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Capacit portante

4.1. GENERALIT

Una buona fondazione su terreno deve soddisfare i seguenti requisiti:


1. deve essere sufficientemente sicura nei confronti della capacit portante limite ultima del terreno
sul quale appoggia direttamente la fondazione;
2. deve subire cedimenti sia totali che differenziali compatibili con la funzionalit della struttura in
elevazione;
3. deve considerare tutti i fattori ambientali;
4. deve essere economicamente fattibile in relazione alla funzione e al costo della struttura in elevazione.
I principali fattori ambientali che condizionano la progettazione ed il comportamento di una fondazione sono i seguenti:
azione del gelo;
suscettibilit dei terreni al ritiro o al rigonfiamento;
terremoti e vibrazioni;
falda freatica;
eterogeneit presenti nel sottosuolo;
presenza di strutture o di scavi adiacenti;
azioni erosive (correnti, onde, moti di filtrazione, ecc.).
Normalmente la progettazione di una fondazione su terreno si articola nelle seguenti fasi:
1. definizione dello scopo del problema;
2. indagini in sito;
3. formulazione di una prima soluzione progettuale di tentativo;
4. definizione di un modello di comportamento del terreno di fondazione da analizzare;
5. determinazione dei carichi e dei parametri geotecnici dei terreni di fondazione;
6. esecuzione delle analisi di stabilit, che comprendono la determinazione della capacit portante
e dei cedimenti;
7. confronto dei risultati con altri modelli ed esperienze;
8. eventuali modifiche al progetto;
9. osservazioni durante la costruzione.
Normalmente se il valore trovato di capacit portante del terreno di fondazione soddisfacente, si
effettuano analisi per la valutazione dei cedimenti sia immediati che a lungo termine.
4.2. VALUTAZIONI PRELIMINARI DELLA CAPACIT PORTANTE DEI TERRENI

A livello qualitativo, una prima indicazione sulla capacit portante dei terreni pu essere ricavata
dalla natura dei terreni stessi. La tabella di figura 4.1 riporta le pressioni ammissibili presunte sulla
base del tipo di terreno di fondazione e di una descrizione delle condizioni geotecniche dei terreni
(U.S. Department of the Navy, 1982). La procedura per progettare una fondazione sulla base della
pressione ammissibile presunta semplice e diretta: avendo determinato la pressione ammissibile

Tipi e condizioni
delle rocce
e dei terreni

Resistenza del materiale


roccioso

Rocce metamorfiche foliate (scisti argillosi e


scisti) in condizioni compatte (1) (2)

Medio
Alta

Gruppo

Roccie massive ignee e rocce metamorfiche


(graniti, dioriti, basalti, gneiss) in condizioni
compatte (2)

Roccia

Rocce sedimentarie: scisti cementati, siltiti,


arenarie, calcari con cavit, conglomerati
cementati tutti in condizioni compatte (1) (2)

Scisti compatti e altre rocce argillose in condizioni compatte (2) (4)

Rocce fratturate di ogni tipo con spaziatura


delle discontinuit maggiore o uguale a 0.3
m, eccetto che per le rocce argillose (argilliti)
Calcari, arenarie, rocce argillose con stratificazione fitta
Roccia intensamente fratturata o alterata
Ghiaie dense o sabbie dense e ghiaie
Terreno
a grana
grossa

Ghiaie compatte o sabbie e ghiaie compatte


Ghiaie sciolte o sabbie e ghiaie sciolte
Sabbie dense

Terreni
organici

3.000

Medio
Alta

1.000 4.000

Medio
Bassa

500 1.000
1.000

vedi nota 3
> 600

200 600
< 200
> 300

Argille da dure a molto dure o depositi argillosi eterogenei quali ad esempio i depositi
morenici

300 600

Argille compatte

75 150

Argille tenere e limi

< 100

150 300
< 75

Argille molto tenere e limi

non applicabile

Torbe e materiali organici

non applicabile

Riempimenti Riempimenti

Questi valori sono basati


sulla assunzione che le
fondazioni siano impostate
al di sotto dello strato
superficiale alterato

vedi nota 3

100 300

Argille dure

Note

10.000

Sabbie compatte
Sabbie sciolte

Terreni
a grana
fine

Alta
Molto alta

Presunta capacit
portante
ammissibile
(kPa)

Larghezza della fondazione (B) non inferiore a 1 m.


Il livello della falda assunto pari ad una profondit
maggiore o uguale a B, al
di sotto della quota di imposta della fondazione
I terreni a grana fine sono
sottoposti a cedimenti a
lungo termine di consolidazione dovuti ai carichi
applicati e sono spesso
suscettibili di rigonfiamento
o ritiro a causa delle variazioni del contenuto naturale dacqua. Se lindice di
plasticit (Ip) superiore a
30 e il contenuto della frazione argillosa superiore
al 25%, il comportamento a
lungo termine della fondazione pu essere significativamente influenzato dal
rigonfiamento o ritiro dei
terreno e tali aspetti devono essere esaminati

non applicabile

NOTE:
1. I valori indicati per le rocce sedimentarie o foliate si applicano quando landamento degli strati o della foliazione (scistosit) parallela o sub parallela al piano di imposta della fondazione nel caso di strati o foliazioni variamente inclinata rispetto alla fondazione (ad esempio per una fondazione su un pendio) occorre ridurre opportunamente i valori.
2. Condizioni di roccia competente implicano un minore numero di fratture e spaziature non inferiori a 1 m.
3. Da valutare sulla base di un esame in sito incluse, se necessario, delle prove di carico.
4. Queste rocce sono suscettibili di rigonfiamento per scarico tensionale mentre se esposte allacqua sono suscettibili di rammollimento e rigonfiamento

Figura 4.1. Valori di capacit portante presumibili in funzione del tipo di terreno e del grado di addensamento o consistenza

CAPITOLO 4 - Capacit portante

113

mediante tabelle come quella riportata in figura 4.1, il progettista pu determinare le dimensioni
necessarie per la fondazione dividendo il carico che la fondazione deve sostenere per la pressione
ammissibile. Ogni fondazione di dimensioni uguali o superiori a quella calcolata in tale maniera
accettabile.
Sebbene limpiego dei valori di pressione ammissibili presunti sia un metodo molto semplice, tuttavia non sicuramente accurato: non possibile determinare infatti accuratamente la pressione
ammissibile sulla sola base del tipo di terreno e di una sua descrizione qualitativa quale, ad esempio, il grado di addensamento o la consistenza. Il dimensionamento delle fondazioni su tali valori
della pressione ammissibile presunta , inoltre, eccessivamente conservativo e comporta, in alcuni
casi, uno spreco di risorse ed, in altri, anche delle scelte non adeguate in termini di sicurezza.
Limpiego delle pressioni ammissibili presunte sono invece utili per una stima preliminare delle
dimensioni delle fondazioni e anche come criterio di controllo e di valutazione dei risultati ottenuti
da analisi con metodi pi adeguati.
4.3. CAPACIT PORTANTE SULLA BASE DELLE PROVE PENETROMETRICHE DINAMICHE SPT

Capacit portante ammissibile

Com noto, le prove penetrometriche dinamiche (SPT) permettono di misurare la resistenza del terreno misurando il valore del numero dei colpi N per un avanzamento di 300 mm del campionatore.
Il valore del numero dei colpi N pu essere impiegato per stimare le propriet geotecniche dei terreni, sia per quelli a grana fine (resistenza al taglio in condizioni non drenate cu) sia, soprattutto, per
quelli a grana grossa (angolo di resistenza al taglio ). Questi parametri possono essere utilizzati
direttamente per stimare la capacit portante mediante la corrispondente che sar pi avanti discussa. I valori del numero di colpi N possono anche essere impiegati per stimare direttamente la capacit portante, mediante limpiego di correlazioni empiriche.
Una delle prime relazioni fra il valore di N e quello della capacit portante stata fornita da Terzaghi
e Peck (1967); tale relazione stata per lungo tempo largamente impiegata ma, sulla base di molte
osservazioni sperimentali, si verificato che era troppo conservativa.
La capacit portante ammissibile qa di una fondazione su sabbie, in funzione del numero dei colpi N,
della dimensione minima della fondazione e della profondit della fondazione, pu essere ricavata
sulla base dei grafici riportati in figura 4.2. I valori determinati in questa maniera corrispondono al
caso nel quale la falda si trova ad una profondit notevole rispetto alla quota di imposta della fondazione; se si ritenesse probabile un innalzamento della falda fino al raggiungimento della quota della
fondazione, i valori ricavabili della figura dovrebbero essere ridotti della met. I grafici della figura

Larghezza della fondazione, B

Figura 4.2. Capacit portante ammissibile qa di una fondazione su sabbie, in funzione del numero dei colpi N, della dimensione minima della fondazione e della profondit della fondazione

114

FONDAZIONI

4.2, che riportano i valori della capacit portante


ammissibile, sono stati ricavati sulla base di valori
di N ottenuti a delle profondit dove la tensione efficace geostatica pari a circa 100 kPa (circa 5 m).
La figura 4.3 indica un coefficiente di correzione
CN, per i valori di N, che permette di tenere conto
della profondit alla quale sono state eseguite le
prove penetrometriche dinamiche SPT.
In alternativa, la capacit portante ammissibile pu
essere stimata dalle formule proposte da Meyerhof
(1956):
B + 0.3
qa = 8000 N K d

se B < 1.2 m
se B 1.2 m

dove B la larghezza della fondazione, D la


profondit della fondazione rispetto al piano campagna e Kd un coefficiente di profondit pari a:

K d = 1 + D / 3B
Kd = 1.3

se D < B
se D > B

Nfield

Tensione verticale efficace

qa = 12000 N K d

Fattore di correzione CN =

Figura 4.3. Valori del coefficiente correttivo CN in funzione della profondit

Da notare che la sopra citata formula espressa nel Sistema Internazionale con la pressione in Pa e
le lunghezze in metri.
4.4. CAPACIT PORTANTE SULLA BASE DELLE PROVE CPT

Meyerhof (1956) ha suggerito un metodo diretto per calcolare la capacit portante di una fondazione
su sabbia, sulla base dei risultati di prove penetrometriche statiche CPT, basato sulla seguente formula:
qult = qc ( B / C ) (1 + D / B)

dove C una costante empirica pari a 12.2 in metri, mentre B la larghezza della fondazione e D
la profondit della fondazione rispetto al piano campagna.
La resistenza alla punta, qc , calcolata come valore medio su una profondit pari alla larghezza
della fondazione (B). Meyerhof raccomanda di assumere un coefficiente di sicurezza pari a 3 per calcolare la pressione ammissibile.
Tand et al. (1995) hanno suggerito che la capacit
portante ultima di fondazioni superficiali su sabbie
mediamente addensate e leggermente cementate
possa essere stimata mediante la seguente espresSabbia densa
sione:
Fondazione quadrata
qult = Rk qc + v 0
Circolare

dove Rk compreso fra 0.14 e 0.2, a seconda delle


dimensioni e profondit della fondazione, e v0 la
tensione verticale totale. Questi metodi sono
approssimati e generalmente conservativi.
Eslaamizaad e Robertson (1996) suggeriscono la
relazione mostrata in figura 4.4, dove:

Sabbia da sciolta
a mediamente addensata

Quadrata
Circolare

Figura 4.4. Valori della capacit portante da prove

qult = K qc

CPT

CAPITOLO 4 - Capacit portante

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4.5. TEORIA DELLA CAPACIT PORTANTE

La determinazione della capacit portante limite qlim del terreno pu essere condotta adottando il
metodo dellequilibrio limite globale; numerose sono le soluzioni fornite in letteratura per il calcolo della qlim come somma di termini dovuti ai diversi contributi: ben note sono, per esempio, le soluzioni fornite da Terzaghi (1943) e Brinch Hansen (1970), basate sullassunzione di un comportamento rigido-plastico del terreno e perci applicabili solo al caso di rottura generale. A seconda,
infatti, del grado di addensamento del terreno si possono distinguere tre meccanismi di rottura (figura 4.5):
rottura generale;
rottura per punzonamento;
rottura di tipo locale.

Carico
Rottura di taglio locale

Cedimento

Rottura di taglio generalizzata

Cedimento

Carico

Cedimento

Carico

Figura 4.5. Curve carico-cedimento e zone di rottura osservate durante prove su modello con sabbie: (a) dense, (b) mediamente dense, (c) molto sciolte (Vesic, 1963)

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FONDAZIONI

La formula generale di Brinch Hansen, che costituisce unestensione dellequazione di Buisman


(1935) e Terzaghi (1943), ottenuta dalla sovrapposizione di soluzioni relative a casi particolari,
espressa nella seguente forma, nel caso di verifiche condotte in termini di tensioni efficaci:
1
qlim = c' N c sc dc ic bc gc c + q ' N q sq dq iq bq gq q + ' B N s i b g
2
in cui:
qlim
= capacit portante ultima
c
= coesione in termini di sforzi efficaci

= angolo di resistenza al taglio


q
= sovraccarico agente ai lati della fondazione

= peso dellunit di volume del terreno al di sotto del piano di posa della fondazione
B
= larghezza della fondazione
Nc, Nq, N = fattori di capacit portante dipendenti dallangolo di resistenza al taglio
s, sc, sq = fattori di forma della fondazione
i, ic, iq
= fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione del carico
b, bc, bq = fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione della base della fondazione
g, gc, gq = fattori correttivi che tengono conto dellinclinazione del piano campagna
dc, dq
= fattori dipendenti dalla profondit del piano campagna
, c, q = fattori correttivi di compressibilit.
Nel caso di terreni coesivi e di analisi in termini di tensioni totali (a breve termine), con = 0 e c =
cu, lespressione fornita da Brinch Hansen la seguente:
qlim = cu N c sc0 dc0 ic0 bc0 gc0 + q '

I fattori sopra elencati hanno i seguenti valori:


Fattori di capacit portante

'
'
N q = tan 2 45 + e tan
2

N c = ( N q 1) cot '

N = 2 ( N q + 1) tan '

Fattori di forma
Sia B la larghezza della fondazione ed L la lunghezza della fondazione con B < L, si ha:
s = 1 0.4 B / L

sq = 1 + B / L tan '

sc = 1 + B / L N q / N c

Per = 0 abbiamo s0c = 1 + 0.2 B/L.

Fattori correttivi per linclinazione del carico


Sia H la componente orizzontale del carico ed N la componente verticale, si ha:
(

H
i = 1
'
'
N + B L c cot

m+1)

H
iq = 1
'
'
N + B L c cot
1 iq
ic = iq
N c tan '
2+ B / L
m=
1+ B / L

m)

CAPITOLO 4 - Capacit portante

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Fattori correttivi per linclinazione della base della fondazione


Sia linclinazione della base della fondazione si ha:
bq = b = (1 tan ' )
bc = bq

1 bq

N c tan '

Per = 0:

bc0 = 1 2 / ( + 2 )

= inclinazione della fondazione.

Fattori correttivi per linclinazione del piano campagna


Sia linclinazione del piano campagna rispetto allorizzontale, si ha:
gq = (1 tan )
g = gq

gc = gq

Per =0:

1 gq

N c tan '

gc0 = 1 2 / ( + 2 )

Inoltre nel calcolo di qlim viene aggiunto il seguente termine:


0.5 B N s

essendo:

N = 2 sin

s = 1 0.4 B / L

Fattori correttivi per la profondit del piano di imposta della fondazione


Sia D la profondit della fondazione rispetto al piano campagna, si ha:
dq = 1 + 2

2
D
tan ' (1 sin ' )
B

dq = 1 + 2 tan ' (1 sin ' ) tan 1 ( D / B)

dc = dq

1 dq

per D/B 1

per D/B > 1

N c tan '

Per = 0:
dc0 = 1 + 0.4 D / B

dc0 = 1 + 0.4 tan 1 D / B

per D/B 1

per D/B > 1

Fattori correttivi di compressibilit


Nel caso di terreni a grana grossa corretta lapplicazione delle formule convenzionali se lindice di rigidezza IR del terreno superiore allindice di rigidezza critico ICR, il cui valore fornito
dalla seguente espressione:

I CR = 0.5 exp ( 3.3 0.45 B / L ) cot ( 45 ' / 2 )

118

FONDAZIONI

mentre:
IR =

G
(c + q tan ' )

con:
G = modulo di deformazione al taglio
q = tensione efficace iniziale esistente alla profondit B/2 al di sotto della fondazione, assunta
pari alla tensione media nel caso di fondazioni quadrate o circolari, o alla tensione orizzontale nel caso di fondazioni nastriformi.

Se la condizione IR > ICR non soddisfatta, nella valutazione di qlim occorre tenere conto della compressibilit del terreno adottando i seguenti fattori correttivi:

( 3.07 sin ' ) ( log10 2 I R )


'

= q = exp (4.4 + 0.6 B / L ) tan +


1 + sin '

c = q

1 q

N c tan '

Occorre evidenziare che la soluzione di Brinch Hansen relativa ad una risultante del carico verticale che sia applicata nel baricentro della fondazione; se tale condizione non soddisfatta, occorre
fare riferimento ad unarea equivalente della fondazione, ovvero allarea rispetto alla quale la risultante del carico verticale risulta baricentrica.
Con riferimento alla figura 4.6, nel caso di fondazioni rettangolari, la larghezza e lunghezza dellarea equivalente sono date dalle seguenti espressioni:
dove
B =
L =
x =
y =

B = 2y
L = 2x

larghezza della fondazione ridotta


lunghezza della fondazione ridotta
minima distanza dallestremit della fondazione del punto di applicazione del carico verticale
minima distanza dallestremit della fondazione del punto di applicazione del carico verticale misurato perpendicolarmente ad x.

Area ridotta effettiva

Punto di applicazione del carico

Figura 4.6. Determinazione dellarea effettiva equivalente per una fondazione rettangolare

Area ridotta effettiva

Punto di applicazione del carico

CAPITOLO 4 - Capacit portante

Figura 4.7. Metodo per determinare larea effettiva equivalente per una fondazione circolare

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Per fondazioni che non sono rettangolari, come ad esempio la fondazione circolare mostrata in figura 4.7, larea equivalente pu essere stimata usando delle semplici approssimazioni; la figura 4.7
riporta un metodo per calcolare larea effettiva equivalente.
Infine la capacit portante ammissibile data da:
q
qamm = lim
Fs
dove il coefficiente di sicurezza Fs, in accordo al D.M. 11/3/1988, viene assunto pari a 3.

120

FONDAZIONI

Tabella 4.1. Esempio di un listato di un programma per il calcolo della capacit portante con la soluzione di Brinch Hansen (1970)

CAPITOLO 4 - Capacit portante

121

122

FONDAZIONI

Tabella 4.2. Risultati del calcolo della capacit portante per un plinto quadrato di dimensioni 1 1 m posto ad una profondit
di 1.5 m dal piano campagna

Oppure, pi correttamente, il calcolo della capacit portante ammissibile pu essere fatto nel seguente modo:
qlim =

N
q q'
= lim
+ q'
B L
Fs

essendo N il carico verticale (comprensivo del peso totale della fondazione) ed Fs il coefficiente di
sicurezza.
Nella seguente tabella 4.1 viene proposto il listato di un semplice programma, scritto in Basic, per
la determinazione della capacit portante ultima secondo la soluzione proposta da Brinch Hansen.
La tabella 4.2 riporta i risultati relativi al calcolo della capacit portante di un plinto delle dimensioni di 1 1 m posto ad una profondit di 1.5 m dal piano campagna.
4.6. PROGETTAZIONE SECONDO LEUROCODICE 7

4.6.1. BREVI NOTE STORICHE


Prima della seconda guerra mondiale, le normative tecniche per lingegneria strutturale e delle fondazioni erano disponibili solamente in alcuni paesi. Queste normative avevano lo scopo di descrivere le regole da applicare per una buona pratica costruttiva ma non erano molto sistematiche nel
loro approccio alla progettazione. Il boom delle costruzioni, che seguito alla fine della seconda
guerra mondiale, ha condotto ad un diffuso ripensamento dellintero processo progettuale nellambito dellingegneria civile. Nei primi anni 50, per esempio, lassociazione degli ingegneri strutturisti (1955) in Inghilterra costitu un comitato per definire le problematiche relative alla sicurezza nel
campo della progettazione delle strutture; nel suo rapporto conclusivo, il comitato afferm che il
principale aspetto che riguarda la sicurezza di una struttura si manifesta nei calcoli relativi alla progettazione della stessa struttura, e sugger che il calcolo per la progettazione di una struttura si
dovesse basare su due particolari rapporti:

CAPITOLO 4 - Capacit portante

123

il rapporto fra il carico ultimo ed il carico di esercizio, conosciuto come fattore di carico ultimo;
il rapporto fra il carico limite ed il carico di esercizio, conosciuto come fattore di carico limite.
Il carico ultimo era identificato come quello che causa il collasso della struttura, mentre il carico
limite era inteso come quel carico che causa linsorgere di eccessive deformazioni elastiche con la
conseguenza del manifestarsi di fessure antiestetiche o di causare interferenze con il corretto impiego e funzionamento della struttura fino alla comparsa di difetti permanenti.
Nel 1956, Brinch Hansen ha introdotto per primo il termine di progettazione allo stato limite in un
contesto geotecnico. Egli ha descritto la progettazione allo stato limite nella seguente maniera: nella
progettazione di ogni struttura in principio devono essere condotte due separate analisi: una per
determinare la sicurezza nei confronti della rottura (verifica dello stato limite ultimo) e unaltra per
determinare le deformazioni per le condizioni relative al carico di esercizio (verifica dello stato limite di esercizio). Brinch Hansen ha inoltre correlato il concetto di progettazione allo stato limite a
quello dellimpiego dei coefficienti di sicurezza parziali e li ha introdotti nella pratica danese della
progettazione delle fondazioni.
Durante gli anni 60 e 70 numerose associazioni tecniche europee e comitati nazionali ed europei
hanno iniziato a lavorare per mettere a punto le normative sui diversi materiali da costruzione. Uno
dei primi esempi dei risultati ottenuti lo Standard Britannico (British Standard CP110) sullimpiego strutturale del calcestruzzo (The Structural Use of Concrete), pubblicato nel 1972. La pi importante innovazione fu lesplicito impiego della teoria delle probabilit nella scelta dei valori caratteristici della resistenza, che, in accordo ad alcune nozioni di base e distribuzioni misurate, avrebbe
dovuto eccedere almeno il 95% dei risultati delle prove standardizzate.
Nel 1976 la Commissione Europea decise di sponsorizzare lo sviluppo di una serie di norme europee per la progettazione e costruzione delle strutture civili, con lo scopo di incoraggiare il libero
commercio fra tutti gli stati membri.
Nel 1980 fu raggiunto un accordo fra la Commissione delle Comunit Europee (Commission of the
European Communities, CEC) e la Societ Internazionale per la Meccanica dei Terreni e lIngegneria
Geotecnica (International Society for Soil Mechanics ad Geotechnical Engineering, ISSMGE) secondo il quale la societ avrebbe raccolto tutte le normative esistenti, nei paesi appartenenti alla comunit, per la progettazione delle fondazioni e avrebbe messo a punto una bozza di normativa che
potesse essere adottata come Eurocodice 7.
Nel 1981, lISSMGE costitu un apposito comitato per perseguire tale obiettivo e venne realizzata una
prima bozza dellEurocodice 7 nel 1987.
Il CEC sponsorizz ulteriori lavori su tale testo in bozza per tre anni, fino al 1990, quando il lavoro
sulla preparazione degli eurocodici venne trasferito, per ulteriori affinamenti per la stampa e la diffusione, al Comitato Europeo sulla Standardizzazione (European Committee for Standardization,
CEN), in accordo con lassociazione europea per il libero commercio (European Free Trade
Association, EFTA). Il comitato tecnico del CEN n. 250 (CEN Technical Committee TC250) venne pertanto costituito con lo scopo di sviluppare gli eurocodici strutturali a partire dal 1990.
Un sottocomitato (subcommitee, SC) del CEN/TC 250 responsabile per ciascun eurocodice; quello
che concerne lEurocodice 7 denominato CEN/TC250/SC7. Sotto lauspicio di questo sottocomitato,
un apposito gruppo di lavoro ha prodotto in bozza la parte 1 dellEurocodice 7 (Eurocodice 7 Part
1), che stata ratificata come ENV 1997-1 nel 1993.
Dopo un periodo di tre anni fu richiesto agli stati membri del CEN di fornire commenti sul documento
ENV 1997-1. Questi commenti furono presi in considerazione dal sottocomitato CEN/TC 250/SC7 e un
apposito gruppo di lavoro ha prodotto successive bozze del documento EN 1997-1. La bozza finale
stata sottoposta nel 2004 ad un voto formale ai membri del CEN, con la conseguenza dellapprovazione dellEurocodice 7 denominato EN 1997-1 (Eurocode 7: Geotechnical Design, Part 1, General
Rules).
LEurocodice 7 composto da due documenti principali:
Parte 1, Regole Generali (Part 1, General Rules) che rivolta a definire le regole generali della
progettazione geotecnica.

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FONDAZIONI

Parte 2, Indagini geotecniche e prove sul terreno (Part 2, Ground Investigation and Testing) che
riguarda limpiego delle indagini geotecniche in sito ed in laboratorio per la progettazione geotecnica.
La seconda parte dellEurocodice 7 (EN 1997-2), al momento, pronta per lavvio della fase di
approvazione finale e non quindi disponibile in forma definitiva. In ogni caso, questo documento
fornir le regole per la programmazione e luso delle indagini geotecniche nella progettazione.

4.6.2. I TRE APPROCCI PROGETTUALI


Quando iniziato il lavoro di preparazione dellEurocodice 7 nel 1981, una decisione era gi stata
presa dagli esperti coinvolti nella preparazione in bozza degli eurocodici strutturali (opere in calcestruzzo, in acciaio, in muratura, ecc., Eurocodici da 2 a 6): la scelta di basare gli eurocodici sul metodo degli stati limite con limpiego dei coefficienti di sicurezza parziali. Per gli esperti responsabili
della stesura in bozza dellEurocodice geotecnico n. 7, tale approccio si presentava del tutto nuovo
poich quasi nessuno aveva esperienza di questi concetti nei diversi paesi europei, nella maggior
parte dei quali, la progettazione geotecnica era basata quasi interamente sul metodo delle tensioni
ammissibili con limpiego di coefficienti di sicurezza globali.
Il lavoro del gruppo incaricato della stesura in bozza dellEurocodice 7 incontr numerosi ostacoli
nelladozione di tale nuovo approccio (metodo degli stati limite) per la progettazione geotecnica
delle strutture; due aspetti costituivano i maggiori impedimenti:
la geologia e, conseguentemente, le condizioni geotecniche dei terreni sono notevolmente differenti da una regione allaltra dellEuropa. Questo ha comportato delle pronunciate differenze, fra
un paese e laltro, nei metodi di indagine geotecnica, sia in sito sia in laboratorio, nei metodi di
calcolo e nella prassi progettuale; per esempio, limpiego delle procedure di progettazione basate direttamente sui risultati delle prove pressiometriche rappresenta pi o meno lo stato dellarte
della pratica progettuale dellEuropa centrale, mentre nellEuropa del Nord le scelte progettuali
sono basate su parametri ricavati dalle prove di laboratorio, dalle prove penetrometriche dinamiche SPT e dalle prove scissometriche;
nel 1981 gli esperti responsabili della stesura in bozza degli eurocodici avevano gi scelto di utilizzare un coefficiente pari a 1.35 come coefficiente di sicurezza parziale sulle azioni permanenti sfavorevoli, incluso il peso proprio dei materiali costituenti le strutture, per la progettazione
allo stato limite ultimo nelle situazioni permanenti e transitorie. Nella progettazione geotecnica
il peso proprio del terreno sovente lazione dominante, tuttavia molto spesso difficile determinare precisamente quale parte del peso del terreno contribuisce con unazione favorevole e
quale con unazione sfavorevole.
Nella versione in bozza ENV dellEurocodice 7, le citate difficolt furono risolte proponendo che la
progettazione allo stato limite ultimo di una struttura geotecnica dovesse impostarsi su due calcoli,
ciascuno basato su due differenti tipi di coefficienti di sicurezza parziali:
calcolo 1, nel quale i coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni permanenti sono superiori
allunit, mentre i coefficienti di sicurezza parziali sulla resistenza dei materiali geotecnici (terreni e rocce) sono posti pari allunit;
calcolo 2, nel quale i coefficienti di sicurezza parziali sulla resistenza dei materiali geotecnici
(terreni e rocce) sono superiori allunit, mentre i coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni
permanenti sono posti pari allunit.
Per tutte le analisi agli stati limiti ultimi (ultimate limit state, ULS) in situazioni di carico sia permanenti sia transitorie, era pertanto necessario verificare in principio due differenti combinazioni di
coefficienti di sicurezza parziali. I calcoli per le due combinazioni furono chiamati, rispettivamente,
Caso B e Caso C nella versione in bozza ENV dellEurocodice 7-Parte 1.
Nel Caso B si doveva applicare un coefficiente di sicurezza parziale di tipo strutturale pari a 1.35
sulle azioni permanenti sfavorevoli, per la progettazione allo stato limite ultimo, in situazioni di carico persistenti e transitorie incluso il peso del terreno.
Unestesa applicazione di tale approccio indic che se i tradizionali livelli di sicurezza, adottati nella

CAPITOLO 4 - Capacit portante

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progettazione delle opere geotecniche, dovevano essere mantenuti, non rimaneva spazio per adottare dei coefficienti di sicurezza parziali superiori allunit per la resistenza dei materiali geotecnici.
Venne conseguentemente deciso di introdurre un Caso C, contemplando dei coefficienti di sicurezza parziali sulle resistenze dei materiali geotecnici superiori allunit, mentre i coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni permanenti erano assunti pari allunit.
I commenti nazionali sulla versione ENV dellEurocodice 7-Parte 1 rivelarono, tuttavia, delle insoddisfazioni sul modo nel quale la norma prescriveva le verifiche allo stato limite ultimo in situazioni
di carico persistente e transitorio.
Furono proposte, pertanto, le seguenti due principali modifiche:
tentare di ridurre il numero di calcoli e verifiche (ad esempio da due casi ad un unico caso);
introdurre dei coefficienti di sicurezza parziali anche sulle resistenze e sugli effetti delle azioni
piuttosto che solamente sui materiali (terreno) e sulle azioni.
Sulla base di tali osservazioni la versione EN dellEurocodice 7-Parte 1 e lEurocodice: Basi della progettazione strutturale (Eurocode: Basis of Structural Design) includono, come opzione, i seguenti tre
approcci per le verifiche agli stati limite ultimi (ULS) per situazioni di carico persistenti e transitorie:
Approccio progettuale 1: virtualmente identico alle indicazioni progettuali della versione ENV
dellEurocodice 7, prima descritta. In tale approccio necessario eseguire due differenti tipi di
calcolo, ciascuno con un differente set di coefficienti di sicurezza parziali, con lovvia considerazione che, laddove uno dei due set di coefficienti di sicurezza parziali governi la progettazione, non necessario effettuare i calcoli e le verifiche con il secondo set di parametri.
Generalmente, lapproccio progettuale 1 pu essere definito come lapproccio che adotta dei
coefficienti di sicurezza parziali sia alle azioni sia ai materiali; tali coefficienti sono applicati
allorigine, ovvero alle azioni piuttosto che agli effetti delle azioni e, per quanto concerne i materiali, ai parametri della resistenza al taglio (resistenza unitaria) piuttosto che alla resistenza
(forza), sebbene ci siano due eccezioni: per il progetto dei pali di fondazione e per quello degli
ancoraggi, dove si applicano dei coefficienti di sicurezza parziali alle resistenze.
Approccio progettuale 2: richiede un unico calcolo dove i coefficienti di sicurezza parziali sono
applicati sia alle azioni e agli effetti delle azioni sia alle resistenze. Lapproccio progettuale 2 pu
essere definito come lapproccio basato su coefficienti di sicurezza parziali applicati sia alleffetto delle azioni sia alla resistenza. Poich applica dei coefficienti di sicurezza parziali alleffetto delle azioni, non differisce significativamente dallapproccio convenzionale che fa riferimento al coefficiente di sicurezza globale (Overall Factors of Safety, OFSS).
Approccio progettuale 3: richiede un unico calcolo nel quale sono applicati dei coefficienti di
sicurezza parziali alle azioni o agli effetti delle azioni sulla struttura e ai parametri di resistenza
al taglio del terreno. Lapproccio progettuale 3, pu essere definito come un approccio basato su
coefficienti di sicurezza parziali applicati sia alle azioni (effetti) sia ai materiali.
La necessit di includere tutti e tre gli approcci progettuali fu chiaramente dimostrata dalle discussioni nellambito del sottocomitato CEN/TC250/SC7 e tra tutti gli ingegneri geotecnici europei coinvolti: molti membri nazionali del CEN erano apertamente in favore di uno (o talvolta di due) dei tre
differenti approcci progettuali ma non sarebbero stati capaci di votare favorevolmente per lintroduzione dellEurocodice EN 1997-1 se fosse stato introdotto solamente uno dei tre approcci imponendo, pertanto, ununica possibilit.
Sulla base di questi differenti punti di vista occorre pertanto evidenziare che la completa armonizzazione della progettazione geotecnica non conseguibile, allo stato attuale, mediante lintroduzione dellEN 1997-1. Tuttavia c la speranza fra tutti gli esperti coinvolti nella stesura dellEurocodice
7 che lesperienza che sar raccolta durante lapplicazione dellEurocodice 7, nei diversi paesi europei, secondo i tre diversi approcci contemplati, potr portare in futuro alla definizione di un unico
approccio.
LEurocodice 7 prevede inoltre un annesso nazionale, ovvero un allegato particolare che contiene le
scelte nazionali sui punti lasciati non definiti dallEC7. Ci possibile in quanto:
sono possibili scelte alternative;

126

FONDAZIONI

devono essere fissati i valori numerici delle grandezze indicate solo simbolicamente
nellEurocodice;
alcune grandezze dipendono da situazioni specifiche di ogni singolo paese (clima, geologia,
ecc.).
Per esprimere la volont di raggiungere la pi completa armonizzazione della normativa sulle
costruzioni, il TC250 ha stabilito che lannesso nazionale non potr in alcun modo modificare i contenuti della norma europea, per esempio non potr alterare il valore di una clausola normativa
variandone il grado di obbligatoriet.

4.6.3. PRINCIPI BASE DELLEUROCODICE 7


Lopera deve essere progettata in modo tale da soddisfare i seguenti requisiti:
sia stabile complessivamente ed in ogni sua componente con adeguati margini di sicurezza, ovvero non raggiunga mai condizioni di stato limite ultimo;
mantenga pressoch inalterate le caratteristiche di funzionalit per le quali stata concepita,
ovvero non raggiunga mai condizioni di stato limite di esercizio.
Tali requisiti valgono nelle varie fasi sia della costruzione sia dellesercizio.
Allo scopo di conseguire tali requisiti la progettazione deve essere sviluppata in accordo al seguente iter:
1. Individuazione di tutti gli stati limite possibili sia per la nuova struttura prevista sia per il sistema terreno-struttura e, ove appropriato, per opere esistenti poste nelle immediate vicinanze.
2. Definizione, sulla base dei dati di progetto acquisiti, delle situazioni progettuali per le quali condurre le verifiche degli stati limite. LEurocodice 1 definisce le seguenti situazioni progettuali:
situazioni definitive (permanenti) che si riferiscono alle normali condizioni di vita della struttura;
situazioni provvisorie che si riferiscono a condizioni che si verificano temporaneamente
(come, ad esempio, quelle relative alla varie fasi di costruzione);
situazioni accidentali che si riferiscono a condizioni eccezionali, quali quelle che si verificano nel caso di urti, esplosioni, incendi, ecc.;
situazioni dinamiche che si riferiscono ad eventi sismici che causano lapplicazione di carichi
e conseguenti deformazioni.
3. Verifica, per ciascuna situazione di progetto, del non raggiungimento delle condizioni di stato
limite.
Per quanto riguarda lo stato limite si possono individuare le seguenti due condizioni:
1. Stati limite ultimi (ULS) vengono definiti sulla base di considerazioni di sicurezza per lopera da
progettare, nonch per le eventuali opere esistenti poste nelle immediate vicinanze. Essi sono
generalmente associati a meccanismi di collasso della struttura (o di uno o pi dei suoi componenti) o del terreno, in questultimo caso mediante la formazione di superfici di rottura, e sono
causati, oltre che dal superamento dei limiti di resistenza dei materiali, anche da:
perdita di equilibrio della struttura o di una sua parte;
rotture dilazionate nel tempo, causate da fenomeni di fatica o da altri fattori dipendenti dal
tempo;
deformazioni eccessive in grado di mettere fuori servizio lopera da progettare o opere esistenti poste nelle immediate vicinanze.
Per cautelarsi nei confronti del raggiungimento degli stati limite ultimi, il progettista deve introdurre nelle analisi adeguati coefficienti di sicurezza, secondo i criteri pi avanti esposti.
2. Stati limiti di esercizio (SLS): sono quelli in corrispondenza dei quali lopera non soddisfa pi
alcuni requisiti per i quali stata concepita. Vengono definiti sulla base delle seguenti considerazioni:
funzionamento dellopera nel suo complesso o delle sue parti componenti;
fruibilit dellopera;
estetica dellopera (fessurazione, danni alle finiture e/o agli elementi non strutturali, ecc.).

CAPITOLO 4 - Capacit portante

127

Sono generalmente causati dallinsorgere di eccessive deformazioni e/o eccessive sollecitazioni


negli elementi strutturali e nel terreno (vedi ad esempio i fenomeni di fessurazione nelle strutture
in cemento armato). Di norma le verifiche agli stati limite di esercizio vengono condotte limitando i valori delle deformazioni e delle tensioni negli elementi strutturali e nel terreno, entro valori
ammissibili definiti sulla base dellesperienza e dellosservazione del comportamento delle opere.
compito del progettista individuare gli stati limite da analizzare. In generale vengono considerati i
seguenti stati limite:
instabilit generale del sito e dellopera (ULS, vedi ad esempio figura 4.8);
rottura del terreno (ULS, si veda ad esempio le figure 4.94.11);
rottura di elementi strutturali (ad esempio muro, micropali, ancoraggio, ecc.) o delle connessioni tra elementi strutturali (ULS, vedi ad esempio figure 4.12 e 4.13);
contemporanea rottura nel terreno e in uno o pi elementi strutturali (ULS);
spostamenti eccessivi che inducano la messa fuori servizio della struttura (ULS), danni irreparabili alla struttura (ULS), perdita di funzionalit o di qualit estetica della struttura (SLS);
spostamenti eccessivi che inducano il collasso, la messa fuori servizio e la perdita di funzionalit
o di qualit estetica di strutture esistenti nelle immediate vicinanze dellopera (ULS-SLS);
infiltrazioni dacqua attraverso la struttura (ULS-SLS);
trasporto di terreno attraverso la struttura (ULS-SLS);
modifiche del regime idrostatico (ULS-SLS), ecc.

Figura 4.8. Esempi di modi limite di comportamento per instabilit globale delle strutture di sostegno

Figura 4.9. Esempi di modi limite di comportamento per rottura in fondazioni di muri a gravit

128

Figura 4.10. Esempi di modi limite di comportamento per la rottura per rotazione di paratie

FONDAZIONI

Con riferimento ai pali di fondazione devono essere considerate le seguenti condizioni di stati limiti
ultimi provocate dalla rottura del terreno:
stato limite ultimo per instabilit globale;
stato limite per carico limite della palificata;
stato limite ultimi per rottura o grave danno
della sovrastruttura provocato da spostamenti
della palificata;
stato limite di servizio della sovrastruttura provocato da spostamenti dei pali.
Nel caso di impiego dei micropali o pali di piccolo Figura 4.11.Esempio di modo limite di comportamento
diametro come opere di sostegno devono essere
per rottura verticale di una parete
analizzati i seguenti stati limite:
rottura per rotazione causata da non adeguate reazioni orizzontali del terreno al di sotto del fondo
scavo;
rottura per sfilamento degli ancoraggi;
rottura per raggiungimento di condizioni di instabilit locale per capacit portante in condizioni
non drenate di strati limoso-argillosi posti in corrispondenza del fondo scavo;
rottura per raggiungimento di condizioni di instabilit del fondo scavo dovute a fenomeni di sifonamento o di sollevamento per pressioni artesiane in livelli/strati sabbiosi sottostanti livelli/strati limoso-argillosi pi impermeabili;
rottura per mancanza di equilibrio verticale.
compito del progettista definire, sulla base dei dati di progetto raccolti, le situazioni di progetto
per le quali condurre le verifiche degli stati limite, facendo riferimento ad assunzioni e a combinazioni dei dati di progetto sufficientemente cautelative, in modo da coprire tutte le condizioni che possono ragionevolmente essere previste durante lesecuzione e la vita utile dellopera. Le assunzioni e
le combinazioni dei dati di progetto possono variare in relazione anche al tipo di situazione progettuale che occorre verificare; ad esempio, il livello della falda assunto per il dimensionamento di
unopera provvisoria pu essere meno cautelativo di quello considerato per la progettazione di unopera definitiva. Le ipotesi di base che conducono alla definizione delle situazioni di progetto devo-

CAPITOLO 4 - Capacit portante

Figura 4.12. Esempi di modi limite di comportamento per la rottura strutturale di strutture di sostegno

129

130

Figura 4.13. Esempi di modi limite di comportamento per rottura da sfilamento di ancoraggi

FONDAZIONI

no essere esplicitate e giustificate in dettaglio nella documentazione allegata al progetto dellopera.


Il grado di cautela da introdurre nella definizione delle situazioni di progetto deve tenere conto, tra
gli altri, dei seguenti aspetti:
1. Condizioni di stabilit generale del sito, in relazione anche alla presenza o meno di movimenti
del terreno indotti da fenomeni di subsidenza o di rigonfiamento, che possono generare carichi
aggiuntivi sulle strutture.
2. Complessit delle condizioni stratigrafiche e geotecniche, in relazione soprattutto:
al grado di conoscenza acquisito sulle caratteristiche fisiche e meccaniche dei vari strati di terreno;
alla loro variabilit nello spazio e nel tempo;
alla presenza o meno di discontinuit strutturali (giunti, fessure, ecc.) che possono influenzare il comportamento in grande scala dellammasso;
al grado di conoscenza delle tensioni geostatiche iniziali.
3. Complessit delle condizioni idrogeologiche, in relazione soprattutto alla definizione dei livelli
piezometrici presenti nei vari strati di terreno e alle loro variazioni nel tempo.
4. Grado di confidenza sulle condizioni geometriche e di carico assunte per le verifiche, in relazione soprattutto:
alla possibilit che nelle zone circostanti lopera possano verificarsi fenomeni di erosione o
essere effettuati scavi e riporti, ecc.;
alla possibilit che possano cambiare nel tempo le condizioni di carico (variazione dei carichi
e/o delle loro combinazioni), ecc.
5. Caratteristiche dellopera, in relazione soprattutto alla sua capacit di assorbire leffetto di spostamenti differenziali.
6. Condizioni ambientali, in relazione soprattutto agli effetti prodotti da agenti aggressivi sulla
durabilit dellopera.
Il raggiungimento degli obiettivi progettuali, ovvero la verifica che nellambito di ciascuna situazione di progetto considerata non si verifichi il raggiungimento degli stati limite, pu essere perseguito dal progettista:
mediante il ricorso al calcolo;
mediante ladozione di prescrizioni;
mediante lutilizzo di dati relativi a prove su prototipi a grande scala o su modelli fisici in scala
ridotta;
mediante lutilizzo del metodo osservazionale.

CAPITOLO 4 - Capacit portante

131

Generalmente i progetti vengono supportati dal calcolo, che viene anche utilizzato nel caso delladozione di altre metodologie progettuali. Il progetto mediante calcolo comporta lo sviluppo dei
seguenti punti:
la definizione della situazione di progetto, con identificazione dei dati geometrici (dimensioni
dellopera, stratificazione del terreno, livelli di falda, ecc.), delle azioni, delle propriet meccaniche dei terreni ecc.;
la scelta del metodo di calcolo e del modello costitutivo per le strutture e per il terreno;
la definizione dei parametri che caratterizzano il modello costitutivo prescelto per le strutture e
per il terreno;
la definizione dei criteri di accettabilit, ovvero dei coefficienti di sicurezza minimi richiesti per
le verifiche degli stati limite ultimi e degli spostamenti totali e/o differenziali ammissibili sia per
le verifiche degli stati limite di esercizio che per le verifiche degli stati limite ultimi.
La scelta del metodo di calcolo e dei modelli costitutivi del terreno deve essere effettuata in relazione:
allo stato limite da analizzare;
alla complessit (geometrica e geotecnica) del problema da esaminare;
alla capacit del metodo di calcolo di rappresentare il problema da esaminare;
al grado di definizione della situazione geotecnica (qualit e quantit dei dati geotecnici, incertezze nella stratigrafia ecc.);
allimportanza dellopera;
alle implicazioni connesse con eventuali insuccessi nella previsione dei risultati.
Nel caso di opere di una certa rilevanza il progettista si avvale:
di metodi di calcolo in grado di schematizzare adeguatamente il problema di interazione terrenostruttura, mettendo in conto aspetti connessi con la compatibilit delle deformazioni, soprattutto
in presenza di materiali fragili, ovvero caratterizzati da leggi di comportamento del tipo rammollente (strain-softening);
del confronto tra i risultati ottenibili con metodi di calcolo alternativi;
del confronto con i risultati pubblicati in letteratura o facenti parte del suo bagaglio tecnico, relativi al monitoraggio dalle opere di caratteristiche simili, realizzate in condizioni geotecniche
comparabili al caso di progetto.
Per quanto concerne la progettazione mediante lutilizzo di prescrizioni, tale metodologia si esplica
nelladozione di particolari cautele progettuali, di prescrizioni sulle metodologie esecutive, di controlli sulle caratteristiche dei materiali, ecc.
Ladozione di prescrizioni per la progettazione deve essere limitata:
a problemi relativamente semplici (ad esempio, in presenza di muri con carichi in fondazione di
limitata entit, appoggiati su terreni di ottime caratteristiche meccaniche, si potr evitare la verifica di capacit portante, prescrivendo opportuni controlli ed accorgimenti in fase di realizzazione della fondazione che attestino leffettivo raggiungimento del tetto della formazione rocciosa);
a opere di limitata importanza caratterizzate da situazioni riconducibili a casi per i quali sono
disponibili anche evidenze di comportamento in siti adiacenti a quelli di futura costruzione; in
tali casi si dovr comunque dimostrare la similarit delle condizioni geotecniche tra il sito di futura costruzione e quello preso come riferimento.
A fini progettuali possono inoltre essere presi in considerazione i risultati di prove su prototipi a grande scala o su modelli fisici in scala ridotta, purch siano considerati e valutati i seguenti aspetti:
differenze tra le condizioni geotecniche che caratterizzano le prove su prototipi o su modelli fisici in scala ridotta e la situazione di progetto, con particolare riferimento al grado di addensamento, allentit delle pressioni geostatiche iniziali, alla stratificazione, alla presenza di discontinuit strutturali, ecc.;
estendibilit dei risultati delle prove alla vita utile dellopera;
effetti scala, nel caso di prototipi di dimensioni pi piccole rispetto a quelle dellopera in progetto.

132

FONDAZIONI

In generale risulta tuttavia preferibile utilizzare i risultati sperimentali delle prove su prototipi a
grande scala o su modelli fisici in scala ridotta in modo indiretto, ovvero attraverso la taratura
mediante analisi a ritroso (back analysis) dei metodi di calcolo, che verranno invece applicati per
lesame della situazione reale di progetto.
Nel caso di opere e/o situazioni di progetto di particolare complessit, qualora i metodi di calcolo,
ancorch raffinati, non siano in grado di fornire sufficienti garanzie sulleffettivo comportamento
dellopera, si pu affiancare la progettazione mediante calcolo con quella mediante il metodo osservazionale.
Secondo tale metodo, il progetto pu essere controllato ed eventualmente modificato durante la fase
di realizzazione.
Nel caso di utilizzo di tale approccio progettuale, nello sviluppo del progetto:
deve essere stabilito un campo di possibili comportamenti accettabili per lopera, definendone i
limiti;
deve essere dimostrato che il comportamento reale dellopera abbia unaccettabile probabilit di
ricadere nei prefissati limiti di accettabilit;
deve essere previsto un sistema di monitoraggio in grado di rilevare se il comportamento reale
della struttura rimane o meno nel campo di quelli accettabili. A tale scopo il monitoraggio deve
essere progettato in modo tale da consentire il rilevamento di eventuali comportamenti anomali,
in modi e tempi opportuni per permettere con successo lattivazione degli interventi integrativi
previsti in progetto. In particolare, i tempi di risposta del sistema di monitoraggio, di acquisizione e di interpretazione dei dati, di eventuale attivazione ed esecuzione degli interventi integrativi devono essere stabiliti nel progetto tenendo conto di ragionevoli previsioni sullevoluzione di
eventuali fenomeni di instabilit;
devono essere previsti interventi integrativi, nonch i modi e i tempi per la loro attivazione.

4.6.4. VERIFICHE AGLI STATI LIMITI ULTIMI


4.6.4.1. GENERALIT
Sebbene lEN 1997-1 tratti della progettazione dei differenti tipi di fondazioni, opere di sostegno e
altri tipi di strutture geotecniche, lEurocodice 7 non specifica quali teorie della meccanica delle
terre o quali leggi costitutive dei terreni e delle rocce devono essere utilizzate per determinare, per
esempio, la pressione delle terre che agisce su unopera di sostegno, o per analizzare la stabilit di
un pendio. Tuttavia, lEN 1997-1 indica quali criteri progettuali devono essere adottati nei calcoli
sulla base dellimpiego di coefficienti di sicurezza parziali. I valori dei coefficienti di sicurezza parziali riportati nellAnnesso A dellEurocodice 7 sono raccomandati, ma possono comunque essere
modificati dallannesso nazionale.
LEN 1997-1 distingue tra cinque differenti tipi di verifiche agli stati limite ultimi e usa le abbreviazioni che erano gi state definite nellEN 1990:
perdita di equilibrio generale della struttura, considerata come un corpo rigido, o del terreno
(indicata con EQU), dove la resistenza dei materiali strutturali e del terreno sono insignificanti nel
fornire resistenza, come, ad esempio, nel caso di ribaltamento di un muro di sostegno su roccia;
superamento della resistenza limite o eccesso di deformazioni della struttura o degli elementi
strutturali (indicato con STR), inclusi fondazioni dirette, pali, muri di sostegno, ecc., nei quali la
resistenza dei materiali strutturali significativa nel fornire resistenza;
superamento della resistenza limite o eccesso di deformazione del terreno (indicato con GEO), nel
quale la resistenza del terreno o della roccia significativa nel fornire resistenza, come, ad esempio,
nel caso della stabilit globale, della capacit portante di fondazioni superficiali o profonde su pali;
sollevamento della costruzione o del terreno per sottopressioni idrauliche o per altre azioni verticali (indicato con UPL);
collasso del terreno causato da gradienti idraulici eccessivi (indicato con HYD).
Le formule per controllare questi stati limite sono riportate nei paragrafi da 2.4.7.2 a 2.4.7.5
dellEurocodice 7.

CAPITOLO 4 - Capacit portante

133

Nella verifica agli stati limite ultimi per rottura o per eccessiva deformazione nel terreno e negli elementi strutturali deve essere verificata la seguente disuguaglianza:
Ed Rd

dove Ed il valore di progetto degli effetti di tutte le azioni, e Rd il valore di progetto della corrispondente resistenza del terreno o della struttura.
Al contrario delle verifiche eseguite nella progettazione delle strutture, le azioni geotecniche non possono essere separate dalle resistenze del terreno, poich spesso dipendono da esse come, ad esempio,
nel caso della pressione delle terre. Inoltre, la resistenza del terreno spesso dipende dalle azioni come,
ad esempio, nel caso della capacit portante di una fondazione superficiale che dipende dalle azioni
applicate alla fondazione. Ci sono differenti ed equivalenti modi per tenere conto di questa diretta
dipendenza, in geotecnica, tra le azioni e le resistenze; a questo riguardo, lEN 1997-1 propone tre
approcci progettuali per verificare lassenza della rottura nel terreno (GEO) e nella struttura (STR).
NellEurocodice 7 si definiscono i valori caratteristici delle azioni (F), dei parametri geotecnici (X)
e dei parametri geometrici (a), ed i corrispondenti valori di progetto, che si ottengono applicando un
coefficiente di sicurezza parziale al corrispondente valore caratteristico della grandezza considerata.
Valori caratteristici e valori di progetto entrano in gioco nel calcolo delle resistenze R e degli effetti delle azioni E:
R = R (F, X, a)
E = E (F, X, a)

Inoltre, ma solo per quanto riguarda le azioni, si considera il cosiddetto valore rappresentativo per
tenere conto della possibilit che queste siano di tipo permanente, variabile o accidentale.
Concettualmente, il valore rappresentativo di unazione solo un particolare valore caratteristico
che tiene conto del modo in cui le azioni si manifestano. La tabella, riportata in figura 4.14, pu servire per riassumere le definizioni delle grandezze ed il modo per ricavarle, secondo quanto prescritto dalla norma EN 1990-2001 Basis of Design.
Simbologia

Valore rappresentativo

Frep = Fk

Fattore di combinazione
Valore di progetto

Geotecnici

Geometrici

valore caratteristico
valore di progetto
valore nominale

Figura 4.14. Definizioni presenti in

4.6.4.2.SUPERAMENTO

EN

1990-2001

Fd = F Frep
Xk

Xd

anom

Note

Si ottiene combinando fra loro le azioni caratteristiche Fk permanenti, variabili e accidentali


F coefficiente di sicurezza parziale

stima cautelativa di un parametro geotecnico


si ricava alternativamente:
1) Xd = Xk/M (M coefficiente parziale)
2) scelta diretta

DELLA RESISTENZA LIMITE O ECCESSO DI DEFORMAZIONE NEGLI ELEMENTI

STRUTTURALI STR O SUPERAMENTO DELLA RESISTENZA LIMITE O ECCESSO DI DEFORMAZIONE NEL


TERRENO GEO

Azioni di progetto
Gli effetti delle azioni sono funzione delle stesse azioni, delle propriet dei terreni e dei dati geometrici. Le seguenti espressioni (4.1a) e (4.1b) indicano il calcolo dei valori di progetto degli effetti delle azioni, applicando il coefficiente di sicurezza parziale o direttamente sulle azioni o sulleffetto finale.

134

FONDAZIONI

I coefficienti di sicurezza parziali per le azioni possono essere quindi applicati:


ai valori rappresentativi Frep dellazione
o al loro effetto (E)

Ed = E { F Frep , X k / M , ad }

Ed = E E { Frep , X k / M , ad }

(4.1a)
(4.1b)

dove Xk il valore caratteristico della resistenza del terreno, F un coefficiente di sicurezza parziale
sullazione, M un coefficiente di sicurezza parziale sulle propriet del materiale, E un coefficiente di sicurezza parziale sulleffetto delle azioni, e ag il valore di progetto dei dati geometrici.
LEN 1990 (paragrafo 6.3.1) e lAnnesso B dellEN 1997-1 forniscono indicazioni su quando usare le
espressioni (4.1) e (4.2). Il termine Xk/M introduce nel calcolo gli effetti delle azioni geotecniche,
come ad esempio la pressione del terreno.
I seguenti metodi possono essere usati per calcolare il valore di progetto delleffetto di una azione
geotecnica (si veda lannesso B.2 dellEN 1997-1):
utilizzando i valori di progetto dei parametri di resistenza e applicando un coefficiente di sicurezza parziale M superiore allunit alla sorgente dellazione;
usando valori di progetto uguali ai valori caratteristici dei parametri di resistenza, ovvero applicando un coefficiente di sicurezza parziale uguale allunit.
Conseguentemente le espressioni (4.1) e (4.2) diventano:
Ed = E E { Frep , X k / M , ad }
Ed = E E { Frep , X k / M , ad }

(espressione (B.3.2) nellannesso B.2)


(espressione (B.3.1) nellannesso B.2)

Valori raccomandati dei coefficienti di sicurezza variabili per limpiego in situazioni persistenti e
transitorie sono dati nelle tabelle A.3 e A.4 dellannesso A, di seguito riportate; valori alternativi possono essere dati dagli annessi nazionali.

Resistenze di progetto
La resistenza nel terreno una funzione della resistenza al taglio del terreno, Xk, e spesso delle azioni Frep (quando il valore della resistenza condizionato dallazione, come ad esempio per le fondazioni superficiali sottoposte a carichi inclinati), e dei dati geometrici. Il valore di progetto della resistenza, Rd, pu essere calcolato nei seguenti tre modi, che si differenziano per come agisce il coefficiente di sicurezza parziale: rispettivamente sulle azioni, sulleffetto delle azioni o su entrambe.
Lentit delle azioni influenza infatti anche i valori delle resistenze geotecniche:
Rd = R { F Frep , X k / M , ad }
Rd = R { F Frep , X k , ad } / R

Rd = R { F Frep , X k / M , ad } / R

(4.2a)

(4.2b)
(4.2c)

dove R un coefficiente di sicurezza parziale per la resistenza del terreno.


Nellespressione (4.2a) il valore di progetto della resistenza ottenuto applicando un coefficiente di
sicurezza parziale M > 1.0 ai valori caratteristici dei parametri di resistenza al taglio del terreno ck e
tank o cu,k, ecc. Se le azioni giocano un ruolo sulla resistenza, i valori di progetto delle azioni (F
Frep) sono introdotti nel calcolo di Rd (si vedano gli approcci progettuali 1 e 3 e le figure 4.15 e 4.17).
Nellespressione (4.2b), il valore di progetto della resistenza ottenuto applicando un coefficiente
di sicurezza parziale R > 1.0 alla resistenza ottenuta usando i valori di progetto uguali ai valori caratteristici dei parametri di resistenza al taglio del terreno. Se le azioni giocano un ruolo sulla resistenza, i valori di progetto delle azioni (F Frep) sono introdotti nel calcolo di Rd (si veda lapproccio
progettuale 2 e la figura 4.16).

CAPITOLO 4 - Capacit portante

135

Figura 4.15. Approccio progettuale 1: introduzione ai coefficienti di sicurezza parziali (valori raccomandati) da impiegare per
valutare la capacit portante del terreno usando: (a) combinazione 1 e (b) combinazione 2. Per semplicit,
considerato solamente lequilibrio verticale e sono mostrate le sole azioni sfavorevoli

Figura 4.16. Approccio progettuale 2: introduzione ai coefficienti di sicurezza parziali (valori raccomandati) da impiegare per
valutare la capacit portante del terreno: (a) fattorizzazione delle azioni allorigine, indicato come approccio DA2; (b) fattorizzazione degli effetti delle azioni, indicato come approccio DA-2*. Per semplicit, considerato solamente lequilibrio verticale e sono mostrate le sole azioni sfavorevoli

Se gli effetti delle azioni sono fattorizzati (si veda lAnnesso B.3(6) dellEN 1997-1), si ha F = 1.0
e lespressione (4.2c) diventa:
Rd = R { Frep , X k , ad } / R (espressione (B.6.2.2.) nellannesso B.3)

136

FONDAZIONI

Figura 4.17. Approccio progettuale 3: introduzione ai coefficienti di sicurezza parziali (valori raccomandati) da impiegare per
valutare la capacit portante del terreno. Per semplicit, considerato solamente lequilibrio verticale e sono
mostrate le sole azioni sfavorevoli

Lespressione (4.2c) simile allespressione (4.2a), ma un coefficiente di sicurezza parziale complementare R > 1.0 pu essere applicato per ottenere il valore di progetto della resistenza. I valori
dei coefficienti di sicurezza parziali possono essere presi dallAnnesso A dellEurocodice 7 (di
seguito si riportano per comodit di lettura le tabelle A.1, A.2, A.3 e A.4); valori alternativi possono
essere indicati nellannesso nazionale
Tabella A.1 Dallannesso A dellEurocodice 7 (en 1997-1), coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni (F) per la verifica dello
stato di equilibrio limite (EQU)
Permanenti
Variabili

Azione

Simbolo

Valore

Sfavorevoli (a)

G,dst

1.1

Sfavorevoli (a)

Q,dst

1.5

Favorevoli (b)
Favorevoli (b)

(a) Destabilizzanti
(b) Stabilizzanti

G,stk

Q,dst

0.9
0

Tabella A.2 Dallannesso A dellEurocodice 7 (en 1997-1), coefficienti di sicurezza parziali sui parametri del terreno (M) per
la verifica dello stato di equilibrio limite (EQU)
Parametro del terreno

Angolo di resistenza al taglio (*)


Coesione efficace

Resistenza al taglio in condizioni


non drenate
Resistenza a compressione
monoassiale
Peso dellunit di volume

Simbolo

Valore

1.25

cu
qu

Questo coefficiente di sicurezza si applica alla tangente dellangolo di resistenza al taglio (tan)

1.25
1.4
1.4
1.0

CAPITOLO 4 - Capacit portante

137

Tabella A.3 Dallannesso A dellEurocodice 7 (EN 1997-1), coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni (F) o sugli effetti delle
azioni (E) per le verifiche strutturali (STR) e geotecniche (GEO)
Azione

Permanenti
Variabili

Simbolo

Sfavorevoli

A1

Favorevoli

Sfavorevoli

A2

1.35

1.0

1.5

1.3

1.0

Favorevoli

Set

1.0

Tabella A.4 Dallannesso A dellEurocodice 7 (EN 1997-1), coefficienti di sicurezza parziali sui parametri del terreno (M) per
le verifiche strutturali (STR) e geotecniche (GEO)
Parametro del terreno

Simbolo

M1

Set

M2

Angolo di resistenza al taglio (*)

1.0

1.25

Coesione efficace

1.0

1.25

cu

1.0

1.4

qu

1.0

1.4

1.0

Resistenza al taglio in
condizioni non drenate

Resistenza a
compressione monoassiale
Peso dellunit di volume

(*) Questo coefficiente di sicurezza si applica alla tangente dellangolo di resistenza al taglio (tan)

Approcci progettuali
Le espressioni (4.1) e (4.2) differiscono nel modo di distribuire i coefficienti di sicurezza parziali tra
le azioni, le propriet del terreno e le resistenze. Differenti combinazioni delle espressioni (4.1) e
(4.2) e, pertanto, differenti modi di introdurre i coefficienti di sicurezza parziali nei termini E ed R
della disuguaglianza fondamentale Ed Rd hanno condotto a tre differenti approcci progettuali contemplati nellEN 1997-1. I valori dei coefficienti di sicurezza parziali da applicare, una volta scelto
un determinato Approccio Progettuale, sono lasciati alle determinazioni di ciascun paese e devono
essere indicati nellapposito annesso nazionale.
I modi di combinare i set dei coefficienti di sicurezza parziali, per ottenere i valori di progetto degli
effetti delle azioni e delle resistenze, nella disuguaglianza Ed Rd, sono indicati in maniera simbolica, ad esempio, nel seguente modo, ad esempio:
A1 + M1 + R1
Il significato dellespressione sopra indicata
la seguente:
1. i coefficienti di sicurezza parziali per le azioni (F) o per gli effetti delle azioni (E) sono rappresentati dal simbolo A e sono presi dal set A1 della tabella A.3 dellAnnesso A dellEN 1997-1; il
simbolo + significa che essi sono usati in combinazione con
2. i coefficienti di sicurezza parziali (M) per la resistenza al taglio dei terreni (simbolo M) che sono
presi dal set M1 della tabella A.4, e con
3. i coefficienti di sicurezza parziali per la resistenza (R) (simbolo R), che sono presi dal set R1,
delle tabelle da A.5 ad A.8 riportate nellannesso A.
La procedura per combinare i coefficienti di sicurezza parziali, sopra descritti in maniera simbolica,
implica che unazione geotecnica, o leffetto di unazione, incluse le azioni geotecniche, coinvolga
due differenti set di coefficienti di sicurezza parziali: A (coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni) + M (coefficienti di sicurezza parziali sui parametri geotecnica). Invece, una resistenza geotec-

138

FONDAZIONI

nica implica sempre due set di coefficienti di sicurezza parziali: M (coefficienti di sicurezza parziali sui parametri geotecnica) + R (coefficienti di sicurezza parziali sulle resistenze).
Tuttavia, in un certo numero di casi, i coefficienti di sicurezza parziali sono posti uguali allunit;
questo si applica, ad esempio, ai set M1, R1 ed R3.
Se si fa uso dei coefficienti di sicurezza parziali relativi al set M1, i valori di progetto dei parametri
del terreno sono assunti uguali ai loro valori caratteristici.

Approccio progettuale 1 (DA-1)


Sono prescritte due analisi distinte per verificare che non si determini uno stato limite di collasso
nelle componenti strutturali o nel terreno. Nel primo caso i coefficienti di sicurezza parziali sono
applicati alle azioni, mentre i parametri geotecnici compaiono con i loro valori caratteristici; nel
secondo caso, le azioni vengono considerate con i loro valori caratteristici (eccetto per la componente variabile dei carichi esterni, che viene maggiorata se sfavorevole), mentre i parametri geotecnici assumono i valori di progetto.
I coefficienti di sicurezza parziali sono applicati alle azioni, piuttosto che ai loro effetti e ai valori
caratteristici della resistenza al taglio del terreno (come ad esempio c e tano cu), utilizzando lespressione (4.2a). Uneccezione a questo approccio si ha per la progettazione dei pali e degli ancoraggi, che sono verificati applicando i coefficienti di sicurezza parziali alla resistenza misurata o calcolata usando lespressione (4.2b); in questo caso, la verifica a rottura del terreno, si esegue applicando i coefficienti di sicurezza parziali direttamente sulle resistenze finali (per esempio la portata
di punta e la portata laterale per i pali di fondazione) e non sui parametri geotecnici.
I coefficienti di sicurezza parziali sono usualmente applicati direttamente ai valori rappresentativi
delle azioni (espressione (4.1a)), ad eccezione di quando, seguendo tale approccio, si giunge a delle
situazioni fisicamente impossibili, come nel caso dellapplicazione di un coefficiente di sicurezza
parziale (chiamata anche fattorizzazione) alla profondit nota della falda; in tali casi, i coefficienti
di sicurezza parziali sono applicati agli effetti dellazione, pertanto impiegata lespressione (4.1b)
(si veda il paragrafo 2.4.7.3.2(2) dellEurocodice 7).

Combinazione 1
La combinazione dei coefficienti di sicurezza variabili : A1 + M1 + R1. La combinazione 1 coincide con il vecchio caso B usato nella versione preliminare dellEurocodice 7 (ENV 1997-1) Lo scopo
quello di conseguire unadeguata sicurezza nei confronti di sfavorevoli deviazioni dei valori delle
azioni, o dei loro effetti, dai loro valori caratteristici, mentre i valori di progetto delle propriet del
terreno sono assunti uguali ai valori caratteristici. Cos, per le azioni sfavorevoli (o i loro effetti) i
calcoli per la combinazione 1 sono condotti usando il set di coefficienti di sicurezza parziali A1 della
Tabella A.3 dellannesso A (figura 4.15a: valori raccomandati G = 1.35 e Q =1.5); per le azioni favorevoli i valori raccomandati sono i seguenti: G =1.0 e Q =0.0. Per le resistenze del terreno, i calcoli sono eseguiti utilizzando il set di coefficienti di sicurezza parziali M1 della tabella A.4, e il set R1
delle tabelle da A.5 ad A.8 e delle tabelle da A.12 ad A.14 (riportate nella figura 4.18) (figura 4.15a:
' = c' = cu = 1.0 e R,v = 1.0).

Combinazione 2
La combinazione dei coefficienti di sicurezza parziali : A2 + M2 + R1. La combinazione 2 corrisponde al caso C nellENV 1997-1 e ha lo scopo di conseguire unadeguata sicurezza nei confronti
di sfavorevoli deviazioni delle caratteristiche di resistenza al taglio del terreno dai valori caratteristici, e per tenere anche conto delle incertezze insite nel modello di calcolo.
invece assunto che le azioni permanenti siano molto prossime ai loro valori rappresentativi previsti, mentre le azioni variabili applicate alla struttura possano variare leggermente e in maniera sfavorevole. Conseguentemente, per le azioni (o i loro effetti), i calcoli per la combinazione 2 sono condotti adottando il set A2 della tabella A.3 dellannesso A (figura 4.15b: valori raccomandati G = 1.0,
per azioni sia favorevoli sia sfavorevoli, e Q = 1.3 (azioni sfavorevoli) e Q = 0.0 (azioni favorevo-

CAPITOLO 4 - Capacit portante

139

Tabella A.5 Coefficienti di sicurezza parziali R per fondazioni superficiali


Resistenza

Simbolo

Scorrimento

R;h

Portanza

Set

R1

R2

1.0

R;v

1.0

Base

Simbolo
B

Fusto del palo (compressione)

Totale/combinati (compressione)

Fusto in trazione

s;t

R1

1.0
1.0
1.0

1.25

R2

Base

Simbolo

Fusto del palo (compressione)


Fusto in trazione

1.1

1.0

1.3

1.1

R2

1.1

1.0

1.5

1.0

1.25

1.1

R1

1.1
1.0
1.1

1.25

Simbolo
a;t

a;p

R1

1.1
1.1

Tabella A.13 Coefficienti di sicurezza parziali R per opere di sostegno


Resistenza

Simbolo

Resistenza allo scorrimento

R;h

Capacit portante

Resistenza del terreno

R1

1.0

1.15

R2

1.3

1.1

Set

R3

1.6

R4

1.1

1.0

1.45

1.1

1.0

1.4

1.1

1.0

1.15

Tabella A.12 Coefficienti di sicurezza parziali R per ancoraggi pretesi

Permanente

R4

1.15

Temporanea

R3

s;t

Resistenza

Set

1.6

1.6

Fusto in trazione

1.1

1.0

Totale/combinati (compressione)

1.3

1.1

Simbolo

Fusto del palo (compressione)

1.0

1.15

Tabella A.8 Coefficienti di sicurezza parziali R per pali a elica


Base

R4

1.3

1.25

s;t

Resistenza

R3

1.0

B
s

Totale/combinati (compressione)

R1

Set

1.0

1.1

Tabella A.7 Coefficienti di sicurezza parziali R per pali trivellati


Resistenza

1.0

1.1

Tabella A.6 Coefficienti di sicurezza parziali R per pali infissi


Resistenza

R3

1.4

R2

1.3

1.1

Set

1.1

1.6

R3

R4

1.0

1.1

1.1

1.0

Set

R2

1.1

R3

R;v

1.0

1.4

1.0

R;e

1.0

1.4

1.0

1.0

1.1

1.0

Tabella A.14 Coefficienti di sicurezza parziali R per pendii e per analisi di stabilit globali
Resistenza

Resistenza del terreno

Simbolo
R;e

R1

1.0

Set

R2

1.1

R3

1.0

Figura 4.18. Tabelle A.5, A.6, A.7, A.8, A.12, A.13, A.14 relative ai coefficienti di sicurezza parziali, riportate nellAnnesso A
dellEurocodice 7

140

FONDAZIONI

li). Per le resistenze del terreno, i calcoli sono eseguiti utilizzando il set di coefficienti di sicurezza
parziali M2 della tabella A.4, e il set R1 delle tabelle da A.5 ad A8 e da A.12 ad A.14 (figura 4.15b:'
= c' = 1.25, cu =1.4 e R,v = 1.0).
Quando ovvio che una delle due combinazioni governa il progetto, non necessario analizzarle
entrambe. Usualmente, il dimensionamento geotecnico governato dalla combinazione 2, ed pertanto sufficiente controllare in un secondo tempo che le dimensioni siano accettabili per la combinazione 1; analogamente, spesso ovvio dimensionare la struttura sulla base della combinazione 2
e, quando pertinente, verificarla con la combinazione 1.

Approccio progettuale 2 (DA-2)


In questo approccio sufficiente eseguire una sola verifica, applicando i coefficienti di sicurezza
parziali contemporaneamente alle azioni (o agli effetti delle azioni) ed alle resistenze finali, mentre
i parametri geotecnici vanno considerati con i loro valori caratteristici.
La combinazione dei coefficienti di sicurezza parziali A1 + M1 + R2 impiegata a questo scopo.
I medesimi coefficienti di sicurezza parziali sono applicati sia alle azioni geotecniche sia alle azioni provenienti dalla struttura in elevazione. I coefficienti di sicurezza parziali sono applicati alla resistenza del terreno e alle azioni (approccio indicato con la sigla DA-2 in figura 4.16a) o agli effetti
delle azioni (approccio indicato con la sigla DA-2* in figura 4.16b). I risultati, ottenuti dai due differenti modi di applicare i coefficienti parziali, sono differenti.
Per la procedura dove le azioni sono fattorizzate (alle azioni sono applicati i coefficienti di sicurezza parziali) allorigine (DA-2), sono usati i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella
A.3, del set M1 della tabella A.4, e del set R2 delle tabelle da A.5 ad A.8 e da A.12 ad A.14 (figura
4.16a: valori raccomandati G =1.35 e Q =1.5; set M1, ' = c' = cu = 1.0; set R2 R,v = 1.4 applicato alla capacit portante).
Per la procedura dove i coefficienti di sicurezza parziali sono applicati agli effetti delle azioni (DA2*), sono impiegati i medesimi coefficienti di sicurezza parziali ma i calcoli di E ed R sono effettuati con i valori di progetto delle azioni mentre, per i parametri di resistenza al taglio del terreno, sono assunti i valori caratteristici. I coefficienti di sicurezza parziali (set A1 ed R2) sono applicati, alla fine, agli effetti risultanti delle azioni permanenti e variabili (figura 4.16b:
Vd = 1.35 VG ,k + 1.5 VQ ,k ) e alla resistenza calcolata usando i valori caratteristici delle propriet
del terreno (figura 4.16b: Rv ,d = Rv ( k' , ck' ) / 1.4 ). In questa procedura, sono impiegate le espressioni

(B.3.1) e (B.6.2.2) dellannesso B dellEN 1997-1, cosicch si ha una diretta relazione con il tradizionale coefficiente di sicurezza globale = Rk / Ek .
Lespressione Ed Rd diventa:
e quindi si ha:

E E { Frep , X k , ad } R { Frep , X k , ad } / R
= E R

Si dovrebbe notare che E un coefficiente composto, in quanto il valore dipende dalle proporzioni
delle parti permanenti e variabili dellazione. Il prodotto ER dipendente da questa proporzione,
mentre il coefficiente di sicurezza globale usualmente indipendente da essa.

Approccio progettuale 3 (DA-3)


Anche in questo caso sufficiente una sola verifica, ma i coefficienti di sicurezza parziali sono applicati alle azioni (o agli effetti delle azioni) e ai parametri del terreno. Per quanto riguarda le azioni,
per, si fa una distinzione fra quelle che derivano dalle strutture e quelle di origine geotecnica, cio
quelle azioni esercitate dal terreno naturale, da riempimenti di terreno e dalle acque di sottosuolo.
Nel primo caso, infatti, tutte le azioni permanenti sfavorevoli sono amplificate, mentre nel secondo
caso le azioni devono essere prese con il loro valore caratteristico, cio non amplificate. Per quanto

CAPITOLO 4 - Capacit portante

141

riguarda le azioni variabili sfavorevoli queste vengono amplificate, anche se con coefficienti parziali
diversi, in entrambi i casi.
A questo scopo si adotta la seguente combinazione di coefficienti di sicurezza parziali A1 (per le
azioni strutturali) o A2 (per le azioni geotecniche) + M2 + R3.
I valori caratteristici delle azioni che provengono dalla struttura (azioni strutturali) sono moltiplicati per i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella A.3 (figura 4.17: valori raccomandati G =1.35 e Q =1.5) per ottenere i valori di progetto. I valori di progetto delle azioni dovute alla
presenza del terreno o trasferite attraverso di esso (azioni geotecniche) sono ricavati usando i coefficienti di sicurezza parziali sulla resistenza al taglio del terreno mediante il set M2 ed A2 (figura
4.17: valori raccomandati G =1.0 e Q =1.3). I valori di progetto della resistenza al taglio del terreno sono ottenuti applicando i coefficienti di sicurezza parziali del set M2 della tabella A.4 (figura
4.17: valori raccomandati ' = c' = 1.25; cu = 1.4).
I valori di progetto della resistenza del terreno sono ottenuti utilizzando i coefficienti di sicurezza
parziali del set M2 della tabella A.4 ai parametri di resistenza al taglio del terreno, e i coefficienti di
sicurezza parziali della resistenza del set R3 delle tabelle da A.5 ad A8 e da A.12 ad A.14 dellannesso A (Figura 4.17: set M2, valori raccomandati ' = c' = 1.25, cu = 1.4 e R,v = 1.0).
4.6.5. CRITERI DI VERIFICA DEGLI STATI LIMITI DI ESERCIZIO
Le verifiche degli stati limiti di esercizio sono effettuate con riferimento ai valori caratteristici sia
dei parametri di resistenza e di deformabilit sia delle azioni, ovvero senza applicazione di coefficienti di sicurezza.
Oltre alle verifiche degli elementi strutturali previste dalla normativa vigente e dagli eurocodici, si
dovr verificare che gli spostamenti calcolati siano inferiori a quelli ammissibili per lopera da realizzare e, ove appropriato, per le strutture poste nelle immediate vicinanze. A tale proposito il progettista deve:
effettuare specifiche valutazioni degli spostamenti facendo riferimento a profili di deformabilit
dei terreni ragionevolmente cautelativi;
definire, sulla base di considerazioni tecniche, i valori di soglia degli spostamenti che possono
produrre il raggiungimento dello stato limite di sesercizio per le strutture, o, in alternativa, valutare direttamente, mediante calcoli specifici, le conseguenze prodotte sulle strutture dagli spostamenti calcolati.

4.6.6. ANALISI DI SENSIBILIT


Nei casi in cui la definizione delle situazioni di progetto e, quindi, la verifica degli stati limite comportino inevitabili incertezze (si pensi soprattutto alla definizione delle condizioni idrogeologiche,
delle condizioni stratigrafiche, dei valori dei parametri geotecnici, ecc.) nellattendibilit dei metodi di analisi o nella riuscita di soluzioni o accorgimenti progettuali previsti (ad esempio interventi di
miglioramento delle caratteristiche dei terreni), il progettista deve procedere allesecuzione di analisi di sensibilit, finalizzate a valutare gli effetti prodotti sul dimensionamento dellopera da possibili variazioni dei dati di ingresso in termini di danni difficilmente rimediabili.
Le situazioni di progetto oggetto delle analisi di sensibilit, sia pure cautelative, devono pur sempre
rappresentare situazioni realistiche: ad esempio, i valori caratteristici dei parametri di resistenza al
taglio e di deformabilit dei terreni non devono mai essere inferiori a quelli peggiori possibili per il
tipo di problema e di terreno esaminato; con riferimento ai materiali sabbiosi, sono da ritenersi ingiustificati valori dellangolo di attrito caratteristici inferiori a quelli caratteristici di stato critico.

4.6.7. STABILIT GENERALE DEL SITO


Ove appropriato, il progetto delle opere deve essere preceduto da specifiche analisi di stabilit finalizzate ad accertare lidoneit del sito ad accogliere lopera in progetto e/o individuare e dimensionare eventuali interventi preventivi di stabilizzazione.
La stabilit generale del sito deve essere esaminata, in particolare, in presenza delle seguenti situazioni:

142

FONDAZIONI

in prossimit o su un pendio inclinato, sia esso naturale o artificiale (instabilit per fenomeni gravitativi);
in prossimit di un corso dacqua, di un lago o del mare (instabilit per fenomeni di erosione);
in prossimit di cavit sotterranee o di strutture interrate (instabilit per chiusura delle cavit e/o
per eccessivi spostamenti);
in aree, anche pianeggianti, per le quali possano essere previsti fenomeni di liquefazione in presenza di eventi sismici (instabilit per perdita di resistenza degli strati di terreno).

4.6.8. ULTERIORI REQUISITI GENERALI DI PROGETTAZIONE


Oltre a quanto precedentemente evidenziato, nella definizione della tipologie di fondazione si devono tenere conto dei seguenti aspetti:
delle configurazioni provvisorie necessarie alla realizzazione dellopera;
delle opere provvisionali necessarie per consentire laccesso ai mezzi dopera (strade, ponteggi, ecc.);
della necessit di ricorrere ad interventi di manutenzione ordinaria;
degli accessi da prevedere per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dellopera.
Per quanto possibile, lopera deve essere concepita e progettata in modo tale che possa fornire segni
visibili di dissesto prima del raggiungimento di condizioni critiche per la funzionalit e/o stabilit,
cos da evitare loccorrenza di collassi improvvisi.
Qualora il funzionamento o la sicurezza dellopera sia assicurata dal funzionamento del sistema di
drenaggio e/o di supporto (ad esempio da alcuni ordini di tiranti), si dovranno valutare le conseguenze di scenari pessimistici sul funzionamento di tali sistemi, in termini di eventuali danni subiti
e di possibilit di intervenire con opere di ripristino.
Su tali presupposti si dovr attuare una scelta tra le seguenti soluzioni:
prevedere il monitoraggio dellopera ed un programma di manutenzione del sistema, da attivare
in relazione ai risultati della strumentazione installata;
dimensionare il sistema in modo tale da rendere superfluo il monitoraggio dellopera (fatta eccezione per le ispezioni visive) e poco probabili gli interventi di manutenzione (sovradimensionamento).
Il ricorso alla prima soluzione sar condizionato anche da considerazioni in merito ai tempi di acquisizione ed interpretazione dei dati di strumentazione, in relazione a quelli di sviluppo dei fenomeni
connessi con la perdita di efficienza del sistema
oggetto della manutenzione.

4.6.9. ESEMPIO DI VERIFICA DI UNA FONDAZIONE


SUPERFICIALE SECONDO LEUROCODICE 7
Di seguito si riporta un esempio di applicazione
dellEurocodice 7 per la progettazione agli stati limite ultimi di una fondazione superficiale, in accordo al
metodo progettuale diretto e alla procedura analitica
riportata nellannesso D dellEurocodice 7, ripreso
liberamente da Frank et al. (2004).
Nellesempio sono considerate sia le condizioni non
drenate sia quelle drenate. Il calcolo agli stati limite
ultimi, condotto per situazioni di carico persistenti e
transitorie, effettuato secondo i tre approcci progettuali precedentemente illustrati e contemplati
dallEurocodice 7.
Con riferimento alle figure 4.19 e 4.20, si consideri
un plinto di altezza pari a 0.5 m impostato su delle
argille tenere ad una profondit di 1 m dal piano campagna. Il plinto sottoposto ad un carico permanente
di 270 kN e ad un carico variabile di 70 kN. Nella

Figura 4.19. Esempio di azioni agenti su una fondazione superficiale. Vd la risultante agente normale alla fondazione relativamente
ai valori di progetto delle seguenti azioni
( omesso il pedice d per maggiore chiarezza): H, M e V sono azioni strutturali; A
e P sono le pressioni del terreno; W1 e W2
sono i pesi del rinterro della fondazione

CAPITOLO 4 - Capacit portante

143

Pk = 270 kN

Qk = 70 kN

h2 = 0.5 m
k = 25 kN/m3 'k = 15 kN/m3

h1 = 0.5 m

BxB

Propriet del terreno:

k
acqua
'k
'k
Ck
Cu,k

=
=
=
=
=
=

18 kN/m3
10 kN/m3
8 kN/m3
20
5 kPa
30 kPa

Figura 4.20. Geometria dellesempio di verifica delle dimensioni di una fondazione superficiale con i valori caratteristici delle azioni e
delle propriet del terreno

figura 4.20 sono riportati i valori


caratteristici del terreno e gli altri
dati indispensabili per verificare il
plinto. La falda posta coincidente
con il piano campagna. Poich il
carico applicato al baricentro del
plinto e non si ha pertanto un
momento risultante, la larghezza e
lunghezza efficaci sono uguali ai
loro valori nominali e quindi si ha:
B = B, L = L e A = A.
La minima dimensione del plinto
verificata per ciascun approccio
progettuale.

(a) Condizioni non drenate


Lanalisi effettuata in sforzi totali.

Approccio progettuale 1 Combinazione 2


Con riferimento alle figure 4.19 e 4.20 la condizione che si abbia Vd Rd verificata per un plinto
delle dimensioni di 1.7 m 1.7 m.
Il valore di progetto delle azioni (incluso il peso della fondazione e del materiale di rinterro pari a
G pad ,k = 1.7 2 ( 0.5 18 + 0.5 25 ) = 62 kN ottenuto usando i coefficienti di sicurezza parziali relativi
al set A.2 della tabella A.3:
Vd = G ( Pk + G pad ,k ) + Q Qk

Vd = 1.0 ( 270 + 62 ) + 1.3 70 = 423kN

Il valore di progetto per la resistenza portante verticale calcolato mediante lequazione (D.1)
dellAnnesso D dellEurocodice 7 (pagine 156, 157 e 158 del documento EN 1997-1:2003(E)), applicando i coefficienti di sicurezza parziali, alla resistenza in condizioni non drenate, del set M2 della
tabella A.4; il coefficiente di sicurezza parziale fissato pari ad 1, in accordo con il set R1 della
tabella A.5:
Rd / A ' = ( + 2 ) cu ,d bc sc ic + q

dove:
cu,d = cu,k/cu=30/1.4 = 21.4 kPa
sc = 1.2 (fondazione a forma quadrata: B/L=1)
bc = 1 (superficie del terreno e base della fondazione orizzontale)
ic = 1 (carichi verticali)
qd = (/) /h1 + h2) = (18/1.0) (0.5+0.5) = 18 kPa
e quindi si ottiene:

Rd / A' = ( 3.14 + 2 ) 21.4 1 1.2 1 + 18 1 = 150 kPa

Il valore di progetto della capacit portante della fondazione (1,70 m 1,70 m) pertanto pari a:
Rd = 150 1.7 1.7 = 434 kN

Come si pu notare, la condizione Vd Rd soddisfatta, essendo 423 kN < 434 kN.

144

FONDAZIONI

Approccio progettuale 1 Combinazione 1


La condizione Vd Rd verificata per un plinto delle dimensioni di 1.7 m 1.7 m le cui dimensioni
sono state gi verificate con la combinazione 2. Il valore di progetto delle azioni (incluso il peso
della fondazione ed il rinterro) ottenuto usando i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della
tabella A.3:
Vd = 1.35 ( 270 + 62 ) + 1.5 70 = 553kN

Il valore di progetto per la capacit portante verticale calcolato mediante lequazione (D.1)
dellAnnesso D dellEurocodice 7, applicando i coefficienti di sicurezza parziali alla resistenza al
taglio in condizioni non drenate del set M1 della tabella A.4; il coefficiente di sicurezza parziale R,v
fissato pari ad 1 in accordo con il set R1 della tabella A.5.
Pertanto si ha:
cu,d = cu,k/cu =30/1.0 = 30 kPa
sc = 1.2 (fondazione a forma quadrata: B/L=1)
bc = 1 (superficie del terreno e base della fondazione orizzontale)
ic = 1 (carichi verticali)
qd = (/) /h1 + h2) = (18/1.0) (0.5+0.5)=18 kPa
e quindi:
Rd / A ' = ( 3.14 + 2 ) 30 1.2 1 1 + 18 1 = 203kPa

Il valore di progetto della resistenza portante (questo termine viene usato al posto di capacit portante quando ci si riferisce a forze resistenti e non a resistenze unitarie; lunit di misura quella
delle forze e non quella degli sforzi) della fondazione (1,70 m 1.70 m) pertanto pari a:
Rd = 203 1.7 1.7 = 587 kN

La condizione Vd Rd soddisfatta, essendo 553 kN < 587 kN.


Le condizioni per le verifiche allo stato limite ultimo di tipo geotecnico (GEO) sono rispettate per
entrambe le combinazioni 1 e 2. Come si pu notare, lapproccio progettuale 1 (DA-1, Design
Approach 1) governato dalla combinazione 2, in quanto il rapporto Rd / Vd pi piccolo per la combinazione 2, piuttosto che per la combinazione 1.
Lequivalente coefficiente di sicurezza globale (OFS) pari a:
OFS = Rk / ( Pk + Qk + G pad ) = 586/(270+70+62)=586/402=1.46

Questo valore molto basso in confronto ai valori impiegati nella progettazione tradizionale.

Approccio progettuale 2
La condizione Vd Rd verificata per un plinto delle dimensioni di 2.0 2.0 m.
Il valore di progetto delle azioni (incluso il peso proprio della fondazione e del rinterro) ottenuto
usando i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella A.3:
Vd = 1.35 ( 270 + 86 ) + 1.5 70 = 585 kN

Il valore di progetto della resistenza portante verticale calcolato mediante lequazione (D.1)
dellAnnesso D dellEurocodice 7, nella quale sono introdotti i valori caratteristici delle propriet
del terreno (il coefficiente di sicurezza parziale cu pari allunit nella tabella A.4), e viene applicato un coefficiente di sicurezza parziale R,v = 1.4, indicato dal set R2 della tabella A.5 per quanto
concerne il valore di Rd.
Si ha pertanto:
cu,k = 30 kPa
sc = 1.2 (fondazione a forma quadrata: B/L=1)
bc = 1 (superficie del terreno e base della fondazione orizzontale)

CAPITOLO 4 - Capacit portante

145

ic = 1 (carichi verticali)
qk = 1.0 18 kPa
qd = (/) (h1 + h2) = (18/1.0) (0.5+0.5)=18 kPa
e quindi:

Rk / A' = ( 3.14 + 2 ) 30 1.2 1 1 + 18 1.0 = 203kPa

Essendo Rd = Rk / R ,v = Rk / 1.4 , la resistenza di progetto (A = 2.0 m 2.0 m) diventa:

Rd = 203 2 2 / 1.4 = 580 kN


che Vd Rd pu essere considerata pienamente soddisfatta essendo

La condizione GEO
585 kN 580 kN .
Lequivalente coefficiente di sicurezza deterministico globale pari a OFS=812/426=1.91.

Approccio progettuale 3
La condizione Vd Rd verificata per un plinto delle dimensioni di 2.0 2.0 m.
I valori di progetto delle azioni (incluso il peso della fondazione e del rinterro) sono ottenuti utilizzando i coefficienti di sicurezza del set A1 della tabella A.3. Poich tutte le azioni sono strutturali si ha:
Vd = 1.35 ( 270 + 86 ) + 1.5 70 = 586 kN

Il valore di progetto della resistenza portante verticale calcolato mediante lequazione (D.1)
dellAnnesso D dellEurocodice 7, applicando i coefficienti di sicurezza parziali alla resistenza al
taglio in condizioni non drenate del set M2 della tabella A.4; il coefficiente di sicurezza parziale
della resistenza R,v assunto pari allunit, in accordo al set R3 della tabella A.5.
Si ha pertanto:
cu,d = cu,k/cu=30/1.4 = 21.4 kPa
sc = 1.2 (fondazione a forma quadrata: B/L=1)
bc = 1 (superficie del terreno e base della fondazione orizzontale)
ic = 1 (carichi verticali)
qd = (/) (h1 + h2) = (18/1.0) (0.5+0.5)=18 kPa
e quindi:
Rd / A' = ( 3.14 + 2 ) 21.4 1 1.2 1 + 18 1 = 150 kPa

Il valore di progetto della resistenza (questo termine viene usato al posto di capacit portante
quando ci si riferisce a forze resistenti e non a resistenze unitarie; lunit di misura quella delle
forze e non quella degli sforzi) della fondazione (2.0 m 2.0 m) pertanto pari a:

Rd = 150 2.0 2.0 = 600 kN


Come si pu notare, la condizione Vd Rd soddisfatta, essendo 586 kN < 601 kN.
Lequivalente coefficiente di sicurezza deterministico globale pari a OFS = 812/426 = 1.91.
La seguente tabella 4.3 riepiloga i risultati dei calcoli per i tre differenti approcci progettuali, effettuati in condizioni non drenate.
Tabella 4.3. Risultati in condizioni non drenate
Dimensioni (m m)

Coefficiente di sicurezza globale

DA-1

1.70 1.70
1.46

DA-2

2.00 2.00
1.91

DA-3

2.00 2.00
1.91

Il coefficiente di sicurezza globale trovato nellapproccio progettuale 1 (DA-1) pu sembrare piccolo in confronto con i valori tradizionalmente adottati nella pratica progettuale. Tuttavia occorre menzionare che le dimensioni finali di una fondazione dipendono anche dalle verifiche agli stati limiti
di esercizio (SLS) e che, com noto dalla pratica tradizionale, gli stati limite di esercizio governano

146

FONDAZIONI

le scelta delle dimensioni della fondazione; pertanto il risultato pu essere confrontato con la pratica tradizionale solamente dopo che sono stati verificati gli stati limiti di esercizio, ovverosia quando sono stati calcolati i cedimenti.

(b) Condizioni drenate


Lanalisi agli stati limiti ultimi effettuata in sforzi efficaci. Poich le pressioni dellacqua provengono da una singola origine, ad esse viene applicato il medesimo coefficiente di sicurezza parziale
(occorre menzionare, a questo proposito, che lEN 1997 dice che, quando le azioni derivano da ununica fonte, devono essere fattorizzate allo stesso modo sia che il loro effetto sia favorevole sia che
sia sfavorevole). Le azioni dovute al peso della fondazione sotto falda e del terreno di rinterro sono
relative ai loro pesi di volume alleggerito; pertanto, i coefficienti di sicurezza parziali sulle azioni si
applicano al peso di volume del terreno alleggerito e al peso della fondazione. Il valore di progetto
dellazione agente sul terreno di fondazione dato dalla seguente espressione:
'
Vd = G ,unfav Vk + Q ,unfav Qk + ( G ,unfav h2 k' + G ,unfav concrete
h1 ) A

I valori dei coefficienti di sicurezza parziali G,unfav e Q,unfav dipendono dallapproccio progettuale
adottato. La sezione del pilastro, in questa equazione, stata trascurata.
Occorre evidenziare che, usando questa equazione, il coefficiente di sicurezza parziale per le azioni
sfavorevoli applicato ai pesi di volume efficaci (alleggeriti) della fondazione e del rinterro, pertanto applicato anche alle pressioni dellacqua favorevoli. Questo discutibile in alcuni casi speciali,
dove la pressione dellacqua gioca un ruolo importante nellequilibrio e, conseguentemente dovrebbe essere applicata una separata fattorizzazione dei pesi di volume (totali) e delle forze dellacqua.

Approccio progettuale 1 Combinazione 2


verificata la condizione Vd Rd per un plinto delle dimensioni di 1.85 m 1.85 m.
Analizziamo dapprima la combinazione 2 che, nel caso di carichi verticali o leggermente inclinati,
governa le dimensioni della fondazione.
Il valore di progetto delle azioni (incluso il peso efficace della fondazione e del materiale di rinterro) ottenuto usando come coefficienti di sicurezza parziali i valori del set A2 della tabella A.3:
'
Vd = G ,unfav ( Pk + G pad
, k ) + Q Qk
Vd = 1.0 ( 270 + 39 ) + 1.3 70 = 400 kN

dove

'
2

G pad
, k = 1.85 ( 25 10 ) 0.5 + (18 10 ) 0.5 = 39 kN

Il valore di progetto per la resistenza verticale calcolato mediante lequazione (D.2) dellAnnesso
D dellEurocodice 7 (pagina 157 del documento EN 1997-1:2003(E)), applicando i coefficienti di sicurezza parziali alla resistenza al taglio in condizioni drenate (c e tan) del set M2 della tabella A.4; il
coefficiente di sicurezza parziale R,v fissato pari ad 1, in accordo con il set R1 della tabella A.5.
Rd / A ' = q ' N q ,d bq iq sq ,d + 0.5 ' B' N ,d b i s + c' N c ,d bc ic ss ,d

nella quale:
d = 16.23 (tand = tank/1.25)
cd = 5/1.25 = 4 kPa.
Con riferimento alle formule per calcolare i coefficienti di capacit portante ed i coefficienti di forma
riportati nellannesso D dellEurocodice 7, inserendo si ha:
Nq,d = 4.43

sq,d = 1.28

iq = 1.0

bq = 1.0

Nc,d = 11.79

sc,d = 1.36

ic = 1.0

bc = 1.0

N,d = 2.00

s = 0.7

i = 1.0

b = 1.0

CAPITOLO 4 - Capacit portante

147

Il sovraccarico agente ai lati della fondazione q = D = 8 1.0 = 8 kPa.


Conseguentemente si ha:

Rd / A' = 8 4.43 1.28 + 0.5 1.85 2.0 8 0.7 + 4 11.79


9 1.36 = 120 kPa

Il valore di progetto della resistenza portante della fondazione (1.85 m 1.85 m) pertanto:
Rd = 120 1.85 1.85 = 410 kN

La condizione Vd Rd soddisfatta, essendo 400 kN < 410 kN.

Approccio progettuale 1 Combinazione 1


I valori di progetto delle azioni (inclusi i pesi efficaci della fondazione e del rinterro sulla fondazione) sono ottenuti utilizzando i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella A.3:
Vd = 1.35 ( 270 + 39 ) + 1.5 70 = 522 kN

Il valore di progetto per la resistenza portante verticale calcolato mediante lequazione (D.2)
dellAnnesso D dellEurocodice 7, applicando i coefficienti di sicurezza parziali alla resistenza al
taglio in condizioni drenate del set M1 della tabella A.4; il coefficiente di sicurezza parziale R,v
fissato pari ad 1, in accordo con il set R1 della tabella A.5.
Pertanto si ha:
cu ,d = cu ,k / cu = 30 / 1.0 = 30 kPa

I valori di progetto dei coefficienti di capacit portante sono ottenuti assumendo = d' = k' e
c' = cd' = ck' mentre i coefficienti i e b sono assunti pari a 1.0.
Nq,k = 6.40

sq,k = 1.34

iq = 1.0

bq = 1.0

Nc,k = 14.83

sc,k = 1.40

ic = 1.0

bc = 1.0

N,k = 3.93

s ,d = 0.7

i = 1.0

b = 1.0

Il sovraccarico agente ai lati della fondazione :


qd = ( ' / ) ( h1 + h2 ) = 8/1.0 (0.5 0.5) = 8 kPa
Conseguentemente si ha:

Rd / A' = 8 6.40 1.34 + 0.5 1.85 3.93 8 0.7 + 5 14.83 1.40 = 193kPa

Il valore di progetto della resistenza portante della fondazione (1.85 m 1.85 m) pari a:
Rd = 193 1.85 1.85 = 660 kPa

Come si pu notare, la condizione Vd Rd soddisfatta essendo 522 kN < 660 kN.


In conclusione la verifica agli stati limite ultimi GEO (superamento della resistenza limite o eccesso
di deformazioni) soddisfatta per entrambe le combinazioni; il progetto per lapproccio 1 governato dalla combinazione 2.
Lequivalente coefficiente di sicurezza globale deterministico pari a:
OFS = Rk / ( Pk + Qk + G pad ) = 660/(270+39+70)= 660/379=1.74.

Approccio progettuale 2
La condizione Vd Rd verificata per un plinto delle dimensioni di 1.95 1.95 m.
Il valore di progetto delle azioni (incluso il peso proprio alleggerito della fondazione e del rinterro)
ottenuto usando i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella A.3:
Vd = 1.35 ( 270 + 44 ) + 1.5 70 = 530 kPa

148

FONDAZIONI

Il valore di progetto della resistenza verticale calcolato mediante lequazione (D.2) dellAnnesso
D dellEurocodice 7, nella quale sono stati adottati, per i parametri di resistenza al taglio in condizioni drenate, i coefficienti di sicurezza parziali del set M1 della tabella A.4. Inoltre stato applicato al valore calcolato della resistenza (valore caratteristico) un coefficiente di sicurezza parziale R,v
= 1.4, appartenente al set R2 della tabella A.5.
I valori di progetto dei coefficienti di capacit portante e dei coefficienti di forma e di inclinazione
del carico sono uguali ai loro valori caratteristici:
Nq,k = 6.40

sq,k = 1.34

iq = 1.0

bq = 1.0

Nc,k = 14.83

sc,k = 1.40

ic = 1.0

bc = 1.0

N,k = 3.93

s = 0.7

i = 1.0

b = 1.0

Rd / A' = 8 6.40 1.34 + 0.5 1.95 3.93 8 0.7 + 5 14.83 1.40 = 194 kPa

Applicando un coefficiente di sicurezza parziale R,v = 1.4 al valore caratteristico della resistenza si
ottiene:
Rd/A = 194/1.4 = 139 kPa
= 139 1.95 1.95 = 529 kN.
Rd
La condizione Vd Rd per la verifica agli stati limite ultimi GEO (superamento della resistenza limite o eccesso di deformazioni) soddisfatta, essendo 530 kN 529 kN.
Lequivalente coefficiente di sicurezza globale pari a:
OFS = Rk / ( Pk + Qk + G pad ) = 776/(270+46+70)= 776/386 = 2.01

Approccio progettuale 3
La condizione Vd Rd verificata per un plinto delle dimensioni di 2.15 2.15 m.
Le azioni sono strutturali. I loro valori di progetto (incluso il peso efficace della fondazione e del
rinterro) sono ottenuti utilizzando i coefficienti di sicurezza parziali del set A1 della tabella A.3:
Vd = 1.35 ( 270 + 53) + 1.5 70 = 541kPa

Il valore di progetto della resistenza verticale calcolato mediante lequazione (D.2) dellAnnesso
D dellEurocodice 7, applicando ai parametri relativi alla resistenza al taglio drenata i coefficienti di
sicurezza parziali del set M2 della tabella A.4; il coefficiente di sicurezza parziale della resistenza
R,v assunto pari allunit, in accordo al set R3 della tabella A.5.
Nq,k = 4.43

sq,k = 1.28

iq = 1.0

bq = 1.0

Nc,k = 11.79

sc,k = 1.36

ic = 1.0

bc = 1.0

N,k = 2.00

s = 0.7

Il sovraccarico agente ai lati della fondazione :


Conseguentemente si ha:

i = 1.0

b = 1.0

q ' = ' D = 8 1.0 = 8 kPa

Rd / A ' = 8 4.43 1.28 + 0.5 2.15 2.0 8 0.7 + 4 11.799 1.36 = 121.5 kPa

Il valore di progetto della resistenza portante della fondazione (1.85 m 1.85 m) pari a:
Rd = 121.5 2.15 2.15 = 562 kN

La condizione Vd Rd per verifica agli stati limite ultimi GEO (superamento della resistenza limite o
eccesso di deformazioni) soddisfatta, essendo 541 kN < 562 kN.

CAPITOLO 4 - Capacit portante

149

Lequivalente coefficiente di sicurezza globale deterministico pari a:

OFS = Rk / Vk = Rk / ( Pk + Qk + G pad ) = 906/(270+70+53)=906/393=2.3

La seguente tabella 4.4 riepiloga i risultati dei calcoli per i tre differenti approcci progettuali per le
condizioni drenate.

Tabella 4.4. Risultati in condizioni drenate


Dimensioni (m m)

Coefficiente di sicurezza globale

4.7. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

DA-1

1.85 1.85
1.74

DA-2

1.95 1.95
1.92

DA-3

2.15 2.15
2.30

Buisman A.S.K. (1935), De weerstand van pallpunkten in zand. De Ingenieur, 50(14), pp. 28-35
Eslaamizaad S. e Robertson R.K. (1996), Cone penetration test to evaluate bearing capacity of foundation in sands.
Proceedings of the 49th Canadian Geotechnical Conference, St. Johns, Newfoundland, September
Frank R., Bauduin C., Driscoll R., Kavvadas M., Krebs Ovesen N., Orr T. e Schuppener B. (2004), Designers Guide to
EN 1997-1 Eurocode 7: Geotechnical Design - General Rules. Thomas Telford, Londra
Hansen J.B. e Hansen B. (1957). Foundations of structures (a) General subjects and foundations other than piled foundations. General report, 4th ICSMFE, London, Vol. II, pp 441-447
Hansen J.B. (1970). A Revised and Extended Formula for Bearing Capacity. Bulletin No. 28, Danish Geotechnical
Institute, Copenhagen, pp 5-11
Meyerhof G.G. (1953), The ultimate bearing capacity of fondations under eccentric and inclined loads. Proc. 3rd
International Conference on Soil Mechanics and Foundation Engineering, Zurich, Vol. 1, pp. 440-445
Meyerhof G.G. (1956), Penetration tests and bearing capacity of cohesionless soils. Proc., Journal of Soil Mechanics and
Foundation Engineering, ASCE, Vol. 82, No. SM1, pp 1-11
Tand K.E., Funegard E.G. e Warden P.E. (1995), Predicted/measured bearing capacity of shallow footings on sand.
Proceedings of thye International Symposium on Cone Penetration Testing, CPT95, Linkoping, Sweden, 2, 589-94,
Swedish Geotechnical Society
Terzaghi K. (1943), Theoretical soil mechanics. John Wiley and Sons, New York, p. 510
Terzaghi K. e Peck R.B. (1967), Soil mechanics in engineering practice, Second Edition, John Wiley and Sons, New York,
p. 729
US Department of Navy (1982), NAVFAC DM 7.1 Soil Mechanics, Naval Facilities Engineering Command, VA, p.
348.

LE PAGINE CHE HAI APPENA


LETTO SONO TRATTE DA
QUESTO LIBRO:

3. Capacit portante di una fondazione superficiale

3.1. Introduzione allargomento


Tutti i carichi agenti su una struttura, quali ad esempio azioni verticali, orizzontali, termiche, ecc., vengono trasmessi alle fondazioni, e da queste al terreno
sottostante.
Un cedimento o la rottura del terreno possono provocare dei collassi parziali o totali dellintera struttura, per questo la capacit portante di una fondazione riveste
il pi alto grado dinteresse per la stabilit globale o locale del manufatto; in caso
contrario, supponendo di avere una struttura in elevazione di grandi resistenze, la
stessa pu cedere a causa di un terreno fondale che non riesce a scaricare le azioni
(rottura del terreno).
La trasmissione tra le azioni della struttura con il terreno avvengono secondo
una superficie detta piano di posa della fondazione, posta a una profondit D, in
genere chiamata affondamento del piano di posa rispetto al piano di campagna
(figura 3.1).

Figura 3.1. Definizione della base fondale B e dellaffondamento D

48
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

La superficie di contatto o di trasmissione determinata dalla base della fondazione B, il rapporto D/B permette cos per come proposto da Terzaghi di definire:
superficiali le fondazioni in cui il rapporto D/B minore di 4;
profonde le fondazioni per le quali il rapporto D/B maggiore di 10;
semi-profonde le fondazioni con D/B compreso tra 4 e 10.
La differenza tra le tipologie di fondazione risiede nel meccanismo di trasferimento del carico al terreno, dove le fondazioni superficiali trasmettono il carico
solo attraverso il piano di appoggio, mentre le fondazioni profonde e semi-profonde trasferiscono il carico al terreno sia in corrispondenza del piano di appoggio che lungo la superficie laterale.
La funzionalit delle strutture in elevazione garantita quando le azioni trasmesse alle fondazioni:
non producono rottura del terreno sottostante;
non inducono cedimenti eccessivi nel terreno tali da compromettere la stabilit e la funzionalit dellopera sovrastante;
non producono instabilit globale, per esempio in opere realizzate su pendio,
quando possono verificarsi sollecitazioni incompatibili con il materiale delle
fondazioni.
3.2. Meccanismi di rottura del terreno sottostante
Si consideri un blocco rigido appoggiato su un terreno omogeneo, su questo si
applichi un carico verticale Q, fatto crescere gradualmente, leggendo contemporaneamente lo spostamento verticale (cedimento) w della fondazione. Diagrammando secondo un sistema carico-cedimento, si osserva che in un primo momento il cedimento cresce secondo una legge prossima a quella lineare, per poi
incrementarsi per piccoli incrementi del carico, fino a raggiungere il carico limite
del terreno Qlim (rottura del terreno), che rappresenta la pressione massima che
una fondazione pu trasmettere al terreno prima che questo raggiunga la rottura.
Landamento del tipo di rottura fortemente influenzato dallo stato di addensamento (o alla consistenza, se si tratta di terreno coesivo), osservando che:
per un carico equivalente, il cedimento della fondazione tanto maggiore
quanto minore la densit relativa (o quanto minore la consistenza);
per terreni in cui si ha una elevata densit relativa (o della consistenza), in
corrispondenza del carico di rottura, il blocco collassa, mentre per valori bassi
della densit relativa (o della consistenza) il cedimento tende ad aumentare
progressivamente e indefinitamente. La condizione di rottura individuata da
un valore limite convenzionale del cedimento.

49
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Premesso che landamento del grafico riportato nelle figure 3.2-3.4 si riferisce
a condizioni di deformazione controllata e non di carico controllato, si possono
distinguere tre meccanismi di rottura.
rottura generale

Si ha la formazione di una superficie di scorrimento, dove il terreno sottostante


la fondazione rifluisce lateralmente e verso lalto, ovvero un sollevamento del
terreno stesso e lemergere della superficie di scorrimento. Questo tipo di rottura
associato al caso di terreno denso (o compatto), dove i piani di rottura si estendono fino a raggiungere la superficie del piano campagna.

Figura 3.2. Rottura generale

rottura locale

Si ha la formazione di una superficie di rottura che interessa solo la zona in prossimit del cuneo sottostante la fondazione e che non si estende lateralmente. Il
meccanismo associato a terreno sciolto (o poco consistente).

Figura 3.3. Rottura locale

50
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

punzonamento

Questo tipo di rottura caratterizzato dallassenza di una superficie ben definita,


il meccanismo provoca una compressione del terreno di fondazione con relativa
diminuzione della sua porosit. Si osserva uno spostamento verso il basso del
terreno circostante la fondazione. Il meccanismo associato a un terreno molto
sciolto (o molle).

Figura 3.4. Punzonamento

Variando la profondit del piano di posa si osserva che landamento della curva
carico-cedimenti si modifica e, in particolare, allaumentare della profondit del
piano di posa si pu passare da una condizione di rottura generale a una di rottura
locale e a una per punzonamento.

3.3. Capacit portante di una fondazione superficiale


I primi studi sul calcolo della capacit portante di una fondazione superficiale,
vengono attribuiti a Prandtl (1920) e Terzaghi (1943). Secondo lipotesi di fondazione nastriforme (problema piano), entrambi utilizzano il metodo dellequilibrio
limite.
Entrambi gli autori schematizzano il terreno come un mezzo continuo, omogeneo
e isotropo, a comportamento rigido plastico e per il quale vale il criterio di rottura
di Mohr-Coulomb.
Lo studio di Prandtl stato condotto ipotizzando lassenza di attrito tra fondazione e il terreno sottostante, in tal caso la rottura avviene con la formazione di un
cuneo in condizioni di spinta attiva di Rankine (con tensioni verticali e orizzontali principali, con tensione verticale maggiore, e tensione orizzontale minore) le
cui facce risultano inclinate di un angolo pari a 45 + /2 rispetto allorizzontale,
essendo langolo di resistenza al taglio del terreno (figura 3.5).

51
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Figura 3.5. Schema di Prandtl

Le azioni della fondazione spingono verso il basso il cuneo, cosa che, in condizioni di equilibrio limite, si traduce nella rottura del terreno circostante secondo una superficie di scorrimento a forma di spirale logaritmica con anomalia
. Prandtl ha ipotizzato che in condizioni di rottura le tensioni sulla superficie
di scorrimento sono inclinate per attrito di un angolo rispetto alla normale, e
che queste hanno direzione che converge nel polo A della spirale logaritmica.
La zona di taglio radiale spinge ulteriormente il terreno latistante producendo la
rottura per spinta passiva. Il cuneo ADF a questo punto in condizioni di spinta
passiva di Rankine (tensioni verticali e orizzontali principali, con tensione verticale minore, e tensione orizzontale maggiore), questo delimitato da superfici
piane inclinate di un angolo di 45 /2 rispetto allorizzontale, scorre verso
lesterno e verso lalto.

Figura 3.6. Schema di Terzaghi

52
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

Terzaghi ipotizza la presenza di attrito tra fondazione e terreno. In questo caso il


cuneo sottostante la fondazione in condizioni di equilibrio elastico, con superfici inclinate di un angolo rispetto allorizzontale, e penetra nel terreno come se
fosse parte della fondazione stessa (figura 3.6).
Considerare il cuneo sottostante la fondazione come elemento rigido equivale a
dire che la rottura avviene al di fuori del cuneo rigido. Entrambe le teorie presuppongono che il terreno sovrastante il piano di fondazione contribuisce alla capacit portante secondo il proprio peso, considerato come carico a favore di sicurezza
e privo di resistenza al taglio, quindi nel tratto FG della superficie di scorrimento
non vi sono tensioni di taglio.
Il calcolo della capacit portante di una fondazione superficiale pu essere ricondotto a una formula trinomia, che dipende:




dalla base B della fondazione;


dellangolo di resistenza al taglio ;
dalla coesione c;
dal peso proprio del terreno , interno alla superficie di scorrimento;
dal sovraccarico, che, in assenza di carichi esterni sul piano campagna, dato
da q = D.

La formula trinomia per sovrapposizione degli effetti la seguente:


1
qlim = cN c + qN q + N B
2

(3.1)

La rottura viene calcolata supponendo che la superficie di scorrimento corrisponda alle condizioni previste per il singolo caso.
Nella (3.1), i valori N, Nc, Nq sono quantit adimensionali, e vengono dette fattori
di capacit portante; queste grandezze sono funzione dellangolo al taglio .
I fattori Nc e Nq fanno riferimento rispettivamente alla coesione e al sovraccarico,
mentre N tiene conto dellinfluenza del peso del terreno.
La formula trinomia sul calcolo della capacit portante in genere corretta da
fattori dipendenti dalle condizione al contorno, inseriti nel tempo da vari autori.
3.3.1. Formula di Terzaghi
Terzaghi nel 1943 formul una delle teorie sulla capacit portante di una fondazione superficiale, per il caso in cui D B. Senza prendere in considerazione
linclinazione della fondazione o uneventuale eccentricit del carico o sua inclinazione, la formula trinomia proposta dallautore la seguente:

1
qlim = cN c sc + qN q + N Bs
2

(3.2)

53
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

I fattori di capacit portante secondo la teoria valgono:


e(

) ( )

2 0 ,75 / 2 tan

Nq =

2cos 2 45 + 2

Nc = (Nq 1)cot
N = 2(Nq 1)tan
Il calcolo della capacit portante dipende dal tipo di fondazione:



nastriforme se B < L/5


rettangolare se B > L/5
quadrata
circolare.

Terzaghi ha introdotto inoltre dei coefficienti che tengono conto della forma della
fondazione, detti fattori di forma, sc, s (tabella 3.1).
Tabella 3.1. Fattori di forma
Fattori di forma
sc

Forma della fondazione

Nastriforme

Rettangolare

1,3

0,8

Quadrata o circolare

1,3

0,6

3.3.2. Formula di Meyerhof


Nel 1963 Meyerhof propose la formula trinomia introducendo anche dei dati che
tengono conto sia della profondit del piano di posa, della fondazione nonch
dellinclinazione del carico:

1
qlim = cN c sc ic dc + qN q sq iq dq + N Bs i d
2

I fattori di capacit portante secondo la teoria valgono:



N q = e tan tan 2 +
4 2
Nc = (Nq 1)cot
N = (Nq 1)tan(1,4)

(3.3)

54
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

La (3.3) tiene conto:


dei coefficienti correttivi, che tengono conto della forma della fondazione con
i cosiddetti fattori di forma, sc, sq, s;
della profondit del piano di posa della fondazione rispetto al piano di campagna con i cosiddetti fattori di profondit dc, dq, d;
dellinclinazione del carico con i cosiddetti fattori di inclinazione del carico ic,
iq, i, individuati a seconda del tipo di terreno, coesivo o meno (tabelle 3.2-3.4).
Nel caso di carico inclinato i fattori assumono il seguente valore:
sc = s q = s = 1
Tabella 3.2. Fattori di forma
Fattori di forma
Valori di
0
>0

sc
B 2
tan +
L
4 2

1 + 0 ,2

1 + 0 ,2

B 2
tan +
L
4 2

1 + 0 ,1

sq

B 2
tan +
L
4 2

1 + 0 ,1

B 2
tan +
L
4 2

Tabella 3.3. Fattori di profondit


Fattori di profondit
Valori di

dc

1 + 0 ,2


D
tan +
B
4 2

>0

1 + 0 ,2


D
tan +
B
4 2

1 + 0 ,1

dc


D
tan +
B
4 2

1 + 0 ,1


D
tan +
B
4 2

Tabella 3.4. Fattori di inclinazione del carico


Fattori di inclinazione del carico
Valori di

iq

ic


1
90

>0


1
90


1
90


1
90

i
2

0
2

Dove rappresenta langolo che la retta dazione del carico forma con la verticale
(espresso in gradi).

55
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

3.3.3. Formula di Brinch-Hansen


Nel 1970 Brinch e Hansen proposero una formula trinomia introducendo altri fattori correttivi, linclinazione del piano di posa della fondazione e linclinazione
del piano di campagna. La formula trinomia diventa:

1
qlim = c' N c sc ic bc g c dc + q ' N q sq iq bq g q dq + N B' s i b g d
2

(3.4)

I fattori di capacit portante secondo la teoria valgono:



N q = e tan tan 2 +
4 2
Nc = (Nq 1)cot
N = 2(Nq + 1)tan
Nel caso particolare, per = 0, ovvero per le verifiche in condizioni non drenate
di fondazioni superficiali su terreno coesivo saturo in termini di tensioni totali, i
fattori di capacit portante assumono i seguenti valori:
Nq = 1
Nc = 2 + = 5,14
N = 0
Per = 0, la (3.4) diventa:
qlim = (2 + )cuscicbcgcdc + q

(3.5)

Anche se qualche fattore correttivo gi stato definito in precedenza, di seguito


verranno riassunti i fattori utilizzati dalla (3.4) e (3.5)




fattori di forma sc, sq, s


fattori di profondit dc, dq, d
fattori di inclinazione del carico ic, iq, i
fattori di inclinazione del piano di fondazione bc, bq, b
fattori di inclinazione del piano di campagna gc, gq, g.

56
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

3.3.3.1. Fattore di forma


Lequazione originale di Terzaghi ottenuta con riferimento a una striscia indefinita di carico, in modo da poter considerare il problema piano. In realt per le
fondazioni hanno dimensioni in pianta confrontabili, e quindi la capacit portante
influenzata dagli effetti di bordo. Si pu tener conto, in modo semiempirico, della
tridimensionalit del problema di capacit portante attraverso i fattori di forma, il cui
valore pu essere calcolato secondo quanto riportato nella tabella 3.5 (Vesic, 1975).
Tabella 3.5. Fattori di forma
Fattori di forma

B' N q
1+
L' N c

Rettangolare

1+

Circolare o quadrata

sq

sc

Forma della fondazione

Nq
Nc

1+

B'
tan
L'

1 0 ,4

1 + tan

B'
L'

0,6

I fattori sc e sq, rispettivamente associati alla coesione e al sovraccarico latistante, sono


maggiori di 1, perch il terreno alle estremit longitudinali della fondazione contribuisce alla capacit portante, mentre il fattore s, associato al peso proprio del terreno di
fondazione, minore di 1 a causa del minore confinamento del terreno alle estremit.
3.3.3.2. Fattore di profondit
La profondit del piano di fondazione mette in conto anche la resistenza al taglio
del terreno sopra il piano di fondazione, ovvero considera la superficie di scorrimento estesa fino al piano campagna (segmento FG delle figure 3.5 e 3.6). I
fattori di profondit sono riportati in tabella 2.6 (Vesic, 1975).
Tabella 3.6. Fattori di profondit
Fattori di profondit
Valori di
=0
Argilla satura in
condizioni non
drenate
>0
Sabbie e argille in
condizioni drenate

dc

D
1
B'
D
>1
B'
D
1
B'
D
>1
B'

1 + 0 ,4

D
B'

D
1 + 0 ,4 arctan
B'

dq

1 dq
N c tan

dq

1 + 2 tan 1 sin

D
B'

D
1 + 2 tan 1 sin arctan
B'

57
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Tuttavia, poich il terreno sovrastante il piano di fondazione molto spesso un


terreno di riporto o comunque con caratteristiche meccaniche scadenti e inferiori
a quelle del terreno di fondazione, luso dei fattori di profondit deve essere fatto
con cautela.
3.3.3.3. Eccentrit dei carichi
In generale le fondazioni superficiali devono sostenere carichi eccentrici. La superficie interagente con il terreno diminuisce, influenzando la capacit portante.
Larea resistente a rottura quella porzione dellarea totale per la quale il carico
risulta centrato. In particolare, per una fondazione a base rettangolare di dimensioni B (base) e L (lunghezza), considerando un carico che trasmette uneccentricit eB nella direzione del lato minore B e uneccentricit eL nella direzione del
lato maggiore L, nel calcolo della capacit portante si terr conto di una fondazione rettangolare equivalente di area:
A = B L

(3.6)

rispetto alla quale il carico centrato, dove:


B = B 2eB

(3.7)

L = L 2eL (3.8)

Figura 3.7. Area equivalente

58
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

3.3.3.4. Inclinazione dei carichi


Linclinazione del carico riduce la resistenza a rottura di una fondazione superficiale, secondo il rapporto fra la componenti orizzontale H e quella verticale V.
A seconda dellinclinazione del carico, la rottura pu avvenire per slittamento o
per capacit portante.
Nella tabella 3.7 sono riportati i valori pi comunemente utilizzati.
Tabella 3.7. Fattori di inclinazione dei carichi
Fattori di inclinazione dei carichi
Valori di

ic

=0
Argilla satura in condizioni
non drenate
c > 0, > 0
Argilla in condizioni drenate
c=0
Sabbie

mH
B L cu N c

iq

1 iq
N c tan

iq

H
1

V + BLcD cot

H
1
V

H
1

V + BLcD cot

H
1
V

m+1

m+1

Dove il coefficiente m assume, per carico orizzontale parallelo alla base, il seguente valore:

B
L
m=
B
1+
L
2+

(3.9)

In un piano H-V possibile costruire un dominio di rottura, e pervenire al collasso


per differenti moltiplicatori del carico.
3.3.3.5. Inclinazione del piano di posa
Linclinazione del piano di posa pu essere considerata come tolleranza a seguito
degli scavi o per accorgimenti strutturali, difatti ritorna utile nel caso in cui la
struttura trasmetta carichi permanenti sensibilmente inclinati; in tal modo il piano
di posa della fondazione verr realizzato con uninclinazione rispetto allorizzontale (figura 3.8).

59
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Figura 3.8. Inclinazione del piano di posa e del piano di campagna

La capacit portante nella direzione ortogonale al piano di posa corretta secondo dei fattori di inclinazione del piano di posa (tabella 3.8).
Tabella 3.8. Fattori di inclinazione del piano di posa
Fattori di inclinazione del piano di posa
Valori di
=0
Argilla satura in condizioni non drenate
c > 0, > 0
Argilla in condizioni drenate

bc

bq

2
+2

(1 tan)2

(1 tan)2

bq

1 bq
N c tan

3.3.3.6. Inclinazione del piano di campagna


Nel caso in cui il piano campagna sia inclinato di un angolo rispetto allorizzontale (figura 3.8), verranno inseriti dei coefficienti correttivi sul calcolo della
la capacit portante (tabella 3.9).
Tabella 3.9. Fattori di inclinazione del piano di campagna
Fattori di inclinazione del piano di campagna
Valori di
=0
Argilla satura in condizioni non drenate
c > 0, > 0
Argilla in condizioni drenate

gq

gc

gq

2
+2

(1 tan)2 cos

(1 tan)2

1 gq
N c tan

60
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

3.3.4. Metodo EC7


La formula trinomia della capacit portante uguale al metodo di Brinch e Hansen, ovvero:

1
qlim = c' N c sc ic bc g c dc + q ' N q sq iq bq g q dq + N B' s i b g d
2

(3.10)

I fattori di capacit portante valgono in condizioni drenate:



N q = e tan tan 2 +
4 2
Nc = (Nq 1)cot
N = 2(Nq 1)tan
Anche in questo caso per = 0 si ha:
Nq = 1
Nc = 2 + = 5,14
N = 0
Quindi, per = 0, la (3.10) diventa:
qlim = (2 + )cuscicbcgcdc + q (3.11)

I fattori di forma e dinclinazione del carico sono riportati nelle tabelle 3.10, 3.11, 3.12.
Tabella. 3.10. Fattori di forma
Fattori di forma
Valori di
=0

Forma
Rettangolare

Argilla satura in condizioni


Quadrata o rotonda
non drenate
>0
Sabbie e argille
in condizioni drenate

Rettangolare
Quadrata o rotonda

sc

sq

B'
1 + 0 ,2
L'

1,2

sq N q 1
Nq 1

1+

B'
sen
L'

1 + sen

1 0 ,3
0,7

B'
L'

umentato la tensione progressivamente dal generatore fino ad arrivare a 5V. Durante lesercitazione abbiamo
61 dovuto camb
orrente Id in mA dovrebbe formarsi una curva che prende il nome di curva caratteristica del diodo dove V la tensione d
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Tabella. 3.11. Fattori di inclinazione dei carichi (carico orizzontale H parallelo a B)


Fattori di inclinazione dei carichi
ic

iq

0 ,5 1 + 1
B' L' cU

Valori di
=0
Argilla satura
in condizioni non drenate
c > 0, > 0

iq N q 1

Argilla in condizioni drenate

Nq 1

0 ,7 H
1

V + B' L' cD cot

H
1

V + B' L' cD cot

Tabella 3.12. Fattori di inclinazione dei carichi (carico orizzontale H parallelo a L)


Fattori di inclinazione dei carichi
Valori di

ic

iq

=0

H
0 ,5 1 + 1

Argilla satura in condizioni


B' L' cU

non drenate
c > 0, > 0
Argilla in condizioni
drenate

iq N q 1
Nq 1

H
V + B' L' cU cot

H
V + B' L' cU cot

Per i fattori di profondit, di inclinazione del piano di posa e del piano di campagna, possono essere assunti gli stessi valori proposti da Brinch-Hansen.
3.3.5. Influenza dellacqua e scelta dei parametri geotecnici
La presenza dellacqua, sia sul terreno sottostante il piano di posa della fondazione che sul terreno sovrastante, influenza notevolmente la capacit portante. Il
problema rivolto al drenaggio del terreno, che dipende dal tipo di terreno e dal
modo in cui viene applicato il carico (istantaneo o lento).
Per i terreni a grana grossa, quali ghiaie e sabbie, considerata lelevata permeabilit (k 105 m/s), lapplicazione di carichi statici non genera sovrapressioni
interstiziali; lanalisi condotta con riferimento alle condizioni drenate, considerando solo tensioni efficaci.
In termini di tensioni efficaci, la resistenza del terreno definita secondo i parametri c e , da cui il criterio di rottura:
= c + tan
Quindi nella formula trinomia (equazioni (3.1), (3.2), (3.3), (3.4) e (3.10)) devono essere presi come dati geotecnici i valori efficaci c e .

62
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

La presenza di una falda incide sul calcolo della capacit portante tramite il sovraccarico trasmesso dal terreno sovrastante e dal peso specifico del terreno al di
sotto del piano fondale. I fattori di capacit portante vengono calcolati utilizzando i valori di c e del terreno.
A seconda della presenza della falda e della sua profondit possono essere individuati tre casi. Per semplificazione verr esaminata la formula trinomia proposta
da Terzaghi, ma ovviamente il caso pu essere descritto da tutte le teorie analoghe (Meyerhof, Brinch-Hansen, EC7, ecc.).
Ipotizzando la falda in quiete, con peso specifico dellacqua w, si hanno i seguenti casi.
a. Il pelo libero della falda si trova a una quota al di sopra del piano di posa
della fondazione

Figura 3.9. Falda al di sopra del piano di fondazione

Il carico q che moltiplica Nq va inteso come il valore della tensione effettiva


verticale litostatica agente alla profondit del piano di posa; in questo caso
si ha:
q = 1 zFalda + (Sat1 w) (D zFalda)

(3.12)

La formula trinomia diventa:



dove

)(

q ' = 1 z Falda + Sat1 w D z Falda (3.13)


2 = Sat2 w

il peso di volume immerso del terreno presente sotto la fondazione.

(3.14)

63
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Se il pelo libero della falda coincide con il piano di fondazione, allora il valore zFalda sar uguale alla profondit dellaffondamento D, quindi:
q = 1 D

(3.15)

b. Il pelo libero della falda si trova a una profondit al di sotto del piano di
posa della fondazione compresa tra D e D + B ovvero, d < B

Figura 3.10. Falda al di sotto del piano di fondazione

Il carico q che moltiplica Nq diventa:


q = 1 D

(3.16)

La formula trinomia diventa:


1
d
qlim = c' N c + q ' N q + 2 ' + 2 2 ' N B
2
B

(3.17)

c. Il pelo libero della falda si trova a una profondit al di sotto del piano di
posa della fondazione con d B, la falda pu essere trascurata
Per i terreni a grana fine (limi e argille), la cui permeabilit molto bassa, le
sovrapressioni interstiziali a causa dei carichi statici si dissipano lentamente
nel tempo secondo la legge della consolidazione.
La capacit portante dovrebbe essere esaminata secondo un comportamento
a breve termine (condizioni non drenate in termini di tensioni totali), nonch
secondo un comportamento a lungo termine (condizioni drenate in termini di
tensioni efficaci).
Ovviamente considerare la condizione non drenata (comportamento a breve

64
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

termine), a favore di sicurezza per la stabilit delle fondazioni su terreni


coesivi, poich al termine del processo di consolidazione lincremento delle
tensioni efficaci avr prodotto un incremento della resistenza al taglio.
Nelle analisi di capacit portante in termini di tensioni totali, la resistenza del
terreno definita convenzionalmente mediante il parametro cu (coesione non
drenata) e il criterio di rottura espresso nella:
= cu
contrariamente a c e , non rappresenta una caratteristica del materiale, ma
un parametro di comportamento.
Il calcolo della capacit portante viene calcolato secondo la (3.5).
3.4. Verifica a scorrimento
Le azioni orizzontali tendono a far scorrere la fondazione nel verso della forza
applicata H.
La forza che contrasta lo scorrimento dipende dalle forze di attrito e di aderenza
nel contatto fondazione-terreno e da uneventuale resistenza laterale (figura 3.11):
EH = FRd + Epd = Vtant + ca B + Epd

(3.18)

dove
t = coefficiente di attrito fondazione-terreno
ca = adesione fondazione-terreno
Epd = resistenza laterale di calcolo (resistenza passiva).
Il coefficiente di attrito fondazione-terreno, in generale, pu essere assunto pari
allangolo di attrito interno del terreno a contatto con la fondazione, ladesione
ca invece assunta pari a (0,5 0,7)c.
La resistenza passiva in genere si mobilita per spostamenti superiori di almeno un
ordine di grandezza rispetto a quelli necessari per mobilitare lo stato limite attivo
FRd. In genere viene trascurata, a meno che non venga compattato il terreno di
riporto o infisso un muro laterale o che il getto di calcestruzzo avvenga a contatto
con la parete di scavo.
La verifica soddisfatta se:
RH = H EH

(3.18)

Sia RH che EH vengono calcolati tenendo conto di opportuni coefficienti correttivi, come verr illustrato nel successivo capitolo.

65
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

Figura 3.11. Azioni per le verifiche a scorrimento

3.5. Capacit portante di una fondazione superficiale in presenza di sisma


La capacit portante di fondazioni superficiali in presenza di carichi sismici deve
tener conto degli effetti dellinerzia delle masse del suolo sotto la fondazione.
I primi studi che tengono conto delleffetto del sisma sono dovuti a Mayerhof, e
si basano su un approccio pseudostatico: le accelerazioni verticali e orizzontali
sono applicate nel centro di gravit della struttura e il problema ridotto a un caso
statico, con carichi agenti di carattere eccentrico.
Alla fine del secolo scorso, negli anni 90, furono sviluppati i primi lavori che
in forma pi rigorosa tengono conto delle forze di inerzia, considerato il sistema
suolo-struttura, basati sul metodo dellequilibrio limite.
Lanalisi della capacit portante in ambiente sismico si lega alle caratteristiche
sismiche del sito:
ag = accelerazione orizzontale massima sul suolo
S = fattore che tiene conto del profilo stratigrafico.
In pratica, in aggiunta alle forze dovute alla gravit, la capacit portante viene
legata al fattore delle inerzie orizzontali:
ag
kh = S

(3.19)
g
Come si vedr in seguito, la capacit portante delle fondazioni si riduce sostanzialmente durante un terremoto.
I metodi sviluppati in questi ultimi anni per il calcolo della capacit portante di
fondazioni superficiali in zona sismica fanno in generale riferimento al caso di
terreni granulari, privi di coesione, dotati solo di angolo di attrito.
Di seguito verr analizzato il metodo di Paolucci-Pecker e il metodo di Maugeri.

66
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

3.5.1. Metodo di Paolucci e Pecker


Il metodo di Paolucci e Pecker basato sullapproccio cinematico della yield
design theory, in cui leccitazione sismica applicata staticamente (approccio
quasi-statico).
La formulazione empirica approssima i risultati di un approccio cinematico tenendo conto sia delleccentricit del carico che del contributo dellinerzia del
suolo.
Il metodo considera solo lazione sismica orizzontale kh e trascura kv dovuta
alleccitazione sismica verticale, ricerca quindi tre moltiplicatori funzione della
forza orizzontale, delleccentricit del carico e dellinerzia del terreno che, valutati come si vedr di seguito e moltiplicati per la capacit portante limite in campo
statico, forniscono la valutazione della stessa in campo sismico.
La capacit portante in ambiente sismico qlim,e diventa:
qlim,e = h e i qlim,s

(3.20)

Il metodo di Paolucci-Pecker unestensione ridotta del metodo di Brinch-Hansen, dove la portanza in condizioni statiche ridotta nei sui coefficienti vale:

1
qlim,s = c' N c sc ic dc + q ' N q sq iq dq + N B' s i d
2

(3.21)

Il metodo non utilizza nella classica formula di Brinch-Hansen il coefficiente


presentato con il valore tipico di Vesic:
N = 2(Nq + 1)tan
ma con il valore:
N = 2(Nq 1)tan
I coefficienti presenti nella formula 3.20 valgono:
a. per la forza orizzontale:

k
h = 1 h
0 ,85

(3.22)

b. per leccentricit del carico:


1,8

e
e = 1

0 ,50 B

(3.23)

67
Capacit portante di una fondazione superficiale cap 3

essendo e leccentricit dei carichi;


c. per linerzia del terreno:

k
i = 1 h
tan

0 ,35

(3.25)

Il metodo di Paolucci secondo lequazione (3.25) valido fino a che viene rispettata la disuguaglianza:
ag
kh = S < tan

(3.26)
g
dopodich il coefficiente legato allinerzia del terreno perde significato.
Il metodo non risulta applicabile in certe zone sismiche per valori dellangolo di
attrito interno relativamente basso.
3.5.2. Metodo di Maugeri
Il metodo di Maugeri si basa su uno studio condotto per via numerica mediante
il metodo delle caratteristiche, proposto da Sokolowskii per unanalisi statica e
riscritto per una condizione pseudostatica attraverso la descrizione di un modello
numerico che permette di trovare i valori di Nj.
Si tenga presente che linterpolazione corretta per valori di kh inferiori a 0,40.
I valori di Nj vengono ridotti rispetto a quelli tipici statici grazie a nuovi coefficienti correttivi indicati rispettivamente con hc, hq, h, rappresentati attraverso delle funzioni interpolanti di tipo polinomiale cubico in funzione di e kh.
Il metodo di Maugeri permette, attraverso il variare di un coefficiente f tra il
valore 0 e il valore 1, di tenere conto, nel primo caso, del solo effetto cinematico
del sisma e nel secondo caso delleffetto completo (cinematico + dinamico) del
sisma sulla fondazione, quindi il fattore f tiene conto della percentuale di sforzo
di taglio trasmesso alla base.
Con questo metodo la consueta formula di Brinch-Hansen viene riscritta introducendo i coefficienti h nel seguente modo:

1
qlim,s = c' N c sc ic dc hc + q ' N q sq iq dq hq + N B' s i d h
2

(3.27)

I valori h presenti nella (3.27) sono i seguenti:


a. fattore di scorrimento:
h = A kh(1 f) + B (kh2 f) + C (kh f) + 1

(3.28)

68
Consolidamento fondazioni di strutture in muratura

b. fattore di coesione:
hc = D (kh2 f) + E (kh f) + 1

(3.29)

c. fattore di sovraccarico:
hq = F kh2 (1 f) + G kh (1 f) + H (kh2 f) + I (kh f) + 1 (3.30)
dove
A = 7,23tan3 18,39tan2 + 15,22tan 5,39
B = 70,5tan3 + 143,84tan2 98,79tan + 27,64
C = 12,90tan3 35,04tan2 + 30,27tan 12,48
D = 70,06tan3 171,07tan2 + 129,90tan 29,61
E = 1,27tan 1,07
F = 43,29tan3 105,80tan2 + 81,09tan 19,91
G = 2,80tan3 + 6,66tan2 4,61tan + 0,35
H = 63,69tan3 154,31tan2 + 117,70tan 26,34
I = 4,49tan3 + 10,58tan2 8,48tan 0,22.
Entrambi i metodi permettono di porre in evidenza che al crescere dellaccelerazione sismica di picco la capacit portante della fondazione diminuisce in modo
decisamente marcato, diminuzione molto significativa al punto da asserire che,
per angoli di attrito piuttosto bassi e per valori di kh elevati, la capacit portante
in campo sismico si riduce fino ad arrivare a fondazioni di difficile realizzazione,
oppure allimpossibilit della valutazione della stessa.
Ai metodi illustrati ve sono altri che si citano solamente:



metodo di Kumar
metodo EC8 annex F
metodo di Richards
metodo di Sarma ecc.

LE PAGINE CHE HAI APPENA


LETTO SONO TRATTE DA
QUESTO LIBRO:

CAPITOLO 3
CALCOLO DELLA CAPACIT PORTANTE

3.1. CONSIDERAZIONI GENERALI


Lindagine geotecnica necessaria per la progettazione dei micropali e pi in generale dei pali di fondazione, comprende i seguenti punti fondamentali:
conoscenza approfondita della geologia della zona del progetto;
conoscenza dellutilizzo del sito in passato (attivit estrattive, precedenti scavi, eventuali problemi incontrati durante la costruzione di opere nel sito in oggetto od in prossimit, metodi costruttivi adottati per la costruzione di manufatti adiacenti, con particolare riferimento alla tipologia
delle fondazioni adottate);
descrizione della storia geologica e delle modalit di deposizione dei terreni di fondazione;
analisi delle stratigrafie di sondaggi gi eseguiti in prossimit dellopera con inclusa la descrizione e classificazione dei diversi strati di terreno presenti (peso dellunit di volume, contenuto
naturale dacqua, risultati delle prove penetrometriche dinamiche (SPT) o statiche (CPT), descrizione delle condizioni relative alla presenza o meno della falda, ecc.;
esecuzione di sondaggi la cui lunghezza deve essere tale da raggiungere profondit superiori a quelle relative alla quota di base dei micropali o dei pali di fondazione, con una dettagliata descrizione
dei terreni, con particolare riferimento alle zone di transizione fra uno strato ed il successivo;
preparazione di sezioni geotecniche in corrispondenza delle opere, sulla base delle stratigrafie dei
sondaggi, riportando i differenti tipi di terreno, i valori di SPT e tutte le altre informazioni ottenute dallindagine in sito e di laboratorio, per valutare la variabilit dei terreni di fondazione in
corrispondenza delle opere e per identificare le condizioni geotecniche pi critiche presenti in corrispondenza delle opere;
determinazione delle curve granulometriche, dei limiti di plasticit e liquidit, per i terreni coesivi, determinazione dei parametri di resistenza al taglio dei terreni;
nel caso siano incontrati strati rocciosi, le stratigrafie devono riportare la classificazione della roccia, il grado di alterazione e fratturazione, la percentuale di recupero delle carote, il valore di
RQD, la resistenza a compressione monoassiale e ogni altra osservazione utile raccolta durante
lesecuzione dei sondaggi;
determinazione delleventuale presenza di condizioni relative alla presenza di terreni pericolosi,
contaminati e/o corrosivi. Questi dati possono includere la resistivit, il valore di pH e la presenza di piombo, solfati e clorite.
Linterpretazione di tutti i dati geotecnici, raccolti in un apposito rapporto geotecnico, deve essere
verificata durante linstallazione dei pali, mediante opportuno monitoraggio e rilievo dei dati relativi allesecuzione dei pali, come ad esempio, la velocit di perforazione o di avanzamento durante la
messa in opera dei pali.
3.2. MICROPALI
Ai fini progettuali, normalmente si considera, per la capacit portante dei micropali, il solo contributo relativo allattrito laterale fra la miscela cementizia ed il terreno di fondazione, in quanto il con-

68

MICROPALI

tributo relativo alla portata di base trascurabile rispetto alla capacit portante complessiva, tenendo anche conto dei seguenti aspetti:
Lelevato valore della resistenza al taglio, presente lungo la superficie laterale al contatto fra la
miscela cementizia ed il terreno, che pu essere ottenuto come conseguenza del metodo dinstallazione dei micropali. La capacit portante per attrito laterale pu raggiungere valori superiori a
365 kN per metro di lunghezza del micropalo, in terreni a grana grossa ben addensati e 750 kN
per metro di lunghezza in rocce competenti, per i tipici diametri di perforazione dei micropali
(150-300 mm).
La superficie disponibile per mobilizzare lattrito laterale molto superiore rispetto alla superficie della base del micropalo. Ad esempio, per un palo del diametro di 200 mm e con una lunghezza di connessione pari a 6 m, la superficie, disponibile per attrito o adesione laterale, 120
volte superiore a quella relativa alla portata di base del micropalo.
Il cedimento del micropalo, necessario a mobilitare la resistenza al taglio lungo la superficie laterale, significativamente inferiore a quello necessario per mobilizzare la portata di base.
Come conseguenza della dipendenza della capacit portante del micropalo dallattrito che si sviluppa lungo la superficie laterale, i micropali sono considerati geotecnicamente equivalenti in compressione e in tensione. Questa una comune assunzione sulla base della quale i micropali sono
dimensionati per sforzi assiali di compressione/trazione, valutando il valore della resistenza al taglio
presente lungo la superficie laterale in funzione della resistenza del terreno.
I valori tipici che sono assunti per quanto concerne lattrito laterale del micropalo, mediante valutazioni teoriche o mediante prove di carico, sono considerati valori medi che agiscono lungo lintera
lunghezza del tratto di micropalo connesso al terreno. Misure ottenute da strumentazione installata
su ancoraggi e micropali, hanno mostrato, tuttavia, in modo particolare per terreni addensati e compatti e per le rocce competenti, che la percentuale di carico trasferita al terreno pi elevata nel tratto superiore, connesso al terreno, del micropalo.
Questo fenomeno ha una notevole influenza sulle previsione dei cedimenti. A questo riguardo, una
considerazione pratica che la concentrazione della reazione ai carichi applicati nella parte superiore del tratto di micropalo connesso al terreno, ha come conseguenza una riduzione della lunghezza del tratto di palo che si deforma elasticamente, con la conseguente riduzione dellentit del cedimento, particolarmente in terreni addensati o compatti e in roccia.
Occorre precisare che mentre limpiego dei micropali sta crescendo rapidamente, lo stato dellarte
per quanto riguarda la progettazione geotecnica dei micropali basata prevalentemente sullesperienza e ricerca relativa ai pali trivellati, agli ancoraggi nei terreni e ai tiranti.
Con riferimento ad un recente studio condotto dalla FHWA (vedi riferimenti bibliografici), la figura 3.1 riporta una tabella per stimare il valore della resistenza al taglio lungo la superficie laterale al
contatto fra la miscela cementizia e il terreno.
La tabella include dei campi di variazione, per i quattro tipi di micropalo descritti nel capitolo 1 (tipo
A, B, C e D), in funzione della variabilit geotecnica dei diversi tipi di terreno.
Tali valori della resistenza al taglio sono comunemente basati sullesperienza locale dellingegnere geotecnico. I valori riportati in tabella devono essere, pertanto, considerati come dei valori orientativi di
riferimento, per le diverse modalit dinstallazione e le differenti condizioni geotecniche dei terreni.
Sulla base di tali valori, della resistenza al taglio lungo la superficie laterale, al contatto fra la miscela cementizia ed il terreno, indicati in tabella con, si pu calcolare la capacit portante ammissibile
per forze assiali agenti sul micropalo, secondo la seguente relazione:

(1)
P=
3.14 D L
FS
dove oltre al valore di si ha:
D = diametro relativo alla superficie di contatto fra la miscela ed il terreno
L = lunghezza del tratto di connessione fra micropalo e terreno
FS = coefficiente di sicurezza in condizioni statiche, normalmente assunto pari a 2.5.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

Descrizione dei terreni-rocce

69

Tipici valori della resistenza al taglio lungo la superficie laterale


al contatto fra la miscela cementizia ed il terreno (kPa)

Tipo A

Tipo B

Tipo C

Tipo D

Limo e argilla (con sabbia)


(tenera, medio plastica)
Limo e argilla (con sabbia)
(dura, da densa a molto densa)
Sabbia (con limo)
(fine, da poco a mediamente addensata)
Sabbia (con limo, con ghiaia)
(da mediamente densa a molto densa)
Ghiaia (con sabbia)
(da mediamente a molto densa)
Morena (limo, sabbia, ghiaia)
(da mediamente a molto densa, cementata)
Scisti argillosi teneri
(moderatamente fratturati, poco o per
niente alterati)
Scisti argillosi o scisti duri
(moderatamente fratturati, poco o per
niente alterati)
Calcari
(moderatamente fratturati, poco o per
niente alterati)

Arenarie
(moderatamente fratturate, poco o per
niente alterate)
Graniti e basalti
(moderatamente fratturati, poco o per
niente alterati)
Tipo A Micropali a Gravit

Tipo B Iniettati a pressione attraverso il rivestimento provvisorio quando viene sollevato


Tipo C Iniezione primaria a gravit e iniezione secondaria globale unica in pressione

Tipo D Iniezione primaria a gravit e una o pi fasi di iniezione in pressione secondaria globale (iniezione ripetuta selettiva)

Figura 3.1. Riepilogo dei valori della resistenza al taglio lungo la superficie laterale in funzione del tipo di micropalo e terreno,
per valutazioni e dimensionamenti preliminari

Per quanto riguarda il calcolo della capacit portante per forze assiali applicate ai micropali, uno dei
metodi di calcolo, tuttora fra i pi validi fra quelli proposti in letteratura, stato messo a punto da
Bustamante e Doix (1985), i quali hanno analizzato i risultati sperimentali di una notevole mole di
prove di carico relative a tiranti, micropali e pali iniettati per un totale di 249 prove.
Di queste una parte stata ricavata da prove pubblicate in letteratura ma ben 120 si riferiscono a
prove che gli stessi Autori hanno direttamente seguito per conto del Laboratoires des Ponts et
Chausses. La figura 3.2, mostra lubicazione dei siti in Francia nei quali sono state effettuate le
prove di carico, i cui risultati sono stati utilizzati per mettere a punto il metodo di calcolo, ed un riepilogo di tutte le 249 prove utilizzate.
Relativamente ai differenti tipi di terreni interessati dallesecuzione dei tiranti e dei micropali sottoposti alle prove di carico, sono stati analizzati i risultati relativi a terreni che comprendevano limi e
argille, ghiaie e sabbie, rocce marnose o limo-calcaree e calcari e rocce alterate e fratturate.
La figura 3.3 riepiloga per i differenti siti le prove geotecniche eseguite e utilizzate per linterpretazione delle prove di carico.
Nonostante una discreta dispersione dei risultati, di cui si parler pi avanti, gli Autori sono riusciti
ad elaborare dei grafici che forniscono il valore della resistenza al taglio lungo la superficie laterale

70

MICROPALI

(a)

Numero dei siti


analizzati: 34

(c)
Regione parigina

Caratteristiche
geometriche

Tiranti

Micropali

valore medio
campo di
varizione

Lunghezze totali LT
(m)

Lunghezze in ancoraggio Ls valore medio


campo di
(m)
varizione
valore medio
Diametro di perforazione Dd campo di
(mm)
varizione

(b)
Autori o organismi che
hanno interpretato le prove

Totale dei siti

Tiranti

Numero di elementi sottoposti a prova


Micropali

Pali iniettati

non precisati
non precisati

Figura 3.2. Prove di carico utilizzate da Bustamante e Doix (1985) per mettere a punto il metodo di calcolo per il dimensionamento dei micropali, (a) ubicazione dei siti nei quali Laboratoires des Ponts et Chausses hanno effettuato parte delle prove di
carico, (b) riepilogo dei siti e di tutte le prove di carico analizzate, (c) riepilogo delle caratteristiche geometriche dei tiranti e dei
micropali sui quali sono state condotte le prove di carico esaminate

Tipo di prova geotecnica eseguita


(parametri geotecnici misurati)
Pressiometro Mnard
(pl)

Penetrometro statico CPT


(qc)
Prove di laboratorio
(c, )
SPT

(N)

Totale
dei siti

Siti con le prove


effettivamente
utilizzate

Siti dove le prove effettuate


hanno fornito risultati parziali

Siti nei quali le prove


geotecniche non sono state effettuate

6
I valori di pl eccedono
le possibilit della sonda
utilizzata da misurarli

1
I valori di pl eccedono le possibilit della sonda di
misurarli

4
(rifiuto prematuro)

17
Non stato possibile eseguire le prove a causa
della natura dei materiali molto addensati

4
Campioni non indisturbati

19
Di cui 11 sono stati giudicati inesplorabili a priori
a causa dellimpossibilit di prelevare campioni
19
Di cui 10 sono stati giudicati a priori inadatti
per eseguire prove SPT a causa della natura
troppo compatta dei terreni

Figura 3.3. Prove geotecniche effettuate nei siti nei quali Laboratoires des Ponts et Chausses hanno eseguito le prove di carico analizzate da Bustamante e Doix

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

71

del micropalo in funzione delle caratteristiche geotecniche dei terreni, con ununica differenziazione per quanto riguarda le modalit esecutive dei micropali:
quelli realizzati con una miscela cementizia colata a gravit o iniettata a debole pressione (inferiore a 0.7 MPa) designati con la sigla I.G.U. (iniezione globale unica);
quelli ottenuti con pi fasi diniezione di miscela cementizia di cui una prima fase a bassa pressione per sigillare il foro ed una o pi fasi ulteriori, a pressioni e volumi controllati, tramite valvole di non ritorno posizionate lungo il tratto connesso e designati con la sigla I.R.S. (iniezione
ripetuta selettiva).
Gli Autori chiariscono che la pressione diniezione per tiranti o micropali ad iniezione semplice in
genere:
0.5 pl pi pl
mentre nei tiranti o micropali ad iniezioni ripetute si ha:
pi pl
dove pl la pressione limite ricavata da prove pressiometriche.
Con riferimento alla figura 3.4 si ha che la capacit portante limite per forze assiali data dalla
seguente formula generale:
TL = Ds Ls qs

(2)

dove
Ds = diametro efficace
Ls = tratto di micropalo connesso al terreno, o lunghezza del bulbo
qs = tensione di attrito laterale che si sviluppa allinterfaccia palo-terreno.
Per quanto riguarda le dimensioni trasversali del micropalo da considerare, gli autori raccomandano
di utilizzare un valore del diametro efficace superiore al diametro di perforazione secondo la seguente espressione:
Ds = Dd

(3)

essendo un parametro migliorativo, i cui valori, a seconda del tipo di micropalo e di terreno,
sono riportati in figura 3.5.
I valori di qs sono indicati dagli Autori in funzione dei seguenti tipi di terreno:

terreni sabbiosi-ghiaiosi (vedi grafico di figura 3.6);


terreni argillosi-limosi (figura 3.7);
arenarie, marne e marne calcaree (figura 3.8);
rocce alterate e fratturate (figura 3.9).
in funzione della resistenza del terreno, espressa dal valore della pressione limite pressiometrica o dalla resistenza alla penetrazione ricavata con prove SPT (Standard Penetration Test).

La figura 3.10 riporta, infine, una tabella per scegliere nei grafici delle figure 3.6-3.9 la curva
relativa al diverso tipo di micropalo.
Come si pu notare nelle figure 3.6-3.9, la differenza di capacit portante per attrito laterale, tra i
micropali I.G.U. e I.R.S. risulta influenzata dalla
natura dei terreni ed maggiormente marcata per
i terreni con migliori propriet meccaniche.

TL

TL

QL
Dd

LL

Dd

Ls

Ls

Ds

Ds

Figura 3.4. Rappresentazione schematica di (a) un tirante, (b)


un micropalo

72

MICROPALI

Tipo di terreno

Coefficiente

Quantit minima di miscela Vl

Ghiaia
Ghiaia sabbiosa
Sabbia ghiaiosa
Sabbia grossolana
Sabbia media
Sabbia fine

per

Sabbia limosa

per

per
per

Limo
Argilla

per
per

Marna

per strati compatti

Arenaria alterata o fratturata

o maggiore per strati fratturati

Marna calcarea

per strati poco fessurati

Roccia alterata o frattura

o superiori nel caso di roccia fratturata

: con pi pl
: con 0,5 pl < pi < pl

VS: Volume foro di perforazione


IRS: Iniezione ripetuta selettiva
IGU: Iniezione globale unica

Figura 3.5. Valori del coefficiente per il calcolo del diametro efficace per la valutazione della capacit portante di un micropalo

Sciolte

Mediamente addensate

Dense

Figura 3.6. Abachi per il calcolo del valore di qs in terreni sabbiosi-ghiaiosi

Molto dense

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

Molle Poco consist. Mediam. compatto

73

Compatto

Molto compatto

Figura 3.7. Abachi per il calcolo del valore di qs in terreni argillosi-limosi

Molle

Alterata

Fratturata - sana

Figura 3.8. Abachi per il calcolo del valore di qs in arenarie, marne e marne calcaree

Figura 3.9. Abachi per il calcolo del valore di qs in rocce alterate e fratturate

Nel caso di terreno stratificato la portata laterale limite pu essere calcolata sommando i contributi
dei diversi strati di terreno secondo la seguente espressione:
TL = Dsi qsi lsi
i

(4)

74

MICROPALI

dove il significato dei simboli simile a quello


Quantit minima di miscela
prima indicato mentre il pedice i indica che la
Tipo di terreno
grandezza valutata con riferimento allo strato iesimo interessato dal tratto connesso di micropalo. Ghiaia
sabbiosa
Con riferimento alla valutazione della capacit Ghiaia
Sabbia ghiaiosa
portante dei micropali, occorre evidenziare come Sabbia grossolana
Sabbia media
sia di fondamentale importanza la redazione di Sabbia fine
Sabbia limosa
accurate specifiche tecniche in grado di permettere unesecuzione appropriata, in particolare Limo
modo proprio per quelle operazioni che influi- Argilla
scono maggiormente sulla capacit portante dei Marna
calcarea
micropali. Tali specifiche, data la loro delicatez- Marna
Arenaria alterata o fratturata
za ed importanza sulleffettivo raggiungimento
del risultato finale, devono fare parte integrante Roccia alterata o fratturata
del progetto dei micropali. Conseguentemente, le : con pi pl
: con 0.5 pl < pi < pl
specifiche devono essere scrupolosamente osserFigura 3.10. Tabella per la scelta degli abachi per la determivate in fase esecutiva.
nazione del valore di qs
Ad esempio, evidente che per i pali a iniezione
ripetuta selettiva, la stessa definizione del diametro efficace dipende notevolmente dal volume di
miscela iniettata e dalla stessa pressione di iniezione adottata e, conseguentemente, agendo su tali
parametri si pu ottenere, come risultato finale, un maggiore o minore diametro efficace.
Prima di dare, pertanto, delle indicazioni relativamente alle comuni prescrizioni fornite nelle specifiche tecniche, ci soffermeremo su alcuni aspetti e concetti importanti, relativamente alliniezione
dei terreni.
Liniezione di un terreno o di un ammasso roccioso unoperazione assai complessa se si vuole ottenere una corretta introduzione della miscela nel terreno.
Se, infatti, a livello progettuale fosse correttamente individuata la miscela ottimate per il tipo di terreno, il risultato potrebbe risultare inficiato se la miscela non fosse pompata nel modo pi appropriato, secondo sequenze precise, quantitativi, portate e pressioni prestabilite in funzione della granulometria del terreno e delle condizioni specifiche del sito.

Tipo

Tipo

Figura 3.11. Valori di qs misurati in terreni sabbiosi-ghiaiosi

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

75

Tipo
Tipo

Figura 3.12. Valori di qs misurati in terreni argillosi-limosi

Tipo
Tipo

Figura 3.13. Valori di qs misurati in rocce marnose o limo-calcaree

Tipo
Tipo

Figura 3.14. Valori di qs misurati in rocce alterate e fratturate

Riassumiamo di seguito, brevemente, alcuni concetti fondamentali, relativamente alla teoria e ai


principi delliniezione nel caso di un terreno assimilabile ad un mezzo poroso.
Il moto di filtrazione che sinstaura allinterno di un mezzo poroso , entro un dato limite di pressione, di tipo laminare e la portata dipende dai seguenti fattori:
carico idraulico applicato;

76

MICROPALI

geometria della sezione filtrante;


struttura e permeabilit del mezzo;
viscosit del fluido.
La legge di Darcy che definisce il coefficiente di permeabilit k nei mezzi permeabili per porosit
applicabile ai fluidi come lacqua caratterizzati da un valore costante della viscosit.
Molti Autori hanno affrontato la teoria delliniezione nei terreni pervenendo ad espressioni pi o
meno sofisticate, basate sulle seguenti semplificazioni:
terreno omogeneo ed isotropo;
moto di filtrazione laminare e stazionario;
flusso radiale sferico o da sorgente cilindrica.
Di seguito, si forniscono le soluzioni principali (vedi Cambefort, 1967) per il caso di flusso radiale
sferico e flusso da sorgente cilindrica in mezzo omogeneo o stratificato.
I parametri fondamentali relativi alliniezione sono i seguenti:
H(m)
Q (m3/s)
r0 (m)
L (m)
r0 (m)
R (m)
t (s)
V (m3)
k (m/s)
km (m/s)
m
n

= carico idraulico utile in corrispondenza della sezione filtrante


= portata diniezione
= raggio della sezione filtrante
= lunghezza della sezione filtrante
= raggio equivalente per flusso radiale sferico, nel caso di sezione cilindrica di raggio r0
e altezza L
= raggio di influenza delliniezione
= tempo
= volume di terreno interessato
= permeabilit del terreno allacqua
= permeabilit del terreno alla miscela = k/m
= viscosit della miscela
= porosit del terreno.

Vediamo ora la soluzione per i seguenti tre differenti casi fondamentali.

CASO A:

INIEZIONE IN MEZZO OMOGENEO ED ISOTROPO CON FLUSSO RADIALE DA UNA SORGENTE


SFERICA DI RAGGIO r0

La portata in regime stazionario data dalla relazione:


Q = 4 r0 km H

(5)

Ponendo ad esempio:
r0 = 0.04 m
si ha:
Q = 0.5 km H

(m3/s)

(6)

oppure:
Q = 3 104 km H

(l/min)

(7)

CASO B:

INIEZIONE IN MEZZO OMOGENEO ED ISOTROPO CON FLUSSO DA SORGENTE CILINDRICA


DI RAGGIO r0

Nel caso pi realistico di sezione cilindrica di altezza si pu ugualmente utilizzare la (5), sostituendo a r0 il raggio r0 equivalente:
L
r0' =

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

77

dove

2 L

(L

4 r02

0.5

1n

L + L2 4 r02

0.5

2 r0

(8)

Mantenendo un raggio r0 = 0.04 m, ed assumendo L = 0.33 m, corrispondente alla presenza di tre


valvole a metro, si ottiene:
= 4.32
e, conseguentemente:
r0 = 0.08 m
Come si pu notare, rispetto al caso precedente si ha un raddoppio di portata, a parit di carico applicato e di permeabilit del terreno alla miscela, avendosi, infatti:
Q = 1.0 km H (m3/s)

(9)

La portata pu essere espressa anche in termini geometrici nella seguente maniera:


n
Q =V
t
e nel caso di sorgente sferica:
4
n
Q = R 3 r03
3
t

(10)

(11)

Eguagliando per congruenza le espressioni (1) e (3) della portata, si ottiene una relazione pi generale che correla il raggio di propagazione R al tempo di iniezione t, al carico H, ed alle caratteristiche del terreno k ed n:
R 3 r03 =

3 r0 km H t
n

(11)

CASO C: INIEZIONE IN TERRENO STRATIFICATO CON FLUSSO PIANO DA SORGENTE CILINDRICA DI RAGGIO r0
Nella realt i terreni omogenei ed isotropi sono uneccezione in quanto in genere si sempre in presenza di terreni eterogenei fittamente stratificati (Cambefort, 1967) come ad esempio nei depositi
alluvionali nei quali si ha una successione di strati con spessori e permeabilit molto diverse.
Se la sezione filtrante interessa diversi strati, la miscela si diffonde prima in quelli pi permeabili.
Si ha comunque un flusso piano, definibile dalla seguente formula di Thiem (1906), scritta in funzione della portata:
Q=

2 L H km
R
ln
r0

(13)

Assumendo come precedentemente, a titolo di esempio:


r0
L
R

=
=
=

0.04 m
0.33 m
1.0 m

si ottiene:
Q = 0.64 km H

(m3/s)

(14)

78

MICROPALI

oppure:
Q = 3.84 104 km H (l/min)

(15)

Nei tre casi (A, B e C), mantenendo invariato il valore di r0 si ottiene la seguente espressione generale:
Q = km H

(m3/s)

(16)

Il coefficiente assume, nellultimo caso C analizzato, un valore intermedio, pari a 0.64, fra quelli
risultanti nei primi due casi (rispettivamente 0.5 per il caso A e 1.0 per il caso B).
Esprimendo la portata in termini puramente geometrici, nella (10) si pu introdurre la seguente
espressione:
V = (R2 r20) L

(17)

ottenendo:

n
t
Uguagliando la (13) alla (18) si ottiene la seguente relazione generale:
Q = R 2 r02 L

(18)

2 km H t
R
n 1n
r0
Una volta noti i valori di r0, R e n, si ottiene la seguente relazione generale:
R 2 r02 =

(20)

km H t =

(21)

dove adottando come unit di lunghezza, rispettivamente per le lunghezze ed il tempo, il metro ed
il secondo, la (m2) costante varia da un massimo di 2.56 nel caso A di flusso radiale da sorgente
sferica di raggio r0 = 0.04 m, ad un minimo di 0.48 nel caso C di flusso piano da una sezione cilindrica dello stesso raggio e di lunghezza pari a 0.33 m.
Sulla base di quanto sopra, la figura 3.15 mostra, per i tre casi esaminati, landamento della portata
in funzione del coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela, per tre differenti casi di carico
idraulico, ovverosia di pressione di iniezione.
100.00
90.00
80.00

Portata Q (litri/min)

70.00
60.00
50.00
40.00
30.00
20.00
10.00
0.00
1.0E-06

1.0E-05

Coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela km (m/s)

1.0E-04

Figura 3.15. Andamento della portata in funzione del coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela, per tre differenti casi
di carico idraulico, ovverosia di pressione di iniezione

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

79

La figura 3.16 mostra, invece, come per ottenere un raggio di propagazione pari ad 1 m, raggiunto
in 30 minuti, occorra variare il carico idraulico in funzione del coefficiente di permeabilit alla
miscela.
Infine, le figure 3.17 e 3.18, rispettivamente per il caso B e C, mostrano come occorre variare il carico idraulico in funzione della durata delliniezione e della permeabilit del terreno alla miscela, per
ottenere un raggio di propagazione della miscela di 1 m, nel caso di un terreno caratterizzato da una
porosit pari a 0.3.
Nel caso dei micropali si adotter il sistema diniezione a volume controllato che comporta limCORRELAZIONE FRA CARICO IDRAULICO E PERMEABILIT DEL TERRENO ALLA MISCELA SECONDO DIVERSI SCHEMI DI FLUSSO

300.00

Carico idraulico H (m)

250.00
200.00
150.00
100.00
50.00

0.00
1.0E-06

1.0E-05
Coefficiente di permeabilit alla miscela km (m/s)

1.0E-04

Figura 3.16. Variazione del carico idraulico in funzione del coefficiente di permeabilit alla miscela, per ottenere un raggio di
propagazione pari ad 1 m, raggiunto in 30 minuti
CASO B
CORRELAZIONI TEORICHE FRA PRESSIONE, DURATA DELLINIEZIONE E PERMEABILIT DEL TERRENO ALLA MISCELA

Carico idraulico H (m)

1000

100

10

10

Durata delliniezione (min)

100

Figura 3.17. Caso B, variazione del carico idraulico in funzione della durata delliniezione e della permeabilit del terreno alla miscela per ottenere un raggio di propagazione della miscela di 1 m, nel caso di un terreno caratterizzato da una porosit pari a 0.3

80

MICROPALI

CASO C
CORRELAZIONI TEORICHE FRA PRESSIONE, DURATA DELLINIEZIONE E PERMEABILIT DEL TERRENO ALLA MISCELA

Carico idraulico H (m)

1000

100

10

10

Durata delliniezione (min)

100

Figura 3.18. Caso C, variazione del carico idraulico in funzione della durata delliniezione e della permeabilit del terreno alla miscela per ottenere un raggio di propagazione della miscela di 1 m, nel caso di un terreno caratterizzato da una porosit pari a 0.3

missione in una determinata valvola di un volume considerato come limite massimo e che potrebbe,
tuttavia, diminuire nel caso in cui la pressione di rifiuto venisse ad un certo momento superata.
Anche il valore della pressione assume, dunque, un ruolo limitativo per liniezione; da qui la denominazione di volumecontrollato:
Durante lesecuzione delliniezione occorre perseguire le seguenti finalit:
fare penetrare il quantitativo di progetto senza provocare rotture nel terreno (claquages);
verificare di conseguenza le pressioni di rifiuto per la miscela utilizzata;
correggere, eventualmente, i quantitativi previsti ed adeguarli alle reali necessit.
La portata e la pressione ammissibile sono legate fra loro; ambedue sono condizionate dalla natura
del terreno e dalla viscosit della miscela iniettata.
Per quanto riguarda lentit del volume da iniettare, attraverso una valvola, occorre tenere presente
la natura dei terreni e la loro porosit. Nellambito dei terreni iniettabili la porosit mediamente
compresa fra 0.2 e 0.3 per i terreni grossolani e fra 0.3 e 0.4 per i pi fini.
, inoltre, importante tenere presente che il volume dei vuoti riempiti non supera generalmente il
50% della porosit globale n, anche nei casi di migliore successo ai fini del risultato (Ischy e
Glossop, 1962); i maggiori consumi sono da attribuirsi ad aumento del volume iniziale dei vuoti, a
dispersioni oltre i limiti del trattamento previsto ed al drenaggio subito dalla miscela.
La figura 3.19 mostra a titolo esemplificativo e puramente teorico come varia il volume di miscela
che pu essere iniettato attraverso delle valvole poste a distanza di 33 cm (3 al metro) in funzione
sia del raggio di propagazione che sintende raggiungere sia della porosit del terreno, avendo assunto un grado di efficienza del trattamento del 50%.
Per quanto riguarda la pressione di iniezione essa provoca sulle pareti del foro uno sforzo tangenziale di trazione, di ugual valore; se questo superiore al contrasto offerto dal terreno sovrastante, si avr la rottura. Il fenomeno della fratturazione idraulica o claquage consiste nella formazione di una fessura artificiale che pu propagarsi pi o meno lontano, a seconda delle condizioni locali.
Numerose sono le formulazioni teoriche che stabiliscono la pressione critica, che induce la rottura
del terreno, in funzione del peso dellunit di volume del terreno, del suo angolo di attrito interno,
del coefficiente di Poisson e della profondit alla quale avviene liniezione.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

81

350
300

Litri massimi inettabili per valvola

250
200
150
100
50
0
0.4

0.5

0.6

0.7

0.8
0.9
Raggio di propagazione (m)

1.1

1.2

1.3

Figura 3.19. Volumi teorici massimi iniettabili attraverso delle valvole poste a distanza di 33 cm (3 al metro) in funzione sia del raggio di propagazione che si intende raggiungere sia della porosit del terreno

Da un confronto fra gli sforzi tangenziali dovuti al peso proprio del terreno e quelli indotti dalla pressione applicata, risulta che il minimo teorico di claquage dato dalla seguente relazione:
pl = z (1 + sin)/

(21)

per un terreno incoerente, essendo:


= peso di volume
z
= profondit
= angolo di attrito interno
= coefficiente di Poisson.

pressione P [kg/ cmq)

Se il terreno a grana fine, in tale espressione occorre aggiungere il termine relativo alla coesione.
Con questa ed altre formulazioni, la teoria sottovaluta sempre ed anche in misura rilevante, le reali pressioni di rottura del terreno.
Il criterio pi razionale , pertanto, sempre quello speripressione critica - Pcr
(rottura del terreno)
mentale e cio la determinazione in sito, applicando delle
portate crescenti fino al
portata massima
momento in cui la pressione
ammissibile delliniezione Pi
tende a mantenersi costante o
diminuisce come mostrato in
figura 3.20. Una volta definita sperimentalmente la soglia
di claquage, si potr razionalmente definire il limite di
pressione da adottare. Con
riferimento alla figura 3.20 si
potr ad esempio assumere
portata Q [lt/min]
come pressione limite di iniezione il 90% della pressione Figura 3.20. Esempio di andamento delliniezione al fine di stabilire la portata massima da
imporre non superando, pertanto, la pressione critica
di claquage.

82

MICROPALI

Tuttavia, nel corso delliniezione di micropali I.R.S. si ritiene accettabile che si verifichino limitate fratturazioni idrauliche (claquages) nel terreno, ma non accettabile che importanti volumi di
miscela siano dispersi a notevole distanza dal micropalo a causa di unimpropria conduzione delliniezione.
Per evitare questa incongruenza necessario prescrivere nelle specifiche tecniche quanto segue:
adottare una velocit di iniezione da non superare e, orientativamente, pari a 10 15 litri al
minuto;
sospensione delliniezione allorch si verifichino cadute di pressione, riprendendo, successivamente dopo che la miscela ha fatto presa, liniezione al fine di raggiungere i volumi previsti in
una fase successiva.
3.3. CONSIDERAZIONI GENERALI SUL CALCOLO DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI
I pali di fondazione sono degli elementi strutturali in grado di trasferire il carico, applicato alla loro
sommit, agli strati di terreno pi profondi e in generale pi resistenti.
La capacit portante di un palo pu essere calcolata con:

formule statiche;
formule dinamiche;
prove di carico;
prove penetrometriche statiche o dinamiche.

La capacit portante di un palo dipende dai seguenti fattori:


dalla geometria del problema;
dalla forma e dal tipo di palo;
dalle condizioni stratigrafiche variabili con la profondit;
dallentit del carico applicato;
dal tempo intercorso tra lesecuzione e lapplicazione del carico.
La capacit portante del palo anche influenzata dal:
metodo di installazione;
dallinterazione fra il palo ed il terreno.
Infine, il palo condizionato nel suo carico limite dalla:
resistenza a compressione del materiale costituente il palo;
dalla capacit portante del terreno circostante il fusto e la base del palo.
La resistenza totale del fusto di un palo, si sviluppa quando avvenuto, tra il palo ed il terreno circostante, un movimento relativo dellordine di parecchi millimetri.
Con un palo infisso, questa condizione pienamente soddisfatta durante la fase di installazione.
Con un palo trivellato, ci pienamente o parzialmente soddisfatto durante il costipamento del calcestruzzo seguito allestrazione della tubazione. Infatti il calcestruzzo compresso verso il basso
come pure lateralmente e quindi si verifica un movimento relativo verticale.
Con entrambi i tipi di palo, unulteriore movimento avviene durante il carico del palo e per la compressione elastica del palo che ne segue.
La resistenza del fusto dipende dallentit delle tensioni normali laterali esercitate sul palo dal terreno circostante.
Tensioni di attrito laterale notevoli si sviluppano durante la messa in opera di un palo prefabbricato
cio di un palo a spostamento, tensioni di attrito laterale di entit inferiore si manifestano nel caso
della messa in opera di un palo trivellato.
Un palo infisso causa lo spostamento del terreno lateralmente e tanto pi se la sua sezione conica,
e quindi le tensioni orizzontali che si originano passano dalla condizione di spinta a riposo alla condizione di quasi totale spinta passiva, soprattutto quando il palo esercita unazione di cuneo.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

83

La posa in opera di un palo trivellato causa invece una diminuzione delle tensioni orizzontali, le
quali passano dalla condizione di spinta a riposo allo stato di spinta attiva a meno che la tubazione
del rivestimento provvisorio, non sia mantenuta in opera.
Lentit della tensione di attrito laterale dipende anche dalla lunghezza del palo, cio dal sovraccarico del terreno, in altre parole dalla tensione geostatica presente alla quota della punta del palo.
Il valore della resistenza del fusto, cio dellattrito laterale, dipende, infine, dal tipo di palo e cio se
il palo :
portante prevalentemente di punta;
portante prevalentemente per attrito laterale.
Se un palo porta prevalentemente di punta, cio appoggia su uno strato molto compatto, questo ha
una compressibilit molto bassa e pertanto il movimento relativo, governato dalle caratteristiche di
deformabilit dello strato portante, di modesta entit.
La portata prevalentemente di punta di un palo si verifica quando la presenza in profondit di uno
strato molto compatto permette lappoggio della punta del palo ed il trasferimento diretto del carico
a tale strato.
Oltre al verificarsi dei due casi estremi, in casi particolari, per i quali si hanno pali portanti esclusivamente o quasi totalmente di punta o per attrito laterale, nella pratica si verificano soprattutto casi
intermedi, cio pali portanti di punta e contemporaneamente per attrito laterale.
Inizialmente il palo resiste principalmente per connessione laterale, solo una modesta quota parte del
carico ad esso affidato trasferita alla punta, ci anche se la punta viene ad appoggiare su uno strato compatto.
Con lapplicazione del carico si manifesta un certo spostamento che mobilizza la connessione laterale, tale spostamento maggiore nella parte superiore del palo, perci in tale tratto la connessione
laterale raggiunge il suo valore massimo.
Crescendo ulteriormente il carico e quindi lo spostamento, totalmente mobilizzata la connessione
laterale disponibile anche per il tratto pi profondo del palo, ulteriori incrementi di carico vengono
quasi integralmente trasferiti alla punta.
Il valore critico dello spostamento della sommit del palo, per il quale si raggiunge il massimo valore della tensione di connessione laterale, non dipende dal diametro.
La connessione laterale si manifesta con il mobilitarsi:
delladesione per i terreni coesivi;
dellattrito per i terreni granulari.
A seconda della natura del terreno, risulta diversa la distribuzione delle tensioni di connessione laterale.
Con un palo in terreno coesivo la distribuzione della tensione di connessione laterale lungo il fusto del
palo ha un andamento parabolico nella parte alta e tende a diventare costante nella parte pi profonda.
Il punto di applicazione, della risultante delle tensioni di connessione laterale situato nella parte
alta per un palo singolo, mentre per un gruppo di pali si ha uno spostamento considerevole verso il
basso.
La mobilizzazione della resistenza totale per connessione laterale avviene con minimi spostamenti
verticali, secondo vari Autori dellordine dei 7 mm.
Perci modesto il valore percentuale del carico trasferito alla punta rispetto al carico totale affidato al palo, anche nel caso di pali intestati in terreno molto compatto.
Per un palo in terreno incoerente la distribuzione delle tensioni di attrito laterale lungo il fusto del
palo ha un andamento parabolico indipendente dalle caratteristiche geometriche del palo e dalle
modalit costruttive od esecutive.
Una volta applicato il carico, la quota parte di carico, che trasferita alla punta del palo, causa uno
spostamento verso il basso del punto di applicazione della risultante delle tensioni, relative alla connessione laterale.
Aumentando il carico totale aumenta la percentuale di carico trasmesso alla punta, potendo raggiungere anche il 100%.

84

MICROPALI

La massima resistenza per connessione laterale si


mobilizza, secondo diversi Autori, per unentit
degli spostamenti verticali di circa 8 10 mm.
La massima resistenza alla base del palo, richiede
spostamenti di circa 4 5 volte superiori a quelli
sopraindicati. Secondo altri Autori, tra i quali
Terzaghi, la resistenza alla base del palo si mobilizza con il verificarsi di spostamenti dellordine
di 0.05 0.15 D, essendo D il diametro del palo.
La capacit portante o portata limite di un palo
pu essere valutata, considerando lequilibrio
delle forze mostrate in figura 3.21, mediante le
seguenti formule statiche che si basano sui principi della meccanica del terreno.
Nel caso di un carico di compressione:
Q1 = Qbl + Qsl W = Ab q1 + As l W

Compressione

Trazione

Figura 3.21. Forze agenti su un palo in compressione ed in tensione

Nel caso di un carico di trazione:


T1 = Qsl + W = As l + W
dove
Ql
Qbl
Qsl
W
Ab
As
ql
l

=
=
=
=
=
=
=
=

(22)
(23)

capacit portante limite totale


portata limite della base del palo
portata limite per attrito laterale
peso proprio del palo
area della superficie di base del palo
area della superficie laterale del palo
portata unitaria limite di base
resistenza unitaria laterale limite.

Il problema consiste quindi nella determinazione della portata unitaria limite di base ql e della resistenza unitaria laterale limite l.
Diverse soluzioni teoriche sono state proposte per il problema bidimensionale della capacit portante di
una fondazione superficiale nastriforme a partire dal 1934, tra queste la pi nota la soluzione pubblicata da Terzaghi nel 1943. Terzaghi ha ricavato la sua soluzione ipotizzando una rottura generale della
fondazione caratterizzata dalla formazione di
superfici di scorrimento ben definite che, partendo
dalla fondazione, si sviluppano fino al piano campagna con conseguente sollevamento del terreno ai
due lati della fondazione, come mostrato in figura
3.22. Terzaghi ha poi esteso la sua soluzione alle
fondazioni superficiali quadrate e circolari introducendo dei coefficienti derivati empiricamente.
Figura 3.22. Meccanismo di rottura di una fondazione superficiale
Per una fondazione circolare superficiale, secondo Terzaghi. (A) zona di equilibrio in condizioni elastiche, (B) zona
di rottura radiale, (C) zona di rottura in condizioni di spinta passiva
Terzaghi pervenuto alla seguente equazione:
ql = 1.3 c N c + D N q + 0.6

B
N
2

dove
c = coesione
D = profondit della fondazione
B = larghezza della fondazione
= peso dellunit di volume del terreno
Nc, Nq, N = fattori di capacit portante, dipendenti dallangolo di resistenza al taglio.

(24)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

Figura 3.23. Diagramma che mostra le forze di taglio che si


oppongono al sollevamento del terreno alla base del palo, in
accordo alle ipotesi di Terzaghi

Figura 3.24. Meccanismo di rottura secondo Berezantzev

Il valore medio del sovraccarico dato da:


p0 = T D D

85

Terzaghi ha discusso il meccanismo del comportamento di un palo soggetto ad azione assiale


indicando i fattori che contribuiscono alla portata di base. In figura 3.23 lo spostamento verso il
basso della base AB causa lo spostamento verso
lesterno e verso lalto. Tale movimento contrastato dal peso dellanello di terreno rappresentato in sezione da CDEF ma anche dalle forze di
taglio che si oppongono al movimento verso lalto lungo le superfici esterne CF e DE e lungo la
superficie del fusto del palo. Terzaghi non ricav
una soluzione per questo modello a causa dellincertezza circa la distribuzione e lentit delle
tensioni di attrito laterale nel terreno e al contatto fra il palo ed il terreno.
Per applicazioni pratiche e per pali che attraversano terreni compressibili andandosi ad intestare
in uno strato portante profondo, Terzaghi e Peck
(1967) suggeriscono che la portata unitaria limite di base pu essere calcolata mediante lequazione (24). La portata limite per attrito laterale
Qsl = As l dovrebbe essere assunta ricavando il
valore della resistenza unitaria laterale limite l
mediante prove in sito.
Sulla base di quanto evidenziato da Terzaghi
relativamente allequivalenza dellattrito laterale,
che si manifesta fra il palo ed il terreno, ad un
sovraccarico, in letteratura sono state proposte
numerose soluzioni per calcolare la portata unitaria limite di base. Tuttavia tali soluzioni non sono
diventate di diffusa applicazione a causa della
mancanza di unadeguata conoscenza delleffettivo stato tensionale nellintorno del palo con la
conseguente mancanza di fiducia nella validit
delle assunzioni.
Berezantzev, Krisoforov e Golubkov (1961)
hanno ipotizzato che le superfici di rottura di un
palo infisso in un terreno incoerente si sviluppino solo fino al piano di posa della base del palo e
hanno trovato una soluzione per lo stato tensionale presente nellintorno del palo basata sulla
teoria dellequilibrio limite in un terreno incoerente (Berezantzev, 1952).
Il sovraccarico agente sul piano di posa della fondazione p0 pari al peso del cilindro di terreno
coassiale al palo ridotto delle azioni tangenziali
agenti lungo lo sviluppo di tale cilindro, come
mostrato in figura 3.24.
(25)

86

MICROPALI

dove T un coefficiente che dipende da D/B,


dal valore dellangolo di resistenza al taglio e
dal valore del peso dellunit di volume del terreno alla profondit D.
La portata unitaria limite di base data da:
ql = Ak B + Bk T D D

(26)

Il raggio relativo al cilindro intorno al palo e la


tensione di attrito laterale lungo la superficie
cilindrica di terreno ed i valori dei coefficienti
riportati nellequazione (26) sono calcolati sulla
base della teoria dellequilibrio limite in un
mezzo incoerente (vedi figura 3.24).
Il meccanismo di rottura per la base di una fondazione profonda ipotizzato da Meyerhof (1951)
nella sua teoria relativa alla capacit portante,
fornisce unipotesi di lavoro utile per spiegare
alcuni dei pi noti comportamenti di un palo di
fondazione.
Meyerhof assume che le superfici di rottura si Figura 3.25. Meccanismo di rottura intorno ad un palo secondo Meyerhof
richiudono intorno al palo come mostrato in figura 3.25 per il caso di una fondazione profonda
con superfici scabre. Con riferimento alla figura 3.25, al di sotto della base si ha una zona centrale
ABC che rimane in uno stato elastico di equilibrio e si comporta come facente parte della fondazione; su ciascun lato di questa zona si hanno due zone plastiche ACD e BCE (zone di taglio radiale) e
due zone di taglio in condizioni piane o miste DAF e EBG.
Meyerhof ha espresso la portata unitaria limite di base nella seguente maniera:
ql = c N c + K s D N q +
dove
Ks
Nc, Nq, N

B
N
2

(27)

= coefficiente di spinta del terreno sul fusto del palo nella zona di rottura; variabile da 0.5 per terreni sciolti a circa 1 per terreni addensati
= fattori di capacit portante, dipendenti dallangolo di resistenza al taglio e dal
rapporto D/B.

Per un terreno per il quale lungo il fusto del palo si abbia sia aderenza sia attrito, Meyerhof (1953)
fornisce la seguente espressione per la resistenza unitaria laterale limite l alla profondit D:

l = ca + Ks D tan
dove
ca

=
=

(28)

aderenza palo-terreno;
angolo di attrito palo-terreno.

Per le argille = 0 e pertanto 1 = ca.


Per i terreni non coesivi ca = 0 e, conseguentemente l = Ks D tan .
I valori di l, ca, Ks, e variano da punto a punto lungo il fusto del palo, ma per scopi pratici si
ritiene adeguato assumere un valore medio.
Se D la profondit della base del palo, D aumenta da 0 a D, e il valore medio , conseguentemente
per un terreno non coesivo, pari a 1 = Ks (D/2) tan.
Pertanto la formula di Meyerhof, per valutare la capacit portante di un palo in un terreno caratterizzato sia dalla coesione sia dallangolo di resistenza al taglio, data dalla seguente espressione:

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

B
D

Q1 = As ca + K s tan + Ab c N c + K s D N q + N

2
2

87

(29)

Nel caso di un palo di proporzioni normali caratterizzato da un rapporto D/B di circa 30 o maggiore, nelle equazioni sopra riportate (24), (26) e (27), il termine contenente la larghezza B risulta piccolo al confronto con gli altri termini e quindi pu essere trascurato. Le equazioni diventano pertanto:
Terzaghi
Berezantzev et al.
Meyerhof

ql = 1.3 c Nc + D Nq
ql = Bk T D D
ql = c Nc + Ks D Nq

(30)
(31)
(32)

Le equazioni (30) e (32) si applicano a terreni caratterizzati sia dalla coesione sia dallangolo di resistenza al taglio. Lequazione (31) si applica solamente ai terreni non coesivi.
In realt le equazioni (30), (31) e (32) forniscono la portata unitaria limite di base totale alla quale
dovrebbe essere sottratto il peso del terreno che prima dellinstallazione del palo era presente ed
esercitava una tensione in corrispondenza della base del palo. Se il peso dellunit di volume
medio del terreno prima della sua asportazione, la pressione equivalente alla rimozione del terreno
pari a D. Conseguentemente al valore di ql occorre sottrarre il valore di D.
Assumendo per semplicit = = si ottiene:
D

Terzaghi
Berezantzev et al.
Meyerhof

ql = 1.3 c Nc + D (Nq 1)
ql = D D (Bk T 1)
ql = c Nc + D (Ks Nq 1)

(33)
(34)
(35)

3.3.1. VALUTAZIONE PRATICA DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI NEI TERRENI COESIVI
La valutazione della capacit portante di un palo interagente con un terreno di natura coesiva pu
essere affrontata facendo riferimento a due approcci tra loro molto diversi:
valutazione in termini di tensioni totali;
valutazione in termini di tensioni efficaci.
Come noto dal principio degli sforzi efficaci:
= u

(36)

e dal criterio di rottura di Coulomb in termini di tensioni efficaci:


ff = c + (ff u) tan

(37)

in cui
ff
ff
u
c

=
=
=
=
=

resistenza al taglio disponibile sulla superficie di rottura allistante della rottura


tensione totale normale al piano di rottura considerato allistante della rottura
pressione interstiziale
coesione
angolo di resistenza al taglio.

La resistenza al taglio determinabile in ogni istante se noto il valore u della pressione dellacqua
interstiziale.
In prove di laboratorio eseguite in condizioni non drenate, il valore di u pu essere misurato direttamente e, conseguentemente, possibile analizzare il comportamento del terreno in termini di sforzi efficaci. Nelle applicazioni pratiche invece il problema molto pi complesso in quanto il valore
di u influenzato dalle caratteristiche strutturali del deposito e dalla non linearit di comportamento del terreno. Dalla difficolt ed impossibilit pratica di conoscere il valore della pressione interstiziale prassi corrente lintroduzione di una resistenza definita in termini di tensioni totali, ossia trascurando linterazione tra lo scheletro solido e lacqua interstiziale.

88

MICROPALI

In tale caso il criterio di rottura in termini di tensioni totali espresso dalla seguente espressione:

ff = cu

(38)

dove cu definita resistenza al taglio iniziale oppure resistenza al taglio in condizioni non drenate o
resistenza in termini di tensioni totali.
Entrambi gli approcci per la valutazione della capacit portante del palo, si basano, su metodi rigorosi o empirici formulati, prevalentemente, sullosservazione del comportamento di prototipi.
3.3.1.1. Portata unitaria limite di base
Tenendo presente la difficolt di operare in termini di tensioni efficaci, la capacit portante alla base
del palo ql valutata in termini di tensioni totali, ed espressa nella seguente forma, valida sia per
pali trivellati sia per pali infissi:
ql = cu Nc + 0
dove
Nc =
0 =

(39)

fattore di capacit portante


tensione verticale totale presente alla quota raggiunta dalla punta del palo.

Il fattore di capacit portante Nc stato determinato sia con metodi analitici sia sperimentali.
Meyerhof ha ottenuto analiticamente con lipotesi di un comportamento rigido-plastico valori compresi fra 9.3 e 9.8, a seconda che la base del palo fosse considerata liscia o scabra. Wilson (1950),
mediante un approccio differente, ha ottenuto un valore pari a 8. Skempton (1951), tenendo in conto
i valori ricavati da differenti approcci teorici e altri valori ricavati da prove sperimentali su modello,
concluse che il valore semi-empirico pari a 9 poteva essere considerato sufficientemente accurato.
Gibson (1950), modellando il fenomeno della rottura del palo come espansione di una cavit sferica, e assumendo valori tipici del rapporto fra il modulo di deformazione in condizioni non drenate
Eu e la resistenza al taglio in condizioni non drenate cu, ha ottenuto valori di Nc compresi fra 9 e 14.
Conseguentemente accettato un valore di Nc pari a 9.
Tenendo conto, nel caso di argille fessurate, che allaumentare del diametro del palo aumenta il volume di terreno interessato dalle fessure e pi marcate sono, inoltre, le differenze del livello di deformazione raggiunto dai vari punti lungo la superficie di rottura (rottura progressiva), Meyerhof
(1983) suggerisce di ridurre la capacit portante applicando un fattore correttivo Rc:
ql = Rc (cu Nc + v0)

(40)

dove
Rc =

B + 0.5
1 per pali infissi
2B

(41)

Rc =

B + 1.0
1 per pali trivellati
2B + 1

(42)

dove B il diametro del palo espresso in metri.


Per quanto riguarda, infine, la resistenza al taglio in condizioni non drenate cu essa dovrebbe essere
ricavata tenendo conto dello stato tensionale agente, e quindi mediante prove in sito e prove triassiali di laboratorio tipo CU (consolidate non drenate).
3.3.1.2. Resistenza unitaria laterale limite
La valutazione della portata per attrito laterale in termini di tensioni totali usualmente espressa, sia
per pali infissi sia per pali trivellati, nella seguente forma:
l = ca = cu
(43)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

89

ca = valore medio delladerenza palo-terreno, assunto pari a una percentuale della resistenza in condizioni non drenata media lungo il fusto del palo;
= coefficiente empirico dipendente dal tipo di argilla, dal metodo di installazione del palo, dal
materiale costituente il palo, e da numerosi altri fattori di importanza minore.
I due problemi principali che sorgono nellimpiego di tale approccio sono costituiti dallindividuazione della resistenza al taglio cu e dal valore da assegnare ad anche a causa dellinfluenza delle
modalit esecutive.
Infatti per le modalit costruttive risulta che:
linfissione di un palo provoca un miglioramento delle caratteristiche di resistenza al taglio del
terreno nelle immediate vicinanze del palo;
lesecuzione di un palo trivellato produce in prossimit di esso un aumento del contenuto dacqua
nel terreno coesivo.
Il modo migliore per determinare il valore di ca quello di eseguire prove di carico sul palo, ma questo non sempre possibile e bisogna quindi ricorrere a valori empirici di ca.
Numerosi Autori hanno correlato il valore di ca alla resistenza al taglio in condizioni non drenate cu
(Tomlison, 1957-1970, Peck, 1958, Morgan e Poulos, 1968 e Mc Clelland, 1969-1974).
La figura 3.26 mostra le relazioni tipiche ricavate da tali Autori fra ca/cu e cu.
Secondo Skempton (1959), per i pali trivellati, il valore delladerenza palo-terreno fondamentalmente governato dalla resistenza al taglio dellargilla rammollita nella zona immediatamente a contatto con il palo. Tale rammollimento legato allaumento di contenuto dacqua a causa della migrazione dellacqua verso le pareti dello scavo, dovuta allo scarico tensionale prodotto dalla perforazione e dallassorbimento di acqua dal calcestruzzo che, per motivi di lavorabilit, deve essere
messo in opera con un rapporto acqua-cemento superiore a quello strettamente necessario al processo di idratazione del cemento.
Skempton (1959) sulla base delle analisi di prove di carico eseguite su pali trivellati realizzati nellargilla sovraconsolidata di Londra ha ricavato valori di compresi fra 0.3 e 0.6, con un valore
medio di 0.45 ed un limite superiore cu = 96 kPa.
Tomlison (1970, 1977) ha compiuto uno studio completo sui valori delladerenza di pali infissi in
argille compatte tenendo conto della stratigrafia del terreno e, soprattutto, di come la connessione
laterale allinterfaccia sia influenzata dalla successione stratigrafica. In sostanza, partendo dalla considerazione che durante linfissione si possa formare, nei primi metri di palo, una scarsa aderenza tra
cu (kN/m2)

Kerisel
Woodward

Peck

Ca
____
Cu
Tomlinson

Figura 3.26. Coefficiente di aderenza per pali infissi in argilla (Mc Clelland, 1974)

90

MICROPALI

il fusto del palo ed il terreno, la resistenza per connessione laterale pu variare in funzione del tipo
di terreno sovrastante e del rapporto tra la penetrazione del palo nello strato portante di argilla compatta ed il diametro del palo.
Tomlison, ha suggerito i valori del rapporto ca/cu riportati nella seguente tabella 3.1 e nelle figure
3.27 e 3.28, per valori della resistenza al taglio in condizioni non drenate superiori a 48 kPa.
Tabella 3.1. Valori del rapporto ca/cu per pali infissi in terreni coesivi compatti (Tomlison, 1970)
Caso
1

2
3

Condizioni stratigrafiche
Sabbie o terreni
sabbiosi sovrastanti terreni coesivi
compatti
Argilla tenera o limi
sovrastanti terreni coesivi compatti
Terreni coesivi
compatti senza strati di diversa natura
sovrastanti

Rp
20

ca/cu
1.25

> 20
20
> 20
20

vedi figura 3.27


0.40
0.70
0.40

> 20

vedi figura 3.28

Rp = rapporto di penetrazione = lunghezza di penetrazione del palo nellargilla compatta / diametro del palo
Resistenza al taglio in condizioni non drenate (cu) kN/m2

I numeri riportati si riferiscono al rapporto


di penetrazione definito come rapporto fra
la lunghezza di penetrazione del palo nello
strato argilloso ed il diametro del palo

Pali in acciaio

Coefficiente empirico

Pali prefabbricati in
calcestruzzo

Curva per rapporto di


penetrazione > 20

Figura 3.27. Metodo di Tomlinson (1970), coefficiente di aderenza per il caso relativo a sabbie e ghiaie sovrastanti terreni
coerenti da compatti a molto compatti

Coefficiente empirico

Resistenza al taglio in condizioni non drenate (cu) kN/m2

I numeri riportati si riferiscono al rapporto di


penetrazione definito come rapporto fra la
lunghezza di penetrazione del palo nello
strato argilloso ed il diametro del palo

Pali in acciaio

Pali prefabbricati
in calcestruzzo

Curva per rapporto di


penetrazione > 20

Figura 3.28. Metodo di Tomlinson (1970), coefficienti di aderenza per il caso di argille da dure a molto dure senza strati sovrastanti di diversa natura

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

91

Resistenza al taglio in condizioni non drenate cu (kN/m2)


Pali in trazione
Dati gruppo 1

Coefficiente empirico

Tomlinson, 1957 (pali in calcestruzzo)

2
3
Pali in compressione
Dati gruppo 1
2
3

cu

Figura 3.29. Fattore di adesione ricavato da Stas e Kulhawy (1984)

Stas e Kulhawy (1984) sulla base dei risultati di 106 prove di carico su pali trivellati hanno ricavato la seguente correlazione (vedi anche figura 3.29):

= 0.21 + 0.26

pa
cu

dove pa la pressione atmosferica espressa nellunit di misura di cu.


Reese e ONeill (1988) assumono che non vi sia trasferimento di carico per attrito laterale fra il palo
ed il terreno nel primo tratto della lunghezza di 1.5 m e suggeriscono un valore di = 0.55 (vedi
figura 3.30).
Le figure 3.31 e 3.32 mostrano, rispettivamente per i pali infissi ed i pali trivellati, i valori di suggeriti dall'AGI (1984).
Tutti i metodi basati sullapproccio in termini di tensioni totali portano ad unelevata dispersione dei

Posizione lungo il
fusto del palo

Valore di

Valore per la
resistenza unitaria
laterale limite l (kPa)

Dal piano campagna


fino a 1.5 m di profondit

1 diametro al di sopra
della base del palo

0.55

300

Nella restante lunghezza


del fusto del palo

Figura 3.30. Valori di , per pali trivellati in argilla raccomandati da Reese e ONeil

92

MICROPALI

Cu (kg/cm2)

Figura 3.31. Coefficiente empirico consigliato dalle raccomandazioni dellAGI per pali infissi

Cu (kg/cm2)

Figura 3.32. Coefficiente empirico consigliato dalle raccomandazioni dellAGI per pali trivellati

valori di riportati in letteratura, come ad esempio riepilogato in figura 3.33, a sottolineare linadeguatezza di tale approccio empirico a cogliere tutti gli aspetti che influenzano la resistenza di un
palo per connessione laterale. Probabili spiegazioni sono da ricercarsi nella difficolt di conglobare
in un unico parametro i complicati meccanismi ed i numerosi fattori che influenzano la resistenza di
un palo e la difficolt di valutare appropriati valori di resistenza al taglio non drenata che tengano
conto delleffetto dellinstallazione del palo.
Da tali considerazioni scaturisce pertanto lesigenza di rivolgere lattenzione a quei metodi che analizzano il fenomeno in termini di tensioni efficaci.
Burland (1973) ha sviluppato un procedimento empirico in termini di tensioni efficaci basato sulle
seguenti quattro assunzioni:

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

Kulhawy e Jackson, 1989


Kulhawy e Phoon, 1993

93

Argilla

Kulhawy e Phoon, 1993 (Roccia)


Williams et al., 1980
Hassan e ONeill, 1993 Argilla-Scisti
Turner et al., 1993
Midwestern
Hassan e ONeil, 1993
USA
Parsons Brinckerhoff-Hirota, 1991
M = valore medio di cu; U = limite superiore di cu
Goeke e Hustad, 1979

N (M)

Tipica banda
di variazione (argille)

Argilla

Rocce tenere

Resistenza al taglio in condizioni non drenate cu (bars)

Figura 3.33. Valori della resistenza al taglio in condizioni non


drenate cu in funzione di per terreni coesivi e rocce tenere

prima che il palo sia caricato si suppone che le


sovrappressioni interstiziali sviluppatesi
durante linstallazione del palo si sono completamente dissipate;
poich la zona di elevate deformazioni nellintorno del palo di spessore modesto si pu
ipotizzare che la rottura avvenga in condizioni
drenate;
come conseguenza del rimaneggiamento e/o
rammollimento del terreno durante la fase di
installazione, la componente coesiva della
resistenza al taglio trascurabile e, conseguentemente, la resistenza unitaria laterale
limite pari a l = h tan, dove h la tensione orizzontale efficace agente sul palo
durante la fase di applicazione del carico e
langolo di attrito palo-terreno.
la tensione orizzontale efficace agente allinterfaccia palo-terreno in qualche modo proporzionale alla tensione verticale efficace v0 :
h = K v0.

Pertanto dalle equazioni riportate nei punti 3 e 4 si ottiene:

l = K 0 tan
Se la quantit K tan indicata con si ottiene:

= 'l = K tan '


0
Il fattore simile ad ma legato alle tensioni efficaci e ai termini K e . Valori medi di possono essere ottenuti empiricamente da prove di carico, premesso che si sia lasciato trascorrere sufficiente tempo dopo linstallazione del palo e la prova di carico sia effettuata applicando i carichi
lentamente. anche possibile stimare i valori di K e , ricavando, conseguentemente, il valore di
. Nel caso di pali infissi in argille tenere, si assume che la rottura avvenga in una zona ristretta in
prossimit del fusto del palo avendosi pertanto , = d, dove d langolo di resistenza al taglio
drenato dellargilla rimaneggiata.
Nel caso di pali infissi in argille normalconsolidate, il limite inferiore del rapporto pu stimarsi,
secondo Burland (1973), pari al coefficiente di spinta a riposo K0 esistente in sito prima dellinstallazione del palo, e questultimo pu essere valutato pari a (Jaky, 1944):
K0 = 1 sind

(47)

Pertanto, assumendo che langolo di attrito palo- terreno sia pari d, si ottiene:

= (1 sind ) tand

(48)

I valori di d sono normalmente compresi fra 20 e 30 e conseguentemente il valore di risulta


compreso fra 0.24 e 0.29.
Questo implica che per le argille tenere il valore di non molto sensibile al tipo di argilla. Burland
(1973) ha esaminato una notevole messe di risultati di prove di carico su pali infissi in argille anche
molto differenti ricavando, per ciascun palo, i valori medi della resistenza unitaria laterale limite,
come indicato in figura 3.34. Tenendo conto delle possibili variazioni del peso dellunit di volume
del terreno e delle condizioni della falda, la dispersione dei valori limitata, a conferma dellaffida
bilit di tale approccio. Con riferimento alla figura 3.34 le linee che mostrano i valori di , valori
medi di , sono state costruite assumendo per il terreno un peso dellunit di volume di 18 kN/m3,

94

MICROPALI

Pali tronco-conici

Profondit di penetrazione (ft)

Attrito negativo

Figura 3.35. Valori di con la profondit (Meyerhof,


1976)

Figura 3.36. Valori del coefficiente di spinta attiva K0 con


la profondit per largilla di Londra (Skempton, Bishop,
Webb e Lewin). La linea tratteggiata stata assunta da
Burland per la valutazione della connessione laterale di
pali infissi
K0

Analisi

Skempton
Profondit (m)

Pali cilindrici

Figura 3.34. Valore medio della resistenza unitaria laterale


limite con la profondit per
pali infissi
in argille tenere, con le
linee che rappresentano = 0.25 e = 0.40

Fattore

Resistenza unitaria laterale limite kN/m2

Profondit media al di sotto del piano campagna (m)

con la presenza della falda ad 1 m dal piano campagna. I risultati risultano, sostanzialmente, compresi fra 0.25 e 0.40. Burland ha suggerito come

valore ragionevole per la progettazione = 0.3.


La valutazione dei valori di effettuata da
Burland si basata su pali infissi di lunghezza
relativamente modesta (inferiore a 20-30 m),
mentre un esame del comportamento di pali di
lunghezza maggiore mostra che il valore di
decresce allaumentare della lunghezza. I risultati ottenuti da Meyerhof (1976) e mostrati in figura 3.35, confermano le indicazioni di Burland,
basate su pali di lunghezza non superiore ai 2030 m. Per lunghezze superiori si osserva una

diminuzione del valore di che, in parte, possono essere spiegati con fenomeni di rottura progressiva.
Per quanto concerne i pali in argille sovraconsolidate il problema principale dellapproccio in
termini di tensioni efficaci quello di stimare il
valore di K, che, ad esempio per largilla di
Londra, pu variare da 3 in prossimit della
superficie ad 1 in profondit. Ad esempio, la
figura 3.36 mostra landamento del valore di K0
con la profondit, ricavato per largilla di Londra
(Skempton, Bishop e Lewin).

Bishop et al

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

0.1

Coefficiente adimensionale
0.2
0.3

95

0.4

7.6
15.2

0.5

Per pali infissi, Burland (1973), Flaate e Selnes


(1977), analizzando 44 prove di carico in argille
sia normalconsolidate sia sovraconsolidate, suggeriscono (si veda anche Meyerhof, 1976) di
assumere = ed inoltre assumono che K non
possa essere minore del coefficiente di spinta a
riposo e cio:
K K0
K0 = 1 sin

22.8
Profondit del palo (m)

30.2

Localit

Simbolo Autore

38.0

K0 = (1 sin) OCR0.5

per argille
normalconsolidate
per argille
sovraconsolidate.

Per quanto riguarda, infine, i pali trivellati il processo di perforazione produce uno scarico dello
45.6
stato tensionale che non pu essere del tutto ripristinato e pertanto dubbio se il valore di K possa
53.2
essere assunto pari al valore iniziale K0. In letteratura, a questo riguardo mancano informazioni
sufficienti a considerare applicabile lapproccio
60.2
empirico in termini di tensioni efficaci, anche al
caso dei pali trivellati.
67.8
Un metodo un po differente per la soluzione
Figura 3.37. Metodo di Vijayvergiya e Focht (1972), andadella portanza laterale ultima stato introdotto da
mento del coefficiente adimensionale con la profondit
Vijayvergiya e Focht (1972) per pali tubolari in
acciaio ma che si ritiene valida anche per i pali prefabbricati infissi.
Gli Autori dallesame di numerose prove di carico su pali conclusero che la resistenza unitaria laterale limite l poteva essere espressa dalla seguente relazione:

l = (m + 2 cum)
dove
m =
cum =

(49)

tensione verticale efficace media fra la testa e la punta del palo


resistenza al taglio in condizioni non drenate media nellambito della profondit di
penetrazione del palo
coefficiente adimensionale ottenuto dallanalisi a ritroso di prove di carico su pali
immersi in terreni con diversi valori del grado di sovraconsolidazione OCR (vedi figura 3.37).

3.3.2. VALUTAZIONE PRATICA DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI NEI TERRENI NON COESIVI
La valutazione della capacit portante di un palo immerso in un terreno non coesivo effettuata tenendo conto della natura dei terreni e facendo riferimento ad approcci in termini di tensioni efficaci.
Inoltre tenendo conto che nei terreni a grana grossa praticamente impossibile ottenere dei campioni
indisturbati, oltre a ricavare i parametri di resistenza al taglio dai risultati delle prove in sito (prove
SPT, CPT ecc.) sono stati messi a punto metodi per la valutazione della capacit portante dei pali direttamente dalle prove in sito, come verr pi avanti descritto. Di seguito si riporteranno i metodi principali ed i diversi approcci disponibili per la valutazione della capacit portante nei terreni non coesivi.
3.3.2.1. Portata unitaria limite di base
La portata unitaria limite di base, in termini generali, pu essere espressa nella seguente forma:
(50)
ql = Nq 0

96

dove
Nq =
0 =

MICROPALI

Angolo di resistenza al taglio

fattore di capacit portante


tensione verticale efficace iniziale,
alla quota corrispondente alla base
del palo.

I numeri rappresentano il rapporto


fra la profondit e la larghezza della
fondazione (D/B)

Fattore di capacit portante Nq

In letteratura sono stati proposti numerosi


a
at
approcci per ricavare il valore di Nq sulla base di
zz
ali
r
ne
diverse ipotesi sul comportamento del terreno e
ge
ra
u
t
sui meccanismi di rottura.
ot
)R
43
La figura 3.38 riepiloga i valori di Nq proposti da
9
1
i(
gh
diversi Autori. Dalla figura evidente lenorme
za
r
Te
dispersione dei risultati: ad esempio per un valore dellangolo di resistenza al taglio = 40, il
ale
loc
valore di Nq pu variare da 20 a oltre 1000.
ra
u
t
ot
Inoltre, un confronto fra i valori teorici e quelli
)R
43
9
1
(
ricavati da prove di carico in scala reale mostra
hi
ag
erz
T
che mentre una volta assegnato il valore a Nq, il
valore ql aumenta linearmente con la profondit
di fatto i risultati sperimentali mostrano la tendenza a raggiungere asintoticamente un valore
Figura 3.38. Valori del fattore di capacit portante Nq in funlimite, a causa di diversi fattori quali la compres- zione di , proposti da diversi Autori
sibilit, la dipendenza dellangolo di resistenza al
taglio dal livello tensionale, fenomeni di rottura progressiva e la presenza di effetti arco. La figura
3.39 ripresa dalle ricerche condotte da Vsic (1977) mostra la variazione della portata unitaria limite di base in funzione della lunghezza del palo. Come si pu notare la portata aumenta con la profondit fino ad una profondit, definita critica, al di sotto della quale rimane praticamente costante.
Fleming et al. (1992) hanno proposto una procedura, per i pali infissi, per la valutazione della portata unitaria limite di base che tiene conto dello stato daddensamento, dello stato tensionale medio
a rottura e del corrispondente valore della resistenza al taglio. La figura 3.40, mostra alcuni abachi
del metodo proposto da Fleming at al., che forniscono il valore di ql in funzione del valore dellan0

690

1380

Portata unitaria limite di base (kPa)

2070

2760

3450

4140

4830

5520

6210

Diametro del palo = 0.1016 m

0.5

Sabbia densa (G-4)

Profondit (m)

1
1.5
Prove di carico
(sabbie sciolte G-4)

2.0
2.5
3.0

Sabbia
sciolta
(G-1)

Sabbia mediamente
addensata (G-2)

3.5

Figura 3.39. Variazione della portata unitaria limite di base in funzione della lunghezza del palo (Vsic, 1967)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

10

0.75

20
30
50
70

100

v
(kN/m2)
200

0.5

97

qb (MN/m2)

7 10

20

10
20

I0 =1

2
0.5

30

0.75

qb (MN/m2)

10

20

30

I0 =1

0.25

50
70

100

0.25

200

300
500

300
500

(a) cv = 27

10
20
30
50

0.5

(b) cv = 30

10

20

30

50

0.75

0.25

I0 =1

70

100

v
(kN/m2)

200
300
500

(c) cv = 33

Figura 3.40. Abachi per il calcolo del valore di ql (Fleming et al., 1992)

Valori limite della portata unitaria di base (MN/m2)

golo dattrito a volume costante. Come si pu notare, la resistenza alla base aumenta con la profondit tendendo asintoticamente, per lunghezze usuali di palo, a valori pari a circa 10-15 MPa, in
accordo a quanto suggerito da Coyle e Castello (1981) e te Kamp (1977) e mostrato in figura 3.41.
Per i pali infissi di medio diametro, specie in terreni mediamente addensati ( 35) prevalso luso

Limite di 15 MN/m2 per tutti i tipi di terreni incoerenti


Sabbie da fini a
grossolane, OCR = 1

Sabbie grossolane con ghiaia e


con OCR compreso fra 2 e 4
Ghiaie fini e sabbie con OCR
compreso fra 6 e 10

Valori calcolati della portata unitaria di base q l (MN/m2)

Figura 3.41. Valori massimi di ql per sabbie e ghiaie

98

MICROPALI

di utilizzare i valori di Nq forniti dalla teoria di


Berezantzev (1961) e mostrati in figura 3.42.
Nel caso dei pali trivellati di grande diametro, la
valutazione della resistenza alla punta deve essere basata su considerazioni relative ai cedimenti
ammissibili piuttosto che alla rottura alla base del
palo stesso. Infatti, a causa della compressibilit
del terreno, esaltata dalla realizzazione dello
scavo, la portata unitaria di base mobilitata in
corrispondenza di cedimenti relativi che sono
notevolmente superiori a quelli relativi ai pali
infissi.
A questo riguardo, la seguente tabella 3.2 mostra
un confronto fra la portata di base di pali trivellati e pali infissi in terreni sabbiosi (De Beer,
1984).

Figura 3.42. Variazione del fattore di capacit portante Nq in


funzione di (Berezantzev et al., 1961)

Tabella 3.2. Confronto tra la portata di base di pali trivellati e pali infissi in terreni sabbiosi (De Beer, 1984)
Cedimento relativo (s/D)

Portata di base mobilizzata


da un palo trivellato/portata di base mobilizzata da un palo infisso
0.15 0.21
0.30 0.50
0.50 0.70
1.00

0.05
0.10
0.25

Come si pu notare dalla tabella 3.2, ad esempio


per un rapporto fra il cedimento del palo e il suo
diametro di 0.10, la portata unitaria di base di un
palo trivellato appena un terzo o met del valore che compete ad un palo infisso.
In questo caso occorre, pertanto, fare riferimento
non al valore limite ql, ma ad un limite convenzionale corrispondente ad un cedimento relativo
prefissato.
Si definisce pertanto la portata unitaria limite di
base critica ql,crit corrispondente, in accordo alle
raccomandazioni di letteratura, ad un cedimento
relativo s/D pari a 0.05. Per tali pali trivellati di
grande diametro, la portata unitaria limite di base ql
invece raggiunta per cedimenti molto elevati dellordine di 0.25 0.30 volte il diametro del palo.
Berezantzev (1963, 1965, 1970), sulla base di
risultati sperimentali e danalisi in campo elastico e plastico, e facendo riferimento a valori di
s/D compresi fra 0.15 e 0.25 ha proposto la
seguente espressione:
ql,crit = D Bk
dove

Bk =

(51)

peso dellunit di volume del terreno


in corrispondenza della base del palo
fattore adimensionale funzione di e
di L/D i cui valori sono riportati in
figura 3.43.

2000

32 =

ql, crit = D Bk

Bk

L
_____
D

28
24

1500
Scrit
D

20

= 0.2

16

1000

12

500

4=

L
_____
D

100
0

26

30

34

38

42

Peso dellunit di volume


del terreno alleggerito, ad
esempio L = vo

Figura 3.43. Determinazione della portata unitaria limite di


base critica ql,crit (Berezantzev, 1970)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

99

3.3.2.2. Resistenza unitaria laterale limite


Analogamente a quanto visto per i terreni coesivi, la resistenza unitaria laterale limite lungo il fusto
del palo valutata con lespressione:

l = h tan = K 0 tan

(52)

nella quale h la tensione orizzontale esistente lungo il fusto dopo linstallazione del palo e
langolo dattrito palo-terreno. Il valore di h assunto in genere proporzionale al valore della tensione geostatica 0, ma lentit del rapporto K dipende dalla densit relativa della sabbia e dal metodo dinstallazione del palo. In particolare, nel caso di pali infissi, il valore di K pu essere prossimo
al coefficiente di spinta passiva Kp in corrispondenza della superficie e pu anche essere inferiore al
coefficiente di spinta a riposo in prossimit della punta.
Con riferimento alla formula (52) si pu definire:

= K tan = l/0

(53)

Nella (53) il rapporto l/0 da intendersi come rapporto locale e non tra i valori medi lungo lintero fusto, come inteso in altre formulazioni del metodo .
Il fattore non ha il significato fisico evidente quanto h, ma ha il vantaggio di essere quel fattore
che, moltiplicato per 0 (generalmente noto senza apprezzabili incertezze) fornisce direttamente il
valore di l, inglobando quindi le incertezze riguardanti K e tan .
Per i pali infissi utilizzando lespressione (52), il problema si riconduce alla valutazione di K e di
alle profondit dinteresse.
Le seguenti tabelle 3.3 e 3.4 riportano i valori proposti per K e da Kulhawy et al. (1983).
Tabella 3.3. Valori di K proposti da Kulhawy et al. (1983)
Pali a spostamento
Limitato
Elevato

K/K0
3/4 5/4
1.0 2.0

Tabella 3.4. Valori di proposti da Kulhawy et al. (1983)


/
1.0
0.8 1.0
0.7 0.9
0.5 0.9
0.8 0.9

Interfaccia
Sabbia/calcestruzzo scabro
Sabbia/calcestruzzo ruvido
Sabbia/acciaio ruvido
Sabbia/acciaio liscio
Sabbia/legno

Come si pu notare secondo quanto suggerito da Kulhawy et al., il valore di K dipende da quello del
coefficiente di spinta a riposo K0 mentre quello di dal valore dellangolo di resistenza al taglio del
terreno '.
Per quanto riguarda il rapporto / le ricerche di Kishida e Uesugi (1987) e Jardine et al. (1993)
portano a considerare valori nellintervallo compreso fra 0.75 e 1.0, con valori prossimi allunit
assumendo come limite massimo = c, dove c langolo a volume costante.
La seguente tabella 3.5 riporta, per i pali battuti, i valori indicativi forniti dalle raccomandazioni
dellAGI sui pali di fondazione (1984).
Tabella 3.5. Valori indicativi di K e per terreni incoerenti
Tipo di palo battuto
Acciaio
Calcestruzzo prefabbricato
Calcestruzzo gettato in opera

Valori di K
0.5 1
1.0 2.0
1.0 3.0

Valori di
20
3/4

La figura 3.44 mostra, inoltre, i valori di K e proposti da Nordlund (1963) per pali infissi.
Per i pali trivellati sulla base dellespressione (52), la resistenza laterale pu essere calcolata mediante le seguenti tre diverse formulazioni.

100

MICROPALI

100

25

30

35

40

Diametro del palo (cm)

80

( = )

Pali tronco conici in c.l.s.


20 Dmin 25 cm

60

conicit 1.5%; =

40

20

Pali in c.l.s. cilindrici

Coefficiente K

25

1.85

30

4.00

35

7.99

Figura 3.44. Valori del coefficiente K per pali infissi (Nordlund, 1963)

1. Formulazione K tan
Questa formulazione non altro che lespressione (52) adottando opportuni valori di K e tan. Ha
il vantaggio di essere del tutto generale e di mantenere evidenziate le grandezze che determinano l,
ma non comprende raccomandazioni per la scelta di K e tan. Occorre notare che, a rigore, K non
n il coefficiente di spinta a riposo nel terreno originario n quello dopo la realizzazione del palo,
ma quello che si instaura durante lo scorrimento. Inoltre tale fattore K, fortemente influenzato dalle
modalit esecutive (perforazione, sostegno foro, fluidit del calcestruzzo, tempi desecuzione, ecc.),
oltre che dalla natura del terreno (granulometria, struttura, densit, stato tensionale).
Chen e Kulhawy (1994) hanno proposto, sulla base dellosservazione di molte prove di carico, i
valori di seguito riportati, in funzione del coefficiente di spinta a riposo K0.
Tipo di perforazione
K/K0

A secco
0.83

Con tubo camicia


0.67

Con fanghi
0.92

Le raccomandazioni dellAGI suggeriscono di adottare valori di K compresi fra 0.4 e 0.7, decrescenti con la profondit. Per pali a trazione, viene in generale raccomandato un valore di K pari al
70% del valore assunto per i pali a compressione.
Secondo Toume e Reese si possono assumere i seguenti valori per K:
K = 0.7 per z < 7.5 m
K = 0.6 per 7.5 < z < 12 m
K = 0.5 per z > 12 m.
Per quanto riguarda il valore di possibile supporre che per effetto della scabrezza allinterfaccia
tutto lattrito disponibile sia mobilitato e quindi si abbia = . Nel caso si vogliano considerare
eventuali fenomeni di rammollimento del terreno si pu assumere = c (Fleming et al.,
1992).
2. Formulazione K tan = (1 sin) tan
questa la formulazione pi utilizzata, nella pratica abituale, per il dimensionamento dei pali trivellati. Poich, per valori dellangolo di resistenza al taglio compresi fra 30 e 45, il prodotto
varia tra 0.29 e 0.30, questa formulazione pu anche essere indicata come 0.3

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

101

3. Formulazione l = 0
In questo caso, la determinazione della resistenza laterale effettuata associando ad un unico parametro (privo di significato fisico) le influenze dei diversi fattori. La formulazione si basa sullosservazione del comportamento di molti pali in vera grandezza ed in grado di rispecchiare fedelmente la realt.
Reese e ONeill (1988) raccomandano, indipendentemente dal diametro, dalla posizione della falda,
dal valore di e dal metodo desecuzione, il seguente andamento con la profondit:

= 1.5 0.245 Z0.5

con 1.2 0.25

(54)

essendo Z la profondit espressa in metri e con il limite di l = 0 200 kPa


Inoltre per profondit maggiori di 26 m si ha costante e pari a 0.25.
Reese e ONeill sottolineano lindipendenza di dal valore dellangolo di resistenza al taglio . Essi
notano che le operazioni di perforazione e lo scarico tensionale provocano forti deformazioni di
taglio nel terreno allinterfaccia, che fanno raggiungere a un valore comune, corrispondente allo
stato critico, indipendente dal valore iniziale. Ne concludono che la marcata diminuzione generalmente osservata di con la profondit dimostra principalmente la diminuzione in generale di K con
la profondit.
ONeill e Hassan (1994) sulla base dellanalisi di tutti i dati pubblicati in letteratura hanno riportato i seguenti andamenti cautelativi per quanto riguarda landamento di con la profondit (vedi
anche figura 3.45).

0
5

N=2

2.5

1.0

2.0

9.5

z (m)

10
(Cementato)

15
20
25

30

Linea ipotetica di diminuzione con la profondit

Da K0 misurato da Withiam (Stas and Kulhawy, 1984)


Reese and ONeill, 1988

Limite inferiore cautelativo per terreni con N 15


Burch et al., 1988, N 15 con alcune eccezioni
Vrymoed, 1994, 30 N 70, 0.40 D 0.61 m
Finno, 1989; Finno et al,m 1989; 10 N 70
Rollins and Price, 1993, gravelly sand

ONeill and Reese, 1978, 20 N 60, terreni alluvionali


Parsons Brinckerhoff - Hirota, 1991, ghiaie e ciottoli
Matsul, 1993, ghiaie sabbiose, 28 N 35
ONeill et al., 1992, N = 40

ONeill, 1992, N = 150, rocce residuali alterate


Baker et al., 1993, terreni alluvionali

Figura 3.45. Valori di in funzione della profondit

102

MICROPALI

Per le sabbie:

= 1.5 0.42 z0.34 con 1.2 0.25 e per valori di N 15

(55)

Essendo z la profondit espressa in metri ed N il numero dei colpi per 300 mm davanzamento di
una prova penetrometrica dinamica SPT (Standard Penetration Test).
Se N inferiore a 15 il valore di deve essere moltiplicato per il rapporto N/15.
Per sabbie con ghiaia, ghiaie o ciottoli:

= 2.0 0.15 z0.75 con 1.8 0.25 per valori di N 15

(56)

e con z la profondit espressa in metri.


Si pu notare che, in generale, le tre formulazioni sopra descritte differiscono considerevolmente.
Infatti la formulazione (3) fa diminuire il valore di da 1.2, o 1.8, a 0.25 (nel campo delle lunghezze del palo pi frequenti), la formulazione (2) assume un valore di praticamente costante e
pari a 0.3 ed anche la formulazione (1) generalmente assume un valore di che diminuisce poco
con la profondit, in contrasto con le molte osservazioni che confermano invece la marcata diminuzione di .
La formulazione di , che pi fedelmente rispecchia la realt, appare dunque preferibile. Essa prevede correttamente sia il mancato aumento di l da una certa profondit, sia la diminuzione di con
la profondit (effetto lunghezza). Tale diminuzione (ovvero eccedenza di in prossimit della
superficie rispetto ai valori correntemente attribuiti a K tan ), ormai confermata da tempo da
molte sperimentazioni, dovuta principalmente ai seguenti motivi:
Riduzione della tendenza alla dilatanza con la profondit con conseguenti tensioni di rottura proporzionalmente pi alte in superficie.
Diminuzione di con la profondit per effetto della curvatura dellinviluppo di rottura.
Accentuazione delleffetto arco con la profondit e quindi crescita meno che proporzionale con la
profondit delle tensioni di serraggio.

l = c z tan = c z tan per z Z (57)


l = c Z tan = c Z tan per z > Z (58)
In terreni sotto il livello di falda occorre tenere
presente che il peso specifico del calcestruzzo si
riduce a c = c w, il che equivale ad assumere
(vedi figura 3.46):

c = 23 kN/m3 in terreni secchi


c = 13 kN/m3 in terreni immersi.

10 m

Z8m

Z = 8 10 m

Inoltre, la ricompressione delle pareti del foro da parte della spinta del calcestruzzo fluido (pari ad
una colonna daltezza allincirca costante), comporta benefici proporzionalmente pi importanti in
prossimit della superficie.
Un altro approccio per valutare la resistenza laterale di pali trivellati in terreni non coesivi basato
sulla possibile relazione fra l e la pressione esercitata dalla colonna di calcestruzzo fluido (criterio
di Mayer).
Secondo il criterio di Mayer (1935), la pressione mutua fra palo e terreno data dalla pressione del
calcestruzzo fluido nella fase di getto. Il valore della pressione cresce linearmente in profondit con
laltezza Z della colonna di calcestruzzo che pu
mantenersi allo stato fluido prima che ne inizi la
presa (Z = 8 10 m); oltre tale profondit, il
valore della pressione fra palo e terreno rimane
ovviamente costante.
238
8m
La portata laterale risulta pertanto pari a:

13 m
(2.3 1) 8

Figura 3.46. Criterio di Mayer, andamento della pressione


del calcestruzzo fluido nella fase di getto, in assenza e in presenza di falda

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

103

3.3.3. VALUTAZIONE PRATICA DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI IN ROCCIA


Per quanto riguarda la capacit portante di pali, ovviamente trivellati, in roccia la maggior parte delle
correlazioni proposte si rifanno alla valutazione della resistenza a compressione monoassiale della
matrice rocciosa e alla valutazione del grado di fratturazione dellammasso roccioso nel tratto interessato dalla perforazione per lesecuzione del palo.
Per la portata unitaria limite di base della roccia ql, il metodo riportato sul Canadian Foundation
Manual (1978) suggerisce le seguenti formule:
qamm = Ksp qu

(59)

con:
K sp =

3+ c / B
10 1 + 300

dove
qamm =
Ksp =
qu =
c

=
=
=

(60)

pressione ammissibile
coefficiente empirico che dipende dalla spaziatura delle discontinuit e include un fattore di sicurezza pari a 3 e, di norma, compreso fra 0.1 e 0.4
valore medio della resistenza a compressione monoassiale della matrice rocciosa
(determinata su campioni di roccia intatta)
spaziatura delle discontinuit
apertura delle discontinuit
diametro del palo.

Lequazione che fornisce il valore di Ksp valida per ammassi rocciosi caratterizzati da spaziatura
delle discontinuit maggiore di 305 mm, apertura delle discontinuit inferiore a 5 mm e per fondazioni di dimensioni superiori a 300 mm.
Le figura 3.47, mostra i fattori che influenzano il valore del coefficiente Ksp.
0.5

Valore di K sp

0.4

/c

=0

0.3

1
0.00
2
0.00

Ksp =

0.010

0.020

3 + c/B

1 + 300 /c

c = spaziatura delle discontinuit


= apertura delle discontinuit
B = Larghezza della fondazione

0.005

0.2

10

valida per 0.05 < c/B<2.0


0 < /c<0.02

0.1
0

0.2 0.4 0.6 0.8 1.0 1.2 1.4 1.6 1.8 2.0
Rapporto c/B

Nota: Il coefficiente Ksp tiene conto delleffetto scala e della presenza delle discontinuit e
contiene un coefficiente di sicurezza nominale pari a 3 nei confronti della capacit
portante della fondazione per rotture locali. Nel caso di una rottura generalizzata della
fondazione il coefficiente di sicurezza pu essere pari o superiore a 10 (Ladangi et
al., 1974; Franklin e Gruspier, 1983)
Spaziatura delle discontinuit,
descrizione

Moderatamente bassa
Ampia

Molto ampia

Figura 3.47. Coefficiente Ksp

Spaziatura delle
discontinuit (m)
0.3-1
1-3

>3

Ksp
0.1

0.25
0.4

104

MICROPALI

gli

de

lm

at

er

ial

10

za

al

ta

Correlazione suggerita per pali


convenzionali di grande diametro, (Horvath et al., 1980 Horvath, 1982)

Re
s

ist

en

0.

Resistenza unitaria laterale limite l (MPa)

P4
0

P6
P3
P1, P2 & P5

Pali convenzionali

10

15

20

25

30

35

40

Resistenza a compressione monoassiale della roccia o del calcestruzzo qu (MPa)

Figura 3.48. Andamento della resistenza unitaria laterale limite in funzione della resistenza a compressione monoassiale
della roccia secondo Horvath et al. (1983)
1.0
0.9

Fattore moltiplicativo = l /qu

0.8
0.7
0.6
Linea di interpolazione dei dati sperimentali

0.5
0.4
0.3
0.2
0.1
0.0

10

Fattore moltiplicativo = l /qu

Resistenza a compressione monoassiale qu (MPa)

1.0
0.9

Argilliti
Argilliti
Arenarie
Linea di interpolazione

0.8
0.7

Matich & Kozicki


(1967)

0.6
0.5
0.4
0.3
0.2
0.1

100

Wilson
(1976)

1
10
100
Resistenza a compressione monoassiale qu (MPa)

Figura 3.49. Andamento della resistenza unitaria laterale limite in funzione della resistenza a compressione monoassiale
della roccia secondo Williams e Pells (1981)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

Fattore di adesione

0.01 Tenera
0.1

1.2

= (cu/pa o qu/2pa)-0.5

0.1

105

1
0.8

Argille
Argilliti
Altre argilliti
Arenarie, calcari, marne
Media

Argilla

Dura

M. dura

Eccez. dura

Pali in roccia
(Williams e Pells)

0.6
0.4

Roccia

10

ca/pa, qu/2pa

Tenera

0.2
Media

100

Compatta

1000

Figura 3.50. Valori di in funzione della resistenza a compressione monoassiale (Kulhawy & Phoon, 1993)

Pali in argilla
(Tomlinson)
0.03

0.1

0.3

1
3
cu (MPa)

10

30

100

Figura 3.51. Confronto fra i valori di rispettivamente per


pali in argilla e per pali in roccia dove cu = qu/2

Per quanto concerne la resistenza unitaria laterale limite lungo il fusto del palo, in accordo a Horvath
e Kenney (1989) la resistenza ultima pu essere correlata alla resistenza a compressione monoassiale qu della roccia:

l = 6.656 qu ( kPa )

(61)

La figura 3.48 mostra dei dati sperimentali sulla resistenza ultima lungo il fusto del palo, forniti da
Horvath et al. (1983). La figura 3.49, analogamente, mostra la variazione della resistenza limite
lungo il fusto del palo in funzione della resistenza a compressione monoassiale della roccia
(Williams e Pells, 1981).
Con riferimento alla formula l = qu, che permette di determinare il valore della resistenza ultima lungo il fusto del palo in funzione della resistenza alla compressione monoassiale della roccia
mediante un fattore moltiplicativo , Kulhawy & Phoon (1983) sulla base di numerosi dati relativi
a prove di carico hanno ricavato una correlazione fra e la resistenza a compressione monoassiale
della roccia come mostrato in figura 3.50.
La figura 3.51 mostra inoltre un confronto fra i valori di rispettivamente per pali in argilla e per
pali in roccia dove cu = qu/2.
3.3.4.VALUTAZIONE
PROVE SPT

PRATICA DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI SULLA BASE DEI RISULTATI DELLE

Per quanto concerne i terreni non coesivi sono state messe a punto numerose correlazioni in grado
di valutare sia la portata unitaria limite di base ql sia la resistenza unitaria laterale limite l. Tali metodi sono basati sullanalisi dei risultati di prove di carico su pali in vera grandezza, eseguite in terreni di resistenza penetrometrica nota.
3.3.4.1. Portata unitaria limite di base
Poulos (1989) ha riportato in occasione della ventinovesima Rankine lecture, le correlazioni pi
note e attendibili proposte in letteratura fra i valori di resistenza misurati nel corso di una prova penetrometrica dinamica (numero di colpi per un avanzamento di 300 mm, N) e la portata unitaria limite di base secondo la seguente formulazione:
ql = K N (MN/m2)

(62)

I valori del coefficiente moltiplicativo K della resistenza penetrometrica in corrispondenza della base
del palo, proposti da diversi Autori sono riportati nella tabella di figura 3.52.
Altri Autori, pi correttamente, fanno riferimento alla portata unitaria limite di base critica ql,crit corrispondente, in accordo alle raccomandazioni di letteratura, ad un cedimento relativo s/D pari a 0.05
(vedi paragrafo 3.3.2.1).

106

MICROPALI

l = K N (MN/m2)
Tipo di palo

Pali infissi

Tipo di terreno

Riferimento bibliografico

Sabbia

0.40
0.35

Martin et al. (1987)

Depositi di origine
glaciale da grossolani a limi fini

0.25

Thorburn & MacVicar


(1971)

Limi sabbiosi
residuali

0.25

Decourt (1982)

0.20

Decourt (1982)

Argilla

0.20

Martin et al. (1987)

Limi argillosi
residuali

Argilla

Altri terreni

Terreni incoerenti

Terreni coesivi
Pali trivellati

Note

Sabbia

Limo, limo sabbioso

Pali infissi gettati in


sito

0.45

Valore di N da prove
penetrometriche dinamiche SPT

Per L/d 5
se L/d < 5,
K = 01+004 L/d
(pali a punta chiusa) o
K = 06 L/d
(pali a punta aperta)
fb = 30 MN/m2

0.15

Sabbia

0.1

Argilla

0.15

Calcari bianchi
(Chalk)

0.25
0.20

Decourt (1982)

Decourt (1982)

0.12
0.30

Martin et al. (1987)

fb > 75 MN/m2
fb = 009 (1+016z)
dove z = profondit della base
del palo

Shioi & Fukui (1982)

Shioi & Fukui (1982)


Yamashita et al. (1987)
Yamashita et al. (1987)
Shioi & Fukui (1982)
Shioi & Fukui (1982)

N < 30
N > 40

Hobbs (1977)

Figura 3.52. Correlazioni fra la portata unitaria limite di base ed il valore di N (da prove SPT)

Reese e ONeil, (1988), per pali trivellati, sulla base di un elevato numero di prove di carico, hanno
proposto di valutare il valore di ql,crit secondo le seguenti correlazioni basate sulle prove SPT.
Valore di N
0 75
> 75

Valore di ql,crit (MPa)


0.0575 N
4.3

Quando il diametro del palo B superiore a 1.30 m, gli Autori raccomandano di introdurre un fattore correttivo riducendo il valore di ql,crit secondo la seguente relazione:
ql ,critrio =

1.3
ql ,crit
B

(63)

B = diametro del palo in metri.


Occorre, inoltre, tenere presente che tale correlazione basata sugli standard SPT statunitensi per i
quali il rapporto denergia medio ER pari a circa 0.55.
Secondo Jamiolkowski e Lancellotta (1988) tale approccio leggermente conservativo (intorno al
30%).

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

107

l = + N (MN/m2)
Tipo di palo

Tipo di terreno

Terreni incoerenti

Pali infissi

Terreni incoerenti e
coesivi
Coesivi
Pali infissi gettati in
sito

Terreni incoerenti

Terreni coesivi

Terreni coesivi

Pali trivellati

2.0

10

3.3

10

30

2.0

5.0

5.0

10.0

1.0

Note

l = valore medio lungo


il fusto del palo
Valore medio di N lungo
il fusto del palo
Ridurre nella met i
valori di l nel caso di
pali infissi con piccoli
spostamenti
Tipo di palo non
specificato
50 N 3
l > 170 kN/m2

l > 200 kN/m2

Shioi & Fukui (1982)

Decour (1982)

Shioi & Fukui (1982)


Yamashita et al. (1987)
Shioi & Fukui (1982)

l > 150 kN/m2

Yamashita et al. (1982)


Shioi & Fukui (1982
Findlay (1984)

Shioi & Fukui (1982)

3.3

Wright & Reese (1979)

5.0

Terreni coesivi

10

3.3

Pali gettati in presenza


di bentonite
50 > N > 3
l > 170 kN/m2

Calcari bianchi
(Chalk)

125

12.5

30 > N > 15
l > 250 kN/m2

Terreni coesivi

Riferimento bibliografico

Meyerhof (1956)

Shioi & Fukui (1982)


Decourt (1982)

After Fletcher & Mizon


(1984)

Figura 3.53. Correlazioni fra la resistenza unitaria laterale limite ed il valore di N (da prove SPT)

3.3.4.2. Resistenza unitaria laterale limite


Analogamente, per la resistenza laterale limite sono state proposte in letteratura numerose correlazioni. La tabella riportata in figura 3.53 riepiloga le correlazioni pi significative proposte, per i
diversi tipi di terreno e di palo. Tutte le correlazioni sono basate sulla seguente formula generale:

l = + N

(kN/m2)

(64)

assegnando diversi valori ad e a in funzione del tipo di terreno e di palo.


3.3.5.VALUTAZIONE
PROVE CPT

PRATICA DELLA CAPACIT PORTANTE DEI PALI SULLA BASE DEI RISULTATI DELLE

Molti sono i metodi pubblicati in letteratura per valutare la capacit portante dei pali di fondazione
direttamente sulla base delle prove CPT.
Robertson et al. (1988) utilizzarono 13 differenti metodi per valutare la capacit portante di otto pali
successivamente sottoposti a prove di carico per misurarne leffettiva capacit portante. I pali erano
in acciaio ed infissi in terreni prevalentemente a grana fine.
I valori di capacit portante ricavati dallinterpretazione delle prove di carico furono compresi fra
170 kN e 8000 kN.

108

MICROPALI

I risultati di questo esercizio hanno mostrato che le procedure basate sui risultati delle sole prove
CPT forniscono la migliore previsione della effettiva capacit portante dei pali.
Il metodo che, inoltre, ha fornito la migliore previsione stato quello di Bustamante e Gianeselli
(1982), seguito da quello di Ruiter e Berigen (1979) e Schmertmann (1978). Altri metodi basati sulle
prove CPT ed utilizzati da Robertson et al., sono stati quelli di Zhou et al. (1982), Van Mierlo e
Koppejan (1952) e Van Impe (1986).
Tand e Funegard (1989) hanno applicato diversi metodi, fra i quali alcuni basati sulle prove CPT, per
prevedere la capacit portante di 13 pali sottoposti a prove di carico. I pali utilizzati erano sia in calcestruzzo sia in acciaio infissi in argille sovraconsolidate dure del golfo del Messico. I valori di capacit portante ultima misurati variavano da 670 a 4880 kN. La procedura basata sulle prove CPT e
proposta da Ruiter e Beringen (1979) ha fornito la migliore previsione rispetto agli 8 metodi utilizzati. Tand e Funegard (1989) utilizzarono anche altri metodi convenzionali ma, a parte quello proposto da Vijayvergiya e Focht (1972), essi hanno fornito una previsione meno soddisfacente rispetto ai metodi basati sulle prove CPT.
Sharp et al. (1988) confrontarono due metodi basati sulle prove CPT e tre metodi basati sulle prove
SPT, analizzando i risultati di 28 prove di carico. Essi conclusero che tutte le procedure sovrastimavano la capacit portante dei pali. Tuttavia i due metodi basati sulle prove CPT generalmente fornivano una migliore previsione essendo ancora il metodo di Bustamante e Gianeselli il pi accurato,
il quale sovrastim la capacit portante dei pali di circa il 30%, una sovrastima contenuta rispetto a
quella ottenuta con i metodi basati sulle prove SPT.
Tali studi ed altri pubblicati in letteratura mostrano come i metodi basati sulle prove CPT, per valutare la capacit portante dei pali, siano pi accurati rispetto ad altri metodi pi convenzionali. La
principale ragione dovuta al fatto che le prove CPT forniscono un profilo continuo delle caratteristiche dei terreni di fondazione.
Di seguito si descrivono i due metodi pi utilizzati nella pratica progettuale: il metodo di Bustamante
e Gianeselli (1982) ed il metodo di Ruiter e Beringen (1979). Il metodo di Schmertmann (1978)
simile ma pi complesso del metodo di Ruiter e Beringen (1979) e non sar pertanto descritto.
3.3.5.1. Metodo di Bustamante e Gianeselli (1982)
Il metodo di Bustamante e Gianeselli basato sulla analisi di 197 prove di carico su pali realizzati
in differenti tipi di terreni, la cui casistica cos varia e completa ha probabilmente contribuito a spiegare i buoni risultati che, normalmente, si ottengono applicando tale metodo. Il metodo, conosciuto come metodo LCPC, riepilogato nelle
Fattori k
figure 3.53 e 3.54.
Gruppo Gruppo
q
Il valore medio equivalente della resistenza alla
Natura del terreno
(MPa)
I
II
punta qca misurata da prove CPT, da adottare per
Argilla soffice e fango
<1
0.4
0.5
calcolare il valore della portata unitaria limite di
Argilla moderatamente compatta
1a5
0.35 0.45
base ql, con riferimento alla figura 3.55, deve
Limo e sabbia sciolta
5
0.4
0.5
Argille da compatte a dure e limi compatti
>5
0.45 0.55
essere il valore misurato lungo una lunghezza
Calcare bianco (chalk) tenero
5
0.2
0.3
definita pari a 2 a (dove a uguale a 1.5 D,
Sabbia moderatamente addensata e ghiaie
5 a 12
0.4
0.5
Calcari bianchi (chalk) alterati e fratturati
>5
0.2
0.4
essendo D il diametro del palo), rispettivamente
Sabbia e ghiaia da addensata a molto addensata > 12
0.3
0.4
sopra (+ a) e sotto ( a) la punta del palo.
Gli Autori suggeriscono di calcolare qca secondo
Gruppo I: Pali trivellati a secco, pali trivellati con sostegno delle pareti
dello scavo mediante tubazione; pali trivellati con sostegno delle pareti
le seguenti tre fasi, come mostrato in figura 3.55.
mediante fanghi bentonitici; micropali (iniettati a bassa pressione); pali
Nella prima fase si calcola il valore qca come
realizzati con elica continua e tubo forma centrale.
valore medio della resistenza alla punta qc tra a
Gruppo II: Pali infissi prefabbricati in c.a. pali precompressi; pali infissi
e +a. Il secondo passo consiste nelleliminare i
gettati in sito, pali infissi metallici, micropali iniettati ad alta pressione
valori superiori a 1.3 qca lungo il tratto -a e +a, e
i valori inferiori a 0.7 qca lungo il tratto -a. Il Figura 3.54. Fattori di capacit portante k (Bustamante e
c
terzo ed ultimo passo , infine, quello di calcola- Gianeselli, 1982)
c

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

109

Categoria

Limite massimo per la resistenza


unitaria laterale limite l (MPa)

Coefficiente
di adesione
Natura del terreno
Argilla tenera e fango
Argilla moderatamente compatta
Limo e sabbia sciolta

Argilla da compatta a dura e limo compatto


Calcare bianco (chalk) tenero

Sabbia moderatamente addensata e ghiaia


Calcare bianco (chalk) alterato e fratturato

Sabbia da addensata a molto addensata e ghiaia


Categorie IA: pali trivellati a secco, pali trivellati con sostegno delle pareti mediante fanghi, pali realizzati con elica continua e tubo forma centrale,
micropali (iniettati a bassa pressione). IB: Pali trivellati con sostegno delle pareti dello scavo mediante tubazione, pali infissi gettati in opera. IIA: Pali
infissi prefabbricati in cemento armato o precompresso, pali in profilati o in tubi di acciaio. IIIA: Pali infissi iniettati. IIIB: Pali iniettati ad alta pressione;
micropali (iniettati ad alta pressione).
Nota: I limiti massimi di l indicati fra parentesi devono applicarsi a pali eseguiti con molta cura e avendo arrecato al terreno il minimo disturbo.

Figura 3.55. Coefficiente di adesione (Bustamante e Gianeselli, 1982)

l =

qc

LCPC

(65)
(66)

Il metodo, secondo il tipo del terreno e di palo,


fornisce dei limiti massimi alla resistenza unitaria laterale limite l.

a
0.7 qca

qca

D
1.3 qca
qc

a
Profondit

ql = kc qca

Palo

re il valore di qca come valore medio dei valori di


qca ricavati alla fine della seconda fase.
La resistenza unitaria laterale limite l calcolata dai valori misurati della resistenza alla punta qc
divisa per un coefficiente di adesione LCPC (vedi
figura 3.55).
Il valore della portata unitaria limite di base, ql,
ricavata dal valore di qca sopra indicato, moltiplicato per un opportuno coefficiente di portanza kc
(vedi figura 3.54).
Abbiamo pertanto:

qca

Figura 3.56. Valutazione della resistenza alla punta media


equivalente (Bustamante e Gianeselli, 1982)

3.3.5.2. Metodo di De Ruiter e Beringen (1979)


Il metodo proposto da de Ruiter e Beringen (1979) riepilogato nella tabella di figura 3.57. Sono
impiegate differenti procedure a seconda che i terreni siano sabbie o argille. Nelle argille il primo
passo consiste nel determinare la resistenza al taglio non drenata cu, dalla resistenza alla punta qc.
Sia la portata unitaria limite di base sia la resistenza unitaria laterale limite sono calcolate moltiplicando il valore di cu per un opportuno fattore.
Per quanto concerne le sabbie, de Ruiter e Beringen hanno trovato che la portata unitaria limite di

110

MICROPALI

Portata unitaria
limite di base ql

Minimo di
f1 = 0.12 MPa
f2 = attrito laterale fs misurato con
una prova CPT
f3 = qc/300 (compressione)
f4 = qc/400 (tensione)

f = su
dove
= 1 per argille
normalconsolidate
= 0.5 per argille
sovraconsolidate

Valore minimo: valore di qp ricavato


secondo quanto mostrato in figura
3.58
qp = Nc su
dove:
Nc = 9
su = qc/Nk,
Nk = da 15 a 20

Figura 3.57. Metodo di De Ruiter e Beringen (1979) per valutare la capacit portante di un palo sulla base delle prove CPT

base dipende dalla resistenza alla punta ricavata


da prove CPT, in una zona che si estende da 0.7
a 4 volte il diametro del palo, al di sotto della
base del palo.
La procedura per determinare tale valore, indicato con qp, mostrata in figura 3.58. De Ruiter e
Beringen hanno osservato che nel caso di pali
infissi in sabbie sovraconsolidate si potrebbe
avere una riduzione della capacit portante del
palo a causa dellinfissione. Per tali tipi di terreno, le correzioni raccomandate, ricavate sulla
base di numerose prove di carico, sono mostrate
in figura 3.59. Tuttavia, in molti casi difficile
stimare il grado di sovraconsolidazione di una
sabbia. In sabbie con elevati valori della resistenza alla punta qc, raccomandata una notevole
cautela nellassunzione del grado di sovraconsolidazione. Linfluenza del grado di sovraconsolidazione delle sabbie ha portato De Ruiter e
Beringen a proporre un valore limite per la portata unitaria limite di base pari a 15 MPa, a prescindere dal valore della resistenza alla punta.

20
Valori della portata
unitaria limite di base (MPa)

Resistenza
unitaria
laterale limite l

Argilla

10
5
0

Valore limite di 15 MPa per


tutti i terreni incoerenti

Sabbia da
fine a
grossolana,
OCR = 1

15

10

Sabbie grossolane
e sabbie con OCR
variabile da 2 a 4

Ghiaia fine e sabbia con


OCR variabile da 6 a 10
15

20

25

Valori calcolati per la


portata unitaria limite di base (MPa)

30

35

Figura 3.59. Portata unitaria limite di base per sabbie sovraconsolidate (De Ruiter e Beringen,1979)
Resistenza alla punta, qc

qc1 = Valore medio di qc lungo


una lunghezza y D al di sotto
della base del palo (percorso
a-b-c). Somma i valori di qc sia
verso il basso (percorso a-b)
sia verso lalto (percorso b-c).
Utilizza i valori di qc lungo il
percorso a-b e la regola del
minimo percorso lungo b-c.
Calcola qc1 per valori di y compresi fra 0.7 e 4.0 e utilizza il
minimo valore di qc1 ottenuto.

Profondit

Sabbia

Inviluppo dei valori


minimi di qc

qc2 = Valore medio di qc lungo


una lunghezza di 8 D al di
sopra della punta del palo (percorso c-e). Utilizza la regola
del minimo percorso come per
il percorso b-c nel calcolo di
qc1. Ignora ogni valore X di
riduzione puntuale della resistenza di punta se in sabbia,
mentre se in argilla va inclusa
nel percorso minimo per valutare il valore medio

Figura 3.58. Determinazione del valore medio della resistenza alla punta (De Ruiter e Beringen,1979)

3.3.5.3. Metodo di Almeida et al. (1996)


Recentemente Almeida et al. (1996) sulla base dellanalisi dei risultati di 43 prove di carico su pali
infissi in acciaio messi in opera in otto differenti siti, tutti caratterizzati dalla presenza di argille, e
dei risultati di prove CPT eseguite nelle medesime aree, hanno messo a punto per le sole argille un
metodo per valutare la capacit portante dei pali sulla base delle prove CPT. I terreni di fondazione
dei siti analizzati comprendevano argille da tenere a dure e pali di diametro variabile da 0.102 m a
0.812 m. La maggior parte delle prove di carico furono eseguite in trazione, per valutare la sola resistenza laterale unitaria limite. I pali erano caratterizzati da rapporti fra la lunghezza del palo ed il
diametro (L/D) compresi fra 27 e 66.
Almeida et al. (1986) suggeriscono il seguente metodo per valutare la capacit portante dei pali:
ql = (qt 0)/k1
l = (qt 0)/k2

(67)
(68)

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

111

dove
= resistenza alla punta corretta per effetto della pressione interstiziale
qt
0 = tensione verticale totale presente in sito
k1, k2 = costanti da determinare.
La costante k1 varia in funzione di (qt 0)/0, come mostrato in figura 3.60.
Almeida et al. (1996), suggeriscono di utilizzare per il valore di k1 il valore medio riportato in figura 3.60. Tale valore medio pu essere espresso mediante la seguente relazione:
k1 = 12 + 14.9 log((qt 0)/0)

(69)

Tuttavia, nel caso di un basso indice di plasticit (Ip < 20%) e/o con un basso contenuto di argilla
raccomandato di utilizzare il limite superiore sempre indicato in figura 3.60.
In alternativa pu essere assunto un valore di k1 pari a 40 per bassi valori di (qt 0)/0 e intorno
a 45 per terreni pi consistenti. Una riduzione di k1 per valori di L/D superiori a 60 deve essere applicata secondo le raccomandazioni di Randolph e Murphy (1985).
I valori suggeriti da Almeida et al (1996), per la resistenza unitaria laterale limite, sono del tutto
simili a quelli che si ottengono adottando il tradizionale approccio in termini di tensioni totali ()
per i pali in argilla (Randolph e Wroth, 1982).
Per quanto concerne il valore di k2 si ha:
k2 = Nkt / 9

(70)

dove Nkt il fattore di cono utilizzato per ricavare, dalla resistenza alla punta, il valore della resistenza al taglio non drenata, che normalmente varia da 10 a 30.
In generale le raccomandazioni di Almeida et al. (1996) sono meno conservative rispetto al metodo
proposto da Bustamante e Gianeselli (1982).
In conclusione viene raccomandato (Lunne et al., 1997) di utilizzare i metodi di Bustamante e
Gianeselli (1982), De Ruiter e Beringen (1979) e (per le sole argille) il metodo di Almeida et al.
(1996) e di adottare per il dimensionamento dei pali il valore di capacit portante pi basso ottenuto dai differenti metodi. Nel caso si abbia una consolidata esperienza gi acquisita nel sito in oggetto, pu essere adottato il solo metodo che ha gi fornito, sulla base di prove di carico, la migliore
previsione.

Piccolo diametro, infisso

Grande diametro, infisso

Pali di piccolo diametro installati con martinetto

Limite

ore

superi

Limite

re

inferio

Valore medio

Figura 3.60. Valori del coefficiente k1 per pali infissi in argilla (Almeida et al., 1996)

112

MICROPALI

Resistenza unitaria laterale limite

Piano
campagna

Trasduttori di spostamento
cella di carico superiore

Profondit z (m)

Palo in acciaio

Lunghezza del palo

Linee guida API

10 m

Minimo

Toolan et al.
(1990)

Gruppo di strumentazione
Distanza dalla
base del palo (h)

Profondit finale di
penetrazione (L)

Massimo
Punta conica

Decadimento
idealizzato ad
andamento
esponenziale
Tipico profilo
da prove in sito

3.3.6. IL METODO ICP PER I PALI INFISSI

Profondit dello strumento (m)

Figura 3.61. Profili idealizzati dellandamento della resistenza


unitaria laterale limite in funzione della profondit

Tensione tangenziale locale (k P a)

La determinazione della capacit portante di un


palo infisso rappresenta uno dei problemi geotecnici di maggiore incertezza nel campo dellingegneria delle fondazioni; in particolare modo per
quanto concerne i terreni incoerenti. Linee guida
per la progettazione dei pali infissi come quelle
pubblicate, ad esempio, dall'API (American
Petroleum Institute 1984, 1991, 1993) non sono
generalmente consistenti con i fondamenti teoriFigura 3.62. ICP: Imperial College Pile
ci e con il comportamento reale dei pali in esercizio.
Per esempio, le osservazioni sperimentali di una graduale riduzione dellaumento della capacit portante allaumentare dellinfissione del palo tenuta in conto imponendo un valore limite alla portata di base e per attrito laterale, a partire da una profondit definita critica. Tuttavia, dettagliati profili della portata per attrito laterale, ricavati da pali strumentati, tendono a mostrare esattamente lopposto, con valori massimi in prossimit della punta del palo e valori decisamente inferiori in vicinanza della superficie del terreno.
In figura 3.61 , ad esempio, mostrato un tipico profilo della resistenza laterale mobilitata lungo un
palo infisso a sua volta confrontato con quanto suggerito dalle API per il calcolo delle resistenza laterale limite.
Analogamente la figura 3.62, ripresa da un lavoro di Lehane, Jardine, Bond e Frank, mostra la resistenza laterale misurata lungo il fusto del palo a tre differenti profondit in un deposito di sabbie
uniformi (rispettivamente per h/R = 50, 28 e 8, dove h la distanza dalla punta del palo e R il raggio del palo). Si pu notare come, all'aumentare della distanza dalla punta del palo, la resistenza laterale diminuisca.
Negli ultimi anni, si registrato un intenso dibattito sullaffidabilit dei correnti metodi progettuali,

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

113

per valutare la capacit portante del palo, cercando di chiarire i limiti degli approcci empirici convenzionali sulla base di indagini sperimentali e
adottando modelli di comportamento pi aderenti alla realt.
Palo
Recentemente, sulla base di una estesa sperimena punta aperta
tazione condotta in sei differenti siti con un palo
di prova opportunamente strumentato, R.J.
Jardine e F.C. Chow (1996), dellImperial ColleTappo
ge di Londra, hanno messo a punto un nuovo
di terreno
metodo per la progettazione di pali infissi.
Il loro lavoro ha preso le mosse da una profonda
analisi critica di tutti i metodi pi utilizzati per
valutare la capacit portante limite, confrontandone i valori calcolati con quelli misurati con
prove di carico. Dallesame effettuato dagli autori risultato che il coefficiente di variazione
COV (definito come rapporto fra la deviazione
(a)
(b)
standard ed il valore medio) del rapporto fra
Comportamento dei pali a punta aperta:
(a) senza la formazione del tappo (b) con la formazione del tappo
capacit portante limite calcolata e misurata per
Figura 3.63. Valutazione della capacit portante di pali infissi pali che erano stati dimensionati in accordo alle
a punta aperta
norme API RP2A (ventesima edizione, 1993) era
compreso fra 0.5 e 0.7.
Come osservato dagli autori tali elevati valori del coefficiente di variazione COV non erano compatibili con i relativamente bassi coefficienti di sicurezza normalmente adottati per i pali installati in
opere al largo (tipicamente 1.5).
Per quanto riguarda i pali installati in opere al largo (off-shore), Kraft et al. (1981) hanno evidenziato come la valutazione della capacit portante assiale, valutata con differenti metodi, porta ad una
variazione del 25 percento rispetto ai valori medi della previsione progettale.
Prima di illustrare il metodo proposto da Jardine e Chow (1996) per la determinazione della capacit portante di pali sia a punta chiusa sia a punta aperta, riprendiamo pi in dettaglio le definizioni
per la valutazione della capacit portante evidenziando le differenze fra i pali infissi a punta chiusa
e quelli a punta aperta.
Come visto nei precedenti paragrafi, la capacit portante di un palo di fondazione fornita dalla
somma della portata di base e della portata per attrito laterale:
Qu = Qp Qs W
dove
Qu
Qp
Qs
W

=
=
=
=

(71)

capacit portante limite totale


portata limite di base
portata limite per attrito laterale
peso proprio del palo.

La valutazione della capacit portante assiale, in compressione, di un palo infisso, basata sulle
seguenti condizioni estreme (vedi figura 3.63):
1. Palo a punta chiusa;
2. Palo a punta aperta (fully plugged);
3. Palo a punta aperta (unplugged).
Nei casi 1 e 2, la valutazione della capacit portante limite totale fornita dalla seguente espressione:
Qu,c = f0 A0 + qp Ap W

(72)

114

dove
f0
A0
qp
Ap
d0

MICROPALI

=
=
=
=
=

resistenza laterale limite esterna


1

superficie laterale del palo con riferimento al diametro esterno del palo d02
4

portata unitaria limite di base


area della superficie di base del palo
diametro esterno del palo.

Nel caso 3 si ha invece:


Qu,0 = f0 A0 + fi Ai + qw Aw W

(73)

dove
f0,fi = resistenza laterale limite esterna ed interna
A0,Ai = superficie laterale del palo con riferimento rispettivamente al diametro esterno ed
interno del palo
qw
= portata unitaria limite di base
Aw
= area della superficie anulare del palo = t (d0 t)
t
= spessore del palo a punta aperta
d0
= diametro esterno del palo.
Per ciascuna penetrazione del palo, vengono pertanto valutati i valori di Qu,c e Qu,o. Il valore finale
assegnato alla capacit portante assiale del palo, a punta aperta, pertanto governato dal valore inferiore fra i due.
Pertanto per un palo a punta aperta si avr il caso fully plugged se:
Qu,o > Qu,c
oppure quando:
fi Ai > qp Ap
dove
Ap =

area del tappo (plug) = di2


4

di = diametro interno del palo.


Questa condizione si verifica, normalmente, in terreni di relativamente modesta portata di base come
argille e limi. In sabbie dense spesso governa la condizione opposta senza pertanto la formazione del
tappo (unplugged):
Qu,c > Qu,o
e pertanto:
qp Ap > fi Ai
Le recenti ricerche compiute presso lImperial College di Londra da Jardine e Chow (1996/1997)
hanno condotto alla definizione di nuovi approcci per la progettazione dei pali infissi in terreni
coesivi e non coesivi. Tali ricerche, sebbene indirizzate principalmente ad una razionalizzazione
della progettazione nel campo dellingegneria off-shore, e quindi espressamente dedicate a tali
applicazioni, permettono, anche nei casi pi usuali di utilizzo di pali infissi, una migliore comprensione di fenomeni poco investigati razionalmente, nonch di fruire di nuovi strumenti progettuali.
Il metodo proposto da Jardine e Chow stato denominato metodo ICP da Imperial College Pile che
il palo strumentato, utilizzato per la ricerca, in acciaio a punta chiusa, strumentato con celle di carico, trasduttori di pressione totale, interstiziale e di temperatura, lungo da 6 a 20 m, con diametro pari
a 10 cm (vedi figura 3.64).
Pertanto sulla base delle indicazioni di Jardine e Chow (1996), nel caso di pali in sabbia, le figure
3.65 e 3.66 riportano la procedura proposta dagli Autori per determinare la portata limite di base. Le

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

115

Diametro = 0.1016 m

Distanza dalla punta del palo, h (m)

h = Distanza dalla punta del palo


R = Raggio del palo

Tensione tangenziale media


agente lungo il palo
Trasduttore di pressione totale (SST)

Trasduttore di pressione interstiziale (PPP)


Cella di carico assiale (ALC)

Figura 3.64. Palo strumentato con celle di carico


A

A1

Portata di base di pali a punta chiusa

Portata di base

Con riferimento alla resistenza alla punta qc di prove CPT, si assume il


valore medio di q c in un tratto della lunghezza di 1.5 volte il diametro,

al di sopra e al di sotto della punta del palo. DCPT = 0.036 m, inoltre si


per D > 2 m
assume un limite inferiore pari a qb = 0.13 q
c

B1

B2

B3

Portata di base per pali a punta aperta


Si forma un tappo alla base se:

Nota: D espresso in m e Dr espresso in %

Pali con formazione del tappo (fully plugged)


Si sviluppa una portata di base inferiore del 50% a quella relativa ai pali
a punta chiusa dopo uno spostamento della testa del palo pari a D/10.
B3 fornisce un limite inferiore a quanto calcolato con la formula B2 per
grandi diametri

Limite inferiore per pali senza tappo (un plugged) e per pali di
grande diametro a punta aperta

Si considera la portata di base solamente in corrispondenza del palo,

la resistenza uguale al valore medio della resistenza alla punta qc in


corrispondenza della base del palo. Il contributo dovuto alla resistenza
laterale interna dovrebbe essere ignorato.

Figura 3.65. Metodo di Jardine e Chow (1996), procedura per valutare la capacit portante di base di un palo infisso in sabbie

116

Cc
C*c

cvr
COV
CPT
Cu
D
Dr
e
eL
G
h/R
Ivr
Ivy
K
L
ln
log
Pa
qc
qb
qba
Qb
Qs
Qc
Qm
R
Rcla
Rinner

MICROPALI

= Coefficiente di compressibilit
= e/logv
= Coefficiente di compressibilit intrinseco;
variazione dellindice dei vuoti per campioni
di terreno normalconsolidati ricostruiti in laboratorio
v = 100 kPa e 1000 kPa
= Coefficiente di consolidazione per drenaggio
radiale
= Coefficiente di variazione
= Prova penetrometrica statica
= Resistenza al taglio in condizioni non drenate
= Diametro del palo
= Densit relativa (%)
= Indice dei vuoti (vedi figura 3.71 per eo, ey, ecc.)
= Indice dei vuoti in corrispondenza del imite liquido
= Modulo di taglio operativo
= Distanza normalizzata dalla punta del palo
= Indice dei vuoti relativo (vedi figura 3.71)
= Indice dei vuoti relativo alla rottura (vedi figura 3.71)
= r/'v0
= Lunghezza del palo
= Logaritmo a base e
= Logaritmo a base 10
= Pressione atmosferica
= Resistenza alla punta
= Portata di base (espresso anche come qb/qc)
= Portata di base in corrispondenza della sezione
anulare di un palo a punta aperta
= Portata di base
= Portata per attrito laterale
= Capacit portante calcolata
= Capacit portante misurata
= Raggio del palo
= Scabrezza del palo
= Raggio interno del palo

Rout
R*
s
SPT
St
t
YSR
f
peak
ult
cv
h
h0
r
rf
r
v0
vy
f

= Raggio esterno del palo


= Raggio equivalente per pali a punta aperta
= Deviazione standard
= Standard Penetration Test
= Sensitivit dellargilla
= Tempo
= Rapporto di plasticizzazione o valore apparente di OCR, =vy/'v0
= Angolo di resistenza al taglio a rottura allinterfaccia
palo-terreno
= Massimo valore dellangolo di resistenza al taglio allinterfaccia
palo-terreno
= Minimo valore dellangolo di resistenza al taglio allintefaccia
palo-terreno
= Angolo di attrito a volume costante allinterfaccia palo-terreno
= Spostamento normale radiale (anche r)
= Tensione orizzontale efficace esistente in sito
= Tensione radiale efficace
= Tensione radiale efficace lungo il fusto del palo a rottura
= Variazione di r durante la messa in carico del palo (pure rd
in sabbie)
= Tensione verticale efficace esistente in sito
= Tensione verticale efficace a rottura
= Locale tensione di taglio di picco
= Valore medio

Significato generale dei simboli


c
= Allequilibrio (dopo la consolidazione)
f
= Rottura
0
= Condizioni iniziali in sito, prima dellinstallazione del palo
r
= Radiale
t
= Da un dato tempo
u
= Ultimo
v
= Verticale
y
= A rottura

Figura 3.66. Metodo di Jardine e Chow (1996), procedura per valutare la capacit portante di base di un palo infisso in sabbie,
simbologia adottata

figure 3.67 e 3.68 riportano la procedura, proposta da Jardine e Chow (1996) per valutare la resistenza laterale limite, per pali infissi in sabbia.
Analogamente per pali in argilla, la figura 3.69 riporta la procedura per valutare la portata limite di
base ed, infine, le figure 3.70 e 3.71 riportano le indicazioni per valutare, in argille, la resistenza laterale limite.
Tenendo presente che uno degli aspetti pi difficili, in sede progettuale, riguarda la determinazione
della resistenza laterale limite, il metodo di Jardine e Chow stato applicato, come esempio, al calcolo della resistenza laterale limite per un palo a punta chiusa del diametro di 1 m e della lunghezza di 50 m in un deposito sabbioso uniforme caratterizzato da diversi valori della densit relativa.
La figura 3.72 riporta l'andamento con la profondit della resistenza laterale limite. Come si pu
notare la tensione orizzontale efficace agente sul palo e conseguentemente la resistenza laterale
agente fortemente influenzata dal valore della densit relativa.
Le figure 3.73-3.77, confrontano, per ogni valore della densit relativa, la resistenza laterale limite
calcolata con il metodo e con il metodo suggerito dalle API (le cui indicazioni sono riportate in figura 3.78) e assumendo come angolo di attrito, fra terreno e palo, 32.
Come si pu notare per valori della densit relativa inferiori al 50%, la resistenza laterale limite calcolata con il metodo ICP sensibilmente inferiore a quella calcolata con il metodo API mentre per
valori di DR superiori al 50% si ha il contrario.
Come conseguenza, chiaramente evidenziato dagli Autori, il metodo suggerito dalle API non cautelativo nei depositi di sabbie sciolte e per pali caratterizzati da alti valori del rapporto L/D (lunghezza/diametro) ed invece estremamente conservativo nei depositi di sabbie dense e quando il
rapporto fra lunghezze e diametro del palo basso.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

C1

117

Capacit potante per connessione laterale di pali a punta chiusa

Portata per connessione laterale


Integrale della resistenza unitaria laterale limite lungo il
fusto del palo

C2

Tensione di taglio locale


Criterio di rottura di Coulomb

C3

Tensione radiale efficace locale


Funzione della resistenza da prove CPT, tensione verticale
efficace pressione in sito (tensione geostatica) normalizzata
alla pressione atmosferica Pa = 100 kPa e h/R. Il valore di
h/R limitato al valore minimo di 8.

C4

Incremento della tensione radiale efficace per effetto


della dilatanza durante lapolicazione del carico al palo
Con riferimento al modulo di elasticit tangenziale del terreno sabbioso, alla scabrezza del palo RCLA e al raggio. Il
modulo di elasticit tangenziale G (G = E/2 (1 + ), = rapporto di Poisson, E = modulo di elasticit normale, viene
ricavato mediante lespressione proposta da Baldi et al.
(1989) in funzione del valore della resistenza alla punta qc da
prove CPT. h = 2 Rcla = 2 e-5 m, valore tipico per pali offshore

C5

Angolo di attrito a rottura allinterfaccia palo-terreno


Viene assunto pari al valore dellangolo a volume costante
da prove di taglio diretto, dipende dalla scabrezza del palo e
da altri fattori.

Pu essere stimato dalla figura 3.68 b


C6

D3

Pali in trazione
Lequazione C6 dovrebbe essere usata al posto dellequazione C2
Capacit portante per connessione laterale di pali a punta aperta

Raggio modificato
Sostituire nellequazione C3 per ottenere lequazione D3;
h/R* > 8.

In trazione

Tensione di taglio in condizioni di trazione ridotte del 10%

Figura 3.67. Metodo di Jardine e Chow (1996), procedura per valutare la capacit portante per connessione laterale di un palo
infisso in sabbie
Scabrezza acciaio
allinterfaccia
palo-terreno

Palo: Lunghezza L, Raggio R

Tensione
verticale efficace
presente in sito
(tensione
geostatica)

Profondit relativa
ristretto alla base
del palo = h

tensione radiale efficace dopo


linstallazine del palo dipendente
dai valori locali di qc, v0 e h/R
(Come il palo caricato rc

Leggenda:

rf)

Diametro corrispondente al 50% di passante d50 (mm)

Figura 3.68. Metodo di Jardine e Chow (1996), (a) definizione dei parametri per la definizione della tensione radiale efficace,
(b) andamento dellangolo di resistenza al taglio allinterfaccia fra il palo ed il terreno

118

MICROPALI

Capacit portante di pali a punta chiusa

Carico in condizioni non drenate

E1

Carico in condizioni drenate


F

Capacit portante di pali a punta aperta

F1

Se

inferiore a 36,

in corrispondenza della punta del palo si forma un tappo (plug)


F2

Carico in condizioni
non drenate
Carico in condizioni
drenate

F3

Carico in condizioni
non drenate
Carico in condizioni
drenate

La portata di base controllata dalla resistenza alla punta da prove CPT in corrispondenza della punta del palo e dalle condizioni di drenaggio durante lapplicazione del carico. Il valore di
qc relativo alla media del valore della resistenza alla
punta in un tratto pari a 1.5 volte il diametro, al di sopra e al di sotto della punta del
palo

La formazione del tappo alla base del palo fornita dal criterio di fianco indicato. Da
notare che DCPT = 0.036 m e che la pressione atmosferica PA = 0.1 MPa o 100
kPa
Pali con piena formazione del tappo alla base (fully plugged) sviluppano met della
portata di base relativa a pali a punta chiusa, come indicato nellequazione E1 dopo
un cedimento della testa del palo di D/10

Pali senza formazione del tappo (unplugged) sono in grado di fornire una capacit
portante di base solamente attraverso la sezione anulare dei palo. La resistenza alla
base del palo pari al valore medio della resistenza alla punta da prove CPT in corrispondenza della base del palo. Questo pu essere aumentato di un fattore pari a
1.6 in condizioni drenate. Il contributo dovuto alla tensione di taglio interna deve
essere ignorato

Figura 3.69. Metodo di Jardine e Chow (1996), procedura per valutare la capacit portante di base di un palo infisso in argilla

G1

Capacit portante per connessione laterale di pali a punta chiusa

Capacit portante per connessione laterale


Integrare la tensione di taglio locale lungo il tratto di palo
immerso nel terreno

G2

Tensione di taglio locale


Criterio di rottura di Coulomb

G3

Tensione radiale efficace locale


Funzione della tensione verticale efficace presente in sito,
vo; Ivr e Ivy (come definiti in figura 3.71a); rapporto della
tensione di plasticizzazione (YSR, vedi figura 3.66 per la sua
definizione) e h/R (h/R limitato ad un valore minimo di 8)

G4

Langolo di attrito allinterfaccia palo-terreno dovrebbe essere misurato mediante prove di taglio torsionale. Valori operativi dipendono dal grado di rottura progressiva, dalla scabrezza del palo, dal tipo di argilla e dalla storia di carico.
Andamenti tipici sono mostrati in figura 3.71(b) per le argille
del Mare del Nord.

H
H

Capacit portante per connessione laterale di pali a punta aperta

Kc calcolato mediante le espressioni riportate al punto G3 ma con R* = (R2outer


R2inter)1/2 sostituito ad R nellespressione h/R

Raggio modificato
Limite inferiore h/R* = 8.

Figura 3.70a. Metodo di Jardine e Chow (1996), (a) procedura per valutare la capacit portante per connessione laterale di un
palo infisso in argilla, (b) andamento di cu/0 in funzione di OCR ricavato da prove di laboratorio triassiali CU K0

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

119

Argilla a bassa plasticit

Argilla di media
plasticit

Da prove triassiali CUK0

Cu/v0 OCR per campioni di argilla consolidati in condizioni K0 (Jardine, 1985)

Figura 3.70b.
(a)

Indice
dei vuoti

Curva intrinseca di compressione

(b)

Curva di compressione edometrica su


un campione di terreno intatto
Convizioni
presenti in sito

Punto di plasticizzazione

Indice di plasticit, %
Definizione di Ivy e Iw, Iw = (eo eo)/Cc; Ivy =(ey ey)/Cc; YSR = vy/v0

Figura 3.71. Metodo di Jardine e Chow (1996), definizioni e correlazioni

Figura 3.72. Esempio per la valutazione della resistenza laterale limite di un palo infisso in sabbia a punta chiusa del diametro
di 1 m e della lunghezza di 50 m, in funzione di diversi valori della densit relativa, adottando il metodo di Jardine e Chow (1996)

120

MICROPALI

Figura 3.73. Confronto fra la resistenza laterale limite calcolata con il metodo di Jardine e Chow (1996) e con le raccomandazioni
dellAPI, per un palo a punta chiusa, infisso in sabbie con densit relativa del 35% , del diametro di 1 m della lunghezza di 50 m

Figura 3.74. Confronto fra la resistenza laterale limite calcolata con il metodo di Jardine e Chow (1996) e con le raccomandazioni
dellAPI, per un palo a punta chiusa, infisso in sabbie con densit relativa del 50% , del diametro di 1 m della lunghezza di 50 m

Figura 3.75. Confronto fra la resistenza laterale limite calcolata con il metodo di Jardine e Chow (1996) e con le raccomandazioni
dellAPI, per un palo a punta chiusa, infisso in sabbie con densit relativa del 70% , del diametro di 1 m della lunghezza di 50 m

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

121

Figura 3.76. Confronto fra la resistenza laterale limite calcolata con il metodo di Jardine e Chow (1996) e con le raccomandazioni
dellAPI, per un palo a punta chiusa, infisso in sabbie con densit relativa del 80% , del diametro di 1 m della lunghezza di 50 m

Figura 3.77. Confronto fra la resistenza laterale limite calcolata con il metodo di Jardine e Chow (1996) e con le raccomandazioni
dellAPI, per un palo a punta chiusa, infisso in sabbie con densit relativa del 90% , del diametro di 1 m della lunghezza di 50 m

Densit
Molto sciolta
Sciolta
Media
Sciolta
Media
Densa
Media

Densa

Densa
Molto densa
Densa

Molto densa

Descrizione
del terreno
Sabbia
Sabbia-limo
Limo

Angolo
di attrito
allinterfaccia
palo-terreno,

Resistenza
unitaria
laterale
limite
(kPa)

Nq

Portata
unitaria
limite
di base
(MPa)

Sabbia

Sabbia-limo
Limo
Sabbia
Sabbia-limo
Sabbia
Sabbia-limo
Ghiaia
Sabbia

I parametri riportati in tabella sono da intendersi solamente come indicativi. Dove sono disponibili dettagliate informazioni
(prove in sito CPT, CPTU, prove di laboratorio su campioni intatti, prove di battitura su prototipi, ecc.) possono essere
assunti diversi valori.

Figura 3.78. Raccomandazioni API (1984) per il dimensionamento di pali infissi

122

MICROPALI

Terreno
compressibile

qLI

qLI
D

D
Db - 10 B

qP

qL2

Terreno
compressibile

qP

Sabbia
densa

qL2
(b)

(a)

- 10 B

Sabbia
densa

Terreno
compressibile

Figura 3.79. Portata di base in presenza di un terreno stratificato

3.3.7. PORTATA DI BASE IN PRESENZA DI UN TERRENO STRATIFICATO


Nel caso di un terreno stratificato (vedi figura 3.79), luso della portata di base sopra calcolata
subordinata alla condizione che il palo penetri nello strato portante di base per un tratto che
Meyerhof (1976) suggerisce pari ad almeno 10 volte il diametro D. Con riferimento al caso mostrato in figura 3.79a di un palo che attraversa uno strato tenero per andarsi ad immorsare in uno strato
portante di base, si avr pertanto:
D
(74)
q1 = ql1 + ( ql 2 ql1 ) b ql 2
10 D
dove Db la profondit di immorsamento.
Nel caso invece di uno strato portante che ricopre uno strato sottostante di terreno tenero (vedi figura 3.79b), la portata di base dovr essere ridotta secondo la seguente espressione per tenere conto
della possibilit di rottura del palo per punzonamento:
H'
(75)
q1 = ql 2 + ( ql1 ql 2 )
ql1
10 D
3.3.8. FORMULE DINAMICHE
Il metodo pi datato e quello, tuttora, pi frequentemente usato per stimare la capacit portante di
un palo infisso basato sulle formule dinamiche. Queste formule, che collegano la capacit portante al rifiuto del palo cio al suo abbassamento sotto un colpo di maglio, presumono che la resistenza allinfissione sia uguale alla capacit portante sotto un carico statico.
Esse sono basate su una rappresentazione idealizzata dellazione del martello sul palo nellultima
fase dellinfissione.
Le formule dinamiche si basano sulle seguenti ipotesi:
Il palo durante linfissione si comporta come un corpo rigido, ipotesi che pu essere accettabile
solamente per pali relativamente corti.
La resistenza del terreno, in condizioni dinamiche, durante linfissione del palo uguale alla resistenza statica, ipotesi questa che non confermata dallesperienza.
Le formule dinamiche possono essere applicate solo a pali infissi battuti, nei quali si misuri lavanzamento permanente, o rifiuto r, sotto un colpo di maglio. Esse sono basate su un bilancio energetico del tipo:
Lm =Lu + Lp
dove Lm il lavoro motore fornito da un colpo di battipalo, Lu il lavoro utile, pari a Ql r, Lp il
lavoro dissipato nellurto tra maglio e palo e nella deformazione del palo, del terreno e degli eventuali elementi (cuffia, dischi) interposti tra maglio e palo.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

123

Il lavoro motore si esprime nella seguente maniera:


L = e E
m

dove Em lenergia fornita dal maglio in un colpo pari a Em = W h per magli a caduta libera di peso
W e altezza di caduta h, mentre fornita direttamente dal costruttore per magli a vapore e diesel; e
un coefficiente di efficienza del maglio i cui valori indicativi sono mostrati nella seguente tabella 3.6.
Tabella 3.6. Efficienza dei diversi tipi di battipalo
Tipo di maglio
A caduta libera a scatto
A caduta libera a fune ed argano
A caduta libera a frizione
A vapore a semplice effetto
A vapore a doppio effetto
A vapore ad effetto differenziale
Diesel

Valore di e
1.0
0.75
0.7 0.8
0.75 0.85
0.85
0.75
0.7 1.0

Le formule dinamiche di pi frequente impiego si differenziano fra di loro per la diversa espressione del lavoro dissipato Lp.
Le pi diffuse sono le seguenti.
Formula di Janbu
e Em
Q1 =
rK
dove:

K = C 1 + 1 +
c

Em L
A E r2

C = 0.75 0.15

(76)

(77)

(78)
Wp

(79)
W
in cui A, E ed L sono rispettivamente larea della sezione, il modulo di elasticit e la lunghezza del
palo; e lefficienza del battipalo; r il rifiuto; Wp e W sono il peso del palo e del maglio.
Formula danese
Ql =

e Em
e Em L
r+
2AE

(80)

Il valore del rifiuto r da introdurre nelle formule la media dei valori misurati su dieci colpi di
maglio. una buona norma determinare il valore di r durante una ripresa della battitura, effettuata
ad una certa distanza di tempo dallinfissione; la pausa deve essere di alcune ore per i terreni a grana
grossa, mentre dovrebbe essere di alcuni giorni per quelli a grana fine.
Una analisi pi sofisticata della battitura basata sullequazione dellonda durto stata messa a punto
da Smith (1962). Secondo la soluzione di Smith, linterazione palo-terreno viene simulata con una
molla e un blocco dattrito in serie e da uno smorzatore in parallelo, come indicato in figura 3.80.
In questo modello la resistenza massima del blocco di frizione corrisponde alla massima resistenza
laterale o di base prevista nelle condizioni analizzate. La resistenza statica, componente della resistenza schematizzata dalla molla, varia linearmente con la deformazione fino ad un valore massimo
ucrit, definito quake, oltre il quale le deformazioni aumentano senza generare alcun ulteriore incremento della reazione. Gli smorzatori lineari simulano la dispersione di energia che avviene per radiazione nei terreni circostanti e per effetti viscosi nel terreno.

124

MICROPALI

Massa dei conci

Rigidezza delle molle

Resistenza del terreno

Colpo
Massa
battente
Cuffia +
cuscino

Palo

a) Sistema palo-battipalo-cuffia e cuscino di battuta

b) Modello

Figura 3.80. Analisi di battitura con il metodo dellequazione dellonda durto (Smith, 1962)

Figura 3.81. Modello di Smith, parametri caratteristici

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

125

Con riferimento alla figura 3.80 la resistenza complessiva risulta dalla somma delle due componenti ed espressa dalla relazione:
R dyn = R s (1 + J V)

(81)

in cui:
Rdyn =
Rs =
J =
V =

resistenza dinamica in un determinato istante durante l'infissione;


massima resistenza statica alla profondit considerata;
coefficiente di smorzamento;
velocit, in un certo intervallo di tempo, del segmento di palo considerato.

Il palo viene modellato con una serie di masse collegate da molle che ne rappresentano la continuit
e lelasticit. La lunghezza massima dei segmenti in cui il palo viene suddiviso ai fini del calcolo
viene scelta in modo da assicurare unaccurata simulazione del fenomeno di propagazione dell'onda. Il battipalo e la cuffia vengono modellati mediante singole masse, mentre il cuscino viene modellato come elemento elastico dotato di isteresi.
Valori tipici dei parametri caratteristici del modello di Smith sono mostrati in figura 3.81.
3.3.9. PORTATA AMMISSIBILE
La portata ammissibile (Qamm) del palo singolo viene valutata secondo le seguenti espressioni:
Qamm =
oppure:
Qamm =

D2
Qbl + Qsl
cls
W
4
FS1

(82)

Qsl Qbcrit
D2
+
cls
W
FS1 FS2
4

(83)

essendo:

cls =

tensione nel calcestruzzo 4.5 MPa.

In accordo alla Normativa Vigente (DM 11/3/1988) e tenuto conto di quanto consigliato dalle
Raccomandazioni sui pali di fondazione, AGI (1984), si adotta di norma:
FS1 = 2.5
FS2 = 1.75 2.5.
3.3.10. PALI IN GRUPPO
I pali di fondazione vengono di regola impiegati in gruppi. Per evitare interferenze tra i pali, possibili danneggiamenti dei pali gi costruiti e riduzioni dellefficienza della palificata, linterasse minimo tra i pali fissato ad un valore non minore di tre volte il loro diametro D.
La rottura del gruppo di pali pu manifestarsi secondo due situazioni limite schematicamente rappresentate in figura 3.82. La situazione indicata in figura come (a) rappresenta la rottura tipo blocco o pozzo di fondazione, caratteristica di pali molto ravvicinati; nella situazione indicata in figura
con (b) la rottura avviene singolarmente per ciascun palo ed caratteristica di pali notevolmente
distanziati tra di loro.
Supponendo noto il carico limite Q11 di ciascuno dei pali considerati singolarmente, il carico limite
Q dellintera palificata (comprendente n pali) si pu porre pari a:
Q = n Q11

(84)

in cui al coefficiente si d il nome di efficienza del gruppo.


Per palificate in terreni incoerenti e interassi usuali lefficienza sempre maggiore dellunit; nel
progetto essa viene assunta pari ad uno.

126

MICROPALI

zona di
rottura
sotto la
struttura di
collegamento
zona di rottura alla base
(a)

(b)

Figura 3.82. Schema di possibile rottura per un gruppo di pali in


terreni granulari (Kishida, Meyerhof, 1965)

Figura 3.83. Schema di rottura del terreno per effetto della palificata quale blocco in terreni coesivi (Terzaghi e Peck, 1967)

Figura 3.84. Coefficiente di capacit portante Nc

Pu aversi < 1 solo per pali trivellati con esecuzione non sufficientemente curata e quindi con sensibile allentamento del terreno fra i pali.
Lefficienza di gruppi di pali in terreni argillosi pu essere minore dellunit.
Nel caso di palificate in terreni coerenti teneri e per interasse dei pali inferiore a quattro volte il diametro, opportuno verificare la stabilit globale della palificata quale blocco (Terzaghi e Peck,
1967). Con riferimento alla figura 3.83, la capacit portante limite risulta:
(85)
Q = B h N c + 2 (h+B) L c
c

u(L)

dove:
c il valore medio della resistenza al taglio nel tratto di lunghezza L; c la coesione in condizioni
u(L)
non drenate alla profondit L; Nc il coefficiente di capacit portante che assume i valori riportati in
figura 3.84, in funzione dei rapporti h/B e L/B.

CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

127

3.4. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI


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CAPITOLO 3 - Calcolo della capacit portante

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LE PAGINE CHE HAI APPENA


LETTO SONO TRATTE DA
QUESTO LIBRO:

51

2. STATO TENSIONALE GEOSTATICO

2.1. Cenni introduttivi

Lanalisi dello stato tensionale geostatico non deve essere vista come un mero
esercizio di stile considerato che, quale semplice punto di partenza, rappresenta
un elemento imprescindibile per la conduzione delle prove geotecniche di laboratorio sui provini derivati dai campioni indisturbati; daltra parte, come sar possibile verificare successivamente, lo stato tensionale geostatico entra nei calcoli
relativi alle verifiche agli slu e agli sle.
In realt, il problema ben pi complesso in quanto occorre considerare che il
comportamento meccanico delle terre manifesta alcuni aspetti salienti, quali:

una resistenza meccanica molto bassa, soprattutto se paragonata a quella dei


materiali artificiali da costruzione;
curve sforzi-deformazioni elastoplastiche non lineari;
lesistenza di una soglia elastica, di transizione al campo delle deformazioni
plastiche, davvero molto bassa tale da produrre deformazioni irreversibili anche per modesti livelli tensionali;
la dipendenza dal percorso tensionale pregresso, che si sintetizza nella conoscenza e nella replica della storia geologica;
la dipendenza dal livello tensionale attuale.

Limitando, per il momento, lattenzione alla sola analisi degli effetti del campionamento sui terreni risulta che il prelievo degli stessi impone lannullamento
delle tensioni totali di confinamento agenti in sito, tale da produrre una, seppur
involontaria, deformazione per dilatazione dei provini come illustrato sinteticamente nella figura 2.1; si tratta di un problema che richiede che in laboratorio sia
eseguita una procedura di ripristino dello stato tensionale iniziale quale punto
di partenza per le successive analisi meccaniche. La diretta conseguenza di tale
procedura comporta, per, che se i provini sono ricostituiti alle medesime condizioni di sollecitazione agente in sito, lo stato tensionale complessivo risulta di
tipo isotropo anche se allorigine sempre di tipo anisotropo.

52
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

Figura 2.1
Stato tensionale agente in sito su un generico elemento di terreno a); deformazione di un campione
conseguente al suo prelievo in funzione della caduta delle tensioni geostatiche totali b) (da: Di Francesco, 2010)

In definitiva, e prima di passare in rassegna le modalit di analisi dello stato


tensionale geostatico, possibile riunire tutti gli elementi introdotti sullargomento scoprendo che, a differenza di quanto accade con i materiali artificiali da
costruzione per i quali il peso proprio pu essere trascurato o inglobato nei carichi
esterni (in funzione dellelevata resistenza e trascurabile deformabilit), lo studio
del comportamento meccanico dei terreni necessita sempre della conoscenza delle condizioni di sollecitazione agenti in sito. In altre parole, proprio in relazione
alla bassa resistenza meccanica delle terre e alla loro elevata deformabilit, dalle
simulazioni in laboratorio e/o in sito si scopre che le stesse subiscono cedimenti
importanti anche durante la normale fase di sedimentazione, nellambito della
quale aumentando lo spessore degli accumuli aumenta conseguenzialmente il
peso proprio, o peso geostatico, tale da indurre fenomeni di compattazione dai
quali dipende la risposta meccanica dei terreni in relazione allapplicazione dei
carichi di progetto.
2.1.1. Tensione verticale totale

Occorre innanzitutto ricordare (come si visto al paragrafo 1.2.1) che la definizione di tensione verticale totale discende dalla natura discreta dei terreni, per i

53
Stato tensionale geostatico cap. 2

quali si assiste alla co-presenza di tre mezzi continui che agiscono in parallelo: lo
scheletro solido e i vuoti interparticellari i quali, pi o meno interconnessi, possono essere riempiti e percorsi da fluidi di varia natura tra i quali lacqua, laria,
il petrolio, il gas e molto altro (figura 1.6).
Ragionando nel modo delineato, e nellottica dellestrema semplificazione della
trattazione matematica del comportamento meccanico delle terre, si scopre, allora, che queste ultime possono essere schematizzate come costituite da due soli
mezzi continui:

lo scheletro solido, supposto indeformabile nel campo delle normali tensioni


ingegneristiche;
i vuoti interparticellari saturi di acqua, considerando questultima indeformabile a sua volta.

Operando matematicamente occorre, quale punto di partenza, considerare la presenza della sola impalcatura solida, costituita dallaggregazione di tutte le particelle di varia forma e natura, e negare lazione della pressione idrostatica esercitata dalla fase fluida; in questo modo lanalisi dello stato tensionale geostatico
risulta limitata alla sola tensione totale (sv), essendo di fatto esclusa la componente legata a uno dei due mezzi continui e risultando dipendente dal solo scheletro
solido al quale affidare il termine totale.
Per una migliore definizione della metodologia di calcolo, ed entrando nel merito
dello stesso, si consideri ora, quale punto di partenza, un deposito di argilla con
piano di campagna orizzontale e supposto infinitamente esteso (figura 2.2a), per

Figura 2.2
Geometria di riferimento per lanalisi delle tensioni verticali totali in assenza di falda a);
andamento grafico della tensione verticale totale b) (da: Di Francesco, 2010)

54
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

il quale esistono condizioni di simmetria geometrica e matematica tali da giustificare lassenza delle sollecitazioni tangenziali e imporre, conseguenzialmente, la
sola presenza degli sforzi normali (verticale e orizzontale); tale argomento pu
essere compreso considerando che leventuale presenza delle tensioni di taglio
porterebbe allo sviluppo di una fagliazione del deposito, in direzione verticale e
orizzontale, in evidente contraddizione con la meccanica dei bacini sedimentari
naturali.
La logica conseguenza della geometria descritta conduce, in assenza di falda tale
da poter assimilare lintero deposito al solo mezzo continuo corrispondente allo
scheletro solido, al calcolo delle tensioni verticali totali agenti in ogni punto del
sottosuolo in funzione della profondit (z) di analisi e del peso di volume del
terreno (gt), imponendo le condizioni di equilibrio in direzione verticale e giungendo infine a trovare la seguente relazione:

v0 = t z
(2.1)


3
Posto, ad esempio, il peso di volume del terreno gt = 20 kN/m , dallapplicazione
dellequazione (2.1) alla geometria rappresentata nella figura 2.2a si ottiene lo
stato tensionale verticale totale geostatico (sv0) sintetizzato nella tabella 2.1 e
graficizzato nella figura 2.2b.
z (m)

sv0 (kPa)
40

2
4

80

120

160

10

200

12

240

Tabella 2.1. Stato tensionale verticale totale associato alla figura 2.2a

Concludendo, se lanalisi tensionale svolta mediante lequazione (2.1) valida


per tutti i depositi rispettanti la geometria di cui alla figura 2.2a, nel caso dei terreni stratificati occorre supporre lomogeneit di ogni singolo strato, assegnare agli
stessi il rispettivo peso di volume (gti) e infine applicare la seguente equazione di
discretizzazione del sottosuolo:
n

v 0 = ( ti zi )

(2.2)



essendo i lo strato i-esimo e Dz il relativo spessore o la variazione di profondit
al suo interno.
La figura 2.3 mostra un esempio di calcolo della sv0 nel caso di depositi stratificati, per i cui dettagli si rimanda alla lettura della tabella 2.2.
i=0

55
Stato tensionale geostatico cap. 2

Figura 2.3
Esempio di deposito stratificato a) e andamento delle relative tensioni verticali totali b)
z (m)
2

sv0 (kPa)
40

80

116

152

10

200

12

248

Tabella 2.2. Stato tensionale verticale relativo al deposito stratificato della figura 2.3a

2.1.2. Tensione verticale efficace

La metodologia di calcolo della tensione verticale efficace richiede la preliminare


introduzione del principio delle tensioni efficaci la cui formulazione originaria
dovuta a Terzaghi (1923).
In effetti, come ha scoperto lautore, la resistenza di un terreno dipende dallo
stato di sforzo totale depurato dalla pressione idrostatica esercitata dallacqua
presente negli spazi interparticellari; daltra parte, com possibile anche scoprire
intuitivamente, la fase fluida risulta affetta dallazione degli sforzi tangenziali
che risultano invece responsabili del raggiungimento delle condizioni di rottura.
Leggendo a tal proposito il discorso tenuto da Terzaghi alla 1a Conferenza internazionale di Meccanica delle terre (Londra, 1936) si scopre che: Lo stato di
sforzo in ogni punto di una sezione attraverso una massa di terreno pu essere
calcolato a partire dalle tensioni principali totali s1, s2 e s3 che agiscono in quel
punto. Se i vuoti del terreno risultano essere saturi di acqua ad una determinata
pressione u, le tensioni principali totali consistono di due componenti. Una parte

56
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

u, che agisce nellacqua e nello scheletro solido in ogni direzione con la stessa
intensit e che pu essere definita pressione neutra (o pressione dei pori). Le
differenze s1 = s1 u, s2 = s2 u, s3 = s3 u, rappresentano leccesso rispetto
alla pressione neutra u e hanno sede esclusivamente nella fase solida del terreno.
Tale frazione dello sforzo principale totale pu essere definita sforzo principale
efficace. Ogni effetto misurabile relativo a una variazione di sforzo, come la compressione, di distorsione e di variazione di resistenza dovuto esclusivamente ad
una variazione delle tensioni efficaci.
In altre parole, anche se il significato non appare immediato, le tensioni efficaci
non possono essere misurate direttamente ma solo calcolate come differenza tra
le tensioni totali e la pressione idrostatica esercitata dalla fase fluida, il che consente di introdurre la relativa metodologia di calcolo:

v' 0 = v 0 u = ( t z ) ( w zw )
(2.3)


avendo denotato con gw e zw rispettivamente il peso di volume dellacqua (gw = 10
kN/m3) e la profondit misurata a partire dal livello piezometrico.

Figura 2.4
Geometria di riferimento per lanalisi delle tensioni verticali efficaci in presenza di falda a);
andamento grafico delle tensioni verticali, totale ed efficace, in funzione della variazione
della pressione idrostatica b) (da: Di Francesco, 2010)

A titolo di esempio si consideri la stratigrafia di figura 2.4a, a sua volta derivata


dalla figura 2.2a con linserimento della falda il cui livello piezometrico statico
ubicato a quota 2 m dal piano di campagna; applicando allora lequazione (2.3)
risulta lo stato tensionale efficace sintetizzato nella tabella 2.3 e graficizzato in
figura 2.4b.

57
Stato tensionale geostatico cap. 2

z (m)
2

u (kPa)

sv0 (kPa)
40

sv0 (kPa)
40

80

20

60

120

40

80

160

60

100

10

200

80

120

12

240

100

140

Tabella 2.3. Stato tensionale geostatico verticale relativo alla figura 2.4a

Ovviamente, se lequazione (2.3) risulta di validit generale, nel caso di falda


coincidente con il piano di campagna, tale che zw z, la stessa assume la sua
forma forse pi nota:

v' 0 = ( t z ) ( w z ) = ' z
(2.4)


con g che identifica il peso efficace del terreno che nel caso della figura 2.4a
20 10 = 10 kN/m3.
Infine, evidente che anche nel caso del calcolo della sv0 per terreni stratificati
vale sempre lequazione (2.2), purch sia modificata tenuto conto del principio
delle tensioni efficaci alla luce della relazione (2.4):
n

v' 0 = ( ti' zi )
i=0

(2.5)

2.1.3. Il coefficiente di spinta a riposo delle terre

Se lanalisi dello stato tensionale verticale pu essere derivata dallapplicazione


delle leggi di equilibrio alla traslazione nella medesima direzione, lo stesso procedimento non risulta valido nella determinazione delle componenti orizzontali
dello stato di sforzo, dal momento che proprio le condizioni di simmetria imposte conducono allindeterminatezza matematica del problema; in altre parole,
se le leggi di equilibrio risultano applicabili alla direzione verticale conducendo
allequazione (2.1), le stesse risultano sempre soddisfatte nella direzione orizzontale, qualunque sia il valore della tensione associata.
Se si ricorre alle applicazioni della teoria dellelasticit al caso specifico si scopre, con alcune manipolazioni matematiche, lesistenza di una costante di proporzionalit tra gli sforzi orizzontali e verticali del tipo:

h' 0

=
'
v0 1

(2.6)



che dipende unicamente dal coefficiente di Poisson.
A titolo di esempio, sapendo che il campo di variabilit di tale parametro 0 n
0.5 e che pu anche valere:

58
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

calcestruzzo: n 0.16
marna:
n 0.20
ghiaia:
n 0.33

dallapplicazione dellequazione (2.6) si ottiene che il rapporto sh0/sv0 assume i


valori 0.19, 0.25, 0.49, tale che, allaumentare del coefficiente di Poisson, aumentano anche le tensioni orizzontali efficaci:


h' 0 = v' 0
1

(2.7)


K0 =
1

(2.8)

'
2
1 sin
K 0 ( NC ) = 1 + sin '

1 + sin '
3

(2.9)



Nel contempo, lequazione (2.6) indica anche che, in un terreno che rispecchi il
comportamento dei mezzi trasversalmente isotropi, laumento di spessore dovuto
alla deposizione comporta un incremento delle tensioni verticali (totali ed efficaci) e contestualmente di quelle orizzontali secondo una ben definita proporzione.
Il problema, a questo punto, insito proprio nella determinazione di tale costante
di proporzionalit la quale, definita coefficiente di spinta a riposo delle terre,
assume in campo elastico la forma di:


anche evidente, per, che i terreni non possono essere assimilati a mezzi puramente elastici, tanto da aver condotto diversi ricercatori a introdurre relazioni
empiriche tra le quali la pi accreditata (Jaky, 1944):


nella quale nc denota il comportamento dei terreni normalconsolidati, ovvero di
quei depositi che durante la propria storia geologica sono stati assoggettati al solo
peso proprio (condizione puramente geostatica). Una forma semplificata della
(2.9), comunque di validit generale in Geotecnica, anche:
(2.10)
K 0 ( NC ) = 1 sin '


che pone, ora, il coefficiente di spinta a riposo delle terre funzione unica dellangolo di resistenza al taglio delle stesse.
Quindi, e sempre a titolo di esempio, potendo valere:
argilla: f 2024
limo: f 2427
sabbia: f 2734
ghiaia: f > 34

dallapplicazione dellequazione (2.10) si ottiene:

59
Stato tensionale geostatico cap. 2

argilla: K0(nc) = 0.660.59


limo: K0(nc) = 0.590.55
sabbia: K0(nc) = 0.550.44
ghiaia: K0(nc) > 0.44

con la conseguenza logica che allaumentare di f, ovvero della resistenza al taglio, diminuiscono le tensioni orizzontali.
In natura esistono, per, anche terreni che durante la storia geologica sono stati
assoggettati a livelli di sforzo superiori rispetto a quelli attuali, come nel caso dei
bacini di sedimentazione che hanno subito uninterruzione della fase di accumulo seguito da uno scarico tensionale associato a un fenomeno erosivo; in questo
caso, per il quale le terre sono definite sovraconsolidate, si perde la validit delle
equazioni (2.8) e (2.10), considerato che le evidenze sperimentali denotano lo
sviluppo della condizione sh0 sv0 tanto da dover valere K0(oc) 1 (con oc derivato dalla terminologia anglosassone Over Consolidated).
Una possibile soluzione al problema deriva dallintroduzione della seguente relazione (Schmidt, 1966):
'
(2.11)
K 0 (OC ) = K 0 ( NC ) OCR1sin


secondo la quale il coefficiente di spinta a riposo di una terra sovraconsolidata
pu essere derivata dal K0(nc) a condizione di relazionarlo al grado di sovraconsolidazione ocr e allangolo di resistenza al taglio.
Per quanto concerne la definizione di ocr, occorre considerare che i terreni sovraconsolidati, proprio in virt della particolare storia geologica, manifestano
una condizione tensionale dualistica dettata dallo sforzo verticale efficace attuale
(sv0) e dal massimo sforzo verticale efficace al quale sono stati assoggettati nel
passato (sp); quindi, indicando questultimo con il termine di pressione di preconsolidazione, a sua volta valutabile in laboratorio mediante le prove edometriche, si perviene alla relazione cercata:
'

OCR =

p
v' 0

(2.12)



A titolo di esempio, se il deposito rappresentato in figura 2.4 fosse stato assoggettato a una condizione sp = 400 kPa valida per lintero spessore, dallapplicazione
delle equazioni (2.12) e (2.11) si otterrebbe:

= 10
ocr(z = 4 m) = 6.67
ocr(z = 6 m) = 5
ocr(z = 8 m) = 4
ocr(z = 10 m) = 3.33
ocr(z = 12 m) = 2.86
ocr(z = 2 m)

avendo assunto f = 30.

K0(oc) = 1.58
K0(oc) = 1.29
K0(oc) = 1.12
K0(oc) = 1
K0(oc) = 0.91
K0(oc) = 0.85

60
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

I risultati mostrano che con laumentare della profondit il grado di sovraconsolidazione diminuisce, fino a quando viene raggiunta la condizione ocr = 1 per la
quale il deposito torna a comportarsi come un mezzo normalconsolidato, anche
se pur sempre con una maggiore resistenza e una minore deformabilit rispetto
alle terre originariamente nc.
In realt, come mostrano i valori del K0(oc) calcolato per le varie profondit, i
terreni possono essere considerati normalconsolidati anche per bassi valori di
ocr, tipicamente inferiori a circa 45 per i quali lo stesso assume valori inferiori
allunit.
2.1.4. Tensione orizzontale efficace e totale

Ora che sono noti tutti gli elementi necessari, possibile dare corpo alla definizione matematica di tensione orizzontale efficace, la quale deriva dallo sforzo
verticale efficace attraverso il coefficiente di spinta a riposo delle terre semplicemente combinando le equazioni (2.7), (2.8) e (2.10) o (2.11):

h' 0 = v' 0 K 0 ( NC )

(2.13a)

h 0 = v 0 K 0 (OC )
(2.13b)


Noto tale parametro, allora possibile completare lintera analisi dello stato tensionale geostatico giungendo alla definizione dello sforzo orizzontale totale:
'

'

h0 = h0 + u
(2.14)


Riassumendo tutti gli elementi finora introdotti, lanalisi dello stato di sforzo nelle terre pu essere sintetizzata come segue:
'

1) calcolo della tensione verticale totale, quale semplice prodotto del peso di volume dei terreni per la profondit;
2) calcolo della tensione verticale efficace, attraverso lapplicazione del principio
degli sforzi efficaci ovvero sottraendo alla s v0 la pressione idrostatica (u) esercitata dallacqua contenuta nei vuoti interparticellari;
3) calcolo della tensione orizzontale efficace, derivandola dalla precedente attraverso il coefficiente di spinta a riposo delle terre;
4) calcolo della tensione orizzontale totale, sommando alla sh0 il valore della u.

Una volta noti tutti gli elementi pu essere completato lesempio introdotto con la
figura 2.4 giungendo alla determinazione dellintero stato tensionale geostatico,
cos come sintetizzato nella tabella 2.4 e graficizzato nella figura 2.5 nellipotesi
che valgano ocr = 1, f = 26 e avendo applicato lequazione (2.9).

61
Stato tensionale geostatico cap. 2

Figura 2.5
Stratigrafia di riferimento a) e andamento grafico del relativo stato tensionale geostatico b) (da: Di Francesco, 2010)
z (m)
2
4

sv0 (kPa)
40

u (kPa)

80

20

160

60

120

10

200

12

240

0
40
80

100

K0

sv0 (kPa)
40

0.5

sh0 (kPa)
22.4

sh0 (kPa)
22.4

80

0.5

44.8

84.8

60

100

120
140

0.5

0.5

0.5
0.5

33.6
56

67.2
78.4

53.6
116

147.2
178.4

Tabella 2.4. Stato tensionale geostatico associato alla figura 2.5 (ocr = 1; f= 26)

2.1.5. Un esempio di calcolo

Per una migliore comprensione dellargomento trattato si faccia riferimento alla


stratigrafia complessa rappresentata nella figura 2.6, nella quale sono presenti tre
strati e precisamente:
a) uno strato superficiale di argille e limi dello spessore di 8 m, moderatamente
sovraconsolidato in funzione di fenomeni di oscillazione della falda e di essiccamento per interazione con latmosfera;
b) uno strato intermedio, costituito da ghiaie nc in matrice sabbiosa, dello spessore di 6 m;
c) uno strato basale rappresentato dal substrato roccioso a sua volta costituito da
argille e limi sovraconsolidati (ocr = 9) e impermeabili.

Si consideri, inoltre, la presenza di una falda freatica contenuta allinterno delle


ghiaie, che agiscono da acquifero, e limitata inferiormente dal substrato roccioso
che assume il ruolo di acquiclude.

62
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

Figura 2.6
Stato tensionale geostatico relativo a una stratigrafia complessa

63
Stato tensionale geostatico cap. 2

z (m)
2

sv0 (kPa)
40

u (kPa)
0

sv0 (kPa)
40

K0

1.2

80

80

1.2

120

120

1.2

10
12

14

14

16

18

20

160

160
196

232

268

20

40

60

sh0 (kPa)
48
96

144

160

1.2

192

176

0.5

88

160

0.5

192

0.5

208

0.5

80

1.5

312

356

296

1.5

444

400

340

1.5

1.5

80

108

372

208
252

192

136

60
0

96

144

96

104

268

312

sh0 (kPa)
48

164

378

378

510

510

444

Tabella 2.5. Stato tensionale geostatico relativo alla figura 2.6

Applicando la metodologia di analisi dello stato tensionale geostatico si ottengono i risultati sintetizzati nella tabella 2.5, per il cui assemblaggio stato tenuto
conto delle variazioni del K0 nei passaggi stratigrafici in funzione dellandamento
dellocr; in questo modo risulta che in detti passaggi si ottiene un doppio valore
del coefficiente di spinta a riposo delle terre e, conseguenzialmente, delle tensioni
orizzontali efficaci e totali. Analizzando, poi, landamento delle varie componenti dello stato tensionale come graficizzato nella figura 2.6, si scopre con immediatezza che il fenomeno della sovraconsolidazione meccanica, ossia derivante da
pure azioni meccaniche erosive, conduce a un effetto di rotazione delle tensioni,
con le componenti orizzontali che assumono valori superiori a quelle verticali.
Per maggiori approfondimenti dellargomento si rimanda a Di Francesco (2010).
2.1.6. Limiti operativi

La metodologia di calcolo dello stato tensionale illustrata nei paragrafi precedenti


non deve essere considerata di validit generale, in quanto deriva dallapplicazione delle leggi di equilibrio a geometrie semplici con superficie topografica
orizzontale e dimensione infinitamente estesa nella medesima direzione; in questo modo le sollecitazioni tangenziali si annullano, per le condizioni di simmetria
imposta, conducendo a unestrema semplificazione matematica del problema in
funzione delle sole componenti di sforzo normale.
In realt, lo stato tensionale di un punto materiale interno a un mezzo continuo
di tipo complesso, coesistendo componenti normali e tangenziali che richiedono
il ricorso alla matematica tensoriale; in questo modo possibile scoprire che le
componenti fondamentali dello stato di sforzo sono nove, delle quali sei indipendenti per simmetria geometrica della matrice, conducendo alla costruzione del
tensore degli sforzi il quale, utilizzando la notazione indiciale, del tipo:

64
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

x xy xz

ij = yx y yz

zx zy z

(2.15)



Lapplicazione dellequazione (2.15) ai terreni, in quanto ipotizzati composti da
due mezzi continui, comporta lintroduzione delle componenti relative alla pressione idrostatica esercitata dalla fase fluida nel pieno rispetto del principio delle
tensioni efficaci:
x xy xz

ij' = ij u ij = yx y yz

zx zy z


u 0 0
0 u 0
0 0 u

(2.16)



avendo indicato con dij il delta di Kronecker che impone lapplicazione delle u
alle sole componenti normali.
Se le componenti sij e u sono definite tensore degli sforzi efficaci e tensore sferico (scalare) della pressione interstiziale, lapplicazione delle leggi di equilibrio
richiede la definizione delle seguente equazione:
(2.17)
ji , j + ij + Fi = 0


espressa in forma compatta, utilizzando nuovamente la notazione indiciale e nella
quale compaiono le forze di volume (Fi) che agiscono sui continui.
Il tensore dato dallequazione (2.17) esprime tre equazioni differenziali che applicate, ad esempio, alla figura 2.2a diventano per la simmetria imposta:

x
=0
x
y
y

=0

z
t = 0
z

(2.18a)

(2.18b)

(2.18c)

evidente, dallanalisi delle relazioni date dalle (2.18), che, proprio in funzione
della semplice geometria, le equazioni di equilibrio alla traslazione si riducono a
una nella quale compare il peso di volume del terreno in sostituzione di Fz; quindi, applicando il teorema fondamentale dellanalisi, si ottiene dapprima:

65
Stato tensionale geostatico cap. 2
z

z
0 z dz = 0 t dz



e successivamente la relazione cercata:

(2.19)

(2.20)
z = t z


del tutto identica allequazione (2.1).
In definitiva, se la relazione (2.20) costituisce il punto di partenza per lanalisi
dello stato tensionale geostatico relativo a geometrie semplici, in tutti gli altri casi
occorre necessariamente ricorrere al set di equazioni dato dalla (2.17) che impone
la ricerca della soluzione mediante metodologie numeriche come il metodo degli
elementi finiti, delle differenze finite, ecc.
Tale limite comporta in definitiva che il calcolo dello stato tensionale geostatico
condotto con i metodi canonici rappresenta, in Geotecnica, una necessit per i
motivi espressi nel paragrafo 2.1 pur introducendo, contestualmente, degli errori
imprescindibili.
2.2. Stato tensionale per risalita capillare

Un ulteriore limite nellanalisi dello stato tensionale geostatico, secondo i criteri


introdotti nei paragrafi precedenti, insito nella netta separazione imposta tra i
terreni sotto falda e quelli sopra falda, considerato che per questi ultimi non viene
affatto tenuto conto della risalita capillare dellacqua.
In effetti, nel caso dei terreni non saturi largomento risulta ulteriormente complicato dalla presenza della fase fluida a una pressione inferiore a quella atmosferica, che conduce a una drastica modifica delle equazioni (2.3), (2.13) e (2.14) in
funzione della presenza di un valore negativo delle u.
Per maggiori chiarimenti si considerino i terreni costituenti la stratigrafia rappresentata in figura 2.7 i quali, a partire da condizioni iniziali di totale saturazione
(S = 100% per il livello piezometrico coincidente con il piano di campagna),
hanno poi subito un drenaggio della falda fino alla quota coincidente con la mezzeria dellinterstrato di limo. Si ipotizzi allora che, quale diretta conseguenza di
tale variazione, i limi abbiano sviluppato una frangia capillare che ha condotto
alla totale saturazione dei terreni fino alla superficie di separazione con la sabbia
sovrastante, la quale, a sua volta, ha risposto alla variazione idraulica con una
diminuzione del grado di saturazione fino al valore minimo S = 50%.
La presenza di condizioni di parziale saturazione rende inapplicabili le equazioni
viste finora basate sul principio delle tensioni efficaci, le quali, per continuare a
valere, devono essere opportunamente modificate in funzione del parametro S;

66
Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali

Figura 2.7
Stato tensionale geostatico in presenza della risalita capillare dellacqua

di conseguenza, introducendo tale modifica allequazione di carattere generale


rappresentata dalla (2.16), si ottiene:

ij = ij S u ij
(2.21)


Applicando la (2.21) al caso rappresentato in figura 2.7, si perviene alla soluzione
in forma chiusa:
'

v' 0 = v 0 S u
(2.22)


valida, per, solo per casi semplici.
Nel caso specifico, lapplicazione in serie delle equazioni (2.1), ovvero (2.2) e

67
Stato tensionale geostatico cap. 2

(2.22), conduce allo stato tensionale rappresentato in figura 2.7 e sintetizzato nella tabella 2.6.
z (m)
0
2

10

12

sv0 (kPa)
0

u (kPa)
30

sv0 (kPa)
30

72.4

20

92.4

150.4

20

36

111.4

187.4

224.4

20
0

40

60

56

111.4

130.4

147.4

164.4

Tabella 2.6. Stato tensionale geostatico verticale relativo alla figura 2.7

importante notare che, se a quota 4 m dal piano di campagna il valore della


pressione interstiziale u(-4) = (100%/100) ( 10 2) = 20 kPa, a quota 2 m
la stessa vale u(-2) = (50%/100) ( 10 4) = 20 kPa, essendo dimezzato il grado
di saturazione. Nel contempo, a quota piano di campagna si ha u(0) = (50%/100)
( 10 6) = 30 kPa, laddove il valore teorico, per una totale saturazione per
risalita capillare, avrebbe raggiunto il valore di 60 kPa.
In definitiva, come mostrano i risultati, la presenza della risalita capillare conduce
allo sviluppo di tensioni efficaci superiori a quelle totali, seguendo invece landamento canonico in tutti i punti sotto falda; nel contempo, occorre anche rilevare
che le tensioni capillari modificano drasticamente il comportamento meccanico
delle terre, conducendo allo sviluppo di una coesione apparente capace di spiegare la stabilit dei fronti di scavo nei depositi sabbiosi o lincremento della capacit portante delle fondazioni.

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