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Stefano Balassone I Mass Media fra società, potere e mercato 23/05/2010

book in progress - sezione II Mass Media come Imprese


capitolo 3: Radio Business
Abstract
Attraverso testimonianze dell’epoca, la nascita del “broadcasting” e delle sue
logiche imprenditoriali, politiche ed editoriali. Dalla radio in casa alla
prevalenza della mobilità

Il primo broadcasting ........................................................................................................................1


L’esordio................................................................................................................................1
Alba del villaggio globale................................................................................................4
Italia .......................................................................................................................................4
La radio oggi........................................................................................................................7

Il primo broadcasting
Con la radio nasce il broadcasting1 che per affermarsi impiegò trenta anni da quando Marconi
trasmetteva segnali e venti dalla realizzazione della valvola termoionica La radiotrasmissione
inventata da Marconi nel 1894 era un sostituto del telegrafo, del quale aboliva i fili e a cui erano
sufficienti potenze elettriche deboli e invariabili (adeguate all’alfabeto Morse). Altro discorso era la
rappresentazione di fenomeni ad intensità variabile come il suono o l’immagine. A partire dal 1907,

entra in radiofonia la valvola termoionica (o tubo a vuoto) brevettata per la


prima volta nel 1904 dall'ingegnere britannico Sir John Ambrose Flemming ( 1849 - 1945 )
dell'University College di Londra, “il primo componente elettronico "attivo" ...che, grazie ad una
fonte esterna di energia, è in grado di innalzare la potenza di un segnale posto al suo ingresso”
(Wikipedia). Con l'innalzamento della potenza del segnale ricevuto si pone la premessa per la
rappresentazione “analogica” di suoni e luminosità. Nasce così una potenziale distribuzione di
spettacolo a mezzo radio e poi, (è solo questione di tempo) di tv e iniziano a svilupparsi le prime
esperienze, di broadcasting, e cioé radiodiffusione su tutto il territorio..

L’esordio

Narra nel 1929 nell’Annuario EIAR (la neonata RAI dell’epoca) Gino Montefinale2, un
collaboratore di Marconi:
Lo sviluppo ... delle radiodiffusioni telefoniche (broadcasting) è intimamente collegato alla
sviluppo delle manifestazioni radiotelegrafiche dei privati.
Il fenomeno del dilettantismo radiotelegrafico, ebbe la sua prima origine negli Stati Uniti
d'America in cui, fin dal 1912, sorsero, insieme coi radio amateurs, le prime limitazioni
governative della loro attività, divenuta subito esuberante, come tutte le manifestazioni americane
della vita moderna. A Londra vennero gettate le basi della “Wireless Society of London”, ... Il
numero delle stazioni riceventi si accrebbe rapidamente dopo l'instituzione del servizio dei segnali

1
Broad-casting (irradiare intorno) è il termine inglese che corrisponde a radiodiffusione circolare, cioé a un numero
variabile di ricevitori (entro il massimo di quelli esistenti) e di persone riceventi (entro il totale della popolazione
mondiale).
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Gino Montefinale (1881-1974), ammiraglio e scienziato.

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capitolo 3: Radio Business
orari della Torre Eiffel.

La guerra congela le iniziative private, ma...

...tre mesi dopo la firma dell'armistizio, cominciò in Inghilterra un attivo movimento per indurre il
Governo a concedere le primitive facilitazioni alla r.t. privata ... proponendo alle Superiori
Autorità di concedere licenze di ricezione ed anche di trasmissione, limitando queste ultime alla
sola onda di 200 metri.
Una onda elettromagnetica viaggia alla velocità della luce e può essere provocata con un
trasmettitore, esattamente come un sasso scagliato in acqua genera un'onda circolare. Se poco dopo
lanciamo un secondo sasso si genererà una seconda onda che risulterà piu o meno vicina alla prima
a seconda del tempo intercorso fra i due lanci. Questa distanza fra le onde è detta “lunghezza

d'onda” . Imporre una determinata lunghezza d'onda, 200 mt nella concessione


britannica richiamata nel testo, così come altre prescrizioni circa la potenza elettrica, l'altezza e la
collocazione dell'antenna, etc. serve a disciplinare l'uso dello spettro elettromagnetico da parte dei
privati e ad evitare interferenze
Nella III Conferenza annuale della “Wireless Society of London” tenuta il 25 gennaio 1922 venne
discussa ampiamente la questione del così detto “broadcasting”.
Bisogna premettere che la paternità di tale organizzazione modernissima, ed anche dello stesso
vocabolo, spetta di diritto agli americani in quanto fu nel novembre 1920 che la Compagnia
Westinghouse impiantò a Pittsburg la prima stazione r.t. per radiodiffusione di notizie ... Una vera
follia r.t. s'impadronì di ogni ceto della popolazione in tutti gli Stati Uniti ... e ... i fabbricanti di
apparecchi riceventi dovettero realizzare affari d'oro, se ciò si deve arguire dal numero di due
milioni che se ne vendettero nel 1922!
Il rilievo economico della industria radiofonica consisteva allora nell’hardware, come sempre
accade per le tecnologie di comunicazione ai loro inizi e come è accaduto ad esempio nella
informatica. In seguito l’accento si sposta regolarmente sul software e cioé sui proventi derivanti
dalla pubblicità o dall’acquisto di licenze di accesso a servizi a pagamento, sullo sviluppo del
mercato dei programmi etc..
L'Inghilterra veniva divisa in tante zone distinte (Londra, Plymouth, Manchester, Glasgow,
Edimburgo, Cardiff, Birmingham, Newcastle, Aberdeen) e si ammetteva l'impianto di una o più
stazioni di radiodiffusione per ogni zona, ... con orario di trasmissione dalle ore 17 alle 23 nei
giorni feriali e senza limiti in quelli festivi.
Queste concessioni davano luogo, come prima conseguenza ad un grande sviluppo nell'industria
degli apparecchi riceventi; si costituiva subito la società “Radiola” e, successivamente, la “British
Broadcasting Company” (B.B.C.). Nel maggio 1922, per la prima volta nel Regno Unito,
l'andamento ed i risultati del match Lewis-Carpentier, nello Albert Hall di Londra, venivano
radiodiffusi per mezzo della stazione radiotelefonica della “Marconi House” e ricevuti
regolarmente da qualche migliaio di stazioni inglesi, ed anche da parecchie stazioni francesi in
ascolto.
Gli USA impostano lo sviluppo in termini di liberalizzazione regolata, trascinata dal consumo di
massa:
Agli Stati Uniti nel maggio 1922 venivano presentate le prime conclusioni di un “Radio Telephonic
Committee” che impostò la divisione dei servizi di broadcasting in: 1) Government Broadcasting,
quelli svolti sotto la direzione di dipartimenti governativi; 2) Public Broadcasting, quelli condotti

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da istituzioni pubbliche, come università, istituti ecc. ed in genere a scopo educativo o didattico3; 3)
Private Broadcasting, quelli svolti da compagnie o ditte private, da giornali o da altri privati allo
scopo di diffondere notizie, musica o comunque intrattenere gli ascoltatori senza il pagamento di
alcuna tassa speciale; 4)Toll Broadcasting, per servizi di radiodiffusione richiedenti il pagamento
di apposita tassa. Negli Stati Uniti d'America i servizi di broadcasting andavano prendendo nel
1923 sempre maggiore importanza e sviluppo. L'impiego divenne svariato quanto mai: lezioni di
cucina alle massaie, catechismo e fiabe per i ragazzi, sermoni ed allocuzioni domenicali,
chiacchiere per le signore, previsioni meteorologiche, notizie di borsa, e sui raccolti, e poi musica
di ogni specie, piano, violoncello, orchestra, a solo, cori, ecc., ecc. in varie occasioni il Presidente
della Repubblica parlò direttamente a più di 200.000 cittadini sparsi per tutto il territorio
dell'Unione e vi fu chi propose nel Congresso di radiodiffondere per r.t.f., le discussioni delle due
Camere4.
Nessuna arte o scienza è entrata così intimamente e profondamente nell'anima e nella vita del
popolo americano quanto la radiotelefonia e ciò tanto più in quanto che le Case costruttrici di
apparecchi si sforzarono di renderli i più semplici possibili, permettendone il maneggio ad ogni
classe di persone. Cosicché i concerti e le danze “at home” divennero in breve un passatempo
nazionale e si estese il beneficio delle trasmissioni circolari fino ai letti degli ammalati negli
ospedali ed agli altri istituti di beneficenza ove l'isolamento dal consorzio civile era maggiormente
risentito.
Al 1° giugno 1922 esistevano agli Stati Uniti 875.000 stazioni riceventi da amatori. Al 1° giugno
1923 tale numero risultava prossimo al milione!
Nessun obbligo di licenza governativa vigeva per le stazioni riceventi, salvo quello di mantenere il
segreto sulle corrispondenze r.t., intercettate. Per la concessione dei permessi per trasmissioni non
era richiesto il pagamento di alcuna tassa.
Insieme con il primo broadcasting prendevano corpo gli strumenti di produzione, a partire dallo
studio polivalente, e e le forme di pagamento.
Lo studio
Ogni stazione trasmettente comprendeva il così detto studio o sala delle trasmissioni foniche e
musicali, stabilito generalmente nel cuore delle metropoli. Nello studio si collocavano gli
istrumenti da concerto ed i microfoni; la voce o la musica subivano in esso una prima
amplificazione con valvole, per essere poi trasmesse con apposite linee alla stazione di
radioemissione circolare.
Una specie di decoder
L’impianto trasmittente di Königswusterhausen (Germania) fu costituito fin d’allora nel modo più
perfetto ..; i ricevitori all’atto della consegna venivano sintonizzati esattamente per l’onda della
stazione trasmittente (2800 metri) e sigillati5 in modo che non potessero usarli per avere
nessun’altra onda6.
Il protocanone inglese
...fra le altre norme veniva stabilita una tassa annua di 10 scellini per la sola ricezione, dei quali 7
e 6 pence spettavano al Governo e 2s. 6p. alla BBC e l’ impiego di soli apparecchi riceventi di
manifattura inglese7 e controsegnati dalla B.B.C.

3 Il PSB, Public Service Broadcasting nasce, e resterà, negli USA come un settore riservato a soggetti no-profit e non
una azienda quale la BBC, che nel 1927, quindi pochi anni dopo, verrà regolata in UK come monopolio.
4 Tutti i generi del broadcasting, anche di quello attuale, sono dunque ben presenti fin dagli esordi delle radio
commerciali.
5 Una situazione analoga a chi oggi dispone di un decoder abilitato a decodificare solo le emissioni di chi lo ha
fornito
6
Insomma, era vietato praticare i palinsesti dei concorrenti.

7 Epoca di protezionismo, anche nella liberale Inghilterra degli anni '20!

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capitolo 3: Radio Business

Alba del villaggio globale

Nel novembre 1923 vennero condotte rispettivamente sulle due coste dell'Atlantico importanti
esperienze di ricezione delle principali stazioni di radiodiffusione. la stazione più interessante
anche agli effetti della ricezione in Europa era già dalla fine del 1923 quella da 7 kw-antenna (30
kw assorbiti) costruita dalla Compagnia Westinghouse ad East Pittsburg (Pennsylvania). Tale
stazione, corrispondente al nominativo KDKA poteva emettere simultaneamente l’onda 326m e
quella più corta di 100m che risultò particolarmente gradita agli sperimentatori d’oltre oceano.
Risultò cosa relativamente facile in Inghilterra di ripetere automaticamente le trasmissioni di
KDKA, ciò che fu fatto per la prima volta dalla stazione di Manchester.
Per dare un’idea della potenza di alcune stazioni del BC americano basta pensare che nel gennaio
1924 i loro concerti furono regolarmente ricevuti nel Sud Africa: nel febbraio quelli della stazione
di Tacoma (Washington) erano stati ricevuti a Tokyo e, successivamente, si percepivano
chiaramente in Australia e Nuova Zelanda le radiodiffusioni della California.
La riuscita delle trasmissione interoceaniche preoccupò i costruttori inglesi di apparecchiature
radiofoniche, nonché agli editori di giornali di quel Paese, attenti al sorgere di concorrenti sui ricavi
pubblicitar. Tant’è che quattro anni dopo la BBC diveniva un monopolio e l’etere britannico veniva
chiuso agli stranieri per non lasciar sfuggire dalle mani degli operatori nazionali nè il mercato
dell’hardware nè quello del software.
Nell’anno 1924 mentre lo sviluppo delle radiocomunicazioni private assunse proporzioni grandiose
in America, Inghilterra ed in Francia, si destarono le prime attività anche negli altri paesi civili,
raggiungendo in breve in taluni di essi la massima estensione.
Nei Paesi Anglo-Sassoni ed in Francia le esplicazioni degli sperimentatori avevano, in linea di
massima, preceduto l’organizzazione “broadcasting”; negli altri invece fu l’estensione dei servizi
di radiodiffusione che, generalmente, fece nascere la gran massa di dilettanti r.t. In tale anno molti
dei Governi che si erano dimostrati più restii a concedere licenze per ricezione o per trasmissione,
dovettero, sotto la spinta dell’opinione pubblica, promulgare leggi per la disciplina della r.t.,
privata, modellandole, in generale, su quelle già sanzionate dalla esperienza degli Stati più liberali
in tale materia. Si assiste così nel corso del 1924 al graduale estendersi dei servizi di
radiodiffusione per tutto il continente americano, in quasi tutti gli Stati Europei, in Australia,
Nuova Zelanda, Sud Africa, India, Giappone e così via.

Italia

Dove termina il racconto di Gino Montefinale inizia la testimonianza di Vallauri8, Presidente


dell’EIAR, che apre l’annuario della società nell’anno XIII dell’Era Fascista (come era d’uso
precisare), quando gli abbonamenti sono solo 241.889, non più di 2 ogni cento famiglie.

Una valutazione troppo imprecisa fa sì che ancora oggi il complesso e importantissimo servizio
della Radio sia, nel giudizio di una parte del pubblico, fortunatamente sempre minore, ritenuto un
qualsiasi mezzo di svago, in gran parte poggiato sulla trasmissione di musiche non sempre
eccellenti e su una serie di conferenze che attirano contro di sé i soliti luoghi comuni che si
ripetono contro questo genere di manifestazioni.
Così, accanto ad un numero sempre più rilevante di amatori di ogni classe sociale si trovano

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Titolo originale. Vallauri scrive sull’annuario EIAR del 1931

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ancora gli indifferenti o gli oppositori a oltranza.
Il Presidente della EIAR lamenta che la radio sia snobbata dai ceti “colti” che sono peraltro anche i
soli che all’epoca avessero il denaro per dotarsene e per sottoscrivere l'abbonamento. A parte i
limiti di carattere strutturale, come la mancanza di energia elettrica nelle campagne, dove risiedeva
la maggior parte della popolazione, l'ostacolo principale alla diffusione stava nel carattere arretrato
della società. Il Paese era diviso fra i ceti colti (professionisti e impiegati) - che definiremo
sbrigativamente “borghesi”- e il “popolo”, racchiudendo nel secondo termine un coacervo di realtà
sociali e culturali diversissime: masse operaie approdate alla fabbrica da non più di una
generazione, sottoproletariato urbano (ad es nei quartieri di Napoli), braccianti senza terra,
contadini piccoli proprietari, servitorame di ogni tipo etc etc. In assenza di un “mandato” di massa
l'EIAR provvedeva, in sostanza, a due attività:
- la riproduzione culturale del ceto borghese, la cui forma mentis era considerata un archetipo
universale;.
- la propaganda politica, questa sì rivolta a tutti, cercando le scorciatoie delle radio collettive in
scuole, piazze etc.
In questa Italia il Radio Orario (la guida alle trasmissioni stampata dalla stessa EIAR cercava di
convincere gli scettici circa l’importanza della radio con strisce disegnate che raccontano di un
paesello remoto dove chi si informa con la radio ne sa una più degli altri e non ha più bisogno di
comprare i giornali, anche se ciò gli attira invidie e rappresaglie.

Il Presidente EIAR, inaugurando una tradizione che dura tuttora, deve difendersi da chi condanna il
carattere troppo popolare, nonostante tutto, dei programmi. È l’inizio della diatriba sul rapporto fra
mass media e “qualità”

...poiché la varietà, andando incontro al gusto di tutti, non può esaurire che parzialmente il gusto
di ognuno, buon programma radiofonico è quello che scontenta solo in piccola parte i singoli
gruppi di ascoltatori.
La varietà deve ottenersi basandosi sui due tipici elementi della radio: “rapidità di esecuzione” e
“potenza di comunicazione” fondendo opportunemente tutto quanto deriva dall'uno o dall'altro di
essi (Giornale-radio, Musica, Conferenze, Teatro, etc.).
Secondo la seguente raffigurazione di generi in cui l’altezza del microfono indica il peso nel
palinsesto EIAR

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Essendo la radio ascoltata da uno sterminato numero di persone per necessità, i programmi
radiofonici devono tendere a quel livello che, pure con l'intenzione di migliorare il gusto della
massa, possa essere a questa massa essere bene accetta.
Chi dunque si mettesse per criticare i programmi della radio dal solo punto di vista di un critico
musicale o letterario, incorrerebbe nell'errore in cui, a dir vero, sono incorsi sovente molti di
coloro che in giornali e riviste si occupano di programmi radiofonici: considerare cioé, la radio
unicamente come un'opera d'arte, senza pensare che è invece un servizio pubblico, che ha ben
infinite esigenze e ostacoli da superare.
Incombevano i problemi tecnici
l'Unione Radiofonica Italiana nel Maggio 1925 prendeva parte alla costituzione della “Union
Internationale de Radiodiffusion” di Ginevra, portando il proprio contributo agli esperimenti
tecnici che dovevano servire di base per stabilire un regolamento sulla distribuzione delle
lunghezze di onda colle stazioni dei vari Paesi, al fine di ovviare ai fenomeni di interferenza, subito
apparsi fino da quell'epoca come un grave pericolo per la Radiofonia9.
Si cercavano contenuti
..grandi difficoltà inerenti al rifornimento di artisti ed alla stipulazione di accordi con agenzie di
notizie, con la Società Autori, con le Case Editrici Musicali, etc.; accordi tutti che non mancarono
di richiedere notevoli trattative per la novità dell'applicazione di legislazioni già esistenti alla

9
Troviamo su http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080124111324AACmNRH un'ottima sintesi delle
ragioni per le quali esistono diversi livelli di regolamentazione nell'uso delle onde elettromagnetiche
“Il cosiddetto "spettro radio" è un enorme contenitore di segnali; per evitare che questi segnali si incrocino in modo
troppo ingarbugliato, le varie amministrazioni che regolamentano il servizio radioelettrico, ogni 3-4 anni si
incontrano per apportare eventuali modifiche o miglioramenti al cosiddetto "piano di ripartizione delle frequenze".
Alcune allocazioni sono decise a livello internazionale, altre a discrezione della singola amministrazione a livello
nazionale (in italia è il Ministero delle Comunicazioni, negli Stati Uniti è la Federal Communication Commission
ecc...)
La porzione di frequenze, in gamma VHF (Very High Fequency) compresa fra 88 e 108 MHz è allocata, a livello
internazionale, alla radiodiffusione circolare analogica, in modulazione di frequenza, con larghezza di banda di 100
kHz: per questo motivo è tecnicamente chiamata WFM (Wide Frequency Modulation, modulazione di Frequenza
larga); l'opposto è la NFM (Narrow Frequency Modulation, modulazione di frequenza stretta) avente larghezza di
banda di 12,5 kHz ed è usata, per essere espliciti, da qualunque apparato ricetrasmittente, da quelli nautici, a quelli
radioamatoriali, a quelli dei servizi di emergenza e soccorso.
Al di sopra dei 108 MHz (e fino ai 136 MHz) le gamme di frequenze sono assegnate, sempre a livello
internazionale, al servizio mobile aeronautico (aeronavigazione) con modulazione di ampiezza (AM) e nuove
amenità digitali (i collegamenti TBT, ovvero fra torre di controllo e aeromobile avvengono comunque in fonia
analogica, in chiaro, in modulazione di ampiezza).
Al di sotto degli 88 MHz (e fino a 70 MHz circa) le gamme di frequenze sono assegnate ai servizi fissi e mobili del
Ministero della Difesa (militari) e del Ministero dell'Interno.
Tutto quanto è assolutamente pubblico e consultabile nell'ultima edizione del Piano Nazionale di Ripartizione delle
Frequenze (l'ultima revisione completa risale al luglio 2002).

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nuova forma di diffusione di opere dell'ingegno ed anche per la non sempre piena comprensione,
dimostrata da Enti e privati, della necessità di favorire al massimo grado lo sviluppo del nuovo
importante servizio pubblico nazionale.
Al principio del 1925 si arrivava a trasmettere concerti sinfonici e vocali di particolare importanza,
e selezioni di opere liriche che raccoglievano lusinghieri consensi di plauso.
Si passò poi alla trasmissione di opere oltre alle quali si organizzavano serate di musica italiana ed
estera, dedicate ad autori speciali,serate di musica leggera, e commemorazioni di ricorrenze
Nazionali, di avvenimenti patriottici, di illustri artisti e letterati.
Infine la Società Concessionaria riusciva a vincere anche la ostilità di proprietari di teatri e
impresari, iniziando verso la fine del 1926, le prime trasmissioni dai teatri; il Teatro “Adriano”,
l'”Argentin”, l'”Eliseo” di Roma, il “San Carlo” di Napoli, il “Lirico” di Milano, stabilendo
particolari accordi con i proprietari di teatri, impresari, case editrici musicali, Sindacati di artisti,
e professori di orchestra, masse corali, etc
Nonostante le perorazioni del Presidente EIAR nel 1939 gli abbonati erano 1.200.000 mentre le
famiglie italiane arrivavano a circa 17 milioni. In conclusione, la stragrande maggioranza, il 95%!,
degli italiani, non aveva alla vigilia della guerra la radio in casa.

La radio oggi

Oggi la radio ha conquistato, rispetto alle origini, la mobilità. Ciò le ha consentito di segmentare il
pubblico secondo il modello della “coda lunga” e le ha donato, nel suo insieme, una robusta
attitudine anticiclica. Il pubblico delle varie nicchie trova risposta alle sue manie anche quando per
il bisogno di risparmiare taglia dagli acquisti giornali, pay-tv, DVD etc.
Una ricerca 2010 di Nielsen sul rapporto fra americani e radio10 mette in evidenza che questa
conduce ancora il mercato dell’audio, peraltro in via di articolazione specie per il sopraggiungere di
altri mezzi che si prestano a raccogliere pubblicità, come le radio satellitari e gli streaming su PC

contatti giornalieri con fonti audio

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Va sottolineato che la preminenza della radio è legata alla mobilità in automobile (ogni americano
trascorre in media novanta minuti in macchina ogni giorno) come mostra la seguente tabella.
Attività contemporanee all’ascolto della radio
Ascolto dedicato 10%
Durante spostamenti 44%

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http://www.clearchannel.com/radio/

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Lavorando 17%
Durante le cure domestiche 8%
Nei negozi 5%
Desinando 5%
Durante l’igiene personale 5%
Preparando i pasti 3%
Dedicandosi a hobbies o sport 2%
In compagnia 2%
Accudendo altri (bambini, anziani) 1%