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Sistema Respiratorio: ottimizzare il lavoro respiratorio

Ogni volta che respiriamo noi consumiamo energia,


cio non soltanto portiamo dentro ossigeno (che serve per le reazioni metaboliche), ma mettiamo in
moto una grande quantit di muscoli e consumiamo energia. Vedremo che esistono dei meccanismi
attraverso cui il sistema respiratorio ottimizza la sua performance; quando questi meccanismi non
vengono ottimizzati c un dispendio enorme (esistono situazioni paradossali patologiche in cui uno
consuma tanto quanto porta dentro unicamente per latto respiratorio).
A cosa serve il sistema respiratorio? E come funziona?
Serve non solo a portare dentro ossigeno ed eliminare CO2 perch ad es le piante si servono della
fotosintesi, le rane di respirazione cutanea, i pesci di branchie in realt il sistema respiratorio
come il nostro serve ad ottimizzare lo scambio di O2 e di CO2, cio serve a rendere questo scambio
cos efficiente da poter permettere un livello di metabolismo tale come quello che caratterizza un
organismo a sangue caldo, esattamente come lemoglobina non lunico mezzo per trasportare dei
gas nel sangue perch vi gas anche disciolto nel sangue.
Differenza a livello metabolico tra un sistema che utilizza lO2 e uno che non lo utilizza
Ad es un sistema metabolico che utilizza una molecola di ATP (come dalla scissione della creatina)
in grado di fornire energia per 10 contrazioni muscolari, mentre un sistema come la glicolisi
anaerobia che fornisce 2 ATP per 50 contrazioni e ancora la fosforilazione ossidativa e in questo
caso la resa per una molecola di glucosio di 34 ATP e quindi enormemente superiore rispetto a
prima e utilizza ossigeno. Quindi un sistema che utilizza O2 consente di modificare in modo
enorme la produzione di energia e un sistema come questo dal pt di vista della performance fisica
ha il vantaggio di non avere limiti, cio riesce perfettamente a star dietro a qualsiasi numero di
contrazioni muscolari che lorganismo voglia svolgere; mentre un sistema che non utilizza O2 ci
son dei limiti legati al fatto che poi alla fine non ce n pi di energia disponibile. Questo
ovviamente in un sistema cn un metabolismo basale spinto com quello di un organismo a sangue
caldo.
Siccome lo scopo del sistema respiratorio quello di ottimizzare lo scambio O2/CO2 cerchiamo di
capire quali sono i meccanismi che entrano in gioco.
Ramificazione delle vie aeree: partendo dalla trachea poi vi sono i 2 bronchi principali e poi via via
gli ordini successivi, bronchioli (la differenza tra bronchioli respiratori e non respiratori) e alla fine
dotti alveolari e alveoli.
Dal punto di vista della meccanica respiratoria, dato che lo scopo quello di portar dentro tanto pi
O2 possibile e portar fuori quanta pi CO2 possibile, Questo tipo di organizzazione ha un

importanza perch il tipo di forze che vengono prodotte da un sistema organizzato in questa
maniera essenziale alla respirazione stessa in quanto la met degli atti respiratori dipende dalla
retrazione elastica del polmone; cio il sistema non un sistema che lavora sempre attraverso un
apporto energetico alla gabbia toracica, infatti linspirazione un fenomeno attivo mentre
lespirazione non solo passiva ma un fenomeno che restituisce energia attraverso la restituzione
di quelle forze elastiche che erano state tirate durante latto inspiratorio. Questo tipo di tessuto
polmonare fornisce un importante contributo alle forze elastiche che servono poi a retrarre il
polmone durante lespirazione. Se lo scopo del sistema quello di ottimizzare al massimo lo
scambio dei gas occorre che vi siano delle forze che fanno si che questi gas entrino allinterno
dellalbero respiratorio; per portare un gas allinterno di un condotto ci possono essere 2 sistemi:

utilizzare un sistema a pressione positiva: spinge laria allinterno dellalbero respiratorio,


cio esiste una pompa che comprime laria, fa si che laria che arriva alla bocca abbia una
pressione superiore a quella dellalbero respiratorio e di conseguenza siccome esiste una
differenza di pressione si genera un flusso (essendo il flusso direttamente proporzionale alla
differenza di pressione ed inversamente proporzionale alle resistenze dei condotti). Per
questo sistema prima di tutto noi non labbiamo e poi comporta un dispendio enorme (es.
apparecchio rianimazione).
utilizzare un sistema a pressione negativa, cio anzich spingere laria allinterno del
sistema, aspirare laria grazie ad una depressione creata allinterno dellalbero respiratorio
da un sistema muscolare che espande la gabbia toracica.

Le persone che hanno paralisi dei muscoli respiratori come le persone che hanno una forma
avanzata di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), che una malattia del SN motorio, vengono messe
nel cosiddetto polmone artificiale cio allinterno di una scatola chiusa fino al collo dentro cui si
crea una depressione che allarga la gabbia toracica perch sottoporre ad un sistema a pressione
positiva produce danni irreparabili allalbero respiratorio per es fibrosi, perdita di elasticit,
enfisemaperch per fare in modo che le terminazioni pi fini dellalbero respiratorio ricevano un
ricambio daria noi dobbiamo spingere dentro quel polmone con una pressione molto superiore di
quella che usiamo con un sistema a pressione negativa.
COMPLIANZA la distensibilit di un sistema, se noi vogliamo gonfiare un sistema come un
palloncino questo ugualmente compliante in tutta la sua struttura, ma il nostro organismo non
fatto cm un palloncino, esistono delle strutture rigide che contengono lapparato polmonare; un
sistema a pressione positiva avrebbe grossi problemi ad espandersi tutto perch sarebbe come voler
gonfiare un palloncino allinterno di una scatola rigida ma un palloncino che parzialmente aderisce
al guscio esterno; invece nel sistema polmonare reale il vantaggio di avere le pleure che scivolano
luna sullaltra fa si che tutte le volte che si genera depressione allinterno dellalbero bronchiale il
polmone si adatti perfettamente a riempire la cavit della gabbia toracica.
Cio dal punto di vista di ottimizzazione del sistema la pressione negativa funziona pi
efficacemente di un sistema a pressione positiva.
Si era parlato di pressione come urti delle molecole contro il recipiente; vediamo ora la LEGGE DI
BOYLE che dice: se io ho un gas contenuto in un contenitore che ha una certa pressione e un certo
volume, nel momento in cui io dimezzo il volume raddoppio la pressione:
P1V1=P2V2
Di conseguenza, qualsiasi modificazione di pressione io voglia indurre in un gas si deve
accompagnare ad una modificazione di volume; in altri termini, quello che il sistema respiratorio fa

per generare il flusso di aria che entra allinterno dei polmoni durante linspirazione quello di
aumentare il volume del sistema, siccome non c una valvola che chiude durante la respirazione, si
crea una differenza di pressione tra interno/esterno, dovuta proprio a questo aumento di volume, e
laria entra; viceversa durante lespirazione il flusso daria si inverte perch allinterno del sistema
respiratorio si ha una pressione maggiore di quella dellaria atmosferica prodotto dalla retrazione
elastica del sistema stesso, cio vengono richiamate quelle forze che erano entrate in gioco durante
lespansione.
Laltra regola da ricordare la LEGGE DI GAY-LUSSAC (la pressione totale di un gas esercitata
sulle pareti di un recipiente dovuta alla somma dei gas che formano la miscela) che ci dice che
questa pressione generata da tutte queste molecole di gas allinterno del contenitore, dovuta agli urti
delle molecole contro le pareti, se queste molecole appartengono tutte ad un unico gas questa
pressione sar dovuta al contenuto unico di quel gas, se invece si tratta di una miscela di pi gas la
pressione totale esercitata sulle pareti del contenitore sar dovuta al contenuto individuale dei gas
contenuti allinterno, ma siccome la pressione altro non che lenergia meccanica prodotta dallurto
delle molecole contro la parete, la pressione totale di una miscela di gas dovuta alla somma delle
pressioni generate individualmente dai singoli gas e quindi se c un gas pi diluito degli altri allora
le sue molecole urteranno contro le pareti meno frequentemente. Di conseguenza, quello che ci dice
questa regola non solo che la pressione totale dovuta alla somma delle pressioni parziali dei
singoli gas, ma anche che se poniamo al 100% la pressione totale i valori che compongono questa
percentuale altro non sono che le percentuali dei singoli gas che formano la miscela.
Esperimento della colonnina di mercurio (barometro di Torricelli del 600) per valutare pressione
atmosferica: perch pi alta la pressione atmosferica e pi il mercurio dentro la colonnina sale?
Perch la pressione atmosferica spinge sul mercurio esercitando una pressione che pesa circa 1kg
per cm2
I 760mmHg dipendono dalla pressione atmosferica ma non solo, se anzich usare il mercurio si usa
acqua necessaria una colonnina 13 volte pi alta perch il mercurio pesa 13 volte pi dellacqua in
modo da generare la stessa pressione, con lalcol 25 volte pi alta.
Quindi, mmHg lunit di misura della pressione atmosferica perch a livello del mare, in
condizioni di tempo normale (quando c bel tempo c alta pressione, col brutto tempo bassa
pressione), perch pi comodo, per quando si parla di pressioni polmonari, come la pressione
intrapleurica o endoalveolare, si usano i cm di H2O perch le differenze sono molto piccole e il
mercurio sarebbe troppo pesante, con lacqua pi sensibile.
PRINCIPALI PRESSIONI CHE VIGONO ALLINTERNO DEL SISTEMA
RESPIRATORIO.
Per caratterizzare landamento della funzione respiratoria abbiamo bisogno di 2 valori:

la pressione che esiste allinterno degli alveoli, che la pressione allorigine del flusso, cio
se non esistesse una pressione alveolare costante sempre uguale a 0 nel tempo, non
avremmo alcun flusso di aria negli alveoli;
la pressione intrapleurica, quella che si misura in quello spazio virtuale tra la pleura
viscerale e la pleura parietale; i polmoni sono fasciati dalla pleura viscerale, la gabbia
toracica rivestita internamente dalla pleura parietale, tra i due esiste il liquido pleurico e
durante gli atti respiratori il foglietto viscerale scivola su quello parietale consentendo un
adattamento perfetto del volume polmonare allinterno della gabbia toracica.

Queste sono le 2 pressioni che dobbiamo considerare; se io chiudo la glottide, cio non permetto
lingresso di aria, ed espando il torace genero una pressione intrapleurica molto negativa perch tiro
gi il polmone senza permettere allaria di entrare, in quel caso non ho flusso di aria ma ho una
riduzione della pressione intrapleurica e intralveolare (espando il volume senza permettere allaria
di entrare). Viceversa se inspiro, chiudo la glottide e comprimo (manovra di Valsalva, ha un effetto
di stimolazione vagale) io ho una pressione intrapleurica che diventa addirittura positiva perch la
gabbia toracica sta schiacciando contro i polmoni ma i polmoni non si possono comprimere perch
ho chiuso la glottide, e la pressione alveolare aumenta.
In condizioni normali la pressione intralveolare e intrapleurica non si comportano sempre allo
stesso modo: allinizio dellatto inspiratorio si ha una prima riduzione della pressione alveolare che
si accompagna allaumento della negativit della pressione intrapleurica perch come dire io sto a
glottide chiusa e inizio a dilatare il torace, la nascita di questa pressione negativa nellalveolo
giustifica la modificazione di volume nel tempo (flusso di aria) che si verifica. Dopodich la
pressione alveolare raggiunge un minimo dopo il quale ritorna a zero mentre la pressione
intrapleurica continua a ridursi fino ad un plateau.
Nella prima parte la velocit elevata sia nella modificazione di pressione alveolare sia
intrapleurica vuol dire che qui il flusso molto rapido, il momento in cui si inizia ad aspirare aria;
successivamente la variazione di velocit di pressione intrapleurica segue la variazione di velocit
del flusso di aria nei polmoni mentre la pressione alveolare torna a zero. Cosa crea questa
differenza? La presenza di forze elastiche, cio questa differenza di pressione a livello delle pleure
dovuta alla gabbia toracica che si espande e quindi tira il foglietto viscerale genera una depressione
allinterno dellalveolo ma questi alveoli vengono distesi non soltanto per permettere il flusso di
aria in ingresso, ma anche contro delle forze elastiche che tirano dallaltra parte. In altri termini,
questa energia che viene spesa per mantenere costante, negativa, la pressione intrapleurica, serve in
parte a produrre il flusso, dopodich il polmone con la sua elasticit si aggiusta e serve a vincere le
resistenze elastiche del tessuto polmonare. Anche se non esistessero le forze elastiche ci sarebbe una
perfetta corrispondenza tra la curva della pressione alveolare e quella della pressione intrapleurica
perch sarebbe cm espandere un sacchetto di carta tirandolo dallesterno.
Quando andiamo a guardare lespirazione troviamo una situazione speculare, vi sempre il flusso
di aria che ha una velocit maggiore allinizio (per un fenomeno meno marcato di prima); la
pressione allinterno degli alveoli positiva, maggiore di quella atmosferica, senza la quale non si
avrebbe uscita di aria; la pressione intrapleurica ritorna al valore di riposo (-5 cmH2O) corrisponde
alla restituzione, attraverso quellelastico che era stato tirato durante linspirazione, della stessa
energia che era stata spesa per vincere le forze elastiche. Di conseguenza durante il ritorno
dellelastico abbiamo un massimo di velocit di variazione di pressione allinterno degli alveoli e
poi ripartiamo da zero.
Riassumendo, la differenza tra le due curve dovuta allesistenza di forze elastiche che
differenziano il sistema alveolare rispetto al sistema della pleura. Come mai le due curve sono
diverse? Perch non vediamo un massimo di velocit in corrispondenza del massimo di
differenziale di pressione che esiste tra laria atmosferica e linterno del polmone? Perch il flusso,
cio la velocit di variazione di volume nel tempo dipende da due fattori:

la differenza di pressione;
le resistenze.

Lo sviluppo nel tempo del flusso alla bocca non dipende soltanto dalla nascita di una differenza di
pressione allinterno del polmone ma anche da come si comportano le resistenze allingresso o

alluscita dellaria, e queste resistenze non sono soltanto di tipo elastico (dovute al fatto che il
polmone si deve espandere) ma ci sono anche resistenze al flusso rappresentate dai condotti stessi
attraverso cui passa laria. E come se la pressione alveolare creasse una specie di riserva di energia
che richiama dentro laria contro le resistenze o che spinge fuori laria durante lespirazione.
Fattori importanti che consentono lingresso di aria nei polmoni e altri che si oppongono: mentre le
resistenze elastiche che vengono vinte durante linspirazione restituiscono energia durante
lespirazione, altrettanto non si pu dire delle resistenze dei condotti, quelle ci sono sempre.
Perch ci sia flusso sono necessari: una differenza di pressione e che le resistenze siano
sufficientemente piccole da permettere il passaggio del fluido.
Le resistenze in gioco nel sistema respiratorio sono di due tipi: la resistenza elastica opposta dal
polmone alla sua espansione e anche dalla gabbia toracica perch anche la gabbia toracica ha una
sua resistenza allespansione, e poi le resistenze dei condotti che tanto pi sono piccoli tanto pi
resistenza oppongono; queste due resistenze oppongono il massimo della loro resistenza in tempi
diversi:

la resistenza opposta dai condotti al passaggio dellaria massima durante le prime fasi della
respirazione, quando la velocit dellaria massima, anche perch quando la velocit
elevata il flusso da laminare diventa turbolento molto spesso soprattutto quando si
incontrano delle biforcazioni, e il flusso turbolento a sua volta aumenta la resistenza. Quindi,
nel momento in cui iniziamo a respirare, e si ha la massima velocit di flusso, qui ci sono le
massime resistenze dei condotti al passaggio dellaria; invece le resistenze elastiche sono
massime alla fine dellatto inspiratorio (un elastico diventa tanto pi resistente quanto pi lo
allunghiamo). Se non ci fossero le resistenze elastiche landamento sarebbe dritto, in realt
landamento diventa negativo durante lespirazione perch la forza elastica viene restituita
durante lespirazione dalla gabbia toracica e polmoni, infatti hanno grosso modo la stessa
forma nel grafico.

Se riempissimo il polmone di acqua si vedrebbe che la pressione alveolare segue esattamente


landamento della pressione pleurica, lacqua essendo un fluido incomprimibile; noi abbiamo
lingresso dellaria allinterno dellalbero respiratorio che tende ad annullare il gradiente di
pressione creato dentro gli alveoli.
SPIROMETRIA
Lo spirometro composto da due recipienti luno dentro laltro con intercapedine tra i due piena
dacqua che serve per creare un isolamento perfetto al passaggio di aria senza che ci sia resistenza
al movimento di un altro contenitore, capovolto, che si infila perfettamente nellintercapedine e che
si muove perch al suo interno esiste una pressione superiore della pressione atmosferica.
Questo cilindro superiore deve pesare 0, basta attaccare un contrappeso uguale al peso del cilindro;
essendo un sistema cilindrico poi possibile calibrarlo.
Grazie allo spirometro possibile misurare i volumi respiratori, normalmente ha un filtro di cloruro
di calcio che assorbe la CO2 perch siccome il soggetto respira l dentro latmosfera del sistema
diventa sempre pi ricca di CO2 e di conseguenza la frequenza respiratoria e il volume corrente
sono influenzati dalla pressione parziale di CO2 nel plasma, se aumenta la CO2 aumenta la
frequenza respiratoria e aumenta il volume corrente perch lorganismo vuole buttar via CO2 quindi
si falserebbero i risultati per la CO2 che rimane in circolo. Che parametri misuro?

Il soggetto viene invitato a respirare normalmente; il volume che c da picco a picco il volume
corrente (VT) che circa mezzo litro; poi si dice al soggetto, al termine dellespirazione normale di
inspirare al massimo e poi pi velocemente possibile butta fuori tutta laria, in Questo modo si
misurano altri volumi importanti:

VOLUME DI RISERVA INSPIRATORIA (VRI), il volume che, oltre il volume


corrente, il volume di riserva inspiratoria, cio di quanta aria noi possiamo mettere
dentro ai polmoni in pi rispetto al volume corrente;
VOLUME DI RISERVA ESPIRATORIA (VRE), vuol dire tutta laria che possiamo
buttare fuori dai polmoni oltre al volume corrente.

Linsieme di tutti questi volumi (VT, VRI, VRE) definisce la CAPACITA VITALE FUNZIONALE
o FISIOLOGICA, cio tutta la massa di aria che noi riusciamo al massimo a buttare fuori e dentro
dai polmoni.
Se noi dentro lo spirometro vi mettiamo un gas in piccola percentuale, mettiamo che lo spirometro
abbia 3 litri di aria, in questi 3 litri ci mettiamo dentro 10ml di elio (perch non viene assorbito e lo
possiamo misurare); quando il soggetto inizia a respirare questo gas gli entra nei polmoni e si
ripartisce tra il volume del polmone e il volume dello spirometro; se dopo che il soggetto ha
respirato pi volte l dentro noi andiamo a misurare la concentrazione di elio nello spirometro
vedremo che lelio meno di quanto era prima perch parte dellelio passato nei polmoni del
soggetto. Attraverso il confronto di queste 2 concentrazioni noi possiamo misurare il volume
polmonare totale, tanto maggiore il volume del polmone tanto minore sar la concentrazione
allinterno dello spirometro una volta raggiunto lequilibrio. Questo importante perch se noi
facciamo questo lavoro per misurare il volume polmonare totale vedremo che c una differenza tra
capacit polmonare totale (circa 6litri) capacit vitale (massimo volume di aria che riusciamo a
mobilizzare coi nostri atti respiratori, dalla massima inspirazione alla massima espirazione, di
circa 4,5-5litri). Come mai? Perch esiste il VOLUME RESIDUO, dovuto al fatto che quando
espiriamo non riusciamo a buttare fuori tutta laria contenuta negli alveoli, questo volume residuo
non irrilevante, costituisce una sorta di riserva funzionale in quanto aria, costituisce un volume
di scambio.
Un parametro importante misurato durante lesame spirometrico la VELOCITA ESPIRATORIA
MASSIMA AL SECONDO (VEMS) che la misura della velocit alla quale il soggetto fa questo
passaggio dalla inspirazione alla espirazione pi velocemente possibile; questo parametro
importante perch la velocit massima di espirazione volontaria dipende dalle resistenze al flusso
che sono fondamentalmente resistenze di condotto. E sar possibile diagnosticare problemi di
ostruzione come asma grazie al VEMS; inoltre, la posizione nel tempo in cui si verifica
lalterazione della VEMS un indice del calibro dei bronchi che sono ostruiti, in altre parole si pu
capire se unostruzione che interessa soltanto i piccoli bronchi o i bronchi di maggiori dimensioni.
Se noi traduciamo nel tempo quanto visto con la spirometria misurando il parametro detto
PRESSIONE TRANSPOLMONARE (pressione che esiste nel polmone rispetto allesterno)
possiamo vedere che durante linspirazione si ha un aumento della pressione transpolmonare,
durante lespirazione si ha un ritorno allindietro; si tratta di una curva pressione/volume, il volume
espresso in % della capacit polmonare totale.