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Salve,

mi chiamo Michela Rosetti e sto attualmente lavorando a un testo drammaturgico, gi presentato in


un paio di teatri nella regione Marche (Fabriano, Cingoli, citt da cui provengo e in cui attualmente
vivo) e nel circolo culturale l'incontro di Filottrano.
Siamo quattro individui (oltre me, due attrici ed uno scenografo-tecnico-fotografo nonch
indispensabile factotum) - non facciamo parte di alcuna associazione ne ci sovrascriviamo quale
compagnia - il nostro stato un incontro fortunato ed da circa un anno che collaboriamo
insieme per questo lavoro ed in altre iniziative a noi confacenti.
Credo che il nostro spettacolo aderisca ai requisiti richiesti la scenografia ridotta, facilmente
componibile l'unica esigenza quella di uno spazio chiuso o comunque che possa abbuiarsi
totalmente e la presenza di un attacco elettrico per l' illuminazione di alcuni congegni scenici.
Si tratta di un pezzo letterariamente difficile , una specie di staffetta linguistica del soggetto nei
fraseggi che dovrebbero consolidare una qualche identit e che invece lo battono (nel godimento
stesso della parola, che ho riesumato dalla poetica eversiva-belligerante di alcuni grandi
protagonisti della modernit: Emily Dckinson, Sylvia Plath in primo luogo, e schegge di Andrea
Zanzotto, Giorgio Manganelli, Rilke, Laforgue, etc... rimaneggiati in modo selvaggio, singolare e
intercalati dalla mia stessa scrittura) uso solamente un paio di brani musicali entrambi esonerati
dai vincoli SIAE (una vecchia canzone delle mondine registrata amatorialmente e un brano di lirica
classica interpretato dalla Callas ma quale vocalizzo inabissato da una doppiatura vocale della
raucetudine dell'artista).
Per quanto riguarda il tema del testo vi rinvio al file allegato in cui troverete una breve
presentazione preparata in occasione della rappresentazioni concluse.
Lo spettacolo si allontana a mio avviso dalla produzione teatrale classica per l'assenza di una trama
effettiva e della caratterizzazione realistica dei personaggi - per l'attenzione a un linguaggio
impegnativo (scevro di psicologismo) a cui fanno da supporto le atmosfere dei quadri scenici e
degli eccessi caricaturali con cui si scaricano espressivamente le preposizioni ( come se fossero le
frasi pi che una presunta precedenza umana a gonfiare il personaggio della loro forza-recessione
-reticenza). Una identit diramata, sfuggente, in quanto il discorso non si posa, svia da ogni
fissazione e impedisce quasi lo stesso piacere dell'ascolto, (frustrato in un usufrutto frantumato,
fatalmente in ritardo sul senso, da cui trae una specie di vertigine e insieme la sensazione che
qualcosa di estremamente violento e raffinato sia trasfuso nell'aria).
Solitamente il pubblico reagisce cos come mi auguro che reagisca. Confuso, sedotto, nell'impaccio
di non aver capito tutto (riguardo all'orrido linguistico in cui gettato) ma anche di aver colto la
drammaticit al centro di questa specie di pantomima(iaculatoria) e di proiettarla interiormente.
Credo nella validit (civile) di questa rappresentazione per la sua capacit di attrarre una vasta
gamma di spettatori, di et e beni diversi (esclusa la giovane prole, troppo labile) nella sua capacit
di interrogare l'altro di suscitare una specie di tensione e di perplessit e di sforzo a capire.
Ho affidato a un testo complesso e ostile l'intera scena, per una mia precisa volont di rinsanguare la
lingua, i significati e i significanti linguistici in cui sono morte queste rare, acerrime intelligenze.
Per me imprescindibile maneggiare i segni che presiedono alla computazione del soggetto e del
mondo nel mentre si fanno/disfanno vi una affaristica insidia nei simulacri visivi che
sovraccariano lo spazio, riguarda forse un programma di sensualizzazione ed eccitazione fuori
coscienza dell'uomo, e che gran parte del novecento ha ultimativamente consacrato per superare i
ristagni di una testata isterilita, reclamando la precedenza di quelle forze extraintellettuali e alogiche al fondo dei grandori umani. Questo attraverso una convergenza di esercizi intellettuali
affinati, ergendo il supporto -misirizzi simbolico per incestare il simbolico stesso. Diversa la
situazione in cui una metastasi di immaginario si produce nella frettolosa ansia di invasare, spianare
una crisi, esaurirla per sfinimento la mia attenzione tutta nell'esigenza di abbordare il fantasma
linguistico nel suo fasto di mostrare la crisi, attualizzarla all'interno di quel sistema di segni che si
riserba di approfondirla (nella chiacchiera, nell'opinionismo, nello stradetto) e massimizzo la
scarsit su cui oggi il discorso si regge (mi riferisco anche a molto teatro infoiato di suggestioni
visive, profusione dello scioccante, ed epurato da quelle scomposizioni di senso in grado di

infastidire le belle anime sbafa-cultura, nonostante vi siano lavori eccellenti che ne facciano
allegramente a meno). Non sono molto brava con la sinossi ma spero di aver delineato
sufficientemente il carattere di questo lavoro.
Abbiamo un video da presentarvi, si tratta di un reportage fotografico realizzato da Andrea durante
una prova aperta al pubblico possiamo allegare le locandine degli spettacoli come testimonianza
del fatto compiuto.
Vi saluto e comunque una incoraggiante iniziativa la vostra in tempi cos insalubri.

info@bulimianoressia.it

salve a tutti - conosco la vostra associazione in quanto sono stata anche io nei vostri centri di cura
per un breve periodo - ora non soffro pi la patologia anoressico-bulimica - ho continuato a
sviluppare le mie passioni di sempre, la letteratura, la filolosofia, il teatro e da poco tempo ho
ultimato uno spettacolo teatrale che ho gi presentato nella mia regione e che tratta specificamente
della condizione femminile, inevitabilmente connessa a tematiche e linguaggi scaturiti dalla
malattia stessa che ho a lungo vissuto. Per questo credo possa essere un lavoro interessante da
rappresentare all'interno delle vostre iniziative culturali. per quanto riguardo una generale
illustrazione del testo vi rimando al file allegato e a un video fotografico caricato su you-tube. non
vi alcun interesse di lucro da parte mia, solamente il desiderio di poter pubblicare questa piece, in
special modo rispetto a una utenza (come quella delle ragazze-donne anoressiche) che ho ben
focalizzato ed eviscerato nel testo. Se ci pu interessarvi sarei felice di mettervi in contatto con voi