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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA

FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE


CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN
COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Relazione finale
IL RUOLO DELLA VITA ASSOCIATIVA
NEL PROCESSO DI SVILUPPO ECONOMICO DEL MAROCCO:
IL CASO DI FES

Relatore
PROF. DAVIDE GUALERZI

Laureando
MARCO AZZALINI

Anno Accademico
2004 - 2005

INDICE

CAPITOLO I INTRODUZIONE: DEMOCRAZIA E SVILUPPO ECONOMICO (pag. 5)


Quale sviluppo economico?
LIndice di Sviluppo Umano (ISU)
Democrazia e sviluppo economico: il dibattito in corso
La Tesi di Lee
La libert e la democrazia sono lo sviluppo economico
Gli investimenti in diritti umani e democrazia
CAPITOLO II LA VITA ASSOCIATIVA NEL REGNO DEL MAROCCO (pag. 12)
Il Marocco nella storia
Le origini
La conquista islamica e il periodo pre-Protettorato
Il periodo del Protettorato
Il periodo post-Protettorato
Il Marocco oggi: il regno di Mohammed VI
Qualche indicatore sul Marocco
Indicatori demografici e sociali
Indicatori economici
Il turismo
La produzione e il traffico di droga
La vita associativa in Marocco
Lassociazionismo dopo il 16 maggio 2003
Conclusioni: quali sfide per il futuro?
CAPITOLO III LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO IN MAROCCO (pag. 30)
LUnione Europea
LUE e il partenariato Euro-Med
Obiettivi e azioni sostenute
Programmazione degli interventi e beneficiari
Destinazione dei fondi MEDA (1995-1999)
Il partenariato Euro-med in Marocco
LAccordo di associazione
Il CSP 2002-2006
Il PIN 2005-2006
LUNDP
Il programma GOLD/MAGHREB
Origini
3

Organizzazione e obiettivi generali del programma


Il programma GOLD/MAGHREB nella regione di Fs-Boulemane
La Cooperazione Italiana
La cooperazione bilaterale
I progetti delle ONG italiane
La Cooperazione USAMarocco: lAccordo di libero scambio (2002)
CAPITOLO IV IL CASO DI FES (pag. 43)
La regione di Fes-Boulemane
Indicatori economici regionali
Indicatori demografici regionali
Indicatori sociali regionali
La Mdina di Fes
La Mdina nella storia
La Mdina oggi
A. Problematiche riguardanti il patrimonio artistico-architettonico
Il progetto Rhabilitation de la Mdina de Fs
B. Problematiche riguardanti lambiente e linquinamento
C. Problematiche socio-economiche
La vita associativa nella Mdina di Fes
CAPITOLO V IL PROGETTO LA PORTE BLEUE: QUALI BENEFICI ECONOMICI?
(pag. 60)
Introduzione
La call for proposal dellUnione Europea
Il progetto La Porte Bleue: rafforzamento delle capacit delle associazioni e delle
amicali nella Mdina di Fs
I ruoli
Gli obiettivi
Le attivit e i risultati attesi
I costi
I fattori di forza
I fattori di debolezza e di rischio
Quali benefici economici?
Creazione di cooperative artigianali e commerciali
Turismo responsabile
BIBLIOGRAFIA (pag. 73)

CAPITOLO I
INTRODUZIONE:
DEMOCRAZIA E SVILUPPO ECONOMICO
Quale sviluppo economico?
I concetti economici di crescita, sviluppo e prosperit sono tematiche oggetto di discussione
quotidiana, sia in ambiti accademici, quanto in riviste specializzate e giornali. Daltra parte, la
misurazione di simili concetti non assolutamente banale, anzi, la scelta di un determinato
indicatore, rispetto ad un altro, pu portare a conclusioni diametralmente opposte. In pi, anche la
scelta di particolari periodi di riferimento in grado di influenzare e capovolgere lanalisi.
A mio parere, quindi, occorre definire cosa significhi sviluppo economico, e se, effettivamente,
sia sempre sinonimo di aumento del benessere dei cittadini. Di sicuro, lapproccio monetario, che
definisce la ricchezza come quantit di denaro disponibile, molto riduttivo. Occorre quindi
esaminare anche altri indicatori, anche non puramente economici, ma che condizionano
profondamente la vita delle persone.
Lindicatore pi frequentemente utilizzato per misurare il livello di benessere di una nazione il
Prodotto Interno Lordo (PIL). Esso rappresenta, in maniera assoluta, il valore monetario dei beni e
dei servizi finali (consumi, investimenti fissi, variazione delle scorte, esportazioni) prodotti in un
anno sul territorio nazionale, al lordo degli ammortamenti. Il tasso di crescita del PIL rappresenta,
sempre su base annua, quanto leconomia nazionale cresce; quindi, tramite questa misura,
possibile vedere se e di quanto il benessere di una nazione aumentato. Il PIL e il suo incremento
annuale sono importanti per misurare il prestigio nazionale, o per le conseguenze a lungo termine
della forza economica sul piano geopolitico e militare. Pi grande leconomia in termini assoluti,
maggiore la forza che lo stato ha nelle deliberazioni economiche a livello mondiale.
In secondo luogo, per ottenere una misura del benessere individuale, si utilizza il PIL pro capite,
cio la ricchezza nazionale divisa per lammontare della popolazione. Questindicatore, daltro
canto, si rivela evidentemente molto impreciso, e soprattutto nei paesi in via di sviluppo, trattandosi
di una mera media statistica che non prende in considerazione la distribuzione del redditto fra le
varie fasce della popolazione. Ad ogni modo, il PIL pro capite, ed il suo tasso di crescita pro capite,
ci danno unidea pi precisa rispetto al PIL assoluto riguardo alla ricchezza degli individui, e alle
loro possibilit di scelta, perlomeno potenziali.

Un esempio significativo, che mostra come le analisi cambino, a seconda che si scelga un approccio
assoluto o pro capite, il seguente. Se volessimo confrontare il successo delleconomia americana e
quello dellUnione Europea, a seconda della scelta dellindicatore, arriveremmo a conclusioni
differenti. Considerando la crescita del PIL assoluto, evidente che gli Stati Uniti superano
lEuropa; ma se scegliessimo il PIL pro capite, scopriremmo che lago della bilancia si sposta a
seconda del periodo di riferimento. Se si parte dal 1981 invece che dal 1982, si prova la superiorit
europea, mentre analizzando i dati degli ultimi cinque anni, si prova la superiorit degli USA.
La spiegazione molto semplice. La popolazione americana cresce mediamente ad un tasso dello
0,9% annuo, mentre quella europea soltanto dello 0,3%.
Come dicevo, misurare lo sviluppo economico e laumento del benessere dei cittadini
esclusivamente in termini monetari senza dubbio riduttivo. Esistono altre variabili, economiche e
non, che condizionano le vite della popolazione, e che determinano un aumento o una diminuzione
della ricchezza dei cittadini, intesa in modo pi ampio come miglioramento della qualit della vita.
Fra queste, il tasso di occupazione, ottenuto sottraendo ad 1 il tasso di disoccupazione, cio il
rapporto percentuale tra il numero delle persone in cerca di occupazione e il totale delle forze di
lavoro. Lindicatore, infatti, permette di verificare se, allinterno delleconomia in esame, il fattore
lavoro pienamente utilizzato, e dunque se lallocazione dei fattori produttivi la migliore
possibile.
Spesso, specialmente nelle statistiche svolte dalla Banca Mondiale, utilizzato il tasso di povert.
Esso, a seconda dei continenti, individua una soglia di reddito giornaliero pro capite, al di sotto
della quale una persona considerata povera. Ad esempio, per lAfrica 1 $ al giorno, mentre per
lEuropa 2,5 $ al giorno. Anche questindicatore, daltra parte, risente di alcuni limiti;
principalmente poich anche questa una misura statistica puramente monetaria, e,
secondariamente, poich se un cittadino guadagna una piccola frazione di reddito superiore alla
soglia, non considerato povero, anche se il suo benessere non aumenta di sicuro in modo sensibile.
Alcuni stati, come ad esempio la Cina, hanno utilizzato questindicatore per annunciare grandi
vittorie nella lotta alla povert; il reddito delle fasce pi povere era effettivamente aumentato, dal
punto di vista statistico, di qualche decimo di dollaro, ma, com ovvio, le condizioni di vita sono
rimaste pressoch immutate.
Gli Stati Uniti spendono annualmente circa l1,6% del PIL per polizia, tribunali e prigioni. Nella
met degli anni 80, queste spese ammontavano all1,1%. In circa ventanni, dunque, esse sono
aumentate dello 0,5%. Sotto questo profilo, hanno contribuito alla crescita annuale della ricchezza,
6

misurata dal PIL, e quindi hanno favorito lo sviluppo economico. Daltra parte, a mio modo di
vedere, se la spesa in polizia e sicurezza nel territorio di uno stato aumentata, significa che gli
episodi criminosi sono pi frequenti; non dunque possibile affermare che, al crescere di queste
spese, corrisponda un aumento del benessere dei cittadini.
Come questo, anche altri indicatori sono spesso esclusi dalle analisi che cercano di comprendere se
e quanto siano cambiate le condizioni della popolazione. Ad esempio, linquinamento condiziona
profondamente la qualit della vita, ma raramente negli studi esso preso in considerazione.
Alcuni economisti hanno elaborato indici alternativi, nel tentativo di misurare leffettivo aumento
del benessere. Nel 1972, William Nordhaus e James Tobin proposero la loro misura del welfare
economico, aggiungendo valore al tempo libero e al lavoro domestico non pagato, e sottraendo la
spesa per difesa, prigioni e altre necessit spiacevoli. Misurazioni successive, inoltre, hanno
cercato di tenere in conto anche dellimpatto dellinquinamento, del degrado dellambiente e dello
sfruttamento intensivo ed eccessivo di risorse naturali. Da questi aggiustamenti possono risultare
una vasta gamma di valutazioni del progresso economico1.
E difficile raggiungere un accordo, definendo cosa significhi sviluppo economico e come esso
sia univocamente misurabile. Ogni indice comprensivo si basa su una serie di giudizi e convinzioni
puramente soggettive. La vera misura del benessere, dunque, rimane un dibattito aperto. Credo,
ad ogni modo, che sia importante tener presente che le cosiddette misure convenzionali, spesso di
tipo economico, non sono per nulla esaustive.
LIndice di Sviluppo Umano (ISU)
Fra i vari indicatori, interessante ricordare anche lISU, elaborato ed utilizzato correntemente da
UNDP2. Poich lo sviluppo umano un processo di allargamento delle scelte degli individui, e, a
qualsiasi livello di sviluppo, le tre scelte essenziali sono: la conduzione di una vita lunga e in buone
condizioni di salute, lacquisizione di conoscenze, e laccesso alle risorse necessarie ad un livello di
vita dignitoso, lISU un indice ponderato, con valore da 0 a 1, costruito sulla base delle tre
seguenti componenti:
-

Reddito disponibile pro capite;

Speranza di vita alla nascita;

Ad esempio, un gruppo di studiosi californiani chiamato Redefining Progress, nel 1996, pubblic un indice il quale
suggeriva che nel periodo 1969-74 il benessere americano aveva raggiunto il massimo, e da allora non ha fatto altro che
scendere costantemente.
2
United Nations Development Program. A scadenza biennale, UNDP presenta lo Human Development Report, in cui
riportata una classifica degli stati rispetto allindice ISU. Lultima pubblicazione risale al 2004.

Tasso di istruzione combinato.

In base al valore dellindice, possibile classificare gli stati rispetto al loro sviluppo umano. Dal
mio punto di vista, credo che questa sia una discreta soluzione, ai fini di una visione pi ampia del
concetto di sviluppo, inteso non soltanto come progresso delleconomia.

Democrazia e sviluppo economico: il dibattito in corso


La democrazia e la libert favoriscono o, al contrario, limitano il processo di sviluppo economico?
Ormai da anni, il quesito oggetto di acceso dibattito da parte degli economisti, nonostante si sia
trovato accordo su una serie di scelte politiche consigliabili ai fini dello sviluppo economico3. In
effetti, la risposta non immediata, e, anzi, le due visioni, sostenute dalle relative tesi, rimangono
entrambe valide dal punto di vista empirico. E infatti molto difficile trovare serie statistiche
omogenee e complete, e che la scelta delle stesse sia pienamente soddisfaciente ed univocamente
confutabile. In effetti, i tassi di crescita del PIL registrati da Cina, Singapore e Corea del sud, paesi
caratterizzati da regimi autoritari, sembrano sostenere la tesi che la restrizione delle libert
individuali possa favorire il progredire delleconomia. Daltro canto, per, il caso africano del
Botswana, oasi di pace, democrazia e sviluppo economico in un continente flagellato da numerose
problematiche, sembra avvalorare la tesi opposta.
Di seguito, quindi, analizzer separatamente le due posizioni, cercando di riassumere il dibattito il
corso.
La Tesi di Lee
Lex primo ministro di Singapore, Lee Kuan Yew, sostenne, sulla base dellesperienza del suo
paese, che le libert e il rispetto dei diritti intralcino lo sviluppo economico. La tesi corroborata da
alcuni dati empirici, fra cui il successo di alcune delle tigri asiatiche; ma altri confronti pi
completi, con paesi diversi, non lhanno per nulla confermata, anzi, lesperienza fa decisamente
pensare che la crescita economica sia una questione di clima economico tranquillo, piuttosto che di
regime politico duro.
Una seconda tesi, sostiene che se si offre ai poveri la possibilit di scegliere tra libert politiche e
soddisfacimento dei bisogni economici, essi opteranno inevitabilmente per il secondo. In tale ottica,

Alcune di queste: apertura alla concorrenza; utilizzo dei mercati internazionali; alto livello di alfabetizzazione e
scolarizzazione; riforme agrarie riuscite; incentivi agli investimenti; favorire le esportazioni.

esiste dunque una contraddizione fra realt pratica e giustificazione teorica della democrazia: posta
dinanzi ad una scelta del genere, infatti, la maggioranza sarebbe portata a respingere la democrazia.
Infine, alcuni sostengono che il dare importanza a libert politiche e democrazia una priorit
specificamente occidentale e va, pi in particolare, contro i valori asiatici, che sarebbero pi
attenti allordine e alla disciplina che alla libert ed ai diritti. Al congresso di Vienna, nel 1993, il
ministro degli Esteri di Singapore sostenne che un riconoscimento universale dellideale dei diritti
umani pu essere nocivo se viene usato per negare o nascondere la diversit. Questargomento,
com chiaro, comporta un lavoro di esegesi culturale; per questo motivo, non approfondir
ulteriormente la questione.
La libert e la democrazia sono lo sviluppo economico
Fra i sostenitori di questa tesi, vorrei ricordare il pensiero del Premio Nobel Amartya Sen. Egli
sostiene che la libert e la democrazia sono passaggi fondamentali e mezzi che consentono di
raggiungere il progresso economico, schierandosi in aperto contrasto con il pensiero di Lee.
Secondo Sen, infatti, lintensit del bisogno economico rende non meno ma pi urgenti le libert
politiche. Esistono tre considerazioni distinte che avvalorano il suo pensiero.
In primo luogo, le libert politiche e i diritti liberali sono di importanza diretta per una condizione
umana che comprenda le capacitazioni di base (inclusa la partecipazione politica e sociale). Ci
significa che, poich la democrazia e la libert sono valori universali, occorre impegnarsi per il loro
raggiungimento a causa della valenza intrinseca.
In secondo luogo, essi possiedono una capacit strumentale di rendere pi facile esprimere,
sostenere e portare allattenzione dei politici le proprie richieste (comprese quelle che nascono dal
bisogno). Ad avvalorare questa tesi, che si basa sul fatto che nei regimi autoritari presente un
deficit di informazione, specialmente fra popolazione-governanti, esistono dati indicanti che nei
regimi democratici funzionanti non si mai verificato un episodio di carestia. Piuttosto, esse
colpiscono paesi a partito unico o dittature militari, come ad esempio la Cina, nel 1958-61.
In terzo luogo, le libert rivestono un ruolo costruttivo nella concettualizzazione dei bisogni
(compresa la capacit di correlare il bisogno economico al contesto sociale), cio,

secondo

leconomista, solo laperto dibattito politico e il libero interscambio di idee possono portare alla
formazione del concetto di bisogno stesso.

Gli investimenti in diritti umani e democrazia


Il rispetto delle libert fondamentali, dei diritti umani e lo sviluppo democratico sono processi che
richiedono un percorso di molti anni, prima di radicarsi in una societ. La cooperazione allo
sviluppo uno fra gli attori internazionali che impegna annualmente parte delle risorse disponibili
in investimenti di questo tipo.
Ad esempio, come nei prossimi capitoli illustrer pi approfonditamente, in Marocco, lUnione
Europea ha stanzianto per progetti di questo tipo un budget di 5 milioni di euro per i prossimi due
anni; i diritti umani, infatti, compaiono fra le priorit del paese, individuate nel piano strategico
nazionale. Inoltre, anche lattore pubblico marocchino, per voce dello stesso sovrano Mohammed
VI, si impegnato a promuovere un nuovo programma di sviluppo sociale, al fine di ridurre la
marginalizzazione delle fasce pi deboli, chiamato Initiative Nationale pour le Dveloppement
Humain.
Questa nuova attenzione allaspetto umano dello sviluppo nasce in risposta al proliferare
dellestremismo jihadista in Marocco, che, purtroppo, negli ultimi anni si notevolmente rafforzato.
Le stragi di Casablanca e di Madrid ne sono unevidente quanto triste prova: in entrambi i casi, gli
attentatori erano marocchini, e provenienti dalle aree periferiche delle grandi citt della costa
atlantica, dove si registrano situazioni di indigenza estrema.
Il rischio di attentati terroristici, imputabili a fanatiche organizzazioni musulmane, ancora molto
elevato in Marocco; e si pu affermare con certezza che nella povert che gli episodi di Islamismo
violento mettono radici pi profonde. Nei quartieri periurbani, i jihadisti riescono, sfruttando la
realt sfavorevole e il desiderio di rivincita sociale della gente, a raccogliere consensi e a far
proseliti. A causa delle indagini della polizia attualmente in corso, e per la delicatezza del problema,
sono poche le occasioni in cui questargomento viene affrontato pubblicamente e in modo
approfondito, sia sulla stampa che dalla gente comune. Un giorno, per, mi capitato di discuterne
con una personalit autorevole. Secondo le informazioni a disposizione, lIslam violento non solo
radicato nei quartieri di Casablanca, ma pu contare su una fitta rete segreta disseminata su tutto il
territorio nazionale, e che riesce bene a mimetizzarsi in un paese costellato da decine di migliaia di
comunit ed organizzazioni islamiche attive a livello locale. Le risorse sono recuperate tramite
lautotassazione dei soci. I sostenitori, di solito, gestiscono una piccola ed insospettabile attivit
commerciale in patria, ma, grazie al commercio con i paesi esteri (soprattutto appartenenti al mondo
arabo), hanno accumulato vere e proprie fortune segrete. Parte di questi proventi, solitamente il
10%, viene devoluto alle moschee, come il Corano insegna, per lassistenza ai poveri. E chiaro a
10

questo punto che esistono centinaia di migliaia di persone che dipendono direttamente da questo
sistema redistributivo islamico, e, fra questi, in molti dipendono da fanatiche confraternite jihadiste;
i beneficiari della carit, com logico, sono pronti a qualsiasi sacrificio, nel nome di Dio e per la
sopravvivenza della famiglia. Insomma, finch continuer questo circolo vizioso, ed esisteranno
situazioni di estrema povert, nemmeno la guerra preventiva, invenzione di George W. Bush,
potr fermare il terrorismo.
Solamente tramite importanti programmi di lotta alla povert e alla marginalizzazione, condotti
congiuntamente dal governo, dalla cooperazione internazionale e dallassociazionismo marocchino,
sar possibile eliminare il problema alla radice. Se lobiettivo principale del sovrano, e del
programma Euro-Med, la creazione di uno spazio di prosperit e buon vicinato per un nuovo
sviluppo economico del paese, leliminazione delle disuguaglianze di reddito tra le diverse fasce
della popolazione sar un passaggio pi obbligatorio che auspicabile.
Ci che io credo fermamente che lassociazionismo, in questo processo, sia uno degli attorichiave, che ne determiner la vittoria o la sconfitta. E le associazioni, grazie ad i valori universali
che da anni predicano, grazie alla loro capillarit nel territorio e alla loro vicinanza ai problemi della
gente, e, infine, grazie alla nuova spinta democratica iniziata alla morte di Hassan II, saranno fra
le principali fautrici del nuovo Marocco, e potranno salvarlo dall esplosione che qualcuno ha
gi previsto.

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CAPITOLO II
LA VITA ASSOCIATIVA NEL REGNO DEL MAROCCO
Non simpara a conoscere il Marocco:
si pu solo essere iniziati gradualmente.
Michel Van der Yeught
Le Maroc nu, ed. LHarmattan

In arabo Al-Mghrib Al-Aqsa, lestremo occidente, il luogo dove tramonta il sole. Deriva dalla
radice gharaba essere buio, tramontare; la stessa di gharb ovest (il vento Garbino, infatti,
proviene da occidente), e la stessa di gharb straniero, cio sconosciuto, oscuro. Ne Le mille e
una notte tutti i maghi, i briganti ed i personaggi bizzarri (oscuri, appunto) erano originari del
Marocco.

Il Marocco nella storia


Le origini
Le prime tracce umane in Marocco risalgono a circa 800 mila anni a.C., sulla riva atlantica, dove
sono stati ritrovati numerosi utensili. Si tratta dei reperti pi antichi finora ritrovati nellAfrica del
nord.
Circa nel 5.000 a.C., popolazioni provenienti dal Vicino Oriente coabitano e si mescolano ai
discendenti dei primi abitanti; i nuovi venuti sono gli antenati dei Berberi.
Allet del bronzo (circa 1.600 a.C.), risalgono i graffiti rinvenuti numerosi nellAlto Atlante:
rappresentano pugnali e asce, soggetti rinvenuti anche in diversi siti archeologici in Mauritania, e
che costituiscono il disegno degli utensili utilizzati per le due attivit pi importanti: la caccia e la
pesca.
Solo nell800-600 a.C. il Marocco entra nella storia. I caratteri libici, inventati dai Berberi,
appaiono nellAtlante; ad Essaouira, sulla costa atlantica meridionale, sono stati inoltre rinvenuti
oggetti in terracotta incisi con caratteri fenici.

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Nel 500 a.C., gli Etiopi4 si installano in Marocco. A nord, divenuti stanziali, vivono nelle caverne;
al sud, invece, rimangono cavalieri nomadi, dediti in particolare alla pastorizia. Un ultimo popolo,
gli Atlanti, occupano la zona montagnosa centrale: da questi che deriva il nome delloceano, e
della catena montuosa dellAtlante.
Fra il 25 a.C. e il 23 d.C., Juba II, re della Mauritania, diviene il sovrano del Marocco e fonda
Volubilis, citt a pochi chilometri da Fes; costruisce fabbriche di porpora sullisola di Madeira, al
largo di Essaouira, e, tramite la sua abile e potente flotta, conquista le isole Canarie.
Lesercito romano, nel 42 d.C., conquista la Mauritania Tingitana, corrispondente alla parte
settentrionale del Marocco. Vengono costruite numerose strade, lagricoltura e il commercio
fioriscono, e numerose citt come Tingis, Lixus, Volubilis e Benassa si sviluppano rapidamente.
Linfluenza romana, a sud, continuer fino al 429 d.C., data in cui i Vandali raggiunsero i territori
in questione. Inoltre, a partire dal 533 d.C., sembra che le flotte bizantine prima, e visigote poi,
abbiamo occupato Ceuta e Essaouira.
La conquista islamica e il periodo pre-Protettorato
A partire dal 682, lo sharif5 arabo Oqba Ibnou Nafii6 condusse unincursione fino alle coste
atlantiche. Berberi e bizantini, quindi, si sollevarono contro linvasore, ma inutilmente: gli Arabi
musulmani riuscirono ad avanzare con la guerra di islamizzazione dei popoli dellAfrica
settentrionale.
Daltra parte, i nuovi dominatori non riuscirono a mantenere saldo il potere nelle loro mani, e, dopo
la formazione di alcuni reami, sulla spinta di nuove correnti di pensiero islamiche, nel 740
unecclatante rivolta contro le autorit arabe frantuma il Marocco in una miriade di Regni e
Principati.
Il 788 segn la nascita di una nuova dinastia musulmana. Di origini mediorientali, gli Idrissidi, i
quali nel 791 crearono il Regno Marocchino. Idriss I, discendente di Ali, il genero del profeta
Maometto, fugg dallArabia per scappare dal massacro in corso contro la sua famiglia. Si rifugi in
Marocco, a Volubilis, e fond la citt di Fes, la quale, dopo la sua morte (avvenuta nel 792), sar
designata capitale del regno, dal figlio Idriss II7.
4

Quelli che sono bruciati dal sole.


Discendente del profeta Maometto.
6
Il fondatore di Kairouan, la prima citt musulmana in Tunisia.
7
Allinizio del XI secolo, gli Idrissidi saranno designati califfi della citt spagnola di Cordoba, fino alla divisione della
Spagna, a causa della loro decadenza e scomparsa, avvenuta nel 1055.
5

13

Agli Idrissidi, segu la dinastia Almoravide8, discendente dai berberi e originaria del Sahara
occidentale. Il sultano Youssef Ibn Tachfine, nel 1070, costruir la citt di Marrakesh, futura
capitale del Regno, e successivamente realizza lunificazione politica fra Marocco e Spagna
moresca. Al suo comando, le truppe almoravidi simpadronirono della Penisola Iberica, fino al
fiume Ebro.
Segu la dinastia Almohade9, anche questa berbera, originaria dellAlto Atlante. Il suo fondatore,
Ibn Toumart, fu un importante predicatore, e il suo discepolo, Abdel Moumen, design Marrakesh a
capitale. In seguito, si dedic al suo progetto di unificazione dellAfrica settentrionale, ma mor a
Rabat nel 1163, prima di annettere lAndalusia al suo Impero. Ci riusc il suo successore, Yaqoub
Al-Mansour, vincitore della battaglia di Alarcos nel 1195, contro i portoghesi e gli spagnoli.
Alla morte del sovrano, seguirono insuccessi militari che portarono alla divisione dellImpero
appena formatosi.
Approfittando della debolezza della precedente dinastia, i Merinidi, nomadi originari del sud, si
impadronirono di Fes, di Rabat, di Sal, oltre che delle pianure fertili di Sass e di Gharb. La
capitale fu ancora Fes, e venne costruita una nuova parte della citt, chiamata Fes Al-Jadid. La
dinastia Almohade scomparse definitivamente quando il sultano Abou Youssef Yaqoub si
impadron di Marrakesh, nel 1269.
Abou El-Hassan tent di riconquistare lantico Impero, nel 1331, e riusc ad impadronirsi di
Tlemcen in Algeria e di Tunisi (1347), ma fu sconfitto ad Algeciras, in Spagna, nel 1340.
Nel 1348, la peste nera e le ribellioni di Tlemcen e di Tunisi segnarono la decadenza dei Merinidi,
e, successivamente, gli spagnoli e i portoghesi riuscirono ad impadronirsi di alcuni avanposti sulla
costa marocchina. Ciononostante, la resistenza si organizz attorno alle confraternite musulmane e
dei marabutti10, e da questa deriv la dinastia successiva, i Saaditi.
Originari della valle del Draa, nel sud del Marocco, e discendenti diretti del Profeta, spostarono la
caapitale ancora a Marrakesh. Ahmed Al-Mansour Ed-Dahabi sar lautore di numerose conquiste,
fra le quali la vittoria di Timbuctu, in Mali, dalla quale torn carico di oro e di schiavi. Il suo regn
fin nel 1602.

Da Al-Mourabitoun, i monaci guerrieri.


Da Al-Mouwahidoune, gli unitari, poich predicavano lunicit di Dio.
10
Vedi nota 8.
9

14

La dinastia Alaouita11, originaria del Tafilalet (loasi a sud di Er-Rachidia, nel Marocco
meridionale), and al potere nel 1666. Il suo fondatore e capo spirituale, Moulay Ali Sherif, e i suoi
successori (fra cui Moulay Rachid, che istitu la moneta in Marocco), riuscirono a riunificare il
Marocco, applicando una strategia economica e militare molto rigida.
Nel 1672 divenne sovrano Moulay Ismal, il quale esercit il suo potere in maniera assolutista. Egli
fond la citt di Meknes, che divenne capitale del suo Regno. Dopo aver riconquistato Larache e
Tangeri, nel nord del Marocco, Moulay Ismal rovescer i poteri politici e religiosi locali, e fonder
lImpero degli Sharif. Questa denominazione fu estesa anche in Senegal, con la creazione di una
rete di fortezze, a partire dalle quali oper un esercito mercenario. Infine, egli inizi unintensa
attivit diplomatica, specialmente con la Francia di Luigi XIV e lInghilterra di Giacomo II.
A questo, nel 1757, succedette Sidi Mohammed Ben Abdallah (Mohammed III), il quale non
desiderava altro che riportare la pace nel suo Regno. Fu accolto dal popolo come un uomo inviato
dalla divina provvidenza, e la sua proclamazione a sovrano fu un vero e proprio plebiscito. Oltre a
firmare un accordo di pace con gli spagnoli, egli rafforz le relazioni diplomatiche con Danimarca,
Svezia, Inghilterra e Stati Uniti12. Quando mor, nel 1790, lasci il Marocco in una situazione
migliore di quella che aveva ereditato.
Moulay Slimane, salito al potere nel 1792, restitu la citt orientale di Oujda ai turchi, e apport il
suo aiuto militare agli algerini durante la guerra di Isly.
In seguito al sostegno dellImpero degli Sherif allemiro Abdel Kader dAlgeria, il Marocco
conobbe un periodo di crisi politica fra i pi difficili, che provoc, nel 1844, lintervento della
Francia, e nel 1859, lintervento della Spagna. Gli scontri continueranno fino al 1873, nonostante
gli sforzi dei sovrani Mohammed IV e Hassan I. Questultimo, cerc di consolidare il suo potere,
mantenendo lindipendenza, tramite la diminuzione delle imposte agli abitanti dellAlto Atlante e la
modernizzazione del paese.
Nonostante limpegno dei sovrani, fu imposto al Marocco la firma di trattati con Gran Bretagna,
Francia e Spagna. Il paese, inoltre, si indebit fortemente con alcune banche straniere. La situazione
continu a degenerare: i contadini erano stremati dalle avverse condizioni climatiche e dalle
epidemie che continuavano ad imperversare, oltre che dagli eccessivi prelievi fiscali e dagli abusi di
potere dei capi locali. Leconomia interna era in ginocchio, a causa della penetrazione sul mercato
interno di prodotti stranieri, soprattutto europei.
Nel 1906, alla Conferenza di Algeciras, la Francia e la Spagna furono nominati mandatari della

11

I discendenti di Ali, come gi ricordato, il genero del profeta Maometto. E la dinastia attualmente regnante.
Gli Stati Uniti avevano, al tempo, appena ottenuto lindipendenza. Mohammed III fu uno dei primi sovrani al mondo
a riconoscerli come nuovo stato. Ricevette da George Washington una lettera, con la proposta di instaurare fra i due
paesi una pace perpetua.
12

15

Nuova Banca dello Stato del Marocco. Nel 1907, quando in Marocco vennero assassinati alcuni
cittadini europei, lesercito francese occup Casablanca.
Nel 1909, la Spagna inizia la conquista militare del Rif, la regione costiera nel nord del Marocco, e,
nel 1911, il sovrano Moulay Hafid chiede aiuto allesercito francese per liberare Fes, sotto assedio a
causa di una rivolta popolare. In seguito allaiuto della Francia, il 30 marzo 1912 il Marocco firma
un accordo di Protettorato (Trattato di Fes): la maggior parte del territorio sotto il controllo
francese, mentre la regione del Rif e alcune zone a sud vengono affidate alle autorit spagnole.
Inoltre, nel trattato si obblig il sultano a non stringere con altri stati alleanze; in cambio, la Francia
assicurava protezione, e il rispetto del sovrano e della religione musulmana. In realt, il regnante
diviene presto un sontuoso figurante, come gli storici lo definirono.
Il periodo del Protettorato
Qualche giorno dopo la firma del trattato, una nuova rivolta infiamma Fes. Numerosi francesi sono
assassinati e il quartiere ebraico (mellah) viene distrutto. Il 27 aprile, il generale Lyautey posto
alla reggenza del protettorato, e in breve la rivolta di Fes viene soffocata.
Rabat designata nuova capitale, e per ragioni di salute, il sovrano Moulay Hafid costretto ad
abdicare, in favore del giovane fratello Moulay Youssef.
Lyautey organizza un governo a quattro ministri: il Primo ministro, o gran visir, il ministro della
Guerra, il ministro della Giustizia, e quello delle Finanze. Il Marocco francese, a causa
dellimpossibilit di sottomettere allautorit straniera vaste aree del paese, viene diviso in due
zone: una, civile, comprendente le regioni di Rabat e di Chaouia13; laltra, militare, inglobante Fes,
Taza, Meknes e Marrakesh. In questi ultimi territori, gli ufficiali degli affari indigeni sono incaricati
di formare e controllare lamministrazione del luogo. Il loro compito, in realt, si risolve in pi che
meri controllori: il governo, fortemente centralizzato e autoritario, forte dellideologia coloniale,
tende a sorpassare lautorit del sultano e dei visir.
Nel 1921, scoppia la Guerra del Rif. Le trib berbere del nord, infatti, rifiutano esplicitamente il
protettorato spagnolo e francese, e, guidati dal condottiero repubblicano e islamico Abdelkrim ElKhattabi, infliggono importanti perdite agli eserciti stranieri. Di vittoria in vittoria, El-Khattabi
spinge gli spagnoli fino alle coste, tanto che il generale al comando delle truppe straniere costretto
a suicidarsi. Nel 1922, i rivoltosi proclamano la Repubblica del Rif, che durer fino al 1926, anno in
cui le trib berbere saranno sconfitte e il potere torner agli occupanti.
13

Zona costiera a nord.

16

Daltra parte, la Guerra del Rif lascer profonde tracce nellimmaginario collettivo, e sar
ispiratrice dei movimenti di liberazione algerini, in particolare.
A causa del conflitto, il generale Lyautey costretto a lasciare il Marocco, affidando la reggenza a
Thodore Steeg, il quale conduce una nuova politica coloniale, che, daltra parte, si riveler
fallimentare. Egli, infatti, favorisce il trasferimento di coloni francesi nei territori marocchini. Si
calcola che, nel 1953, 6.000 agricoltori francesi fruivano di circa 1.100.000 ettari di terra, mentre il
1.200.000 contadini indigeni possedevano solo 3.600.000 ettari. Questa situazione sar, senza
dubbio, una delle principali cause dellemergere e del rafforzarsi del movimento di liberazione
nazionale, che porter allindipendenza del Marocco, nel 195614.
Il periodo post-Protettorato
E grazie soprattutto al nuovo sovrano Mohammed V, salito al trono nel 1927 allet di 18 anni, che
il Marocco riesce ad ottenere lindipendenza dagli stranieri occupanti.
Il primo passo fu la firma, nel 1930, del Dahir Berbre15, che fu seguito da una lotta sempre pi
efficace dei movimenti nazionalisti (fra i quali, il CAM, Comit dAction Marocaine). Nel gennaio
del 1943, inoltre, durante la conferenza dAnfa, per lappoggio militare che il Marocco aveva
fornito durante la seconda guerra mondiale, W. Churchill e gli altri statisti presenti assicurarono a
Mohammed V il loro sostegno al processo di liberazione dai francesi e dagli spagnoli.
Mohammed V regn fino al 1961. Alla sua morte, sal al trono il figlio Hassan II. Il suo primo
obiettivo fu di consolidare lindipendenza e di unificare il Paese. Nel 1962, costrinse le truppe
straniere di stanza a lasciare il Marocco.
Il regno di Hassan II fu caratterizzato dallassolutismo, e da molti fu definito, a ragione, un Dio in
terra. La libert di stampa fu fortemente limitata, e molti oppositori politici vennero incarcerati per
anni. Formalmente, lassociazionismo era un diritto protetto dalla Costituzione; tuttavia, la
macchina repressiva messa in atto dalla polizia segreta ne limitava di molto le azioni.
Al 1963, inoltre, risale linizio della disputa militare ancora aperta e per molti versi oscura del
Sahara Occidentale, territorio ricco di minerali al confine meridionale del Marocco, conteso con
lAlgeria.
14

In realt, la Dichiarazione di Indipendenza fu proclamata nel 1944: dodici anni sono stati necessari affinch i francesi
ascoltassero le istanze del movimento nazionalista.
15
La legge, firmata dal sultano nonostante il veto di Francia e Spagna, intendeva concedere il minimo della sovranit
alle potenze occupanti. Il Dahir, infatti, riconosceva e garantiva lapplicazione di leggi consuetudinarie e tradizionali
allinterno delle trib berbere, senza precisarne n la natura n quali trib per lappunto si definissero berbere.

17

Prima di morire, ordin di costruire a Casablanca una moschea che portasse il suo nome, la seconda
pi grande di tutto il mondo islamico. Il cantiere fu finanziato da una tassa ad hoc che tutti i
cittadini marocchini furono obbligati a pagare.
Scomparso nel luglio 1999, lasci il trono al figlio primogenito Mohammed VI.

Il Marocco di oggi: il regno di Mohammed VI


Con lavvento del nuovo re, il Marocco ha subito una vera e propria rivoluzione interna. Il giovane
re, infatti, formatosi in Europa16, nei suoi primi sei anni di governo ha dimostrato la volont ferma
di cambiare profondamente il suo paese, con unattenzione particolare per i ceti pi deboli e con
notevoli capacit in politica estera, deciso a metter fine per sempre al regime assolutistico iniziato
dal defunto padre.
Grazie allapertura delle sue visioni e al processo di democratizzazione che continua a spingere e a
sostenere, il sovrano in poco tempo ha conquistato il favore della maggior parte del popolo.
Storiche, da questo punto di vista, sono state due iniziative che in tempi recenti egli ha promosso.
La prima di queste, la nuova Moudawana, ha portato ad una rivoluzionaria riforma del codice della
famiglia marocchino, da anni richiesta, in prima istanza, dalle associazioni femministe di tutto il
paese. Precedentemente, il codice in questione era fortemente condizionato dai precetti islamici.
Il nuovo testo della legge, fra le altre questioni, ha rivoluzionato il sistema dei divorzi, inserendo
nuove clausole che consentono alle donne divorziate di non essere finanziariamente abbandonate
dallex marito. Inoltre, stato introdotto un nuovo schema per decidere laffidamento dei figli in
caso di separazione.
In secondo luogo, la pratica della poligamia, cio dei matrimoni multipli, stata condizionata al
volere della prima moglie. Senza lassenso di questultima, infatti, non possibile che luomo si
unisca in matrimonio con altre donne.
Il 16 maggio 2003 un attentato rivendicato da gruppi terroristici jihadisti sconvolse il Marocco. A
Casablanca, cinque attentati consecutivi, nella notte, hanno provocato la morte di 45 persone, oltre a
circa un centinaio di feriti. Allindomani dallattentato, si scopr che tutti i kamikaze erano
marocchini, e provenienti dai quartieri periferici e pi degradati di Casablanca.

16

Prima di laurearsi in Francia, lattuale re svolse un periodo di stage allinterno dellufficio della Commissione
Europea a Bruxelles.

18

E sullonda di questavvenimento che, un anno e mezzo pi tardi, il re in persona ha annunciato


linizio dellINDH, Initiative Nationale pour le Dveloppement Humain. Il fine ultimo del
programma sradicare la povert e le situazioni di marginalizzazione presenti in Marocco, fonte di
profonde disuguaglianze che ai predicatori di false ideologie islamiche consentono di trovare
terreno fertile per il proselitismo.
Solamente per la fase iniziale, il governo marocchino ha gi stanziato 250 milioni di MAD, pari a
circa 23 milioni di euro. In cinque anni, a partire dal 2005, stata prevista una spesa di circa 10
miliardi di MAD, cio circa 9 miliardi di euro, finanziati al 60% dallattore statale, al 20% dalle
istituzioni locali, e per il restante dalla cooperazione internazionale. Il maggiore finanziatore estero
previsto sar lUnione Europea: si prevede, nel 2006, di girare lavanzo dei fondi Euro-Med
esclusivamente al Marocco.
Gli assi prioritari di intervento, per il secondo semestre 2005, saranno la lotta contro labbandono
scolastico, la riforma sanitaria e il sostegno alle attivit professionali che permettono un reddito
stabile ai lavoratori. E chiaro che, allinterno della detta iniziativa, la vita associativa rivestir un
ruolo di primaria importanza.

Qualche indicatore sul Marocco


I dati che di seguito illustrer provengono dal sito internet della CIA, lintelligence degli Stati Uniti
(www.cia.gov). Il valore di alcuni indicatori, specialmente quelli demografici, si basa su stime fatte
nel 2005. Infatti, i risultati del secondo censimento, svolto nel 2004, sono attualmente in fase di
elaborazione.
Indicatori demografici e sociali
ISU (Indice di Sviluppo Umano): 125 posto (0,620)17 (2004);
Abitanti: 32.700.000 (2005); si stima che i marocchini residenti allestero (MRE, Marocains
Rsidents lEtranger) ammontino a circa 3.000.000.
Densit media: 73 abitanti/km2.
Struttura della popolazione per et: come si nota dal grafico, circa un terzo della popolazione ha
meno di 14 anni.

17

Ultimo paese nella classifica, rispetto al Medio Oriente e allAfrica Settentrionale.

19

Tasso di mortalit infantile: 41,62 morti per 1.000 nati vivi (2005).
Speranza di vita: 70,66 anni (maschi: 68,35 anni; femmine: 73,07 anni) (2005).
Tasso di fecondit: 2,73 figli per donna (2005).
Persone affette da AIDS/HIV: 0,1% (circa 15.000) (2001).
Tasso di alfabetizzazione (> 15 anni): 51,7% (maschi: 64,1%; femmine: 39,4%) (2003).
Gruppi etnici: berberi 69,8% - arabi 30% - ebrei 0,2%.
Religioni: musulmani 98,7% - cristiani 1,1% - ebrei 0,2%.
Indicatori economici
PIL (PPP): 134,6 miliardi $ (2004).
Tasso di crescita reale: 4,4% (2004).
PIL pro capite (PPP): 4.200 $ (2004).
Composizione del PIL per settore:

20

Popolazione attiva: 11.020.000 persone (2004), circa 1/3 della popolazione totale;
Popolazione attiva per settore doccupazione: primario 40% - secondario 15% - terziario 45%
(2004).
Tasso di disoccupazione: 12,1% (2004).
Tasso di povert (meno di 1$/die): 19% (2002).
Tasso di inflazione (prezzi al consumo): 2,1% (2004).
Debito pubblico: 70,2% del PIL (2004).
Deficit pubblico: 1,7% del PIL (2005).
Produzione di petrolio: 1,000 barili al giorno (2004).
Produzione di gas naturale: 50.000.000 m3 al giorno (2004).
Principali industrie: estrazione e lavorazione di minerali (fosfati); industria conserviera;
lavorazione della pelle; tessile; settore immobiliare; turismo.
Bilancia dei pagamenti: positiva, 765.000.000 $ (2004).
Principali prodotti esportati: vestiti; pesce; sostanze chimiche inorganiche; transistor; minerali;
fertilizzanti; derivati del petrolio; frutta e verdura.
Principali partners desportazione (sul valore totale delle esportazioni): Francia 25,3% - Spagna
18,4% - UK 8% - Italia 4,9% - Germania 4,6% - USA 4,6% (2004).
Debito estero18: 17,07 miliardi $ (2004).
Il turismo
Una delle principali fonti di reddito per il Marocco il turismo. Le statistiche pi recenti disponibili
risalgono al 199619. I dati mettono in luce che il settore in esame in continua crescita, e che la
rendita potenziale degli investimenti effettuati nel ramo notevole.
In quellanno, le frontiere marocchine sono state varcate da 1.801.165 visitatori. I croceristi sono
stati pari all8,7%, mentre i turisti che hanno soggiornato sono stati il restante 91,3%.
I visitatori provenienti dallEuropa sono stati circa 1,3 milioni di individui. Fra questi, la maggior
parte sono francesi, tedeschi e infine spagnoli.

18

Il Marocco ha applicato i piani di aggiuistamento strutturale, ed attualmente indebitato con Banca Mondiale, FMI e
Club di Parigi.
19
In realt, lagenzia delle Nazioni Unite per il Turismo (WTO, World Tourism Organisation) pubblica ogni anno un
rapporto, chiamato Yearbook of Tourism Statistics. Il costo della pubblicazione di 211 $.

21

In totale, le notti passate in albergo o in altre sistemazioni a pagamento sono state circa 29 milioni.
Fra queste, il 35,1% in hotel di categoria medio-alta.
Approssimativamente, la spesa dei turisti stata pari a 11.790 milioni di MAD (1,1 miliardi di
circa), con un incremento del 18,7% rispetto al 1995.
Il trend degli investimenti nel settore turistico in continua crescita. Nel 1996, la capacit totale
delle strutture alberghiere era pari a 92.000 posti letto. In quellanno, gli hotel in costruzione erano
circa 70; 39 di questi hanno beneficiato di un contributo statale. In pi, il Governo marocchino, dal
1 luglio 1996, ha ridotto laliquota TVA20, dal 14% al 10% per le imprese operanti nel ramo in
questione, al fine di attirare investimenti stranieri, soprattutto nelle aree ancora a modesto sviluppo
turistico. Infine, le leggi che regolano alcune professioni, quali la guida o loperatore di agenzie di
viaggi, sono state riformulate.
Lammontare totale degli investimenti in corso, nel 1996, era pari a circa 1.200 milioni di MAD.
La produzione e il traffico di droga
Vorrei, infine, aprire una breve parentesi riguardante la coltivazione di marijuana, principale fonte
di reddito per gli abitanti delle zone rurali a nord.
Il Rif unarea montagnosa, posta sulla costa mediterranea, caratterizzata da scarse precipitazioni.
Le condizioni di vita della popolazione sono piuttosto difficili, a causa dellisolamento,
conseguenza della particolare conformazione del territorio. La maggior parte dei villaggi non
raggiunta dalla rete elettrica, e lacqua raccolta quotidianamente, dalle donne, nei pozzi.
La cannabis sempre cresciuta spontaneamente nella zona, e le popolazioni indigene da secoli ne
fumano le foglie, che chiamano kif, in lunghe pipe di legno e terracotta.
A partire dagli anni 70, a causa del sempre pi diffuso consumo di marijuana in Europa, i contadini
locali hanno gradualmente abbandonato le colture tradizionali, per dedicarsi quasi esclusivamente
alla coltivazione del kif e alla produzione dellhashish, ricavato dalla resina della stessa pianta. Si
calcola che i guadagni per le famiglie siano aumentati di circa otto volte.
Daltro canto, con la coltivazione intensiva della cannabis, molti studi hanno rivelato che i terreni
sono sottoposti ad uno stress eccessivo, che favorisce quindi i processi di erosione e di
impoverimento dei suoli. In pi, molte zone, precedentemente ricoperte dalla vegetazione, sono
state disboscate.
20

Taxe sur la Valeur Ajoute; lequivalente dellimposta italiana chiamata IVA.

22

Inoltre, mi sono reso conto, quando tempo fa ho visitato la zona, che la nuova coltura ha provocato
una vera e propria rivoluzione nei costumi e nella cultura degli abitanti. Il Rif una zona popolata
esclusivamente da trib berbere. Le tradizioni locali sono rimaste per secoli pressoch immutate: la
famiglia amministrata e diretta dal membro pi anziano, solitamente il nonno, che vive con la
moglie, i figli, le mogli dei figli e i nipoti, nella medesima fattoria. A lui, e alla sua sposa, dovuto
il massimo rispetto da parte di tutti i componenti.
Con lavvento dellhashish, la direzione delleconomia familiare passata nelle mani delle
generazioni pi giovani: sono loro a tenere i contatti con i trafficanti, a gestire il processo di
compravendita; sono i giovani che ricevono il denaro, e che lo distribuiscono alla famiglia. Gli
anziani, dunque, ora rivestono esclusivamente un ruolo di secondo piano. Infine, poich la cannabis
una pianta annuale, i contadini effettuano un unico raccolto lanno, e i campi sono lasciati a riposo
per il resto dei mesi. I giovani, dunque, si dedicano alla spesa dei soldi guadagnati in alcol e
prostitute, attivit proibite dalla cultura berbera e musulmana. Per questo motivo, i proventi del kif
sono considerati denaro troppo facile, ed raro incontrare una persona anziana che veda di buon
occhio lhashish.
Di seguito, presento qualche statistica, che pu dare unidea della portata del fenomeno. UNODC
(United Nations Office on Drugs and Crime) presenta un rapporto annuale dedicato alla cannabis in
Marocco, e un rapporto annuale (World Drug Report), sulla situazione mondiale.
Circa il 42% dellhashish prodotto nel mondo (si stimano 7.400 tonnellate allanno) proviene
dallAfrica settentrionale. In particolare, il 31% proviene dal Marocco. Al secondo posto, il
Pakistan, con il 18% della produzione mondiale.
Nel Rif, in unarea di 120.500 ettari21 che coinvolge 5 province (62% della produzione solo a
Chefchaouen), vengono prodotte circa 2.760 tonnellate di hashish allanno. Si stima che i proventi
di questattivit siano pari a 3 miliardi di MAD, cio 325 milioni $ allanno, pari allo 0,8% del PIL
reale del 2003 (47 miliardi $). Le famiglie che traggono sostentamento dal kif sono circa 96.600,
pari a 804.000 persone. Il reddito pro capite, derivato dalla cannabis, pari a 3.600 MAD allanno,
cio circa 400 $.
La maggior parte dellhashish prodotto esportato in Europa occidentale e centrale, dove si calcola
che soddisfi circa 30 milioni di consumatori. L80% dellhashish che circola in Europa proviene dal
Marocco. La criminalit organizzata ricava circa 13 miliardi $ allanno da questo traffico
internazionale, pari cio a 40 volte il guadagno dei semplici produttori.
21

La mezzaluna fertile del Rif si estende, indicativamente, da Tetouan, ad ovest, fino ad Al-Hoceima, ad est, e fino al
distretto di Taounate, a sud.

23

La vita associativa in Marocco


Da quanto i quotidiani marocchini riportano, ora in fase di discussione, in seno al Governo, una
nuova legge che regoli giuridicamente la vita associativa.
Attualmente, necessario che ogni organizzazione della societ civile sia registrata presso lalbo
del Ministero dellInterno. Oltre allo statuto, occorre fornire la documentazione che riporti i nomi
dei componenti del bureau executif, cio del consiglio di amministrazione.
Secondo i dati ufficiali, circa 32.300 associazioni sono registrate negli albi governativi. Con una
media di 50 aderenti ognuna, si contano circa 800.000 membri attivi.
Il 29% di queste, sono concentrate sullasse Casablanca Rabat. E qui, infatti, che la maggioranza
della popolazione marocchina risiede. Inoltre, la parte preponderante delle istituzioni governative,
oltre che gli uffici delle ambasciate e delle fondazioni o ONG straniere, ha sede nelle due citt.
Lo sviluppo dellassociazionismo in Marocco esplicitamente voluto e fortemente incentivato, oltre
che dallo stesso Sovrano e dal Governo in carica, anche dallUnione Europea e da numerosi
organismi internazionali attivi nel paese. In passato, durante il regno di Hassan II, nonostante
fossero formalmente riconosciute dalla costituzione, le associazioni erano sottoposte al controllo e
alla repressione della polizia segreta. E per questo che, con lavvento di Mohammed VI, le
organizzazioni della societ civile si sono moltiplicate, registrando un vero e proprio boom.
In prima approssimazione, possiamo dividere le associazioni rispetto al loro raggio dazione. La
maggior parte di queste, infatti, attiva esclusivamente nel villaggio o nel quartiere dove il
presidente e i soci risiedono. Grazie alla loro introduzione nel territorio, e alla loro precisa
conoscenza dello stesso, agiscono a livello locale, ad esempio, organizzando corsi di
alfabetizzazione, attivit con i bambini, o, ancora, giornate di sensibilizzazione sui temi pi vari. Il
loro principale punto di forza lagilit e flessibilit della loro struttura, dovuto allimpiego di
volontari per la realizzazione delle attivit, nei bassi costi di gestione che sostengono, e, inoltre,
nella sincerit dei valori che divulgano. Daltra parte, queste caratteristiche si rivelano anche
insormontabili fattori limitanti. La mancanza di denaro, di conoscenze tecniche specifiche, di
professionalismo e, infine, lisolamento nel territorio, ostacolano troppo spesso il raggiungimento
dei risultati prefissati. A questo scopo, molto spesso vengono organizzate giornate di studio e di
incontro a scala regionale: queste iniziative rivestono un ruolo essenziale poich permettono lo
scambio di saperi e dinformazioni fra individui partecipanti alla vita associativa.
24

Specialmente nelle grandi citt, e in particolare a Rabat e Casablanca, esistono associazioni attive
da molto pi tempo, e su scala nazionale. Queste, specializzate in un preciso settore dintervento e
dotate di personale formato e salariato, godono, al contrario dellassociazionismo locale, di
finanziamenti e sovvenzioni governative, e, in alcuni casi, di donazioni da parte di fondazioni
estere.
Ad esempio, la fondazione Mohammed V finanzia soprattutto progetti a carattere sociale o
sanitario, mentre la fondazione Hassan II si dedica allo sviluppo del microcredito in Marocco.
Entrambe, dipendono direttamente dalla famiglia reale. LADS (Agence de Dveloppement Social),
agenzia governativa, finanzia progetti miranti alla riduzione della povert e per la lotta alla
marginalizzazione delle fasce pi deboli, concedendo alle associazioni finanziamenti al 50%.
In tutto, lo stato impegna circa 260 milioni di MAD allanno per il sostegno a progetti della societ
civile, ma, da quanto detto, chiaro che quasi impossibile, per le piccole organizzazioni, laccesso
ai fondi. Ecco quindi che, a mio parere, la torta spartita in poche e grandi fette, e, soprattutto, in
maniera disomogenea sul territorio.
Alcune associazioni, inoltre, sono legate ai partiti politici. Come facile intuire, lassociazionismo
un boccone piuttosto ghiotto per i politici, in carica e non: tramite la capillarit nel territorio, e la
vicinanza alla popolazione civile, le associazioni possono diventare un serbatoio di voti, o, in ogni
caso, un ottimo mezzo ai fini della propaganda.
In Marocco, esistono organizzazioni che sono evidentemente nate dalla costola di alcuni partiti,
oppure, dopo la loro nascita, grazie a finanziamenti allungati pi o meno palesemente, che si sono
svendute agli stessi.
E chiaro che situazioni di questo tipo sono il risultato della difficolt nel reperire il denaro che
permetta la realizzazione delle attivit. Ma, daltra parte, lassociazionismo in Marocco nasce come
una sfida popolare, unalternativa concreta alla politica, gestita soltanto nei palazzi e nei
parlamenti, luoghi troppo distanti dai pi di settantamila villaggi disseminati nel paese.
La popolazione, infatti, ripone una notevole fiducia nei confronti delle associazioni e di chi
impegnato nel volontariato di quartiere. Al contrario, la gente comune oramai disillusa e nutre ben
poche speranze nella maggior parte degli uomini politici marocchini: troppi sono stati gli episodi di
corruzione (e di vero e proprio ladrocinio) negli anni passati.
Se, nellimmaginario collettivo, lassociazionismo fosse visto come un ambito legato e dipendente
dal partitismo, credo che la scommessa sarebbe clamorosamente persa in partenza, senza possibilit
di rimedio. E evidente che ogni associazione fa politica, a livello locale quanto a livello globale:
25

la carta vincente, per, risiede nella capacit di saper ascoltare la voce di chi non ha mai osato
proferire parola, di realizzare dal basso la democrazia partecipativa, e, infine, di distruggere le
strutture gerarchiche e desacralizzare i meccanismi di esercizio della leadership, che da sempre
caratterizzano i partiti e la vita politica marocchina in generale.
Vorrei ora distinguere i vari tipi di associazione attive in Marocco, dividendole rispetto al loro
dominio dintervento.
Una prima tipologia possiamo identificarla con alcune organizzazioni nate allinizio degli anni 90,
come Alternatives, Maroc 2020, Convergences 21. Tecnicamente, il loro ruolo fare advocacy,
ed essere vigili per difendere i valori di democrazia e libert. In realt, la loro ragione dessere
strettamente legata alloperato dei partiti politici: esse, infatti, stimolano il dibattito politico e
segnalano le mancanze degli stessi. In un certo senso, costituiscono quindi un gruppo di pressione
in grado di influenzare e correggere le scelte dei partiti marocchini. Convinti che la democrazia si
costruisce tramite il dibattito democratico, molti di loro, in futuro, con buone probabilit
compieranno il grande passo, cio presenteranno candidati propri alle elezioni, trasformandosi
dunque da associazioni in partiti.
Una seconda tipologia sono le associazioni femministe. Esse, rispetto alla tipologia che ho descritto
precedentemente, hanno seguito il percorso inverso: nate dai partiti politici e dalla militanza,
allinizio degli anni 80, sono divenute via via sempre pi autonome, fino ad evolvere in nuovi
attori indipendenti. Lorganizzazione di centri dascolto per donne maltrattate lattivit che la
maggior parte di queste associazioni svolge, con successo, a livello locale. In secondo luogo,
tramite lazione di lobbying presso i parlamentari e gli uomini politici, esse mirano al
raggiungimento delluguaglianza uomo-donna allinterno degli organismi politici rappresentativi in
Marocco, oltre che nella mentalit corrente della popolazione.
Terza, ed ultima, categoria, costituita dalle associazioni per i diritti umani; sono queste che pi
disturbano il potere, e che suscitano polemiche a livello mediatico. In effetti, quando esse
organizzano progetti allinterno di quartieri poveri e marginalizzati, unendo iniziative diverse per
difendere ununica causa sociale, non fanno altro che mettere in luce unevidente mancanza dello
Stato, rimediata dallimpegno del volontariato. E quando la societ civile diviene sinonimo di
rivendicazione di diritti e contestazione degli abusi, ecco che la situazione diviene ipersensibile: i
difensori dei diritti umani oppongono, al sistema anti-democratico, una logica universale.

26

Lassociazionismo dopo il 16 maggio 2003


Sidi Moumen, il quartiere di Casablanca da dove provenivano gli attentatori, era gi sede, prima
della strage, di 32 associazioni. Precedentemente, nessuna iniziativa o progetto era stato condotto da
queste. Allindomani degli attentati, una ventina di nuove strutture sono state create, e il loro
impegno divenuto evidente, tramite la costruzione di campi da calcio, di biblioteche e di altri
spazi di educazione per i giovani, ai fini di ridare fiducia agli abitanti di questa zona periferica
degradata.
Consultando i registri delle associazioni della regione di Casablanca-Anfa, possibile vedere che,
nel periodo dal 17 maggio 2003 al 15 maggio 2004, 79 nuove organizzazioni si sono formate: una
media di circa 6 al mese. Fra queste, molte sono associazioni di quartiere.
Il 17 maggio 2003, si form il Fronte Unificato Contro il Terrorismo, organizzazione raggrupante
una cinquantina di associazioni, fra le pi importanti in Marocco. Qualche giorno dopo, a
Casablanca, il coordinamento organizz una manifestazione unitaria, alla quale parteciparono
diverse decine di migliaia di cittadini.
Il 16 maggio, insomma, ha avuto un importante effetto rispetto allimpegno popolare nellazione
civile. Ma non stata la coscientizzazione la conseguenza pi spettacolare, bens leffetto
acceleratore che lo shock ha provocato. Secondo alcuni analisti, la cultura associativa aveva
iniziato a mettere radici ben prima della data degli attentati. Il fatto che, precedentemente,
lassociazionismo era ispirato al romanticismo e allassenteismo, con qualche eccezione, com
ovvio; la cruda realt ha dimostrato che lapproccio idealista insufficiente per far fronte ai fatti, e,
dunque, occorre essere pi pratici e pragmatici.
Conclusioni: quali sfide per il futuro?
Sotto alcuni punti di vista, la situazione odierna dellassociazionismo in Marocco molto simile a
quella delle ONG in Italia. Il proliferare di organizzazioni della societ civile ha portato ad una
ricchezza ed ad una diversit di vedute molto interessante. Daltra parte, ai fini della raccolta di
fondi e del lobbying, leccessiva frammentazione del panorama diviene un pericoloso fattore
limitante.
Rseau, rseautage, mise en rseau sono le parole-chiave che continuano ad essere ripetute a gran
voce, durante i meeting regionali delle associazioni, o durante le giornate di studio. Effettivamente,
la messa in rete o laccorpamento sono ottimi rimedi per far fronte ad una simile problematica.
27

Molto spesso, i finanziatori pi importanti pongono come condizione irrinunciabile la proposizione


di progetti in partenariato con altre realt associative.
Dal mio punto di vista, per, spesso si assiste ad uneccessiva banalizzazione e semplificazione del
concetto di rete. Fare rete un processo che pu durare anni, e, senza dubbio, costa enormi
fatiche: implica conoscenza reciproca, fiducia e condivisione dei saperi fra i componenti. Il
processo, inoltre, devessere supportato da mezzi e tecnologie appropriate, come ad esempio
internet e lutilizzo di mailing list.
Alcune associazioni hanno posto fra i loro obiettivi strategici la formazione di una rete a livello
regionale; in poche settimane, poi, lobiettivo dato per raggiunto: alcune ore di discussione,
seguite dalla sottoscrizione di una carta comune, e dalla raccolta degli indirizzi email. Infine, il
patto sancito con dellottimo tajine poulet, per tutti i partecipanti.
Com evidente, il risultato pressoch inutile. Al termine della convention, le associazioni tornano
ai loro villaggi, con la pancia piena, dandosi appuntamento alla prossima rete.
A mio parere, la questione andrebbe affrontata in maniera pi seria, magari con lausilio di ONG
straniere esperte nel settore, che possano guidare il detto processo. Inoltre, credo che occorra
educare lassociazionismo a servirsi di strumenti informatici basilari, affinch le associazioni
pubblichino on line un sito internet, ed organizzino di una banca dati, passo preliminare alla
formazione di una vera rete.
In secondo luogo, un passo fondamentale che lassociazionismo dovr compiere sar affermare il
proprio professionalismo e realizzare la specializzazione delle organizzazioni in determinati settori
dintervento. I due obiettivi sono strettamente connessi luno allaltro.
Il primo, potr essere raggiunto tramite la formazione mirata di quadri associativi, che diventeranno
esperti di project management e che gestiranno in modo organizzato e professionale lattivit delle
associazioni, trasformando limpegno volontario in attivit retribuita; sotto questo profilo, si
favorir il raggiungimento dei risultati attesi, e gli obiettivi si realizzeranno in minor tempo ed in
modo pi efficace. E evidente, a questo punto, che le figure professionali svilupperanno lexpertise
in settori determinati, e questo favorir la specializzazione delle ONG stesse.
Infine, molti progetti integreranno al loro interno componenti diverse, agenti in ambiti differenti. In
questa maniera, le ONG lavoreranno una a fianco allaltra, condividendo capacit ed esperienze. La
formazione di reti, di cui prima sopra, diverr un processo praticamente automatico.
In terzo luogo, occorre un cambiamento da parte dei principali finanziatori marocchini.
Attualmente, molte organizzazioni faticano ad ottenere sovvenzioni per realizzare i loro progetti
28

poich non hanno a disposizione la percentuale di budget necessaria, che pu raggiungere, a


seconda del bailleur de fonds, anche il 50% dei costi totati delliniziativa.
Occorre quindi che le fondazioni legate alla casa reale, o la stessa ADS, riducano la quota a carico
della controparte, rendendo i finanziamenti pi accessibili; ad esempio, come lUnione Europea gi
fa, garantendo sovvenzioni al 90%, o addirittura al 100%.
Inoltre, lattenzione dovrebbe essere posta ai fini di unequa distribuzione delle risorse nel territorio,
affinch non sia soltanto la zona vicina alle due capitali (Casablanca e Rabat) la pi toccata dagli
aiuti.
Infine, se mi chiedessero di sintetizzare ci che sta avvenendo, da questo punto di vista, in
Marocco, credo che paragonerei la situazione odierna ad una clessidra. In molti sostengono che, nel
giro di 10 anni, per il Marocco si prospettano due futuri: lesplosione o il rinnovamento.
Da una parte, la societ civile, sempre pi attiva e organizzata, e che avanza istanze di cambiamento
sempre pi precise e concrete; dallaltro, il sovrano Mohammed VI, deciso a voltar pagina una volta
per tutte, lasciando al passato i ricordi del regno del terrore creato dal padre. Il giovane re, che
simpegna sinceramente affinch il Marocco divenga uno stato moderno, comprende perfettamente
che il futuro del suo paese sta nellallargamento a sud dellUnione Europea, prospettiva lontana ma
assolutamente concreta, e nelle alleanze politiche e commerciali con le maggiori potenze mondiali:
la modernizzazione dellapparato burocratico e legislativo, verso la democrazia e il rispetto dei
diritti umani, si rivela quindi un passaggio obbligato. Da questo punto di vista, egli condivide in
toto le richieste della societ civile.
Purtroppo, le incrostazioni del vecchio regime sono ancora pi vive che mai, e risiedono
nellintricato sistema burocratico e statalista che il defunto sovrano, durante il suo regno, ha
costruito. Il clientelismo, la corruzione, il nepotismo sono problematiche con le quali il Marocco si
scontra ogni giorno; sono la classe militare, i politici conservatori, gli anziani burocrati, i potenti
locali, cresciuti e coccolati da Hassan II, che continuano a difendere lo status quo e gli interessi
acquisiti, che strenuamente si battono per evitare il cambiamento. Sono loro, dunque, che si
frappongono fra Mohammed VI e la societ civile; lunica arma che il re detiene, per abbattere il
vecchio sistema, e salvare il paese, risiede proprio nelle organizzazioni della societ civile e nei
gruppi di pressione che egli, alla luce del sole, esorta allazione e finanzia.
Il tappo salter? Ay-ye, io credo di si.

29

CAPITOLO III
LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO IN MAROCCO
LUnione Europea
LUE e il partenariato Euro-Med
Il Paternariato Euro-Med (o Programma MEDA) un insieme di trattati bilaterali (accordi di
associazione, stipulati fra ogni singolo paese terzo e UE) e multilaterali (MEDA I e MEDA II), che
regolano la cooperazione fra UE e i paesi che si affacciano al bacino del Mediterraneo. Lo scopo
del programma la creazione di uno spazio di prosperit e buon vicinato, in linea con il lento
processo di allargamento a est e a sud che da qualche anno caratterizza le relazioni esterne dellUE.
Le parti contraenti sono la Commissione Europea, da un lato, e i seguenti paesi, dallaltro: Marocco,
Algeria, Tunisia, Egitto, Israele, Giordania, Autorit Palestinese, Libano, Siria, Turchia, Cipro e
Malta. La Libia dal 16 Aprile 1999 (Conferenza dei Ministri degli Esteri di Stoccarda) gode dello
status di observer (partecipazione ad alcuni incontri), in attesa di divenire, con leliminazione delle
sanzioni ONU, membro a tutti gli effetti.
Gli accordi multilaterali MEDA I e MEDA II22 costituiscono la base giuridica che regola il
paternariato. Essi si configurano come il seguito al trattato di Barcellona (1995), principale
strumento della cooperazione economica e finanziaria nel Mediterraneo. Questultimo ha sostituito i
diversi protocolli finanziari bilaterali precedentemente esistenti.
Obiettivi e azioni sostenute
Il programma Euro-med caratterizzato da un approccio cosiddetto multisettoriale. Esso infatti
mira alla realizzazione di tre distinti obiettivi:
-

Rafforzare la stabilit politica, la democrazia e i diritti umani (obiettivo politico);

Creare entro il 2010 una zona euromediterranea di libero scambio (obiettivo economico);

Tutelare la dimensione umana e culturale dei paesi aderenti (obiettivo culturale).

22

Regolamento CE n. 1488/96 del Consiglio (MEDA I), modificato dai seguenti atti: regolamento CE n. 780/98 del
Consiglio e regolamento CE n. 2698/2000 del Consiglio (MEDA II).

30

E evidente che lobiettivo principale la trasformazione economica dei paesi terzi mediterranei, al
fine di consentire la piena libert di circolazione di beni, servizi, persone e capitali fra UE e paesi
terzi del Mediterraneo.
Le azioni si concentrano quindi su:
-

Sostegno alle piccole e medie imprese;

Apertura dei mercati;

Incentivi agli investimenti privati;

Modernizzazione delle infrastrutture e dei sistemi finanziari e fiscali;

Piani di aggiustamento strutturale.

In secondo luogo, una particolare attenzione riservata alla dimensione politica e umana dello
sviluppo. Lobiettivo la formulazione di principi e valori fondamentali che siano il pi possibile
condivisi e applicati nella realt di ogni singolo paese. A questo proposito, il paternariato Euro-med
agisce al fine di favorire:
-

La partecipazione della societ civile;

Il miglioramento dei servizi sociali;

La democrazia;

La tutela dellambiente;

La cooperazione culturale (ad esempio, gli scambi fra giovani);

La formazione professionale e la ricerca.

Programmazione degli interventi e beneficiari


Per ci che riguarda la programmazione degli obiettivi e la scelta dei settori prioritari dintervento
(sia a livello regionale che a livello nazionale23), la Commissione Europea redige, a scadenza
quinquennale, un documento strategico (CSP: Country Strategy Paper). Esso funge da strumentoguida per la gestione e la revisione dei programmi daiuto europei, al fine di assicurare che lattivit
di cooperazione rifletta le priorit e gli obiettivi della politica UE.
A scadenza triennale, inoltre, sono redatti i PIN (Programmi Indicativi Nazionali) e i PIR
(Programmi Indicativi Regionali), concordati fra UE e paesi terzi; possono essere aggiornati anche
di anno in anno, e hanno lo scopo di tradurre le linee guida contenute nel CSP in interventi concreti,
da intraprendersi nel triennio di riferimento.

23

Regionale indica linsieme di tutti i paesi terzi mediterranei; nazionale indica invece ogni singolo paese aderente
al partenariato Euro-med.

31

Possono beneficiare delle sovvenzioni e dei finanziamenti MEDA: gli stati aderenti, le regioni, gli
enti locali, le organizzazioni regionali, gli organismi pubblici, le comunit locali, le organizzazioni
di sostegno alle imprese, gli operatori privati, le cooperative, le associazioni, le fondazioni, le ONG
dei paesi europei e dei paesi terzi mediterranei.
Destinazione dei fondi MEDA (1995-1999)
Lammontare dei fondi MEDA per il periodo 1995-1999 stato pari a 3.435 milioni di euro, ed
stato messo a disposizione dallEuropean Investment Bank (EIB).

Nel grafico seguente, la

ripartizione dei fondi per settore di intervento:

Fonte: dati Euro-Med; sito EuropeAid;

Per il periodo 2002-2006, il budget del programma MEDA ammonta a 5.350 milioni di euro.
Il partenariato Euro-med in Marocco
Le prime relazioni diplomatiche formali fra UE e Marocco risalgono al 1960, anno in cui venne
stipulata una convenzione commerciale. Successivamente, nel 1976, un primo accordo di
cooperazione fu firmato dalle due parti.
Il partenariato Euro-Med, intrapreso a partire dalla conferenza di Barcellona del 1995, ha stabilito
linizio di una politica che mira ad obiettivi ambiziosi e a lungo termine, di tipo economico,
culturale, sociale ed umano.
Il Marocco , fra i paesi terzi mediterranei, il primo beneficiario degli aiuti comunitari. Dal 1995, il
32

totale dei finanziamenti ricevuti ammonta a circa 1,1 miliardi di euro.


Le risorse finanziarie MEDA si sono perlopi concentrate in un numero limitato di settori prioritari,
individuati dai CSP e dai PIN.
1995

1996

Finanziamenti UE
30
(milioni di euro)
Fonte: UE, Rapport sur le Maroc 2004

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

TOT
1995/2003

235

219

172

140,6

120

122

142,7

1.181,3

Il Marocco s anche rivelato uno tra i partner pi aperti alle istanze di cambiamento riguardanti i
diritti umani e il processo di democratizzazione. Inoltre, s dimostrato particolarmente desideroso
di sviluppare la cooperazione in materia di politica estera e sicurezza comune (PESC), e ha gi
partecipato ad azioni di peace keeping sotto legida dellUE, nei Balcani e in Africa.
Il Marocco partecipa anche ai programmi Euro-Med Jeunesse (che supporta i contatti e gli scambi
educativi fra attori della societ civile, associazioni e ONG marocchine e europee), Euro-Med
Audiovisuel e Euro-med Hritage (che riguardano la cooperazione culturale), oltre che
beneficiare dei finanziamenti dell Initiative Europenne pour la Dmocratie et les Droits de
lHomme (IEDDH), con lo scopo di sostenere le iniziative della societ civile che mirano a
promuovere i diritti umani e la democrazia24.
Infine, in questi ultimi anni, il Marocco ha beneficiato massicciamente dei programmi di aiuto
comunitario per laggiustamento strutturale (FAS), per un ammontare di 342 milioni di euro dal
1995. Lobiettivo delle FAS la realizzazione di riforme riguardanti lamministrazione pubblica, il
settore finanziario, la previdenza sociale, il sistema di gestione delle acque e dei trasporti.
Di seguito, cercher di riassumere gli accordi e i documenti pi importanti, oltre alle linee-guida e
alle priorit che riguardano la cooperazione UE - Marocco.
LAccordo di associazione
Entrato in vigore il 1 Marzo 2000, costituisce la base giuridica delle relazioni bilaterali Marocco
UE. In particolare, laccordo di associazione si sofferma sulla regolazione dei rapporti economici e
commerciali fra le due parti.
Esso sottolinea:
-

Il sostegno allo sviluppo economico nella regione e alla libert economica;

Limportanza dei diritti umani e dei principi democratici;

24

Il progetto La Porte Bleue a Fs Mdina (vedi capitolo V) stato montato in risposta ad una call for proposal
dellIEDDH.

33

La necessit di consolidare la pace e la stabilit politica;

Il bisogno di mantenere un dialogo politico regolare riguardo a questioni di interesse


comune;

La volont di proseguire nel dialogo su questioni scientifiche, tecnologiche, culturali e


sociali.

Nel trattato, previsto uno smantellamento progressivo delle barriere tariffarie per i prodotti
industriali provenienti dallEuropa25, da attuarsi entro marzo 2013.
Per ci che riguarda il settore agricolo, nel gennaio 2004 sono entrate in vigore nuove concessioni
commerciali reciproche.
Il CSP 2002-2006
Il CSP quinquennale indica, a livello nazionale, gli obiettivi generali e condivisi che le parti
contraenti sauspicano di raggiungere tramite lattivit di cooperazione. Per il quinquennio in corso,
la strategia dellUE e del Marocco deve rispondere ai bisogni pi urgenti della realt marocchina,
cio alle due maggiori problematiche strettamente connesse che condizionano la situazione
economica e sociale allora attuale:
-

Il circolo vizioso basso tasso di crescita disoccupazione povert emigrazione; il


decennio passato stato caratterizzato da una crescita economica molto modesta, intabile e
notevolmente inferiore alle potenzialit del paese. La mancanza di crescita, unita
allaumento della popolazione, ha condotto ad un aumento continuo e incontrollato della
disoccupazione e della povert; da ci, le crescenti pressioni migratorie verso lEuropa.

Lapplicazione dellaccordo di associazione; notevole la volont e la determinazione del


Marocco di beneficiare duna profonda associazione con lUE. Il Marocco si impegna
notevolmente anche per ladeguamento dellapparato giuridico e legislativo interno rispetto
a quello dei paesi europei. Ci rispecchia una volont sincera di applicare laccordo a tutti i
livelli, affinch esso costituisca il fondamento del dialogo e della cooperazione UE
Marocco.

Per ci che concerne il budget a disposizione per il quinquennio in corso, esso si divide in due parti
uguali. Il 50% dei fondi sar destinato al sostegno del commercio e delleconomia marocchina, e il
restante 50% sar riservato a macro e micro-progetti riguardanti gli aspetti socio-culturali.
25

LUE ha gi rimosso ogni tipo di barriera tariffaria sulle importazioni di prodotti marocchini. Il Marocco, daltro
canto, a partire da marzo 2000 ha rimosso i dazi applicati ai manufatti provenienti dallEuropa e per i quali gi esiste
una produzione interna. Ci ha esposto lindustria marocchina alla concorrenza internazionale.

34

Il PIN 2005-2006
Steso allindomani dagli attentati di Casablanca26, lobiettivo principale che lattuale PIN si pone
leradicamento della povert, soprattutto dai quartieri peri-urbani delle maggiori citt marocchine.
In secondo luogo, lattenzione si concentra sulla problematica macroeconomica del deficit pubblico,
pari attualmente al 4,9% del PIL. Le cause sono da ricercarsi nel notevole numero di persone
impiegate nel settore pubblico, e nellinsufficiente gettito fiscale dovuto allindigenza di numerose
fasce della popolazione marocchina.
Anche il tasso di crescita delleconomia, che aveva mantenuto un trend piuttosto alto dalla fine
degli anni 90 (circa 6%), ha subito dal 2003 una brusca frenata, assestandosi al 4,5%.
Per questi motivi, il budget per il periodo 2005-2006 si divide secondo le seguenti priorit:
-

Settore economico e commerciale (36%):


-

Sviluppo degli scambi commericali / soostegno alle imprese / adeguamento del quadro
legislativo: al fine di favorire lintegrazione delleconomia marocchina nel mercato
europeo.

Settore sociale (47%):


-

Miglioramento delle condizioni della popolazione svantaggiata: con particolare


attenzione alle zone peri-urbane e agli ambienti inquinati e insalubri.

Gestione delle migrazioni: soprattutto nelle provincie del Nord27, garantire laccesso
della popolazione alle infrastrutture di base.

Valorizzazione delle risorse umane, tramite azioni di educazione e formazione.

Altro (17%):
-

Protezione dellambiente / accesso allacqua potabile;

Diritti umani e democratizzazione: assistenza al governo marocchino ai fini della


stesura del Piano dAzione Nazionale sui Diritti Umani, da svolgersi in partenariato
con le ONG marocchine che operano nel dominio ion questione;

FEMIP (Facilit Euro-med dInvestissement et de Partenariat): per attirare gli


investimenti stranieri e proteggere gli investitori marocchini.

I fondi messi a disposizione per il biennio considerato ammontano a 275 milioni di euro.

26

Il 16 Maggio 2003 un attentato terroristico a Casablanca uccise 45 persone. Si scopr che gli attentatori erano legati a
gruppi di estremisti islamici, e tutti provenivano dalle bidonvilles dei quartieri poveri di Casablanca.
27
Vorrei ricordare che la regione nord orientale (Nador, Oujda) fra le pi depresse del Marocco. Dal 1992, infatti, a
causa della guerra nel Sahara Occidentale e a causa dei rapporti da sempre tesi fra i due stati, la frontiera con lAlgeria
chiusa. Precedentemente, grazie al commercio transfrontaliero, le citt orientali godevano di notevoli benefici
economici. Oggi, per raggiungere lAlgeria, occorre viaggiare via aerea da Casablanca.

35

Di seguito, i progetti in fase di avvio o in corso di realizzazione, suddivisi rispetto alle priorit sopra
individuate (il costo di ogni progetto indicativo):
-

Settore economico e commerciale:


-

Riforma fiscale: 80 milioni di euro;

Assistenza tecnica per lapplicazione dellaccordo di associazione: 15 milioni di euro;

Appoggio alle associazioni professionali e di categoria: 5 milioni di euro.

Settore sociale:
-

Habitat insalubre (settore peri-urbano): 90 milioni di euro;

Sviluppo rurale integrato nel Moyen Atlas (Khnifra), in corso: 6 milioni di euro;

Sviluppo delle provincie del Nord: 34 milioni di euro;

Programma TEMPUS (insegnamento superiore e dialogo inter-culturale): 8 milioni di


euro.

Ambiente:
-

Accesso allacqua potabile: 30 milioni di euro;

Interventi di bonifica smaltimento rifiuti solidi e liquidi: 10 milioni di euro.

Diritti umani:
-

Appoggio alla stesura del Piano Nazionale sui Diritti Umani: 2 milioni;

Rafforzamento della societ civile marocchina attiva nel settore riguardante la


democrazia e i diritti umani28: 3 milioni di euro.

LUNDP
Gli obiettivi e le strategie della cooperazione UNDP Marocco sono fissati dal CCP (Cadre de
Coopration), e si basano sugli orientamenti riportati nel PDES (Plan de Dveloppement
Economique et Social). Esso ha validit quinquennale, e consiste in un vero e proprio accordoquadro, stipulato fra UNDP e stato beneficiario.
Il primo CCP risale al 1997, e si riferisce ai cinque anni successivi (fino al 2001).
I principali assi di intervento si focalizzano su due livelli:
-

Appoggio alla formulazione di politiche e di strategie nazionali, nei domini prioritari ai fini
dello sviluppo;

28

Il progetto La Porte Bleue (vedi capitolo V) rientra in questa rubrica.

36

Applicazione dei nuovi approcci per lo sviluppo, per verificarne la validit e la possibilit di
riprodurli su scala maggiore.

Le attivit svolte nel quinquennio 1997-2001 hanno favorito la formazione di partenariati


diversificati e innovativi in particolare fra il settore privato e attori della societ civile, cosa che ha
permesso laumento delle risorse finanziarie disponibili per le iniziative di questi ultimi.
Inoltre, un notevole sforzo stato compiuto per rafforzare ladvocacy delle ONG marocchine. A
questo scopo,

a livello istituzionale, stato creato un centro per i diritti umani, e a livello

governativo, un dipartimento incaricato di vigilare sulla condizione femminile e dellinfanzia, e per


favorire lintegrazione dei cittadini disabili.
Infine, il sostegno dellUNDP si concentrato anche sulla promozione e il sostegno alla microfinanza e al micro-credito, riconoscendo limportanza di questo strumento contro la povert. A
questo proposito, re Mohammed VI ha allocato 10 milioni di dollari per la realizzazione di questo
tipo di iniziative.
Il CCP in corso (2002-2006) da un lato riprende le strategie del primo quadro, e dallaltro lato ne
sviluppa e aggiorna gli obiettivi, introducendo, ad esempio, interventi finalizzati alla protezione
dellambiente.
La povert, che interessa gran parte della popolazione marocchina, riconosciuta come
problematica prioritaria. Per questo motivo, gli obiettivi strategici indicati dal secondo quadro sono
i seguenti:
-

Appoggio alla formulazione di politiche e di strategie nazionali e di programmi per la


riduzione della povert umana e monetaria;

Allargamento della possibilit di scelta per la popolazione rurale povera, al fine di realizzare
uno sviluppo umano sostenibile, attraverso la creazione di un ambiente propizio alla
governance locale;

Rafforzamento delle capacit delle istituzioni-chiave in materia di governance, in vista di


una gestione pi efficiente, partecipativa e trasparente del settore pubblico;

Promozione di una gestione sostenibile dellambiente e delle risorse naturali, e lo sviluppo


di energie rinnovabili, nella prospettiva di migliorare le condizioni di viita della popolazione
pi indigente;

Favorire lapplicazione dei trattati e convenzioni internazionali, stipulati dal Marocco.

Di seguito, riporto il budget UNDP per il quinquennio in corso.

37

Fonte: UNDP, Deuxime Cadre de cooperation pour le Maroc (2002-2006).

38

Il programma GOLD/MAGHREB
Lanciato nel settembre 2003, il programma GOLD/MAGHREB (Gouvernace Locale et
Dveloppement dans le Maghreb) intende offrire a Regioni, Province, e Municipi dei diversi paesi
europei (e agli attori pubblici, privati ed associativi dei loro territori), un quadro di riferimento per
facilitare i partenariati di cooperazione decentrata, al fine di favorire i processi di sviluppo locale in
corso nellAfrica nord-orientale.
I paesi coinvolti sono quattro: Algeria, Libia, Marocco e Tunisia.
Origini
La Rappresentanza dellUNDP a Tunisi, nel novembre 2002, promosse liniziativa dal titolo
Partenariati mediterranei per la governabilit locale, inserita nel Quadro di Cooperazione
dellUNDP per la Tunisia e del Piano Quadro di Aiuto allo Sviluppo (UNDAF).
Nel corso del 2003, per avviare il nuovo progetto, lUNDP realizz numerosi incontri con differenti
istituzioni nazionali, tra cui il Ministero della Cooperazione e dello Sviluppo e il Ministero degli
Interni tunisino. Il Ministero degli Interni, che dal settembre 2002 incaricato di svolgere funzioni
di promozione e monitoraggio dei processi di sviluppo locale, dimostr un notevole interesse ad
assumere la responsabilit del programma. Inoltre, si manifest lintenzione di promuovere
l'iniziativa presso i Ministeri degli Interni degli altri paesi del Maghreb.
LUNDP produsse dunque una documentazione per presentare il progetto tunisino, e coinvolse
numerose istanze della cooperazione internazionale operanti nel paese. Tutte dimostrarono un
grande interesse a sostenere i processi di sviluppo locale in Tunisia, coinvolgendo la cooperazione
decentrata dei rispettivi paesi.
Nel dicembre 2002, lUNDP di Tunisi partecip ad un incontro organizzato a Cadice (Spagna) dal
Fondo Andaluso per la Cooperazione Internazionale, per conto dellAssociazione Arco Latino29.
In questoccasione, le parti auspicarono lappoggio dellUNDP per realizzare un programma di
cooperazione in Marocco, Algeria e Tunisia, basato sui partenariati di cooperazione decentrata.
LUNDP di Tunisi, tenendo conto di quanto richiesto, coinvolse quindi lUfficio per il Paesi Arabi
della sede UNDP di New York e le Rappresentanze UNDP di Marocco, Algeria, Egitto e Libia, per

29

Associazione che riunisce 15 Province spagnole, 37 Province italiane, 10 Province francesi e 1 Provincia portoghese.

39

verificare la possibilit di costruire una comune iniziativa mediterranea.


Nel corso del 2003, in collaborazione con le Rappresentanze UNDP di Tunisia, Libia, Algeria e
Marocco, lUfficio Regionale per i Paesi Arabi dellUNDP di New York lanci il programma
GOLD/MAGHREB.
Organizzazione e obiettivi generali del programma
Le attivit regionali del GOLD/MAGREB sono realizzate dallUnit Regionale d'Assistenza
Tecnica (UR/GOLD), basata negli Uffici UNDP di Tunisi. LUnit opera in appoggio agli Uffici
UNDP del Marocco, dellAlgeria, della Tunisia e della Libia.
I Governi dei quattro paesi che partecipano alliniziativa hanno identificato un Ministero che
assume la responsabilit del programma e che stabilisce i criteri per la selezione delle regioni
pilota, dove intraprendere i meccanismi di pianificazione strategica locale e lavvio delle attivit.
A livello nazionale inoltre, sono costituiti dei CNC (Centri Nazionali di Coordinamento), costituiti
dai rappresentanti di tutti gli attori (statali e non ) interessati al programma GOLD.
Gli obiettivi generali del programma GOLD sono i seguenti:
-

Sostenere i governi, la societ civile e il settore privato che promuovono il processo di


decentralizzazione e di sviluppo partecipativo e integrato, a livello locale;

Appoggiare il processo di sviluppo locale, attraverso unutilizzazione pi proficua delle


risorse della cooperazione internazionale, della cooperazione decentralizzata e della
cooperazione sud-sud.

Di seguito, gli assi di intervento principali del programma:


-

Sviluppo economico locale;

Appoggio alla governancce locale;

Lotta contro lesclusione sociale;

Promozione delle culture.

Il programma GOLD/MAGHREB nella regione di Fs-Boulemane


Nel settembre 2003, il Ministero degli Interni marocchino (Direzione Generale delle Collettivit
Locali e Direzione Generale della Cooperazione Internazionale) stato designato come
coordinatore nazionale del programma GOLD. In collaborazione con esso, sono stati definiti i
40

criteri per lidentificazione delle Regioni GOLD.


Nel mese di novembre 2003, stata realizzata la prima riunione del Comitato Nazionale di
Coordinamento, alla quale hanno partecipato rappresentanti di Ministeri strategici, agenzie di
sviluppo, universit, societ civile e settore privato. Nel corso della riunione sono state discusse e
definite le competenze del CNC, le sue prerogative e la lista dei membri permanenti. Nel corso
dellincontro, stata anche ufficializzata la scelta delle regioni pilota: le Wilayat di Fes-Boulemane,
Marrackech-Tensift-El Haouz, Tanger-Tetouan e lOriental. Per ogni regione-pilota, stato
costituito un Gruppo di Lavoro Regionale (GLR).
Per ci che riguarda la regione di Fs-Boulemane, nel 2004 il GLR ha realizzato un Documento di
Marketing del Territorio. Elaborato da una commissione ristretta30, ha lo scopo di fornire la carta
didentit della regione, mettendone in luce le risorse presenti e le potenzialit di sviluppo, e
proponendo infine alcune strategie di intervento auspicabili.
Di seguito, riporto le quattro priorit e alcuni degli obiettivi in corso per la regione:
-

Sviluppo rurale e tutela del tessuto urbano:


-

Lotta contro la povert e lesclusione sociale, specialmente femminile;

Diminuire la pressione esercitata sul patrimonio naturale della regione: le acque, le


foreste,;

Contenere le migrazioni campagna-Fs e il suo impatto negativo;

Valorizzare la produzione agricola diversificata, come materia prima delle attivit


industriali.

Rafforzamento della competitivit della metropoli regionale di Fs:


-

Creazione di nuovi posti di lavoro;

Creazione del plusvalore sufficiente alla realizzazione di infrastrutture e servizi


necessari al miglioramento del livello di vita della popolazione della regione;

Rafforzamento della competitivit della produzione industriale locale, in rapporto alle


importazioni.

Sostenere la vocazione agricola della regione:


-

Produzione agricola sufficiente ad alimentare le attivit agro-industriali;

Migliorare i guadagni della popolazione rurale.

Valorizzazione dei prodotti forestali:

30

Formata dai rappresentanti di: Wilaya (Prefettura), CRI (Centro Regionale per gli Investimenti), Direzione Regionale
dellAlto Commissariato del Piano e delle Previsioni Economiche, Ispettorato Regionale per la Tutela del Territorio e
dellAmbiente.

41

Creazione dimpiego e miglioramento dei guadagni della popolazione locale;

Sfruttamento delle opportunit che la foresta offre per lo sviluppo delleconomia


locale;

Sostegno alle iniziative locali per la valorizzazione delle potenzialit delle foreste.

La Cooperazione Italiana
Com noto, la Cooperazione Italiana dipende direttamente dal Ministero degli Affari Esteri
(MAE). In alcuni paesi, fra cui il Marocco, presente unUnit Tecnica Locale (UTL). Dal
settembre 2004, il direttore e lo staff di lavoro sono cambiati; il nuovo direttore larch. Sergio
Palladini.
Non attualmente disponibile un piano strategico della Cooperazione Italiana in Marocco. LUTL
realizza, a scadenza mensile, una newsletter informativa, per tutti gli attori interessati alle attivit in
Marocco. Le azioni si dividono in progetti di cooperazione bilaterale, ed in progetti promossi dalle
ONG italiane.
La cooperazione bilaterale
Il principale progetto promosso il PAGER/Settat (approvvigionamento di acqua potabile per le
popolazioni delle aree rurali), nella provincia di Settat, a un centinaio di chilometri da Marrakesh.
Per la realizzazione dellopera, che durer fino al 2007, il MAE ha approvato un finanziamento
complessivo di circa 4,7 milioni di euro. Liniziativa inserita come componente del Programma
pluriennale di adduzione di acqua potabile nelle zone rurali, intrapreso nel 1995 dal governo
marocchino. A Settat, in particolare, lintervento prevede la realizzazione di sistemi di
approvvigionamento idrico, a favore di 16.000 abitanti residenti in 40 villaggi delle zone rurali.
Inoltre, in corso un intervento demergenza, a seguito del sisma di Al-Hoceima, nel Marocco
settentrionale.
I progetti delle ONG italiane
A Oujda, nel nord-est del Marocco, in corso un progetto promosso dallONG Africa 70, dal titolo
Progetto dappoggio alla salvaguardia del patrimonio culturale della Regione Orientale
Costruzione e sistemazione di un complesso socio-culturale. Liniziativa, co-finanziata dalla
42

Fondazione Moulay Slimane, marocchina, ha in parte restaurato e in parte costruito ex novo un


edificio che ospiter una biblioteca, uno spazio di esposizione, un centro artigianale, una moschea
ed unabitazione.
A Nador, sulla costa mediterranea, lONG COOPI da alcuni anni sta seguendo un progetto in
sostegno alla pesca artigianale.
Fra gli altri, lONG Soleterre Strategie di Pace ha iniziato un progetto chiamato Le Botteghe del
Sole, che mira a sostenere la costituzione di un consorzio di cooperative artigianali femminili da
inserire nel circuito del commercio equo e solidale.

La Cooperazione USAMarocco: lAccordo di libero scambio (2002)


Il re Mohammed VI e il presidente americano George W. Bush hanno deciso, in occasione della
visita ufficiale a Washington nella primavera 2002, di creare una zona di libero scambio fra il
Marocco e gli Stati Uniti, riaffermando la volont dei due paesi di rafforzare le loro relazioni
bilaterali.
La firma dellAccordo di libero scambio costituisce il proseguo di un processo bilaterale, iniziato
nel 1977. Nel 1985 fu firmato il Trattato sugli investimenti (BIT: Bilateral Investment Treaty), ed
infine, nel 1995, lAccordo-quadro sul commercio e gli investimenti (TIFA: Trade and Investment
Framework Agreement), che costitu la tappa preliminare alla firma dellAccordo in questione.
LAccordo di libero scambio si integra perfettamente nel processo di apertura delleconomia
marocchina, iniziato a partire dagli anni 80. Questorientamento mira alla liberalizzazione del
commercio estero nazionale, processo che continua sia nei confronti degli USA che nei confronti
dellUE.
Con la realizzazione di sette rounds di negoziazioni, lAccordo stato firmato dalle due parti nel
marzo 2004. Attualmente, i governi dei due paesi hanno aperto la cosiddetta fase di ratifica, per
recipire il Trattato allinterno dei rispettivi ordinamenti.

43

CAPITOLO IV
IL CASO DI FES
La regione di Fes-Boulemanne
Situata nel centro-nord del Regno del Marocco, confina con le regioni Meknes-Tafilalet a sudovest; Taza-Al Hoceima-Taounate a nord; lOriental (Oujda) a est e a sud; Gharb-Chrarda-Beni
Hasse a nord-ovest. Essa raggruppa la prefettura di Fes e 3 province: Boulemane, Sefrou e Moulay
Yacoub.
La regione si estende su una superficie di 20.318 Km2, e la popolazione di circa 1.586.000 abitanti
(5,35% della popolazione marocchina), di cui 1.126.000 residenti nella sola citt di Fes (71%). La
densit media di 78 abitanti/Km2, con oscillazioni notevoli tra le zone.
I rilievi della regione sono costituiti essenzialmente dalle colline ai piedi della catena del Rif (a
nord), la cui altitudine varia da 400 a 500 m s.l.m., dalle montagne del Medio Atlante (con un
altitudine massima di 2796 m s.l.m.), dalle colline di Missour (da 700 a 1200 m s.l.m.) e
dallaltopiano di Sass (400-700 m s.l.m.).
Nella parte nord, il clima di tipo continentale (inverni freddi e secchi, estati calde), e le
precipitazioni raggiungono i 450 mm annui. Nelle aree montagnose centrali, il clima freddo e
umido, e le precipitazioni annuali superano i 600 mm. A sud, nella zona degli altopiani e nella
provincia di Boulemane, il clima semi-desertico, e le precipitazioni non superano i 250 mm annui.

44

Indicatori economici regionali


Indicatori di impego della popolazione > 15

31

Popolazione attiva :
Tasso di occupazione:
Tasso di disoccupazione:
- globale
- maschile
- femminile
- 15-34 anni
Struttura settoriale degli attivi occupati:
- settore primario
- settore secondario
- settore terziario
- settore pubblico
Fonte: governativa, 2002;

Urbano
(%)
47,1

Rurale
(%)
71,6

Combinato
(%)
37%
53,2

12,7
12,2
14,5
19,9

2,2
3,2
0,5
2,5

9,2
9,6
8,3
13,4

6,2
31,7
50
12,1

84,2
6,2
5,8
3,8

34,4
22,5
34
9,1

Esportazione di prodotti artigianali

Esportazioni regionali
32
(miliardi di MAD )
Esportazioni nazionali
(miliardi di MAD)
EXP reg.li / EXP naz.li
(%)
Fonte: governativa, 2002;

1997

1998

1999

2000

2001

30.476

30.264

36.033

30.921

24.017

583.842

601.595

668.670

688.778

655.553

5,21

5,03

5,38

4,48

3,66

Produzione ed esportazione di prodotti industriali


Lindustria regionale produce una quantit di beni e servizi pari al 4,8% della produzione nazionale.
Il tessuto industriale conta circa 600 stabilimenti che impiegano circa 28.000 persone, cio il 7%
della popolazione attiva a livello nazionale.Il settore tessile e della lavorazione del cuoio (attivit
labour intensive) impiegano la maggior parte della manodopera (67% della popolazione occupata
nel settore secondario), seguito dal settore agro-alimentare e conserviero (15%).
Per ci che riguarda la produzione, il PIL regionale ammonta a circa 6 miliardi di MAD, e cresce ad
un tasso del 2% su base annua, grazie soprattutto al settore agro-alimentare e conserviero. Infatti,
esso rappresenta il 54% della produzione industriale della regione, e cresce ad un tasso pari al 4%.
Il settore tessile e del cuoio rappresentano il 32% della produzione industriale.

31
32

592.972 attivi su un totale di 1.586.000 di abitanti.


Dirham marocchini. Ad agosto 2005, 1 pari a 10,7 MAD.

45

Per quanto concerne le esportazioni, esse ammontano a pi di 1,78 miliardi di MAD allanno, e
contribuiscono per il 4% alle esportazioni industriali nazionali. Le attivit tessili e la lavorazione del
cuoio sono il settore trainante, e rappresentano il 70% delle esportazioni della regione.
Indicatori demografici regionali
Popolazione per et

Fonte: UNDP, DMT, 2002;

Il grafico mette in luce che i residenti nella regione sono prevalentemente giovani sotto i 20 anni
(40%). Un altro 20% circa rappresentato dalla popolazione 20-29, per cui il 60% degli abitanti ha
meno di 30 anni.
Inevitabilmente, ci si riflette sulleconomia della regione: la frazione di popolazione adulta e
occupabile bassa o addirittura insufficiente, e ci causa unutilizzo frequente di manodopera
minorile.
Inoltre, credo sia anche imputabile a ci il fatto che si assiste ad un forte abbandono scolastico (vedi
tasso di scolarizzazione): i bambini rappresentano una risorsa per i genitori (maggiori entrate nel
bilancio familiare) e per le attivit produttive (manodopera a basso costo), dunque si preferisce
indirizzarli al lavoro piuttosto che completare il ciclo scolastico.

46

Indicatori sociali regionali


Tasso di povert33
Analizzando i dati contenuti nella tabella seguente, si pu facilmente osservare che la regione in
esame caratterizzata da un tasso di povert nettamente pi alto rispetto al resto del Marocco. In
particolare, la popolazione rurale colpita maggiormente dalle condizioni di indigenza (quasi un
individuo su tre).

Regione di Fes-Boulemanne
Marocco
Fonte: UNDP, DMT, 2002;

Urbano
(%)
24,1
12

Rurale
(%)
31
27,2

Combinato
(%)
27,9
19

Tasso di scolarizzazione
Tasso di scolarizzazione
(%)
Primaria:
- 6 anni
- 6-11 anni
Secondaria (collge): 12-14 anni
Secondaria (lyce): 15-17 anni
Fonte: AREF, 2003;

94,5
96,8
74,8
51,3

Tasso di analfabetismo >10 anni


Lanalfabetismo un problema piuttosto grave in tutto il Marocco. In particolare, nella regione in
esame, la condizione peggiore riguarda le donne che vivono in campagna: solamente una su dieci
circa sa leggere e scrivere. Circa la met dei maschi in ambito rurale, invece, conosce lalfabeto.
Nelle citt, la situazione di poco migliora: circa un maschio su tre e pi della met delle donne sono
analfabeti.

Maschi
Femmine
Combinato
Fonte: RGHP, 1994;

Urbano
(%)
29,5
54
42,1

Rurale
(%)
56,1
86,8
71,7

Combinato
(%)
37,6
63,7
51

Fes, citt principale della regione e patrimonio universale dellUNESCO, una delle quattro citt
imperiali marocchine, insieme a Marrakesh, Meknes e Rabat. Posta a 350 m sul livello del mare, si
33

Soglia di povert: 3922 MAD in ambito urbano; 3037 MAD in ambito rurale (ad agosto 2005, 1 = 10,7 MAD).

47

trova allincrocio delle importanti arterie Rabat-Algeri e Tangeri-Sahara. Fin da tempi antichi,
infatti, un punto nevralgico per il commercio: dai tempi dellImpero Arabo, quando le carovane
attraversavano il deserto, partendo da Timbouctou dirette a nord, fino ai giorni nostri.
Come gi detto, conta pi di 1 milione di abitanti34 e si divide in:
-

Fes Ville Nouvelle: la citta nuova, costruita in epoca di protettorato francese (1912-1956).

Fes Al-Jadid: parte nuova della citt vecchia, sorge al di fuori delle antiche mura che
proteggevano la Mdina.

Fes Al-Bali (Al-madina Al-qadyma): la citt vecchia.

La Mdina di Fes
Sia le faux guides che le guide ufficiali, quando presentano la Mdina ai turisti stranieri, ricordano
che la citt stata costruita in una immensa scodella di harira, cio la zuppa tradizionale,
preparata durante il Ramadan con carne, ceci e pomodoro. In effetti, la metafora descrive
perfettamente la morfologia del territorio sul quale la citt giace.
Fes Mdina sorge sulle pareti di una grande cavit circolare in calcare travertino, ed attraversata
dal fiume Sebou, uno fra i pi importanti corsi dacqua in Marocco. Grazie alla vicinanza dei monti
del Medio Atlante, che in inverno sono caratterizzati da abbondanti precipitazioni anche di carattere
nevoso, a Fes e nelle sue zone limitrofe sono presenti importanti falde acquifere; per questo che la
maggior parte delle acque minerali marocchine sono imbottigliate nella periferia della citt.
In varie epoche, inoltre, sono state costruite nella Mdina pi di 200 fontane pubbliche, sia per
rifornire la popolazione di acqua potabile, che per scopi legati alle funzioni religiose35. Anche
allinterno del patio dei riad36 pi grandi, si trovano spesso fontane mosaicate.

34

Censimento 1994: primo censimento ufficiale marocchino. I dati del secondo censimento (2004) sono attualmente in
fase di elaborazione.
35
Come spiegher successivamente in modo pi approfondito, Fes il principale centro religioso dellAfrica nord
occidentale. Per le funzioni religiose musulmane, lacqua un elemento fondamentale: i fedeli, prima di entrare nella
moschea e prima di compiere le preghiere quotidiane, devono lavarsi. Per questo, allingresso delle moschee pi grandi,
sono presenti bagni pubblici (hammam) e grandi vasche dedicate alle abbluzioni.
36
Antiche residenze dei notabili della citt. Sia a Fes che a Marrakesh, molti riad sono stati venduti per un prezzo
irrisorio a investitori stranieri, e trasformati in lussuosi hotel per turisti. In molti hanno denunciato la svendita in corso
del patrimonio monumentale marocchino, anche in ragione del fatto che spesso i restauri sono compiuti in maniera
approssimativa e inadeguata a Marrakesh, esistono proprietari di maison dhotes che hanno costruito, sulla terrazza, la
piscina. Attualmente, lultima moda per il turismo facoltoso laffitto di una suite nelle kashba (cittadelle carovaniere
fortificate) del sud, di propriet per la maggioranza di famose catene alberghiere europee e americane.

48

In tutto il mondo arabo e musulmano, nota la perizia degli artigiani fessini. Molti meallemun,
anche allora attuale, lavorano allestero (in particolare in Arabia Saudita) nel settore delle
costruzioni, soprattutto per la realizzazione di stucchi artistici e di controsoffitti in legno.
La maggior parte degli oggetti artigianali venduti in Marocco o diretti allesportazione37
provengono dalla Mdina di Fes. Lintaglio del legno, lincisione dei metalli, la produzione di
gioielli, la lavorazione della ceramica e dei mosaici38, la lavorazione delle pelli e il ricamo sono solo
alcuni esempi.
Ogni attivit si concentra, secondo la tipologia, in un quartiere della citt vecchia. Ecco dunque che
troviamo il suq39 dei tintori, dove avviene la concia delle pelli, oppure il suq dei vasai o ancora il
suq al-henna, dove si vendono prodotti naturali di bellezza.
Infine, vorrei ricordare limportanza culturale e religiosa di Fes. La Mdina ospita infatti una fra le
pi antiche universit del mondo (Al-Qarawiyine, fondata nel 859 d.C.), e una miriade di madrasat
(scuole coraniche). Molti giovani musulmani, in passato, si recavano nella citt per completare i
propri studi, e i principali intellettuali marocchini dei nostri giorni sono originari di Fes40.
La citt , daltra parte, il principale centro religioso dellAfrica nord occidentale, rappresentando
lultimo baluardo dellIslam verso ovest, conquistato dopo le guerre di espansione, alla morte
dellultimo profeta Maometto. La moschea El-Andalous, la moschea Qarawiyine, e il mausoleo
Moulay Idriss sono alcuni dei luoghi di culto, meta di pellegrini provenienti da Senegal, Mauritania,
Mali, oltre che dallo stesso Marocco e dai paesi mediorientali.
La Mdina nella storia
Fondata alla fine del VIII secolo dalla dinastia degli Idrissidi, il primo nucleo abitato fu costruito
sulla riva destra dello oued Sebou. Nell808, la citt si espande anche sulla riva sinistra, a causa
dellarrivo di popolazioni provenienti dal sud della penisola iberica41, cio dallAndalusia: fino ai
nostri giorni, infatti, si parla di riva andalusa per indicare i quartieri che sorgono al di l dello

37

Ad esempio, parte dei capi dabbigliamento in pelle prodotti nella Mdina vengono esportati in Canada.
Famoso , infatti, il blu di Fes, il colore dominante degli zilij (mosaici) e delle ceramiche artigianali.
39
In arabo, mercato. E interessante lorigine etimologica del termine: deriva da saqa, condurre, guidare. In
passato, specialmente nelle zone rurali, il mercato avveniva una volta a settimana, normalmente il gioved, ed era il
luogo in cui gli animali domestici erano acquistati e scambiati. I pastori e i contadini si recavano nel centro abitato pi
vicino, conducendo, per lappunto, le bestie.
40
Vorrei ricordare, fra gli altri, la sociologa Fatema Mernissi e lo scrittore Tahar Ben Jelloun, entrambi di fama
mondiale.
41
Dal territorio corrispondente alle odierne citt di Cordoba e Granada. Si dice che le famiglie emigrate dalla Spagna
fossero in tutto circa 800.
38

49

oued. Le due cittadelle rimarranno indipendenti luna dallaltra fino ai secoli XI e XII quando, sotto
la dinastia Almoravide, furono unite da ununica cinta muraria.
Per lunghi periodi, Fes fu la capitale del Regno del Marocco, insieme alla meridionale Marrakesch.
Nel 1160, il geografo Al-Idrissi scrive:
Questa citt, la grande capitale dellImpero, frequentata da viaggiatori di ogni paese: la
destinazione di tutte le carovane. Gli abitanti sono ricchi e godono di ogni tipo di ricchezza, di
lusso, e di tutte le comodit della vita.
Nel XIII secolo, sotto la dinastia Merinide, Fes rifior e ridivenne capitale del Regno. Fu in
questepoca che il sultano Abou Youssef Yaqoub fece costruire un nuovo quartiere che chiam AlMedina Al-Bayda, la citt bianca: si tratta dellodierna Fes Al-Jadid, la parte nuova della citt
vecchia, che sorge in una posizione pi elevata rispetto al resto della Mdina.
Intorno alla nuova zona, venne costruita unaltra possente cinta muraria: alta otto metri, spessa due,
e costellata da bastioni e torri. Il nuovo quartiere, infatti, ospitava il palazzo della famiglia regnante,
le abitazioni dei notabili, gli edifici amministrativi e le caserme militari, oltre ai sontuosi giardini
Al-Mosara, irrigati da canali provenienti dallo oued Fes42.
Fes diviene allora un agglomerato urbano composto da due parti distinte: una citt borghese e dedita
al commercio (Fes Al-Bali, Fes antica), e una cittadella amministrativa e militare, costruita alla
periferia della precedente.
Nel 1549 gli Sharif Saaditi, provenienti dal sud del Marocco, conquistarono la citt e spostarono la
capitale ancora a Marrakesh. In questa parentesi di decadenza, forte delle sue tradizioni, Fes resiste
e difende strenuamente il suo patrimonio artistico e culturale ispanico-moresco.
Solo nel 1666, lAlaouita43 Moulay Ar-Rachid si impadronisce della citt, e la designa nuovamente
capitale del suo regno. E in questo periodo che Fes riceve un nuovo make-up: le madrasat e i
magnifici palazzi costruiti in epoca Merinide vengono restaurati, e affiancati da nuovi edifici.
Inoltre, si sviluppano le prime relazioni commerciali con lEuropa, in particolare con la Francia.
Capitale politica e metropoli del commercio carovaniero, Fes fu una citt religiosa e una capitale
della cultura, non esclusivamente islamica.
Due sono le sue moschee pi importanti, ognuna posta su una riva del Sebou: la moschea Al42
43

Fiume che scorre nella periferia nord della Ville Nouvelle.


Si tratta della dinastia attualmente regnante in Marocco, con re Mohammed VI.

50

Andalous (870 d.C.) e la moschea-universit44 Qarawiyine (857 d.C.). Questultima, in periodo


Almoravide, venne notevolmente ingrandita e intorno ad essa vennero costruiti nuovi oratori di
quartiere.
Fu soprattutto sotto la dinastia dei Merinidi che Fes conobbe lapice del suo splendore: fu in
questepoca che vennero costrite le madrasat Bou Inania e Al-Chattarin: impareggiabili luoghi di
insegnamento e di culto, oltre che espressione materiale della grandezza dei sovrani regnanti, e
prova inconfutabile della creativit e perizia degli artisti-artigiani fessini.
La Mdina oggi
La Mdina si estende su una superficie pari a 256 ettari (2,5 km2 circa), ed ospita circa 122 mila
abitanti. Di conseguenza, la densit alquanto elevata: mediamente, 580 abitanti/ettaro, con punte
di 2.638 abitanti/ettaro in alcuni quartieri.
Come possibile osservare dai dati sottoriportati, il processo di aumento della densit allinterno
delle mura iniziato dopo lindipendenza del Marocco, avvenuta nel 1956.
1926
Abitanti
65.000
Fonte: RGPH 1960, 1971, 1982, 1994;

1960
127.657

1971
151.780

1982
130.929

1994
114.503

Il sovrapopolamento della citt vecchia considerato da molti il problema principale che interessa
la Mdina, e spesso anche la causa scatenante di diverse altre questioni.
Lalta densit rende il territorio pi difficile da gestire e meno controllabile, e lapprovvigionamento
della popolazione di beni e servizi (pubblici e privati) si complica; in particolare, ci evidente
nella Mdina di Fes, dove ogni spostamento richiede molto tempo e devessere compiuto a piedi o a
dorso di mulo. Senza contare le questioni indotte dal sovrapopolamento: la disoccupazione
connessa alla povert, ad esempio, causa fenomeni di alcolismo e tossicodipendenza, di criminalit
e di violenza. Infine, molte problematiche che in seguito analizzer pi approfonditamente sono
provocate proprio da questo problema.
Chi nato e cresciuto nella citt vecchia, ed ora ha almeno cinquantanni, descrive Fes degli anni
che furono come una grande comunit perfetta, ricca e immune ai problemi di cui oggi essa
soffre. Limitarsi quindi ad analizzare la situazione odierna, senza chiedersi quale sia stata la causa
scatenante di tutte le questioni citate, estremamente semplicistico e riduttivo.
44

Oltre a luogo di culto, nel mondo islamico la moschea anche la principale istituzione che si occupa di istruzione e di
educazione. Non a caso, in arabo, le parole universit e (grande) moschea provengono dalla medesima parola
(jamaa, riunire, tenere insieme) e sono facilmente confondibili: jamia e jamia. Oltre alle discipline legate allesegesi
coranica e allo studio delle scritture, le jamiat (plurale di universit, jamia) tenevano corsi di medicina, astronomia,
dialettica, filosofia

51

Secondo uno studio condotto negli anni 80 dal Centre dEtudes et de Recherches Dmographiques,
Fes e la sua Mdina sono soggette, da ormai ventanni, ad un flusso migratorio uscente e da un
contrario flusso entrante.
Dalla Mdina, escono le famiglie pi benestanti, per trasferirsi alla Ville Nouvelle. Come gi detto, i
centri di potere economico e amministrativo si trovano nella citt nuova, e nella citt vecchia la vita
piuttosto difficile: gli spostamenti di persone e beni possono essere effettuati a piedi o a dorso di
mulo, le automobili non possono entrare allinterno delle mura, e i componenti delle famiglie pi
agiate lavorano e studiano al di fuori della Mdina. Ecco quindi che il trasloco si configura, nella
mentalit corrente, come un simbolo di arrivismo sociale, e per la maggior parte dei residenti
medinesi vivere alla Ville Nouvelle diventa un desiderio irrinunciabile.
Contemporaneamente allemigrazione, si assiste allimmigrazione di ceti meno abbienti,
provenienti per la maggior parte dalle campagne.
Secondo la suddetta ricerca, due immigrati su tre sono di origine rurale: in particolare, il 56%
proviene dalla provincia di Taounate e l8% da Taza45. Circa il 20% poi, proviene dalle campagne
che circondano Fes, e il restante da altre citt, come Meknes, Casablanca e Rabat.
Nei cinque anni precedenti il primo censimento del 1994, circa 100.000 nuovi abitanti si sono
installati a Fes, ed il 60% di loro ha meno di 25 anni.
I motivi che spingono la popolazione rurale a spostarsi nelle citt sono riconducibili alla
diminuzione della domanda di manodopera nelleconomia rurale, alla modernizzazione in corso e
alla debole crescita dei posti di lavoro nelle campagne, alla ricerca di migliori condizioni di vita, al
fenomeno del ricongiungimento familiare e, infine, ai rischi climatici quali, ad esempio, la siccit.
Di seguito, raggrupper in tre macro-categorie alcune delle problematiche di cui la Mdina di Fes
soffre. Vorrei sottolineare che in realt ogni questione strettamente collegata alle altre, e che
spesso il legame causa-effetto non cos evidente; in molti casi, un problema causa laltro, e
viceversa.
A. Problematiche riguardanti il patrimonio artistico-architettonico
Dal 1978, la Mdina di Fes partimonio mondiale dellUNESCO. Molte iniziative, che in seguito
analizzer in modo pi approfondito, sono state prese al fine di preservare le bellezze artisticoarchitettoniche. Purtroppo, i risultati allora attuale sono piuttosto scarsi.

45

Il distretto di Taounate si trova a circa 100 Km a nord di Fes, sulle montagne del Rif. La provincia di Taza, invece,
sorge a 120 Km verso est, a met strada tra Fes e Oujda (provincia capoluogo della regione Orientale).

52

Fonti ufficiali dicono che almeno il 50% degli edifici allinterno delle mura sia degradato, e che
almeno il 10% croller in tempi brevi se non saranno prese idonee misure di salvaguardia.
Le principali cause possono essere additate, in primo luogo, al sovrapopolamento: in molti quartieri,
vivono mediamente 12 persone per casa, e in alcuni grandi riad, ogni singola stanza occupata da
unintera famiglia. Ci causato, inoltre, della scarsa disponibilit di risorse finanziarie che
caratterizza la maggior parte degli abitanti: poche famiglie possono permettersi la locazione di
unintera casa, perci la stessa viene adattata e divisa fra differenti nuclei famigliari.
In secondo luogo, lignoranza e la povert di chi si installato a Fes di recente provoca lincuria46
per le abitazioni. La maggior parte dei residenti, inoltre, non possiede una casa nella Mdina ma
paga un affitto al proprietario, che spesso vive nella Ville Nouvelle: non esiste dunque linteresse
(n da un lato, n dallaltro) di effettuare lordinaria manutenzione, o di restaurare ledificio.
Il progetto Rhabilitation de la Mdina de Fs
Iniziato nel 199747, promosso dai seguenti tre attori:
-

Banca Mondiale (World Bank);

Regno del Marocco (Ministero dellInterno);

ADER Fs (Agence de Ddensification et de Rhabilitation de la Mdina de Fs): creata nel


1989 in sostiuzione alla DSVF (Dlgation de Sauvegarde de la Ville de Fs),
amministrata da un consiglio composto dai rappresentanti: dello Stato marocchino, della
Wilaya di Fes, della Prefettura e delle Municipalit di Fes Mdina, delle Municipalit
limitrofe (Mechouar de Fs-El Jadid, Agdal, Sass, Moulay Yaqoub), della Cassa di
Deposito e di Gestione (CDG Caisse de Dpot et de Gestion), del Credito Immobiliare e
Alberghiero (CIH Crdit Immobilier et Hotelier) e infine dellAssociazione Fs- Sass48.

La durata prevista del progetto era di 5 anni, con un budget complessivo di 270 milioni di MAD,
pari a pi di 25 milioni di . Attualmente, il progetto ancora in corso.
Gli obiettivi specifici sono:
-

Risanare lambiente e dedensificare progressivamente i quartieri della Mdina;

46

Il metodo tradizionale per compiere i lavori domestici, adottato da tutte le famiglie, consiste nellaprire i rubinetti
della casa e lasciare che lacqua scorra sui pavimenti. Poich questi ultimi sono stati costruiti con una leggera pendenza,
lacqua si raccoglie in un angolo dellabitazione in cui presente una bocca di scolo. E chiaro che ci causa notevoli
infiltrazioni di umidit allinterno delle strutture portanti, provocando unaccelerazione nei processi di degrado. Inoltre,
molte famiglie, spesso su consiglio degli artigiani, i meallemun, preferiscono rimuovere i pavimenti e i decori
tradizionali (nella maggior parte dei casi, antichi mosaici o preziosi stucchi), e rimpiazzarli con le pratiche ed
economiche (quanto kitsch) piastrelle in ceramica industriale.
47
Data di inizio della fase operativa. In realt, a partire dal 1994, sono stati compiuti numerosi studi di fattibilit per
comprendere la situazione interna alla Mdina. Alcuni di questi studi sono stati anche promossi da importanti
universit, come quella di Harvard (USA).
48
Associazione filantropica fessina, paragonabile ai nostri Lions o Rotary Club.

53

Favorire la circolazione interna e organizzare una rete demergenza nella citt vecchia;

Migliorare il sistema di smaltimento dei rifiuti;

Spostare le attivit artigianali pi nocive al di fuori delle mura;

Riorganizzare la rete di approvvigionamento idrico dei quartieri;

Organizzare le aree di sosta e i parcheggi al di fuori delle mura e migliorare le vie di


accesso alla Mdina.

Fino ad oggi, il progetto si sviluppato intorno a cinque assi principali. Di seguito, elencher le
azioni pi importanti che sono state intraprese:
-

Sviluppo turistico. Realizzazione di un sistema di segnalazione turistica e di una guida alla


citt vecchia (Fes, di Bab in Bab); restauro di alcuni musei e dei giardini del Museo Batha.

Riassetto del paesaggio urbano. Restauro del suq Al-Henna e di Rcif49.

Infrastrutture. Restauro della rete idrica tradizionale; restauro della piazza Bou Jloud50;
organizzazione della circolazione urbana e messa in atto di un sistema di circolazione di
emergenza.

Sviluppo comunitario, in concertazione con le associazioni di quartiere. Evacuazione delle


rovine; aiuti per il restauro delle abitazioni private (formula del 30%51, ad esempio);
animazione sociale.

Restauro dei monumenti. Fra gli altri, il restauro del complesso Nejjarine, che attualmente
ospita il museo dellartigianato del legno.

Per ci che riguarda i risultati raggiunti, a mio modesto parere, il progetto si concentrato
soprattutto sugli edifici di interesse turistico, riservando ai beneficiari diretti, cio a chi nella
Mdina ci vive e lavora ogni giorno, un ruolo di secondo piano.
Infatti, nonostante la propaganda di ADER Fes, non sono state numerose le domande di
finanziamento per la formula del 30%. Sebbene fosse possibile la valorizzazione dei contributi in
natura (quali la manodopera o il trasporto dei materiali fino al cantiere), risultato piuttosto difficile
laccesso ai fondi per larghe fasce della popolazione.

49

Ingresso principale alla citt vecchia, posto nella parte pi bassa. Si tratta di un piazzale posto a breve distanza dal
centro storico e dai luoghi turistici pi frequentati.
50
Secondo ingresso alla citt vecchia, posto nella parte pi elevata. Si tratta di una grande piazza, simile a Jamaa El
Fna di Marrakesh.
51
Si tratta, per lesattezza, di una sovvenzione a fondo perduto concessa agli abitanti o agli artigiani che desiderino
restaurare la propria abitazione o laboratorio. ADER Fes fornisce lassistenza tecnica necessaria e il 30% dei costi totali
sostenuti per il restauro, una volta aperto il cantiere. Per quanto concerne i criteri di eleggibilit, il costo del restauro
non deve superare i 150.000 MAD (pari a 14.000 ), il proponente deve essere proprietario dei locali, e, infine,
ledificio deve essere di tipo tradizionale.

54

In primo luogo, a causa della particolare situazione dindigenza nella quale versa la maggior parte
della popolazione, e in secondo luogo, poich, come si detto, la maggior parte delle famiglie che
occupano le abitazioni sono esclusivamente locatari, e non desiderano n dispongono del denaro
necessario per lacquisto dello stabile occupato. Inoltre i proprietari, perlopi residenti nella Ville
Nouvelle, preferiscono investire in altri modi le risorse disponibili.
Occorre poi ricordare un ultimo aspetto. Poich le famiglie solitamente sono molto numerose, nella
maggior parte dei casi si assiste ad una frammentazione del patrimonio, una volta che il capo
famiglia sia deceduto. Nessun erede, infatti, desidera acquistare le quote altrui, soprattutto per
ragioni culturali: la casa non patrimonio del singolo, ma una risorsa comune ai membri della
famiglia. Il risultato che, in realt, labitazione di tutti e non di nessuno, per cui gli eredi,
spesso residenti fuori Fes, non sono interessati al restauro della stessa.
B. Problematiche riguardanti lambiente e linquinamento
Strettamente connesso al problema della circolazione e dellalta densit della popolazione la
questione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
Quantit
(tonnellate al giorno)
46 58,8

Rifiuti domestici
Rifiuti industriali:
- Concerie
23 77
- Oleifici
21
- Ottonerie
0,9
- Altro
9
Fonte: Fiche de synthse du projet Rhabilitation de la Mdina de Fs, Groupe Huit, Dicembre 1996.

Poich la densit dei rifiuti domestici di circa 0,5 tonnellate/m3, ogni giorno nella Mdina si
raccolgono circa 100 m3 di immondizia. Poich la raccolta e il trasporto verso la zona di raccolta
pi vicina viene effettuato a dorso di mulo, passando di casa in casa, e calcolando che ogni bestia
pu trasportare circa 100 Kg a viaggio, facile rendersi conto della difficolt di tale operazione che
viene svolta quotidianamente. Chiunque si avventuri nella citt vecchia nota subito che,
specialmente sulle rive dello oued, molti rifiuti vengono abbandonati allinterno delle mura,
provocando gravi danni ambientali.
Il progetto Rhabilitation de la Mdina de Fs agisce al fine di risolvere questo problema. Tramite
la realizzazione di nuovi accessi alla Mdina, e tramite lacquisto di ulteriori muli (arrivando
addirittura a 300 capi) e di attrezzature moderne, sintende facilitare loperazione di raccolta e di
smaltimento.
55

A mio parere, credo per che sia necessario trovare una soluzione al problema agendo sulle cause
che stanno a monte. Molti prodotti che normalmente vengono venduti o comunque usati dalle
famiglie nella Mdina sono protetti da numerosi incarti. Senza contare, inoltre, lutilizzo smodato
che i commercianti e la popolazione fanno dei sacchetti in nylon nero, materiale notoriamente
difficile da smaltire.
Insomma, penso che sia pi vantaggioso riflettere sul come ridurre la produzione di rifiuti pro
capite, piuttosto che seguire levoluzione della situazione odierna e futura, a ragione del fatto che,
nei documenti e negli studi, previsto un ulteriore aumento dellimmondizia negli anni a venire.
Tramite leducazione degli abitanti e dei venditori, e tramite la scelta dei prodotti e degli incarti da
commercializzare allinterno delle mura, credo sia possibile risolvere la questione alla radice, e
soprattutto spendendo meno risorse finanziarie nel lungo periodo.
Secondo una stima di ADER Fs, il 27% della superficie costruita occupata da attivit
commerciali e da atelier di artigiani. La quantit di rifiuti prodotta quotidianamente dunque
considerevole: si calcola circa 80 tonnellate.
La maggior parte di questi rifiuti, vista la tipologia delle attivit, altamente nociva; infatti, per la
concia delle pelli e per la lavorazione dellottone vengono utilizzati metalli pesanti, quali il
mercurio e il cromo.
Attualmente, non esiste un sistema di smaltimento dei detti residui: per questo, la maggior parte
degli artigiani riversa le proprie scorie nello oued che scorre allinterno delle mura, con il risultato
che, secondo recenti statistiche, l80% dellinquinamento del fiume Sebou52 imputabile alle
lavorazioni della Mdina di Fes.
Si noti poi che Fes, come ho gi ricordato, giace al di sopra di uno dei pi importanti bacini idrici
del Marocco: il pericolo di contaminazione delle acque potabili quindi pi che mai presente, con
ovvie ripercussioni negative per la salute degli abitanti.
Il progetto Rhabilitation de la Mdina de Fs cerca di ovviare a questa situazione. Nella periferia
nord di Fes, infatti, stato costruito un nuovo distretto industriale (Sidi Brahim), al fine di spostare
le attivit pi nocive al di fuori delle mura. A poca distanza dalla zona, lo Stato marocchino sta
inoltre costruendo un quartiere residenziale di case popolari, per ospitare gli operai occupati.
Liniziativa in fase di realizzazione, e una parte dei laboratori gi stata traslocata.

52

Secondo fiume pi importante in Marocco, dopo lOum-Er-Rbia.

56

C. Problematiche socio-economiche
Parlando con i cooperanti di alcune ONG italiane e con i funzionari della stessa UTL italiana di
Rabat, mi sono reso conto che in molti credono che la Mdina di Fes, grazie allartigianato e al
turismo, sia unarea relativamente ricca in Marocco. In realt, basta una breve passeggiata al di
fuori degli itinerari turistici pi battuti per rendersi conto che questo solo un pregiudizio.
Secondo una ricerca svolta da World Bank, da ADER Fs e dallUniversit di Harvard nel 1996, si
calcola che circa il 36% della popolazione residente allinterno delle mura vive sotto la soglia di
povert (1 $ al giorno), e che il 48% degli abitanti, soprattutto donne, sono analfabeti. Sotto questo
punto di vista, la Mdina di Fes si configura come una delle aree pi povere e depresse del
Marocco.
Poich buona parte degli individui non ha ancora compiuto i 18 anni, si assiste ad un massiccio
impiego di manodopera minorile, specialmente per i lavori pi umili o per effettuare i trasporti
allinterno della citt vecchia.
La quasi totalit dei lavoratori non gode di diritti sindacali, quali il minimo salariale o il diritto ad
assentarsi dal lavoro per motivi di salute. In molti casi, gli operai vengono assunti e pagati di
settimana in settimana, e per lunghi periodi sono costretti alla disoccupazione.
La particolare situazione di indigenza dovuta al fatto che lattivit economica interna alla Mdina
legata quasi esclusivamente allartigianato e al commercio, mentre il settore terziario e la pubblica
amministrazione si sono spostati, a partire dal periodo coloniale, nella Ville Nouvelle.
In molti studi53, infatti, si parla di denaturazione e destrutturazione del territorio, iniziata a partire
dal periodo del protettorato francese. Nella storia precedente, il centro economico e amministrativo
della regione (il nodo principale, come viene definito in geografia) era posto nella citt vecchia;
quando i colonizzatori entrarono a Fes e costruirono la citt nuova, distrussero le concezioni e i
meccanismi tradizionali di gestione del territorio, imponendo agli abitanti uninnovativa, quanto
esterna, strutturazione dellarea.
Riguardo allartigianato, la concia delle pelli, lincisione del legno, la lavorazione dei metalli e dei
filati sono attivit a basso profitto, e che richiedono un massiccio impiego di manodopera a basso
costo. Gli stipendi sono dunque miseri, e i giovani istruiti che non scelgono di trasferirsi nella citt
nuova sono destinati alla disoccupazione.
53

Vedi ad esempio: UNESCO, Division du Patrimoine Culturel, Campagne Internationale pour la Sauvegarde de la
Mdina de Fs, 1998.

57

Per quanto concerne il turismo, gli itinerari frequentati pi di sovente sono limitati e ripetitivi, e
permettono esclusivamente ad una ristretta cerchia di negozianti e ristoratori di guadagnare del
denaro. In pi, i maggiori tour operator dedicano ununica giornata alla visita della Mdina, e
riservano esclusivamente a Marrakesh il rito dellacquisto dei souvenir.

La vita associativa nella Mdina di Fes


Per quanto concerne la Ville Nouvelle, le associazioni sono per lo pi specializzate in un ambito
dazione particolare: diritti umani, tutela dellambiente, uguaglianza di genere, lotta alla violenza
contro le donne Solitamente dispongono di una sede e assumono personale (al massimo 4-5
salariati). Sono sostenute da fondazioni umanitarie marocchine (in piccola parte) o straniere, e
alcune di esse ricevono finanziamenti dallUnione Europea o da altri attori internazionali. In buona
sostanza, possono essere paragonate, dal punto di vista della struttura organizzativa e dellattivit,
alle ONG europee.
Al contrario, la situazione nella Mdina molto diversa: la vita associativa sostenuta
esclusivamente dal volontariato. Poche sono le associazioni che dispongono di una sede propria54, e
le risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle attivit sono raccolte tramite lautotassazione dei soci, tramite donazioni degli abitanti dei quartieri, e, di rado, tramite fondi messi a
disposizione dallattore pubblico.
Il loro impegno quotidiano ha permesso di genererare, fino ad oggi, numerose attivit e campagne
di informazione. Nonostante la buona volont dimostrata, i risultati sono fortemente condizionati
dalla situazione in cui le associazioni e le amicali55 versano, e dalla mancanza di conoscenze
specifiche riguardanti la gestione della vita associativa e dei progetti.
Nella maggior parte dei casi, le organizzazioni della societ civile sono molto amate dalla
popolazione dei quartieri, in ragione dei valori che ispirano il loro operato e delle iniziative che
svolgono allinterno della Mdina.
54

Le riunioni di solito si tengono in un locale della casa del Presidente, mentre le attivit sono svolte nella Dar AlShebab, casa dei giovani, un edificio di propriet del Ministero della Giovent. Soltanto unassociazione (AMESEC,
Associazione dellAmicizia) dispone di una sede: si tratta di una parte di una casa prestata a tempo determinato da un
privato.
55
In italiano, non esiste un termine che esprima il senso della parola araba widadyya: deriva dal radicale wadda, che
significa voler bene, essere amico, fidarsi. Per chiarire, le associazioni (jamayyat) sono specializzate in un
determinato settore (tutela del patrimonio artistico, animazione con bambini, diritti umani), mentre le widadyyat si
occupano di un po di tutto allinterno del quartiere: organizzazione dei corsi di alfabetizzazione o di studio assistito,
di giornate tematiche, animazione dei bambini, organizzazione di feste religiose, e, molto spesso, si fanno portavoce dei
bisogni e delle richieste degli abitanti di fronte alle autorit locali. In un certo senso, svolgono lo stesso ruolo
istituzionale delle circoscrizioni di quartiere in Italia.

58

Oltre alle attivit di educazione e animazione con i bambini dei quartieri, quasi tutte le associazioni
e amicali organizzano annualmente corsi di alfabetizzazione in favore degli abitanti dei quartieri, e
corsi di recupero per i giovani studenti delle scuole primarie.
In passato, numerose sono state le iniziative organizzate in partenariato con le organizzazioni della
Ville Nouvelle: sensibilizzazione sui diritti umani, sulluguaglianza di genere e sullambiente.
Esse svolgono, inoltre, la funzione di interfaccia fra le autorit governative e i residenti nella citt
vecchia. Ad esempio, allinterno del suddetto progetto Rhabilitation de la Mdina de Fs, le
associazioni e le amicali segnalano ad ADER Fs gli edifici in pericolo allinterno dei quartieri, e
aiutano i proprietari delle case che desiderano usufruire del finanziamento formula del 30%.
Grazie alle segnalazioni e in seguito a sopralluoghi, i tecnici stilano delle classifiche per decidere le
priorit di restauro allinterno della citt vecchia.
Durante il Ramadan, infine, esse organizzano la distribuzione degli indumenti e dei pasti caldi per i
senza fissa dimora che vivono nella Mdina.
Nel giugno 2002 venne fondata LUNION des Associations et des Amicales Humanitaires de FsMdina con lo scopo di creare un punto di incontro fra tutte le organizzazioni della societ civile
attive nella Mdina. Allora attuale, essa raggruppa 25 associati attivi in quasi ogni quartiere della
Mdina: essi coprono circa il 75% del territorio56. LUNION e i suoi associati possono contare su
circa 300 volontari attivi, per la maggioranza di sesso maschile.
Nei mesi di febbraio e marzo 2005, ho collaborato con LUNION alla stesura del progetto La Porte
Bleue, che sar finanziato dallUnione Europea, nel quadro dellIEDDH (Initiative Europenne
pour la Dmocratie et les Droits de lHomme). Inoltre, nei mesi di luglio e agosto 2005, ho svolto il
mio tirocinio formativo, ospitato dalla medesima organizzazione.
Nel prossimo capitolo, illustrer il progetto nei particolari, e cercher di elencare quali sono, a mio
parere, i benefici economici indotti da tale iniziativa, che si focalizza principalmente sul sostegno al
processo di democratizzazione e per la conoscenza e il rispetto dei diritti umani nella Mdina.

56

Ricerca da me svolta nel febbraio 2005.

59

CAPITOLO V
IL PROGETTO LA PORTE BLEUE: QUALI BENEFICI ECONOMICI?
Introduzione
Credo sia necessario, prima di iniziare questultimo capitolo, che io spenda qualche parola per
spiegare come sono giunto a Fes, e come ho avuto lopportunit di entrare in contatto con
lassociazionismo della Mdina.
Nel settembre e ottobre 2004, mi trovavo a Fes per seguire un corso di lingua araba. Ho vissuto
circa due mesi con una famiglia marocchina, residente alla Ville Nouvelle. In quelle settimane, ho
anche conosciuto Nadia Abeci, una mia concittadina che da due anni ha scelto di vivere nella citt
vecchia, ed impegnata come volontaria nella vita associativa.
Abbiamo parlato a lungo. Nadia mi ha raccontato la sua esperienza, e ha cercato di tratteggiarmi, in
maniera semplice e chiara, la situazione della Mdina e de LUNION, il consorzio di associazioni
e amicali di quartiere con cui lei collabora.
Ci che io ho messo sul tavolo stata la mia esperienza di studente, fatta fino a quel momento solo
sui libri, e la mia curiosit, il fascino da visitatore che la Mdina gi esercitava su di me.
Cos nato il mio tirocinio formativo, svoltosi formalmente nel luglio e agosto 2005, ma preceduto,
in febbraio e marzo, dal periodo in cui abbiamo progettato liniziativa che descriver.

La call for proposal dellUnione Europea


Nel dicembre 2004, la Delegazione della Commissione Europea a Rabat ha diffuso una call for
proposal57 riservata alle associazioni marocchine, per finanziare progetti fino ad un massimo di 100
mila euro, con una sovvenzione pari al 90% del totale dei costi eleggibili. Di seguito, riporto gli
obiettivi e le priorit indicate:
1. Promozione e educazione alla cittadinanza e alla governance:
-

Promozione di strumenti di dialogo e di concertazione fra eletti, amministrazione e cittadini


per un miglior funzionamento dello stato di diritto, in particolare a livello locale;

Prevenzione e lotta contro la corruzione;

57

Si tratta di un programma di microprogetti dellInitiative Europenne pour la Democratie et les Droits de lHomme
(IEDDH). LUnione Europea ha destinato al Marocco 2 milioni di euro nel biennio 2005-2006. La scadenza per la
presentazione delle proposte era il 23 Marzo 2005.

60

Educazione civica.

2. Promozione dei diritti delle donne:


-

Azioni di sensibilizzazione/volgarizzazione sulla Moudawana;

Azioni di formazione e di presa di coscienza riguardo ai diritti delle donne/non


discriminazione/uguaglianza di possibilit/violenza contro le donne;

3. Rafforzamento delle capacit istituzionali, di presa di coscienza e di messa in rete di


organizzazioni della societ civile agenti per la promozione della democrazia e dei diritti
delluomo:
-

Formazione agli aspetti giuridici, di presa di coscienza, finanziari e operativi della vita
associativa;

Sostegno alle azione di messa in rete, di scambio e di concertazione delle organizzazioni


della societ civile agenti nel campo dei diritti umani.

4. Amministrazione della giustizia.


5. Promozione dellindipendenza, pluralismo e responsabilit dei Media.
LUNION e i suoi associati hanno deciso di partecipare, inviando la proposta di progetto che ora
illustrer. Nel luglio 2005, la Delegazione dellUnione Europea a Rabat ha annunciato che il
finanziamento stato accordato. Il 12 settembre 2005 stato firmato il contratto di sovvenzione.
Il progetto La Porte Bleue: rafforzamento delle capacit delle associazioni e delle amicali
nella Mdina di Fs
I ruoli
Proprietari:
LUNION e le 25 associazioni e amicali che la compongono.
Finanziatore:
Unione Europea (IEDDH), per il 90% del totale dei costi eleggibili.
Esecutori:
General contractor:
LUNION.
Co-esecutori (partners al progetto):

61

Centre Droits des Gens de Fs (CDG), associazione per la difesa dei diritti umani attiva
in tutto il Marocco (8 sedi). Per questo progetto sar responsabile la sede di Fs-Ville
Nouvelle;
Initiative Pour les Droits de la Femme (IPDF), associazione per luguaglianza di genere
e contro la violenza alle donne, con sede a Fs-Ville Nouvelle.
Controllore:
La funzione di controllo interno sar esercitata dal conseil de gestion formato dal presidente
de LUNION, dal coordinatore dellazione, dal segretario amministrativo dellazione, da un
responsabile designato da IPDF, da un responsabile designato da CDG. Essi produrranno un
rapporto di valutazione a met dellazione (mid-term review) e un rapporto alla fine
dellazione.
La funzione di controllo esterno sar esercitata dagli appositi organi della Delegazione della
Commissione Europea di Rabat.
E previsto laudit di bilancio, svolto da uno specialista esterno.
Beneficiari:
Diretti:
I partecipanti ai corsi di formazione, cio 50 quadri delle associazioni e delle amicali
che compongono LUNION.
Condizioni per la partecipazione:
-

Per ogni associazione e amicale, un maschio e una femmina;

Livello di studio: almeno BAC+;

Il 50% dei partecipanti deve avere unet inferiore ai 30 anni.

62

Indiretti:
La popolazione dei quartieri dintervento degli associati a LUNION58:

Quartiere

Superficie coperta da
LUNION

Superficie coperta
(ha)

(%)

Batha
Bou Inania
Lamtiyine
Karaouiyine
Blida
Andalouss

90% di 93 ha
50% di 28 ha
90% di 24 ha
30% di 17 ha
60% di 38 ha
80% di 56 ha

(Superficie coperta x Densit =


Abitanti)

83,7
14
21,6
5,1
22,8
44,8
192 di 256
75%

TOTALE
% sul TOTALE

Copertura della
popolazione

13810,5 di 15365
9562 di 19133
11318,4 di 12585
3615,9 di 12060
6931,2 di 11536
25760 di 32182
70998 di 102861
70%

Gli obiettivi
Obiettivo specifico:
Rafforzare la rete di associazioni e amicali esistente nella Mdina di Fs (coordinata da
LUNION), affermando il professionalismo della vita associativa;
Lo scopo principale del progetto formare 50 quadri delle associazioni e amicali della
Mdina, sui temi riguardanti la gestione della vita associativa e il project management.
Tramite i corsi di formazione, e il loro seguito applicativo nei quartieri della Mdina, si
mira a compiere il salto di qualit che permetta alla vita associativa di affermare le
proprie capacit professionali, costruendo passo dopo passo non una rete di associazioni
che si basi esclusivamente sul volontariato, bens un consorzio locale di ONG che si
avvalga di strumenti e procedure condivisi. LUNION diverrebbe dunque capofila del
coordinamento, in grado di rapportarsi con attori esterni (donors, reti a media e grande
scala, ecc) e di assicurare la visibilit dellassociazionismo.
Obiettivi generali:
1. Sviluppare la coscienza civile della popolazione della Mdina di Fs riguardo ai loro diritti
e obblighi;
Come gi visto, da qualche anno il Marocco, ha iniziato a dotarsi di un apparato legislativo
in materia di Diritti Umani. I principali diritti sono protetti costituzionalmente e importanti
58

Statistiche ufficiali (Municipalit di Fs-Mdina), da me rielaborate, sulla base di una ricerca svolta nel febbraio
2005.

63

riforme legislative sono state condotte o sono in corso. Ad ogni modo, la pratica mostra
che il grado di conoscenza e applicazione di queste norme inadeguato.
In particolare, nella Mdina di Fes, a causa dellanalfabetismo e dellelevato tasso di
povert, la situazione particolarmente grave. Sotto questo profilo, le associazioni e le
amicali si configurano come lunico attore che possa interagire con la popolazione,
innescando un processo di cambiamento verso il rispetto dei diritti umani e la democrazia.
Dalla fine del progetto al 2010, ogni associazione e amicale si impegner a realizzare
almeno un progetto allanno, allinterno del quartiere, riguardante o i diritti umani, o
luguaglianza di genere, o la condizione dei bambini.
2. Aumentare la partecipazione della societ civile della Mdina di Fs alla governance
locale, attraverso la rete coordinata da LUNION;
Lamministrazione

marocchina

ancora

molto

burocratizzata,

centralizzata

gerarchizzata. Le uniche opportunit di dialogo fra associazionismo della Mdina e


istituzioni governative si verificano in occasione delle elezioni amministrative oppure,
occasionalmente, attraverso incontri informali.
Per la risoluzione di numerosi problemi che riguardano la citt, si rende necessaria una
collaborazione continua e costruttiva fra attori civili e attori istituzionali, attraverso la
programmazione di riunioni mensili con i rappresentanti della Municipalit. Esse
continueranno anche dopo la fine del progetto.
3. Aumentare la partecipazione delle donne alla vita associativa nella Mdina di Fs;
La vita associativa nella Mdina condotta principalmente dagli uomini. Tutti i bureaux
execitifs, sia de LUNION che dei suoi associati, sono composti esclusivamente da uomini.
Anche per ci che riguarda i volontari, le poche donne attive e dinamiche non svolgono
incarichi di responsabilit, e la maggior parte di quelle residenti nella Mdina non
partecipano affatto alla vita associativa.
Per questo, LUNION si impegna affinch i partecipanti ai corsi di formazione siano per il
50% di sesso femminile. Dopo la fine del progetto, inoltre, lobiettivo per il 2010 sar di
costituire un bureau executif composto per met da donne.

64

Le attivit e i risultati attesi


La durata del progetto sar di un anno. Le principali attivit previste sono tre:
1. Corsi di formazione per 50 quadri (50% donne) degli associati a LUNION.
I corsi sono organizzati in tre cicli, e, a sua volta, ogni ciclo diviso in moduli:
-

La gestione della vita associativa (dinamica di gruppo; popolazione, associazioni e


istituzioni; internet e vita associativa; buona governance);

La gestione dei progetti (pianificazione strategica; montaggio dei progetti; redazione


dei progetti; gestione finanziaria; comunicazione e negoziazione; approccio genere);

Diritti umani e uguaglianza (la Moudawana, il nuovo codice della famiglia;


osservazione e documentazione delle violazioni ai diritti umani; bambini lavoratori in
Marocco).

La partecipazione al primo e al secondo ciclo obbligatoria. Per ci che riguarda il terzo,


ciascun associato sceglier di frequentare esclusivamente uno dei tre moduli.
I partner (CDG e IPDF) avranno il compito di organizzare e di condurre gli incontri di
formazione, che si svolgeranno nella sede de LUNION. La durata dei corsi sar di circa 6
mesi, una volta a settimana, con incontri della durata di 8 ore ciascuno.
2. Seguito degli associati a LUNION.
Le associazioni e le amicali si divideranno in quattro gruppi, a seconda del modulo che hanno
scelto durante il terzo ciclo di formazione. In collaborazione con i partner, ogni gruppo
progetter e realizzer unattivit sui temi riguardanti i diritti umani e luguaglianza,
allinterno del propri quartieri di intervento. Le bozze di progetto, che saranno poi sviluppate
dalle associazioni e amicali, sono le seguenti:
-

Carovana itinerante per luguaglianza e la non violenza;

Khayma59 di dialogo e comunicazione, sui concetti di diritti e obblighi;

Sensibilizzazione e volgarizzazione della Moudawana;

Concorso di pittura per bambini, sul tema: lavoro minorile nella Mdina, con
organizzazione di una mostra finale.

Un plafond di 500 euro messo a disposizione per ciascuno dei quattro microprogetti. Il
consiglio di gestione del progetto e il bureau executif de LUNION forniranno agli associati
lassistenza necessaria nella progettazione, e, infine, approveranno il contributo richiesto.
59

In arabo, tenda.

65

3. Seguito de LUNION.
Compito principale de LUNION sar quello di coordinare lazione degli associati, e di
fornire loro assistenza tecnica. Il bureau executif de LUNION organizzer mensilmente un
forum di discussione fra i rappresentanti degli associati e la Municipalit di Fs Mdina: si
mira a creare un punto di incontro fra istituzioni locali e societ civile, utile per la risoluzione
di numerose problematiche che interessano lintera citt, oltre che per la discussione di
strategie dazione comuni, e, infine, per favorire la partecipazione.
In secondo luogo, tramite alcuni progetti di autofinanziamento che saranno identificati dal
bureau executif al termine dei corsi di formazione, si assicurer il sostentamento della sede e
di alcune delle attivit del consorzio. Alcune proposte sono gi state avanzate, e
necessiteranno di uno studio di fattibilit:
-

Corsi di informatica e internet caf;

Ostello della giovent, allinterno della sede, con un piccolo spazio ad uso cucina;

Corsi di lingua, complementare con lattivit precedente, nellottica di montare


unattivit di turismo solidale60.

Per la realizzazione delle attivit di autofinanziamento, previsto un plafond iniziale di 1.000


euro.
I costi
Il costo complessivo del progetto sar di 39.000 euro, finanziati al 90% dallUnione Europea
(35.100 euro). Di seguito, riprodotto un grafico che riporta i costi del progetto divisi per rubrica
budgettaria:

60

Nei prossimi paragrafi, spiegher pi esplicitamente cosa si intende.

66

Fonte: budget La Porte Bleue, 2005.

I fattori di forza
Dal punto di vista della coerenza rispetto alle politiche UE per il Marocco, voglio ricordare che il
documento programmatico 2006/0661 recita: Le ONG necessitano di affermare il loro
professionalismo in modo da pesare maggiormente in ambiti istituzionali. Spesso queste soffrono di
mancanza di mezzi finanziari. Inoltre, il mezzo indicato dallo stesso documento, affinch le
organizzazioni della societ civile superino questimpasse, la formation cible (formazione
mirata), cio la creazione delle condizioni favorevoli per lo sviluppo efficace e sostenibile
dellassociazionismo.
In questo senso si orienta anche la stessa call for proposal: oltre ad indicare esplicitamente la
formazione come una delle possibili risposte alla chiamata, si pu notare come il proposito di
entrare in contatto con le associazioni marocchine implichi limpegno, da parte di queste ultime, a
formalizzare le proprie idee e progetti secondo lo schema comune proposto dallUE; gi questo,
indirettamente, ha una forte valenza formativa. Ma le linee guida e il formulario, daltra parte, non
sono per nulla intuitive, anzi, necessitano di uno sforzo eccessivo, a mio parere, per le
associazioni62.

61

Partenariat EUROMED Programme indicatif national 2005/06 paragrafo 4.2 pag. 35.
Mi permetto di notare che, a mio modo di vedere, limpostazione generale delle linee direttrici e del formulario
peccano evidentemente di palazzismo. Con questo voglio dire che, allo stato attuale, pochissime associazioni
marocchine sono davvero in grado di decifrare documenti cos complessi, e di portare a termine il loro lavoro
progettuale. Infatti, le proposte ricevute dalla Delegazione di Rabat sono state solamente 38 in tutto il Marocco. Se
davvero esiste la volont di coinvolgere lassociazionismo marocchino nel processo di sviluppo democratico, credo
occorra proporre schemi pi semplici, e che richiedano una concezione meno continentale ed europeista.
62

67

Per ci che riguarda invece la struttura generale del progetto, credo che lidea-guida sia molto
interessante. Linvestimento formativo effettuato su 50 persone permette, infatti, una conduzione
degli incontri pi agile. Successivamente, tramite le attivit di seguito nei quartieri, le conoscenze
potranno trasmettersi anche ai volontari che non hanno partecipato agli incontri. Inoltre, la
sensibilizzazione allinterno dei quartieri, oltre a coinvolgere la popolazione, consentir la
simulazione di un rapporto donor/controparte, in questo caso fra gli associati a LUNION e il
consiglio di gestione del progetto. Sotto questo profilo, si segnala dunque una duplice valenza dei
microprogetti che seguono la formazione.
Liniziativa si configura come un punto di partenza per il rinnovamento della vita associativa: la
met dei partecipanti saranno di sesso femminile, e la met degli stessi sar under 30. Il fine
creare nuove sinergie positive che possano cambiare dallinterno la vita della popolazione nella
Mdina. I risultati non saranno certo evidenti al termine delliniziativa; lintento quello di dare una
nuova spinta al processo di democratizzazione e diffusione dei diritti umani.
Considero molto importante anche il forum LUNION-Municipalit di Fes Mdina. Come gi
ricordato, le possibilit di incontro fra i due attori sono molto rare63. Molte questioni che interessano
la Mdina intera possono essere risolte esclusivamente tramite un impegno concreto e congiunto fra
settore pubblico e societ civile. Penso, ad esempio, al problema della raccolta e smaltimento dei
rifiuti, o al maltrattamento degli asini e dei muli adibiti al trasporto, o, ancora, alla questione delle
bombole di gas che spesso esplodono nelle case, provocando morti e feriti. Di sicuro, se ben gestita,
uniniziativa simile ha buone possibilit di realizzare la buona governance anche a Fes.
I fattori di debolezza e di rischio
Molti aspetti positivi del progetto, che ho appena analizzato, presentano daltra parte il rovescio
della medaglia. Penso ad esempio al coinvolgimento della Municipalit di Fs-Mdina.
Se da un lato la risoluzione di numerosi problemi richiede, fra gli altri, anche lintervento pubblico,
importante notare che esistono interessi e poste in gioco oscuri alla maggior parte degli abitanti,
ma che sono difesi dalle istituzioni statali. Il rischio, dunque, lo spreco di tempo e risorse per

63

Molto rare, o non realizzate da istituzioni governative, bens dai singoli partiti politici principalmente in occasione
delle elezioni. In Marocco purtroppo politica e partito sono sinonimi, soprattutto nella concezione dello stato che la
maggior parte degli eletti porta dentro di s. Emblematica, da questo punto di vista, la risposta che lassessore alle
questioni sociali mi diede quando lo interrogai su quali fossero le iniziative organizzate dalla Municipalit di FsMdina a beneficio dei giovani: la risposta fu che, lo scorso fine settimana, il suo partito aveva organizzato una
convention della giovent del partito.

68

cercare una soluzione a questioni per le quali, in realt, non esiste la volont di venirne a capo. In
secondo luogo, il settore pubblico marocchino caratterizzato da una lentezza strutturale nel
mettere in atto procedure di intervento. Questo ritardo potrebbe rivelarsi pericoloso per la riuscita
del progetto, e potrebbe riflettersi anche sulla time line delle attivit.
Un secondo aspetto da tenere in considerazione lelevato numero di associazioni e amicali riunite
ne LUNION. Sar necessario, da questo punto di vista, che ogni associato sia perfettamente
coordinato con gli altri, e che non si creino conflitti e invidie allinterno del consorzio. Occorrer, a
scopo preventivo, organizzare momenti di dialogo e confronto comuni, favorendo la partecipazione
di ogni attore.
Terza questione, il coinvolgimento di due partner esterni alla Mdina. Come gi detto, al di fuori
delle mura la situazione socio-economica, e lo stile di vita, molto differente; quindi possibile
che, in fase di realizzazione, si verifichino attriti con LUNION. Inoltre, sar necessario che IPDF e
CDG effettivamente credano nella Mdina64, e che portino il loro contributo senza proporre
logiche e chiavi di lettura esterne alla comune mentalit medinese, e che sicuramente sarebbero
rigettate. Anche in questo caso, il dialogo e il confronto sono strumenti essenziali che determinano
il raggiungimento dellobiettivo fissato.
Quarto aspetto da tenere in considerazione, leffettiva volont di cambiamento della popolazione,
e il loro interesse per le tematiche proposte. Al fine di una buona riuscita del progetto, occorrer una
massiccia partecipazione da parte della gente che vive nei quartieri. Sar decisivo capire se gli
abitanti si fidano davvero dei volontari impegnati nella vita associativa65, e fondamentale sar anche
che questa fiducia non sia tradita.
Quinto e ultimo elemento, e anche questo decisivo, sar che non si verifichino azioni di
boicottaggio da parte delle autorit religiose. Sar indispensabile unestrema delicatezza e
gradualit nellaffrontare tematiche come i diritti umani, luguaglianza di genere e la democrazia. A
mio parere, giungere ad uno scontro frontale con i ministri di culto locali provocherebbe un totale
insuccesso delliniziativa, visto che la maggior parte degli abitanti molto devota, e legata alle

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Chiunque abbia occasione di discutere con gli abitanti della Ville Nouvelle, nota immediatamente una sorta di
pregiudizio che questi nutrono nei confronti dei medinesi: essi sono considerati arretrati, ignoranti e antimodernisti. In
verit, chiunque abbia la fortuna di vivere per qualche tempo nella citt vecchia, pu rendersi conto di come questo sia
lennesimo luogo comune, favorito in parte dalla storia della dominazione coloniale francese.
65
A favore del progetto giocher il fatto che la Mdina una comunit unita e omogenea al suo interno. Al di l del
telefono e delle campagne pubblicitarie, il mezzo di comunicazione pi efficace rimane il passaparola.

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istituzioni religiose. Si consideri, daltra parte, che i portatori di istanze di cambiamento non sono
soggetti esterni, bens individui interni alla Mdina ed impegnati nella vita associativa locale.

Quali benefici economici?


Oltre allimportanza, per cos dire, diretta del progetto, cio linvestimento di lungo periodo che
viene effettuato in democrazia e partecipazione, esistono altri benefici economici indotti che
cercher di individuare in questultimo paragrafo. A mio parere, lassociazionismo non solo
favorisce i processi di cambiamento politici e sociali, bens anche in grado di innescare
microeconomie locali, che permettono ad una parte della popolazione di trovare nuove occupazioni
e nuovi mezzi di sostentamento, di aumentare la parte di reddito disponibile e di migliorare dunque
la qualit della vita. Voglio quindi dimostrare che liniziativa in esame non solo favorisce
lapplicazione dei diritti umani e della buona governance, ma, al tempo stesso, riesce ad agire
indirettamente per uno sviluppo economico duraturo nella Mdina.
Prima di tutto, La Porte Bleue mira allempowerment degli abitanti della citt vecchia. Tramite le
associazioni, quindi, la comunit fessina in grado di identificare e di discutere i problemi che la
interessano, in maniera quasi autonoma. Tramite i corsi sul project management, i giovani
disoccupati e impegnati nella vita associativa avranno la possibilit di iniziare un percorso
formativo e applicativo che permetter loro di divenire, negli anni, dei tecnici, esperti nella
progettazione e nella realizzazione di interventi di sviluppo. Con buona probabilit, alcuni di loro
riusciranno a trasformare il loro impegno di volontari in attivit professionali retribuite, come gi
avvenuto in molte citt marocchine, oltre che nella stessa Ville Nouvelle di Fes.
In secondo luogo, tramite i progetti di autofinanziamento, lassociazionismo mira a trovare mezzi di
sostentamento che gli permettano una discreta autonomia. Naturalmente, attivit di questo tipo sono
anche in grado di innescare circoli virtuosi che si riflettono sullintera economia della Mdina
stessa. Di seguito, analizzer due iniziative, strettamente connesse luna allaltra, che, grazie
allinput del progetto La Porte Bleue, LUNION e i suoi associati potrebbero sviluppare.

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Creazione di cooperative artigianali e commerciali


Lassociazionismo, attore politico e sociale, pu favorire la creazione di cooperative artigianali,
potenziali attori economici di successo. In realt, nella Mdina gi esistono strutture, primitive e
spontanee, di questo tipo: le reti di relazioni fra artigiani di un determinato settore, o fra artigiani e
commercianti, ne sono un esempio.
Il rafforzamento e la formalizzazione di cooperative, guidata da LUNION, pu realizzarsi tramite
una certificazione di qualit dei prodotti, secondo alcuni criteri dettati dalla stessa vita
associativa. Ad esempio, per ottenere il riconoscimeno, pu essere posta la condizione che nella
lavorazione di determinati beni non sia utilizzato lavoro minorile sotto i 14 anni; oppure, che ai
lavoratori sia garantito il minimo salariale, o, ancora, che parte dei proventi vengano utilizzati per il
finanziamento di microprogetti di quartiere. In questo modo, infatti, sarebbe possibile agli artigiani
locali lentrata in circuiti internazionali del commercio equosolidale66.
Per ci che riguarda i commercianti, il loro coinvolgimento porterebbe alla creazione di un circuito
di commercio equosolidale interno alla Mdina, tale che, rivolgendosi ai turisti, diverrebbe la prima
esperienza di questo tipo in Marocco; LUNION certifica i bazar e le botteghe artigianali,
assicurando al cliente che il processo produttivo rispetta un determinato tipo di criteri, che il prezzo
dacquisto giusto, e che parte dei proventi destinato al sostegno delle iniziative della societ
civile. In una brochure, distribuita ai turisti, sono elencati i negozi convenzionati, e una breve
descrizione dei prodotti tradizionali e tipici che possono essere acquistati esclusivamente a Fes. I
commercianti, da parte loro, otterrebbero pubblicit a costi quasi nulli, e i turisti sensibili alle
questioni sarebbero incentivati a spendere denaro nei negozi della Mdina, piuttosto che nelle
boutiques di Marrakesh.
Sarebbe quindi possibile coinvolgere, e credo con successo, il settore profit nella promozione di
campagne, ad esempio, per la tutela dei diritti dei lavoratori, e, al tempo stesso, garantire alle
associazioni di quartiere e a LUNION fondi e finanziamenti pressoch continui.
Turismo responsabile
Poich il turismo una delle principali fonti di sostentamento della Mdina, anche LUNION
potrebbe sfruttare questa risorsa ai fini del fund-raising, e per creare nuove opportunit di
occupazione.

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Ricordo che il Marocco non sottoposto a dazi per i prodotti artigianali in entrata sia in Europa che negli Stati Uniti.

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Grazie al panorama associativo molto vivo in Marocco, piuttosto semplice contattare realt
esterne, impegnate in progetti di sviluppo. Con lappoggio di queste, possibile creare un tour
alternativo del paese, diverso dallitinerario che i maggiori tour operator solitamente propongono le citt imperiali e il Sahara.
I turisti, insomma, non solo visitano le bellezze naturali ed artistiche del paese, bens, nei luoghi di
passaggio, hanno la possibilit di incontrare e conoscere la vita associativa locale, e di sostenere,
con una percentuale della quota spesa per il viaggio, le iniziative di sviluppo, nonch di
comprendere e di toccare con mano le problematiche e le questioni per le quali le comunit si
confrontano. E evidente la possibilit di progettare un viaggio a seconda della disponibilit di spesa
e delle esigenze dei viaggiatori stessi; ecco quindi che ci si pu rivolgere ai turisti giovani, oppure a
coppie o famiglie economicamente pi solide, e caratterizzate da particolari esigenze.
In particolare a Fes, questattivit potrebbe evidentemente procedere di pari passo con la creazione
di cooperative, iniziativa che ho discusso precedentemente, e che, come ho detto, genera un
importante ritorno economico, sia diretto che indotto.
Credo, infine, che iniziative simili siano decisamente essenziali per favorire la conoscenza reciproca
di culture cos distanti e diverse; perch educano alla solidariet e non al pietismo, e fanno in modo
che i turisti comprendano, almeno in parte, le difficolt che i veri abitanti del Marocco, quelli che
vivono al di fuori delle oasi turistiche, affrontano ogni giorno. Perch il ricordo del Marocco non
sia solo una cartolina o un paio di babouches, ma un viso, il volto di chi in quel paese ci nato e ci
vive.

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BIBLIOGRAFIA
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Principali siti internet consultati


www.cia.gov (CIA).
www.delmar.cec.eu.int (Delegazione della Commissione Europea a Rabat).
www.mincom.gov.ma (Ministero della Comunicazione del Regno del Marocco).
www.maec.gov.ma (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione del Regno del Marocco).
www.finances.gov.ma (Ministero delle Finanze del Regno del Marocco).
www.ads.gov.ma (Agnce de Dveloppement Social).
www.africa70medinaoujda.org (Progetto di Africa 70 ad Oujda Marocco).
www.telquel-online.com (Settimanale marocchino).
www.leconomiste.com (Quotidiano marocchino).

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DOVUTI RINGRAZIAMENTI
Alla mia famiglia, perch se sono qui, se sono cos, e se sono stato l, solo grazie a loro.
A lella Nadia Abeci, lunica donna rajul anti-femminista La mia socia, la mia amica e spesso
la mia mamma. A Tic, a Toc e ai figli - che ci sono e che verranno.
Ad ar-rais al-kabir Fettah Boussaltani e a LUNION kull shi. A sidi Said Jradi e allAMESEC.
Ad Aouatef ed Ahmed. Ad IPDF. A Fes e al Marocco, shukran byzef.
A Gianpietro Testolin e ad A.So.C.
Allo staff dellUTL di Rabat e a Maurizio Cafarelli (Africa 70).
Al prof. Davide Gualerzi, al prof. Pierpaolo Faggi e a tutti gli insegnanti della Facolt. Ad Edgar e
Margherita.
Al prof. Albert Abou Abdallah, perch in arabo mi arrangio, e alla prof. Renata Vaccari, perch
parlo il francese. Alla prof. Cesira Spinelat, perch non mi ha insegnato linglese.
In ordine alfabetico: ad Andrea, a Davide, alle Francesche, a Gianluca, a Gianpietro, a Marco e a
tutti gli amici. Alle RG69. Ai coop_erranti di Padova e al Si.Fa.
Al passato, al presente e al futuro. Salute!
A presto,
Marco

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