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8 PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BOLOGNA Ritenuto necessario ai fini doll'identificazione dei restd di un volto giacentealla ledicina Legale di Bologn:: procedere al prels- vanerto a4 campioni ematici dei pros. mi congiunti di FRESU viarin delega il Brigadiere Ceccarelli del Nucleo di 2.3. a recarsi pros= 80 1"Ospedale di Castiglion Fiorentino onde portare presso L'istitu- to di Uedicina Legule i campioni col prelevati. Bologna,1 2248-1980 ROCURAZOR? DELTA’ ROUBBLICA + Riccardo Rossi Sostituto) LGA Te g o © ® 8 ON we 2d tsa/e | 80 Da Croeura Aepubrece e a Coste ke Fob OM. Bs : aN gubouxzne Cow ecun ciluerto Fou Trarporko a MetKe aecrclow ae un wsto | WaueLo cownsteite iw AMO. Festa. ay umore apparteuerite & eadeven dr Are Jeuuricrle \ Pee he pik probcam i& Soat. ec . lv Guus lve. Dy @ Uawrce ee re De Y ore 0815 2 eg M erm 'co - Fr eEMcuc RELAZIONE DI PERIZIA MEDICO LEGALE SULLA IDENTIPICAMILITA' DI UNA PARTE DI VOLTO UMANO RINVENUTO TRA LE MACERIE DELLA STAZIONE PERROVIARIA DI BOLOGNA DOPO L'ESPLOSIONE DEL 2 AGOSTO 1960 Nell'ambito e@ in parziale prosecuzione delle indagini medico legali gi& collegisluente svolte in ordine all'even- to di cui in epigrafe, lo scrivente era verbalmente inca. vicato dall'Ufficio della Procura della Repubblica di Bolo- gna di procedere ad indagini tecniche volte alla possibili- t& di identificazione personale di una parte d& volto umano risultata giscente presso questo obitorio dal giorno 3} agosto e di cui lo scrivente veniva per la prina volta a conoscenza 11 1§ agosto, nel corso della propria seétinana di turno, dietro segnalazione della Dott. Gabriella Negrini che gia aveva partecipato all'opera di ricognizione e descrizione dei cadaveri trasportati all'Istituto 4i Medicina Legale dalla Stazione Ferroviaria di Bologna, dopo l'esplosione del 2 agosto 1980. Con 1s presente relazione, 41 perito, compiute le necessa- rie indagini di Laboratorio, assolve all'incarico affidatogli. Preme: : nella cella frigorifera dell'obitorio dell'Istituto di Me@ici- na Legale dell'Universita di Bologna, 11 giorno 1§ agosto, ab- biamo rinvenuto, avvolto in un lenzaolo bianco con un cartelli- no recante la dicitura "proveniente dall'Ospedale Malpighi", un lembo di volto umano, glabro e con capelli lunghi, ieme ad un frammento osseo, quasi denudato, corrispondente ad una epi- fisi femorale con adeso frammento di cotile. Nella notizia circostanziaAe che una giovane madre sarda, tale Fresu Maria, di anni 24 circa, era andata @ispersa nella trage- dia, si promuoveva, attraverso il nucleo di polizia giudiziaria, l'arrivo dei famigliari (che gi& l'avevano cercata inutilmente negli ospedali e all'obitorio, ove peraltro i] lembo di volto, probabilaente perch® attribuito in via temporanea ad una delle due donne col capo sfacelato e al momento in corso di identifica- zione, non era stato loro mostrato) onde racchgliere elementi utili ai fini identificativi. Si riporta di seguito il processo verbale di sommarie informa- zioni relative alle operazioni di riconosciamtto di Fresu Maria, 11 18.8480 effettuato/dal Brig. Ceccarelli, in pssesso della carta di identi- tk di Fresu Maria, n. 38761582, rilasciata alla stessa dal Comune di Montespertoli (Firenze), contenente la: foto dél vieo visto dall'avanti, 1 dati anagraffci (nata 11 6 febbraio 1956) e 4 seguenti connotati e contraasegni salienti (stature m.1,48; capelli castani; occhi castani; gni particolari ==: "“.se06 presente Fresu Salvatore, n. a Mughedo San Nicold 12 20.12.1919, residente a Montespertoli via Gricctano n.9, padre della Fresu Maria ed & presente pure la sorells Presu Giusep- pina, nate a Mughedo San Nicold il 17.12.1957, residente a Mon- tespertoli via Gricciano n.9, i queli concordemente dichierano: Abbiamo esaminato 1 gumenti del volto di donna mostratici e rileviamo la concordanza dei seguenti elementi: colore castano dell‘iride dell‘ occhio restduo sn.; - sottigliezza delle labbra e corrispondenza delle linee del mento e della piega trasversale tra questi ed il labbro infe- riore; ~ sopracciglia sottilé e depilate rappresentate soprattutto all'e- streao interno; = colore castano dei capelli residui; compatibilita della forma del naso; - a livello dei denti inferiori residui, posizione un po! obliqua convergente superiormente degli incisivi centrali in modo che tr loro rimane un piccolo spazio triasgolare con l'apice rivolto verso l'alto. Nientéaltro di utile ei fini di un riconoscimento. Prendiamo atto che ci viene riferito che trattasi di residui del volto ai soggetto di sesso femminile ( a cute glabra; co- me da noi stessi osservato), di giovane etA e di statura bas- aa come desunto dal frammento di femore originariamente tra- sportato ai eme al residuo di volto dall'Ospedale Malpighi. L'insieme di questi elementi, pur non consentendo un ricono- scimento diretto, fa rilevare elementi di compatibilita con quelli contrassegnanti la Fresu Maria. Prendiamo atto che su questi resti verc& tentata la ricerca del Gruppo sanguigno per 11 sistema ABO e noi stessi facciamo pre~ sente allegando certificazione che durante un ricovero per par- to della Fresu Maria risultd presso 1'Ospedale Generale di Empbli gruppo sanguigno 9”. Secondo quanto riferisce 11 Brigadiere Ceccarelli, la carta ai identit& fu rinvenuta presso la Stazione Ferroviara e por- tata alla polizia ferroviaria che la trasmise al nucleo di P.G.; mentre non 8 magi stata acquisita la borsetta della Presu, dono stati trovati altri effetti personali di questa (una borsa da viaggio, una valigia ed anche una giacchetta che doveva essere ao x contenuta in valigia). Successive indagini hanno portato all'acquisizione dei se- guenti elementi e circostanze: = per 1a verita, 41 lembo ai volto umano, era stato portato le sera del 2 agosto all'Ospedale Maggiore e ai qui, 11 giorno 3, era stato fatto trasportare all‘ obitorio, dietro Aisposizione del responsabile del posto di polizia dell'Ospe- dele Maggiore medesimos Brigadiere Pisano; - 11 frammento di osso femorale proveniva invece dall' Ospedale Malpighi (ove era stato traspprtato dalla Stazione Ferrovia- ria), avvolto in lenzuolo con cartellino indicante la prove- nienza “Ospedale Malpighi", ove era stato esambnato dal Prof. Bertoni, primerio del servizio di anatmmia patologica; = presso l'obitorio dell'Istituto di Medicina Legale si era prov- veduto ad annotare i cadaveri e i materiali in arrivo, su fo- gli scritti a mano: in uno di questi trovasi in effetti 1a seguente dicitura, a fondo pagina "57, testa di donna" , di pugno del Dott. Cicognani, cancellata con biro nera a affianca— ta da altra dicitura "57, pezzi anatomici". Probabilmente per- ché attribuito in via temporanea ad altro cadavere col volto sfacelato e allora in corso di identificazione, il lembo di de viso d state accantonato e posto in frigo nel lenzuolo che gid conteneva il frammento di osso femorale proveniaate dall'Ospe- Malpighi; l‘entita della parte di volto inviata dall'Ospedale Maggiore con quella giacente ¢-rinvenuta presso 11 ns. obitorio & confernsta dal confronto ispettivo eseguito dalla guardia scelta Spadoni che era presente all'arrivo del predetto materiale presso 1'0- spedale Maggiore e dalle notizie e di erisioni fornite dal capo Anfermiere del medesimo Ospedele, Signor Tonucci; risulta che la Maria Fresu si trovava nelle sala d'aspetto di seconda classe, con la figgia e due amiche, sedute lungo la parete laterale di sinistra (rispetto all'entrat. sita anterior- mente e a destra, ove era depositato 1'ordigno esploviso); anche la figlia Angela e una delle amiche, Bivona Verdiena, sono decedute inmediatanente; l'altra amica, Lancillotto Silmana, & rimasta ferita ma si § salvata; sia 42 gadavere delle figlia che quello dell'’amica sono stati portati all'Ospedale Maggiore, 1A ove era stato grasportato pri- mitivamente 11 lembo a1 volto; dal riesame dei verbali di ispezione esterna e di sezione dei cadaveri dei soggetti deceduti subite con lo scoppio, risulta fe che ne giunsero: all'Ospedale Maggiore 11, d4 cui 8 di sesso femminile, tutti a fattezze del volto conservate e identificati; all'Qspedale S.Orsoka 5 di cui 1 di soggetto femminile, tutti con tratti riconoscibili del volto e identificati; all'Qspedale Malpight 3 di cui 2 di soggetti di sesso femminile, tuttd con fisionomia riconoscibile e identificati; all'Istituto di Medicina Legale: 55 cadaveri, di cui due donne col volto sfacelato, di poi identificate attraverso altri pro~ anti elementi. Inoltre resti umani raccolti in un sacco e contrassegnato dal n.56, repertati nella zona di scoppio e costituiti da 1 piede ds., 1 piede sn., 1 frammento di cuoto capelluto, 1 clavicole sn.,1 piede ds., parte di ginocchio, 1 brandello di sostanza muscolare e ossea riferibile ad una gamba, 1 pezzo di sostanza cerebrale, 1 pezzo di piede on., 1 fremmento di cuoio capelluto con capelli nerf lunghi, di cui 41 Prof. Sabattani, estensore del verbale, dette atto che erano tutti ampiamente dilacerati. A tutto cid va aggiunto 11 lembo di volto in esame, contrasse- gnato come pezzi anatomici, N.57. = in un prosegubo di tempo sono stati portati, perch’ ritrovati rovietando tra le macerie temsferite al campo di Caprara, cggtts (tra cui due borsette, non delle Fresu, pimedseiah nucleo di polizia giudiziaria) e parti,corporee,tra cui, oltre a un pezzo osseo e di capillizio, una mano destra incompleta (recapitata 11 22.8.80), rappresentata dalle ultime tre dita, esili, di tipo femminile, con unghie al- lungate, con tracce come di lacca chiaray 4 cadaveri delle due donne con volto #triconoscibile sono poi risultaté riferibili a: Sala Vincenzina, n. 1'11.4.1930, alta cm.162, di capelli e occhi color castano, 4i gruppo 0+ Prigerio Enrica, n. il 7.4.1923, di gruppo B Rh- Descrizione della parte di volto umano All'esame ispettivo, integrato da rilievo fotografico a cura della scientifica (che si allega), risulta trattarsi di una maschera incompleta del volto, nel senso che 1 tegu- menti residui non sono sorretti da impalcatura scheletrica 4i cui rimangono - adesi - pochi frammenti (1e glabella, 11 mento, il contprno del.'orbita sn., parte di osso zigomatico). I Imiti del lembo, lacerati, irregolari, imbrattati di terric- / “ao cio, sono rappresentati: inferiormente dal margine mentoniero; superiormente dal margine anteriore dell'emicapillizio di si- nistra (cui fa seguito un tratto di capillizio folto ai capel- 11); sul lato sinistro dalla guancia e dal limite fronto- laterale, senza padiglione auricolare; sul lato di destra, dalla porzione inferiore delle guancia, ivi la perdita di sostanze portandosi fino all'angolo palpebrale mediale e se- guendo pod la linea medio-frontale sagittalmente, venendo co- si risparaiato l'estremo sopracigliare interno. Ia cute 8 estesamente ricopeeta da un induito nerastro, mal allontanabile che, come detto, compenetra i margini del lembo e le formazioni muscoleri e le lacinie adese. La cute @ glabra; le labbra sono sottili; 11 dorso del naso ® phasmabile (per la frattura e per la perdita di ossa nasali) con apice sottile, di aspetto regolare. Residua un sol globo oculare, a sinistra, ipoteso, con iride ai color et tano. Le sopracciglia sono sottili, cone rarefatte per depilazione e rappresentate in specie dell'estremo mediale (il solo a re- siduare a destra). I capelli, lunghi, sono di color castano e conservati ad ecce- 10 sione di una ciocca, @ sinistra, che per effetto ternico, mostra capelli di color giallo-cromo e secchi. Il frammento 41 mandibola residua - 11 mento - 2 alto cm.3,1 ea & interessato da rima di frattura sagittale che passa tra i due incisivi mediali che delimitano tra di loro un piccolo spazio triangolare con apice verso 1'alto. Dei denti reaiduano solo 11 primo premolere di destra, 11 ca- nino 41 destra e 1 quattro incisivi. I1 loro margine libero ® ben conservato, non molato. Dopo detersione, non si ap- Frezzano pigmentazioni dello smalto ma due piccole carie au- perficiali, del colletto, sul versante vestibolare, rispet- tivamente a carico del primo premolare e del canino, Si osserva che 11 contorno inferiore della regione mento- niera @ relativamente largo con pronunziata piega trasversa. le intermedia tra prominenza mentoniera e labbro inferiore; 1a cute in tal regione & meglio conservata ed oltre che gla- bra appare del tutto liscia. Ad una incisione dei residui piani muscolari rilevasi aspetto asciutto, ngue delle carni. A detta della sorells delle Fresu, questa era solita de- pilersi le sopracciglia ed aveva compiuto tale operazione Le J " 41 giorno innanzi. Ci sono stati mostrati due careélline sanitarie rilesciate @all'Ospedale Generale Provinciale di S.Giuseppe di Empoli, da cui risulta: 9.9.77: Fresu Maria (ricoverata dal 3.9.al 9.9.77 per trava- glio di parto in primipara): gruppo sanguigno 0 Rh positive 9.9.77: Fresu Angela, nata 11 3.9.77: gruppo sanguigno A Rh po~ sitivo. 12 INDAGINI DI_LABORATORIO Ricerca di agglutinine sieriche: frammenti di tessuto muscolere, del labbro e di congiuntiva sono stati sminuzzati e posti a macerare (agitandoli e spremendoli con una bacchetta di vetro contro le paretie il fondo deila provet- ta) con fisiologica tamponata, arricchita o meno con rapporto 1 @ 20 di albumina bovina (Ortho al 22%), aggiunta nella pid piccola quantita in grado di ricostituire una fase liguida utile (stante 41 rapido e marcato assorbimento del liquido da parte del tessuto). Quindi 41 Liguido, posto in piccole e sottili provette di pla- atica, & stato centrifugato a 10.000 g/m per 5' in centrifuga orizzontale per micppematocrito ed il sopranatante (quando poco inguinato da goccioline di grasso) cimentato con emazie test la- vate tre volte, di gruppo A1,B e 0. Le prove sono state eseguite in complesso nove volte, in giorni successivi, rilevandosi costantement = presenza di micro-agglutinati con g.r. B - assenza di agglutinati con g.r. At = assenza di agglutinati con gir. 0 (in una sola prova si @ rissn- Le trato qualche raro nicro-agglutinato) 13 Ricerca degli agglutinogeni ABO Metodo dell'assorbimento-inibizione su fettine tessutali: frammenti di tessuto gi& posti a fissare in formalina al 10% sono stati congelati e se ne sono ottenute delle fettine che, dopo levaggio in acqua, si sono fatte asciugare: 10 fettine per clascuno di tre vetrini d'crologio. Il materaale essicato, raschiato, & stato deposto al fondo di provettine da sierologia; a ciascuna di queste provettine (e dn altre tre di controllo) si sono aggiunte due gocce capil- lari di selina; cuindi, e rispettivamente, due gocce ai una so- luzisne 1:4 di siero anti-a (Behring), due gocce di una solu- gione 1:4 di siero anti-H (sezring), due gocce di lectina anti- H (estratto di Ulex Suropeus preparato dal Centro Tupfusionale) come tale. Dopo incubazione por 12 ore in frigo a +4°C, si @ passati alla titolazione dei sieri assorbiti e non (controlli), con lettura macro e micreseppica su piastra (annotaniosi in via prebiminare una pil o zeno marceta riduzione di volume dei sieci test assortiti sulle fettine tessutali rispetto ai con- trotli). Riguardo ai titoli trovati con i sieri test (enti-H: 1:8 lettura macro; 1:32 micro - anti A macro 1:128 - anti B macro 1:64) si 14 2 osservato per ciascuna serie 11 calo di una sola provetta. Lresperiznza 8 stata ripetuta, limitatamente all'anti A, in- tervallando maggioritente il tempo tra aggiunta della salina e aggiunta del siero test, con incubazione di 6 ore.Non si & registaato un'apprezzabile riduzione di volune del siero test, persistendo peraltro invariato il calo di una sole pro- vetta alla titolazione. Onde evitare comunyue interferenze legate alla lettura e ad effetti di assorbimento aspecifico da parte del substrato, si & quindi (1initatamente alla ricerca degli antigeni A e 0) rieseguito 1° tiero esame, ricorrendo rispettivamente alla lettura in provetta e, oltre che all'uso di siero di controllo non assorsito, al confronto in parallelo con sieri assorbiti su un egual nunero di fettine di tessuto derivanti da soggetti di gruspo noto, ricavati da frammenti preventivamente ridotti alle stesse dimensioni di quelli in esane. Si sono cosi tatte essecare su vetrini d'orologio 10 + 10 delle fettine di tessuto iucognito e 10 + 10 fettine di tessuto di soggetto di gruppo 0 e B; il materiale raschiato & stato po- sto al fondo di provette. A tre provette (una vuota, una col materiale incognito e una con il tessuto 0 di controllo) si sono aggiunte due gocce di 15 salina e due gocce di siero anti A (1:4); ad altre tre pro- vette (una vuota, una col materiale incognito e una col tes- suto dé controllo B) due gocce di salina e due gocce di siero lectinico hon diluito. Dopo assorbimento di 16 ore in frigo a 4°C si & passati alla titolazione dei sieri col metodo del raddoppio. Cosi operando non si sono riscontrate apprezzabili variazioni per l'anti H; per l'anti A non variazioni di rilievo tra sie- ro di controllo non assorbito (provetta vuota) ed assorbito con tessuto di gruppo 0; rispetto a questi, il siero assorbito con il tessuto incognito ha denunciato un calo di titolo pe~ raltro limitato a una soleprovetta, confermate solo allo score in base alla lettura micrescopica: un + alla diluizione 1:128 con 4 sieri di controllo; un +- alla stessa dilmizione con ii siero assorbito col materiale incognito, Metodo dell'assorbimento-eluizione: su 4 fettine di tessuto adese ou altrettanti vetrini porta & stata attuata la reazione di assorbimanto-eluizione, con tempo di incubazione del siero test di 15', facendo seguire un lavag- gio rapido in salina e tre lavaggi di 15' ciascuno sempre in fisiologica raffreddata. Negativa @ stata la risposta (eluizio- 16 ne teraica a 55°C per 10' con sospensioni eritrocitarie all't%} per Be per 0; i due preyarati utilizzati per A hanno dato esito positive. ievodo dell'agslutiaazione vista sie riguario seguita la S.R.C.A.(specific red cell adheren- ce): da fraamenti di tessuto figsati in foraalina e inclusi in paraffina, si sono ottenute saioni adese a vetrini che dopo surafinstura eidpatazione fino all'acqua distillata (per passag- gi repidi nella serie discendente degli alcoli: 100%-95%-75% e acqua distiliata per 4-5') sono state colorate con esatossilina (3-6') lavando poi in fisiologica per allontanare il colorante eccedente, gaivano juindifse: e in camera umida): = incudazione con itantisiero per 15"; = an lavaggio rapido e tre lavaggi di 15" elascuno in fisioiog = ageianta per 10' della sospe-sione di eritrociti test (lavati tre volte) in salina (contenente 2,5 ce. di alounina bovina al 22% su 100 di fisioiogica) all' 1%; = capovolgiszento dei preparati a contatto con fisiologica per = eguale riposizionamento degli stessi questa volta a contatto 17 con tanpone fissativo di Millonig per mez2'ora; = risciacquo in distillate; ~ = colorazione con eeeina per 3"; ~ rapida differenziazioné in acqua di fonte e disidratazione nella serie ascendente degli alcoli per rapido passaggio (10') in alcool 75#-95% e assoluto; = soggiorno in xilolo per 5'3 = montaggio con Bukit. Tampone-fissativo di willonig: 1) Tampone wione salina: . A) sol 3) soliuzione alcalina: a 6+ in acqua distillata di fosfato monosedico (NaHP0,) 2,52 in acqua distiilata di idrossido di sodi2 (NaOH) Pissativo Soluzione salina (A) Acqua distillata Soluzione alcalina (B) Glucosio Gluteraldeide : pH finale = 7,40 83 al 10 al 17 ml 5,4 ere 2,2% 8,8 ml di gluteral- deide 25% Merck art. 12179) 18 Alla osservazione microscopica delle sezioni cosi allestite, le meglio utilizvabili sono apparse quelle ottenute dal fram- mento di labbro, mostrante residui del rivestimento mucoso e, adiacenti a fibre muscolari, isolotti di ghiandole lebkali (del tipo salivare). Orgene, si 2 cosi apprezzata una completa negativitd per B; per A invece una netta positivit& denunciata dall'adesione plu- ristratificata degli eritrociti test nettanente circoscritta alle cellule della mucosa con arresto @ livello del corion; sostanzialneate negativo il respomso a carico delle strutture ghisndolart. Per 0, @ stato dato rilevare ualche immaginé di adesione mo- nocellulare limitata alia 2 2 pik supsrficiale della aucosa (dovendosi annotare che il ro lsetinico 3 nostra disposizio~ ne non forniva risustati soddisfacenti neppure sui controlli, anche nelle prove di assorbisento-cluizione). La ripetiaione del metodo au altre analogne fettine tessutali ha dato luogo ad una perfetta riproduzione dei risultati. Ricerche condo’ sui_capeil: capelli tratti dal residuo di capillizio della parte dé volto umano in esame sono stati lavati in Zisiologica (5') ed etere 19 (4 } appoggiati ad una lastra metallica e bagnati con poche gocce di fisiologica sono stati sfibrati per compressione eseeitata facendovi ruotare sopra una provetta cilindrica, completandosi la dissezione a mezzo di due sottili agni. Quindi framuenti 4i 3-4 mm, sono stati analizzati con il me- todo di assorbinento-eluizione (incubazione 15', 1 lavaggio rapido seguito de tre lavaggi di 15' ciascuno). Cosi operando si sono ottenute: = risposte negative per A,B e 0 macroscopiche e microscopiche (qualche piccolo micro-agglutinato per 0 alla osservazione al aicroscopio) - la esecugione del test presso un altro lsvoratorio, con let- ture nacroseopica, ha dato esito negativo; - in un altro campione, dopo avere eseguito controllo deli'ul- 0 lavaggio (naero e aicroscopicanents negativo), si & ot- tenuta una risposta positiva per A, con fine granulia macro- scopica e nunerosi microagglutinati formati da vari elementi alla osservazione aicroscopica. Ricerche condotte si a Estratto dell'alveo dentale, il prino preaolare i.f.ds. & stato 20 sezionato longitudinalmente con disco di carborundun ad alta velocit&; poi con un colpo di aarsello su cesello da smalto posizionato nella solcatura lo si § aperto in due valve, espo- nendosi cosi 1a camera pulpare. La pole appariva qual aasserella con filanento, rossastra a diancastra, aderente a una delle due valve. Un £ilamento di cotone imbevuto in fisiologica & stfato ripetu- tamente strusciato contro la polpa e la parete della camera, destinandolo, ad essicamento avvenuto, a saggi con la tecnica dell'assorbinento-eluizione e della agglutinazione aista. La polpa residua 8 stata posta a fissare in formalina tampo- nata al 10% ed anslizzata con la tecnica della S.R.C.A. In sintesis a) l'assoroimento-eluizione 2 stata attuata con la tecnica di Davie in icropiastre con fondo ad U, Due tratti previ (2mm) per 1'A; un tratto di 5 an. per 0, sono stati separatamente estratti con 4 gocce di idrato di amuonio al 5% per un‘ora a temperatura di laboratorio in corrispondenti cellette. I bratti filasentosi decoloratisi sono pbi stati rinossi e gli estratti lasciati essicare in ternostato a 55° (circa 4 ore). Quindi: incubazione con sieri test anti-A e anti-H per tre ») 24 ore; quattro lavaggi rapidi con salina raffreddata a due la- vaggl a 4° di mezz'ora clascano; aggiunta di una goccia di so- spensione di eritrocit1 test al 2%; lettura con riscontro di negativitd per Oe di positivith per entfambi 1 caapioni ci- aentati con il sistema rivelatore di A (siero anti-A ed etitro- citi test A). L'assorbimento-eluizione condotto con tecnica tradizionale in altro laboratorio, con lettura macroscopica, su materiale analo- go ha dato esito negativo per A,Be 0. L'agglutinazione mista & sata condotta con la tecnica ai Ishiyama e Okada, nella applicazione illustrata da Cortivo, Breda, Gelber e Denciolini (Riv.Ital.Med.Leg.,1;N.3,298-302, 1973). Un prio saggio & stato eseguito fissan:o in metanolo per 5! il materiale fatto aderire al nastro adesivo a doppia faccia dopo che se ne era ottenuta, a meazo aghi, una conveniante sfi- lacciatura. Alla osservazione aicroscopica si deduceva risposta negativa o coaungue non significativa ver la presenza dell‘ anti- gene Ae 0. Un secondo saggio era condotto su materiale allestito in analo- ga aaniera ma fissandolo in forszalina al 5% per 5 min., registran dosi netta positivita per A. 22 L'agglutinazione mista condotta in altro laboratorio, con fissazidne formalinica, dava esito negativo per A,B e 0. c) con la S.R.C.A. (su setioni della phlpa ottenute da inclu- sioni in paraffina e allestite con le medesime modalita gid illuarate (cfr. pagg.15-17) si sono osservate inmagini di adesione eritrocitaria per A; completa negativit& invece per Be per 0. Ancorché 1a carie del premolare esaninato fosse del tipo secco, @ livello dentinale del tutso superficiale, nell'ipote- st che tb potesse in yuaiche/consizionare 1e rieposte verifi- cate sulla polpa, si 2 di nuovo eseguita 1a S.R.C.A. su un incisivo, la cui polpa - rossastra - non & stata traumatizzata ma posta subito a fissare in soluzione forsalinica tamponata. Cosi operando si & confermata una netta positivita per A, con aegativita per Be per 0, Esaurito cosi il ciclo deiie indagini tecniche sulle parte di volto umano in esame, si sono richieste o direttemente ese- guite le seguenti ricerche neli'ambito della famiglia Fresu: 23 Dietro richiesta di un campione di sangue per accertare 41 gruppo sanguigno dei genitori e dei fratellie sorelle di Fresu Marae, il 23 agosto 1980, 11 aedico prelevatore dell'Ospedale S.Verdiana di Castelfiorentino (prossimo alla residenza della famiglia Fresu) provvedeva autononamente ad effettuare il gruppaggio presso la sezione del locale centro emotrasfusionale, comunicandoci i seguenti risultati: Fresu Salvatore (padre) 0 Rh+ (CcDee),Kell neg. - Piliu Rosina (madre) 0 Rh+ (CcDee),Kell neg. - Fresu Isabella (sorella)O Rh- (ccdee),Kell neg. ~ Presu Giovanna (sorella)O Rh+ (CcDee),Kell neg. - Fresu Giuseppa (sorella)O Rh+ (CODee),Kell neg. - Fresu Prancesca(sorella)O Rh- (cedee) Kell neg. - Fresu Bellino (fratello)O Rh+ (CcDee),Kell neg. - Fresu Filonena(sorella) 0 Rh+ (CeDee),Kell neg. - Fresu Paolina (sorella) 0 Rh+ (CCDee),Xell Neg. Venuti occasionalmente in Bologna poco tempo dopo i genito- ri di Fresu Maria, essi hanno acconsentito al prelievo di un campione di sangue che @ stato da noi tipizaato, confermandosi per entranbi l'appartenenza al gruppo 0. 24 Nei confronti di Piliu Rosina, la ricerca delle iso-agglu- tinine ha dato luogo ai segunti riliev: anti-A (Igit 1:512; IgG 1:2048) anti-B (IgM 1:32; IgG 1:64) Dai suddetti componenti la famiglia Fresu (eccezion fatta per Presu Giovanna e Fresu Francesca) venivano prelevati, con 41 loro consenso, verso 1a meta di settembre 60, ad opera del Brigadiere Ceccarelli recatosi appositamente a Montespertoli, un campione di saliva in provetta di plastica ed alcuni capelli in buste, trasferiti pmi all'Istituto di Medicina Legale. Su framaenti dei capeili, sgrassati, lavati e dissociati & stato applicato ii test dell'assordisento-eluizione (tempo di incadazione del siero test di 2 ore), favendo sempre pre- cedere alia fase di eluizione a caldo uella di un controllo del ultimo lavaggio: in caso di positivit& si continuavano 4 levaggi sino a negativitd del piccolo elusto a freddo, In parallelo si & esabinato un capello tratto dal reperto unano in studio. Cosi operando si sono constatate reazioni tutte negative macroscopicauente (una dubbdie positivita si @ avuto con 11 26 vita discreta per il padre nelle cellette 2,3 e 4. A distanza di un mese, in occasione della venuta a Bologna dei genitori di Fresu Maria, si & con il loro consenso, ri- petuto il prelievo di un campione di saliva (raccolta in provet- ta per spremitura da cotone idrofilo masticato), che & stata subito centrifugata e divisa in due porzioni: una posta in congelatobe come tale, l'altra sottoposta ad ebollizione per diecit minuti. Si sono altresi allestiti stristi di cellule epiteliali, facendo scorrere dei vetrini perfettemente detersi sulla au- cosa labisle ¢ delle guuncia. Poco dopo l'evollizione una parte del liquide @ stata po- ata in congelatore,mentre su untaltra si eseguita la seguente duplice indagine: a) assorbimento-inibizione: si sono cimentate (v/v=0,1 cc) sa- live intere (e fisiclogica di controllo) con sieri anti-a diluiti (da 1:8 a 1:512) con teapo ai incubazione di 1 ora @ 4°C, constatandosi calo di due provette nel titolo del siero assorbito con la saliva sia per la madre che per il padre; b) assorbinento-eluizione su saliva intera e diluita per rad- er 27 doppio (fino a 1:256), fissata in metanolo (10') dopo a- sciugamento, sottoposta a lavaggio e di nuovo asciugata. Ne 2 risultata confermata-le positivita per A, questa volta pil marcata per il padre (positivit& nelle prime quattro vellette) che per la madre (positivita nella seconda cellet- ta, debole nella terza). A distanza di qualche giorno, sulla saliva residua bollita (che erasi conservata in frigo) @ stata ripetuta le ricerca con il metodo dell'assorbimento-eluizione in micropiastra con i sieri anti-A ed anti-B seguendosi le tecnica proposta da Davie esgguendosi controllo dell'ultimo lavaggio. Si & impiegata una goceia capillare di saliva ogni velletta, allestendone 6 per ciascuna prova. Il numaro delle prove si @ raduoppiato in juanto una serie di campioni (1° serie) 8 stata fissata con ae- tanolo (10") e quindi sottoposta a tomperatura di laboratorio @ contatto con salina (5') e distillata (5'); in una seconda serie (2° serie) alla fissazione aetanolica si @ fatto seguire lavaggio in fisiologica a 55°C. Le risposte (non apprezzabilmente influenzata dalle suddette varianti di allestinento del materiale) hanno mostrato: costen- e 28 te negativita per B; netta positivita alla lettura nicrosco- pica per A nella madre in tutte le cellette; per 11 padre positivita macroscopica nella prima celletts della seconda serie: positivita (eccetto la terza celletta, negativa) nelle prima seri Sugli strisci mucosi si & applicata la S.R.C.A. (con le modalita gi& descritte), avendo cura di controllare i fenome- e durante il ni di adesione dopo/capovolgimento dei preparati a contatto della fisiologica, prima di trasferirli in altra vaschetta a fissare nel tempone di iklonig. Fer il padre (i cui strisci abbondavano di cellule leucocitarie) si_& constatata assenza ai adesione eritrocitaria; per la madre si sono colti aspetti di adesione a fresco con quesi co pleta negativizzazione dopo fissazione. ae w 29 ‘GORSIDERAZTONE Appressandoci a trarre le conclusioni dall'insieme dei numerosi e ripetuti esami praticati, & bene premettere che L'indagine che si @ ad un certo punto sviluppata sul piano fimnunocematologico, non & certamente in grado di sostituirsi @ quel cémplesso di elenenti (connotati e contrassegni corpo- vei) che soli autorizzano un sicuro riconoscimento indivi- duale e che nella specie sono invece andati irreversibilmen- te perduti o sono stati compromessi a tal punto da venir re- si inutilizzabili. Suo compito @ stato piuttosto quello di attingere elementi che, incentrandosi la ricerca,in base alle notizie circostan- ziali, sulla persona ai “aria Fresu, valessero o a escludere una tale derivazgione dei vesti di volto umano (') ovvero @ so-~ stanziare una siffatta origine, per la quale si pongono non trascurabili elementi storici e morfoscopici. TU) consegue:done l'aamissione che alla scomparsa, senza la- sciar tracce, della Fresu - la juele sicuramente trovavasi al mouento dello scoppio nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria - corrisponderebbe la presenza tra le vittine di un altro so.getto, pur esso di sesso femninile e di gio- vane eta. 32 sottolineati: il colore castano dei capelli, il colore castano dell'iride dell'occhio sinistro conservato, 1a forma del naso una volta manualmente rimodellato, lo sviluppo ed il devorso della piega trasversa, sita fistologicamente tra laboro e mento e la linea del contorno uentoniero come emergenti anche dalla fotografia del volto nella carta di identit& di Maria Fre su. A cid aggiungasi che (sulla base dei dati morfoscopici e in arte di quelli imaunologici) & rimasta sicuramente esclusa una derivazione del lembo da parte delle due donne 1 cui cadaverd avevano il capo sfacelato (entrambe oltre 1a cinquantina, una di gruppo B, l'altra - delltaltezza di om. 162 - di gruppo 0) e@ che nel proseguio delle indagini, tra i detriti trasportati ai campi di Caprara, @ stata rinvenuta una sano di donna (com- patbile per le piccole dimentioni e per lo stato ed 11 colore delie unghie con l'appartenenza a Maria Fresu), mano che, pur nella somnariet& di taluni dei verbali di ispezione esterna e di autopsia di tutti i cadaveri delle vittime iumediate dello scop- pio, non appre attribuibile ad alauno dei 74 corpi.(tutti identi- ficati) che giunsero all'obitorio dell'Istituto di Medicina Le- gale o alle sale anatomiche degli Ospedali Maggiore, S.Orsola e Malpighi. ae ‘A questo punto, l'unica via che restava ancora da battere era quelle di una tipizzazione del gruppo sanguigno (nell'an- bito del sistema ABO), nella consapevolezza che Fresu Maria risultava appar-enere al gruppo 0. Al riguardo @ bene pre- cisare che tale era certamente il gruppo della Fresu e su quésto aspetto ci si & particolarmente soffermati a motivo di rispo- ste inattese in cui - come pil avanti ai dir& - ci si 2 imbat- tuti nel corso delle indagini: non solo i genitori e ben 7 tra fratellie sorelle della Fresu sono ai gruppo 0 (e non v'é mo- tivo per avanzare ipotesi di inguinamenti extraconiugali o di scambio di neonati), ma 1s Fresu, in occasione del parto avve- nuto nel 1977 presso 1'Ospedale 41 Empali fu gruppata come ap- partenente al gruppo 0, Hd % egualente da escludere che in detta sede vi sia stato un errore per scambio con la figlia Angela (pur essa a cognome Fresu, stante lo stato di nubile della madre), risultata di gruppo A (derivatole evidentemente dal padre). La ricerca intrapresa si prospettaututt'altro che facile cid essenzialmente per due ordini di fattori: anzittutto per il tipo e.le condizioni del nateriale in esame, rappresentato 34 da tegunenti laceri e schiacciati al punto da essere esangui si da dover far ricorso (nell'impossibilita di disporre di eritrociti) a @ecniche indirette, materiale inoltre sporco ai terriccio, in via di autolisi e inguinato, soggiornante in cella frigorifera da oltre una quindicina di giorni. In sec.ndo luogo - e ancor pit importante a richiamarsi - perché le tecniche indirette dovevano essete applicate a tes- suti diversi dal sangue, per i quali le conoscenze seientifi- che concernenti le sostanze gruppo-specifiche individuali so- no ancora incomplete o ignorate o non univocamente interpreta bili, conoscendosi comunjue il possibile interferire, in saeso negativo ai @ini di perentorie conclusioni, da parte di fat- tori uzramente occasionali, quali le presenza di germi essai pure produttori di soatanze gruppo-specifiche. E' noto che proprio le tecniche indirette pil sensibili, quali 1’assor- bimento-eluizione, non sono sempre utilmente applicabili nella @iagnosi di gruppo su aacchie di saliva o di sperma (Culliford, The examination and typing of bloodstains in the crime labo- ratory) perché, per la loro elevata sensibilita, in grado di evidenziare anche tracce di quelle propriet& gruppo-specifiche, dell! individuo inattese rispetto agli schemi biologici/da cui 1 secreti deri- 35 vano, riferibili alla flora aicrobica gid presente in vita © sviluppatasi nel cadavere o sul materiale biologico emesso nell'ambiente. orbene, questa problematica si @ puntualmente presentata nel caso in esame, ove la ricerca delle ayglutinine (in e- stratti di tessuto muscolare) e quella degli agglutinogent (condotta non sul sangue ma su fettine di cute, sulla polpa dentaria e su capelli), ha dato luogo, se par non con assoluta riproducibilit& e con contraddittorieta di risultanze, ad un profilo immuno-enatologico tipico per un soggetto di gruppo A. E! sorto quindi i1 problema del valore da assegnare a que- ste Fisultate e cioé, in buona sostanza, si @ proposta l'elter- nativa di accettarlo come tale (con esclusione quindi della derivazione da Maria Fresu, di gruppo 0) 0 piuttoste di ricer- care - se vi sono - i motivi di un tale riscontro pur nell'an- migsione (cui coucorrono, cone visto, non trascurabili dati morfoscopici) che si tratti veramente di resto appartehuto alla Fresu. =" ovvio che in tale disamina ci si @ scontrati con proble- mi ed interrogativi non ancora résolti sul piano scientifico, onde la necessit& di eleborare interpretazioni ed ipotesi che non possono esser certo trasferite tuo court sul piano perita- 36 le; tuttavia sono enersi elementi che consentono di spiega- re razionalmente e quel che pii conta, con il conforto di convincenti prove scientifiche, risposte del genere di quelle ottenute, riguardabili (nell'assunto dell'appartenenza alla Presu) come aberranti ma non gi& come inconciliavili (ricono- ecimento questh che toglie loro efficacia di esclusiane) e che anzi, nello scostamento rispetto agli schemi tradizionali eghaluente verificato anche per 1 genitori, appaiono addirit- ture porsi quale ulteriore elemento arfevoreidell'attribuzione. A aiglior comprensione di quanto si @ detto, ricordiano che @ da tempo noto (lo scrivente se ne occupato fin dal 1967 in tema 4i prove utilizzabili nell'esclusione del rap- porte di genitura, o: Critica Penale e Medicina Legale, 22,132,1967) 41 £2,.omeno della secrezione paradossa, segna- lato da wurganti (Rivista di iledicina Legale e Legislazione sanitaria,1,242,1959: La secrezione paradossa quale causa di errore nelle deterainazioni di gruppo sanguigno ABO effettuate su secreti e su sangue dissecato) e cio& la possibilita che un individo aostri nei suof liquidi biologici sostanze gruppo- specifiche diverse da quelle che ha nel sangue: cosi un sog- getto di gruppo 0 che ha A o/e B, B che possiede Ae viceversa, 37 Il fenomeno, che non sarebve geneticamente condizionato, appare dipendere dalla presenza di una flora aicrobica molto attiva, simbiotica in vita o sviluppatasi dopo le morte ;11 termine sostanze gruppo-enatiche 2 infatti giustificato solo in dase allo sviluppo storico della scoperta di yueste nole- cole sui globuli rossi poiché in vero esse sono presenti nei germi e nelle piante: Springer e coll.(Ann.N.¥.Acad.Sci.,97, 104,1962) testando 350 stipiti vatterici hanno trovato che le neta di laro possiede attivit& H,A o Bed & noto cne in corso ai infezioni intestinali i globuli rossi possono acquisire la propriet& B (per adserbimento di un polisaccaride batterico del gruppo dell'E.Coli). Il fenoseno & assai diffuso ma trattandosi per lo pid di Geboli attivita & svelacile impiegando solo tecniche di ele- vata sensibilita, quale l'assorbimento-eluizione (il che, come visto, sconsiglia l'uso di detti metodi suile macchie di sali- va, di sperma, ecc.); pil raramente esso perd assuae proporzio- ni tali dal punto di vista quantitativo da divenire addirittura evidente con test ueno sensibili quele l'assorbimento-inibizio~ ne. . 36 A prescindere peraltro da bgni considerazione sulla affi- dabilit& dei test in funzione pure delle modalité di lettura(') e senza troppo approfondire l'argomento non essendo questa la sede pi idonea, ci limitiano a ricordare i dati pit si- gnificativi, citati nella letteratura specialistica altamente qualificata: - il gi& citato Culliford, nel suo testo del 1971, a pagg. 96- 99 menziona attivit& spurie Ae Be segnatamente scrive che una piccola proporzione di individui di gruppo Ae 0 mostra- no atcivit& B nei fluidi biologici e per converso soggetti ruppo Be O mostrano attivita A, sottolineando che questa ultima eventualita @ le pid comune. Cid & fonte di difficolta nella tipizzazione Ji secreti sslivari, vaginalé e spernatici (= secondo storganti anche su sangue disseccato); = Lane coll. (The Chroastography of blood group substances in non-secretor salivas, the Journal of Forensic Science Society, 4,293,1979) indicano come reagioni anomale la presenza in 5 (yi assorbinento-inisizione richiede manualita gravate da erro- vi operativi che tolgono valore a modicne variazioni di tito) privo di significato essendo il calo di una sola provetta; pe L'assorbinento-eiuizione poi il risultato della prova larga- mente dipende dal tipo di lettura: solo macroscopica con ri- fiuto di quella microscopica ovvero, nella negativita della prima, valorizzazione dela risposta al microscopic. 39 su 8 soggetti di gruppo 0 esaminati, di attivita A,salivare, 4m un caso confernata con il test dell'assorbinento-¢hhizi one; = secondo Oepeh e Noever (On the ABO Character of human hair, 2,Rechtsmed. 85,205,1960) sussiste una elevata percentuale ai errore nella tipizzazione ABO dei capelli con 11 metodo dell'assorbimento-eluizione, in parte riferibile a secrezio- ne aberrante ma in parte (come desumesi dalla tabella ripor- tata nel loro Ratoro) al manifestarsi di attivita spurie o paradosse, in partigolare di attivit& A in soggetti di gruppo o = del tutto di recente, Scott e Corry (Effect of blood group active micro-organisms on the ABO grouping of husan whole saliva, Forensic Science International, 16,87, 1560) hanno de- seritto casi con false positivita ABO in saliva, dagli aucori riferita ad un non usualmente elevato numaro di aicrorganisai causato da turbe del bilancio ecologico della microflora sa- livare. : Pertanto, quale che sia la genesi del fenoueno (co-fattori microbici, ambientali, igienici, alinentari,ecc.) sembra lecito chiedersi anzittutto se non se ne possa determinare, in singole condigioni, una relativa fissit& o durevolezza. cronologica, 40 che “tanto pit appare importante ove si penai che le sostanze gruppo-specifiche hanno la capacita di aderire tenacemente al- le cellule epiteliali, specie della mucosa orale, come dimo- stra 11 fatto - noto da tempo ~ che sospendendo cellule sif- fatte ai soggetti di gruppo O in salive di soggetti A secretori si assiste alla trasformazione delle prime da 0 in A (cfr. Swinburne ,Frank e Coombs, The A antigen on the buccal epithe- lial cells in man, Vox Sang. ,6,274,1961; Yada e Nakata, "Bor- rowed" salivary blood group antigens of the buccal epithelial cells, Acta Crimin, et Med.Leg.Jap.,29, 141, 1963). E ven pud pensarsi che ad un tale fenomeno possa ander in- contre (in base a semplici considerazioni topografiche), oltre che le aucosa oro-labiale, pure la polpa dei denti gid per i1 fatto di easer bagnati dal secreto salivare: notiaie al riguar- do non ve ne sono ma, da li studi sul metabolismo dei denti, risulta che 1'involucro dentinale non 2 affatto un rigido sbar- ramento @1 che molte sosvanze possono liberamente diffondere, attraverso i canali dentinali, dall'ambiente orale alla polpa e viceversa (cfr, Palazzi, Trattato di odontologia,vol.I, pagg. 131 € segg.: fisiologia e biologia generale dei denti). Ed ancora: le attivita gruppo specifiche microbiche possono essere legate al corpo batverico o venir secrete come sostanze 41 solubili 0 queste possono derivare da una modificazione ope- rata dagli enzimi batterici su altri substrati aucopdlisac_ caridici. In ogni caso ha da riconoscersi la possibilita ai un loro assorbimento da parte dell‘'organismo (che non & a ven riflettere affatto strano, anz: si anmette infatti unanimamente che 1a comparsa dopo la nascita ed il titolo delle iso-agglutinine @ anche in funsione degli stimoli an- tigenici cui L'organisno soggiace a contatto con l'ambiente, introducendo quindi e "processando” sostanze - per lo pik bat- teriche - conportantisi immunologicamente come gli antigeni eruppo-ematici Ae Bl E in conseguenza, se la regola &, cone ora detto, un movigento i-nunitario, una iperproduzione di an- ticorpi (ad es,, anti-A di tipo IgG, cosiddetti immuni), si potreboe,in funzione della dose,stabilire una tolleranza (sancata risposta anticorpale) ovvero - e pil semplicemente - una neutraligzazione degli anticorpi con rormazione di complessi solubili traducentisi in un calo di titolo o ir un'apparente assenza delle corrispondenti agglutinine ('), (UE fatto p-i che le Fresu avesse generaco una figlia di grup- PO A pud Suggerire ancora altre ivotesi che non @ qui. certo il caso di esaminare, neppure succintamente. 42 Se quanto detto si applica al caso in esame, si vede ché le apparenti incongruenze finiscono per trovare una possibile e razionale esplicazione: le nozioni da ultino richianate pos- sono tnfatté giustificare l'assenza 4i agglutinina anti-A che, peraltro, pud ricondursi anche ad altro motivo (il titolo ai queste - specie se inizialneite vasso - pud essere sceso con i fenomeni di degradazione post-aortale, al di sotto della so- glia di evidenziazione; pudessere che gli anticorpi anti-A fossero di tipo euolitico e an tale comportamento non era di seaplice definizione nel aateriale in esame, pil o meno ricco, anche dopo centrifug-zione, di ainuti globili grassosi derivan- diana attiva flora aicrobica di grap po A (yueila che in effetti si incontra pil di frequente) pud render conto del reperiaento di tale proprieta nella polpa den- taria e nella mucosa delle levora e clo’ proprio a livello dei tessuti che sono in contasto col secreto sulivare (*). Cy da esciuders invece, quanto meno cone determinangg, un'azio- ne aicrobicu post-mortale, che non sarebbe tale/dar luogo ad una uniforae distribuzione antigenica cone quella riscon- testa per la mucosa o da coiavolgere la polpa dentaria, ri- sparniata dai progessi aoiotici trasformativi. 43 Quanto sinora detto sarebbe tuttavia destinato a rimanere piu tema di speculazione dialettica che xotivo di accettabile conciudenza se, seguendo la cennata ipotesi, attraverso una estensione delle indagini ai famigliari di Fresu Maria, non fosse stato poi possibile raccogliere dati di estremo interesse che suportano in concreto un'evenienza del genere di quella prospettata. Siffatta analisi ha mostrato che i genitori e una sorella, tutti di gruppo 0, secernono in saliva la sostanza A, tale pro- anche priet& essendo risultata presente nei genitori/in un controllo ripetuto a distanza di un -ese circa (talché se si fossero ti- piazat. attraverso la loro saliva, segaendo gli scheni tradi- onali, 2vrebbe potuto gerve si ad una conciusione erronea). 2 ag angasi che, pur nella Picolt& connesse alia de- licat:zsa del muoversi in un settore ncora cosi discusso e di- scusibile, si ® acclarata, alneno oer ia madre, una pur aodesta risposta positiva da parte degli strisci allestiti dalla mucose oro-labiale. Orbene se a tutto questo si affianca la rilevata incostanza della presenza dell'antigene A nei capelli incogniti, la sostan ziale negativita del test di assoriimento-inibizione su fettins 44 tessutali e la modesta quantit& di sostanza A pulpare (dedot- ta con la tecnica della S.R.C.A. ma nezpure univocamente con i pur sensibili test dell'assorbimento-eluizione e della ag- glutinazione mista su fibre-substrato), si & indotti a prospet- tare fondatamente che Fresu Maria fosse an soggetto di gruppo 0 ma secretrice paradossa di sostanza A. Il che in ultima analisi, sovvertendo le implicazioni dedu- ceibili dalla criteriologia classica, non solo non contrasta con un'ammissione di appartenenza della parte di volto umano a Fresu idaria ma sembra porsi quale elemento ulteriore (ri- s.etto a quelli circostanziali e morfoscopici, prioritariamen- te probanti) a favore di siffatta derivazione. A questo punto pertanto il perito ritiene di poter cosi visyondere al yuesito postogli: - il resto di volto umano in csame risulta aver appartenuto a un soggetto di sesso feaninile, di giovane et& e di piccola stature; ~_pur nella iapossibilith materiale di una sua diretta identi- ficazione personale, pud concludersi che i dati della osser- vazione norfoscopica e dell'indagine innunologica, estese 45 anche a componenti 1a famiglia Presu , valutati alla luce degli elementi circostanziali, testimoniali e delle caratte- ristiche somato-biologiche della scomparsa Fresu Maria, depon- gono a favore dell'appartenenza a quest'uttima della suddetta parte di cadavere rinvenuta tra le aacerie della Stazione ferroviaria di Bologna il 2 agosto 1980, Il Perito Prof. Giuseppe Pappalardo

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