Sei sulla pagina 1di 1

Concetti percettivi Arnheim gue tra configurazione e forma: -la forma di un

oggetto percettivo delimitata dai suoi contorni ed il risultato dellinterazione


tra ogg.tto fisico, luce e sistema visivo dellosservatore. -la configurazione di un
oggetto non riguarda la sua forma in un dato istante, ma rapporti spaziali
caratteristici oggetti nti a classi omogenee. Il definizione triangolare.
triangolare unastrazione concettuale operata dal pensiero, o un vissuto
genuino derivante dalla percezione? Arnheim, la triangolarit (rotondit,
rettangolarit...) non il prodotto di una astrazione intellettuale, ma
unesperienza immediata, diretta. una caratt.stica della configurazione che non
devessere pensata, ma vista immediat.te. Percepire consiste anche nella
formazione di concetti percettivi, di cui la triangolarit un es. Il termine
concetto applicato alla visione non indica che sono i processi cognitivi superiori
a caricarsi di org.zare linfo in entrata, ma che processi percettivi e cognitivi si
avvalgono di schemi di organ.zione in qualche modo .
Arnheim, il fanciullo vede (e afferra) la caninit prima ancora di essere in g
di guere un cane dallaltro. In ambito percettivo funzionano dei meccanismi a
q.lli che valgono la formazione dei concetti. La percezione non procede
associando dettagli, ma cogliendo insiemi gi strutturati. Non deve aver visto
centinaia di cani per sapere cos un cane ricostruendone lo schema; ma sono in g subito di
percepire lo schema cane e poi, usando qs schema, di dettagliare le nze tra le razze. Quel

che vediamo in 1a battuta lorg.zione complessiva di una forma visiva, mentre


siamo in g di discriminarne le singole parti solo in momenti next. La forma
percettiva il risultato della interazione tra logg.tto fisico (caratt.stiche spaziali e
fisiche), il medium della luce che permette la trasmissione delle info visive e le
condizioni del SN dellosservatore. la forma visiva delloggetto non dipende
solo dalla sua proiezione retinica, ma anche da altri fattori, tra cui le esperienze
visive pregresse. In untetica 1a volta, lacquisizione della forma dpd sistema
visivo avviene afferrando uno schema globale secondo q.lla che Arnheim
chiama legge costitutiva globale (legge gestaltica basilare della percezione) cui il
percetto viene sempre org.zato secondo la struttura + semplice possibile.
spiegare il disegno infantile.
Una spiegazione basata solo sulla proiezione retinica degli oggetti non basta: se
il bambino fosse fedele nelle sue rappresentazioni allimmagine retinica
dovremmo avere una fedelt al che, nei fatti, non si d.
Le posizioni intellettualistiche ritengono che, ci che il bambino disegna, non
derivi da quel che il bambino vede (almeno non dai concetti visivi), ch i bambini non
disegnano come si suppone che vedano. vero che i bambini rappresentano le
ql.t essenziali delle cose, es. di un uomo lo schema del corpo (tronco, braccia,
gambe, testa) e alcuni tratti distintivi. Ma le posizioni intellettualistiche non
riescono a dimostrare (senza ricorrere a una qualche forma di conoscenza innata) la
derivazione del disegno infantile da concetti non percettivi. invece co pensare
che il bambino si rifaccia proprio a dei concetti visivi: es. se disegna una mano, qs
sar composta da una base rotonda e da 5 linee che si dipartono a raggio dal centro. I tratti
essenziali coincidono sempre con la max generalizzazione del percetto visivo.
Sono colti gli invarianti (generali e a-specifici). Nel disegno infantile, rappresentato
ci che basilare, le ql.t essenziali della struttura visiva del . es. una
circonferenza, 2 puntini, una lineetta verticale e una mezza luna in basso, richiamano subito
un volto. Qs configurazioni non sono simboli (qlc.sa che sta qlc.saltro), ma sono la

+ semplice ricostruzione della configurazione vista.


Infine, c il medium che, il + delle volte, fa la differenza.