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Focus (ITA)

(ITA)

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Autore: Simone Pazzano


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511ev alle
della t,ioeonda

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01 Agosto 2016 - 60286

LE TERRE DI LEONARDO
L'ULTIMO ENIGMA La Gioconda di Leonardo si staglierebbe nella regione
storico del Montefeltro (in provincia di Rimini), sostengono le sludioe di Urbino
Rosetta Borchia e Olivia Nesci (v articolo). E onsersando il quadro si possono
riconoscere alcune precise Iocalitb. A cominciare, sulla sinistra, da Sasso
Simone(i)e Siriioncello (2), la Dorsale Appenninica (3: Monte Nerone, Petrano,
Catria, Strega) e la valle del fiume Marecchia (4). Sulla destra, dietro la testa, il
Massiccio del Fumaiolo (5): Monto Aquilone, Poggio del Passino, La Costa, Pian
del Brigo e il Monticino. Pi in basso, i luoghi del ponte (A, anche nella foto cli
fianco) e la confluenza col fiume Marecchia (6) del torrente Senatello (7).

Alle spalle
della Gioconda
Fanno da
sfondo,
eppure sono
importanti.
Ecco come
due studiose
sono riuscite a
dare un nome
ai paesaggi
dipinti
da famosi
pittori del
Cinquecento.

cisione Sasso Simone e Simoncello, due


enormi massi calcarei che dominano il
territorio sopra Carpegna, in provincia
di Pesaro e Urbino
E stato un dettaglio a far scattare l'intui
zione: il ponte alla sinistra della Manna
Lisa (destra per chi guarda) i ol liiime e
u sia rupe.aL is tassello importante,che ci
forniva indizi precislii, spiega Olivia Nesci. Macon l'opera pifamosa del mondo
non si pub abagliarc. Cos, dopo i primi
entusiasmi le studiose hanno dovutofrenare e agire con estrema cautela: niente
dichiarazioni finch non sono state pi
clic certe della lui-o tesi(e conuinque critiche e scetticismo sono arrivati lo sIi
so). La i-icercc durata quattro anni ed
decollate anche grazie al lavoro del o storico Roberto Zapperi sull'identit della
Gioconda, Nel 2009 Zapperi idcntifie
la donna ritratta con Pacifica Brandani,
dama della corte di Urbino, raccontandone tutti i dettagli nel libro Monaci Lisci
addio. Lo vera sfocia de/lci Giocondo (ed.
Le lettere). E poich ledi e studiose sono
frruiainenLe ioiaviote che il paesaggio sia
sempre collegato al personaggio ritrat
LA GIOCONDA. E Leonardo da Vinci, con tu, la tesi di Zapperi forn loro una guida
la sua Giocondo,il fiore all'occhiello delle preziosa
due studiose, the col loro lavoro hanno Ma fare combaciare il mondo dipinto
ribaltato una convinzione tramandata cnn il mondo reale non stato facile,
ilei secolo alle spalle della donna non ci La chiava stava nel canabiare il punto di
sarebbero paesaggi lombardi n toscani vista e adottare la prospettiva aerea del
mai)Montefeliro, una regione mini resa solo d'uccello. aPer questo abbiamo defra Ma 'che,Ensilia-Romagna e Toscana. ciso di avvalerci del supporto dei droni.
Nel ritratto comparirebbero per la pre- Pcr noi che non abbiamo la genialitii di

otto ha avuco inizio


con una fotografia: un
caldo paesaggio au
lunnale della vallata
del Metauro. in provincia di Pisaro e Cr
bino, che fece scattare
nella nacnte della fotografa un'associaziore cli dcc talmente pazzesca... da po1cr essere vera. Quel paesaggio era uguale a an altro,celebre e bellissimo,dipinto
500 anni prima da Piero della Francesca.
Era il 2007 e la folgorazione in oggetto
colpiva Rosetta Borchia,fotografa naturalista. pittrice e grande cunoscitrice dei
paesaggi attorno a Urbino. Ma affinch
un'intuizione diventi scoperta sei-sono
supporti scientifici. E Olivia Nesci. geotoga docente li Geomorfologia all'Universit) di Urbino poteva portare il
contributo necessario. La squadra delle
cacciatrici di paesaggi era nata. tn nove
anni le due studiose hanno identificato i
luoghi che ispirarono i capolavori di Piero cella Francesca. Leonardo, Raffaello,
Barocci e altri anrora.

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Agosto 201v Foven 'iS

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LA TERRA DI PIERO
IL DITTICO DEI DUCHI. ltlell'opera di Piero della
Francesca, composta dai ritratti del Duca di Urbino e
della moglie Battista Sforza e dai Trionfi (nell'altra pagina),
sono rappresentati i paesaggi della Valmarecchia,
nell'entroterra di Rimini. A cominciare dalla Rupe di
Maioletto (B), sotto oggi e nel quadro vicino al mento
della duchessa: qui, sorgeva un paese che nel '700 venne
distrutto da una frana. Sempre alle spalle della donna:
San Leo (I), il torrente Mnzzocco (2), il fiume Marecchia
(3), il castello di Seccliiano (4).

Leonardo i droni sono preziosi perch


forniscono immagini (he sono un'ottirna imitazione dei paesaggi ritratti,
racconta Nesci. Me restava comunque
un interrogativo: come aveva fatto Leonardo a riprodurre tutto il Ducato di
Urbino in una sola tela (vedi riquadro
in apertura)? Dopo avere identificato
l'area stato quindi fondamentale dccifrare anche il metodo adottato dal genio
toscano. Il quale, per illustrare pi lerritoria di quanto si pensasse potesse strcene alle spalle della Gioconda. utilizz
una tecnica di cuillpressune prospettica
tanto cara al pittore fiammingo Jan Van
Eyck.In questo modo hanno ;ndn'nduato
a destra il Monte Fumaiolo, con un lago
scomparso e il torrente Senatello; a viniotra la Valle del Marecchia e il Ducato di
Urbino.
DIETRO A FEDERICO. Anche ilprimopaesaggio "scoperto" dalle eaceiatrici porta
unafirmaillusire: quella del pittore aretino Piero della Francesca (1415-1492).

L'opera sve sf2 e tI relehre Diltico dei


Duchi, realizzato su una tavola n legno
divisa a met con una cerniera al centro
che gli permette di aprirsi in due. Su un
lato ci sono i ritratti di Fede ico da Mon
tefeltro (il Duca di Urbino)e della moglie
Battista Sforza; sull'altro lallegoria dei
Trionfi (vedi foto). In tutti e tre i casi e
stato un elenie;ilo pi caratteristico degli altri a svelare il paesaggio. aLa prima
Scoperta, lo sfondo dietro Federico da
Montefeltro, nata con l'individuazione del Monte Fronzoso, la colhna che
compare nella foto che ho scattato alla
Valle del Metauio. Dopo iliesi di ricerca, analisi o confronti, i tasselli hanno
cominciato a combaciare grazie anche
a tatto che, noisinsLante siano trascorsi
cinque secoli, 1 paesaggio non carobiaLo molto:>, racconta Rosetta Borchia.
Da l l'idea che se quello sfondo rappresentava i territori del Ducato di Urbino,
era molto probabile che fosse lo stesso
anchepergl altri due dipinti delDfttico
Nel caso deiTrionfi,la chiave rivelatrice

stato il erancle 104.) )lcuto da barche


a vela coi; la nusteri )sa isola al c'entro e
l'orizzonte colmo di colline. Dove si trova? Sempre nella stessavallata del fiume
Metauro,tra Urbania e Fermignano. Un
pn pi distante, al confine tra Toscana
e Romagna, ma ancora nelle torre dci
Duchi di Urbino, c' lo tfondo alle spalledi Battista Sforza ideutifirato grazie a
un inequivocabile tassello riselatore: la
rupe di Maioletto che si staglia al centro
della Valmarecch
L'ULTIMA SCOPERTA. Uuesli studihanno
anche un valore durumentaristico. Lo si
capisce bene dall'ultima fatica delle ciccrcatrici: l'identificazione di un pacscg
gio inedito di una Urbino cinquecentosca che emerge da un Cristo splende
attribuito a Federico Barocci (15321612). In quesL'opera. che appartiene a
una collezione privata,le studiose hanno
identificato il vero aspetto di Urbino nel
la seconda met del '500. Nel dipinto,
analizzato anche a Parma dallo studio

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IL SEGRETO DEL DUCA.


Il ritratto di Federico da Montefeltro.
Sotto al mento si distingue bene il Monte
Frar,zoSO (5), nella Vallo dal Metaaro:
un punto rimasto invariato nei secoli.

Mappe antiche e droni


STRUMENTI. Como si ricostruisce un paesaggio a
distanza di secoli? Morfologia, topografia, storia
dell'arte: sorto tante le discipline coinvolte in quscto
tipo di ricerca, anche se il punto Si partenza la
conoscenza del territorio. Olivia Niesci e Rosetta
Borchia hanno iniziato con le indagini storiche. Negli
archivi hanno cercato tutti i documenti che possono
essere utili (per esempio, i contratti di committenza).
Poi hanno analizzato i quadri degli artisti locali, spesso
l'unica testimonianza dell'antica morfologia della
regione. Importantissimo, sempre, Io studio sull'autore
oggetto dell'indagine: opere, vita, luoghi in cui ha
vissuto. A questo punto si pu ricostruire l'evoluzione
del territorio, basandosi su analisi geologiche e foto
aeree riprese da satellite o con i cironi (utili per i quadri
dipinti con la prospettiva aerea). Le nuove tecnologie
aiutano a capire quelle antiche, come la tecnica degli
specchi convessi usati da Leonardo per schiacciare i
paesaggi e "rinchiuderli" nella tela.

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versit di Ferrara, sono stati individuati


alcuni edifici religiosi urbinati, tra cui
una rappresentazione del monastero di
Santa Chiara,e la Cinta muraria coni hastioni cuesta la veduta che Baroeci aveva dal convento di San Bernardino,dove
si era ritirato in tarda et, e non la raffigurazione di quella Urbino che l'artista
ammirava abitualmente dalla sua casa di
via San Giovanni.eSitrattadi unaricerra
dal valore docuinentaristico inestimabile. E rotaie se avessimo una fotogi-afia di
UrbinonelXVt secolo,unavisione medita con palazzi e chiese che ormai non esistono piii, spiega Olivia Nesei tjna festimotaianza itttportatatissima: con gli
elementi tuttora presenti e quelli invece
che non ci sono pi infatti possibile ricostruire l'evoluzione urbana della citt.
E chiss a quali scoperte porteranno i
lavori in corso di questo team tutto al
femminile. Sotto esame, adesso, ci sono
le pennellate di Raffaello. O

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CARTOLINE DAL '500


CARRI. I Trionfi (carri allegorici) del
Dittico di Piero dlIo Francesca.
Trainato dai cavalli bianchi c'
Federico, sull'altro carro sfula
Battista. Sullo sfondo il Colle di
San Pietro (CI, anche nella foto di
oggi a destra. Nel dipinto si
distingue inoltre un lago, nella valle
del fiume Metauro fra Urbania e
Fermignano, oggi scomparso.

Simone Pazzano

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