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10.

Upgrading del gas naturale

10.2.1 Intermedi petrolchimici


del gas naturale
Introduzione
Il gas naturale (Natural Gas, NG) una miscela gassosa composta prevalentemente da metano, idrocarburi
leggeri (etano, propano e butano), complessivamente
indicati come Natural Gas Liquids (NGL), e da minori
quantit di altri idrocarburi con peso molecolare maggiore o uguale al pentano, detti condensati. Propano e
butano vengono anche convenzionalmente indicati come
Gas di Petrolio Liquefatti (GPL). In quantit minima
sono anche presenti azoto, idrogeno, biossido di carbonio, composti dello zolfo (solfuro di idrogeno, solfuro
di carbonile, mercaptani), composti aromatici, acqua e
mercurio.
Le riserve provate di gas naturale classificato come
Associated Gas (AG) o Non-Associated Gas (NAG) in
relazione alla presenza o meno del petrolio nello stesso
giacimento ammontano attualmente a pi di 1701012
Nm3, gran parte delle quali si trova in aree remote del
pianeta e costituisce il cosiddetto gas remoto (stranded
gas). Tali riserve, in larga parte del tipo AG e prevalentemente localizzate in Medio Oriente, Russia e Africa,
risultano approssimativamente equivalenti alle riserve
provate di petrolio, probabilmente in largo difetto rispetto alla reale disponibilit, in ragione della netta tendenza attuale verso la ricerca di nuovi giacimenti di
petrolio piuttosto che di giacimenti di gas naturale del
tipo NAG.
La maggior parte del metano contenuto nel gas naturale portato in superficie attualmente impiegata nella
generazione di elettricit e in misura minore come combustibile per usi civili, mentre la quota restante utilizzata come materia prima nella produzione di idrocarburi liquidi e gassosi, intermedi dellindustria petrolchimica di base.

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

Dal metano possibile infatti ottenere il cosiddetto


gas di sintesi (syngas), una miscela di monossido di carbonio e idrogeno utilizzata nella produzione diretta di
idrocarburi liquidi mediante la reazione di FischerTropsch, oppure impiegata nella sintesi di metanolo,
intermedio fondamentale nella produzione successiva di
numerosi composti chimici tra cui formaldeide, metilter-butiletere (MTBE), acido acetico, metilmetacrilato,
solventi diversi e anidride acetica.
Limpiego del gas naturale nella produzione di etilene e propilene, due dei principali building block dellindustria petrolchimica, invece tuttora limitato alla
conversione della componente NGL mediante tecnologie e processi di cracking termico, concettualmente analoghi ai processi di cracking di derivati liquidi del petrolio, come naphtha e gasolio, da cui si ottiene oggi la
maggior parte delle olefine leggere. La produzione di
olefine leggere a partire dal metano tuttavia una delle
prospettive pi promettenti per una maggiore valorizzazione del gas naturale, in particolare nellottica dellestrazione e dello sfruttamento dei giacimenti localizzati in aree remote, nonch come alternativa allimpiego dei derivati del petrolio in ambito petrolchimico.
Le olefine leggere possono essere ottenute dal metano
tramite la sua conversione in metanolo e la trasformazione di questultimo in olefine mediante lutilizzo di
tecnologie e processi Methanol To Olefins (MTO), sviluppati nel corso degli ultimi anni fino alla scala di
impianto dimostrativo ma non ancora applicati a impianti industriali di grandi dimensioni.
Trasformazione del gas naturale
Il gas naturale estratto dai giacimenti subisce normalmente trattamenti volti alleliminazione o alla riduzione delle impurezze in esso contenute, dopodich viene
sottoposto ai trattamenti di separazione con gradi di
severit dipendenti dalla tipologia dei successivi impieghi

455

INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

finalizzati a ricavare metano, etano, GPL e condensati.


In mancanza di gasdotti per il trasporto diretto, il gas
naturale viene usualmente trasformato in gas naturale
liquefatto (Liquefied Natural Gas, LNG), trasportato via
nave e successivamente rigassificato in appositi terminal.
Il gas naturale costituisce gi oggi unimportante
materia prima per la produzione di intermedi petrolchimici. La frazione NGL, costituita principalmente da etano
e GPL, utilizzata nella produzione di olefine leggere,
principalmente etilene e propilene attraverso processi di
cracking termico (steam cracking), nonch, nel caso della
sola frazione GPL, per ottenere sia propilene mediante
deidrogenazione del propano, sia composti aromatici,
attraverso tecnologie pi complesse di deidrogenazione
e ciclizzazione.
Lutilizzo a scopi petrolchimici del metano contenuto nel gas naturale richiede invece la preventiva trasformazione in gas di sintesi, utilizzato a sua volta nella produzione di metanolo e dei suoi derivati. La generazione
di gas di sintesi pu essere ottenuta mediante tecnologie
che sfruttano diverse reazioni, in primis la reazione del
metano con vapore (Steam Methane Reforming, SMR):
CH4H2O CO3H2


La reazione, endotermica, viene condotta a temperature comprese tra 800 e 900 C in presenza di catalizzatori a base di Ni e con un eccesso di vapore al fine di
limitare le reazioni indesiderate di coking.
Unaltra tecnologia, detta di reforming autotermico
(Auto Thermal Reforming, ATR), combina la reazione
di steam reforming con le reazioni di ossidazione e parziale ossidazione del metano:
CH42O2 CO22H2O


CH41/2O2 CO2H2


Queste reazioni sono esotermiche e permettono di


compensare lelevata endotermicit della reazione di
steam reforming. Il rapporto tra H2 e CO pu essere ridotto grazie alla reazione tra CO e acqua, detta di shift
del CO:
COH2O CO2H2


La scelta tra le diverse tecnologie dipende da numerosi fattori tra cui, in primo luogo, la capacit richiesta
e la tipologia di utilizzo successivo del gas di sintesi.
Il metanolo a sua volta ottenuto dal gas di sintesi
secondo le reazioni seguenti:
CO2H2 CH3OH


CO23H2 CH3OHH2O


La reazione, fortemente esotermica, favorita dalle


pressioni elevate e dalle basse temperature, condotta

456

generalmente a temperature comprese tra 180 e 270 C


e pressioni tra 50 e 100 bar, in reattori a letto fisso contenenti un catalizzatore a base di ossidi di rame e zinco
supportati su allumina. Lutilizzo di catalizzatori a base
di ossido di rame, pi facilmente avvelenabili rispetto ai
catalizzatori della generazione precedente a base di ossidi
di zinco e cromo, impone uno stadio di pretrattamento
del metano piuttosto severo, allo scopo di ridurre il livello delle impurezze di zolfo e cloro, prima del suo impiego nella produzione di gas di sintesi. Daltro canto ladozione dellattuale tipologia di catalizzatori ha consentito una notevole riduzione delle temperature di
reazione, e conseguentemente delle pressioni, con un
incremento netto del limite termodinamico alla resa massima ottenibile.
I notevoli progressi della tecnologia per la sintesi di
metanolo consentono oggi la realizzazione di impianti di
notevoli dimensioni, con capacit superiori alle 5.000 t/d.
La loro realizzazione, specialmente se localizzati nelle
aree remote e direttamente associati agli impianti di estrazione del metano e di produzione di gas di sintesi, consente di produrre metanolo a costi estremamente competitivi, tali da aumentare la convenienza economica dellestrazione del gas remoto e del suo eventuale trasporto sotto
forma di metanolo e da rendere la successiva produzione
di olefine vantaggiosa rispetto alle attuali tecnologie.
Produzione di olefine
La produzione mondiale di olefine leggere (etilene
e propilene) ammonta attualmente a circa 108 t/a di etilene e a circa 0,6108 t/a di propilene. Esse, nellambito
dellindustria petrolchimica, vengono oggi prodotte principalmente mediante processi di steam cracking, utilizzando materie prime in larga parte costituite da derivati
liquidi del petrolio come la naphtha (una miscela di idrocarburi contenente in prevalenza paraffine da 5 a 9 atomi
di carbonio) o il gasolio, nonch materie prime gassose
ricavate dal gas naturale, come etano o GPL. Una quota
minoritaria di propilene ottenuta inoltre mediante processi di deidrogenazione del propano nonch da processi di recupero delle olefine superiori, specialmente buteni. Il processo di deidrogenazione del propano e quello
di produzione del propilene da C4 sono trattati pi avanti. Nellambito dellindustria petrolifera una quota rilevante di propilene ottenuta in raffineria mediante processi di cracking catalitico (Fluid Catalytic Cracking,
FCC; Residual Catalytic Cracking, RCC), finalizzati alla
produzione principale di combustibili liquidi a partire
dalle frazioni pesanti ricavate dalla distillazione del petrolio. Lattuale produzione di etilene e propilene, suddivisa per fonti, mostrata in tab. 1.
Letano costituisce la materia prima e letilene il prodotto largamente prevalente nei cracking alimentati con
idrocarburi gassosi, mentre la naphtha risulta dominante

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

Olefine da metanolo
tab. 1. Attuali fonti di produzione

per etilene e propilene (CMAI, 2002)


Fonti di produzione

Etilene

Propilene

Etano

28%

Propano, butano (LPG)

10%

Naphtha, gasolio

60%

Cracking catalitico
Altro

69%

29%

2%

2%

nei cracking alimentati da idrocarburi liquidi, nei quali


la quantit relativa di propilene pu essere aumentata
modificando le condizioni di reazione fino a un massimo del 60% circa rispetto alletilene, pena la progressiva riduzione della resa complessiva a olefine leggere.
La crescita prevista della domanda, pari a circa 4%
per letilene e 6% per il propilene su base annuale, potrebbe in futuro creare uno sbilanciamento rispetto allofferta, soprattutto considerando che le necessarie capacit aggiuntive sembrano maggiormente indirizzarsi verso
impianti di cracking alimentati con etano, particolarmente favoriti dai crescenti costi delle materie prime
liquide ottenute dal petrolio (caratterizzate da una sempre maggiore pressione della domanda per usi di raffineria) e particolarmente convenienti in zone con vaste
disponibilit di gas naturale.
In questo scenario, il ricorso al metano come materia prima alternativa per soddisfare la crescente domanda di olefine leggere, evitando nel contempo il potenziale sbilanciamento conseguente allattuale distribuzione delle fonti di produzione, costituisce una notevole
opportunit nel prossimo futuro e rappresenta oggi una
delle massime prospettive di sviluppo e di valorizzazione del gas naturale, specialmente per giacimenti localizzati in zone remote dove il costo unitario del metano
rende tali tecnologie gi largamente competitive rispetto a quelle attuali, basate sullutilizzo di derivati liquidi
del petrolio.
La valorizzazione per questa via del metano contenuto nel gas naturale, nella sua massima prospettiva, prevede la realizzazione di impianti integrati costituiti da
tutti gli stadi di trasformazione necessari per la produzione di poliolefine (Gas To Polyolefins, GTP), secondo lo schema generale riportato in fig. 1, con il conseguente vantaggio economico derivante dalla ulteriore
riduzione dei costi di trasporto.
fig. 1. La trasformazione
del metano in poliolefine
(GTP).

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

Lo sviluppo di processi per la sintesi di olefine leggere a partire da metanolo rivolto sia a migliorare le
tecnologie gi disponibili per gli stadi a monte e a valle,
sia a realizzare unit industriali caratterizzate da elevate capacit produttive con i conseguenti vantaggi derivanti dalle economie di scala.
La possibilit di ottenere idrocarburi di diverso tipo
a partire da metanolo nota gi da diversi anni durante
i quali tuttavia, accanto alla notevole mole di studi prodotti sullargomento, mancata la reale convenienza economica allo sviluppo di processi industriali basati sullutilizzo di materie prime alternative al petrolio, evidentemente disponibile a costi ancora competitivi.
La reazione di formazione di idrocarburi a partire dal
metanolo stata scoperta nel 1977 (Chang e Silvestri,
1987):
CH3OH [CH2]nH2O


Pi in dettaglio, gli idrocarburi si formano attraverso


un primo stadio di reazione nel quale il metanolo condensa in dimetiletere formando una miscela di reagente
e prodotti allequilibrio, un secondo stadio nel quale la
miscela di prodotti ossigenati si converte in olefine leggere e uno stadio finale nel quale le olefine leggere si trasformano, attraverso reazioni di oligomerizzazione,
cracking e aromatizzazione, in una miscela di olefine pi
pesanti, normal- e iso-paraffine, aromatici e nafteni.
Sono oggi disponibili tecnologie per ottenere idrocarburi liquidi (Methanol To Gasoline, MTG) e idrocarburi olefinici gassosi (Methanol To Olefins, MTO) da
metanolo. La tecnologia MTG stata applicata su scala
industriale nel 1986 in Nuova Zelanda, mentre le tecnologie MTO, sviluppate pi tardi, sono attualmente alla
scala di impianto dimostrativo.
Catalizzatori

La tecnologia MTO catalizzata da acidi solidi, principalmente materiali zeolitici e zeolito-simili. La tipologia del catalizzatore e le condizioni di reazione adottate consentono di privilegiare la formazione di olefine
leggere, nonch la loro distribuzione, rispetto alla formazione di idrocarburi pi pesanti secondo la tecnologia MTG.
Il numero di materiali catalitici studiato stato davvero notevole e ha riguardato sia zeoliti sia materiali
zeolito-simili come i silicoalluminofosfati (SAPO) e
altri metalloalluminofosfati di tutte le classi di porosit

metano

syngas

metanolo

olefine

poliolefine

CH4

CO  H2

CH3OH

C2H4  C3H6

PE, PP

457

INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

(Stocker, 1999). Questi materiali sono stati utilizzati tal


quali in forma acida o variamente modificati mediante
trattamenti di dealluminazione con vapore, impregnazione, scambio ionico e sostituzione isomorfa con metalli.
I catalizzatori a base di zeolite ZSM-5, nella classe dei
materiali a pori medi, e i catalizzatori a base di SAPO-34,
nella classe dei materiali a pori piccoli, sono risultati fino
a oggi i materiali di elezione. Nel caso della ZSM-5 si
ottengono rese complessive in olefine pari a circa il 70%
su base molare rispetto al metanolo, con una netta preponderanza di propilene rispetto alletilene; con SAPO-34
si ottengono rese pi elevate, circa il 90%, con prevalenza di etilene. La maggiore selettivit di SAPO-34
probabilmente attribuibile alle minori dimensioni dei
pori e a unacidit meno pronunciata, che sfavoriscono
la formazione delle olefine pi pesanti, e successivamente di nafteni e aromatici. Allimpiego del SAPO-34
per associata una disattivazione del catalizzatore assai
pi rapida di quella osservata con ZSM-5.
I relativi processi industriali sono perci caratterizzati da peculiarit tecnologiche, in particolare per quanto
attiene alla scelta delle modalit di conduzione della reazione e di rigenerazione del catalizzatore, determinate
dalle caratteristiche specifiche dei materiali utilizzati.
Meccanismi

Il meccanismo di reazione alla base della formazione di idrocarburi a partire da metanolo tuttora oggetto
di un notevole dibattito scientifico, principalmente riguardo allo stadio di formazione del primo legame tra due
atomi di carbonio.
Uno dei meccanismi proposti (hydrocarbon pool)
ipotizza la presenza di un composto adsorbito stabilmente sulla superficie del catalizzatore, caratterizzato
da una composizione chimica simile a quella del coke e
descritto genericamente dalla formula (CH2)n, responsabile della continua addizione di reagenti ed eliminazione di prodotti, secondo lo schema mostrato in fig. 2
(Stocker, 1999).
fig. 3. Schema

C2H4

CH3OH

C3H6

(CH2)n

idrocarburi
saturi
coke
C4H8
fig. 2. Schema del meccanismo di reazione

hydrocarbon pool (Stocker, 1999).

Un secondo meccanismo (ossonio-ilide) prevede una


serie di stadi successivi, a partire dalliniziale adsorbimento fisico di una molecola di metanolo sulla superficie del catalizzatore, in cui la molecola di metanolo adsorbita darebbe luogo, mediante deidratazione, alla successiva formazione di una specie metossile legata alla
superficie del catalizzatore, seguita dal rapido trasferimento di un protone metilico al vicino ossigeno, situato a ponte tra latomo di silicio e latomo di alluminio
nella struttura zeolitica, formando una specie ilide di
superficie (Hutchings et al., 1999). Il carbonio della specie ilide sarebbe caratterizzato dalla nucleofilicit necessaria per reagire con un altro atomo di carbonio presente in una molecola di metanolo libero: la successiva formazione del primo legame CC avverrebbe quindi
facilmente per reazione della specie ilide con unaltra
molecola di metanolo mediante un classico meccanismo
SN2, con formazione di una specie etossile di superficie, secondo lo schema mostrato in fig. 3. La specie etossile libererebbe una molecola di etilene attraverso il trasferimento di un idrogeno metilico in posizione b allatomo di ossigeno a ponte nella struttura zeolitica, oppure

H3C

del meccanismo
di reazione ossonio-ilide
(Hutchings et al., 1999).

H
O
Si

CH3

H2O

O
Al

O
Si

Si

O
Al

Si

CH2

Si

Al

Si

H3C
O

Si

458

CH2

O
Al

CH3
CH2

H2O

O
Si

Si

H
O

Al

Si

 C2H4

O
Si

Al

Si

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

reagirebbe ulteriormente con altro metanolo a formare


specie propossile e butossile, dalle quali si originerebbero poi in modo analogo le corrispondenti molecole di
propilene e buteni.
La formazione di olefine e idrocarburi superiori a
partire dalle olefine leggere seguirebbe invece linsieme
dei meccanismi di reazione tipici degli ioni carbenio in
presenza di catalizzatori acidi, tra cui protonazione/deprotonazione, shift di metili e di idruri, ramificazione di
ciclopropano protonato (PCP branching), metilazione/demetilazione, oligomerizzazione e scissione di radicali in posizione b rispetto alla carica dello ione carbenio (Alwahabi e Froment, 2004).
Il meccanismo ossonio-ilide stato sottoposto a numerose verifiche sia di tipo teorico, dimostrando che lintermedio ilide effettivamente congruente sul piano energetico nonch costituito da un carbonio a simmetria tetraedrica inserito sul legame tra gli atomi ossigeno e alluminio
della zeolite, sia di tipo sperimentale, dalle quali non
per emersa una conferma definitiva dellesistenza della
specie ilide. Uno degli aspetti pi problematici di questo meccanismo riguarda la natura del sito basico, evidentemente presente sul catalizzatore di tipo acido impiegato nella reazione, capace di promuovere la necessaria
estrazione di un protone dalla specie metossile o pi in
generale da uno ione trimetilossonio, formato per successiva condensazione acido-catalizzata di molecole di
metanolo.
In alternativa a questo meccanismo stato proposto un cammino di reazione sostanzialmente diverso
che ipotizza lesistenza di un periodo di induzione al
fig. 4. Schema
delle reazioni
di interconversione
dello ione
1,3-dimetilciclopentene
nella sintesi di olefine
leggere da metanolo
(Haw et al., 2000).

termine del quale sarebbe presente lo ione carbenio


1,3-dimetilciclopentene, la cui esistenza risulta sperimentalmente provata, in equilibrio con il corrispondente diene, facilmente metilabile dal metanolo (Haw
et al., 2000). Mediante isomerizzazione dello scheletro dei cationi ciclici metilati si otterrebbero cationi
ciclici con sostituenti a 2 o 3 atomi di carbonio, dai
quali si formerebbe etilene per eliminazione. Lo ione
carbenio 1,3-dimetilciclopentene agirebbe quindi continuamente come riserva di dieni ciclici da cui verrebbero originate le prime olefine, come mostrato nello
schema di fig. 4. Una conferma della plausibilit di questo meccanismo deriva dalla constatazione sperimentale dellassenza del periodo di induzione quando, assieme ai reagenti di partenza, presente anche etilene, il
cui carbonio isotopico viene in effetti incorporato nel
catione 1,3-dimetilciclopentene.
Il meccanismo di reazione pi completo ipotizzabile per la formazione di olefine leggere e pesanti comprenderebbe inoltre la formazione di ioni dimetilossonio (DMO) e trimetilossonio (TMO) per protonazione e condensazione del metanolo, nonch la formazione
di specie CH
2 , in accordo con il meccanismo hydrocarbon pool descritto in precedenza.
Processi

Attualmente sono disponibili due tecnologie per la


produzione di olefine da metanolo: una tecnologia MTO
sviluppata da UOP e Norsk Hydro e una tecnologia MTP
(Methanol To Propylene) sviluppata da Lurgi e Statoil.
Altre societ, in particolare ExxonMobil, che gi detiene

CH3OH
H
H 2O
CH3 

CH3

CH3

H
C

CH3

H 3C

H 3C

CH3

H 3C

CH3

H


VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

CH3

H3C

CH3

H


CH3

C
H

CH3

H3C

CH2CH2

 CH2

H3C

CH2

CH3

CH3

CH2

H
H

H

H3C

CH3

CH3

H3C
H2O
H
CH3OH

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INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

una tecnologia MTG applicata su scala industriale, risultano impegnate nello sviluppo della tecnologia MTO.
Tecnologia UOP/Hydro MTO

La tecnologia basata sullutilizzo di un catalizzatore la cui fase attiva costituita da SAPO-34. A causa
della rapidissima disattivazione, caratteristica di questo
tipo di catalizzatore, la reazione condotta in un reattore a letto fluido dal quale il catalizzatore viene continuamente asportato, per inviarlo a un reattore di rigenerazione che provvede alla combustione con aria dei depositi carboniosi. Limpiego in reattori a letto fluido richiede
per il catalizzatore specifiche caratteristiche, ottenute
attraverso la formulazione della fase attiva SAPO-34 con
leganti e la successiva atomizzazione mediante essiccatore a spruzzo (spray-drying), in modo da produrre particelle catalitiche di idonee dimensioni e dotate di elevata resistenza meccanica per limitare il pi possibile il
consumo di catalizzatore.
La reazione viene condotta a pressioni da 1 a 3 bar
e a temperature variabili da 350 a 500 C, in relazione
alla distribuzione desiderata tra etilene e propilene, il cui
rapporto pu essere modulato in un intervallo piuttosto
ampio (da 0,75 a 1,5), agendo sulla temperatura di reazione che favorisce la formazione di etilene. Al fine di
limitare le reazioni indesiderate come oligomerizzazione e coking, il metanolo alimenta il reattore previa diluizione con acqua. Il processo consente una resa per passaggio a etilene e propilene pari a circa l80% molare, il
90% se si considera anche la frazione di olefine C4 che
pu essere ricircolata al reattore. La restante quota di
metanolo convertita a sottoprodotti diversi tra cui idrocarburi saturi da 1 a 5 atomi di carbonio, ossidi di carbonio e coke.
La tecnologia UOP/Hydro stata sviluppata fino alla
scala di impianto dimostrativo con una capacit di 1 t/d
di metanolo, producendo olefine con un grado di purezza conforme alle necessit del successivo stadio di polimerizzazione a valle.
Tecnologia Lurgi MTP

La tecnologia MTP sviluppata da Lurgi utilizza un


catalizzatore a base di zeolite ZSM-5. La morfologia del
catalizzatore e la natura dei siti acidi determinano unelevata selettivit verso la formazione di propilene, nonch una velocit di disattivazione relativamente bassa,
tale da consentire limpiego di reattori a letto fisso, con
rigenerazioni periodiche in situ del catalizzatore mediante combustione controllata del coke.
La reazione condotta in sei reattori in serie, a temperature comprese tra 400 e 500 C e a pressioni da 0,1
a 1 bar, alimentati con una miscela acqua-dimetileteremetanolo unita a una corrente di riciclo contenente idrocarburi da C4 a C6. Leffluente contiene una miscela di
olefine, paraffine, aromatici, nafteni, prodotti leggeri

460

come ossidi di carbonio, idrogeno e acqua di reazione,


con una resa molare complessiva in idrocarburi pari a
circa l85% del carbonio alimentato.
La resa complessiva in propilene pari a circa il 70%,
ottenuta attraverso il riciclo delletilene e delle olefine
superiori prodotte, con una significativa coproduzione
di benzina e GPL. Lo schema di una unit industriale di
sintesi di olefine leggere da metanolo con tecnologia
Lurgi MTP illustrato in fig. 5. La tab. 2 riporta il relativo bilancio di massa (Liebner, 2005).
Anche la tecnologia MTP stata sperimentata in un
impianto dimostrativo, gestito da Statoil in Norvegia,
che ha confermato la resa attesa in propilene e raggiunto 8.000 ore di durata del catalizzatore. La durata media
del singolo ciclo di reazione tra due rigenerazioni termoossidative risultata pari a circa 700 ore. Sia il propilene ottenuto sia la benzina sono stati effettivamente
impiegati per la produzione di polipropilene e in prove
motoristiche, risultando di qualit adeguata.
Tecnologia ExxonMobil MTO

Mobil ha sviluppato negli anni Settanta del 20 secolo il processo MTG per ottenere benzina sintetica da
metanolo, realizzando un impianto industriale della capacit di 600.000 t/a con tecnologia a letto fisso di catalizzatore a base di ZSM-5.
Un impianto dimostrativo con tecnologia a letto fluido per la reazione MTG fu utilizzato in seguito anche
in condizioni di reazione e per un tempo sufficiente a
dimostrare laffidabilit della tecnologia MTO (Keil,
1999). Dal punto di vista del meccanismo di reazione,
la formazione di olefine rappresenta uno stadio intermedio della reazione MTG. Successivamente ExxonMobil ha continuato lattivit di ricerca in questo ambito depositando numerosi brevetti riguardanti miglioramenti del catalizzatore e del processo, non solo ricorrendo
alla zeolite ZSM-5 ma anche a materiali zeolito-simili come il SAPO-34 e ha poi reso noto di possedere una
tecnologia sviluppata fino alla scala di ununit dimostrativa comprendente tutti gli stadi di trasformazione
dal metanolo alla polimerizzazione di etilene e propilene. Questa tecnologia non sar tuttavia disponibile in
tempi brevi.
Recupero delle olefine superiori
I processi di trasformazione del metanolo in etilene
e propilene producono primariamente anche quantit non
trascurabili di olefine superiori (buteni, penteni). Olefine superiori sono altres originate come sottoprodotto
nei processi di cracking termico e in misura minore in
quelli di cracking catalitico. Per esempio, una miscela
di idrocarburi C4, prevalentemente composta da olefine
e diolefine in quantit paragonabili, costituisce generalmente il sottoprodotto quantitativamente pi rilevante

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

metanolo

riciclo HC

spurgo C 
2
(gas combustibile)
C
2

reattore
DME

reattore
MTP
stadio 1

vapore di
diluizione

reattore
MTP
stadio 2
riciclo
DME/CH3OH

compressione
4 stadi
H 2O

torre di
quench
H2O

rimozione
DME


HC
DME

C4
DME

C3

riciclo
C4/C5/C6

De - C2
C3

C4

propilene

splitter
C3

De - C4
C5/C6

propano

GPL (C 3/C4)

spurgo C4
reattore
MTP
stadio 6

riciclo C4

riciclo C5/C6
De - C6

evaporatore

spurgo
C5/C6

C
7
recupero
CH3OH

benzina
DME/CH3OH/H2O
H 2O

fig. 5. Schema di flusso della tecnologia Lurgi MTP (Liebner, 2005); DME, dimetilene; HC, idrocarburi.

nei processi di cracking termico, con rese variabili che


dipendono dalla tipologia delle alimentazioni utilizzate.
La domanda di olefine C4 e in generale di olefine superiori relativamente debole e il loro valore commerciale piuttosto scarso. Questo scenario determina una spinta inevitabile alla loro trasformazione in olefine pi leggere (Tagliabue et al., 2004). I relativi processi sono
sostanzialmente basati su due tipologie di trasformazione chimica: la reazione di metatesi (Mol, 2004), specialmente per olefine C4:

avvengono una serie di reazioni secondarie con formazione di olefine superiori, come penteni ed eseni.
Il cracking catalitico ha il vantaggio di non consumare etilene e consente lutilizzo come materia prima di
un pi variegato spettro di olefine superiori. Si opera a
temperature comprese tra 400 e 600 C, utilizzando catalizzatori a base di zeoliti, come la ZSM-5, in reattori a
letto fluido oppure a letto fisso di catalizzatore con rigenerazione periodica in situ. La durata del ciclo di reazione varia significativamente a seconda del processo

C2H42-C4H8 2C3H6


e la reazione di cracking catalitico, che coinvolge oligomerizzazione, disproporzionamento, cracking e trasferimento di idruri.
La reazione di metatesi viene condotta in fase gassosa (tra 300 e 400 C) o in fase liquida (a 30-50 C) in
reattori a letto fisso di catalizzatore, dove reagenti e prodotti raggiungono una composizione corrispondente allequilibrio termodinamico. I catalizzatori sono a base di
ossido di tungsteno o renio supportati su silice o allumina. Con una conversione per passaggio pari a circa il
60% si ottiene una resa complessiva in propilene dal 90
al 95%. Il catalizzatore sottoposto a periodiche rigenerazioni per rimuovere i depositi carboniosi e il coke formati durante la reazione. Accanto alle reazioni principali

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

tab. 2. Tecnologia Lurgi: bilancio di massa (t/d).

Unit MTP con capacit 519 kt/a di propilene


(Liebner, 2005)
Alimentazione
Metanolo

Prodotti

5.000

Propilene

1.557

Benzina

429

GPL/gas combustibile

162

Acqua, COx , coke,


ecc.
Totale

2.852
5.000

5.000

461

INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

impiegato: da 150-200 ore fino a circa 1.000 ore quando si opera in presenza di vapor dacqua. Le rese complessive variano in funzione dellalimentazione aggirandosi attorno al 60%, con prevalenza del propilene sulletilene e coproduzione di idrocarburi saturi e aromatici.
Un discorso a parte va fatto per la produzione di isobutene, materia prima chiave per la produzione del metilter-butiletere (MTBE), componente alto-ottanico per
benzine. Mentre in passato lunica fonte di isobutene
erano le frazioni C4 di raffineria, dalle quali veniva primariamente estratto il butadiene, gli impianti successivi hanno utilizzato la deidrogenazione dellisobutano
ottenuto dalla frazione C4 dei gas di campo.

Bibliografia citata
Alwahabi S.M., Froment G.F. (2004) Single event kinetic
modeling of the methanol-to-olefins process on SAPO-34,
Industrial and Engineering Chemistry Research, 43,
5098-5111.
Chang C.D., Silvestri A. J. (1987) MTG. Origin, evolution,
operation, CHEMTECH, 17, 624-631.
CMAI (Chemical Market Associates Inc.) (2002) World light
olefins analysis.

462

Haw J.F. et al. (2000) Roles for cyclopentenyl cations in the


synthesis of hydrocarbons from methanol on zeolite catalyst
HZSM-5, Journal of the American Chemical Society,
122, 4763-4775.
Hutchings G.J. et al. (1999) Methanol conversion to
hydrocarbons over zeolite catalysts. Comments on the
reaction mechanism for the formation of the first carboncarbon bond, Microporous Mesoporous Materials, 29,
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Liebner W. (2005) Lurgi MTP technology, in: Meyers R. A.
(editor in chief) Handbook of petrochemical production
processes, New York, McGraw-Hill, 10.3-10.13.
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Journal of Molecular Catalysis A. Chemical, 213, 39-45.
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materials and their behavior, Microporous Mesoporous
Materials, 29, 3-48.
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olefin streams, Petroleum Technology Quarterly, Winter,
145-149.

Gianni Girotti
Franco Rivetti
Polimeri Europa
Novara, Italia

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

Processo MTO

Il processo di trasformazione del gas naturale in olefine MTO (Methanol To Olefins) avviene in due fasi: la
prima, che consiste nella conversione del gas naturale in
metanolo grezzo, da tempo disponibile in ambito industriale; la seconda, che implica la trasformazione del
metanolo prodotto in olefine, stata introdotta di recente da UOP (Universal Oil Products) e dalla norvegese
Hydro.
Il processo MTO di UOP/Hydro fornisce uno strumento economicamente conveniente per la conversione
del gas naturale in olefine. Esso converte in primo luogo
il metanolo in etilene e propilene (fig. 1). La richiesta di
questi due intermedi in crescita a livello mondiale e il
loro valore sul mercato notevole.
Esistono altre tecnologie per la conversione indiretta del metano in prodotti di maggior valore, che per
hanno una resa minore rispetto al processo MTO di
UOP/Hydro e risultano quindi meno convenienti. Il processo MTO offre: a) valore molto elevato per la conversione diretta del metano in etilene e propilene di qualit
idonea alla polimerizzazione (polymer-grade); b) uso
diretto di etilene e propilene di impiego chimico (chemical-grade), dotati di purezza superiore al 98%, mediante uno schema di flusso che non richiede costosi separatori etilene/etano o propilene/propano; c) generazione
limitata di sottoprodotti, in confronto ai dispositivi per
lo steam cracking (cracking termico in presenza di vapor
dacqua), che d luogo a una semplificazione della sezione di recupero del prodotto; d) integrazione semplificata allinterno degli impianti esistenti per il cracking della
naphtha, a causa del basso contenuto di paraffina; e) flessibilit nel variare il rapporto in peso propilene/etilene
da 0,77 a 1,33.
Applicazioni. Il processo MTO si pu utilizzare in
siti caratterizzati da riserve di gas naturale abbondanti e
a basso costo. Integrando tale processo in un complesso GTO (Gas To Olefins) possibile mantenere bassi i
prezzi della carica e convertire il gas naturale in una
forma pi semplice da trasportare e di maggior valore.
Gli impianti esistenti di cracking, a naphtha o a etanopropano, possono incrementare la produzione di olefine
e la flessibilit della carica con laggiunta di un reattore

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

MTO e alimentando cos una sezione potenziata di frazionamento dellimpianto di cracking, in modo da ridurre al minimo il capitale investito.
Poich il processo MTO di UOP/Hydro produce
effluenti ricchi di olefine con piccole quantit di paraffina, nelle apparecchiature di frazionamento gi esistenti
si possono spesso eliminare con facilit le strozzature
per lavorare le quantit aggiuntive di olefine prodotte.
Unaltra applicazione del processo MTO consiste nel
collocarlo a valle di un impianto di metanolo dotato di
capacit in esubero, in modo da soddisfare richieste locali di olefine e poliolefine.
Descrizione. Nel processo MTO, il metanolo viene
convertito principalmente in olefine leggere (etilene e
propilene). Il processo in grado di produrre un ampio
ventaglio di rapporti tra letilene e il propilene prodotti.
Per le modalit operative ad alto valore di etilene o di
propilene, il rapporto approssimato tra la quantit di etilene e la quantit complessiva di olefine leggere (C2C3)

compressore
C1

H2O

essiccatore

10.2.2 Tecnologie avanzate


per lupgrading
del gas naturale

gas di
combustione

etilene di
purezza
superiore
al 98%

propilene
di purezza
superiore
al 98%
C4
metanolo
grezzo

aria

fig. 1. Processo MTO di UOP/Hydro.

463

INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

Il processo di cracking di Atofina/UOP trasforma le


olefine da C4 a C8 in propilene ed etilene, con un rapporto elevato tra il primo e il secondo. Dopo il lavoro
iniziale svolto da Atofina alla met degli anni Novanta,
nel 2000 UOP e Atofina si sono associate per uno sviluppo congiunto. Il processo di cracking delle olefine
(OCP, Olefin Cracking Process) stato sviluppato per
utilizzare i flussi di sottoprodotti di basso valore contenenti olefine da C4 a C8 e provenienti dagli impianti per
il cracking termico, dalle raffinerie e dagli impianti per
la trasformazione di metanolo in olefine.
Le attivit di sviluppo comprendono la verifica del
soddisfacente funzionamento della tecnologia per produzioni su larga scala, laffinamento del calcolo di processo e lo sviluppo della produzione del catalizzatore.
Limpianto dimostrativo stato avviato nel 1998 presso
un complesso industriale ad Anversa, in Belgio, e utilizza una carica proveniente da una struttura commerciale
in funzione. Questo impianto dimostrativo comprende il
pretrattamento della carica, una sezione costituita dal
reattore e le apparecchiature per la rigenerazione del catalizzatore ed dotato di capacit di riciclo interne.

464

olefine
C4-C8

olefine
leggere

sezione del reattore


del processo OCP

depropanizzatore

Processo di cracking delle olefine per la produzione


di etilene e propilene

Descrizione. Il processo di cracking delle olefine


(fig. 2) progettato per il trattamento delle cariche olefiniche provenienti dagli impianti di steam cracking, dalla
raffinazione FCC, dalle unit di trasformazione in coke
e dalle unit MTO, con composizioni tipiche di olefine
da C4 a C8 e di paraffine.
Tale processo si basa su reattori a letto fisso funzionanti a temperature comprese tra 500 e 600 C, con pressioni tra 1 e 5 bar. Esso utilizza un catalizzatore zeolitico proprietario e d luogo a una produzione elevata di
propilene. Il catalizzatore ha una selettivit bassa rispetto alle normali impurezze, come le diolefine, gli ossigenati, i composti dello zolfo e i composti azotati; inoltre minimizza la dimensione del reattore e i costi operativi, in quanto opera a grandi valori di velocit spaziale
e alti livelli di conversione e selettivit, senza richiedere un flusso di diluente inerte. Per la rigenerazione del
catalizzatore si usa uno swing reactor, mentre le apparecchiature per la separazione dipendono dal modo in
cui lunit integrata nel sistema di trattamento.
Integrazione con gli impianti di steam cracking. Se
si integra una unit di cracking per olefine con un impianto di steam cracking di naphtha (fig. 3), la produzione di
propilene aumenta notevolmente con la portata totale di
naphtha. Le basse quantit di sottoprodotti C4-C6 generate nei forni dellimpianto di cracking si possono usare
come carica per unit di cracking di olefine, nelle quali
vengono prodotte altre olefine leggere con un rapporto
propilene/etilene elevato. Per ottimizzare la conversione delle olefine si utilizza il riciclo interno. I flussi OCP
di olefine leggere vengono inviati a una sezione di recupero di un impianto di cracking a naphtha, mentre i flussi C4-C6, a questo punto impoveriti di olefine e ricchi di
paraffina, vengono riciclati per i forni di cracking a
naphtha. Studi campione sullintegrazione del cracking
delle olefine con il cracking a naphtha hanno dimostrato una produzione di propilene superiore del 30% rispetto

sottoprodotto C4

debutanizzatore

vale rispettivamente 0,57 e 0,43. Perch lutilizzatore del


processo MTO possa modificare le modalit operative
secondo le richieste del mercato, sufficiente cambiare
la severit operativa del reattore.
Nel grande impianto dimostrativo di Hydro in Norvegia stata riscontrata, nel lungo termine, una conversione in metanolo superiore al 99%, accompagnata da
una composizione stabile del prodotto. Questo impianto mette in circolo e rigenera continuamente il catalizzatore, utilizzando il metanolo grezzo come gas di carica, in quantit superiori a 0,75 Mt/d. Il processo MTO
commerciale utilizza un reattore a letto fluido con un
rigeneratore continuo a letto fluido. Tale tecnologia una
estensione della ben consolidata tecnologia commerciale FCC (Fluid Catalytic Cracking) di UOP.
Alimentazione. La materia prima in carica al processo
MTO il metanolo (grezzo o ad alta purezza), prodotto
di solito da gas di sintesi (COH2), che ottenuto dal
reforming di grandi quantit di gas naturale. Il gas di sintesi pu essere prodotto anche dallo steam reforming di
prodotti petroliferi come la naphtha, dalla ossidazione
parziale del gas naturale e dei prodotti petroliferi e dalla
gassificazione del carbone.
Catalisi. La reazione viene catalizzata dal catalizzatore zeolitico sintetico MTO-100 silicoalluminofosfato
(SAPO). Esso ha dimostrato il grado di stabilit e di resistenza alla disattivazione richiesto per la gestione nel
lungo termine di molte rigenerazioni in condizioni di
letto fluido. Questo catalizzatore risulta molto selettivo
per la produzione di etilene e propilene.

sottoprodotti C5
fig. 2. Processo di cracking delle olefine.

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

naphtha

sezione del
forno

gasoli

sezione di
recupero e
purificazione
del prodotto
C4-C6

C2
C3
gas di combustione
propilene

C4-C8
C5

olefine leggere
unit OCP

fig. 3. Integrazione di una unit di cracking


delle olefine con un impianto di steam cracking a naphtha.

ai processi di cracking convenzionali. Lintegrazione con


il cracking delle olefine consente un rapporto complessivo propilene/etilene pari a 0,8 ottenibile senza sacrificare la produzione di etilene.
Integrazione con gli impianti di raffineria. Se integrato con un FCC (fig. 4), lOCP converte i flussi ricchi
di olefine C4-C8, provenienti dal FCC e dalle unit di
coking, in olefine leggere di valore elevato, costituite
principalmente da propilene. Il flusso di benzina ha un
contenuto minore di olefine, ma mantiene praticamente
lo stesso numero di ottano, a causa della bassa quantit
di composti aromatici generata.
Integrazione con il processo MTO. Il processo MTO
offre una nuova sorgente di olefine leggere basata sul
gas naturale, attraverso il metanolo. Anche se le reazioni MTO sono piuttosto selettive, vengono generati
flussi di sottoprodotti C4+. A volte, pu essere difficile ottenere una buona valorizzazione di questi sottoprodotti, poich i progetti MTO possono essere localizzati in siti lontani. Integrando un processo di cracking
di olefine in un complesso MTO la produzione complessiva pu essere incrementata di molto rispetto alla
carica inviata al complesso (fig. 5). La quantit di carica di metanolo che si trasforma in olefine leggere per
un complesso MTO potenziato con cracking di olefine
pu avvicinarsi al 90%.
Processo Oleflex per la produzione di propilene

Il processo Oleflex di UOP una tecnologia di deidrogenazione catalitica per la produzione di olefine leggere a partire dalle paraffine corrispondenti. Una particolare applicazione di questa tecnologia consente la produzione di propilene a partire da propano. A livello
mondiale, il propilene come materia prima petrolchimica al secondo posto per importanza e viene utilizzato
per la produzione di polipropilene, acrilonitrile, acido
acrilico, acroleina, ossido di propilene e glicoli, oxoalcoli per plastificanti, cumene, alcol isopropilico e acetone. Laumento nella produzione di propilene determinato in primo luogo dallincremento di richiesta

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

benzina
oli di riciclo

unit FCC

unit OCP

recupero
delle olefine

C2
C3
GPL

olefine
leggere

fig. 4. Integrazione di una unit di cracking


delle olefine con una unit FCC.

metanolo

unit MTO

olefine C4-C5

C2
C3

olefine leggere

unit OCP

C4

fig. 5. Integrazione di una unit di cracking


delle olefine con una unit MTO.

industriale di polipropilene, che viene utilizzato per prodotti di uso quotidiano come materiali per imballaggio
o fibre. Nel prossimo futuro ci si aspetta per il polipropilene un tasso di crescita del 5% allanno. Il processo
Oleflex offre: a) una fonte specifica di propilene per il
downstream; b) un miglior controllo sui costi di propilene a lungo termine; c) una produzione di propilene di
alta qualit, e quindi una produzione di polimeri di alta
qualit; d) la possibilit di integrare il processo con le
tecnologie relative al downstream; e) una produzione
continua di propilene.
Inoltre, il processo Oleflex utilizza strumentazioni
e sistemi esclusivi di UOP per ottimizzare i processi,
ivi compresi unit PSA (Pressure Swing Absorption)
Polybed, CCR (Cyclic Catalytic Reforming) modulare,
controllo lock-hopper, piatti di distillazione MD (Multiple Downcomer), tubi ad alto flusso e strumentazioni per
il controllo di processo (PIC, Process Instrumentation
Control). Lintegrazione di questi prodotti con il processo
Oleflex determina un risparmio significativo nei costi
operativi e negli investimenti e fornisce una garanzia
complessiva del processo e dei prodotti Oleflex. La possibilit di rigenerare il catalizzatore CCR fa s che non
sia necessario fermare lunit di lavorazione per il cambio del catalizzatore.
Applicazioni. La maggior parte del propilene un
sottoprodotto delle raffinerie (FCC/RCC, Residual
Catalytic Cracking) e degli impianti per lo steam
cracking delle olefine; risulta quindi un sottoprodotto

465

INDUSTRIA PETROLCHIMICA: PRODOTTI DI BASI E FILIERE PRODUTTIVE

sezione del reattore

sezione CCR

sezione separazione prodotto


espansore
a turbina

compressore Rx
delleffluente

riscaldatori

alla sezione
di recupero
del propilene

riciclo di H2
gas
di scarico

carica fresca
e riciclata
fig. 6. Processo Oleflex C3.

466

della serie acetilenica. Il liquido passa quindi a un deetanizzatore e a un separatore Propano-Propilene (P-P)
per la produzione di propilene polymer-grade o chemical-grade. Il propano non convertito viene riciclato
nel reattore. Lo stadio di idrogenazione selettiva di diolefine e composti della serie acetilenica utilizza il processo Hls SHP (Selective Hydrogenation Process) su
licenza di UOP. Il processo Oleflex usa un catalizzatore al platino per favorire la reazione di deidrogenazione. Il catalizzatore DeH-14, introdotto nel 2001, che
rappresenta la quinta generazione di questo catalizzatore, non solo assicura il grado elevato di efficienza e
selettivit e il basso tasso di disattivazione, necessari
per il processo di deidrogenazione, ma comporta anche
un minore investimento per il platino rispetto ad altri

Oleflex

SHP

C2

deetanizzatore

H2

propilene

separatore P-P

carica di
propano

al gas al netto

depropanizzatore

nella produzione di altri derivati, in particolare benzina ed etilene. Se per la capacit produttiva non si
accompagna a una richiesta adeguata di questi sottoprodotti, si pu determinare uno squilibrio tra domanda e offerta. Il processo Oleflex fornisce ai produttori
petrolchimici uno strumento catalitico specifico per la
produzione di propilene, indipendente dalla domanda
di benzina e di etilene. Esso consente quindi la produzione di propilene di alta qualit, necessaria per la produzione di polimeri di qualit elevata; consuma inoltre
minori quantit di catalizzatore di polimerizzazione,
grazie al minor livello di impurit nel propilene prodotto, e si pu potenzialmente integrare con tecnologie downstream.
Descrizione. La carica per un processo Oleflex C3
il propano, che viene recuperato da flussi di GPL (Gas
di Petrolio Liquefatto) ricchi di propano provenienti dagli
impianti di trattamento del gas. Il propano anche disponibile in piccole quantit come sottoprodotto di processi di raffinazione come hydrocracking, FCC e RCC.
Il processo Oleflex di UOP (figg. 6 e 7) risulta suddiviso in tre sezioni: quella del reattore, di recupero del
prodotto e di rigenerazione del catalizzatore.
La sezione del reattore consiste in quattro reattori
a flusso radiale, riscaldatori di carica e intermedi, e uno
scambiatore di calore a effluente liquido per il reattore. Nella sezione di recupero del prodotto leffluente
del reattore viene raffreddato, compresso, essiccato e
inviato a un dispositivo criogenico per la separazione
dellidrogeno dallidrocarburo. Il gas recuperato contiene idrogeno a una purezza che va dall85 al 93% in
moli. Il liquido separatore viene inviato a una unit di idrogenazione per leliminazione di diolefine e composti

C4
fig. 7. Complesso Oleflex C3.

ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

UPGRADING DEL GAS NATURALE

catalizzatori usati in precedenza. Una sezione di rigenerazione elimina, bruciandolo, il coke dal catalizzatore e lo riporta allefficienza originaria.
Processo Cyclar

Il processo Cyclar converte il GPL direttamente in


un prodotto aromatico liquido in un solo passaggio. Sviluppato congiuntamente da BP (British Petroleum) e
UOP, questo processo estende luso del GPL alla produzione di petrolchimici aromatici di elevato valore. Il
GPL consiste principalmente in propano e butano recuperati da giacimenti di olio e gas, o da processi di raffinazione del petrolio. Il valore relativamente basso del
GPL e la sua abbondanza ne fanno la carica ideale per
applicazioni petrolchimiche.
Il Benzene, il Toluene e gli Xileni (BTX) vengono
prodotti principalmente dal reforming catalitico della
naphtha. Daltra parte c grande richiesta di naphtha
per la produzione di benzina e di altri intermedi petrolchimici e ci si aspetta che il suo valore aumenti, a mano

VOLUME II / RAFFINAZIONE E PETROLCHIMICA

a mano che ne diminuisce la disponibilit. Il processo


Cyclar offre la capacit unica di produrre BTX di qualit petrolchimica (petrolchemical-grade) a partire da
una carica di minor valore e pu essere utilizzato nei giacimenti produttivi per convertire il GPL in eccesso in un
prodotto liquido adatto al trasporto nelle tubazioni (pipeline). Per una dettagliata descrizione della tecnologia del
processo Cyclar, v. par. 10.6.1.

Bibliografia generale
Pujado P.R., Andersen J.M. (1986) Natural gas
technologies, in: Meyers R.A. (editor in chief) Handbook
of petroleum refining processes, New York, McGrawHill, 15.4.

Jim M. Andersen
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