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Comune dellAquiila

Numero 4 dell 11 luglio 2016

Festival della Partecipazione


anno 0: tiriamo le somme!
Cosa lascer la Partecipazione in eredit?

Dopo quattro giorni di numerosi incontri finito il Festival della Partecipazione.


Noi ragazzi delle scuole medie e superiori abbiamo
realizzato, sotto il coordinamento del giornale online
NewsTown, Il Corriere del Festival: un quotidiano
che ha seguito e messo in evidenza alcuni eventi ritenuti particolarmente interessanti. Abbiamo partecipato a molteplici incontri da noi raccontati sul giornale.
Nellultima mattinata del Festival siamo stati anche invitati da Rai Radio3 a prendere parte al programma quotidiano Tutta la citt ne parla tenuto a Piazza Duomo.
Il Festival nasce dalla collaborazione tra tre enti promo-

tori diversi: Actionaid Italia, Slow Food Italia e Cittadinanzattiva nellambito del progetto Italia sveglia! con
lintento di promuovere la partecipazione del cittadino
alla vita politica e sociale del nostro Paese.
Tra gli eventi possiamo ricordare il discorso di Don Luigi
Ciotti e Carlo Petrini, la presentazione dei vari progetti
scolastici sul monitoraggio civico, gli incontri quotidiani
di Giovanni Moro sul significato di diversi concetti contenuti allinterno delle parole come Partecipazione,
Rappresentanza, Politica, larrivo della Lunga Marcia per LAquila, il pranzo condiviso da 3500 operai che
lavorano nei cantieri in citt, i walkabout sullo smart
tunnel e le mura cittadine, ma anche laboratori, concerti, rappresentazioni teatrali e numerose conferenze.
I temi trattati, dunque, sono stati variegati e molto interessanti. Agli incontri sulla partecipazione, sarebbe stato
importante avere laffluenza di un pubblico pi ampio.
Ci auguriamo per che il Festival della Partecipazione
2016 sia una rampa di lancio verso la riappropriazione
dei valori della partecipazione attiva, della democrazia
partecipativa e unItalia pi inclusiva.
Giorgia Bruschi, Laura Di Marco, Martina Marinanza, Andrea Narciso

Open data web: per una ricostruzione partecipata


Nellautunno di questanno verr reso pubblico il nuovo sito open data sulla ricostruzione
dellAquila, ad oggi in fase di perfezionamento. Nel corso della mattinata di ieri, un incontro svoltosi al GSSI (Gran Sasso Science Institute) ha offerto la possibilit di presentare ufficialmente il
sito web ed stato anche unoccasione di confronto tra cittadini e istituzioni locali. Queste ultime
hanno risposto alle domande che il processo di ricostruzione della citt, inevitabilmente, sta portando con s. Gli interlocutori sono stati Pietro Di Stefano (assessore comunale alla ricostruzione),
Paolo Esposito (dirigente dellUsrc, Ufficio Speciale alla Ricostruzione del Cratere), Raniero Fabrizi
(dirigente dellUsra, Ufficio Speciale Ricostruzione dellAquila), Giovanni Lolli (vice presidente della
Regione Abruzzo), Nicola Trifuoggi (vicesindaco del Comune dellAquila) e Giampiero Marchesi (responsabile della Struttura di missione). Presente
allincontro, in veste non istituzionale, anche Fabrizio Barca, ex ministro per la Coesione territoriale. Le domande dei cittadini sono state raccolte in
sala e, precedentemente, tramite e-mail dallorganizzazione del Festival. Vari i temi trattati, tra i quali la gestione problematica dei progetti C.a.s.e.
e il loro incerto destino, il dubbio sullutilizzo di tecniche e materiali adeguati e sicuri, il monitoraggio del tessuto operaio sviluppatosi attorno ai
cantieri, i fenomeni legati al fallimento delle imprese interessate negli appalti. Roberto Aloisio, ricercatore del Gran Sasso Science Institute, ha
presentato il futuro sito web, realizzato in collaborazione tra il GSSI e gli enti pubblici interessati. Ad oggi sono in molti, tra enti e uffici, a veicolare
i dati della ricostruzione per mezzo dei propri siti web. Tra questi Usra, Usrc, Comune dellAquila, Prefettura. Lo scopo di Open Data Ricostruzione,
dunque, quello di riunificare tali dati in ununica piattaforma digitale. Lutente potr trovare informazioni particolareggiate riguardo la ricostruzione privata e pubblica, la gestione dellemergenza, lo sviluppo economico. Mappature, bilanci, numeri e stato di avanzamento di pratiche e cantieri.
Informarsi e interessarsi alle dinamiche della ricostruzione aquilana cosa difficile. In questo senso la trasparenza delle istituzioni gioca un ruolo
fondamentale perch il cittadino comune possa districarsi in un groviglio di dati e normative.
Sara De Felice e Sofia Lawrence

Il futuro del giornalismo, tra modelli economici e corretta informazione

Pensiamo che quando una persona apra un social network il


contenuto sia neutro, quando in realt sappiamo che i network
mettono le notizie in ordine secondo il loro interesse economico, ha esordito il direttore de Il Centro Mauro Tedeschini in
apertura dellincontro serale sul citizen journalism, ovvero
sul cambiamento del giornalismo al tempo di internet, organizzato in collaborazione con il quotidiano Il Centro.
AllAuditorium del Parco intervenuto anche il direttore del
Tg2 Marcello Masi che, quando si sentito chiedere come
salvare il mestiere del giornalista, ha sottolineato come, oggi,
le notizie non siano mai disinteressate ma si basi tutto sul
guadagno e sul profitto pubblicitario. Allora come dobbiamo
cambiare il nostro mestiere? ha aggiunto dobbiamo lavorare sulla qualit dei prodotti: ora possiamo avere ogni notizia
quasi in tempo reale, correre insufficiente, qualcuno arriver
sicuramente prima. Se arrivo secondo a una notizia, devo impegnarmi a raccontarla meglio di chi cera prima di me.
Forse siamo noi giornalisti a non essere pi credibili come clas-

se?, questa la domanda di Mauro Tedeschini al direttore di


Vita, Riccardo Bonacina, che ha sottolineato come il giornalismo abbia necessit di un cambiamento profondo. Dopo il
terremoto del 2009, Bonacina stato chiamato a LAquila:
Abbiamo bisogno che qualcuno venga a dirci chi siamo diventati, perch noi non ci capiamo pi nulla, gli stato detto nei
mesi dopo il sisma. La loro identit afferma il direttore di
Vita era in frantumi, e noi giornalisti siamo serviti a ricostruirla.
E questo il ruolo che abbiamo nel mondo, raccontare storie di
vita solo che dobbiamo cambiare il modo in cui lo facciamo.
Il direttore di Metro, Gianpaolo Roidi, ha esordito invece
dicendo che i due mondi dellinformazione professionale e
quella amatoriale coesistono gi da anni, e ci troviamo in un
sistema in cui tutti abbiamo i mezzi per fare informazione.
Per questo cominciata la caduta delleditoria, ha aggiunto.
Quando linformazione amatoriale ha preso piede, gli editori
hanno iniziato a investire in tecnologia, ma pi passa il tempo
pi il modello economico di cui abbiamo bisogno non si trova.
Certo, la chiave la qualit, ma la qualit costa. Non siamo abbastanza vicini al modello economico di cui abbiamo bisogno. Il
suo possibile cambiamento nelle mani di pochissimi, il mercato da solo non ce la pu fare a ricostruirlo.
Pu il giornalismo tornare a brillare, allora? A quanto pare
non c risposta certa perch, come dice Riccardo Bonacina,
il modello precedente non si pu ricostruire, sicuramente non
uguale. Ci vogliono informazione senza scopo di lucro, partecipazione e un modello economico basato su contenuti di qualit.
Vera Lazzaro

Due terremoti, due modi diversi di comunicare


Limportanza della comunicazione dopo un sisma: Emilia e LAquila a confronto

I doveri della comunicazione, le opportunit


e la reazione ai problemi nel post-emergenza: questi i temi dellincontro tenutosi nel
Palazzetto dei Nobili ieri mattina.
E stato Massimo Alesii, esperto di comunicazione, ad aprire il confronto tra le
due esperienze di post-terremoto vissute
aallAquila e in Emilia. La fonte ispiratrice
del discorso stata il libro Disastri Naturali: una comunicazione responsabile, nato
dallincontro di Stefano Martello, consulente di comunicazione, Biaggio Oppi, responsabile di comunicazione di una multinazionale biofarmaceutica e lo stesso Alesii.
Due di loro hanno vissuto sulla loro pelle il terremoto dellEmilia e quello dellAquila, mentre

il romano Martello si definisce neutrale, poich non ha mai sperimentato in prima persona quel tipo di esperienza.
Questo ha permesso di svolgere unanalisi
obiettiva e priva di qualsiasi emotivit, mirata allidentificazione dei problemi e possibili soluzioni legati alla comunicazione.
Andando pi a fondo nel significato delle
parole, nel libro viene affrontata la comunicazione di crisi, ovvero, come stata definita dai relatori, la continuazione della
comunicazione di ogni giorno.
Secondo Martello bisognerebbe definirla
anche come prevenzione perch noi rispondiamo sempre a crisi gi conclamate, invece di interrogarci su ci che accade prima
di esse. Dopo una catastrofe come quella
di un sisma, per, sicuramente pi difficile ripartire. Da qui si dato inizio al confronto tra i due ultimi terremoti accaduti
in Italia, trovando similitudini, ma anche
differenze, specialmente dal punto di vista
comunicativo.

In Emilia sono le amministrazioni locali che


svolgono un ruolo attivo nella comunicazione pubblica attraverso percorsi partecipativi. Un esempio particolare che stato
riportato quello del comune di Mirandola (Modena), che ha messo al centro il
Comune come produttore di informazione in situazioni di emergenza. E stato interessante notare, nel corso del confronto, come invece nella nostra citt ci siano
sempre stati problemi comunicativi anche
prima del sisma. Mancava la cultura della
comunicazione pubblica dice in proposito
Massimo Alesii. Lobiettivo di questa iniziativa afferma invece Stefano Martello
capire che se un territorio come quello
dellAquila in difficolt, la vita si complica
anche per un milanese o per un napoletano.
Per fare in modo che LAquila possa riscattarsi c bisogno, quindi, dellassunzione di
comportamenti comunicativi tesi alla condivisione e alla partecipazione.
Silvia Alessandri e Martina Colabianchi