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THE LOST ART OF DRAWING

LARTE PERDUTA DEL DISEGNO


Disegni inediti di Architettura
dal Fondo Storico dellAccademia di Belle Arti di Roma

LERMA di BRETSCHNEIDER

Libro LOST.indb 1

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The Lost Art of Drawing


LArte perduta del disegno
Roma Centro Studi Americani
Palazzo Antici Mattei
21 giugno 8 luglio 2016
catalogo e mostra a cura di Costanza Barbieri
testi di Gianni De Gennaro, Tiziana DAcchille, Fabio Filocamo, Mauro Tosti Croce, Elisabetta Reale,
Costanza Barbieri, Piero Cimbolli Spagnesi, Pietro Roccasecca, Barbara de Iudicibus
schede di Giovanna Neri, Francesco Rotatori, Francesca Sacchini

Presidente
Gianni De Gennaro

Presidente
Fabio Filocamo

Direttore
Paolo Messa
Vice Presidenti
Peter Alegi
Marta Dass

Vice Presidenti
Paolo Conrad Bercah
Maria Grazia Quieti

Consiglio di Amministrazione
Luigi Abete
Mario Al
Roberto Arditti
Raffaele Boccardo
Massimo Bray
Fabio Corsico
Vito Cozzoli
Sarah Delaney
Massimo Egidi
Liliana Ferraro
Daniele Fiorentino
Eugenio Gaudio
Maria Antonia Latella
Paolo Emilio Mazzoletti
Franco Pavoncello
Giuseppe Procaccini
Aurelio Regina
Ferdinando Salleo
Adriano Soi
Ronald Spogli
Stefano Stefanini
Biancamaria Tedeschini Lalli
Massimo Teodori

Comitato dOnore PAIR


Gianni Letta
Presidente
Peter Alegi
Mario Al
Tiziana DAcchille
Marta Dass
Sarah Delaney
Fabio Filocamo
Eugenio Gaudio
Maria Latella
Giuseppe Novelli
Giuseppe Procaccini
Aurelio Regina
Giusto Sciacchitano
Biancamaria Tedeschini Lalli
Massimo Teodori
Luisa Todini
Segreteria organizzazione evento
Dott.ssa Giusy De Sio
Dott.ssa Sara Ammenti
Responsabile Comunicazione
Roberto Arditti

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Presidente
Roberto Grossi
Direttrice
Tiziana DAcchille

Revisione bibliografica
Giovanna Neri
Francesca Sacchini

Direttore amministrativo
Rosa Sabina Passavanti

Allestimento
Stefania Teodonio
Franca Russo
Key Comunicazione

Direttore di Ragioneria
Raffaella Ammendola

Immagine grafica coordinata


Mario Felici

Consiglio dAmministrazione
Presidente
Roberto Grossi
Tiziana DAcchille
Giovanni Albanese
Valentina Milani
Rosa Sabina Passavanti
Studenti
Manuel Focareta

Ufficio stampa
Dionigi Mattia Gagliardi

Consiglio Accademico
Presidente
Tiziana DAcchille
Docenti
Pier Luigi Berto
Cecilia Casorati
Giuseppe Di Lorenzo
Claudia Federici
Dalma Frascarelli
Paolo Laudisa
Vincenzo Scolamiero
Manuela Traini
Luca Valerio
Francesco Zito

Trasporti
Key Comunicazione
Assicurazioni
Generali SPA Ina Assitalia
Interventi di conservazione e di restauro a cura di
Gabriella Pace, Barbara Costantini, Miriam
Pitocco
Interventi di cartonaggio
Marco Visone
Le Istituzioni organizzatrici ringraziano
Simonetta Antellini, Adriana Capriotti,
Alessandro Cremona, Dalma Frascarelli,
Andrea Lelario, Francesca Romana Morelli,
Marco Nocca, Eleonora Ronchetti, Sandro
Santolini, Gabriele Simongini
Fotografie
Salvatore Barba, assistente Salim Mir Alaiee

Segreteria scientifica
e ricerca iconografica
Giovanna Neri
Francesco Rotatori
Francesca Sacchini

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Sommario

The Lost Art of Drawing: presentazione


Gianni De Gennaro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

LArte perduta del disegno


ovvero
gli architetti dellAccademia di Belle Arti di Roma
Tiziana Dacchille . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

LArte perduta del disegno


ovvero
Del Saper Fare in un mondo che cambia
Fabio Filocamo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

13

Una fonte per lo studio dell'arte:


l'archivio dell'Accademia di Belle Arti di Roma
mauro TosTi croce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Lintervento di sistemazione
dellarchivio dellAccademia di Belle Arti di Roma:
riscoprire le fonti documentarie
elisabeTTa reale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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I disegni premiati e i saggi finali dei corsi di


Architettura del Regio Istituto di Belle Arti
di Roma (1878-1897): introduzione alla mostra
cosTanza barbieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Disegno e mestiere
La formazione dellarchitetto a Roma
fino alla fondazione della Scuola Superiore di Architettura, 1873-1914
Piero cimbolli sPaGnesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

31

Appunti per una storia della formazione accademica


degli artisti (1754 1923)
PierTo roccasecca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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LArchivio storico dellAccademia:


fonti per la storia delle arti a Roma nel XIX secolo
barbara De iuDicibus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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caTaloGo

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Disegni di architetture storiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

73

Stili e ornato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

87

Disegni d'invenzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

123

BIOGRAFIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

149

BIBLIOGRAFIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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The Lost Art of Drawing: presentazione

Gianni De Gennaro
Il Centro Studi Americani da sempre sostiene progetti culturali di profilo internazionale promuovendo
lo studio e lapprofondimento di temi importanti come quello della mostra The Lost Art of Drawing,
un evento fortemente voluto sia dallAccademia di Belle Arti di Roma, sia dal Centro Studi, che
rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni culturali.
Le opere in mostra costituiscono parte del patrimonio storico inedito dellAccademia che il Centro Studi orgoglioso di ospitare nelle sale della biblioteca in occasione della prima esposizione al
pubblico. Si tratta di un evento di alto profilo scientifico, dal momento che tutti i disegni sono parte
di una raccolta ancora sconosciuta anche agli addetti ai lavori, in definitiva unoccasione unica per
vedere da vicino i progetti premiati dei migliori allievi di Architettura dellAccademia di Roma.
I documenti visivi in mostra e i testi in catalogo ricostruiscono una storia poco nota agli occhi del
pubblico ma di importanza fondamentale soprattutto nellattuale processo di riforma delle Accademie di Belle Arti italiane.
LAccademia di Belle Arti di Roma insieme allAccademia di Firenze la pi antica dEuropa e nei
secoli quella che pi ha contribuito alla formazione di artisti italiani e stranieri; da sempre centro
di ritrovo e di passaggio per gli artisti di tutto il mondo e oggi si impone anche come incubatore
delle nuove e diverse professionalit del mondo della comunicazione e della creativit. Le connessioni con il panorama culturale e formativo delle facolt di Architettura degli Stati Uniti allinizio
del XX secolo, dato fondamentale emerso dalle prime ricerche darchivio dei curatori, costituiscono
una novit fondamentale per delineare la storia, sempre pi interessante e articolata, dei rapporti tra
Italia e Stati Uniti in una citt di importanza centrale come Roma.
La Capitale ha infatti visto la stratificazione dei continui mutamenti della storia e sono moltissime le
iniziative culturali che cercano di tematizzare momenti importanti per il paese, ma poche lo fanno
con questo adeguato sforzo di restituzione in termini di nuova conoscenza. Posso affermare, con
orgoglio, che liniziativa ha saputo centrare a pieno questo obiettivo.
Si tratta, inoltre, di un primo evento che si pone come inizio per apripista per importanti futuri appuntamenti da svolgersi in collaborazione proprio sulla relazione tra i due paesi, occasione questa
e stimolo per una riflessione sullimportanza nevralgica della cultura e soprattutto dellarte per il
dialogo tra gli Stati Uniti e lItalia.

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LArte perduta del disegno


ovvero
gli architetti dellAccademia di Belle Arti di Roma

Tiziana Dacchille
Direttrice Accademia di Belle Arti di Roma
The Lost Art of Drawing lemblematico titolo di un articolo dellarchitetto americano Michael
Graves, comparso la prima volta sul New York Times nel 2012, il cui incipit qui di seguito riportato:
It has become fashionable in many architectural circles to declare the death of drawing. What has happened
to our profession, and our art, to cause the supposed end of our most powerful means of conceptualizing and
representing architecture? The computer, of course. With its tremendous ability to organize and present data,
the computer is transforming every aspect of how architects work, from sketching their first impressions of
an idea to creating complex construction documents for contractors.
( di moda, allinterno di molti circoli di architettura, dichiarare la morte del disegno. Cosa ne stato
della nostra professione, e della nostra arte, per causare la presunta morte del mezzo delezione per concepire
e rappresentare larchitettura? Il computer, naturalmente. Con la sua capacit straordinaria di organizzare
e presentare i dati, il computer sta trasformando ogni aspetto del lavoro dellarchitetto, dallo schizzo iniziale
alla creazione di documenti complessi per i fornitori ).
La riflessione di Graves, scomparso nel 2015, non si limita ovviamente alla constatazione dellinevitabile evoluzione dei mezzi tecnologici oggi in uso negli studi di architettura e finalizzati alla resa pi
rapida e precisa dei disegni e dei prospetti, ma si addentra in una valutazione del rischio che labbandono del mezzo digitale, inteso come la mano, e non il computer, comporta. Il disegno secondo Graves
parte integrante e irrinunciabile del processo creativo, e la sua sostituzione in favore di un mezzo
tecnologico sta progressivamente impoverendo il potenziale creativo stesso dellarchitetto contemporaneo. La frase di Graves dunque sembrata adattarsi perfettamente alla mostra degli splendidi disegni
emersi dallarchivio, ancora in corso di schedatura, dellAccademia di Belle Arti di Roma. Dettagli architettonici e progetti di edifici monumentali eseguiti con magistrale perizia e conoscenza delle regole
del disegno e della pittura fanno di questi disegni degli unica che meritano di essere ammirati non solo
da un pubblico di amatori, ma anche e soprattutto dagli storici dellarte e dellarchitettura. Se quindi
vero che le scuole contemporanee di architettura hanno dichiarato, con gradi pi o meno intensi di
compiacimento, la morte del disegno, altrettanto vero che i disegni oggi in mostra, che rappresentano
solo una prima selezione di quanto larchivio storico dellAccademia di Belle Arti di Roma custodisce,
hanno lindubbio merito di riportare con una certa perentoriet alla nostra attenzione lelevatissimo
grado di maestra e di capacit ideativa di quegli allievi architetti di fine 800 che sono stati poi i protagonisti della ricostruzione di gran parte delle citt italiane allalba del secolo XX.
I disegni ci restituiscono uno scenario culturale assai complesso, che ci racconta in modo piuttosto eloquente quali fossero i capisaldi della formazione dei giovani architetti sul finire del XIX

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secolo a Roma. La conoscenza delle regole della prospettiva, del disegno, della teoria delle ombre
e di tutte le tecniche pittoriche, prima fra tutte quella dellacquarello, lasciano emergere una figura
molto articolata dellarchitetto, che annoverava tra le sue competenze non soltanto le regole e le
tecniche costruttive, ma anche e soprattutto quel gusto peculiare della composizione e delle teorie
del colore, associate a una sensibilit artistica nellaccezione pi ampia del termine.
Guardare questi disegni ci fa acquisire subito la consapevolezza che qualcosa di quella impareggiabile maestra andato irrimediabilmente perduto, che un tesoro inestimabile che oggi ascriviamo
alla vasta e abusata categoria del patrimonio immateriale andato disperso senza possibilit di
recupero. Perch il disegno, quel disegno, non appartiene pi alla formazione dellarchitetto?
Speriamo davvero che questa mostra possa costituire loccasione dellapertura di una discussione approfondita e proficua.
Gli autori dei disegni di dettagli architettonici, cos come dei progetti compiuti, sono gli allievi
della Scuola del Regio Istituto di Belle Arti, oggi appunto Accademia di Belle Arti, degli anni 18871921. In quegli anni lAccademia era ancora il luogo istituzionale della formazione dellarchitetto
prima della secessione verso la scuola, poi facolt, universitaria. Tale secessione apre inoltre le porte
verso un altro campo di indagine ancora da percorrere in tutte le sue diramazioni, ossia la storia
dellevoluzione della figura professionale dellarchitetto successivamente al transito verso la realt
universitaria.
Sono in corso di studio e di archiviazione anche i preziosi manuali di insegnamento presenti nei
depositi di via Ripetta utilizzati allora dai professori per le lezioni di ornato disegnato, di geometria descrittiva, di composizione architettonica. Molti di questi manuali, in alcuni casi veri e propri
repertori iconografici dallantico, rappresentano un preziosissimo strumento per delineare lancora
piuttosto inesplorata storia della didattica dellarchitettura.
*****
La mostra The Lost Art of Drawing nata da una forte volont di Mario Al, al quale avevo
mostrato la raccolta di disegni e prospetti architettonici nel corso di una sua visita allAccademia
di Belle Arti di Roma in veste di direttore generale del Miur. Mario Al aveva subito compreso la
necessit da parte della nostra storica istituzione di far conoscere a un pubblico pi ampio i veri e
propri capolavori ancora sconosciuti ai pi del nostro patrimonio artistico. Il suo suggerimento di
utilizzare in primis le sale della biblioteca di Palazzo Antici Mattei sembrato pertanto particolarmente adeguato allo scopo, e in tempi piuttosto ristretti si deciso di comune accordo di avviare
loperazione di disvelamento del patrimonio artistico ancora inedito dellAccademia.
Nel ringraziare quindi Mario Al per il suo apporto fondamentale per la riuscita di questo evento,
devo sottolineare in questa sede anche il prezioso contributo della Soprintendenza ai Beni archivistici del Lazio, nella persona del Soprintendente Mauro Tosti Croce, per aver assegnato allAccademia un contributo e una competente collaboratrice come la dottoressa Barbara de Iudicibus, che sta
provvedendo al difficile compito di archiviare una enorme quantit di documenti ancora giacenti
nei depositi.
La curatrice della mostra, la professoressa Costanza Barbieri, ha da tempo avviato unopera di
schedatura dei disegni, grazie anche alla collaborazione degli studenti. Il suo impegno per la valo-

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rizzazione del nostro patrimonio, non solo archivistico, ma anche dei pezzi monumentali di una costituenda gipsoteca dellAccademia, non pu che rappresentare un motivo di orgoglio per chi scrive,
anche in virt dellopera instancabile della professoressa Barbieri nel raccordare lAccademia con i
vari enti e protagonisti (Musei, Soprintendenze, etc.) del territorio.
La mostra vede inoltre un partner deccellenza: lHarvard Club dItalia, e il suo presidente Fabio Filocamo. La partnership nasce da un dato oggettivo che gli studiosi come Piero Spagnesi
dellUniversit di Roma La Sapienza hanno anche evidenziato nei loro contributi in catalogo, ossia
la sorprendente coincidenza temporale della fondazione delle facolt di architettura di Harvard e
della scuola romana di architettura sotto la guida di Gustavo Giovannoni. Le connessioni e gli scambi tra Italia e Stati Uniti nella temperie culturale degli anni Venti e Trenta, gi ampiamente dimostrati
nel campo delle arti visive, sono ulteriormente testimoniati dalla documentazione inedita che sta
rivedendo la luce dallarchivio storico dellAccademia di Belle Arti nelloccasione di questa mostra.
La virtuosa collaborazione tra Accademia e Centro Studi stata per di pi suggellata dalla realizzazione del prototipo per il premio PAIR (Prize for American Italian Relations) ad opera di uno
studente dellAccademia, premio che vede nel Presidente del Comitato donore, Gianni Letta, una
presenza di indubbia autorevolezza ed esperienza. La mostra The lost art of drawing rappresenta
infatti non solo la prima puntata di una collaborazione che si preannuncia importante e duratura, ma
anche loccasione per la presentazione al pubblico e alla stampa da parte di Gianni Letta di quello
che si prevede essere un premio di calibro e levatura davvero internazionale.
In conclusione, ma certamente non per ultimo, con grande piacere che ringrazio il Presidente
del Centro Studi Americani, Gianni De Gennaro, per aver gentilmente e generosamente concesso
luso dei prestigiosi locali della Biblioteca e per aver creduto nel valore di questa operazione culturale
che vede ancora una volta protagonisti il genio e larte dellItalia.

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ovvero
Del Saper Fare in un mondo che cambia

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Fabio Filocamo
I.
The Lost Art of Drawing non un semplice titolo per un articolo o una mostra darte. Leditoriale di Michael Graves sul New York Times anzitutto un grido di passione, di dolore e di responsabilit insieme. Non si discute sul concetto e la rappresentazione dellarchitettura, intesa come
arte, mestiere e professione, bens sul suo divorzio dal disegno: una parte essenziale di un percorso
mentale e creativo che nasce da un bozzetto estemporaneo, utile a catturare unidea, fino al progetto
finito. Un esercizio che trasforma limmaginazione in materia.
La collezione dei disegni, custoditi nellarchivio storico dellAccademia delle Belle Arti di Roma,
che vengono portati a conoscenza del pubblico, ne prende le mosse e di quella voce ne leco. Un
risuonar felice di mani e di segni che sono il tratto delle alte scuole di formazione italiana. Unaccademia, quella italiana, tanto bistrattata quanto capace di forgiare ancora straordinari creativi e
pensatori. Ma la realt non sempre tutta a colori. Per avere risultati, ci vogliono attenzione alla
tradizione e visione al futuro. LAccademia di Belle Arti di Roma lo sa bene, ne avverte la necessit
e, nellaffermare questo messaggio, mostra notevole giudizio e lungimiranza.
LHarvard Club of Italy non solo rappresenta una prestigiosa Accademia degli Stati Uniti dAmerica e la comunit dei suoi laureati in Italia, ma sostiene i valori delleccellenza e del merito. Come
quelli degli studenti di architettura di oltre cento anni f successivamente riconosciuti nel mondo
quali grandi architetti che sono tra coloro i quali hanno fatto tra le cose pi belle, sicuramente a
Roma, ma non solo. Almeno prima e fintanto che, per troppo tempo, andasse in qualche misura
sfumando il senso della bellezza e del paesaggio che fanno dellItalia il Paese ammirato che .
Le tecnologie sono indispensabili. Il mondo si va trasformando per effetto di una nuova rivoluzione, tecnologica appunto, che non solo industriale, ma sta cambiando il modo in cui le persone
comunicano e stanno insieme. In uno scenario futuro dove robot e intelligenze artificiali sono candidati a sostituire luomo in molte delle sue funzioni, nulla, per, pu far le veci dellanimo umano.
Non vi modo di rapire genio o sentimenti, n di simularli senza che si noti o generi un effetto diverso, se non talvolta persino contrario. Di tutto questo, il disegno stato sin qui una delle pi belle
e felici espressioni, nellarte pittorica come nellarchitettura. Come la mente compone una fotografia
o tratteggia un orizzonte futuro, essa guida la mano dellarchitetto. Con una plasticit e flessibilit
che nessun computer, per energie e sensibilit, potr mai emulare. Farne a meno, del computer, non
sarebbe certamente saggio, ma relegare la formazione al disegno alla storia dellarte ed il pantografo
ai musei della scienza, non lo sarebbe altrettanto.
Che il disegno esprima molto di pi di una semplice immagine dato dallinsieme di conoscenze
e sforzi che ne precedono la realizzazione. La quantit di lavoro e di esercizio che formano unopera finita costituiscono uno dei motivi per cui la nostra ammirazione ne catturata. Fino talvolta a
chiedersi, oggi ancor pi di ieri, se alcuni di quei disegni possano effettivamente essere il prodotto

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di una mano per quanto allenata. Gi gli antichi, in un contesto certamente pi evocativo e meno
terreno, avevano posto in forse che certe opere potessero essere acheropite, non frutto della
mano umana (celebri il Redentore del Sancta Sanctorum, la Madonna di Guadalupe in Messico e
quella di Rossano in Calabria).
Il genere umano, anche solo per indolenza, spesso neglette le proprie abilit e tende a delegare
parte delle proprie funzioni cognitive alla tecnologia, nata altrimenti per supportare e non per sostituirsi al suo agire, intellettuale o manuale. Il disegno, che di quelle capacit ne la perfetta sintesi,
anche il segreto di molti successi italiani nel mondo: nellarte, nellarchitettura e nellindustria. Un
saper fare che pu certamente essere abbandonato, ma ad un costo assai elevato per la riconoscibilit dellingegno nazionale. La padronanza della tecnica, la visione e lunicit della proposta, non
la migliore conoscenza di un software, marcano leccellenza. Altro adattarsi al tempo e innovare,
verbi che hanno radici nella necessit di rimanere al passo, oltre che nel desiderio di generare nuove
opportunit. Ben venga pertanto il digitale e il 3D, ma non si perda un patrimonio di strumenti che
non sono fungibili, come non lo il nervo di chi crea unimmagine perch si faccia corpo.
Come diceva il poeta antesignano della modernit rinascimentale: Le opere del passato sono come i
fiori da cui le api traggono il nettare per fare il miele. Fare, saper fare, ricreare.
II.
Per la comunit di Harvard in Italia, un autentico piacere e una grande opportunit poter partecipare ad uniniziativa cos encomiabile. Ancor di pi sapendo quale fortunata, ma non casuale,
coincidenza temporale collega listituzione delle scuole di architettura e design di Harvard con quella
di architettura di Roma, fondata presso il Regio Istituto di Belle Arti, prima, e proseguita allAccademia di Belle Arti in via di Ripetta, poi, prima che venissero formate le Facolt di Architettura
universitarie. Pioniere negli States fu Charles Eliot Norton, per tenere le prime classi di architettura
ad Harvard nel 1874, prima ancora della fondazione della Scuola, avvenuta nel 1913, a cui si uniranno docenti architetti del calibro di Walter Gropius, Marcel Breuer, Zara Hadid e Rem Koolhaas, ma
anche studenti quali Michael Graves (proprio lui), Frank Gehry e Bruno Zevi.
La mostra The Lost Art of Drawing nasce dallincontro di forti personalit e una visione condivisa, quella di recuperare, agli occhi e alla mente del pubblico, una collezione di disegni inediti, pi che
mai attuali. Il merito di questa mirabile attivit culturale la si deve alla memoria storica, sapientemente
conservata negli anni, e alla volont dellAccademia di Belle Arti di Roma, oggi nelle persone della sua
energica e vitale Direttrice, la prof.ssa Tiziana DAcchille, con tutto il corpo docente e il personale,
impegnati nellorganizzazione e materiale realizzazione della mostra. A loro va il ringraziamento, sincero e appassionato, dellHarvard Club of Italy e, pensiamo, anche di tutte le persone che avranno la
fortuna di godere della bellezza, del rigore e dellarmonia che sar esibita avanti a loro.

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Una fonte per lo studio dell'arte:


l'archivio dell'Accademia di Belle Arti di Roma

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mauro TosTi croce


Soprintendente archivistico del Lazio
La Soprintendenza archivistica del Lazio, consapevole della grande rilevanza dellarchivio dellAccademia di Belle Arti di Roma, ha avviato gi nel 2005 un primo intervento di ricognizione, ma
soltanto nel 2014 che vengono ripresi i lavori sulla base di un finanziamento che consente di avviare
un progetto di riordinamento e inventariazione del materiale documentario, che allepoca si trovava per lo pi in stato di completo disordine, collocato parte su scaffali metallici, parte in scatoloni
ammassati a terra.
Al primo finanziamento finalizzato al riordinamento della documentazione ottocentesca e in
particolare dei fascicoli dei professori, se ne aggiunto un secondo che ha permesso di proseguire i
lavori, focalizzandoli sulle carte novecentesche e sui fascicoli degli studenti. Il riordinamento di tali
materiali ha consentito di realizzare questa mostra dove sono esposti per la prima volta gli elaborati
degli allievi dellIstituto di Belle Arti, a dimostrazione dello straordinario interesse di questo patrimonio documentario ricchissimo e ancora in larga parte inesplorato.
Lintervento sullarchivio dellAccademia non costituisce per uniniziativa isolata, ma rientra in
una precisa strategia della Soprintendenza archivistica del Lazio volta al recupero, al riordinamento
e alla valorizzazione di archivi collegati al settore storico-artistico presenti nel territorio di propria
competenza. Questo piano di interventi viene realizzato in collaborazione con la Quadriennale di
Roma che ha realizzato un censimento degli archivi storico-artistici, descritti in una Guida pubblicata nel 2009, grazie alla quale si potuta definire una mappa dei nuclei documentari esistenti nella
Regione Lazio.
La collaborazione in corso produrr circa 70 schede destinate a confluire nel Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche (SIUSA) attraverso il quale possibile accedere on
line a informazioni concernenti non solo i complessi archivistici, ma anche la loro localizzazione e i
soggetti che li hanno posti in essere. Sono gi state completate le schede relative tra gli altri a Pietro
Canonica, Enrico Prampolini, Renzo Vespignani, Vinicio Berti, Palma Bucarelli, Giovanni Carandente, Lionello Venturi, nonch a istituzioni come la Galleria La Tartaruga, la Galleria Agor, la
Societ degli amatori e cultori di belle arti.
Vorrei infine sottolineare come il riordinamento e linventariazione dellarchivio dellAccademia di Belle Arti stia camminando di pari passo con quello dellarchivio del Conservatorio Santa
Cecilia di Roma, a dimostrazione di un rinnovato interesse della Soprintendenza archivistica per
gli Istituti di Alta Formazione Artistico-Musicale (AFAM) che detengono nel caso specifico della
capitale patrimoni documentari di estrema importanza a livello non solo locale, ma anche nazionale
e internazionale.
Lauspicio che si possano realizzare a breve anche interventi volti a favorire una pi ordinata
gestione degli archivi correnti di questi Istituti, come ad esempio la redazione di un massimario di

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conservazione ad hoc per questa specifica categoria di enti che semplificherebbe le operazioni di
scarto della documentazione con ricadute positive su un pi efficiente funzionamento della macchina amministrativa.
Verrebbe cos a essere riconfermato il ruolo della Soprintendenza archivistica del Lazio come
organo preposto non solo allattivit di conservazione delle carte storiche, ma anche di supporto
allordinata gestione dei flussi documentali, premessa per una organica opera di valorizzazione, di
cui questa mostra, allestita nelle sale prestigiose di Palazzo Antici Mattei, intende essere un primo
significativo esempio.

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Lintervento di sistemazione dellarchivio


dellAccademia di Belle Arti di Roma:
riscoprire le fonti documentarie

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elisabeTTa reale
Soprintendenza archivistica del Lazio
Il progetto, coordinato dalla Soprintendenza archivistica del Lazio sullarchivio dellAccademia di
Belle Arti di Roma, si pone lobiettivo di riordinare secondo corretti criteri archivistici questo complesso documentario di notevole pregio e interesse e realizzarne il relativo inventario quale strumento di descrizione e ricerca.
Una sfida non certo semplice, se si considera da una parte la particolare complessit di questo archivio, costituito da una consistente documentazione afferente le varie attivit svolte dallAccademia
attraverso la sua lunga e varia vicenda istituzionale, dallaltra il fatto che per una serie di motivi tale
documentazione ha perso loriginario assetto e si trova in uno stato di notevole disordine.
Lintervento, affidato alla dottoressa De Iudicibus della Societ Memoria, si muove quindi in
questa direzione: uno studio attento delle carte al fine di rintracciare, per quanto possibile, gli elementi che consentono di ricostruire la struttura dellintero archivio.
Un lavoro che richiede un notevole impegno, ma nello stesso tempo restituisce una grande soddisfazione; i risultati sinora raggiunti ce lo confermano: larchivio comincia a riprendere la sua fisionomia, si ricostruiscono man mano le serie dei docenti (dei vari corsi), degli studenti, del personale
dellIstituto, dellattivit didattica e scientifica, dellordinaria amministrazione dellente.
Con la sistemazione completa dellarchivio sar possibile accedere alle fonti documentarie che
testimoniano la storia dellAccademia di Belle Arti, a quel tempo Regio Istituto di Belle Arti, strettamente intrecciata con quella di altri soggetti, in particolare con lAccademia di San Luca e il Liceo
artistico, e in generale con la storia della citt di Roma e delle discipline artistiche.
Anche la realizzazione di questa bella mostra dei disegni degli allievi dellIstituto di Belle Arti,
resa possibile proprio grazie al lavoro sinora realizzato, unautorevole conferma di quale ricco e
interessante potenziale informativo sar reso accessibile con la sistemazione dellarchivio per essere
valorizzato e utilizzato per varie iniziative culturali e di studio.
Nellintervento compreso anche un altro obiettivo, che mi fa piacere evidenziare, e cio linserimento dei dati descrittivi nel Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche noto
con lacronimo SIUSA.
in questo sistema che confluiscono i dati descrittivi relativi agli archivi vigilati, ai soggetti che li
hanno prodotti, alle sedi di conservazione e agli strumenti di ricerca, facendone il punto di accesso
primario per la consultazione e la ricerca del ricco e articolato patrimonio archivistico non statale;
un circuito informativo di fondamentale importanza e in continuo aggiornamento ed arricchimento,
grazie al lavoro delle Soprintendenze archivistiche.
Le schede relative allAccademia romana, e cio al suo archivio, allistituzione che lo ha prodotto e
che lo conserva, si andranno cos ad aggiungere a quelli gi presenti che riguardano altre storiche Accademie di Belle Arti italiane, e precisamente quelle di Perugia, Palermo, Firenze, Macerata e Venezia.

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The Lost Art of Drawing LArte perduta del disegno

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Anche un rapido sguardo ai dati relativi a queste Accademie, rende immediatamente percepibile la
ricchezza e limportanza di queste istituzioni e quindi dei loro archivi; si passa da enti la cui storia
risale ad epoche antiche quali lAccademia del disegno di Perugia (istituita nel 1579) poi divenuta
Accademia Pietro Vannucci o le Accademia di Firenze, Venezia e Palermo (istituite intorno al
1780), sino a enti di pi recente creazione quali lAccademia di Macerata sorta nel 1972.
Auspichiamo quindi di poter quanto prima arricchire i dati gi presenti con quelli relativi allAccademia di Roma, che sar possibile ricavare proprio dal lavoro in corso, aggiungendo questa importante tessera al quadro generale.

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I disegni premiati e i saggi finali dei corsi


di Architettura del Regio Istituto di Belle Arti
di Roma (1878-1897): Introduzione alla mostra

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cosTanza barbieri
Il fondo antico dellAccademia di Belle Arti di Roma custodisce una raccolta di 72 disegni di architettura, i cui soggetti variano dalla rappresentazione e ricostruzione di monumenti classici e rinascimentali, allo studio degli stili architettonici, a progetti inediti per biblioteche, stazioni balneari, padiglioni espositivi, teatri e musei, entro un arco cronologico che va dal 1878 al 1897. Questa preziosa
raccolta, che risale alla prima fase delle attivit didattiche del Regio Istituto di Belle Arti, fondato
nel 1873 come ente autonomo rispetto allAccademia di San Luca1, a tuttoggi inedita, e meritava
unattenzione proporzionata al valore delle opere, di grande finezza esecutiva, e alcune delle quali realizzate da architetti celebri quali Giuseppe Sacconi, Guido Cirilli e Manfredo Emanuele Manfredi2.
La raccolta stata organizzata senza un criterio evidente, se non quello di conservare le opere
premiate degli studenti che si erano distinti allinterno delle singole classi di concorso, secondo
quanto stabilito dallo Statuto del Regio Istituto:
Capitolo VII - Dei Concorsi
Art. 40
Sopra i saggi dellanno scolastico saranno per merito distribuiti premi di emulazione fra i
giovani dellIstituto. Questi premi consisteranno in danaro, in medaglie dargento e in menzioni onorevoli; e saranno ripartiti annualmente per ogni Scuola dal consiglio dei professori.
I premi in danaro non potranno per eccedere in complesso la somma di lire 2500 allanno.
Art. 41
Ogni anno, per ciascuna arte, c un concorso di composizione con soggetti dati da una
commissione mista di insegnanti dellIstituto, di professori onorari e di altri illustri artisti e
con premi in denaro che potr essere di lire mille (l. 1000). A questo sono ammessi solo quei
concorrenti che da due anni hanno compiuto il corso nelle scuole dellIstituto3.
La premiazione dei saggi finali pi meritevoli nelle materie dindirizzo, e in particolare degli esami
finali dei corsi superiori, era stabilita quindi fin dallatto di fondazione dellIstituto di Belle Arti, su decreto
e per volont del ministro Scialoja, certamente ispirandosi ai concorsi dellAccademia di San Luca4. Le

1
Si veda il R. Decreto 9 ottobre 1873 n. 1634 (serie 2): Statuto organico della R. Accademia ed Istituto di Belle Arti e
di San Luca in Roma; cfr. R. Decreto 3 dicembre 1876 n. 3562 (serie 2), che approva lo statuto dellIstituto di Belle Arti in
Roma (F. VaGneTTi, La Regia Accademia di Belle Arti di Roma, Firenze, 1943, pp. 148-166). Non questa la sede per ripercorrere
la storia dellAccademia di San Luca e del Regio Istituto di Belle Arti; rimando per brevit agli studi di VaGneTTi 1943; a.m.
DamiGella, Vicende dellAccademia di Belle Arti di Roma dal 1874 agli anni Trenta, in Romaccademia. Un secolo darte da Sartorio a Scialoja, a cura di T. Dacchille, a.m. DamiGella, G. simonGini, catalogo della mostra (Roma, 20 ottobre 21 novembre 2010),
Roma 2010, pp. 25-60, M. nocca, Roma, in Accademie / Patrimoni di belle arti, a cura di G. cassese, Roma, 2013, pp. 84-107.
2
Per la bibliografia di questi architetti rimando alle relative schede e alle biografie.
3
VaGneTTi 1943, p. 173.
4
S. barone, 1853-1896: i concorsi dellAccademia Romana di San Luca, in P. Picardi e P.P. Racioppi (a cura di),
Le scuole mute e le scuole parlanti: studi e documenti sullAccademia di San Luca nellOttocento, Roma, De Luca, 2002; A. Cipriani (a cura di), Aequa Potestas. Le arti in gara a Roma nel Settecento, Roma, 2000; Eadem (a cura di), I premiati dellAccademia.

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