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Universit degli Studi di Catania

Facolt di Medicina e Chirurgia

Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica


Direttore: Prof. Renato Bernardini

DROGHE E
TOSSICODIPENDENZA
Prof. Renato Bernardini

LE TOSSICODIPENDENZE
LA SOSTANZA
IL CONSUMATORE
LAMBIENTE SOCIALE

LE TOSSICODIPENDENZE
PROBLEMA POLITICO
PROBLEMA SOCIALE
PROBLEMA PSICOLOGICO
PROBLEMA LEGALE
PROBLEMA MEDICOMEDICO-TOSSICOLOGICO

Definizione di Tossicodipendenza
Alcuni luoghi comuni
Depravazione morale che colpisce i deboli di carattere.
Conseguenza esclusiva di disagi psicologici dovuti a carenze
affettive o frustrazioni in giovane et.
Stati derivanti da ricerca esasperata dal piacere in persone
che hanno scarsi valori morali e non hanno regole morali.
Stato di sofferenza dellanima dovuto a perdita dei valori
individuali e della famiglia.
Solo un vizio sottovalutato dalla persona che poi si ritrova in
una spirale ed in un tunnel da cui non sa pi uscire.

definizione di abuso, dipendenza da una


sostanza, tossicodipendenza
la dipendenza da una sostanza origina da un continuum che
parte dalluso di minime quantit e va allabuso ed alla
tossicodipendenza. E un fenomeno che pu verificarsi
con qualsiasi farmaco o sostanza

La dipendenza da una sostanza (tossicodipendenza) un insieme


di sintomi indicanti che un individuo continua luso di una sostanza
nonostante i problemi di tossicit. Tolleranza e dipendenza
fisica sono ricomprese sotto tale definizione, ma non sono sufficienti,
da sole, a giustificare una diagnosi di tossicodipendenza, per la
quale necessaria la concomitanza di almeno 3 sintomi. 2 sintomi
sono sufficienti per definire invece labuso (APA, Diagnostic
and statistical manual of mental disorders -DMS IV)

variabili che influenzano la probabilit


che un individuo abusi o diventi
tossicodipendente

variabili relative alla sostanza/farmaco


variabili relative allutilizzatore
variabili relative allambiente

variabili relative alla


sostanza/farmaco
disponibilit
costo
purezza/potenza
via di somministrazione

masticazione
gastrointestinale
intranasale
sottocutanea ed intramuscolare
endovenosa
inalatoria

velocit di insorgenza/scomparsa effetti (farmacocinetica


(farmacocinetica))

variabili relative
allutilizzatore
ereditariet
tolleranza innata
velocit di sviluppo di tolleranza acquisita
probabilit di sperimentare lintossicazione come sensazione piacevole
piacevole

metabolismo del farmaco


sintomi psichiatrici
esperienze precedenti/aspettative
propensione per un comportamento a
rischio

variabili relative allambiente


ambiente sociale
attitudini comunitarie
influenza del gruppo; modelli di ruolo

disponibilit di altri rinforzi (fonti di piacere


e di svago)
opportunit lavorative o educative
stimoli condizionati: i fattori ambientali
vengono associati ai farmaci inseguito
alluso ripetuto nello stesso ambiente

tipi di tolleranza
Innata
acquisita
farmacocinetica (elim.
elim. o metabolica)
farmacodinamica
tolleranza appresa
comportamentale; condizionata

tolleranza acuta, inversa (sensibilizzazione)


tolleranza crociata

tolleranza innata
determinata geneticamente,
influenza lo sviluppo dellabuso
e/o della tossicodipendenza

tolleranza acquisita
farmacocinetica: variazioni, nel tempo, della distribuzione,
della clearance, della degradazione, etc.
farmacodinamica: cambiamento della risposta delle cellule ai
farmaci (coinvolge recettori)
appresa: 1) comportamentale,acquisizione di strategie
atte a conservare una data funzione nonostante lo stato tossico
(es.: imparare a percorrere una linea retta) e 2) condizionata,
tolleranza al farmaco anche in assenza di effettiva somministrazione

tolleranza acquisita
tolleranza acuta: rapido instaurarsi (ingl. binge), caratteristico
della cocaina (dopo somministrazioni ravvicinate nel tempo)
tolleranza inversa o sensibilizzazione: aumento delleffetto anche
solo per laspettativa del farmaco (dopo somministrazioni distanziate
nel tempo). Correlata alla psicosi da stimolanti nelluomo
tolleranza crociata: la somministrazione di un farmaco determina
tolleranza per un secondo farmaco

TOSSICODIPENDENZA O
FARMACODIPENDENZA?
Stato di intossicazione periodica o cronica
che costituisce danno o pericolo per il
soggetto o il suo ambiente risultante
dallassunzione ripetuta di una sostanza
tossica naturale o sintetica

CARATTERISTICHE DELLA
FARMACODIPENDENZA
DESIDERIO
COATTO
PER
LA
SOSTANZA
COMPULSIONE AD ASSUMERE LA
SOSTANZA
TOLLERANZA
DIPENDENZA PSICHICA E/O FISICA

Tolleranza:
Tolleranza: riduzione delleffetto di un farmaco
dopo ripetute somministrazioni.
Farmacomania:
Farmacomania: caratterizzata da abitudine
viziosa, un modesto grado di craving
,
craving,
dipendenza psichica (caff, nicotina, marijuana).
Tossicomania:
Tossicomania: caratterizzata da abitudine
compulsiva,
, dipendenza psichica ed
compulsiva, craving
craving,
un certo grado di intossicazione (allucinogeni).
Tossicodipendenza:
Tossicodipendenza: caratterizzata da abitudine
compulsiva,
, dipendenza
compulsiva, forte craving
craving,
completa, tossicit cronica.

Ripetute somministrazioni

Gratificazione
psichica
(Reward)
Reward)

Dipendenza

Compulsione,
Compulsione,
bramosia spinta
allestremo eccesso
(Craving)
Craving)

DIPENDENZA PSICHICA (incompleta)


DIPENDENZA DA PARTE DELLINDIVIDUO
ALLA SOSTANZA, LA CUI SOSPENSIONE
COMPORTA LINSTAURARSI DI SINTOMI
PSICHICI
QUALI
ANSIA,
DISFORIA,
DEPRESSIONE,
CHE
INDUCONO
IL
RICORSO ALLA SOSTANZA STESSA.
ATTITUDINE
DEL
TOSSICOMANE
A
SPERIMENTARE
GLI
EFFETTI
PSICOFARMACOLOGICI DELLA SOSTANZA.

DIPENDENZA FISICA (completa)


ADATTAMENTO
DELLORGANISMO
ALLA SOSTANZA, PER CUI UNA
BRUSCA RIDUZIONE O SOSPENSIONE
DETERMINA LINSORGENZA DELLA
SINDROME DI ASTINENZA (sintomi fisici
e psichici)

Criteri diagnostici per i disturbi da uso di sostanza


(DSM IV)
(Richiesti almeno 3 item contemporaneamente ricorrenti nellarco di tempo di 12 mesi)
Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti:
a) Il bisogno di dosi notevolmente pi elevate della sostanza per raggiungere
lintossicazione o leffetto desiderato
b) Un effetto notevolmente diminuito con luso continuativo della stessa quantit
della sostanza
Astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti:
a) La caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza
b) la stessa sostanza (o una strettamente correlata) assunta per attenuare o
evitare i sintomi di astinenza
La sostanza spesso assunta in quantit maggiori o per periodi pi prolungati
rispetto a quanto previsto dal soggetto
Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare luso della
sostanza
Una grande quantit di tempo viene spesa in attivit necessarie a procurarsi la
sostanza, ad assumerla o a riprendersi dai suoi effetti
Interruzione o riduzione di importanti attivit sociali, lavorative o ricreative a
causa delluso della sostanza
Uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza di avere un
problema persistente o ricorrente, di natura fisica e psicologica, verosimilmente
causato o esacerbato dalla sostanza

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ADDICTION
bisogno compulsivo d'assumere le
sostanze d'abuso
Meccanismi biologici a livello dei sistemi
dopaminergico e serotonergico centrali
(controllo di piacere e gratificazione)
Le droghe d'abuso inducono variazioni del
tono neurotrasmettitoriale centrale
stimolando il rilascio sinaptico (release)
e/o bloccando la ricaptazione neuronale
(reuptake)
reuptake)

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12

13

14

Diagnosi associate alle classi di sostanze


Dipendenza

Abuso

Intossicazione

Astinenza

Alcool

Amfetamine

Caffeina

Cannabis

Cocaina

Allucinogeni

Inalanti

Nicotina

Oppiacei

Fenciclidina

Sedativi, ipnotici
o ansiolitici

X
X
X

La x indica che la categoria riconosciuta nel DSM-IV

Classificazione
tipo di dipendenza tipo di droga
Dipendenza fisica psichica tolleranza
Morfinici
Barbiturici alcool

Dipendenza psichica tolleranza


Amfetaminici
LSD

Dipendenza psichica senza tolleranza


Cocaina
Cannabis

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Classificazione
tipo di effetto tipo di droga
Droghe down
Oppio e derivati

Droghe high
Cocaina, amfetamine

Droghe allucinogene
LSD, mescalina

I 4 Cavalieri dellApocalisse

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SOSTANZE STUPEFACENTI E
PSICOTROPE
Psicolettici:
Psicolettici: deprimono le funzioni psichiche
(morfinosimili,
morfinosimili, etanolo, barbiturici,
benzodiazepine)
benzodiazepine)
Psicoanalettici:
Psicoanalettici: farmaci che eccitano le funzioni
psichiche (amfetaminosimili
(amfetaminosimili,, cocaina, caffeina,
nicotina)
Psicodislettici:
Psicodislettici: alterano le funzioni psichiche
(derivati della canapa indiana)
Psichedelici (Psicoattivi
(Psicoattivi)): provocano distorsione
della percezione sensoriale (LSD, psilocina,
psilocina,
psilocibina,
psilocibina, mescalina,
mescalina, ecstasy)

Alcool Etilico
Capostipite naturale dei depressivi del SNC (noolettici).
Legato alla cultura occidentale sin da tempi remoti.
Piaga sociale in molti paesi europei e in USA.

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ASSORBIMENTO
APPARATO GASTROINTESTINALE

DIFFUSIONE SEMPLICE
Stomaco = 20%
Intestino = 80%

ASSORBIMENTO
estremamente rapido.
inizia immediatamente dopo l'ingestione e
si completa in un tempo variabile dai 15 ai
40 minuti. La sua presenza nel sangue
riscontrabile entro 5 minuti dall'ingestione
e raggiunge la massima concentrazione
ematica in un tempo compreso tra i 30
minuti e 2 ore.

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Velocit di Assorbimento
Presenza di cibo
Fattori funzionali (tempo di svuotamento
gastrico, tempo di transito intestinale, flusso
ematico, superficie di assorbimento)
Concentrazione in etanolo nelle bevande:
- birra 22-5%
- vino 77-20%
- acquavite e distillati 3030-45%

Letanolo si distribuisce in maniera uniforme in


tutti i liquidi dellorganismo.
Colpisce tutti gli organi e apparati.
Frequentemente addizionato ad altre sostanze
(cocaina, MDMA) e farmaci (benzodiazepine
(benzodiazepine,,
barbiturici), di cui potenzia gli effetti, a volte
letali.

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Cocktails letali

Benzodiazepine
Barbiturici

TOSSICITA
TOSSICITA ACUTA & SNC
TASSO

EFFETTI

CONSEGUENZE
SULLA GUIDA

0.3

leggera euforia

prestazioni
diminuite

0.5

franca euforia,
diminuzione delle
percezioni e dell'equilibrio

riflessi rallentati

0.8

alterazioni del
comportamento,
dell'equilibrio, riduzione
della capacit
capacit di giudizio

guida pericolosa

1.6

percezioni fortemente
ridotte, deambulazione
appena sufficiente

guida
irresponsabile

3 e oltre

da confusione mentale,
sino coma e morte

(g x 1000ml)

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TOSSICITA
TOSSICITA CRONICA
ORGANO COLPITO

PATOLOGIA

Stomaco

Gastrite acuta e cronica, Carcinoma

Apparato endocrino e riproduttivo

Ipotrofia testicolare, Impotenza,Oligo


Impotenza,Oligo-dismenorrea

Cavo orale

Carcinoma

Cuore

Ipertensione arteriosa, Ipertrofia del miocardio,


Miocardiopatia dilatativa,
dilatativa, Aritmie

Esofago

Esofagite acuta e cronica, Carcinoma

Fegato

Epatite acuta alcolica, Epatite cronica alcolica,


Steatosi,
Steatosi, Cirrosi epatica alcolica, Carcinoma
epatocellulare.
epatocellulare.

Pancreas

Pancreatite,
Pancreatite, Diabete mellito

Rene

Insufficienza renale

Intestino tenue

Malassorbimento

Sistema nervoso

Danni neurologici, Psicosi,


Demenza alcolica

Al vino rosso sono


attribuite
paradossalmente
propriet
antiossidanti e
antitumorali
(resveratrolo)
resveratrolo)

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NICOTINA
Per l'Europa la storia del tabacco ha inizio con la
scoperta dell'America avvenuta nell'ottobre 1492.
Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore di Francia in
Portogallo, invi alla corte francese i semi del tabacco
decantandone le virt estetiche e soprattutto quelle
"medicinali". La pianta, infatti, veniva consigliata per
la cura del mal di stomaco e delle ulcere, per l'asma e
per le malattie polmonari!

NICOTINA
La nicotina una sostanza alcaloide la cui
percentuale media nel tabacco di sigaretta intorno
all'1-2%; pertanto una normale sigaretta da 1 gr, che
contiene circa 10-20 mg di nicotina con un
passaggio nel fumo di circa il 10%, conterr 1-2 mg
di nicotina.
Dal fumo di sigaretta si liberano circa 15 mg di CO
(monossido di carbonio) che si forma dalla
combustione incompleta del tabacco.
Le categorie principali dei prodotti nocivi presenti
nel fumo delle sigarette sono: nicotina, catrame,
irritanti.

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Concentrazioni rilevate di alcuni componenti del fumo di una sigaretta (commercial 100 mm full flavour "low" tar cigarette) -fumata in una camera di 45 m3.
Fonte: Studies of Environmental Tabacco Smoke Generated by Different Cigarettes
P.R. Nelson, S.P. Kelly, F.W. Conrad
R.J. Reynolds Tobacco Company, Rowman Gray Technical Center, Winston-Salem, North Carolina, pubblicati su Journal of the Air & Waste Management Association, Vol.48
April 1998

NOTA: Lo studio riporta le concentrazioni di altri componenti quali: Solasenolo, 3- etenilpiridina, miosmina, idrochinone, cresolo, nonano, dodecano, limonane, o-xilene, m-xilene, p-xilene, 1,2,3trimetilbenzene, 1,3,5-trimetilbenzene, propilbenzene, isopropilbenzene, butilbenzene, piridina 2-picolina,3-picolina,
4-picolina, 3-etilpiridina.

Finora sono state identificate 900 sostanze chimiche delle 4000 che si formano con la combustione.
La principale e piu dannosa di queste sostanze il monossido di carbonio

L'azione della nicotina si esplica a livello dei gangli


nervosi autonomi che in un primo tempo vengono
eccitati. Inalata con il fumo, la nicotina raggiunge molto
rapidamente concentrazioni elevate nel sangue e quindi
nei centri cerebrali sensibili. In particolare, agisce sui
centri cerebrali responsabili del piacere e della
gratificazione, su quelli responsabili dello stato di veglia
e vigilanza, la cui stimolazione migliora le funzioni
cognitive, la capacit di concentrazione, le performance
intellettuali. Nel contempo, riduce le reazioni da stress
procurando cos un'impressione di sicurezza e
rilassamento
nelle
situazioni
critiche.

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La dipendenza, nel caso del tabacco, porta al danno non


come conseguenza della nicotina, ma a causa della
continua esposizione al condensato e al monossido di
carbonio.
Accanto alla dipendenza farmacologica da nicotina, un
ruolo decisivo che determina il legame tra fumatore e
sigaretta giocato dalla dipendenza psicologica. I suoi
determinanti sono soprattutto dovuti a fattori sociali e
culturali, alla gestualit e all'effetto di tipo anfetaminico che
la nicotina comporta, in grado di creare aspettative di
migliore performance nell'affrontare la fatica, il lavoro, lo
stress in genere.

Leffetto del monossido di carbonio sul trasporto dellossigeno immediato e


comporta una riduzione altrettanto immediata dello stato di ossigenazione
dei tessuti. Lossido di carbonio non viene trattenuto da nessuno dei comuni
filtri.
Questo gas particolarmente pericoloso per i cardiopatici e i bronchitici cronici
con enfisema polmonare

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Immediato inoltre leffetto vasocostrittore del fumo a livello


delle arterie coronariche che vanno incontro a contrazione anche
dopo una breve esposizione al fumo passivo.

Effetti sulla salute


Gli IRRITANTI che esercitano unazione diretta sullapparato
respiratorio causando alterazioni dellapparato ciliare della mucosa
bronchiale, alterazione quantitative e qualitative dei macrofagi
alveolari, dei leucociti e del patrimonio enzimatico e alterazioni del
surfactante alveolare e delle cellule che lo producono.
I TOSSICI, che causano una grave interferenza soprattutto sugli
scambi gassosi a livello alveolare, limitando il trasporto dellossigeno
nel sangue ai tessuti.
I CANCEROGENI che sono causa dei tumori fumo-correlati.

Fenomeni di intossicazione acuta lieve sono quelle manifestazioni che vanno


sotto il nome di sindrome da fumo della prima sigaretta, caratterizzata dalla
comparsa di nausea e spesso vomito, salivazione, malessere, vertigini,
sudorazione che vengono poi superate dalla assuefazione.

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Apparato respiratorio :
Bronchite acuta (poi bronchite cronica)
(tosse cronica per almeno tre mesi all'anno)
Enfisema (allargamento abnorme degli
alveoli e conseguentemente distruzione
delle loro pareti)
Asma
Infezioni respiratorie ricorrenti
Cancro

Apparato digerente:
Ipersalivazione
Leucoplachia
Paraodontiti, gengiviti
Alitosi
Faringiti
Dispepsia
Gastrite, ulcera gastroduodenale
Diarrea/ stipsi
Il fumo di 5 sigarette determina, nel giro di 45 minuti, l'aumento del 15%
della secrezione gastrica e dell'acidit che pu portare all'insorgenza
dell'ulcera gastrica, che rispetto ai non fumatori pi frequente da 3 a 6
volte.

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Apparato cardiovascolare :
Infarto / Ictus
Trombosi
Ischemia (in tutti i distretti)
Il fumo di sigaretta una delle cause principali di infarto
miocardico in quanto fa aumentare la capacit delle
piastrine di aggregarsi e formare trombi nelle coronarie

Apparato visivo :
Il fumo di sigaretta associato anche a malattie della vista, quali
l'ambliopia (indebolimento della vista), dovuta all'azione tossica dei cianuri
presenti nel fumo, e la cataratta. Quest'ultima una patologia oculare che
consiste in un progressivo opacizzazione del cristallino con conseguente
perdita della vista.
Una ricerca condotta dall'Universit americana di Harvard, eseguita per
oltre 10 anni su 50.000 infermieri e su oltre 22.000 medici, ha messo in
evidenza un rischio di cataratta maggiore (dal 60% al 100%) rispetto ai non
fumatori e il rischio aumenta in relazione al numero di sigarette fumate.

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Apparato riproduttivo :
Il fumo accelera il metabolismo degli ormoni femminili da parte
del fegato e causa quindi un abbassamento del livello degli
estrogeni che regolano lo sviluppo dell'apparato genitale e dei
caratteri sessuali secondari: la minore circolazione di questi
ormoni pu influire sulla regolarit delle mestruazioni; pu
causare mestruazioni dolorose (dismenorrea) e l'anticipo della
menopausa di 1-2 anni in circa un terzo delle fumatrici.
Per quanto riguarda l'uomo, le alterazioni dovute al fumo
possono portare, oltre che impotenza, ad un abbassamento del
numero di spermatozoi attivi (presente nel 49% dei grandi
fumatori), da ricondurre probabilmente ad una riduzione del livello
del testosterone.

FUMO E GRAVIDANZA
1.Sistema nervoso: la nicotina agisce anche sulle terminazioni nervose del feto ed in
grado di modificare in modo duraturo il sistema nervoso e i collegamenti tra i neuroni.
A questo proposito documentato che i figli di donne fumatrici possono manifestare
disturbi neuro-comportamentali di lunga durata: sono pi eccitabili, iperattivi e hanno
delle performance intellettive inferiori.

2.Sistema respiratorio: il fumo attivo e passivo nocivo in maniera specifica per le vie
respiratorie, aumentando la frequenza di patologie respiratorie e asma.

3.SIDS (sindrome da morte improvvisa): il rischio della morte in culla del lattante
sembra essere in correlazione con labitudine materna al fumo. Per morte improvvisa si
intende il decesso inspiegabile e inatteso del lattante. Le cause rimangono oscure, ma
certo che vi sono alcuni fattori che aumentano il rischio che questo accada e tra
questi c lesposizione al fumo. Diversi studi condotti in Inghilterra negli anni 90
hanno evidenziato che il fumo passivo prima e dopo la nascita pu determinare il
manifestarsi di questo evento, poich lattivit cardiaca e nervosa di un neonato che
stato vittima di questa pratica durante la gestazione diversa da quella di un bambino
che non mai stato esposto al fumo.

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FUMO E CANCRO
Il fumo la causa principale del cancro del polmone. Il rischio nei
fumatori in relazione alla loro esposizione al fumo di tabacco
nell'arco della vita e viene determinato in base al numero di sigarette
giornaliere, all'et in cui hanno cominciato a fumare e al numero di
anni di fumo.
Il rischio di sviluppare un carcinoma polmonare, dopo aver smesso di
fumare da 10 anni, sar ridotto al 20%-50% di quello che avrebbero
avuto se avessero continuato a farlo.

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Il benzopirene
fa aumentare il rischio di tumore,
particolarmente ai polmoni, ma anche di
cavit
cavit orale, faringe, laringe. Aumentano
perfino le percentuali di tumore alla vescica,
esofago, rene, pancreas, collo e corpo
dell'utero.

Nella quarta edizione del 1994 del Diagnostic and Statistical Manual of Mental
Disorders, (DSM-IV), la dipendenza e la astinenza da Nicotina sono classificate come
un disturbo psichico. I criteri per valutare la dipendenza da nicotina, sono:
a) un persistente desiderio o il fallimento dei tentativi di smettere

b) un aumento della quota del proprio reddito destinata a procurarsi la sostanza

c) la continuazione nell'uso nonostante la consapevolezza di un problema di salute

d) il disagio, anche dopo una breve astinenza, che porta al tentativo continuo di trovare
sollievo al desiderio di fumare.

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CANNABIS
Sostanza dabuso illecita pi diffusa.
Trend in discesa: negli USA il 55% dei giovani adulti
riferisce esperienze almeno lifetime.
Ottenuta dalla pianta della canapa indiana
(Cannabis sativa, variet indica e variet americana).
Principi psicoattivi in ogni parte della pianta.
Concentrazione maggiore nelle infiorescenze.

Semi e foglia della Cannabis sativa,


sativa, variet indica

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CANNABIS
Almeno 400 composti chimici, pi di 60 cannabinoidi:
importanti cannabinolo, cannabidiolo, isomeri del
tetraidrocannabinolo (THC).
Delta 9-Tetraidrocannabinolo responsabile della
maggiore parte degli effetti psicoattivi (psicodislettici).

CANNABIS
TIPOLOGIA
Hashish:
Hashish: L'hashish consiste primariamente
nella resina prodotta dalle infiorescenze,
sebbene anche altre parti dei fiori e delle foglie
potrebbero essere incluse nella sua produzione
Marijuana:
Marijuana: La marijuana consiste nelle foglie
seccate all'aria, nei fiori e parte del gambo.
Olio di hashish:
hashish: L'olio ottenuto per estrazione
con solventi organici. E' un liquido viscoso,
simile a catrame, con un elevato contenuto in
THC (circa 1010-30% e, in taluni casi, fino al 60%).

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CONTENUTO IN TETRAIDROCANNABINOLO (%)


Marijuana 0.5 - 5 (25)
Resina 2 - 10 (40)
Olio 10 - 30 (80)

CANNABIS
La "new entry" costituita da "marijuana"e
"hashish": lo " scaf " si prepara
immergendo una sfera di marijuana
pressata in un bagno d'olio d'hashish, e
una volta asciugata si taglia in striscioline
(trinciato) che vengono fumate.

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CANNABIS
NOMI DI STRADA
I nomi impiegati sono moltissimi e
spesso dipendono dalla localizzazione
geografica. Di seguito si riporta una
lista di nomi usati in varie parti del
mondo: Hash, grass, shit, hemp,
bhang, weed, Mary Jane, tea,
Acapulco gold, pot, joint sticks,
charas, ganja, kif, etc.
MODI D'USO
Hashish e marijuana sono generalmente fumati
con tabacco in forma di sigarette rollate a mano
("joint") o in pipe speciali ("chillums").

CANNABIS: Effetti sullUomo


Date le sue propriet
propriet lipofile,
lipofile, il THC
penetra rapidamente nell'encefalo; la
barriera ematoemato-encefalica, a quanto pare,
non
ostacola
il
suo
passaggio.
Si accumula nell'organismo e la sua
presenza pu
pu essere rintracciata anche
a
mesi
di
distanza
dall'ultima
assunzione.

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CANNABIS: Effetti sullUomo


Siti dazione
CB1: SNC, neuroni periferici.
CB2: assente nel SNC, abbondante nelle
cellule del sistema immunitario.

CANNABIS: Effetti sullUomo


Soprattutto a carico di SNC e apparato cardiovascolare, inoltre sistema
endocrino, respiratorio, immunitario.
Risposta variabile in funzione di:
- Dose assunta
- Via di somministrazione
- Ambiente
- Esperienze, aspettative, vulnerabilit individuale ad effetti psicotossici
Biodisponibilit:
- Fumo: dal 2 al 50% in relazione alla tecnica utilizzata
- Ingestione: dal 4 al 12% in relazione al veicolo impiegato
Via respiratoria:
- Comparsa effetti entro pochi minuti
- Picco plasmatico raggiunto in 7-10 minuti
- 20-30 culmine di effetti fisici e soggettivi
- Durata 2-3 ore
Ingestione:
- Comparsa effetti entro 30-60
- Culmine raggiunto alla seconda o terza ora
- Durata 2-3 ore

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CANNABIS: Pattern dUso


Grande variabilit, da occasionale a cronico
Frequenza e modalit duso legata a interazione tra:
- Effetti psicoattivi della sostanza
- Caratteristiche dellindividuo
- Situazioni di carattere geografico, sociale, culturale
Assunzione occasionale:
- Interesse marginale
- Consumo: ristretto ad incontri di gruppo
- Rituale: parte integrante dellinterazione sociale
- Non associato ad uso di altre sostanze

CANNABIS: Pattern dUso


Uso continuativo:
- Modeste quantit
- Frequenza giornaliera (dopo scuola, lavoro, ecc.)
Uso compulsivo:
- Assunzione nel corso di tutta la giornata
- Dominante la preoccupazione di procurarsela ad assumere

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CANNABIS:
Sistema Cardiocircolatorio
Aumento della frequenza cardiaca di
20-50 bpm, dose correlato
Aumento della pressione arteriosa in
clinostatismo, riduzione in ortostatismo
Marcata iniezione congiuntivale
Aumento del consumo miocardico di
ossigeno

CANNABIS:
SNC
Decisamente compromessi gi a dosi di una o due
sigarette:
Percezioni
Attenzione
Elaborazione delle informazioni (es. guidare lauto)
Questa compromissione dura 4-8 ore, molto oltre il
periodo di tempo durante il quale i soggetti percepiscono
gli effetti della droga
Effetti di alcool e cannabis si sommano

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CANNABIS:
SNC
20 mg per os o fumo di una sigaretta (2% di 9THC): effetti su
umore, memoria, coordinazione motoria, sensorio, senso del
tempo, percezione di s, capacit cognitive.
Effetto pi comune e ricercato: sensazione di benessere ed
euforia.
Rilassamento.
Aumento delle percezioni sensoriali.
Accentuazione del flusso ideativo.
Rilassamento delle associazioni.
Riso spontaneo (in compagnia).
Sonnolenza.
Memoria a breve termine compromessa.
Alterata la percezione del tempo, coordinazione motoria, postura
(anche a basse dosi).
Relativamente meno compromessa capacit di eseguire semplici
attivit motorie e tempo di reazione per attivit semplici.

CANNABIS:
Effetti Psicotossici
Alte dosi:
- Allucinazioni franche, delirio, paranoia
- Pensieri confusi e disorganizzati
- Accentuazione di depersonalizzazione
- Accentuata alterazione del senso del tempo
- Ansia fino al panico (sensazione che non cesser mai lazione
della droga)
Per dosi abbastanza elevate:
- Psicosi tossica con allucinazioni, depersonalizzazione e perdita
della capacit critica (possibile comparsa acuta o anche dopo
mesi di uso)
Assunzione cronica:
- Cosiddetta sindrome amotivazionale (apatia, torpore, ridotta
capacit di giudizio, di concentrazione, di memoria, perdita di
interesse verso la propria persona e verso le convenzioni sociali).

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Tossicit
Diversi studi americani ed europei hanno
mostrato vari pericoli: danno cromosomico,
disturbo del bilancio ormonale (possibilit
(possibilit di
impotenza, sterilit
sterilit temporanea e sviluppo di
seno nell
nelluomo) e del metabolismo ormonale,
danni ai polmoni e alle vie respiratorie.
Infine, c'
c' la possibilit
possibilit di danni cerebrali a lungo
termine in quanto tracce di THC rimangono a
lungo in quest'organo.

Tossicit
L'intossicazione acuta rara ed legata
soprattutto all'utilizzo dell'olio di hashish
che pu contenere fino al 60% del
principio attivo.
La terapia riconosce l'impiego di ansiolitici
o neurolettici.

39

Dipendenza da Cannabis
Per sospensione dopo cronica assunzione di alte dosi

Grado non elevato


Caratterizzata da tolleranza
Modesti disturbi astinenziali
Incapacit di sospendere luso o di controllarlo

COCAINA
Alcaloide estratto dalle foglie di Erythroxylon
coca ed Erythroxylon novogranatense, piante
spontanee del Sud America, dove si consuma
in foglie da masticare, infusi, etc.
Il pi potente stimolante del SNC presente in
natura.
Tre effetti principali:
Anestetico locale
Simpaticomimetico
Stimolante del SNC

40

La famosa bevanda che, in origine, veniva aromatizzata con un


principio estratto dalla pianta di coca

Le propriet anestetiche venivano sfruttate per curare il mal di denti

41

42

COCAINA
NOMI DI STRADA
La cocaina ha molti nomi di strada, I pi
pi
comuni dei quali sono "coca
"coca" o "neve
"neve".
Altri nomi possono essere "Flake
", "Nose
"Flake",
"Nose
Candy",
Candy", "White
"White Lady", "Bolivian
"Bolivian Rock",
"Toot",
", "Mother
Toot", "Blow
"Blow",
"Mother of Pearl
Pearl,
Bazooka
Bazooka, Mister Coffee
Coffee, Star Dust
Dust,
Coco
Coco, etc.

43

COCAINA: preparazioni
Cocaina cloridrato
Via intranasale ed endovenosa
Polvere idrosolubile, ottenuta
dalla raffiniazione della pasta di coca
Spesso tagliata con lattosio, mannite, procaina,
lidocaina, glucosio, caffeina, talco, chinino e
morfina
Per via endovenosa assunta assieme a eroina
(speedball)
speedball)

COCAINA: preparazioni
Base libera (Crack)
Fumata ed inalata dopo
riscaldamento: via di
assunzione efficiente
Scarsamente idrosolubile
Ottenuta per alcalinizzazione del sale cloridrato,
estrazione con solventi organici e liofilizzazione
con formazione di cristalli opalescenti dal tipico
rumore

44

Meccanismo dAzione
L'azione gratificante della cocaina si esplica
attraverso l'attivazione dei neuroni
dopaminergici del sistema mesolimbico.
mesolimbico. La
cocaina potenzia la trasmissione
dopaminergica aumentando la
concentrazione di dopamina nel vallo
intersinaptico, per blocco del rere-uptake.
uptake.
Coinvolgimento dei recettori D1(ansia, disforia) e
D2 (euforia).
La cocaina esercita anche una azione inibente
la ricaptazione di altri neurotrasmettitori come la
noradrenalina e la serotonina.

Meccanismo dAzione
La somministrazione ripetuta comporta una
compromissione della funzionalit
funzionalit
dopaminergica, con riduzione della
concentrazione sinaptica della dopamina e dalla
ipersensibilit
ipersensibilit dei recettori postpost-sinaptici
osservabili nel trattamento cronico.
L'azione come anestetico locale dipende invece
dal blocco della conduzione dell'impulso nervoso
a livello dei canali voltaggiovoltaggio-sensibili del Na+, cui
si lega con una moderata affinit
affinit.

45

COCAINA: clinica
Effetti soggettivi variabili in relazione a:
Individuo
Pattern
Dose assunta
Frequenza duso
Via di somministrazione

Consumo medio
cocaina cloridrato: 1010-35 mg per striscia
striscia
(solitamente dose ripetuta in entrambe le
narici); 1010-20mg se iniettata.
crack / base libera: 5050-250mg
La dose letale di circa 1- 1,2 grammi

46

COCAINA: Vie di Assunzione


Rapidamente e facilmente assorbita
Per via orale: picco plasmatico dopo circa 50-90,
effetto euforizzante in 45-90, emivita circa 50
Per via intranasale: picco plasmatico dopo 15-60,
effetto euforizzante in 15-20, emivita circa 75
Per via endovenosa: picco plasmatico immediato,
effetto euforizzante in 4-8, emivita circa 40
Per inalazione del fumo: picco plasmatico in 1-2,
effetto euforizzante dopo 6-11, emivita circa 30

La cocaina passa facilmente la barriera


ematoencefalica e non pi dosabile nel tessuto
encefalico dopo 6-8 ore dall'ultima dose.
Viene rapidamente e completamente metabolizzata
dalle colinesterasi epatiche e plasmatiche che la
idrolizzano in metaboliti inattivi: sono esteri metilici
dell'ecgonina.
Piccole quantit di cocaina, meno del 10%, vengono
escrete immodificate nell'urina. Pu essere ritrovata
nelle urine per 8 ore dopo una dose nasale di 1.5
mg/Kg, sino ad un limite massimo di 12 ore. La
benzoilecgonina invece dosabile sino a 144 ore dopo
l'assunzione.

47

COCAINA: Uso iniziale


RUSH: sensazione di estremo piacere, durata da pochi secondi a
pochi minuti, presente dopo assunzione per via e.v. o inalatoria
Sensazione di profondo benessere, di euforia
Sensazione di aumento di vigilanza e lucidit di coscienza
Aumentata sensazione di fiducia e sicurezza in se stessi, riduzione
dellansia
Accentuazione attivit motoria
Inibizioni sociali ridotte, facilitati rapporti interpersonali
Appetito appagato
Pi intense emozioni e sensazioni sessuali
Per dosi pi elevate irritabilit, ansia, disforia, aggressivit
Attivazione simpatica con midriasi, tachicardia, ipertensione, tremore

COCAINA
Fase 1 (CRASH)
Il crash del tono dellumore e dellenergia segue
immediatamente la cessazione del binge
Rapida comparsa di:
Craving
Depressione
Agitazione
Ansia
Sospettosit e paranoia
In 1-4 ore riduzione del craving
Comparsa esaurimento fisico progressivo
Intenso desiderio di sonno
Letargia (anche per diversi giorni)
Iperfagia durante le brevi pause di veglia
Il tono dellumore si normalizza dopo lipersonnia

48

COCAINA
Fase 2 (ASTINENZA)
Sindrome disforica protratta a rapida comparsa (1/2 4 giorni),
caratterizzata da:
Diminuita attivazione
Ansia
Ridotta o assente motivazione
Apatia
Anedonia.
Ricordo delleuforia in contrasto con stato edonico attuale.
Severo craving.
Possibili ricadute e ripresa dei cicli di binge.
Sintomatologia pi sfumata rispetto al crash, non abbastanza
costante n severa tanto da rispettare i criteri del disturbo
maggiore dellumore.
Se pazienti astinente, anedonia scompare in 2-12 settimane.

COCAINA
Fase 3 (ESTINZIONE)
Scompare la disforia.
Intermittentemente pu manifestarsi craving
condizionato per la sostanza.
Possono trascorrere mesi o anni dallultima
assunzione di cocaina.

49

TOLLERANZA
Si sviluppa rapidamente. La tolleranza si
riflette nella riduzione degli effetti piacevoli,
che diventano meno intensi e solo
parzialmente vengono superati con
l'aumento dei dosaggi e la riduzione degli
intervalli tra le dosi. Contemporaneamente
si sviluppa sensibilizzazione per gli effetti
ansiogeno e disforizzante.

DIPENDENZA
Il desiderio di riprovare il piacere iniziale e di
sfuggire all'ansia conduce all'uso compulsivo
della sostanza, arrivando a vere e proprie
abbuffate ("binges") durante le quali il
soggetto non si alimenta, non dorme, diviene
sempre meno euforico, pi disforico, agitato
ed aggressivo. I binges durano in genere 2-3
giorni e si interrompono per un crollo
psicofisico del soggetto che piomba in uno
stato di torpore-apatia o per l'insorgenza di
uno stato psicotico vero e proprio.

50

20% dei soggetti che sperimentano la cocaina per via


intranasale diventa un assuntore regolare, di essi solo il 25%
arriva alla dipendenza

Pattern dabuso caratterizzato dalle cosiddette abbuffate (binges),


durante le quali lassunzione di cocaina pu ripetersi ogni 10-30.
I binges possono durare da 4-12 ore a molti giorni.
Euforia molto intensa, si presenta con ricordo vivido delleffetto
della cocaina.
Ideazione delirante spesso di tipo persecutorio, allucinazioni (tipiche
le microzoopsie), attacchi di panico, aggressivit.
La disforia che segue la cessazione delleffetto provoca intenso
craving.
Pu comparire delirio di tipo persecutorio.
Pu comparire stato confusionale.

Poliabuso
L'assunzione combinata di alcool e
cocaina, comportamento di poliabuso di
sostanze psicoattive tra i pi
pi diffusi,
determina nell'organismo la formazione di
un metabolita farmacologicamente attivo
detto cocaetilene (estere etilico della
benzoilecgonina).
benzoilecgonina).

51

Poliabuso
L'assunzione di etanolo in associazione
con la cocaina non solo ne prolunga e ne
potenzia l'effetto euforizzante (high), ma
produce anche un'amplificata percezione
di benessere psicofisico ("feel
("feel good").
good").
Inoltre l'etanolo attenua lo stato disforico
(crash) generalmente correlato con
l'astinenza acuta da cocaina.

Poliabuso
Mentre parte di questi effetti sono
ascrivibili alle specifiche propriet
propriet
farmacologiche dell'etanolo e alla loro
interazione con quelle della cocaina,
recenti evidenze sperimentali indicano che
la cocaetilene contribuisce direttamente
con la sua attivit
attivit farmacologica agli effetti
precedentemente descritti.
descritti.

52

Poliabuso
Il meccanismo farmacologico della cocaetilene qualitativamente
assimilabile a quello della cocaina nel bloccare il trasportatore
trasportatore
della dopamina determinando quindi un'aumento delle
concentrazioni extracellulari del mediatore in aree cerebrali di
innervazione dopaminergica ritenute importanti per l'espressione
del comportamento d'abuso (nucleus
accumbens, ad esempio).
(nucleus accumbens,
La cocaetilene invece molto meno attiva della cocaina sul
trasportatore della serotonina.
serotonina. Pertanto, mancando i meccanismi
serotoninergici inibitori, la cocaetilene potrebbe indurre un
maggior grado di euforia.
La cocaetilene ha una letalit
letalit maggiore della cocaina e gli effetti
cardiotossici sono superiori a quelli della cocaina stessa.

COCAINA:
Complicazioni e pericoli speciali
Vasocostrizione e spasmi possono condurre all'insorgenza
di infarti.
Anche l'aterosclerosi accentuata dalla cocaina ed il suo uso
stato associato alla formazione di trombi.
Le crisi ipertensive, causate dall'assunzione di cocaina,
possono portare ad emorragie cerebrali.
L'assunzione per via nasale pu condurre, per gli effetti
vasocostrittori della sostanza, alla necrosi e alla perforazione
del setto.

53

Patogenesi dellinfarto
Aumentato consumo di ossigeno da:
- aumentata frequenza cardiaca;
- aumentata contrattilit ventricolare sinistra;
- aumentata pressione arteriosa sistemica.
Vasocostrizione delle arterie coronariche epicardiche
da:
- ipertono alfaalfa-adrenergico;
adrenergico;
- aumentata produzione di endotelina;
endotelina;
- diminuita produzione di ossido nitrico.
Trombosi da:
-aumentata aggregabilit piastrinica;
piastrinica;
-aumentata produzione dell'inibitore dell'attivatore del
plasminogeno;
plasminogeno;
-accelerato processo aterosclerotico.
aterosclerotico.

A livello polmonare si possono osservare ipertensione e


edema. E' stata descritta anche una sindrome, detta
"polmone da crack".
L'uso cronico di cocaina, diminuendo le scorte di
dopamina, pu causare anche iperprolattinemia con
ginecomastia (sviluppo di mammelle nei maschi),
galattorrea e amenorrea. La libido diminuita con
riduzione della performance sessuale, impotenza
nell'uomo ed anorgasmia nella donna.
Infine, la cocaina anche un agente epilettogeno. La
capacit di provocare convulsioni generalizzate aumenta
a seguito di ripetute somministrazioni.

54

OPPIACEI

OPPIACEI
Comprendono sostanze naturali,
semisintetiche o sintetiche derivate
dall'oppio:
eroina, morfina, metadone, codeina,
buprenorfina,
buprenorfina, pentazocina,
pentazocina, meperidina
mimano gli effetti dei peptidi oppioidi
endogeni.
possono essere introdotti per via orale,
nasale, endovenosa.

55

OPPIACEI
OPPIO
L'oppio grezzo il lattice essicato che si estrae
dalle capsule dei semi del Papaver somniferum
o Papaver setigerum.
I principali alcaloidi contenuti nel lattice sono
morfina (circa 8 14 %), narcotina o
noscapina (2
(28%), papaverina (0.7 3%), e
tebaina (0.2 1 %). Le droghe pi
pi conosciute
preparate a partire dall'oppio sono eroina e
morfina.

56

Contro la tosse e per curare lasma

e morfina per sedare i pianti dei bimbi.

EROINA (Diacetilmorfina)
L'eroina una droga semisintetica che si
prepara per doppia acetilazione della morfina (o
della morfina contenuta nell'oppio).
Venne sintetizzata per la prima volta nel 1874 e
posta in commercio come forte analgesico e
antitussigeno.
antitussigeno. Nel 1924 (USA) e nel 1958
(Europa) venne tolta dal mercato farmaceutico
per il suo potenziale tossicomanigeno.
tossicomanigeno.
La "qualit
"qualit" dell
delleroina venduta al mercato
illecito varia enormemente, in particolare
relativamente al grado di "purezza", e
generalmente la si ritrova in una composizione
che varia dal 20 al 50%.

57

NOMI DI STRADA
Il nome in assoluto pi
pi usato in Italia
"roba". Altri nomi usati, spesso dipendenti
dal grado di purezza o dal colore della
polvere sono: "Brown
"Brown sugar", "sugar
"sugar",
"China White", etc.
Quando l'eroina viene associata ad altre
sostanze pu
pu assumere nomi diversi, ad
es. in associazione con cocaina nota
con il nome di "speedball
"speedball"

EROINA: effetti
Soprattutto Sistema Nervoso Centrale e App. Gastro-Intestinale
Senso di tranquillit
Diminuita apprensione
Effetto profondo su dolore ed ansia anticipatoria
Effetti differenti dopo singola somministrazione:
- td: elevazione dellumore e aumento di autostima (euforia)
- non td: possibile sensazione spiacevole di confusione e sonnolenza
Euforia e diminuita ansia anticipatoria (HIGH)
Aumento acuto e rapido (assunzione ev ad es.) di livelli di oppioidi nel
cervello : RUSH, FLASH
Gratificazione
Costipazione (tolleranza ridotta)
Liberazione di istamina con vasodilatazione cutanea e prurito
(strofinamento del naso)
Soppressione del riflesso della tosse
Diminuzione di LH e FSH per inibizione di realising factor di gonadotropine
Riduzione di ACTH per inibizione di CRF e ridotti livelli di cortisolo
Nausea e vomito per inibizione diretta di CTZ

58

OPPIACEI:
Sindrome dAstinenza
Manifestazione clinica dovuta alla sospensione
delleroina in un soggetto che ne fisicamente
dipendente.
Sintomatologia speculare ed opposta a quella
causata dallintossicazione acuta.
Non pericolosa per la vita.
Ansia, craving e disforia dopo 6-12 ore dallultima
assunzione di eroina.
Accentuazione progressiva con picco alle 36-72 ore
Attenuazione e scomparsa in 7-10 giorni.
Sindrome di astinenza protratta della durata anche
di molti mesi.

Astinenza da OPPIACEI
Sintomi

Segni

Crampi addominali

Diarrea

Anoressia

Aumento della pressione


arteriosa

Disturbi del sonno

Aumento della frequenza


cardiaca

Craving

Lacrimazione

Disforia

Febbricola

Debolezza/affaticamento

Fascicolazioni muscolari (scatti)

Ansia

Midriasi

Flash di caldo e freddo

Orripilazione (pelle doca)

Irritabilit

Rinorrea

Mialgie

Vomito

Mialgie

Sudorazione

Nausea

Tremori

Irrequietezza

Sbadigli

Vertigini

Starnuti

59

Astinenza da OPPIACEI
Stadio 1

Stadio 2

Stadio 3

Stadio 4

Lacrimazione
Rinorrea
Sudorazione
Sbadigli
Irrequietezza
Insonnia

Midriasi
Orripilazione
Fascicolazioni
Mialgie
Artralgie
Dolore
addominale

Tachicardia
Ipertensione
Tachipnea
Febbricola
Anoressia
Nausea

Diarrea
Vomito
Disidratazione
Iperglicemia
Ipotensione
Posizione fetale

OVERDOSE
E la causa pi comune di exitus,
exitus, pu
verificarsi:
in soggetti che fanno uso per la prima volta della sostanza;
per diminuita tolleranza dopo un periodo di astinenza;
per l'immissione sul mercato di preparati pi puri della
sostanza.
Altra evenienza quella che pu capitare ai
contrabbandieri, i cosiddetti "Body Packers",
Packers", corrieri della
droga, e gli occasionali Body Stuffers
Stuffers : per trasportare
clandestinamente la droga questa viene confezionata in
piccoli contenitori di plastica che vengono ingeriti, la rottura
dei quali pu determinare casi di intossicazione letali.

60

OVERDOSE
Il paziente in overdose da oppiacei del
SNC si presenta:
con pupille puntiformi areattive allo stimolo luminoso;
depressione respiratoria grave con due/tre atti respiratori al
minuto;
riflessi osteotendinei ridotti o assenti;
ipotermico;
in coma;
alcune volte riscontrabile anche rabdomiolisi;
rabdomiolisi;
l'evoluzione l'arresto cardiorespiratorio.
cardiorespiratorio.

OVERDOSE
La diagnosi di sovradosaggio da oppioidi viene fatta con la
somministrazione dell'antagonista naloxone che realizza la
scomparsa dello stato di coma e della depressione respiratoria.
Per evitare lo scatenamento di una sindrome di astinenza
opportuno procedere alla somministrazione del naloxone dopo
averne opportunamente diluita la dose e valutando il procedere
dell'evoluzione clinica in risposta alle dosi refratte.
refratte.
Va mantenuta la perviet delle vie aeree, assistere la ventilazione
se necessario, somministrare ossigeno, trattare il coma, le
convulsioni e l'ipotensione se si verificano.
Il naloxone l'antagonista specifico degli oppiacei: 0.40.4-2 mg ev.
Ripetere la dose ogni 22-3 minuti se non c' risposta, fino ad un dose
massima di 1010-20 mg.

61

TOSSICODIPENDENZA
malattia cronica recidivante
trattamento terapeutico a lungo termine
basato su interventi integrati di tipo:
medico
farmacofarmaco-tossicologico
educazionale
psicosociale

Terapia di mantenimento
Utile:
nella riduzione del danno
nelle ricadute
nelle morti da overdose
nel recupero sociale di molti soggetti
Basata su farmaci antianti-addittivi quali:
il metadone cloridrato
il LAAM (levo(levo-a-acetilmetadolo)
acetilmetadolo)
la buprenorfina

62

OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO


CON METADONE
La conservazione di un buono stato di salute (riduzione dei
rischi e dei danni).
La conservazione o lacquisizione di unattivit lavorativa
produttiva.
Laumento delle capacit di adattamento allambiente.
Laumento della stabilit familiare.
Il rafforzamento delle relazioni interpersonali.
Lascesa nellambiente sociale.
Leliminazione o la riduzione dellattivit criminale e di
prostituzione.
Il miglioramento della qualit della vita.

La dipendenza dal Metadone


Le dipendenze per la cura di altre patologie croniche:
- Insulina per i pazienti diabetici
- Gli ormoni tiroidei per i pazienti tiroidectomizzati
- Gli antipertensivi per gli ipertesi
- I barbiturici per gli epilettici
- Gli psicofarmaci per gli ammalati psichiatrici
- I cardiocinetici per i pazienti cardiopatici
Applicare alla chemioterapia della
tossicodipendenza gli stessi standard che
applicano alla chemioterapia delle malattie
infettive, del cancro, della schizofrenia, della
depressione e dei disturbi endocrini.

63

BUPRENORFINA
(C29 H41 04)
Caratteristiche:
oppiaceo derivato dalla tebaina
assunzione per via sublinguale
assorbimento rapido (max
(max 8 minuti)
rapida insorgenza dazione (30 minuti)
durata dazione (24/48 ore)
il metabolismo essenzialmente epatico
eliminata per l80% con feci
un potente agonista parziale dei recettori 
ed antagonista dei recettori k

Effetti principali:
effetto analgesico potente
scarsa azione tossica sul centro del respiro
inibizione azione delleroina
effetto agonista a u rovesciata (effetto tetto)
scarsa dipendenza fisica
lieve sindrome di astinenza
effetto di un agonista puro e di un agonista parziale
100

effetto

80
60
40
20
0

dose

agonista puro
agonista parziale

64