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Studi sul legame della posizione politica tra Cina e occidente nel 500-600 anni

- dal prospetto storico di GEOFFREY E.R.LLOYD

1. latteggiamento verso le societ antiche


1.1 GEOFFREY E.R.LLOYD (Grecia e Cina: due culture a confrontoMondi antichi, riflessioni moderne
Capitolo 1. Comprendere le societ antiche)
Se i problemi della portata delle testimonianze sono rilevanti, lo sono ancor di
pi quelli dello schema concettuale entro cui pu procedere linterpretazione.
La difficolta si pu riassumere sotto forma di un dilemma. Da una parte c il
rischio di operare delle distorsioni se usiamo gli strumenti concettuali che ci
sono familiari. Nel caso della storia della scienza, in particolare,
questatteggiamento conduce sia allanacronismo che alla teleologia.

Ma la teleologia e ancor pi perniciosa, poich muove dal presupposto che gli


antichi mirassero ad avvicinarsi a idee moderne e che nella misura in cui
non vi riuscivano, inevitabilmente dovessero fallire miseramente.
Dallaltra parte, se la reazione a questa prima difficolta e di insistere
sullopportunit di usare gli schemi concettuali dei nostri soggetti antichi,
dobbiamo chiederci se questo sia possibile. [] Uninterpretazione di
Aristotele che proceda interamente entro lo schema del discorso aristotelico
e per di pi in greco non sarebbe uninterpretazione, ma tuttal pi una
replica di alcune delle sue idee.
Ci sono tre modi di reagire a questo problema generale che sono allettanti,
ma fuorvianti. Il primo consiste nel postulare differenti mentalit come fonti
dellapparente intelligibilit di determinate idee o di determinati
comportamenti; il secondo consiste nellasserire che ci riflette sistemi di
credenze incommensurabili;(la seconda strategia interpretativa che ho
menzionato si presenta in forme diverse ed e solo la versione estrema a
essere vulnerabile alle pi ovvie obiezioni. Lidea che diversi sistemi di
credenze siano incommensurabili fu introdotta da Kuhn per sottolineare, fra
laltro, la difficolta di identificare criteri comuni per valutarli. ) il terzo invece
consiste nellinvocare un principio di carit nellinterpretazione che, per
quanto possibile, faccia si che le asserzioni altrui diventino vere secondo i
nostri criteri.
Possiamo certamente asserire che la visione del mondo di Tolomeo sia, in
determinati aspetti cruciali, radicalmente diversa da quella di Copernico. E
tuttavia Copernico aveva indubbiamente una comprensione adeguata di
Tolomeo. Non pensava che le teorie tolemaiche trattassero una serie di
problemi diversi dai suoi: le considerava come soluzioni, per certi versi
inferiori, ai problemi che egli stesso si trovava ad affrontare. [] Quando i
buddhisti, o i gesuiti, giunsero in Cina per la prima volta, la loro
comunicazione con i loro ospiti fu tuttaltro che impossibile, anche se si
verificarono frequenti equivoci, intenzionali o involontari.
In terzo luogo c il principio di carit nellinterpretazione, che e stato
sostenuto informe diverse da Quine, da Davidson e da altri. [] Traduzione
e interpretazione sono sempre esposte a un certo grado di indeterminazione.

Ma ulteriori limitazioni al principio di carit, se configurato come una norma


con applicabilit universale, si possono illustrare con esempi che non
implicano traduzioni fra lingue naturali diverse.
Soltanto se esso e intelligibile, ha sostenuto Davidson, il disaccordo pu
essere significativo. []
Davidson sostiene che non abbiamo altra scelta che di presumere
lintelligibilit come norma generale. [] La sola via in cui il principio si
applica in tali casi e a un meta-livello, []
Non possiamo, certamente, porci esattamente nella posizione di colore che
appartenevano a un pubblico antico, cinese o greco, quando per la prima
volta si imbatterono nello strano linguaggio della metafisica platonica, in un
trattato aristotelico sulla logica, nel Daodejing o nel Zhuangzi o nello
Huainanzi. Tuttavia essi cercavano di arrivare a capire che cosa quei testi
avessero da dire sul mondo, sulla conoscenza, sui valori, su loro stessi; e noi
facciamo lo stesso.
1.2 RUSSELL(Capito quarto Eraclito)
Sono diffusi due atteggiamenti opposti verso I greci: gli uni, praticamente tutti
dal Rinascimento fino a tempi molto recenti, considerano i greci con un
rispetto quasi superstizioso, come gli inventori di tutto ci che vi e di meglio e
come uomini di genio superiore, tali che i moderni non possono sperare di
eguagliare; gli altri, ispirati dai trionfi della scienza e da una ottimistica fede
nel progresso, considerano come un incubo lautorit degli antichi e
sostengono che e meglio scordare la maggior parte del loro contributo al
pensiero. Quanto a me non posso far mio nessuno di questi punti di vista
estremi; ognuno, direi, e in parte giusto e in parte sbagliato. Prima di
addentrarmi nei particolari, prover a spiegare quale insegnamento possiamo
ancora ricavare dallo studio del pensiero greco.
Nello studiare un filosofo latteggiamento giusto non e n di reverenza n di
disprezzo, bens prima una specie di ipotetica adesione perch sia possibile
capire ci che egli sente, e credere nelle sue teorie, e dopo un risveglio
dellatteggiamento critico il pi possibile simile allo stato danimo duna
persona che sta abbandonando le opinioni che fino allora ha sostenuto. Il
disprezzo ostacola la prima parte di questo processo e la reverenza la
seconda. Due cose bisogna ricordare: che un uomo, le cui opinioni e teorie son
degne di esser studiate, si pu presumere abbia posseduto una certa
intelligenza; e che daltra parte e probabile che nessuno sia mai arrivato alla
verit completa e definitiva su un soggetto qualsiasi. Quando un uomo
intelligente esprime un punto di vista che ci sembra evidentemente assurdo,
non dobbiamo tentare di dimostrare che in qualche modo la cosa e vera, ma
dovremo provare a capire come mai sia successo che a lui sia sembrata vera.
Questo esercizio della fantasia storica e psicologica allarga subito il campo del
nostro pensiero, e ci aiuta a comprendere quanto sciocchi sembreranno molti
dei pregiudizi che ci sono cari ad unet di diversa forma mentis.

2. Come si
sconosciuta.

tratta

lesistenza

di

una

societ

--Il concetto di commercio della luce di Leibniz


(Leibnizs Exchange with the Jesuits in China, Franklin Perkins)
On December 2, 1697, Leibniz wrote to the Jesuit missionary Antoine Verjus
that he would like more information regarding China,

Where I take such a part, because I judge that this mission is the greatest
affair of our time, as much for the glory of God and the propagation of the
Christian religion as for the general good of men and the growth of the arts
and sciences, among us as well as among the Chinese. For this is a commerce
of light, which could give to us at once their work of thousands of years and
render ours to them, and double so to speak our true wealth for one and the
other. This is something greater than one imagines. (Wid 55)
This commerce of light is a guiding principle throughout Leibnizs
relationship with China, from his earliest encounter with Jesuit mission,
through the publication of the Novissima Sinica, to the founding of the Berlin
Society of Sciences.
The practical focus of Leibnizs engagement with China was always on
missions. Almost every mention of China in his correspondence has some
political goal in the background, shaped selectively to the interests and
motives of the particular correspondent. Three goals are central. The first is
for the Jesuit position of accommodation in the Rites Controversy. The Rites
Controversy was a conflict between factions within the Catholic Church,
focusing on whether converts in China could continue to practice traditional
rituals honoring ancestors and Confucius, and whether traditional Chinese
terms could be used to translate the word God. Leibniz and the Jesuits took
the position of accommodation allowing the rituals and using the Chinese
terms.
[] Leibniz writes:
Just as the same city viewed from different directions appears entirely
different, and, as it were, multiplied perspectival, in just the same way it
happens that, because of the infinite multitude of simples substances, there
are, as it were, just as many different universes, which are, nevertheless, only
perspectives on a single one, corresponding to the different points of view of
each monad. (GP VI, 607/AG220)
Leibnizs metaphor is quite general, but it indicates that nothing is identical
between different monads, yet everything is grounded in some common
foundation.
we can extend the metaphor to relationships between cultures. Spinoza,
as Descartes, tends to see everything important as common and available
through reflection. Others, like Montaigne, see cultural differences as a kind of
senseless diversity, useful to fuel skepticism or satisfy idle curiosity. For
Leibniz, monads from different cultures or places have different and
complementary perspectives on the same universe, and the progress of
knowledge will lie in bringing together diverse perspectives.

3. Lanalisi delle somiglianza


intellettuali tra Cina e Grecia

differenza

dei

3.1 Il Tao e il Logos, la fondamenta della meditazione


Piuttosto, entrambe le societ offrivano un ampio spettro di possibilit per
gli aspiranti al tao o al logos.
I concetti fondamentali in gioco in Cina e in Grecia erano
sorprendentemente diversi.
I greci si concentravano sulla natura e sugli elementi, concetti che
appaiono familiari e ovvii a chi ha acquisito una formazione nella scienza
moderna. Essi inventarono il concetto di natura per evidenti scopi polemiciper definire la propria sfera di competenza in quanto studiosi innovativi e per
sottolineare la superiorit delle concezioni naturalistiche sulle tradizionali

credenze di poeti, sapienti e guide religiose. La teoria degli elementi


riguardava i costituenti ultimi degli materiali. Sia i filosofi della natura che gli
autori di scritti medici pensavano di dover essere in grado di dare risposta a
quellinterrogativo, al fine di spiegare altri fenomeni di loro interesse.
Gli studiosi cinesi avevano un insieme molto diverso di preoccupazioni
fondamentali, non la natura e gli elementi, ma tao , chi , yin-yang e le
cinque fasi . Laddove gli investigatori greci si sforzavano di farsi una
reputazione come innovativi Maestri di Verit, la maggior parte dei Possessori
della Via cinesi aveva un programma assai differente, vale a dire consigliare e
guidare i sovrani. Anch'essi dovevano essere pi persuasivi dei loro rivali, con
strumenti e scopi che differivano da quelli dei greci. A quel fine essi fecero
propri e ridefinirono concetti gi esistenti, come il chi , per produrre una
sintesi in cui cielo, terra, societ e corpo umano interagivano a formare un
singolo universo in risonanza. Una interpretazione complessiva dellordine
cosmico rafforzava linsistenza dei consiglieri sul comportamento ordinato
persino da parte dei sovrani. Alcuni sovrani accettavano, in misura maggiore o
minore, il ruolo che i consiglieri assegnavano loro. Tutti accettavano le
istituzioni che li circondavano di consiglieri.
Soprattutto allinizio di una dinastia, la trasformazione del monarca da
colui che dispone della forza a unico mediatore tra cielo e terra, garante
rituale del buon ordine nel cosmo, ne legittimava il potere.
3.2 La considerazione daspetto natura umana
Inoltre, come abbiamo visto, la peculiarit degli esseri umani sottolineata
dallo , laddove si dice che se gli umani condividono il la vita e la
conoscenza con altri esseri(come animali egli uccelli), ci che li
contraddistingue in maniera specifica il senso morale. Anche qui dunque
la categoria degli esseri umani nettamente distinta dagli altri animali, pur
avendo in comune con essi determinate caratteristiche. Per di pi, nel
senso di ci che fa un essere umano veramente umano, cio lumanit, una
delle pi importanti virt confuciane.
Se per gli esseri umani possano esser detti buoni in senso innato o no fu
oggetto di un celebre dibattito che prosegu per parecchie generazioni.
Mencio sosteneva che sono buoni, Gaozi asseriva che non sono di per s n
luna n laltra cosa, mentre affermava che essi sono intrinsecamente
malvagi, prima che la cultura intervenga a produrre i suoi effetti civilizzatori.
Cos dunque che, come ho appena detto, il tratto distintivo degli esseri
umani, nella concezione di soltanto una potenzialit di moralit, che per
realizzarsi richiede la cultura. [] Sulla base di questa analogia
concludeva che gli esseri umani non sono intrinsecamente buoni, ma malvagi.
Per diventare buoni, gli umani devono essere istruiti, educati, acculturati in
una parola, civilizzati.
Nonostante ci che ho appena ricordato, sia i greci sia i cinesi generalmente
riconoscevano lesistenza di determinate caratteristiche biologiche condivise
da tutti gli esseri umani, che quindi sono uniti da un potenziale morale
comune.
Gli stoici ritenevano che, poich siamo creature razionali, siamo partecipi
della razionalit che costituisce il principale fattore che governa luniverso
stesso. Tutto questo molto bello, ma nel mondo reale non cerano strutture
statali transnazionali che dessero sostanza a unimmagine in cui tutti agissero
da cittadini, partecipando ad assemblee, consigli, istituzioni legali eccetera.
Nella situazione politica effettiva che Zenone stesso aveva di fronte, il potere

politici si era trasferito dalle citt-stato dellepoca classica ai regni ellenistici


retti dai successori di Alessandro, che lottavano per controllare i territori da lui
conquistati. Gli stoici di unepoca successiva ebbero esperienza diretta di un
governo che unificava la maggior parte del mondo da loro conosciuto,
limpero romano (che a un certo punto fu in effetti governato dal filosofo
stoico Marco Aurelio).
Nel mondo greco-romano si svilupparono idee utopiche di vario genere,
insieme alla sensazione che lidealismo utopico fosse una forma di futile
fantasticheria. A un forte senso delloggettivit della natura, physis, si
accompagnarono diverse concezioni di ci che veniva spesso considerato il
suo opposto, il nomos, termine che concludeva leggi, costumi, convenzioni.
[] Platone, che una delle nostre fonti principali per i dibattiti del V e del
IV secolo, scelse una terza via. Egli sostenne che le leggi ei legislatori umani
dovevano obbedire e imitare la norma cosmica, naturale, lautentica
espressione di ordine e razionalit nelluniverso.
3.3 Come sussistono i intellettuali

Tuttavia, le loro prospettive concrete erano marcatamente diverse. I sovrani


cinesi accettavano di dover ascoltare i loro consiglieri, o di dover persino
dipendere da essi. [] sotto limpero, gli intellettuali occuparono posizioni
ufficiali di tutta sicurezza nellamministrazione pubblica imperiale.

Filosofi e scienziati greci erano solo occasionalmente destinatari di


mecenatismo. Pi spesso, essi si guadagnavano da vivere insegnando o
praticando mestieri utili come quello di medico, architetto o astrologo.
La reputazione dipendeva molto pi da un ripetuto successo
nellautopresentazione che dal personale favore di un sovrano o dei suoi
ministri. [] Aspiranti architetti e dottori sapevano di dover persuadere i
propri concittadini. Anche quando la situazione mut, al sorgere degli imperi
ellenistici e poi con la dominazione romana, chi aveva ricevuto un incarico
non god mai di un impiego stabile come pubblico ufficiale in una burocrazia
elitaria.
Essi avevano scarso accesso ai centri del potere politico e maggiore liberta di
impegnarsi nella speculazione astratta. [] Dallaltro lato, i cinesi potevano
sperare di influenzare gli affari di uno stato enorme, ma quelle opportunit
obbligavano a una certa circospezione. Lelenco di coloro che caddero in
disgrazia con i sovrani e come risultato subirono limprigionamento, lesilio, la
castrazione o la morte
3.4 La influenza della cosmologia sul regime
Le cosmologie delle due culture erano ugualmente portatrici di valori e
attingevano a comparazioni tra il macrocosmo e i microcosmi dello stato e del
corpo umano. I greci li consideravano spesso come analoghi; i cinesi piuttosto
come parti di un tutto complesso.
I cinesi generalmente erano daccordo circa il ruolo che il sovrano doveva
svolgere. In quanto mediatore tra cielo e terra, egli era responsabile del
benessere di tutto ci che sotto il cielo . I greci, invece, non
concordavano quanto al miglior tipo di costituzione politica, [] ma come
nel mondo politico, cos anche nel cosmo le idee di ordine monarchico erano
in competizione con quelle oligarchiche, democratiche o persino anarchiche.
3.5 Persuasione, la reazione del intellettuale sul sovrano

Per i greci, quali che fossero gli altri scopi della disputa orale, essa era uno
strumento di competizione. I dibattiti tendevano ad essere faccia a faccia, e
spesso ci si aspettava che fosse il pubblico a decidere, cos come era il
pubblico a determinare lesito del dibattito politico nelle Assemblee e dei
processi nei Dicasteri. Usanze di questo genere non trovavano corrispondenza
in Cina.
Sia nella Cina sia nella Grecia antiche vi era un grande (anche se
diversamente declinato) interesse per la tematica della persuasione. La
maggior parte dei contesti in cui la retorica greca trovava applicazione, in
Cina non esistevano. [] In Cina la cosa pi importante era persuadere il
sovrano, o i suoi ministri, o coloro che detenevano posizioni di potere o di
prestigio, e riuscire a convincere i propri interlocutori senza essere considerati
come persone che cercano di ottenere il consenso a ogni costo.
[] per molti cinesi la principale ambizione consisteva nellesercitare
influenza sul governo. C una lunga tradizione di filosofi che non solo
consigliano, ma anche rimproverano, i sovrani. [] Un aspetto della
responsabilit degli intellettuali pi eminenti era il riconoscimento del dovere
di controllare, anche con considerevole rischio personale, coloro che
esercitavano lautorit.
[] Tuttavia anche in Cina, come in Grecia, non si pu dire che le
circostanze politiche determinassero la produzione intellettuale, perch
esisteva anche un influsso rilevante che andava nella direzione opposta, dato
che gli intellettuali contribuivano a loro volta in larga misura a costruire e a
legittimare lideale politico.

4. L incontro daspetto politico, un esempio del


libro A l f o n s o V a g n o n e 1566
-1640
4.1 Rinascimento 500--600
gesuiti gesuiti
lite classe /intellettuale confucianesimo ) dinastia Ming
trib Ming

Durante il periodo rinascimentale, tante opere antiche greche e romane sono


state tradotto nelle molte lingue nel mondo. Nel 1579, le opere di Plutarco
furono state tradotto da latino a inglese, che influenz tanto a Shakespeare.
Per, ci siamo trascurato che la traduzione cinese fu contemporaneo di
inglese.
4.2
Per predicare il Vangelo nella Cina, i gesuiti assunsero una strategia nuova
che diverse quella di America. I gesuiti crederono che la caratteristica del
regime politico determinasse essi doverono primo influenzare il sovrano e la
classe dirigente. Perch inizialmente non possibile di avvicinare il sovrano
del enorme impero. Quindi essi si svolsero alla lite confucianesimo
diventarono realistico. Pensarono che se la cultura greca puo aiuta a
migliorare la dottrina cattolica, pure la cultura cinese ( quel periodo cera la
crisi di riforma religiosa a Europa)

Per acquistare la stima della lite nella Cina, deve scrivere il libro, come i
saggi e i sovrani eminenti della storia cinese. Perch la polemica faccia a
faccia non accettabile. I gesuiti dissero Preparatio evangelica. Primo,
costituisce una comunit discorsiva(come una partita, con la dottrina e
lobiettivo commune), aprirono un dialogo tra due culture si pu aiutare
lattivit evangelica in futuro.
rapporto dialettico: Identit dindividuo e sistema linguistica.
Selves become selves by filling subject position, the slots which ideological
or linguistic systema create for them. At the same time all such systems are
predicated on the external existence of subjects to propel them, not as
already formed, independent selves, but as agents motivated to some extent
external to the systems they enter.
--Larry Scanlon, Narrative, authority, and power, The Medieval exemplum and
the Chaucerian tradition, Cambridge University Press, 1994, p.35
4.3
La maggior parte di riguarda laspetto stoicismo: Plutarco 48, Seneca
30, Cicerone 7.
Perche ebbe scelto Stoicismo?
4.3.1.
la chiesa accettare stoicismo, perche fu una teoria accentua molto letica. I
gesuiti dissero noster Seneca .
4.3.2.
C una grande somiglianza tra i stoicismo e confucianesimo .
<1. la filosofia cinese stima educazione morale.
<2. Cinese piacciono sententie buone. Non gli piacciono le opere
prolisse, come Aristotile e Tommaso daquino.
<3. Analogamente, essi integrarono la vita privata (perfezionare
virt nello stesso) con la vita pubblica ( poi godere di grande prestigio nel
popolo, diventa il modello, cioe dirigente).
Matteo Ricci ebbe mandato una lettere a Acquaviva, cio la
congregazionalista di Gesuita. Esso fece un paragone fra Confucio e Seneca.
Tutto lanno fossimo occupati in studiare, e finii di leggere al padre mio
compagno come un corso che costumano udire delle cose morali i letterati
della Cina, che sono Quattro Libri di quattro philosophi assai buoni e di buoni
documenti morali. [] Qua in queste parti et in Giappone senza dubbio sara
di giovamento ai nostri l; in coteste parti forse anco piacer, al mio parere:
nel morale un libro Seneca o altro autore dei pi nostri famosi tra gentili.
-- Tacchi Venturi, Opere Storiche dei P. Matteo Ricci (Macerata,1911) Vol.
II, p.117-118.
Laltro paragone Quattro Libri con epistole di Cicerone.
Fiorirono nel tempo che fra noi fior Platone et Aristotile, come feci il
conto de tempi, anco tra loro alcuni letterati di buona vita che fecero alcuni
libri di cose morali non per via di scientia, ma di sententie buone, dei
principali de quali fecero poi quattro libri, che sono adesso gli pi stimati e
letti de giorno e de notte, che non passar il volume della grandezza delle
epistole familiari di Marco Tullio, ma gli comentarij e glosse, e comentarij de
comentarij et altre espositioni e discorsi sopra essi sono gi infiniti. P.237
4.3.3
In tanto la cultura rinascimentale forn un ampia materia della
umanesimo.

La rinascita di stoicismo nel Rinascimento


Giusto Lipsio ( Justus Lipsius , 1547 - 1606) ebbe scritto un libro
--Manuducatio ad stoicam philosophiam, 1604.
Lipsio stato contrario alle aspettative di Machiavelli, esso apprezza
civilizzare educazione morale.
I gesuiti cerano in comunicazione con Lipsio. Sono stati influenzato da
Lipsio.
4.4
La caratteristica letteraria del libro
4.4.1
Usa il metodo di retorica. I gesuiti da importanza dellesercizio di
retorica. (Ratio Studiorum: Tre discipline-Trivium[Grammatica, letteratura e
retorica]; Corso triennale di filosofia[logica, matematica e scienza naturale];
Quattro anni di teologia)
--The De Arte Rhetorica(1568), by Cyprian Soarez
sj, A translation with introduction and notes, by Lawrence Flynn, Thesis of
University of Florida, 1955.
Il gesuita Cypriano Soarez(1524-1593) ebbe scritto il manuale De arte
rhetorica formativo per lallievo gesuita.
Generalmente, la forma del cosiddetto letteratura sententie buone
composta da due parti. La prima parte una scena dei personaggi famosi
nella storia antica, la seconda parte un commento sulla materia suddetta.
Per comunicare un giudizio dei valori morali, la scena puo adattare
diversamente con la storia veritiera, anche cambiare la situazione del
personaggio storicamente. Nella lingua greca, questo tipo di materiale si
chiama chreia, che significa il materiale scolastico disponibile da usare.
Nel latino dicta o sententia.
4.4.2

situazione

La ripetizione una tecnica importante di retorica. Anche se i cinesi non


conoscono niente di i personaggi occidentali, per attraverso il mezzo di
ripetere i nomi, essi compresero Filippo II(per 10 volte ) e Alessandro
Magno(14 volte ) sono i gentiluomini o buoni sovrani della storia occidentale.
Come la straordinaria importanza di e Confucio Mencius nella storia. Un
uomo di grande autorit pu esserepi tangibile che il proverbio volgare.
Attraverso di legge il libro che adatto dalle opere classe occidentali, i lettori
cinesi possono entrare una situazione che stato creato da Alfonso Vagnone.
Sotto la situazione i cinesi gradualmente conoscono i principali valori della
societ occidentale. La capacit della opere classica pu superare i limiti tra le
culture diverse. Per mezzo di creare un spazio linguistico comune, offre la
possibilit di cercare la razionalit risonante tra sfondo culturale diverso.
4.4.3
Dal periodo del rinascimento, gradualmente deviare da una linea
teologia. I colori usarono i materiali classici di Grecia e Roma antica.
completamente un libro riguardo scopo etica. Ovviamente lautore fu stato
influenzato dallatmosfera umanistica contemporanea in Europa.
Per esempio:

(il Plinio vecchio disse: il metallo duro, tuttavia il sangue dagnello


pu frantumarlo. Sia in stato di grazia, il coloro arrogante pu essere
toccato(commosso).
Gaio Plinio Secondo
The Natural History, book XXXVII, chapter 15
Now with reference to those affinities and repugnances which exist
between certain objects, known to the Greeks as sympathia and
antipathia, phenomena to which we have endeavored to draw attention
throughout these books, they nowhere manifest themselves with greater
distinctness than here. This indomitable power, in fact, which sets at nought
the two most violent agents in Nature, fire, namely, and iron, is made to yield
before the blood of a he-goat. The blood, however must be non otherwise
than fresh and warm; the stone, too, must be well steeped in it, and then
subjected to repeated blows: and even then, it is apt to break both anvils and
hammers of iron, if they are not of the very finest temper.
Gesu Agnus Dei,
Ovviamente, nella tradizione cattolica, Ges "Agnus Dei". Per un Padre di
gesuita chi ebbe la carica di evangelizzazione , non facile che esprime una
prospettiva senza la significa religiosa.
4.4.4
Questo Libro fece un imitazione della forma d'opera di Ming dinastia
<cinque tipi dei rapporti interpersonali>( ). L'autore voleva svolgere
l'argomento sotto il contesto della tradizione cinese. Ma in tanto lui ebbe
aggiornato e cambiato un po' il proporzione e la struttura nei rapporti
interpersonali con un'atteggiamento discreziun'ora.
In cui lui
Rapporto sovrano e ministro 158, amicizia 122, fraternit 31, rapporto
matrimoniale 23, paternit 21.

4.5

4.5.1
Plutarco,Moralia on exile, VIII, pp. 384-385
If a person in his senses and not altogether silly were to think of these
things, he would prefer to live in exile in some island,[] but he will rather be
of the mind of Philip, who when he was thrown in wrestling, and turned round,
and noticed the mark his body made in the dust, said, "O Hercules, what a
little part of the earth I have by nature, though I desire all the world!"
,,, : , ,
, ?( 9 )
Filippo II ebbe caduto alla strada. Quando alzarsi, ebbe visto
4.5.2
Moralia, HOW ONE MAY DISCERN A FLATTERER FROM A FRIEND

XXX p.194
Thus it is related that Demaratus came to Macedonia from Corinth at
the time when Philip was at variance with his wife and son, and when the king
asked if the Greeks were at harmony with one another, Demaratus, being his
well-wisher and friend, answered, "It is certainly very rich of you, Philip,

inquiring as to concord between the Athenians and Peloponnesians, when you


don't observe that your own house is full of strife and variance."
,,: ? : ,
? , ( 29 )
4.5.3
Moralia, ON CURIOSITY
XIII p.250
"For that very reason must I the more abstain from seeing her, for if at
your persuasion I were to pay her a visit, perhaps she would persuade me to
visit her again when I could ill spare the time, so that I might neglect
important business to sit with her and gaze on her charms." Similarly,
Alexander would not see the wife of Darius, who was reputed to be very
beautiful, but visited her mother who was old, and would not venture to look
upon the young and handsome queen.
, : ,
, ?( 42 )
4.5.4
LIBRO QUARTO , Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, p30
4 La stoltezza cosa meschina, ignobile, sordida, da schiavi, soggetta a
molte, violentissime passioni. La saggezza, l'unica vera libert, allontana da te
dei padroni tanto gravosi, che comandano un po' alternativamente, un po'
tutti insieme. E alla saggezza porta un'unica via e diritta; non puoi sbagliare;
avanza con passo sicuro. Se vuoi sottomettere a te ogni cosa,
sottomettiti alla ragione; farai da guida a molti se la ragione far da
guida a te. Da essa imparerai che cosa devi intraprendere e in che modo;
non ti imbatterai inaspettatamente negli eventi.
: , ,,
( 11 )
, :
,
, ,
: ,
,
4.5.5
(Vol. III) Plutarch, Moralia
p243 , Sayings of Spartans
Agesipolis, son of Cleombrotus
Agesipolis, son of Cleombrotus, when somebody said that Philip in a few
days had razed Olynthus to the ground, said, "By Heaven, he will not build
another like it in many years!"
, , , : ,
,, , , ,
, ( 29 )

,,
,,
, , ,
,

4.5.6
Suetonius, The Lives of the Caesars, Tiberius, XXVI, Vol. I, p.333
He [Tiberius] forbade the voting if temples, flamens, and priests in his
honor, and even the setting up of statues and busts without his permission.