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Nicola BUX - L'INFLUSSO DI SAN PIO X SUL MAGISTERO DI PIO XII

Come noto San Pio X fu uno dei grandi Pontefici riformatori del XX secolo. Egli,
per, fu anche il Papa del catechismo; e non si pensi che la redazione del catechismo
fosse un opera avulsa dal grande piano di riforma che il Pontefice aveva progettato.
Infatti, attraverso tale strumento Pio X si proponeva di dare in mano ai sacerdoti un
volume chiaro e completo, in cui la precisione delle definizioni dogmatiche non
permetteva interpretazioni personali o omissioni. Egli era ben consapevole che
teoria e prassi devono sempre essere in equilibrio per una buona testimonianza
cristiana, per questo il suo pontificato, sulla stessa linea di tutto il ministero pastorale
adempiuto in precedenza, si fond sempre sullinsegnamento delle verit di fede
integrato alla vita sacramentale e di carit. La teoria concepita in funzione della
prassi. Il catechismo serviva per una migliore preparazione a vivere, in seguito, il
rapporto con Ges. Una relazione che, secondo Pio X, trovava il suo momento pi
alto nellEucaristia, tanto che un suo successore, Pio XII, lo defin come il Papa della
Santa Eucaristia1.
Ma cosa spinse Pio XII ad appellarlo in tal guisa?
Innanzitutto la vita del Santo Pontefice, che traeva la luce spirituale e la forza
per agire dallamore senza limiti per lEucaristia, principio e fine, anche, della sua
attivit riformatrice. Inoltre Pio X eman due decreti al fine di indicare
nellEucaristia lantidoto contro i veleni intellettuali e morali dellepoca e lo
strumento per instaurare un profondo legame con Cristo2. Essi furono il Sacra
tridentina Synodus ed il Quam singulari Christus amori. In particolare, con il primo
promosse la comunione frequente e quotidiana, ribadendo che il sacramento non
poteva essere negato a nessuno che si trovasse in stato di grazia e nella retta
intenzione. In tal maniera, il Santo Pontefice, intendeva definitivamente distruggere
quei residui di giansenismo che inducevano i fedeli ad accostarsi allEucaristia solo
1
2

M. MANCINI, La riforma della Chiesa di San Pio X, Fede&Cultura, Verona 2015, p. 126.
Cfr. Ibidem, pp. 126-127.

se in uno stato di massima perfezione e di profondo timore di Dio. Egli, infatti, in


ragione della sua lunga esperienza pastorale, conosceva bene linflusso nefasto di tale
eccessivo rigorismo, che aveva prodotto un allontanamento dei fedeli dal
confessionale, dalla frequenza della Messa e dal ricevere il corpo ed il sangue di
Cristo.
Con il secondo decreto, invece, incoraggiato anche dalle richieste espresse gi
da San Giovanni Bosco e dal curato dArs, abbasso let della discrezione, recante
lobbligo della confessione e della comunione, da dodici/quattordici anni a sette anni.
Le motivazioni che lo spinsero verso tale decisione furono la necessit di affrettare la
Prima Comunione, perch nei cuori dei bambini entrasse Ges prima di satana e la
convinzione che il rinnovamento dello spirito cristiano della nuova generazione si
dovesse attribuire in gran parte alla pia pratica della Comunione data in tenera et.
Il binomio vita personale-insegnamento, in riferimento allEucaristia, che si
pu riscontrare in San Pio X, risulta essere anche una importante caratteristica di tutta
lesistenza di Pio XII.
Quindi, prima di focalizzarsi sullinsegnamento eucaristico di Pio XII occorre
cogliere gli importanti insegnamenti che promanano dalla piet eucaristica personale
del Sommo Pontefice.
Sebbene Pio XII non abbia mai rievocato espressamente, negli innumerevoli
discorsi, il suo incontro con Ges nella prima Comunione, seme divino della fervida
devozione eucaristica di tutta la sua vita, del magistero e del ministero eucaristico
svolto da Sommo Pontefice, emulo di S. Pio X, tuttavia si possono trovare velati
ricordi di quel mistico incontro in alcune esortazioni che egli, gi successore di
Pietro, rivolse ai fanciulli e specialmente ai gruppi di bambini innocenti, fiori
bianchi e ancora profumati dalla divina carezza del primo incontro con Ges3.
L8 dicembre 1939, in occasione del quarantesimo anniversario, ricorder,
invece, in maniera limpida il grande giorno della sua prima Messa. Tale ricorrenza
3

Discorso Siate le benvenute, alle alunne del Pio Istituto del Buon Pastore, 8 aprile, 1945, Discorsi e Radiomessaggi,
VII, 22.

sar celebrata sempre nella Basilica di Santa Maria Maggiore, che lo aveva visto,
sacerdote novello, salire laltare sotto lo sguardo materno della Vergine Salus Populi
Romani. La sua devozione eucaristica appare cos mirabilmente associata alla
devozione mariana, caratteristica costante di tutta la sua vita, sempre ancorata, come
la Chiesa, di cui sar capo visibile, alle due granitiche colonne, sulla prima delle quali
sfolgora lOstia consacrata, e sulla seconda la Vergine Immacolata Ausiliatrice,
salvezza del popolo romano e di tutto il popolo cristiano.
La S. Messa sar poi sempre il centro della vita e dellattivit sacerdotale del
Pastore Angelico.
In particolare vanno ricordate tre date eucaristiche della vita di Eugenio Pacelli
prima della sua ascesa al Supremo Pontificato, nelle quali la sua fede ed il suo amore
verso la SS. Eucaristia sono stati desempio per diversi popoli ed hanno lasciato nel
suo cuore un magnifico ricordo: la Legazione Pontificia al Congresso Eucaristico
Internazionale di Buenos Aires nel 1934, al Congresso Eucaristico Nazionale
Francese del 1937 ed al Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest nel 1938.
Dopo questa provvidenziale preparazione, il Card. Pacelli salir al soglio Pontificio
per guidare tutto il gregge di Cristo ai pascoli salutari della fede e della piet
eucaristica.
Pio XII convinto che, come Vicario di Cristo, ha uno specialissimo legame
con Ges presente nellEucaristia e quindi tenuto primariamente a promuovere la
fede ed il culto eucaristico. Lo afferma egli stesso il 25 dicembre 1944 parlando ai
bambini profughi, convenuti nellUniversit Gregoriana per ricevere i suoi paterni
doni: Pocanzi sullaltare venuto Ges stesso. NellOstia Santa presente e
nascosto Ges, lo stesso Ges del presepio, il Ges che disse: Lasciate che i piccoli
vengano a me. E questo Ges del presepio, questo Ges dellaltare, questo Ges della
croce, questo Ges del cielo, ha voluto anche restare in qualche maniera sensibile
nella persona del suo Vicario4.
4

Discorso Natale era gi, 25 dicembre 1944, Discorsi e Radiomessaggi, VI, 255-256.

Per questo, anzitutto in lui, arde lo zelo e lamore alla SS. Eucaristia centro
degli spiriti, calamita dei cuori, fonte inesauribile di grazia, sintesi di tutta la nostra
fede5.
Questa coscienza delle sue responsabilit eucaristiche in ordine al gregge di
Cristo, cui preposto per volont divina, in lui chiarissima ed affiora
continuamente, oltre che dalle opere del suo zelo eucaristico, anche nella esplicita
dichiarazione dei suoi atti magisteriali.
Per realizzare queste nobilissime aspirazioni, Pio XII alimenta la sua attivit
apostolica al sacrificio dellaltare, in cui pi che mai il Capo visibile della Chiesa
unito a tutte le membra, nella virt e nel sangue di Colui che la vita del Corpo
mistico.
Nei frastuoni e negli orrori della guerra, egli guarda con fiducia al tabernacolo
ed invita i suoi figli a fare altrettanto, implorando dal Re eucaristico il dono della
pace e di un domani migliore.
E sempre intorno allaltare riunisce gli ambasciatori delle varie Nazioni, per
attingere dal Re della pace lunione fraterna, rotta, ma non scomparsa, tra le potenze
in guerra.
In un memorabile discorso al corpo diplomatico ed a cinquantatr cardinali
presenti in Roma, il Papa afferma: Durante limmane conflitto sar potuto sembrare
che questo concerto [delle Nazioni] fosse completamente muto, ma non era cos, e se
il tumulto assordante delle armi ne soffocava la risonanza, Noi da qui non abbiamo
cessato dal sentirlo. Come dimenticare quelle Messe di mezzanotte del Natale e
quelle imponenti e gravi cerimonie di propiziazione nella Nostra Basilica di San
Pietro, dove Ci circondavano, uno accanto allaltro, i Rappresentanti diplomatici delle
Nazioni pi varie, pi lontane e perfino delle Nazioni in conflitto? Solo qui,
nellatmosfera creata dallalto ideale della sopranazionalit delle Chiesa, era possibile
un tale spettacolo6.
5
6

Discorso Desde las orillas, 29 aprile 1956, in LOsservatore Romano, 4 maggio 1956, n104. Traduzione nostra.
Discorso Llvation des penses, 25 febbraio 1946, Discorsi e Radiomessaggi, VII, 402.

Egli pu assicurare i fedeli che ogni mattina, mentre offriamo il Santo


Sacrificio della Messa, Noi eleviamo al Signore le Nostre ardenti suppliche per tutti i
fedeli cristiani, affinch sia loro di profitto per la salvezza nella vita eterna. Ma la
Nostra orazione diviene, per cos dire, pi implorante ed intensa quando, al Memento
dei vivi, ricordiamo le intenzioni e i bisogni di coloro che la divina provvidenza viene
successivamente mettendo pi in diretto contatto con Noi7.
E non dimentica i morti, specialmente coloro che la guerra ha tragicamente
strappati alla Chiesa militante e introdotti nella Chiesa purgante, nella quale li
raggiunge la propiziazione eucaristica del Vicario di Cristo.
Inoltre, la Messa meditata e vissuta gli offre anche, molto frequentemente, il
tema o lo spunto delle esortazioni che rivolge ai fedeli ricevuti quotidianamente nelle
udienze; facendosi cos quasi eco della voce del divino Maestro di cui Vicario.
Consapevole del valore infinito della S. Messa e della sua funzione
insostituibile per lunit, la pace e la vita soprannaturale del popolo cristiano, Pio XII
non si stanca di spingere i fedeli allaltare per assistere al divino sacrificio e goderne i
frutti salutari. Perci egli stesso ama celebrare solennemente la S. Messa attorniato
dai suoi figli nella Basilica di S. Pietro e ricorda costantemente con gioia le messe
celebrate allaltare papale.
Inoltre, sempre vigilante sul movimento liturgico, concede, durante la guerra,
la Messa anticipata nella sera della vigilia del Santo Natale, per non privare i fedeli
del conforto della Messa di mezzanotte, a cui non potevano intervenire, a causa delle
condizioni di precauzione imposte dalla guerra.
E, soprattutto, per rendere sempre pi accessibili ai fedeli i tesori infiniti della
S. Messa e facilitare ai sacerdoti la celebrazione del Santo Sacrificio, Pio XII, con
sapiente innovazione, con la Costituzione Apostolica Christus Dominus del 6 gennaio
1953, ed il Motu Proprio Sacram Communionem del 19 marzo 1957, attenua le leggi
circa il digiuno eucaristico per il sacerdote celebrante e per i comunicandi e rende
7

Discorso Nel momento, ai membri dellAssociazione fra i Romani, 20 giugno 1948, Discorsi e Radiomessaggi, VII,
43.

universale la concessione delle Messe vespertine, gi permesse in modo limitato


durante la guerra. Come non vedere in questi atti una continuazione dellopera
intrapresa da San Pio X e pi volte lodata dal Pastore Angelico?
Pio XII per convinto che non c culto eucaristico senza catechesi e
istruzione eucaristica; che bisogna prima illuminare le menti se si vogliono muovere i
cuori e le volont; perci instancabile nellesortare alla piet eucaristica e nel
persuadere circa la necessit ed i vantaggi del culto eucaristico in tutte le sue
manifestazioni.
Anzitutto gli preme la S. Comunione frequente e quotidiana e ne indica gli
inestimabili frutti; basti ricordare le belle parole indirizzate ai fedeli del quartiere di
Tor di Quinto durante una visita pastorale: E Dio sa quanta gioia proverebbe il
Nostro cuore paterno, se apprendessimo che non pochi di voi, specialmente fra i
giovani e le giovanette, sono disposti anche a sacrifici e rinunzie per comunicarsi
ogni giorno. Poich se mangerete la Carne di Ges, voi dimorerete in Lui ed Egli in
voi, e Ges diverr, pi presto di quanto possiate credere, il Dominatore assoluto
delle vostre anime, il Re pacifico delle vostre famiglie8.
In affollate udienze riceve operai ed impiegati, dopo ladempimento del
precetto pasquale e ne spiega gli impegni, indicando con grande saggezza e prudenza
pastorale come la pratica della religione sia di sostegno nellattuazione dei doveri
familiari e professionali.
Ricorda ai parroci il loro compito di intermediari tra Dio e gli uomini nel
Sacrificio della S. Messa, che li spinge a tenere come vostro sacro dovere il
celebrare il Santo Sacrificio, e dopo il Santo Sacrificio il vostro atto pi grave e
rilevante lamministrazione del sacramento della Penitenza, per permettere ai
fedeli di accostarsi a ricevere Ges9.
Esorta alla pratica del culto eucaristico anzitutto i suoi diocesani: Accorrete
tutti assiduamente al Santo Sacrificio della Messa, accostatevi numerosi alla Sacra
8

Discorso Il nostro primo, 27 dicembre 1953, Discorsi e Radiomessaggi, XV, 537.


Discorso Una cara e veneranda consuetudine, ai Parroci e Quaresimalisti di Roma, 6 febbraio 1940, Discorsi e
Radiomessaggi, I, 520, 521, 522.
9

Mensa eucaristica e diportatevi in guisa che il Dio della pace e dellamore sia con voi
nella vostra vita domestica e sociale10.
Raccomanda la S. Comunione agli sposi assicurandoli che saranno fedeli a
Ges e da lui protetti, ricevendolo spesso nella Comunione 11. E dopo aver indicato
agli sposi le virt proprie del loro stato, conclude: Ma cos belle e necessarie virt
donde le prenderete?... Nellassistenza alla Santa Messa, nella frequenza ai
Sacramenti della Penitenza e dellEucaristia 12. Infatti a vincere le molteplici prove
della vita coniugale valgono soprattutto la fede viva e la frequenza dei Sacramenti,
donde scaturiscono torrenti di forza, della cui efficacia coloro che vivono fuori della
Chiesa difficilmente possono farsi una chiara idea13.
Ed anche per leducazione dei figli, il Papa ricorda lefficacia insostituibile
dellEucaristia: Educateli a pregare e ad attingere dalle fonti della Penitenza e della
SS. Eucaristia ci che la natura non pu dare: la forza di non cadere, la forza di
risorgere. Sentano gi da giovani che senza laiuto di queste energie soprannaturali
essi non riuscirebbero ad essere n buoni cristiani, n semplicemente uomini onesti,
cui sia retaggio un vivere sereno. Ma cos preparati potranno aspirare anche
allottimo, potranno darsi cio a quel grande impiego di s, il cui adempimento sar il
loro vanto: attuare Cristo nella loro vita14.
Lappello eucaristico di Pio XII giunge a tutte le categorie dei suoi figli: ai
bambini innanzitutto; agli studenti, tanto bisognosi del Maestro divino; agli sportivi,
facilmente distratti nei giorni festivi dai loro doveri religiosi; agli artisti; agli operai,
tanto cari al cuore del Papa e di Ges; ai pellegrini; ai membri dellAzione Cattolica;
insomma, ad ogni uomo e donna affidatogli.
Se si d uno sguardo complessivo agli atti del magistero eucaristico di Pio XII
fino al 25 marzo del 1956, data dellentrata in vigore del Motu Proprio Sacram
10

Discorso La devota premura, al popolo romano, 18 marzo 1945, A.A.S., XXXVII (1945), 111-112.
Discorso Come potremmo, agli sposi, 5 giugno 1940, Discorsi e Radiomessaggi, II, 138.
12
Discorso Perenne la vita, agli sposi, 7 maggio 1941, Discorsi e Radiomessaggi, III, 83.
13
Discorso Nellordine della natura, al Fronte della famiglia, 28 novembre 1951, Discorsi e Radiomessaggi, XIII, 418.
14
Radiomessaggio La famiglia la culla, 23 marzo 1952, A.A.S., XLIV (1952), 277-278.
11

Communionem, otteniamo questo risultato sorprendente: 181 documenti eucaristici,


di cui 39 radiomessaggi integralmente eucaristici e 7 parzialmente eucaristici; 23
discorsi eucaristici e 49 discorsi parzialmente consacrati alla SS. Eucaristia; 37
epistole eucaristiche e 2 epistole con parziali rilievi eucaristici; 11 altri documenti
integralmente eucaristici e 13 parzialmente eucaristici. A questi documenti occorre
sommare sessantun accenni eucaristici sparsi in altri documenti15.
Da quanto sin qui asserito si evince chiaramente che anche la SS. Eucaristia,
come la SS. Vergine, ha cos trovato in Pio XII linstancabile, illuminato e fervido
cantore, che con ricchissimo magistero, finora insuperato e ben difficilmente
superabile, ha predicato al mondo gli inestimabili tesori dellAugusto Sacrificio e del
Sacramento dellAltare, per alimentarne le anime e realizzare quellunione e pace
sociale, di cui la SS. Eucaristia il segno efficace16.
Non si pu tuttavia concludere questo intervento senza rammentare le
bellissime parole con le quali il Pastore Angelico ricordava San Pio X in diverse
circostanze: Ma ci che singolarmente proprio di questo Pontefice di essere stato
il Papa della SS. Eucaristia al tempo nostro. Qui sfolgora di riflessi quasi divini
lintima consonanza e comunione di sentimenti nel Vicario di Cristo con lo spirito
stesso di Ges. Se Noi tacessimo su questo punto, si leverebbe la schiera dei fanciulli
di ieri e di oggi ad osannare a Colui, il quale seppe abbattere le secolari barriere, che
li tenevano lontani dal loro Amico dei tabernacoli. Solo in unanima sapientemente
candida ed evangelicamente infantile come la sua, poteva trovare risoluta eco
lardente sospiro di Ges: Lasciate che i fanciulli vengano a me! Ed insieme la
comprensione del dolcissimo desiderio di questi di correre allabbraccio del
Redentore divino. Cos fu egli a dare Ges ai bambini e i bambini a Ges. Se ne
tacessimo Noi, parlerebbero gli altari stessi del SS. Sacramento a testimoniare la
esuberante fioritura di santit, che per opera di questo Pontefice dellEucaristia
sbocciata in innumerevoli anime, alle quali la frequente e quotidiana Comunione
15

16

Cfr. Il Magistero eucaristico di Pio XII, Societ Editrice Internazionale, Torino 1957, p. 24.
Ibidem, p. 25.

ormai canone fondamentale di perfezione cristiana 17. Ed ancora Volgiamo di


nuovo la Nostra mente e il nostro pensiero al Sommo Pontefice S. Pio X. Dalla sua
biografia sappiamo che cosa fosse per lui laltare e il Sacrificio Eucaristico dal giorno
in cui offr al sommo Iddio le primizie del Sacerdozio, quando, sacerdote novello,
pronunzi commosso ai gradini dellaltare per la prima volta le parole Introibo ad
altare Dei, durante tutta la sua vita sacerdotale; quando divenne parroco, quando fu
costituito Direttore spirituale in Seminario, quando fu consacrato Vescovo e nominato
Patriarca e Cardinale e finalmente quando fu eletto Sommo Pontefice. Laltare e il
Sacrificio Eucaristico furono per lui il fine e come il centro della sua piet, rifugio e
fortezza danimo nelle fatiche e nelle angustie, fonte di luce, di vigore, di zelo
assiduo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, questo Pontefice, come fu ed
un modello di Maestro, cos fu ed un modello di sacerdote.18
Pertanto, Pio XII, nellomelia per la canonizzazione di Pio X, si domanda quale
altra santit possa essere richiesta al sacerdote, se non quella che proviene
dallEucaristia, e cos, la applica al nuovo santo: Sacerdote innanzitutto nel mistero
eucaristico, ecco il ritratto pi fedele del Santo Pio X. Servire come sacerdote il
mistero dell'Eucaristia e adempiere il comando del Signore: Fate questo per mio
ricordo (Lc 22,19), fu la sua vita. Dal giorno della sacra ordinazione fino alla morte
da Pontefice, egli non conobbe altro possibile sentiero per giungere alleroico amore
di Dio e al generoso contraccambio verso il Redentore del mondo, il quale per mezzo
dellEucaristia quasi effuse le ricchezze del divino suo amore verso gli uomini
(Conc. Trid. sess, XIII, c.2). Uno dei documenti pi espressivi della sua coscienza
sacerdotale fu lardente cura di rinnovare la dignit del culto, e specialmente di
vincere i pregiudizi di una prassi traviata, promovendo con risolutezza la frequenza,
anche quotidiana, dei fedeli alla mensa del Signore, e l conducendo senza esitare i
fanciulli, quasi sollevandoli sulle sue braccia per offrirli allamplesso del Dio

17
18

Discorso Una celeste letizia, 3 giugno 1951, Discorsi e Radiomessaggi, XIII, 135.
Discorso Magnificate Dominum, 2 novembre 1954, Discorsi e Radiomessaggi, XVI, 370-375.

nascosto sugli altari, donde una nuova primavera di vita eucaristica sbocci per la
Sposa di Cristo.
Infine, Pio XII sottolinea - nella visione della Chiesa di Pio X - che solo
lEucaristia aveva il potere di fondarne la vita nascosta con Cristo in Dio, senza
lasciarsi travolgere dalla tecnica e dallattivismo. Anzi la Chiesa - ripete - vita
nascosta con Cristo in Dio. Se vero che lazione del sacerdote per la salvezza del
mondo multiforme, la pi degna, la pi efficace, la pi duratura negli effetti
farsi dispensatore dellEucaristia. Di qui linvito ai sacerdoti e ai religiosi a
conformarsi al nuovo Santo, per alimentare la vita interiore, e conclude: Eucaristia e
vita interiore: ecco al suprema e pi generale predicazione, che Pio X rivolge in
questora, dal fastigio della gloria, a tutte le anime. Quale apostolo della vita interiore
egli si colloca nellet della macchina, della tecnica, dellorganizzazione, come il
Santo e la guida degli uomini doggi.19

19

Discorso per la Canonizzazione, 29 maggio 1954, A.A.S., XXXVI (1954), 307-313.

10