Sei sulla pagina 1di 5

Testosterone e steroidi anabolizzanti

Il testosterone l'ormone sessuale maschile per eccellenza. Viene sintetizzato dalle cellule del Leydig
presenti nei testicoli in quantit variabili in base all'et dell'individuo. Gli effetti del testosterone sono
evidenti in epoca puberale quando l'aumentata secrezione causa importanti variazioni fisiologiche
nell'organismo maschile. Tali cambiamenti includono: abbassamento del tono della voce, aumentata
produzione di sebo, sviluppo degli organi sessuali ed incremento della libido.
In et adulta il testosterone coinvolto nel mantenimento delle caratteristiche sessuali secondarie,
delle attitudini comportamentali e della libido.
Accanto a tutte queste propriet, conosciute anche come effetti androgeni, il testosterone ne associa
altre particolarmente importanti per gli sportivi. Questo ormone infatti coinvolto nell'accumulo di
massa muscolare (aumentata sintesi proteica) e nella produzione di eritropoietina(una sostanza che
stimola la sintesi di globuli rossi).
Per apprezzare tali effetti basta semplicemente confrontare uomini e donni. I primi producono in media
2.5 - 11 mg di testosterone al giorno mentre l'organismo femminile generalmente non supera quota
0,25 mg. Tali differenze spiegano almeno in parte la maggiore prestanza fisica dell'uomo (massa
muscolare e valori di emoglobina superiori).
EFFETTI ANDROGENI DEL TESTOSTERONE
sviluppo, maturazione dei genitali esterni (epoca puberale)
mantenimento del desiderio e delle capacit sessuali (et adulta)
acquisizione e mantenimento dei caratteri sessuali secondari (comparsa di barba, baffi, peli,
recessione temporale, abbassamento del tono della voce)
psiche: attitudini pi aggressive e sviluppo della libido
Dal punto di vista chimico, per steroidi anabolizzanti si intendono quei farmaci che derivano dal
testosterone. Con opportune manipolazioni di laboratorio sulle molecole come togliere o aggiungere
gruppi metilici (nandrolone, metiltestosterone) aggiungere gruppi ossidrilici (oxandrolone), spostare
doppi legami (metandrostenolone), aggiungere atomi di fluoro o cloro (fluossimesterone,
clortestosterone), si cerca in generale di mantenere i positivi effetti anabolizzanti con meno
negativi effetti androgeni. Anche minime alterazioni della molecola iniziale di testosterone portano a
grossi cambiamenti dell'effetto farmacologico.
L'androgenit infatti la fonte principale degli effetti collaterali degli steroidi anabolizzati. Ognungo di
questi farmaci, in misura variabile, infatti in grado di amplificare le caratteristiche androgene del
testosterone. Per questo motivo un massiccio utilizzo di steroidi anabolizzanti si associa a caduta dei
capelli, aumento della peluria, ipertrofia prostatica, priapismo (erezione spontanea, protratta e talora
dolorosa, non legata al piacere) atrofia testicolare, acne e psicosi.

EFFETTI ANABOLIZZANTI DEL TESTOSTERONE


scatto di crescita puberale (interazione con GH e IGF-1)
aumento della massa muscolare, del trofismo osseo e in misura minore di fegato, milzae reni
ematopoiesi: aumentata sintesi di eritropoietina (EPO)

Metabolismo del testosterone

Dopo essere stato prodotto nelle cellule testicolari del Leydig, sotto l'influenza dell'ormone
ipofisario LH (luteinizzante), il testosterone entra

nel

torrente circolatorio

dove

si lega a

particolariproteine plasmatiche. Grazie a questo legame il testosterone pu essere trasportato ai vari


tessuti dove espleta le proprie funzioni. Nel sangue dell'uomo il 45% del testosterone legato con
leSHBG (sex hormon binding protein), mentre il 53% si lega con l'albumina (questa proteina ha
un'affinit per il testosterone 1000 volte inferiore rispetto all'SHBG ma la sua concentrazione ematica
1000 volte superiore).
Solo il 2% del testosterone totale nell'uomo e l'1% nella donna libero di migrare nelle cellule ed
esercitare funzioni specifiche.
Gli esami di laboratorio tradizionali rilevano soltanto la quota di testosterone totale, senza darci
informazioni sulla quota di testosterone libero. Per ricavare tale dato occorrono esami specifici e molto
pi costosi. Ne deriva che le classiche analisi del sangue possono darci soltanto una stima del
metabolismo corporeo degli androgeni.
Il livello di SHBG presente nell'organismo varia da individuo a individuo e pu essere alterato da
numerosi fattori. Un aumentato livello di estrogeni ed ormoni tiroidei si associa ad una aumentata
concentrazione di SHBG e viceversa. L'assunzione di steroidi anabolizzanti con elevata androgenit si
associa ad un calo dei livelli di SHBG.
NOTA BENE: gli steroidi anabolizzanti hanno diversa affinit per le SHBG. Per alcuni tale caratteristica
spiccata per altri meno. Alcuni di essi, come il Proviron vengono utilizzati per la loro forte tendenza
a legarsi con queste proteine. Tale caratteristica, apparentemente svantaggiosa, pu diventare
particolarmente utile se si assumono contemporaneamente altri steroidi anabolizzanti. Dato che buona
parte delle SHBG impegnata a legare il Proviron la quota libera degli altri ormoni aumenta con tutte le
conseguenze positive del caso.
Altri steroidi anabolizzanti hanno invece scarsa affinit con le SHBG e proprio a tale caratteristica
devono il loro forte potere androgeno ed anabolico.

Il legame del testosterone con le SHBG lo protegge da una rapida metabolizzazione assicurando una
concentrazione ematica pi stabile e mantenendolo inalterato fino al raggiungimento dei tessuti
bersaglio. Nelle membrane plasmatiche delle cellule sensibili alla sua azione sono state recentemente
scoperti recettori specifici per le SHBG. Alla luce di tali scoperte questi carriers non agiscono soltanto
come semplici trasportatori ma ricoprono un ruolo pi complesso che dev'essere ancora chiarito.
Il testosterone libero in grado di interegire con specifici recettori cellulari presenti soprattutto
nella pelle (aumentata produzione di sebo, caduta dei capelli e crescita di peli), nei reni (aumentata
sintesi di eritropoietina), nelle ossa (mineralizzazione e, in et puberale, arresto della crescita), nel
sistema nervoso centrale (aumento aggressivit e libido), nel tessuto adiposo (aumentata ossidazione
lipidica), nei testicoli (spermatogenesi) e nella prostata (aumentata produzione diliquido seminale).
Tutti gli ormoni steroidei ed altre sostanze di natura idrofoba (lipofile) attraversano facilmente la
membrana cellulare ed interagiscono con specifici recettori citoplasmatici o nucleari. Il testosterone, in
quanto membro di tale famiglia, possiede specifici recettori nel citosol ai quali si lega come farebbe
una chiave con la corrispondente serratura. Il complesso ormone-recettore migra nel nucleo dove

regola la trascrizione di geni specifici responsabili delle azioni locali del testosterone (ad esempio della
sintesi delle proteine contrattili, actina e miosina, a livello muscolare).
Al termine di questa prima fase il complesso ormone-recettore viene sciolto ed entrambi ritornano liberi
nel citoplasma. A questo punto il testosterone pu migrare all'esterno della cellula e raggiungerne
un'altra attraverso il circolo sanguigno.
L'intero processo (legame ormone-recettore, migrazione nel nucleo, regolazione della trascrizione e
ritorno nel citosol) avviene piuttosto lentamente e necessita di alcune ore per completarsi.

Testosterone, estrogeni e aromatizzazione


Nell'uomo una piccolissima parte di testosterone viene convertita in estrogeni, gli ormoni sessuali
femminili

per

eccellenza.

chiamato aromatasilocalizzato

Tale

conversione

principalmente

avviene

nel tessuto

ad

opera

adiposo ma

di

presente

un

enzima

anche

in

gonadi, fegato, muscoli e a livello del sistema nervoso centrale.


Moderate quantit di estrogeni migliorano il profilo lipidico ematico ma non appena tali valori superano
i limiti fisioligici compaiono diversi effetti indesiderati. Problemi come ginecomastia,ritenzione idrica ed
accumulo eccessivo di tessuto adiposo sono piuttosto comuni nei soggetti con alti livelli di estrogeni.
Nel caso vi sia un eccesso di testosterone libero il corpo ha la capacit di neutralizzarlo trasformandolo
in estradiolo (ormone tipicamente femminile) tramite una reazione di aromatizzazione che avviene
soprattutto a livello del tessuto adiposo e del sistema nervoso centrale. L'estradiolo funziona a sua
volta da inibitore della produzione di testosterone riducendo la secrezione ipotalamica di GnRH
(ormone di rilascio delle gonadotropine LH e FSH). Tale ormone riduce la quota di LH prodotto e di
conseguenza anche la sintesi di testosterone nei testicoli.
NOTA BENE: I bodybuilder, uomini e donne, spesso assumono farmaci per abbassare gli estrogeni.
Il Nolvadex, o tamoxifene citrato ed il Clomid sono strutturalmente collegati agli estrogeni e ne bloccano
l'azione impedendo il loro legame con i recettori cellulari. Altri farmaci frequentemente utilizzati per la
medesima finalit sono l'Arimidex ed il Cytraden che agiscono inibendo l'enzima aromatasi.
L'abbassamento degli estrogeni suggerito come metodo per aumentare la muscolosit della parte
inferiore del corpo e ridurre allo stesso tempo la massa adiposa. Bloccando questi ormoni si neutralizza
anche il loro effetto inibitorio sulla secrezione di testosterone, stimolando il corpo a produrne quantitativi
maggiori.
Per tutti questi motivi l'impiego di antiestrogeni particolarmente utile nella fase di definizione
preagonistica e come stimolante per la riattivazione della sintesi endogena di testosterone dopo cicli
particolarmente lunghi ed intensi.

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una decisa rivalutazione del ruolo degli estrogeni nello
sviluppo muscolare. Pare che tali ormoni favoriscano l'anabolismo aumentando la secrezione di GH, di
IGF-1 e del numero di recettori per il testosterone, riducendo la sensazione di fatica e migliorando
l'attivit di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo del glucosio.
Le propriet anaboliche degli steroidi anabolizzanti aromatizzabili (convertibili in estrogeni) sono
nettamente superiori rispetto a quelle dei prodotti con bassa attivit estrogenica.
E' chiaro pertanto che un bodybuilder non dovrebbe limitare completamente la produzione di estrogeni,
soprattutto lontano dalle competizioni quando si desidera massimizzare i volumi muscolari.

Diidrotestosterone
Gli estrogeni non sono gli unici ormoni in cui il testosterone pu essere
convertito. In particolare esiste un metabolita androgeno, chiamato
diidrotestosterone (DHT), che in alcuni tessuti esercita un'attivit
decisamente superiore rispetto al testosterone.
Il diidrotestosterone l'ormone androgeno pi potente dell'organismo e la sua attivit 4-5 volte
superiore rispetto al testosterone. Viene prodotto grazie all'azione dell'enzima 5-alfa reduttasi che
rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5 (addizionando un atomo di
idrogeno a ciascun carbonio, vedi figura). Questa piccola modifica aumenta notevolmente l'affinit del
diidrotestosterone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza l'attivit.
L'enzima 5-alfa reduttasi molto concentrato nella cute, nel fegato, nel sistema nervoso centrale e
nella prostata.
In virt del suo forte potere androgeno il diidrotestosterone responsabile di buona parte degli effetti
indesiderati collegati all'utilizzo di steroidi anabolizzanti. In individui predisposti questo ormone
favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica.
Nonostante questi effetti indesiderati il diidrotestosterone non deve essere visto come un nemico
assoluto. Innanzitutto perch non il solo responsabile di tali effetti dato che tutti gli steroidi esercitano
la loro attivit anabolica e androgena interagendo con i medesimi recettori. In secondo luogo il
diidrotestosterone sembra stimolare l'attivit anabolica grazie alla sua forte interazione con le cellule
del sistema nervoso centrale.
Bloccando l'attivit dell'enzima 5-alfa reduttasi tramite un farmaco chiamato finasteride (spesso
utilizzato per contrastare la calvizie) molti bodybuilder notano un rallentamento dei progressi, segno
inconfutabile che il diidrotestosterone non va visto come un semplice effetto collaterale.
La SHBG (Sex Hormone Binding Globuline) e' una glicoproteina in grado di legare estradiolo,
testosterone e diidrotestosterone. Il trattamento con estrogeni ed ormoni tiroidei provoca un
aumento della concentrazione plasmatica di SHBG; la somministrazione di androgeni
determina invece una diminuzione dei livelli. E' aumentata in pazienti con ipertiroidismo
a differenza dei pazienti con resistenza periferica agli ormoni tiroidei che generalmente hanno
livelli normali di SHBG. In questi casi il dosaggio dell'SHBG puo' essere utile come indice della
risposta periferica agli ormoni tiroidei. Nell'irsutismo idiopatico e' spesso diminuita con
conseguente aumento della frazione libera di testosterone. La produzione di SHBG aumenta
durante la gravidanza a causa dell'aumento di estrogeni e di ormoni tiroidei. Negli uomini
l'ipoandrogenismo e la ginecomastia sono spesso associati ad alti valori di SHBG. L'obesita' sia
maschile che femminile presenta un diminuzione dei livelli di SHBG.
La SHBG ha una maggiore affinit per il Diidrotestosterone rispetto al Testosterone o l'Estradiolo, il che la
rende indispensabile nelle donne per la regolazione della biodisponibilit di Diidrotestosterone.
Le concentrazioni di SHBG sembrano essere controllata da un delicato equilibrio di fattori di stimolazione e
di inibizione. Il suo livello diminuito da alti livelli di insulina e di fattore di crescita insulino simile (in inglese
insulin-like growth factor 1 (IGF-1). Inoltre elevate concentrazioni di androgeni e di transcortina diminuiscono
i livelli di SHBG, mentre elevate concentrazioni di ormone della crescita, estrogeni e tiroxina ne
incrementano i livelli.

Tuttavia, recenti evidenze suggeriscono che la produzione di grasso ad opera del fegato che riduce i livelli
[1][2]

di SHBG,

e ad oggi non stato riscontrato alcun effetto diretto dell'insulina n di specifici meccanismi

genetici.

L'ACTH (ormone adrenocorticotropo) e' sintetizzato dalle cellule corticotrope dell'ipofisi


anteriore a partire da un precursore proteico definito Pro-opio-melanocortina (POMC).
Controlla l'attivita' secretoria della corteccia surrenale sotto il diretto controllo del peptide
ipotalamico CRH e del cortisolo surrenalico. L'ACTH presenta un ritmo circadiano di secrezione
con massima produzione al mattino. Nella sindrome di Cushing, i valori di ACTH non
presentano caratteristiche particolari a differenza dei livelli aumentati di cortisolo plasmatico
con perdita del ritmo circadiano. Valori alti di ACTH si riscontrano invece nella sindrome da
produzione ectopica associata ad alti valori di cortisolo. Nel morbo di Addison in seguito alla
distruzione del tessuto surrenalico la concentrazione plasmatica dell'ACTH risulta aumentata
mentre i valori di cortisolo diminuiscono notevolmente. Nell'insufficienza surrenalica secondaria
a malattie sistematiche i livelli di ACTH e cortisolo sono entrambi bassi. Nella sindrome
adrenogenitale ed in caso di carcinoide bronchialei livelli di ACTH sono aumentati. Tutti i
farmaci contenenti cortisone debbono essere sospesi nelle 2 settimane precedenti il test. Lo
stress e l'esercizio fisico possono interferire con i risultati del dosaggio. Consigliabile il digiuno
da almeno 12 ore.