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La scorsa lezione abbiamo parlato del periodo della Monarchia a Roma e dei Tarqu

ini, lasciamoci per il momento alle spalle questo periodo e andiamo avanti nella
storia, andando a vedere che cosa succede nel periodo repubblicano.
Secondo la tradizione, Sesto, il figlio di Tarquinio il Superbo, strup Lucrezia,
la moglie di un Lucio Tarquinio Colliatino. La donna si uccise per la vergona, e
questo provoc la reazione di alcuni nobili che insorsero a capo di Giunio Bruto
e costrinsero alla fuga i figli del re, e impedirono al Superbo, che era con l'e
sercito ad Ardea, di entrare a Roma. Il Superbo cerc l'aiuto del re di Chiusi, Po
rsenna, ma sarebbe stato respinto per il valore di alcuni personaggi diventati f
amosi, come Mucio Scevola. Alla fine il Superbo and in esilio a Cuma e l mor. Tutti
questi avvenimenti avrebbero avuto luogo fra il 509-504 a.C. Contemporaneamente
si registra nella storia il generale declino della potenza etrusca nell'Italia
centro-meridionale. La Repubblica, istituita proprio nel 509. a.C. prevedeva che
il potere, non pi nelle mani del re, fosse spartito tra due consoli, con pari di
ritto. I consoli avevano il potere dell'imperium, ovvero il potere militare, il
che gli permetteva fra le altre cose, di decidere della vita o della morte di al
tre persone. Essi restavano in carica per un anno, dopo di che venivano rifatte
le elezioni. Secondo la tradizione, i primi due consoli furono Lucio Giunio Brut
o e Lucio Tarquinio Collatino. In politica interna la Repubblica si configur come
un regime aristocratico, e il potere era detenuto dalle famiglie patrizie, cio l
e famiglie pi ricche che vantavano nobili origini. Proprio tra i patrizi, venivan
o scelti ogni anno i 2 consoli. L'altra fascia della popolazione, cio quella pi um
ile, era costituita dai plebei, che erano esclusi dal potere. Stanchi di non ave
re garanzie e di essere trattati inequamente, i plebei organizzarono una secessi
one: si ritirarono sull'Aventino nel 494 a.C., e crearono i loro magistrati, cio
i tribuni della plebe, che si contrapponevano ai consoli. Nel 493 a.C. essi cost
ruirono sull'Aventino il tempio di Cerere, Libero e Libera la triade da contrapp
orre a quella capitolina dei patrizi, cio a quella di cui abbiamo parlato nella s
corsa lezione, Giove, Giunone e Minerva. Cerere la Demetra dei Greci, dea della
terra, e quindi protrettrice dell'agricoltura e di tutti i frutti della terra. A
nche Libero e Libera sono divinit preposte alla fertilit dei campi e alla coltivaz
ione della vite, e sono divinit italiche, anche se da notare che "Libero" anche u
n epiteto con cui veniva chiamato Bacco, il dio del vino, e che Libera viene tal
volta identificata con Kore e Persefone, la figlia di Demetra. Tornando alla sto
ria, la secessione dei plebei risultava essere un rischio per Roma perch privava
la citt di gran parte della forza armentare,della sua forza militare. I conflitti
tra patrizi e plebei durarono a lungo, e i rischi di secessione furono molti t
ra il 494 e il 287 a.C. Nel contesto di questa lotta, si colloca la pubblicazion
e nel 450 a.C, delle XII tavole, le prime leggi scritte di Roma. La richiesta di
questa pubblicazione part adirittura nel 461 a.C. da un tribuno della plebe, Gai
o Terenzilio, per togliere ai patrizi l'arbitrio di interpretazione delle norme
del diritto. In seguito, una conquista importante per i plebei, furono le leggi
Liciniae Sextiae nel 367 a.C.fatte dai tribuni Gaio Licinio, e Lucio Sestio, ch
e consentirono anche ai plebei l'elezione al consolato. In politica estera invec
e la repubblica dovette affrontare diverse guerre. Prima quella delle citt del La
zio, che si erano unite nella Lega Latina, conclusasi nel 496 a.C. con la vittor
ia romana sul Lago Regillo, presso Frascti. In seguito i romani e latini frontegg
iarono insieme i Sabini, poi gli Equi e poi i Volsci. Tra queste guerre con i po
poli vicini, una importante conquista fu quella della citt etrusca di Veio, nel 3
96 a.C. che fu distrutta da Marco Furio Camillo. Nel 390 a.C. Roma sub un durissi
mo colpo, digerito a fatica dagli orgogliosi romani, che ricamarono numerose leg
gende sull'accaduto, per minimizzare la sconfitta. Anche se gli archeologi riten
gono che gli effetti di questo incendio gallico, siano stati probabilmente esage
rati dalla tradizione antica: poich c' una mancanza pressocch totale di indizi arch
eologici relativi all'evento. I Galli, popolazione di stirpe celtica proveniente
dalla Germania meridionale, penetrarono in Etruria sotto il comando di Brenno e
arrivarono a Chiusi dove reclamarono terre. I Chiusini chiesero aiuto ai romani
, che inviarono un'ambasceria, la quale per si fece coinvolgere nella contesa. I
Galli cominciarono a marciare verso Roma e incontrarono l'esercito dei romani pr
esso l'Allia, un affluente del Tevere, a 16 km da Roma lungo la via Salaria, sco

nfiggendo dolorosamente i romani una prima volta. Di fronte a tale sconfitta e l


a fericia dei Galli, i romani pensarono di non poter difendere la propria citt, c
os decisero di asseragliarsi sul Campidoglio mentre donne e bambini furono spedit
i nei centri vicini. All'arrivo a Roma, i Galli la trovarono deserta, cos la sacc
heggiarono e la diedero alle fiamme, e per mesi assediarono la rocca che fu dife
sa con coraggio da Marco Mallio che fu cos soprannominato Capitolino. I Galli se
ne andarono solo dopo il pagamento di un riscatto in oro, e non per l'eroica ris
cossa di Marco Furio Camillo, come pi tardi si raccont: infatti, come detto prima,
nacquero delle leggende, a cominciare dall'episodio delle oche che stavano sul
Campidoglio, e cominciarono a starnazzare per avvertire i romani che un gruppo d
i Galli stava salendo sulla rocca. La spiegazione razionale che l'oca era un ani
male sacro a Giunone, e siccome la dea aveva da poco aiutato i romani a vincere
su Veio, ovviamente continuava nel loro immaginario a supportarli, attraverso la
voce degli animali che gli erano sacri.