l'integralit ( questo il
bene) immorale. dire la reversibilit nel dualismo: il sistema del bene comprende
in se quello del male il male convertibile in bene, simultaneo al bene.(il fascismo
composto dal fascismo e dall'anti-fascismo). La politica il luogo dell'esercizio del Male,
della sua gestione sparsa nelle anime individuali e collettive la fatalit di poter assumere su

di s questa parte maledetta. Non volendo l'individuo sobbarcarsi di questa parte, la


destituiscono a pochi, ai politici i quali penseranno loro a sbarazzarsene. Cos per il denaro: i
ricchi cercano di sbarazzarsi della sua parte simbolica, maledetta con benefici e donazioni.
Ricchi e potenti, per via del loro stesso privilegio, sono vittime perch gravati da
tutta la responsabilit di cui noi ci siamo sbarazzati. La corruzione inerente
all'esercizio del potere ma essa l'eco di una regola simbolica fondamentale di
funzionamento. Il politico simbolicamente complice- condivisione del male. Per i dominatori
si tratta di condurre a una forma i dominati, a una servit volontaria e per i dominati di
corrompere i dominatori attraverso la loro schiavit volontaria ( tutta la strategia delle masse,
delle maggioranze silenziose).
Il bene ha come vocazione di essere detto, il male legato al segreto confessarlo gi
convertirlo -purificazione attraverso il linguaggio. Solo la conoscenza pu trasformare questo
mondo pur lasciandolo cos come . La distruzione il solo esito della bellezza e dell'eccesso di
bellezza perch essa, come l'intelligenza, non protegge nulla, neppure dalla stupidit. In un
mondo in cui si produce intelligenza artificiale-collettiva, l' aristocratico vedr l'intelligenza
come volgarit e vorr sottrarsene la tirannide dell'intelligenza potrebbe far emergere un
nuovo genere di nobilt interiore essere nobili potrebbe divenire avere delle follie per la
testa.
L'intelligenza artificiale ha come suo doppio la stupidit artificiale- qui che la stupidit
naturale pu ritrovare una nobilt se l'intelligenza dominante, la stupidit che diviene
sovrana l'intelligenza artificiale stupida proprio in quanto vuole perdere la sua ombra, la
stupidit. Il cristianesimo ha fatto si che tutti abbiano un'anima e questa si inflazionata oggi
ci sono troppe anime sul mercato. Innumerevoli anime alla ricerca di un corpo. Un sapere
innumerevole alla ricerca di un soggetto. Il pensiero non ci viene da noi, ci viene dal mondo che
ci pensa - il mondo non quello che pensiamo, ci che ci pensa (il pensiero non ha nulla a
che fare con l'intelligenza). Tutto il nostro sistema tende all'unit, l'identit, la totalit e tutte le
nostre nevrosi espongono i disagi dovuti a questa semplificazione.
Anche l'energia solare il risultato di uno scambio duale (gli Atzechi la facevano girare a suon di sacrifici umani) si
sacrifica agli dei i quali a loro volta si sacrificano per far esistere la luce. Se gli uomini non possono controdonare la
luce del sole, se non possono rendere ci che stato donato, si sentirebbero nulla. Cos per gli dei (se non rispondessero
al nostro sacrificio sarebbero inutili - inesistenti). Nulla ha esistenza in s, nulla esiste fuori dello scambio duale e
agonistico.
Canetti dice che noi ci siamo annessi il sole attraverso il nucleare e la bomba, l'abbiamo
scagliato sulla terra senza restituzione possibile cos che la sua luce ora una luce di morte la
reversibilit continua a sussistere ma in forma di vendetta.
Quando i segni del Bene accumulano, comincia l'era del Male (miracolo dei pani e dei
pesci=immondizaio).
nella trascendenza l'universalit, la totalit funzionava come idea dinamica oggi abbiamo
l'universo della globalizzazione, della totalizzazione di un universo finito senza trascendenza.
C' una deflazione brutale per eccesso, per sovraproduzione. Il mondo divenuto integrale
assorbe tutto nella sua pienezza e con ci si espelle da solo.
La saggezza consisterebbe nel generalizzare i comportamenti irrazionali per intolleranza al
sistema stesso (al sistema del Bene). cos che Jarry traeva conseguenze fauste
dall'esponenziale del sesso nel supermaschio: una volta superato una certa soglia critica, si
pu fare l'amore all'infinito.
Tutte le possibilit che costituendosi, l'io abbandona, si ripresentano trasversalmente sono
alternative escluse che costituiscono l'alterit la possibilit di divenire altro trasfusione di
forme verso questi universi paralleli, anamorfosi della volont. Nell'una delle due vite si pu
essere gi morti. A volte, la morte che trascina l'essere vivente. Nei volti stessi una parte
viva e l'altra morta. Una doppia vita da luogo a due morti, e perch non a due passioni
amorose simultanee? Si pu disertare una vita per rifugiarsi nell'altra. Tutti i problemi
dell'identit si scontrano con questa parallasse della morte che ci accompagna
implacabilmente mentre si vive. Si morti ancora in vita. La morte non l'esaurirsi
progressivo della vita, sono processi autonomi,paralleli e indissolubili. Per cui
sradicando la morte non si guadagna pi vita.
Tutti gli eventi sono dati in potenza e questa potenza quella delle cose che aspirano
all'apparizione,e suscita un'eco in noi. E l'evento fatto simultaneamente di tutti gli eventi che
non hanno avuto luogo nulla di ci che non ha avuto luogo scompare definitivamente. Gli
eventi assenti continuano a sussistere sul filo di una storia parallela e risorgono a volte
all'improvviso il presente fatto di questa inattualit sempre viva.
Si rimette in discussione l'ipotesi della storia lineare e progressiva. In ogni momento la storia
lineare dell'individuo pu essere attraversata da queste linee di forza venute da altrove.

Quando nulla viene a intersecarsi, la storia individuale risulta morta in quanto si snoda su un
modello identico. Oggi tutto assorbito nel solo universo possibile, quello del tempo reale e di
una attualit inesorabile. Nel calcolo numerico della realt Virtuale, la finzione non pu pi
risorgere il possibile non pi possibile ci che ha luogo ha luogo, punto e basta. Rimane
solo l'evidenza flagrante dell'attualit (ha fine anche la continuit lineare della storia)che in tal
modo ridiviene una allucinazione e finzione totale. Nella realt virtuale siamo noi a cambiare
luogo, a metterci in quella o altra trasformazione, identit, mentre nell'immaginario delle
trasmigrazioni successive sono i luoghi a trasformarsi in noi che siamo solo il teatro di queste
metamorfosi, il luogo in cui le forze si incrociano. Il divenire legato a - forme naturali, a esseri
naturali o mitici attraverso affinit elettive - Ogni dettaglio in rapporto duale con l'insieme.
la rivincita del frammento (del nome) sul discorso. Il segreto del mondo nel dettaglio,
nell'aforisma attraverso il dettaglio che passa l'anamorfosi, la metamorfosi delle forme,
mentre l'insieme fa entrare in cortocircuito questo divenire per totalizzazione del senso e della
struttura. - cos come negli anagrammi il nome di Dio disperso nella poesia, appare solo
come frammento, isolato, diviso non sar mai rivelato, circola nel dettaglio delle apparenze,
passa da una forma all'altra, da una parola all'altra. Qualsiasi evento, qualsiasi atto e
dettaglio del mondo buono, esatto, purch sia isolato, separato, disperso,
anagrammato, anamorfosizzato, aforistico. Il segno, come particella strappata al
mondo naturale, gi in s una sovversione immediata del discorso reale e del
senso nella sua aspirazione alla totalit. In ciascuno di noi racchiuso questo divenire in
potenza, questa singolarit assoluta che chiede solo di prodursi senza sforzo, una forma
geniale sottrarsi al giogo del nostro essere individuale. Questo diviene perch ci siamo
sbarazzati della Verit. Il blocco del divenire l'imposizione di una finalit la specie
umana diventata solo perch non aveva un fine in s,a se stessa soprattutto non
quello di divenire ci che (di realizzarsi, identificarsi ) - strategia che oggi ha fine
nel nostro sforzo di asservire la specie umana ad ogni costo alla propria finalit. Cos
per l'essere individuale: la sua unica opportunit di divenire non avere formula ideale di s n
soluzione di scambio. bisogna mostrare che il mondo, dietro i suoi presunti fini, non va da
nessuna parte lasciare che il mondo sia evento come sua occorrenza imprevedibile cos
che si giunge alla letteralit, all'immaginazione materiale del mondo. Pi la vita quotidiana si
banalizza, si fa interattiva, pi occorre contrastare questo movimento attraverso regole del
gioco complesse e iniziatiche. Pi la realt si concilia col suo concetto(in una generalit senza
oggetto) pi occorre cercare la rottura iniziatica e la potenza dell'illusione. Se non possiamo
fare del mondo l'oggetto dei nostri desideri, possiamo farne l'oggetto di una convenzione
superiore (che appunto sfugge al nostro desiderio) ogni forma iniziatica passa attraverso una
regola severa ogni oggetto creato, visivo o analitico, concettuale o fotografico, deve trovare
le dimensioni del gioco in una sola: l'allegorico, il rappresentativo, l'agonistico, l'aleatorio e il
vertiginoso

AGAMBEN : mentre nell'uomo antico il suo rapporto con il cosmo l'ebbrezza, nell'uomo
moderno, il rapporto con la natura la tecnica non tanto il dominio sulla natura, ma
inizialmente, il dominio umano del rapporto con l'animalit - ma questo oggi stato risolto,
l'inumano e l'umano sono in stato di sospensione l'inumano anzi forse una depravazione
all'interno dell'umano e non pi immaginato come una animalizzazione dell'uomo.
nell'appagamento sessuale che l'uomo recide il suo vincolo dalla natura eccede la natura
stessa nella volutt l'uomo riconosce una non-natura. Con l'appagamento sessuale l'uomo si
sgrava del suo mistero che non sta nella sessualit ma che con l'appagamento viene reciso (
la donna a staccarlo dalla madre terra). Nell'appagamento uomo/donna perdono il loro mistero,
senza per questo diventare meno incomprensibili. Una volta che la vita ha perso il suo mistero,
l'uomo diventa libero per la morte.
Con l'appagamento si supera la natura, una volta dissipato il mistero gli amanti
iniziati all'assenza di mistero si perdono a vicenda ed espongono la loro vanitas. La
loro condizione otium senza opera. La relazione tra corpo/spirito neutralizzata
contemplano una figura umana perfettamente inoperosa come figura estrema e
insalvabile della vita.
Dio dovrebbe mantenere l'ignoranza sulla vita celeste per non angosciare gli uomini
instillandogli il desiderio per cose a loro impossibili! La vita umana resta insalvabile ma beata
per questa ignoranza.

(la perdita di dio e della patria celeste potrebbe essere, da un punto di vista della moralit di
dio, l'effetto della massima benevolenza divina) ignoscere: perdonare: rendere insalvabile.
Disperando della realt delle cose sensibili, gli animali, se ne cibano.
Il sacro una condizione ambigua e circolare la legge e insieme colui che la viola.
L'infondatezza di ogni prassi umana si cela nell'essere abbandonato a se stesso (colui che ha
violato la legge escluso dalla comunit e pu essere ucciso senza delitto) su cui si fonda
per ogni lecito fare esso ci che restando indicibile e intramandabile in ogni fare e parola
umana, destina l'uomo alla comunit e al tramandamento.
La violenza non un dato biologico originario piuttosto la stessa infondatezza del fare
umano ( a cui il mitologema sacrificale vuol porre rimedio) a costituire il carattere violento
(contro natura) del sacrificio. Ogni fare umano, in quanto non naturalmente fondato, ma ha
da porre da s il suo fondamento, violento ed questa violenza sacra che il sacrificio
presuppone per ripeterla e regolarla nella propria struttura.
Il fondamento della violenza la violenza del fondamento. 'affrancamento dal mitologema
sacrificale resta incompiuto e la filosofia si trova ancora a dover giustificare la violenza. In
Hegel come quel nulla che occorre abbandonare alla violenza della storia e del linguaggio per
strappargli la parvenza dell'inizio e dell'immediato in Heidegger come il senza nome che resta
non-detto in ogni parola e che destina l'uomo alla tradizione e al linguaggio. In entrambi i casi il
pensiero si propone l'assolvimento dell'uomo dalla violenza del fondamento. Anche la
sacralizzazione della vita deriva infatti dal sacrificio: essa non fa che abbandonare la nuda vita
naturale alla propria violenza e indicibilit per fondare poi su queste ogni regolamentazione
culturale e ogni linguaggio. Il proprio dell'uomo non un indicibile, un sacer che deve
restare non-detto in ogni prassi esso non nemmeno un nulla, la cui nullit fonda
l'arbitrariet e violenza del fare sociale.Esso la stessa prassi sociale, la stessa
parola umana divenute trasparenti a se stesse.
religioso per Agamben non ci che unisce ma ci che divide istituendo una barriera tra
sacro/profano.
Profanazione significa restituire all'uso comune ci che il sacro aveva requisito, segregato,
separato in un altro spazio.
L'uomo pu essere umano solo se trascende e trasforma l'animale antropomorfo che lo
sostiene solo perch attraverso l'azione negatrice capace di dominare/distruggere
l'animalit (l'uomo come malattia mortale dell'animale) - nella modernit, l'uomo comincia a
prendersi cura della sua vita animale e la vita naturale diventa la posta in gioco del
biopotere. Uomo teso in questa aporia, tra la sua animalit/umanit. La vita nutritiva
l'oscuro fondo su cui si distacca la vita degli animali superiori.
Lo stato comincia a includere fra i suoi compiti essenziali la cura della vita della popolazione e
trasforma cos la sua politica in biopotere. - la vita vegetativa corrisponde ora col patrimonio
biologico della nazione. Cos come nell'eutanasia grazie alla separazione e determinazione di
una nuda vita, sconnessa da ogni soggetto a decidere se un corpo pu essere considerato
vivo o pu incorrere alla peripizia dei trapianti.
All'uomo, avendo ormai raggiunto il suo telos storico, non resta che la depoliticizzazione delle
societ umane attraverso l'assunzione della vita biologica come compito politico supremo
(della stessa animalit dell'uomo)
Stabilire cosa vivo o meno dipende da queste definizioni culturali cesure frontiere mobili
cos anche per quanto riguarda ci che umano da ci che non lo . Nella nostra cultura
l'uomo stato sempre pensato come la congiunzione tra corpo/anima, vivente/logos,
animale/divino - occorre ripensarlo sulla base della divisione uomo/animale e quale sia il fondo
pratico-politico di questa separazione.
che cos' questo paradiso se non la taverna di un'incessante abbuffata e il postribolo di
perpetue sconcezze?
L'uomo, essendo stato creato quando tutti i modelli della creazione erano stati esauriti, non ha
rango specifico , n una faccia. Deve modellarsi a suo arbitrio in una faccia animale o
divina - La scoperta umanistica dell'uomo la scoperta del suo mancare a se stesso.
I tratti del volto umano sono cos indecisi e aleatori come se sempre in atto di
disfarsi e cancellarsi come quelli di un essere momentaneo.
l'animale integralmente assorbito e stordito nel proprio disinibitore e non pu veramente
agire o avere una condotta rispetto a esso: pu solo comportarsi (= uomo)
Mentre l'esperienza mistica esperienza di una inconoscenza e di un velamento come tale,
l'animale non pu riferirsi al non-aperto, rimane escluso proprio dall'ambito del conflitto

svelamento/velamento