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Sviluppo e lInnovazione nel settore

Lomeopatia negli allevamenti


di bovini da latte

Agricolo-forestale, istituita con la


Legge Regionale 37/93,
lorganismo tecnico operativo della
Regione Toscana per le competenze
nel campo agricolo-forestale e
faunistico/venatorio.

LARSIA intervenuta nella ricerca e nellinnovazione anche nel settore


zootecnico (bovini ed ovini da latte). Per questo scopo si avvalsa della
collaborazione della Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia
Veterinaria di Cortona. I risultati della ricerca e delle applicazioni
omeopatiche negli allevamenti di bovini da latte sono stati presentati
in un convegno tenutosi a Cortona il 12 giugno 1998 e poi in questo
volume per una maggiore diffusione.
Le conclusioni corrette che scaturiscono dai lavori presentati evidenziano che possibile applicare la metodologia omeopatica sui bovini
da latte con residuo zero nei prodotti dorigine animale, impatto
ambientale zero ed a costi economici contenuti.

Lomeopatia negli allevamenti di bovini da latte

LARSIA, Agenzia Regionale per lo

Lomeopatia negli allevamenti


di bovini da latte

Produzioni animali
Agenzia Regionale
per lo Sviluppo
e lInnovazione
nel settore
Agricolo-forestale

10

Via Pietrapiana, 30
50121 Firenze
Tel. 055 2755243
Fax 055 2755216

L. 20 .000 (i.i.)

ARSIA Agenzia Regionale per lo Sviluppo


e lInnovazione nel settore Agricolo-forestale
via Pietrapiana, 30 - 50121 Firenze
tel. 055 27551 - fax 055 2755216/2755231
Web: www.arsia.toscana.it
E-mail: posta@arsia.toscana.it

Cura redazionale, grafica e impaginazione:


Tosca srl, Firenze
Stampa: EFFEEMME LITO srl, Firenze
ISBN 88-8295-005-0
Copyright 1999 ARSIA Regione Toscana

Lomeopatia negli allevamenti


di bovini da latte
Risultati produttivi, clinici e profilo immunitario
a cura di

Franco Del Francia


Scuola Superiore Internazionale
di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi, Cortona (Arezzo)

ARSIA Agenzia Regionale per lo Sviluppo e lInnovazione


nel settore Agricolo-forestale, Firenze

Sommario

Presentazione Maria Grazia Mammuccini

Prefazione Franco Del Francia

Etologia e salute degli animali


Lukas Rist, Ingrid Schragel-Langosco, Michael Rist

11

Esperienze di applicazione del metodo omeopatico


in allevamenti biologici in Danimarca
Mette Vaarst

29

Approccio omeopatico veterinario in un


allevamento di bovini da latte di alta qualit
e ad indirizzo biologico
Franco Del Francia, Stefano Freato, Chiara Parenti, Mario Sciarri

39

Trattamento omeopatico e controllo del profilo


immunitario in allevamenti di bovini da latte
in Lombardia
Nicoletta Colombo, Ivonne Archetti, Manuela Fazia,
Giuseppina Brocheler, Franco Del Francia

53

Trattamento omeopatico in buiatria


Maurizio Testadura

61

ARSIA

Metodologia omeopatica nella terapia delle cisti


ovariche nelle bovine da latte
Paola Landi

69

Omeopatia e terapia tradizionale a confronto


in allevamenti intensivi di bovini da latte
Paolo Mani, Gianluca Granata, Domenico Cerri,
Franco Pedonese, Francesca Pisseri

79

Risultati parziali del trattamento omeopatico in


allevamenti di bovini da latte in Emilia-Romagna
Andrea Campani, Lorenzo Rossi

89

Presentazione

LARSIA, che ha tra i suoi compiti istituzionali quello del trasferimento e del collaudo in campo delle innovazioni tecnologiche, si sta gi da alcuni anni impegnando sul fronte della medicina veterinaria omeopatica.
Tale scelta stata dettata da esigenze emergenti quali la crescente richiesta, da parte dei consumatori, di alimenti salubri e
privi di effetti contaminanti, linteresse manifestato dagli allevatori, in particolare biologici, verso pratiche mediche cosiddette
naturali e, non ultima, lesistenza della L.R. n. 52/95 sulla zootecnia biologica, operante nel territorio regionale.
Questa pubblicazione raccoglie le relazioni relative a sperimentazioni condotte nellambito dellapplicazione dellomeopatia veterinaria, nonch nel campo della salvaguardia del benessere animale, sia a livello nazionale che europeo, presentate nel
corso del convegno tenutosi a Cortona il 12 giugno 1998 dal titolo Metodologia omeopatica e benessere animale negli allevamenti di bovini da latte.
Ci auguriamo che questa pubblicazione, alla luce degli interessanti risultati raggiunti nelle varie esperienze riportate, possa
contribuire ad accrescere linteresse dei tecnici e dei ricercatori
verso le pratiche omeopatiche in campo veterinario.
Maria Grazia Mammuccini
Amministratore ARSIA

Prefazione

In questo volume, pubblicato a cura dellARSIA, vengono presentate le relazioni del convegno di Cortona del 12 giugno 1998.
Il convegno centrato sul tema Metodologia omeopatica negli allevamenti di bovini da latte: risultati produttivi, clinici e
profilo immunitario ha riferito su esperienze in campo effettuate da Medici Veterinari della Scuola Superiore Internazionale
di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi di Cortona ed in parte
finanziato dallARSIA.
Questo lavoro rientrato nel programma triennale 1995/97
mediante il quale lARSIA ha svolto unazione di sostegno e coordinamento nella ricerca dinnovazione nel settore zootecnico,
molto significativo, della produzione di latte.
In questo caso era definito in modo chiaro e coerente il quesito della ricerca come soluzione di problematiche collegate al
settore lattiero:
a) possibilit di applicazione di metodologie zootecniche e
sanitarie evitando i problemi di residui nei prodotti di origine
animale;
b) possibilit di applicazione delle suddette metodologie
evitando limpatto sullambiente come avviene regolarmente
con luso di molecole farmacologiche di sintesi chimica;
c) attraverso luso corretto di queste metodologie ottenere
risultati produttivi e quindi economici alla pari di quelli ottenuti con i metodi classici o superiori, nel caso migliore;
d) rispettando le tre precedenti premesse, ottenere costi di
trattamento inferiori per il bilancio dellimpresa zootecnica.
Allo scopo di avere dei dati di confronto anche in altre realt
zootecniche, sono stati invitati esperti svizzeri ed un danese con
relazioni presentate in questo volume. Ad un primo esame non

10

ARSIA

c dubbio che la scuola omeopatica veterinaria italiana ha dato


e sta dando un notevole impulso alla ricerca in campo mediante metodologie omeopatiche corrette perch le suddette
sono state applicate in varie condizioni ambientali (Calabria,
Toscana, Emilia Romagna, Trentino), in varie situazioni dallevamento (conduzione, alimentazione, macro e microclima, ecc.),
e pertanto i risultati riferiti dimostrano un alto livello di affidabilit e sicurezza.
Da sottolineare inoltre che uno studio stato effettuato dalla
Facolt di Medicina Veterinaria di Pisa (tesi di laurea) a dimostrazione che anche il settore della ricerca accademica inizia ad
interessarsi alla metodologia omeopatica veterinaria.
La sperimentazione riferita in questo volume e relativa ad
una ricerca biennale, su gruppi di bovini da latte e relativi gruppi di controllo non trattati, come testimoni, ha messo in evidenza chiaramente e con test di laboratorio sul sangue che le sostanze omeopatiche possiedono un evidente effetto stimolante sulle
difese immunitarie.
Questo effetto ci sembra oltremodo importante per le seguenti ragioni:
la maggior parte delle malattie degli allevamenti intensivi
sono collegate a fenomeni di depressione immunitaria e ci
stato segnalato in tutto il mondo: luso costante dei rimedi
omeopatici risolve la maggior parte dei problemi con efficacia,
in tempi brevi ed a costi contenuti;
questo effetto immunostimolante ci sembra particolarmente interessante anche in Patologia comparata con la specie
umana, come per esempio, per il controllo ed il trattamento
delle allergie nei bambini, spesso da latte bovino, con enormi
sofferenze per i piccoli colpiti.
Franco Del Francia
Direttore della Scuola Superiore Internazionale
di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi - Cortona (AR)

Etologia e salute degli animali


Lukas Rist, Ingrid Schragel-Langosco, Michael Rist
Accademia Johannes Kreyenbhl, Svizzera

Premessa
Il criterio iniziale di verit nella scienza nei tempi moderni
stato sempre pi sostituito dal criterio di utilit, portando di
conseguenza ad un isolamento delletica (Teutsch, 1979) e
verso un maggiore interesse personale. Oggi, uninversione nellevoluzione delletica potrebbe svilupparsi se le etiche rivelative o convincenti, le quali erano giustificate in passato, si amalgamassero alle etiche conoscitive.

Epistemologia, una scienza


della comprensione
Lassunto riguardante la soggettivit del pensiero (Kant,
1887) in contraddizione con lesperienza degli ingegneri i quali, pensando, capendo e agendo, possono effettivamente influenzare la sfera inorganica del mondo. Per superare questa
contraddizione, richiesta una scienza della comprensione che
mostri come luomo possa capire il mondo. Questa epistemologia fu consolidata con successo ed impiegata da Steiner (1921).
Nel tentativo di osservare i processi conoscitivi propri di un soggetto, si possono facilmente applicare e modificare gli argomenti di Furrer (1980): Non abbastanza per noi pensare, agire e
percepire. Gli esperimenti possono essere portati avanti se la
natura in se stessa pensabile, trattabile e percepibile. Tuttavia
possiamo scoprire solo attraverso la Sperimentazione se la natura ha queste qualit.
Comunque, la qualit essenziale della natura non la sua

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ARSIA

discutibilit ma la sua concepibilit mentale e la sua funzionalit. Si potrebbe anche dire che qualsiasi scienza sia la scienza
del comportamento, cio etologia, dato che tutte le aspettative
pensabili per ipotesi sul comportamento sono osservate nellesperimento come reale comportamento della natura.
Il processo conoscitivo pu essere seguito da chiunque lo
osservi sforzandosi di comprendere. Questo pu essere illustrato come mostrato in Fig. 1.
Il mondo fenomenico percepibile e discutibile, che ha bisogno di spiegazioni, guida i concetti umani creati attraverso il
pensiero. Gli esperimenti mostrano se le aspettative riguardanti
il comportamento siano pi o meno confermate dal comportamento del mondo. Se questo fosse il caso (conferma), il mondo
fenomenico non sarebbe pi discutibile; la sua funzionalit e le
sue leggi saranno riconosciute e comprese. In altre parole, il
mondo diviene reale; noi possiamo realizzare il mondo.
Attraverso il collegamento della concezione e della percezione i
nostri concetti, che hanno sempre un carattere generico, diven-

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PENSIERO
PERCEZIONE

SCIENZA
ETICA CONOSCITIVA
CULTURA

OSSERVAZIONE

SPERIMENTAZIONE

Comportamento reale

Comportamento atteso

Fig. 1 - Diagramma del processo e dellevoluzione delle scienze,


delle etiche conoscitive e della cultura

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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tano individualizzati, cio un concetto generico diventa una


rappresentazione individuale (Witzenmann, 1983). Il concetto
generico di ferita, per esempio, diventa individualizzato dalla
lacerazione di un femore (Fig. 2).
Mettendo in pratica questo processo conoscitivo in tutte le
diverse sfere di concetto, corrispondenti alle diverse sfere dellessere (inorganica, fisiologica, psicologica e spirituale), il genere umano riconosce il mondo e perci crea le diverse scienze
(fisica, biologia, psicologia e le umanistiche).
Le etiche conoscitive derivano dalle connessioni fra la comprensione scientifica del mondo e la natura umana. Lutilizzazione di queste etiche, agendo in accordo con la ragione e la
comprensione, portano ad un progresso culturale sotto forma di
una metamorfosi dellevoluzione naturale.

Etologia degli animali dallevamento


Con lapplicazione di questo processo conoscitivo al comportamento animale, diventa evidente che tale comportamento
non pu essere compreso senza il concetto di attivit autonoma,
poich questo comportamento non semplicemente leffetto
causale dellambiente, ma unespressione dellanimale che interagisce con lambiente circostante (Sommer ed altri, 1976).
Lanimale applica il comportamento tipico della sua specie per
soddisfare le sue necessit ed evitare le sofferenze. Proprio tale
comportamento ha dato origine alla teoria dei prerequisiti per
soddisfare le necessit degli animali ed evitare la sofferenza
(Rist ed altri, 1989).
La soddisfazione delle necessit e lallontanamento della sofferenza portano ad una auto-organizzazione e ad uno sviluppo
dellistinto di conservazione nellanimale, corrispondente alla
teoria dei prerequisiti per soddisfare le necessit ed evitare le
ferite di Tschanz (1987). I sistemi di alloggiamento che non si
attengono ai modelli di comportamento di una specie possono
essere di impedimento o addirittura dannosi al loro comportamento tipico. La Tav. 1 mostrer come inadeguati sistemi di alloggiamento portano ferite nella sfera anatomica; causano malattie pi o meno gravi e dolore nella sfera fisiologica; e, nella
sfera psicologica degli animali, portano sofferenza ed ansiet,
manifestate in stress e riduzione del benessere.

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ARSIA

COMPORTAMENTO TIPICO DELLA SPECIE


BENESSERE
Nella sfera fisiologica

disarmonia

disarmonia

malattie

sofferenza

disarmonia
ferite

Nella sfera psicologica

Nella sfera anatomica

STRESS
DIMINUZIONE DEL BENESSERE

Tav. 1 - Il danneggiamento o la preclusione del comportamento tipico


delle specie nella sfera anatomica, fisiologica o psicologica possono
portare ferite, malattie e sofferenza

In termini positivi abbiamo:


assenza di ferite come successo dellinterazione fra animali ed ambiente nella sfera inorganica;
salute come successo dellinterazione fra animali ed
ambiente nella sfera fisiologica;
benessere come successo dellinterazione fra animali ed
ambiente nella sfera psicologica.
Dal riconoscimento e dalla comprensione delle inter-relazioni qualitative fra lanimale e lambiente, possibile dedurre
parametri quantitativi e misurabili per la valutazione dei sistemi di alloggiamento e di equipaggiamento di questultimo.
Questi possono essere classificati e differenziati in parametri
patologici, fisiologici e comportamentali.
Parametri patologici:
Ferite, contusioni ed abrasioni dovute ad alloggiamenti inadeguati
Perdite

La Fig. 2 mostra la localizzazione delle ferite che, secondo


Kammer ed altri (1975), risulta per le mucche da latte dalle stalle nei sistemi cosiddetti di stalla semi-libera (loose-housing), inadatti alle sequenze dei movimenti che gli animali compiono per
alzarsi e sdraiarsi.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

15

1
Tuber coxae (fianco)
Tuber ischiadicum

Femur (anca)
3

Regio tarsalis (garretto)

Regio phalangis
mediae (diadenia)

Fig. 2 - Localizzazione delle contusioni, abrasioni e lacerazioni sul corpo


dellanimale nei sistemi di stalle semi-libere (loose-housing) per le mucche da latte che hanno stalle inadatte alle loro necessit comportamentali. Contusioni all1, 2; Abrasioni all1, 2, 4, 5; Lacerazioni al 3

Parametri fisiologici:
Variazioni nel ritmo respiratorio e delle pulsazioni
Variazioni nella pressione sanguigna
Variazioni nei parametri sanguigni
(emoglobina, livelli ormonali ed enzimatici)
Deviazioni nei processi digestivi
Deviazioni nei processi riproduttivi

Dallanalisi contemporanea dello stato di agitazione e dei


livelli ormonali nei giovani tori, Unshelm ed altri (1978) furono
capaci di dimostrare che diversi livelli di agitazione psicologica
influenzano chiaramente i livelli ormonali. Come mostrato nella
Tav. 2, c una differenza nei livelli di adrenalina nel sangue di
oltre 10.4 ng/ml fra i tori a riposo e quelli che erano agitati dopo
scontri antagonistici.
Queste ed altre indagini simili hanno confutato il comune
punto di vista materialistico secondo cui lanatomia determina

ARSIA

16

Tav. 2 - Differenti livelli di adrenalina nei prelievi di sangue


di giovani tori in diversi stati di eccitamento o agitazione
(dopo Unshelm ed altri, 1978)
Attivit

sdraiati e ruminando
sdraiati
in piedi, ruminando e mangiando
annusando, pulendosi, guardandosi
intorno, girarsi verso gli altri
strofinarsi spingendo, giocare
spingendo la testa
in attesa, camminando in giro, testa avanti
movimento evasivo, inquietudine
reazione di difesa

Numero
di osservazioni

Adrenalina
in ng/ml

54
60
25

- 2.17
- 2.30
- 1.44

21

- 1.44

16
9
10
2

+
+
-

6.07 **
1.65
8.10 **
2.08

** molto significativo

la fisiologia la quale, a sua volta, determina la psiche. In realt


lopposto: i processi psicologici sono espressi tramite processi
fisiologici (ad es. il sistema immunitario) e perci, con il passare
del tempo, le strutture psicologiche ne sono anchesse influenzate. Per cui il benessere psicologico il fattore determinante
per la salute o la malattia dellanimale.
Parametri comportamentali:
Deviazioni in sequenza, durata e frequenza del comportamento tipico
delle specie (ad es. il tempo di stare sdraiati, ecc.).
Reazioni ostili (ad es. mandando via i componenti della mandria dalla zona
delle mangiatoie nei sistemi di stalle semi-libere per le mucche da latte).
La mancanza di modelli fondamentali di comportamento (ad es. la mancanza
di movimento dovuto a gabbie o a sistemi a cassa).
Disordini comportamentali (ad es. il penzolamento della lingua dei vitelli).

I parametri pi esaurienti e significativi sono i parametri


comportamentali, poich mostrano lo squilibrio fra gli animali e
lambiente, in molti casi molto prima che si manifesti nella sfera
fisiologica o anatomica.
Losservazione ripetuta per 24 ore sul comportamento animale, in diversi sistemi di alloggiamento, usando apparecchiature elettroniche per la registrazione della durata e della fre-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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quenza del suddetto (Etho-Piano) diventato un metodo standard per la comparazione e la valutazione di diversi sistemi di
alloggiamento e per lo sviluppo di nuove attrezzature per il
ricovero degli animali.

Le priorit per lallevamento animale


Le limitazioni dei modelli comportamentali tipici delle specie animali dallevamento sono state evidenziate negli ultimi
ventanni, tramite letologia, la scienza che studia il comportamento degli animali; evidente che agli animali bisogna dare un
ambiente in cui possano vivere secondo il loro modello.
Per esempio, stato mostrato che non giustificabile per
nessuna specie animale essere tenuta al chiuso per tutto lanno.
Le mandrie, cos come i maiali ed il pollame, hanno bisogno di
spazi adeguati allinterno dei quali potersi muovere. Se il prato
e le aree di pascolo possono essere rese disponibili, la situazione ideale per le specie-tipo, queste dovrebbero essere fornite
anche ai maiali ed al pollame, cos come previsto per le mandrie.

Gli esseri autonomi e la causalit


Da quanto detto fin qui consegue che per gli esseri autonomi, compresi gli esseri umani nelle loro conoscenze e modi di
fare, le circostanze esterne non sono le cause di quello che risulta da queste attivit, ma sono le condizioni pi o meno favorevoli tra le quali lessere autonomo produce tali attivit. E, viceversa, segue che la causalit fisica, linsieme delle cause esterne
e degli stimoli, presuppone che a livello sperimentale i fattori
presi in considerazione non manifestino attivit autonome, cio
che siano passivi. Tale principio (di causalit) si applica perci a
cose inanimate (Rist, 1985).
Nella sua introduzione allo scritto scientifico di Goethe
riguardante la distinzione fra i fenomeni di natura organica ed
inorganica Rudolf Steiner comment cos: Un esempio come il
precedente, in questo caso, la collisione fra due biglie elastiche.
[] Noi abbiamo compreso questo fenomeno quando siamo
capaci di stabilire la velocit e la direzione della seconda biglia
sulla base della massa, direzione e velocit della prima e la

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ARSIA

massa della seconda; quando abbiamo questo, sotto le condizioni date, quel fenomeno deve avvenire come qualcosa di necessario. Ma questo significa solo che quello che si manifesta ai
nostri sensi deve apparire come un risultato necessario di quello che abbiamo postulato come idea. Se questo il caso, allora
dobbiamo dire che il concetto ed il fenomeno coincidono. Non
c niente nel concetto che non sia anche nel fenomeno, e niente
nel fenomeno che non sia anche nel concetto [].
Gli esseri viventi come piante ed animali trovano la loro differenziazione in specie, attraverso il loro metabolismo, nel cambiamento di forma e di comportamento. caratteristico che dal
principio della storia dellevoluzione delle specie gli organismi
siano rimasti gli stessi, e la loro composizione materiale sia cambiata costantemente. A causa di questo il genetista moderno
costretto a parlare di un programma. Vale a dire egli deve
avere una specie di costante nel cambiamento delle apparenze
che non pu essere trovata nella materia.
Rudolf Steiner (1884-1887) la espresse in questo modo: Ad
esempio, non si pu dire delle piante che la dimensione, la
forma, la posizione, ecc. delle radici determina le caratteristiche
percettive sensoriali delle foglie o dei fiori. Un corpo in cui questo fosse possibile non sarebbe un organismo ma una macchina.
Si deve ammettere, piuttosto, che le caratteristiche sensoriali in
un organismo vivente non appaiono come effetti di altre condizioni esterne, percepibili sensorialmente, come nel caso della
natura inorganica. Tutte le qualit sensoriali compaiono piuttosto come il risultato di qualcosa che non risulta percepibile ai
sensi. [] Noi dobbiamo andare oltre il mondo dei sensi.
Quello che percepito non pi sufficiente; se noi stiamo per
spiegare un fenomeno dobbiamo concettualmente afferrarne
lunit. Goethe descrisse questo ideale di unit pi alta come
tipo, da dove tutte le specie di piante ed animali vengono, o
come la mise Rudolf Steiner (1886): Il tipo il vero organismo
primario; o la pianta primaria o lanimale primario secondo la
sua specializzazione ideale. [Il tipo, n.d.T.] non pu essere alcuna singola entit vivente sensibile.
Questa differenziazione ideale dellorganismo primario
basata su due fondamentali tendenze: le piante sono organismi
morfologicamente e funzionalmente che, dal seme, al germoglio
e dalla foglia al fiore, si aprono sempre pi allambiente, ed in
effetti alla fine si perdono come polline in esso. Nella fertilizza-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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zione questo abbandono allambiente si inverte, e nei frutti e


nella formazione dei semi si ritorna ancora una volta alla chiusa forma di autonomia. Questa tendenza al controbilanciamento della forma prevale negli organismi animali. Gli animali
incrementano la chiusura verso il mondo esterno tramite la loro
pelle (con pellicce, piume, conchiglie ecc.) enfatizzando cos la
loro autonomia (Rist, 1993). Questo d solo le principali tendenze, la forma ultima dipende da due aspetti:
come lambiente o lautonomia di particolari specie di
piante od animali con la metamorfosi si specializzano: il tipo,
la rivelazione del principio nellorganismo, la sua idea, lanimalit nellanimale che, fuori dalla vita che si sviluppa da esso, ha
il potere e labilit di sviluppare una molteplicit di forme pi
lontane (specie, generi) che vanno oltre le sue potenzialit innate (Steiner, 1884-1897).
come si manifestano le condizioni esterne, tra le quali
prende posto lindividualizzazione del tipo.
Non sono solo le condizioni esterne a formare lorganismo,
sebbene queste possano fornire le condizioni pi o meno favorevoli. Quelle che appaiono fisicamente sono solo alcune metamorfosi, individualizzazioni di particolari specie che si sviluppano dal tipo. Non possono essere percepite le specie in se stesse,
ma solo le loro rappresentazioni in forma di organismi individuali, le quali, in particolari condizioni ambientali, non sono esattamente le stesse ma simili, poich appartenenti alle medesime
specie. poich esso [lorganismo] qui soggetto non solo ai
suoi propri principi formativi, ma anche alle influenze condizionanti del mondo esterno, per cui esso non come dovrebbe
essere secondo la natura del Principio di determinazione del
divenire (entelechia), ma anche com attraverso linfluenza di
qualcosaltro da cui dipende. Esso [lorganismo] perci appare
come se non fosse mai in completo accordo con se stesso, come
se non ascoltasse mai la sua intrinseca natura. A questo punto la
ragione umana entra in causa e forma in idea un organismo, non
corrispondente allinfluenza del mondo esterno, ma tenendo
solo conto di quel principio (Steiner, 1884-1897).
Questo vuole mostrare come le specie siano esseri spirituali i
quali, arrivando dal cosmo immateriale, entrano negli eventi
terreni. Che una pianta od una specie animale non sia un concetto astratto, e nemmeno uno schema soggettivo per mettere le
cose in ordine, ma un potenziale spirituale, pu essere mostrato

20

ARSIA

con il seguente esempio: noi sappiamo che le condizioni dello


spirito influiscono sulle nostre funzioni corporali, larrossire, il
tremito con leccitamento o linnalzamento del livello di adrenalina con stimoli pi forti. Questo stato sperimentalmente
dimostrato nei manzi che hanno diversi livelli di adrenalina a
seconda del livello di stimolo psicologico (Unshelm ed altri,
1978). La produzione degli ormoni un risultato della stimolazione e non il contrario. Gli ormoni forniscono le condizioni
affinch il nostro stato spirituale influenzi il nostro corpo.
Per questo li chiamiamo sostanze messaggere. interessante come, certi ormoni, possano influenzare i geni ed esercitare
uninfluenza che regola processi genetici (Wehner e Gehring,
1990). Cos linformazione non fluisce solo dal DNA verso le proteine, ma anche dallimmateriale potenzialit spirituale della
specie verso gli ormoni e quindi al DNA. Per questo motivo possiamo rispondere alla questione sollevata sul cos la vita nella
maniera seguente: la vita lautonoma interazione rispettivamente
tra le specie animali e vegetali, o lessere umano, con le condizioni
ambientali predominanti.

Una prospettiva alternativa ai geni


Un modo di vedere i geni che sia in accordo con lo spirito
non comprende il punto di vista inadeguato secondo cui le
sostanze genetiche costruiscono lorganismo in modo fisico causale. Piuttosto la sostanza genetica la condizione sotto cui lonnipotenza della specie si individualizza in una specifica forma
fenomenica simile al suo predecessore, dal quale proviene appunto la sua sostanza genetica. La sostanza genetica la condizione che permette di avere un vitello frisone dallaccoppiamento di una mucca frisone e di un toro frisone. Quello da cui
un organismo del tipo del manzo ha origine non attribuibile
alla sostanza genetica, ma allinformazione spirituale della specie del manzo.
Losservazione imparziale dei termini tecnologia del gene o
ingegneria genetica suggerisce che queste definizioni sono inappropriate perch da un lato molti esperimenti non sono un successo, ad esempio non portano conferme della teoria materialistica (Goodwin, 1984; Holliday, 1988; Eusser, 1989; Strohman,
1997), o quando hanno successo, vengono prodotte malforma-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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zioni o risultati inaspettati. piuttosto un interessante campo di


ricerca scientifica che una questione di tecnologia matura. A
questo si potrebbe aggiungere che molti esperimenti che non
hanno avuto successo secondo le previsioni della teoria non
sono stati riportati (Fox, 1991). Se una tecnologia meccanica
avesse avuto un simile incerto risultato, difficilmente qualcuno
metterebbe piede su un aereo o un treno.
La pi grande proliferazione di manipolazione genetica
avvenuta sui batteri. Wirz (1995) spiega come questo sia stato il
risultato del fatto che i batteri possono essere facilmente coltivati a milioni, ed i pochi esemplari buoni vengono facilmente
isolati e moltiplicati. anche importante notare che i batteri
hanno una naturale tendenza a scambiare i geni. Inoltre, essi
permettono lintroduzione di geni da organismi pi complessi,
sebbene anche allora il risultato non sia certo, come mostrato ad
es. dal batterio Escherichia coli che ricevuto un gene estraneo per
lossidazione della naftalina a silicato, inaspettatamente ha prodotto un colorante indaco (Ensley ed altri, 1983). Ed ancora,
dobbiamo considerare che nei procarioti, (Prokaryotes, organismi
senza nucleo cellulare) i quali includono anche i batteri, sempre lintero gene che espresso, mentre negli eucarioti (organismi con un proprio nucleo cellulare), che includono quasi tutti i
vegetali e gli animali, ne espressa solo una parte. Qui, anche a
livello molecolare si trova una differenza funzionale fra le specie pi semplici e quelle pi evolute.
Pu accadere che alcune sequenze del DNA siano codificate
per pi di una proteina o che i geni si sovrappongano. Attraverso la variazione della giunzione (Lewin, 1991) diverse
proteine possono essere ottenute dalla stessa sequenza del
nucleotide. Le specie pi altamente evolute sono le meno capaci di adattarsi a diverse condizioni ambientali rispetto agli organismi universali, i quali possono comparire in diverse condizioni e quindi dal punto di vista dello sperimentatore essere pi
facilmente manipolabili.
Nella transizione dai batteri agli organismi pi evoluti
chiaro che gli esperimenti di ingegneria genetica hanno pi successo con piante che sono tra di loro pi strettamente relazionate (Potrykus, 1991). Perfino qui i confini si trovano ancora una
volta in un esempio vicino, come con il tomatato che era un
incrocio fra le specie del pomodoro e della patata. Nonostante
crescesse, risult immangiabile sia come pomodoro, sia come

22

ARSIA

patata. Entrambe le specie possono ancora influenzare il materiale genetico, ma questo porta ad interferenze corrispondenti
alle tendenze formative proprie della loro specie, in particolar
modo alla loro assimilazione nelle zone corrispondenti al frutto
o alla radice. In aggiunta si dovrebbe notare che nelle piante i
geni estranei alla specie sono presto non pi espressi, cio messi
in evidenza, ma attraverso una reazione molecolare di metilazione (methylation) vengono disattivati (Meyer, 1996) e chiamati
cos geni silenziosi: il transgene concernente pone una condizione sfavorevole per la specie della pianta e pu essere messo
a tacere da questa.
Unepressione stabile di questi transgeni difficile da realizzare, specialmente quando le condizioni ambientali variano
molto. Cos in un esperimento allaria aperta, le petunie contenenti un cosiddetto gene-colore dal mais mostrarono inizialmente il colore desiderato. Ma quando arriv un periodo di
caldo, cio cambiarono le condizioni ambientali, esse persero di
nuovo la colorazione mostrando come il gene fosse stato disattivato (Linn, 1990). Comparve inoltre il cosiddetto effetto pleiotropico, il che significava che altre caratteristiche oltre alla pigmentazione erano state influenzate. Le petunie transgeniche
avevano pi foglie e germogli per ogni pianta ed erano pi resistenti ai funghi patogeni. Infine mostrarono una maggiore vitalit ed una pi bassa fertilit rispetto alle petunie non manipolate (Meyer, 1995). Durante il periodo di caldo la maggiore vitalit delle petunie transgeniche fu auto-soppressa, a chiara dimostrazione del fatto che la specie della petunia pu in misura
maggiore o minore influenzare il suo materiale genetico dipendentemente dalle condizioni ambientali.
La manipolazione genetica evidenzia le pi grandi difficolt
nei confronti dei mammiferi. Nei cosiddetti esperimenti knock
out sui topi nei quali i geni sono spenti tramite una tecnica
molecolare, approssivatimente su un milione di cellule trattate
si pu trovarne solo una con leffetto desiderato (Capecchi,
1994). Nella produzione di animali transgenici non si pu non
notare lenorme consumo di embrioni. In un grande esperimento sui maiali durato tre anni solo l8% degli ovuli manipolati hanno fornito delle nascite. Di questo 8%, solo il 7% ha assimilato il transgene. Ci corrisponde ad un tasso di successo solo
dello 0,6% (Pursel ed altri, 1989). Negli animali che effettivamente hanno assimilato il gene estraneo, nella maggior parte dei

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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casi leffetto si manifestato come deformazioni o disturbi funzionali. Ad esempio, i maiali crescevano pi velocemente. Ma a
lungo termine questo andava a detrimento della salute, come i
maiali mostrarono, con una forte tendenza alle ulcere gastriche,
artriti, ingrossamento del cardio, dermatiti e malattie renali.
Attraverso questo intervento le condizioni per la specie porcina
divennero cos sfavorevoli che essa pot formare solo imperfettamente il suo organismo. Il gene dellormone della crescita
divenne, nel linguaggio della genetica, un gene artritico. Nei
sopracitati esperimenti knock out si spera di ottenere informazioni sulla funzione del gene cancellato nellorganismo. Per
lincredulit degli esperti un gran numero di queste cancellazioni erano senza conseguenze visibili per lorganismo, oppure
altre caratteristiche avevano influito in modi diversi da quelli
previsti dalla teoria (Tautz, 1992; Brookfield, 1992). Quando la
specie capace di formare un organismo completo senza un
gene presupposto come essenziale pu solo significare che i
geni non sono la causa dellesistenza dellorganismo, ma forniscono solo le condizioni pi o meno favorevoli, ed in alcuni casi,
possono essere completamente assenti.

Conseguenze per lallevamento


Da questi esempi appare chiaro che la specie, nelle sue potenzialit spirituali a-spaziali ed a-temporali, esercita la sua influenza sempre ed in tutto lorganismo. E meglio essa le gestisce quanto pi sono favorevoli le condizioni disponibili (Rist, 1997; Rist,
1998). Possono essere distinte tre categorie di condizioni:
prime le condizioni terrestri, che includono le influenze
dallambiente esterno (ad es. calore, luce, umidit, la composizione della terra per le piante, lallevamento ed il nutrimento
per gli animali);
seconde le condizioni cosmiche, che includono la relazione
del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle fisse (Steiner, 1924),
come spesso dimostrato sperimentalmente da Spiess (1990),
Zurcher (1992) e Thun (1993);
terze le condizioni genetiche.
Lultima parte deriva dai progenitori e stabilisce prerequisiti
innati pi o meno favorevoli allorganismo che si sviluppano in
accordo con la sua specie. Gli allevatori fanno del loro meglio per

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ARSIA

mettere insieme le migliori condizioni esterne con il migliore


materiale ereditario (condizioni innate). Quando le condizioni
esterne sono portate allottimizzazione diventa possibile per la
specie, dopo diverse generazioni (Steiner, 1924), formare in
modo ottimale il materiale genetico. Negli allevamenti convenzionali sono sempre assicurate insieme alla selezione le condizioni migliori di vita, affinch siano realizzabili gli obiettivi desiderati dallallevamento, sebbene con la giustificazione che quello che conservato geneticamente pu sempre manifestarsi.
quindi discutibile se le caratteristiche raggiunte risalgano alle
possibilit di mutazione e/o alle condizioni di vita (per cui la
possibilit non una spiegazione scientifica, ma piuttosto una
mancanza di spiegazioni, sulle condizioni o sullattivit interna
che influiscono sulle manifestazioni in questione).
Si pu anche accettare che, attraverso gli interventi di manipolazione genetica sul materiale ereditario, questo possa essere
migliorato. Ma prima vale la pena di considerare che con lottimizzazione delle condizioni ambientali la specie non costretta
a fare niente di particolare, ed lasciata libera di reagire in accordo al suo potenziale. Come la specie ha auto-determinato lo sviluppo del suo intero organismo, compreso il suo materiale ereditario, sotto le condizioni terrene e cosmiche appropriate alla specie, dopo serie di generazioni, il materiale ereditario diviene per
questa sempre pi caratteristico. In questo modo, attraverso lottimizzazione delle condizioni ambientali le condizioni genetiche
migliorano, cio sempre pi si specifica la specie; poich gi in se
stessa essa conosce la migliore composizione genetica, necessaria
per realizzare le sue caratteristiche intrinseche.

Dalla conoscenza ad unetica


per il mondo vivente
In sintesi le condizioni per lincarnazione possono essere divise in tre categorie: terrestre, cosmica e genetica. Ne consegue che
le condizioni genetiche dipendono anche dalle condizioni terrestri
e cosmiche, poich il materiale genetico si formato e si stabilizzato solo in quellorganismo che lo contiene e nella sua evoluzione nelle generazioni. Come alternativa allingegneria genetica, ed
al suo relativamente goffo intervento nel materiale ereditario, i
ricercatori che pensano in termini biologici hanno a loro disposi-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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zione lottimizzazione delle condizioni terrestri e cosmiche.


Vogliamo dire che per alcuni tipi di attivit (ad es. la semina,
la fertilizzazione) si devono scegliere particolari costellazioni.
Il compito delluomo non quello di forzare le specie alle
nostre degenerate intenzioni, ma al miglioramento delle condizioni in cui le specie si possano sviluppare libere da circostanze
sfavorevoli. Questo lobiettivo dellallevamento di animali o
piante che risulta adatto alle specie, come si sta lottando per ottenere e praticare nellallevamento biodinamico. Che con questo
migliori la qualit nutrizionale delle rispettive piante o animali,
gi stato dimostrato dalla sperimentazione (Balzer-Graf, 1995).
Quanto detto in precedenza aiuta ad una comprensione
etica per chiarire qual il compito delle persone verso le piante
e gli animali: la creazione delle condizioni ottimali per la loro
concretizzazione. La qualit ottimale di un prodotto, cio del
latte, delle verdure, del mais e delle erbe medicinali, si eleva in
questo modo ad uno scambio reciproco dalle piante e dagli animali con il genere umano che se ne prende cura. Lagricoltura
diventa allora larte di creare le condizioni di vita ottimali per
piante, animali ed esseri umani.

Scienza ed etica
In etica troppo spesso trascurato il fatto che il comportamento individuale delluomo largamente determinato dalla
filosofia personale di vita (Tav. 3).
Se i principi costituenti della vita sono coincidenza e necessit (Monod, 1971), lindividuo pu solo fatalisticamente sottomettersi a queste coincidenze e necessit. Se, comunque, la lotta
per la sopravvivenza (Darwin, 1884) il principio di vita adottato, evidente che lindividuo cercher di ottenere il controllo,

Tav. 3 - Filosofia di vita e comportamento umano risultante


Possibilit e necessit
Lotta per lesistenza
Ecologia
Natura intrinseca della specie

Obbedienza fatalistica
Egoismo individuale e di gruppo
Conservazione e protezione dellambiente
Concordia con la natura
intrinseca della specie

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ARSIA

per assicurarsi la sopravvivenza, attraverso gli egoismi individuali o di gruppo. Se lecologia il principio che guida la vita,
allora gli sforzi individuali andranno verso la conservazione e la
protezione dellambiente. Tuttavia, se il mondo che viviamo non
visto solo come un mondo materiale ma anche come mondo
che riflette e rispetta la natura intrinseca di ogni specie, allora
ragionevole soltanto comportarsi in accordo con questa.

Le ricerche di base e letica conoscitiva


Il dovere della scienza, riguardo al comportamento umano,
va molto pi lontano di quello generalmente praticato. Cos la
ricerca di base significa realmente cercare la relazione fra il
genere umano ed il mondo e trovare quali dei principi precedentemente menzionati o quali altri principi, realmente costituenti, corrispondano al nostro mondo. Queste due questioni
non possono avere risposta senza una scienza adatta, cio senza
epistemologia. Di conseguenza questo tipo di ricerche di base
porterebbe ad una etica cognitiva che agirebbe sulle basi della
comprensione amorosa e del vero progresso culturale.
Questa visione non dovrebbe essere semplicemente rifiutata.
Abbiamo gi avuto notevoli progressi, nonostante gli ostacoli ed
i ritardi incontrati. I sistemi di alloggiamento per le specie tipo,
i metodi di nutrimento e di accoppiamento, sono le conseguenze di una comprensione che cerca di mostrare gli animali come
collaboratori autonomi, con i desideri ed i bisogni tipici della
loro specie. Perci gli approcci alternativi presentati in questa
relazione hanno una importante funzione, essendo interventi
preventivi allo sviluppo di malattie a tutti i livelli negli organismi animali (e vegetali).

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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Riferimenti bibliografici
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DOK-Versuch, Labor Dr. U. Balzer-Graf CH-8623 Wetzichon/ZH.
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10, pp. 553-554.
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Piper Verlag, Mnchen.
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Wiederlegung durch die moderne Genetik, Naturforschende Gesellschaft, Bd.
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132, pp. 253-262.
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Milchkhen in Laufstllen, Schweiz. Landw. Forschung, Heft 4, pp. 203-231.

Esperienze di applicazione del metodo


omeopatico in allevamenti biologici
in Danimarca
Mette Vaarst
Dipartimento per la Salute ed il Benessere animale
Istituto Danese di Scienze Agrarie
Centro di Ricerche Foulum - Tjele, Danimarca

Allevamenti biologici in Danimarca:


storia e legislazione
Le prime mandrie biodinamiche in Danimarca sono state
allevate approssimativamente 50 anni fa.
Il moderno movimento biologico crebbe durante gli anni Settanta. Nel 1987, furono emanate dal Governo le prime norme in
ambito legislativo. Il movimento biologico cresciuto costantemente, e sta ancora crescendo e cambiando forma.
Lallevamento biologico caratterizzato da una serie di regole, come ad esempio il giaciglio di paglia che deve essere provvisto per ogni animale, e tutti gli animali devono essere fatti
pascolare per almeno 150 giorni ogni estate. Inoltre, quando le
mandrie biologiche sono trattate con antibiotici, il periodo di
attesa prima di prenderne il latte o la carne per tre volte quello delle mandrie convenzionali. Ci viene fatto in parte per assicurarsi che solo una minima quantit di antibiotici raggiunga il
consumatore, ed in parte per stimolare lo sforzo alla prevenzione della malattia. Queste norme di legge, in una data situazione, influiscono molto probabilmente in modo diretto sulle scelte del trattamento.
Oltre alle norme di legge, sono date una serie di direttive principali. LAssociazione Danese per gli Allevamenti Biologici ha
fatto una lista di una serie di obiettivi principali. Tra questi pu
essere menzionato che il continuo sviluppo dellallevatore come
essere umano considerato come importante, e che tutti gli
organismi dal micro-livello al macro-livello dovrebbero trovare
un livello di armonia ed un modo di lavorare insieme. Inoltre la
riduzione dei rifiuti ambientali dovrebbe essere messa bene in

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ARSIA

evidenza. In generale, lallevamento biologico deve essere finalizzato a vedere lallevamento e lallevatore pi strettamente legati
alla societ circostante su pi livelli: questo il punto di vista di
carattere interamente orientato o di carattere olistico.

La combinazione di omeopatia
e allevamento biologico
Lomeopatia in questi ultimi anni ha guadagnato molto interesse fra gli allevatori biologici cos come fra gli allevatori convenzionali. Vi sono diverse ragioni per questo. Una di queste
che nelle mandrie biologiche i trattamenti omeopatici sembrano
pi olistici e naturali di quelli bio-medici di medicina chimica. Inoltre, gli allevatori sono relativamente motivati nel trattare le mucche con qualcosa che elimini linfezione e, allo stesso
tempo, non debba essere seguito da un periodo di attesa. La
maggiore attenzione negli ultimi anni riguardo al rischio dellaumento della capacit di resistenza batterica agli antibiotici,
ha incrementato lo scetticismo verso i trattamenti biomedici.
Una delle idee fondamentali del sistema di allevamento biologico quella che lintero sistema di allevamento un solo
organismo, una unit. Dovrebbe perci essere ricercato e mantenuto un equilibrio per lintera fattoria. Lequilibrio fra la
superficie dellintera fattoria ed il numero degli animali in questa, la coscienza del valore del paesaggio (creando bioambienti
allinterno dellarea interessata), ed il contatto diretto fra consumatori e fattoria praticato in molti allevamenti biologici, sono
passi importanti verso la ricerca di uno stile di allevamento
interamente-orientato. Allo stesso modo, lanimale visto come
un intero organismo, quindi non solo una collezione di mammelle, unghie, apparato ruminante, ecc. Questo conduce naturalmente ad un interesse nei metodi di trattamento, che non solo
includono in quella diagnosi gli aspetti dellintero animale, ma
enfatizzano anche limportanza delle possibilit di creare un
equilibrio per lintero animale e lintera mandria. Per certi versi,
la scelta di diventare un allevatore biologico pu naturalmente
condurre verso un interesse nei metodi di trattamento focalizzati sullintero animale ed il suo equilibrio in senso pi vasto,
piuttosto che sullassenza di specifici sintomi clinici.
Importante laffermazione di Baars & Ellinger (1997)1 secon-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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do cui lallevamento biologico cos come lomeopatia non


avveleneranno la terra, le piante, gli animali o gli esseri umani
con prodotti chimici repressivi.
Sgaard (1997)2 descrive paralleli fra il punto di vista sullallevamento e quello di salute e malattia. LAutrice disegna paralleli fra lallevamento biologico ed i sistemi di salute umana e
ipotizza che con lincremento del complesso della medicina
alternativa, la domanda di cibo prodotto ecologicamente crescer automaticamente. In altre parole la scelta di un allevamento biologico pu non soltanto portare ad una visione pi
olistica della salute e della malattia, ma aprir finalmente ad
una richiesta per una maggiore coscienza verso i problemi
ambientali su un livello locale e globale.

Lomeopatia in Danimarca:
una tradizione limitata
In Danimarca, la tradizione dei trattamenti omeopatici relativamente limitata. LAssociazione danese per la Medicina Veterinaria integrata, orientata principalmente verso lagopuntura,
lomeopatia e la chiropratica sugli animali, fu fondata nel 1985.
Uneducazione danese per trattamenti omeopatici sulluomo
stata messa a disposizione nellultimo decennio, ed una istruzione scandinava per lomeopatia in veterinaria in continuo sviluppo, anche se stata strutturata solo negli ultimi anni. Pi o
meno durante gli ultimi cinque anni, compagnie private hanno
venduto droghe omeopatiche in un approccio di tipo cura-miracolo. Rimedi omeopatici possono ottenersi da poche compagnie
di importazione, e normalmente ordinandole per posta.

Un progetto di ricerca: lapplicazione


dellomeopatia nei sistemi di
allevamento biologico
Scenario
Il progetto inizi sullo sfondo di forti desideri da parte del
movimento degli allevatori biologici, che espressero interesse
per lomeopatia nei termini appena esposti. Un progetto era gi
iniziato nel 1995, e comprendeva studi di letteratura, visite ad

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ARSIA

altri paesi europei, e acquisenndo esperienza pratica sulle situazioni degli allevamenti biologici danesi.
La raccolta diretta dei dati di questo studio avvenne nel
periodo dal gennaio 1996 al gennaio 1997. Il gruppo di studio
era costituito da 10 allevatori biologici e dai loro 8 veterinari.
Quattro degli allevatori parteciparono ad uno studio sullallevamento in un caseificio biologico ed espressero il loro interesse
che, in due casi, si spinse allapplicazione alle proprie mandrie
dellesperienza acquisita nei trattamenti omeopatici. Gli altri
allevatori biologici ed un veterinario, informati che questo progetto stava per partire, si misero in contatto con i veterinari responsabili.

Obiettivi del progetto


Gli obiettivi dello studio erano di descrivere la pertinenza, le
motivazioni, gli ostacoli, le possibilit e la praticabilit di applicare lomeopatia nei trattamenti veterinari normalmente usati
nelle mandrie biologiche danesi.

Metodi di ricerca: lapproccio qualitativo


Lo studio fu basato su interviste e visite (da 1-4) alle mandrie
di ogni fattoria, discutendone i problemi pratici ed il punto di
vista degli allevatori sul metodo di trattamento omeopatico. A
tutti gli allevatori ed ai veterinari fu chiesto di scrivere un resoconto per tutti i trattamenti su un diario con pagine standardizzate. Lintero gruppo si incontrato quattro volte durante il
periodo: gennaio, settembre, novembre 1996 e gennaio 1997.
Questo fu fatto per raccogliere informazioni sullo sviluppo
in ciascuna mandria, ed allo stesso tempo per dare ad ogni partecipante la possibilit di essere in contatto con qualcun altro
nella stessa situazione. Due veterinari con una certa esperienza
furono invitati ad ogni meeting per riferire la loro esperienza e i
loro punti di vista. Lintenzione era di dare ai partecipanti alcune informazioni e di discutere le loro reazioni a quello che veniva detto. In altre parole, gli studi includevano alcuni elementi
sperimentali e di interazione. Appunti dettagliati furono presi
da tutti gli incontri che furono inclusi nei dati dello studio.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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Esperienze da un anno di applicazione


dellomeopatia negli allevamenti biologici
Due motivazioni principali per volere
i trattamenti omeopatici
Gli allevatori ed i veterinari che mostrarono interesse nel
trattamento omeopatico usarono due argomenti principali. Uno
di questi fu unattrazione verso il modello di salute e malattia,
che era preminente nel trattamento olistico, ed i metodi di trattamento orientati-verso-il-paziente. Laltra motivazione principale fu un desiderio di evitare antibiotici a causa dellaumento
della resistenza dei batteri a questi e del tempo di attesa necessario dopo il trattamento. Sembra pi facile definire la salute nei
termini di quello che non : la libert dalla malattia, lassenza della sofferenza, ecc. In altre parole: noi parliamo della
salute e focalizziamo lattenzione sulla malattia, nonostante
siamo coscienti del fatto che la salute pi che lassenza della
malattia.
Sembra che definiamo ancora la salute in termini dellassenza di qualcosa di anormale. Questo deve avere uninfluenza
diretta sul nostro punto di vista sullindividuo vivente, e conseguentemente anche sulle nostre strategie di gestione, sulle nostre azioni ed i nostri sforzi di dare salute. Noi dirigiamo i
nostri sforzi verso la prevenzione delle malattie invece che verso il prendersi cura. Il guardare alla salute riporta lo sguardo
verso lindividuo ed il gruppo di individui, mentre una data
malattia pu essere definita anche a prescindere dalla presenza di questa in qualsiasi individuo vivente. Quando si parla di
malattia, la malattia diventa il soggetto.
Il soggetto quando si parla di salute lindividuo vivente.
Questo obiettivo fornisce una visione pi ampia, invece di
restrizioni, sebbene sia pi difficile da gestire. Tale argomento fu
discusso regolarmente dagli allevatori e dai veterinari che erano
attratti dal modo in cui lomeopatia vede la salute.

Lo scetticismo diffuso
Le barriere sulluso dellomeopatia furono alzate in modo
particolare dai medici veterinari. In Danimarca, leducazione
veterinaria basata su un modello della malattia strettamente biomedico, ed uno degli ostacoli per prendere sul serio lomeopatia
stata la mancanza di ricerca della causa della malattia. I vete-

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ARSIA

rinari messi a confronto, per la prima volta nelle loro carriere


professionali, con lomeopatia, espressero una generale confusione riguardo al fatto che sono i sintomi del paziente le lineeguida per la scelta della cura; questo fu erroneamente interpretato in alcune discussioni come trattamento sintomatico. Fu molto difficile intendersi su questo punto, poich, in alcune discussioni di gruppo, ci fu una totale mancanza di comprensione e le
persone stavano discutendo su livelli completamente diversi.
Per esempio: la forza vitale non inclusa per niente nel modellodella-malattia bio-medico, e la comprensione di come la forza
vitale dirige lespressione dello squilibrio nei soggetti malati
come spiegato in omeopatia, era un argomento difficile da trattare. Proprio perch lesistenza di una forza vitale non era una
parte integrata nella comprensione del soggetto vivente.
Laltro ostacolo principale per iniziare luso del trattamento
omeopatico fu lo scetticismo contro i rimedi possibili, ed il pensiero di lavorare con lenergia invece che con materiale fisico.

Avendolo provato
Nella terra di confine fra lessere interessati ad un livello teorico e lessere scettici verso un metodo di trattamento senza
radici nella tradizione della bio-medicina e delle scienze naturali, lesperienza pratica sembr giocare un ruolo significativo.
Latteggiamento, quando si erano avute esperienze che fossero
state utili (o provate direttamente o da parenti vicini, o avendole provate sugli animali in una situazione pi o meno disperata)
era: Non posso spiegarlo, ma funziona, e probabilmente un
giorno sapremo perch. Allo stesso modo, la sensazione di successo, mutando un interesse teorico in un fatto e vedendolo funzionare per la prima volta, stava incoraggiando e, fattore pi
importante, mantenendo vivo linteresse.

Condizioni pratiche e A chi lo posso chiedere?


La cooperazione fra lallevatore ed il veterinario fu maggiormente focalizzata quando seguirono il metodo di cura. Gli allevatori biologici furono nella maggior parte dei casi le persone
che mantenevano pi alto linteresse e che lavoravano per capire ed applicare lomeopatia. In un caso, fu stabilita e sviluppata
una cooperazione fra un allevatore biologico (che aveva una formazione come omeopata) ed un veterinario (che aveva seguito
corsi di omeopatia veterinaria).
Due requisiti principali dovevano essere presentati per rea-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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lizzarla: in molti casi lallevatore poteva trovare da s un rimedio, ma voleva un esame clinico pi approfondito del paziente,
ed avrebbe preferito il pagamento del veterinario per aiuto in
cooperazione invece che per trattamento.
Laltro pre-requisito fu la volont del veterinario di essere un
co-operatore e non un esperto. Nei casi di trattamenti bio-medici delle malattie, la conoscenza del paziente di minore interesse ed il veterinario un esperto in malattia. Nel trattamento
omeopatico, lomeopata potrebbe essere lesperto in gruppi di
animali, il proprietario diverrebbe un esperto nella conoscenza
del singolo animale. Questa coscienza riguardante i ruoli delle
persone coinvolte e le aspettative degli uni e degli altri fu un
grande argomento di discussione e cre una significativa confusione, dovendo affrontare un nuovo metodo di trattamento fondamentalmente differente rispetto alla bio-medicina.
Le condizioni pratiche, come nella prassi della struttura veterinaria in Danimarca dove veterinari diversi possono assistere
lo stesso allevatore (o anche lo stesso paziente) per ragioni pratiche (le distanza e le strade da seguire per ogni veterinario),
non permettono il contatto ravvicinato fra questi due soggetti.
Questo potrebbe essere un ostacolo pratico per una buona cooperazione. Un altro fattore importante che avrebbe potuto essere un ostacolo per ulteriori applicazioni era la sensazione di
essere soli con le esperienze, le frustrazioni e le domande, poich relativamente pochi allevatori e veterinari lavoravano seriamente con il metodo di trattamento. Furono fortemente voluti
una rete e/o un partner affidabile, libri in danese e pratiche
linee-guida nelluso di differenti rimedi (le linee-guida dovrebbero essere relativamente semplici allinizio).

Conclusioni
Importanti motivazioni ed ostacoli a livello teorico e pratico,
basati su interviste dettagliate, osservazioni dirette ed analisi
ravvicinate sulle mandrie in esame, furono identificati e descritti. Rilevanti motivazioni nelluso dellomeopatia erano da ricercarsi in un orientamento pi olistico ed in un desiderio di eliminare gli antibiotici.
Per contro, ostacolo alluso dellomeopatia era lo scetticismo
verso i possibili rimedi e la mancanza di comprensione riguar-

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ARSIA

do lapproccio al trattamento orientato verso il paziente.


Ulteriore ostacolo alluso dellomeopatia, quandanche vi
fosse interesse, era la mancanza di conoscenza o educazione
sul campo, la mancanza di un collegamento o di uno sparring
partner per uno scambio di idee e di esperienze, libri scritti in
lingue straniere e condizioni di difficolt nella struttura della
pratica quotidiana, sia come veterinario, sia come allevatore.
Importanti motivi per promuovere la continuazione erano le
prime esperienze di successo degli allevatori, avendo provato
essi stessi il trattamento omeopatico e la sensazione di avere
qualcuno intorno con cui discutere, di cominciare a piccoli passi.
I risultati di questo progetto hanno significativamente contribuito alla conoscenza e ad una seria discussione riguardo alla
responsabilit del trattamento nel caso del trattamento veterinario. Le azioni e le interazioni possono essere solo descritte attraverso appropriati metodi qualitativi di ricerca. La conoscenza di
questa parte dellintero sistema di trattamento deve essere salvaguardata come importante in ordine alla comprensione di un
modello comportamentale di guida alle scelte delluomo, e delle
motivazioni in situazioni concrete.

Un passo oltre: dalle conclusioni


della ricerca alla pratica
Come dirigere i nostri sforzi? La maggior parte dei progetti di
ricerca hanno come obiettivo sostenere nella pratica il sistema di
allevamento, e cos fece questo progetto. Nei prossimi paragrafi
faremo un breve sommario di pratici passi da attuare, alcuni dei
quali sono delle dirette conseguenze delle conclusioni di questo
studio. Lallevamento biologico ancora in fase di sviluppo, cos
come anche lomeopatia in veterinaria. Lomeopatia ancora una
parte limitata dellintero sistema di trattamento veterinario, ma
linteresse sempre vivo e crescente, e la sua struttura, sia per
lallevamento biologico sia per lomeopatia in veterinaria, si
sviluppata in modo quasi drastico nellultimo decennio.

Educazione, collegamenti e supporto pratico


Lomeopatia in Danimarca ancora un metodo di trattamento sconosciuto. La coscienza, comunque, riguardo allimportanza delleducazione e dei necessari collegamenti per sollevare
linteresse dellindividuo nella pratica ha portato alla formazio-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

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ne di un gruppo danese di professionisti che lavorano su animali di grandi dimensioni; un paio di volte durante lanno si
sono incontrati per discutere gli argomenti pi rilevanti, i trattamenti ecc. Inoltre, gli allevatori che volessero entrare in cooperazione con i veterinari od usare lomeopatia nei loro allevamenti, dovrebbero anche essere educati sui principi di base, ad
esempio cosa cercare e come comportarsi nei trattamenti minori. Di conseguenza, dei corsi pi brevi per linizio dei trattamenti omeopatici saranno tenuti durante lautunno-inverno
1998-99. Il primo team di veterinari scandinavi dovrebbe sostenere lesame in omeopatia veterinaria nel settembre 1999.

La combinazione dellomeopatia
e la cura della salute in generale
Come precedentemente affermato: focalizzare lattenzione
sulla salute anzich sulla malattia/assenza di malattia fa una
grande differenza nel nostro modo di gestire lindividuo vivente ed agire in situazioni pi o meno-critiche. Ma, come agire in
pratica in accordo con questa prospettiva? Come non cadere
dentro la trappola dellevitare le malattie piuttosto che prendersi cura della salute, ad esempio sostenendo il naturale comportamento dellindividuo vivente.
NellORGANON, Hahnemann sottolinea limportanza della
rimozione degli ostacoli per la cura come una parte integrante
del trattamento. Questo dovrebbe essere preso sul serio: una
generale applicazione dei trattamenti omeopatici dovrebbe
essere combinata con una promozione della cura della salute
nella mandria, includendo un continuo dialogo tra i partners
coinvolti. Alcuni veterinari che esercitano la professione cominceranno a combinare il servizio di consulenza sulla salute con il
trattamento omeopatico a breve termine.

La ricerca nellomeopatia veterinaria


Sembra esistere un conflitto, rispettivamente, fra gli interessi
della ricerca dellomeopatia ed i trattamenti della veterinaria
biomedica. Con una certa estensione, come se ci fosse una scelta da fare dai movimenti di omeopatia veterinaria: su cosa focalizzare ed esplicare lenergia della futura ricerca. Alcuni progetti sono gi in fase di sviluppo. Uno di questi di avviare un
gruppo internazionale di ricercatori, che potrebbe dare consigli
e fare commenti sui piani di ricerca, ed in questo modo assicurare la qualit dei progetti di ricerca. Un obiettivo di questo

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ARSIA

gruppo potrebbe essere portare potenziali collaboratori in contatto reciproco. Questo fu discusso nel laboratorio: Pertinenza
dellomeopatia veterinaria nelle mandrie biologiche, applicabilit pratica e prospettive future (Rapporto interno n. 90. Istituto
Danese di Scienze Agrarie, pp. 88-89).
Nel panorama letterario di molti studi di omeopatia veterinaria, si deve concludere che molti dei progetti di ricerca sono
poveramente spiegati, e quindi difficile ottenerne una conoscenza specifica. Ad esempio una delle affermazioni di molti
autori che una certa percentuale degli animali soggetti di studio tornano in salute senza definire il concetto di salute: mancanza di malattie, assenza di sintomi clinici o ?
Dalle fonti letterarie, si deve anche concludere che possibile estrapolare progetti di ricerca che sono accettabili da un
punto di vista omeopatico, ed allo stesso tempo accettabili da
un punto di vista biomedico. Molto spesso, il metodo di trattamento omeopatico viene provato, permettendo ai ricercatori di
scegliere un rimedio omeopatico per ciascun paziente. In alternativa, possibile includere o escludere i pazienti in modo da
farli rientrare nel quadro generale dei rimedi.
In conclusione, non pu essere rifiutato come impossibile il
mettere in pratica la sperimentazione clinica dei rimedi omeopatici. Deve essere comunque ricordato che la sperimentazione clinica
tradizionale non porta nuova conoscenza allomeopatia. Tutte le
sperimentazioni, senza compromessi, dovrebbero essere costruite
e sostenute con una informazione omeopaticamente rilevante,
includente osservazioni dettagliate ed annotazioni su ogni animale (ad es. le modalit). Questo modo di operare assicurer che le
sperimentazioni dei rimedi omeopatici portino comunque conoscenza, cosa che risulter sicuramente interessante e nuova.

Note
1

BAARS T., ELLINGER L. (1997), The relation between organic husbandry and
homoeopathy: the prevention approach, in Veterinary homoeopathy in organic herds.
Relevance, practical applicability and fture perspectives. Internal Report no. 90,
Danish Institute of Agricultural Sciences, 5-11.
2

SGAARD A.B. (1997), Organic Agriculture and Alternative Medicine: Paraceis


and Paradigms in OLESEN S.G., EIKARD B., GAD P., HG E., Studies in Alternative
Therapy 4. Lifestyle and Medical Paradigms, INTRAT Odense University Press,
Denmark, 150-163.

Approccio omeopatico veterinario


in un allevamento di bovini da latte
di alta qualit e ad indirizzo biologico
Franco Del Francia, Scuola Superiore Internazionale
di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi, Cortona (AR)

Stefano Freato, Azienda Agraria Meridiana, Buonconvento (SI)


Chiara Parenti, ARSIA - Regione Toscana
Mario Sciarri, Scuola Superiore Internazionale
di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi, Cortona (AR)

Premessa e scopi della ricerca


La sperimentazione in campo rappresenta uno scopo
importante, fra gli altri, per cui nata la Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia Veterinaria di Cortona. La sperimentazione infatti rappresenta la prova di conferma di tutti i principi a suo tempo stabiliti dal corpus dottrinario dellOmeopatia.
Allo stato attuale e nel settore specifico della Zootecnia noi
stiamo vivendo in un contesto che necessita ed avr sempre pi
bisogno di informazione corretta.
Quindi questa relazione ufficiale, in un convegno che vede
riuniti allevatori, veterinari, funzionari di Enti locali e non, politici, amministratori, fa parte di un quadro dinformazione che
relazioner sui risultati in situazioni reali dellapplicazione della
metodologia omeopatica corretta. Linformazione inoltre ci dar
una serie di segnali sulla situazione attuale anche in altri paesi
(Germania-Danimarca-Svizzera), completando in tal modo il
quadro generale ed attuale nel settore della Zootecnia biologica.
Riteniamo che le conclusioni di questo convegno debbano essere divulgate e conosciute nella maniera pi ampia possibile e di
questo dobbiamo ringraziare gli Enti che vi hanno partecipato
(ARSIA, AIAB, AIA, Provincia di Arezzo e Scuola Superiore di Omeopatia Veterinaria di Cortona).
LARSIA-Regione Toscana ha concretamente contribuito alla
realizzazione della sperimentazione dal punto di vista finanziario
e con lapporto della dott.sa Chiara Parenti. La convenzione fra la
Scuola Superiore di Cortona ed ARSIA della durata di tre anni da
rinnovarsi ogni anno in relazione ai risultati ottenuti, ha previsto
un finanziamento per la ricerca in oggetto, in parte diretto al con-

40

ARSIA

trollo della sperimentazione da parte di veterinari omeopatici


della Scuola di Cortona ed in parte destinato alle spese di acquisto
di farmaci e/o premiscele omeopatiche.
Dallesame dei dati elaborati nel corso della ricerca, appare
chiaramente che i protocolli di sperimentazione hanno avuto
una impronta soprattutto pratica (parametri clinico-terapeutici,
preventivi e produttivi), quindi rivolti alle condizioni reali di
allevamento, senza alcuna pretesa di scientificit.
Secondo noi era importante, tenendo conto dei mezzi a
disposizione, segnalare le reali possibilit di allevamento conseguenti allapplicazione dellOmeopatia Veterinaria e con quali
risultati. Durante questo convegno verranno presentate altre
relazioni in situazioni similari di allevamento ed in altre zone,
con controlli obiettivi di test di laboratorio (profilo immunitario), le quali non potranno che confermare quanto stato riscontrato nella nostra ricerca.
Tutto questo materiale a noi sembra di estremo interesse
anche in Patologia Comparata con la specie umana, poich
quanto stato evidenziato per allevamenti animali assolutamente comparabile con la situazione in campo umano.
Lallevamento di bovine frisone da latte dellAzienda
Agraria Meridiana di Buonconvento (SI) stato prescelto per
questa ricerca per le seguenti ragioni:
lallevamento produce latte di alta qualit (controlli APA
di Siena e Centrale del latte di Grosseto);
lallevamento indirizzato al settore della agricoltura biologica;
significativamente lazienda, in relazione ai risultati ottenuti nel triennio di sperimentazione omeopatica, ha deciso la
riconversione totale al settore biologico;
lallevamento di queste dimensioni (150 capi in mungitura
ed altrettanti di rimonta) in grado di fornire dati particolarmente significativi dal punto di vista statistico.
Inoltre ci preme di sottolineare gli scopi principali di questa
sperimentazione per dimostrare quanto segue:
a) verificare se prodotti omeopatici costituzionali di base
siano in grado di influire sullo stato sanitario e sulle performances produttive (in quantit e/o qualit) di gruppi di bovine da
latte con risultati statisticamente significativi;
b) verificare leffetto placebo zero (significativo in Patologia
Comparata con la specie umana) dimostrabile con la corretta

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

41

applicazione dellOmeopatia Veterinaria in condizioni reali di


allevamento e su numeri consistenti di soggetti;
c) verificare leffetto residuo e/o accumulo zero che si ottiene con
lapplicazione corretta di farmaci omeopatici a dosi minime
(microdosi) ed in ogni modo largamente inferiori al limite stabilito per Legge (1 p.p.m. art. 1 DL n. 110 del 17 marzo 1995).
Queste sostanze omeopatiche sono applicate ad altissime diluizioni, assolutamente prive delle molecole della sostanza di partenza e quindi sicuramente esenti da effetti secondari;
d) verificare leffetto impatto ambientale zero collegato a luso di
farmaci omeopatici ad alta diluizione. Questo impatto sullambiente, legato alla presenza massiccia di molecole farmacologiche di sintesi chimica nei mangimi e nei cicli di terapia veterinaria, ha unazione estremamente subdola e scarsamente verificabile. Luso costante di questi principi attivi (terapia e/o profilassi di massa), attraverso i reflui degli allevamenti (feci-urineacque di lavaggio), provoca un impatto ambientale di vasta e
profonda portata. Il vero ed obiettivo impatto ambientale zero si
potr ottenere solo con farmaci omeopatici perch privi di molecole e con azione a differenti livelli organici in modo pi globale (azione di informazione e/o di stimolo);
e) verificare leffetto generale sul benessere animale (Regolamenti UE 2078/92-2080/72 - Legge n. 623, 14 ottobre 1985) con
ripercussioni in positivo sulla qualit degli alimenti dorigine
animale rispetto alla quantit. Il miglioramento delle condizioni
fisiologiche degli animali (movimento, aereazione, socializzazione, trattamenti farmacologici naturali, ecc.) comporta ripercussioni positive sui bilanci aziendali e lapplicazione corretta
dellOmeopatia Veterinaria (prevenzione e terapia) concorre in
modo consistente a questa tendenza, pertanto con scopi sociosanitari. Tutto ci da attribuire anche in buona parte al mutamento delle tendenze alimentari dei consumatori come stanno
dimostrando recenti ricerche di marketing;
f) verificare infine le notevoli difficolt logistiche e di programmazione che abbiamo incontrato nella sperimentazione,
nella suddivisione precisa fra il gruppo di bovine trattate con
metodi omeopatici ed il gruppo di controllo, trattato con metodi tradizionali. In queste tipologie dallevamento esistono infatti indispensabili logiche di spostamento da un settore allaltro e
per ogni soggetto in relazione alla sua produzione, allo stato di
asciutta, malattie, parto, ecc. Questi spostamenti comportano

42

ARSIA

assistenza, personale addetto, alimentazione differenziata e


quanto altro necessario. Di conseguenza una ricerca sperimentale con caratteristiche strettamente scientifiche e su numeri statisticamente significativi di bovini, avrebbe richiesto altre tipologie di protocollo, altre strutture ed altre basi economiche.

Materiali e metodi
Lallevamento di bovini di razza frisona da latte, inscritti al
libro genealogico (controlli mensili APA di Siena, ufficialmente
indenne da TBC-Leucosi-Brucellosi), con il metodo della randomizzazione stato suddiviso in due gruppi allincirca uguali
come numero:

Gruppo trattato omeopaticamente


Soggetti allevati con alimentazione unifeed, integrata con premiscela omeopatica denominata OMEOLAT (sequenza di farmaci
omeopatici costituzionali fornita da OMEONATUS srl Foiano
Arezzo). Il prodotto stato somministrato con grammi 20 procapite al giorno per 7 giorni ogni mese e miscelato nel carro unifeed. In questo stesso gruppo per qualsiasi tipo di patologia sono
stati adoperati prodotti omeopatici veterinari unitari o complessi forniti dalla medesima ditta. Nel terzo anno di sperimentazione il trattamento stato effettuato, per comodit, per via
parenterale a livello individuale mensile, mantenendo le condizioni generali di allevamento del tutto omogenee.

Gruppo di controllo trattato con metodi tradizionali


Soggetti alimentati con il medesimo unifeed e con nuclei vitamino-minerali nel commercio. In caso di comparsa di patologie
sono stati impiegati farmaci tradizionali.
Da segnalare che tutti i soggetti dellallevamento comprese le
manze di rimonta dal 1994 non sono stati sottoposti a trattamento immunizzante per IBR-BHVD, ecc.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

43

Conclusioni
Dallesame dei dati del triennio si pu dedurre che possibile ottenere in allevamenti di bovini da latte risultati produttivi e clinici positivi con lapplicazione corretta della metodologia
omeopatica. Tutto questo possibile farlo in situazioni reali di
allevamento senza causare, in tempi brevi o medi, delle situazioni negative dal punto di vista morboso. da rilevare inoltre
la maggiore resistenza dal punto di vista organico-immunitario
dimostrata dalla sperimentazione omeopatica.
Da una media dei parametri considerati nel protocollo dei tre
anni di sperimentazione, risulta evidente un effetto positivo del
trattamento omeopatico sul gruppo assegnato, sia a livello di
miglioramento dei parametri produttivi, sia a livello dei parametri sanitari. In proposito da rilevare un aumento dei parti
gemellari nel gruppo omeopatico, con frequenti ritenzioni di
placenta non da infiammazione ma da scarsa tonicit uterina. Se
questo dato verr confermato in altre sperimentazioni e in altre
situazioni ambientali, potrebbe far indirizzare ad un tipo di stimolazione specifica dei prodotti omeopatici costituzionale sullasse ipotalamo-ovarico.
In conclusione allo stato attuale ci riteniamo in grado di stabilire quanto segue:
a) non esistono ormai ragionevoli dubbi o riserve sulla obiettiva efficacia dei medicinali omeopatici anche nel settore degli
allevamenti di bovini da latte di grandi dimensioni;
b) le strutture tecnologiche moderne di questo tipo di allevamenti non sono di ostacolo per una corretta applicazione dei
medicinali omeopatici;
c) in queste condizioni di allevamento la via di somministrazione pi indicata sicuramente quella orale, mescolando i prodotti omeopatici nei mangimi oppure attraverso il circolo dellacqua di bevanda. Restiamo dellopinione per che pu essere
tranquillamente usata anche la via parenterale (sottocute-intramuscolo ecc.) nonostante il parere contrario del Ministero della
Sanit, in quanto i prodotti omeopatici sono di regola autosterili (alcool a 20-30 volumi);
d) lo stoccaggio dei medicinali omeopatici semplificato
perch sufficiente evitare la luce diretta, il contatto con essenze volatili forti, lumidit e la vicinanza di forti sorgenti di elettromagnetismo;

44

ARSIA

e) lapplicazione corretta e su numeri consistenti di capi ha


stabilito risultati alla pari con le metodologie classiche, ma in
tempi pi lunghi sicuramente risultati superiori (rapporto/
costo/beneficio resa finale qualit dei prodotti animali
praticit della metodologia assenza di tempi di sospensione,
recupero economico ecc.).
Occorre segnalare che queste dimostrazioni obbiettive non
sono solo relazionabili alla condizione sanitaria ottimale, ma
evidenziano un aspetto molto importante e favorevole per la
comunit, influenzando in modo positivo il benessere degli animali trattati.
Sarebbe infine auspicabile che queste sperimentazioni si
possano ripetere in altre condizioni ambientali, con lapplicazione di protocolli pi completi e con lo scopo di ottenere conferma obbiettiva a livello scientifico corretto.

Estratto
Approccio omeopatico veterinario
in un allevamento di bovini da latte di alta
qualit e ad indirizzo biologico
F. Del Francia, S. Freato, C. Parenti, M. Sciarri
Scopo primario della sperimentazione clinica in campo
quello di ottenere conferme ai principi omeopatici.
La sperimentazione omeopatica descritta in questo lavoro,
ha avuto la durata di tre anni in un allevamento di bovini da
latte di razza frisona (150 capi in produzione): il 50% dei bovini
sono stati trattati con la metodologia omeopatica ed il 50% con
metodi tradizionali.
La sperimentazione stata realizzata con il contributo dellARSIA-Regione Toscana, programmata con parametri di protocollo soprattutto pratici (parametri clinico-terapeutici, preventivi e produttivi) rivolti a condizioni reali di allevamento senza
pretese di scientificit.
I prodotti omeopatici sono stati somministrati a livello preventivo con cadenza mensile (sette giorni al mese, gr. 20 pro
capite in polvere di lattosio impregnata di prodotto omeopatico
- OMEOLAT) e nel III anno di esperimento per via parenterale
per praticit.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

45

Gli scopi principali dellesperimento erano diretti alle


seguenti verifiche:
a) uso di prodotti omeopatici costituzionali (mirati per la specie bovina) in grado di ottenere performances produttive alla pari
dei metodi tradizionali per senza manifestare effetti morbosi
negativi;
b) ottenere leffetto placebo zero in condizioni reali di grandi
gruppi omogenei di soggetti animali: parametro fra laltro molto
significativo in Patologia Comparata con la specie umana;
c) ottenere leffetto residuo e/o accumulo zero con luso di microdosi omeopatiche, sempre inferiori ad 1 p.p.m (art. 1, DL n. 110
del 17 marzo 1995);
d) ottenere leffetto impatto ambientale zero usando prodotti
omeopatici privi di molecole della sostanza di partenza e di conseguenza reflui dallevamento (urine, feci, acque di lavaggio)
senza molecole chimiche di sintesi;
e) ottenere effetti generali positivi sul benessere animale con una
significativa riduzione dei problemi morbosi clinici, conseguente miglioramento delle condizioni fisiologiche e pertanto un
marcato miglioramento delle qualit dei prodotti di origine animale ottenuti in allevamento;
f) evitare luso delle vaccinazioni IBR-BHVD, sempre causa di
stress nei soggetti trattati, in quanto i prodotti omeopatici stimolano la risposta immunitaria generale.

Conclusioni
Dallesame dei dati ottenuti con questa sperimentazione,
possibile dedurre che, in condizioni reali dallevamento di bovini da latte, si ottengono risultati produttivi positivi in quantit e
qualit con la corretta applicazione della metodologia omeopatica, senza causare situazioni morbose negative dal punto di
vista clinico in tempi medi o lunghi e senza ricorrere a interventi di profilassi diretta o trattamenti con molecole di sintesi chimica. Evidentemente in tal modo lapplicazione della metodologia omeopatica rispetta i parametri della zootecnia biologica
ed anche quelli della zootecnia tradizionale; contribuisce in tal
senso a migliorare notevolmente il benessere animale, ottenere
prodotti di origine animale (latte e carne) con residuo zero, evitare limpatto sullambiente con i residui di farmaci e in definitiva portare un notevole contributo in positivo in senso sociosanitario-economico per la societ.

46

ARSIA

Parametri produttivi di allevamento


Gruppo Omeopatico

Gruppo di controllo

I anno

II anno

III anno

I anno

II anno

III anno

Produzione latte (305 gg.)

10201

10403

10466

10020,39

10110

10479

% media di sost. grassa

3,70%

3,59%

3,65%

3,48%

3,56%

3,56%

% media proteine

3,33%

3,27%

3,27%

3,26%

3,29%

3,26%

404,4

417

412

429,41

417

414

Inseminaz. per gravidanza

2,62

2,81

2,91

3,00

2,89

2,94

Cellule somatiche (x1000)

202

215

216

237

220

222

Periodo interparto (gg.)

Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

10500
10400
10300
10200
10100
10000
9900
9800
9700
I anno

II anno

III anno

Produzione latte (305 giorni)


Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

3,70%

3,65%

3,60%

3,55%

3,50%

3,45%

3,40%

3,35%
I anno

Percentuale media sostanza grassa

II anno

III anno

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

3,34%

3,32%

3,30%

3,28%

3,26%

3,24%

3,22%
I anno

II anno

III anno

Percentuale media proteine

Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

430
425
420
415
410
405
400
395
390
I anno

II anno

III anno

Periodo interparto (giorni)

Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

3
2,9
2,8
2,7
2,6
2,5
2,4
I anno

Numero cellule somatiche (x 1.000)

II anno

III anno

47

48

ARSIA

Gruppo Omeopatico

Gruppo di Controllo

240
230
220
210
200
190
180
I anno

II anno

III anno

Numero inseminazioni per gravidanza

Incidenza affezioni trattate


Gruppo Omeopatico

Gruppo di controllo

I anno II anno III anno

Mastiti
Metriti
Ritenzioni placenta
Sindrome dismetaboliche
(paresi - collassi - infertilit - dislocazioni)

I anno

II anno III anno

7
6
7

2
2
2

2
2
1

18
10
4

10
8
6

16
12
7

Mastiti

Ritenzioni placenta

Metriti

Sindromi dismetaboliche

18
Gruppo omeopatico

Gruppo di controllo

16
14
12
10
8
6
4
2
0
I anno

II anno

III anno

Grafico incidenza affezioni trattate

I anno

II anno

III anno

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Parametri produttivi di allevamento - Gruppo omeopatico


I anno

II anno

Produzione latte (305 gg.)

10201

10403

10466

% media di sost. grassa

3,70%

3,59%

3,65%

% media proteine

3,33%

3,27%

3,27%

404,4

417

412

Inseminaz. per gravidanza

2,62

2,81

2,91

Cellule somatiche (x1000)

202

215

216

Periodo interparto (gg.)

10500

Gruppo omeopatico

III anno

Gruppo di controllo

10400
10300
10200
10100
10000
9900
9800
9700
I anno

II anno

III anno

I anno

II anno

III anno

Parametri produttivi di allevamento: Produzione latte (305 gg.)

Gruppo omeopatico

Gruppo di controllo

3,70%
3,65%
3,60%
3,55%
3,50%
3,45%
3,40%
3,35%
I anno

II anno

III anno

I anno

II anno

Parametri produttivi di allevamento: Percentuale media


di sostanza grassa

III anno

49

50

ARSIA

Bibliografia
1 - ALLEN H.C., Keynotes and caracteristics, 1978, Ed. Thorsons Ltd., GB.
2 - AUBRY-BARDOULAT, Manuel dHomeopathie veterinaire, 1956, Ed. Baillre, FR.
3 - BEUCCI B., Trattato di Terapia omeopatica, 1979, Ed. Siderea, Roma.
4 - BINET C., LHomeopathie pratique, 1972, Ed. Dangles, Paris.
5 - BOERICKE W., Materia Medica with Repertory, Ed. Boericke, USA, 1927.
6 - BOERICKE W.M., Compendio principi di Omeopatia, Ed. Scuola Superiore
Internazionale Omeopatia Veterinaria, Cortona (AR), 1995.
7 - CLARKE J.H., Dictionary of pratical Mat. Med., Ed. Jaim Plb, ND.
8 - CLARKE J.H., The Prescriber, 1972, Ed. Health Sc. Press., GB.
9 - DAY C., The homoeopathic treatment of small animals, Ed. Daniel C., 1990, GB.
10 - DEL FRANCIA F., Trattato di Omeopatia Veterinaria, 1979, Ed. Siderea, Roma.
11 - DEL FRANCIA F., Omeopatia Veterinaria, Ed. Red/Studio redaz., Como, 1990.
12 - DEL FRANCIA F., Riflessioni di Omeopatia in Veterinaria, Ed. Scuola Superiore
Internazionale di Omeopatia Veterinaria 1997, Cortona (Ar).
13 - DEL FRANCIA F., Omeopatia Veterinaria e Psicopatologia del cavallo, Ed. Demetra,
Casa Verde, Sommacampagna (Vr), 1990.
14 - BOERIKE W.M., Compedio principi di Omeopatia, Ed. Scuola Super. Internaz.
Omeopatia Veterinaria 1995, Cortona (Ar).
15 - DEL FRANCIA F., BRIZIOLI N., Indagine sul trattamento omeopatico in allevamenti
avicoli intensivi, 1991, Riv. Avicultura, Edagricole, n. 10.
16 - DEL FRANCIA F., SCIARRI M., Malattia emorragica virale del coniglio e della lepre,
Riv. Coniglicultura, 1990, Edagricole.
17 - DEL FRANCIA F., LOmeopatia in Veterinaria, Centro Lanfranchi, Firenze, 1982.
18 - DEL FRANCIA F., Laltra medicina, Rivista Scienza Veter., Milano, 1985.
19 - DEL FRANCIA F., Lomeopatia nelle malattie degli ovi-caprini, 8 articoli, dal n. 12
al n. 19, Rivista Terra Biodinamica, Milano, 1985-85.
20 - DEL FRANCIA F., Eugenetica omeopatica in Veterinaria, Progr. Vet., 1982.
21 - DEL FRANCIA F., Omeopatia e Patologia animale, Riv. Empedocle, 1984.
22 - DEL FRANCIA F., Omeopatia e Veterinaria, Rivista Natom, Milano, 1987.
23 - DEL FRANCIA, CASINI, BOSI, Studio sulleffetto del rimedio omeopatico Caulophyllum sulle scrofe nellultimo periodo di gravidanza, Riv. Suinicultura,
Edagricole, n. 10, 1990.
24 - DUPRAT H., Materia Medica Omeopatica, Ed. Palombi, Roma.
25 - GENGOUX P., Manuel dHomeopathie Veterinaire, Ed. Maloine, 1979, Paris.
26 - GIBSON, MILLERS R., Relation ship of remedies, Ed. Abeda Press, London.
27 - GUNTHER F.A., Manuale di Medicina Veterinaria Omeopatica, Ed. Panbianchi
1865.
28 - HAHNEMANN S.C.F., Omeopatia, (Organon), VI ed., 1977, Ed. Edium, Milano.
29 - HAHNEMANN S.C.F., Malattie Croniche, 1980, Ed. Edium, Milano.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

51

30 - BOERIKE W., Materia Medica with Repertory, Ed. Boericke, USA, 1927.
31 - GRANDGEORGE D., Spirito del rimedio omeopatico, Ed. Proposte nuove, Torino,
1996.
32 - KENT J.T., Lezioni di Omeopatia, Ed. Edium, Milano, 1978.
33 - KENT J.T., Repertory, Ed. Sett Day, Calcutta, 1974.
34 - KENT J.T., Materia Medica Omeopatica, Ed. Red/Studio redaz., Como, 1983.
35 - HUNTER F., Before the Vet calls, Thorsons Ltd., GB, 1984.
36 - MACLEOD G., The treatment of horses by homoeopathy, Healt Sc. Press, GB, 1979.
37 - MACLEOD G., The treatment of cattle by homoeopathy, Healt Sc. Press, GB, 1981.
38 - MACLEOD G., Veterinary Materia Medica with Repertory, Ed. Daniel G., GB, 1983.
39 - QUENTIN P., Guide dHomeopathie, Ed. Doin, Paris, 1982.
40 - ROBERTS H.A., Omeopatia: principi ed arte del curare, Ed. Mediterranee, Roma.
41 - ROGER E., Precis dHomeopathie, Ed. Doin, Paris, 1978.
42 - ROSENBERG V., Pocket book of Veterinary, Ed. Medical Practice, ND, 1989.
43 - RUFFORD E.H., The manual of homoeopathic medicine, Ed. B. Tain Plb, ND, 1978.
44 - SCHMIDT P., Quaderni dOmepatia, 1-2-3-4-5, Ed. Edium, Milano.
45 - SHEPPARD K., The treatment of dogs by homoeopathy, Health, Sc. Press, GB.
46 - SHEPPARD K., The treatment of cats by homoeopathy, Health, Sc. Press, GB.
47 - TETAU M., Homeopathie, Ed. Maloine, 1978, Paris.
48 - TETAU M., Materie medicale homeopathique clinique, Ed. Maloine, 1979, Paris.
49 - VANNIER L., LOmeopatia nelle malattie acute, 1976, Ed. Palombi, Roma.
50 - VITOULKAS G., Essenze psicopatologiche del rimedio omeopatico, Ed. Proposte
nuove Mirdad, Torino, 1997.

Trattamento omeopatico e controllo


del profilo immunitario in allevamenti
di bovini da latte in Lombardia
Nicoletta Colombo, Medico Veterinario, Milano
Ivonne Archetti, Manuela Fazia, Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Lombardia e dellEmilia, Brescia

Giuseppina Brocheler, Franco Del Francia


Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia Veterinaria
Rita Zanchi, Cortona (Arezzo)

Scopo del presente lavoro stato quello di valutare leffetto


di un rimedio omeopatico di specie in bovine da latte di razza
frisona di allevamenti della Lombardia.
Lutilizzo di tale rimedio consigliato per ripristinare lomeostasi metabolica del soggetto. A tal fine abbiamo utilizzato
come indicatori obiettivabili delleffetto del prodotto la valutazione della fertilit e il profilo immunitario per accertare
eventuali alterazioni ematologiche di alcuni fattori di immunit
non specifica.

Prova sperimentale
La sperimentazione stata condotta su 58 bovine di razza
Frisona Italiana appartenenti a sei allevamenti della Lombardia
a stabulazione libera, con buona conduzione, alimentazione
simile e con produzioni medio alte (vedi Tab. A).
Gli animali a circa trenta giorni dal parto sono stati suddivisi in animali di primo parto (n. 28) e pluripare (n. 30).

Tabella A
Azienda

a)
b)
c)
d)
e)
f)
Valori medi

n. bovine da latte

produzione ql.

gg. parto/concep.

n. f.a./grav.

133

99,70

139

2,2

148
141
174

89,71
84,55
87,78

118
134
126

2,1
2,3
2,2

130
215
156

97,29
98,66
92,95

138
173
134

2,1
2,9
2,3

81,3**
0,55
27,8
12,8**
9,6**
29,8
27,9
2,3
96,8
7741**
19,8
8
7,7**
8,8
11,6**
32,9
43,6**
15,2**
35,6**
448,4
54,8
4,8

2,1

0,8

3,8

3,5

1,6

2,2
158,4

9,6

1,2

11,5

0,1

7,8

2,0

1,6

3,8

2,2

0,8
2083

35

2 prelievo

* = p < 0,05 (t di Student per dati appaiati);

0,8b
2,5
0,7
3,4
3,5
1,5
2,3
378,4
12,7
2,1

7,2b
0,1
3,4
1,7
1,3
5,6
6,5
2,4
2,4
961,2
9,9

Gruppo controllo
1 prelievo

75,9a
0,56
27,1
11,2
8,4
28,9
24,7
2,3
97,1
2091
8,1
5
7a
8,5
11
34
49
15,9
32,5
548,3
49,6
4,3

b = deviazione standard;

27
23
27
27
27
27
27
27
23
23

RBC (per 106/l)


WBC (per 103/l)
Hgb (g/dl)
Hct (%)
MCV (fl)
MCH (pg)
MCHC (%)
Plt (per 103/l)
Linfociti (%)
Linfociti (per 103/l)

a = media;

27
27
27
27
27
27
27
27
27
14
27

n.

Protidemia (g/l)
A/G
Albumine (g/l)
Alfa globuline (g/l)
Beta globuline (g/l)
Gamma globuline (g/l)
Complemento C H 50/150/l
Lisozima (g/ml)
Battericida (%)
Blastizzazione (cpm)
Aptoglobina^ (mg/dl HbBC)

Test

** = p < 0,01

21
19
21
21
21
21
21
21
19
19

20
20
20
20
20
20
21
21
21
9
21

n.

75,9
0,56
27,5
11,4
8,1
28,6
22,0
2
95
2879
6,4
2
6,5
7
10,4
31,9
49,2
16,2
32,8
482
47,6
3,2

7,3
0,1
3,7
1,5
1,4
4,5
3,5
0,6
5,6
2005
6,2

0,6

1,8

0,7

2,7

2,9

1,4

2,1
158,7

15

79,7
0,55
28,5
13,1
9,1
28,6
28,3**
1,9
96,8
6135**
19,5
4
8*
7,9
11,9**
34,5
42,8**
15**
34,9**
435,6
53,3*
4,2*

1,4

1,9

1,1

5,8

2,8

1,7

3,5
174,9

4,6

0,9

12

0,1

3,9

2,2

1,8

5,3

5,6

0,6

1,1
2084
32,3

Gruppo trattato
1 prelievo
2 prelievo

Tabella B - Parametri ematochimici a sfondo immunitario

54
ARSIA

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

55

Trattamento
Il prodotto usato (rimedio in sequenza: OMEOLAT-Ditta
OMEONATUS srl, Foiano della Chiana-Arezzo) viene consigliato
come integratore ottenuto con prodotti naturali e specifici per
bovine da latte, da somministrare durante la lattazione.
Gli animali sono stati suddivisi in due gruppi: animali trattati (14 primipare + 14 pluripare) e animali di controllo (8 primipare + 22 pluripare).
Le bovine trattate sono state sottoposte a 4 somministrazioni
a distanza di un mese ciascuna, seguendo le indicazioni della
ditta produttrice.

Prelievi
Sono stati eseguiti due prelievi di sangue (una provetta di
sangue senza anticoagulante e una con K3EDTA) allinizio della
sperimentazione (giorno zero) e dopo circa due mesi dallultima
somministrazione del prodotto.

Esame clinico
Tutte le bovine sono state sottoposte ad una visita clinica al
tempo 0, al fine di valutare le condizioni generali degli animali,
lo stato di involuzione dellutero e la funzionalit ovarica.
Gli animali sono stati seguiti clinicamente fino al termine
della sperimentazione.

Esami di laboratorio
Sono stati analizzati alcuni parametri chimico-clinici a sfondo immunologico: composizione quali/quantitativa delle principali proteine seriche mediante elettroforesi in acetato di cellulosa ed analisi densitometrica, protidemia totale, lisozima, complemento emolitico totale, attivit battericida, blastizzazione
linfocitaria da mitogeni; le metodiche analitiche relative a tali
determinazioni sono gi state descritte (Amadori et alii, 1994).
Le indagini ematologiche (10 parametri ) sono state eseguite con
apparecchio semi-automatico ad impedenza (SEAC, Firenze).

Esame statistico
Le differenze quantitative tra i valori di un gruppo fra due
prelievi sono state controllate mediante analisi della varianza e
test t sulle coppie.

56

ARSIA

Tab. C - Significativit statistica delle differenze tra i due prelievi


Test

Gruppo controllo

Gruppo trattato

**

**
**

**

**

**

**
**
**

**

**

**

**
**
**

*
*

Protidemia (g/l)
A/G
Albumine (g/l)
Alfa globuline (g/l)
Beta globuline (g/l)
Gamma globuline (g/l)
Complemento C H 50/150/l
Lisozima (g/ml)
Battericida (%)
Blastizzazione (cpm)
Aptoglobina^ (mg/dl HbBC)
RBC (per 106/l)
WBC (per 103/l)
Hgb (g/dl)
Hct (%)
MCV (fl)
MCH (pg)
MCHC (%)
Plt (per 103/l)
Linfociti (%)
Linfociti (per 103/l)
* = p < 0,05;

** = p < 0,01;

^ = test del 2

Risultati profilo immunitario


Per ognuno dei due prelievi stata calcolata la media e la
deviazione standard di ogni singolo parametro allinterno dei
due diversi gruppi (vedi Tabb. B e C).
I parametri in cui si evidenziata una differenza significativa, tra il primo prelievo al tempo 0 e il secondo prelievo, dovuta ad un probabile effetto del trattamento sono: protidemia, alfa
e beta globuline, percentuale e numero assoluto di linfociti sul
numero dei leucociti totale. In particolare la percentuale linfocitaria aumentata significativamente nel gruppo dei trattati;
questo potrebbe rappresentare un miglioramento nelle condizioni di benessere generale dellanimale.

57

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Tabella D
Gruppo

Pluripare controllo
Pluripare trattate
Primipare controllo
Primipare trattate
Controllo
Trattato

n. animali

22
14
8
14
30
28

n. animali gravidi

10a
11a
2b
12b
12c
23c

45%
78%
25%
85%
40%
82%

gg. parto/concep.

n. f.a./grav.

91,8
83,6
65,0
94,0
87,3
89,0

2,4
1,8
1,0
1,4
2,1
1,6

a = n.s.; b, c = p < 0,05

Risultati esame clinico


I dati delle osservazioni effettuate sono nella Tab. D. Nel
gruppo dei soggetti sopposti al trattamento con il rimedio
omeopatico gli indici di fertilit (le percentuali di gravidanza e
il numero di fecondazioni per gravidanza) hanno dimostrato un
pi efficace e veloce recupero della funzionalit utero-ovarica
rispetto al gruppo di controllo.

Profilo immunitario
* Test finalizzati allaccertamento tempestivo di alcuni parametri chimico-clinici ed ematologici a sfondo immunologico.
* Tali test possono fornirci preziose indicazioni riguardo alla
ridotta reattivit immunitaria dellospite.
* Vengono analizzati sia fattori che caratterizzano limmunit specifica sia parametri relativi alla capacit di risposta adattativa umorale e cellulomediata.

Conclusioni
Dalle osservazioni raccolte nella sperimentazione possiamo
concludere che il rimedio costituzionale utilizzato ha portato ad
un visibile miglioramento degli indici di infertilit degli animali trattati ed ha influenzato in modo favorevole landamento di
alcuni parametri del profilo immunitario. Riteniamo vadano
pertanto considerate le possibilit applicative di questo prodotto nellallevamento bovino.

58

ARSIA

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Trattamento omeopatico in buiatria


Maurizio Testadura
Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia
Veterinaria Rita Zanchi, Cortona (Arezzo)
Responsabile Area C dellASL n. 4 di Cosenza

La profonda trasformazione che interessa la nostra societ


percepibile sotto molti aspetti; le tensioni sociali, il modificato
assetto politico, la situazione economica, levoluzione del progresso tecnologico sono eventi che investono la societ attuale in
modo concreto. Del resto i concetti di globalizzazione,
societ post-moderna nonch il prossimo avvento dellEuropa
Unita sono realt che coinvolgono e interessano ogni individuo.
Evidentemente questo dinamico cambiamento interessa
ogni articolazione della societ civile, che, in ultima analisi si
traduce in nuove attese dei cittadini verso la qualit della vita e
dei servizi. Queste nuove attese, nel settore alimentare, si traducono in una richiesta di alimenti salubri e con determinate
caratteristiche dietetiche. Pertanto anche il comparto agro-alimentare, nelle sue componenti dimprenditoria e sanit collegata, pubblica e privata, deve adeguarsi e rispondere a queste
esigenze della collettivit.
Il settore pubblico, con il D.Lgs. n. 508/92 e successive modifiche ha gi previsto e dato risposte a queste esigenze.
Non a caso, con lart. 7 del citato decreto, nellambito dellorganizzazione dei servizi medici veterinari, individuata una
nuova area funzionale, quella delligiene degli allevamenti e
delle produzioni zootecniche pi brevemente Area C con
lo scopo primario di garantire la salubrit delle derrate alimentari sin dal momento di produzione primario.
In tal senso, sono chiaramente illustrative le linee guida in
materia di riorganizzazione della sanit pubblica veterinaria
G.U. del 9 febbraio 1996 dove sono analiticamente considerate le funzioni della nuova Area.
Ritengo che il salto qualitativo del legislatore sia di notevole

62

ARSIA

importanza pratica ai fini dellattivit istituzionale, poich


recuperata la professionalit dei sanitari che devono intervenire
in modo imprenditoriale nella logica di produrre servizi a tutela della collettivit e dellimpresa.
Infatti, tra le competenze dellArea C, emergono chiaramente due obiettivi:
regolarizzazione della produzione, commercializzazione e
somministrazione dei presidi terapeutici ad uso medico veterinario: D.Lgs. n. 118 e 119/92 e succ. integrazioni e modifiche. Di
fatto, confermato il concetto che la presenza di residui negli
alimenti accettabile (quindi pi realisticamente abbandono
della vecchia nozione davere alimenti con residuo zero) purch
si stabilisca e rispetti un limite massimo tollerabile (MRL Maximum Residue Limit). Questa nuova impostazione del problema ha portato ad un complesso protocollo di verifica tossicologica dei farmaci la cui risultanza sono gli Allegati definiti dal
Regolamento Europeo MRL 2377/90, integrati e modificati dai
successivi Regolamenti, ultimo il 2864/95;
garantire e promuovere ogni forma tecnologica innovativa che garantisca la salubrit delle derrate alimentari dorigine
animale.
Questi dettati normativi, cui devono attenersi i servizi della
medicina veterinaria pubblica, sintegrano alle esigenze dei produttori e della sanit privata che per adeguarsi alle esigenze del
mercato devono superare una serie di problematiche, quali:
produrre alimenti salubri sin dalla fase primaria (tecnologie e metodiche dallevamento);
rispetto dellambiente nelle fasi di produzione;
imprese competitive sul mercato nel rispetto dei punti precedenti.

Qualit e salubrit delle derrate alimentari


dorigine animale
Cercare di definire il concetto di salubrit non semplice,
una definizione corretta pu essere quella con cui lutente nel
consumare un determinato prodotto, oltre alla soggettiva soddisfazione di gradevolezza, garantito dallassenza di agenti
patogeni e sostanze nocive. Questo semplice concetto, applicato
alle realt produttive diventa di notevole complessit, infatti,

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

63

negli alimenti di origine animale la presenza di residui e contaminanti pu provenire dai trattamenti farmacologici degli
animali in produzione; trattamenti impropri e/o fraudolenti o
con luso dei componenti alimentari della dieta animale (foraggi, concentrati, sottoprodotti, acqua, ecc.) inquinati dai contaminanti (Pb, Hg, nitrati, radionuclidi, ecc.) presenti nellambiente.
Gli inconvenienti per i consumatori sono sempre presenti,
basta citare:
intossicazioni dopo ingestione di alimenti contenenti residui
farmacologici. Di interesse attuale sono quelli da clenbuterolo,
molecola usata negli allevamenti come ripartitori di energia che
aumentano le masse muscolari a discapito del tessuto adiposo;
il costante aumento di patologie, particolarmente di quelle di natura allergica, che sempre pi riconoscono la causa scatenante nella presenza di molecole naturali o di sintesi, anche se
in concentrazione minima;
la continua segnalazione dellaccumulo di residui chimici,
di molecole farmacologiche e/o loro metaboliti nel tessuto muscolare e/o adiposo che determinano numerose patologie, di
norma degenerative;
la formazione di ceppi batterici antibiotico-resistenti, responsabili di severe forme patologiche difficilmente controllabili a causa della resistenza stessa instauratasi dopo luso massivo
e improprio degli antibiotici e chemioterapici in zootecnia.
Un esempio in merito, sempre quello attuale della salmonella, dove lagente eziologico diventato insensibile da anni al
CAF, anche a seguito delluso indiscriminato di tale principio
attivo negli allevamenti avicoli;
il sensibile aumento dellinquinamento e conseguente contaminazione ambientale causata dagli scarichi industriali, reflui
di lavorazioni tossiche, dalluso indiscriminato dei fitofarmaci e
pesticidi in agricoltura, dallimmissione in atmosfera dei gas di
lavorazione e autovetture, piogge acide, radionuclidi, ecc.
In questo settore, di ampia e multispecialistica competenza,
basta ricordare che anche i trattamenti farmacologici degli animali, attraverso le sostanze organiche, disperdono i residui dei
principi attivi delle molecole utilizzate, che con la loro attivit
residuale contaminano la terra e lacqua, riacquistando cos una
sorta di costante cittadinanza nel ciclo biologico (animali, deiezioni, suolo, acqua, vegetali, animali, uomo).
Per esemplificare questo concetto ricordo lesperienza del DES

64

ARSIA

(dietil stilbestrolo), molecola usata come anabolizzante ma anche


come presidio per la terapia delle affezioni della sfera genitale.
Questa molecola, ritirata dal commercio perch oncogena,
risultata praticamente indistruttibile, rintracciabile nellambiente
a distanza di circa venti anni dalla sua esclusione commerciale.
Per le argomentazioni esposte, nelle strategie aziendali degli
allevamenti da reddito simpone la necessit di pianificare e
progettare obiettivi che raggiungano lo scopo di ottenere produzioni zootecniche sane, genuine e di qualit.
Per raggiungere tali obiettivi necessario, preliminarmente:
effettuare la prevenzione e terapia con farmaci privi di
effetti secondari diretti e indiretti (inquinamento ambientale e
effetti residuali o di accumulo sui prodotti animali come latte,
carne, ecc.);
effettuare la prevenzione e terapia dei capi presenti in allevamento con farmaci efficaci che agiscano in modo rapido e dolce;
costo dei protocolli dei punti precedenti compatibili con la
produttivit aziendale (in termini monetari di acquisto dei farmaci e soprattutto per la mancata redditivit dovuta ai tempi di
sospensione);
impiego di componenti della dieta alimentare degli animali esenti da contaminazioni ambientali.

Tecnologie alternative
di prevenzione e terapia
Al fine di soddisfare i primi tre punti simpone allattenzione dei sanitari la medicina omeopatica veterinaria.
Tale metodologia che rappresenta una terapia energetica
priva degli effetti inquinanti, in quanto sono utilizzate sostanze
diluite e dinamizzate in modo infinitesimale eliminando i residui sugli animali, tutelando di conseguenza le loro produzioni e
lambiente con le deiezioni e secrezioni ottenendo il c.d. impatto ambientale zero.
In sintesi va apprezzata e valorizzata una definizione di
Horvilleur la medicina omeopatica un metodo terapeutico che
applica clinicamente una legge biologica fondamentale, la legge
della similitudine, unitamente a una tecnica complementare che
utilizza le sostanze medicamentose in dosi infinitesimali, e a tutto
un insieme di principi naturali che danno origine a una concezio-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

65

ne originale del malato e della malattia. Infatti, uno dei capisaldi del pensiero omeopatico rappresentato dal concetto fondamentale che la malattia uno squilibrio della forza vitale dellorganismo, di quellenergia che permea nella sua globalit tutto
lindividuo, attraverso le sue componenti neuro-psichiche, funzionali e organiche: in sintesi nella sua totalit di essere vivente.
Come ricordato questa metodologia si avvale di una legge
biologica fondamentale, cio la legge della similitudine, che si
basa sui concetti di analogia farmodinamica, cio sostanze allo
stato puro somministrate a individui sani, danno luogo a determinati sintomi, mentali, funzionali e organici e sono capaci, a
dosi infinitesimali e dinamizzate, di prevenire e curare sintomi
simili in soggetti ammalati e/o a rischio.
Pertanto la tecnica complementare di cui si avvale lomeopatia riguarda la dose infinitesimale e dinamizzata.

Applicazione pratica della metodologia


omeopatica in un allevamento intensivo
di bovine da latte
Con i presupposti sopra evidenziati si cercato di verificare
lattendibilit della metodologia omeopatica e la sua eventuale
applicazione pratica con protocolli operativi standardizzati.

Descrizione allevamento
Lazienda oggetto della sperimentazione la Favella spa
ubicata nella pianura di Sibari in Cantinelle di Corigliano
Calabro (Cosenza). unazienda zootecnica a carattere intensivo, specializzata in produzione di latte con bovine di razza frisona, alimentazione unifeed, stabulazione semilibera.
La consistenza di stalla di circa 1.000 capi di cui 320, come
media giornaliera, in sala di mungitura.
La produzione media capo/anno, doppia mungitura, nellanno 1997 stata di q.li 102,66 (dati AIA).

Metodologia
La tecnica omeopatica utilizzata quella unicistica cio
individuazione e somministrazione di un solo rimedio, normalmente ad alta potenza, sia nella prevenzione sia nel contesto del
quadro morboso in atto.

3,09

n.d.

n.d.

2,0

C.B.T x 100

C.C.T x 100

Quarti persi %

18

Ritenzioni placenta %

3,9

Latte con inibenti e/o colostro %

3,7

21

22

22

Quota di rimonta %
3,8

2,1

146

2,3

2,3

Inseminazioni %

132

117

Parto/Concepimento gg.

17,6

2,8

3,5

4,2
15,8

6,2

4,2

5,3

1,9

n.d.

n.d.

3,04

3,28

84

370

1990

Paresi post-parto

2,3

n.d.

n.d.

2,92

3,29

82,09

402

1989

Mortalit neonatale

Indicatori sanitari

3,43

Proteine

78,63

409

1988

Grasso

Dati qualit e sanit mammella

Produzione q.li anno

Capi lattazione media anno

Dati produttivi

3,1

22

2,0

143

14,3

3,2

4,8

2,1

266

66

3,14

3,35

87,90

345

1991

1,8

24

2,0

168

20

1,3

8,0

2,8

247

68

3,19

3,50

89,80

300

1992

1,1

21

1,6

142

13,7

1,2

5,0

2,0

173

58

3,21

3,53

91,70

233

1993

0,78

14,5

1,9

135

11,8

3,0

6,8

1,6

187

37

3,26

3,63

98,40

243

1994

0,26

18

2,1

144

9,5

0,9

6,5

1,5

160

45

3,34

3,72

100,6

287

1995

Tabella comparativa - Azienda Favella spa - Indicatori di sanit e produttivi

0,27

21

1,9

138

12,2

3,7

2,9

1,7

86

30

3,64

3,64

107,6

315

1996

0,27

23

2,2

160

11,5

2,7

9,0

1,8

190

50

3,49

3,49

102,6

273

1997

66
ARSIA

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

67

La motivazione di tale scelta, oltre che di impostazione di


studio personale, rappresenta una necessit in quanto la metodica che permette di apprezzare il risultato terapeutico in tempi
brevissimi di 24-48 ore, perci leventuale insuccesso non pregiudica il successivo trattamento farmacologico.
Non a caso, nel protocollo operativo aziendale stabilito che
la guarigione e/o il netto miglioramento della sintomatologia in
atto deve avvenire entro le 12-24 ore dallintervento omeopatico; il peggioramento della malattia, dopo tale periodo, impone
il trattamento classico. Tale prerogativa , evidentemente, dettata dalla necessit di tutelare al massimo la sanit degli animali che rappresenta il momento di sintesi produttivo di tutto lo
sforzo del management aziendale. Inoltre stata privilegiata la
prevenzione con individuazione del rimedio di fondo aziendale
e sua somministrazione a tutti gli effettivi secondo un protocollo che vede precisi momenti e modelli operativi: dalla nascita
dei vitelli fino allasciutta delle bovine.
opportuno precisare che dal 1991 sono stati aboliti tutti i
presidi immunizzanti e sostituiti dai protocolli omeopatici.
Per valutare lefficacia della metodologia omeopatica sono
comparati i dati indicatori di produzione e sanit dal 1988 al
1997, considerando che la tecnica omeopatica inizia ad essere
praticata dal 1990 per essere a regime dal 1991 compreso [vedi
Tabella comparativa].
Anche nella sfera genitale, che rappresenta uno dei problemi
sanitari di maggiore incidenza in buiatria, stato seguito lo stesso principio con trattamenti di fondo di tutti gli effettivi e individualizzazione nella patologia in atto a carico delle bovine rimandando alle conclusioni finali le considerazioni specifiche.
Per il trattamento terapeutico, specificatamente della sfera
genitale, seguir la comunicazione della Dr.ssa Paola Landi
della Associazione Provinciale Allevatori di Trento con un eccellente lavoro documentato da indagini ecografiche.

Considerazioni finali
I dati illustrati, anche se determinati da pi variabili, confermano sul campo che lapplicazione della metodologia omeopatica possibile con efficacia sovrapponibile al trattamento farmacologico.

68

ARSIA

Inoltre si evidenzia:
con il trattamento omeopatico la presenza di eventuali
residui rilevabili dai normali test di presenza di inibenti
adempimenti del DM 185/91; esami sistemici di controllo della
qualit della centrale del latte; autocontrollo aziendale stato
sistematicamente negativo;
risposta terapeutica in tempi brevi;
drastica riduzione della percentuale di latte non utilizzabile per i tempi di sospensione;
migliore utilizzo e efficacia delle molecole attive quando
opportuno e necessario lintervento farmacologico;
nel caso specifico delle affezioni della sfera genitale si evidenzia la difficile sostituzione di alcuni presidi farmacologici
come le prostoglandine e altri ormoni per il trattamento di preparazione per lembryo e la pianificazione dei parti;
migliore rapporto uomo/animale imposto anche dalla filosofia omeopatica;
necessit di notevole padronanza della metodologia
omeopatica. In effetti la non corretta applicazione del metodo
influisce pesantemente sui risultati per questo doverosa
unapplicazione graduale e mirata;
necessit di addestrare il personale di stalla che deve essere motivato, in possesso di spirito di osservazione e di profonda
conoscenza degli animali;
difficolt di standardizzare i protocolli terapeutici per
patologia, in quanto per essere ottimali devono essere aziendali per la prevenzione e individuali su ogni caso di malattia.

Bibliografia
F. DEL FRANCIA, Omeopatia Veterinaria Principi e Terapia, Ed. Red/Studio
Redazionale, Como 1991-1994.
M. TESTADURA, Comunicazione del 22.10.1994 al Convegno di Dozza Imolese.
M. TESTADURA, A. GIUDICEANDREA, Combattere la mastite con lomeopatia.
Informatore Zootecnico n. 8/92.
BRANCALION, M. TESTADURA, G.B. LUCCHESE, L. PAVAN, Omeopatia, unarma in pi,
Informatore Zootecnico n. 5/93.
M. TESTADURA, T. BONOFIGLIO, A. GIUDICEANDREA, M.C. DE BELDER, Medicina omeopatica veterinaria, quali prospettive, Leader for Chemist n. 2/95.
M. TESTADURA, Residui e contaminanti ambientali, Leader for Chemist n. 6/97.

Metodologia omeopatica nella terapia


delle cisti ovariche nelle bovine da latte
Paola Landi
Medico Veterinario, Associazione Provinciale Allevatori di Trento
Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia Veterinaria
Rita Zanchi, Cortona (Arezzo)

Larmonioso svolgimento della funzione riproduttiva della


femmina si basa sulla integrit anatomica, istologica bio-chimica e ormonale delle strutture ovariche, ipotalamiche, ipofisarie e
uterine coinvolte. Questo implica inoltre un sottile dosaggio dei
diversi fattori e ormoni che intervengono nel processo. Uno dei
pi stimolanti misteri della fisiologia ovarica lidentificazione
del fattore che porta un follicolo a rimanere quiesciente, che ne
spinge un altro a svilupparsi fino a subire fenomeni di atresia, e
un altro ancora, meno frequentemente, ad evolversi fino a raggiungere lovulazione.
Lo studio dei meccanismi della riproduzione e dei problemi
connessi uno dei capisaldi del miglioramento delle produzioni da una parte e dello stato di benessere e di salute dei nostri
animali dallaltra. Nei mammiferi i due sistemi di regolazione
coinvolti nel processo riproduttivo sono il sistema endocrino e
quello nervoso, entrambi esercitando un ruolo specifico. Le sottili correlazioni fra i due sono essenziali perch avvenga quella
successione di eventi a cascata che portano infine alla nascita e
allallevamento di una sana progenie. La riproduzione della
femmina regolata da un sottile gioco calibrato di azioni e reazioni in cui viene coinvolto un gran numero di ormoni.

Cisti ovariche
Le ovaie cistiche sono una patologia abbastanza comune
nella vacca da latte, si riscontrano spesso nelle bovine con alte
produzioni nei primi tre mesi di lattazione. Derivano da follicoli di Graff che, giunti a maturazione, non si rompono e persistono per almeno 10 giorni: sono formazioni cavitarie, ripiene di
liquido, del diametro superiore a 25 mm. Non sempre la pre-

70

ARSIA

senza di cisti da considerarsi patologica, nel post-partum


regrediscono spontaneamente, possono trovarsi insieme a corpi
lutei periodici o gravidici.
Le cisti non sono strutture fisse, ma subiscono variazioni
cicliche possono svilupparsi, regredire, ma mai ovulare. Si ipotizzato che la patogenesi non sia unica ma diversa da un animale allaltro. Pu esistere una predisposizione genetica, molti
sono i fattori predisponenti che agiscono singolarmente o in
concomitanza, situazioni stressanti, presenza nella razione di
fitoestrogeni o micotossine, alimenti con elevato tenore di nitrati, razione insufficiente per coprire i fabbisogni, carenze o eccessi vitaminici o minerali, steatosi epatica, razioni iperproteiche,
carenza di fibra grezza, deviazione del profilo metabolico.

Cisti follicoliniche
Lattivit ormonale di tipo estrogenico; si rileva una parete
sottile, lucida e trasparente, convenzionalmente di diametro
maggiore a 25 mm: ecograficamente possono essere pluricamerate con zone di luteinizzazione, simili ai follicoli, ma pi grosse.

Cisti luteiniche
Lattivit endocrina prevalente di tipo luteinico. Derivano
da follicoli di Graff nei quali avviene la luteinizzazione della teca
interna; allosservazione diretta presentano parete opaca non trasparente e resistente alla rottura: ecograficamente presentano
una cavit centrale ed un tessuto esterno a grana grossa, grigio
pi spesso delle precedenti ecogenicamente simile al corpo luteo.

Diagnosi
La diagnosi clinica per via rettale, delle ovaie consente di rilevare volume forma consistenza di formazioni riportabili a cisti
ovariche. Pi difficile la diagnosi differenziale tra cisti follicoliniche e luteiniche, identificare il tipo di ciste utile sia per la prognosi, sia per la terapia. Con la diagnosi ecografica facile distinguere strutture di dimensioni superiori a 2,5-3 mm che nascondono lo stroma ovarico: si differenziano altres facilmente le cisti
follicoliniche dalle luteiniche dalla dimensione della parete che
varia da 1-3 mm nelle follicoliniche, mentre nelle luteiniche pu
esserci una parete di 0,5-1 cm o pi di spessore. Linterno delle
cisti dato che contiene liquido nero anecogeno, possono essere
distinti alcuni flocculi che sappiamo essere di fibrina.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

71

Metodologia applicativa - Repertorizzazione rubriche


adeguate allargomento Cisti ovariche
Repertorio: Synthesis Repertorium Homoeopathicum syntheticum, Ed. Dr.
Frederik Schroyens, 5 Edition London, Homopatic book Publishers 1993.
Female genitalia 879 (pag.)
Atony of uterus 880 A
Congestion 881 B
- Ovaries
- Uterus
Dropsy 882 B
- Ovaries
Enlarged 882 B
- Ovaries
.right
.left
Flatus from vagina 883 B 884 A
Induration 884 B
- Ovaries
.right
.left
- Uterus
.cervix
Inflammation 885 B
- Ovaries
.alternating sides .right .left
- Uterus
.cervix
VaginaItching 886 B
Leukorrhea 886 B
- acrid
- bloody
- brown
- constant
- copious
- flocculent
- greenish
- purulent
- white
- yellow
Menses 895 A
- frequent
- irregular
- protracted
- short
Metrorragia 905 B
Pain 909 B
Prolapsus 921 B
- uterus
Swollen 924 A
- ovaries
- uterus
- vagina

Metodologia
Questa sperimentazione stata effettuata sulle patologie
cistiche delle ovaie. Il territorio di mia competenza, dove stato
svolto questo lavoro il Trentino-Alto Adige: precisamente le

72

ARSIA

valli di Fiemme e Fassa, Primiero, Valsugana, Val dAdige e gli


altopiani di Lavarone e Folgaria. La zona prettamente una
zona di montagna con altitudini che variano dai 300 mt. della
Val dAdige e della Valsugana, ai 1000 mt. e oltre di Fiemme e
Fassa, Primiero, Folgaria e Lavarone. Il clima alpino almeno
per le valli pi alte, (ci significa inverni rigidi ed estati brevi).
La zootecnia diversificata a seconda delle zone: nelle valli pi
basse abbiamo le stalle pi grandi, con produzioni e problemi
che nulla hanno da invidiare a quelli della Pianura Padana.
Nelle valli pi alte le stalle sono pi piccole (nella maggioranza)
lalimentazione quasi esclusivamente basata su fieno e mangime, anche per rispettare il protocollo del Grana Trentino.
Esistono alcune stalle che producono latte alimentare e utilizzano silos-erba con relativo carro miscelatore. Alcune delle
stalle destate ricorrono allalpeggio totale o parziale, pratica
abbastanza diffusa nella regione. La popolazione zootecnica
formata dalle razze: bruna, pezzata nera, pezzata rossa e razze
autoctone come la grigia alpina e la rendena.
In questo contesto io lavoro, per lAssociazione Provinciale
Allevatori, come ginecologa bovina: ho sotto controllo 130 aziende, da cui ho tratto le patologie riportate in questo lavoro.
La sperimentazione stata effettuata nelle forme cistiche
delle ovaie. La tecnica omeopatica utilizzata quella unicista,
cio individualizzazione e somministrazione di un solo rimedio,
ad alta potenza (XM CH) nel contesto del quadro morboso in atto.
Nel protocollo operativo viene stabilito che la guarigione e/o il
netto miglioramento deve avvenire entro 6 giorni dallintervento omeopatico; la persistenza od il peggioramento della patologia impongono il trattamento classico. Tale prerogativa , evidentemente, dettata dalla necessit di tenere relativamente basso il periodo parto-concepimento. In questo lavoro si cercato
di standardizzare il protocollo omeopatico, dato che in ginecologia bovina il tempo da dedicare a ciascun animale limitato; e
lanamnesi difficile da rilevare. Si sono voluti trovare 4-5 rimedi
di pronto intervento sulla patologia cistica (almeno nella zona di
mia competenza) che la risolvessero in pochi giorni. I rimedi
omeopatici impiegati sono stati molteplici in base alla similitudine tra i sintomi manifestatisi ed il quadro patologico del
rimedio.
A titolo esemplificativo ricordo alcuni sintomi chiave di alcuni farmaci omeopatici utilizzati nella sperimentazione.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

73

Apis
Ingrandimento improvviso ovaia dx sx, iperemia ovaia da
estro soppresso, durezza, ingrandimento ovaia dx, infiammazione ovaia dx, estro assente o irregolare, lochiazioni copiose
dopo aborto o parto; patologie a rapida insorgenza, ipertermia
ed edema infiammatorio. Azione locale sulla pelle, occhi, bocca,
faringe, laringe, intestino. Azione generale su tutte le sierose.
Apis il rimedio delle infiammazioni acute violente accompagnate da un edema estremamente doloroso. Apis non ha sete
pu presentare anuria migliorato per le applicazioni fredde e
peggiorato con il calore.
D.D. Ars. Kali c. Bry. Canth. Caust. Phos. Sec. Sulph Bell.
Acon. Gels. Hell. Lyc

Lycopodium
Ingrandimento ovaia dx, lovaia si presenta luteinizzata la
patologia meno inprovvisa della precedente, sintomo eziologico segnalatore, carenza di energia nella dieta alimentare o per
insufficiente apporto o per grande produzione di latte.
Lycopodium il rimedio di tutte le patologie del fegato,
quando le funzioni dellorganismo sono rallentate o insufficienti. Lanimale si pu presentare nervoso, difficile da contenere,
pu presentare un aspetto sproporzionato, addome flaccido di
volume esagerato, dando limpressione di uno sviluppo insufficiente della cassa toracica.
D.D. Nux.v Carb.v. Lith.c. Berb. Benz.ac. Apis

Lachesis
Ingrandimento e indurimento ovaia sx, presenta la sintomatologia delle cisti luteiniche. Lazione di Lachesis come tutti i
veleni di serpente si manifesta a livello dei tessuti con tendenza
settica e sulla coagulazione del sangue: lipereccitabilit, liperestesia, lirritabilit e lalternanza dei fenomeni di eccitazione e
depressione nervosa sono classici del rimedio.
D.D. Glon. Naya Hhdr.ac. Verat.v. Sepia Sulph. Lil t. Cimic
Bell.Guaj.

Calcarea carbonica
Ingrandimento ovaia dx. indicata su soggetti demineralizzati in cui il rapporto dei macro elementi Ca, P, Mg, alterato
per errori dietetici. Spesso osservabile in concomitanza della

74

ARSIA

Ecografia I: cisti
ovaia sinistra
bovina (Arlinda)

foto IA

lesione ovarica un interessamento della mucosa uterina con


ingrandimento e leucorrea biancastra. il grande rimedio delle
turbe dassimilazione nella crescita o nel lavoro esagerato.
D.D. Bar.c. Sil. Mag.c. Graph. Calc.s.Puls.

Natrum muriaticum
Rappresenta il rimedio delle instabilit osmotiche, secchezza di tutte le mucose, sete viva e magrezza: ricerca di sale
(possono leccare gli occhi o le urine degli altri animali). Assenza
di estro o, se presente, di lunghezza irregolare, ovaie ingrandite
ed indurite in special modo la sinistra. Presenza di endometrite.
Soggetto facilmente affaticabile che preferisce stare solo.
il rimedio delle demineralizzazioni e delle cachessie.
D.D. Iod. Phos. Lyc. Rhus t. Thuj. Ant.c.

Ecografia in ginecologia bovina


Lecografo uno strumento sempre pi utilizzato e sempre
pi indispensabile nella pratica buiatra specialmente in ginecologia bovina.
Composto da un monitor ad elevata definizione e da una
sonda dotata di cristalli che dopo una stimolazione elettrica

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

foto IIB

75

Ecografia II:
stessa ovaia
dopo 6 giorni di
trattamento
omeopatico
(Calcarea
Carbonica XM,
dose unica)
-FA = gravida

emettono onde sonore ad elevatissima frequenza. Queste onde


hanno una lunghezza donda che inversamente proporzionale
alla frequenza di emissione: ci si traduce con una riduzione di
profondit di campo ed un aumento della frequenza che migliora la definizione dellimmagine sul monitor.
Le sonde in uso in ginecologia bovina sono la 3.5-5-7.5 MHz
tanto maggiore la lunghezza donda di emissione della sonda
tanto minore la profondit di azione e migliore la definizione.
Le sonde possono essere lineari convesse e settoriali.
Le onde sonore procedono secondo una direzione determinata a seconda del tipo di sonda che le ha prodotte: le onde
riflesse ritornano ai cristalli, dando origine ad un voltaggio che
si traduce amplificato in una immagine sul monitor. Ogni tessuto ha una sua densit: lecoprodotto di un follicolo sar debole
anecogeno, formazione rotondeggiante nera; lecoprodotto di
ossa fetali forte bianco brillante ecogeno; lecoprodotto della
mucosa uterina avr una densit intermedia. Ovaia e utero vengono visualizzati per via transrettale. I follicoli sono visibili
come zone anecogene con diametro fino a 15-20 mm delimitati
da una parete sottile.
I corpi lutei sono strutture rotondeggianti a grana grossa,
compatti o cavitari di colore grigiastro: sono riconoscibili dopo
3-4 giorni dallovulazione, il loro sviluppo allottavo-decimo

76

ARSIA

Ecografia I: cisti
ovaia sinistra
bovina (Vera)

foto 1a

giorno di circa 20 mm.


Cisti follicoliniche ecograficamente simili a dei follicoli si
presentano per pi grandi, convenzionalmente il diametro
maggiore di 25 mm. Le cisti teca follicoliniche hanno una parete sottile sono grandi e possono essere pluricamerate: possono
esserci zone di luteinizzazione (34%).
Non sempre la presenza di cisti da considerarsi patologica.
Nel post-partum regrediscono spontaneamente nella maggior
parte dei casi; possono trovarsi insieme a corpi lutei periodici o
gravidici. Cisti luteiniche, presentano una cavit centrale e un
tessuto esterno a grana grossa, grigiastra la cui parete pi
spessa delle precedenti ecogenicamente simile al corpo luteo.
La parete uterina in fase diestrale pi ecogena (progesterone) rispetto alla medesima in estro (estrogeni). Lendometrio
normalmente ha uno spessore di 8 mm ed separato da una
zona anecogena, la tonaca vascolare dal miometro, che ha uno
spessore di 6-7 mm. Nellutero possiamo trovare liquido in condizioni fisiologiche di gravidanza, estro e puerperio, o patologiche, endometrite e piometra.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

77

Ecografia II:
stessa ovaia
dopo 8 giorni di
trattamento
omeopatico
(Lachesia XM,
dose unica)
-FA = gravida

foto 2b

Conclusioni
importante evidenziare quali possono essere gli svantaggi
riguardanti la metodologia omeopatica rispetto alla pratica ginecologica bovina:
per ottenere i migliori risultati bisogna avere una assoluta
padronanza della metodologia omeopatica, anche a causa dei
tempi ristretti e della poca anamnesi raccoglibile;
necessario addestrare e far consapevole lallevatore, che
deve avere una profonda conoscenza degli animali;
si possono prospettare difficolt per sostituire alcune molecole come le prostaglandine.
Per quanto riguarda le considerazioni positive, la terapia omeopatica assicura la completa assenza di residui e inibenti: il latte
risulta sempre utilizzabile.
La risposta terapeutica si avuta in tempi brevi. Dopo trattamento omeopatico abbiamo una maggior efficacia delle molecole quando si passa a trattamento allopatico.
La spesa risulta pi contenuta.
Ed infine migliora il rapporto uomo animale: pensando il
tempo che un allevatore passa nella stalla, se il rapporto mi-

78

ARSIA

gliore, migliorer di conseguenza il benessere dellanimale, ma


anche delluomo.

Risultati
Vengono trattate n. 48 bovine dal 1 novembre 1997 al 23
luglio 1998.
Di queste, 39 pari all81,25% riprendono lattivit ciclica (di cui 24 sono gravide);
7 pari al 14,59% passano al trattamento farmacologico
(di cui 3 sono gravide);
2 vengono considerate come altro, in quanto una bovina di
18 anni, nonostante non riprenda la funzionalit ovarica, manifesta un eclatante miglioramento generale.
Ad unaltra bovina viene successivamente diagnosticato un
tumore ovarico.

Omeopatia e terapia tradizionale


a confronto in allevamenti intensivi
di bovini da latte
Paolo Mani, Domenico Cerri, Franco Pedonese
Dipartimento di Patologia Animale, Profilassi
e Igiene degli Alimenti - Universit degli Studi di Pisa
Gianluca Granata, Tesista
Francesca Pisseri, Medico Veterinario

Premessa
A distanza di alcuni anni dal suo utilizzo in un allevamento
di bovine da latte ufficialmente indenne da brucellosi e indenne
da tubercolosi, vengono raccolti e valutati i risultati ottenuti
dalla medicina omeopatica in raffronto a quelli di un allevamento gestito in maniera tradizionale.
A tale scopo abbiamo effettuato unindagine in due allevamenti della provincia di Modena con caratteristiche molto simili per appartenenza al Libro Genealogico Frisona Italiana, numero di bovine in lattazione, tipo di alimentazione, strutture,
attrezzature di allevamento, ecc., tanto da essere quasi sovrapponibili in tutto ad eccezione della gestione sanitaria: uno degli
allevamenti gestito da veterinari che utilizzano terapia tradizionale (Allevamento T) e laltro da veterinari che utilizzano
esclusivamente terapia omeopatica (Allevamento O).
La nostra indagine ha previsto controlli microbiologici sul
latte e lanalisi dei dati riguardanti: problemi sanitari legati alla
sfera genitale, patologie neonatali, perinatali e mammarie, oltre
che alcuni parametri relativi alle produzioni zootecniche ed alle
caratteristiche chimico-fisiche e batteriologiche del latte.

Materiale e metodi
Campioni di latte: sono stati effettuati nel periodo 6 gennaio
-1 giugno 1998 prelievi sia sul latte di massa che sul latte di
mungitura di un campione significativo di bovine in lattazione,
per un totale di 200 individuali e 15 di massa. Sui campioni indi-

80

ARSIA

viduali sono stati condotti esami batteriologici per lisolamento


di agenti mastitogeni (quali Streptococcus spp., Staphilococcus spp.,
Escherichia coli, Actynomices pyogenes) e lattobacilli. Sui campioni
di massa stata determinata la carica batterica totale su Plate
Count Agar, il numero di lattobacilli su Rogosa agar (Oxoid) e di
cocchi lattici su M 17 Agar (Oxoid). Tali esami sono stati effettuati presso il Laboratorio di Batteriologia del Dipartimento di
Patologia Animale, Profilassi e Igiene degli Alimenti dellUniversit di Pisa.
Per la determinazione numerica delle cellule somatiche e per
il rilevamento delle caratteristiche fisico-chimiche del latte, quali contenuto in proteine, grassi e lattosio, ci siamo serviti dei dati
e dei risultati di analisi effettuati dallAssociazione Allevatori
della provincia di Modena. Si tratta di controlli su campioni di
latte di massa prelevati nei due allevamenti nel periodo settembre 1997-aprile 1998.
Dati di stalla: sono stati analizzati ed elaborati i dati di stalla
raccolti dai due allevamenti considerati, relativamente al periodo gennaio 1996-febbraio 1998; tali dati riportavano le principali patologie di stalla, le produzioni zootecniche, gli indici di fertilit e lincidenza della manodopera sulle produzioni.

Risultati
Lelaborazione dei dati di allevamento permette di rilevare lo
stato sanitario generale delle bovine da latte nei due allevamenti, di confrontare lincidenza delle diverse patologie e di valutare lefficacia dei differenti trattamenti terapeutici.
Per quanto riguarda la ricerca microbiologica condotta sul
latte prelevato dalle singole bovine, non abbiamo rilevato alcuna differenza significativa di agenti mastitogeni, avendo riscontrato streptococchi patogeni in entrambi gli allevamenti:
nellallevamento T su 100 campioni di latte prelevato
dalle singole bovine abbiamo individuato 2 campioni con positivit a Streptococcus uberis;
nellallevamento O su 100 campioni di latte prelevato
dalle singole bovine abbiamo rilevato 3 campioni con positivit
a Streptococcus uberis.
La carica batterica riscontrata nel latte di massa risultata
essere sempre inferiore di 300.000 UFC/ml di latte sia nellalle-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

81

vamento T che nellallevamento O.


Sempre nel latte di massa, come si evince dai Grafici 1 e 2,
rilevabile un aumento della carica microbica di cocchi lattici in
corrispondenza ad una diminuzione di quella dei lattobacilli in
ambedue gli allevamenti.
Lanalisi dei dati di stalla evidenzia che le produzioni annue
nel 1996 e nel 1997 sono state complessivamente leggermente

Allevamento T

Allevamento O

25000
20000
15000
10000
5000
0
1

4
prelievi

Grafico 1 - Cocchi lattici

Allevamento O

Allevamento T
4000
3000
2000
1000
0
1

4
prelievi

Grafico 2 - Lattobacilli

ARSIA

82

superiori nellallevamento O rispetto allallevamento T


(Grafico 3). Si tratta comunque di produzioni medio-alte rispetto agli standard previsti per tale tipo di latte da caseificio per la
produzione di formaggio Parmigiano Reggiano.
Nel Grafico 4 sono riportate le produzioni medie giornaliere
per capo, anche queste sono leggermente superiori nellallevamento O.

Allevamento T

Allevamento O

9000
8500
8000
7500
7000
6500
6000
1996

1997

Grafico 3 - Kg di latte prodotti annualmente per capo

Allevamento T

Allevamento O

30,0
28,0
26,0
24,0
22,0
20,0

1996

1997

Grafico 4 - Kg di latte prodotti giornalmente per capo

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

83

Considerazioni e conclusioni
Lisolamento di due ceppi di Streptococcus uberis nellallevamento T e di tre nellallevamento O su 200 campioni di latte
individuale, conferma la modesta incidenza delle mastiti nei
due allevamenti. Tale streptococco da ritenere un contaminante ambientale che risulta spesso presente in quarti di bovine
prossime allasciutta.
Anche i risultati delle analisi effettuate sul latte di massa confermano una situazione di normalit rispetto agli standard, la
maggior prevalenza di cocchi lattici nel latte di massa dellallevamento O potrebbe trovare spiegazione nel fatto che in questo allevamento non si fa uso di antibiotici e chemioterapici.
Per ci che riguarda i lattobacilli in entrambi gli allevamenti
si notata una notevole variabilit che peraltro non risulta
influire negativamente sulla qualit del latte controllato al caseificio, infatti i punti qualit media sono pressoch uguali per i
due allevamenti anche nei periodi nei quali abbiamo riscontrato le pi alte o le pi basse positivit. Pertanto potrebbe essere
interessante, pi che rilevare il numero totale dei lattobacilli e
dei cocchi lattici, procedere alla loro identificazione per verificare la presenza degli stipiti che possano giocare un importante
ruolo nella caseificazione e maturazione dei formaggi.
La buona qualit del latte di entrambi gli allevamenti comprovata anche dai dati raccolti presso lAssociazione Allevatori
della provincia di Modena come riportato dai Grafici 5, 6, 7 e 8.
Lanalisi delle patologie riscontrate nei due allevamenti nel
corso del periodo da noi considerato permette di fare alcune
interessanti considerazioni per ci che riguarda problemi di ipo-

Allevamento T

Allevamento O

2,7
2,6
2,5
2,4
97 Set

Ott

Nov

Dic

98 Gen

Feb

Mar

Apr

Grafico 5 - Percentuale caseina nel latte (il valore della caseina stato
determinato empiricamente considerando il 70% delle proteine totali)

84

ARSIA

Allevamento T

Allevamento O

3,7
3,6
3,5
3,4
3,3
3,2
3,1

97 Set

Ott

Nov

Dic

98 Gen

Feb

Mar

Apr

Grafico 6 - Percentuale di grasso nel latte

Allevamento T

Allevamento O

3,7
3,6
3,5
3,4
3,3
3,2
3,1

97 Set

Ott

Nov

Dic

98 Gen

Feb

Mar

Apr

Grafico 7 - Acidit al mattino SH/50 [gradi Soxholet-Henkel, ml di NaOH


(0,25 N) necessari per neutralizzare 100 ml di latte]

Allevamento T

Allevamento O

350
300
250
200
150
100

97 Set

Ott

Nov

Dic

98 Gen

Grafico 8 - Cellule somatiche al mattino

Feb

Mar

Apr

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

85

aborti
ritenzioni placentari
cisti

Grafico 9 - Prevalenza delle patologie della sfera riproduttiva


nellallevamento T (terapia tradizionale)

aborti
ritenzioni placentari
cisti

Grafico 10 - Prevalenza delle patologie della sfera riproduttiva


nellallevamento O (terapia omeopatica)

fertilit e di mastite: aborti, ritenzioni placentari e cisti follicolari influenzano notevolmente in senso negativo la fertilit complessiva di allevamento e di conseguenza anche la produzione
del latte. Come risulta dai Grafici 9 e 10 in ambedue gli allevamenti sono presenti queste patologie a livelli abbastanza contenuti, anche se si pu rilevare una maggior incidenza complessiva nellallevamento O di ritenzioni placentari e di aborti, mentre nellallevamento T di cisti follicolari.
Altri indici di fertilit presi in considerazione, vale a dire
periodo di interparto, periodo parto-inseminazione e periodo
parto-concepimento, evidenziano invece in controtendenza che
le bovine dellallevamento O, nonostante la maggior prevalenza di dette patologie e il minor numero di trattamenti in

86

ARSIA

Allevamento T
500
400

416

Allevamento O

400

300
200

135
77

100
0
Interparto

118

63

Periodo parto
inseminazione

Periodo parto
concepimento

Grafico 11 - Indici riproduttivi

utero, hanno nel complesso una maggiore fertilit (Grafico 11).


Per quanto riguarda le patologie mammarie si nota che la
prevalenza delle mastiti risulta entro limiti accettabili per allevamenti intensivi di questa consistenza anche se landamento
trimestrale evidenzia picchi stagionali pi alti nellallevamento
O (Grafico 12).
Questo primo approccio alla valutazione del trattamento
omeopatico nellallevamento intensivo di bovine da latte sembra indicare che questa strada pu essere percorsa e non deve
essere esclusa a priori, anche se azzardato trarre conclusioni
dal momento che solo da pochi anni, cio dal 1994, si effettua
terapia omeopatica integrale in un allevamento di bovine da
latte e che molto breve stato il periodo delle nostre osservazioni e limitato il numero di controlli effettuati.
In unepoca attenta a nuove prospettive produttive che tengono in considerazione il benessere animale anche in settori che
prevedono la macellazione, lomeopatia veterinaria in allevamenti intensivi da reddito pu risultare di notevole attualit e
interesse zooeconomico dal momento che elimina i rischi di
impatto e polluzione ambientale e i residui delle molecole utilizzate in terapie e chemioprofilassi negli alimenti di origine animale [1, 2, 3, 4, 5, 6].

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Allevamento T

87

Allevamento O

15
10
5
0
96 GenMar

Apr-Giu

Lug-Set

Ott-Dic

97 GenMar

Apr-Giu

Lug-Set

Ott-Dic

Grafico 12 - Percentuale mastiti su vacche in lattazione

Bibliografia
1) BALLARINI G., Qualit della carne e formaggi, Eurocarni 1994, pp. 89-95.
2) DEL FRANCIA F., Omeopatia Veterinaria per la cura di animali domestici e di allevamento, Laltra medicina Studi/13, 1985.
3) DEL FRANCIA F., BRIZIOLI R., Indagine sul trattamento omeopatico in allevamenti
avicoli intensivi, Rivista di Avicultura 1991, pp. 31-34.
4) POLI G., COCILOVO A., Microbiologia e immunologia veterinaria, UTET, Torino,
1996.
5) ROMAGNOLI A., BIAGI G., CARDINI G., SOLDANI G., Inquinamento ambientale e
popolazioni animali, Nuova Grafica Lucchese, 1989.
6) TESTADURA M., Residui e contaminanti ambientali, Leader for Chemist, n.
6/1997, pp. 24-27.
Si ringraziano sentitamente per la collaborazione il dott. Franco Del Francia, il dott.
Andrea Campani e il dott. Fabio Antonioni.

Risultati parziali del trattamento


omeopatico in allevamenti
di bovini da latte in Emilia Romagna
Andrea Campani, Lorenzo Rossi
Scuola Superiore Internazionale di Omeopatia Veterinaria
Rita Zanchi, Cortona (Arezzo)

Da alcuni mesi iniziata in provincia di Modena una sperimentazione sulle mastiti bovine in collaborazione tra lIstituto
Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dellEmilia
Reparto Latte con sede a Brescia, alcuni veterinari omeopati
della provincia di Modena, tutti liberi professionisti, e la Scuola
Superiore di Omeopatia Veterinaria Rita Zanchi di Cortona.
Insieme questi tre soggetti hanno messo a punto un protocollo sperimentale con il coinvolgimento attivo come disponibilit di strumenti di laboratorio e interesse dellIstituto Zooprofilattico nelle persone del dott. Varisco e della dott.sa Zanoni.
Ci da considerarsi molto positivo, infatti non si pu dire
frequente la presenza in una ricerca simile di un soggetto appartenente alle strutture pubbliche, da sempre piuttosto ostili nei
confronti dellaltra Medicina.
Questo fiore allocchiello nella sperimentazione da poco iniziata anche in parte il proprio limite, in quanto, il protocollo
concordato risente ancora di modelli allopatici i cui ambiti male
si adattano a sperimentazioni omeopatiche. Si confronti a riguardo lutilizzo dei rimedi in omeopatia legati allindividuo e
non alla malattia, con la sperimentazione farmacologica allopatica sul sintomo patognomonico che prescinde dallindividuo
stesso.
Le due Medicine differiscono nella valutazione complessiva
della guarigione del soggetto, oltre alla guarigione dei sintomi:
nel caso di una mastite bovina, la ricerca batteriologica allopatica sottolinea lefficacia del prodotto farmaceutico se esso ha avuto influenza nella distruzione dellagente che sostiene linfezione, con esami batteriologici prima e dopo levento patologico.
Si cercato quindi un equilibrio tra le due esigenze, nel redi-

90

ARSIA

gere un protocollo che non si applica nel campo della ricerca


scientifica pura, ma si limita a valutare, confrontandoli, alcuni
parametri di riferimento fra aziende che sottopongono gli animali a trattamento farmacologico tradizionale e aziende che cercano di curare gli animali con rimedi che non presentano pericolo di residui nel prodotto finale a tutto vantaggio del consumatore e dellambiente.
Il titolo del lavoro : Valutazione di eventuali variazioni riguardanti laspetto qualitativo ed igienico-sanitario del latte e lo stato
immunitario di un gruppo di vacche lattifere della zona modenese sottoposte a trattamenti con rimedi omeopatici e confrontate con gruppi
di controllo sottoposti a terapia farmacologica tradizionale.
Scopo della ricerca quello di valutare sia la produttivit
delle aziende interessate e la qualit del latte in esse prodotto
anche in relazione alle trasformazioni casearie (le aziende interessate producono in massima parte latte per ParmigianoReggiano), sia lo stato di salute degli animali coinvolti.
Lo studio si svolger in un arco di tempo di circa due anni,
durante i quali a cadenza trimestrale verranno effettuate delle
valutazioni riguardanti landamento del progetto stesso.
Lobiettivo primario la qualit del latte prodotto dai due
gruppi di animali nelle aziende omeopatiche sottoposte a trattamenti unicistici e aziende allopatiche, sottoponendole mensilmente a due campioni di latte di massa ad analisi che determinino la percentuale di grasso, proteina, lattosio, numero di cellule somatiche, presenza di sostanze inibenti, conta degli sporigeni anaerobi, capacit di coagulazione ed acidit.
Secondo obiettivo il confronto dellandamento delle patologie mammarie mediante esami batteriologici, eventuali antibiogrammi, ricerca di sostanze inibenti e valutazione della percentuale di incidenza dei casi di mastite curati, tipologia del
fenomeno, cura e controllo dellefficacia mediante successivo
campione della singola bovina con gli stessi parametri del latte
di massa.
Terzo obiettivo la valutazione dello stato immunitario dei
soggetti attraverso unanalisi dei parametri immunochimici.
Il sistema pur congeniato in maniera semplice e gestibile dai
redattori del protocollo comporta oneri pesanti per le aziende
che devono collaborare con i veterinari nella raccolta dei dati,
nella segnalazione delle patologie, nella raccolta e prelievo dei
campioni di latte sia di massa che sterili della singola vacca.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

91

Di fatto, molte aziende che in un primo momento hanno aderito con entusiasmo alliniziativa, tanto da prevedere un monitoraggio su un numero di aziende superiore a quanto concordato nel protocollo (5 aziende omeopatiche e 5 allopatiche di riferimento), si sono arenate di fronte alle prime difficolt sulla raccolta dei dati e dei campioni.
Questo, se da una parte assolutamente comprensibile e giustificabile per la mancanza di tempo dei professionisti, per ladesione volontaria e gratuita al progetto che comporta spese,
per la difficolt di trovare nelle aziende personaggi attivi nel
collaborare al protocollo e difficolt nel recuperare dati produttivi nelle aziende dove questi non sono raccolti di routine, daltra parte dispiace perch in realt, da quanto si evince dalla
sommaria analisi dei primi mesi, i dati sembrano incoraggianti
ed un maggior numero di veterinari e di aziende coinvolte avrebbero dato un respiro maggiore alla prova.
La prova comunque continua, anche se il rodaggio iniziale ci
ha fatto meglio comprendere quelli che possono essere obiettivi
meglio definiti e perseguibili oltrech pi interessanti come
risultato.
A tal fine ci pare indispensabile un comune riesame del protocollo fra le parti, peraltro gi concordato, per definire meglio i
confini, gli ambiti e gli obiettivi della sperimentazione.
Circa un mese fa si tenuto il primo summit per fare unanalisi dei dati raccolti e stabilire bene il modo migliore per riassumerli e proporli graficamente.
Anche se le stalle coinvolte non hanno ancora raggiunto il
numero stabilito nei protocolli, la tipologia delle stalle aderenti
al progetto stata giudicata attendibile e qualificata, se non altro
per lentit produttiva complessiva (circa 110.000 q.li di latte in
riferimento alle quote assegnate), e per il numero di capi interessati (circa 1.600 capi in produzione giornalmente di cui circa
750 nelle aziende omeopatiche).
Nel corso della riunione, oltre ad unanalisi sommaria dei
campioni di massa delle singole aziende dove si rileva un buon
andamento generale delle mandrie, sono stati contati nelle 8
aziende in esame 76 prelievi su mastiti che corrispondono a
circa il 40% dei casi di mastite rilevati (nei casi rimanenti non si
potuto operare il prelievo sterile prima della cura).
Si inoltre visto in questi primi mesi invernali una sostanziale omogeneit tra i risultati positivi delle cure omeopatiche

92

ARSIA

ed allopatiche; interessante anche sottolineare come molte


patologie con alterazione sia dei tessuti, sia del secreto, risultano sterili allesame batteriologico fatto prima della terapia.
Si nota anche come le stalle che nella gestione privilegiano il
benessere animale nella scelta degli alimenti, nella suddivisione
dei capi per evitare sovraffollamento e nella igiene sia sulla lettiera che nella fase di mungitura, siano esse allopatiche o omeopatiche, oltre ad una minore incidenza di mastiti denotano una
migliore capacit di risposta alle terapie.
Pi difficile se non impossibile stabilire un diverso residuo
di sostanze inibenti tra cura omeopatica e allopatica in quanto il
livello di ricerca nelle mastiti curate allopaticamente non rileva
(rispettando i tempi di carenza) nessun residuo.

Primi risultati parziali ad aprile 98


Per semplificare lesposizione e dare unimmagine del lavoro svolto, abbiamo confrontato i dati di due coppie di aziende
che al momento appaiono le pi significative.
Il confronto appaiato si addice sia per luniformit delle
aziende che per lomogeneit dellintervento sanitario essendo
seguite due dal dott. Campani e due dal dott. Rossi.

Risultati nelle Aziende del dott. Campani


Le due stalle seguite dal dott. Campani sono la stalla
Manzolino Allopatica con circa 332 capi medi annui in lattazione e la stalla Oppio Omeopatica con un numero medio di
capi in lattazione di circa 311.
Entrambe le stalle sono a stabulazione libera a cuccette e
sono alimentate con il sistema unifeed; le razioni alimentari, gli
impianti di mungitura, il management aziendale, la destinazione del latte, essendo aziende appartenenti alla medesima struttura, sono identiche.
Si pu dire che lunica differenza rilevante appunto il tipo
di intervento veterinario: Allopatico nella stalla Manzolino,
Omeopatico nella stalla Oppio.
In ognuna delle due aziende opera un tecnico a tempo pieno
che agevola la raccolta dei dati.

93

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Totale casi di mastite nel periodo settembre 97 - aprile 98


Az. Manzolino Allopatica

67 capi

Az. Oppio Omeopatica

61

87 capi

Guarite

Ricurate

74

Guarite

Eliminate causa mastite

Asciugato quarto

Ricurate

MASTITI MONITORATE *
Az. Manzolino Allopatica

15

22,0% del totale

Az. Oppio Omeopatica

21

24.2% del totale

MASTITI MONITORATE * GUARITE


Az. Manzolino Allopatica

13

86%

Az. Oppio Omeopatica

17

81%

Per Monitorate intendiamo quelle che hanno avuto il prelievo sterile precedente
lintervento terapeutico.

TIPOLOGIA DI MASTITE
Acute

(Rilevate dalle schede di intervento delle sole mastiti monitorate)

59% di cui il 100% con latte alterato


il 14% presentano alterazioni alla mammella
il 26% con risentimento generale dellanimale).

Croniche 41%

(la maggior parte di queste presentano un alto numero di cellule


somatiche ai controlli funzionali mensili APA e vengono trattate).

Manzolino (allopatica)

Oppio (omeopatica)

3,7
3,6

3,5

3,4

3,3
3,2

3,1

3
2,9
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

Grasso I.R. % P/P: tutti i dati sono nella norma

febb.

marz.

apr.

ARSIA

94

Manzolino (allopatica)

Oppio (omeopatica)

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3,0
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Acidit mattino SH/50: tutti i dati sono nella norma

Manzolino (allopatica)

Oppio (omeopatica)

350

300

Cellule somatiche

250

200

150

100

50

0
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Latte qualit conta cellulare (mattino) 1997-1998: tutti i dati, tranne


Oppio novembre 97, sono nei parametri

Il 41.6% dei prelievi effettuati nelle due aziende prima dellintervento terapeutico non ha isolato alcun germe.
Nessuno dei campioni prelevati nelle due aziende (0%) ha
evidenziato la presenza di infettivi (Es. Aureus).
Nei 5 grafici sono a confronto le quantit e la qualit del latte
prodotto nelle due aziende.

95

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Manzolino (allopatica)

Oppio (omeopatica)

30
29,5
29

Media latte giornaliero

28,5
28
27,5
27
26,5
26
25,5
25
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Media produzione latte capo/giorno

Manzolino (allopatica)

Oppio (omeopatica)

2,65

2,6

2,55

2,5

2,45

2,4
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Caseina I.R. % P/P: eccellenti entrambe. Per gli altri parametri la coagulazione (LDG) sempre stata di tipo A, per la stalla Oppio, e di tipo A
(tranne 3 controlli AE) per la stalla Manzolino. Sono sempre risultate
negative le ricerche di Coli, Clostr. e inibenti

ARSIA

96

Risultati nelle Aziende del dott. Rossi


Le due stalle seguite dal dott. Rossi sono Az. Campogalliano Allopatica e la Az. Villanova Omeopatica.
La Az. Campogalliano ha in media 221 vacche in lattazione con stabulazione libera a cuccette, alimentazione unifeed, sala
di mungitura a spina di pesce. La Az. Villanova invece a stabulazione fissa con autoalimentatori per il mangime e sistema di
mungitura alla posta con trasporto latte.
Nel 53,84% (21 su 39) dei prelievi sterili nelle due aziende
prima dellintervento terapeutico, non risulta isolato alcun
germe. Si altres riscontrata la presenza di germi al secondo
prelievo dopo la cura nel 10% dei casi a Campogalliano e nel
20% dei casi a Villanova (in alcuni casi lagente eziologico non
lo stesso es. vacca 772 Campogalliano primo esame Str. fecale, secondo esame Escherichia coli). Nei 7 grafici sono a confronto
le quantit e la qualit del latte prodotto nelle due aziende.
Totale casi di mastite nel periodo settembre 97 - aprile 98
Az. Campogalliano Allopatica

57 di cui

39

Guarite

11

Ricurate

4
3
Az.Villanova Omeopatica

25 di cui

19

Asciugate con terapia


Recidive eliminate
Guarite

Ricurate

Recidive eliminate

MASTITI MONITORATE *
Az.Campogalliano Allopatica
Az.Villanova Omeopatica

30

52.6%

sul totale mastiti del periodo

36%

sul totale mastiti del periodo

MASTITI MONITORATE * GUARITE


Az. Campogalliano Allopatica

67%

Az. Villanova Omeopatica

70%

Per Monitorate intendiamo quelle che hanno avuto il prelievo sterile precedente
lintervento terapeutico.

TIPOLOGIA DI MASTITE
Acute

(Rilevate dalle schede di intervento delle sole mastiti monitorate)

59% di cui il 100% con latte alterato


7% con mammella alterata
31% con risentimento generale dellanimale

Croniche 3%

97

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Campogalliano (allopatica)

Villanova (omeopatica)

2,65
2,6
2,55
2,5
2,45
2,4
2,35
2,3
2,25
2,2
2,15
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Caseina %: per entrambe le stalle il coagulo di tipo A; il latte negativo


per Coli, Clostr. e inibenti

Campogalliano (allopatica)

Villanova (omeopatica)

4
3,9
3,8
3,7
3,6
3,5
3,4
3,3
3,2
3,1
3
2,9
sett.

Grasso

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

ARSIA

98

Campogalliano (allopatica)

Villanova (omeopatica)

3,7

3,6

Valore acidit

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Acidit SH/50: nella norma

Campogalliano (allopatica)

Villanova (omeopatica)

300

250

Cellule x 1000

200

150

100

50

0
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

Latte qualit cellule somatiche (x 1000): valori nella norma

marz.

apr.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

Campogalliano (allopatica)

99

Villanova (omeopatica)

28,5

28

27,5

27

26,5

26

25,5

25
ott.

sett.

nov.

dic.

genn.

apr.

marz.

febb.

Media produzione latte capo/giorno

Campogalliano (allopatica)
su 200 vacche in lattazione

Villanova (omeopatica)
su 100 vacche in lattazione

0
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

Mastiti, espresse in percentuale nel mese

febb.

marz.

apr.

ARSIA

100

Villanova (omeopatica)

Campogalliano (allopatica)
60

50

40

30

20

10

0
sett.

ott.

nov.

dic.

genn.

febb.

marz.

apr.

Percentuale di vacche gravide su interventi

Sintesi
Valutazione di eventuali variazioni riguardanti laspetto qualitativo ed igienico-sanitario del latte e lo stato immunitario di un gruppo
di vacche lattifere della zona modenese sottoposte a trattamenti con
rimedi omeopatici e confrontate con gruppi di controllo sottoposti a
terapia farmacologica tradizionale

Presentazione del progetto


Da settembre 97 iniziata in provincia di Modena una sperimentazione su due gruppi di aziende con lo scopo di valutare sia la produttivit sia la qualit del latte che lo stato di salute
degli animali coinvolti.
I gruppi sono composti da cinque unit ciascuno, nel 1
gruppo gli animali sono curati secondo i canoni della medicina
tradizionale allopatica, mentre nel secondo gruppo gli animali
sono sottoposti a trattamenti omeopatici di tipo unicistico,
secondo le singole realt aziendali.

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

101

Soggetti interessati
I soggetti interessati alla stesura del protocollo e alla sua
gestione sono tre.
Il primo lIstituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dellEmilia Reparto latte con sede a Brescia che
nelle persone del dott. Varisco e della dott.sa Zanoni presiedono
e coordinano le attivit di analisi di laboratorio sui campioni di
latte prelevati nelle singole aziende.
La seconda la Scuola Superiore di Omeopatia Veterinaria
Rita Zanchi di Cortona (Arezzo) che, oltre ad avere formato i
veterinari omeopati che operano nel progetto, coinvolta direttamente tramite la dott.sa Pisseri come punto di riferimento,
coordinamento e supporto agli interventi nelle aziende che curano gli animali con la medicina omeopatica.
Il terzo soggetto il Gruppo Dinamis di Modena che associa medici veterinari omeopati e, nelle persone del dott. Campani e del dott. Rossi, ha avuto il compito di reperire le aziende
coinvolte nel progetto sciegliendole fra i loro clienti.
Essi seguono le dieci aziende dal punto di vista sanitario,
prelevano i campioni da inviare allIstituto Zooprofilattico e raccolgono mensilmente i dati aziendali ritenuti importanti per il
confronto tra i due gruppi di aziende.

Tempi della sperimentazione


Questo studio si svolge in un arco di tempo di circa due anni,
durante i quali a cadenza trimestrale vengono effettuate delle
valutazioni riguardanti landamento del progetto stesso.
Il tempo previsto dal protocollo sperimentale pu essere
diluito ove si constatasse che un monitoraggio pi lungo delle
aziende coinvolte dia una serie di dati statistici importanti e di
elevato interesse.

Obiettivi della ricerca


Tipo e qualit dei dati raccolti
Modalit di intervento
Questa ricerca ha per scopo tre obiettivi distinti che sono la
qualit e quantit del latte prodotto, il confronto dellandamento delle patologie mammarie e, per un numero limitato di soggetti, landamento dello stato immunitario.

102

ARSIA

Quantit e qualit del latte prodotto


Per tenere sotto controllo e successivamente confrontare questi parametri, nei due gruppi di cinque aziende ciascuno, tradizionali e omeopatiche, vengono prelevati mensilmente due aliquote di latte di massa che vengono sottoposte ad una serie di
analisi. Queste analisi sono la determinazione della percentuale
di grasso, proteine, lattosio, la conta del numero di cellule somatiche presenti, la conferma attraverso test di laboratorio dellassenza di sostanze inibenti, la numerazione col metodo MPN
degli eventuali sporigeni anaerobi, la determinazione dellacidit ed infine, visto che tutte le aziende interessate trasformano
il loro prodotto in formaggio Parmigiano Reggiano, la capacit
di coagulazione del latte con il metodo lattodinamografico (LDG).
A fianco di queste analisi vengono raccolti mensilmente in ogni
azienda anche altri dati che si relazionano con la quantit e qualit del latte prodotto e landamento della gestione aziendale che
sono, per quanto riguarda la stalla, la media dei capi presenti e
le vacche in lattazione.
Altri parametri raccolti sono: la quantit di latte prodotto, la
quantit di latte venduto, il confronto del punteggio ottenuto
attraverso le analisi del latte, che servono come parametro del
pagamento latte qualit, rispetto al punteggio medio del
caseificio di appartenenza, nonch la produzione media capo/
giorno ed i giorni medi di lattazione della mandria.

Confronto dellandamento
delle patologie mammarie
Questo importante obiettivo riguarda in particolare le mastiti, la loro cura (tradizionale o omeopatica) ed i risultati ottenuti
con le cure stesse.
In ogni azienda viene prelevato un campione sterile di latte
prima dellintervento terapeutico per essere sottoposto ad
esame batteriologico. Al momento dellintervento sulla mastite
il veterinario compila una scheda della bovina in cui si descrive
il tipo di mastite (acuta, cronica, con latte alterato o meno, con
risentimento generale o meno), si descrive il tipo di terapia, si
sottolineano lesito della terapia e le date, i risultati del 1 prelievo da sottoporre a esame batteriologico e del 2 prelievo da
effettuarsi circa 20 gg. dopo la fine del trattamento.
Oltre allintervento specifico sulla patologia mammaria sono
raccolti mensilmente dati relativi allandamento delle altre prin-

L O M E O P A T I A P E R I B O V I N I D A L A T T E

103

cipali patologie per numero e percentuale come: zoppie, aborti,


ritenzioni di placenta, endometriti, problemi apparato digerente, casi di cisti, ecc.
Viene poi eseguita sempre mensilmente una ricognizione sui
dati riproduttivi dellazienda rilevando il numero dei parti, landamento dei periodi parto-concepimento, parto 1a fecondazione, indice di fecondit, numero gravidanze e percentuale.

Stato immunitario
Questa prova, a differenza delle altre, fatta allinterno di
ununica azienda formando due gruppi di dieci soggetti ciascuno e sottoponendo il primo gruppo di animali ad un trattamento omeopatico di base che dovrebbe servire ad innalzare la resistenza immunitaria degli animali.
Prima diniziare la prova e poi a distanze stabilite, sono eseguiti prelievi di sangue dei soggetti e analizzati i campioni
dallIstituto Zooprofilattico di Brescia che fornir i profili immunitari.

Finito di stampare
nel gennaio 1999
a Firenze
da EFFEEMME LITO srl
per conto di
ARSIA Regione Toscana