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1 presbiteri

Gli schiavi
Di nuovo i falsi dottori
Combatti il buon combattimento
L'uso de1le ricchezze

Epilogo

10i
110
112
114
117
118

.1.
2.
'3.
'4.

LEITERA A TITO
1ntroduzione
Indirizzo
Le quali ta richieste dai sacri ministri

1 f.lsi dottori
Doveri delle diverse categorie di persone
La scuola della Incarnazione
Doveri generaIi dei cristan
Ultimi consigli a Tito
Conclusione

VOLUMl DELLA NUOVISSlMA VERSIO:-.lE DELLA BlBBIA

121
125
127
129
132
134
137

140
142

SECONDA LETTERA A TIMOTEO

'5.
'6.
'7.
'8.
' 9.

'lO.
' 11.
' 12.

13.
'14.
'15.
'16.
17.

'18.

1ntroduzione
Indirizzo e ringraziamento
Esortazione alla fortezza nelIa predicazione del

V.ngelo
Notizie personali
L'apostolo deve tutto soffrire per Cristo
Lotta contro gli errori del suo tempo
Contro i futuri pericoli d'errore
Annunzia la Parola ... adempi il tuo ministero
Ho combattuto il buon combattimento
Ultime notizie e raccomandazioni
Salut ed auguri

147
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175
178

19.

'20.
'21.
'22 .
23.
'24.
25 .

'26.
'27 .
28 .

GENESI
ESODO
LEVITlCO
NUMERI
DEUTERONOMIO
GIOSUE
GIUDlCI
SAMUELE (I n)
LlBRI DEI RE
CRONACHE 0-11)
ESDRA E NEHEMII
RUTH - ESTHER
TOBlA
GlUDlITA
MACCABEI (1)
MACCABEl (n )
GIOBBE
SALMI
PROVERBI
ECCLESIASTE
CANTICO DEI CANTlCI
SAPIENZA
ECCLESlASTlCO
lSAlA
GEREMlA - BARUC
LAMENTAZIONl
EZECHIELE
DANIELE

29. AMOS (Introduz. al profeti smo)

'30. OSEA - MlCHEA - NAHUM - ABACUC


'31. SOFONlA
ABDlA
GIOELE - GIONA
'}2. AGGEO - ZACCARlA
MALACHIA
'33. MArrEO
34. MARCO (lntroduz. ai si
nottici)

'35.
'36.
'37.
'38.

LUCA
GIOVANNI (Vangdo)
AITl DEGLl APOSTOLl
LETTERE Al TESSALO
NlCESl
'39. LEITERE Al CORlNTl
'40. LETTERE Al GALATl E
ROMANI
'41. LEITERE, Al COL., EF.,
FIL., FILEM, ( Lenere dal
la prigionia)

'42 . LETTERE A TIMOTEO


E A TITO (Lettere pastorali)

'43. LEITERA AGLI EBREl


'44 . 1-2 PlETRO - GlACOMO

. GIUDA (Lettere cattoliche)

'45. LEITERE DI GlOVAN


NI
'46. APOCALISSE

N.B. L'asterisco indica i volumi usciti o di prossima pubblicazione.

l. Questioni di terminologia *
L'anticrura cristiana ci ha trasmesso una serie di scritti di carar
tere assai particolare, comunemente denominati acta martyrum:
gli art! dei martiri. Si ttatta di resoconti di processi e di esecuzioni, inflitti a uno o piu cristiani in ragione della loro fede in
Cristo. Il termine acta , qui, non va inteso nel senso tecnico di
procedimento verbale di una sessione giudiziaria, che condanna i
cristiani. In nessun caso si tratta di un documento ufficiale proveniente dalla magistratura imperiale: tutt' al piu, di uno scritto
oel quale tale documento e srato utilizzato. Ma, poich negli
scritti in questione uno degli element importanti e il processo, il
confronto col giudice [etreno, dava nti al quale il canfessare pronuncia la sua testimonianza, il termine acta non e del tutto mproprio. Del resto, fuori de! gergo burocratico il termine latino
acta sta anche a designare azioni coraggiose, gesta, e di gui puo
applicarsi senza difficolta al comportamento eroico del mar tire,
che sopporta azione giudiziaria, torture e morte in nome della
sua fede. Quindi l'espressione acta martyru11l, purch non la si
prenda in un' accezione strettamente burocratica, ma in senso lato, a comprendere tutta la serie di afflizioru che il fede!e di Cristo deve subire nel suo confrontarsi col potere temporale, e giustificabile, e non proviamo imbarazzo a utilizzarla 1. Si trova a
volte, aggiungiamo, il termine gesta, che nella sua accezione e nel
suo impiego coincide perfettamente con acta .
Esiste anche, per designare gli scritti relativi al martirio, il
termine passiones, in uso fin dal principio della latinira. cristiana

Ir

Per le abbreviazioni bibliograHche si rrn via, in genue, aUa Bibliografia generale .


Per un'opinione diversa si veda tra gli altri Lazzali, p. 9 sgg.

PASSIO PE RPETUAE ET FELICITATIS

15

.5

10

.5

saris scilicet, et natali eiusdem pugnaturis? Aut non tua gloria


est, si pinguiores illo producamur?)
4. Horruit et erubuit
tribunus; et ita iussit illos humamus haberi, ut fratribus eius
et ceteris facultas fuerit introeundi et refrigerandi cum eis,
iam et ipso optione carceris credente.
17, 1. Pridie quoque cum illam cenam ultimam, quam libe~
ram vocant - quantum in ipsis erat, non cenam liberam sed
agapem - , cenarent, eadem constanda ad populum yerba iac
tabant, cornminantes iudicium Dei, contestantes passionis
suae felicitatem , inridentes concurrentium curiositatem, dicente Saturo: 2. Crastinus satis vobis non est? Quid
liben ter videtis quod orustis? Hodie amici, eras inimici. Notate tamen vobis facies nostras diligenter, ut recognoscatis
nos in die illo) . 3. Ita omnes iode adtoniti discedebant, ex
quibus multi crediderunt.

18, 1. Illuxit dies victoriae illorum, et processerunt de carcere in amphitheatrum, quasi in caeluro, hilares, vultu decori,
si forte gaudio paventes non timare.
2. Sequehatur Perpe
tua lucido vuleu et placido incessu, ut matrona Christi, ut Dei
delicata, vigore oculorum deiciens omnium conspectum. 3.
Item Felicitas, salvam se peperisse gaudens ut ad bestias pugnaret, a sanguine ad sanguinem, ah ohstetrice ad retiarium,
lotura post partum baptismo secundo.
4. Et curo ducti es-

14 . /utrit 2, }: lTt!rit 1 lit ret 4, 5 edd.

PASSIO NE DI PERPETU A E FELlCITA

16 18

'39

noi, destinad a scendere nell' arena il giorno del suo compleannp?


Non torna forse a tua maggior gloria se vemamo condotti al circo
ben bene ingrassati? .
4. TI tribuno trasali e arrossl, e ordino
di trattarli piu umanamente, che venisse cioe consentito ai fratelli di le e agli altri di avvicinarli e di pranzare con loro. A quest' epoca, il so ttufficiale preposto al carcere era gia stato convertito.
17, 1. Anche iI giorno prima dei giochi, mentre consumavano <
l'ultma cena {queIla che chiamano libera: ma per loro non era
una cena libera, bensl un 'agape), essi tutti, dando prova del medesimo coraggio mostrato da Perpetua, si rivolsero alla folla minacciando il giudizio di Dio, esaltando la gioia del loro martirio, <
deridendo la vana curiosita di quanti erano accorsi per vederli.
Diceva Saturo: 2. Non vi basta domani? Com'e possibile che
guardiate tanto volen tieri proprio coloro che disprezzate? Oggi
amici, domani nemici! Ma osservate bene le nostre facce, affinch possiate riconoscerci, in quel giornm). 3. Cosl, non vi fu
uno che non si allontanasse sconvolto, e molti si convertirono.

18, 1. Splendette, infine, il giorno deIla vittoria, e passarono


dalla prigione nell' anfiteatro come se fosse in cielo, esultami ma
pieni di dignita, trepidan ti forse, ma di gioia, non di paura. 2.
Li seguiva Perpetua, con volto luminoso e incedere calmo, da vera sposa di Cristo, la prediletta di Dio, e aveva una forza tale
nelio sguardo che nessuno fu in grado di sostenerlo. 3. Anche
Felicita gioiva di aver partorito senza danno e di poter combattere contra le fiere, pass ando da sangue a sangue, dalla levatrice
al reziario, decisa a bagnarsi, dopo il parto, di un secando batte- <
simo. 4. Condotti alla porta, volevano costringerli a indossare,

17, 9. in die il/o cfr . Soph. 1,10 sgg.; 2 Ep. Tim . 4,8
E... . lo. 11 ,45; 12,42; Act. Ap. 4,4

9' 10. tx ... creddertmt

cfr.

14

10

l'

lO

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

sent in portam et cogerentur habitum induere, viri qudem


sacerdotum Saturru, feminae vero sacratarum Cereris, generosa illa Perpetua in fnem usque constantia repugnavit. 5.
Dicebat enim: Ideo ad hac sponte pervenimus, ne libertas
nostra obduceretur; ideo animam nostram addiximus, ne tale
aliquid faceremus; hac vohiscum pact sumus. 6. Agnovit
iniustitia iustitiam: concessit tribunus, quomado erant, simplidrer inducerentur. 7. Perpetua psallehat, caput iam Aegyptii calcaos. Revocarus et Saturninus et Saturus populo
spectanti comminabantur. 8. Dehinc, ut sub conspectu Hilariani pervenerunt, gestu et nutu coeperunt Hilariano dicere:
Tu nos, inquiuot, te autem Deus, 9. Ad hoc populus
exaspera tus flagellis eos vexari per ordinem venatorurn postu~
lavit; et utique gratula ti sunt quod aliquid et de dominicis
passionibus essent consecuti.

19, 1. Sed qui dixerat: Petite et acclpletiS), petentibus


dederat eurn exitum quem quis desideraverat. 2. Nam, s
quando inter se de martyrii su voto sermocinabantur, Saturninus quidem omnibus bests velle se obici profitebatur, ut
S scilicet gloriosiorem gestaret coronam,
3. ltaque in comnUssione spectaculi ipse et Revocatus leopardos experti, etiam
super pulpitum ah ursa erat vexatus.
4. Saturus autem nihil
magis quam ursum abominabatur; sed uno marsu leopardi
confid se iam praesumebat. 5. Itaque cum apra submini~
ro straretur, veDator potius qu illum apro subligaverat, subfos~

18 10. Cerens 2, 3" (elr. August. civ . 11 26,2: SIlcrati CAelesns Le. dNe Cae/el/is);
ce:emm 1 coreens Jb om. 4, S ceren edd.
11 . lo Perpetua 3: illo 1, 2 edd. om .
4,5
6 . zpse
' et Rev?COIUS J O, 4 ,
19, , . post caronam desinit 3b I post itoque add. cum 4, ,
S Be Ru Mu: revoca/UJ 1, 2 Ro om. LaNc (pp. 34') jps~ cum revoca/o como Fr (p. 93)
approbante Sh I leopardos 3: leopardm 2 ante corr., S', 5 leopardo l . 2 post corro Ro Fr
Sh La leopardum 4, 5" Be Ru Mu I exprrti 3-, 4, 5, 5 b Be Ru Mu: expertus 1, 2 Ro Fr Sh
La experti essrnt 5"
7. eral IIcxa/us 1, 2, Ro Fr Sh La: vexati fIInt 3", 4, 5 Be Ru Mu
(post v~ati SUftt desinit 3' )

PASSIONE DI PERPETUA E FELICITA

18 - 19

14 '

gli uomini l' abito di sacerdoti di Saturno, le donne quello di iniziate di Cerere, ma Perpetua, questa donna coraggiosa, vi s'op~
pose con forza incrollabile.
5. Disse infatti: Siamo giunti al
martirio spontaneamente, proprio perch la nostra liberta non
venisse incatenata; abbiamo rinunciato alla nostra vita, proprio
per non essere costretti a far cose simili: questo era il parto che
avevamo concordato).
6. L'ingiustizia riconobbe cio che era
giusto: il tribuno consenti che venissero fatti entrare vestiti cos1
com' erano. 7. Perpetua cantava vittoria: gis. calcava sotto il
piede la testa dell'egiziano. Revocato, Saturnino e Saturo presero a minacciare la folla.
8. Poi, giunti che furono al cospetto
di Ilariano, con gesti della mano e ceoo del capo gli fecero capire: Tu a noi, roa a te Dio. 9. Al che la folla, esasperata,
cruese che venissero fustigati sfilando davanti a una schiera di
gladiatori: ma quelli furono ben Heti di subire uno dei supplizi
della passione del Sjgnore.

<

19, 1. Ma colui che aveva detto: Chiedete e vi sara dato,


poich l' avevano chiesta, diede a ciascuno la morte che desidera~
va.
2. Quando il discorso era caduto sol genere di martirio che
avrebbero desiderata, Saturnino aveva dichiarato che avrebbe
voluto essere esposto non a una, ma a tutte le Here, appunto perch la corona risultasse la piu gloriosa possibile. 3. E infatti,
proprio all'inizio dei giochi, prima Iotto, assieme a Revocato,
contra i leopardi, poi fu legato sul palco ed esposto agli assalti
dell'orso. 4. Saturo invece non detestava nulla piu dell'arso:
sperava, piuttosto, di venire ucciso dal morso di un leopardo. 5. E infatti, esposto a un cinghiale, non fu lu a morire, <
bensi, qualche giorno dopo i giochi, il cacciatore che lo aveva le-

18, 12-). l/e ... obduceretur cfr. Ep. Gal. S,l (iuxta venionem latinam veterem: vide TLL
IX 2, col. 41 , r. 22 sgg.l
16'7. caput ... calcans cfr. supra 4 ,22; 10,30; Gen. 3,15
19, 1. Pe/ile et lccipieJis Ev. lo. 16,24

'4'

PASS IO PERPETIlAE ET PEU CITATIS

PASSIONE DI PERPETUA E FELICITA

sus ah eadem bestia post dies muneris obiit; Saturus solummodo tractus esto 6. Et cum ad ursum substrictus esset in
ponte, ursus de cavea prodire noluit. !taque secundo Saturus
inlaesus revocarur.
20, 1. Puellis autem ferocissimam vaccarn, deoque praeter
consuetudinem comparatam, diaholus praeparavit, sexui earum etiam de bestia aemulatus.
2. Itaque dispoliatae et reticulis indutae producebantur. Rorruit populus alteram resp, ciens puellam de1icatam, alteram a partu recentem stillantibus
mammis.
3. Ita revocatae et discinctis indutae. Prior Perpetua iactata est, et concidit in lumbos. 4. Et ubi sedit,
tunicam a latere discssam ad velamentum femoris reduxit,
pudoris patius memor quaro doloris . 5. Dehinc, acu requi10 sita, et dispersos capillos infibulavit; non erum decebat martyram sparsis capillis pati, ne in sua gloria plangere videretur.
6. Ita surrexit, et elisam Felicita tem cum vidisset, aeeessit et manum ei tradidit et suscitavit illam.
7. Et ambae
pariter steterunt. Et populi duritia devicta, revocatae sunt in
15 portam Sanavivariam.
8. Illic Perpetua a quodam tune catechumeno, Rustico nomine, qui ei adhaerebat, suscepta et
quasi a somno expergita - adeo in spiritu et in extasi fuerat circumspicere coepit, et stupentibus ornrbus ait: Quando,
inquit, producimur ad vaccam illam nesco quam? 9. Et
20
cum audisset quod iam evenerat, non prius credidit nisi quas-

20,

17.

a somllo ~rgiw

somllo expetgefac/(J

2, 4, 5

143

gato al cinghiale, e proprio per le ferite infertegli dalI 'animale;


Saturo, invece, venne solo trascinato in giro per l' arena. 6. Fu
poi legato al palo del palco, esposto all'orso, ma l'orso si rifiuto
di lascare la gabbia. Casi, per la seconda volea, Saruro ne USc1
illeso.
20, 1. Per le giovani donne, invece, il Demonio aveva prepa.
raro una vacca ferocssirna (che proprio per questo era srata scel.
ta, contro il normale uso circense), certamente aIlo scopo di stabilire un'odiosa corrispondenza cal lara sesso. 2. Esse dunque
vennero fatte scendere nell'arena spogliace delle loro vesti e av. <
voIre in reti. La folla rabbrividi vedendo che una era una fanciulla di eccezionale bellezza, e, l'altra, una donna che aveva appena partorito, col latte che ancora gocciava dalle mammelle. 3. Furono aliara richiamate e vestire di una tunica senza
cintura. La prima ad essere colpita fu Perpetua, che cadde sulla
schiena. 4. Tiratasi a sedere, trovo la forza di aggius tarsi la
turuca, strappata su un fianco, in modo da coprire l'anca e la co.
seia, dandosi maggior pena del pudore che del dolore. 5. Poi,
chiesto un fermaglio, raccolse e fisso i capelli sciolti: non era decoroso che una martire patisse coi capelli sciolti: non doveva <
sembrare in lutto in un momento tanto glorioso. 6. Quindi si
alzo e, vedendo che Felicita era stara gettata a terra, le si avvicino, le tese una mano e la fece alzare. 7. Ambedue stettero a
pie fermo. La durezza di cuore della folla fu vinta, e vennero ri- <
chiamate alla Porta della Vira. 8. La Perpetua, ruutata e come
risvegliata dal sonno (cosi intenso era stato il suo rapimento nel. <
l'estasi e nello Spirito) da parte di un catecumeno di nome Rusti.
ca che le stava vicino, si guardo attorno e, tra lo stupore di tutti,
disse: Quand'e che verremo esposte alla vacca? . 9. Avendo
appreso che era gia accaduto, non vi credette se non dopo aver

20,

1 edd. : de

1 9 ' 20

17 in $piritu el in exliUi ueral d r. Gen. 2,21 (vide Terl ull. de anima 45 ,3); Apoc.

1, 10

144

10

15

20

PASSIO PERPETIJAE ET FELICITATIS

PASSIONE DI PERPETUA E FEU CITA

20, 2I

145

clam notas vexationis in carpore et habitu suo recognovisset o 10. Exinde accersitum fratrem suum, et illuro catechumenum, adlocuta est dicens: In fide 5tate et invicem Qmnes
diligite, et passionibus nos tris ne scandalizemini .

constatato i segni dello scontro su! carpo e sulla veste.


10. Fece quindi venire suo fratello (Iui pure catecumeno) e gli disse:
State saldi nella fede e amatevi I'un l'altro; e non perdetevi <
d'animo a causa del nostro martirio.

21, 1. Item Saturus in ala porta Pudentem militem exhortabatur dieeos: Ad surnmam ), inquit, certe, sicut praesumpsi et praedixi, nullam usque adhuc besdam sensi. Et
Dune de toto corde credas: eece prodeo illo, et ah uno morsu
leopardi consummor. 2. Et statim in fine spectaculi leopardo obiectus de uno morsu tanto perfusus es! sanguine, ut
populus revertenti illi secundi baptismatis testimonium reclamaverit: Salvu m lotuffi. salvum lotuffi ). 3. Plane utique
salvus erar qu hac modo laverat. 4. T une Pudenti militi
inquit: Vale , inquit, et memento fidei et mei; ~t haec te
non conturbent, sed confirment. 5. Simulque ansulam de
digito eius pett, et vulneri suo rnersam reddidit ei hereditatem, pignus relinquens illi et memoriam sanguinis.
6. Exinde iam exanimis prosternitur curn ceteris ad iugulationem solito loco.
7. Et cum populus illos in medio postularet, ut
gladio penetranti in eorum corpare oculos suos cOnlltes homicid adiungerent, ultra surrexerunt et se quo volebat populus
transtulerunt, ante iam osculati invicem, ut martyrium per
solJemnia pacis consummarent.
8. Ceteri quidem inmobiles
et curo silentio ferrum receperunt; multo magis Saturus, qu
et prior ascenderat, prior reddidit spiritum, nam et Perpe-

21 , 1. Saturo, che si trevava presso un'altra porta, esortava a


sua volta la guardia, Pudente, dicende: Vedi bene: come avevo
sperato e previsto, non una fiera mi ha ancora toccato. E affinch tu ora creda con tutto il tuo cuore, ecco, io ora entro nell'arena e vengo ucciso da un sol morsa di leopardo.
2. E non
appeoa fu esposto al leopardo (i giochi volgevano ormai al termine), perse tanto sangue al primo morsa che, mentre lo trascinavano fuori, la folla "gli grido, a testimonianza del suo secondo <
battesi mo: Salvo e ben lavato! Salvo e ben lavato! .
3. E
certamente poteva dirsi salvo uno che aveva fatto quel genere di
bagno. 4. Disse aliara a Pudente, la guardia: Addio, ricordati
di me, ricordati della fede : che queste cose non ti turbina, ma ti
fortifichino.
5. E nello stesso tempo si fece dare uo anello
che portava al dito, lo intinse nella sua ferita e glielo restitul, in <
eredita, come pegno del suo amare e ricordo del suo martirio. 6. Quindi, ormai privo di conoscenza, fu trascinato con
7. Ma
gli altri per essere giugulato, nelluogo a co preposto.
siccome la folla chiedeva che venissero portati nell' arena, per poter aggiungere i propri occhi alla spada che penetrava nei loro <
corpi come complid dell 'omicidio, si levarono spontaneamente e
si portarono bene in vista dove li voleva la folla; non prima, pero. di essersi scambiati i1 bacio di rito, cos1 da affrontare il martirio con questo gesto di pace.
8. Gli altri ricevettero il ferro
immobili e in silenzio, in special modo Saturo, che, salito sul patibolo prima di Perpetua, prima di Perpetua era spirato (anche in

2). In fMe l tate 1 Ep. Coro 16,13


23'4. inviCfflJ .. diligile cfr. Ev. lo. 13 ,34;
1:5,12 . 17 ; Ep . Rom. 13,8; 1 Ep. Thess. 4,9; etc.
24 . pauionibul ... lcnnCJ/izcmini
cfr. Ev. Matth. 26,31.33; Ev . Marc . 14,27.29

PASSIO PERPETUAE ET FELICITATIS

25

JO

PASSIONE DI PERPET UA E FELICIT A

21

'47

tuam sustinebat. 9. Perpetua autem, ut aliquid doloris gustaret, inter ossa conpuncta exululavit, et errantem dexteram
tirunculi gladiatoris ipsa in iugulum suum transtulit.
10.
Fortasse tanta fernina aliter non potuisset occidi, quae ah inmundo spirtu timebatur, nis ipsa voluisset.
11. O fortissim ac beatissimi martyres! O vere vocati et electi in gloria m
Domini nostri lesu Christi! Quam qu magnificat et honorficat et adorat, utique et haec non minora veteribus exempla in
aedificationem ecclesiae legere debet, ut novae quoque virtutes unuro et eundero semper Spirtum Sanctum usque adhuc
operari testificentur, <et > omnipotentem Deum Patrem et Fillum eus Iesum Christum Dominum nostrum, cui est claritas
et inmensa potestas in saecula saeculorum. Amen.

quella circostanza lui la precedeva). 9. Perpetua, invece, per


provare almeno un po' di dolare, quando la spada le arrivo
all'osso lando un urlo e guido le stessa contro la propria gola
I'incerta mano del gladiatore inesperto.
10. E da credere che
una donna siffatta non avrebbe potuto essere uccisa se essa stes- <.
sa non I'avesse voluta: tanto grande era il timare che incuteva allo spirito immondo.
11. O fortissimi e beatissim martiri! O
veramente chiamad ed eletti ad aver parte nelia gloria del Signor
nostro Gesu Cristo! Com'e giusto e necessario che cm onora, ti conosce e adora i1 suo nome legga anche queste testimonianze,
non inferiori alle antiche, ad edificazione della Chiesa: affinch
anche i nuovi atd di virtu testimonino che un unico e sempre
medesimo Spirito Santo e turr 'ora operante, e con esso l'onnpotente Dio Padre e il Figlio suo Gesu Cristo nostro Signore, al
quale e splendore e irnmensa potest3 nei secoli dei secoli. Amen.

11, J2 . el inser. edd.

lI,

33-4. cui ... Amen cfr. Apoc. 5, 13 ; 7, 12

MARTYRIUM PIONIl
Testo crtico a cura

di A. Hilhorst
Traduzione

di Silvia Ronchey

BJBUQCRAFlA

Notizia
Pionia fu martirizzato a Smirne il 12 marzo 250, al tempo dell'imperatore Decio (249-51). Il testo di quesco Martirio fu redatto a
Smirne (ma I' Qutare e ignoto) poco tempo dopo gli avvenimenti descritti, e comunque nella seconda meta del terzo secolo. Esso sarehbe fondato su un documento autobiografico redatto da Pionio sresS0, e complessiva mente e di grande valore, nonosrante alcuni rimaneggiamenti e amplificazioni.

Bibliografa essenziale
T.D. Barnes, Pre-Decion Acta Martymm, (c The Journal o Theological Studies n. s. XIX 1968, pp. 509-3 1.
] . den Boeft - J. Bremmer, Notiuncttlae Martyr%gicae. lII, Some
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Christianae XXXIX 1985, pp. 110-30.
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pp. 164-8 (= Gero).
A. Hilhorst, L 'Ancien Testamen! dans la polmique du martyr Pio1JiUS, Augustinianum}) XXII 1982, pp. 91-6.
G . Kehnscherper, Apokalyptische Redewendungen in der griechischen
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Texte und Uncersuchungem) 115). Berlin 1975, pp. 96-103.
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(J ahrbuch f r Antme und Christentum , E rganzungshand 8),
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15 1

1.M. Sauget, Pionic, in Biblio/heca Sanctomm X , Roma 1968,


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SICLA

Fra
Hei
Kur
Lan
Lig

Sigla
M

Mardanus gr. 359, saec. X

Mu
Rob
Sch

Abbreviazioni pertinenti agli editori e ai commentatori (ved.


indicazioni complete nella BibliograHa essenziale e, ove occorra, nella Bibliografia generale) :
arm
lat
pal
Ge'
Ge'
Kn '
Kn'
Kn'
Kn'

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R. Knopf - G. Krger, Ausgew,;hlte Mirtyrerakten", (<< ~am
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Quellenschriften n.s. 3), Tbingen 1929', PP:. 4557:.
R. Knopf - G. Krger - G. Ruhbach, Ausgewahlte Martyrer
akten, (<<Sarnmlung ausgewahlter kirchen- und dogmengeschichdicher Quellenschriften n.s . 3), Tbingen 1965\
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Epit

153

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rB.

MARTIRIO DI SAN PIONIO


IL PRESBITERO E DEI SUOI COMPAGNI

MAPTTPION TOY AfIOY mONIOY


TOY TIPEl:BYTEPOY KAI TON l:YN AYTO!

1, 1. TaTe; fJ.VE-lCXL<; 'twv rlWIJ XOl"wvETv Cbtcr"tOAOC; 7tCXpCXlva, 'Ylyvwaxwv O'tl 'te ~\IifJ.1JV 1tolsta9ctl 'twv urlWc; fJ.E."ta xexp8(cxc; 7teX01)t; EV 1ta-tE.t OlCXYEVOfJ.lvwv lmanpCEl 'tOUC; .LlfJ.ETaBcxl
". xp""w aAov"x~. 2. IIwv(ou S. 'o flcXP'"PO~ xod fliXA5 AOv flEflv1joaO<L "poaiXEl a,6" xod ~" '''ESfflEl "" x60fle,> "oAA01:'~ &"" i~ "A:V7j~ ''''''PEej.EV &"o"oAlXO~ &v1jp 'WV x<xg'
~fJ.aC; yE-V.LE.VOC; mi 't&AOt;, on lXAi91j 1tpOC; xpwv xal EJ.LCXP'tP1Jae., 'to m5rrpCXfJ.fJ.CX 'tO'tO xa:rtAl1tE.V tiC; vOU9talCXV ~fJ.E."t.P(Xv
E1tL 'ta xal vv EXElV ~fJ.<; fJ.v1JJ.Lcruvcx jc;; olocxaxcx).,lcxc; Ctll'to.

2, 1. M1Jvot; ex'tou OE.l)'tlp~ [CJ'tafJ..vou, aa~~cX't~ fJ.E.Ac.p, lv


~flp~ 'o fl<XX<XP(ou flcXP'"po~ TIoAUXcXp1tOU, i",o~

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xcx'ta LlixlOV, auvEAl<p9rO'ClV IItVlOt; 1tpE.a~

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ov Illvtot; 1tpO fJ.lt; TJfJ.PCXt; -cWV TIoAuxp1tou jf,\lE9A(W'J e.tBEv
~" SEr ,<x-q 'ii ~flp~ <Xlho'~ OUn7j~aiiV<X1.
3. "Ov olv flE'Ca jt; I:a~(\I1Jt; xcd 'tO AaXA1J7tleXoou lv \lra'tE.l~, Wt; e.Wtv ht
10

CXpLOV 8a cx\hou~ cru)..).:TcpOrVCXl, )..cx~wv xAwcr'!a~ )..crEt~ 'tpf,i~


1tf,pl91jXf, 1tEpt -COV 'tptiXTAOV roO'tO 'tE. XCXl LCX~(Vr~ X<Xl

1, 6. poSI uvTp suppl. xalup tU; Sch


1, 1. tata.t.tvou. aa.pM:'t~ .t.tT)'~ Lig: lVtata.t.tWlU aa ~~'tou .t.tT)'ou M
c:dd.

1, l. L' Apostolo ci esorta a mettere in comune le memorie dei


santi, ben sapenclo come il rcordo di coloro che vissero rettamente e con tutto il cuore nelIa fecle corrobori quanti, a loro mi
tazione, vogliono realizzare la virtu. 2. Tanto pio. dunque conviene ricordare il martire Pionio, poich quando dimorava in
questo mondo, fattosi nel nostro tempo vera e propdo apostolo,
molti uomini distolse dall'errore; e quando infine fu chiamato
al Signore e sopporta il martirio, lasca a noialtri questo scdtto
quale monito a coltivare ancor ogg la memoria del suo insegna- <
mento.
2, 1. Il secondo giorno del mese sesto, in occasione del Grande Sabato e nelIa festa del beato martire Policarpo, durante la
persecuzione di Decio, furono tratt in arresto il presbtero Pionio e Sabina, assertrice della fede, e Asclepiade e Macedonio e
Limno, presbtero delIa Chiesa cattolica. 2. Ora, la vigilia della festa di Policarpo, Piono aveva visto in sogno che l'indomani
li avrebbero arrestati. 3. Cosl, mentre si trovava con Sabina e
Asclepiade a osservare il digiuno, prevedendo quel che sarebbe
avvenuto j] giorno dopo prese tre cordami e li avvolse al eolio
preprio e a quello di Sabina e di Asclepiade; e rimasere in casa,

1,

l.

Tai"~

... XOtvWyti"v Ep. Rom. 12,13

<
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MARTIRIO DI PIONIO

MARTYRI UM PIONll

'Acrx).:rlm30u, xal EEE3.xo\rto EV 'tW OlXW. 4. To'to BE E7t0(.


1)crE.\I U7tEp 'tWV &7tarO!Ltv)V au't'v, ~7}3E ll7tovo71crad 'twa~
O'tL w~ Ol A0l7tOl U7teXroucr~ 1.l.lapocpaijcral, &).,A' tva d3wcrt 7teXv'tEr; hL xExplxaaLv de:; lPu)..ax~v Eu8w~ <X7t<XX8'ijv<x1.

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10

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3, 1. IIpoaEUEafltvwv oE <xu'twv xcd AapV'twv ap'tov ar LOV


XctL 3wp 'te!> crapp't~ t7ttcrTI} ctu'totr; lloAtflwv o VEWXpO~ XctL
ol crUv a\h~ 'tE.'tarflVOl &va~rnlv xai ~1xElv 'tou~ xptcr'ttctVOUr;
ime<," xa .Llapo,!",yirv. 2. Ka, <>T)alV v<wx6po~' O!1>a.
'tE 7teXv'tW~ 'te BLC'tctrfla 'to ctlhoxp'topo~, w~ xe;).,E.El flar;
tm8Elv 'tOlr; 8EOt~.
3. Kctt lllvto~ tcpr' OtOctflEV 't0:
7tpocr'trfla 'ta 'to OEO EV orr; XE.AEEL ~~a~ alh0 flv~ 7tpocrxuveXv. 4. IloAiflwV Et7tE.V "E)"8E'tE ov d~ ttv aropo:v xax<l 7t<laefa<aeo>. Ka f Ealllva xa 'AaXAT)mcioT)~ <<>T)aav'
'HflEl~ OE0 ~wv'tt 7tEL6fLE6ct.
5. THyEV ouv autOUr; ou ~E'tcX ~(ct~. KctL 1tpoE.)"6vtwv autwv doov 1t&V'tE~ lht oE.a.LcX EIFpouv, xai w~ E7tl 7tctpaoE~ (JUVOpct.LEV EV tXEl OXAO~ wcr'tE
W6EtV a)..)..fAOUt;. 6. Kctl E)"6vtwV de:; 't~v aropeXv, EV 'tri
a,o~ -q &va,oAlx, lv -q Ol7tAlOl, iY<.L'aeT) 7t<laa f &yop& xa
ctl 7tEp~ctt cr'toctl <EAATvwv 'tE xctl 'Iouoa{wv XCXl yuY<XlXWV'
laXAa~ov yap Ola ,0 <Ival .L<ra acippa,ov.
7. 'Avl<"av O,
xal E1ti 't0: ~eXOp<x xal 7tl ta xlpWtla axo7tov'!E,~.

4, 1. "'E<Tt'T)aav ov a\hou~ EV .Ltcr~, xal IloA.Lwv tI1tE.v


KCXAOV .Lar; tanv, w Iltvl!;" 1tE.tOctpx1aat XctSo: Xctl 7teXVtE.t;
xctl EmOcrat, lVCX .L~ xoAacrSTjn. 2. 'Ex'tE(vcx~ OV TIJV XE.tpct
Illvlo~ t;latOp~ 't~ 7tpocrW7t~ a7tE.Aoyfcrato d7twv' " Av3pE.e:;
, Ol E7tl te{) XeXA)..e.t l:.Lpv7J~ xaUxWfJ.EVOt, o E7tl t0 Mt)..1'\'tor;, wr;
cpcttE., rOfJ.'flP~ aE.flyuvfJ.EVOl, xal OttWEt; EV ul-ltv 'Iouoalwv

n. '!wv cll't<XTo.dvwv aih,,: '!O ebtaroiv(J1I alhwv Kn 1H Sch Hei 1 ""rOt: ,.d l Sin
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3, 16. 'A"toall edd. : &vtoall M
4, ,. ,!~2 Kn H Km: '!O M Ge Knu Mu I MAr'!o; edd. : ""iAlTor; M

2 - 4

15 7

ad aspettare.
4. Questo egli feee ad uso di coloro ehe lo dovevano portar via, perch nessuno si facesse l'idea che eondiscendessero come gli altri a cbarsi delle carni impure, ma tutti capissero, al contrario, che avevano deciso di farsi condurre direttamente in prigione.

<

3, 1. TI sabato, quand'ebbero pregato e assunto il pane santo e <


I'acqua, si presento Polemone, il guardiano del tempio, con i suoi
uomini, per inquisire i cristiani e trascnarli a sacrificare e a charsi delle carni impure. 2. Voi certo sapete del1'editto impe- <
dale fa il guardiano del tempio, e che esso v'impone di sacrificare agli dei_ 3. Conoscamo i cornandamenti di Dio, dsponde Pionio, nei quali egli c'impone di adorare lu solo. 4. Venite in piazza, disse Polemone, la obbedirete.
Sabina e Asclepiade risposero: Noialtri obbediamo al Dio Vivente . 5. Li condusse va senza dover ricorrere aUa forza; e
mentr'essi procedevano tutti vedevano che al colla portavano funi; e la folla accorreva a precipizio come dinanzi a una vista
straordinaria, casI da far ressa gli uni contra gli altrl. 6. Quando giunsero a destinazione, dalla parte del colonnate oriemale e
della doppia porta, la piazza tutta, comprese le gallerie superiori,
era gremita di grec e di ebrei e di donne: erano liberi da occupazioni per via del Grande Sabato. 7. Per vedere erano saliti anche sw gradini e sulle casse.
4, 1. Li fecero dunque fermare nel mezzo, e Polemone intimo: Pionio, vi conviene sottomettervi all' autorta come tutti gli
altri e sacrificare agli dei, se volete evitare la pena capitale. 2.
Pionio levo il bracco e illuminandosi in voho cominco la sua difesa , cos1 dicendo: Uomini che menate vanto della bellezza di
Smirne, che vi gloriate dei natali d'Omero, figlio, come voi dite,
del Hume Melete, e quanti ebrei si trovano fra voi, prestate orec- <

3, 7.8.

alh~

... npooxuvtTlI Deut. 6, 13; 10,20; 1 Reg. 7,J

lNTRODUZIONE

A.A.R. BASTlAENSEN

nell'accezione di passioni ciei martiri l: 10 si trOva ad esempio


in un canone del concilio d'Ippona del 393, il quale stabilisce che
a Haneo delle scritture canoni~he si debbono anche leggere. in
chiesa le passiones martymm 2 E evidente che in questo termme
e sottolineata, da una parte, l'idea di sofferenza, e che, 'altra
parte, e messo in evid~mza U.caratt~re n~rrativo: si tratta d~ u.na
narrazione di lotte e di dolor1, culmmantl nelia morte. La dlstmzione rispetto ad acta non e, a rgore di term~i, che .un~. distinzione di punto di vista. Ma l'impiego del termine passlO .5 lffipone
la clove l'elemento narrativo e preponderante, come 10 quello
scritto che, parzialmente redatto dalla sua propria mano,. r~eri:
sce gli avvenimenti a quali partecipava Perpetua durante 1 glorm
di prigionia'. Tuttavia, come si ~ detto, la par?la acta come termine generico e da raccomandars1, e ce ne serVlremo regolarmente neile pagine che seguono.

2. Influssi pagani alt'origine degli acta martyrum?


Che cosa ha portato i cristiani a comporre gli acta dei loro martiri? La domanda ha suscitato risposte svariate, ciascuna delle qua:
li merita la nostra attenzione. La prima di esse vi scorge fortI
connessioni pagane e aHonda le sue radici nella pregi~dizi~e sincretis tica che all'inizio di questo secolo, permeava gh studl sulle
origini del crlstianesimo. Si dava grande importan~a ai fra~men:
ti di papiro, scoperti in Egitto, che trattavano dI. p!OCeSSI e dI
morti subid da alessandrini per mano delle autonta romane. 1
frammend riflettevano il conflitto che non cessava di turbare i
rapporti tra alessandrini e romani, poich Alessandria, citta ellenica per eccellenza e centro di cultura, ~O? pote~a c?e. rassegnar:
si difficilmente alla preponderanza poltnca del latlnl, gente al
suoi occhi sprovvista di cultura. Durante i primi. ~ue secoli d~lla
nostra era questo conflitto si accendeva ad ogm lstante; veruva
complicato, a volte, da tratti di antisemitismo, feno~eno e.nde:
mico ad Alessandria, che ospitava un gran numero d ebre!. VI
furono sommosse, processi a Roma, chiamate di testimoruanza
1 Cfr. H.H. Jansen, Kultur und Spraclx. Zur Geschichte d~r a.~ten Kirch~ im Spiegel der
Spraclwttwicklung. Von Terluflian bis Cyprian , in LCP VIII, N1Jmegen 1938, pp. 14950

e 176.7; Hoppenhrouwers, pp. 5)5, 81-3, 11&-9, 15.5.7, 181.


.
1 Ved. C. Munier, Concilia Alricae a. 345 . a. 525, In CCL CXLIX, Turnholu 1974,
.
pp. 21 e 43 .
) Per il testo di questa pamo ved. pp.

114-47 della

presente raeeolta.

XI

dinanzi agli imperatori, recrtrnmazioni nei loro confronti, accu


se di lesa maesta e, spesso, vi fu la pena capitale. 1 nostri papiri
presentano gli alessandrini nelloro conflitto con lo srato romano
quali protagonisti della cultura ellenica, difensori dei valori della
patria, ved rnartiri, rnorti d'una morte gloriosa. Per stabilire la
parentela con gli atti dei martiri cristiani. l' erudizione moderna
si basava sull'aspetto giudiziario: i dibattiti Ira giudici e accusa
ti erano messi in luce, e si invento il termine di acta martyrum
paganorum, atti dei martid pagani. Si cercava anche di stabilire
rapporti fra questi acta e gli exitus virorum illustrium, le descro
zioni della fine di personaggi eminenti vittime di imperatori tirannici, che, a quanto dice Plinio il Giovane (Epistulae VIII 12,
4-5), erano di mano d letterati del suo tempo. E sotto l'infIusso
delle tendenze sincretstiche del principio del secolo si pervenne
alla tesi che gli acta martyrum christianorum erano scri tti di mano
cristiana, imparentati a questi exitus virorum illusmum e, soprattutto, modellati su questi acta martyrum paganorum l.
La tesi e insostenibile, poich i punti di contatto che collegherebbero gli acta dei martiri pagani a quelli dei martiri cri
stiani fanno difetto. Indubbiamente, 'ammirazione dnanzi alla
morte eroica di pagani non mancava da parte cristiana. Cosi,
Clemente dI Alessandria e Tertulliano presentano, quale esempio
per i loro correligionari, patrioti come Muzio Scevola e Attillo
Regolo, filosofi intrepidi come Eraclito di Efeso, Socrate e Zenone d'Elea, donne coraggiose come Didone e Lucrezia 2 Ma
non vi e alcuna menzione, nemmeno in Clemente, loro compatriota e, parzialmente, loro contemporaneo, n dei martiri
alessandrini n delle loro testimonianze davanti alle autorita, che
dovrebbero essere i modelli delle testimonianze cristiane. Sembra pIopdo che la storia dei nostri alessandrini fosse troppo
oscura per attirare l' attenzione cristiana. E non e immaginabile
che co che e.r a oscuro persino ad Alessandria potesse spingere i
cristiani d'Asia Minore, d'Africa, di Spagna alla redazione degli
atti dei loro martiri. D ' altra parte, quegli altri acta pagaru, gli
exitus virOrtlm illustrium di cui fa menzione Plinio il Giovane,
Tesi sostenuta tra gli altri da J. Geffcken, Die christlichen Martyrien ... , passim; per
il eomples5o di questi problemi ve.d . Deleha'ye~ pp. 113 .25 ~ ~ . Musurillo, The Acts
01 the Pagan Martyrs ... , pp. 260-2; ld., ChrlStlan and' Polmea] Martyrs ... )0, pp.
333-42.
~ Ved. H . MU5urillo, The Acts 01 rhe Pagan Martyrs ... , pp. 236-44; Delehaye,
pp. 114 5.
I

tUllO

MARTIRIO DI PlONIO

MARTYRIUM PlONll

au~1tcptlaW,

axoacx'tl ~ou oALya 1tpoao~cxAt!.rOIl.\IOU u~r..,. 3.


Axow yap o't~ E.1tt 'tor~ CXV'to~oAOat\l w~ E.mytAwvtt!.~ xat mxcxpo..,u~ 1tCXl"(\llO'" itrtta9t!. 'to e.xt!...,w.., aO"tXT)~aJ o't~ .Xvtt!.~
Em9ouat\l . 4. "Eou OE ~a~ 1l-"'J
"EAAT"'t!.;, 1td9ta9al 'tc{J
oloaaxcAC{J ~w.., 'OIl1)PC{J, o~ aull~OUAt!.El ~i oalO.., d..,al E.1tl
'tot~ &1to8viaxoual xcxuxaa8al.
5. l'~T.., ol, W 'louoaTm,
MwuaT~ XtAtU - '''Eav tO'!I~ 'to 1toCrlOV 'tO EX8pO aou
1tt1t'tWXO~ U1tO 'tov y~ov, o 1t<XptAe.cr-u &lAa eXVlC"tWV avaa't'fat!.l~ a't".
6. 'Ollow~ x!Xt ~OAOlLWV'tl ooe.t llCX~ 1td8e.a8!Xt
'''Eav 1t-cr-u i.X8p~ aou" 1 q>T)a, "lli i.1tlxap~, EV BE. 'tc{J U1tOaxe.Alallcx'tl cxu'tO 111} E1tapou".
7. 'Erw yap 'tc{J Ell~ oloaO-XcAC{J 1te.l8lle.vO~ a1t09",1)axe.lV cxfpollcxl /J.CXAAOV 1\ 1tapa~cx(ve.lV
'tO\U; Ayou~ a'to, xcxl &ywv(~Oll!Xl ~T aAAc~a~ &: 1tpw'tO'"
Ella8ov, E1tU'tCX XCXt E.o(3ex~a. 8. Tvw.., ouv xa'taye.Awalv Ol
'IouoaTm &aull1ta8w~; aL yap xexl EX8pol av'twv la.Le.v, wr, q>acrt.." a)..Aa aV8pW1tOL, E'tl &otxT)81vur,. 9. Alyoucrlv o't~ xatpoor,
1tappTaar, EXOlle.v. Eha" 'tva~ TfhxiaalltV; 't(va~ E.~OVtcralltVj
't(var, i.o~wEatJ.tv; 't(V<X~ dOWAOACX'tpe.1'V Tvayx:aa~e."'j
10."H
OLOV'tal ollOla e.Tval 'ta au'twv eXllap't1tJ.a'ta 'tot; vv U1t 'ttvw..,
Ola ~~ov av9pw1tlvov 1tpaooo.Llvm~; aAAa 'tooo'tC{J olacp-pu
oOC{J 'ta e.xocrla &.Lap't"].L!X'ta 'twv axouaLwv.
11. Tf~ yap
~v'Yx",o<v ' l ou8",(ou\ ,.hrr9rv"" '<\> B ).<pqwp; 1 'P"''Yiiv Suoa~ ve.xpwv; T 1topve.aaL aL~ 'ta~ 9uya'tlpa~ 'twv aAAocpAWVj
T XCl'taXale.w 'tor~ e.lOWAOl~ 'too~ UlOO:; xal 'tar, 9uya'tipa~; f yoyYCe.t\I xa'teX 'tO 8e.o; T xa'taAaAe.lv Mwuaiw:;; T axap~cr'tETv
e.e.pre.'tou.Livou~; f o'tpcpe.a9cn ti xapoqc d:; Ai.'ru1t'tov; 11 ava1

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15. "twwv

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' 59

chio al poco che ho da dirvi.


3. M'e giunta voce che voialtri
ridete e giubilate di quanti disertano la propria fede , e considera- <
te motivo di divertimento la loro debolezza, che cioe sacrifichino
4. Meglio per voi sarebbe, grec, sespontaneamente agli deL
guire invece il vostro maestro Omero, che suggerisce non esser
cosa pia gioire di chi perde la vita.
5. Quanto a voi, giudei,
Mose comanda: "Se vedi il sornara del tuo nemico accascarsi
6.
sotto la soma, non passare oltre rna fatti avant e rialzalo".
Parirnent, dovreste seguire anche il precetto di Salomone: "Se il
tilO nemico cacle", dice, "non rallegrarti, non esultare se quegli
inciampa"
7. Quanto a me, infatt, e in obbedienza al mio
maestro che scelgo di morire anzich trasgredire ai suoi precetti <
e mi sforzo di non scostarrni da que! che in primo tempo appresi
8. Di che dunque dovrebbero ridere i
e in seguito insegna,
giudei, invece di provare compassione? lnfatt, se anche fossimo,
corn'essi affermano, loro nemici, siamo tuttavia uomini, e per di
piu vttime d'ingiustizia.
9. Ci e concesso - osservano - dire
la nostra. E allora: a chi ahbiamo fatto torto? Abbiamo forse tru- <
cidato qualcuno? O perseguitato qualcuno? O costretto qualcuno
10. O forse essi ritengono non differsca dal
a venerare doH?
peccato loro il peccato d'idolatra ora cornmesso da alcuni di ooi
per paura d' altri? Ne differisce, invece, quanto il crimine volontario da quello coatto, 11. Chi ha rnai costretto infatt gli <
ebrei a sacrificare a Belfagor? O a cibarsi dd dooi immolad ai
rnorti? O a fornicare con fernmine di estranea progenie? O a fare
olocausto dei propri figli e figlie agl'idoli? O a mormorare contro
Dio? O a vituperare Mose? A mostrare ingratitudine verso il
propdo benefattore? A ritornare col cuore in Egitto? O, quando
4,11-2 . tn ... xa;uX&aOCXt Hom. Od. XXII 412
1)-'5" 'EQ;y .. o:'t Exod lJ,5,
Deut.22,4
16'7. 'Eay ... L1'tClpou PIOV . 24 ,17
28-9 "t'tAtaOijvCll . . . a).).o'fAWV Num. 2 5. 1-3: Ps. lOS,28; Os. 9, 10
30. XCl'tClXCl(tlV .. 9UTCX'ttpClo; 4 Reg.
2) ,10: Ps. lOS,3 78: Ierern . 7,Jl; 19,5; 39,35 Ezech. 23,39
J Ol . TO~~tlV ...
9EO Exod. lS ,24 -1 7,J ; Num. 11,1; 14,2-17,20; Ps. 105,25; 1 Ep. Coro 10,10
JI.
XtnexAClAtlV Mwuolwo; Num. 12 ,8
}14. ti arp'fEaOClL ._. tO"X0l'tOlijoClL Act.
Ap. 7,39-4 1
31 . atpllJlta6ClL ... Arrtmt0\l Exod. 16,3 ; Num. 14,2-4
32-}.
cXva~.VTOo; .. . VJ.ov Deu t. 9,9

160

MARTIRlO DI PIQNto

MART'fRlUM PIONII

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13. 'A)..)..a CT)"toat ~ho: d 'tWEC;
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33 , Mwuaiwo;
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(-) edd.:

Mwaiwo; M

38. post 0/-.90v e lin. 37 aAA&. ~'f''toO'tV

r6r

Mose sall per rcevere la legge, chi li obbligo a chiedere ad Aronne: "Facci degli dei", e a forgiare il vitello? E a tutti gli aItri
peccati che cornmisero, chi mai li costrinse? 12. Vero e che gli
ebrei possono confondervi. Percio fate eh' essi vi leggano il Libro
dei Giudici, i Re, l'Esodo e tutro quanto sta a prava dei loro <
13. Ci viene domandato come mai alcuni, senza coamisfatti.
zione ma di propro impulso, sono venuti a sacrificare. Ebbene,
forse che a cagione loro dovete disprezzare tutti i cristia
ni? 14. Pensate al mondo d 'oggi come a un mucchio di grano.
Di che cosa vi e rnaggior quantita, di grano o di pula? Quando
viene il massaro a ventilarlo col suo ventilabro, la pula, leggera <
com'e, vola via subito, al muoversi dell'aria, mentre il grano resta dove si trova.
15. Considera te, ancora, la rete che si getta
in mare: non turto quel che pesca e di pregio, CasI anche al
mondo d'oggi.
16. Perch seguitate, alIora, a volerci far patire? Perch siamo giusti? O invece siamo ingiusti? Se siamo ingiusti, come non patirete anche voi, che gli atti sressi provano ingiusti, il medesimo nostro? Se siamo giusti, ma aliara, se i giusti
patiscono, quale speranza avete voi? Se infatci a stento si salva il
giusto, che ne sara dell' empio e del peccatore? 17. Poich un
Giudizio incombe sol mondo: molti elementi ce oe danno certezza.
18. lo stesso, quando part in viaggio e percorsi intero
il paese di Giudea e varcai il Giordano, vidi una terra che mostra <
ancor oggi i segni dell'ira di Dio attirata su di essa dai peccati che
i suoi abitarori commisero: scannare gli stranieri, scacciarli, far
loro violenza.
19. Ho visto il fumo che da essa tutt'oggi si leva
e una terra incenerita dal fuoco, priva d'un frurto qualunque o
d'un qualsiasi umore.
20 . Ho visto anche il Mar Morto, spec-

33-4 . I!.t1tttV ... 9to~ Exod. 32,1


34 . LO~o1tOtijac(l Ex~ , 32 ,2-4 .8; Deut, 9,16;
2 Esdr. 19,18; Ps. 105,19
43'''. mx).w ... nIXpoY'tIX Ev. Matth. 13,
47-9
45'50. nGlo; .. , qxt'Jti'tIXL 1 Ep. Pet. 4,1 58
49-50. t! ... !pIX'Jti'tat
Prov. 11 ,31
'2'4 , .v ... oprll'J Sapo 10,6-7
54 , "tiy ... 6py~'J Gen .
19,24-5
'4-6, 8t' ... I5t.or:~f.LtYOt Gen , 19,4-9
56. xanvOv ... ya~ayoY'ta
Gen , 19,28
,6-7 , XU7tYOV ... XClp7!"O Sapo 10,7
57 , yijY ... 'tt'ttIPPwLlY7JY
2 Ep. Peto 2,6; Ep, ludo 7 I o'LOlpoV ... xapT.o Gen, 19,25

162

60

M ARTIRIO DI PIONIO

MARTYRIUM PIONO

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'wV l"l fLpOO, ,Ix x"O).oo rv",aO. 24. eH/> 8~ fL"P'"PfL'O"
u~v 1tEPl TIj~ .Lf.)..)..O01J~ ~h& 1tUpot; yrVe.o9aL XplO'EWt; U1tO aEO
8ux 'tOU AOU cxu-ro 't"O XplO"'tOG. Kcd 8l<x 'to'to 'tolt; AEYOflvot; 9tlt; f.Lwv ou ACX'tpe.O.LEV xext 't' dXVl 'tf x,puaf ou 1tpoO'XUVOllEV .

5, 1. To,,,,v 8. X"l AA"'V "OAAWV A.xO'n",v, W, l"l"oA\'


.L1) O'lW1t1lacXL 1'0\1 TIlVLOv, ;; 'tE VEWXpOC;; xcxt al aUv aU'titl xat
1tac;; OXAOC;; E.1tatT}aE 'tac; axoc;, WG'tE 'toaanv 01.lXcxv "fEVaO", W, fL'l8. rP~"l "V". 2. El,,6",o, 8. "eX).,v 'O TItoVlOO
:; hv ToTe; GEOle; uf.Lwv 00 A<X'tPEoflEV XCXt "t1\ dXVl 'tf X,puaf OU

'9. xo;tl sed. 5ch l o:pCJlv: qaLV, 5ch I &;oV1}O'OtO'O:Y M 5ch: :'tovTO'Otv.edd._
60.
63 . Kat: XO:ll Kur
64 . H yw. lllttC;: AlTw ,
urti't; Kur
64-6. Au8Cac; .. . ci(Jt~wY: v Kn(l)UXQ.uJ.lVTJ.... exemplum irnpiortm r,
01 8i. TtotT)"tat ~o\)(Jt\l "fO
c si ve tale quid 5ch
6, . yijv Hei Rob: yiiv ~txa
nA(WC; M Id .
66. post O:O't~WV lac. susp. H ei
66-7. Ai't\lllC;
1riip sed .
Rob
66. xal' secl. Hei
67. Poq ool.woIov: pOI~80I.ltW)\l dubitanter in app.
eL Ge 'twv lt' 'l'faA(at;,sive 1'~v Anta~(wv a:~p:mt'to_l.tt.VO~ Sch pOl;O(ltVOV Km
Hei
68; XPiO'IV: !JIuO'w _Hel, cfr; Ept', 3 1'wv 9tel-twv ~8~'twv ~ !JIuO'U;
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lx~aLvov ti ut0Ja(wv: l~~cnvov Lv UtOral~ ,edd. i xjjpaaetv U1t0r"'\~ Se~ Lx~~t\lov
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71. AtoTt't't edd. : ~lTt1'aL M 1 tX1tUpWO'!~t;
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7l . atUx!X).(wvo~ edd.: 8",uxaALWVOt; M
75 . 'tou :
'hO'o edd.

4 '

chio d' acqua alterata e stravolta nella sua natura ed estenuata dal
terrore di Dio e incapace di nutrire alean seme di vita, e chiunque vi si tuHi viene da essa espulso e riportato a galla: dentro di
s non riesce a trattenere un corpo umano; rifiuta di accogliere
l'uamo, per non venire a cagione dell'uomo ancora punita. 21.
Sto parlando di cose a voi remate. Ma vaialtri medesimi vedete e
descrivete la terra di Lidia combusta dal fuoco, che ancor oggi si
oIfre manito agli empi; e la vampa mugghiante dell 'Etna in Sicila, e finanche in Licia e nelle isole. 22. E se cio pure si trova <
lungi dal vostro sguardo, pensate all'uso comune di acqua calda, <
di quella, intendo, che scaturisce direttamente dal suolo, e riflettete qual e la fonte del calore, come mai ribolle, se non e da un
fuoco satterraneo che proviene. 23. E prendete quelle confla- <
grazioni e inondaziani di parte del globo, quali narrate vai nel
mito di Deucalione e noi nella stada di Noe: sono parziali,
perch da do che e stato in parte s'intende quel che sara del
tutto. 24. E per questo noi vi portiamo testimoruanza sul
Giudizio di fuoco che e prossimo a venire da Dio per via del Ver <
bo suo Cristo. Ed e questo il motivo per cui non veneriama vostri cosiddetti dei e non c pros triamo dinanzi al Simulacro d'Q ro .
5, L Mentre questo e molt'altro andava dicendo Pionio, senza quas mai tacersi, il guardiana del tempio e i suoi uomini e la
moltitudine tutta sta vano con le orecchie tese: il silenzio era tale
che non si udiva neppure un mormorio. 2. Quando Pionio di
nuovo proclamo: Non venedamo i vostri dei e non ci pros tria-

Su..,6:p.t.\lo..,: OU\lOtw.n'Y Sch

n'

65.6. xtxauJ.liV1}v . . a:O'tPW\I 3 Mach. 2,5; 2 Ep. Peto2,6; Ep. ludo 7


72. l7t1 NWE
Gen. 6,57,24
74. tij~ ... 6EO 1 Ep. Coro3, 13-5;2 Ep. Peto3,7
74-" , 'tii,~ ...
XpLG"tOi.i 2 Ep. Thess. 1,7-8
75-7. 1'Ott; ... 1tpoO'XUV00J.lEV Da.n . 3, 18
,. 5-6. TOt~ .. . 1tpOIlXU\100J.lt.V Dan. 3, 18

MARTYRIUM PiaNO

10

MARTIRIO DI PIONIO

7tpoaxuvof.LtV, llCX:Yov CXll'tOUe; de; 'te 7tct:L9pov Ele; 'to f.Laov xal
7tE.p~O"tTJacxv alhoTe; tWEe; 'twv aopcxtWV &~CX 't0 TIOllwVL EXl7tCXpOUV'tEe; XCXl OV'tEe;' 3. n ECa91l'tl ~f.Ltv, I1lVLE, fhl aE.
CPlAOf.LEV, xcxt (ha 7tOAo: &%oe; tT ~7}v, 1190ue; 'tE gVEXCX xcxt E7tlEtxE,(cxe;. KCXAV Ea-tl 'tO ~7}V XCX~ 'tO cpwe; 'tOU'to ~1tE.W , xcxt aAcx
'two: 7tAtOVCX. 4.'0 3i 7tpOe; cxlho;' Kayw Ayw O'tl XCXAV
aa-tt 'to (7}V, aAA' Exdvo xpEiaaov 1f.LE.te; E7tl7t090IlEV' xcxt 'te
cpwe;, &A' EXE.ivo 'te &Ar9lVV. 5. Kcxt 'tcxu'tcx f.Liv ouv a7tcxv'tcx
xcxA- xal oux we; 9cxva'tLWV'tE.e; T f.LlaOuvne; 'ta tpya 'tO 9wu
cpt"(Of.LEV, aAA' 'tpwv flE."(AWV 1tEp~OATI 'to'twv xcx'tacppovou~tV EVE.3ptuV"twv 1lle; .

1.,

6, 1. 'A~",v3po, 3<
&yoP""o, "ov~po, &v7p tI".v
" Axouaov ~Ilwv, TIlVLE . TI tVLO; ET1tE.v' 'E7tlAa~oj aU
7tap' EfJ.O &xouv' l yap aU o18cxe; oma, & Bi Eyw E1tllT'taf.lcxl aU
&yvo."' 2. 'O 3. 'A~",v3po, T9~cr.v "'Ihoii x""",y.iXv,
, E1td xcx( cpT)alV dpwvt~' Ta'tcx Bi 3la 'tLj 3. TIlvlOe; El7tE.Y' Ta'tcx tva fJ.i' 3LtPX~EVOl TI]V 7tAtv (.lwv 7tovo1l9WflE.V
we; fJ.lcxpocpcxiaov'tte; 1tpOaEAT)A9afJ.tv, xcxl tvcx f.l9T)'tE O'tL ou3i
t1tE.pw'ta9cxl &~lOf.LEV eXA& xpLvcxvne; oux de; 'te NEf.lEaeXOV
&)..)..' de; "tiv cpu)..cxxi'v a1tEPX/iE8a, xal tvcx f.l1 wC; 'toue; AomoUe;
" P('1' ~iJ.iX, crvv"'p".xcr",vn, 611t",y.xnn, &AA& 31& 'o tpop<Tv 3.aiJ.&
leXar'tE. 'teXXcx yap fLE'ta 3Ea.t.wv OUX ElOCXyyE'tE. 1.t.e; de; 't0:
d1iw", tliJ.wv . 4. K"" o'w, 'Ai~",v3po, ltpliJ.w9~. K""
1teXAlv txdvwv 1tOAAa 7tapaXcxAov'tWV aU'tev xaxe.lvou Atyov'toe;' O't'w xEXptXa(.lEv, xcxl 1tOAAa lAYXOV'toe; cxu'tote; xaL
15 1tEpt 'tWV (.ltAAV'tWV a1ta"(yAAOV'tOe; athote;
'AA~(Xv3poc; d7tE.V'

6, 2 . 'EltLA<x~oii: tltLPIi:AOU Sch


8. '1'0 NqJ.tatLOV edd. : '1'011 t.t.EOELOII M
I I.
'Yap: yp tiv Sch I dO'cr.yGyE't't M Kn lU, cfr. L. Radermacher, NeUlesramentliche
1
2
Grammalik 19 11 , p. 78 nI. 1; 1925 , p. 93 m . 1: tlO'T)y:ynt Gc: Kn 1 Mu dO'ayGTm"tt Sch
12. tiOwAa;: d8wAti'cr. edd. Sch

5 - 6

mo dinanzi al Simulacro d'Oro , li condussero allo scoperto nel


mezzo della piazza e si fece loro attorno un gruppo di faccendieri
che insieme con Polemone li incalzavano dicendo:
3. Da' retta a noi, Pionio, che ti vogliamo hene e riteniamo tu meriti di
vivere per piu ragioni, per la tua forza di carattere che si unisce
alla mitezza. E bello vivere, e vedere la luce del sole! , e moh' altro ancora.
4. Ma quegli rispose loro: Affermo anch'io che e
bello vivere, roa migliore e quel vivere, cui aspiriamo noialtri. Ed <
e bella la luce, roa piu bella ela Vera Luce. 5. E tutto questo, e
vero, e tutto bello, e non e che noi si voglia esiliarcene per ansia
di marte o per odio delle opere di Dio: roa conoscendo la magnificenza d'altre e suhlimi cose, hen poco valutiamo queste che
quaggiu c'irretiscono.
6, 1. Un tale Alessandro, faccendiere d'infimo ordine, interloqu1: Pionio, aseoltaci!. E l'altro: Tu bada ad ascohare me!
Quel che sai tu lo so, ma quel che io conosco, tu 10 igoori, 2.
Alessandro intendeva prendersi goco di lu, poich aggiunse con
aria di scherno: E codesti guinzagli, a che servono?. 3. A
fa r 51 che mentre attraversiamo la vastra citta., rispose Pionio,
la gente non supponga che siamo venuti a ciharci delle carni impure; a far sl ehe voialtri comprendiate suhito che non vale neppure la pena d'interrogarci, visto ehe abbiamo deciso di non recarci al tempio delle Nemesi ma direttamente in prigione; a far sl <
che non ci afferriate per trascinarci cola a forza, come gli altri,
roa ci lasciate al nostro destino visto che siamo gia legati: forse
eviterete di conclurd ai vostri idol con le fum addosso! . 4.
In questo modo Alessandro fu ttito. Ma poich gil altri per tutti i versi seguiravano a implorado, e quegli replieava: Cosi ahbiamo deciso , e molto si dilungava a contraddirli e a predicare
il futuro irominente, Alessandro non pot frenarsi: 5. Che

12.'3.

'to

fW~ ...

&AT\9w{w EII. lo. 1,9; 1 Ep. 10.2,8

MARTIRIO DI PIONIO

M ARTYRI UM r rONIl

5 . T" yap xpE<x lad , cpra(v, ({ 'tWV ).ywv .Lwv 'to'tWV


1t'tE. oux tE.ITt'LV .La~ Cijv; .
7, 1. Tou 3. UflOU pOUAofl<YOU IXxA~a(o:Y Iy ~<i> e,tp,!,

7tOLETv lV<X Exd axoawm 1tAE.oV<X, XrO.LEVO( 'ttvE; 'tO G"tp<XTIJyo 7tpoaE.A9vn" 't~ VEWXp~ IIoA.Lwvl E.17tOV ({ Mi' cruyXWpEl A<xAElv cxu'ti>, lV<X .L~ EV 't~ 9E(hp~ EiaA9wal XCXl 9pu~0;
, X<XL E1tlC~'t7lal<; m:pL 'to ap'tou y.Vr'tCXl . 2. Tcx'ta axoaa;
I10A..LWV AyU' ({ TItVlE, El .Li' 90..'(1<; 9a<XL, xCiv lA9~ El<; 'to
N'fl,aEToy . '0 3. :<>~. ' An' O aufl<><P" aou ~Or( 013o,Ao,(
lVCX EXET ~').,9W.LEV .
3. I1oA.Lwv Et1tEV' IIEa9'T]'tl ~f.LtV,
IItvLE. IIl6vlo; ET1tEV' Ei'9E. ~ouv.L1}v lyw .LCiC; 1tdcrCXl xpl1 0 ITt'l<xvmJ<; YE.vcr9cxl.
4. Ol oE .Ly<x avcx"'(E.Aacxv'tE.<; E!1tOV '
OUOE.V tXEl; 'tow'tO 1tOl71cr<Xl lV<X ~wv'tE.C; xcxwf.LE.V . TIl6vLO<;
El1tE.v XE.ipv EG"tL 1tOA,,) a1to9<xvv'tcx<; X<XU6fVCXL . 5. MElOlwcrre; OE. TI'je; :Etl~(v1}<; vEwx6po; Xtll Ol .LE't' tllho El1tov'
rE.A<;; . tH OE. tl1tEV' 'Eav 9EOe; 9An, Vtl( xpla'tl<xvol
1.5 yp E.cr.LEV OcrOL yap d<; XptO"tov manouaLv &~hO"tx'twc; , YE).,crOUGlV EV Xtl~ ato(w<; . 6. AyoualV tllh' .'Eu f.LEV o ou
9).,Et; ll).,U<; 1tcrXElV ' al yap .L~ Em9ouatlL de; 1CopvElov
l<tttlV'ttlL . tH OE. El1tE.v Ti> ay(~ 9E~ .LEA~crEt1tEpl 'to'tOU )) .
8, 1. rIAW OE. IILovL<.p E.t1tE.V IIoA.Lwv rIda91}'tl Tlliv,
I1~VlE ) . TItvWc; El1tEV' KE.xD.. wcrtll 111td9uv 11 XOA~Etv' ou

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5 dflt. 3. fIOA&flWY .r",y. fIoroy e,OY a<p'(!; . fI,y,o( .r1CEV' Tov OE.OV 'tov 1tav'toxp'toptl 'tov 1tOl~a<xv'ttl 'tov oupavov
XCXL -d-v ~v XCXL miv't<X 'ta EV au'toTe; X<XL 1tCxv'tcx<; ~fJ.&<;, OC; 1t<xpiXEt T.Liv 1tciv'ta 1tAOUalWe;, OV lyvwXa.LEV o~a 'tO ArOU tlu'tO

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9D,ut;
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senso hanno, nsomrna, codesti discorsi?


voi sopravviviate!.

6-8

E escluso,

tanto, che

7) 1. Il popolo voleva che si convocasse un'assemblea in tea- <


tro, per poterne sentire di piu. Ma alcuni, solleciti verso lo stratego, avvicinarono il guardiano del tempio Polemone: Non Jasciarlo parlare , dissero, (~se non vuoi che la gente si riversi in
teatro e si creino tumulti e si facciano rivendicazioni sul
pane . 2. Inteso il suggerimento Polemone ingiunge: ( Pionio,
se anche non intendi sacrificare, vieni comunque al tempio delle
Nemesi . (Non conviene ai tuoi idoH, rihatt J'altro, ( che noi
si venga laggiu.
3. E PoJemone: (Persuaditi, Piono! . E
Pionio: Potessi io persuadere voi a farvi cristiani!. 4. E
queIli, ridendo forte : ( No , esdamarono, (mon riu sclrai a fa r
tanto da vederci bruciar vivi! . Ribatt Pionio: E malta peggio bruclare da morti . 5. E poich quj Sabina sorrideva:
Ridi?, le fecero il guardiana del tempio e i suoi uomini. E le:
SI, se Dio vuole. Siamo cris tiani, e coloro che senza incertezze
credono in Cristo rideranno in sempiterna letizia . 6. Ti
aspetta invece}), le dicono, qualcosa che non gradirai affatto.
~e donne che si rifiutano di sacrificare vengono assegnate a un <
postribolo . E lei : sara Iddio, che e santo, a darsene pensiero.
8, 1. Nuovamente Polemone si rivolse a Pionio: (~Pionio, lasciati persuadere da noialtri! . E Pionio: Rai ricevuto un ordine: o persuaderci, o metterci a morte. Non ci persuaru : ammazzaci. 2 . AHora il guardiana del tempio Polemone passo alla
procedura formale: ( Sacrifica, Pionio!. Pionio rispose: Sono
crtstIano. 3. Polemone: ( Quale dio veneri? . Pionio: Iddio
Onnipotente che ha creato il cielo e la terra e turto cio ch'e in
essi e tutti noi, colui che copiosamente ci elargisce ogni cosa e
8,67. TO\l 1tOl'jO"otvtot ... 7~t; Exocl . 20,11 ; Ps. 145,6; Oro Man. 2; Act. Ap. 4,24 ;
14, 15
7.8. Ot; ... :tAOUaut; I Ep. Tim. 6, 17
8-9. a y ... Xp tO"to Ev. lo.
1, 18; 17,6; 1 Ep. lo. ~ .20

168

10

Xpla'tOU . 4. IIoAfJ.wv e.l7tf.v 'E1tLeuaov ouv xav 'ti> <xu'toxp:tOPL. ntVW~ e.l7tE.V ' 'Eyw eXv9pw1tC:p oux E.7tL9w XPlcrtla.VO~

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9, 1. Eh" i1t7p:maE' iyyp''I''''' A<y"" ",he!>' T(,


A:Y\j, lPcXcpov'to~ 'tO vO'tapLou 1t;v'tcx. 'Am:xperr TIt
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2. IIoA.twv E.l1tE,\/' Xplcr'rLO:VO~ el; . TIL6vLO; e.l N<xl. lloA.!J.wv ve.wxpo:; eI1tE.v {( I1oa<; e.xxAralcx~; . 'A1tE.Xplva:to {( Tr<; xaSOAtxi'<;' o'tE. "(IXp e.cr-ttv aAA:T\1tctpi< 'e!> Xpl<Tte!>>>' 3, Eh" ijASE' bd "t1, 2;"P""" IIpoElp>xEl
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T(, Aru;, 'H 8. EI1tE" E>E086TIj, 'O 8. ~'I'1j' Xpla",,'
v~ eX; . ~H OE. Sre.l' Nal, XplO'tl<xvi] e.L.Ll .
6. TIoAf.LWV
dm:v' TIo(etC; eXXA7Ja(exc;;. L;(X~t\lcx d1te.v' Tfjc; XCX90AlXfjC; .
Tvcx ai~n;. LCX~rVCX e.11te.v ({ Tov 9EOV 'tov
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10

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MARTIRIO DI PIONlO

M ARTYRlUM PIONO

7, Eh" i1t1jpw"t1jaE "" 'AaXA1j1tl.81jv' Ti, Hru; ,

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9. lo T~ edd. : 'tt M
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xcteOA~xf~ . Ge Kn

8 - 9

che noi conosciamo grazie al Verbo sua Cristo.


4. Polemone:
Sacrifica almeno all'imperatore. Piona: A un uorno, io non <
sacrifico: sano cristiano .
9, 1. Quindi, perch dell'interrogatorio potesse esser steso il
verbale, gli domando: Come ti chiami?, e il cancelliere si di
spose a metter tutto agli atto Risposta: Pionio. 2. Polerno
ne: Sei cristiano? . Pionio: SI . Il guardiana del tempio Polemane: Di quale chiesa?. Risposta: Di quella cattolica. Non
ve n'e altra chiesa se non in Cristo. 3. Fu quindi il turno di
Sabina. Pionio, in precedenza, l'aveva istruita: Di' che ti chami Teodota, perch ella, tradta dal nome, non ricadesse nelle
man dell'iniqua Politta, sua antica padrona. 4. Costei infatti,
ai tempi d Gordiano, volendo far recedere Sabina dalla fede,
l'aveva messa in catene e segregata sulle montagne, dov'eIla tuttavia aveva ricevuto il sostegno clandestino dei confratelli. In seguito ci si era adoperati per liberarla sia da Politta, sa dalle catene, e per lo piu ella abitava con Pionio, e fu cos1 che venne arrestata in questa persecuzione. 5. Anche a le chiese dunque PoIemone Come ti chiarni?. Ed ella: Teodota)}, L'altro: Sei
6. Polemone: Di quale chiecristiana?, S1, sono cristiana.
sa?. Sabina: Di quella cattolica. Polemone: Chi veneri?.
Sabna: Iddio Onnipotente che ha creato il cielo e la terra e tutti noi, colui che conosciamo grazie al Verbo suo Gesu Cri7. Fu poi la voIta di Asclepiade: Come ti chiami?. AstO).
sclepiade . Polemone: Sei cristiano? . Asc1epiade: S1.
8.
Polemone: Chi veneri?. Asclepiade: Cristo Gesu. 9. Polemone: Si tratta di un altro?. Asclepiade: No, e il medesimo
che hanno detto loro .

9,

lO-1.

a, ... itJ.ii, Exod. 20,11 ; Ps . 145,6; Oro Man. 2; Act. Ap. 4,24; 14,15

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170

M ARTIRIO DI PlONIO

MARTYRlUM Pia NO

10, 1. Totwv Di Ae.X8v'twv &rrTyayov cxu'tou~ de; 'tiJv cpuAexxiV. 'E"'lxOAo6" 8< 5XAO~ "oA~, Wo<. yfL'lV TIv &yopv. 2. Kc.:t n.tyv 'tlVe.~ 1tEpl I1LOveOU' TIwC; &d XAWpOC; WV
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12 . "OO'Ot XlXt oO'Ot: o; 01, XIX! o; O
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14. ~n edd.: il
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1.5 . 1tIXlOtllX XIX! o"t'(,,; LITt(\I;: 1tellodel, XlXt o't"wr;..lO'"d\l. Ge Kn Hei 1teltOtX,
XIX!, O'tW; LO'dv. Mu 1tIXloda, XlXl o't"W; &V7j't; lattv. 5ch I post O"t(vlac. susp. H ei
11, l . post 0XAOU suppl. i~IX1'IX1'v't"t; o'tW; ~s iv e tale quid 5ch

1 0, 11

'7 1

10, 1. Concluso l'interrogatorio, li portarono in prigione.


Una gran folla s'era accodata, tanta da gremire la piazza. 2.
Di Pionio dicevano alcuni: ( Come rnai quest'uomo che e sempre
3. Sabina, nelterreo ora ha il colorito del voho cosl acceso? .
la ressa, gli s'aggrappava alle vesti, e alcuni dicevano per scherno: Oibo, che terrore ha che le tolgano la balia! . 4. Qualcu
no grido: Se non sacrificano, che vengano giustiziat! . Rispose
Polemone: Non abbiamo i fasci consolari, che ce ne conferisca <
no l'autorita. 5. Guardate! , fece un altro. Ora l'ometto
cede e sacrifica. Parlava del nostro compagno Asclepiade. 6.
Ment!, esclamo Pionio. Non 10 fara. Altri allora comindarano a dire: Il tale e il talaltro hanno sacrificato. E Pionio:
Ciascuno e padrone delle sue scelte. Cos'ha a vedere con me?
lo mi chiarno Pionio .
7. Altri ancora esclamavano: Quale
fermezza, in simili frangenti ! . E Pionio: Conoscete meglio di
me questa ferrnezza, da do che passaste: careste, lutti e quant'altre calamita . 8. Tu pure , osservo qualcuno, hai patito
la fame insieme a noi. Gia , disse Pionio, ma con speranza
di Dio.
w

11 , L Pionio pronuncio queste parole ed essi, mentre la folla


s'accalcava in torno fino a soffocarli, furono sospinti con diHicolta dentro la prigiane e consegnati ai carcerieri.
2. Entrad che
furano , vi trovarono rinchiusi un presbitero della Chiesa cattoHca, di nome Limno, una donna del villaggio di Carine, di nome
Macedonia, e un membro della setta dei Frigi, di nome Eutichia <
no. 3. Erano dunque n riunid e le guardie sentirono che il
gruppo di Pionio non accettava le offerte recate dai fedeli . Dice <
va infatti Pionio: Quando avevamo maggior bisogno, non fummo di peso a nessuno: dovremmo accettare di esserlo ora? . 4.
w

I1,

9' 1 0.

OUOt Vel l~elpiO'ellltV 2 Ep. Coro 12, 16; 1 Ep. Thess. 2,9

17 2

MARTYRIUM JOND

MARTIRIO DI PIONIO

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10 oup&e; ~O op&XOvtOe; de; Uv rTv <rupOtL.VOUC;, v cXtL1te.AOV 1)1,1
Ecpnucre.v T O~t(X 'to Be.ou 1tO 'tou oc; 'to tL0vtou AUllalv0(ivrv' xal -ra'tT)v VUV 'tpUrwal 1t<XV'te.t; Ol 1tapa1tope.u;.e.vm trlV
06v. 4. TExv(ex flou, oU, ""ALV wo(vw <W, O" floP~w9 XpLCTtOC; EV lltV' ol -rpUcpe.pOl ;.OU l1tope.Braav OOUt; 'tpaxe.lac;. 5.
,:; Nv T Lwcr&'wa EVE.ope.9r 1t(} 'twv av.Lwv 1tpe.cr~u-ripwv, VUV
<xvaxaA1t'touOl -riv 'tpUcppaV xal xaA1v, 01twt; EtL1tATjcr9wcrl 'to

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'4 . u.r.i'... : Uf.Li'....
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tI- 1 2

173

1 carcerieri andarono in collera, poich si aspettavano di trarre


beneficio dai gener di conforto che pervenivano ai detenuti, e
neila loro ira li cacciarono nell'ala piu interna del carcere, per esser certi che non prendessero offerte seoza dividerle con
loro. 5. Essi resero lode a Dio e si misero tranquilli, prestando
loro la consueta obbedienza, tanto che il capo deile guardie muto
avviso e dispose di rrasferirli nuovamente nell'ala anteriore. 6.
Essi pero rimasero doy' erano, dicendo: Sia lode al Signore! Per
noi e stato solo un bene . 7. In tal modo, infatri, avevano tutro 1'agio di conversare fra loro e pregare giorno e nOUe.
12, 1. Anche 11, tuttavia, molti pagani veruvano a cercare d
persuaderli, e srupivano a seotire le loro risposte . 2. Giungevano poi anche tutti quei confratelli cristiaru che erano stati indoui a forza ad abiurare, versando malte lacrime: a ogni ora si
offriva loro cagione di grande mestizia, specie per quelli piu timorad e di piu onesto costurne; e Pionio tra i singhiozzi si la
menrava cosi:
3. Che assurda pena m'e inflitta! Mi sento di
lan1are membro a membro, a vedere le perle della Chiesa calpestate dai pord, le steile del cielo spazzate giu dalla coda del dra <
go, la vigna che la destra di Dio pianto devastara da! cinghiale
solitario, ed ora ciascun viandante ne fa vendemmia.
4. Figlioli miei, per i quali di nuovo soffro le doglie del parto, finch
non sia formato Crisro in vo! I miei teneri piccoli hanno dovuro
percorrere aspri sentieri. 5. Ecco, Susanna e insidiara dagli <
osceni vegliardi, ecco, essi spiano la giovane tenera e pura per saziarsi della sua bellezza e svergognarla con la menzogna. 6.
Ecco, Aman si ubriaca, Ester e la citta iotera si conrurba
4

11,7.8. XCl"tO: ... "t!LvofUtt 2 Mach. 7,7; 4 Mach. 9. 14.17


8'9 . 'tou~ ... XC("tIX1ta."tOUEv. Matth. 7,6
9' 10. "tou~ ... aupolJ.l ...ou; Apoc. 12,34
10J. Ti...
... 606... Ps. 79,9.13-4.16
IJ-4 . TExvla. ... J.Ll... Ep. Gal. 4,19
14. ol ... "tpClXtCCl~ Bar. 4,26
1:;. T ... nptut3u-dpw ... Dan. 13 ,28 (LXX)
1 67 . I;\I(~:x&:A1I:"tOUO"I . xcXAAou;: auri~ Dan. 13,J I-2
17. q,tuO'ij ... a.Uti~ Dan. 13,43 (Theod.).
49 (Theod.)
18-9. ... "tClp(O"O'E"tClt Esth. 3,15
.r.ivou~

'74

25

"

'75

no.
7. Ecco, non v'e fame di pane, n sete di acqua, ma d'a- <
scoItare il verbo del Signare.
8. Forse tutte le vergini hanno
reclinato il capo e hanno ceduto al sonno? 9. S'e compiuto il <
manito del Signare Gesu: "Quando yerra il Figlio dell'Uomo,
trovera forse la fede sulla terra?" . 10. Sento che ciascun uomo
tradisce il suo vcino, SI che e compiuto il detto: "Il fratello coosegnera amarte il frateno".
11. Davvero, Satana ci ha cercato
per vagliarci come frumento, ma di fuoco e il ventilabro che ha
12. E forse iI <
in mano il Verbo di Dio per ventilare il grano.
sale e divenuto inspido ed e stato gettato va e calpestato dagli
13. Ma nessuno supponga, figli miei, che del Signare
uomlnI.
sia stata l'impotenza: fu nostra.
14. "Puo farsi tanto corta la
ma mano", Egli dice, "da non poter salvare? O tanto duro il
mio orecchio, da non poter udire? Ma i peccati vostri hanno
15. Poich siamo
scavato un abisso fra voi e me vostro Dio.
stati ingiusti, e qualcuno ha anche sprezzato il Signare. Abbiamo
commesso niquita, mordendoci e accusandoci run l'altro: run
I'altro ci siamo annientati.
16. Doveva piuttosto la nostra giustizia superare quella degli scribi e dei Farisei.

13, 1. ' Axow OE. O'tL XCXL 'tLVCX~ ..twv '!OUOCXTOl XCXAOUO'LV e.1~
O\)vcx'Ywy~' OtO 1tpocr.XE'tE. ..tf1tO'tE u.wv xcxl ..tEtCOV xcxl )mO'lOv

13, 1. Mi gunge voce che gli ebrei invitano alcuni di voi in


Sinagoga. Percia badate di non incorrere in una colpa pili grave, <
perch volontaria: che nessuno commetta l'irremissibile peccato
di blasfemia contra 10 Spirito Santo. 2. Non fatevi, insieme
con loro, prlncipi di Sodoffia e popolo di Gomarra, le cui mani

XC"",,,,,,,,,,,,,,

30

12: - 13

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20

MARTIRIO DI PIONtO

MARTYRIUM PIONll

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't'iv ~A",cr~TJ;'["'v ,oli <iy[oo "'I<;,,,,,o, <i;."'p't'i"1l' 2. Mi y(v., aBE- &..t1X cxlhot~ apXOV'tE~ EoO..twv XCXl ACXO~ rOIl6ppcx~. wv CXL

19-20. OU .. _ x~ou Amos 8,11


20-r. &\la"t'O:~O:\I ... lxli8E.Uoo\l Ev. Matth.
2.5,5
22-3 . Apo: .. _ rft~ Ev. Lue. 18,8
24-' . ITo:po:owau ... 8:\lO:"t'ov Ev.
Match. 10,21 ; Ev . Mare . 13,12
25.6. lq-dao:"t'o .. . aho\l Ev. Lue.
22,31
26-7. 'to .. . IXAWVO: Ev. Matth. 3,12; Ev. Lue. 3,17
27.8. l.twplivSr ... &... SpWltWV Ev. Matth. 5,13; Ev. Luc. 14,34-5
29. l.n ... XplO<;" Gen.
18,14; Ev . Matth. 19,26; Ev. Mare. 10,27; Ev. Lue. 1,37; 18,27
30-J. M~ ...
.twv Is . .50,2; 59,1.2
34-'. &:UfAOU'; OcXxvov"t'~ ... &:V1jAWST)fJ.f:V Ep. Gal.
5,1.5
, 3~-7. 7~W\l ... 4lo:pta;o:(wv Ev. Matth . .5,20
1).3-4."t'T]v o:vO:qlo:\pt"t'ov ... 1tVE.U(J.o:'to~ Ev. Matth. 12,31.2; Ev. Marc . 3,289; Ev. Luc.
12,10
,. Cipxo\l"t't~ ... ro..ppo:.; 15. 1,10
5-6. wv ... ltAfpEt<;" Is.
31. "t'oi) (J.~ edd., cfr. Is. .59,1: fLT M

1,15

J\1ARTYRIUM PIONII

10

MARTIRIO DI PIONIO

xeIpE~ atf,La'to; 1tA~pE~~. 'Hf,Ld~ 8& ot)u 1tpocpT'ta~ a1tE.xn{vaf,LE.v


ou8E. 'tov XplCTtOV 1tapE.8Wxaf.LEv xatla-taupwaa.LE.v. 3. Kat d
1tOAA&: Al"(w f,Llv; f,LV1)llOVE.E.'tE. WV ';xoaa'tE.. 'E1ttl xaxE.lvo 1xoaan o'tt cpaalv or 'Iou8aI0l' '''0 Xp~a-to~ av9pw1to~ fv xat
o:vE1taaa'to w~ plO9avT~". 4. Et1t<x'twaav ouv Tlllv' 1toCOU

Pl09"vou,

,tlX, x60fLO, fL,,9Tj'twV i7tA7Jpw97J;

5. rIOlOU Pl09,,-

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av9pw1tou oi .La9T)'tal xat CiAAOl llE.'t' alhou~ 'toao'tot V1t&P


'to ovlla'to~ 'to 8t8aaxAou alhwv 0:1tt9avov; 6. nOlOU
~109avo~ av9pw1tou 't4> ovlla't~ 'toao'tot~ &'tE.at 8cUfLvta l~E.-

" PAi97J X,,! ixpcXn.~"l X,,! iXPA7J9io.~"l; X,,! lo" /in"


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9. Kat 1toCa ypaq:l'1
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14, 1. 'E"(w llE.V OUY 'to'to 'to cPECJlla, Ai"(oualv w~ VV


EX 7tatoo~ 7AtX(X~ ixouov AE"(V'tWV '!ouoa(wv. 2.
"Ea-tt OE. "(E."(pallflYOv O'tl LaouA E7tT}pWTIjCJEV tv 't' lnaa't"ptll9~ xat EI1tEV 't1j "(Uvcxlxl 't1j Ol1-tW llav'tE.1JOllvn '''Av&ya''(
f.LOl 'tOV :Eaf.LOu~A 'tOV 1tpocp~'t1\v". 3. Kal t10EV 7 yuv~ Civopa
Op9l0V cXVCX~CXlVOV'tCX tV omAowl. Kcxl EyvW :ECXOUA i'tl ou'to~
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5. El
llE.V OUV Ai"(oUCJlV o'tt "Na!", WlloAOyTXCXal 't'11v O:OlXlCXV 1tAOV
lCJXtllJ tij~ OlXCXlOaVT)~, xal tmxa't&pCX'tOl daLv. 6. 'E&:v 0&

1 ), 8. post fxoalX"tt supp!. xa.t v ... ntpa.(y!"tt & l.t.aut edd., ex arm et pal, ut
vid.
11 . a.U-CO\U; edd.: a.u"to M
18. vtXUOJ.la.vrta.v t'dd.: ... ucuoJ.la......da.v
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18'9. UV1JytWXtvcu: uvrYTIox.voa Kur
14, }4. lv "t"!i lna.O"1"ptJ.la~: lv "tw lnO:O"1"P4LO'!l Ge l Kn lH , cfr. LXX 1 Reg.
28,7-8; 1 Par. 10, 13, -riv lnO:O"1"plfLUov Ge l Kn l Mu

13 - 14

177

rondana sangue. Noialtri, invece, non scannammo profeti, non


3. Ma perch mai vi dico tan- <
te cose? Rammentate do che avete udito. Poich anche avete
udico quel che affermano i giudei: "Cristo era un uomo ed e <
morco da fuorilegge".
4. Ma che ci dicano: chi mai morto da
fuorilegge ha colmato il mondo intero di discepoli? 5. Quale
fuorilegge ha avuto discepoli, ed altri seguaci dopo di loro in SI
ran numero, capad di marire per il nome del loro mae~tro? 6. E nel nome di quale fuorilegge per tanti anni i demoni
furono e sano e saranno scacciati? E tanto valga per tutti gH altri
magnifici fatti della Chiesa cattelica. 7. Essi ignorano che chi
"muore da fuorilegge" e colui che di sua propria scelta si sottrae
alla vita. 8. Dcono che sia stata un 'opera d necromanzia a <
far risorgere Cristo insieme con la croce. 9. Ma quale documento scritto, loro o nos tro, dice di Cristo una cosa simile? Quale uomo giuste l'ha mai proferita? Non sano forse empi coloro
che la sostengono? E perch si dovrebbe credere alle parole degli
empi, e non piuttosto a quelle dei giusti?

~onsegnammo Cristo alla croce.

14, 1. In primo luogo io questa rnenzogna, che divulgano


quasi fosse novid di ora, l'ho udita dai giudei fin da quando ero
bambino. 2. E scritto poi che Saul nterpeIlo una pitonessa e
chiese aquesta donna, che praticava la necromanzia: "Evocami il
profeta Samuele". 3. E la donna vide levarsi rete un uomo
avvolto in un mantello; e Sau! riconobbe in costui Samuele e gH
pose le domande che voleva.
4. Che dobbiamo cencludere?
Aveva la pitonessa il potere di evocare Samuele, oppure
no? 5. Se dicono: "SI" , aliera arnmettono che I'empeta puo
piu della gius zia, e siane stramaledetti. 6. Se nvece rispon-

6. on ... cXn!Xnl\lCltJ.ltv } Reg. 19,10.14; Ev. Matth. 23,30. 1.37; Ev. Lue. 11 ,4850;
n,J4; Ep. Rom. lI ,J
6'7. o-tt ... tO"1"o:upwaeqttv Ev. Matth. 21 ,H4 1; Ev .
Marc. 12,1-9; Ev. Lue. 20 ,9- 16; Act. Ap. 7, 52 ; 1 Ep. Thess. 2,15
1 )-6. n o(olJ
. .. y(yt"tlXl Ev. Matth. 7,22; E .... Marc. 16,17-8; Ev. Lue. 10,1720
14, 3-7. l~At"tO 1 Reg. 28,7.19; 1 Para!. 10,13

<

xn

INTRODUZIONE

A.A.R. BASTlAENSEN

erano, come dice egli stesso, delle laudationes funebres, destinate


a onocare le vittime delle crudelta degli imperatori. Non si trattava di rapporti messi per iscritto soUo l'influenza immediata
degU avvenimenti (il che, come vedremo, accadeva regolarmente
per gli acta cristianiL ma di elaborazioni posteriori, dove trovava
posta la retorica e clove la ricerca delletterario entrava aUa p~r~
con la reviviscenza dei ricordi 1. E tanto per gli acta alessandnm
quanto per gli exitus di Plinio, bisogna far notare che il loro
carattere politico piuttosto che religioso non aveva molti elementi d'interesse per i cristian. Se questi compongono resoconti dei
processi e delle esecuzioni dei loro fratelli e sorelle, e perch, in
primo luogo, vogliono conservare il ricordo della loro tes timonianza in favore del Dio unico e del Cristo; che tale testimonianza opponga anche un'eccezione d'inarnmissibilita a cene richieste
dello stato, e un'implicazione, roa di ordine secondario.
Se dunque gU atti dei martiri cristiani non si rifanno ad una
letteratura sulla fine di avversari politici dello stato e dell'imperatore occorrera cercarne l'origine in un'esigenza di carattere
specificamente cristiano? E do che sostengono altre due teorie,

3. Il martire come continuatore delfa figura


di Cesu Cristo profeta
Adolph von Harnack, famoso srarico tedesco delle origini del
cristianesimo, stabillva, in un ardcolo den'anna 1910, rimasto
celebre, uno stretto legame fra Cristo e il sua martire, cos1 da
postulare che gli acta martyrum rappresentassero una sorta di
continuazione della rivelazione del Nuovo Testamento 2 , La sua
res poggia sull'affermazione evangelica che il Cristo e presente
nel suo testimone e che le parole che quest'ultimo, portaro in
giudizio, pronuncia sano le parale dello Spiriro Santo (Ev. Matth.
10, 1920). Percio - cos) Harnack - e della massima importanza
che tal parale, pronunciare dinanzi al tribunale, vengano devotamente raceolte e conservare. Lo si e farto per le testimonianze

1 Ved. A. Ronconi , Exitus illustrium virorum ... , eoll. 1260.7, dove, luttavia, sembra sia
stata stabilita una eonnessione troppo stretla tra gli exitU$ pagani e gli acta martyrum.
Quanto al caso della Passio PerpetU6e, !"Watta anni do~ da. un u~~o ~ ,let ~ere. quesla
occupa un postO moho particolare neUa letlenl,tunl relativa ~I martul Crl~lIa Ol . . .
1 Ved. DaJ ursprii"g/;che Motiv ... Da accostarSI anche la test coUegala sU! martUl lnchcaU
come proferi dalle visioni di cui sono stati gratificati: ch. K. Holl, Die VonJel/ung vom
Mirtym'... , e M . Lods, Confnseun el martyrs ... (passim).

XIll

dei suoi primi adepd: le parole di Stefano davanti al Sinedrio


(Act. Ap. 6, 13 sgg.), le parole di Paolo davanti a1Ie autorita giudee
e romane (Act. Ap. 24, 1 sgg.), testimonianze che hanno trovato
insieme posto nella scrittura del Nuovo Testamento. Bisogna conservare ugualmente le testimonianze dei martiri ulteriori, che continuano, essi pure, la bucna confessione iniziata da Cristo sotto
Ponzio Pilato (J Ep. Ti. 6, 13).
In questa medesima prospettiva si notera il bisogno, evidente
in alcuni atd, di accostare la passione del martire a quella di
Cristo. Tale bisogno e particolarmente evidente in una delle prime composizioni. la passione di Policarpo t. Rileviamo qualche
punto: la testimonianza di Policarpo e definita testimonianza
secondo il Vangelo (l,l)j il martire e tradito dai suoi intrinsed, traditori come Giuda (6. 1-2); egli entra in citta in groppa a
un asino (8, 1); degli armati vengono ad arrestarlo di notte come
se fosse un ladrone (7, 1)2. Il medesirno accostamento e in un
altro grande testo, la Passio Perpetuae, Il redattore ci dice
(18, 9) che i rnartiri ebbero la fortuna di subire come tortura la
flagellazione, che era toccata anche a Cristo. Nella sua introduzione (1, 1 sgg.), d'ispirazione piu o meno montanista, si spinge
ancora oltre. Egli esalta le visioni e i martid di Perpetua e dei
suoi compagni al punto di farne delle rivelazioni e delle azioni
dello Spirito, che opera negli ultimi tempi, i tempi di un Testamento piu nuovo: se si sono, al tempo del Nuovo Testamento,
raccohi i vetera fide; exempla, bisogna a fortiori nel tempo presente raccogliere i nova documenta, che in nulla sono da meno dei
loro predecessori del Nuovo Testamento, Per quanto i rimandi
alla figura del Signore Gesu Cristo non manchino (si vedano anche le dossologie di 1, 6 e 21, 11). il redattore predica tuttavia
un nuovo vange1o. una nuova rivelazione. preparata dallo Spirito
Santo, a surrogare la rivelazione del Cristo, In quest' ottica la
tes degli acta martyrum come rivelazione superna e portata a
compimento. Ma d si puo domandare se una simile presa di poszione icleologica renda giustizia ai sentimenti con i quali i marI Per il testo ved. pp, 631 dena presente raccolta.
Cfe. P. Camelol , marty" Ik Pofycarpe ... , p, 229 sgg. , e M.L. Guinaumin, . En

mat~e du "manyrc de Po~yca r~" ... ~, p. 464 sgg. L '~ute~ricita dei passi che segOlmo le

corflspondenze tra la pa$slone dI Policatpo e quena di CrISto e stata messa in dubbio da


H .. ~on Campenhll.usen, Beatbeitungen u"d "Ietpolationen .... p. 253 588.; ma la sua
o.plnlOnc: non ha prevalso (ved. Th. Baumeister, Die A,,/tinge der T~logie dn Martynums.... p. 292 S88.).

M ARTYR.IUJ\.1 PlOND

MARTlRlO DI PIONIO

El1tWalV O't~ OUX &V"yayEv, apa OUV OUO~ 'tOV XptO"tOV 'tOV Xp~ov.
7. <H o~ 1tOEl~l~ 'tOOE 'tO ).yOlJ tO"tL 'tmanj" 1t(;)~
Tova'to ~ aOlxo~ lnaCTtp(fJ.1J6o~, ~ Oalflw\I, O:\layayEt\l -riv 'to

"rlou 1tpo~'~ou <j>ux1v ~v &vo",exuo'Lv~v lv XA1tOl, 'Appex<x,,;


l5

'to yap ~?.a't'tov U1tO 'to Xpe.lTIO\lOt; XEAEE'tCXt.

8. XOU\l Wt;

lxd\lm 1to).cxfJ.~<X\lo!Jalv &\lTl\lX6r (; Laflou"A; fl~ yVOt'to.


eXAA' ta-tt 'tOtou'tO 't~.
9. 1tcxv'tl 't~ eX1toa-r:"t"(l YE\lOfl\lt{> 8E.O

ot tiit; eX1toa'taalat; 1tap1tov'tat aYYE).m, xal 1ta\l'tL ~apf.Lax~ xal


20

flYt{> xal yr'tt xal fl<X\I"t'E.l o~a~oAlxot U1t0upyoO:m AEl'tOUpyoL


10. Kal ou 6cxuf.La<tt\I qn]al yap (; &1ta-tOAO~' "Au'tot; (;
ocx'tcxvit; flE'taoxrfla'tl~E'tat e.Lt; ayyE-AOV <pw'tt; ou f.Lycx OU\I el
xcd ol olxo\lOl au'to f.LE'taaX1lflcx'tlCO\l'tat Wt; o~xovo~ ~hxato
a\lTlt;;" 'E1ttl m;)t; xal (; aV-tlxpla-tOt;; Wt; XplO"tOt;; <pcx\l"aE-'talj

25

11. OuX o't~ OU\I O:\lYyayE 'tO\l af.LOu"A, aAAa

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O'tPlfl9t{> xal 't~ a1toO"t<X'tn aOUA 8alf.LO\lEt; 'tap'tapatol t~Oflm


OlSiv,", ~0 :Eex"ouiA lVE~<XVlOexV <exu,o,. 12 . .ltM~EL 3. exO

~ T rpex~'' AirEL ro.p 3~SEv 6~Sd, :Eex"ouiA ~0 :EexOA'


" Kal aU crif.LEPOV ..tE't' EflOO: tan".
13. TIWt; 8\la'tal d8wAOA<X~p~, :EexOUA EpES~Vext "E~o. :Eex"OU'A; Ti 3~Aov 0 ""o.
30 'tW\I eXVf.LW\I XCXL 'tW\I a1ta'tT)a\l'tw\l CXU'tOV XCXL XUplWOcX\I'tW\I au ~O 3ext,,6vOlv . Apex OUV oOx Tiv :Eex"OU'A.
14. E 3. &3vex
't\I ta-tt 't1v 'toO: :you 1tpo~"'tou a\lcxyayetv ~UXY\I, 1tW~ 'te\l lv
'tott; oupavol~ 'lraoO:\I Xp~o't\l, 01,1 &vaAaf.L~av.LEVOV doov O~
fJ.CXOr'tal XCcl u1tep 'tOU f.LT ap\liaaa9at au'to\l a1t9avo\l, o!V "t
" lcn:<v lx ~, &VEPX"EVOV 6~S~vext; 15. Et 3. ~ex~ex "i 3vex
aOE &V'tl'tlOival au'tol<;, AyE"tE 1tpet;; aU'tot; "" 01tWt;; &1,1 ,
~flEl<; f.Lwv 'tWV xwplt; avrxrt; lX1topvwacXv"twv xcd dowAoAa'tpT}acXv'twv xpe.l't'tov<; lallEv".
16. Kal tLT (J'Uyxcc,9EaOE ccu-

179

dono che il profeta non fu evocato dalla tomba, ebbene, aliora


neppure Cristo Signare. 7. Il ragionamento e il seguente: come poteva l'empia pitonessa, la diavolessa, evocare lo spirito del
santo profeta, che riposa nel grembo di Abramo? Poich e l'inferiore a esser comandato dal superiore. 8. Allora Samuele non
fu evocato per nulla, contrariamente a quanto essi suppongono?
Neanche. La vicenda puo all'incirca spiegarsi casI. 9. Al segu- <
to di chiunque rinneghi Dio vengoDo a mettersi gli angeli ribelli
e qualunque individuo impuro - mago, incantatore, indovino - e
assistito da ministri diabolid. 10. E do non deve fare meraviglia. Dice infatti l' Apostolo: "Lo stesso Satana si traveste da angelo della luce; non e dunque gran che se i suoi servitori si travestono da servitori della giustizia"_ Come, aItrimenti, l'Anricrsto
potrebbe manifestarsi guale Cristo? 11. Non fu Samuele, dunque, a essere evocato: i dernoni deli'inferno, assunte le spoglie di
Samuele, si palesarono alla pitonessa e al rinnegato SauL
12.
La Scrittura medesima lo attesta. Infatti, colui che sembrava Samuele parve dire a Saul: "Oggi tu pure sarai con me" _ 13. Come poteva darsi che l'idolatra Saul si ritrovasse in compagnia di
Samuele? Voleva dire, evidentemente, in compagnia degli empi
demoni, che lo avevano ingannato e rdotto in loro signora.
Dunque, non si trattava affatto di Samuele.
14. E se risuIta
impossibile che sia evocato lo spirito del santo profeta, come potrebbe esser veduto sortire da sotterra proprio lui, Gesu Cristo
che e nei cieli, COlU1 che i discepoli videro ascendervi, e morirono, pur di non rinnegarlo? 15. Se poi non foste in grado di
opporre ai giudei questi argomenti, di te loro: "Comunque la s
vogUa mettere, noi siamo superiori a voi, che senza esservi obblgati avete fornicato e venerato gU idol".
16. E non cedete 10'

14. o.VlX1t"oXOOIlVT]\I .. 'AppaeXll- Ev. Luc. 16,23

16 . avrr"'tX911 edd. : aVT]\ltx9"t]v M


23-4. 'El'ttL 1tW~ ... ~ClYiat"t~;: t1ttl 1tW~
ifvIat"tal. Ge l Knl2.1
30. a1ta"tTjaeXvcwv edd. : o.'ltavn')o.V"tw\I M

14

.lO-} . Ka! ... &txaloavrc 2 Ep.

Coro 11,14-5
2}-4 . /) a\l"t(xptato~ ... qoXv1t(Jt"ta~ Ev. M.atth. 24,5.24; Ev. Marc.
13,6.21-2; Ev. Luc. 17,22-3; 21,8; 1 Ep. lo . 2,18
28. Ka! ... icm 1 Reg. 28,19
(TM); Ev. Luc. 23,43
33-4. \la).IX!l.~a\lfLtvOv ... o[ IlCl9r"tcx Ev. Marc. 16,19;
Ev. Loc. 24,51 ; Act. Ap. 1,9

r80

M ARTYRIUM PIONU

MARTIRIO DI P IONlO

~ot~ lv &1toyvwcr~~ rEVfJ,E.VOl, &8EAqO(, eX)..)..&: ti .LE-ra.\lO(~ 7tpocr.


40 (ldvo:n "t~ XPlctti>' D..E:fU.LWV y&p l<nl 8i~aa9al 7tAlV llt;
w~ -cxva~).

15, 1, T o:'tCX De. cd'to Aa)..Taav-tot; xcxt l1tlcr7touoeXcrctv'tOt;


aU"tout; lEe.A9e:rv EX 1ft.:; quAa;x1'i.:; E:1toUjacxv o(\hot<; Vf,WXpOt;
IloAfLWY xoct r"'t(xpXo_ eOcplAO_ fL"'''' SlWYfLm;'y X"" 0XAOU
1tOnO ),yOY,"_ 2. "ISo, EoxtifLWY 1tpooa-rw_ fLc7w
, t7t90IJf,v' 7tda9T1'tE Xctl .LEXt;. lpw'twc1L\I .L&t; A.moot; xctt
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16, 1. BowV'ttX OV llya"(ov ao'tov ~X<J"t'Cov'tE<; X<Xl rBrxav
XCXf.LCXl1tCXPO: "tOV ~W.Lv, w<; t'tl 1tCXp~tO'"t'f)x~t Eux't~.Lwv dOWAOAa'tplxw;.
2. KCXl Aimoo; ~t1t~v' dlO: "te f.LEl; 013 Bt"tE,
TItVlt; . Ol 1tEpt TIlVlOV d1t<Xv ' "O"tl xpla"tlavo( la.

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10. E>Eq1IAO'; tmrapx,o\ pal edd.: VE.Wx6po; i'=apxo; M i1tlt'ttpXo; arm Jat

I3 d 01, edd.: tl 8&,~


, lO . OUVci)J.EVot scripsi auctore D. Holwerda:
2r . aU"t"wv: Cltrro Cadoux, p. 394
I6, 2. W; M: ~ edd.

~an

ouval.u~Ou; M.edd.

14 - 16

ro abjurando, fratelli, ma tenetevi stretti a Cristo nel pentimento: poich egli e tanto misericordioso da accogliervi nuovamente
quali suoi figli .
15, 1. Quand'ebbe cosl parlato e ti ebbe solIecitati a lasciare
la prigione, vennero il guardiano del tempio Polemone e l'ipparca Teofilo scortati dalle guardie e da una gran folla, dicendo: 2. Guarda, Euctemone, il vostro capo, ha sacrificato: obbedite anche voialtri. Lepido ed Euctemone vi esortano a raggiungerli nel tempio delle Nemesi . 3. Replico Pionio: E
ptassi che chi e stato incarcerato attenda il proconsole. VoJete
forse assumerne i pateri?.
4. Quelli se ne andarono via borbortando, quindi tornarono con guardie e folla e I'ipparco Teofilo dsse, per raggirarlo: (Il proconsole ha mandato a elire che vi
si traduca a Efeso.
5. Ribatt Pionio: (Che il messo del proconsole venga a prenderci . E I'ipparco: Ma e un titolato, gli
6. E
devi rguardo! E se anche non vuol, qui sono io il capo! .
afferratolo gli rigiro la mantelletta intorno al eolIo e lo scaravento in braccio alla guardia: poco manco lo soffocasse .
7. Giunsero infine in piazza, lul, gli altri e Sabina, e poich gridavano a
gran voce: ( Siarno cristiani! e si gettavano aterra per non essere trascinati al tempio, sei guardie sollevarono Pionio a testa in
giu, non potendo altrimenti evitare che li colpisse ai fianchi con
le ginocchia e facesse ceder loro braccia e gambe.
16, 1. Lo partarono dunque di peso, strepitante, e lo deposero al suolo dinanzi a11' altare, presso il quale ancora stava ritto
Euctemone con la corona sacrificale in capo.
2. Lepido alIora
fece: Voialtri perch non sacrificate, Pionio? . Il gruppo di
Pionio rispose: Perch siamo cristianh>. 3. Lepido domando:

<
<

M ARTYRIU M PION O

ro

Jl.1ARTIRlO DI PIONIO

16 - 18

~EV .
3. Al1tloo,; EI1tEV' TIoIov SEOV crl~Ea9E; . fI~VlO'; d
1tEY' Tov 1tmiaIXY'tIX 'tOY OUpIXYOV xcd. -ri}v yfv XIXt -ri}v 96J..IXO'crlXY xIXi 7tY'tIX 'tCl EV alhoI.; . 4. Amoo.; dm.y 'O OUY
EO'taupw~lvo.; EO'tlV; . II~vLo,; d1ttv' "Ov a1tO'tE~AEV SEO';
E1tl O'WTIlpq: "CoO xO'f.Lou . 5. Ol o~ &pXOY'tE'; ~ya ~oiO'IXYn.; aVEyAacrav xat Al1tloo,; au't~ xa'C7Jp&O'a'to. 6. 'O O~
TILVlO'; E~a' eEOcr~tlaV IXlOcr9Tj"Ct, OlXIXlOOVTjV 'tl~icrCX'tE,
"CO ~olO1tcx9~~ E1tl"(VW"Ct, -roI.; V~Ol~ .Lwv xcx-rcxxoAou9iO'cxu.
'H.Li.; xo)'~t'tt WC; f.LT 1ttt80.LvouC;, xal .LtI.; a1ttt9tIu' xOA~tW EXtAta8Tju, ou ~l~Ecr8C(l .

Quale dio venerare?. E Pionio: Colui che ha creato il cielo e


4. Lepido: E
la rerra, e il mare, e tutto quel che e in essi,
costui e stato crocefisso?). Pionio: Colui che Dio ha inviato per
la salvezza del mondo ) . 5. Gli uff iciali scoppiarono a ridere
fragorosamente e Lepido lo maledisse,
6. Aliora Pionio grido:
Rispettate la piera, rendete onore aUa giustizia, abbiate comprensione per i vos tri simili! Seguite le vos rre leggi! Ecco, punite
noi perch non obbediamo, e voi stessi disobbedite: avete avuto
l'ordine di punirci, non quello di far violenza aUa nostra volon-

17, 1. Kal1tpoc; au-rov (PoupIvC; 'tlC; 1taptO'-cw.; 'tWV EV PTj'tOptx'f OlappElv ooxov'twv E!1tEV' TIaaat, n~vlt, f.LT XtVOO~El .
2. '0 OE 1tpbC; IXU-rY' Au'ta( O'ou a l PTj'toptIal; 'ta't
crou 'tCl ~t~A(CX; 'tIX'ta .Ewxp'tTjc; 1tO 'A9Tjya(wv oux E1ta9tv.
Nv 1tY'tEC; ., Avu'tm xal MlATj'tOl. 3. " Apa .Ewxp'tl'jC; xat
'AplO'nloTj'; xat 'AY~o:pxoc; xcd Ol AOl1tol i.xtYOO~ouv xa9'
f.Li.;, o'n xal P1Aocroq>(av xal otxatoovTjv xal xap'ttplaY TcrXTjO'av; . 4.'0 OE 'Pouq>TvoC; &xoaac; oO"CwC; l mW1tTjO'Ev .

17, 1. Presso di lu si trovava un tal Rufino, retore assai


rinomato, che disse: Basta, Pionia! Codesta e vanagloria. 2.
Ed egli a lui: A tanto serve la tua eloquenza? Tanto insegnano i
tuoi libri? Neppure Socrate patl dagli ateniesi tanto! Qui tutti <
sano Aniti e Meleti. 3. Forse che Socrare, e Aristide e Anas- <
sarco e molti altri, fra di voi, davano segno di vanagloria, per il
fatto di esercitare temperanza, giustizia, coraggio?.
4. A udire queste parole Rufino si taeque.

'l,

18, 1. Er, B
TWV iv "<pox XC" Bq xocrJ.lX xod
Almooc; aUv au't~ t!1tov ' M~ xpi~t , IltYlt . 2. 'O o~ 1tpo.;
au'tv ' Kat f.L~ ~l~01r 1tp avIXcPov xai .au'toTc;
"vcx~cx(VOfl.<v .
3. T<plvTLO, B Tl, &,,0 TO iXAOU &vxpcx<v'
, OtOa'tt O'tl oU'tOC; xal 'tou.; &A)..OUC; &YaO'o~tT 1ya ll~
eO'walv; . 4. Aomov ouv O"tt<pyouc; E1tt"C(8E.O'av IXu'toTC;' o~ o~
olaarcwv'tE.'; alhouc; a1tppm'tov. 5, 'O oi OTjf.LalOC; dOTXtl
'to dOWA8u'tov xpa'twv ' ou .LV'tOl hAf.LTjaEY ErrC; 'ttVOC; 1tpoO'-

17 l . oux~lp uv edd. : OUXfl pu M


3. pr:tOptl"lXt: lG"to ptlX t ann [at
5. "Avu
'to: edd .: ch "l.wro t M I M iAT)'tot edd. : uAAT)'tlX t M, in margine inferiore verbis
7ttp9t"tucot, ~pIX8Ei(. apyo( inlerpretans
7. lloi; arm edd. : !ll&t; M

t a,

18, 1. Un personaggia di eecelsa posizione e rinomanza mondana, con Lepido a fargli eco, disse: Pionia, non alzare la vace! . 2. Ed egli a lui: E tu non far violenza al mio volere.
Appicea un rogo e vi saliremo spomaneamente . 3. Un tale <
Terenzio si levo dalla folla e grido: Visto, e costui che ha sobil
lato anche gil altri a non sacrificare! .
4. rnfine, imposero loro
le corone sacrificali; ma quelli se le strapparono dal capo e le get- <
tarono via. 5. 11 pubblico ministro restava in piedi, reggendo
le carni da offrire agli idoli. Non oso neppure avvicinarsi ad aleu-

16, 6'7. T ov ." lX~hoi"t; Exod. 20,11 ; Ps. 145,6; Oro Man . 2; Act . Ap. 4.24;
14,15
8'9.
x6atLou Ev. lo. 3, 17; 1 Ep. lo. 4, 14
n . 1:0 ...
lttLyvW"tt 4 Mach. 12,13

"o... ,..

MARTIRIO DI PlONIO

MARITRIUM PIONll

10

EA9Elv, &AA' alho~ tvW1tlOV 1tcXV'tWV xa'tcpayEv au'to 8rll(nO~_


6. Kpa~v'twv 8e au'twv' XpLO"'ttaVOl lO"IlEV)), Il~ EpfO"XOV'tE~ 'to 't 1tOL~O"WOW au'tot~ aV1tE.LcPCXV au'tou~ 1tcXAl\I e.l~ -r1v
cpuAax'v, XO:L OXAO; lV1tat~E xaL tPPcX1tL~EV au'tot;.
7. Ka~

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8. Ti> 3. 'AoxA1J1t'cX3"[J T,p<v"o, '" t1tt

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VOILcXXou,

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9. 'O 3. ' AO"A7j1ttcX37j,

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o:u'tv' Ou cpo~EI~ IlE lv 'to'tc.p . 10. Ko:l o'tw~ dcrf)x9TJO"av ttt; U]v cpUAo:X'V. Ko:t ttOlV'tL 'ti) lllOV(c.p d~ -dv cpUAaX~V e.t~ 'twv 8lWYlll'tWV EXpOUOE xa'tO: ~ XEcpctAil~ J.EyAw~

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3. Tax"o<v.

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au'tov ava1tVdv . 12. EtOEA8v'tE~ oE lo~aocxv 'tov SEOV O'tl
EIlEwav lv ovJ.a'tl XplO""CO a~Aapd~ xat oux ixpeXnoe.v au't&"w
lx9po~ ou8! EUxTI)fJ.wV tJ1tOXplTI)<;, xcd OlE'tAouv lv cPaAf.LOI~
xai EUXCXtt; l1tlanp(~oV'tE~ .au'to~.
13. 'EAyE'tO oe J.E'ta
'tCX'tCX hl T~lWXEl EUxTIfJ.wv &vayxao9TjvcH ~~<;, xcxl O'tl
aU'tor; O:7t'VEYXE 'to OC8LOV dr; 'to NEJ.EO"ElOV, {) xcd J.E'teX cpayElv

"'oo O"'7Je.v ie<A7jo<v 8AOV d, ,ov o,,,ov a"o~<p<w.

14.

'Or; e.yxa'tayAa(J'tOV au'tov Oltt TIv E.1tlOpXlCXV YEvo8cxl, O'tl


WJ.OO"E 'tiv 'tO\) ctu'toxp'topor; 'tXrv xal 't<xr; NEJ.OElt; CJ'tEqxxVW8EtC; f.L~ E.TVCXl x'plO'tlavOr; f.LrOE wr; OL AOL1COL 1CapcxAmdv tt 'twv

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t~:pY7jo,v.

19, 1. Ma 3. ,''o,,, 7jAe<V ave""",o, d, ,iv :EIL"pv"v,


xcxl 7tpoO"ctX9dr; lltVlOC; lficxP'tP7JOE, )'EVOIl.vWV 1COIlVrJ.'twv
'tWV tJ1tO'tE'tCXYf.L.vwv, 1CpO 'tEoapwv Elowv Map'twv.

18, 18 .....na::
19. J . "tW'll

Kn Mu
1

fu:ta: "tO

2.

no degli inquisiti: ma lui medesimo, il pubblico ministro, ingoio


la carne davanti a tutti. 6. E i prigionieri gridavano: Siamo
cristiani! , e gli altri, non trovando che mai potessero far loro, 1i
rimandarono un'altra volta in carcere, con la folla che Ji sbeffeggiava e 1i percuoteva per scherno. 7. A Sabina uno dice: Ma
tu, non potevi morirtene al tuo paese? . E Id: Qual e il mio
paese? lo sono sorella di Pionio. 8. Terenzio, che all'epoca
organizzava ilud gIadiatorii, fece ad Asclepiade: Appena condannato, ti richiedo per lo spettacolo di mo figlio.
9. E
Asc1epiade a lu: Non mi fa paura .
10. Arrivarono in questo modo alla prigione. Non appena Pionio vi fu entrato, una del.
le guardie gli cale un gran colpo sulla testa, cos1 da imontirlo: ed
egli si tacque.
11. Ma le braccia e i fianchi di cm aveva inferto
il colpa s'erano fatti tanto infiammati e gonf che a stento riusc. <
va a prender Hato. 12. Una volta aIl'interno, i prigionieri tesero gloria a Dio per essersi serbati mondi nel nome di Cristo e
per non es ser stati ridotti alla merc sia del Nemico, sia dell'infingitore Euctemone: seguitavano a scandire canti e preghiere
corroborandosi l'un l' altro.
13. In seguito si racconte che Eue.
temone s'era detto sicuro di costringerci a sacrificare, e che egli
stesso avevo recato al tempio delle Nemesi l' agnello di latte e che
poi, una voIta cibatosi delle sue carni, aveva voluta riportarselo a
casa tutt'imero, arras tito.
14. E pare che i1 suo spergiuro lo
avesse reso alquanto ridicalo, poich egli aveva dichiarato salen.
nemente sulla fortuna dell'imperatore e suBe Nemesi, con tanto
di corona in capo, di non essere cristiano e di non porre - come
invece gli altri - riserva alcuna al suo rinnegamento.
19, 1. PiiJ tardi venne a Smirne i1 proconsole e Pionio, porta.
to al suo cospetto, rese testimonianza tre giorni prima delle Idi di
marzo. Fu aliara registrata il seguente verbale. 2. Seduto in

KnH'

U1CO"tt"t<Xr ....l'llw'II

18 - 19

18, 1}-6. lO~o:O"o:'II ... t uXo:t<; Act. Ap. 16,2.5

MARTYRIUM PIONll

KOlS,aSiv,o, "po ~lfLOl'o, KUV"nlOlVO, <xvS1tOl'O, t,,


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3ELC; l1tt 'tov 8vcX"tov; . 'A7tEXptVCX--ro' Oux l1tl 'tav 8vcx'tov
10 ti).,).,' l1tt 't1]V ~wiV }).
6. KUV:l).,AlCXVOC; /) o:v81tcx'toc; E.l7tEV'

4. Ka9taei\I'COI: xcx9ta9tll Ce Kn 1 Mu Lan xlX"t0l.a-t0l.9i\I'Col Hei

MARTIRIO Dl PIONIO

19 ' 20

tribun ale il proconsole Quimiliano domando: Come ti chami?. Risposta: Pionio). 3. I1 proconsoIe: Sei disposto a sacrificare?). Risposta: No , 4. Il proconsole domando: (~A
quale culto o setta appartieni?. Risposta: Dei cattolich). 5.
Domanda: Che genere di cattolci? ). Risposta: Sono presbi- <
tero della Chiesa cattolica. 6. Il proconsole: Sei illoro maestro?). Risposta: Sl, sono stato maestro ) . 7. Domanda:
Maestro di foIlia?. Risposta: Di pieta,). 8. Domanda:
Che genere di piera?}). Risposta: Verso Dio Padre che ha creato tutte le cose.
9. TI proconsole: Sacrifica. Risposta: No.
E a Dio che debbo rivolgere i miei vot. 10, L'altro: Noi
onoriamo tutti gli dei, e il cielo, e gH dei che sono in cielo. Stai
guardando in aria? Sacrifica ad essa .
11 . Risposta: ( Non e in
aria che sto guardando, ma a colui che ha creato l'aria e il cielo e
tutto quel che e in essi.
12. Il proconsole: E chi e stato,
dirnmi?. Risposta: (Non mi e permesso nominarlo.
13. 11
proconsole: Indubbiamente Iddio, vale a dire Zeus, che e neI
cielo: e infatti sovrano di tutti gli dei .
20, 1. A Pionio che taceva, sospeso alla macchina di tortura,
fu ingiunto: Sacrifica}). Risposta: No. 2. Di nuovo, mentre
lo straziavano gli uncini, gli fu ingiunto: Ricrediti. Perch questa dissennatezza?. Risposta: (Non e dissennatezza, ma timore
del Dio Vivente . 3. Il proconsole: Molti altri hanno sacrifi
cato, e sono vivi, grazie al loro senno. Risposta: Non sacrifico). 4. 11 proconsole: Alla fine dell'interrogatorio ri
fletti un poco per tuo COntO e ricredith). Rispos ta: (No. 5.
Gli vien detto: Perch hai fretta di morire?. Risposta: Non di
morire, ma di vivere ). 6. Il proconsole Quintiliano: Non e

20, 4-5. ~W\I'COI. .. 'ilO~olJ.a;l 1 Ep. Thess. 1,9

,88

l'

MARTYRIUM PIONn

MARTIRIO DI PIONIO

00 (.Lircx 1tparf.LCX 1tO~aC; cme.OWIJ E7tl 'COY S;ycX'tov' XCXl "'(o:p al


a7toy(XX<p..tEvm lCXXlcnOU apyup(ou 1tpOC; 'rO: 9rp(a; 8cxv:tou xa'taippovoual, xal. aU Ele; EXe.LVWV d. 'E1td DUY artE.OElt; E1tt 'tov
9va-cov, C&v xaiat\. 7. KCxl alto 1tlwxxooc; ave.vwa9r
Pw(J.cxIo"'d IIl6vlOV tau'tov 0..t.0Aoy1aav'C<x e.IVClL xp~cttlaVO\l
Cwv'tC( xaivcn 7tpoaE.'t~af.Le.v.
21, 1. 'AnEA9v'toc; 8~ au'to llE:CO: O7touofjc; de;

'rO 7tp9UllOY c; 1t(O''tEWC;

2. Eha xcx-ccxvoiacxc; "Co &"(Vov xal e,axrtfJ.0\l

XWIJ a7tdJ,crcx'to.

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1t.,pcx, 'ou~

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El1tEV' Me.-ccxvrcrov xcd ap9iaov-ccxC (Jou al Tim.


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2.1, <l .

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20 - 2 I

cosa speciale, codesta tua fretta di morire. Ad esempio, quei tipi


che s'iscrivono per pochi spiccioli ai lud gladiator hanno sprez- <
zo della mor te, e tu non sei che uno di quei tipi. Camunque, poich hai fretta di merire, sarai bruciato vivo.
7. E da una tavoletta fu recitato in latino: A Pionio, che si e con fes sato cristiano, infliggiamo la condanna al raga .
21, 1. Pionio s affretto alla volta dello stadio, sospinto dal
fervore della fede, e in presenza del segretario spontaneamente si
svesd. 2. Allora, come si avvide che la sua persona era rimasta
integra e inviolata dalle torture, fu emplto di grande gioia: levo
gli occhi al cielo e rese grazie a Dio che lo aveva serbato quale
era, quindi si distese sulla croce e lascio che il soldato conficcasse
i chiodi.
3. Quando fu inchiodato, ancora una volta il pubblico
ministro lo apostrofo: Ricrediti, e i chiodi ti saranno levati.
4. In effett, rispose, li ho sentiti dentro di me; e
poi, dopo un animo di riflessione: Percio ha frecta di risvegliarmi al piu presto . Alludeva alla resurrezione dei mord. 5. Lo
issarono con tutta la croce, e dopo di lui fu il turno di un tale
Metrodoro, presbtero della setta dei Marcioniti. 6, A Pionio
tocCO illato destro, a Metrodoro quello sinistro; in ogni caso entrambi erano rivolti a oriente. 7. Una voIta che ebbero portata
presso di loro la legna e accatastate le fascine tutt'intorno, Pionio
chiuse gli occhi, cosicch la folla suppose fosse spirato. 8. Egli,
nvece, stava pregando tra s, e giunto al termine della preghiera
alzo di nuovo le palpebre. 9. Quando ormai la fiarnma era divampata alta, con voho ridente pronuncio l'ultimo amen e disse:
Signare, accogli la ma anima; e, quasi gli colasse di bocea senza suono n pena, esalo l'estremo respiro e quale pegno rimise lo
spirito al Padre, che ha promesso di custodire ogni sangue innocente e ogni anima condannata ingiustamente.

21, 21,

Kptt ... ~ox1v Ev. Luc. 23 ,46; Acr. Ap. 7,59

<

<

MARTIRIO DI PICNIC

I'vlARTYRIUM PICND

22, 1. TOtOfi'toV ~[OV o~avaa~ .taxpto~ nlVLO~ a..tw..t1]'tOV &.Vf:yXA1]'tOV aOlcp90pov, ad -ri)v YVWfirV EXWV 't~'ta.tlvrv
d~ e~OV 7tav't"oxp'topa xat d~ 't"ov (.LEal '[1)1,1 ewfi xat av9pw7twv
'Iraofiv XpLO'tav 'tov xptoV 1.twv, 'tOLO'tOU Xa't1j~lWer 'tlAOU~,
xat 'tov .tlyav &ywva vlxTjaa~ OL'11Ae~ ota tr~ O'tEV7j~ 8pae; de;
'to 1tAa-ru xat .tlja cpwe; . 2. 'Ea1'\.teXver OE au'tofi O'tlcpavo~
xat Ola 'tofi aW.ta'toe;. M~'ta yap 'ta xo;'to;a~~a8rvaL '[o 1tfip
'tolofi'tov IXlhov doo..t~v al 1tapo;r~Vf.I.~VOL 1totv 'tE 'to aWfJ.a
&xfl.x~ov,o, &eAr,oil X,xocrflrflvOO.
3. Kod i"P '" o:",,, ",o
10 'tofi 00 f.l.UAAa eylvov'tO xat al '[p(X~~ ev XP4l j~ xEcpaATje; 1tpoa~
~xerv'to, 't0 OE. rlv~tov aO'tofi w~ toAOl~ e1tav90fiv lx~xa..t1)~
'tO. 4. 'E1tlACXf.l.1t~ OE. xal 'to 1tpaw1tov cxu'tofi 1tAW xple;
9cxufiaa-d, wO't~ '[ou~ xpla'tlavOUe; anpLx97jval (.L&AAOV 't 1t(a't~l, 'toue; OE. <X1t(O"toue; 1t't01]ev'ta~ xaL 'ta (J\)v~tOO~ E:xoV'ta~ 1tE" ~O~rflvOV x",,,Ae,:v.

23. T",il,,,, <1tp.xXer <1ti &ve01t("'OO rij, 'Acr("" 'looA(oo


TIpXAOU KlJ',l'ttAAtavofi, 1tcx'tCUV'twv cxo'toxp'topo~ r. MEaou
Kv'tou TplXlcxvofi LlEX(OU LE~aa'tofi 'ta o~'t~pov xat OU~TI(ou
rpcx'tofi 1tpO 't~aapwv dowv Map'twv xo;'ta PwfJ.a(ou~, xlX'ta
5 OE. 'Aalavov~ f.l.1]VOe; ex'tou EWEaXCXlO~x't"{l ~f.!pq;, wpq; o~xeX't"Q,
x<x'tCt oe. ~fie; ~cxaLA~ov'tO~ 'tofi xUplou ~fiwV 'I11O'ofi XptO"tofi,
~ ~ o~o; de; 'tove; cxtwvcx~ 'twv atwvwv. 'A.LTjv.

2.2, 10. ou suppl. edd.


12. 'ErrD"CXfL1tE ". 1tpO'W1tOV; l~iAO:XfL1tE ". 'to 1tpoO'w.
1tOU Hei
12-3 . 1t)"L\I Xptt; 9aUfLaO"tiF mXA.lv, Xptt; 9cwfLaad Mu 1tav Xpt'tl
9O:UfL(XO"q Sch
23, 2. post ITpx)"OU suppl. xal M
2-4 . f ... rpa'to edd. Lan: 'to 'tpl"tOV
MEa(olJ K>rtOlJ Tpatavo xal EA'tOIJ fpcx'to Tpatavo e;x(olJ :EEPCt:O"tO XIX!
EAt(OIJ rpa'to 'to OEUpOV M ratolJ MEO'O'(OIJ Kot\l'tolJ Tpa'~IX\lo e;x(olJ [LEPIX&to] 'to OEUpOV XIX! OUtn(olJ rp:'tolJ Lig
5. 7fLip~ Lig; 7fJ.ipq: O'IXPP&'t~ M
edd.

22 - 23

22, 1. Una vita siffatta - irreprensibile, incensurabile, ncorruttbile - porto a perfezione il beato Pionio, l' animo sempre teso
a Dio Onnipotente e a Gesu Cristo nostro Signare, medatore tra
Dio e gli uomin; e d'una fne siffatta fu gratificato e, vinta che
ebbe la grande gara, passo attraverso la porta stretta alla vasta e
sublime luce. 2. E anche fsicamente fu palese la corona che
ottenne. Infatti, una volta spento il rogo, noialtri che eravarno
present vedemmo il suo COtpO simile aquello fiorente di un atleta nel pieno della forma.
3. Le orecchie, infatti, ancora non si
erano accartoccate, e i capelli restavano aderenti alla eute, e la
4. E
barba era lustra e composta, quasi fiorisse di primo pelo.
una grazia prodigiosa ancora gli illuminava il volto, si che i cristani furono vieppiu corroborati nella fede, mentre i privi di fede tornavano ad essa attoniti, la coscienza intimidita.

23. Quest fatti si svoIsero mentre era proconsole d' Asia Giulio Proclo Quintiliano ed erano consoli !'imperatore Gaio Messio
Quinto Traiano Dedo Augusto per la seconda volta e Vetto
Grato. Era il quarro giorno prima delle Idi di marzo secondo iI
calendario romano , il diciannovesimo del mese sesto per queDo
asiatico. Era l' ora decma. Secando il nostro calendario, era il regno del nostro Signare Gesu Cristo, al quale e gloria per i secoli
dei secoli. Amen.

22, 3-4. 'tov .. ~fLWV 1 Ep. Tim. 2,5


Ev. Luc. 13,24

5. Otfj),,9E . 9plXt; Ev. Matth. 7,13-4;

ACTA CYPRIANI
Testo critico a cura
di A.A.R. Bastiaensen

Traduzione
di Gioachino Chiarini

Notizia
Di alta condizione sociale e di auima formazione scolascica, Cipriano si convertl al cristianesimo interno al 245 e fu eletca vescovo di
Cartagine nel 249. Si trovo a fronteggiare prima la persecuzione di
Decio (250) con i dolorosi strascichi provocati dalle pressioni degli
apostati (lapsi) per essere riarnmessi nella comunita, e subito dopo le
difficoldl insorte per pestilenze e carestie. Vi si distinse per equilibrio e fermezza, affiancando la sua azione pastorale con un'intensa
attivita letteraria, di carartere sia apologetico (ad Donatum, ad Demetrianum) sia disciplinare (de lapsis, de unitate ecclesiae) sia ascetico
e morale (de oratione dominica, de palientia, eee.). Durante la persecuzione di Decio, Cipriano si era sottratta a11' arresto, ritrandosi in
luogo sicuro vicmo a Cartagne e continuando di qui a dirgere la
comunita. Questo atteggiamento suscito critiche e contribul ad acuire le difficolta sopra accennate. Percio, quando Valeriano emano le
nuove disposizioni contra i cristiani, Cipriano preferl restare al suo
posta. In armonia con la progressione degli editti persecmor del
257 e del 258, prima Cipriano fu arrestaro e inviato in esilio (30
agosto 257); quindi fu richiamato, processato di nu~vo (14 settembre 258) e condannato amarte. Gli Acta Cypriani, resoconto dei due
interrogatori e delle conseguenti condanne, furono redatti poco tempo dopo gli avvenimenti descriai.

Bibliografia essenziale
M. Bvenot, The Tradition 01 Manuscripts. A Study in the Transmission 01 St. Cyprian's Treatises, Oxford 1961.
Divjak, Sancti Aureli AugtlStini opera. Epis/olae ex duobus codicibus
nuper in lucem prolatae, in CSEL LXXXVIII, Vindobonae 1981.
P. Franchi de' Cavalieri, Di un nuovo studio sugli Acta proconsularia
di S. Cipriano, "Studi Rom.ni II 1914, pp. 189-215 (. Fr.nchi
de' Cavalieri).

J.

AerA CYPRlANI

H. Fros, Indils non recems dans la Bibliotheca Hagiographica Latina


Analecta Bollandiana CII 1984, pp. 163-96.
'
G. Hartel, S. Thasei Caedli Cypriani opera omnia III in CSEL nI 3
"
Vindobonae 1871.
G. Lanata, Gli atti dei martiri ... (= Lanata),
G, Morin, Saneti Augustini sermones post Maurinos reperti cMiscellaoea Agostiniana n, Romae 1930,
'
G. Philippar~, Les lgendiers latins et atares manuscrits hagiographiques,
(<<Typologle des sources du moyen age occidental XXIV-XXV)
Turnhout 1977.
'
R. ~eitzenst~in, Die Nachrichten ber den Tod Cyprians. Ein phi/ologzscher Beltr~g ur Geschichte der Mirtyrerliteratur, Sitzungsberichte ?er I:Ieldelberger Akademie der Wissenschaften, Philosophisch-hlstOrIsche Klasse 1913 , 14 . Abhandlung (= Reitzenstein
Die Nachrichten),

R. Reitzenstein, B ~merkungen ~ur Miirtyrerliteratur n. Nachtriige U


den Akten C~pnans, (cNachrIchten von der koniglichen Gesellschaft der Wlssenschaften zu Gottingen. Philologisch-historische
Klass~ 1919, pp. ~77-219 ( = Reitzenstein, Bemerkungen>.
Th. Ruman, Acta pnmontm martyrttm sincera Ratisbonae 1859)
,
(rist.; 1 ed. 1689).
H. von Soden) Pie Cyprianische Briefsammlung. Geschichte ihrer Entstekung und Uberliefentng, (<<Texte und Untersuchungen zur Geschlchte der altchristlichen Literatur n.S. X 3), Leipzig 1904.

Nota al testo
Fino al ventesimo secolo le edizioni degli Acta Cypriani si sono basate sull'edizione del 1689 di Ruinart (Acta ,,' marlyrum, pp, 261-3),
seguita ancora da Hartel nella sua e~dizione delle opere di Cipriano
(Cypriani opera lII, pp. CX-CXIV). E stato R. Reitzenstein a mettere in luce il carattere assa difettoso di questa redazione degli Acta e
a indicare la strada per giungere a un testo migliore. 1 suai due
lavori (Die Nachrichten ... , e Bemerkungen ... > sono importanti da un
duplice punto di vista. Egli ha anzitutto consultato un gran numero
di nuovi testimoni; ha quindi riscontrato l'esistenza di due recensioni degli Acta, e ne ha stabilito i relatvi testi.
La presente edizione prende come punto di partenza i lavod di
Reitzens tein, roa il risultato, comunque. non e che provvisodo. vista
l' impossibili.ta di registrare tutti i dati delle decine di tes timoni che
ci restano. E stato forse realizzato un piccolo progresso. Ecco gualche ragguaglio) prima sUl manoscritti. poi sui rapporti tra le due
recensioni.

A. 1 MANOSCRITTI

Alla lista dei manoscritti collazionati da Reitzenstein ha aggiunto un


certo numero di nuov testimoni, soprattutto per la seconda recensione. Ne devo i riferimenti al professore G. Philippart di Namur
(Belgio). specialista assai noto per le sue ricerche sui legendaria, le
collezioni di tesci agiografici in uso nelIa preghiera liturgica, contenenti tra l' altro gli Acta Cypriani, oggetto di un esame speciale da
parte del professore Philippart (Les lgendiers ... ). GH sono assa riconoscente per guanto si e prodigato nell'aiutarmi. Ringrazio anche
la Societa dei Bollandist di Bruxelles, che, con grande cortesia, mi
ha permesso di usare il laboratorio per le fotocopie e i microfilm s
annesso alla biblioteca.

XIV

A.A .R. B\STIAENSEN

tiri vivono la loro passione. Nel riferire le loro visioni e le loro


sofferenze, n Perpetua n Saturo, i due protagonisti, si pangaDo
come emissari speciali dello Spirito Santo. Se quest'ultimo figura
neile paraJe di Perpetua, e per informarne la preghiera in vista
della di lei salvezza 0, 5). La testimonianza dei martiri e una
testUnonianza spitara alla rivelazione del Nuovo Testamento,
come arresta anche la risposta di Felicita la quaIe, rivolta al suo
carcerere, afferma che e Cristo che al momento della passione
soffrira in le (15, 6).
La posizione del compilatore si rivela dunque eccessiva. Ma,
respingendoIa, non si rifiuta ancora la tes, piu moderara, di
Harnack. 1 sentimenti espressi da Felicita e dai 5uol compagni
suggeriscono la deerca di una qualche identificazione con il Cristo: ed e questa la prospettiva nelIa quale e posta la stretta correlazione tra gli scritti del Nuovo Testamento e gli atti dei martiri.
Ma, nonostante gli accostamenti che e possibile stabilire tra la
redazione delle passioni di Policarpo e di Perpetua e il testo del
Vangelo, non e comunque lecito figurarsi dei cristiani che raccolgano come parole rivelate le testimonianze dei martiri dinanzi ai
tribunali. Delehaye fa osservare 1 che in nessun punto degli acta i
redattori citano la parola del Vangelo sullo Spirito parlando per
bocea dei martiri (Ev. Matth. 10, 19-20). II fatto e che, ad eccezione forse del compilatore della passione di Perpetua, i redattori
si guardano bene dall'attribuire valore di rivelazione alle parole
pronunciate in tribunale. Sant'Agostino dira della passione di
Perpetua che questo scritto non era canonico (nec scriptura ista
canonica est: ved. de natura et origine animae 1 10, 12, ed.
Urba-Zycha, in CSEL LX, p. 312), che non faceva assolutamente parte di quegli scritti che debbono consultarsi oelle dispute
teologiche, e cioe della Sacra Scrittura (non sit in eo canone scrip-

turarum unde in huiusmodi quaestionibus testimonia proferenda


,unt: ved. de natura et origine animae III 9, 12, p. 370) . Queste
frasi di Agostino, che segnano tanto nettamente la distinzione
fra rivelazione del Nuovo Testamento e atti dei martiri, esprimono da parte sua una convinzione. Prima di lui, nelle paroJe dei
redattori degli atti, questa convinzione non e espressa in termini
espliciti. 11 problema per essi non si poneva: i testi non forniscono elementi - a parte iI caso speciale della passione di Perpetua -

I Ved. Delehaye, p. 112 .

INTRODUZIONE

XV

per mostrare che si cercasse di attribuire valore di rivelazione


alle parole dei martirP. La Chiesa di Roma s'e addirittura mostrata diffidente nei riguardi degli atti dei martiri e ne permetteva la lettura neila liturgia saltanro in alcuni santuarP: il loro
prestigio, quindi, non era incondizionato,
Quanto ai tentativi di identifieazione tra Cristo e il suo testimone! si tratta di. c?~statazioni ovvie. L'agiografo e stupito di
scoprtre queste affmlta, che non riguardano la qualita di martire
ma metton? ,in r.ilie~o ,la sua dignita, E utile paragonare gli ac~
ta del martirIO dI Clprlano J alle notazioni del suo biografo Ponzio a proposito di tale martirio 4 Gli acta sono al sommo grado
documento: si limitano a riprodurre gIi scambi verbali tra Cpriano e i suoi due giudid, Aspasio Paterno nel 257 e Galerio
Massimo nel 25 B; oltre a do riportano con qualche dettaglio, ma
senza commento, e Fa.rresto e l'esecuzione. Pnzio, retrospettivamen.te, c~rca somlg~a~ze. tra l~a passione di Cipriano e quella
del CrIsto: 11 sudare di CIpnano e un sudore di sangue (16 6)' la
sentenza del giudice ricorda gli accenti del pontefice Caif~ s~lla
marte di Gesu (17, 2); gli astanti salgono sugli alberi per vedere
l'esecuzione di Cipriano come feee Zaccheo per vedere Gesu
(lB, 3), ecc. Si tratta qui di riflessioni, piu o meno personali (e di
gusto assai dubbio), destinate ad esaltare, agli oechi del lettore
la gl~ria del martire. II redaltore degli acta parla solo degli e1e~
mentl essenziali del martirio di Cipriano: probabilmente non s'e
nemmeno reso canto della possibilita di taH accostamemi e comunque per lui essi non fanno parte della tes timonianza
vescovo; costui e martire, il resto e secondario. Co vale mutatis
mutandis, anche per la passione di Policarpo e le altre' passioni
che sottolineano i tratti comuni fra le sofferenze dei loro ero e

del

1 Quanto agli acto apottolorum apocrypha. scri ni che compaiono a panire dalla seconda
meta. de~ se~ondo .s:co10 .e conte~gono, a.ccant.o a storie leggendarie e spesso bizzarre,
re$OCOn[~ SUI martlfl deglt apostoh , le Chlese SI sono sempre manifeSlate aOO scetticheo
a loro ns.u~rdo: malgrado la p?polarid. di cui godevano in determinare cerchie dd
popolo cristIano.. non ~ono statl mai riconosciu ti come facenti parte della rivelazione
neo-testarnentua; per il loro carattere partioolare e le tendc nze elerodosse cfr. F. Mecard, .. Souffr~nce el martyre daos les acles apocryphes des apOrren, in Les acles upo.
cryphes des apotnt ... pp. 95. 108.
1 B.. de Gaiffier, La kcture des pasJiont fkt martyn aRome ... p. 63 sgg.; ved. anche il
prOSleguo delIa presente introduzione.
) Ved. nella presente racoolta pp. 206-31.
Ved. l'~izione in Vita di Cipriano, Vita di Ambrogio, Vita di Agostino (Fond. L.
Valla), Milano 1975. pp. 42.6.

NOTA AL TESTO

ACTA CYPRIANI

ELENCO DEI MANOSCRI'ITI

1. Testimoni della recensione 1, trovad in raceolte di opere di


CipriaDo (il testo della recensione 1 si indica cosl: Acta 2 1 , 1 :: Acta
cap. 2, par. 1, secondo la recensione 1) .

Manoscritti coltalionati e utilizzati da Reitzenstein


E
M
T
U
V
Z
W
X
Y

Parisinus latinus 17349 (Compiegne), saec. X


Monacensis ladnus 208, saec. IX
Vaticanus Reginensis 118, saec. X
Vindobonensis latinus 798, saec. XV
Vaticanus latinus 200, saec. XV
Vindobonensis latinus 770, saec. XV
Wirceburgensis theol. 145, saec. IX (frgm. 3 t, 1-4)
Wirceburgensis theol. 56, saec. IX (frgm. 3 t, 1-4)
Wirceburgensis theol. 33, saec. IX

Su W, X e Y ved. H . Thurn, Die Handschriften der Universitiitsbib/iolhek Wrzbllrg III 1, Wiesbaden 1984, pp. 72, 41 e 27. Ho
nuovamente collazionato Y e ho potuto constatare ehe la colIazione
di Reitzenstein merira fiduda.

anche del manoscritto n, che, sebbene appartenga aUa recensione 2


(ved. avanti), in pill di un pumo presenta dei prestiti dalla recensio
ne 1, co che a 3 t, 4 permette forse di restituire un elemento (sacra)
che i testimoni della recensione 1 non hanno pill o I1 passo 3 1 , 4-5,
resta comunque in ca ttivo srato. 11 testo della recensione 1 nel suo
complesso, maIgrado qualche miglioramento (ad es. 2 1 , 4 Veneria et
Sa/Ufaria), e peraltro lungi dall'essere perfecto. Sembra pero possibile
ndicare la strada per un progresso sos tanziale. Visto che i tescimoni
della recensione 1 si troyano tutti in manoscritti che contengono
opere di Cipriano, occorrera cercare altri testimoni all'interno della
ricchissima tradizione di queste opere (qui il testo fondamentale e
sempre H. von Soden, Die Cyprianische Briefsamm/ung.. . ; si consulti
anche M. Bvenot, The Traditiofl 01 Manuscripts ... ); si puo presumere
che pill di un passo al momento inernendabile svelera i suoi segreti.
2. Testimoni della recensione 2, trovad nei legendaria per il 14
settembre, gia data della festa di san Cipriano, oggi 16 settembre (il
testo della recensione 2 si indica casI: Acta 2 2 , 1 "" Acta cap. 2,
par. 1, secondo la recensione 2).

Manasentti utilizzati da Reitzenstein e da me aecettati

Nuovo testimone da me eallazionata

C
D

Atrebatensis Bibl. munic. 23 (25) (Mont Saine loi), fol. 48 v,


saec. XIV

Quanto ai rapporti tra questi manoscritti, dalla consultazione


dell'appararo critico ci si rendera conto che E, M e T sano strertamente appareneati; analogamente U, VeZ; S si accosta a U, VeZ,
ma rappresenta una tradizione meno corcotta; Y e decisamente autonomo e di buona tradizione, ma ha accettato lezioni fantasiose, d'ispirazione parzialmente donatista (3 t, 6 Cyprianus deo laudes una
cum ipso credentes deo laudes; 4, 3 subdiaconus Donatus: ved. P.
Franchi de' Cavalieri, p. 211); presenta inoltre delle connessioni notevoli con i manoscritti Den della recensione 2 (ved. avanci). W e
X presentano solo un frarnmento (3 1, 1-4) che ha forse conservato
qualche elemento del protocollo originale del secondo processo di
Cipriano, omesso nei suo tratti puramente amministrativi dal redattare della recensiqne 1 Oe lezoni di W e X sono registrate nell'
apparato critico).
TI gruppo E, M e T, con T per capofila, presenta il testo migliore; poi viene S, seguito da lontano da U, VeZ; y rchiede precauzione, ma il suo apporto non puo essere negIetto. Va fatta menzione

199

G
H
1
K
O

Romanus Casanatensis 719, saee. XII, fo1. 126f


Romanus Vallicellianus VIII (San Vicenzo), saec. XI-XII, fol.
115'
Romanus Vallicellianus XXIV (Sa nt'Eutizio), saec. XII, fol.
182 c
Romanus Vallicellianus XXV (Sant'Eutizio), saec. XI-XII, fol.
30r
Romanus Vallicellianus 1 (Sant'Eutizio), saec. XII, fol. 27Y
Romanus Vallicellianus IX (Benevento) , saec. XI, fol. 85 c
Romanus Vallicellianus X, saec. XII-XIII, fol. 200"
Vindobonensis Bibl. nat o lat o 358, saec. IX, foL 54 T

Manaseritti utilizzati da Reitzenstein e da me esc!usi


B
L
P
Q
R

Romanus Vallicellianus XI (Benevento), saec. XI , fol. 59 T


Vaticanus Reginensis 116, saec. IX, fol. 115 v
Vindobonensis BibL na'. la'. 371 (Salzburgl, saec. IX
Monacensis latinus 4554 (Benediktbeuern), saec. VIII-IX, fo l.
68'
Monacensis latinus 18220 (Tegernsee), saec. XI, fol. 135 r

200

AcrA CYPRlANI

NOTA AL TESTO

II testo di L fa parte di un manoscritto delle opere di Cipriano,


ma e stato modellato su un Iegendariflm. Pe[ P, Reitzenstein, Bemerkungen ... , p. 215, non indica il foglio del manoscritto. Quanto al
resto, cinque testimoni, ancorch per la piu parte di grande antichita, a una lettura attenta si rivelano troppo pieni di scorrettezze e
fantasie per essere utilizzabili.

Manoscritti da me ca/laonati (su indicazione di G. Philippart)


e utiliuati per la costituzione del testo
.
a
d
e
f
g
h

m
n
o

Laurentianus pluteus 20, 2, saec. XII, fol. 167 r


Novarensis Archivio srorico diocesano (Gozzano) , saec. XIIXlII (1a cifra indicante la pagina del manoscritto e illegibile)
Cassinensis 148, saec. XI, foL 55 r
Bruxellensis Bollandist. 14, saec. IX, foL 94 r
Carnorensis 144 (506), saec. X , foL 205 v
Cusanus (St. NikoIaus-Hospital, Kues-Bernkastel) 36, saec.
X-XI, fol. 209'
Monacensis latinus 5510 (Diessen), saec. XIV, fo L 17Y
Vaticanus latinus 1190 (Ravenna), saec. XI, foL 123 v
Montepessulanus 156 (Langres), saec. X, foL 246v
Rotomagensis U 42, saec. X-XI, foL 131 v

Il testimone g e stato distrutro durante la seconda guerra mondiale, ma ne rimangono delle fotocopie. Per d, e, n troviamo informazioni rispettivamente nei saggi di G. Philippart, in Analecta BolIandiana)) XCIII 1975. p. 189; F. Avagliano, in <~Benedctina)
XVII 1970, p. 300; G. Philippart, in Analecta Bollandiana XC
1972, p. 142.

Manoscritti da me col/azionati ed eliminati a causa del loro


scarso valore
b
c
k
1
p
q
s
t

Engelbergensis 2. saec. XII. foL ll1 r


Monacensis 4608 (Benediktbeuern). saec. XI-XII, foL 15I r
Rotomagensis U 2 Oumieges), saec. XII, fol. 29 v
Rotomagensis U 32 (Fcamp), saec. XIT, foL 119 r
Monacensis latinus 22243 (Windberg), saec. XII, fol. 41 y
BruxeHensis latinus 7483-86 (Liege), saec. XIII , fol. 13'
Treverensis seminarii 35. saec. XIII. foL 61 r
Vaticanus latinus 5771 (Bobbio). saec. IX-X, fol. 130v

201

Per stabilire il testo della recensione 2 ha dunque accettato 18


testimoni (come e evidente, occorre continuare a cercare nei legendaria non consultati; ved. la lunga lista di Philippart. Les lgendiers ... ,
pp. 13-6; ved. anche Fros, Indits ... p. 178: l'edizione resta ancora
provvisoria!). Peraltro ess sono di valore diseguale. I migliori. di
gran lunga. sano C (malgrado errori del copista). O . a, m. Cio risulta
evidente sin dall'inizio (1, 1). dove essi sono i soli a fornire la datazione corretta del primo processo di Cipriano, nel 257; tutti gli altri
testimoni hanno qui per errare la data relativa al processo del 258
(Tusco et Basso consulibus: cfr. 2,2). Analogamente praecepisti a 1,7 e
la lezione corretta, presentata da C.O, a. m, contra fac quod tibi
praeceptum est di tutti gli altri manoscritti (ved. cornrnento). A 1,5 e
convincente ut qui(s) dei soli C.O, a. m. analogamente 11 qui el di
2 2 , 3, dove solo o si affianca loro. A 3 2 4 il testo correrto et
Valerianus nobilissimus Caesar e dato da C. O, a. m, seguiti dal solo
n. Fra quattro, m occupa un posta a s, talvolta in senso negativo
(1.4 ex urbe; lacuna di 2 2 3.3 2 1; l'epiteto sanctus continuamen
te aggiunto al nome di Cipriano: 1,3.5.6.7; 3 2 1.2.6), ma talvolta
anche nel senso di un miglioramento del testo (a 2 2 ,1 il deterioramento per aplologia di et inde in inde non si e realizzato in m; a 4,1
ubi genua in terra poneret stravil di m e eccellente contra la redazione
di C, O, a; analogamente in linea, da preferirsi a ad lineam, ecc.).
Un gruppo alquanto omogeneo e formato da F. r, K, f. g, h, i. In
tutti si trova la stessa lacuna da 1,5 et cum a 1.7 (errore determinato
dal doppio invenientur, o influsso donatista?: ved. commento). Comune a tutti e anche novi invece di colo a 1.2; analogamente }'omissione di deo un poco piu avanti. e a 1,5 utilius per utiliter. Da notare
anche, a 4,3, l'inserimento di post paucos ... deeessit tra piscinas e eum
voto . K presenta in particolare un influsso della recensione 1, che si
fa sentire a 22,1 nell'aggiunta ex agro ('" ex sacro) rescripto ... remisso; analogamente a 2 2 .4 seeessit... mansi!.
Assai frequentemente si congiungono, tanto da formare una categoria a parte. G . H, e; ma G ed H sono sostanzialmente identic.
Caratteristiche di questa categoria sano la lacuna a 3 2 .1 el ita ...
proconsulis e la lezione universus populus a 4,3; da notare anche le
lezioni condidit (1,2) di G. H. e in accordo con D; se ipsos (1.5) con
d; in Sexti agro (4.1) con Cj vix egredi (32. 4) con 1 e con K (per
influsso deUa recensione 1).
Restano d, n. o. D : testimoni isolati, i cui rapporti variano. Cos)
d si accosta ora al gruppo F, I, K, f. &, h, i. come in 3 2 , 4 (sententiam dixil). ora a C. O, a, come in 1,1 (sub Valeriano Galieno) e
3 2 .6 (recitatum est). ora a G. H. e, come in 1.5 (se ipsos). La lezione
ianuas d 2 2 ,5. presentata anche da n, proviene dalla recensione 1.
Variabile e anche o. che spesso segue C, O . a. per es. in 2 2 .3
(qui et) e )2.4 (dixit), ma si accosta a F, 1, K. f. &. h, i in 1,7 (aut) e

202

ACTA CYPRIANI

in 4,1 (el ita). Nel captola 4 (ved. apparato critico) o si unisce spesso a S, U, V, Z della recensione 1. Di o e la lezione convincente a
2 2 ,3 qua dem (ved. commento). A 1,5 ex te scire appartiene a o ed
a n. A 2 2 ,5 l'omissione di el eum eiSe!, condivisa da K e n, ricorda
la recensione 1.
Quanto a n, e un testimone ibrida, poich mescola al suo testo
della recensione 2 prestiti dalla recensione 1 e dalla Vita Cypriani di
Ponzio. A 2 2 ,1 regressIIS .. remisso proviene da 2 1 ,1, cos1 come ad
dicm omnibus hans. A 4,1 el eum exisset praetorii lores ibal eum ea
comes militum turba e modellato su Vita Cypriani 18,1. Nel capirole
4 vi e parentela (fa n. D, Y (della recensione 1): a 4,1: omissione di
Cyprianus; expectarejexpectans anzich mstinere; a 4,3: omissione di
magna turba eum prosecuta est e proconsulis invece di procuratoris.
A 4,1 D e Y si congiungono, differeoziandosi da tutti gli aItri
testimoni: viginti in luogo di viginti quinque; in 1,5 (scribere mihi) e
in 4,2 (de orario) D coincide con n. Altrove i legami di D variano:
ora con C, 0, a, m (1,5 invenientur; ... se ipsz); ora con G, H, e (1,2
condid;t; 2 2 ,3 agrum Sextt1; ora con P, 1, K, f, g, h, i (1,7 aut;
2 2 ,5 castigari). A 3 2 ,4 vix et aegre del solo D proviene dalla recensione 1; a 2 2 ,4 oHeri sibi, che si trova anche io K, i, d, n, ha la
medesima provenienza.
B. LE DVE RECENSIONI

La differenza tra le due recensioni, la prima attestata all'interno del


corpus delle opere di Cipriano, la seconda nei legendaria, merita attenzione. E in primo luogo una differenza di comenuto. La recensione 1 (capitolo 2 1 ,1_5; 3 1 , 1-6) si limita agli avvenimenti del 258,
il secondo arresto e il secondo processo di Cipriano, che si condude
con la sua condanna a morte. La recensione 2 (capitolo 1,1-7; 2 2 ,
1-5; J2, 1-6) prima degli avvenimenti del 258 presenta il resocooto
del primo processo, quello del 257. n passo che contiene la narrazione dell'esecuzione di Cipriano (cap. 4) e dato dalla recensione 2 e da
una parte della recensione 1 (manoscritti S, U, V, Z, Y); malgrado
differenze di dettaglio , si tratta di un testo identico nelle due recensioni. Abbiamo dunque a che fare con guatrro nuelei testuali: uno
sul processo del 257, due che riferiscono l'arresto e il processo del
258, uno sull'esecuzione. Non e gui guestione di attendibilita: ciascun nudeo, in ultima analisi, si basa su resoconti autentici degli
avvenimenti, cio che peraltro non significa che non vi siano passi
sospetti (ved. commento a 3 2 , ti. 7-12 e 4, ll. 17-8).
Per determinare i rapporti tra le due recensioni dobbiamo mettere a confronto le due ver,sioni dell'arresto e del processo del 258
(2' + 3 1 contra 2 2 + 3 2). E evidente che sono apparentate, ma vi
sano delle differenze notevoli. Due passi ci interessano. In primo

NOTA AL TESTO

203

luogo, l'inizio del capirolo 3. Nella recensione 1 (31,1) Cipriano viene condotto dinanzi al proconsole, secondo l'ordine che guesti aveva
dato; nella recensione 2 (32,1) si tratta di due ordini che si integrano malamente: un primo ordine che fa riunire la folla per assistere al
processo, un s,econdo ordine che fa condurre Cipriano dinanzi al
proconsole. Sembra dungue che il testo della recensione 2 sia secondario rispetto aquello della recensione 1 (ved. anche commento a
3 2 , ll. 2-5). Vi e inoltre il passo che parla delluogo in cui Cipriano
trascorre l'ultima notte della sua vita, cioe l'abitazione di uno dei
due poliziotti che l'hanno arrestato; a 2 1 ,4 questa dimora e localizzata con la formula vico Saturni inter Veneria et Sa/utaria, designazione che si rivolge a cartaginesi che conoscono la loro citta.; a 2 2 ,4 la
formula e in vico qui dicitM Saturni inter Veneria el Salutaria: l'aggiunta qui dicitur deve essere secondaria e sembra indicare che si
presume che i destinatari non conoscano la cina di Cartagine. Se ne
potrebbe concludere che la recensione 2 e un adattamento della recensione 1 alIe esigenze di comunita cristiane fuori Cartagine. Tenendo conto del fatto che la recensione 1 non fomisce che gli avvenimenti del 258 (fosse o non fosse inclusa l'esecuzione, cap. 4: ved.
sopra) e che la recensione 2 comprende sia il processo del 257 che
tutt gli eventi del 258, non sembra azzardato presumere che la recensione 1 sia stata composta sotto I'effetto immediato degli avvenimenti del 258, a beneficio soprattutto della chiesa di Cartagine, laddove la recensione 2 sarebbe stata composta con qualche ritardo, e
indudendo tutte le peripezie del martirio di Cipriano, per i1 beneficio di altre cmese, anch'esse interessate alla fine gloriosa del grande
vescovo. Vi e forse un rapporto con il fatto che la recensione 2 e
quella propria dei legendaria? Il resoconto della recensjone 2 sarebbe
stato inviato ad altre chiese per servire da leuura durante la liturgia
e alla fine sarebbe stato incluso in quelle collezioni di resoconti di
martirio che sono all'origine dei legendaria medievali. Quanto al rapporto tra la recensione 1 e il corpus delle opere di Cipria no, al momento non vedo aleuna spiegazione soddisfacente.
Curioso e peraltro il fatto che nella (tradizione indiretta) del
martirio di Cipriano la recensione 2 ha di gran tunga la meglio sulla
recensione 1: cosl (per le indicazioni ved. l'apparato delle citazioni)
in Agostino, che si rifa o allude a Acta 2 2 , 1.5; 3 2 ,3.6 e 1,2.3.
Prudenzio conosce Acta 1,1.2. Gli Acta Maximilmi imitano una frase di Acta Cypriani 1,2; la Col/eclio arriana Veronensis riproduce una
frase di Acta 1,3 . Potrebbe darsi che guesta popolarita della receosione 2 vada messa in rapporro con la sua circolazione in un gran
numero di chiese. Ma si spiega difficilmente il fatto che Ponzio,
scrivente in Cartagine pOC9 dopo la morte d Cipriano, ugualmente
si basi sulla recensione 2. E yero che nella sua Vita Cypriani (13,12)
egli allude a un fatto (1' amnistia di Cipriano per rescritto imperiale)

NOTA AL TESTO

24

ACTA CYPRlANI

che solo la recensione 1 menziona (Acta 2 1,1), ma il debito verso la


recensione 2 e piu manifesto: in Vita 11,1, egli menziona gli acta del
primo processo, vale a dire il cap. 1 dei Dosrei Acta; a 17,1.3, con
l'espressione qui mis futurus esset documento , sembra alludere alla
frase del proconsole nella forma offerta dalla recensione 2: ens pse
documento bis qUO! sce/ere tuo tecum adgregasti (32,5) . A que! che
sembra, la narrazione secondo la recensione 2 e divenuta popolare
3ssai presto, tanto da ispirare 10 stesso Ponzio, il quale senza aleun
dubbio ha pero conosciuto anche la recensione 1, pu fedele .

Per Lanata le sigle sano:


L

L'

R
R1
R2
R}

Reitzenstein, Die Nachrichten.,. , pp. 127 "" recensio 2 (capp.


1,2 2 ,3 2 , 4)
Reitzenstein, ibidem, pp, 20-2 "" recensio 1 (capp. 2 t ,3 t. 4)
Reitzenstein , ibidem, pp. 35-7
recensio 1 in ms. Y (capp. 2 1 ,
3', 4)
Reitzenstein, ibidem , pp, 32-3
recensio 1 in mss. W , X (cap.
3', 14)

Lanata, G/i atti ... , pp. 1857 = recensio 2 (cap. 1) e recen


sio 1 (capp. 2 1 e 3 1 , 4a6)
a
Lanata, ibidem, pp. 186-7 = recensio 1 (cap. 3 1 , lA )
recensio 1 in ross. W, X, Y
Lanata, ibidem, pp. 186-7
(cap. 3' , 14')

Altre sigle e abbreviazioni:

C. EDIZIONI MODERNE
E SIGLE DELLA PRESENTE EDIZIONE

Nella presente edizione non si e tenuto conto delle edizioni preceden ti Reirzenstein, rranne che per l'incipit del Dostro testo, dove,
con imperatore, seguo la lezione di Ruinart e Harte!. Altrove vengono raccolte solo lezioni di Reitzenstein e Lanata. Per i lavori di
Reitzenstein si veda sopra; quanto al lavara di Giuliana Lanata (CH
atti... , pp. 184-93 e 242-7), rnentre la maggior parte degli editori
posteriori a Reitzenscein presenta un testo eclettico, clove gli apporri
di Reitzenste.in sono stati integrati con esiti alterni, ella assume
lavori di quest'ultimo quale punto di partenza assoluto. NeI suo intento di esa minare gli Acta come documenti di tribunaIe, la Lanata
prende in considerazione la recensione 2 per il processo del 257, per
quello del 258 la recensione 1, che riconosce come autentica (tutta
via, non trartandosi di atto giudiziario in senso strerto, il resoconto
dell'arresto del 258 e stampato in carpo minore; quello clell'esecuzione e srato omesso). Nell 'apparato critico, la Lanata propone tal
volta delle congetture.
L'edizione di Reitzenstein presenta quattro testi: il testo della
recensione 2 , il testo della recensione 1, il testo della receosione 1
secondo il manoscritto Y e il testo del frammento della recensione 1
secondo i manoscritti W e X (neile sue Bemerkungen produce alcuni
altri tes ti di manoscritti, che non rappresentano una nuova recensio
ne: i dati di questi testi sano stati inseriti nelIa nostra edizione) .
Useremo quattro sigle per le lezioni che egli propone:

25

edd.

caput 2, paragraphus 1 in recensione prima


caput 2 , paragraphus 2 in recensione altera
e manus prima
e manus secunda
manuscripti orones praeter eos quorum lectio adnotatur:
quod si C1 huic signo A opponitur, lectio a el exhibita in
1:1 includitur
editores Reitzenstein et Lanata

Manoscritti citati in apparato , che presentano la recensione 1: E, M,


S, T, U, V, W, X, Y, Z; che presentano la recensione 2: C, D, F , G ,
H, 1, K, O, a, d, e, f, g, h, i, ro, n, o.

ACTA CYPRIANI

ATTI DI CIPRIANO

1, 1. Imperatore Valeriana guater et Galliena ter consuli


bus tertio kalendas septembris Cartagine in secretario Paternus proconsul Cypriano episcopo dixit: Sacratissmi imperatores Valerianus et Gallienus litteras ad me dare dignati sunt,
,. quibus praeceperunt eos qu non romanam religionem colunt
debere romanas cerimonias recognoscere. E xquisivi de nomine tuo; quid mihi respondes?. 2. Cyprianus episcopus dixit: Christianus suro et episcopus. Nullos alias deos nov,
nisi unum et verum Deuro, qu fedt caelum et terram, mare ee

1, 1. Soteo gli imperatori Valeriano, console per la quarta vol- <


ta, e Gallieno, console per la terza, il 30 agosto, a Cartagine, il
proconsole Paterno disse nel proprio ufficio al vescovo Cipriano:
( 1 santissimi imperatori Valeriano e Gallieno si sono degnati di <
spedirmi una missiva con la quaJe ordinano che tutti coloro che
non praticano la religione romana devono riconoscere i riti romani. Mi sono percio lnformaro sulla tua persona. Cos'hai da dirmi?.
2. Il vescovo Cipriano disse: (Sono cristiano e vescovo.
Non riconosco nessun altro Dio all'infuori dell'Unico e Vero che <
ha fatto il delo e la terra, il mare e tutto do che essi contengono.

1, J . I mperarore cum Ru inart el H artd scri psi; impera/ori O i mperante m imperrmlihuf a


imptm1Joribuf edd . om. cen .
1 - 2 . Vl1krianQ qua/er et Ca/lieno ter comulibus a m; v.
quarto el g. Jerifo c.
L v. quarlum el g. tertium c. R Imco el baJjo e. ceno (post
secteuzrio (1. 2) add . sub voleriano Jumo d) om G H.
l . lerlio
a m D edd.:

eo

eo

quarto o om. cen o I blenda! a: kaknda rum e o m D o edd . om. cett . I septf'mbris e a:
septembrium O m o edd. seplf'mbriatum D om. cett. I CtJrtagine J1 edd. ; eartagini D F 1 K
cartaginis g d om. G H I in om . G H F 1 K f g h I secretario J1 edd.: Jecre/tJrium D om . G H
K
2-J . ante Palemlls add. astante cypriano episcopo d
J. Cypriano om. F 1 I
episcopo: coram episcopo f h I dixi! om. n
4. Ga/lienrlS : Jllieno m I(Id 11 edd.: a e o I
1
d4re dgnati sunt J1 edd .: dignali sunt ciare H dignati St<nl dirigere e
5. quibus .
edd.: qui e a d 2 (d i quibus?) quae 0 1 I non romanam rc/igionem eo/unt 11 edd. : non
romana re/igione e. D G H non C. romanam religionem n romanan: rcligionem c. O a roma
religione c. e
6. debere 11 edd. : debercnt e debere ros F 1 f g h n I romanas tJ.. edd .:
romana D G H n om. F 1 K f g h i I eerimonias J1 edd .: cerimonio F 1 K f h n rc/igione D I
m:ognoscere 11 edd .: reeognosceret F cognoseere O I Exquisilli 11 L: cxquisivi t'1go 0 2 D R
cxquirr: tibi E g? h a exquirit ibi F cxquiriti 1 exquiro e'X0 K requin: tibi
i
7. respondes 11 edd.: n:spoffdis 1 g respondeas f h i o J Cyprianus: sanelm cypn'anus m
I episeopus om. d e
8. Chrislianlls 11 edd.: ego chriuianus G H e ehrislianus ego D I
Nullos alios deos e o a O G H d e n o edd.: el nullos alias deos 1 g h el tlUllum alium
deum m K i el nullun: el nulla alias deos F el nullum el nullos alios deos f I novi e o a m D
G H den o edd .: colo F 1 K l g h i
9 . unum 11 edd .: lIivum F I ecit J1 edd. :
condidit D G H e I mare: el mare F

1, 6' 7. de nomine /uo cfr. Prud. Peristephanon 13 ,90


8. Christianus ... epcopus
cfr. Prud . Peristephanon 13,90-1
8' 10. Nu/los
sunl cfr. Aug. Serm . GuelE.
27,2 (MoriD, p. 533)
9-0 . qui fecit .
JUnt Valgata, Ps. 145 (14 6),6; Exod.
20, 11; Act. Ap. 4,24; 14, 15 ; Apoc. 14 ,7

208

10

l'

20

ACTA CYPRlANI

ATIl DI CIPIUA NO

omnia quae in eis sunt. Huic Deo christiani deservimus, hurre


deprecamur diehus arque noctibus pro nohis et pro omnibus
hominibus et pro inco]umitate ipsorum imperatorUffi. 3.
Paternus proconsul dixit: Et in hac voluntate perseveras? ,
Cyprianus episcapus dixit: Bona voluntas quae Deum novt
mutari non potest ).
4. Paternus proconsul dixit: Poteris
ergo secundum praeceptum Valeriani et Gallieni exul ad UIbem curubitanam proficisci?. Cyprianus episcapus dixit:
Praficiscor, 5. Paternus proconsul dixit: Non solum de
episcopis, verum eriam et de presbyteris mih scribere dignati
sunt. Volo ergo scire a te qu sint presbyteri qu in hac civitate consistunt. Cyprianus episcapus dixit: Legibus vestris
bene atque militer censuistis delatores non esse; itaque deferri a me non possunt; in civitatibus suis invenientur. Et cum
disciplina prohibeat ut quis se ultra offerat et tuae quoque

Huic: hunc F I Deo om. F 1 K f g h i I eh,.iItUm;: nos christiani 0 2 I hune: huie


1 r . iebus alque l'Ioctibus C O a m e n: diebus ae noctibus D G H 1 K f h d o edd.
diebus F g om. i I pro nobis el pro o m. F 1 K f g h j
112. oml1ibm homil1ibus C O a
edd.: oml1ibus m D G H e n omnibm diebus d vobiJ o om. F 1 K f g h
12 . el om. i
IJ . proCOl1Ju{ dixil ~ c:dd.: eonsularis dixit K non solum de
i
cpiscopis F I Et in hac ~ edd.: el in hallC e in hac C d in hac ergo O a om. (usque ad 1. 18
Non JO/um) f h
14. C"prianus: sanctus C)'priallus ro I va/untas: va/untas est D I novil:
novi eH
15. mutari ~ L: mutare e im"ttltari F K g n o R PoteriJ post Gal/ieni
transp. d, om . (usque ad 1. 18 Non so/um) F 1 K g i
16. VakrUtni: lJ(l!mi o I exul .1.
edd.: exilio d n o m. m
16'7. ad u,bem eurubitanam e O a edd.: curtlbi D e eurabi n
ex urbe ro ex hae uroe G H ab Mbe o om. d
17. proficisci: pro/iciJctrt D I Cyprianm:
sanctus C)'prianus m
19. vernm etiam el e o a: sed etiam H sed el m D G F 1 K f g h
ido edd. sed e n 1 de 6. edd .: de clericis el h om. a I mihi scribere: scriberc mihi D
n
lO . ergo .1. edd. : ego 1 Jscirta tee O am d: scire ex te D G HFIK fghi c:edd.
ex te scire o n 1sint O a i e o: sunl e m D G H F 1 K f g h d n edd. I presbyteri: prcsbyteris
F
10-1. in /xIe civitafe ~ edd. : in hane civifIJlem g /xInc civitatem F i" /xIe urk

21. eonsistuI11 e o a m F 1 K f g h i edd.: comtittUi sunl D G H den o I


Cyprianus: sanctus cyprianus m I episcopus om. F
n. bene atque ~ edd.: alque bene
D I tltifiter: utilills F 1 K f g h i d I censuislis: cansuistis e G H I post censllistis add. uf D I
el I post delatores add. nos 0 1 J me: essent D eml G H
22 -3. de/erri a me .1. c:dd.: a
2J . post poSSU"t add. sed n I post
me de/erri F 1 K f h i ad me de/erri g detegi a me n
2
civikltibus add. lJutem 0 I ;nvmienlur e o a m O d : ;,weniunlur G H F 1 K f g h e n o
cdd. I El cum om. (usque ad par .
F 1 K f g hin
24. post discip/i"a add. sancta O
e I post prohi~al add. nostra R (sed Bemerkungen ... , p. 207 nlo 2, "ostra repudiar) I uf
1
quis a m: lit qui e O I Uf quia 0 ne quis D d c:dd. ut ne quis e O vane qui (va corruptum
ex uf) G H I se ultro .1. edd.: ultro se o I olferat.1. edd.: non olferat 0 2 olfereral G H I ef
tuae quoque ~ c:dd .: tuaeque D

Questo e il Dio che ooi cristiaoi serviamo con zelo, a cu giorno e


notte eleviamo preghiere per ooi, per tutto il genere umano e per
la salute degli stessi imperatori .
3. 11 proconsole Paterno disse: ( E persisti io tale atteggiamento?. 11 vescovo Cipriano rispose: La buooa volonta che conosce Dio non muta parere. 4.11
proconSo1e Paterno clisse: Sei disposto dunque, in accordo con
gli ordini di Valeriano e Gallieno, ad essere esiliato nelia dtta di <
Curubis?. Cipriano rispose: SI. 5. I1 proconsole Paterno
disse: Non solo riguardo ai vescovi si sano degnati di scrivermi,
ma anche riguardo ai presbiteri. Voglio perco sapere da te chi sano
i presbiteri che vivono in questa citta . I1 vescovo Cipriano disse: Con le vostre leggi avete stabilito, assai a proposito e debita- <
mente, che non devono esservi delator : perdo non puo essere
che sia 10 a denunciarli. Li troverai nelle loro comunita. E poich
la nostra disciplina vieta di consegnarci spontaneamente (cosa che

JO.

1 0. Huie ... ~eTVimus cfr. Acta Maximiliani 2,6


11-1. deprecamur ... imperalorum
cfr. 1 Ep. T~m . 2~1 -2
14 -~ . Bona ... polest Aug. Serm. Guelf. 27,4 (Morin, p.
~J4) ; CoUecno amana Veronensls fol. 76': Bona ... immutari non potesl (ed. Gryson
CCL 87, p. 90)
14. Deum novit cfr. 2 Ep. Thess. 1,8; 1 Ep. lo. 4,6; Ev. lo:
10,1.5
23-4 . cum .. . oHeral cfr. Aug. Serm . Guc:1f. 28,5 (Morin, p. 540); contra

Gaudentium 1 31,40

210

ATn DI CIPRIANO

ACfA CYPRlANI

1 _ 21

211

1:5 censurae hac displiceat, Dee offerre se ipsi possunt,sed a te


exqUlSltl mvenientur.
6. Paternus proconsuI dixit: Ego
hodie de hac coetu exquiram, Cyprianus episcapus dixit:
Ipsi a te requisiti invenientun>.
7. Paternus proconsul dixit: A me invenientun>. Et adiecit: Praeceperunt etiam De
JO in aliquibus loeis concilia bula faciaot oee cimiteria ngredantUI. Si quis itaque hac tam salubre praeceptum non observave~itJ capite plectetur. Cyprianus episcapus dixit: Praeeepist.

del resto la tua stessa funzione di giudice disapprova)1 essi non


6. Il
possono consegnarsi da soIL Ma se ti cerchi, Ji trov.
proconsole Paterno disse: E io oggi stesso faro un'inchiesta su
questa gente, Il vescovo Cipriano disse: Essi sressi, se Ji cercherai, si faranno trovare da te,
7. Il proconsole Paterno disse: (Si faranno trovare da me . E aggiunse: Ordinano anche
che non si riuniscano in alcun luogo, n entrino nei cimiteri.
Quindi, chi non rispettera un ordine tanto assennato, verra decapitata. 11 vescovo Cipriano russe: Questi sono tuoi ordini.

2 1 , 1. Cum Cyprianus, sanctus martyr electus a Deo, de


civitate curubitana, in qua exilio ex praecepto Aspasi Paterni
tune proconsulis clarissimi viri datus, esset regressus ex sacro
rescripto specialiter hac et personaliter remisso, in hortis suis

2 1, 1. Cipriano, scelto da Dio come santo martire, ritornato


dalla citta di Curubis (nelia guale era stato esiliato per ordine di
sua eccellenza Aspasio Paterna, allora proconsole) grazie a un rescrino imperiale emesso in via speciale e personaJe, se ne stava
nella sua villa e aspettava di giorno in giorno che venissero a
2.
prenderlo in qualsiasi momento come gli era stato rivelato.

manebat, et ad diem omnibus horis venid, scut ei ostensum

1'.displiuat: disp/icet G H I se ipsi e o a m D L: ipsi se o se plOs G H d e R

16.

e o a edd .: perquiriti m nquisiti G H e requisiti D d o I tnv(!n;entur e o a m D d


edd.: inVl!niuntur G H e o I Palmlus om. (usque ad par. 7) e O' 1 post dixit acld. a me
1
~quisiti

inveniuntur el G H
27 . coe/u !:J. edd.: cmum e quia e/um 0
I exquiram !:J. edd. :
requiram m d 1 Cypmmus: slmclm cyprianus m
27-8. dixit psi om. d
a8.
requisiti !:J. edd.: ~quisiti D positi e I invenien/uf: invC/iuntur H o
29. post me adel.
requisiti d I Praeceperunt: proeccpienlnt e
30. in om. m F 1 f g h n I concUzbula !:J.
edd.: concinabula e concilia diabo/ica g I /acianl !:J. edd.: laciunt e H fiant o a d I nec !:J.
edd.: ncque n aut D F 1 K f g h i o I post cimitcria add . christiani a
30-l . ingrediantur:
ingrediuntur G H
JI. quis om. i I itaque !:J. edd.: ita G H eriam m Ildm !:J. edd.: tale F
g d ta/em 1 I Sil/ubre: Sil/ubrt>m I I prrut:eptum !:J. edd.: reperlum e
31-2 . observaverit:
observaverint e D i
32. p/ecletur !:J. edd.: pleeteretur e pleCJentu! D i p/ectatur d
I/ecJehlf a f h 1 I Cyprianm: sanctus cyprianus m I episcopus om. e
31-3. Praecepisti C
o a m edd.: fae quod tibi praeceptum est cett.
1
2 , 1. e/ectus om. T I post ti add. domino y R2
2 . civitate curubitana T edd.:
civi/ate curubitan M civil4tc cucuroitana E civila/e curtibi/ana V civila~ curoithana Y
curbitana cjvilate S corrubilana civita~ U Z I in T Y edd.: an E ~ M de S U V Z I Aspasi
scripsi: AspasiiU Z edd. passiE M S TV acassio yl acaSfiiyz l Paleroi: patemo yl
3.
proconsu/is: pro comule Y R 2 I c14msim; viri E M TRI L: om. S U V Y Z R l I post
aatus add. luerat edd. (ex recensione altera) I esset E M T y' edd.: est S U V Y '
Z
4. hoc el /'Cnona[iler om. Y R2 1 remino!:J. edd.: rt>miuio T demissos yl dimisS/lJ y' I in hortis sui$ S T Y edd.: in su;s hortiJ M in suis suis hortis E in hortis V mortis
Z mort/lUS U
, . ad dicm E M T Y n (quamquam ipsc alterius rec::ensionis, hoc
loco, ut et alibi, primae recensionis testimonium praebetl edd.: rk die in dicm S V Z
(usque ad 3 1, 2 lectiones ms. U, utpote a Rc:itzenstein non collatae, non adnotllntur) I
omnibus horis Y n c:dd.: omnibus E M T om. S V Z I sicul ei E M T n R l L: ad ne s;cut
etS sieutVYZR l

2 1, 3-4. ex sacro

Oo.

remisso dr. Ponl. Vita Cypr. 13,12

<

212

10

15

20

ACTA CVPRlANI

erar, sperabat. 2. Iclem cum illie demoraretur, derepente


idibus septembribus, Tusco et Basso consulibus, venerunt ad
eum prncipes duo, unus ex officio Galeri Maximi proconsulis
clarissimi viri, qu Aspasio Paterno successerat, alius eques
5trator, qu esset a custodiis, officii eiusdem clarissimi
VIrI,
3. et in curriculum eurn imposuerunt et ambo euro texerunt et in Sexti eum tulerunt, ubi dem Galerius Maximus
pro consule bonae valetudinis recuperandae gratia secesserat, 4. eundernque Cyprianum dem Galerius Maximus pro
coosule vir clarissimus alia die, id est crastina, offerri sibi
praecepit. Et ita dem Cyprianus cum prncipe, id est stratore, officii Maximi proconsulis clarissimi viri secessit et in hospicio eius cum eo vico Saturni inter Veneria et Satutaria
mansito 5. Illic ante ianuam universus populus fratrum
mansit; et cum hoc Cyprianus comperisset, castigari puellas
praecepit, quoniam in vico omnes ante ianuas hospicii principis iacebant.

6. demorare/ur A R1 L: demonstraretur s demorare/ur am nullo quaerere/ur Y demorare/ur


et iam a nu/lo quaereretur R 1 I derepettte: repente S V Z
7. dihus 6. edd.: diebus y I
BailO 6. edd.: paStO Y basco S
8. ex oHicio y Rl: SlraJOrojficii E M T R I L sITa/o,
SVZ
9. clarissimi viTi E M S(c ti - ita semper -) TR I L: curlibi/anae civitalis V
corruhiUmoe civitatis Z vecario yl vicario yI viri clarissimi RI I qui ... succeuemt edd.:
q. pallio p.s. S T q. pano p.s. V q. basIo p.s. Z q. acasto p.s. Y; o m. (usque ad par. 3) E M 1
post successeraJ add. el R I L
9'10. eques slTaJor S: eq,(Cf seralor (prima e in equCf
super rasuram) y equiJh'alor V Z luqueslra/or T al'que strator L eqUl'$ R I R J
10.
cmlodiis S T RI L: cusladi! Y custadihm V Z R I
10- 1 . clarissimi viri S T V Z Rl
1
1: proconsulis Y R
ll. el om. Y I cutriculum: currculo S V Z I el amho 6. edd.:
ambo E M
H-l. texl!runt S V R IL: texuertml Z teguerunt E M T velaverunt Y
12. ellm tu/enmt S V Z: tulemnt E M T Rl L peTVolaverunt Y RI
I} .
RI
pro comule M S T' yl edd.: proconsul E T1 yl Z procomulif V I bot1lJe E Y c:dd.: bono
M S T I V Z om. TI I recupcrandae: reciperandae TI
1}-4. SCUllerat: successerat V
n
14. eundemque A edd. : eum qui yl l'umql/e y1
14-" , pro comule M TI S
Y Rl: procomul E T1 V Z RI L
1,.. vir cJrissimus A edd.: qlli cJrinimu$ Z
v(!Cario yl vicariu! yl I id Cft A edd.: idem M I offerri A edd. : aflerri E M
16.
praecepit: praecipit M I principe: principem T
16-7. id est slratore Y n R~ : el
slratore E M S T V R 1 L stratore Z
I7. post officii add . GaleTii edd. I clarissimi viri
6. edd. : vtcl1rio yl vicarius yl
18. inter E M S Y c:dd.: et T in Z om. V I Veneril1
E 1 S T Y Z: venaria El vcnariam M Vt!ncrit V venert!am edd. I So/utam: lDlutariam
c:dd.
19. IIIic om. (usqlle ad et cum) V Z 1ianuam: ianua T
o. OOC om. V Z I
comperisse/: comperisse S Y 1 I castipri A c:dd.: el castipri E custediri Z n
21 . ianuas
11 n : januam Y edd.1 hospicii: hospicio E M T
21-2. principis: principes TI
y
H . aeehant cocId. R I Rl: manehant L

ATI1 DI CIPRJ.A NO

2 I

21}

E mentre cola dimorava, aIl'improvviso, il tredici ser rembre (erano consoli Tusco e Basso), gli si presentarono due ufficiali, uno
deIlo stato maggiore di sua eccelIenza il proconsole Galerio Massimo, che era succeduto ad Aspasio Paterno, l'altro, un sottuffidale del medesimo stato maggiore, incaricato degli arresti. 3.
Lo fecero salire su un carro, lo scortarono entrambi e lo porrarono
nella villa di Sesto, dove il proconsole Galero Massimo si era
ritirato per rimettersi in salute, 4. e sua eccellenza il proconsole Galerio Massimo ordino che Cipriano gli venisse condorto dinanzi il giorno seguente, cioe l'indoma ni. Cipriano quindi si ritiro
con il sottufficiale, quello dello stato maggiore di sua eccellenza il
proconsole Massimo, e passo la notte presso di lu neIla sua residenza, neila va di Saturno, tra il tempio di Venere e queDo della <
Salute. 5. Li, davanti alla porta, trascorse la noUe l'intera folla
dd fratelli di fede; e quando Cipriano lo seppe, ordino di riprendere le fanciulle, per il fatto che tutti se ne sta vano in strada
davanti alla porta de1la dimora del sottufficiale.

2I4

ACTA CYPRIANI

31, 1. Et ita altera die, id es! octavo decimo kalendas


octobris, mane simul ad Sext, secundum praeceptum Galeri
Maximi proconsulis dadssimi viri, in atrio sedenti obvoluto
et sauciolo oblatus esto 2. Quo oblato idem Galerius Maxi, mus proconsul clarissimus vir Cypriano dixit: Tu es Tascius
Cyprianus?. Cyprianus dixit: Ego.
3. Galerius Maxi
mus proconsul clarissimus vir Cypriano dixit: Tu te papatem
sacrilegae ments hominibus exhibuisti?. Cyprianus dixit:
Ego,
4. Galerus Maximus proconsul clarissimus vir conlO locutus curo consilio sententiam vix et aegre dixit verhis
huiusmoru: Du sacrlega mente vixisti, et plurimos tibi nefariae conspirationis hornines congregasti J et inirnicum te

JI, 1. El
id esl E M S T V Z RI U: t I allera ie 111 dixi ffl5CO el pano (btmo Rl)
eonsuJibus die Y R1 apud earlhaginem die W X R' L2
2. oclob,: octobres
yl I mane smul ad Sexli S R I LI : mane simul a rexli V Z mane multa ad sexti E
J
M T om. W X y R R' U
2-3 . seeulldum ' .. Afaximi om. W X y R 1 Rl
U
J. proeomu/is A RI LI; pro COTlsule S om. W X y R 1 R) U I clarissimi viri
om. W X y R 1 R) U J in atrio om. W X y R2 R) Ll
) -4. ede"ti
sauci% T 11: sedenti ... soucio S V Z sedentis obvo/vaw el sauciolo M sedentis obvo/uJo
el saucIolo E sauciolo sedent; et obvoLuto R I om. W X y R2 R) L l
4. ob1a1l1S
est om. W X y R l R l Ll J Quo oblPto E M S T U V Z R I V: inter celera inducto
eodem cypriano Y R 1 inducto cypria"o eadem inter cetera W X R) inducto cypriano
roJem nte, cetera U I idem om. WI X Y RZ Rl L 1
, . proconsu/ E S T U V Z
RI V : pro comule M vicarius (lIecariUS YI) pro comule africac y vir cJriuimus pro
comule (procons W ) africae W R 1 R) L 2 vir voca/us proco1fSul africae X I c/ariuimus
vir E T RI V : durinimus vi, M om. S U V W X y Z R 1 R) V I Cypnano S T V:
cypnano episcopo E M U RI ci W X R' U om. V Y Z Rl J Tu om. (usque ad ego)
VI , (u squ~ ad 1. 7, tu) E M I Tascius scripsi: /hascius V' W X RI R' R' L 1 L l
hascius T ea/ius U Z sta/iu! S luscius Y
6. Cyprianus2 S U Z R 1 R 1 L I L 1: cyprianusepiscopus V2 R l om. TWI X Y I dixitS T U VI Z R I L' : mponditW XY R 2 R J L 1
I Galeriusom . WX
7. procomulT U V Z RI LI: proconsule S om . W X y R 1 Rl
L2 I c/arissimus vir T U V Z R I L 1: vi, c/arissimus S W R 1 LZ vi, cloriss;mus pro comule
alricae Rl voco/us X lIecario y l vicarius yz l Cypriano S T V Z RI LI : poSt xit transp . U,
om. W X y Rl R l V I Tu om. T [te papatem W X y R I Rl R) LL P: te papam S U V
Z papatem te E M papam te T
8. sacri/egae mens: sacri/ega mente W X R J L2 I
hominbus A edd. : omnibus M om. X I exhibuisti A ~dd .: praebuist E M I dixit A R 1 L 1 :
rerponJitW X R 1 R J LJom. Y
9. GaleriusAfaximusproconrulE S TU V Z R 1 L I:
iP/eriur maximus pro consule M tunc pro confllle W X y L1 tune gp.lerius maximus vir cJarissimuspro comuleafricae R 2 R1 c14riuimUI virT U V Z R 1 L 1 ; virclarissimllS S om. E M W
X y Rl R) L2
9-10. conloculus M S T U V Z R 1 LI : locutus E W X y R Z R'
V (abhinc unam l~ctionem ~xhi bet L)
J O . cum 6. edd. : ex Y
10-1. dixit verbis huiusmoJi A R 1 L: verbis huiusmoJi Jxit W X R) huillsmoJ verba dxit y huiusmoJi
veroi! dixit R1
lt.
Diu om. T
l2 .
eongrq,asti A ~dd .: adgrq,astiEMT
o

ATn DI crplUANO

3I

21 5

3 1 J 1. CasI il giorno dopo, cloe il quattordici settembre, di


primo mattino, secondo l'ordine di sua eccelienza il proconsole
Galerio Massimo, Cipriano fu condotto nelia villa di Sesto al suo
cospetto: il proconsole, date le sue condizioni di salute, se ne
2. Come
stava seduta neli 'atrio Iasciato e leggermente fedto.
gli fu condotto dinanzi, sua eccellenza il proconsole Galerio Mas~
sima russe a Cipriano: 5ei tu Tascio Cipriano?. Cipriano disse:
5h. 3. Sua eccellenza il proconsole Galerio Massimo disse a
Cipriano: ( 5ei stato tu il maestro della setta sacrilega? . Cipriano
disse: 5)>.
4. 5ua eceel1enza il proeonsole Galerio Massimo
dopo aver conferito coi suoi consiglieri, a stento e faticosament~
pronuncio il suo giudizio con queste paroJe: A lungo sei vissuto
in sacrilegio, hai raceoho al tuo seguito molti uomini in una nefanda eospirazione e ti sei fatto nemico degli dd di Roma e dei

216

15

lO

ATTI DI CIPRIANO

ACT A CYPRJAN I

constituisti ds romanis et religionibus sacris, oec te pii et


sanctissimi prncipes nos tri Valerianus et Gallienus Augusti
et Valerianus nobilissimus Caesar ad sacra felicissimorum
temporum suorum t obdurati furoris t et ad cerimonias percalendas bonamque mentem habendam tanto tempare pa tuerunt revocare. 5. E t ideo, curo sis nequissimi criminis auetor et signifer deprehensus, t et qua hostili more a romana
mente desd veris, curo
etiam guas tuo scelere docuisti ipso
documento, et t quoruam tuo adnutu duravit sacrilega contumacia, tuo sangume sancetur disciplina . 6. E t decretum
ex tabella recitavit: Tascum Cyprianum gladio animadverti
placer ,

rus

I3 . Jis 4 edd. : tibi di;s U I el religionibm 50cns 11 edd.: el reJionibus SilCriS Y I el regionihus
sacro V om . Z (post sacris desinunt W X R ') nec te P Y edd.: recte E S TI U V Z te
M
14. sanctsimi codd.: wcratissimi edd . I ValenanUJ. el E M T V edd.: valerius et S U
Z om. Y I Gal/ienus !1 cdd. : galerialll1S U Z om. Y I Augusti .6. edd. : augurtllS U V om. T2 Y
Z
el Valeri4nus E M S T1 U V edd.: valeria/lus Y om. P Z I nobj{iuimuJ Caesar
E M S Y edd. : nobilissim:1f CllNare T1 nobiliuimi caeSJlris Tt nobilisJimus ceniZt V nobilissimus non ccswnt U non ccss'u// Z ad SiZcra scripsi (ms. n secutus. cuius tc:xtus in app. crit.
a1tcrius reccnsionis cxhibetur; quanmm ad usum huius ms., videas nOlaro in app. crit. 3d
2 1, 5 ad diem): ad sectam Y 2 sectam S U V Y 1 Z secta E M T a secta L sm/rita/e R 1
I
2
Rt
16. obdurati JuroriJ .6. L: obdurati roris yl ab obdurati furoris amen/ia R R
nonhabet n I el scripsi (ms. n secUlus): om. codd. edd. IiZd codd. edd.: expungere videtur n
(videas in app. crit . alterius recensionis) I cenmanias: ccrimonis T
16-7. perco{enCJs E
M S TU Z n: praecolendds V Y popu/i romani coJemi4s edd.
17. hahendam E M S VY
Z n edd.: habentem U om. T I post tm1pore add. non E S U V Z
17-8. poslpotuerunt
add. te E
18. cum sis .6. edd.: quod E M
19. post kprehensus add. es E
M
19.21. et quia ... documento el: locus ut m.ihl videtur desperatus, ad quem emendanclum neque rdiquiae quas cocld. inler se connexi Y el n (n alterius recensionisj videas ad
1. l 51. neque quas aH codd. exhibent sufficere videntur; in textu ordine precario digessi
19. et quia Y n R l: eos S T U V Z R 1 eis
pauds mutatis quae codd. et edd. praebent
L om. E M I hostili more (mor V1) y n : hostili ar/imo Rl om. cen o R I L
19-20 . a
2
remar/a mente Y n: iZ remar/a gl!rlte R om. ceH. R1 L
.lO. descillerls R2: djsCe1!erir
y l discilleris y 2 recessens n om. cett. R 1 L cum hiJ etiam Y R2: om. ceno R 1 L I quos .6.
edd.: quo E Iluo S T V Z R 1 L: tu E M U Y tui R2 I scelcre .6. R 1 L: simili sceJere Y similis
scelcre R2 1 ipJO codd. RI: ipsl! R 2 L
n . post documento add. poelUJe perfruere Y
R 2, eris L, Jacunam habent U Z I el quoniam scripsi: ut quonitZm .6. R 1 L ut quem U V Z
itdque quo1/iam Y R 2 1luoodnutu scripsi: luo adinilu E S T lUOiZdnitu M tuo adnisu U V Z
edd . om. Y durtJvitom. Y I ante sacrilega add. tua Y
11-2. contumacia: contumacio E
M
22. sancielur E TI R 2: sanelietur S sangietur M sacietur T 2 U V Z sancia/ur R 1 L
perfruere y disciplina om. Y I El .6. R 1 L: el cyprianus deo kludes una cum ipso credentes deo
laudes el (pJerius maximus vir clarinimus add. R 2) pro comule Y R 2
2J. tahelkl E
M T U Z L: tabukl S V R 1 R 2 tabulis Y I recitalJit .6. R I 1: legit Y R 2 I Tascium scripsi:
thascium E M T V R I R 2 L thacillm S talium U Z oslium y l ostmt Y 1 I post Cyprianum
add . cum suis Y R2 1gladio: gkldiis y 2
24 . post pklcet acld. cyprianus episcopus dix
deovatiiZS S U V Z R\ desinunt E M T

1'.

3I

2 17

sacri rit, n i pii e santissimi principi nos tri Valeriano e Gallieno,


augus ti, e Valeriano, nobilissimo cesare, sono riusciti in tanto
tempo ad indurti, a causa della tua rabbiosa ostinazione, ai sacri!ici per i giorni prosperi, a segui re le cerimonie e a ravvederti. 5. Quindi, essendo tu stato arres tato come ispiratore e vessillifero di un abominevole crimine, e poich da nernico dello stato ti sei allontanato dalla mentalita romana nsieme a coloro che
col tuo esempio hai ammaestrato, e poich tale sacrilega contumacia si e protratta su tua precisa istigazione, l' erdine pubblico sara
cenfermate col tuo sangue .
6. E lesse dalla tavoletta la sentenza: Si condanna Tascio Cipriano alla pena capitale.

XVI

le sofferenze di Cristo: tal accordi sano mirabili e costituiscono


aureola al martirio, non gia la sua sostanza.

4. Antecedenti giudaici?
L'octica scritturale richiede d' altronde un aIlargamento del quadro: una visione strettamente neotestamentaria non puo risultare
esauriente. Cosi, e assai notevole che nella passione di Policarpo,
a flanco dei dettagli che richiamano la passione di Cristo, si trovino anche elementi che rimandano a una passione dell' Antica
Alleanza, il martirio di Eleazar e dei sette fratelli Maccabei con
la loro madre, narrato nel secando e nel quarto libro dei Maccabei 1. Ad esempio, il proconsole raceomanda al vegliardo Poli~
carpo e a Germanico, giovane precursore di Policarpo nel marti~
ro, di aver riguardo per la loro eta (9, 2 e 3, 1): medesimo
scenario e medesimi termini in 4 Mace. 5, 6 e 8, 20 a proposito
del vecchio Eleazar e dei sette giovani con la loro anziana madre,
apostrofati dal re Antioco. Allo stesso modo Policarpo e giudicato degno di peendee parte [".l al calice di Cristo (14, 2),
come i martiri giudei sano giudicati degni d'aver parte divina
(4 Mace. 18, 3)2. La passione di Policarpo contiene anche una
probabile allusione a una passione giudea del tempo di Gesu, il
martirio del profeta !saia: il martire torturato che conversa con
Dio in Martyrium Polycarpi 2, 2 ricorda una seena simile del Mar~
tyrium Isaiae 5, 14'. In un altro grande testo cristiano, la lettera
delle chiese di Lione e Vienne sul martirio dei loro fedeli nel
177~8, inserita dallo storico Eusebio di Cesarea nella sua Historia
Ecc/esiastica, l'influsso dei Iibri dei Maccabei si fa ugualmente
sentire : Blandina, ultima a venire uccisa dopo esser stata esempio per i suoi compagni e dopo avere esortato il piu giovane,
Pontico, e paragonata aUa madre dei sette fratelli Maccabei, che
con le sue parole ed i suoi gesti incoraggio i figli, sino al piu
giovane, e poi affronta lei stessa, per ultima, la morte (ved. 2
Mace. 7,20-41; Eusebio, Historia Ecclesiastica V 2,41-2; 53-5)'.
I I1 secondo bro dei Maccabei e riconosciuto dalla Chiesa Cattolica come deuterocanoruco; il quarro appartiene alIa tradizione storica giudaica : i due sono apparencati.
Ck M.-L. G uillaumin, ", En marge du "martyre de Polycarpe" ... ,., p. 469.
) Cfr. Th. Baumeister, Die Aflfiinge der Theologie des Martyriums .... pp. 2989.
4 Ved. M.-L. Guillaumin, ", "Une cune filie qui s'appeJait Blandinc" ... ,., p. 94 . Per altre
reminisccnze, soprattutto da! quatro libro dci Maccabt:i, ved. ~ . Perler, Das vime
Makkabamuch ... , pp. 67-9, c W . Frend, MartyrtJm afld PmecullOn ... , pp. 19-20.
1

JNTRODUZIONE

A.A.R. BASTIAENSEN

XVD

Le gesta ~) dei Maccabei continueranno del resto ad affasci


nare la Chiesa: dal quarto secolo in poi, celebrandone la {esta, li
si considerava precursori d'una dignid. par aquella dei martid
della Nuova Alleanza 1. Anche il martirio di Isaia ha conOsc1uto
un certo favate presso i cristiani: Potarnio di Lisbona, nel quarto
secolo, gli dedica un beeve reatlato (PL VIII, coll. 1415-6); alIa
fine del secolo Vittrizio di Rouen, de laude sanctorum 12 (ed .
Demeulenaere, in CeL LXIV, p. 92), calIaca senza alcuna riserva la passione di Isaa tra i martid cristiani. Questo culto tardivo
dei martiri giudaici e il residuo isolara di una situazione anteriate,
quando cristianesimo e giudaismo erano ancora ntimamente legatL Nei primi due secoli della storia della Chesa il fondo giudaico traspate dappettutto. Il cardinale Danilou ha tirato un
hilando impressionante delle dottrine giudeo-cristiane che segnavano la piu antica teologia della Chiesa 2. Ma non e solo sul
piano dottrinario che spicca l' ascendenza giudaica. Prassi, armosfera, mentalita, cornici letterarie: tutto ricordava ancora il contesto giudaico nel quale nacque la Chiesa'. In tale contesto il
culto del martirio aveva un suo posto ben deHnito: in seno al
giudaismo esisteva da tempo la venerazione dei giusti, patriarchi, profet, ecc., venerazione che, nel periodo elle rustico, assumeva una forma speciale concentrandosi sulla figura degli eroi
morti per Dio e la Legge ., vale a dire i Maccabei e i profeti che
il giudaismo ellenistico arnmetteva fossero stati rnartirizzati:
Isaia, Geremia, Zaccaria, Michea ed altrL Si ricarderanno, a tale
proposito. le parole di Gesu riguardo a Israele, che venera i profeti cui i padr suoi avevano dato morte (Ev. Luc. 11,47-8; Bv.
Matth _ 23, 29-30). Alteove nel Nuovo Testamento si allude alla
sorte dd giusti e dd profer massacrati (Act. Ap. 7,52; Ep. Hebr.
11, 36-7; Ep. lac. 5, 10), il che vuol diee che il eicordo di quei
morti restava vivido.
Per il popolo giudeo, al tempo di Gesu, la marte per la giusrizia, il martirio, era dunque nozione famillare, che la cristianira
nascente raccolse quale retaggio. E si vedono comparire negli

Ved. H . Delehaye. Us origines du culte des martyn ... pp. 115 e 2}}4 .
Ved. Tho/ogie du judo-christianisme ... , passim.
J Ved. M. Simon, Verns Israel ... , passim.
4 Ved. Th. Klauser, Christ/icher Miirtyrerkult..., pp. 32-3 , con ri nvio allo studio di J.
Jeremas, HriJil/1lgriiber in Jesu Umwell, Goltrngen 1958; cfr. anche Th. Baumeister,
Die Anfange der Theolagie des Martyriums .. ., p. 6 sgg.
I

ACTA CYPRlANl

ATrl DI CIPRIANO

22

2I9

Recensio altera (capp. 2' el 3')

Recensione 2 (capp. 2' e 3')

2 2 , 1. Curnque Cyprianus, sanctus mart yr e1ectus a Deo,


de civitate curubitana, in gua exilio praecepto Aspasi Paterni
proconsulis datus fuerat , regrederetur, in hortis suis rnanebat,
et inde cotidie sperabat venire ad se, sicut illi ostensum
fuerat. 2. Et cum illic demoraretur, repente idibus septembris, Tusco et Basso consulibus, venerunt ad eum principes duo, unus ex officio G aleri Maximi proconsulis, alius vero egues strator, sed a custodibus, eiusdem officii Galeri -Maximi proconsulis, 3. qui et in curriculum eum levayerunt et

2 2 , 1. Quando Cipriano, scelto da Dio come santo martire,


fu ritornato dalla citta di Curubis, nelIa guaIe era stato esiliato
per ordne del proconsoIe Aspasio Paterno, si ritiro nella sua villa,
e di giorno in giorno s' aspettava che venissero a prenderlo, come
gli era stato rivelato.
2. E mentre se ne stava cola, all'improvviso, il tredici settembre dell'anno del consoIato di Tusco e Basso,
vennero da lu due ufficiali, uno dello stato maggiore del proconsole Galerio Massimo, l' altro un sottufficiale del corpo incaricato
degH arresti, lui pure dello stato maggiore del proconsole Galerio
Massimo. 3. Essi 10 misero su di un carro, lo tennero uno da un

lJ, J. Cumque e o a m K f h o n: eum F 1 d e R eum aulem G H i om. D g J sanctus


e o a D G H d e o R: episeOpUJ$(lIlCIUS n om. m F 1 K f g h i martyrC O 11. m O H d
e o R: etmartyrGsanctissimlls martyrn om. F 1 K f ghi a Deo m D G H F 1 K f g h i
d e o R: deo C O 11. d n
l. de .6. R: eum a D 1 curubitana e o D G H e n R:
J

CUTTUbilana 11. eurbiuJIIQ m 1 K i d euroitana 1 g h euilana F uroitana o J in qua !1 R: in


quae F ex qua ro I post qua add. in a I post exilio add. ex D F 1 K f g h ido n R 1Aspasi
om. K I Patemi .6. R: paterno ro ni patemino F om. G H
). proconsu/is .6. R:
proconJlIli m tunc proconsulis n cotlSulis h I datus: d4tum G H I Juerat an te Palemi traMp.
K regrederetur .6. R:- dt4m regrederetur m eum regrederetur F tglTderelur 1 f h 1 i Cl4m
egrederelur g h 1 enet regresrus ex agro rescriplo specialiter propter hoe remisso K regreuUl
uiHe' ex UCtO resa;plo specia/iter hoe el personafiler remisfO 141 n I manebat .6. R: mane
bant G H manerel n mandaba,l
4. e/inde m D G H K e R: imkC O a el f h d n
o ei F g om. 1 i I cotidie A. R : ad diem omnibm hons n I sperabat.6. R: sperans i expectabat
n lven;re C O 11. ro F f h i d no: veniri D G H 1 K B e R J ad se ante venire transp. n I
sicut.6. R: sic g I illi rutemum e O a f g h i o: e; astensllm n aslensum il/i m G H 1 K d
5. fuerat O a G f g h i d n o: eral C m D H F 1
R el astensum H/i D e ostensus i//i F
K eR I Et eum e O a m D d o: cumG H F 1 Kfg h i e R idemcumn I iUicoro. D I
dnnoraretur: morare/ur D I rtpellte: derepente F K f g h d i I idibus .6. R: roibus H his die
bus f h in diebm i
,6. seplembns C ro D G F K g i o: st'plembriis H Jt.'ptembribus
O a 1 f h den R
6. Tuseo 11 R; lllseUf m /useo i I Balso 11 R: bassus m bassio i vaIO
g I consu/ibus: consutes ro
7. unUI .6. R: unus strator C ex quibuJ unus eral a I post
procomulis add. qui aspasia R (acaslo G H casio m e n o casio D) p.:1temo successerat m D
7.8 . alius vero C m O G H e n o: et atius F K g h 1 i d R el a/iud
G H enoR
10m. (usque ad par. 3) O a f h l
8. eques strator scripsi: equis/ralor G H F K i on
R eque strator d h 1 sequisJrator 1 sequestraror B aeque trator m adequestratoT D e equesler
C 1 sed a custodibus m o: sed ad cllsloJes F r a custodibus C sed el ad eustodes g ad cuslO'
des h 2 sed el CUltos j qlli enet a cuslodibus n sed a cus/odiis G H K e R a custodiis D
oro. (usque ad par. 3) d I eiusdnn ollicii: o/ficii eiusdem n eidem ollicio 1 I Galen
om. e n
8'9. Maximi om. n
9. qui el C O a m o: ti d R el ambo eum F 1 K
f 8 h i e ambo n el procomu/is (iuss?) erat procedentes ambo D om. G H I eumcu/um C O
a fho n R: currculo m D G H F 1 K gi d e J eum O a m GH d n o R: e/ambo eum e
om. D F 1 K f g h e l JevaverunJ .6. R: inposuenmt n I elom. (usque ad 1. 11 Gakriusl
FIfghi

l l, l ' ) ' CU11UJ~ ... Juerat cfr. Aug. Serm. 309,1 ,2


3. in hortif suis cfI. Pont.
Vita Cypr. 15 ,1; Aug. Ep. 29 {ex recenter inventis et a Divjak, CSEL 88 editisJ
2,2
<l. cotidie .. venire cfr. Pont. Vira. Cypr. 1<1,2
<1'5 . sieut ... f~eral cfr:
Pont. Vila Cypr. 12,2.9
6'10 . principes .. POSUetllltt cfr. POn! . Vi ta Cypr. 15,1;
Aug. Serm. 309,2,3

220

10

l'

ATTI DI CIPRlANO

ACTA CYPRIANI

ambo in medio posuerunt et in Sexti perduxerunt, qua dem


Galerius Maximus proconsul bonae valetudinis recuperandae
gratia secesserat.
4. Et ita dem Galerius Maximus procon
sul in aliam diem Cyprianum sibi reservari praecepit. Et tune
beatus Cyprianus apud principem et stratorem eiusdem officii
Galeri Maximi proconsulis fuit.
5. Et curo esset in vico qui
dicitur Saturni inter Veneria et Salurara, mansit illie universus populus fratmm ; et curo hac sanctus Cyprianus comperisset, custodiri pueIlas praecepit, quoniam orones in vico ante
ianuam hospicii principis manserunt.
10 .

eo

12

22r

lato l'altro dall'altro e lo scortarono alla villa di Sesto, dove s'era


ritirato il proconsole Galerio Massimo per rirnettersi in
salute. 4. Quindi il proconsole Galerio Massimo ardino che
Cipriano gli verusse custodito fino al giarno seguente. Il beato
Cipriano fu quindi alloggiato nella dimora del sottufficiale dello
stato maggiore del proconsole Galerio Massirno. 5. Illuogo era
nelia cosiddetta va di Saturno, tra il tempia di Venere e quello
della Salute, e l'intera congregazione dei suoi fratelli di fede passo
la noUe cola; come Cipriano lo seppe, ardino di sorvegliare le
fandulle, poich tutti passarono la notte in strada davanti alla
porta della residenza del sottufficiale.

ambo O amdom. ceno R I iflmedio


aDGH K R: el/m in mediorndeom.
I posuenmt el
a m D G H d e R: el K om. cett. I Sexti
a m d: sextim n Jo:li

~tt .

eo

eo

agrum o agrum fexti D G H e R praeloriu", sexli K I perduxertmt C O a m o; duxetUnl n


lulenmt D G H K d e R
10-1. qua Ukm Galerius o: ub; idem g. D G H F d e R
ibidem g. 1 f g h i ubi g. K idem g. n galerius quidem C O a om. (usquc ad 3], 1)
m
ti. Maximus om. C I proconsu! om. D G H F R I banae d R: bona e bcnc 1 f g h
bono G H om. (usquc ad par. 4 in aliom) d I valetudinis om. (usque ad par. 4) D I
recuperandtJe: recupmmte G H
t l . gratia: gratiae O a I secesfera! .6. R: fUeceHerat n
"eesserat C mmserat a I El ita dem C O a G H o R; idem O tunc eumkm cyprianum
idem F 1 K f2 g h 2 e tune ad eunde", cyprianum dan f 1 h ' tune eunde", cyprianum i
eundem cyprionum martyrcm n
U ,}, Ga/eriul Maximus proeonsu! om. G H i I poSt
proconsul add . dixit F 1 f l g h 1
I} . in alia", diem C O R: in alia die a in a/ium die",
o alIo die F 1 K f g h en alia die id esl cras/i1/(l d om. D G H I Cyprianum om. D G H F
1 K f g h i den 15ibi reservari C O a o R: oHerri sibi D K i d n oHerri eum sibi F 1 g h
olfcm eu," si f olferi eum sibi e om. G H I praecepit d R: uuit D e om. G H I El tune C
0 1 a R: tune 0 2 et ita F 1 K f g hiel ita ide", D d c ita idem n arque ita idcm o om. G
H
' 4 . !JeatUf C O a R: om . ,CI[. J post Cyprianus add. sanetissimu$ martyr n i apud C
O a d o: ductus tld F 1 R tld D G H f g h i e cum n duetus cum K I principe",: prineipe K n
I el ..: id est O G H F In R I sira/ore", C d: apud Slratore", O a o slratore K n ad slralorem
O e R astratorem G H F 1 f g h ad astratorem e equistratorem i I eiurdem om. F 1 K f g h i
.n I olficii om. i
s~. Cale'; Max;mi proeonsulis .6. R: galeri maximi D maxi",iproeon.
sulis n om . F 1 K f g h i e I fuit O a d o: fui/ eum ~ C secessit G H seeessit in ospicio efus
D e secessit in hospitium eius R secessit ad orpitiu", eius f g h seeessit ad ospitio eius F
secessit ab hospitio eim 1 secessit ad hospidum i sccessit et in hospilio eim mamit cum ro K
uceuit uf ;n ospitio eiusdem esset n I Et cum esset C O a d: et cmn ilfic enet D F 1 f g h i R
et eum illic essent G H e om. K n o
s 5.6. n vico qui dicitur Sa/umi C O a G H 1 d
e o R: in vico satumi qlli dici/ur D in roeo qui dicitur vieus satumi K i quo dicitM vico
satumi F quod dici/Slr vico sa/umi f h qukm dicitur ivico satumi g vico sa/umi
n
16. Veneria 6. : venaria C venena", d R vmeT el I SalUUlria .6. : saluria a saluUl
riam d R I mamit .. R: eonvenit D om. m I il/ie C O a h i: autem /lie G H F K f g d e
tllm lIic 1 tune illie R l/ic etia", D ilIie ante ianuam n autcm llic anle anuam
o
16' 7. unive~u$ .6. R: et IInilJf!1'fur o inmensus j universa a
17. populu$ tJ. R:
muui/lldo a I lralmm .. R: Iraetu", 1lratmm ",amil n I hoc lransp. poSI comperissel K I
sanctus O a: om. eeu . R I post Cyprianus add. episcopus O G 1 K f g h de o sanctissimus
martyr n
18. eustadi'; .6. R: eustodire O o' castigan D F J 1 g h j puellas castigari K I
pue/las praeccpil .. R: puella praeeepit e praeeepit puellas a o praecepit O K I omnes in vico
C O a d R: omnes in vicu e omnes inimici cum D G H in vico omnes F 1 K f g h in in
vico o
19. umuam; ionuas d n I hospid; 6. R: hospicio o om. e I f11Onserunt .6. R:
manserant D mamerint i cebant n

l} . in /iam diem cfr. Pont. Vita Cypr. 15,3; Aug. Scrm. 309,2,4
I~.6. in vico ..
Salumi cfr. Aug. Ep. 29,2,2 (ed. Divjak)
16'9. ",ansit ... manserunt cfr. Pone Vila
Cypt. 15,5; Aug. Serm. }09,2,4; Ep. 29,2,2 (ed. Divjak)

ATTJ DI CIPRlANO

ACTA CYP RlANI

222

3 2 , 1. Et ita altera die, octavo decimo kalendas octobris,


mane multa turba convenit ad Sexti secundum praeceptum
GaIeri Maxill proconsulis, et ita dem Galerius Maximus
proconsul eadem die Cyprianum sibi offerri praecepit in atrio
saucolo sedenti. 2. euroque oblatus fuisset, Galerius Ma
ximus proconsuI Cypriano episcopo dixit: Tu es Tascus Cy
prianus?. Cyprianus episcopus dixit: Ego. 3. [Galerius
Maximus proconsul dixit: ( Iusserunt te sacratissimi imperatores cerimoniar, Cyprianus episcopus dixit : Non fado .

32

22 3

3 2 , 1. Cosl, il giorno dopo, cioe il quattordici di settembre,


di prima mattina, seca ndo quanto aveva ordinato il proconsole
Galero Massimo, una gran folla si raduno nella villa di Sesto, e il
proconsole Galera Massimo, que! giorno medesimo, ordino che
venisse condotto al suo cospetto Cipriano: lui, ancora malato, stava nell' atrio.
2. Come gli fu por tato dinanzi, il proconsole Galera Massimo disse al vescovo Ciprano: Sei tu Tasdo Cipriano? . Il vescovo Cipriano disse: Sh.
3. [11 proconsole Galero Massimo disse: 1 santissirni imperatori ti hanno ordinato di
compiere i saer riti . TI vescovo Cipriano disse: Mi rHiuto.

3: l . Et altera die D h d: el il4 al~ra die hoc esl o el ita altera ie id es! K el ita altera die
es! 1 f g altera vera die m el fUI aLtero die e 2 o a el iterum altero die e 1 el ita altero ie
quad el! i el F sed cum inluximt dies afiUJ oc esl n om. (u sque ad 1. 3 ~t ita idem) G H e;
o

qua R l . 1 et initio 3,2 inter varias manuscriplorum lectiones eligere noluit, e us in rus
paragraphis non lit mentio I och1vo decimo 11: thcimo F duodevic~simo n I ka!n(Jj: kakl/d4rum O I oc/obrir 11: octubris m O 1 octubres D octobrium O
1 . mu/tlJ turb4: lutnl
multlJ 1 I conuenit
a O d o: COl/vel/i~ba t m F 1 K f g n cOl/vmi~n/e h i Iad 11: in m 1&xli
a m d: ~/i agrum O o ~ti prtmorium K ~tir F 1 f g h i J~tim
n
3. el ita idem O a ro; el itnum el el ita el el ih1 idem cypritZ11um G H e tul/C
dem O o om. (usque ad procontul) d , (usque ad in atrio) F 1 K l g hin
3-4. Cakrius
MaximUJ proco1/Sull1: gale,;us proconsu! G H proco1/Sul jtaque d
4. eadem die
1
O 1 a m D o: eadem d"em 0 aUa die id est crastina G H e om. d 1Cyprial/um
a d o: ;1/
atrio sauci% sedem cyprial/um D cyprianum f'Piscopum m om. G H e 1 sibi om. G H c: 1 in
atrio .1.: cumque ei il/ atrio o om. D n
, . sauciolo G H 1 f g h i d e o: raucio m
sautio O suo a raucilio F obvo/utus saccu/o K om. D n 1redel/ti 11: udel/tem G H sedenJis K
setkl/le M ni sedente etgo eo n 1 om . D P 1 post s~th1/li add . oblalus F K. ohlatUl W h n
ohlalUJ esl cyprial/UJ i abkzluf 1 ahlatus ell [ 1 gl abIalus ell cyprianul g2 1 CU11U/ue O a
m: cumque ri D ad ihidem G H ad quem K j atque F 1 f g h n atque eUkm d om. e o 1
obkzlus fuisset O a m o: OhlatUl e5I d oblatum (parva acuna sequente) D ohlatus est ei G
H ohlata t!St ei dique e o m. F 1 K f g hin 1Ga/erius O a m G H d : idem ga/erius D F 1 K f
g hi e n o
, -6. post Maximus add. el G H
6. Cyprial/o episcopo 11 : Silncto
cyprial/o episcopo m cyprial/o qJircopo sancto n om. i 1 Tu om . (usque ad ego) (usque ad 1.
8 iussenmt) o I Tascius 11 : Ihascius D G H 1 R (cuius abrunc ilerum perscribuntur lectiones)
h1cius f h tassius K asius F tanicius d 1post Tascius add. qui el G H e R
7. Cypridl/us
episcopus O a D G H i d e R; cyprial/us F 1 K f g h sanctus cyprianus t!piscopus m cyprial/us
episcopus sanctus n I dixil 11 : mpondit G H R 1post Ego add. mm G
7-8. Calerius MaximuJ procomul l1; fj1lerius maximus e ~t proconsu/ D G H R; interpolata viden tur
quae abrunc mutua proconsul et Cyprianus loquuntur: videas in commentario
8.
dixit 11 R: cypridno t!piJcopo Silncto dixit n om. i I posl dixit add. tu papam (papa/en f propter
g) re SilCri/qJ (sacrikyJe K d n om. l) mente (ments K d n) hominibus (oml/ibus 1 f g h i e)
praebuisti (tribuiJti K exihuisti n) cyprilmus t!plfCOPUS (add. SilncJU! n) dixi/ (respondil n ego
FPlerius (om. n) maximu! (om. n) proconsu/(comu/h) dixit (dixenmtd l ) 1 K f g h d e n 1 te
11: et f g h om. F K
8'9. sacratinimi imperatores C O a D F 1 f g h i: racratissimi
principt!s m d o principi!s sacratissimi imper%res K sacratirsimi principes nostri n sanctissimi
principt!s e principes Sill/ctissimi G H R
9. cerimol/iari 11 R: sacrifica diis n I Cyprianus

eo

e o

eo

episcopus .6.: sanctus cyprianus episcopur m sal/ctus cyprial/lIs G H R cyprianus episcopus


sal/ctus n 1d;xit A: respondit G H R

32 , 6'7. Tu ... Ego dr. Ponto Vita Cypr. 16,8


Serm. l09 ,J ,5

8-9. lummmt ... facio cfr. Aug.

224

10

15

ACTA CYPR.L\Nl

ATTI DI CIPRlANO

Galerius Maximus dixit: Consule tibi. Cyprianus episcopus


dixit: Fac quod tibi praeceptum est in re tam iniusta nulla
est consultato.] 4. Galerius Maximus proconsul locutus
cum ccnsillo dixit: Diu sacrlega mente vixisti, et nefariae
tibi conspiratiorus hoffines adgregasti, ct inimicum te diis romanis et sacris legibus constituisti, nee te pii ct sacratissimi
prncipes Va1erianus et Gallienus ct Valerianus nobilissUnus
Caesar ad sectam cerimoniarum suarum revocare potuerunt. 5. Et ideo, cum sis nequissimi criminis auctor ct signifer deprehensus, eris ipse documento
quas scelere tuo

rus

10. Ga/erius Maximm e o a: gplerius maximus proeonsul m D G H F 1 K f g h i e n o R


maximus gplerius proconsul d J Consule tibi A R: eonsule tibi el lae quod iussum eff D
consule dixit f om. (usque ad 1. 12 10eulUs) F I Cyprianus episeopus II R : sanctus cyprilmus
episeopus m cyprianus episcopus sanctus n
1 I. dixil ll : respondit O G H 1 K R I Fac
om. (usque ad in re) 1 K f. g h i d n I praeceptum A R : iUJlum m J in II R: quia in e ) re:
rem e G H 118m iniusta O a m D 1 d n: 18m iniustam e G H tanta iusta o tam justa K f g
h i e R I nulta : Hul/um i
12 . est consultatio a: est consolatio e 10m 1 f 8 h n est
consulatio d est consu/tio o est consi/ium i consultalio est e 1 K R consullio eft D e
consolatio eSI G H
11-). loeutus ctlm consi/io C O a O G H e o R: /ocutus esI cum
eonsitio m loeutus cum consiliario i cum consiliario Iutus d conlocutus cllm consiliario K
g Z h conloclltus cum consolario n con/oeutus sum consiliario F dixit conlocutus cum
consiliario f g I dixit conla/us cum consiliario 1
1.3. poSt consilio add. vix aegre m F f
h ido R vix aegra g vix el aegre O vix egre4i G H 1 K e J dbeit C O a o R: se1ltentiam
d;Xit O 1 K f h i d sententia dixil F g sententiam dictavit lIerbis huiusumadi n om. m G H
e I ne/ariae O m d: nefaria a nelarios e G H F 1 K f g h i e R plurimos tibi ne/arlae O n
o
14. ihi A R: ibi Ol IUO i om. D n o J conspiftJlionis A: conspirationel el 0 1 1
compiratione a pIures c01lspirationes G H plures conspiTationem e piures conspiTlZtionis R I
post homines add. tibi i I diis il R: dux F constituisti djis n i ' . et l om. D I UlCris
kgibus O I h i: sacrikgihus e o sacris religionibus m D G H K d e R sacrilcgio,ibm F 1 f. g
religionibus sacris n I COrTstuisti A R: constituistis mI om. n I et 2 om. i I saC/'lltissimi II R:
sanctinimi m e n
16. post principes add. nostri n I Valcrianus el Gal/ienus A R:
lIalcrianus et fIllerius a valerius el gafienus o om. f g h i J post Gallienus add. augusli F 1 K
n R
167. et Va/erianus nobilissimus lesar el o a m n R: el lIalerianflt nobilis
caesaT O el nobi/iJ caerar e nobilisrimu$ caesaT e 1 nobilissimi caeUJfes G H qui sunt
nobilissimi principer d et F 1 K om. f g h i o
17. ad A R: el f I sectam A R: secta 1 f
g h sectas D secrel8m i sacTlZ n I ccrimoniarum suarum II R: felicissimorum temporum
suorum el ad (ad expungere yidetur n 2 ) cerimonas peTCo/endas bonamque menlem ha.
bendam tanto lempore n (ex altera rccensione)
17-S. revocare pOluemn! t::. R: revocari potuenmt 1 te revOCllre potuenmt G H potuerunt revocare n
IS. El ideo II R:
itaque O F 1 K f g h i d I n~uitrimi criminis II R: nequissimorum criminum e O K
nequissimorum a
IS-9. auctoT el s;gniler II R: auctor signifer F auetor H e aclor el
signiler K acror G
19. deprehensus t::. R: reprehensus G H F 1 K f g h e reprehensus
et qua hostili more a romana mente recesseris n rt'fJrehensuTUs i I ms ipse t::. R: eris pso h
om. n I docummlo e O a h' d : documentum m D G H F 1 K f g h l i e o Rom. n I his
el a O G H K ! h ' R: hi h ' cum his el O m F 1 g de o eos n I quos II R: quoque
quos o
19-20. scelere ... adYftfl1ui om. D

31

225

Galera Massimo disse: Bada a te. n vescovo Cipriano disse:


Fa' quel che ti e stato ordinato; in una faccenda tanto ingiusta,
non c'e bisogno di alcuna rflessione.] 4. Il proconsole Galedo Massimo, dopo ayer comerito con queUi del consiglio, disse:
<~A lungo sei vissuto in sacrilegio, hai unito a te altri uomini viziosi come compagni di seduzione e ti sei fatto nemico degli dei
romani e deUe sacre leggi, e neppure i p e santissimi principi
Valeriano e Gallieno e il nobilissimo cesare Valeriano sono riusciti a richiamarti all'osservanza dei loro sacri riti. 5. Quindi, poich sei stato arres tato come ispiratore e vessilifero di un crimine
atrocissimo, tu stesso servirai da esempio a coloro che hai unito a

10-2. Consu/e
consu/tatio cfr. Aug. Serm . .309,3,5 et 4,6; Acta Scilitanorum
11
14. inimicum .. , dih cfI. Ponto Viu Cypr. 17,1.3 _
IS9. signilercfr. Pone
Vita Cypr. 17,1..3
19. ms ... documertlo dr. Pont. Vua Cypr. 17,1.3

<

226
10

A'ITI DI CIPRIANO

ACfA CYPRIAN I

.3 2 -

227

recum adgregasti: sanguine tuo sancietur disciplina, 6. Et


decretum ex tabella recitavit: Tascium Cyprianum gladio
animadverti placer, Cyprianus episcopus dixit: Deo gradas .

te nel tuo crimine: I'ordine pubblico sara confermato col tuo sangue~> 6. E lesse la sentenza dalla tavoletta:. ~ascio .Cipriano e
condannato alla pena capitale. Il vescovo ClprianO dlsse: Gra-

4, 1. Post eus sententiam populus fratrum dicebat: Et


nos cum ea decollemur, Propter hoc tumultus fratrum exortus est, et multa turba eum prosecuta esto Et ita dem Cyprianus in agrum Sexti perductus est; et ibi se lacernobyrrum ex-

4, 1. Udita la sentenza, la folla cid confratelli diceva: Che


anche noi veniamo decapitad con lui! 1). Nacque cosi un tumulto
di cristiani, e una gran moltitudine segul Cipriano. Poi fu condotto nel campo di Sesto, dove si tolse il mantello e lo distese nel

20. wnguine tuo .6. R: ul sanguine mo

eI

a tum wnguine tuo

zie a

Dio ~>.

e Z tecum wnguine tuo o

!Uo umguine n om .
I sancietur a m l F 1 K f g e R: fane/ie/uf i sancientuf mI D n
jlJucidur
0 1 d o saucimltlr 0 1 satietur G H lacten/Uf h I disciplina .6. R: eorum

disciplina a diuiplifUll71 G H F e disciplinal' 1 I El om. G H F 1 f g h de


1l . ex
ta~//o I!J. R: el tabel14 F f g h mim el tobell4m i tua INIIa G H ~ t4bula m n I m;;Javit .1.
R: mit4bit g milo i mitatum ~t e l o a d I Tasdum m f g en o: tbascium O G H 1 K
R t4cium h Jassium F tarsicium d o m. e o a 1 Cyprianum: cypriano i
2}-2. gladio

animadlJe11i A R: gladium fmimadverti K' gladio aver1i d enim gladio advmi O animadverti
gladio n animadverti O
12 . placet A R: Plcuit e o a (e super rasuntm) I Cypriaffus
episcopus .1. R: sanctus cypriaffus episcopus m cypriaffus n
4, l. posta R: el post S U V Z o RI om. (usque ad 1. 3 el ita idem) Y R2 1 eius A R
Rl: eius vera O cuim vera a cuius veram e eam h haffc i enim f huius ni sefftentiam:
sententia n I populus A. R R 1: turba e o a I frutrnm om. S I dicebat: dicebaff! D
2.
post nos add. omnes G H I eo A R R 1: eodem G H e iIlo e a i ipso O m I decollemur:
JecoJlmur d 0 1
2 -3. Prapler .. . exortus esl .1. R 1: eadem die tumllltus prapter hanc
rem ~ortm eSI D el cum exisset praetori 10m n om . F 1 K f g h i R ).
el multa ... prosecut4 esl A R R 1: e. m. l. e. pmecuJa e. U el mulli eum prueudebant D
batcum ro comes mi!;tum turba n om . F 1 K f g h i e I Ettt4 Jeme O a ro G Hde : el
ita S U V Y Z D F 1 K g hin o R R' R 2 el f
) '4. Cyprianus!J. R R1 :
cypriantd episcopus e cyprianus martyr F 1 K f g h i d SOffctU! cyprianus ro om. D n Y
R2
4. in agrum Sexfi a m: in agro sexti O in sexti agro e G H e in agrum sexti post
praetorium S U V Z o R R 1 in sexti (sextis 1 j) post practorium in agro (agrum i) F 1 ! g
h ida sexli praetorio in agrum K post praetorium in s~ti in agro Y post pruetonum in sexti
agrum O post praclorium sexti in agrum R l de posl practorio in sexti agro n I perductus eSI
!J. R R 1: perduclUS esl el magna turba eum prosecuta est (!ectione ros. Y par. 3 huc
cransposita; vide app. crit. ad 1. 14 positUln esl) R2 productus esl d i el ibi A R: ibi V
R L ibiJern Y R 2 ibique n I post ibi (ibidem, ibique) add. cypriarJId Y D R 2. cypnanul
sonclissimm martyr n
4-'. se ... expo/Jvil scripsi : fe lacemo bynum expolJvit e 0 1
a se Iocemum bylTUm expoliavil m se /acemo byno expoliavil 0 2 e se in W1cemo byno
~/iIlvit G H se lacemae birro expoliavif R se W1Cem4 bymun exspolillvit S se lacema
bino expolillvit R I se a/ocriter expoJ;avit (spoliavit Z) U Z se Iocrimabiter expoliavit V
laumum byrrum se expoliavit D se bino expoliavit o latemo by"" se expoliav;1 n Jcemo
byrro expolia"it K se lacemo viro expolia/us est F lacemo virro (byrro d) expoliatm est 1 d
Jcemo binu (byrro j) expoliatu$ g i lacemo jussu expolia tus (expoliatur h) f h lacemo
(lacemae R 2) birrum plicuit suum Y R 2

;1.0. soffguine .. . disciplina cfr. Ponto Vita eypr. 17, 1.3


Aug. Serm. 309,4,6; Serm. Guelf. 27,4 (Morin, p. 535)
4. -;1. . populus .. . deCO!lemUT cfr. Ponto Vita eypr. 18,6

21-' . decretum ... gra/ias cfr.

228
5

10

A'ITl DI CIPRIANO

poliavit er, ubi genua ponerer, in terra stravt; et ita se dalmaticam expoliavit et diaconibus tradidit, et in linea stetit;
et coepit spiculatorem sustinere. Et cum venisset spiculator,
iussit suis ut eidem spiculatori aureos viginti quinque
darent. 2. Linteamina vero et manualia a fratribus ante
eum mittebantur; et ita dem Cyprianus manu sua oculos sibi
texit; qu cum lacinias manuales ligare sibi non posset, lulianus preshyter et lulianus subdiaconus ei ligaverunt. 3. Et

.5. el! om. i (usqu~ ad diaconibus) DUZ I ubi . terra m G H e R R 1: ubi genua
ponmt terra V ut ib; genua poneret terra S in terra /lb; genua (ianua yl mua Y') poneret
n R 1 ul genua poneret (poneN!
;n terra (temm d) F I K f g d ut genua in l erTrJ111 h
gmua Sutl i ubi genuQ pOJuil se in terrarn o el genu in tcru l/exit e el gemiD in termm bit
Uixit al Oa I s/mllil S V m o RL : prouravit Y G H F 1 K f g h d e R R1 pros/rollit iTl
Im-am j proi i/ n (Dique add. e 1 al in ora/iotl~ (orDtionem O) se domino pros/rallil e O a
I el ID A R: ;t4 d el tunc O a el item R 1 deinde S V R L
,.6. tIlmaticom O a e:
tIlmalica e m G H F 1 K f g h d R dalma/ja i etiam dAlmatica S V o R I et dalmaticam
6. expoliavit A R R7: spoliavit S V o R 1 I
suam y et Jalmatica sua Rl hmica n
diaconihus A R RI R1: diaconis S V diacono m diaconos e ! tradidit A R Rl R1 :
tkdil V I et 1 om . e O a I in linea m D d n: in lineis K o ad lineom clavalDm Y R 1 ad linea
F f ad /ineam cett . R RI
7. el ClMPit om. y Rl I spiculatomn A: speculalorem yl
R RI et Specultomn RI I sustil1eTe A R RI: expecIDre D n expecIDns emdt oculos ad
cae/um (ce/um Yl 1081211$ Y Rl I El cum A R RL R l : qui cum F 1 f g h i d quo (quos
KI) cum K cum e O a I venisset A R RI : pervenisset g venisset autem O Clset autem el
aMsset autem el a Spicullor (speCUltor y l Rl) furens venissel Y R l I spiculator.6. :
8. uSJil suis A R R1 : a
speculator g R R I spicultor ei G om. Y D h i R 1
cado (celum Y I celo Y1) ad ~"am aculos Jeposuit el iussit Y R1 I ut om. Y R1 I
eidem A R Rl : eiusdem H dem U n om. Y R2 1 spiculatori A: Specultori g R R I R1
I quinque om . Y D Rl
9. darent: dAri y R l I Lintcamina A R R1: linchcamina S
et lineamY ctad lineam R 7 111eroet A RI ; el D G H F 1 Kf g h i e n R quoqueetd in
ql#J s/;lbaJ Y Rl I manualia A R I: manu alia o manuaUa mul/;l F 1 K R R l monu alia
multa Y n manulia g manolia f manilia horaria O
9- 1 0. a fratribus ante eum A
R l: ante eum a fratribus Y O P h 1 d n R R 1 ante eum fratrihus F 1 K f1 g h l
i
10. mittebal1tur A R Rl R l: di5tribuit i I el;/;l A. R R 1 R1: postea veTO e O a
I idem Cyprianus S U V Z D G H n o R J: bealus cyprianus e o a cyprial1us Y F 1 K f g h
i R R1 idem cyprianus episeopus d idem sanelm cyprianus m idem sanctus cyprianus epi.
scopus e 1 manu SUD A R R 1; manid ruas 0 1 F 1 K 11Ianu suas 0 1 manibus suis g manu
SI#J mo.nuakm Y manu sua manual; R1 manu SilO. de orario D manur ll#JS de orario
n
1C>-I. oculos ribi texit A R R 1: sibi oculos texit i ocutos lexil F f g h oculor sibi
ligare coepil Y Rl
IL qui cum tJ. R RI: qtli com m el qtloniam Y el quom Rl I
lacinias A R R 1: Iacil1cas S e e lacinia n Iacllalcr G H Iacrimas F o licintas U Z f h
licineas V O Iycias i om. Y R ~ I manuales A R RI: manualir F 1 K n manualis manl#Jlis
f mo.nualem Y mantlle R 1 orari; O 11i8l2re: lifllri GH f h e 1possel A R R I R 1: posrit G
H posrmt F possunt S po/uisset e o a
11 - 2.. Iulianus pmbyter: ulius pmbyter
F
12. . Iulianus subdiaconus A R 1: iulianus Jiacol1m F 1 K f g h i d n subdiaconus
R subdiaconus Jonatus Y R l I ei 1i8l2verunl S U V z e 2 O a D F n o R R t:
eli8l2;erunt el liga;erunl ei m G H ] K f g h i d e manualem ligallernl1t Y ei manuale
1;8I2verrml R1 I Et om. F n

229

ACTA CYPRlANI

e la <
n to in cui intendeva inginocchiarsi) poi si tolse la dalmatica
d'l'
.
'
ai
diaconi
restando
con
indosso
la
sola
veste
1
mo;
e. S1,
egno n s ,
co
.
mise ad aspettare carnefice. Arrivato che fu il carneflce, ordmo
ai suoi di dargli ventkinque aurei. 2. 1 confratelli gettarono a~ <
suoi piedi salviette di lino e asciugamani; Cipriano si coprl 1~1 <
stesso gli cechi, ma non riuscendo a legare le hende da solo, ~
prete Giuliano e il suddiacono Giuliano gliele legarono.
3. POl

pu

23

15

ACTA CYPRL\NT

ita Cyprianus episcopus passus est, eiusque corpus propter


gentilium curiositatem in proximo positum esto Per noctern
autero corpus eius iode sublatum est ad cereos et scolaces in
areas Macrobi Candidati procuratoris, quae sunt in va Mappaliensi iuxta piscinas, cum voto et triumpho magno. Post
paucos autem dies Galerius Maximus proconsul decessit.

13. Cyprianus cpiscopus S U V Z o RI: beatus cyprianus episcopus e o a sanctus cyprianus epiSCOpUf m cypriamlJ Y D F 1 K f g i d R R2 cypriarlUs bea/u! G H h cyprianus
sanctus e cyprianus sanctissimUJ martyr n I post esl add. et ceteri Y R l I eius'lue Ji R R I
R 2: eius 1 K f g h i eiusdcnque n
14. curiositatem: duriositatem m I in om. G H
positum: pOJitus 1 f g I esl !J. R R 1 R z: esl ad cereos (ctn'O F) el scolacn F 1 K f g h i esl
el T110f/ll1 turba e/lm proucuJa (sCe/da D) NI Y D n est el magna turbo eum praeceuit
d
14-.5. Pt:r nocJern ouJem l:J. R R' ; per noc/em Y RIel eadem nocle d inde per
noctmt (noc/u O F 1 K f g h inrk noctu i
1.5. corpus ... esl S U V Z el o a d o R
R 1: Corpus Pius inde subla/us esl el jnde sublatum es/ corpus eius m sublotum est K h i
Jubla/us esl F 1 f g univ(!1lus populus G H e corpus eiusdem cypriani (martyris add. n) ex ea
loco ubi pausatum (pota/um n positum D R1) etal (jueral O n) in tomo R1) areas (om. RZ)
subla/um es! Y O n R l I ad cereos l:J. R R1; ad ce/eros V U el ad ceteros Z et ad cereos
R 1 inM ad cereos O n et cum caeTeis (caereos Y 1) Y om. F 1 K f g h i I el scolaen l:J. R
RI Rol: el seolasees el el hiu;olDces y l et hiscolDcel G H el seolares U scolares Z o m. F 1
K f g h i I post scolaces add . el perduclum m, el positum es! d
1.5-6. in arta! l:J. R
R ' R2: in aeTeas f h in aream K in area yl F k art'as e' ad aream el a orram O ad
ereas n
16. Macrobi O G H: macrobis yl smaerobii yl macrobin e matrobi V
enacrobi F in agrovi n macrobi; CeH. R RI R 2 I mdidoti l:J. R' R1; candid; F 1 K f g
h i candidiani R I procuratoris l:J. R R R 2; procomu) y D n om. O a m G Ji e I JUnt
Jl R RI Rl; est a D K
16-7. in vio Mappaliensi S U V Z O Rl : ;.v. mappaJiense
a j.v. mappiolensi o i.v. appofiensi G H ;.v. appaJi~se m F ;.V. mampafiense i i.v. fldriensi e
lIia mappafims; e o h n R V. mappalimse K V. mappafiensem f V. appaliense 1 g vUtm
appaliensem Y' ad viom appaliensem yl ad viam mappaliensem R1
17. piscinas l:J.
R R ' R2; piscina e piscanas m i pisquas U I cum S U V z e O a m o R RI; a fratribus
mu/m cum Y D G H e n R1 cumque d el i/lic in mappa/ia (appa/ia F) positus (positum K
i) est in pace posl (has add. i) dies ga/enus maximus proconsul deceSJit (diseenit i decessitate
1 K g deceslalem F f ['" deC!!ssi/ autemJ) cum F 1 K f g h i I voto l:J. R R 1 R 2: devoto e
magno l:J. R 1; magno dedueJus esJ d magno deductus ~jl el ilIie conditus G H e R magno
rkdw:tum el illic condiJum ~st O n magno deductus esl i/Jic depoJilus elt Y m. defiuclum esl
i1/ie rkpositus nt R J I post magno desinum S U V Z o R I addita doxo logia regnante
tWmino nostro inu chrto cui ni honor ... amm; item post magno desmunt F 1 K f g h i
addita doxologia in laudem ... icm ehrisli ... amen I Posl l:J. R: ef pOft d el ita posl Y el
item post R1 ita ut post D
18. paucos l:J. R R ~: has i om. F 1 K f g h (qui, una
cum i, hanc sententiam superiori inseruerunt: vide supra) I aulem l:J. R: vero n om. Y D
F 1 K f g h i d e R' I Galerius Maximus proconsul l:J. R: g.m.vir clarissimus proconsul O
g.m.vjeanus (~earius yll pro consule Y g.m.vir clorissimus pro eonsule Rl maximus pro
consul n I kcessiJ l:J. R: diseessil a dieessil 0 1 decesserit O paeniJenlioe (an ;mpotentiae?
R J) reus kussit lanyporr consumplus Y R J praefocatus a diabolo mor/uus esl n (quid F [
K f g h i scripserint, vide supra)

ATI1 DI ClPRIANO

23

'

il vescoVO Cipriano fu giustiziato, e il suo corpo, per proteggerlo


dalla curiosita dei gentili, fu tenuto nelle vicinanze. La notte se
guentc pero il suo corpo fu rimosso da 11 e portat.o tra fi~ccole e
torce nel cimitero del procuratore Macrobio Candidato, Sito nella
via delle Capanne presso la piscina, con gran gioia e tripudio.
Pochi giorni dopo il proconsole Galerio Massimo morI.

<

ACTA MAXIMILIANI
Testo critico a cura

di A.A.R. Bastiaensen
Traduzione

di Gioachlno Chiarini

BlBUQGRAFIA

Notizia
Resoconto dell'interrogatorio e della conseguente condanna a marre
del giovane Massimiliano: l'esecuzione avvenne a Teveste, in Numi
dia, il 12 marzo 295 . Massimiliano fu arrestare e processato non in
quanto cristiano, ma perch rifiutava il servizio militare; il ritiuto
peraltro era motivara dall'incompatibilira che il giovane vi ravvisava
con la sua condizione di aderente ad un credo religioso, quale appunto quella dei cristiani, che prograrnmaticamente escludeva ogoi
possibile manifestazione di vio]enza. Il testo, di autore ignoto, fu
tedatto poco tempo dopo gli avvenimenti descritti.

Bibliografa essenziale
E. Butrurioi, La non violenza nel cristianesimo de; primi secoli, Torino 1979'.
G , Crescenti, Obiettori di coscienza e mar/in militari nei primi cinque
secoli del eristianesimo, Palermo 1966.
H. Delehaye, Mlanges d'hagiographie greeque et latine, (<<Subsidia
Hagiographica XLII), Bruxelles 1966, pp. 3758 (R/raetaire et
martyr); pp, 37983 (Le re/m de seroir et I'glise primitive).
F, Dolbeau, recensione di Siniscalco, Massimiliano, in Analecta
Bollandiana XCIV 1'976, pp. 422-5 (= Dolbeau).
M. Durry, Vocabulare militaire - Praepositus, in Mlanges Ernout,
Pars 1940, pp. 129-33 (= Durry) .
J. Fontaine, Les chrtiens et le service militaire dans t'antiquit, Concilium VII 1965, pp. 95-105.
P. Franchi de' Cavalieri, Sopra akuni pass; del De corona di Tertulliana (Note agiografiehe VIIl], (<<Studi e Testi LXV), Citta del
Vaticano 1935, pp. 355-86.
Chr. GniIka, Ultima verba, Jahrbudi fr Antike und Christentum))
XXII 1979, pp. 5-21.

235

A. Harnack, Militia ehristi, Die christliehe Religon tlnd der Soldate11stand in den ersten drei Jahrhunderten, Tbingen 1905, pp. 114-7
(= Harnack).
H. Leclercq, Militarisme. XIII. Le martyre du eonscrit Maximilien , in
DACL XI, 1933, coll. 1133-7.
E. di Lorenzo, Gli Acta S. Maximiliani Martyris. Introduone, testo,
tTaduzione e commento, Napoli 1975 .
J. Mabillon, Vetera ana/ecta, Parisis 1723 2 , pp. 181-2 (= Mabilloo).
J. Mayol de Lup, Les actes des martyrs comme source de renseignements pour le langage et les usages des II~ et III~ siecles, Revue des
tudes Latines XVII 1939, pp. 90-104.
Th. Ruinart, Aeta ... martyrnm, pp. 340-2 (= Ruinart).
W. Seston, A propos de la "Passio Marcelli centurionis". Remarques sur les origines de la perscution de Diocltiem), in Aux
sourees de la tradition ehrtienne. Mlanges offerts ti M , Maurice
Cague!, Neuchatel - Paris 1950, pp. 23946.
P. Siniscalco, Massimiliano , un obiettore di coscienza del tardo impero. Studi sulla Passio S. Maximilianh>, Torino 1974 (testo pp.
159-165) (= Siniscalco, Massimiliano).
P. Siniscalco, Bibbia e letteratura cristiana d'Africa nelia "Passio
S. Maximiliani" , in Forma Futuri. Studi in anore del Cardinale
Michele Pel/egrino, Torino 1975, pp. 595-613 ("" Siniscalco, Bibbia e letteratura}.

NOTA AL TESTO

237

Dato il ristreno numero di testimoni, il Dostro apparato critico


mira a una presentazione esaustiva delle lezion offerte dai manoscritti. Una certa ahbondanza si riscontrera anche nella presentazione delle lezioni e delle congetture degli editod e dei commentatori,
soprattutto per l'inclusione di due grandi nomi del passato: Mabillon
e Ruinart.
Abbreviazioni pertinenti agli editad e ai commentator (ved. indicazioni complete nella Bibliografia essenziale e, ove accorra, nella
Bibliografia generale):

Nota al testo
Per il testo degli Acta Maximiliani disponiamo ad oggi di quattro
testimoni, uno dei quali, peraltro, non e che un frarnmento di esi
guo valore. E grazie aLl'Institut de Recherche et d'Histoire des
Textes (Parigi), e alla cortesia di F. Dolbeau, che ha potuto consu}
tare questi manoscritti.
1 testimoni sono:
S

Sarensis (Sarisburiensis) = Bodleian Library Oxford Ms. Fe1l


3 (S.C. 8687), saec. XI-XII, fol. 29'-30' (cfr. Dolbeau, p.
423)

codex Monts sancti Michaelis = Bihliotheque Municipale


d'Avranches Ms. 167, saec. XIII, fol. 80-81 (cfr. J. van der
Straeten, in Analecta Bollandiana~) LXXXVI 1968, p. 124)
Jorevallensis - Trinity College Dublin Ms. 171 (B. 1. 16),
saec. XIII, fal. 37-39 (cfr. P. Grosjean, in Analecta Bollandiana XLVI 1928, p. 85)
Cantuariensis "" Canterbury Cathedral Library Ms. 42, saec.
XII, fol. 35 v (cfr. N.R. Kerr, Medieval Manuscripts in British
Libraries II, Oxford 1977, p. 292): desinit post 1,5 respondit

1 manoscritti S e M, che provengono rispettvamente da Salshury (Inghilterra) e da Mont-Saint-Michel, Normandia (Francia).


sono di gran lunga superiori a J, delI'abbazia di Jervaulx, Yorkshire
(lnghterra) e a e, della biblioteca della cattedrale di Canterbury.
In molti punt, come mostra l'apparato critico, il testo di J (al quale per lo pu s apparenta quello d C, la dove quest'ultimo si e
conservato) e nettamente inferiore alle lezioni comuni di S e M.
Dove S e M pongono prohIemi, J non ci aiuta malta a risolverli:
co vale in particolare per l'inizio degli Acta, dove J e e omettono
un passo che contiene informazioni di carattere amministrativo ed
e in s assai prezioso, ma che S e M oHrono, purtroppo, in assai
cattivo stato.

Do
Ha
La
Ln
Ma
Mu

Dolbeau
Harnack
Lazzati, pp. 139-40
Lanaea, pp. 194-6: desinir post 3,1 placuit
Mabillon
Musurillo, pp. 244-8
Ro Ruinart
Si Siniscalco, Massimiliano

Quantum ad notam edd. monemus: 1. eam saepe omitti, ubi textus


noster cum textu ah editorbus recepto concordar; 2. eam hic lic
significare: editores omnes, praecer eos quorum nominatim Ht mentia.
Nota Rn edd. indicat lectionem aut omissionem a Ruinare et ceteris
editoribus praeter MabilIon receptam.

XVIII

..R . BAS11AENSEN

scnttl cristiani, in relazione a una marte subita per la fecle, le


medesime idee, le rnedesime espressioni, i medesimi titall ed epi.
teri che eIano correnti negli scritti giudaici: il martirio conside
rato quale lotta, il martire come atleta, la clove la ricompensa e la
corona della vittoria (si vedano 4 Macc. 17, 11 -6; 1 Ep. Ti. 6, 12;
2 Ep. Ti. 4, 7-8; Eusebio, Historia Ecclesiastica V 1, 36 e 42);
l'appellativo 8lX(XtO~ / iustus, applicato al martire (Sap. 3, 1. 7,
eec.; 5, 1 e 16; Ev. Matth . 23, 29; Cipriano, Testimonia 3, 16; ad
Fortuna/um 12). In Panio Perpetuae 18, 4 la sfida all'autorta
pagana e la minaccia della punizione divina poggiano sul Mihi
vindicto, ego retribuam di Dio nell'Antico Testamento (Deut. 32,
35; cfr. 2 Mace. 7,31 non effugies manum Dei). [ipetuto, in riferimento a que! Dio medesimo, neile parole del Nuovo Testamento, etteralmente (Ep. Hebr. 10, 30) o eoneettualmente (Ev. Luc.
18, 7; Apoc. 6, 10; 14, 7; 18, 20).
Per completare il quadro va ricordato che questo mondo giudeo-cristiano non sfuggiva agli influssi deU'ambiente ellerustico.
E stata sottolineato a bucn diritta che piu d 'uno di tali elementi
giudeo-cristiani ceca l'impronta del mondo culturale pagano. Le
nozioni d 'irnmortalita e d 'incorruttihilita ruerite alla vita presso
Dio, apparta ellenistico all'interno del libro della Sapienza, si
ritrovano nei testi giudeo-cristiani (4 Mace. 7> 3; Eusebio, Historia Ecclesiastica V 1, 42); la percezione della morte guale atto
ecoico, I'idea di resistenza oeila prava, lo sprezzo delle torture (2
Macc. 7,5-21; 4 Macc. 17,16; Martyrium Polycarpi 2, 2) hanno
risonanze stoiche; la descrizione dettagliata delle torture (4
Mace. ed Eusebio, Historia Ecclesia5tica V, passim) attnge a una
retorica barocca, che gli autad ellenistici contemporanei predili.
gevano '. Fors' anche il titolo .ttlp-tU:; (come il suo derivara latino
martyr), nell'implicita sfumatura di un accordo tra parola e atto
(e IltlP'tU~ colui che in ogni circostanza della sua vita sino aUa
morte agisce cosi come professa), cela in s una reminiscenza del
concordet sermo cum vito dello stoico Serreca 2.
L'origine degli atti dei martiri cristiani si situa dunque nel
mondo giudaico del tempo delle prime generazioni cristiane,
esprimendosi parzialmente in una cornice culturale e letteraria

Cfr. Th. Baumester, Di~ Anfiinge deT Theologie des Martyriums... , p. 46 sgg., e passim.
Sulle diverse sfumature dd termine ",,6.~, da una parte specificatamente cristiane,
d'altro canto connesse a nozioni di filosofia volgarizzata , ved. Th . Baumeister, Die
An/ti'nge Mr Theologie Ms Martyriums.... p. 257 sgg.
I

INTRODUZIONE

XIX

improntata al circostante mondo pagano. Cio significa che, am


mettendo tale situazione, dobbiamo rivedere quanto detto so
pra a proposito d'un possibile influ~so ~ei. lib~i dell~ rivelazione
neotesramentaria e anche di quegh scnttl chlamatl acla marty
rum paganorum? Non sembra che sia il caso. Le du~ posi~i~~i, t~
quali i loro sostenitori le avevano formula te e nel t~rm~lll ID Cul
noi le abbiamo tratteggiate, risultano troppo radlcali, troppo
unilaterali per poter coprire l'intera pro~le~atica . Per ~na .di~
pendenza diretta degli acta martyrum chnstzanorum, da~li ~C~lttl
del principio della nostra era relativi alla morte erOlca dI vlttlme
dei vari pereri politici, gli argomenti seri mancano. E que~ che
vale per gli acta martyrum paganorum vale anche per - USlamo
pure questo termine - gli acta martyrum iudaeoru~ . .
Fra le passioni cristiane quella di Gesu occupa il pnmo posta,
ma non rappresenta un modello obbligatorio: l' accostame~to :ra
la sua passione e quella dei suoi fedeli non e elemento. COStltu~l~O
degli atti dei martiri, ma constatazione di se~ondo plano, utillZ
zabile in relazioni piu circostanziate. Non diversamente stanno
le cose per le passioni giudaiche. Queste passioni contenevano
un vasto materiale di reimpiego per i primi cristiani che avevano
familiarita coi racconti dei Maccabei e gli altri martiri giudaici:
tranandosi di passioni, di scritti di carattere narrativo, simili
reimpieghi non mancano di comparire, Ma che l'idea di registrare e di conservare fedelmente i resoconti dei processi e delle
esecuzioni sia ispirata a un modello giudaico, do oltrepassa i
margini del probabile. Giacch tra quegli acta martyrum iudaeorum e gli acta martyrum christianorum vi e una diHerenza essen
ziale. La venerazione dei martiri giude, anche se gia in atto ma non sempre e cosi - , si ricollega a un luogo determinato, per
esempio alluogo di morte O di sepoltura, e resta. sempre. un fat:~
di devozione privata. Al contrario, la veneraZlone del martlrl
cristiani e sempre un fatto di Chiesa, Chiesa locale dapprima,
piu tardi Chiesa regionale o universale. Si p,uo r~n~ia~e alla Passio
Perpetuae 1, 6, dove il compilatore dona gh scrlttl di Perpetua e
di Saturo ai Iratres e lilioli, cioe agli antichi cristiani e ai catecu
meni della Chiesa di Cartagine: e alla Chiesa 9i cui facevano
parte che i testi di questi martiri appartengono. E ugu~ente 1~
Chiesa illuogo d'origine e il centro del culto del martlIe; ogm
anno nel giorno anniversario della morte, essa si riunisce fuod le
mura' sul luogo del martirio, per celebrare il servizio liturgico
com~emorativo, E questo contesto ecclesiale che ha dato i natali

ACTA MAXIMILIANI

JO

1, 1. Tusco et AnoHno consulibus quarto idus martii Teveste in foro inducto Fabio Victore una cum Maximiliano et
admisso Pompeiano advocato, dem elixir: Fahius Victor ti.
manatus est constitutus curo Valeriana Q uintiano, praeposito
Caesariensi; cum bono tirone Maximiliano, filio Victoris,
quoniam probabilis est, roga ut incurnetur . 2. Dion proconsu! dixit: Quis vocaris? . Maximilianus respondt: Quid
autem vis scire nomen meum? Mihi non licet militare, quia
christianus sum~>. .3. Dion proconsuI dixit: Apta illum.
eumque aptaretur, Maximilianus respondit: Non possum
militare; non possum malefacere; christianus suro . 4. Dion
proconsul dixit: Incumetur. eumque incurnatus fuisset,
ex oHicio recitatum est: Haber pedes quinque, uncias

1, I. Anolino S ] C: aquilino M anul/ino Mu anulino edd. cett . 1 martii: martiaI


~n
I .~. Te:'este S M Ma Rn La Si: tevmi Ha Mu Ln om. J C
l. in foro
l~dUCIO Fabto VJCtore. u~~ cum. ~tIX~mila"o edd. : ;.f. induto ' .v.u.c.m. S M duelo fabio
l-6_ el admiuo ... ineumetur
vlctore una cum maxtmtltano ftllo etuI in forum J C
om. J e
..3. admiIIO: amiuo M I Fabius edd. : fabianus S M
.3-4. timonarius S
M: 'em.t}flanus c?d: .
.4: Vakriano codd.: va!esiano Rn Ha valerio Do
'. el/m
bono ttrone h!a~l.mtflano. '.tlzo Rn edd.: cumhono timore maximiliano fum S eomboncm
6. ineumetyronem maxtmtltanum ftlwm M eum bono /imone maximiliano filio Ma
tur S' .~ edd.: illeom: /u: .5 1 incometuri M inscribatur Ma 1 Dion S] C: idcm M
7.
post dlXl! a~d. tUi maxtmt/ranum J C I Quis S .M C: quid J
7-8. Quid autem M: quis
a.u/cm S qUId ~ e .. 8. post meUf11 add_ d'on procofJsul dixil milif4 imperawri maximiJUJnus respondt~ yal! '?). J .C J militare: militan M
9-11. Dion ... sum om. S J
e
11. mlltl4re: mrhtan M .
1 2. [ncu.me/ur. incometm J e intumetur Ma I incuma/UI edd. pnteter Ma Rn Ha: tneucumatus S l11CumNUI M Rn Ha ineomatus J e in/uma-

tus Ma

1.3-4 . ex ... deeem om.

JC

1.3 . recitatum: recitatus M

ATTI DI MASSIMILIANO

1, 1. Sono il consolato di Tusco e Anulino, a Teveste, il do- <


did di marzo fu chiamato in giudizio, nel foro, Fabio Vittore, e
con lu Massimiliano; la difesa fu affidata a Pompeiano. Questi <
disse: Fabio Vittore e esattore militare in carica presso Valeriano Quinziano, comandante a Cesarea; per quanto concerne l' ottima recluta Massimiliano, figlio di Vittore, dal momento che e
abile al servizio militare io chiedo che venga misurato. 2. Il
proconsole Dione disse: Come ti chiami? . Massimiliano disse:
Ma perch vuoi sapere il mio nome? l o non posso servire nell'esercito, poich sano cristiano).
3. Il proconsole Dione disse:
Preparalo . Mentre lo preparavano, Massimiliano replico:
Non posso servire nell'esercito, non posso fare del male: sono
cristiano . 4. I1 proconsole Dione disse: Sia misurato . Misurato che fu , l'ufficiale lesse ad alta voce: Piedi cinque, once <

ATTI DI MASSIMIUANO

ACTA MAXlMIUANI

l'

10

t,

20

1 .2

decem.
5. Dion dixit ad officium: Signetu[. Cumque
ressteret Maximilianus, respondit: ({Non fado; non possum
militare .

dieci. 5. Dione disse all'ufficiale: Gli sia dato il distintivo . <


Ma Massimiliano, facendo resistenza, replico: Non 10 accetto:
non posso servire nell' esercito )>.

2, 1. Dion dxit: Milita ne pereas . Maximilianus respondt: Non milito; caput mihi praecide; non milito saeculo, sed milito Deo meo. 2. Dion proconsul dixit: (Quis
tibi hoc persuasit?. Maximilianus respondit: Animus meus
et is, qu me vocavit.
3. Dion ad Victorem patrem eius
dixit: Consiliare filium tuum~>. Victor respondit: Ipse scit
- haber consilium suum - quid illi expeda!. 4. Dion ad
Maximilianum dixit: Milita et accipe signaculum}). Respondt: (Non accipio signaculum; iam habeo signum Christi
mei }). 5. Dion proconsul dixit: ( Statim te ad Christum
tuum mitto. Respondit: Vellem modo facias; hoc et mea
laus est. 6. Dion ad officium dixit: (Signetur. Curnque
re1uctatet, respondt: Non accipio signaculum saeculij et si
signaveris, rumpo illud, quia nihil valeo. Ego christianus sum;
non Jicet mihi plumbum colla portare post signum salutare
Domini mei lesu Christi, filii Dei vivi, quem tu ignoras, qui
passus est pro saeculi vita, quem Deus tradidit pro peccatis
nostris. Huic omnes christiani deservimus; hunc sequimur vitae principem, saIutis auctorern)>.
7. Dion dixit: Milita et
accipe signaculum, ne miser male pereas . Maximilianus re-

2, 1. Dione disse: Serv nell'esercito, se non vuoi morire).


Massimiliano rispose: Non servo: mozzami pure il capOj io non
milito neU'esercito di questo mondo, ma in quella del mio
Dio. 2. Il proconsole Dione disse: Chi ti ha indotto a questo?. Massmiliano rispose: 11 mio animo, e colui che mi ha
chamato. 3. Dione disse a Vittore, padre di Massimiliano:
(Cerca di convincere tuo figlio.Vittore rispose: Lo sa da solo
_ di giudizio ce n'ha - qual e il suo tornaconto. 4. Dione disse a Massimiliano: Servi neU'esercito e prend il distintivo.
L'altro rispose: Non 10 prendo. Ho gia quello del mio Cristo. 5. I1 proconsole Dione disse: (Ti ci mando subito, da
questo tilO CristO . L'altro replico: (eVorrei solo che lo faces si
adesso: per me, sarebbe un onore )>. 6. Dione disse all'ufficiale: Gli sia dato il distintivo . Massimiliano, facendo resistenza,
replico: Non accetto il distintivo di questo mondo: se me 10 fara mettere, lo spezzero, poich non ha i requisiti per portarlo: io
sano cristiano, e non mi e consentito di portare pezz di piombo
attorno al colla dopo ayer preso iI distintivo salvifico del Signor
mio Gesu Cristo, figlio del Dio vivo, che tu non conosci, che ha
patito per la vita del mondo, che Dio ha consegnato per i nostri
peccati: e lu che noi tutti cristiani serviamo, lu che seguiamo
come principe di vita e datore di salvezza. 7. Dione disse:
Serv nell' esercito e prend il distintivo, se non vuoi morire ma-

1'.

14. ad olficiuttJ cum sequentibus iungum cocld. Ma (sed vide 2,1.12)


post
rcspondit desinit C I Non facio om. S J
2, 2 . caput mihi S M: sed capud meum J
). dixit S M: rclpondil J I Quis M J: quid
S
4. hoc om . S J Ma
,. is J: his S hiis M
6. Comiliare lilium tuum S
M: comule filio tilO J
7. habet M edd. praeter Ma: om. S J Ma
8. dixit om.
Rn edd.
9- 10 . signum Chnsti mei S Ma Do: christi mei lignum J lignum Christi dri
10. proconsulom. Rn edd. I te
mei M Rn edd. (cfr. 2, 11. 10-1 ad Christum tuum)
om. M
11 . lacias S M: laceres J I el S M: enim J
13 relucUlret: reltlCUlretur J I
si om. S
14. quitJ nihil lJQ!eo S M: quitJ nihil valet edd . om. J I,. plumbum S
J: in M
17. saeculi vita M Si: salute vita S salute noJlTa J edd. praeler Si
18.
tkseroimus M Do (dr. ACla Cypriani 1,2): servimus S J edd.
20. male om. Rn edd.
praeter Si

2, 16. Chnsti ... vivi Ev. Matth. 16,16; Ev. l o. 11 ,27


17. pro raeCtl Ii vira Ev. lo.
6,51 secundum antiquam versionem in Africa usitatam (vide VLJl.)
17.8. quem
Deus ... nmtris Cypr. de lapsis 17i cfr. Cypr. Testimonia ad Quirinum 2,13, ub apparet
textum ex Is. 53,6 secundum versionem Africanam desumprum esse
18. Huic ...
deservimus cfr. Acta Cyprian 1,2
18'9. hunc ... auctorem cfr. Cypr. Quod dola
di non sint 15, qui locus Act. Ap. 3,1' et Ep. Hebr. 2,10 attingit

<

<

<
<

ACTA MAXIMIUANI

1~

)0

35

spondit: Non pereo. Nomen meum iam ad Dominum meum


est; non possum militare.
8. Dion dixit: Attende in iuventutero tuam et milita; hoc enim decet uveni. Maximilianus respondit: Militia mea ad Dominum meum est; non possum saeculo militare. lam dixi: christianus sum. 9. Dion
proconsul dixit: In sacro comitatu dominorum nostrorum
Diocletiani et Maximiani, Constantii et Maximi, milites sunt
christiani et militant. Maximilianus respondit: Ipsi sciant
quid eis expediat. Ego tamen christianus suro, et non possum
mala facere.
10. Dion dixit: Qui militant, quid mali faciunt? . Maximilianus respondit: Tu enim seis quae faciunt.
11. Dion dixit: Milita, ne contempta milita incipias
male interre) . Maximilianus respondit: Ego non pereo; et
si de saeculo exiero, vivit anima mea cum Christo Domino
meo.

3, 1. Dion dixit: Sterne nomen eius ). Curnque stratum


fuisset, Dion dixit: Quia indevoto animo militiam recusasti,
congruentem accipies sententiam ad ceterorum exemplum .
Et decretum ex tabella recitavit: Maximilianum, ea quod
~ indevoto animo sacramentum militiae recusaverit, gladio ammadverti placuit). 2. Maximilianus respondit: Deo gra-

A1TI DI MASSlMlUANO

243

lamente). Massimiliano replico: Non moriro. Sono gEl arruolato


nell'armata del mio Signare: non posso servire nell'esercito. 8.
Dione russe: Abbi riguardo per la tua giovinezza e servi neU'esercito: e questo che un giovane deve fare). Massimiliano rispose: 11
mio servizio e per il mio Signore, non posso servire nell'esercito di
questo mondo: te l'ho detto, sono cristiano. 9. 11 proconsole
Dione disse: NeUe unid. al servizio personale delle nostre auguste <
maesta Diocleziano e Massimiano, Costanzo e Massmo, ci sano <
soldati che sano cristiani e tuttavia servono ). Massimiliano rispose: Essi sapranno che cosa convenga loro. lo pero sono cristiano e
non posso comportarmi male).
10. Dione disse: Quelli che
servono nell'esercito, cosa fanno di male?. Massimiliano replico:
Tu lo sai quel che fanno.
11. Dione disse: Serv nell'esercico, altrimenti, con questo tuo disprezzo per il servizio, morirai
miseramente . Massimiliano rispose: lo non morro. E anche se
usciro da questa vita, vivra l'anima mia con Cristo mio Signare.
3, 1. Dione disse: Scrivi il suo nome. Seritto che fu, Dione
disse: Poich con animo ribelIe hai rifiutato il servizio militare,
riceverai una condanna adeguata, che sia esemplare per tutti . E
lesse il seguente decreto dalla tavoIetta: Massirniliano, poich
con animo ribelle ha rifiucaco il giuramento militare, e condannato alla pena captale.
2. Massimiliano replico: Grazie a

:U.l. pcreo
militare S M edd.: peribit nomen meum quod in ce/o script/lm est J (quod ex
Ev. Luc. 10,20 fluxisse videturl
].2. in om. M Rn edd .
1) . ltweni: ;utlcncm
M Rn edd.
2' . saecu/o: saecu/um S I dixi om. S Ma
256. Dion proconsui dixiJ
o

M J: dixit dion proconJu/ S edd.


26. comitaJu: comitalo S
17. Diocktiani el
Maximian;: diockciano el maximiliano M I Constan/ii J edd.: constantis M constames
S
178. runt christia"i M: christian; sunl S edd. sunt J
18. sdant M: sciunJ S J
edd.
19. quid eis M J Si : quod ei S quod ipsis edd. praeter Si I tamen om.
1
J
)0- 1. Qui ... quIU faciunt om. S Ma
J O. quid mali Ml J Si: quid mala M
quae malll Rn edd . praeter Si
31. quae M Rn edd .: quid J
31 . Dion dixit J:
dion proCOnfu/ ixil M Rn edd. om. S
31.). inpias male inJerire S J edd.: intneas?
M
)4. post de add . hoc J I "i"il: vivet J
), t . ante dIxil add. proconsul M
). ad om. S J Ma
4. El decretum cum
praecedentibus iungunt S J I "citarnt S M: "citatum ~t J
~ . sacrammtmn militu:
mi/iliae s.acramenlum J I "cuI(Jtleri/: 1'CCUSJ4tH:ril S recuSQ,,t J Ha Ln

;!: -

J, 6'7 Deogratias Acta Scililanorum 15 et 17; Acta Cypruni 3 1 ,6

<

244

ACTA MAXIMILIANI

tias . Annorum fuit in saeculo XXI et mensium JII, ruerum


XVIII. Et cum duceretur ad 10cum, sic ait: Frarres dilectissimi, quantacumque potestis virtute avida cupiditate properaro te ut Dominum vobis videre contingat, et talero eriaID vobis
coronam tribuat.
3. Et hilari vultu ad pattern suuro sic
at: Da huic speculatori vestem meam novam quaro mihi ad
militiam praeparaveras, sic curo centenario numero te suscipiam et simul curo Domino gloriemur. Et ita mox passus
1,. esto 4. Et Pompeiana matrona corpus eus de iudice meruir
et imposito in dormitorio suo perduxit ad Cartaginem et sub
montculo iuxta Cyprianum martyrem secus palatium condidit. Et ita post tertium decimum diem eadero matrona discessir, et llie posita esto 5. Pater autem eius Victor regressus
20 est domui suae cum gaudio magno, gratias agens Deo quod
tale munus Domino praemisit, ipse postmodum secuturus.

7.8. Annorum .. XVIII om . J


7. XXI S edd. : viginti uno M I lIl edd.: trillm S Ma
Rn om . M
8. XVIII scripsi: et XVII S Ma decem et acto M X e/ VIII Rn
edd.
8'9. dikclissimi S M: karissimi J
9. quanlacumqlle: quantumcumque
M
9. 10. cupiditate properate: cupieitale prosperate M I o. contl1gat: contingit
M
10' 1. tokm ~tiam I/obs COTOl1am S M edd.: coronam vitae vobis) (quod ex
Apoc. 2,10 provenit)
11 . El M): ex S
12 . sptcu/atori M Do: spectoculatori S
spicu14tori J edd.
I}-4. sic ... gloriemur om.)
I } . sic S edd.: si M I u n/enario:
centenariuJ S Mi
l,.. Et om. J I co1pus eius de udice meruit (iudicem ent M I) S M I
Ma Do: c.e.d.i. eruit M2 Rn edd. tulit corpU$ eius J (quod Ev. lo. 19,J8 secundum
Vulgatam eclitione m redolet)
16. impoJito: impositutrl J I dormitorio suo S M: vehi
17. lecul P4ltium Rn edd.: seCU$ pa14cium M secus platum S seC/l! platoflum
culo J
Ma sus plut~um Do om. J.
18'"9. discessit S M: deceSfit J
19 . poto: deposita
J l a/lt~m om. M I ","uus M Rn edd. : egrenus S Ma ;ngmsus J
20. domui suae:
domum luam J
21 . pracmisit: Mmlit M I poslmodum secuturus M J Rn edd. : mo
dum secUrtlS S modo securus Ma I post secuturu! add . deo gratias amen M Rn edd.

A'IT1 DI MASSIM:ll.IANO

245

Dio. La sua eta terrena era di anni ventuno, mesi tre e giorni
dciotto. Mentre lo portavano su! luogo dell'esecuzione, disse:
Fratelli carissimi, affrettatevi con tutto il coraggio e lo zelo di
cui siete capad, affinch vi sia dato di vedere Signare ed Egli
possa riservare anche a voi un'identica corona. 3. Con volto
gioioso si rivolse poi a suo padre e disse: Da' al carnefice la
veste nuova che mi avevi preparato per il servizio militare, in
nome della speranza di presto riceverti nel coro dei martri ed
essere, noi due insieme, fieri e felici presso il Signare. Immedlatamente dopo, fu giustiziato. 4. Una matrona, tal Pompeiana, riusel, pagando, a farsi dare il suo corpo dal magistrato e,
dopo averlo sistemato nelIa propria carrozza da viaggio, lo trasporto a Cartagine e lo seppelll ai piedi di una collina nei pressi
del palazzo, accanto al martire Cipriano. Tredici giorni dopo mod
anche la matrona, e fu sepolta cola. 5. Il padre suo Vittore,
invece, torno a casa ricoImo d gioia, rendendo grazie a Dio d'aver mandato innanzi un tal dono al Signare, dono che ben presto
lui stesso avrebbe seguito.

8- 10. FratTes ... PTOMfate cfr. Cypr. de mortalilate 26


10. ut ... conti1lgaJ cfr. Cypr.
de zdo el livore 18
IJ . centenario numero cfr. Ev. Mattb. 13 ,8.2J; Ev. Mare .
4,8.20
19 '20 . regmsus ... ma8/l0 cfr. Ev. Luc. 24,52

<

ACTA PHILEAE *
Testo critico a cura
di G.A.A. Kortekaas
Traduzione

di G.A.A. Kortekaas
(versione Be-Lo)
e di G. Lanata
(versione Bo)

'* la prefazionc e il commenlo di G.A.A . Kortekaas, scriui originariamente in italiano,


sono 51a ti rivis da Silvia Ronchey.

Notizia
Resoconto del processo e dell'esecuzione di Filea, vescovo di Alessandria, avvenuti nel 306. 11 testo si presenta in (re differenti versioni: due, redatte in greco, sano tramandate da frarnmenti papiracei
di origine egiziana, databili nelIa prima meta del quarto secolo, e
presentaDo divergenze molto interessanti; la tecza, redatta in latino,
e per lo piu traduzione assai fedele di un originale greco andaro
perduro: presenta aUa fine uo'aggiunta - il martirio di Filoromo che deriva molto probabilmente daUa Stana Ecclesiastica di Rufino;
questa versione latina e, quasi sicuramente, "del quinto secola.

Prefazione *
Gli Atti di Filea (ovvero gli Atti di Filea e Fi/aromo, come vengaDo di
solito chiamati in latino) traWmo del martirio di Filea, dotto e devoto vescovo di Tmui, piccola citta situata nell'Egtto lnferiore, vale a
dire neIla parte orientale del delta del Nilo l , Dopo un lungo e pro* Per le abbreviazjoni bibliografiche si rjnvia alla Bibliografia essenziale e, ove occorra,
alla Bibliografia generale.
I Tmui era la cina gemella di Mendes nella parte nord-orientale del delta, grosso
modo corrispondente al moderno viUaggio di Tema el Amdid, che ancora oggi conserva
nel suo nome le due antiche denominazioni. NeJ periodo romano Tmui progtessivamente sopravanzo Mendes e venne considerara la citta principale della regione_ Ammiano
MaN:ellino (XXII 16,6) annovera Tmui fea le piu importanti cina egizie del suo tempo,
acanto ad Atribi, Ossirinco e Menfi. In epoca criSliana viene spesso menzionata quale
sede vescovile. Parecchi vescovi di Tmui erano, come F"tlea, assai dou i e in prima linea
nella lotta contro gli eretici. In special modo e noto Serapione di Tmui (t 362), autore,
fra altri scritti, del Liber adversur Manichaeor (ed. R.P. Casey, ocHarvacd Theological
Studies, Cambridge Mass. 1931, tist . Harvard Theological Monographs 1980). Per
ulteriori informazioni si veda H . Kees, in PWZR XI [1936], coll. 2946; A.H.M. Jo
nes, The Cities 01 the &Jstcm Roman Provinces, Oxford 197P, pp. 3}7 e 343, con la
nota 65; A. Scharf, Ein Beruch van Ments, Mitteilungen des deutschen Instituts in
1{"iro _ 1 1930, pp. 1304; H . de Meulenaere - P. Mackey, Ments ll, Wllrminster
1976; per le rdazioni sugli scavi recend si oonsulti O.P. Hansen, Mendes 1964, The
Joornal of the American Research Center in Egypt IV 1965, pp. 31.7i O.P. Hansen

'5

ACTA PHll.EA.E

babilmente sensazionale processo svoltosi dinanzi alla somma autoridi. giuridica d'Egitto, in quel momento Clodio CuIdaDo!, praejectus
Aegypti, che governo con malta probabilita neI 301-6 circa 2 , Filea
venDe nfine condannato e decapitata. Cio accadde in un anno non
precisata dalla tradizione diretta, ma verosimilmente nell'u1cimo anno del governo di Culciano: la tradizione basata sul Martirologio di
Gerolamo fissa il martirio di Filea al 4 febbraio 306'. Questi fu
dunque vittma deU 'ultima persecuzione, specie in Oriente assai accanita, prima dell 'editto di Milano (313), che ruede ai cristian liberta di fecle: per decreto di Massimino Daa migliaia di martid perdettero la vira in questo periodo (304-12)",
e.a., Mmdes 1965 and 1966, bid. VI 1967, pp. 5-5 18. Per la grafi a nei manoscriu i cfr.
la no ta di commento a J, Jitu/us.
l Per i da stotici su Culeiano cfr. A.R .M. Jones - ].R. Manindale - J . Morris, Tht
Prosopog:aphy 01 the Jte, Roman Empire 1, Cambridge 1971, pp. 2.3.3-4. Culdano era
famoso per la sua cruddta nd perseguitare i cristiani. Eusebio (Historia Ecc!esuut;ca IX
11,4: ed. Schwanz, II p. 850) ricorda di lui: KOuAxIO:Y, l:t wCJO:~l:W, 610. miCJ"T), px.txij,
npocA9Wv ~oU01.:lt;. xciii (I~W; .lUpo~ 10; JUX't" ArrulM'lno XplCJ'1\O:w&w n.A~;tpuv.ltYO( (1\.l(l(lIV, Ugualmente (era smato presso Massimino Oaia) anche Culeiano, che a ye ya in
modo simile fatto carriera in tuna la seala dei poteri civili, anche lui essendosi acquista
to triste fama per lo spargimento del sangue di innumereyoli eristiani in Egitto. Come
tale viene spesso menzionato anche nei marurQlogi . cfr. Passio Sancti Dioscuri (ed . H .
Qucntin. in Analecta BolIanmanu XXIV 190.5 . pp. 321-42 . in particolare p . .3.32),
nonch Papo Oxyr. 3529 (Pouion 01 Sto Dioscorns. ed. P.). Parsons. in The O",rhynchus
Popyri L. 1983, pp. 22-4) e I'interessante art icolo di J.L. MeMillan, Fragment 01 a
Martyrology, 5tudia PapyroJogial lt XVI 1977 , pp. 6972 .
.
1 Gli anm nei quali Cu!ciano fu in carica sano sempre stati questione assai eontroyersa
nella discussone generale sugli Acto Phileae: cfr. J.R. Knip(ng , pp. 198.203, e Halkin,
Apologie (<< Notes Addilionnels lt). Sulla base del Papo Oxyr. 3304 (cfr. ).R. Rea, The
Oxyrhynchus P4pyri XLVI, Landon 1978, p. 82) la prima data o ra conosciuta ~ il 6
giugno 301; J'ultima ~ il 29 maggio 306. in basc al Papo Oxyr. 1104 (cfr . A.5. Hunt.
The Oxyrhynchus Papyri VIII, London 1911. p . 17.5) e al Papo Oxyr . 3.529 (cfr. P.J.
Panons, The OxyrhynchUI Popyri L, Landon 1983, p. 23). Non s conoscono suoi 5UCcessori prima di Valerio Vittorino. iI qualc entro in carica nella prima meta del 308 per
dimeflersi prima del settembre dello stesso anno, stando al Papo Oxyr. 2674 (cfr. ).
Rea. The Oxyrhynchus Papyri XXXIII. Landoo 1968, p. 108 nt. 3). In teoria. Culciano
poteya e5scre in cariea aocora nel 307 . cosl che J'esecuzione potrebbe anche ayere aYulO
luago in queU'anno.
) Cfr. H. Dclehaye, Acto Sanctorum N()f!embris, Il pan posterior, BruxeUes 1931 . p.
77: PRlD . NON. FEB. (~dl giorno precedente il cinque febbraio ): natale .. . Thimoi
liliae episcopi cum filia fua, emendalo dall'editore in tuJ/(lle ... Thmui Fileae episcopi cum
Filoromo, .. giomo di na5Cita (cioe deU'assunziooe in cielo) a Tmu del VCSCOYO Pilea
insieme con Filoromo ..... Questo m:artirologio fu composro in Italia neUa meta del quinto
secolo. cfr. The Oxford Dictionary 01 the Chmttan Church, Landon 1966', S.Y. Himmy
mian Martyrorogy. Potrebbe scorgersi qui un influsso di Rufino, VIll 9,8 (cfr. Prefaone. pp. 256.81, ma visto I'errore commesso neUa menzione di Thmui in 1uogo di Alessan.
dria eio sembra improbabile.
1
4 Cf~. Oxlord CltmicaIDictionaf'Y . Odo rd 1970 S.Y. Maximinus ; P. de Labriolle, La
riacllon pafenne, Paris 1942, pp. 3289. Per un riassunto dei quattro ediui di Oioclezi:ano eontro i eristiani, un'analisi della base legale di queste persecuzio ni ed una descrizio
ne storica, cfr. The Cambridge Ancient Hislory XII, Cambridge 1939, pp. 6658 (trad.
it. Sloria antica XII 2. Crisi e ripresa de!/'Impero 19J)24 d.C. , Milano 1970, p. 828
sgg.). Ved. anche la nOla a Be 4, 1.2 (commento a BeLa. p . 513) .

PREFAZIONE

'5 1

Gli Atti di Filea (come seguendo la terminologia usuale chiamere


mo il resoconto del suo martirio) meritano per piu di una ragione un
posta, per non dire un posto d'onore, in una selezione di atti dei
martirio
Cio si deve, in primo luogo, probabilmente alla ricchezza del
materiale documentaro tramandatoci in un dossier quasi senza pari 1.
Infatti, ehi si aecinge a studiare lo svolgersi degli eventi reIativi a
Filea e al suo processo, ha a sua disposizione non soltanto alcuni dati
(quanrunque scarsi e, per certi dettagli, in concraddzione fra loro)
fornid da autori gre e latini (per il greco lo storico ecclesiastico
Eusebio nella sua Historia Ecclesiastica VIII 9,6-8; per illatino la
traduzione o meglio la rielaborazione del suddetto brano di Eusebio
condotta da Rufino, nonch la testimonianza del dotto Gerolamo in
de viris illustribus 78): senza considerare taluni scritti attribuiti personalmente a Filea, lo studioso puo avvalersi del resoconto assai dectagliato del processo e delI'esecuzione contenuto sia in atti latini, da
tempo eonosuti e studiatP, sia in due testi greci papiracei di recente scoperta. Dobbiamo la conoscenza del primo di questi testi gre
(databile al 32050) al felice acquisto effettuato negli anni 1955 6
dalla svizzero Martn Bodmer, noto mecenate delle belle lettere, e
registrato nella sua eollezione privara a Cologny-Ginevra come Papy4
rus Bodmer XX. Esso e stato reso accessibile al mondo erudico J da
uno srudio di V. Martin (ved. BibliograHa essenziale, p. 271), e verra
qui di seguito abbreviato in Bo. L'altra versione, per alcuni dettagli
diEferente, antecedente a Bo e databile al 310-50, pariroenti conser4

I OdIa mano di Filea ci resta iI brano, t ramandatoci da Eusebio, Historia Ecclesiaf/ica


VIII 10,2-11 (ed. Schwarrz, JI pp. 760-4), di una le uera commovente scriua nel caree:re di Alessandria, dI. la nota d i eornmento a Bo 1,9. Probabilmente Filea partecipO
({ors'anche come redanore finale) aUa Slesura di un'altta lenera 5critta insieme ad altri
Ire vescovi e indirizzata al yescovo sdsmatico Melezio di Licopoli (PG X, coll. 11658) :
ved. la nOla di commento a Bo 2,7.
2 Cfr. BHL 6799802. BHL 6799 e un conglomerato assai curioso di testi, in csigua
misura inlerpola suUa base del lesto di Rufino, VIII 9.6-8. Anche il testo di Th.
Ruinarl , Acto primornm martyrum sincera el sekCtIJ , Parisiis 1689 (pio. vohe rislamparo),
pp. '48-.51, come pure il tcs!O di Knopt:.Krger.Ruhb!ch, pp. 113-6, che si basa sull'edizione di Ruinart, appartengono a questa categora. E senza dubbio grande merito di
Halkin, Apologie, pp. 8 -10, ayere estrapolato da un tale caos di lesti secte manoscritti
deg ni di fede, integrati da altri tre manoscrirri nelle: .,Notes Additionnels .... (X 9). Le
due scoperte papirologiehe non hanno fatto che confermare: qUCSla sua $Ce:lta. BHL
6800, 6801 , e 6802 Yengono qui laseiati da p:arte, cos1 come un quar!O gruppo (rappre:sentato, sembra, da un solo manoscritto, il ms. Angers 723; cfr. HaIkin p. 1.39). Appar
tiene al dossier di Filea anche una passione g re:ca (BHG 1533) di e ta tarda e: di dubbio
valore. tramandalad da un solo manoscritto (Parigi, Bibliothcque Nationale, tonds grec
5 13. del deci~o seroJo). Per una discussone critica dr. Delehayc, Martyn , pp . .313 -4 ;
A. Ehrhard, Uberlieferung und ~.estand der hagiographchen und homUetischen Literalu,
ckr griechischen Kirche, l. Die Uberlie/mmg, (.. Texte und Unrersuchunge n .... ). Leipzig
1936, pp. 5402.
) E slato incluso nell'Auctorium Bibliothecae Hagiographicae Graecae (ed. Fr. Halkin,
(<Subsidia Hagiographic:a XLVII. Bruxelles 1969) col numero 1113 K .

PREFAZIONE

ACTA PHILEAE

vata in frammenti papiracei ma in stato ben peggiore e di decifrazione difficilissima, fu acguistata nelIa stesso periodo dal noto colIezionista irlandese, il milionario Sir Alfred Ches ter Beatty; venne collocata come Papyrus Chester Beatty XV nelia Ches ter Beatty Library di
Dublino l. Questo testo e stato ultimamente pubblicato, in maniera
lodevole, da A. Pietersma (ved. Bbliografia essenziale, p. 271), e verra gu di seguito abbreviato in Be. A quest'ultima edizione, di stampa assai elegante, era peraltro annessa anche una ricostruzione di
grande inreresse del codice originale. Quanto infine agli Atti latini,
essi sono disponibili nell'autorevole edizione critica, uscita gia qualche anno fa; di Fr. Halkin (ved. Bbliografia essenziale, p. 271). Se si
aggiunge a quest'insieme di testimonianze il fatto che i due personaggi principali, Filea e Culdano, si ricrovano anche nelia agiografia
copta 2 , appare evidente che gli Atti di Filea nelloro complesso formano un dossier assai ricco e vario.
Una seconda ragione per inserire questi atti in un'amologia di
martirii e l' anrichira, e quindi probabilmente anche l' autenticira, di
almeno una parte del materiale disponibile. Il martirio di Filea, come abbiamo derto, ebbe luogo probabilmente nel 306. Secondo i
rispettivi editori, Be e Bo, in base alle grafie, possono datarsi l'uno
al 310-50 circa, l'altro al 320-50; guanto agli accenni indiretti riguardanti Filea, la menzione di Eusebio risale al 311, al pieno cioe
della persecuzione; Gerolamo rcorda Filea ne1392, memre la rraduzione-elaborazione di Rufina con ogni verisimiglianza va ascritta al
403. Se si considera che Be e Bo, stando alle suddette datazioni,
sono da annoverarsi fra i piu anticru testi papiracei databili per il
settore agiografical, di nuovo risulta palese che anche sul piano de1l'antchita questi Atti meritano un posta di riguardo.
I Uno studio dettagliato sui vari acguisti di Bodmer e Chester Beatty e in corso di
pubbl.icazione (come gentilmente mi ha informato l Prof. Dr. A. Wouters, Lovamo):
] .M. Robinson, The History 01 the Bodmer Papyri: The First Christian Monastery Library,
Philadelphia 1986. Dei papiri Be e Bo si parla nel cap. I1, The Chester Beatty Library~, pp. 17-9,234.
J Su Filea si consulti Pietersma, prefazione, e p. 40 (rus. Paris., Bibliotheque Nationale, Copte 131 '); quanto a Culdano, J. Noret, Bulletin des publiea/iom hagjographiques,
Analecta Bollandiana LXXXVII 1975, pp. 43940, enumera turta una. serie di marti
rii copti (Bibliotheea Hagiograpbica Orienmlis, (<< Subsidia Hagiographica X), Bruxelles
1910: nr. 107, 253, 275, 376, 542 , 834, 995, 1167) nonch gli Acto S. Dioscuri {BHL
2203 eJ, gli Aef4 SS. Maree/li, Mammaeae et sociorum (BHL 5240) e un sinassario arabo
delIa chiesa copta; per un parallelo fra il processo e il cipo di intt.:rrogatorio degli Acto
Phileae da un lato ed un martirio copto dall'altro, cfr. S. Brock (nella 5ua recensione ad
E.A.E. Reymond - J,W .B. Barns, Four MQrtyrdoms from Ihe Pierpoint AforglIt Coptie
Codiees, Oxford 1973) , in The Heythrop Jouroal. A quarterly review of Philosophy and
Theologp 1974, pp. 339-41.
) O. Montevecchi, La papir%gia, Torino 1973, p. 330, annovera sotta )a rubrica
Martyria, Passiones, Agiographi il papiro Bodmer XX quale primo ed unico testimonio del secolo guarto. Sua buona riwlc sarebbe oggi la citata Passione di S. Dioscoro :
cfr. p. 250 nt. 1.

253

Anche per quanto attiene al contenuto gli Acta Phileae legittimano un tale favore. E vero: non offrono una narrazione che tenga i
lettori in grande suspense. Infatti, derivati da un resoconto di un
processo verbale per natura arido, sono piuttosto privi di retorica
(anche se Bo e gli Atti latini, dascuno a suo modo, temano ancora di
introdurre quest'elemento). Nondimeno, le diverse domande successivamente poste da Culciano, nonch le degne risposce di Filea, talvolta di grande acutezza, sono storicamente assai interessanti e anche per i nos tri tempi di notevole rilievo, trattando problemi ancor
oggi fondamemali per la fede come queno della divinita di Gesu,
l'eterno enigma di un Dio fatrosi crocifiggere per I'umanita, e la
risurrezione della carne.
In ultimo luogo, lo studio dell'nsieme di questo materiale ora
raggruppato non sara senza frutro per un approccio finalmente nuovo agli Atti e alIe Passioni: di continuo gli Atti di Filea ci offrono
abbondante materiale a sostegno di narrazioni agiograHche di questo
genere, della cui storcita man mano ci si era abituati a dubitare.
Una volta dimostrata l'opportunita di inserire gli Acta Phileae in
una simile antologia, e d'altra parte ugualmente evidente che, per
un' adeguata impostazione scientifica, alcuni dettagli debbono necessariamente essere corretti o almeno possono venire aggiornati alla
luce delle rec.e nti scoperte. Una tale osservazione e valida in particolare per gli atti latini di Filea e Filoromo. Gia Halkin affermava che
un eventuale nuovo editore dovrebbe anche prestare attenzione, fra
gli altri manoscritti, al noto codice agiografico, il cod. Aug. XXXII,
proveniente da Reichenau, dell'inizio del secolo IX, ora conservato
nelia biblioteca di Karlsruhe 1 La sua edizione era fortemente in~
fluenzata da Bo, l'unico testo greco allora conosciut0 2 . Ma gia nena
sua prima pubblicazione 1 concernente Be Pietersma attiro }'atrenzione sullo stretto nesso fra Be e gli atti latini, in contrapposizione
alla teoria fino alIora vigente di un legame Bo-atti latinL In seguito,
nella sua edizione definitiva di Be, Pietersma, per quelle parti dove la
versione latina coincide con Be, stampava l'un testo accanto all'altro. Da tale giusrapposizione, operata da Pietersma soltanto per alcune parti della versione latina (nelle parti in cui la versione latina e
isolata, essa non venva stampata), e nata l'idea d stampare nella
presente edizione il testo d Be e, in stretta corrispondenza di riga a
Cfr. Fr. Halbn, Martyrs Crees IJ'-V1Il' s., London 1974 , (<<Notes Additionnels X 9).
Prima che usdsse l'editio princeps di V. Martin, Halkin aveva ga potuto prenderne
conoscenza guzie aUa gentilezza di Manin, il guale con una magnanimita non insolita
neIl' ambito degli studi su Filea gli invio il manoscritto della sua futura edione.
J Cfr. A. Pietersma, Creek Qnd Coptic inedim (JJ the Chester Beatty Library, Bulletin of
the lnternational Organization fOI Septuagint and Cagnate Studies VII 1974, pp.
134.
1

'54

PREFAZIONE

ACTA PHILEAE

riga, 'ormai corretta e adattata versione degli atti latini (qui di seguto indicata come La), cui si accompagna la traduzione.
Anche Bo, pur nella redazione corretta di Pietersma, necessitava
di qua1che ritacco: per qU3OtO Bo in moltissimi luoghi fosse stato
emendato e restituito con l'ausilio di Be contro l'editio princeps di
Martin, nondimeno una revisione si imponeva, specialmente per il
fatto che Pietersma si limitava a una edizione diplomatica, sprovvista quindi di interpunzione e accenti, con un apparato difficilmente
maneggevole per un non specialista; i1 tutto senza commento n traduzione.

Le suddette relazioni fra i testi hanno determinato anche la presentazione editoriaIe del dossier Del suo insieme; vale a dire:
1. Be - La con iI relativo commento (pp. 498-551);
II. Bo con il relativo cornmento (pp. 55281).
lo questi commenti si e ten tato quanto possibile di discutere e
eventualmente spiegare le moltissime differenze, maggiori e minori,
che earatterizzano le tre versioni e solleeitano illettore interessato a
un esame approfondito.

***
I grandi problemi riguardanti gli Acta Phileae possono ridursi a
tre voci di importanza cardinale, vale a dice:
1. gli aecenni coneernenti Filea, accompagoato o meno da Filero
mo, presso gli autori anticN;
2. la relazione reciproca fra Be e Bo;
3. origine e datazione di La.
Questi problemi meritano qualche spazio nella prefazione: verranno qui accennati per grandi linee; per i dettagli dell'argomentazione il lettore potra far riferimemo alle relative note .

1. Gli accenni riguardanti Filea presso gli autori antichi


Il problema che qui si affronta nasee dalla constatazione che in

Be e in Bo si parla sol tanto di Filea. In Be il papiro non reca tracca


dell'episodio tinale, riguardante I'intervento di Filoromo e la sua
esecuzione. narrato invecl: in La; Ro ha addirittura soltanto l'apologia di Filea. Al contraro in La, nei capitoli finaH (7-9), Filoromo
viene introdotto per eosl dire in extremis. Sorge quindi la questione ,
se si tratti qui di un dato storico oppure di un'aggiunta posteriore.
Per risolvere questo problema oecorrera prendere in esame gli altri
luoghi in cui viene menzionato Filea, accompagnato o meno da Filoromo .
II primo serittore che ci informa sul martirio e la morte di Filea e

'55

Eusebio (260-339), oella sua Historia Ecclesiastica (VIII 9,6-8). Dopo


aver descritto ampiamente le sofferenze e le persecuzioni di fedeli di
semplice esrrazione martirzzat in Tebaide, egli continua 1: Costoro sono davvero degn di ammirazione; partcolare ammirazione pero
meritano coloro i quali, cospcui per ricchezza, nohile nascita, reputazione, eloquenza e filosofia, tutro posposero alla vera fede e al
credo del nostro Salvarore e Signore Gesu Crisro. Tale fu Filoromo,
cui era aHidato neU'amministrazione imperiale di Alessandria un posto non quaIunque: in conformita al suo rango e alla sua digniea. di
romano quotdianamente egli rendeva giustizia, circondato da una
scorta militare. Tale fu pure Filea, vescovo di Tmui, un llomo che si
era segnalaco per le cariche ricoperte a vantaggio della sua citta nativa, per i servigi res , nonch per le sue dot di filosofo . Mentre
innumerevoli parenti e amici Ji pregavano, mentre addirittura gli
stessi magistrat in carica Ji scongiuravano e perfino il giudice in
persona Ji esortava ad aver pieta di s stessi e riguardo dei loro figli
e delle loro mogH, nonostante le insistenze di tante persone non si
lascarono affatto ndurre a preferire la vita terrena e a sprezzare i
precetti del nostro Signore suBa confessione e l'abiuraj ma dopo che
con un rifiuto virile e filosofico, o, meglio ancora, con animo religioso e amante di Dio, ebbero resistito a tutre le minaccie e le ingiurie
del giudice, ambedue furono decapitati. Questa testimonianza di
Eusebio, nonostante la sua hrevidl, e di grande valore: ilHbro atta
vo dell' Historia Ecclesiastica probabilmente fu compiuto nella secon
da meta del 311, cioe appena dnque ann dopo l'esecuzione di Pileal. Per di piu Eusebio, stando aUe sue stesse parole (VIII 9 ,4), puo
essere considerato testimonio oculare. Lascata da parte la preziosa

I Eusebio, Historia EcclesitJJlica VIII , 9,6-8 (t:d . Schwartz, II p. 758): &o.1.I~O"IOI I'iv ovv
xo;! OV1:0t, l{el.tph(;)~ S' l X,rVOI 9Cl!.1'ClCllWupot ol 1I-A01:,& !J.tv xo;! tt/"y[vdr,l lll Mm ),61''& 1:t
xl r>1).00"~{I: ha.1'tpl4>Cl.vn~, 1'tvtCl l' !J.Tv 8tUp<l &lIUYO\ -ri~ .x).Tj90ii~ tOCltp tfo;~ XCI.! nj~ d~
1:0Y O"w-rif)Cl )((1t XptOY ~I'wv ' IrClow XplG"tOY 1'tiO""fUa)~, ora<; otltApt>JI.I.O~ ~v .xPX"[v 1:1Va: oU "t"f\I
"t\.I;(oiiO"CI.\I ri'; )n' 'A).,~.x\lSP'tCl.\I !hO"t).tx~~ 8totxTo-<.l~ ll'xt;(UPtO"fVO~, o~ IU1:,x 1:oii ,Htw.a:
1:0~ lta:! nj~ Pw..a:"ixfi~ 1:11.d'i~, 1'tO G"tpa.1:IW1:Cl.Il; BoptlC;>0pofLtva<;, lx:O"'1:l"K ,xvtXp(yt1:0 fJ.lpo.~,
otltAta:~ u "rij; 8fl.Olil1:WV iXXAT)a(CI.~ l1'taxo1'tO;, tct1'tpl~ct~ ciYTp tClt~ llta "tiJY 1'tCl.1:piSCl 1'tOAt
UClIl; u JI!l AU1:0tlPyClIl; LV 1:, toi~ XClta r>IAOO"OepClv Ayo~ 0'1 Xct fl.tlptwV oO"(;)Y 1'tpO; (lt'.l1:6~
1:& ltCl\ tWV &').).(;)Y c;>o..wv o....-c:IPOAovtwv, t1:1 1'Tr- 1:r>1V l1't' &.~[a:!; :pxnw\l, 1'tpO~ iU lll Cl.thoo
1:00 St.lt(:tO""tQii 1't(lptlXllAoiivto; w~ av CltW ... otx:;OY A&pOttY c;>ttOW u 1'tCltOwY ll! yOVCltxWV
1'tOlf0"0IY1:0, otlOa.p.W~ T.pO~ tWV tOClO1:WV i1't! tO Iill).~ijO"ctl !J.tV lAiafjClt, Xcttctippoviactt Sl tWV
r.:tp! fLO).01'Co.~ J(.(l &:pvfatw; tOO O"w-rfipOlj -II'W\I Il~O"p.Wv 7nx9rO"ctV, aVOp!1tl u AOytc:l'~ ltcti
iptAOO"f'&, I'a.AAOV o ~ tuo~ti xo;i qnAolllltl IjIl.>x 1'tpO~ ar..O"a:!; 1:oii olXOlcn:oii ""[I~ 1:t &:1't ttAci( J(.(ll
1:14 t$P'1l; ivcn:&\l"tC<;, &.r.ipW 1:a~ ltt.cpaAci, O;1'tt"tLf9rO"(l\I.
1 La Storia cccksiastiCiJ di Eusebio ebbe ad accrescersi progressivamente; fu successiva
mente pubblicata in diversc edioru, probabilmente negli armi 312, }l5, 317 e 323, o
simili: cfr. Laikon fr Theolagie unJ Kirche IU , Freiburg im Br. 1931 2 , s.v. Euubius
!.IOn Ciisarea. JI libro ottavo, che includeva le norizie su Filoromo e Filea, apparlent:v.a
probabilmenle aUa Sl!zione piu .anlica, cfr. E. Schwarlz, in PW XI (19071, S.v. Euscbios
von Caesarea (col. 1402); G .D. Kilpa uick, neUa sua recensione aU'eJitio princcps di V.
M1iIrn, in cTheologische Zeilschrift .. XXI 1965 , p. 218.

PREFAZIONE

ACTA PHlLEAE

informazione biografica che egli fornisce, si potranno osservare alcuni particolari. Eusebio descrive il processo nonch il supplizio di
Filea e Filoromo parallelamente e separatamente: e Piloromo a precedere. La carica di Filoromo non viene precisata, ma e chiaro che
dovra esser cercata nel settore civile, probabilmente amministrativo
(cfr. cornmento a La 7,1). Vis ti i termini nei quali descrive il processo si potra forse dedurre che Eusebio fosse in qualche modo informato sul SUD sviluppo, o per averne sen tito parlare, o tramite un
resoconto scriao.
Una notizia alquanto breve ci {omisce san Girolamo (348-420)
nel de viris illustribus (cap_ 78) 1, che data al 392 2 _ Cosl si esprime:
Filea, proveniente da una citta dell'Egitto chiamata Trnui, di nobile nascita e non privo di mezzi, accetto il vescovato, scrisse un libro
assai interessante intitolato "Sulla lode dei martiri" e dopo ayer 50stenuto una disputa riguardo al1e proprie alioni [traduzione assai
ncerta del latino disputatione actorum habitaP dinanzi al giudice, il
quale voleva costringerlo a sacrificare, venne decapitato per amor di
Cristo sotto lo stesso istigatore della persecuzione in Egitto, come
Lucano a Nicomedia. Da questa breve menzione non si puo concludere molto. Tuttava, vale la pena di rilevare che Girolamo non
dice nulla su eventuali atti latini. Sembra poi che la notizia di Girolamo, quanto ai dad biografici, sia basata su Eusebio: infatti la menzione di un libro Sulla Jode dei martiri) potrebbe derivare dalla
celebre lettera di Filea contenente la descrizione delle torture dei
suo1 fedeli nelle diverse carceri, tramandata proprio da Eusebio (Historia Ecc/esiastica VIII !O, 2-10). A proposito di Luciano, martirizzato nel 312, si potrebbe osservare che san Girolamo rende respansabile Massimjno Daia (1 maggio 305 - estate 313) anche di questo
processo. Puo darsi che Girolamo abbia conosciuto in qualche forma
gli atti greci, ma non De fa menzione. II dato piu importante ecomunque che anche egli ometta qualunque associazione tra Filea e
Filoromo.
1 Cfr. w. Herding, Hieronyrni De viris ilIustribus liber. Accedit Gennadii cataJogfls viromm iJlustriu"" Lipsiae 1879, p. 49: Phileas, de urbe Aegypti, quae vacalur Thmuis, nobili
gmere et no" parvis opibus, suscepto episeopatu, eJegantisrimum Jihmm de martyrum laude compo$uit et diJpuflllione aelorum habita adverrus iudcem, qui eum sacrificare eogebal,
pro Christo eapile truncatur eoJem in At!gJpto perseeutionis auetore quo Lucianus Nieomediae.
2 Cfr. lndex Jibrorum scriptorum inscriptionum ex quibus exempl adferuntur, in TLL
Lipsiae 1904, p. 52; }.N.D. Kelly, crome, His Lile, Writing} ami Conlrovmies, London

197:5, p. 3: 392/3 .
) La lezione disputatione actOTUm habita darebbe ouimo senso se si poteue interpretare
aetorum come errore di ortografia per auctoTUm (cfr. TLL 1, col. 44S, r. 61), oppure

come una variante gcaJica (senz'altro accettala neUa larda lalinila e nellalino medievale) di auetorum O'editore in eHetli adduce una simile variante auctorum del codice
si riferirebbe alIora alIa discussione fra Culdano e Filea sulla
Bambergense, secolo
posizione d i Paolo rispeuo a Plarone, cfr. La 3,1-18.

xn:

257

Ultimo testimonio su Filea e Rufino di Aquileia (345-410) con la


sua traduzione del brano di Eusebio citato qui sopra (Rutino, VIII
9,6-8), traduzione probabilmente condotta nel 403 o comunque intorno a questa data l. Con RuHno cominciano le difHcoha, specialmente se si fa entrare in gioco anche La. Per dimostrare la stretta
corrispondenza fra questo passaggio cli Rufino e La, produrremo anzitutto la traduzione del brano corrispondente di Rufino2: le parole
stampate in corsivo sono quelle che si ritrovano anche in La (capp.
6-9; discrepaDze di lleve peso, come l'inversione dei sostantivi in La
6,21, sono indicate con carattere spaziato). O gregge di sam veramente cospicuo e degDo di ogni venerazione, squadrone di uomni
ford, splendente corona della gloria di Cristo! Non v'e dubbio che
una pietra piu preziosa di tutte, che una perla piu nobile di tutte
ornasse questa corona); precedeva questo squadrone un comandante
vieppiu illustre, un pastore ancor piu nobile adornava questo gregge. Si chiamava Filea, era vescovo di una citta cmamata Tmui. La
sua nobilta. di primo rango egll la attingeva dal cielo grazie alla virtu
1 Tale traduzione era slata intesa da Rufino anlulto quaJe conforto per i suoi connazionali dell'Italia settentrionaJJ:, angosciati dalle irruzioni di Alarico e dei suoi Goti.
Ora, questi nvuero ]'Italia ben tre volle, negli anni 400, 402, e 408. Forse quindi non
bisogna pensare all'anno 403 - in base aUa ricOSlruone di Mommsen la dala piu
accettara - ma gila agli anni 400 o 401 : cfr. lE .L. Oulton, Rufinus' translation of lhe
Church History 01 Eusebius, TheJournal of TheologicaJ Studies .. XXX 1929, p ..~ 51.
1 Cfr. n. Mommsen, Eusebius Werke, Die KirchengNChichte, Die ltcinische Ubenet
:z.ung des Ruinus (1-11, Leipzig 19OJ-8), II p. 759: o vere mirabilis el omni veneralione
dignus grex ille beatorum, turma virorum fortium, corona splendoris glotiae Chrisli .
hanc sane coronam pretiosior omnium lapis et gemma nobilior adornabat, hanc turmam
praeibar ductor inlusuior, hunc gregem pastor nobilior decoraba!. Phi!eas huic nomen
est, qui erat episcopus urhis ipsius, quae a;peUalur Thmuis. hic Dobilitatem primi generis secundum animi virtutem de caelesli us trahebat, de terrenis vero, quantum ad
saeculum pertinet, primis in Romana re publica fuerat honoribus [unclus, erudilione
quoque libetalium litterarum el omnibus quae ad animi virtutem pertinenr exerciriis
adprime eruditus, novissimam hane, quae prior est omnium, secundum deum ph.Uosophiam ita suscepit, ut omnes, qui praecesserant, anteiret. cumque plurimos propinquos et
consanguineos nobiles viras in eadem urbe haberet, frequenter ad praesidem ducebatur
eiusque monitis adquiescere tot et tantis propinquis (La 6, 18-21) exoranlihus, respeelum habere uxoris el eontem p/a li01l em suadebatur suscipere Jibcromm neque coep'
la praesumptione persistere. Ule vero, ve/ut si saxo immobili unJa adlideretur, gprriel/tium
dicta respue1'C, animo ad eadum tendere, deum il/ oeulis habere, parentes el propinquos
sanctos martyres el apostolos dueere. (l 7, 1-9) aJeraf tune quidam vir agens turmam

mi/itum Romanomm, Fi/oromf/S nomine. qui cum videret Phileam eircumdatum lerimis propinquorum et praesidis ealliditate fatigari nee tomen eeti aut infringi ulla
tenus pone, exeunat: quid inaniter et superfluo constantiam viri temptatis? quid eum, qui
lidem deo servat, infiJelem vullis elficere? quid eum cogitis negare deum, Uf homini bus adquiescat? non videtis, quod aure s eius vestra verba non audiunt ?
quod ocuti eius ves/ ra s lacrimas non viden!? quomado polest terrenis
lacrimis flecti, e u j u s o e u I i Clulestem gloriam contuentur? post hace dicta cunetorum
ira in Filoromum t)erJa unam eandemque eUn! cum Philea subire senten/iom poscunl.
quibu s lihenteradnue1lsiudex ulrumque plecli copile iuhet.
l Per il caraltue retorico ddl'immagine della perla cfr. Chr. Mcier, Gemma rpirifll/is 1,
Mnster 1977, passim.

xx

INTRODUZIONE

A ..... R. BASTlAENSEN

agli att cristiani (vi ritorneremo piu altce). Un simile radicamento nella vita della comunidl manca per i racconti dei martiri giudaici: questi ultimi non hanDo speciali legami con delle comunita
locali, e, quanto ai resoconti dei martiri di profeti, essi sano sart
centinaia di anni dopo la loro morte 1, Gli atti dei martiri cristiani, nvece, sano oati in seno alla comunita e sotto l'influenza
dieeua degli avvenimenti E anche se esistevano modelli giudaici, non ce o'era bisogno: una dinamiea interna spingeva la Chiesa a registrare per iscritto la sorte gloriosa dd suoi membri.

5. Il martire come continuatore della figura


di Gesu eris to sacrificato
Abbiamo accennato alla vita della Chiesa e con cio scesso aUa
terza teoria sulla nascita degli acta martyrum christianomm. S
tratterebbe d'una derivazione strettarnente connessa al sacrificio
del Signore: il martire e associato al Cristo; la sua passione e
continuazione della passone di Cristo; il sacrificio del martire e
ntimamente legato al sacrificio del Signore, rappresentato e ce
lebrato nell'eucarestia, che riunisce la Cruesa. Taluni deui del
martire espriroono questo sentimento di unita fra Cristo e il suo
testimone. Ignazio d'Antiochia, al principio del secondo seco]o,
vuol essere frumento per i dent delle bestie, e unirsi cos1 al suo
Maestro e farsi eucaristia con lui (Epistula ad Romanos 2 2 4 1
7, 3). Per questo, quando un membro della Chiesa ha ' a:ut~
privilegio del martirio, la Chiesa non puo non radunarsi su11uogo dell 'esecuzione o della sepoltura per celebrare il sacrificio di
Cristo, che continua nel sacrificio del suo martire; essa vorra
anche ascoltare, nelia liturgia della parola, il racconto della tes t
monianza resa, che nel suo sermone il vescovo celebrante porra
ancor pio in risalto. Soprattutto G. Lazzati ha sottolineato l'imroanenza del mar tire nelIa liturgia, che inelude la letrura del rapo
porto concernente il processo e l'esecuzione 2. E non ha diff
colta a mostrare che in molti passi i nostri antichi testi parlano
d'una lettura degli acta martyrum a fianco di quella dei Libri
Sacr, oel corso della sinassi liturgica. Tanto i testi dei concili, ad

il

esempio quella dtIppona del 393 1 , quanto gli scritti d'autad


individuali , come Agostino in Afriea, Cesario d' Aries in Gallia,
Braulione in Spagna, eec., testimoniano l'esistenza di questa pra
tica2. E, quanto all'eta pio antica, si potrebbe far osservare
che l'edizione degli scritti di Perpetua e Saturo, al principio del
terzo secolo, era curata dal compilatore in vista di una lettura a
voce alta dinanzi a un uditorio di cristiani di vecchia data e di
catecumeni, senza dubbio in una riunione di carattere lirurgico
(Possio Perpe/I/oe 1, 5-6).
Ma se la lettura lirurgica d 'au di martiri non da adito a dubA
bi, parrebbe tuttavia imporsi una certa riserva riguardo a un le
game tra eucaristia ed acta. Se la relazione fra il Cristo e il suo
martire portasse necessariamente alla redazione di questi reso
conti, noi disporremmo probablmente di molti piu acta marty
rum. Certamente, acta e passiones abbondano a partire dal quarro
e quinto secolo, roa in quest'eta si tratta, per adottare la formula
di un grande conoscitore come Delehaye, di leggende agiografiche), racconti fantastici senza reale legame con un martirio, che
testimoniano, con la loro esistenza, l' assenza di atti autentici e
l'intervento d' una piera popolare poco rispettosa delle esigenze
di autenticita 4 Gli au autentici dei quali disponiamo, che van
no dal secondo secolo fino all'inizio del quarto, non sono numerosi. Agostino gia si lamenta, a proposito del martirio di Stefano,
narrato negli Atti degli Apostoli, che sia a stento possible repe
rire atti di altri martri per la recitazione liturgica (Serm. 315, 1

cum aliorum martyrum vix gesta inveniamus quae in solemnitatibus


eorum recitare possimm, huius [scil. Stephaml passio in canonico
libro est). Ancora, una tale recitazione non mancava probabilmente, intorno al 400, d'incontrare avversari: il canone del concilio d'Ippona, ricordato sopra, che autorizza la leuura degli acta
a Hanco delle letture bibliche, sernbra supporre un'incertezza ti
guardo aUa pratica in oggetto. La Chiesa di Roma, in ogni caso,
si rfiutera per secoli di consentire nelia chiesa episcopale, quella
del papa, la recitazione liturgica degli acta, consentita nelle chie

Ved. sopr. p. x nt . 2 .
~ Cfr. Lazzati. p. 20 s8&.; enumetazione siste:matica in B. de: Gaiffie:r, Ll lec/urc tUs
acles des martyn... , p. 134 5g8.; ved . anche C. Lambot, Les sermo"s de sairu Augustin
pp. 24966.
) Ved . H. Delehaye, Les ligtndes hagiogrophiques... p. 10 sgg.
~ Per la rjserva che da principio regnava ancora neJla Chiesa d 'Africa ved. avanci p.
XXVI nt . 1.

1 Ved .. anche I~ O!ser..vazioni di lb. KJauser, ChriSllicher Mirtyrerkult .. , p . JJ, e di Th.


BaumelSler. DIe Anlfmge der ThrolOlje des Martyriums... , p. 62.
~ Cfr. Lazzati. p. 13 sgg.

XXI

ACTA PHILEAE

della sua anima; nelle cose terrene nvece, che riguardano questo
mondo perituro, aveva tenuro nelIo stato romano le piu aIre cariche
onorifiche; nella conoscenza delle arti liberali, nonch in tutte le
virtu pratiche che hanno qualcosa a che fare con la forza d'animo,
era esrremamente versaro; quella nuovissima filosofia che supera
tutte le altre, quella filosofia cioe che ha Iddio quale norma 1, egli la
fece sua a tal segno da sorpassare tutti i suoi predecessori. E sebbene
avesse molti intrinseci e congiunti fra i notabili della sua stessa citta,
veniva condotto spesse volte davanti al prefetto, e, tanti e tanto
potent familiari scongiurandolo di accondiscendere agli ammoni
menti di quello, si tentava di (La 6, 18-21) pe r s u a d e r load aver
pieta della mog/ie, ad aver r i g u a r d o per i fig/i e a non persistere in
quel1a che sembrava loro arroganza. Ma egli, come se un'onda sballesse contro un sasso immobile, dispreuava le parole dei chiacchieroni: la
sua attenzione era rivolta al cielo, aveva soltanto ddio davanti agli
occhi e considerava suoi parenti e intrinseci soltanto i santi m a r t i r i
e gli Aposto/j. (La 7,1-9). Era presente aflora tl11 cerio uomo
che aveva il comando di una squadra di soldan romanz, chiamato Filoromo. Q u e s t j, avendo veduto Filea circondato dafle lacnme de; parenti senza che l'astuzia del prefetto potesse logotarlo, senza che Pilea
potesse minimamente ven i r s m o s rodal suo proposito, n intenerito, esclamo: "Perch tenlate invano e inutilmente la coslanza di quert'uomo? Perch vo/ete rendere intedele uno che r i s e r b a I a s u a
fe del t aa Dio? Perch lo costringete a rinnegare Iddio per acconsentire agli uomini? Non vedete che le r u e o re c c h i e non
sen t ono le voSlre parole, che i SUD; occhi non
vedono le vostre lacrime? Come potrebbe mai esser commosso da lacrime terrene qualcheduno i c ti i occhi aspettano la glora celeste?". Aqueste parole l'indignazione di tutti si rivolse contro
Fi/oromo e tutti chiesero che egli subisse la stena e identica punizione di
Filea. E il giudice consentendo loro ben volentier diede I'ordine che
ambedue torrero decapitati .
Se si confronta questa pagina, colma di artifici recorici e altre
raHnatezze stilistiche e caratterizzata da una scelta di termini estremamente accorta 2, col brano originale di Eusebio, potrebbe venire

1 Si parlava di ~cfilosofia dd Cristianesimo~; cfr. Lartanzio, de opilio Dei 20,1, che


parlando del Cristianesimo usa il termine vera philosophia, e Agostino, contra Julianum
(PL XLlV), IV 14, 72, che osserva: rton sit honestior philosophil1 gentium quam nOflra
christil1na, qUIJe UfUJ esl vera philoJOphIJ, non abbia la flosofia dei pagani maggior
prestigio della nostra cristiana, che e I'unica vera filosofa.
J Si noti per es., proprio all'inizio, il continuo giuoco di paralldismo e ordinamento
chiastieo (grex turma di fronte a tumtam - gegem j pretiosior omnium f4pis di fronte a
gemma nohilior; praeibol ductor inlustrior di !ronte a pasror nobiljor decorobol)j il paraUe
lismo ha ~c.tum habere uxoris e contemplationem (...) susci~ liberorum; la triplice
ripetizione di una domanda retorica che eomincia con quid; I'apen o parallelismo fu

PREFAZIONE

259

l'idea che qui si abbia a che fare con una versione de~ tutto nuova~
vista anche l'associazione di Filea e Filoromo, propno come negh
atti latini. Tale e srata precisamente 'idea di molti studiosi che ne!
passato, prima che Be e Bo v.enissero.conosciuti, ~bbero.a ?c~~p~rsl
di quegli aui. Domandandosl se Rufmo avesse di proprla lOlZlatlva
modificato e associato tra loro gli episodi di Filoromo e Filea, menzionati separatamente da Eusebio, conferendo un ruolo molto piu
suggestivo a Filea ed uno correlato-subordinato a ~iloromo, o se in:
vece egli si fondasse su un'altra versione, l'attenzlOne cadeva quast
naturalmente sugli atti latini. Tale opinione fu rafforzata dal fatto
che gli atti latini di Filea e Filoromo venivano rite~lUti anteriori all~
versione di Rufino per via di talune citazioni bibhche appartenenu
alla cosiddetta Vetus Latina, la raccoha delle diverse traduzioni latine della Bibbia fatte prima della Volgata di san Girolamo 1. Ne risulto che parecchi studiosi fossero propensi a dare la priorita. agli atti
latini e a considerare l'operazione di Rufino come semphcemente
muruata da quelli 2. Ora, alla luce delle scoperte papir~cee, e guanto
mai facile addurre svariati argomenti che rendono chlaro come tale
presunta priorita di La sia alquanto di~ficile. da sostener~, ~er no~
dire addirittura impossibile. Il testo dI Rufmo nel suo mSleme SI
presenta assai piu come una elaborazione stilistica ~i Eusebio che
degli atti latini. 1 vezzi retorici di La nel brano cornspondente non
si accordano con I'arido stile del processo verbale, che nelle altre
part ovunque caratterizza gU atti latni: s'accordano invece ottimamente con Rufno e con il suo stle esuberante 3 .
quod aum eius vestra verba non audiunt e quod oculj eius v~tnu Iacriml1s non vident, per
non parlare deU'allitteraone. In LA questi e!ementi sono andal quas d~1 tullO perdu
ti. Per la seelca delle parole e ddle immagini ved. la nota precedente e il eommento a
Lo 6, 19-20.
_1

l Ved. avand, p. 268, per un elenco dei luoghi in questione; sul v..... ore eecessIVo attn
buito a questo modo di ure, cfr. il eommento a LA 1,124.
..
2 Cfl. De1ehaye, MartylS, p. J07: .Un prestito di Rufino dal testo degh. Attl ~; J .E.L.
Oulton, Rufinus' tronslation 01 the Church Hiltory 01 Eusebius, p . .171: Sl~mo lO ~ado
di rintracciare la fonte dalla qualc Rufino trasse la sua informazlO?e su Fllea e Filoro
mo; giacch gU Atti di questi martiri si sono eonservati, e p?sslamo cons.tatare che
Rufino cita lettetalmente da essi ~j Halkin, Apologie, p. 7: Ruflllo ha traser~tto alcune
frasi quasi testualmeme. In teoria una tale prassi sarebbe del tutto. accet.tab~e per Ru
fino, il quale liberamente elaborando il testo di Eusebio fa delle lnsetzlOru qua e ll!.j
Delehaye, MarlylS, p. 308, nota il passo di Rufino, VII 28,2 (ed. Mommsen, pp. 9536),
dove questi interpola attingendo alla Vira di S. Gregario il Taumaturgo (B~L 3678~; ~fr.
A. Poneelet, LA vie latine de S. Grgoirt le thaumatllrgt, Recherches de sClence rehgleu
. . . .
se I 1910, pp. 13260, 5679.
) Questo argomenro e S13to ouimamente trattato da M. ?IffiOneHl, pp ..120.~ . Molu
studi deuaglia hanno messo in rsalto la componente retorIca den'opera di Rufmo; ~f~.
}f. Tj'ranni Rufini Opera, Turnholti 196 1, Bibliografa, nr. 3~-41 ,. 65; A. Jaubert, ~('.
ne Homlief sur Josu Pars 1960 (Se Lxxn, pp. 6882. SI nou la breve caratterlZ7.lI
zi~ne in B. Ahaner -'A. Sruiber, Palrologie, FreiburgBasel.Wien 1966 7 , p. 226: .. Ne!
403 egli lradusse in latino i nove libri della Storia ECC!esitlltica di ~usebio, aggiunge~o:
ne alui due ; frequenlemente abbrevio I'originale o lo amplio ncorrendo a espedlcllIl

PREFAZIONE

ACTA PHILEAE

Che sia piuttosto l'amore degli atti latni in debito verso Rufino
appare evidente dal fatto che, della narrazione dedicata a Filea e
Filoromo, sano stat da lu desunti soltanto quegli elementi e quelle
paroIe che gli sembravano in confarmita con la situazione, menrre
ha cercaro di evitare espressioni un po' piu difficlli. Ha caSI trascurato, p.es., frasi come non persistere in quella che sembrava loro
arroganza oppure senza che l' astuzia del governatore potesse 10gorarlo; ha tralasciaro espressioni come Perch lo costringete a
rinnegare Iddio per acconsentire agli uomini? ), e ha turbato la simmetra nella frase Come potrebbe mai esser commosso da lacrime
terrene qualcheduno, i cui occhi aspettano la gloria celeste? 1 .
Aggiungendo al martirio di Filea anche l'episodo relativo a Filoromo, l'autore degli atti lacini si trovava in difficoIdl alla fine del
martirio, dovendo cambiarne la frase finale (La 9, 28); gli venne in
soccorso 10 stesso Rufino, nella cui celebre descrizione del martirio
dei martiri di Liane, giustiziati nel 177 dopo una lunga serie di torture durate giorni e giorni, trovo la bella frase finale (Rufino, V 1,4)
ad ultimum il1fatigabiles martyrum rpiritus ferro caesis cervicibus eHugarunt, (~essi (cioe i carnefici) ragUarono loro la testa con la spada e
cosl facendo lasciarono fuggire I' infaticabile spirito dei martir>:
cambiando la patola martyrum in amborum credeva di esserseIa cavata, ma non si accorse che }'aggettivo infatigabiles, <<infaticabilh>, mal
poteva adattatsi a Filoromo (efr. commento a La 9, 28).
Per concludere, si potrebbe dire che con ogni probabilira l'associazione Fllea-Filoromo e opera originale di RuCino, una sarta di
felice trovata retorica: il redattore di La non fece altro che integrare
Pepisodio di Filoromo nel martirio di Filea, ottenendo casI due martiti al pasto di uno 2
Viene naturale a questo punto chiedersi se La per via di tale
interpolazione sia da riHurare del turto, come qualcuno gia ha rite-

retorici ... Anche qualcbe errore nella traduzione testimonia iI nesso Eusebio - Rufino e
la dipendenza di guest'ultimo da] primo: si confronri xamI nlv 7tCl't"p(ao:, oella dtta
nativa, doe a Tmui (cfr. il commeoto a LA 5, 3940), che diveota in Romana re publica;
oella descriziooe di Filoromo, aOpll",OpO!J.t."o~, avendo una SCOrtll, assume senso attivo
io agens turmam militum, comandando una seorta (cfr. ji commento a LA 7,1-2).
I In diversi codid posteriori talune di queste frasi di Rufino ritornano: cfr. apparato
critico a LA 6,19.21 ; 7,4.
1 Alla luce di guesta Slrettissima connessione (ra Eusebio e RUfjDO da una parte, e,
dall'li.ltra, fra Rufino e LA, pare molto improbabile un innus$O del Martyrium Hin'O'
nymi4num (er. p. 250 nt. 3) per la combinazione Filea - Filoromo, n sembra necessario
postulare, vuoi nella letteratura greca vuoi in quella latina, una fonte oggi perduta (cfr.
Delehaye, Martyrs, pp. 3079; Halkin, Apologie, p. 7) dalla quale Rufino e La abbiano
indipendentemente desunto tale sviluppo del processo. 1 sinassari (synaxariaJ greci non
conoscono questa associazione: cfr. Delehaye, Martyn, p. 314; la passio greca (BHL
1533, cfr. sopra p. 251 nt. 2) associa Filea e Filoromo, ma una costruzione dummatica
come guella di Rufino- La non e reperibile in aleun altro testo.

nuto nel passato 1 Per risolvere il problema bisogna porre anzitutto


l'anenzione sulla re!azione reciproca fra Be e Bo.

2. La relazione reciproca fra Be e Bo


Oggi, dopo la pubblicazione di Be, e possibile elencare un gran
numero di punti che dmostrano le affnidl e le differenze di Be e
Bo. Da tale confronto emergono diversi dettagli piuttosto interessant.
Cominciamo con qualche dato puramente tecnico su Be e Bo,
desunto dalla descrizione fatta dagli editori Pietersma e Martin, anche a giustificazione della veste tipografica dei due tesri papiracei
nell'edizione presente.
Be nel suo stato originale era un codice assai esiguo, consistente
di 7 bifolia (vale a dire 14 folia, coe 28 pagine) di formato non
molto grande (14,5/7 cm. di larghezza x 21 cm. di altezza); le prime 14 pagine (esattamente la meta del fascicolo) contenev~no gU
Acta Phileae (spazio di scrittura all'incirca 6 cm. x 12 cm.; Clascuna
pagina di 23 righe), seguiti immediata~ente, da pagin~ 15 in poi~
dai Sa/mi (probabilmenre una scelta SI sono conservatl frammenu
delle pp. 15-8, contenenti i Salmi 1-4 in una versione cosiddetta
sahidica vale a dire nel dialerto parlato nei dintorni di Tebe tutro l
resto dei codice sembra sia andato perduto). In base aUa graHa l'edi
tore, seguendo in cio E.G. Turner, propone una datazione del codice al 310-50 circa z. Per un'informazione ulteriare riguardo aIle misure del codice, a110 scriba e ai suoi non troppi errori, si veda l'introduzione di Pietersma, pp. 11-3.
Bo nel suo stato originale faceva parte di un cad ice papiraceo di
incerta escensione, e di formaro un poco piu basso di Be (14 cm. di
larghezza x 15,5 cm. di altezza); probabilmente gia nel corso del
quarto secoIo venne legato assieme ad ~tri c?dici di contenuto. devoto anche bblico, per formare un codlce di almeno 180 paglOe. Il
re~to degli Acta Phileae occupava un quaternio (vale a dire 8 folia,
dunque 16 pagine spazio di scrittura 9/10 cm. x 10,5/11,5 cm.;
16-8 righe) e la parte superiore della prima pagina del fascicolo seguente (spazio di scrittura 9 cm. x 6,5 cm.; 6 righe di testo , seguito

I Questa tesi fu specialmente difesa dal medesUno editore di Eusebio, E. Schwanz.,


",Die QueUen ber den melitianisehen Streit , in . ~u, C?eschichte dn .Atha~;ul, (GI;"
sammelu Schriftcn lIIl , Berlin 1959, pp. 87116 (onglOar.tamente pubblicato 10 f(Nac~n.
chten von der koruglichen Gt:sellschaft der Wissensehaten zu GOtlingen . , phil.-hist.
KIassc, 190:5, pp. 16487), specialmente p. 102 nI. 2. Per gltri nomi cfr. Knipfing, pp.
1989.
1 CEr. E.G. Turner, reeensione all'editio princeps di V. Martin, in The Journal of
Egyptian Archaeology .. LIl 1966, p. 199; Pietersma, pp. 13-4.

P REF AZ IONE

ACTA PHILEAE

da un saluto Pace a tutti i santi) , vergato in due righe, e dal simbolo egizio-copto ?} 1 _ Al verso di questa pagina si trova, di nuovo,
il testo dei Sa/mi (anche qu probabilmente una scelta: sono stati
conservati soltanto frammenti dd salmi 33-4; il resto e andato perduto)2. In base alla grafia (la cosiddetta scriptura textua/is) il codiee
viene da tato dagli esperti al 320-50 citca. 1 Sa/mi sano sccitti da una
mano di Eferente da quella che copiava gli Acta Phi/eae . La copia
degli Atti e condotta assai regolarmente , sebbene, specialmente alla
fine, con malta trascuratezza, come testimoniano i non cari errori di
grafia (dittografie e omissioni), corretti in patte dallo stesso scriba,
di rado da un correttore} . Del primo quaternione non ci restano che
i frammemi di 7 bilo/ia, essendo andato perduto il secando bilolium
contenente le colonne 3-4 e 13-4 . DelIa pagmatura posteriore restano ancora tracce sulla colonna 5 (dove si legge pAr = 133), 7 (pAE
= 135) e 8 (pA\ = 136): gli Acta Phileae andavano una volta da
pagina 129 a pagina 145.
Da questa sornmaria descrizione appare gia evidente che abbiamo a che fare con due codici molto vicini fra loro per quanto riguarda l'eta , e, data la presenza di qualche tratto di matrice copta, probabilmente anche molto affini fra loro quanto a provenienza. Sfortunatamente il luogo di origine preciso ci sfugge, sia Be che Bo essendo stati acquistati al mercato nero, ma si dovra ricercare nell'Egitto meridionale. In favore di Panopolis, luogo di scoperte assai
famoso, si schierano papirologi come E .G . Turner e]. van Haelst;
per una localita fra Panopolis e Tebe G .D . Kilpatrick(; in un saggio
di prossima pubblicazione, J .M. Robinson, direnore del Californian
Institute for Antiquity and Christanity, sostiene addirittura che Be
e Bo sarebbero stati ritrovati insieme con altri codici in un'urna e

Per questo simbolo si veda I' ul tima nota di commento a Bo 17 (pp. ~80l) .
1 Sa{mi sono stati edit; da M . Testuz, Pa{1yrflJ Bodmrr VII-IX, Ep/re de Jude, s Mux
Epi/m de Pierre, PJautltn 33 et 34 (me), Bibliotheque Bodmer, Cologny C en~ve 1959,
pp, 77-81.
1 Per le di ttografie cfr. 9,2; 10,10; 16,2; forse 12 ,7 (si veda il commento); di ttografie
conene dallo scriba stesso a 12 , 15; 12, 18; piccoli errori di oftografia (11. parte i normali
casi di iotacismo) o nelle desi nenze a 5,3; 5, 17 ; 7,14; 9,5; 15,5; sbagli di questo tipo
correlti da Uo $Criba a 5,15; 6,4; 7,1 6; 10,4; 15,4; 15,6; 15, 14; omissioni, da una le t[era
a salti di di verse leu ere; 1,}; ~, 1 7; 7,2; 7,6; 7,10 A" invece di lotyt.lj 8,5; 8. 17 ; 15,11;
15,12; 15,16; 16,9 "t<X1 ovece di t:~~; 16,13; 17 ,5; omissione probabil mente corrctta da
un eoru nore a 8,17. Pe r I'omissione - d'altronde faeilmente spiegabile - di un'intera
frase, loese g.iil attribuibile all'archetipo e non eorre rta da nessuno seriba, si consulti
l'apparato critico a 6,5 e 10,6.
~ Cfr. E .C . Turner, Greek Papyri. An Introduction, Oxford 1968 (rist . 1980: trad. it . 1
po.piri &reci, Roma 1984), pp. 523; }. van Hae1st. CzI4/ogue des paP1"ls /ittraires iui!s et
chrtim s, Pars 1976, pp. 62-3 (nr. 1181, 69-70 (nr. 138); G.D . Kilpatrick, The Bodmer
and Miu iuippi Colkction 01 Bib/ital and Christian Texlf, .. Greek Roman and Byzanti ne
St udies ~ IV 1963 , pp. 3347.
I

che apparterrebbero allo scriptorium del celebre chiostro di Chenoboskion, ubicaro sulla riva destra del Nilo fra Panopolis e. Tebe e fondato all' incirca ne1300-10 sorto la regola di Pacomio (290-346) (per
tutt quest dati si veda il cornmento a Ro 17, ultima nota) .
Qualunque sia stato il luogo preciso di proveruenza, gia questi
mdizi sull'origine e sulla datazione sono non poco interessanti. Infatt, in seguito alle dure persecuzioni anticristiane della meta del
terzo e dell'inizio del quarto secolo, si ebbe una notevole penuria di
scritti religiosi e bibllci. Per disposizione di imperatori come Decio e
Diodeziano, i crstiani venivano costretti a consegnare i loro manoscritti - la coside tta traditio codicum, la consegna de; codiei) 1 alle autorita civili, perch fossero distrutti. Per colmare tale lacuna i
cristiani, non appena Hnlte le persecuzioni, cominciarono a copiare
in fretta e furia i manoscritti superstiti, una copia dietro l'altra. Anche per l'uso interno vi era bisogno di nuovi codici, specie libri devozionali, per l'edifcazione intellettuale e spirituale dei monaci novizi, che ormai affluivano ai nuovi monasterio Per tale prassi ci si
basava di solito sui migliori codici disponibili, eventualmente riveduti e correeti. E questo fu proprio il caso, crediamo-, di Be e Bo ,
codici contenenti il martirio e la difesa di un santo cos1 popolare
negli ambienti copri 2 . Per dimostrarlo, occorrera porre in risalto
una serie di differenze fra Be e Bo. Talune sono gia state discusse da
Pietersma nella sua prefazione e, qua e la, nelle sue note a pie del
tesri. Nondimeno sara utile riassumerle qu , rinviando, per una piu
ampia discussione, alle note sia del commento di Be-La (indicato
La), sia del comrnento di Bo (per tutti gli esempi seguenti s'mtende
che, nel caso non sia indicata nessuna sigla, i rinvii si riferiscono a
quella immediatamente precedente).
Prima di entrare ne! merito del confronto diretto fra Be e Bo,
non sara inutile un'osservazione preliminare. Dato che probabilmente abbiamo a che fare con lo scriptorium di un chiostro , o magad con
due scriptoria , non e affatto da escludere la possibilid che neU' anchita circolassero diversi esemplari degli Acta Phi/eae: il raffronto
alIora non dovrebbe esser fatto fra Be e Bo , roa forse Ira un gruppo,
al quale apparteneva Be, e un altro gruppo, al quale apparteneva Ro
(si veda anche p. 266, con la discussione sulla posizione di La). Comunque, per non appesantire l' argomentazione che segue, parleremo
semplicemente di relazione fra Be e Bo.

Le grandi differenze fra Be e Bo, che balzano immediatamente


ag1 occhi, sono di carattere contenutistico. Be, basandosi a quanto
Cfr, Blaise, s.v. traditio (1 ).
Quanto alla popolarita di Filea e Culciano cfr. sopra p. 252 nt. 2; per indizi copti in
Be ved , pp. 261 (versione sahidica dei SalmO, in Bo ved , p. 262 (simbolo cgiziocopto).
I

PREFAZIONE

ACTA PHILEAE

pare su un processo verbale, ma in un'elabor~zi~:me letteraria 1 , tratta


della seduta finale del processo. Il testo commCla senza a1cun preambolo, in medias res; dopo la condanna Filea prega lungamente; segue
quindi l'esecuzione. Nonostantel:el~bo.razione Ietteraria. (n:mmen?
il termine Gxi~t~ usato nel senso dI dllatlO, proroga, <~dilaZl0ne), e
termine usuale nel linguaggio giuridico: si veda il commento a La 6,
12), il resoconto di Be ha molti spunti che sembrano dirett.a~ent:
presi dalla realta (La 1,25; 1,27-8; 2,11; 2,19-20; 5,28; per ~ glochl
di parole e la frammentazione degli argomenti si veda avantl).
Bo invece comincia con una introduzione assai retorica (Bo
16-7' 2 4-5; 2,5-7), che ci informa sulle quattro sedute precedenti,
p~r r~st~ingersi poi all'autodifesa di Filea (&1to).~l(a)} si intitola!
non senza ragione, il SUD resoconto: Bo 1,1); alla fme (Bo 17,4-5) SI
narra come il santo (Bo 17,1-2 'tO\l flax6:ptov <I>tAta\l , il beato Filea}
venga di nuovo incarceraco per ulreriori tormenri.
Le differenze che meno saltano agli occhi appaiono, se raggruppare insieme, di non minore importanza. Si tratta di disp~ri:a ch:
riguardano principalmente: 1) lo stile, 2) il l~gico susse.gultsl d~glt
argomenri, 3) il modo di citare le Sacre SCrItture, 4) il materIale
documentado. Entriamo in qualche dettagHo.
1. La dove Be si esprime vagamente, si trova in Bo un' espressione e5atta (ved. le note di commento a La 1,2-4; 2,16-20; 2,38-9;
3,12-3; 3,31; 3,36-7; 3,40-2; 4,33; 4,40; 5,13-5 ; 5,41-2; 6,15), Ogniqualvolta se ne presenti l'occasione, Bo introduce una bella espressione, una figura retorica, una costruzione elegante, an~he ne~e I?arti dove sta a s (scelta di parola: p.es. Bo 10,8-9; ordme chlastlco:
Bo 1,6-7; 2,4-5, cfr. 2,5-7; raggruppamento di aggettivi: Bo 12,3-5;
15 ,1~).
,
2. La dove in Be la discussione e alquanto scucita e confusa, m
Bo gli argomenti sono connessi armoniosamente (La 2, 11; 3,2; 4,19;
5,6-8; 5, 18-26; Ro 7,17 - 9, 16; 12,18).
3. La citazione biblica in Be e piuttosto libera, mentre Bo ama
una citazione e una terminologa conformi alla versione dei Settanta
(ved. La 4,24-8; Bo 8,7-1 7 e il cornmento alle singole dghe di tale
capitolo; 12,7),
4. Per quanto riguarda il materiale esposto, ~e?tre Be ten~: alla
brevta, l'enunciazione in Bo e puntuale o addmttura amplIflcata
(p.es, Ro 1,1-2; amplificazione dottrinale: 5,5-11; 6,1 -11 ; 6,8-11).

t Cfr. Pietersma p. 29 : che Be sia una copia pura e semplice de! protocoUo ufficiale e
ovviamente fuori' questione: basti ricordare il lungo sermone d'addio. Ma che si abbia
qw un martyrium direttamente basato sul protocollo e tale d~ rif1et[er~ ques t 'uh ~o pi~
da vicino di quanto non sembri !are Bo, e confermato dagh elementl a nostra dispos>
zione .

A valutare queste differenze, qualcuno potrebbe domandarsi se


non si debba assegnare la priorita aBo. Ma la risoluzione finale
sull'autenticita non puo non essere ardua, per il fatto che Be in dversi punti ha meglio serbato il carattere originale del processo verbale,
1. La scelta delle parole in Bo e determinata da tendenze stilistiche postcJassiche e dall' influsso della letteratura cristiana a5sm piu
che in Be (si veda Bo 1,8; 1,9; 5,3; 5,16; 7,4; 16,6; per l'influsso del
Cristianesimo cfr. 1,4; 2,9; 5,6-7; 5,8).
2 . 1 giochi di parole si sono conservati piu in Be che in Bo (La
2,25-6; 5,6-8; 5,11 ; 5,28-34 ; 6,15) ,
3. In certi dettagli che Bo ci fornisce, a mala pena e degno di
fed e: senza poter dire che si tratti di manipolazione, e chiaro tuttavia che certi tratti del Martyrium Phileae in Bo sono a bella posta
accentuati per dare maggior prestigio a Filea (Bo 1,2-3; 1,3; 1,6;
1,11 ; 2,3). Anche la scelta delle parole non forni5ce sicura prova che
l'autore abbia desunto la sua conoscenza direttamente da un documento ufficiale (Ro 2,2-3; 2,5; 2,8; 2, 10),
4. In Bo l'influsso dell 'agiografia e vieppiu manifesto, sia nel
titolo onorifico flaxpto~, beato)} (efe. la nota di cornmento a La,
titu/us; Bo 17,1), sia nel tema centrale, che governa tutto il resoconto, il fatto coe che Filea, da vero martre, non ha mai fatto un passo
indetro, non ha mai cremato davanti al martirio (La 4,16). Sebbene
una piu accurata indagine sia necessaria, si potrebbe forse gia avanzare l'ipotesi che una siffatta immagine ideale del martire si delinei
per influenza delle idee di Origene (Bo 16,6-7) e della narrazione di
Eusebio (Ro 1,9),
La conclusione da trarre da questo raffronto e che Be e il cocHce
migliore e Bo tenta di correggerlo in molti aspetti. Ritornando al
nos [ro punto di partenza, riguardante luogo e data di nascta di questi due codici o di queste due versioni, appare chiaro che nell'Egitto
meridionale gia nel giro di mezzo secolo gli Acta Phi/eae comincaroDO a venire adattati, non nei tratti precipui, ma in vari aspetti di
minore importanza: a quanto pare una tale Op9WO'l~, edizione correcta - per adottare il termine tecnico l -, si fece, come spesse volte
anche in tempi posteriori, senza molta conoscenza dei documenti
giuridici originali.

Cfr. LS}, s.v. otp9wo-I/i (lII).

,66

PREFAZIONE

ACTA PHILEAE

J. Origine e datazione di La
A questo punto e possibile definire cacattete e datazione di La.
Abbiamo gia visto sopra come questo resoconto risulti frutto d'in.
terpolazione. basandosi per l'episodio di Filoromo sulla narrazione
di Rufina a costui dedicata (VIII 9,8) e per la frase finale sulla nar.
razione di Rufino intorno ai martiri di Lione (V 1,40), Ne consegue
che questa versione dev'essere assolutamente posteriore al 403, data
probabile della traduzone di Rufina.
Prima della scoperta di Be e Bo l'opinione generalmente accet(a.
ta sugli Acta Phileae era che si trattasse di una relazione autentica e
originariamente latina l. Qualche studioso considerava gli Acta mero
polati quanto all'episodio di Filoromo, ma per il resto di buena qua.
lita. e di origine latina 2 ; ben poch furono gli studiosi che per via
dell'interpolazione rigettatono gli Alti nelia loro totalita}. Un'origi_
ne greca si sospettava, ma non fu mai perentoriamente dimos trata ~.
Dopo la scoperta di Bo la stuazione cambio non poco; v'era ancora
chi si schierava a favore di un originaIe latino (secando tale teoria, la
versione latina sarebbe parallela aBo)' , ma progressivamente si affermava la cODvinzione che gli Acta Jatini fossero basati su un origi-

nale greco come Bo , oppure fossero semplicemente una traduzione 1


condorta su un testo non molto dissimile da Bo. Ma un'argomema
zione dettagliata e convincente non e mai stata proposta.
La situazione e del tutto cambiata dopo la scoperta e la pubblicazione del resto di Be, grazie al quaJe ora siamo nelia felice conruzione di risolvere, riteniamo, molti punti finora controversi.
Contrariamente alla vecchia opinione secondo cui La sarebbe paralleJo aBo, appare adesso chiara una strettissima connessione fra La
e Be (ved. la presentazione tipografica dei testi Be-La, pp. 280
315) . Essendo Be la versione greca finora piu importante, tale
connessione definisce naturalmente il valore di La.
Ma anche per altri versi le nuove scoperte possono aiutarci a
pervenire ad una migliore valutazione di La. Una dettagliata analisi
di La, che prende in esame le paroJe usate, le costruzioni adoperate e
la sintassi, poggiando anche su Be e Bo, dimostra in modo definitivo
l'ascendenza greca del testo latino, non perch vi siano mende nelia
traduzione - se De trovano anzi ben poche, forse La 3,43 sine
<se>ductione e 5,11 - ma per via di talune Iocuzioni influenzate
dal greco e aIquanto strane in latino (La 3,26-8 ad ... conscientia;
41-2 in plurimis loquentem; 4,27 mutos loqui donavit; 5,47 fTontiste,fum, una paraIa non attestata in latino, ricalcata sul greco <ppO\l't'tttrfJpto v).

Sostenitori di tale opinione si incontrano specialmente ha i primi editori e era gli


srudiosi di Sloria ecclesiastica del serolo XVll. L'autenridla degli ACM !ati"a era cosa
lalmente evidenle, che si rileneva superfluo qualsiasi lipo di prova. Basli qui nominare
Th. Ruinart (1657-1709), il guale accolse gli ACM nella sua famosa antologia Acta pri.
morum martyrum sincera el sekctil, Pariss 1689, pp. 5'18-51 (ved. sopra p. 251 ,nI. 2);
poi L. TilIemonl (16371698), il quale contro il costume che gli era proprio tradusse gli
Acta interamentc, pubblicandoli nelle sue Mbnoires pour servir ii l'histoire eeclJiastique
des six prcmiMs sicdes, t. V, Paris 1698, pp. 484 9 1. Per Le Blanl, NoJe, p. 27, gli Acta
erano une piece d'une forme irrprochable, ... evidemmenl tire des regislres du greffe
palen ".. 11 falto che, anche per le parli orienlali dell'Impero romano, nei processi verbaJi fossero originariamente riponali in latino i dati uffidali, doe ad esempio i oomi delle
parti, l'088ello degli interrogatori, i teui addoHi, le senlenze dei giudici, nll.lUralmeme
ha influenuto a[quanto tale opinione. Per questa prevalenza del latino si veda U. Wilcken, ber den NUlzen del lateiniscben Papyri , in Alli del quarta congmso intemaia
nale di papirologia. Firente 1935, Milano 1936, pp. 10122.
2 Cfr. L. Duchesne (18'13-1922), Hislaire ancienne de I'glise n, Paris 1910', p. '16 nt.
3: La passione dei Santi Filea e Filoromo ... puo esser stata ritoccala qua e la sulla base
di Rufino, ma esu contiene aleune parti autentiche ".; cfr. anche A. Harnack, Die Chronolugie tkr a/tehriltfichen Litera/ur 11 2, Leipzig 1904, p. 70.
l Per 10 scettidsmo di Schwanz e di qualche altro studioso, dr. sopra p. 261 nI. 1.
Il sospetto che ruetro gli Acta latini si celasse un origina[e greco fu espresso per la
prima volta, a quanto oe so, da Delehaye, Marty;, p. 304 . Un'argomentazionc mingente manca, come ossetva Simonetti, p. 114.
l Probabilmente tale era anche I'opinione di Mardn, p. 20: ... J'Apa/agia, tale quale il
nostro papiro ce I'ha fomita, ha servito da base al redanore latino; costui l'hll adattata
allo scopo cui egli la destinava, vale a dire aggiungendovi una condusione tralta da a1tra
fonte".. Musurillo, p. XLVIII , non esprime milla di risolutivo: " .. .la recensione grea. e
la versione latina si sono evolote dascona nella propria direzione distinta .. , senzll alcuna ulteriore argomentazione.
I

Che il traduttore sia stato diligente e preciso, non fa meraviglia.


Pedino nelia scelta delle paroJe ha cercato di adattarsi al suo modello (La 1,4-5; 3,18; 4,40-2; 5,11; 8,11; 9,7-26). Si incontrano anche
espressioni tpicamente cristiane (6,1 Salllator, 6,11 dicere ad; 8,11;
9,7; 9,18-26; stile agiografico 6,18). Egli possedeva una certa erudi
zione e qualche conoscenza dei termini giuridici (6, 12 di/atio; 6,16
oHicium: 'tci~t~; 6,16 cUTator; 8,3-4 abolitio; 8,6 appellare). Natural
mente i numerosi giuochi di parole, le battute veramente intraduci-

I Cfr. Halkin, Apologie, p. 7: Si tratta degli Alti anticrn, chiamati lalvolta proconso-lari, dei SS. Filea e Filoromo, pervenuti sino a noi in una traduzione latina, quella
nessa di cui Rufino ha ttascritto pressoch testualmente aleone frasi". (per una diversa
opinione riguardo a Rufino si veda qui $Opta, pp. 259-60); a p. 10 parla di c un loro
modello greco .; manca una argomentarione dettagliata; soltanlo a p. 22 ni. 3 si pone in
rilievo un vizio neUa lraduzione ('[ptl'!'[IX;: cfr. iI commento a LA 3,43) e a p. 2'1 nI. 6
I'uso deDa paroIa frontisJerium (efr. commento a LA 5,48). Anche Lanara, pp. 235-6, pur
acceltando I'idea di un originale greco non fornisce un'ulteriore argomenlazione. L'opinione di Halkin, compresa la teoria di un prestito di RuCino dagli ACM latini, ritoroa
nelle righe di H .}. Fredcr, Kirchenschriltsleller. Veruichnis und Sigel, Freiburg 1981 \
.Vetus Latina. 1.1, p. 48: Pania beati File;ae episcopi de civitate Thmui: 306; la lradu:tione, che si basa probabilmcnte su due Ittcnsioni greche (vale a dire: probabilmente
I'una recensione per i dati relativi al processo, l'a1tra per " episodio di FileaFiloromo,
SUppoSIO genuino del quinto secolo), e impiegala da Rufino, VIII 9,8"., e ndl'uhimo
$ludio su Filea da noi consultato, Saxer, p. 210.

268

PREFAZION E

ACTA PHlLEAE

bili, gli creavano non pache difficold (La 5,6-8; 5,28), come anche i
termini filosofici (La 3,43). Una cerra abilid. nell 'inserimento deU'episodio di Filoromo non gli puo esser negara (La 6, 18-21; 7,1-11),
sebbene poi si tradisca (La 9,28). Un simile livello intellettuale, non
troppo elevara n ttOPpo basso, sembrerebhe confermara anche dal
sua stile latino, molto accurato ma non privo di costruzioni e 10cuzioni postclassiche (La 3,16-7 sapientes suasit; 5,2-4 in civitatem enim
tuam potuissem te iniurian; 5,42 ideoque ovece di ideo; 5,45 meme
tipsi; per un abbassamento stilistico cfr. La 7,9-10). Forse aquesta
fisionomia culturale dovra anche ascriversi }'uso della cosidetta Vetus Latina (cfr . p. 259), attestato in diverse citazioni (LA 1,12-4;
1,20-1; 1,215; 1,25; 9,102), accanto a un non raro impiego di para
frasi (La 9,9) e alla generale abitudine di citare secondo la VoJgata.
L'esemplare greco che si trovava nelle mani del nostro traduttore
non era forse per ogni rispetto identico a Be, ma e questo un ele
mento difficilissimo da assodare, dato che il traduttore avra certo
potuto aggiungere o tralasciare qua1che dettaglio di propria iniziati
va (cfr. La 1,36; 2,40; 3,27; 4,29-30; 5,16; 5,28; 5,43; 5,48 lrontisterium, la clove Be e Bo usano il termine comune, se pure in forme
diverse; 8,2; 9,726, dove Be termina con una longa preghiera).
La provenienza del redattore di La e la datazione del suo lavoro
risultano, come spesso accade, assai difficili da precisare. Nondime
no, abbiamo levi indizi per situarlo nell'Italia settentronale (La 1,
12.4 eradicabitur; la lezione La 9,12 transvoret, che si trova in Rutino
ben otto volte; la conoscenza stessa della traduziane di Rutina) e per
datarlo alla fine del quinto secoJo (La 5,2.4 iniurior) , La conclusione
tinale per quanto riguarda La e che si tratta in parte di una traduzio
ne, probabilmente assai fedele ad una versione greca degli Atti di
Filea malta affine alJa versione Be, e in parte di un adattamento
basara sulla libera traduzione di Rufino ed elaborato secondo il proprio estro: questa stessa formula combinatoria di t raduzione e adattamento puo forse considerarsi probante per una collocazione nell 'I
taHa settentrionale della fine del quinto secola l. Da tal conclusioni
emerge nuovamente, come ga dal confronto Be.Ba, che i1 materiale
agiografico relativo a Filea era in continua evoluzione: la quintessen.
za resta intatta, ma i dettagli, in devoto omaggio al martire, vengono
man mano abbelliti e accentuati.

Pcr l'ltalia settentrion.ale come centro di traduzioni da! greco in un latino un po'
popolaresco, mi sia concesso rinviare alIa mia dissertaone di laurea, G.A.A. Kortekaas, Histona Apo/lonii Rcgis Tyri, Groningen 1984, p. 246 nt. 631. Naturalmente
sarebbe anche possibile collocate la traduzione aUa fine del quinto secolo o all'inizio del
sesto (cfr. la mia opinione meozionata in Pietersma, p. 22 ot. 24), ma non sembra
necessario spostare la data al sesto secolo avanzato.

Per concludere la discussione relativa ai tre punti sopra trattati


non sara inutile fissare in uno schema la reJazione fra i testimoni (le
linee punteggiate indicano un rapporto eventuale)l.

-,,, -- --

martirio di Filea
processo verbale

,,
,

Be 1310-350) --i---~\
Bo 1320-350)

Runno (403)

La
(fine V secoloJ

Da questo schema emerge con irnmediata evidenza la necessta


di una presentazione tipografca dei testi quate gia abbiamo indicato
sopra (pp. 2534), cioe Be e La stampati runo accanto all'altro, Ba
separatamente.
Prima di concludere, sara opportuno spendere ancora qualche
parola suU'edizione di La. La diffusione clegli Atti di Filea e Filoromo
nei manoscritti agiografici di parte latina non e stata molto ampia: si
conoscono finora deci codici, a partire daIl' inizio del secolo IX fino
al secolo XIV (ved. pp. 276 e 279). Come abbiamo accenna
to sopra, gia Halkin propose di basare una nuova edizione sul
manoscritto Aug. XXXII, ff. 95 v(bl-96 v(bl (Karlsruhe, Sadi.
sche Landesbibliothek: sigla R), essendo questo il piu antico testi
monio. S'aggiunge ora anche I'argomento che esso e l'unico codice a
serbare gia fin dall'inizio dell'episodio di Filoromo tracce evidenti
della versone di Rufino (si consultino l'apparato critico a La 7,1 e iI
cornmento). Per di pu 10 sle latino di R e conforme al latino del
quinto secolo (cfr. le note di commento a La 1,5; 2,9; 5,42; 7,2;

Si confronlino sli schemi di Pietersma, pp. 2) e 76.

270

ACTA PHILEAE

8,11). Per questa serie d ragioni nell'edizione di La il codice Re


stato eletto codice principale.
Co non toglie che vi siano anche taluni codici le cui lezioni
coincidoDo qua e la COD quelle di Be, in particolare: codici ABT (per
queste sigle si consulti la p. 288), tanto che forse ci si domandera se
non si possa e debba fare uno stemma de manoscritti in questione
per rcostruire un testo conforme a quello di Be (si consult La 1,
12-4; 3,2; 3,14-6; 3,32; 4,2-3; 5,16; 5,47-8; 8,7-8; 8,13- 4). Tuttavia,
nella presente edizione si e rinundaro a qualsiasi tentativo di ricosrruzione, sia per il carattere altamente ipotetico di tali prassi, sia
per l'incerrezza riguardo al modello greco di La (ved. sopea, p. 271),
sia considerando la possibilidt che altri resti geed o Jatini vengano
scopeeti e distruggano una cos1 laboriosa rcostruzione (per vare altee considerazioni si consultino le nore di commento relative ai luoghl elencati qui sopra).*

Bibliografa essenzale
EDIZIONI

Testi greci
1. Papiri greci (in ordine cronologico):
a) Be: P. Chestee Beatty XV, Chester Beatty Library, Dublino
Editio princeps:
A. Pietersma, The Acts 01 Pbi/eas Bishop 01 Tbmuis anc/uding FragmenlS ollhe Greek psaller). P. Ches/er Bealty XV (with a New Edi
ron o P. Bodmer XX, and Halkin's Latin Acta) edited with
Introduction. TransJation and Commenrary, <Cahiers d'Orientalisme VII), Geneve 1984: testo greco di Be. pp. 34-79 (""
Pietersma) .

b) Bo:: P . Bodmer XX, Bibliotheca Bodmeriana, Ginevra (Auct.


BHG 1513 K)

Editio princeps:
V. Martin, Papyrus Bodmer Xx. Ap% gie de Phi/as veque de
Thmouis, (<<Bibliotheca Bodmeriana ), Cologny-Geneve 1964 (:c:
Martin).

.. Questo srudio non sarebbe mai stalo realizzato senza 'aiuto effiatce di molte perso.ne. Enumernrle e ringrniarle per nome ad una ad una sarebbe qui del turto impossibile: siano comunque cerre deUa mia gratitudine. Un'eccczione va fattll. per il ProL A.
Pietenmll., Toronto (Canada), che si e mostrato lanto generoso da inviarmi, nelle differe nti fasi, i suoi studi sul papiro Chester Beatty XV e sul papiro Bodmer XX. Debbo
inoltre un ringtaziamento speciaIe ai miei amici dr. G. Kuhlmann, Monaco, per le
informazioni su! materiale lessicogralico in possesso del TLL, e dr. W. Thiele, Beuron,
per le informazioni sull'impiego della Vetus Latina negli ani atini. Infine desidero qui
ringraziare i professori dr. W.J. Aem, dr. D. Holwerda, dr. S.L. Radt, nonch il papirologo dr. I.H.M. Hendriks, nltti dell'Universita di Groningen, per i loro preziosi consigll.

Edizioni basate sull'edizione di Martn:


Fr. Halkin, L ' Apologie du martyr Philas de Thmuis (Papyrus Bodmer XX) et /es Actes latins de Philas et Pbiloromus, Analecta Bollandiana LXXXI 1963, pp. 5-27 [ristampa anastatica: Martyll
Greer H'VIII' s. (Variorum Reprints 30), London 1974. parte X:
testo greco (pp. 12-19) pubblicato dopo consultazione dello studio
di Martn) (- Halkin. Ap%gie).
H. Musurillo, Acts 01 Ihe Christian Martyrs .... pp. XLVI-XLVIII. e
328-45 (= Musurillo).
G. Lanata, G/i atti dei martiri come documenti processuali .... pp.
227-41 (= Lanata).

27 2

BIBUOGRAFIA

ACTA PHILEAE

A. Pietersma, The Acts


(testo greco di Bo) .

01

Phileas Bishop

01

Thmuis .. , pp. 87-99

2. Passione greca del/'epoca bizantina (BHG 1.533):


F. Combefis, Ii1ustrium Christi martyrum lecti triumphi, Parisiis
1660, pp. 145-8 1 (commento pp. 182-8).
Atti latini (BHL 6799) in ordine cronologico:
G. Henschenius, Acta SS., Febr. 1, Antwerpiae 1658, pp. 459-64
(cfr. BHL 6800).
Th. Ruinart , Acta primorum martyrum sincera et selecta, Parisiis
1689, pp. 548-51; Amstelodami 1713', pp. 494-6 (qui citato secondo questa edizione); 1731', pp. 434-6; 1803 \ III pp. 15863 '
1859'. pp. 519-21.
'
R. Knopf-G. Krger-G . Ruhbach, pp. 113-6: testo latino secando
Ruinart.
D. Ruiz Bueno, Actas de los martires, Madrid 19.51, pp. 1149-57 :
testo latino secando Ruinart.
Editio princeps (La):
Halkin, Apologie, pp. 19-27 (= La), ristampato in Pietersma, pp.
101-8.
Musurillo, pp. XLVI-XLVIII, e 328-52: testo latino (pp. 34453)
secondo La.
A. Pietersma, pp. 101-8: testo latino secondo La .

STUm
Ai~rain, L 'Hagiographie, ses sources, ses methodes, son histoire,
Pans 1953 .
B. Altaner-A. Stuiber, Patrologie, Freiburg-Basel-Wien 1978 8 , p.
560.
Auctarium Bibliothecae Hagiographicae Graecae, ed. Fr. Halkin, Bruxelles 1969, sotto il numero 1513 K (= Auct. BHG).
Bibliotheca Hagiographica Graeca n, Bruxelles 1957, nr. 1533
(= BHG).
Bibliotheca Hagiographica Latina 11, Bruxelles 1900-1, nt. 6799-6802
(= BHL) .
S. Brock, recensione di: E.A.E. Reyrnond - ].W.B. Baros, Four Martyrdoms Irom the Pierpoint Morgan Coptic Codices, Oxford 1973,
in The Heythrop ]ournal. A quarterly review of Philosophy and
Theology 1974, pp. 339-41.
H . Delehaye, Les martyn d'gypte, Analecta Bollandiana XL
1922, pp.5-154, 299-364; citato qui secondo quest'articolo; ristampa anastatica in edizione separata: Les martyrs d'gypte, Bruxelles
1923 (= Delehaye, Marryrs).

R.

273

K. Doring, Exemplum Socratis, Hermes) SuppI. XLII 1979, pp.


147-8.
A.A. Emmett . S.R. P.ickering, The Importance 01 P. Bodmel' XX,
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1976, pp. 30-1, 62-3, 69-70, 258.
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P. KOlnides, 'lEpofL:P-rot; <l>lAia.t; ltdaxo1tot; 8J.OtJEwt;. 'Exx).:rjata.a,txot; <ll:POt; XL 1941, pp. 29-45; ristampato sotto il titolo: Mp'tut;
dltAio:t;-l'ltlO'XO'ltO~ 8J.OtJEwt;, .1EA,LOV Tfj~ 'lta,ptapXlxr~ Bt~).to9i1xTJt;
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d archeologia cristiana II 1896, pp. 27-33 ("" Le BIant, Note).
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703-9 ( = Leclercq).
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XXIV 1967, pp. 54-5.
H . Quentin. Passio S. Dioscori, Analecta Bollandiana XXIV
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H. Quentin, Les martyrologes historiques du moyen dge. tude sur
la lonnatiol1 du martyrologe romain, Paris 1907 ( = Quentin, Marty
rologes).

274

ACTA PHILEAE

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E. Schwartz, Die Quellen bee den melitianischen Streit, in Zur
Ceschichte des Athanasius, (Cesammelte Schriften III), Berlin 1959,
pp. 87.116 ("" Nachrichten von dee k6niglichen Gesellschaft der
Wissenschaften zu Gttingem>, phil.hist. Klasse 1905, pp.
16487).

J. Schwartz, recensione di V. Martin, in Chronique d'Egypte XL


1965, pp. 43640.
M. Simonetti, Studi agiografici..., pp. 10932 (= Simonecti).
E.G. Turner, A Passage in the Apologia 01 Phileas, (cThe Journal
al Theological Studies. n.s. XVII 1966, pp. 4045.
E.G. Tumer, recensione di V. Martin, in The Joumal of Egyptian
Archaeology LII 1966, p. 199.

Nota al testo
I
Papyrus Chesler Bealty XV ( ~ Be)
L'edizione del testo di Be e stata fondata sulla ricostruzione del co~
dice papiraceo realizzata da A. Pietersma e, come tale, aggiuma in
forma separata al suo libro The Acts 01 Phileas ... (cit . qui come Pt)!.
Il codice contava originariamente 7 bilolia (14,5/7 x 21 cm.; spa
zio di scrittura all' incirca 6 x 12,5 cm.), di cui i primi 7 lolia ( :; 14
pagine, ciascuna a quanto pare di 23 righe) contenevano gli Acta
Phileae, irnmediatamente seguiti dai Salmi da p. 15 in poi (per ulte
riori informazioni ved. qui sopra p. 261). Da questo dato codicologi~
ca deriva la presentazione cipografica di Be in 14 colonne.
Il testo di Be e stato riprodotto con la maggiore fedelta possibile,
secondo le regole ormai generalmente in uso per l' edizione di testi
papiracei. Il puntino sotto una lettera indica incertezza; sono state
mantenute la posizione e la divisione originaria delle paroJe, sebbene
in qualche luogo ciD possa risultare inusuale; le parentesi uncinate
< > sono stare adoperate per letrere e paroJe aggiunte (non per lettere
cambiate: tali mutamenti sono menzionati soltanto nell'apparato cri
tico); le parentesi < > sano anche usate per indicare quelle lacune
non realmence risconcrabili nel papiro, ma congetturate.
Sono state introdotte nel testo maiuscole, accenti, interpunzione
(di solito in confermita all'edizione di Be in Pi, pp. 3478); le abbre
viazioni come u' ( = f.11n:\I) e quelle dei nomina sacra ref.~, 'IT]oo~, x
:lLO~, 1tVf.!J.cx) sono state sciolte senza dame segnalazione. Solamente
dettagli grafici come l' ekthesis (la fuoriuscita dal margine di qualche
nome proprio ad indicare l'avvicendarsi del personaggi nell 'interroga
I L' indicazione in Pi, p. 52, di una perdita di 4 anzich J righe a pi della col. 6 e stata
correHa . A p. 8 del coclice, contro la ricostruzione di Pi, la seconda parte del testo si
deve abbassare di una riga . La divisione: de:lla col. 8 diventa quindi: 7 righe: di testo, 7
righe: perdute: (non 6, come: in Pi) , 5 righe: di te:sto, 4 righe: pe:rdute (non 5, come in Pi).

NOTA AL TESTO

ACTA PHlLEAE

torio), la diaeresis sopra le lettere t/u a inizio di parola come in Be 3,1


ed in Be 8,1 ij~pl~t:t<Xt, grafie come in Be 5,2 xprr',ov, non
sono stati riprodotti.
Per agevolare la lettura, casi evidenti di iotacismo ed altri scamhi
di vocale sono stati corretti correntemente, ma sempre puntualmente
registrati neU'apparato critico.
Tutte le aggiunte, correzioni, cambiamenti, ecc., nonch I'indivi
duazione delle Iacune, se non e espressa indicazione contraria, pro
vengono dal primo editore.

iEpOO"OAU!-lOt~

II
Acta Phileae et Philoromi ( ~ La)
L'edizione del testo di La, una versione che generalmente va so tto il
titolo Acta Phi/eae el Phi/oromi (gU Atti di Filea e Fi/aromo; si veda la
nostra prefazione alle pp. 25461), e basata sul codice piu antico e piu
attendibile, vale a dire il manoscritto Aug. XXXII, Karlsruhe , Badlsche Landesbibliothek, f. 95 v(b)-96 v(b), vergato a Reichenau all'ini
zio del secolo nono (sigla R).
n testo latino di R e stato riprodotto esattamente, fatta eccezione
per fenomeni riguardanti l'ortografia O'alternanza di e e ae, o e oe, i e
y, l'impiego o meno di h): in conformita all'uso vigente, tutte queste
anomalie sono state rigorosamente elimina te, per dare la preferenza a
una grafia normalizzata. Anche l'impiego dei diversi segni diacritici e
quello abituale per questo tipo di testi. n segno < > si usa quindi contrariamente a quanto indicato per Be - anche per indicare even
tuali sostituzioni di lettere all'interno di una parola.
La divisione in captoli deriva dalla prima edizione critica degli
Atti latini, cioe da Halkin, Apalogie, pp. 527 (qui indicato come Ha!) .
Il testo di R e stato stampato nelIa maniera il piu possibile conforme a quello di Be quanto alla suddivisione in pagine e righe, alla posizione delle singole parole e perfino alla stessa divisione di esse, cos1
che si possa facilmente constatare come il redattore di La nelia parte
centrale della narrazione abbia seguito il modello di Be (oppure un
modello molto simile) quanto mai da vicino e, si puo dire, con estrema
fede!ta, mentre nen'episodio riguardante Filoromo (si consulti la pre
fazione) procede con grande liberta, interpolando la narrazione autentica con elementi desunti da Rufino, VIII 9,8, e V 1,40.
In quei passi dove La e piu breve di Be, senza che si possa tuttavia
parlare di una lacuna (cfr. p. es. La 2,37 sgg.; 4,44), si [Covera in La
semplicemente uno spazio vuoto, senza alcuna ulteriore indicazione.
Dato che una traduzione de! solo Be darebbe un'idea troppo fram
mentaria del martirio di Filea (Filoromo scomparirebbe del tutto), e
giacch d'altra parte una traduzione integrale sia di Be che di La risul

terebbe in gran parte un doppione , e stata eseguita soltanto una tra


duzione, e cioe quelIa di La. Le parentesi quadre ntrodotte in tale
traduzione servono a segnalare che essa, in quei luoghi, si basa su con
gettura.

III
Papynls Bodmer XX

(~Bo)

L'edjzione delI'Apalagio di Fi/ea (questo il ticolo in Ba: cfr. la prefa.


zione a p. 272), e basata, per la ricostruzione dell'assetto , deHe rghe,
delle Iacune, sull'edizione diplomatica fatta da Pietersma (= p1. pp.
8799. Ba originariamente faceva parte di un codice papiraceo di in
certa estensione, occupandone 8~ bilolia, vale a dire un quatemio di
16 pagine e la meta deDa prima pagina del fascicolo seguente, anch'esso probabilmente un quatemio, contenente le ultime sei righe dell' A
polagio seguite da un saluto Pace a tutti i Santi e dal smbolo
egizio.copto per indicare la vita (ved. sopra, p. 262). Del primo quater
nio non ci restano che i frammenti di 7 bilolia, essendo andato perdu
to il secondo bilolium con le coloone 3/413/14. Da questo dato codi
cologico deriva la divisione in colonne operata nella presente edizio
ne, cioe coll. 1-2, 5- 12, 15-17 (per un 'ulteriore informazione cocHcolog1ca ved. sopra, pp. 2612).
NeDa riproduzione del testo d.i Ba sano stati seguid gli stessi crite
ri usati per Be (ved . sopra, pp. 275-6). Quanto a integrazioni, corre
zioni, cambiamenti, ecc., soltanto le proposte piu atrendibili sono state accolte nel testo, tenendo conto per quanto possibile dello spazio
disponibile nei frammenti papiracei, sulla base deHe fotografie accluse
all' edilio princeps di V. Marcin ( :: Mo). Per quanto concerne il greco,
tutre le aggiunte, correzioni, cambiamenti , ecc., se non e data indica
zione contraria, provengono dal primo editare. 1 frammenti isolati
che il primo editore non e stato in grado di sistemare (vedasi, nella
serie di fotografie, quella intitolata Fragments non placs), ma che
dopo gli sforzi di J. Schwartz nelIa sua recensione a Mo (ved. Chro
nique d'gypte XL 1965, pp. 43640; citato come Sch) e dopo le
fatiche di Pi possono essere coDocati con una certa sicurezza, vengono
qu sottolineati e citati secondo I'ordinamento introdotro da Seh, cioe
1 (:: prima serie), 1-5; 2 (:: seconda serie), 17; 3 (= terza serie), 13 ;
tutti i frammenti recano }'aggiunta rvSotto il testo di Bo si trova l'apparato critico, fondato su quello di
Pi. Sono state registrate soltanto quelle emendazioni, congetrure,
ecc., proposte dai divers editori (V. Martin, F. Halkin, H . Musurillo,
G. Lanata, A. Pietersma) , che risultano compatibili con lo spazio di
sponibile nei frarnmenti papiracei. Se non vi e indicazione contraria,
provengono dal primo editore.

XXII

.A ,R. BASTIAENSEN

se cimiteriali, vale a dire sulle tombe dei martiri, e nelle chiese


presbireriali urbane 1, Cerro, si ceIebrava la festa annuale di un
martire, ma secU11dum antiquam consuetudinem - casi il Decretum
G elasianum del principio del sesto secolo - gesta sanctorum [. .. ] in
sancla romana ecclesia non /eguntur; la ragione ne e addotta: non
si S3 chi Ji abbia redatti, e per l'inserimento di cose superflue o
poco a proposito essi prestano il naneo alle ccitiche. Quanro alle
Chiese orientali, nutriamo pecfina incertezza sull'esistenza del
costume di leggere gli att dei martiri durante i servizi liturgici 2.
La pratica della lettuta degli atti non era dunque certamente universale e la dov' essa regnava non era risparmiata dalle critiche.
Si deve inolrre far osservare che la lettura in una cornice
lturgica non e necessariamente, come sembra postulare l'opinone di G. Lazzari, una lettura nel corso della celebrazione eucarisrica. E certo che la funzione liturgica, compiuta dalla Chesa nel
giorno anniversario della morte, comprendeva nella sua maggior
parte la celebrazione del sacrificio eucaristico. Cipriano ce ne
informa: Offriamo sacrifici in loro memoria ogniqualvolta celebriamo il giorno anniversario e le passioni dei martiri (Epistulae
39, 3). D'altro canto, un secolo prima, i cristian di Smirne dopo ~vere riferito !a morte gloriosa del loro vescovo Polic~rpo,
espnmono la loro tntenzione di riunirsi in gioia e allegrezza per
celebrare la ricorrenza del suo martirio (Martyrium Polycarpi 18
3): l'eucaristia non e menzionata, e nernrneno nel luogo citat~
della Passio Perpetuae (1 , 5-6). Essa non era esclusa, ma non vi si
pensava necessariamente. Se l'eucaristia era celebrata, non era
certo la sola delle cerimonie: altrirnenti, i catecumeni non avrehbero potuto essere present, e nella Passio Perpetuae e anche ad
essi che la lettura e destinata. Genericaroente parlando, presso le
tombe del martiri aveva luogo un insieme di cerimonie consistente in preghiere, salmodie e riti, che comportava anche l'eucaristia e includeva a volte un pasto funerario, il refrigerium) . In
un tale insieme il racconto della morte aveva anch'esso il suo
pasto, roa non necessariamente in diretta connessione con l'eucaristia.
La lettura degli acta apparteneva essenzialmente, con le letture bibliche, alla liturgia della Parola; quest'ultima, per quanto
: Ved. B. de Gai!fier. La ~t.ure des prmiom dn marlyn aRome ... p. 63 sgg.
Ved. H. Musurdlo, Chn stlan and Poltical Manyrs ...... pp. 339.40.
) Ved. P. Jound .roe rulte des saints ...... pp. 76881 .

INTRODUZlONE

XXlII

unita spesso alla liturgia del Sacrificio, era in linea di massima


indipendente, costituendo un'espressione eIementare auto~o~a
della preghiera cristiana, ch'era osservata ovunque nella Crlsuanita. La pellegrina Egeria, alla fine del quarto secolo, nelle sue
descrizioni della li turga di Gerusalemme e delle cerimonie alle
quali prende parte nei luogh res sacr dagli eventi biblici o dalla
memoria del santi, menziona a piu riprese simili servizi della
Parola, con recitazione di letture bibliche o d' atti di martiri.
senza eucarista: cos1 a GerusaIernme, su! monte Nebo, nella
chiesa di Santa Tecla a Se1eucia (Egeria, ltinerarium 24, 11; 10,
7; 23, 5), ecc. Richiamiamo qui alla memoria l' evoluzione della
preghiera cristiana e il posta che oecupa in essa la liturgia della
Parola. Questa preghiera cristiana sfocia nelle due grandi forme
del culto cristiano, la celebrazione dell'eucaristia e la preghiera
delle ore. La liturgia della Parola e presente da ambedue le parti,
sia congiuma alla liturgia eucarstica sia integrata nella Iiturgi,?della santificazione della gornata con preghiera e salmodia. E
dunque degno di nota che nella sua connessione con la celebrazione dell'eucarstia la liturgia della Parola trarterra in s le letture bibliche, roa lascera cadere le recitazioni, in precedenza popolari, degli acta martyrum 1. Queste ultime si mantengono nelia
liturgia della preghiera delle ore, ov'esse compaono, insieme alle
letture della Bibbia, come lezioni dei mattutni dell'ufficio. Co
non vuol dire che la presenza dei martiri sparisca dalla celebra
zione della messa: vi sono formulari di messa per un determnate
martire o per diversi martiri in comune; vi sano orazioni appro
priate; di talun martiri s'inserid anche il nome nel canone della
messa, al centro della liturgia eucarstica. Si fa dunque semp:e
sentire l'influsso clella mentalita espressa dalla frase di Ignazlo
d' Antiochia, citata sopra, sul martire che e eucaristia insieme col
suo Maestro. Per la Chiesa la persona del martire resta intimamente legata a quella di Cristo. Ma gli acta, a quanto pare, non
avevano un peso sufficiente per mantenersi nell'immediata prossmita della commemorazione del sacrificio del Signare. La pre
senza del martire faceva a meno della recitazione dei suoi atti.
Questi erano certamente proprieta della Chiesa, della Chiesa in
preghiera, ma non realizzavano quell'intimita con la persona del

I Queste rttitazioni $Ono state conservate, eccezionalmente , nella lirurgia deJl. Parola
den. messa ambrosiana, a Milano: ved. P. Jound, loe cuhe des saintu ... , p. 781 nt. 4.

SIGLA

279

Codices*
R

Karlsruhe, Badische Landesbibliothek, Aug. XXXII, saec.

IX in., ff. 95'b96'b


praeterea laudantur:

A
B

Sigla*

Ch 1

Editores
Be
Be
Bo
Bo
Hal
La

P. Chester Beatty XV, ed. A. Pietersma, pp. 33-79


leetio Be ante correctionem scribae
P. Bodmer XX, ed. A. Pietersma, cfr. Pi, pp. 8599
leeria Bo ante correctionem scribae

Lan '

Lanata, pp. 227-41


Lanaea, Note, pp. 207-26
Martin
Musurillo, pp. 328-44

Lan 2
Ma
Mu
Pi
Ro
S

Sa
Schw
Turner

Halkin, Apologie, pp. 527

113 v 114 v

Ch 2

Charleville, Bibliotheque Municipale, 213, saec. XIII, ff.


119' 120'

Orlans, Bibliotheque Municipale, 280 (cata!. 331), saec.

textus latinus

London, British Library, Harley 2800, a. 1179, ff.


237'238'
Bruxelles, Bibliotheque Royale, 207208 (cataL 3132),
saec. XIII, ff. 118'119'
Charleville, Bibliotheque Municipale, 200, saec. XIII, ff.

T
W

XI in., ff. 278281


Trier, Stadtbibliothek, 1152, saec. XII, ff. 251'251', fo
lio avulso desinit inde a La 6,13
Orlans , Bibliotheque Municipale, 172 (ca tal. 195 ), saec.

XIV, ff. 144' 145'


Trier, Stadtbibliothek, 1151. 1, saoc. XIII, ff. 10'11'
Bruxelles, Bibliotheque Royale, 7984 (cataL 3191), saec.

X, ff. 34'36'

Pietersma
e.H . Roberts, The Apology 01 Phileas: Two No/es, Journal
of Theological Studies>. n .s. XVIII 1967, pp. 4378
E. de Strycker, in app. crit . apud Ha1kin, cfr. sub Ha}
Saxer, pp. 20923
J. Schwartz, in Chronique d'gypte XL 1965, pp.
436-40
E.G. Turner, in The Jouma} of Egyptian Archaeology
XII 1966, p. 199

.. 1 segni critici usati da Pi (si consulti il suo elenco. p. 9), in quesla edizio ne o rmai

non necessari oppur~ troppo complicati, sono stati lasciati da

parl~

oppure semplificati.

.. Per una descrjzione di questi codici si veda Halkin, Apo/ogie, pp. 8-10 (<<Notes Addi
tionndleslO X 9).

280

ACTA PHlLEAE

La

1, 1 - 17

Passio Beati Fileae episcopi de civitate Thimui

AT"TI DI FILEA

Be

1, I - 7

1. < .

1. Inposito Filea
super ambonem Culeianus
praeses dixit illi: Potes iam
sobrius effici?. Fileas respondt :
:

10

I'j

Sobrius sum et sobrie degeo.


Culcianus dixit : Sacrifica'
diis). Fileas responclit:
Non sacrifico . Culdanus
dixit: Quare?. Fileas
respondit: Qua sacrae
et divinae scripturae dkunt:
"Qui irnmolar ds
eradicabitur, nisi
soli Domino It .
Culdanus dixit:
<dmmola domino soli, Fileas respondit:
Non immolo: non enim tala

>

xod etrCX' rpcx'Pcxt] Air?Uo[lV'


'0 [euo,~wvJ etor, [ipo"
l~oJAOe[p'UeJ~~~[~Jcx, ["A1v
xup(<.> e.c; [fliv<.> ...
, KOUAX'CX~&; cxu~[wJ .T7tw
eGoov xue(<.> [~iv~" 'A[".xp(vcx,o
O aw, o [yo:]~ ["t'OLO"tWI,I
Martirio del santo Filea, vescovo della citta. di Tmui

Titulu5. Brati RWFM: Janeli ABT sanclorum eh 1.2 Ja/lctornm martyruffl o I Fi/eae : Phi
ke ABOCh 1.2 I episcopi: el martri! add. AT I de ciV;klte Thimui om. ABOTCh 1.2 I
Thimui RWFM : Thmui Hal I el Pbyloroni add . 0, el Phy/oromi tribUlIi eh 1.2 I pridie
nonas ehr. add. RWA, quod est pridiae nonas eh,. F qui passus esllI 'lonas/eh,. M
1, l . lnposito: ijlur add. s.l. F
J. illi om. T
,. Sohrius: semper ego s. FCh 1.2
ego dei gratia s. O I el: oc 8 I degeo RWAM'~, quam lormam insoJenriorem re tinucte ma
luerim: dego cctt. , Har
'l . el divillal: scriplurae: s. oc d. B J. TCh 1.2
11. diis:
d. u/liJ AB, cfr. 9tOU; ldpot; Be 1,2 rte?
13-4. eradicahitur l1isi soli Domil1O: 11.
s. d. eradicahilur ABO I l1isi 101; Domil1o: 11. s. deo eras. F
'4. sol;; lOro BO I Domi
1/0

1. Quando Filea fu posto sul palco degli imputati, il prefetto


Culciano gH disse: Puoi insomma diventare ragionevole?. FiJea
rispose: <~Sono ragionevole e vivo secando ragione. Culciano
disse: Sacrifica agli dei . Filea rispose: lo non sacrifico. Culdano disse: Perch? . Filea rispose: Poich le sacre e divine
Scritture dicono: "Colui che sacrifica agli cid, e non al solo Signore, sara sradicato". Culciano disse: Sacrifica all'unico Signare. Filea rispose: Non sacrifico: infatti tali sacrifici Iddio

RABMOT: deo WCh 1.2

1, 11-4. Qui ",moJaI ... Domino Veto Lat. Exod. 22,20

I{ 1-4. 'O 9t.1at.~wv ... fLv'!l Exod. 22,19 9t.1at~wv 9uit; (9 . ldpOL; A) 9o:v"t'!l
At9ptu9Tamn (~OAt A) nATv xup'!l .... ~

<

ACTA PHILEAE La

20

25

1 , lB - 2, 9

sacrificia desiderat Deus. Sacrae enirn


et divinae scripturae dicunt:
<lU t quid mihi rnultitudinern sacrificiorum vestrorum?,
didt Dorninusj plenus <suro, >
holocausta arietum
et adipe <m> agnorum
et sanguine<m> hircorum
nolo; nec similam offeratis" .
Unus autem ex advocatis
dixit: De simila nune
iudicaris aut pro anima tua
agonizas?~).
2. Culdanus praeses
dixt: Qualibus ergo sacrificis
delectatur deus tuus? . Fileas
respondt: Corde mundo et
sen sibus sinceris et verborum
verorum sacrificiis deleetatur
Deus . Culdanus dixit:
Irnmola iam . Fileas respondit:
Non iromolo . Nec enim didici .

el di,;;nae om. AB
20 . mihi om. AS
21. <Hlttt> add. s.l. M, om.
R
22 . holoeat/SUI: oto MT -tum A
2) . adipe<:. m:>: adipe RW, dr. app. crit. ad
Vulgo Is. 1, 11
24. sanguine<:.m:> hircorum: sanguine h. R sanguinem arietum el h. O
h. sanguinem T
2' . nce; n. si ABO
27 . De simik diuimilia F I nune: non
O
28. iudicaris RCh 1.2, Hal: -catis WASO -cas MT, corro F
28'9. aut ..
agonizas om. AB
28. tua: t. nune T
2, J. pra~es om. AB, cfr. Bo ~,4
) . deleetatur:. -bitur ABO
4-8. Corrie ... re
rpondil om. AS
19.

ATTI DI FILEA

1,

8 - 2,

llo.lWY & OE[O, 5El"',," al ydtp


fEpcxl xcxt 8[ELCXl "'-pclq>l )....,.-ouow
" Ti flOl 1t).~[O]o[, <WY O]u[.lWY IflWY,
UyEl Xpl[O],: [rr).ip>i!~ [Elfl'
2, <.

>

,:,[l.]O[>i!(L"[<WY X"" Aywy


:]).TjOWY OU'"[WY OEO,
5.iE~"'1. KOUtAX''''Y]O~ ,:,"<C;; d1tEY'
e.o]Y ).[O]l1ty, 'A1tEXp[y",<o'
, O" O]"" , 0,,5. ydt~ <fl"'OOY .
non ti desidera . Le sacre e divine Scritture dicona: "A che cosa
mi serve una maltitudine di sacrifici da parte vastra?, dice il Signare; sono sazio: io non vaglio olocausti di arieti e l' adipe degli
agnelli e il sangue dei capranij n dovrete offrirmi fiar di farina" . Ma uno dei consiglieri osservo: Vieni farse ora giudicato
per il fiar di farina? O non si tratta forse della tua vita? .
2. TI prefetto Culciana disse: Di quali sacrifici dunque si diletta il tuo dio? . Filea rispose: Di un cuore puro e di sentimenti sinceri e dei sacrifici di paraJe vere si diletta Iddio)). Culciano
disse: Sacrifica allora . Filea rispose: Non sacrifico: non ho

20'" Ut quid .. . nolo cfr. LXX Is. l, a


25. nec Jlmi14m oHerati! Vet o Lat. Is.
1,13
28'9. prO anima tua agollhas cfr.. Eccli . 4,33
2,4. Cortk mundo Psalt. Gall. 23,4; ~O,12; Psah . Hebr. 72,1; Prov. 20,9; cfr . 1 Ep.

Tim. 1,5; 2 Ep. Tim. 2,22

Be

10-1.

Te jlOl

... tljl

Is. 1, 11

<

ACTA PHlLEAE

10

1:;

20

2:5

LA

2,

IO ' 29

A TIl DI FILEA

Culdanus dixit:
Paulus non immolavit?, Fileas respondir:
Non. Absit.
Culcianus dixit:
Moyses non irnmolav r?. Fileas
respondit: Solis Iudaeis
praeceptum fuerar sacrificare
in Hierosolyma Deo soli.
Nunc autem peccant Iudaei
in lods aliis sollemnia
sua celebrantes .
CuIdanus dixir:
Sacrifica iam . Fileas respondt: Non sacrifco.
Culcianus dixit:
<~ Animae hic curam
fadmus. Fileas respondt:
Animae et corporis.
CuIdanus dixit:
Ar corporis huius?. Fileas respondit:

Be

2,

6 - 3,

I}

KOUAX]HX'VO" au'tw EI1tE.V

rr"'JAO, oux .t~Jo~v; . 'A".xp(voc,o

Ol].
Koux~cx'Vo" ET1t]EY'
>O

Mwcri, ouJx 'Buo.v; 'A["J.xp(vno' M]6[VOJ" 'Iou3"'Olj,

'tE't<XI~lYov]' Tiv etW .

J. Iv 'I,poooA~~', I'-~", [,C;; B.C;;.


v[J~ 3. &1'-",~,ciVOuOlV 'EP[palOl
l[v dcAJA[oJ3"',,[J
Bp~o[x<"';
t",[u,,;;~ l"j;,ovn,.
:5 Koux[t<Xvo~- ~u't]6l Er~EV'
e[o~v AOl"V. q)lAM 0""x~[(v""o OU Bw.
.

,O:,

KOU[XL<XVOr;
CXU'tW El1tEV'
.

qr~[xi,
10

Ev,,,,BOl lmI'-A<lOlV

1t[OlO~E-e<x _

A1tE.Xp(vcx'to'

['Yuxi, x",l OWI'-""o,.J


~louAxl<xvot; <xu't~ T1tEV'

[To aWf.Lcx'tor; "tO'toU; 'A1tE-xp{veX'to']

appreso a farlo . Culdano disse: Ma non feee sacrifid anche <


PaoIo?. Filea rispose: No. Lungi da me . Culdano disse:
Mase non fece sacrifici?. Filea rispose: Ai sol ebrei era stato
comandara di sacrificare in Gerusalemme all'Unico Dio. Ora invece peccano gli ebre, celebrando in altri luoghi le loro festi- <
vid.. Culdano disse: Sacrifica dunque. Filea rispose: Non
sacrifico. Culciano disse: Si rratra gu dell'anima ( =: della vita)>>. Filea rispose: Dell'anima e del corpo. Culciano disse: <
Proprio di quesro corpo? . Filea rispose: PIopdo di quesro
12. Non. Abril: Non AB, cfr. O Be: 2,7, Absil T

,6'7 . sacrificare ... soH: in ihero.

solim~ (eh 1: -am eh 2) deo SI1aj(icare. Sol; e h 1.2


18. Nunc alltem: a. n. e h 1.2 [
ludaet om. ABO
23 . jOcn/tco: cabo B
2:;-6. Animae h.c. facimus: C07pariJ
h.c. gerimUJ ~
2:; . Animae: Anima R.... I hic curam: iaCl1l1rJIIJ e h 1.2
27 . Ani_
mae et carpons: C. e. a. T I el: oc B
29. Al ABO: A d ( _ Al) RWFMT An eh 1 2

Hal

I corporis: curam

e. MT

I huila: tWts

. ,

}, l. "ltPOO"OAu-ta: Be
Bo :5,12: 1totou(J.t9cr:; Pi

10.

ltotoj.lt9a:. sic disringuere: malue:rim, cfr. La 2,26 e t

ACTA PHILEAE

JO

3S

La

2, JO ' 4J

ATIl DI ALEA

Corporis huius ~).


Culcianus elixit:
Caro haee resurgit? ~~.
Fileas respondit: Ita.
Culcianus rursus dixit illi:
<{Paulus non negavit? .
Fileas respondt: Non. Absit.
Culcianus dixit :

IS

lO

Corpons ad e MT

31.2. Culcianus ... haec om. AB

<.

32. resurgit RWMT,

Hal efr aY(aTa'tou Be 3,16 -gel ABFOCh 1.2, Mu


33 . fileas: sanctus praem. B I
Ita: utique MT et14m AB
}4 . nmus (RWFMOCh 2: mtSuflI eh 1: iterum n, cfr.
8wu.pa: Be 3,18 el ClU9L~ Bo 6,5: om. AB I iUi : Ile FO om. AB
36'43 . Non. Absit
.. . non non: NtqU4qllam AB
36. Absil om. T 1 post Non. Abril lacunam staL Mu
p. 347 DI . 23 el Pi p. 17 allatis Be 3,2 1-4 ,3 et Bo 7,2-7
41. did/: -xii TCh
1
42 . Sil sermo vester RCh 1.2, cfr. Ev. Malth. 5,37: vester sit mmo MT sit ve
Jtmm W, cfr. Ep. lae. 5,12, sit vestrum illramentu111 FO
42-3. Sil

sermo ... non non Ev. Matth. S,37 (cfr. Ep. lac. 5,12)

oam <PV7Ja6t~~vo,;

'A"i,xp(v,,<o O Airw.
4. KOU]AX[''']vo, .ta", ':'<",
~v <XTJV <wv p"a,).[w]v
d,.v 'O] "<~ l[ri6> [&.toaoc,
".toaov X", ""] . 'A[",xp(v,,<]?
O aurx]'[XWPTJ<'" -/.tTv .tVV"I

Ego iuravi.
Iura et tu. Fileas respondit:
Non est nobis praeceptum iurare .
Sacra enim scriptura dicit:
"Sit sermo vester: est est,
non non l l .

)0

14 - 4 . 5

T[o]il [aw.t"<o, <o]~<?u.


Kou).x[~avo~ a't~] tl7tEV"
OH a&p~ a[-rr] a.v(a't~'ta~;
'A",xp(v,,[<o Ni"l.
KouAx~a;vo~ 3E'tEp[a] a't~ eI1tEV'
IIl,:,ciAo~ O[;] ~pvi[a],,<o;
'A7t]Explva-ro' O, ~~ rt\l~~:[o
KouAxl]avo~ alh;> tl7tE.v

TG,

40

Be },

carpo. CuIdano disse: Questa carne ha la possibilid. di risorgere? , Filea rispose: Si! . CuIdano gli disse di nuovo: Paolo
non era un rinnegato? . Filea rispose: No. Lungi da me! ~). CuIciano disse: lo ha giurato. Giura anche tU}). Filea rispose: Ci e
stato comandata di non giurare. La sacra Scrittura infa tti dice:
uNel vostro parlare SI sia 51, e no, no" .

23 . a1t]txpa:w'to Be
<1, 1. wj.lClaa~ Be

iuravil

}. Possis eliam scribere "O o:u.o~

ir~ w.too tr: (Quod ego ipse

288

ACTA PHILEA E

La

3, l ' 18
ATTI DI Fll.EA

10

15

3. Culcianus dixit: Paulus non


erat persecutor?. Fileas respondit: Non. Ahsit.
Culcianus dixit:
Paulus non erat idiota?
Nonne Syrus erat? Nonne syriace
disputabat? ). Fileas respondit: N<on>,
Ifebraeus erat et graece
disputabat et surnmam
prae omnibus sapientiam
habebat ).
Culcianus dixit:
Fortasse dicturus es, quod et Pla~
tonem praecellebat? . Fileas respondit:
Non solum Platonem, sed
etiam cunctis
prudentior erat. Etenim
sapientes suasit. Et si vis,
dicam tibi voces eius ).

Be 4, 6 - 5. 7

289

>

Tjv a] 'W"]n,[,; 'A1tE"PlV"h[o' OiL


KO]UA"[''']VO[, aE]p" "u<<!> tT",v '
II],,(;~~, O~ [ijv] ta'WTIj,;
.
ou l:[po,] ~v; ou l:ue,,,,l a,,10

)..E'tO;] 'A1tEXp(\lCX'tO O'


'E~p"to,

Tjv] ",,[1] 'Enrvca[<l


a"Aly]? ""i ~do 1tpw<l'"
d)(EV ",,] 1 1tpO~yE[V
1t"V<],.
., K[o]u~",["vo,
"u<]>. d1tEV'
..
5. ITeXv<w[,] A<YEe, 0" ""1 ITAeX'tw\lo[c; xpd]nw\I Tv; 'A1tEXplva['to'

Ou' ~[vov <~] ITA:<wvo" &do


x["l 1teXv<wv] <>v 'I'~Aoa'fw[v
, 'I'[']A[oao'l'whEPO, 1v ""l ydop
,,[,,]1 [1t.xv<",i" <1tEea[Ev]. d 8E ~[o
AlEe, a,Ocia'f aE -:[do,] 'l'wv.x[,.
3. CuIdano disse: Ma non era forse PaoIo un persecutore?.
Filea rispose: No. Lungi da me! ). CuIciano disse: Paolo non
era un ignorante? Non era un siro? Non discuteva in siriaco? .
Filea rispose: No, era un ebreo e discureva in greco e possedeva
piu di ogni altro la sapenZ3. CuIdano disse: Dirai forse che
egli superava perfino Platone? )). Filea rispose: ( Non solo Platooe, ma era anche piu saggio di tutti gli altri. Infatti, sapeva per
suadere i sapienti. E se vuo, ti diro le sue paraJe .

J,. 12 . PtlU/US.... ~ecUIOr: NonpersecutoT eral PauluJ B nonne perseculOT eral A


2.
Fzleas respontJ: A bszt T. F.. T Quz T. A 1 ~O". Absit: No" ABT, cfr. ou Be 4,6 recte?, om.
T
4'" Pau/us ... rynace: Nonne zdzota el (A: ac Bl Syrns eral ac syriace AB
Nonne: Num O I ryriace: syrice M
6. Non FOCh 1.2 , cfr. ou Be 4,10: Na~
RWMT, HaI om. AB
7. el: ac B
11. Fortasre: Forte Ch 1 I et: ms
F . I~ . Pf:1tonem: ne 0'1." corro M_
1' . eliam: el A
16. pnuknfior : philo.
sophl5 sapsentlor AS , ch. 1ta'ol"t"~v "tw~ ftAOa6fWv fLAOaofw.tpol: Be ',4.' et Bo
10,1.'.7, recte?
16-8. Etemm ... ems om. AS
17. sapientes: tibus O Ch 1.2 I
suaStt: persut1Szt Ch 1.2
18. voces: sennones T

J.

S.

tAtvrcr"t[~
l .

Be

Xpl"t]'"t"OV Be

IZ . 1tpw'u[a Be
6 . t1ttOV Be

4, 6. OtwxnC; cfr. 1 Ep. Tim. 1,13; Act. Ap. 9, 1.20


8 lhwnv; cfr Act Ap
4,13 (de Petro el Ioanne)
U . ' Eppatol: cfr. 2 Ep Coro 11 ,22; Ep. Phi!.
3,5
,Il ' l~ 'EAATj'olLati lhtAirt"to cfr. Act. Ap. 9,29; 21,37-9
,,6. n:aV"t!X1: tn:ttOEV cfr. Act. Ap. 17,183 4

<
<

<

ACTA PHILEAE

20

15

30

35

La

3.

I9 -

A'ITI DI FILEA

36

Culcianus dixit:
<~Iam sacrifica. Fileas responrut:
<~ Non sacrifico .
Culcianus dixit:
Conscientia est?}). Fileas
responrut: Ita .
Culcianus dixit:
Quomodo ergo quae ad
filias tuos et coniugem
conscientia est
non custodis? . Fileas respondit:
Quoniam quae ad Deum est
conscientia eminentior esto Didt enim sacra et divina scriptura:
"Diliges Dominum Deum tuum, qui
te fecit" .
Culcianus dxit: Quem deum? )>.
Fileas extendit manus suas

Be

5, 8 -

6, :z

Ko[uAxlavo~

au'ti:> Et1t]E.v
8uaov Aomv. ' A7tE.xpt]va't~
'0 00 Sw.]
K01J)..xlavo~ au'ti) E.11t]E.v
~uv.(3ra(d l[CTtLV]; <I> lA[""
cx,tE.xplvaho Na.
Ko[u]h[,i~v[o ~O'<ii .[t]".v
~v; 6.[leX] b -cTv ';pb, ,[iv
Yuvatxa xatt] --ca ~.X~~ ~[o~
x",t ,ou, &3[.]A'I'0U[,] au~['3r~lV ou <p[uA<x]a[aOlk; 'A".x[p(v",~o "O" -I ,,[po,] ~ov 'st~]o[v
20 ~]vE.3Y)att; f..I.d[Cwv E;-C(~' Al
iOli ieXP -I S.. '" [ip"'<pir
'Ar[",]1tiou, ~[ov S.ov ,ov "Ol'
ia[a]vt<x a<
6. <]01Jixl[a]~o~ atJ--ci) d1tEV 'f~~~ 9E.v;
<I>lA[",,] eXv",,,,v"" '''' [X"p",,] ",[O,o]

" rrw,

Cu1ciano disse: E ora che tu sacrifichb>. Filea rispose: Non sacrifico. CuIdano disse: E questione di responsabilita?, Filea
rispose: Si~). Culdano disse: (Dunque come mai non guardi la
responsabilita che hai verso i tuc figli e tua moglie? }). Filea ri
spose: Poich la responsabilira verso Iddio e piu elevata. Infatti
la sacra e divina Scrittura dice: .. Amerai il Signare Dio tuo che ti
ha creato". Culciano disse: Quale dio?)}, Filea stese le braccia

20. Fileas: qui AS I mpondit: Jixit T


1I. sacrifico: cabo eh 1, liueris ,ca- (sic!) po.
stea expuoctis
23-'. COnJcientia .. . dixiJ am.
23 . nt: tibi e. AB
17 .
el: ac B I coniugem: 'g~ O I post coniugem Pi p. 48 aliqua in La praetermissa suspicatur
cfr. xcd 'tour; &OtAcpOr; Be 5,17{ Bo 11,9
30. Deum: Dominum T
30-l. es;
comcienlia: c. e. eh 1.2
}2. sacra el divina scripttlra: J. scrip/ura et d. W S. scrip/ura
M d. scriptura AB, cfr. ~ 8da yplXcpTJ Be 5,21/ Bo 11,13, scriptura T
36. ex/endit:
-MnS A, cfr. avcndva:~ Be 6,2 et ado. crit. iofra ad 37 I suas am. AB

20. .tt~WV Be

16. YUVtXIX Be
6,

2 . aVIX-rl\l(l~

22 .

aya1ti)O"tt; Be

Be

19-20. " Q'tl .. lat(v cfr. Act. Ap. 4,19; 5,29


22. 'Aram;atlr; -rov 8tO\l cfr.
Deut . 6,5 a:ra:rrfO"tt!; xptOv tClV atV (JQIJ (similiter Ev. Matth. 22 , .n~ Ev. Mare.
12,30; Ev. Luc. 10,27)
22-3 . 'tOY nmfaa.v-r.x at Eccli. 7,30 ay:1trO"ov "tOV1tOl"]aIX\rt: Ot, cfr. Ps. 94,6

ACTA PHJLEAE

La

3. 37 4. T2

ad caelum <et> dixit:


Deum, qu fecit cae
lurn et terrarn, mare
40 et omnia, quae in eis sunt, crea
torero et factorern, dominurn omnium invisibilem, sine
<se>ductione et inenarrabile<m>
qu solus est et permanet
45 in saecula saeculorum, amen.
4. Advocati Fileam in plurimis
loquentem prohibebant
dicentes ei: Cur resistis praesidi? . Fileas respondit:
5 Ad quod interrogat me, respondeo
ei ~).
Culcianus dixit:
1am sacrifica. Fileas respond:
Non sacrifico. Animae meae
10 parco. Quoniam non solum
Christiani parcunt arumae suae,
verum etiam et gentiles,

37 eJ dixi/: dixil RWAM, cfr. tlntv Be 6,3, tecle?


39. el om. B, cfr. Ps. 145 ,6 I
11tIJ~ om. T
. 40'}, c~'orem ... illel/Qrrabilem om. AB
41. el add. s. lo
F
. 4.1.-': .domll/tlm ommum (o. d. eh 1.2) invisibile",: o. visibi/imn el il/visibi/ium T
~um mvmb,/mm o. M . ~l -.3. sil/e reductiolle WFO, e gr. .i"t"ptr...tOV Bo 12,5 mate
lntel1ecto ($ apud Ha\) : sme mductiolle RM, om. TCh 1.2
43. il/enarrabilem: .Ie
RW
44 . ese el om. T
45. amen expunx. F
4, l. Advocati: advocati au/em AB
2. toquen/em: loquentem pmidi T
J dicentes ei: dicentes AB, c~~ . Aiyovnt; Be 6,11
5. Ad om. AB, cfr.' Be
6,13
5-9: Ad .... sacnf,~o om. eh 1.2
6. ei: illi o
8. Fileas: Qui
A
9 A1IImae: antmae emm ABT
10. Quoniam: qllantam auJem FO
12 .
VfflJm: sed T I el om. ABTCh 1.2

ATTl DI FILEA

~l~

Be 6, J -

[7

293

"tev] oupcxvev ~r1t~[v'

Tov a<ovi ,ov "Ol'a~[v,,, ,ovl oUP'"


, vov x"tl 'tiv Tiv [x"t "" a"Mlaa",
xcxl 1t(v"t]~ "t0: 'l~ [cxlJ-toT;, 'te]v x~(a
't1jv, ,ov 31ri~LO[uPYv, ,olv o.. .
cmnv,]
<.
>

<or 8lXOArOl 1.1tL tAcTov ACXAOV"tCX>


10

"tev Cl>~Ai]cxv "t0 [Tr~!iVl lx-

wAuov Alyov,[<k T( &v[a("",,


a,,' '''' ilY<fL6[v';1 <I>,~, [d"l<v'
'E1t<lpw,~ [fL<l x"t &1toxp(v[oll:''''
15

cxU"tii>].
KOUAXlCXV]O;

cxu"t[~ ~]T1t~V

ElGaov Ao",6vl. " A,,<xp([v",lo'


ou awl
<.
>

verso il cielo e disse: 1ddio che creo il cielo e la terra, il mare e


tutte le cose che sano in essi, il Creatore e Fattore, il Signore invisibile di tutte le cose, immobile, inenarrabile, che solo e e rimane nei secoli dei secoli, amen~).
4. Gli avvocati cercavano di fermare Filea che si dilungava a
parlare, dicendogli: Perch resisti al prefetto?. Filea rispose:
Su quanco mi interroga, io gli rispondo. Culciano disse: Sacrifica, insomma . Filea rispose: Non sacrifico. lo risparmio la
ma anima. Poich non solo i cristiani risparmiano la loro anima,
post 17 lacunam 4 versuum stat. Pi, p. 52 (per errorem, ut mihi rescripsit), cfr.
275 nt. 1
6,4.6.

Tov atOV

oo.

SU pnl

p.

"t"a: lv ati"t"otc; Ps. 14 5,5-6, cfr. Exod. 20,11; Act. Ap. 4,24; 17,24

AITl DI FILEA

294

ACfA PHlLEAE

La

Be 7, l ' 1)

295

4 . 1) - JO

7. ~xo.m ["lV] :EwxpcXnr ~v(x",

15

20

25

accipe exemplum Socratis: cum


ad mortem dueeretuI, adstante
ei coniuge et
filiis non est reversus, sed
promptissime c<amuro> suscepit .
CuIdanus dixit :
Deus erar Christus?, Fileas respondt:
Ita.
Culdanus dixit: Quomado
persuasus es de <e>o,
quod deus esset?, Respondit
Fileas: Caeeas fecit videre
surdos audire; leprosos
'
curavt, mortuos suscitavit,

~1tl 8~[C('tov l1]r~'tO, 1tC(P~<TtwcrrC;;

",[,,,, 't1i~] T[u]v",,,,"~ x",i ,,;'v


,[<xv]w[v, Ox] &[1t]<""'pcX~~, "n"
t,[o(.Ljw[~ ,,, XlV<hov i8<X<['0 ..
KOUA[x"UXV"~ "',,,, <ij1t<~ : ' Hv
X[pl;"'''~ e<6,; A1t<xp(~;",o . .
N[IXl.
~[OUAX~c(VOC;; ClU't~ e.L1tEV'

<.

>

l-acx't[o, ",e.XpOl U1t cxu'tou cx",e.O"'tcxv'0, ,oo[~ "AcXAOU~ AIXACLv .owx<v


x",i [~on,,~ v6aou~ ie<pcX1t<uo<v

mutos laqu donavit

JO

et inEirmitates multas sanavit.


Profluvium habens mulier terigit fimbriam
vestimenti eius et sanata esto

lJ.
corc
1 ) '4 - Sacm/a:
cum .., ducm lur ; in sententia 1 . Socratil:
d . .d dSacrate; OT,
.M
tma IV! en a exemplar
secutus
sum cfr. Be 7,14

T
. S graecum
dI
"
15 el.: 51b t T I el' cum

O I~ contum apu Ha, cfr. "[o X{o)vetOV Be 7,5: camus RWMT eamum
12
. u eanus mortem F morlem AB
18-2-'1 . Cu/cianus ... I"ci/om AB
.
plographiam
u . {JefS/UlSUS es: sum
Ch 1.2 I de eo' d R'W ' pcr haF
2) m et RFMOCh 1 2
I W
. eo
, expunx.
RFMCh
F. r. WOT
. 2' cor\ s" d ' . : e1I
, "M' TTWK
2)--'1 .. Respolldit Fikas
1
4
VI ere. v. .
26. euravll: mundovit TCh
. 1._ 27 Mmutos (multos F""l loqUl donavit: mutis loqueJam restituit Ch 1 2
8
mu<:"s: %~~s ac
29 -)0. ProlluviunJ .. . sanata esl: haec yerba nec in Be ~ec in Bo ~ .
pcrlU ntur; quoquo modo exemplari latino addita suspicantur e t Ma
36
P' e56
29. Prof/uvium: I/uxum (7: prof/uxum Ch l.2) 54nguini TCt 1 2 e} lEPo
Matlh. 9,20
s
. , e r. V.

Ch

~t

easum

1.2:

A<1tpood

,o

e:'

roa persino i pagani; eccoti l'esempio di Socrate: quando stava


per essere condotto a morte, pUf standogli vicino la moglie e i figli, non torno sui suoi passi, ma fu prontissimo a prendere la cicuta. Cu1ciano disse: Cristo era Dio?. Filea rispose: Sh.
Culciano disse: Come mai ti sei persuaso che Cristo era un
dio?. Rispose Filea: Fece vedere i ciechi, udire i sordi, guarl i
lebbrosi, risuscito i mord, dono la facoIta di parlare ai muti e risano moIte infermita. Una donna, che soffriva di emorragia,
tocco il lembo del suo ves tito e fu guarita. Opero molti altri segni

7, ).

yuVtXO~

Be

1 0- 2 . At1tpOU~ . o.Vtcn:IX\l""tO cfr. Ev. Matth. 11 ,5; Ev. Luc. 7,22


12 . -rou~
&:AO\); ACCAtlV r8WXtV cfr. Ev. Marc. 7,37
1). XIXt ... 19tpci1tt1JO"tv cfr. Ev.

7.
4, 24-6 Caeeos
Ev. Marc . 7.37
9,20

suscitavi! cfr. Ev. Matth. 11,5; Ev. Luc. 7,22


27. mulos /oqui
29-JO. Prof/uvium .. . sanata esl cfr. Ev . Marc. 5,2,-}4; Ev. Matth.

Matth. 4,23; PS. 102,3

<

ACTA PHILEAE

La

4,

J! -

Et alia multa signa et prodigia fecit .

Culcianus dixit :

35

40

ATTI DI FILEA

44

Est deus crucifixus?. Fileas respondit:


Propter nosrram salutem crucifixus est;
<et> [crucifixus] quidem sciebat <quod >
crucifigendus erat
et contumelias passurus, et dedit
semetipsum omnia pat propter
nos. E tenim sacrae
scripturae praedixerant, quas
Iudaei putant se renere,
sed non renent . Qui vu1t
ergo venia t, et aspiciet si
non ita se haec habent.

Be

7,!4 -

8,

' 97

xa[, IX),),a "0),).& cr1JfLia E"o(Ta.v.


Kou[Axlavoc; au't~ t!1tE.v
'E[;"'a"pwOT O.,; 'A".xp(v.
a[,o "Ev.x.v -rij, aW<Tp(a,
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15

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]"a,
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e prodigi ). Culciano disse: Un dio fu crocifisso? . Filea rispose:


SI, fu crocifisso per la nostra salvezza; e pur sapeva che doveva
essere crocuisso e patire contumelie e nondimeno of&l s stesso
per soffrire tutte le pene per noi. Infatti le sacre Scritture avevano predetto queste cose: gli ebrei ritengono di osservare queste
scritture, ma non e vero. Percio, colui che vuole, venga pure e
vedra se le cose non stanno cos1 ).

JJ . respondit: dixil Ch 1
34. crucifixus es/: e. c. FOeh 1.2
3.5 . el quidem
TCh 1.2, H al: equidem FO crucifixus qui<m RW qttiMm M, om. AB I sciehat: s. mim
AB, om. eh 1.2 I qtlod ABFCh 1.2: quia OT, add. s.1. M, om. RW
)7. ptWllrm:
-ras Roe I el:: oc B el quod Ch 1.2
J8. semetiprum: remetipsum hoec AB I pati om.
Ch 1
J9. nos: nos sciebat e h 1.2
41. putant se: s. p. WA
42'4. Qui ...
4J. ospiet RWMOC": -at OTCh 1.2, corro FM, -olur Fot
43-4.
haben/om. AB
Ji ... habnt/: si ita se non habel T

4)-4. si non .. habcnl cfr. ACL A p. 7,1

8. Quod attinet ad dispositionem huius columnae, videas adnotationem in calce p. 275


adscripta m
r8. ijOtt cfr. Ev. ,lo. 18,4 do~ t:..,;Cl .0:
14. xa! ... lnoTt0w cfr. Ev. lo. 20,30
,88. , . a-tClUPW9iOt'UI XClI U~pl~t'UI
lpx.t.tva. in' uu.\I; cfr. bid. 13,1
dr. Ev . Mauh. 20, 19
8, I-J . xat lOwXLv .. . 01' ~ ....at; dr. Ep. Tit. 2, 14; Ep. Gal. 1,4; 1 Ep. Tim .
2,6

3-4 .

XCl t

r o:p ... lrouaw cfr. Ev. Luc. 24 ,257

<

XXIV

A.A.R. BASTIAENSEN

Cristo che era riservata ai passi della Bibbia, d'ora in poi inseparahili dalla liturgia eucariscica.

6. JI martire come eroe della Chiesa


N l'imitazione della glorificazione pagana delle vittime eroiche
della tirannia, n la venerazione giudaica dei profer martirizzati
sano all'origine del desiderio cristiano di scrivere gli acta dei
propri martirio N si teatta d'una esigenza cristiana interna, di
un obbligo di descrivere il martirio dovuto a una identificazione
con Cristo, ,sia ch,e si considerasse i1 martire quale testimone ispirato della nvelazlOne neotestamentaria, sia che gli si assegnasse
un posto Del sacrificio eucarstico, cioe nella preconizzazione
della marte e della resurrezione del Signare. Ma allora, se n gli
esempi esterni n un qualche obbligo direttamente proveniente
dalla dourina o dalla vira cristiane hanno spjnto i cristiani a scri.
vere gli atti dei loro martiri, perch mai essi si sano decisi, casI
spesso e in tam luoghl, a mettere per iscritto questi resoconti?
Ch.e ,cosa li ~pingeva? La risposta e probabilmente semplice. Gli
attl In questlone sooo un prodorto spontaneo dell' ambiente cri.
stiano e delle circostanze specifiche. La formula e certamente
banale, ma sembra possibile foroire qualche prava.
Fondamento dell'attitudine dei cristiani in materia e la loro
convinzione della grandezza e della dignita del martirio. TI privi.
legio della confessio circonda il marrire d'un'aureola parricolare.
Dio l'ha eletto per essere suo testimone: egli e un privilegiata,
og~etto di venerazione per i suoi parenti, la sua famiglia, la
Chlesa. Quando Perpetua e in prigione, suo fratello viene a farJe
visita: non e piu con il semplice appellativo di soror, roa con
quello di domina soror ch'egli le rivolge la paroIa, la dove domina
esprime l suo rispetto dioaozi aquesta sorella chiamata alla testimonianzaj e aggiunge che ella e in magna dignatione in stato
di gr~nde dignita, SI da poter domandare a Dio gra~ie speciali
(Passto Perpetuae 3, 1). Mezzo secolo piu tardi le lettere di Ci.
pri~no ai conf~ssori d~tenuti nelle prigioni o oelle miniere, spes.
so 10 artesa di eseCUZlone, sono lettere di felicitazioni che non
cessano di decantare I'onore del quale Dio li ha gratific~ti. Cita~o ad. esempio .qualch.e riga d 'una lettera, da lui inviata a preti,
dlacom ed altn fedeli che si trovano nelle miniere. La prima
locuzione e gloria vestra, la gloria che avete acquisita e la lettera continua: Ho il cuore colmo di gioia per i1 vostro' coraggio

lNTRODUZIONE

XXV

e la vostra gloria [. .. ]; vengo a sapere di voi tante e tanto gloriose


imprese, delle quali Dio s'e degnato di onorarvi [.. .]; il Signore
v'ha innalzati a11' apice della gloria [... ]j le miniere che di norma
forniscono oro e argento hanno mutato natura e sano divenute
ricettacali della vostra passione [... ], e cos1 via; il tuno coronato, per casI dire, dal versetto dei Salmi che sempre ricorre a
proposito della morre dei maniri: la morte dei giusti e preziosa
dinanzi a Dio (Ps. 115, 15, secando la piu antica traduzione lati
na; Cipriano, Epistulae 76, 1, 1 sgg.). E a proposito dello stesso
Cipriano. il suo biografo Ponzio ci da prava d'estatica arnmira
zione riguardo ai motivi di trionfo che il martirio del SUO) vescovo ha prodotti: le somiglianze tra la passione di Cipriano e
quella del Signore (ved. sopra) e, nella stessa vena, il fatto che il
popolo di Cartagine durante l'ultima noUe del vescovo vegli nella strada davant alla casa ov'e detenuto, alla maniera della vigilia pasquale annuale, durante la quale la Chiesa celebra la morte
e la resurrezione del Signore (16, 5)j infine, lo speciale favore
per cui Cipriano risultava il primo vescovo di Canagine che fosse anche martre (19, 2). Per quanto ricercate, idee e formule
sano nondimeno indicative d'una mentalita che scorge nel martirio il piu alto dei privilegi. Ponzio, qu, e interprete delle idee
della Chiesa di Cartagine e delle altre comunita cristiane.
Cos1 stando le cose, si comprende come, una volta compiutosi
il martirio, la Chiesa locale si raccolga sul luogo d' esecuzione o
di sepoltura del testimone di Cristo: ogni anno essa vi si riunisce
per celebrare l'anniversario della sua passione. La comunita cristiana fa propria la costumanza pagana in onore dei mort, pur
cambiandola in maniera notevole. Mentre le famiglie pagane si
radunavano il gioroo della nascita terrena del defunto, la Chiesa
si riuniva il giorno della sua nascita alla gloria, vera e proprio
natale del cristiano, suo giorno di festa, giorno di {esta ugual.
mente per la comunita l . Ecco l'ambiente, il contesto, l'atmosfera entro cui sano nati gli acta martyrum. Nulla di pu naturale,
per la Chiesa, che voler possedere per iscritto la storia della con
lessio dei suoi erol. Un tale referto di resa testimonianza non solo
era ricordo del trionfo riportato, ma egualmente materia d 'istcuzione e d'incoraggiamento per gli altri membri della comunita,
chiamati anch'essi, magari, a rendere testimonianza. Per gli ahi

Cfr. P. Jounel, Le culte des

saints ~

.... p. 767 .

ACTA PH ll.EAE

10

r5

20

lA

ATTI DI FILEA

5. I - 20

5. Culcianus dixit: Memento)


quod te ho <no>raverim. In dvtatern enim tuam potuissem te
inuriarij volens autem te
honorare non fed, Fileas
respondt: (~Gratias tibi ago et
hanc mihi perfectam
gratiam praesta .
Culcianus dixit:
Quid desideras? . Fileas respondit:
Temeritate tua utere)
fac quod tibi iussum est .
Culdanus dixit: Sic sine
causa mori vis?.
Fileas respondit: Non sine causa)
sed pro Deo et pro veritate_
Culdanus dixit:
Paulus deus erar? . Fileas respondit :
Noo.
Culdanus dixit:

Be 8, 8 - 9, 6

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Xcipw
I

"tau't1\v n'}v
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ly"'l xoc[t

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[ElkpYEO"((XV xcXplaClL.]
[Koux'OCVO~ oc,h<i>l <[["l<v'
T( 8<laOC'; ,A,,<lxp(v[oc,O

>

9. 'A1tEXplvcno' OUX 1tAW~t


tiiA<x 1tEP tiA1l9ElCl~ X<Xl OEO.
KOlJAXlClVOC; ClO't4J d1tE~'
ri~i;),o~ e<o~' 1jv; ,A,,<xp(voc,o'
O.
KOUA~~a.VO~ ClO-rif EL1tEV'

" 2. ~~n.o,?v~,!, : horavmm R


. 2-4. In civitatem ... iniuriari: cilJitatem tuam potuissem .tibi UltUf"Um O
2 -}. b, ctVll4tem ... tuam RWF'C: in civitate .. . lua ABFMTCh
1.2
}. enim om. F J potuimm le: l. p. BT cum p. F
4. iniuriari RWFM -re
ABTf'"< inhonorare ~h .1.2 .
4-5. volens autem te honorare: sed AB
4. all~m:
anu T
5 fect: JlStub eh 1.2
7. pt'rfectllm om. W
10. Fileas : Qui '
AB
Il . utere: uUn! AB
12. iussum: visllm
13-7. Sic .. dixit om.

5. Culdano dsse: <~Ricordat che io ha avuto riguardo per te.


Infatti, avrei potuta recarti oltraggio nella tua citdl, ma volendoti
onorare non lo fed. Filea rispose: Te ne ringrazio. E tu fammi
questo sommo fa vore. Culciano disse: Che cosa desideri? . Filea rispose : Fa' uso della tua severita: fa' do che ti e stato comandato. Culciano disse: Vuoi morire cosi, senza ragione? .
Filea rispose: Non senza ragione, ma per Iddio e per la veridl.
Culciano disse: Paolo forse era un dio?. Filea rispose: No.

MT
14. mori vis: v. m. B moriens eh 1.2
16. pro veritllle: vmtale AB cfr.
Be 9,2, recte?
17-.26. Culcianus ... faciebal; quae nostee textus hic de Paulo' apostolo exhibct, Ma p. 40 transponere (cfr. supra La 3,1.8), Delehaye (1922) p. 306 ddeee
malebat: cum et Be 9,}.11 et La fere eadem eodem praebeant loco nihil mutandum esse
n?nc ~pparet ICu!cianus ... faciebal om. AB, per haplographiam, u~ videtur
w. diXII: alt

299

9-10. --d\I "ttAtCl\l ". e.ut.pyt.O"Clv cfr. Ep. Phi!. 1,21

"to

oX1to8IX\lt.t\l xpao~

30

ACTA PHILEAE

La

5, 2 r - 40

ATIl DI Fn.EA

Quis ergo erat?~>. Fileas respondit:


H orno similis nobis,
sed spiritus divinus
erar in ee; et in spiritu
25 virtutes, signa
et prodigia faciebat.
Culdanus dixit:
Beneficum te dono fratd tuo .
Fileas responrut: Et
JO tu gratiam hane
perfectam mil praesta : ute<re>
temeritate tua
et quod iussum tib est,
fae .
), Culdanus dixit:
Si scirem te indigere et si<c>
in hane amentiam venisse,
non tibi par
cerem. Sed quia substantiam
40 multam habes ita ut non

ll .

Quif: Quid MT

l.J.

div;rtul: Jillinitati5 eh 1.2

2'_ virtutes: virtutis P' veritas eh 1.2 I signa: el s. FT

Be

9, 7 ' J O,

31

'Ande [,](, ijv; 'A1ttxp(v,Ho' Av


9pw1tO, .xv9pw1to, 5.
ou[
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KOOAx[~a\lO~ \Xu"t~

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ET1tEV'

B~V[~~(XlOV ,,; <i5tA~ci oou


)(<xp([CO.t<Xl. 'A1ttXp(v<x,o' K<xt
-riv EUEP1EO"lav
"tE).,[Eot;\l E~ot XPlO"\Xl, T
&1to["tO~(~ croo xpiiO"a~
xal 1:[0 XEAwcr9\l O"m
1tAi[pWOOV.
20 Koox[t\X\lO~ CXU"t~ E.l1tEV
El 3[El'oI O"E xpElCX\l EXO\l"tO:
E~[9tiv e.l~ 'tCX"tTjV 1:1v a\lm10. 0:'.1 Wt; &<'.1> ~VCX 1:01:WV, oux 1}VE~
XWrV croo' E1tEt3i 1tEplOOO"lO:\I
oux O).,("'(1jv EXEt;, wO"n ou fi-

l'

24_

spiritu: piritu ipso

26. el prodija om.


JO-1. yatiam honc per-

ero [~CX"tTj\l

CuIdano disse: Ma alIora, chi era?. Filea rispose: Un uomo


simile a noi, ma in lu v'era spirito divino; e in forza di questo
spirito operava miracoli, segni e prodigi. CuIdana disse: Ti dono come favare a tuo fratello . Filea rispose: E tu fammi questo
sommo favore: fa' uso della tua severita e fa' cio che ti e stato comandato. CuIdano disse: Se sapessi che tu sei indigente e che
per questa ragione sei pervenuto a tale pazzia, alIora io non ti risparmierei. Ma dato che hai molte sostanze, tanto che puoi nutr-

T
28. Bfflt1icium: .qm F -o O I/ratri lIJO; mms tui O
lectam: h. p. g. eh 1
} L utere ABMT: ul el RWFOMoc el eh 1.2
p. temeritate tua: -tem -am FO
33. el om. Ch 1.2 I iussum tibi tS/: t. iussum (TCh 2: virum
Ch 1) e. TCh 1.2 iussum e.t. AB
34. fac: lacias FO
36. el; ac B I sic: si
RWMT, om. A
]7. venisse: es T, corro M
40. i: el i. eh 1

9,

:S, 23'4 spirilus


in ro cfr. 1 Ep. Coro 7,40; Exod . 31,3; 35, 31 ; Ev. Luc.
2,25
246. in rpirilu ... faciebot cfr. Ep. Rom. lS,19

9,7.8. " Av6pw1to; .. &v6pw1to; SE. cfr. Act. Ap. 14,14 (de Barnaba et Paulo)

1'. oOtTVtxofLTjv
Be
Be

10, 1 '2.

3. ouX Be

T.ttt; o.toto1tCl6tt; l o.ttv V.tLV &v6pw1tot, cfr. Ep. lac. 5, 17

XCtl

<

32

45

ACTA PHILEAE

LA

5, 4I -

6, 8

te solum, sed prape cunctam provinciam


alere possis, ideoque
parco tibi et suadeo te immolare.
Fileas respondit: Non iromaIo.
Memetipsi in hac parco,
Advocati ad praesidem dixerunt:
1am immolavit in frontsterio), Fileas dixit: Non immolavi
certe, si vete sacrificare dicas).
6. Culcianus dixit: Misera
uxor tua tibi intendit .
Fileas respondit: Omnium
spirituum nostrorum
Salvarar est Dominus
Iesus Christus,

ATTI DI FlLEA

te so/um s 1 BMT, cfr !!vo\' O't Be 10,3-4, recte? I prope: pene ~~ 1.2 el
42
Ideoq/le RWAFM'~ : ideo BMOTCh . 1: 2
43. parco tlb/: 1, . P:
44 . ;mmo lo: ymm%ns T
45; Afemellpsl :'. parco Qm. A~ I Memellpu
RWP": mihimetips; FMOT ego mihimetipsI eh 1.2 I In ha' parco: p. 1" ~. Ch 1 p"

41

47. in frontis/erio: in frontiJ misterio Ch 1.2, om. O


48 . dlXIl: respondlt
1.2, cfr. ' Al'ttxp(va;.o Be 10,11
49. si vere sacrificare dieas om. OCh 1.2 I
F
interldit: i. l. Ch 1
3 5 Ommum spmtutlm nostrornm Salvator Salva lo' o
n~sl",um AS
4. spiriJUum: spinJUalmm T
5 es/om AST I Dommus dommus
noster O
7.8. eui ... ipu om. AB
7. vinetus add. s.l. W I vine/us urvio:
s. v. O

MT
AMTCh
dieas: al
6 1 tibi

6, 7. ~o vine/us Ep. Eph. 3,1; 4,1; cfr. Ep. Col. 4,3

10, 4' 17

33

\/0\1 aE &).,).,& xal l[mx]eXElO\I 0).,1\\1


, 9p~CXl ouvllEYO~, o,," ,o,o
cpE~a.LE\/Ot; aau'to 9ja~\/.

10

'A"Explycx-:[ol' O" 9w, t!:'CXU'


,ol I.y [,oh", xiooIlCXl.
Q[ 'o,~~AYO,' ~po,l -:oy '[-rlE[lll~cx d"cxy'
"E9uatv E.V 'te> crTjXpl'tql. 'A1t]EXp~cx,ol
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cui ego vinetus servia.
Potens est ipse

Be

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l. .
l .. w

re non solo te stesso ma anche quasi tutto il distretto, percio ti risparmio e ti persuado a sacrificare. Filea rispose: Non sacrifico. In cio io risparmio me stessQ. Gli avvacati dicevano al prefetto : Ha gia sacrificato nell'uffido privato. Filea rispose:
Certamente non ha sacrificato, se in verita per sacrificare si intende questo .
6. CuIdano disse: Tua moglie) poveretta) ti sta guardando.
Filea rispose: Di tutte le nostre anime il Signare Gesu Cristo e
il Salvatore: Lui io servo, in catene. Lui, che ha chiamata me

4 . O'o: t Se 1 t[l't(l1pXlOV Be
(?), cfr. La 6,7 SeTVio

,. 9p"', Ik

6. iplO'ClI.u.voC; Be

ACTA PHILEAE

34

La

6, 9 - 7.

qUl me vocavit in hereditatem


10

I 'j

20

ATIl DI FrLEA

gloriae suae, et hane vocare.


Advocati ad praesidem dixerunt:
Fileas dilationem pett.
Culcianus dixit ad Fileam: Do tibi
dilationern, ut cagites recum. Fileas respondit:
Saepe cogitavi et hoc elegi_
Advocati et officium
una cum curat<a>re et cum omnibus propinquis eus pedes
ipsius conplectebantur, regantes eum ut respectum haberet
uxoris et curarn susciperet liherorum. lIle, velut si saxo immobili
unda adlideretur, garrientium dicta respuere, deum in oculis
[habere,
patentes et propinquos apostolos et martyres ducere.
7. Aderat tune vir quidam agens turmam militum
[Romanorum,
10. Utle om. O I el: potesl el A potest ac B
13 . Culciomlf .. tibi: do tibi ait CulcionUf AS I od Fileam : Phyka O 1 post ad Fikam avulso folio des. M
14. eogjles: -01
W
~/ : oc B
16. el: otllem ~I A aulem oc B
17. eum Cllralore el, dr.
Be 11 ,9 el Do 16 ,16-7: om. AB I ClIfoIOTe: Itlrae (R, Iure W) RW Iura
O?<
17-11. et etml omnibm ... ducere: haec nec in Be nec in Bo inveniunlur: j3m

r,.

plurimi interpolalionem ex Rufini H in. Ecel. VIII 9,8 hauslam suspiclll i sunl , :dii aliam
ob eausam, ul 5imonctti (1955) p. 128 el passim, Ma p. 15 at . 1, KiJpalrick (1965) p.
219, Mu p. 350, Lan pp. 2}56, Pi pp. 25 el 70, 53 p. 214; consulas praefadonem pp.
256-61 el eonferas adnot. erit. ad 7, 1-10; 9,1 et 9-11
17. eius: itl/us T
18.
ipsius: illius Ch 2 eius T. om. eh 1 I conp/eclebanlur. i!lius add. eh t ompleeubomur T I
eUf!1 om. T
19. lile: sed i. A i. vera O, cfr. Rufjn. Ll.
19-11. si saxo ... duecre : mmobile saxflm deum ante oC/tlos habens parentllm et (A: ae B) amieonlw dicta penitlls
respuit AB
19 . laxo immobili: mllfe O
20. rerpuere: respuebat T, o'limo ad
ec/um lendere add. s.l. F, cfr. Rufin. lJ. I deum: dominum O
2 t. apost%s: salletos
pracm. s.1. F, cfr. Rufin . 1.1. I apostolos el martyres: m. e. a. pe, cfr . Rufin. 1.1. I dueere:
di/igere se diccbal opertere e h 1.2

Be

1I, 1 9

35

11. ~ .t< X<XAoa<x, <1, TIv XA~pOVO.tl<xV


~[;], .t~y~Ao1t~<[1td]<x, <x,oij.
Q[ 5['X]OA[}yO' 1tpO, 'OV Ty<.tv<x <I1t<XV'
Cl>l)..i~c; ~l]qJl\1 cdni'tcr:~.
, KO\~[)..Xlcr:VOC; ~,h]~ tI1tEv' ~WCJW CJOl

axo[q,<xa8<x" 'A1t]<XPlV<X'O' 'Eax,q,:


.t[~V 1toH:x", X]<X! ,oij,o dA.t~V.
Q[ 5<[xoAYO' X<X! .~ ,&,,] &1t[0]
.t~ ["!> Aoy,a-q
..

1:'''''

(.

>

nell' eredita della sua gloria, puo chiamare anche costeh>. Gli avvocati dissero al prefetto: Filea chiede una dilazione . CuIdano
disse a Filea: lo ti concedo una dilazione, perch tu possa riHettere . Filea rispose: Non una sola volta ha pensato, e questa e
la roia dedsione . GH avvoeati e il tribunale insieme al euratore e
a tucd i parenti di Filea gli abbracdavano i piedi, pregandoIo di
aver riguardo per la moglie e occuparsi dei figli. Egli stava immobile come una recda sbattuta dalle ande, disprezzava i consigli
dei chiaccrueroni, aveva sol tanto Iddio dinanzi agli occhi e considerava come suoi parenti e affini soltanto gli apostoli e i martiri.
7. Era presente allora un llamo che aveva il comando di una
squadra di soldati romani, chiarnato Filoromo. Questi avendo ve-

7, 1' 10. Quae hic narlamur de Philoromo, ncc in Be nec in Bo inveniunlur: totum hoc:
caput nonnisi adaptatio quacdam eSI veroorum Rufini, His\. EccL VIII 9,8, qui sua vice
mentionem quandam Euscb de Philoromo in suum vertens usum libere cum mart)'rio
Phileae eoniunxerir (vide pntefationem, pp. 256-61)
l . tune vir quidam age/t tUY
mam mi/itum R, mano SC{;., s. 1. addens vir quidam ogens turmam mili: tune lum R tune
tribumlS Ch 1.2 tribuntd tum WT tune quidern F tUlle ibi UntlS AB Romonflf qllidam O I
Romanorum om. O
n, 4. at'tt'tou Be

17-11 . propinquis ... martyres ducere Rufin. His\. Eccl. VIII 9,8
19-10. ve/m ...
odJ;derelllr cfr. Verg. Aen. VII 58690
21. parentes el propinquos ... ducere cfr. Ev.
Manh. 12,46-50; Ev. Marc. },31-5; Ev. Lue . 8,19-2 1
7, 11 0. AJeraI ... ubet Rufin . H in. Etc!. VIII 9,8

n, - l.
fLt xaAlaa:; ... fLtlaAOltpt1tEW;; au'tou cfr. 1 Ep. Thess. 2, 12; 1 Ep. Peto
3,9; 5,10; Ep. Hcbr. 9,U; Ep. Eph. 1,18

3 06

ACTA PHILEAE

La

7. 2 8, 4

Filaromus nomine. Re cum vidisset Fileam circurndatum


[lacrimis
propinquorum oec tamen frangi posse, exclamavit dcens: Quid
inaniter et frustra constantiam viri temptatis? Quid eum, gu
[Deo
,- fidelis est, infidelem vultis efficere? Non videtis, quod oculi eius
vestras lacrimas non vident, quod aures eius vestta yerba non
[audiunt,
quia oculi eius caeIestem gloriam centucotur? . Post haee dicta
cunctorum ira in Filoromum versa una m eandernque eum cum
Filea subire sententiam poscuot. Quod liben ter adnuens iudex
" ferire gladio iubet.
[ambos
8. Curnque exissent et irent ad laeum caedis consuetuffi,
frater Fileae, gu erar unus ex advocatis,
exclamavit diceos: Fileas
abolitionem petit .

l. vidisu t: Qudill~t F
}. tam~ : lum F tam p e
4. el frustra: ac supe'lue B, dr.
RuBn. l.I. superfluo I viri: v. huius A huius v. B
.s. e/ficere: lacere AB 1 Non: Num
O
6. ruod: el q. A ac q. B I veslra verha: verba ves/ra T verba O
7. contuentur: conluetur Rc intuen!ur O
8. ira in Filoromum: i1/ F ira B I vena: conversa es! T
I U11am eanwque eum RCh 1.2: unam eandem qui eum F rui eum O una cademrue W
camkmque eum T eum una AS
9. Filea: Fileam Roe: I subire se11tentiam pOcunt: sente11ti4m s. depoSCU11/ T deposcunt s. sententiam Ch 1.2 I aanuem: audiens AS
1 0 . fe
rire: leriri FOT I iubet: iuuit T
8, l . exisse11! el: -isset el 0 , om . AS I comueJum: constitutum AS

ATI1 DI FlLEA

Be

11 ,

l a ' IJ

37

<versio latina hoc loco


interpolata est>

,o

]A<U[

&8~AtcpO~ '00 <1>'A<OU <Xv,p~a[,v

A<YWV' 'O

<I>'A<<x~

ahEt~a[t O:livra-clav.

duto Filea circondato dalle lacrime dei parenti, e che tuttavia non
era possibile smuoverlo, esclamo: Perch ten tate invano e mutilo
mente la costanza di ques t'uomo? Perch vole te rendere infedele
uno che e fedele a Dio? Non vede te che i sUOl occhi non vedono
le vostre lacrime e che le sue orecchie non sentono le vostre paro
le, per il semplice fatto che i suoi occhi sono fissi nelIa gloria celeste?). Dopo queste" parole l'indignazione di tutti si rivolse contro
Filoromo: tutti esigono che egli subisca proprio la stessa punizione di Filea, insieme a lui. Cio che il giudice consenziente concede
ben volentieri, e da l' ordine di decapitare ambedue con la spada.
8. Una voIta usciti, mentre si recavano alluogo consueto della
decapitazione, il fratel10 di Filea, che era uno degli avvocati,
esclamo: Filea chiede l'annullamen to della sentenza. CuIdano

308

ACTA PHILEAE

La

8,

5 - 9.

AT'I1 DI FILEA

10

e ulcianus revocans eum


dixit: Quid? Appellast?. Fileas respondt: Non appelIavi. Absit. Hu<
infelidssimo noli intendere. Ego
10 autem magnam ago gratiam
regibus et praesidiatui,
quoniam cohetes factus 5um
Christi Iesu ~). Post haee
exiit Fileas.
9. Curnque perverussent ad locum,
ubi iugulandi
erant, extendit manus
, suas Fileas ad oren tem
et exclamavit dicens:
Filioli mei carissimi,
quicurnque Deum quaeritis,
vigilare ad corda vestra,
10 quia adversarius naster

,_ Cu/cianus: CtI/cianU vero AS


6. Quid? Appelltuli? Mu: Quid appell4sti?
Ha
7. FilcaJ: Qui A
,,8. Non appe/l4vi. Absit: N. (1, T, cfr. oux ~txcUto'or:
Be 11 , 16-7, recte?
9. if/tmtkre: temu" e h 1
10. magnOln ago grotiam: -as a.
as T
11. regibus, cfr. 'tOto; klcatAtootV Be 12, 1 er vide adnot. explico ad hunc locum: rtgi BT el om. T I praesidiattli (R, quam fo rmam insolentiorem retinere maluerim:
-datui WFO) RWFO, efe. t'fl Yrr t.t.O\l t~ Be 12, 1, presidibus AS presidi Ch 1.2, om.
13. ehrist; Iesu: l. ehr. ABT, cfr. 'I'l'JO"oG Xp~Q""1"oG Be 12,3
14. FUcas om.
T
AB
9, 1-4 Codex Be 12,4-6 feliciter hic seI"\llltus de PhiJea tantum loquitur (rtIXPClTtVI.U\'0' ... tfJ.tAAt\l); leviter mutans singularem in pluralem oumerum auctor Philoromum
martyrio Phileae inseruit, cfr. jnlra adnot. crit. ad 28
4. extendit: exlendens
AB
4-' . manus SilOS Fi/eas RWFCh 1.2: Phifeal m .s. O m.s. T m. AB
,-6. ad
orientem el exc/amavit dicen!: ad ce/11m dixi! AB
6. dicem: Fi/eas dicem T
8.
qlliCl/mque Deum quaeritl: qtli mecum ad penan; itis AB I quaeriJis: colitis T
9. ad
carrJ ves/ra om. ABT
lO. lIoster RWFT: n. diaboftlS BOCh 1.2 vester djabo/lls A

9, 8. quicllmqlle ... quaeriJis cfr. Deut. 4,29; 4 Reg. 2,16; 1 Par. 16,10-1; 22,19; 28,9; 2
Par. 11,16; 12,14; 14,4. 7; etc.
9. vifi/ate .. _ veftra efe. Cant. 5,2 ego donnio et car
meI4H1 vigil4t; Ecd i. 39,6; Is. 26,9
9. 12. lIigil4lC ... trans/corel> Veto Lal. 1 Ep.
Peto 5,8

Be

1I, 14 - 12, 7

KOUAX~[CXVOC;

O:VcxrcxrWV 'rOV
ET7tEV' T(; l~E
xA[~acxc;; 'A1tEXp(VCX"tO' Oux l
~,[xcXA,aoe, fl-iJ 1tp6"XU~ tOt",
"ti!> 8[ua8cx~~OVE(Tt'r~ lrw
,lxp 'XcX[plV 1tOAA-iJv I<,w ,o,~
12. ~oecrlA,aLV xa" < -/Y'fl[OV](['l'
0 cruvXA'lpov6flO~ l,,[v19]1jv
' ['lao Xpl<TtO. "E1tEltoe [S,
l~~'l <I>lAoe~. [IToepoeY
, EVf:LEVOC; 'ro(vuv ~~ ["t~ "t1t]0
o ~fl'AA'V &[1tOtflv,a]9oel
-d]v [x'~~~-iJ~
]~,;"
1;5

ct>~Al[cxv cx'r~

<.

richiarnandolo disse: Come? Hai fatto appella?. Filea rispose:


Non ha fatto appella. Lungi da me! Non devi fare attenzione a
questo infelice. lo anz sono ben riconoscente agH imperatori e al
governo per il fatto che sano divenuto caerede di Gesu Cristo}).
Dopo di questo Filea usc!.
9. Quando arrivarono al luogo in cui sarebbero stati uccisi,
Filea stese le braccia verso oriente ed esclarno: Figlioli miei carissimi, vo tutti che siete in cerca di Dio, siate vigil nei vostri
cuari, poich il nostra avversario si aggira come un lea ne ruggente, cercando ehi passa divorare.

lI. 1'. Tt;

scribere maluerim, cfr. La 8,6:

12 , l . au-yx). Pi

Tt

Pi

3- XPTJa-rOI) Be

12, 1-3. auvxTlPOVfiOo; _._ Xpunou cfr_ Ep. Rom. 8, 17 aurxATpO\lIlOl

oi X plGOO

<

}IO

ACTA PHILEAE

La

9.

H - 12 -

Be

13.

AITl DI FLLEA

T - 16

,o

13,1-16: traduzionel

affinch non parliamo con labbra menzognere


al nostro Signare: infatti chiunque
con labbra menzognere prenda parte alle
sante preghiere (?) oppure con anima incerta

"

13, 16

l?u<

[
[
[
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[
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l.
l.
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l~A

lE.3w
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l~v
]'I~ao

13. y"" flT CPWVWflEV q,EU36XAOl


1tP~~ 1:01,1 X~plO~ ~t'-W\l' O~'tl~ yap
q,w36XAO~ "poapXE<"'l <",r~

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distributore
riempito

l"pOOE . "'l~ ~ 3(q,ux~~

~[

1 ~ 30Al[ .. l~ "poO<'
h .' . (i~~ <"'fl("'~ .

",,[

dello ' pirita d'


adozione
<!acuna

12,

>

sicut leo rugiens circuir


quaerens quem transf<oret> .

(Be

Be

~3[

l' lfl"[Ei';A~~. .
fl[VO~ <oi) 1tVEfl"'~~~ -riicl

uio9[&a(a~

di 3 righe>

<.
>

reciprocamente
perseguite la carita e l'
ospitalita

"

pace

10

\I't'0i:L[
.m oilv A[
").).iAou~ [

eXYcX1tTj\l 3l~[X&'t& xo:l

,vt"'V [
" XP~"'[
dpiv[

n . Ira nslaret (_ tTdl1Woret) corr. mano seco in margo in!. F ( . Veto Lat. 1 Ep. Pet o 5,8),
Hal, quem dubitanter secutus sum; transferat RWFO devoret ABTCh L2 (" Vulg. 1
Ep. Pet o,5,8) I post transforet textus latinos uno te nore vcrbis (La 9,13) Nondum passi su-

mus contmuatur: textus graecu5 (Be 13, 1-20) pauto longius in ultimis Phileae verbis subsistit. Qua de re commentationem infra, p. 546 (ad La 9,7.26), alIatam consulas.

1). 1.

4ttuOOX,tAOl Be

lJ, 7'9 l fJ.'/ttttArO'fJ.tvOt; ... u[o8tO'(IXt; elr. Ep. Rom. 8,15.23; Ep. Gal. 4,5

}II

ACTA PHILEAE

3"

Be

I3, 17- 20 -

LA

9.

ATTI DI FILEA

IJ ' 2I

Be

1 3, 1 7 - 14,

3' 3

j, a[

,",,,,,,[

carita

inf.tti il leone (?)


20

verso voialtri

lO

,&p A~["'v
de; u~[ac;

[La 9, 13-21]

Nondum passi sumus,


nune incipimus pati,

14_ 0,)3l'''''' TeXP "E"vO"'fLEV XP'~"


IXVO(- flO.AOflEV 1t~<:"~u~

&px'l lfTtLV WOlVWV -r[wv


fLEHvmv- ,"v",~[lpEl,
, tHou" fL'H A[
~iE[ l- OU\ __ : [
1:5

'0

nune coepiffius esse discipuli Christi.


<Carissi mi, attendite praecepts
Domini nostri lesu Christi.>

l- --[
<-

Invocemus
irnmaculaturn, inconprehensibilem
qu sedet super Cherubim,

>

fLEYOV ."t XEpouPtfL ~lwv

hoy x",O[ii-

&, [olY

Non abbiamo ancora soHerto, e ora che cominciamo a patire, ora


cominciamo a essere discepoli di Cristo. <Carissimi, osservate i
comandamenti del nostro Signare Gesu Cristo.> Invochiamo
l'immacolato, l'incomprensibile, colui che siede sopra i cherubini,

1 T I incipimul RWFOT: il/eepimus AB il/cipi(Jmu! eh


/(Jn

.
RWFOCh 12'
nune eoepimus es,sc: len T
15; ~u".e eoepu1tU!

.:
et AB 1 e hrisl;: dominj nosl,; lau Chnsll T
16. Gmsstmt om. RT
16 7 otten
dite .. Cnrisli om. R

I<l .

1.2

1.

l/une: /I:(Jrtmmt
I<l-S. ptlt;,

lIune ... Chris Ep. Igna[ ad Rom. 5,3 Nuv ~px,o~(1t LCllht:'lo;. tTvat. d~. ibid"w1,2

Ju looLClt p.a.&1"Cio; a.A'I\9wo; ' l'I\oou Xpt~ou! ?"CE. o\Jo~ 't? oWIla. 11?\J XO<1JlOo; 0'f~:
'ten; cfr. Rulin. H ist. Ecd. III 36,9 (nunc II1ClpW a~ dm:/pulllS Chnsl/1

I9. supplere ausus sum dr. 1 Ep. Peto 5,8 et La 9, 10-2: /) rlip A.[ Pi
l<l, 1 l. xp'f)attlXVot Be
<l . ,ttnoV'twv Be, retinui: ,ttAAOUOWV Pi
19-20. /) rap ).,i[wv .. . cfr. 1 Ep. Pel. 5,8 a.V't'Otxoo; ,twv lh:~o).oo;. WO; ).,iwv
WPUlltVOo; ; dr. La 9, 102
l<l, 3-<l . pxi .. 'twv ,ttnV't'wv cfr. Ep. Rom . 8,22
7-8. ,0'01 xIX9i.ttvov tnl
XtpO\J~ 4L ,wv rwv cfr. Ps. 79,2 /) xo:9i.ttvOo; i:nl ,wv x,epou3lv (- Hl1 v. U ; similitc r
Ps. 98,1 ; 4 Reg. 19,1 5; Is. 37,16

ACTA PHILEAE

3 4
'

2'

La

9. 22 - 29

factorem omruum, qui est initium


et fins, cui glori a
in saecula saeculorum,
amen .
Haec curo dixisset, carnifices iussa iudieis exsequentes,
infatigabiles amborum spiritus ferro caesis cervicibus eff ugarunt.

Explicit Passio sancci Fileae.

A1Tt DI ALEA

,,\lv

' 4, 9'

I6

"II.LLOUP-

<OV1cieXryhrv

l .1ta
]1tO'tOU

lXPl,,",oG

"

[
[

lEl

creatore di tutte le cose, che e il principio e Ja fine, cui spetta la


gloria nei secoli dei secoli, amen ~>. Dette queste pa roJe, i carnefici eseguendo la sentenza del giudice recisero le cervici con la spada e cos) lasciarono fuggire lo spirito indomabile di ambedue.
Qui finisce la passione del santo Filea.

24_el: ac B I cui : cujUJ B


27-8. HalX . . effuga28. infatigabiles ... efluganmt: haee haud nsrite deprompsit Mster e
celebri passione martyrum Lugdunensium (Rufin. Hin. Ecc!. V 1,40 ubi pro voce tantum I1mborum legitur t71artyrnm). q uamquam iunctura inlatigJhilis rpir;tus vix Philoromo
quadrat (cfr. adnot. explic. ad hunc !ocum)
Explicit f /eae om. ABO I umcti RCh 1.2: beati WF, om. T I Fileae RW: Fileac episcopi FT Philee episcopi et Filoromi eh 1.2
2;1-3 . !actorfflJ omnium om. T

ront om. AB

23-4. ni/film el !inis Apoc . 21,6; cfr. bid. 1,8; 22,13


24.6. cu; g'()Tia .. amen 2
Ep. Tim. 4,18; Ep. Hebr. 13,21; cfr. Ep. Gal. 1,5; 1 Ep. Pet. 4,11; Ep . Rom. 11,36;
16,27; 1 Ep. Tim. 1,17
28 . infatigab;/es ." elfugarunt Rufn. Hist. Ecd. V 1,40

Be

13 . XPTlat"ou Be

ACTA PHILEAE

ATTI DI ALEA

1. 'A"oAoy,,,, (I>[L]Alou <"LcrXXOU

8w,w" ap;i([oy]<o, Bt

..
'5

'AA'~"'Y-

8ptat;, <T( 7tf:L[7tT]OY 7tpoaaXe~.


TOt; xal ~E.'t7te.tTa; n[Ae.L]~OV.
TOt;. 'Ev flE.V "t'fi 7tpw't"fl &,:~~or(~

1-''''' xoU", ppEL, xo ~O ~ y'I-'YO, x",i 60ppou[,] xoUou,


x",i ~ox[;'~u], ~~ ~Wy" ~~t-r;wY"'P'WY ,,[o] ~[l]crcr'e'" x.~[TI-''''~'''
<pAT6~ <y "t' 81-'0EL ~I-'l[p""
B[o d, 'PUA"']~~[Y]- <x,,,,,, YOI-'YOt,
<O[t, xocriy <y B],crl-'ot~ X'PLtA6'y "oU1y B]y d, ~Y 'AA'~[;XYBpEL"'Y 1jA]6,y" x",i El, ~o
B,crI-'W~pLOY] lPAT6'l " x[",i ~o
8E.npov "pocr"'X6]:i~ [x",i "'XAW

1, l . 'A'/tOAOrX: ar.oAOrua Bo, item 5


8'9. ~1)(r L(J]lIap(JII monentC'; S.L. Rndt
scripsi: &:x[mu]lIayw... Lan 1 ~~[rLw}vapw ... (Ma) ve! ~[\'W]vctp(JV (Ro) legi
nequit
9. u~lo] '![]aatp'a Xtll't{Tfa't'a Pi, coU. Euseb. de mate. Pa!aesr. 1,5 u'/to
't.aa!lpo: .oi) XOAIXa-tTJpoo ~AOI) xEII~,w;'t'a et bid. 2,4
11. dI q>1)).1X]l:<~(1I lego
el suppl. Pi, coni. Ma
13. '/tOAAr\I 68]9v La l (spat. (ere 89 liu.): xo: ''/ton&:
'/t(9)~\I cooi. Ma (fon . longius spatio), dubitaotibus Schw et Mu
15-6. X[O:L 't'0
OEupoV '/tpoao:x9]~ , leg. et suppl. Pi , eooi. Ma
16. [X!lt n:ALV Pi

1. Difesa di Filea, vescovo


di Tmui, dignitaro di Alessandria,
citato in giudizio per la quinta volta
e in seguito giustiziato.
5 In occasione della prima difesa,
dopo molti insutti da parte del prefetto
e molte grida minacciose
e torture da parte dei [legionariJ
sano i quattro fori
, fu gettato, nelIa cina di Tmui, per
due giorni in carcere. In seguito, depo
aver percerso a piedi nudi, in catene,
[una grande distanza], giunse
ad Alessandra e fu ge ttato [nella
prigione]. E [per la seconda]
"
[volta citato in giudizie e di nuevo]

Bo

1, 1 16

XXVI

A.A.R. BASTlAENSEN

tanti di Smirne la celebrazione del giorno anniversario della


morte di Policarpo era allenamento e preparazione di futuri
martiri (Martyrium Polycarpi 18, 3). E Cipriano si complimenta
coi confessori delle miniere perch incitano gli animi dei fratelli
aUe testimonianze divine (Epistulo.e 76, 4, 1).
Si desiderava anche, guardando pu oItre, conservare per le
celebrazioni annuali a venire, e in genere per la memoria delle
generazioni successive, il racconto delle morti eroiche del mo.
mento attuale. Eusebio di Cesarea, nel guarto secolo (Historia
Ecclesiastica V praef. 1), definisce le testimonianze dei martiri
degne di memoria imperitura . La storia della liturgia conferma
nel piu evidente dei modi gueste parole di Eusebio. TI tempo.
rale, vale a due il ciclo liturgico delle domeniche e delle fe.
ste, Natale, Pasgua, Pentecoste, ha addirittura rischiato d'essere
sommerso da tale memoria imperitura , consegnata al santo.
rale, cioe al ciclo delle celebrazioni dei martiri e, al loro seguito, degli altri santi. Vediamo che, dal quarto secoIo in poi, gli
atti di dubbia autenticita non cessavano di moltiplicarsi: la pieta
popolare, la dove non vi era un racconto autentico, esigeva la
leggenda 1. Lo sviluppo smisurato del santorale)} nella Chiesa
cattolica non e stato frenato in maniera definitiva che nel secolo
presente. In ogni caso, le conseguenze estreme testimoniano le
tendenze dell'inizio: avendo il martire reso testimonianza a prezzo della vita, la chiesa di cui era originario desiderava che tale
testimonianza divenisse permanente, consegnata alla scrittura
per l'edificazione delle generazioni future; e non aveva nulla in
contrario che gualche riflesso della gloria dei martiri ricadesse
anche su s stessa.
In quest'ordine d'idee si spiega senza difficolta il costume,
attestato sin dall'inizio, di dare annuncio alle altre Chiese del
martirio col quale Dio aveva glorificato la comunita. Le Chiese
locali non erano cristianta isolate. L'idea di formare insieme una
sola e medesima Chiesa animava le comunita. Si mantenevano
dei contatti; si stabilivano degli scambi e, nell'imperversare della
persecuzione, ci si teneva, per quanto possibile, reciprocamente
al corrente e ci si esortava a tener duro oeIla lotta: le confessioni
I In.occ~sione d~l.n~taIe del mutire romano Lorenzo si leggeva a Cartagine, in mancan.
za dI atta autenllCI. JI trattalo ad Fortunatum di Ciptiano, esortazione al martirio (cfr.
Agostino, Smno ~en!s n, 2, e il commento di G. Morin, in MiJulkJJ/ea AgoJniana 1
" ., p . .56); la sobnela regnava ancora.

INTRODUZIONE

xxvu

erano oggetto di un giubilo del guale ci si congratulava a vicenda.


Prendiamo a esempio la letrera inviata nel252 da Cipriano, e cioe
dalla Chiesa di Cartagine, al papa Cornelio, e cioe alla Chiesa di
Roma, per congratularsi con questa Chiesa della confessione di
Cornelio, esiliato per la sua fede a Centumcellae (Civitavecchia).
Gli accenti sono bruciaoti: Giacch non v'e tra noi che una
Chiesa, un'anima e un cuore, quaJe vescovo non si rallegrerebbe
deIla gloria 'un altro vescovo [...], e quale gruppo di fratelli non
sarebbe felice di veder dei fratelli nelia gioia? Non e faclle esprimere tutta l'allegrezza, tutta la soddisfazione che s'e manifestata
qui, quando abbamo appreso tali liete novelle del coraggio vostro
[... ]. Vi esortiamo guanto possiamo [. .. ] a perseverare nei digiuni,
nelle veglie, nelie preghiere, con tutta la popolazione cristiana.
Non cessiamo di gemere e di pregare [... ]. Pensiamo l'uno a11'al
tro, nell'unione dei cuod e delle animej preghiamo, ciascuno da
parte nostra, l'uno per l'altraj nei momenti di persecuzione e
nelle difficolta, sosteniamoci con la carita reciproca (Epistulae
60, 1 sgg.). Un secolo e mezzo piu tardi, nel 401, Agostino predichera in Africa, nel giorno della celebrazione d'un'altra confes
sione romana, quella del diacono Lorenzo: A Roma e l'alba d'un
giorno di festa assai soIenne, che viene celebrato con gran concor
50 di popolo; corporalmente assenti, ma spiritualmente presenti,
noi ci congiungiamo ai nostri fratelli in un sol corpo, con un solo
capo. Non e soltanto sul luogo della sepoltura che bisogna com
memorare gli ah fatti del martirej la devozione e d'obbligo ovungue: il corpo e deposto in un luogo determinato, ma 'anima
tdonfante si trova insieme a Colui che e dovunque (Senno Denis
13 , 2)1. Analoghe manifestazioni d'un tale sentimento d'unita
non erano appannaggio esclusivo delle Chiese del terzo e guarto
secolo. Nel secondo secolo un simile spirito animava la Chiesa di
Smirne, che nviava alla Chiesa di Filomelio e a tutte le aitre
Chiese (si vedano le formule in Martyrium Polycarpi, titolo e 20,
1) il resoconto della morte gloriosa del vescovo Policarpo. Pari
premura, un poco piu tard, mostrano le Chiese di Lione e Vien
ne, in Gallia, che annunziano in una lettera circolare alle Chiese
d' Asia Minore e di Frigia la gloria dei loro maniri, uccisi nelia
persecuzione che imperversava allora in Gallia (Eusebio, Historia
Ecclesiastica V 1, 3).
1 Ved. l'edizione di G . Morin, in Afiscell1lnea Agostiniana 1 .. .. pp. 556; per la datazione
nell'anno 401, cfr. A. Kun'Zelmann, in MiscelltJnea Ago51iniana IJ ... , p. 496.

ATIl DI F11.EA

Bo

2, l '

5, 6

JI9

ACTA PHILEAE

2, pptcra .. , [x,,], "A1JYeX, A["~W]V


ox i<Ttp[<prl' 6I'<o'W, [X"lt, <ti.
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<I>tA,,[,l ""p[eX <lo ~Y'Jlvo,'
toV(l AOt["OV cr<crw<p'p~vl1Jxv"t;
<I>tA", ,""'V' 'Ad crw<ppolvw x,,
iv crw<Ppo[avll inuJlvl~oJl"t,
" 'O ~Y'JlW[v .r"EV' 8crov . <I>\lA",
d1ts.v O [9w. KouAxtavo]~ s.T1ts.v'
[O

[duae columnae perieruntl


5, ',pocroAJl[O\], Jlvov 6,\V, K",
vv 1tapav0l..l0crw ot 'E~parot
iv Hoo""jj <eX, aprcrx,[(]",
&yov-cs.~ . K~t)AXtaVOC; d1ts.v Ilowv
oilv 6[ucr\wv' b 6,0, o[,,]\; <I>\Ai",
.r",v', K[cxpo,,,,l x"a"pa, X", ~[UXr,

2. fatto oggetto d viole nze e percosse


non s lascib pegare. CosI anche
durante la terza e la quarta udienza,
dopo molte violenze e percosse,
Filea s sen ti dire: Ra causato
la morte di rnolti col tuo rifiuto di sacrificare:
Pierio ha salvato molti con la sua
acquiescenza . Chiamato in tribunale per la quinta
10

l'

volta nsieme al suo clero,


in numero di venti persone,
Filea si sentl dire dal prefetto:
( Puoi per l' innanzi [essere saggio]?).
Filea disse: ( [lo sono sempre saggio] e
[mi esercito] nella saggezza .
I1 prefetto [disse: Sacrifica .] Filea
disse: Non [sacrifico]. Culdano disse:

[mancano due colonne]


[Agli ebrei fu comandato di]
5. sacrificare solamente a Gerusalemme. Ora
nvece gli ebrei peccano contro la legge
celebrando i loro culti in
terca straniera ). Culciano disse: ( Quali
sacrifici rchiede dunque Iddio? ). Filea
disse: Un [ruare] puro e un'[anma]

,,6. KIXpO(IXr; xIX9IXpli.. cfr. Gen. 20,5.6; loh U ,U ; Ps. 23,4; 50,12.19; Ev . Mllttn.
5,8; 1 Ep. Tim. 1,5; 2 Ep. T im. 2,22; 1 Ep. Pel. 1,22

3 20

ACTA PHILEAE

ATTI DI FILEA

d"x[p'vo, x"l, ,oy,xwv ,,[aS~fUX'


,'''V [<1, <ual<~"'" X", 'py"
3,x"wa[~d eXyv[,,,,vl, ["ep wv
'0 eX.<o,~a, [tll, ix[,,;"'o, eX"~'i.
ciJ""'. Ko[u),x,~vo, tl,,<vl 'Emll[l
,"V lv[~"lS" "ow.S" ciJu
X~,. [<I)'All", tl"tv" K", ciJux~, [xl",
aw.<[",o,. KoluAx,,,vo, tl,,<v T[Gvo,
l' gv~XE.V; <I>LACXC; EI1tE.V ET1tov' mvO(
lXE~IJE. -cTv &~Ol~~V &vwe~v:
<e.b tU 1t~lfa< ElC;>, &1tOA&~nc;. [KOUA]Xl<CXVOC; ct1tEV' fH >
6. ciJux~ Ilv~ ;- [xl,:,' '0 aw.<,,; <I)'Al",
tl"tv" 'H ciJux~ x"nl ~o aw.<". KOUAX''''
~oC; t!1tE.V To IJW~[cx] ~o'tOj cI>lACXC; E.L1Wr
\"L Kouh,,,vo, tl,,<v 'H aap~ "~
5 eXv[[ah",,,,; AilS" x"[~l",,A~aa.
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,

[.

1 "

Vla-toc'tal x . . . . .. V EV

a~ap '

,,,,A[ .. 1 <vx[ .... la" XA"aw

7. t).,~)([ 80*
7,8 AO:r~XWY cd[a91J)J.I}twy Mu (cfr. app. nito ad Bo 1,9), coll. La
2,5 rensibus sblceris: A, Q;!~'t'fj~&:Jt'W\l M~ A. C(![J.&}twv Lan:: . 8. [tl~ t,ja]t~da~
Mu (spat. fere 6 liu.): [Kon ttJO']t. Ma [tn'Cip tualt: Hal, sentenUam claudcns
9.
a.y6 ... ['tw... $chw: ayoJ.[l"w\I Mu
9-1 1. ~y\l[-t'wv
&1to).~Nt'tCtt lego e l Supp.
Pi ; CxIOll[ .. J ~u[x1r &I!-o\~ci<; [ixti]a;, ''[VOy &1to).T]~ t't<Xt coni. Ma
I -2.
'E1tt~ lJttClY; i'uJ.[t]AIClv Bo
U-J . ~uxi'jr;. Ma; ~uxi'jr;; Hal; ilIud praetuli, cfr.
La 2 2S-6
Is.'lvtxtv: tV~X<X Bo" I Ehtov' [Uv<x sic dividen: mlllui: Ef1tov, [11v<x
Mu '
16, clvwBtv restit. Pi (fr. 2,7 cfr. Bo 6,16
16-7. &vwB~v, <Lh t
1tOtiO<Llr;>, a1toA~TIr; Pi; <xvwB~ tu 1tOITjOt~ ~OA<X~Tjr; Bo; al alia coni.,
"
6,' I. (X)<XI Bo, cfr, Pi p . 39
4. KOUAxL<XVOr;: XOAxL<XVOr; 80'"
5. Lnler ClVLG'tCl"tClL eL AB,r; vcrba quaedam intercirusse "idie Ma, addens <I>IAiClr; tT1ttv' Nol,
KOUAxlo:vOr; recte
8-9. &l1Clp-tWA(O( coni. Lan 2
8- 11 . x[Cli i l1tV 'tw]v tV
f.LClP't'WA(~] lVx(plB1EloCl XAClO\V' lAcqt(3,,]vtL, i (o~l O\XClLO(O)\lTj\l QXouo<x
owT7Jpla:1v Ma (nor.): alii aliter

10

15

Bo

5, 7 -

6,

321

sincera e [sentirnenti] ragionevoli


che conducoDo [a] opere di carita e ad azioni
di giustizia, [a ricompensa delle quaU]
ciascuno [ricevera] la giusta remunerazione .
Culciano [disse]: Noi
qui c occupiamo della tua
salvezza . Filea disse: 5ia dell' anima sia
del corpo, Culdano dsse: E perch
mai? . Filea disse: Come ti ha gia detto, per
rCevere lassu la ricompensa,
[se] avrai fatto del bene. Culdano [disse]:

6, L'anima sola o anche ir corpo?. Filea


disse: L'anima e anche il corpo, Culciano
disse: Questo carpo? . Filea cijsse:
( SU , Culdano disse: Questa carne
S risuscita?. E di nuovo, srupito,
chiese: ( [Questa] carne risuscta? ,
Filea [disse]: Questa carne risuscita
e [a castigo dei peccati]
[subira laggiil] una punizione

),

7- 8 . AOjlXWV Clt09l\f.L:'twv cfr. Ep. Rom . _12, 1

8-<). EPTCl OlxCllOO'lTlr; Eccli.


16 12 ' Is 32 17; cfr. Act. Ap. 10,35; Ep. TIt. 3,5
6, '7-;2. ;H ~~ Cl'tT) ... ~wiJv Cl[WVLOV cIr. Ev. lo. 5,29; Ev. Mauh. 2S ,46

3"
'0

ATI'l DI FlLEA

ACTA PHILEAE

"Mmo]v TJ[ ... ] B,xcxw[o]VTJV


E[ . ............ . ]v xo" ~W~V cx[1';'
~WV. K[o]uh[,cxv]o~ 'tI"EV ' 4>E-O;" [OE'
au"to X(Xl 1t&V[-CWV] ~~V O'OU' 9[aov .
4>'ACX~ tI"EV' 4>[..8]IlEVO~ l[.tcxu
'tOU xcd mxv'twv 'twv eXVY)XV.1W\I I:'-~~ al! 9w. KOUAxtlX\lO~
tl7tEV' rraAO~ o~x ~p~faa'to;

7. <I>lAac; tI7ttv' Mi VOt'to. ~ou)..xla


voe; EI1CEV' TkC;> lcnlv &pVllO'cX~EVOC;;
tl>lAac; E,17tEv' 00 AW. KauAxlcxvOC;
aT7tEv ' 'Evopxw

(jE.,

llaGAo; ~\I

ap-

, YTJ0<XIlEVO~. 4>,A",~ tI"EV' M~ y


vm'to' ?~':' ~~\lf(Jcr:'to <> &1ta-rOAOC;
<o xup(o[u] I"0u. KOUAx'CXVO~ tI"EV' "01l0'
aa lr~' o~~(Jov xal a. <I>LAac;
tl7tEV' 00 crulxexwPTJ'ta~ ~flTv o!:'[v]10 val. A<ir>el rap ~ lepa xal atta rpacp~ . "Ea-rw flwV 'troJ val val xat "to
o oiJ. KOUAx'CXV[O]~ d"EV' OilB
,,]ou ouv wlloo[cx~]; 4>'ACX~ d["EV] ' Et
~al wfloaa, TfLap'tOV. KO[UA]Xl(XVO~
" tTmv' Kcxt vv cXll<XP<Toov. 4>[']A"'~
d1ttv' LllacpopaC daLV cXflap't[l]wv.
KO~[Ax]~[CX]vo~ EI"EV' 'O ' ITJoo~ [9EO~] ~v;

10. [alwvlo}v S {spat. fere 67 !iu .}


12. <lltTuat: <ptut Bo
1}. 9[aov: 9(wv
Lan
15-6. Q;V7\X\>tW\I restil . Pi (fr 2,1"), cfr. Bo 5, 16
\ ' 1. supra ti' (i.q. tt7ttv) add. mano seco PAt, (- p. 135, cfr . supnt p. 262)
45.
apVlla.~tVOI Mu: a.pvra[ltvo~; Ma
6. 7pviaa't'o <o:> : 7pvfua't"' Mu, cIegan.
tius
ro. -i Bo (per errorem om. Pi)
14. w[lOGa: wjJ.aua Bo
16. Ata <popal: 8tafOpt So*

10

Bo 6,

ro-7 , 17

323

eterna; [se, pero, avra esercato] giustizia,


[ricevera (beatitudine?)] evita
eterna. Culdano disse: Risparmia te
stesso e tutti i tuci. [Sacrifica].

Filea disse: Proprio valenda risparmiare


15

me stesso e tutti i miei


congiunti non sacrifico, CuIdano
disse: PaoIo non ha rinnegato?.

7. Filea disse: Non sia mai. Culdano


dsse: Chi e colui che rinnego?.
Filea disse: Non lo dico. Culciano
disse: Ti giuro, Paolo rinnego .
Filea disse: (~Non sia mai:
non rinnego l' apostolo
del mio Signare. Culciano disse:
lo ha giuraco; giura anche tU }). Filea
disse: A noi non e concesso giurare.
10 Dice infatti la sacra e divina scrittura:
"11 vostro sl sia si, il vostro no, no" .
Culciano disse: Dunque
non hai mai giurato? }}. Filea disse: Se mai
ho giurato. era uno sbaglio ). Culdano
1" disse: Sbaglia anche adesso! . Filea
disse: Ci sono diHerenze Ira gli sbagli}).
Culciano disse: Gesu era [dio]? .

7,

11 -1.

"' Ea't'w ... O Ev. Matth. 5,H ; Ep. bc. 5,l2; d!. 2 Ep. COl. 1,17

<

32 4

ATIl DI FILEA

ACTA J>HILEAE

8. <l>lAicx~ E.l1ttV' NcxL KOU~':'lCXVO; E.t7ttv'


KCXl 7tW~ cxu'ro~ 7te.pt cx'to oox EI1tE.Y
eEO~ fv; <fh)"icx~ E~1tE.\I uO'tl
oux lBino j~ fJ.ap'tUp(C(~
'tcxnt;, 8u\lcXfJ.u xcxl <lV > EpyE.(~ 't0:
1tOlWV. KOU~Xl(x\lOt; d1CEV'

<"O(TjOEV; <l>[,H<x], d"EV' Ampou,


Ex<xSlip,oEV, "tU~A[O]U, <"0('1'

T(

aEV ~A7tEl\l, xwcpou; Q:XOe.lV,


10

XWAOlU;

7tEpl7tCX'tELV,

&)..&:)..Ou;

10

A<xA"V', 1}fJ.'~POU, 'Y,d,


E7tOtT}a[e.]v, 8cd.Lovcx; ano 'twv
"A<xofJ.Ii[,]wv XEAEWV <~
A<XOEV, "[<X]p<XAU"XOU, r["'i,

l'

1~ E:7tO(ljeJE.V, VEXpOUC; aVEllww-

~]E\I, xcxl &)..)..a 7[0).,)..& ' O1Jlida xcd


,ip<x['<x] E"O(TjoEV. Kouh,<xvo, d"EV' K<xt
"w, SEO, WV <O<<XUp[W]~Tj;
9. <l>'Ai<x, tImv' "H,]S.. 5" '<x'i, ,[wv eXS(xwv XEpotV] [5,[,lj fJ.<X';';'YWS[ioE,<X, x<X] t p<x["(Km,, xa[t ~p(tE,<X, x]<xi <~. lix<xvSW(v ~hi~<xv[ov
, ~OpE[J x<xt [a]liv ~ <x><ov (,,]Ii~.. ,
"S"'Y!:'<X TIj, ow[';j~[(<x, '~~]GlY
x<x[t E]V 'o,'" ,,<xpixwv' x<x[t] g-

8,

l.

supra

tI'

add. mano seco ?A~ ( _ p. 136, cfr . supra p. 262)

I - 9,

8. Filea disse: Sl . Culciano disse:

c'n

'to 9eo

Ba 8,

E come mai egli [iguardo a s stesso non ha


deno di essere Dio?. Filea disse: Perch
non aveva bisogno di una tale tes timonianza,
compiendo con forza ed efficacia opere
che spettano a Dio . Culciano disse:
Cosa ha fatto? . Filea disse: 1 lebbrosi
ha purificato, i ciechi ha facto
vedere 1 i sordi udire,
gli storpi camminare, i muti
parlare, ammalati per meta gHl storpi sani
ha reso, i demoni dai corpi
con un semplice ordine ha scacciato,
i paralitici ha guarito,
i morti ha resuscitato, e
per di piu molti altri prodigi e
mracoli ha compiuto)}. CuIdano disse: E
come mai, pur essendo Dio, fu crodfisso?.

9. [Filea disse]: 5apeva che neile


[man degli empi] sarebbe stato frustato
e hastonato e [che avrebbe subito violenze]
e che una corona di spine
, avrebbe portato e sofferto morte,
offrendo anche in cio un modeilo
deila nostra salvezza, e, pur sapendo,

l.

a'to Mu (in-

terpretans: .. himself): o:u'tou Bo


}. O'tt : o'm Bo
4. Uilt1:0 Hal: l1iEl"CO legendum prop. Ma I J.VXpnpa:~: lLap't\JptLIXt; Bo
"d.... >tprt(q:: tprtta
Bo
17. 1:ip['I:iX): upo: Ba, in margine adscr!,pL alia manu, cr. Schw
9, 1. cfr. La 4,33-5
1-2 . 'T;[WV &8xW\I Xtpa1.yJ Hal, cfr.]ob 16, 12
z-J ' (.La: (ftryw~ [7crt'T;o:t Mu: (.La:(ft ~TW?"[t.o: t Ma H al colL PIar. Rep. II 361e
3'4. uPp{t"tO:I Pi, cfr. Be 8,1 et Ev. Luc. 11 ,32: XOA(lfi( t'T;(l1 Hal, coni. Ma, cfr. Ey. Matth.
26,67
,. (8] (l~:,?~ Bo O:\lOl:<~[W; (?) Pi (:n:]Ci\l d t; T[.t&t; coni. Schw coll . La 4,38.9
0'1II1;a ... propter nos
'-9. exitus \lenuum res lil. Schw ({r. 1,:i')
6. Ur.:08tTJ:lO:
Bo I ~Jl]W\I restit. Schw, coni. Ma
7-8. d8t::,t; rest it. Schw, coni. Ma
.

8,5.6 . "ta. ,ol 8tol ltOtW\I cfr. Ev. lo. 10,25.37


7'16. Autpout; l xo:8:PI(lt\l ...
\ltxpoU; riyt~Ww(l t\l cfr. Ev. Matth. ll ,~; Ev. Mare. 7,37; Ev. Luc. 7,2 1-2
16-7
xo:t
lltOI'crtV cfr. Ev. lo. 20,30
9, l. ;:HlOU cfr. Ev. lo. 13,1; 18,4
2-'. (.L(l(ftlTw&iat."tO:I ; .. O"t~pa\lO\l cpOpEI cfr.
Ev. Maeth. 20,19; Ev. Marc. 10,34 ; Ev. Lu~. 11:32
,4 .<XX?-\l8w\l (ftlcpo:."'o\l cfr.
Ev. Mauh . 27,29; Ev. lo. 19,2
7-9. XlXI tlo w~ ... 1J1tEp 1\I-lW\I cfr. Ep. TIt. 2, 14;
Ep. Gal. 1,4; 1 Ep. Tim. 2,6

ACTA PHlLEAE

"Tri DI Fn.EA

aw~ .au'to\l W~XE.\I tl~ 't'O't'O

1tEP ~I-'W[V] Xo:! [yap] ,o:ho: O[,]~


" E)(<<. A[ yp[o:]<po:[, [o:~] E1t<pd[30v't'a~ O[ 'Io1J~arOl, 1tPOE..Li)v~[aav
~V

x&e[o]30v o:,ho X[o:! ,,\V


e&~a't]ov xat 1t;v'ta 't[ . . .
.. .. . :j .. 1j~ . ]wao:v [ .. . .
" [ .... . .. ca. 23 litt. ... ... ]
[ . . . . . . . ca. 23 litt. . . .... ]
[KOUAx'O:VO~ d1t<v' ' O rrO:AO~ e<o~]
1v; <I>'Ao:~ 1t<v' o.] KOU[Ax'O:VO~
10. <]1t<v' 'AA[A]a ,(~ 1v; [<I>,A.o:~ <1t<v'

rripw,o~ avep[~1tO'~ lx~pu~< 3(x]o:,[o:] 1tV<I-'O: ra~ [e]w EV [o:,h<> 1v


xo:i [ed]o:, 3uv[&]I-'''~ ' [xo:i ap<, ,a~ [yap E]1tO( .. EV ed[",] 3uv&l-'
xo:! 1tV<I-'O:~L] KOUAx' [O:]VO <7t<V ' Oilx 1v
3'W[']1j~, c1~ 1:up,~n 3,]<Hy",o;
<l>,A.o:~ <1t<v' 'E~po:[jo~ 1v x~! X1j[pxwv 1t[p]w,o~, xo:! 'E1j~,a,n
" ol<[<J~[iyi",o' ,:,[p]w,o~ 'En~vw[v.

10

Bo

9,

8,

10, .1 0

327

offri s stesso a questo desti no


per noi. [lnfatt i] questa e la
situazione. Le scritture [su cui] si fonda~
no gli ebrei hanno preannunciato
la sua venuta in terra e [la]
[sua morre] e turte le cose [
[.. . ..
1

I'j [ .... .

[ .... .

]
]

[CuIdano disse: (~ Paolo era un dio? .]


(Fllea disse: NQ).] CuId ano
10. disse: <c Aliora chi era? [Filea disse:]
~( Per primo [annunzib] agli uomini
giustizia: infatti lo spirito di Dio [era in lui]
e forze divine. Faceva [anche miracoli]
grazie a quesra forza divina
[e aques to spirito divino] , CuIdano disse: Non era
ignorante, visto che parlava siriaco? .
Filea disse: Era ebr~o e il primo
degli araldi, e parlava greco,
10 meglio di qualunque greco .

8. TOfrtO restit. Schw, coni . Ha


9. (rp] Pi (seu. 3 lit t.l, cfr. La 4,44 ita se haec
habent: [81.&:) Ma I oitb]<:u~ reSl it. Schw
1 0 ' 1. l:xrq t1tepd[8ovhcn Hal
,11 .

1tPOtjlTJV1?[crIXV lego.el suppl. Turnc:r


1.2- ' } ' X[IXI 'tov ,8 ClV~'t] I?~ Turner: x[lX;ry.
yHAIIXv Ma, brevlUs xLClI .. I .... .]I?U Pi
I) . XCl ~ 7t~~'tCl: XCl . [] 1tIXVTIX
Pi
1}'4. XIXt 1tV'tCl 't[0: ?tept IX\h oG 7tpOEa7JfJ.t IJwaClv['to cooi. Hal, sed magna ex
parte litletarum reliquiis non converuens
14 . T'l XE( .. ]waClv 80 (spat. 12 Jiu.), d r.
So 10,14: 1jXE[... ]ciH1IXV] Pi
15 '7. Innitens 8010, 157 [aeunam stat. Pi, praeeunte
am Schw
q. [ KOUAxIClVO~ tl7ttv'] cfr. Be 9,3 et La 5.18 1 ['O IlaijAo; 8 EO~] Pi:
[llaAO; e EO~ Tv;J Ma , cfr. Be 9,4
18. [Tv ... OG.) Pi I ] KOI)(Ax\avo~ restir.
Schw (fr. 3,2'), cfr. Be 10, 18
10, 2 . iXTJpu~t : lXTJFu ~tv Pi
). t~ [aU-:~ Tjll lego et suppl. Pi: Til'! ~~ [Clu :~
Ma
4. [9Ei]IXl: rraaa l coni. Mu I 8uv[].tU;: aU\la..tI~ So
'j. [rp i] ~ol u
Pi (spat. fere 4 litt .); O'Uvtrr]o(u (pro: O'UVE]~O~t) coni. Ma I ed{~] : 9EO Hal, vil(
recte
6. Post Et1tEII sup121ere vult Ma, approbante Hal, "Oux iv n IXijAo~
O tWX'tTj~; ct>tA.o:~ ttrrt v' Oij. MT iIlCITO. KouAxtIXvO~ d:n:tv>. quae yerba proptcr si
militudinem vocum 8 tw x'tTj~ et tOIWU~ interciderint, cfr. Be 4,6.8 et La 3,1-4
7.
w~ ( _ w~) Bo, retino Ma, Hal, 1an: 3~ Mu, Pi

l a 5GG. Al ypClf a ( ... cfr. Ev. Luc. 24 ,25-7


l O, ). :n:vtfJ.Cl
9EO d r. Ev. Luc. 2,26; Act. Ap. 6,5
4.6 . XClt &pE'ta~ .. . 1tVt.
.La'tt cfr. Act . Ap. 6, 8
8. ' E~PClTO; . dr. 2 Ep. COl: 11,22; Ep. Phil.
3,5
8-9. XT'lpxwv 1tpw'to~ cfr. 1 Ep. Tlm . 2,7; 2 Ep. Tlm. 1, 11
9'10.
' EAAT'lWnt 8tutyt'tO dr. Act. Ap. 9,29
_ H

ACTA PHILEAE

Aro DI FILEA

Koux"xvo, [EjI"EV' OUX ijv h[l't'Tj~; M~ xa"ta Ilchwva ~V; .


<I>,oex, Em"E~' h~[v "EpE]V-i}VOXE[V] Il<x<w[vO,' ou fLVOV
" IlcX['wVO,] ~,Oa[O~l"pO,
[~~,' aAa xal ~&V"tWV "tWV 'til-]
[Aoaq:wv, xal yap xal 1tV"Ca~]
<,,aEV' El 8. ~o] ~~ " [Hw ao,
11. exu,o ~w[vcX,. Kouh,]exvo, El"EV'
0[aov omov i8~. <I>,]lex, El"EV'
OU [8w. Mi yovo!'o. Ko]uh,exvo,
El"EV' :Euv[d8~a(,] <~[,jv; <I>,ex,
, El]"EV' NexL [Al8,,' 'Ei"EV' :E~d8~a(,
EO"C]tV; <I>[t]Aa~ E.l1tEV "' 0 'n E.l1tOV, EIJ'tW.
Kouh,exvlo, El"EV'
~v "po,
~[" ,oxvex xlexi ,[iv yulvexixex
[exi
a]~vd8~-

,l,,, ,(

CfllAa~ t!1tEV'

1tpOEl 1tv-

'3 . fI~~[v (?) Bo, Ma, Mu, tan : L .] Pi


13-4. 1ttpthflIoxt[v] rr)''tw[vo~'
scripsi (inler duas voces spat. l lin ., ut videtur), cfr. app. cric ad So 9, 14: un-tpth>fvo14-8. OU I1VOV . ..
o.t[v .o] fI).'tw[vo~ Pi 1ttpt1~voxr;[v] fI)'('rw (vlX Ma
t1tUCftV lego el suppl. Pi, cfr. Bo 9, 15-7 et Be 5,3-7 et La 3, 14 -7 : brevlocem assumentes
lacunam alii aliler coni.
18 . d 8i: {3o]~~~ leg. et suppl. Pi (fr. 3,2 v, cfr. Bo 9, 18),
18-11 , 1 [).i~w OOt) IXVrO 1pw(ve; coni. Ma
coni. 5: XlXt tI ~o).tt coni. Ma (no l.)
(not.), suppl. Pi
lI, 2 . in laeuna ]).[O\1tOV rccognosecre vul! Pi I ).omov ~871 S, Ma, cfe. La J ,20 Sacrifica
iam
4. l:IWIt(871a~ ~O"t] 1V Ma, itcm infra 5.Q
5. < KolJ).x tIXVO~ ) [1X]ii9Lt;
Ma, longius
6. d1ttv ' "O .1 t1tOV, .,. (dixit: oII Quod jam dixeram, ... ,.) Mu: ti1ttV
Et1tov' Ma tt1ttv' Et1tov
Hal
8-ll . lnitia versuum restit. Schw (fr.
2. 1')
8 . .qa 'tixvlX Pi (fr. 2, 1'), de. Be 5, 16: .[o';'e; ulou~ Ma, Schw
9. x[lXl
'to';'e; &tA1p<IIJ Pi (fr. 2,1') (spat. fere 15 liu .), cfr. Be 5, 17: X(IX! .ou~ O!xi-t'lXe; coni .
Schw XIX! 'toue; .vfxOII'tCtr; 5
1 0. restit. Sehw (fr. 2,1'; 1,3'; 2,5'; 2,3')
11.
' H 'l'&.p ~p[o}S restit ',Sehw ~fr. 2,1'; 1,3'; ~,5') : ~p[o]S 1~[v resti: . Pi (fr. 2,2'), dubitan12. rutwv PI (spat. {ere 7 hit.), cfr. Be ' ,20: XFUOCfWV suppl. Ma , dubio
te 5ch.",.
rante: Schw I l]crt[tv [estiro Pi (fr. 2.6'), coni. Ma I ~ \ restit. Pi (fr . 2,2')

an'

15

Bo

ID , 1I - 11 , 12

3'9

Culciano disse: (Non era dunque un


ignorante? Era forse de1livello di Platone?.
Filea dsse: Anzi, supero
Platone: [non solo era]
piu saggio di Platone,
[ma anche di tutti i filosofi)
[insieme. Datti persuase]
[tutt. Se] vuoi, ti [ctero]

11. le sue parole. Culcano disse:


Sacrifica [una buona voltah, Filea disse:
Non [sacrifico : non sta mai.] Culciano
disse: (C E questione di responsabilira.?. Filea
disse : S1. Chiese di nuovo: (CE questione di responsabilita?.
Filea disse: Proprio come ho deuo, e cosh>.
Culciano disse: Per guaJe ragione
verso [i tuoi figli] e tua moglie
e verso [i tuoi fratelli]
10 la responsabilita non la osservi? . Filea disse:
Infatti la responsabilid. verso Iddio
e [piu grande] e viene prima di

o.t

11,

n-J. 1tpIX-yU 1tV't1X cfr. ACI. Ap. 4, 19 ; 5,29

330

r,

A1"TI DI FILEA

ACTA PHILEAE

,,,. AirE< ydt]~ ~ [ada] TP"<pir


'AyCX1ti(JEl~] 'tOY ftE.O~ ['tfJV 1totiO'cnrtI CJE.. KO]uAXt[avo]~ El1tE,V"
Tlva aE6v;] <!l ~A<X~ "eXp"~
,dt~ XE]'e["]~ d~ ,Iw OIlp"vov

l'

d"EV'] Tov [a]EOV ,ov ,,[o<]~a,,[v.

Bo

11, lJ- I2, 11

33 r

tutte le cose. [Djfa tti la divina] Scrittura [dice]:


["Amerai] il Dio [che]
[ti creo]" . Culciano disse:
[Quale dio?] . Filea levando
[le braccia] al cielo
[disse]: 1I Dio che ha fatto

12. [il cielo] e la terra,

12. ,[" 'ov oup"vlw] x"l -r1v yTjv


x"l ,dt[~ a"AeXTI"~ x]"l "eX",,,

i [mari] e tutte le cose che si


trovano in [questi eIementi, il creatore] invisibile, [inenarrabile, non soggetto ad alterazioni], im, mutabile, irraggiungibile con il pensiero, coIui al guale
serve, e subordinato e [sta sottomesso]
tutto il creato, nei cieli,
sulla terra, sotto terra,
e [riconosce?] che Lui
10 solo e il [monarca autocrate] di
tutte le cose e che non ne esiste un altro

-ca

lv [cx!hot;, X'tOTl'jvJ apa'tov, &[<xrrwv, cX1t't]w'tov, a'tpE., ,:,:[o]v, dt"Ep<v6~[,]ov, <;> [800'
AEU xat eXxE.l x~G] D1to[xEI'tcxl
xal 1taacx ~ x'dcn~ [1to]upcx[vwv
x"l [,,] <y~]",v x["l x"'''Xa]ov([",v
x"l ,,[ .. . . . .. ... .. . . . ] 0" ~[u.
.0 'o~ fLVO[~ ,,]u,o[xpeX''''p] ,,;'v
eX"eXv,,,,v [x]~ [ou]~ nah<v '''pok

IJ . rale T( reslit. Schw (fr. 1,4') I [eta] fort. brevius; 6Ea: o ] Mu lEpa xal ada: Ha!
lEpa 9to un l
'4-5. l nitia ve rsuum (se, 14. Ar ( .. . : 15. x(, .. ) recognoscere
5chw sibi videbarur (fr. 3, 1'), cui fidcm denegavcr. Mu, Pi
14. 'Cov etOv res tit.
r
Schw (fr. l,4 ), cEr. Be ',22: XptO.,,1:0V atV coni. Ma, cfr. LXX Deut. 6,5 xp'to\l 'C O...
at. . O'ou ce La 3,33-4 dominum deum !uum
14-5. [-.'0\1 1totiO'av. O't Pi cfr.
Ece! . 7,30 et Be 5,22: (Jou 'tv at 1torjaC(v'rc( Lan 2 ; (aou . 0. . J x[dalXV't1X Schw d~. supra 14-5, [aou t 6~ at i '/tohat v cooi. Ma, cfr. La 3,33-4 qtli le Ir!
KOJUAXt[C(VOI restit. Schw (fr. 1,4')
16. [TvC( 9iov;] Ma (spat . 8 litt.): lTvlX ov
z
9t 6v;] Lan , fort. longius spatio 1 ';Il ~ ~[iC(~ restit. Schw (fr. 1,4')
18. [u'] (i.q.
'/ttv) suppl. Pi (spat. fere 6 litt.), conicieos tT1ttv (plene scriptum): a1ttxper Ma, Joogius
(dr. M u)
12, 1. 't~v oupavovJ, cfr. Ac~ . Ap; 4,24 et Be 6,1
l. "t'~ [~ elXAnlX ~ x) a t s~ppl.
Mu, COOl. Ma, cfr. Be 6,5 : "t'Tjv 9).lXaalXv Hal, dr. Act. Ap. 4,24
3. t ... [IXU'tOt~
... ] (spat . fere 13 Ii tr.), cfr. Aet. Ap. 4,24 et Be 6,6 1 x"t'tan...] Pi, cfr. Be 6 6: 'rO'" .L.
VOY] Ma
4. <i[A1iA7)'tOv, &'/t'tJeu.o... Pi (spat. fere 10 litt,): &[.Lt .ci'/t'tlw'tov Ma
brevius (Schw) a[AraW~ &.8vl:1t'tJw'tov Ma apud HaJ <i[....a:AOL]eu'tO ... Lan l , spatio no~
conveniens
6. u'/to[ui'tlXt] Mu: r.o[u.ci]X<'t'> lXt corn. Ma, suppl. Hal, fort.
me.lius
7'S, {l1to]u p~ [veuvJ XIX! ~ [1th r~m euv J:C!a:t xlX'tIXX9[ovL]wv Pi, cfr. Ep.
P~ . 2,10 .
.S. n . Exitus versuu~ r~ognov. Schw (fr. 2,rl
9- 10. ~n ~ [uhlj
.r.o"'l?fl rcstu. PI (Er. 2, l Y) : [ ] 1 'to ~.r.o ... Ma
10. a]u'to[xplX'tw.p] restit. Pi (fr.
2Y)
ro-1. 'twv ;1t;V'twv restit. Schw (fr. 2, 1")
11. [X]IXL lou)x r{a]n v re.
SI' Pi (fr. 2,2 Y ; 2,3"; 2,5"; 1,3") 1 t upo[d restit. Pi (&' 2,1")

1,..'

tr

14 . 'Ar lX'ltiatLl -COy aEO'" cfr. Deu!. 6,5 ( _ bid . 11,1); E v. Mau h. 22,37
14-' .
at Eccli . 7,30
18-12,3 . T ov atO...... 'rO: &y oohot!O cfr. Act. Ap.

-ro... 1tO L~alXv.

4,24
12, -3. -cO\l OUplXvOV _.. l v IXU't'Otl cfr. Acl. Ap. 4,24
7.8. E.1tOUplX... W\I XIX'tIXX90v(wv cfr. Ep. Phi!. 2,10
11' 1 . xoeLoux .. 1tATjv cWtO Deut . 4,35 ; Ev. Mare.
12,32

<

ACTA PHILEAE

332

1t~Y ",[TO. O[J O[L]X[O]rOL ill1tOY


T<1> [. .. ca. 20 litt. .... ]
[ ... ca. 20 litt. .. .. M~]
., <i[Y9Lcn:]ii Te;; [~r<(.LYL. ct>L-

,,,,k El"<Y'] ITpoc [8 l1t<p""q: (.L<,


&1toxP(Y[O]blru [",T<1>. O! OLXOrOL
E!1tov' 'Ecp?ea [-dv j'UVCllX<i (Jau

ATI1 DI FILEA

BE.\lE.cprXlOV 't~

xap~O.Lal

, XeXplOCXl.

&8e.Aq:0 crou

xcxl crU E,.LOt 'toiho

ct>L<"" El1t<Y' T"'TIjY Uy


e.ue.prea((lv nAe.lcxv ahofJ.Clt,

..

'to -r cbto'tofJ.(~ xp1acxaecxL


xat 'to xE,Ae.ua9lv aOl 1torfcrn~,
KOUAXlClVOt; tl1tE,V' El filv 'nt; 1jt;
xCl'ta 'tOU~ &rpo(XOu~ 'tOUt;

12. :reATv cr:u["tou Pi, cfr. Deut. 4,35 Ev. Marc . 12,J2 I O ~()x[o}Aro~ resdlo Pi (Er.
2,6" 2,5 v 1 ,J~ 2,1"), cfr. Be 6,9
IJ. "t~ Pi : .tu Bo, redn. Ma
1)-4 . "t~
[~t)'i~ Acr:AOU\'"th [:re! 1tAti"oV' Mi cooi. Pi allato fr. 2,5'"; deganrem sane cooiecturam
tamen rdeci, cum in fragm. 2,5" littera t vix legi possit et cum ex ipsis fragmentis papy
raceis appareat textum hoc loco duohus versihus constitisse, cfr. Ma ct Bo
11,14
14 -7 . Textus restirutus ex Be 6,11 -3
14. Mi Pi
1' . &'[vOIO""t]
scripsi: a:[vO(O""t]r restit . Pi (fr. 1,4Y ) J post hane vecem [r] Bo (fr. 1,4") 1 1~ (~"Ytl-l6vt
restit. ct suppl. Pi
1,-6. Ibt]AtO':[~ d:retv'] Pi
16. n po~ [8 :retpUl"ta }ltJ restit. et suppl. Pi
17. ebtOxp(v[oJfJ.al restit. d corro Pi (fr. 1,4V): cr:1toxptvtoJfJ.t Bo
(col. 12 ... fr. 1,4") I [a"t<";>_ 01 8tXOArOt Pi
18. [pI {ante t(:reo';' Do (per dittographiam, ut credo, e:c vece llflpct). Ma: p{T"topt~) Schw I tIflOPcr: Bo, secundum Pi;
tlflopr Ma, Lan tjOp. Mu I [d1I jUvo:i"x. 0"01)] Pi
..
1,, 1. ... <l>LAlcr:~ tI:retv eooi. Ha!
4. Xcr:p~OfJ.cr:L: Xo:pt~O.L[ t]o:t Bo, lin. t curcenle calamo Iineola deleta Xo:p~ow.( O"t Ma apud Hal
S. X&.2tO"O:I: xo:ptat Bo I
post XlXptO"o:t laeunam stal. Ma, supplens <9uooII. <I>t).lcr:~ d:retv- O Ow, fJ.-i rillot
"te >. vix necessario
6. WtP"Ytaicr:v: tve.P"Yt(Jtcr:v Bo
7. cl:reo"to....o:: ct:reO"to
luto: Bo I x.piO"o:cr6o:t: xpTao:cr6o:( O"t Ma apud H al
8. :reO \JGn~ (:reOtl1lTfJ~ Bo) Mu:
:reOtiaal Ma
10. "to~ Ma; "tOU"touO" Bo primis liueris "tou ab ipso, ut videlur,
scriba punclis deletis: .o"tou~ WUt; Ma apud Hal

12, 12 - 15, 10

333

tranne Lub>. [I] consiglieri dissero


[a Filea che voleva dire di piu ... )
[.... .
. .... : Non)
., resistere al [prefetto .] Filea
[disse): Su [eio che mi domanda)
[gli) ri'pondo ". [1 consiglieri)
dssero: Pensa (a tua mogliel.

[duae columnae perierunt]


15. El"<Y' Ox &rw" <in' l(.L"'UTOG
xTl8fJ.t\lo~. KOUAXlClVO'; tl1tE.v

Bo

[mancano due colonnel


15. Filea disse: Non irragionevolmente, roa di me stesso
preoccupanclomi. CuIdano disse:
Un particolare favare a tuo fratello
io faedo. E tu questo favare
lasciami {are. Filea disse: Questo
ultimo beneficio io ti chiedo J
cioe di usare severita
e di fare co che d e stato ordinato.
Culdano disse: Se tu fossi uno
dd villic che

..

<

ACTA PHILEAE

334

lh'

ATII DI FlLEA

&VdhE.<~ > av E.1tLOE.OWx'ta~

16. I-Le.vo~ oE.au'to 8oov. <I>LAl<x~

<O

"

16. mia te stesso e sacrifica ). Filea


disse: Non sacrifico. [1] consiglieri che stavano
a fianco del prefetto gli clicevano: Ha sacrificaro
nell'ufficio privato. Filea disse: Non
ho sacrificato; e se ho sacrificato, 10 dica il
prefetto. E poich egli non si lasciava
smuovere e non tornava affatto sulle proprie
decisioni, gli avvocati
e tutto l'[ufficio], rnseme al governatore
deUa dtd., chiedevano al prefetto che gli fosse
concesso un periodo di riflessione. CuIdano
disse: Vuoi che ti da [empo per
riflettere? . Filea disse: He riflettute
piu di una volta e questb ho sceltO).
Di fronte a cio, gli avvocati
e l'ufficio insieme

d7tEV- Ou 9w. m liLxoA6yoL 1t<Xp'O[oJ,,;;'"~ <'I'7Jo<xv' "'E9uoe.v av


<c{) arxpi<'l'. <lllAO:~ e.11tE.v OUx t9uoa' d OE. E9uoa, AE.j"'tW
iy..t.lY. K<xt .t.~ .t.E<<X1tA<xriV'to~ au'too .L1)0E. l1tla'tpa
Ifiv'tO~, T~(ouv Ol a~XaWA rOl xal1tCioa T 't<~>l < ~ > afJ.a 't'i> AOy""i "Iv iy..t.6Y<X OX~LV
au"C'i> aoarva~. KouAx~avo~
d1t.v BOA"!I oov<X( OOL ox~<xoS<XL; <I>LAi<X~ d1t<Y' <E> ax.~&.t.7JV
1tOAAxt~1 xal "COO"CO 1tpo"pr..t.aL. Kal t7tl 'to"Cm~ ol OlxaLoAyoL xal ~ "C~l~ a.La

II ; r..,dht<t>CJ..." cfr. La 5 , 3~ indigere: t..,to..., Bo

.,

Il-2. anle tmOEowx'tCJ.~ i CJ.t!.

14. Xtx'tT)O'CJ.(: XtX'tT)o ( qlCJ.! Bo, lin. a (Pi, non t Ma) ah ipso scriba!i1,6. 9pt~CJ.t <xCJ.l, OIOIXijO'CJ.t S: 9pi~o:! ouvIX0'9o:t (ve! OvCJ.O'CJ.!) Ma
(nOI.)
16. q:UO'!H.VO~: iptO'CJ.IJ.EVO~ 80
16, ~. 01: ou Bo, per dittographiam I ~hXOAOrOI Bo, cfr. infra 8-9 el 15-6
4.
aTlXP'I't'!J ( - ttTlXP'I}'tCJ.P!'!J), cfr. La 5,4? in lrontiiteno: auyxpfrtw Mu O'1Jvxp'l)"tw
Bo
6'7. (J.t'tCJ.1t'ACJ.rt\l"t'O~: xCJ.'tCJ.1t').CJ.'J:t\l"t'O~ S
8-9. 0\)"1II0).6ro\ Bo, item in.
fra 15: olXOAyOI M3, Hal
9. 't<e>l<p: 'tCJ.I Bo, cfr. infra 16 't~!~
11 .
IXU't'~: CJ.\.I't'w Bo, cfr. Pi ad loe. I ooaTivCJ.!: oovo:t Lan
I l . oouvo:t: ooaiivCJ.!
S
IZ-3 . O'xit/CJ.a9,:n: O'Xtt/tmlIXI Bo
13. <' E ~ O')(t~&I.(:rlv: O'X t~CJ...tTJ\I
Bo
1:,-6. OtXO:IOAyOI cfr. supra 2 el 8-9
18,14

335

'tol.l~ supplendum censer < &"'0lCJ. ~ Ma, cfr. La 5,37 in /gnc ammtiam IJm;sse
I2
<oux> ';vElX6!J.7\~, efe. Be 10,1 el La 5,J~: ';"'UXIJ.TIV S, Hal coll . At l. Ap:

neola deleta

I:: , 11 16, 16

per la loro poverta si consegnano,


[non] ti avrei tollerato. Ora invece, poich
possiedi ricchezza sufficiente
da mantenere non solo te stes" so, ma da nutrire [e] amministrare
un'intera citta., per questo rispar-

au<OUX> 1VE~X~1)V av aou. 'E1tE-~


o~ OE. xat 1tE-pWUOlav lxav7v
xlx'tT)oat, w~ .Li .Lvov OE.au'tv, &AAcX xal 1tAlV OA1)V 8pcpa~ <xab ow~xfiaal, ota 'to'to cpuo'tO~,

r,

Bo

<

ATTI DI FlLEA

ACTA PHll.EAE

17

<,;,

AOy'<>< T~OUV "Iv fLaxci

pWV <l>~AexV 1tE.~eV'tE.; 01t(ut;;

.$. <oT~ x.Aw9doL Kal fLT


lmO"tpE.<potJ.VOU exU'tOU, E~exA)'CtV
5 exU'tOV <XVCt'tpl7tOv'te.r;, Wr; &V crxl~
~~at>

eolpTvr 'toTr; aylOtr;

Bo

17, 1 7

17. al governacore pregavano i1 beato


Filea, cercando di persuaderlo, perch
cedesse a quanto ordinato. E poich
egli non tornava sulle dedsoni prese. lo
5 gettarono a terra supino, affinch
rifIettesse.
Pace a tutti i santi.

1taO'l.

17, ). tlq: r~ Bo'"


4. t3OlUay: t3aUov Mu , Pi
5.6 . .xvaxic/i7j<"tcu:> :
Lan eoU. PSI IIl168,31 tV<l"Xt~Tj Bo
7. ttpTvr: LP7j\lTj Bo I :yrOLo;:
8. ttIXaL : ttOlaU Bo
.

lvaxl~r<"taL ;>
Olruo Lt; Bo

17. 7-8. d pTY1] .. ttam cfr. Ep. Eph. 6,23 EtpTvr "toTo; eX3qlOTo;

337

STAMPA:
EDIZIONI PAOLlNE
ROMA 1977

xxvw

lNTROD UZIONE

A. A. R. BASTlAENSEN

Cosi, dunque, la redazione de rendconti dei marnn aveva


funzione non Iimitata al quadro ristretto della Cmesa locale, ma
estesa anche al pi\! ampio contesto della comunita delle Cmese,
che abbracciava le Chiese della medesma provincia, le Chiese
d'oltremare, tuUe le comunita del popolo di Dio, sparso per il
mondo. Di tale duplice destinazione si rileva forse qualche traecia in una delle composizioni autentche a noi rimaste. Gli atti di
Cipriano, non quelli del primo processo, nel 257, ma quelli del
processo del 258, che si concludeva con la sua eondanna amarte,
sano stati conservad in due reeensioni 1. Esse sano strettarnente
apparentate, ma vi seno aleune differenze carattristiche. Casi,
veniamo a sapere nella recensione 1 che Cipriano, l'ultima noUe
della sua vira, alloggiava presso un gendarme vico Saturni, ovvero
in una strada della loro citta che i cartaginesi conoscevaoo bene;
cio che oella recensione 2 e diventato: in vico qui dicitur Saturni,
clove l' aggiunta qui dicitur suppone destinatari che ignorano la
topografia della citta e che, di conseguenza, appartengono ad
altre Chiese. La duplice redazione dovette essere intenzionale: vi
si riflette una doppia destinazione degli acto. Non e difficile immaginare l' avidita e l' emoziooe con le quali le Chiese-sorelle,
oelle loro riunioni liturgiche o comunque pubbliche, ascoltavano
il racconto della fine gloriosa del vescovo di Carcagine.

7. Problemi d'autenticitli
Tale duplice recensione degli atti di Cipriano puo invitare a trarre una seconda conclusione, e cioe che gli au ci'un martirio non
costtuiscono la replica esatta dell'incartamento processuale di
un'azione giudiziaria o di qualche resoconte ufficiale relativo a un
arresto e a una condanna, 1 resocond che leggiamo sano opera d
redattori cristiani, che lavorano per la loro comunidt. E sembra
invero che illoro lavara sia suscettibile di variazioni, se l' esigenza se ne fa sentire, come puo essere stato il caso del testo, destinato ad altre Chiese, degli atti di Cipriano.
Sara possibile, alIora, descrivere il processo di composizione
dei nostri atti? La risposta aquesta domanda non puo non essere
tirubante. Diciamo anzitutto che occorre inquadrare il problema
in un contesto piu ampio. Si tratra, in definitiva, dell' autenticita
1 ~cta Cypriani 2, 1 5gg. : ved.~ in questo volume, pp. 210.27; da consultare in particoJa.
re 11 commento a 2 l , 1)-6; e moltee la Nota al testo, pp. 202-4.

XXIX

dd nos tri atti, piu difficile a stabilirsi - Musurillo ha farro bene


a rammentarcelo 1 - di quanto non si creda comunemente.
La critica agiografica cattolica dal diciassettesimo secolo in
poi, reagendo con l' opera di Thierry Ruinart in Francia e dei
Bollandisti in Fiandra agli attacchi protestanti, ha risrretto sempre piu il numero di att degni di fiducia, Il procedimento conssteva sopratrutto neU'utilizzare argomenti di critica interna: se
gli atti, tali quali li possediamo, contengono dati che la scienza
storica impedisce di accetrare - per esempio grossolani errori di
cronologia, caricature non plausibili d'imperatori persecutori, intervento massiccio del soprannaturale in vsioni e miracoli, ecc. essi sano soggetti al dubbio e non possono essere riconosciuti
come autentici . I1 punto di partenza e il contenuto degli atri,
giacch una documentazione per mezzo d' altre fonti e in molti
casi impossibile. Vi e, certo, la Storia Ecclesiastica di Eusebio,
che contiene estratti del martirio di Policarpo e degli atti di Poni0 2 j che, in piu, ci ha conservato la lettera delle Chiese di
Lione e Vienne; e che, in genere, menziona le persecuzioni di cui
i nostri atti sono per cos) dire dd primi piani: non possiamo che
rallegrarcene. Una certa garanzia di autenticita e conferita forse
agli atti di Filea.) dall' antichita dei suai primi testimoni, i papiri
scritti qualche decina d'anni dopo gli avvenimenti. La Passio Perpetuae viene confermata da aleune iscrizioni, da un'allusione di
Tertulliano (de anima 55, 4) e da numerase altre presso autori
posteriori, soprattutto Agostino" . Per gli atti di Cipriano, vi e la
menzione degli atti del primo processo in una lettera a lui indrizzata (Epistulae 77, 2) e vi sono gIi accenni del suo biografo
Ponzio'; i prestiti degli Acta Maximiliani 6 sono anch'essi un sostegno per l' autenticita degli Acta Cypriani - e, in certo modo,
anche viceversa! -j piu tardi Agostino, nel redigere i suoi sermoni per il giorno del natale di Cipriano, attingera egli pure agli
Acta CyprianF. Vi e, infine, la celebrazione liturgica delle feste

Ved. Musurillo, p. uv.


PeI questi ani ved., in queSlo volume, pp. 6-3 1 e 154 -91 .
) Ved., in questo volume, pp. 249337 .
La liSIa delle iscrioni e delle cilazioni e allusioni presso Agostino e altri autori antiem in C. van Beek, Passio sanctanlln Perpetuae rt FelicjwtiL ., p. 149* sgg.
J Ved. Nota al tes to, pp. 2034.
, Ved., in questo volume, U commento a Acta Maximiliani 2, 169 (p. 503).
7 Ved. Serm. ]09, Sermo GuelferbytanuJ 27.28; inoltre l'apparalO ddle citazioni agli Acta
Cypri.ani, pp. 209, 219, 221. Ch. anche S. Colombo, GI; (ltti di San Cipriano e a/cuni
semtoni di S. Ago$lino, Didaskaleion . n.s. 1 1923, pp. 1018. Anche Prudenzio oonosce
1

TESTAMENTUM XL MARTYRUM
Testo critico a cura

di A.P. Orbn
Traduzione
di Silvia Ronchey

Notizia
Nel ccntesto di disposizioni anticristiane adottate daU'imperatore
Licinio Del 320 soprattutto oei confronti del clero e dell'arnministrazione civile e militare, quaranta soldari crisrani di varia provenienza
ma apparcenenti tutti alla XII Legione Fulminara di sranza a Seba
ste, oell' Armenia Minore, furono arrestati e invitati ad apostatare.
Al loro cifiuto segul la condanna a morte. Il 9 marzo di un anno
compreso fra il 320 e i1 324 essi furono esposti nudi in un luogo
gelato e morITano per assideramento. NeU'intervallo fra la condanna
e l'esecuzione i quaranta cristiani scrissero ai loro confratelli di fecle
residenti nella zona la lettera, usualmente defioita Testamento, che
gu presentiamo, DelIa guate chiedono di essere seppelliti tutti in un
solo luogo. TI loro desiderio non s pot realizzare perch, dopo morti, loro corpi furono bruciati e le cened disperse nel Hume vicino.

Bibliografa essenziale
N. Bonwetsch, Das Testament der vierzig Miirtyrer ti Sebaste, Neue
kirchliche Zeitschrift>, III 1892, pp. 705-26 (= Bonwetsch).
J. Haussleiter, Zu dem Tes/ament der vimig Miirt.yrer U Sebaste,
Neue kirchliche Zeicschrift UI 1892, pp. 978-88 ('" Haussleter).

Sigla
V

P
S

Vindobonensis TheoL gr. 10, saec. XII (ed. P. Lambecius,


Vindobonae 1778)
Parisinus gr. 1500, saec. XII
Codo 180 Monast . TroitskoSergievskaya Zagorsk (USS R) 3.

1445

t.IA8HKH
TON ArInN KAI ENt.O=:ON TOY XPIl:TOY
TEl:l:APAKONTA MAPTTPON
TON EN l:EBAl:TEIA TEAEH18ENTON

TESTAMENTO
DEI SANTI E GLORIOSI QUARANTA
MARTIRI DI CRISTO
CHE MORIRONO A SEBASTE

MEA'tLOC; xat Af'noe; xcti Eo-rtJXtot; of 8io!.Llm "Coi) Xp~cr-toj


<'tore;> x<X'ta 1t&aav 7tAl\I xcxl x,wpav ar(Ole; t1tlO'X61tOlt; 'tE. xcd
7tpe.a~1.rc.pOlr;, OlCXXVOlt; 'tE. xat f,LOAO)'i'l"Ccx'Tr; xocl "tOLe; AOl1totr;
a7taatv ~xx)..TJcnaC"'tlxo1'r; EV Xpun4> XCdPE.lV.

Melezio, Aezio e Eutichio, prigionieri di Cristo, porgono l loro


saluto ai santi vescovi e presbiteri d'ogni citta e paese, ai diaconi,
ai confessori e a tutti gli altri membri della Chiesa di Cristo.

1, 1. 'E1tEloav 't'fi 'to 6e.ov XPl'tL XIX! 'tcxTe; xOl\lcxTr; 'twv 1tCX\I
'twv d):,arr; 'tav 1tpOXEl~EVOV 7}f.LTv eX"(wvcx uAawf,LEV XCXL E.7tt "Ca
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10 xWptWV -ruYXvoflEV 1tv'tEC;, &)..).. "fE fllClV xat TIv auUv ic;
xcx'tcx1tcxaE,WC; Ei).,flEOa xa't9e;crw. 'E1tu8i yap XOlVOV l8llle;9a
'tOV 'toO &9AOU &ywva, XOlV1v auve;8llle.8a xat 'tiv xa'tltcxuaw
1tolfaaa8al ev 't~ ltpoupr.tlv~ xwp(q.). TcxU'ta ouv xal 't~ &:y{~
1tVe.lla'tl woEe.v, XCXt ~Ilrv Tpe;ae.v. 2. To'tou EVe.Xe.V ~.td~ o
't"O Af.Lf.Lwv(ou,

Pucfatio 1. 'tou XwTtO om. S


2. 'tO(1 add. S Mendelssohn Bonwetseh
1, 2. T.tiY om . PS, del. Bonwetseh
7. O1tOU8&(OY'tl: aW01touM(OVt'l V
9
1tAIV ZfAwv P V: 1tO).(T1AOY (se. tXxATlalOXv) Gebhardt I Et -ya? XCtL Mendelssohn: d
-ya? s El )Xl V
l l . tlA6.tt9<x Mendelsmhn Bonwetsch: tAw.tt9 V

1, 1. Una volta che avremo portara a compimento, per grazia


di Dio e a esaudimento dei voti di noi tutti, l' agone che ci e posta
innanzi, e conseguito il premio della superna chiamata, desideriamo che sia esaudta, aliara, anche la seguente nostra volanta: que!
che resta di noi venga reso alla comunita del nostro padre e presbtero Prodo e ai nos tri fratelli Crispino e Gordio insieme ai
loro devoti fedeli, e a Cirillo, Marco e Sapricio figlio di Aromonio, a che le nostre ossa trovino dcetto nel villaggio di Sarim,
sotto la citta di Zelon. Ch, se pure veniamo tutti da luoghi diversi, abbiamo tuttavia eIetto per l'eterno riposo quell'unica e
medesirna sede. Poich nfatti sara srato comune l'impegno nella
10tta, abbiarno fra nol deliberato che comune sia reso anche iI
giaciglio che ci dara requie, nel villaggio predetto. Tale fu il proposito ispiratoci dallo Spirito Santo; e quel proposito ci piacque
far nostro.
2. E noi della comunita di Aezio, di Eutichio e

Praefario r. o 8lO'.tlOt 'tO XptO'Toii cfr. Ep. Eph. 3,1; Ep. Philem. 1,9
l, 2. 'tOV 1tPOXttUVOV ... &yw'XX Ep. Hebr. 12, 1
2'3 . lTd 't0: ... xA1atCllI Ep.
Phil 3,1 4
101. tii~ x't<X1tatwli ... x't49EO't\l cfr. Aet. Ap. 7,49
13'4 .
't~ -y(~ ... ~fl.(V Act. Ap. 15,28 neenon ',32

<

TESTAMENTO DEI QUARANTA MARTIRI

TESTAMENTUM XL l\.1ARTYRUM

344

15 ltEpi 'At'ttOV xcd Eu'tXtov Xal 'tOU~ AOmOUC; tV Xpu:rr0 &~kA

xcd aoeA
<poo, "ar, A"TJ, xo" <oepoex'i, ix<o, r'y'09oel, <Ti, 3< <plAoe3!Acpou xmvwv(exc; 'tlfJ.fjacxl 'tov opov xcxl 't0 ~OUA~!l.a'tt ~fJ.W\l O1tOUoa;(wc; auvpcxa9o:t, 01t0>0; TI'c; mxxo'ijc; xal c; aullltcx8dcxC; 'tOY
.Lirav ~.Lla8ov 1tapa "Co xowo 1tex'tpOC; ifJ.WV xO(.Llcrra9E..
3.
q:OUC; T.LWV 7tapaXaAO.LEV 'tOUC; XUplOUC; ~fJ.WV "(ovare;

20

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25

OE

&~to(.LEV 1tv-rcxc; (.LTJo.vcx 'tWV

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xcx.L(vou aveAO.L-

vwv Atl~cX.VWV 1)fJ.WV EV e<xu't0 1te.pmmiaaa9cxt, &)..)..& xcxl 'tile; EV


'tCXUt{.> cruVCX9pOlcre.WC; q:pov-daav'tC( &1tooovat 'tote; 1tpoe.pT}(J..vmc;,
lVO: xal jc; O1touofjc; 'tov 'tvov E1tlOe.lE(.LEVOC; xcxl 'tfjc; EUj\lWllOcruVT}C; -ro aXpCXLOV (xU'tWV 'twv ttvwv -ri'o; 11UtJ.1tcx9e.lac; 'to xipooc;
xO~J.(O"I'}'t(xL. Kex9c1te.p T Mo:pCa 1tpoaxapnpiaexoa "t<il 't6:<p~ 'tOl)
Xptcrto xcd 1tpO 1tv'twv 9E(x(],(X.J..VT} 'ta\l XpLO\l, 1tpw'tY) XCtl 't'i~
Xoep, xoe, ."Aor'oe, i3t~oe<o 'tiY Xptv_ 4. El 8. '" <; ~ou
A>!'-oe" >!'-WY iyoe",lW9, <O !'-<Y 9dou x'p30u, &n<plO,

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$Cf'tW, j~ o~ 1t<xpaxofj~ 7t;01'}~ 1tOLXO~, !.LLxp0 ~ouA~~a'tL &7tOAaa<; 'ta OlXaLO\I, 't~\lE.L\I 7~ac; &7t' &AAiAW\I

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tq' au<oy ~loeC!,-'YO" oG, lrto, >!'-WY ow'tip 13,<;< xpm xoe, "po\lo(~ .q 7ta'tEl ao\ll~EU;E\I.
5. El o~ xo:t 1to:t~ EO\lO'lXa~ \lE'ta

~o:'tt 'tO qtAO:\lSpW1tOU SEO t1ti. 'ta o:u'ta 'tO &yw\loC; xo:'tCX\l')CJEt

3.5 'tAOC; 't'1\I o:u'ti\I 7~W\l i)~(o)aE\I EXEL\I XCXt XCX'tCX..tO"~\I W\I OE

3loe<pUAoeX9tj &~Aoe~i, -r <O XplO<O XPl<l xoe, ~" iy ~; xO!'-> ~"COl<O, axoACm oe,,<OY !,-,,' lAW9.p'oe, <; !,-oepwP'>
7f1.W\I 1tCXparrAAO~E\I XO: 't&~ l\l'tOA&r; 'tO XpLCf'tO q>UA;TIEL\I
1tO:PCXXCXAOf1.E\I, t"CX E\I

't'ft

.LEy;An 't'ir; &\lCXCf'teXaEwr; T!J.p~ 't'it;

15.6. "tOUt; AOl1tOUt; ... aotAfout; Bonwetsch: "t01"t; Am1tOlt; . .. aOtAqlOlt; v


P
16-7. "tou, xup(OUt; ... or:OtA~OUt; Bonwetsch: "tOlt; xup(oU; .. . a otA/fIo1"t; v
P
24. "t6vo ... : n ...oy V
16. 1 Map(a: Mapl P
30. l.uxPt!>: l.uor:~
Lambecius
30. ~ouAftfUl"tt : Aif-l.tor:"tt Mendelssohn

345

degli altrl fratelli nostri in Cristo preghiamo i nostri genitori e


fratelli carnali di astenersl da scene di strazio e conturbamento
per tale nostra decisione, di rispettare questo nostro decreto di
comunione amicale e di cooperare diligentemente perch sia fatta
la nostra volonta: otterrete COSI dal nostro comune Padre la grande
mercede che attende l'obbedienza e la comprensione. 3. Ancora chiediamo a tutti che nessuno si procuri per proprio conto e
per s parte anche minima delle nostre ceneri quando verranno
estraUe dalla fomace; roa che ciascuno, con la massima scrupolosita collaborando perch tuUe siano raccohe insieme, le renda ai
suddetti fratelli. affinch, mostrando l'intensita della sua devozione e il disinteresse della sua bonta, ottenga per s il fruuo della
compassione per il nostro travaglio. CosI Maria Maddalena, che
sorvegliando assiduamente il sepolcro di Cristo fu la prma a vedere il Signore, e stata anche la prima a rcevere il compenso della
gioia e il dono della sua benedizione. 4. Ma se poi qualcheduno vorra impugnare la nostra ultima volonta, che egli sia privato
del compenso divino quale colpevole della maggior trasgressione,
aveodo per un piccolo impulso personale canceUata la giustizia col
tentare. per quamo in suo potere, di divdere a forza gli un dagli
altri noi che il nostro santo Salvatore con la sua grazia e provvidenza ha unito oella fede. 5. Se poi anche il giovane E unoico
per assenso di Dio misericordioso arrivera come noi al compimento dell'agone. vorra dire che e degno anche lui dello stesso nostro
ricettacolo_ Qualora invece egli venga preservato illeso dalla grazia di Cristo e ancora abbia ad essere annoverato tra i viventi, ci
raccomandamo che egli sia lasciato libero di dedicarsi alla nostra
tamba e lo incoraggiamo a rispettare i comandamenti di Cristo.
perch nel gran giorno deUa resurrezione egli rCeva la nostra stes-

16-8. ~ Mor:p(or: ... .r... Xcipw cfr. Ev . l o. 20, 1.2 et 11-8


31 Xcip~"tl eh Bv Lue
2,40; Il ,II ; 11 ,23 ; 14,26; 15,40; 20,24 ; Ep. Rom. 3,24 ; etc.
34 "to iplAa.... SpWnou 8tO Ep. Tit. 3,4
)8. "t0:{ !lIroAa.t; "tO XplatO cfr. Ev. lo. 15,10; 1 Ep.
Cor. 14 ,37; I Ep. lo. 5,2-3; 2 Ep. lo. 6; Apoc. 12 ,17; 14, 12; 22, 14
39. -q
f-ltrciA1J . .. 1f-lip~ E.... lo. 7,37; Ep. Jud . 6; Apoc. 16,14

TESTAMENTQ DEI QUARANTA MARTlRI

TESTAMENTUM XL MARTYRUM

40

.Lta' T.LWv cX1tOACXC"tWe; -ruX'(j, l1ttt81 xl lv -r<;> XC".Lt{) wv 'tae;

at''', ~fL'Y ~"lfLLY 9Aqm,. 6. 'H y"p "po, 'OY .x3A<pOy


yYWfL00IlTl 3,xcxlOollTlY ~"' 9w, ~ M "po, 'OU, J.OlOy.
vde; 1tapcxxo1 EnoA1v aEO 1ta'td' yi:ypa1t'tal yap O'tl '0 ciya1twv TIv &olXtaV .LlC"tl TIv ~au'to ~UX"JV.
2, 1. TOlYPOV &~tW u.Lae;, &OEAqE KplO"1trVt, xcxl 1tapa.y-

w,

"<la1J, xocrfL'x;, ~3u"cx9dat, Xatt "A<lY~, yYicr9at,


:E<patAp" y"p Xatt ox dhoyo, ~ '0" xcrfLou 3~at, ~
1tpOe; 6)"yov .Liv &V9Er xcxl au9le; .Lapa.CvE'tal Xp'tou 8XT)V, 'tax, 'POY ~, .xPX;' 3~CXfLiY~ 'o ,iAO,. TIpocr3pcxfL'Y 3< fLanOY
6A'Oat' ,<;> <p'AatY6pw",p 6<;>, 3, "AO'OY fL<Y .xy,X; "atpi
XEl 'tore; Ele; au'tov 7tpoO"'tP&XOUC"l, ~w1v oi alwvlov ~pa~EEl 'tole;
de; au'tov mO"'tEOUO"l. 2. KalpOr; ou'toe; Em-doEloe; 'tore; O"W~E
O"Sal 9iAOUO"l, alPaovov .Liv 1tap&xwv je; .Lt'tavoar; -dv 1tpOaE'
10 O".La.v, &1tpOlPcXO"lO"'tOV 8E n;e; 1tOAl'ttlae; TIv 1tpa~l\I , .LT)OEV &Vct~atnOfLiYo" "pO, '" fLinoy. 'A"popat,O, y"p ~ 'o ~ou fL
'ta~oA1_ 'AAA' El xal E"f\IWplO"ae;, opa 'to Xp"JO"lf.LOV xallv au-q
l1tOU~ctl je; 9Eo(JE~Eae; 'to a';(pcxv'tov, Yva EV au't<;> xa'taArq>8tte;
'twv 1tpOyEyOV'twv <Xf.Lap't'T)f.L'twv a1taAE<ptle; 'tO XElpypaq>ov'
15 'Ev <il yap EpW O"E , <pta(v, EV 'to'tt{) xcd XplVW C"t .
3.
E7touoO"a'tE ouv lv 'tare; lv'toAate; 'tO XplO"'tO EupEaTjval tX.LE.L1t'tOl, 01tWe; q"fTl'tE 'to axo(.L1j'tov xal alwvlov 1tp' O'tl yap '0
Xat,pO, cruYcr,cxAfLiyop "<lAat' ~o~ ~ 9dat <pwY'. 4. 'AycX"~Y
OUV 1tpO 1tv-cwv 'tllJ."Jaan aTIj yap fiV1J tllJ.~ 'to oxalov qllAa;yino>,
~iYou,.

347

sa ricompensa, per avere soHerto, pur restando nel mondo, le medesime nostre tribolazioni. 6. Si confa alla giustizia divina, infatti, la sollectudine verso il fratello, mentre la disobbedienza ai
consanguinei calpesta il suo comandamento. Poich e scritto: Colu che ama l'ingiustizia odia la propria stessa anima.
2, 1. E perco vi chiedo, fratello Crispino, e vi raccomando di
mantenervi estranei da ogni debolezza e smarrimento terreni.
Fragile e incerta e infatti la gloria del mondo, ed essa per un poco
germoglia ma ben presto appassisce come l'erba, estinguendosi
piu rapidamente di quanto e spuntata, Preferiate piuttosto far
conto sulla misericordia di Da, che procura ricchezza perenne a
quanti in lu si rifugiano e aggiudica vita eterna a quanti in lu
confidano. 2 . E questa l'ora adatta per quanti desiderano salvarsi: con larghezza ci e data l'opportunita di pemirci e ci e posta
innanzi senza scuse l'occasione irtinunciabile di praticare un onesto costume di vita, per coloro almeno che non rinviano nulla al
domani. Poich imprevedibili sano le vicissitudini dell'esis tenza;
ma una volta che questo hai compreso, fanne tesoro e sappi mostrare nel corso di esse la purezza della tua pieta, di modo che,
colto in quell'atto, tu possa cancellare tutto il protocollo delle tue
colpe passate. Come ti trovero - e detto infatti - cosi ti giudichero. 3. Abbiate cura dunque di farvi trovare irreprensibili
nei comandamenti di Cristo, cosi da sfl}ggire al fuoco eterno che
mal non si estingue. Poich gU. da molto la voce divina ha gridato:
Il tempo s'e fatto breve.
4. Onorate sopra ogni cosa l'amore:
esso solo adempie il principio della fratellanza e obbedisce alla leg-

<13'4 'O &ro:n:&\I ~uxfv Ps. 10,5


" 4. Mea ... x6p'tou cfr. Is. 40,67; 1 Ep. Pero 1,24; Ep. lac. 1,11
8'9. KCl!pO~
... aW{ta6al cfr. 2 Ep. Coro 6,2
9'10. n:p06ta.tl\l Ep. G.1. >11 ,2
14. -ro Xttp6rpo:~ dr. Ep. Col. 2, 14
16'7. Lv 'texto; l\l"tOAO:; ... .t(..t1t'tOl Ev. Luc.
1,6
17 'tO XO(..7)'tO\l cfr. Ev. Marc. 9,43AS ha 'ltp 'ta a{3(.O"t'ovl I o:tWVlO\l
'ltp cfr. Ev. Marrh. 18,8: 25 ,41: Ep. ludo 7
178 . ' 0 X(J;LpOC; OU\ltO"t'o:A.tl\>OC; 1
" 18'9. '~T;m\I . , 'tl.tfao:n cfr. 1 Ep. Coro 13,13; Ep. Col.
Ep. Co:. 7,29
3,1 4
19-10. aun .. et~ dr. 2 Ep_ Pe!. 1,7
1,

1, 1. Kptcrntvt: K[:acrntvt xo:t r 6pOlt Lambecius


l . .c!>c; om. P, del. Bonwet
5ch
3. eihovoc;: twvOC; P
7.8. ~w~v .. . 1ttO"t'tuouO't om. P
tOo &1tpOlfI<XatO"t'ov: &n:poaMxrt:Ov P
[ l . El XO:I : d V Bonwetsch
17. xa! o:iw
\ltO\l om. V, dd. Bonwetsch

1 - 2

<

TESTAMENTUM XL MARTYRUM

TESTAMENTO DEI QUARAN TA MARTlRI

2 - 3

349

" 3A~lex, Vf!.'l' ,mSof!.ov'1 S",' xexl yap 3.a <oG PWf!.OVOU &:3<<pO (; ap!X"ro~ "rll.La"rcn at~' X!XL 1tpO~ .LE.V "ro~ .LO.Lll"rp(ot)~
&:3A~0':', AYO" "pO, U ,,<inex, <O':', ~.AOxpt<TrOU, T yvWf!.'1.
Kcd yap aylO~ ~.LW\I awUp x!Xt atO~ E.xtlIJo\J~ l<pcxaxtv aOtAcpou~ e.rva~, "rou~ oux1 'tf <pae.L XOlVWVOV"r!X~ &:AATAOl~, aAAa "rij
25 aplan 1tp~Et 7tpO~ Uv 1tla-rW c:ruV!X1t'tO.LVOU~ X!XL 't0 9o..ll.L!X
tX1tAT)pO\l"tCX~ to 1tCX'tpO~ T.LWV 'toi) tV 'tor~ oup!Xvor~.

ge di Dio. Infatti nel fratello visibile e onorato Iddio invisibile; e


se queste paraJe indicano, aUa lettera, i fratelli carnali, il significato comprende pero tutti coloro che ci sano apparentati nelia fede
in Cristo; giacch il Dostro santo Salvatore e Dio ha chiamato fratelli quanti sano non gia apparentati gli uni agli alt dalla natura,
ma nell'eccelienza deU'azione reciprocamente congiunti neUa fede, e attuano la volanta del Padre nostro che e nei cieli.

3, 1. Ilpoacxyopto.LtV 'tOIJ Xp~IJ 'tOV 1tpta~'tE.pOV cfl(Al7t7tOIJ


XCXl IlpoXAtcxlJOIJ xcxt .6.lOyVllV a.L!X 'tf &y(~ tXXAlla(~. TIpoacxyope.O.LtV 'tOV XplV IlpoXAlcxvov 'tOV tIJ 't~ xwp(~ <l>UOtA~ afJ.!X 'tf
&:yt'l' iXXA'1cr1'l' f!.&: <WV 31wv. llpocrexyopOf!.V M<i~.f!.oV f!.a
j, iXXA'1cr1ex" M<iyvov f!.a j, iXXA'1crtex,. llpocrexyopOf!.v
ll.LIJOV f.Lna 'tWIJ lOlWIJ xo:t 'TAllV 'tOV 7t!X'tpcx Tf.LWIJ, OUAllV
I.Lt'tO: j~ tXXAlla(cx~. IIpoa!XyoptW XCXL tyw MtA'tlO~ 'tou~ atlyItIJtr~ I.L0U Aou'tvlOV Kp(a1tov x!Xl rpOlOV f.Lt'ta 'tWV lOtWV,
'EA7tlOlOV tJ.e.'ta 'tWV to(WV, 'Y7ttpXlOIJ f.Lt'ta 'tWV [Otwv. 2.
10 IlpoacxropE.0f.LE.V x!Xl 'tou~ lv 't~ xwpi~ Ecxptlf.L, 'tOIJ 7tpta{Mn.pov (.LE.'t0: 'twv [0(00'01, 'tou~ OlCXXIJOU~ f.Lt'ta 'twv lO(ooV, M~t(.Lov
f.Lt'tO: 'tWV 10(00'01, 'HOXlOIJ .Lt'ta 'tWV l8(ooIJ, KUplCXXOV .Lt'ta 'tWV
[8(00\1. IIpoao:yoptO.Lt\l 'tou~ tv Xa8ou9t 1t\l"t!X~ xcX'C' O\l0fJ.Cl.
Ilpoa!X'YopE.0f.LE.1J xa1 'tou~ lv Xapla<pwV'!) 7t\l"tcx~ x!X't' OVO(l!X.
15 TIpoacxyoptW xat lyw 'A'tlO~ 'tou~ O'UTItvtT~ !.L0U Mpxov xcxl
'AXUA(vav xcxt 'tOIJ 7tpE.a~'tE.pOV K).aolOv mi 'tou~ aOt).cpo~ L0U
M<ipxov, Tp~wvex xex <a, &:3A~, f!.OU xexl <'jv crf!.p.v f!.0U
.6.L\lav .Lt'ta 'tO ?talorou .L0u. 3. IlpoacxyoptOO xattyw Eu'tXlO~ 'tou~ lv St!.LpOl<; 't1v !.Lll'tpa !.L0U ' IouAlav XCXL 'tou~ aOtA'0 ~o, f!.0U Kp.nov, 'PoG~ov xex 'PtYAOV x.. Kuptnexv x.. <'jv
V(.L<PllV L0U BcxO'lAtl!Xv xcxt 'tou~ ouxxvou~ KAaotov xat

3, 1. Salutiamo il reverendo presbtero Filippo, e Prodiano e


Diogene msieme con la loro santa chiesa. Salutiamo il reverendo
Procliano del villaggio di Fdela insieme con la sua santa chiesa e
con i suoi. Salutiamo Massimo con la chiesa sua, Magno con la
chiesa sua. Salutiamo DanDO coi suoi e il nostro padre Ile, Valente
con la chiesa sua. lo, Melezio, saluto i miei parenti Lutanio Crispo
e Gordio con tutti i loro, Elpidio coi SU01, Ipereco coi suo1. 2.
Salutiamo anche i compagni del villaggio di Sarim, il presbtero
coi suoi, i diaconi coi loro, Massimo coi suoi, Esichio ca suoi,
Ciriaco coi suoi. Salutiamo, uno ad uno, tutti queUi di Caduti.
Salutiamo anche, uno ad uno, tutti quelli di Carsifone. lo, Aezio,
saluto i miei parenti Marco e Aciliano, il presbitero Claudio, i
mie fratelli Marco e Trfone, le me sorelle e la mia consorte Donna col mio figlioletto . 3. lo, Eutichio, saluto quelli di Ximara,
ma madre Giulia, i miei fratelli Cirillo, Rufo, RgIo, Cirilla, ma
moglie Basilia, i diaconi Claudio, Rufino e Proclo. SaIutiamo an-

:h l}. Xo:ou6! Gcbhardt: xo:oue~ v P Bonwctsch


15. 'AhL~ Hllusslcitcr:
MtAt'tLOo; V P
17. post TpiflWVO:. r6pwv xal Kp(01tOV IIdd. V P, dd. Bonwelsch
19. S LJ.l4pOlo;: ZLJ.l6:pmo; Cumont, Analecta Bollandianh XXIII 1904, p.
448
20. post 'PO'tl0V, XOtl dcl. Bonwetsch
2 J. BCXatAdlXv Gebhardt : Ba:aCAAlXv v P

20- 1. xa.t yap ... et<; cfr. 1 El?' l o. 4,20


23.6. O:OtAipOUo; ... OUpIXVOLo; cfr. Ev.
Mo.tth. 12,50; quod ad 't'o 1tIX'tpOo; ... OUpIXVOL<; attinet, efe. Ev. Matth. 5,16.4S. 48; 6,9;
7,11; 10,32.33; 12,50; 16,17; 18,10.14.19; Ev. Marc. 11,25.26; Ev. Luc. 11 ,2
}, 14. )((J.'t" OVOJ.la: Ev. Jo. 10,3

TESTAMENTIJM XL MARTYRUM

'PoueptVOV XCXl TIpXAOV . TIpocrayopeOIJ.E.V XCX! 'tOu~ 1tT)p.'tCXe;


'tO SEO l:a1tp(xwv <'tOV 'tO> 'AlJ.lJ.wvou xa! rE.vawv, xa!
:Ewavvctv 1J.E.'tCt 'twv LO[WV. 4. TIpocrctyoptOf.LE.V 'tOlVOV mxV'ttC;
:,: Tf.Lttc; Ol 'ttaO'cxpxoV'tcx &OtA.epo! xcx! (jt.JVO.O'IJ.~Ol 1t<XV'tte; ME.A.'t~OC;

'A 'lO, E"tX'o, Kop'wv KcXv3,30, 'An,a, rcX"io, Xo03,wv


'HPcXXAElO, 'IwcXvVT}, ElE6q>'AO, E,cr,VlO, E'<cXpar30, <l>'AOX't"'<wv ropr6VlO, Kp,no, EEP'lP"'VO, ElE6300AO, N,xano, <l>AcXPlO, ScXV9lO, OaAp'o, 'HcrXlO, ~o.<mavo, ~6.<vo, 'HA,avo,
JO

AE.vnot; xal 0tX'tlO'tOe; Euvo'(xoe; OUA1jt; 'Axxwc; 'AA.~CXV-

3po, B,xpeX'Io, xal B,p,avo, IIp'crxo, Eaxp3wv 'Ex3,XlO,


'A9aveXcr,o, Aocr'.<axo, KAa3,o, "IA'l, xal MEA',WV. 'H'<E"
ouv ol uacrcxpxoV'ta O.alJ.lOl 'tO xup(ou 'I1jO'O Xpl<TIO 1tt"(p~alJ.tv

't Xt~pl a~' lvo~ Tf.Lwv MtAt'tlOU Xct! lxupwaaf.Ltv mxV'ta

" '"" "pOrE'Ypa.<.<va xal Tpcr9'l "o<crlV >.<'v. 'Yux 3, xod 1tVE!J..a'tl 9d4> tUx!J..tSa, 01tW~ 'tXWf.LtV a1tctvnc; 'twv alwvlwv 'tO
Sw o:"(cxSwv xal TI'ic; ~cta~Adae; au'to VV XCXl de; 'toue; aLwvae;
'tWV aLwvwv. 'Af.L"'v,

2).

'tOY

'fO

add. Bonwetsch

TESTAMENTO DEI QUARANTA MARTIRI

35 1

che i servitori di Dio Sapricio figlio di Ammone e Genesio, e Susanna coi suoi. 4. Porgiamo dunque a tutti i nostri saluti noia!tri tutti quaranta fratelli e compagni di prigionia: Melezio, Aezio,
Eutichio, Curione, Candido, Angia, Gaio, Cudio, Eraclio, Giovann, Teofilo, Sisinnio, Smaragdo, Filottemone, Gorgonio, CiriIlo, Severiana, Teodulo, Nicallo, Flavio, Xantia, Valerio, Esichia, Domiziano, Donno, Eliano, Leonzio detto anche Teoctisto,
Eunoico, Valente, Acacio, Alessandro, Vicrazio detto anche Vi
viano, Prisco, Sacerdone, Ecdicia, Atanasia, Lisimaco, Claudia,
Ile e Melitone. Noi dunque, i quaranta prigionieri del Signore Gesu Cristo, per mano d'uno di noi, Me1ezio, abbiamo firmato e ratificato tutto guanto e scritto sopra, e noi tutti lo abbiamo approvato. Con l' aiuto dello Spirito Santa preghiamo di pater noi tutti <
atte.p.ere gli eterni beni di Dio e del suo regno, ora e nei secoli dei
secoli. Amen.

J67.

'f<l:lY

cdwywy ... a:ya.6wy cfr. Ep. Hebr. 10,1

Aurelii Prudentii Clementis

PERISTEPHANON HYMNUS XIV


PASSIO AGNETIS
Testo critico a cura

di Marion M. van Assendelft


Traduzione
di Gioachino Chiarini

Notizia
Aurelio Prudenzio Clemente nasee in Spagna nel 348 e muare poco
dopo il405. La sua attivid letteraria si colloca fra il392 e i1 404/5,
dopo la rinunzia alla vira pubblica e alle cariche ottenute presso la
corte dell'imperatore Teodosio.
Il testo qui presentara fa parte del Peristephanon, sulle corone
(dei martiri)>>: 14 inni in onote di martiri romani, spagnoli e di aItri
luoghi, fra i quali Agnese. Il suo martirio avvenne a Roma, ma e
ignoto l'anoo preciso: gia nel 354 se ne celebrava l'anniversario (21
febbraio) presso la sua tomba, sulla Va Nomentana. 1 dati del mar
tirio di Agnese, di cui Prudenzio si e servito per il SUD resoconto
poetico, derivano da una tradizione gia largamente nficiara da elementi leggendari.

Bibliografia essenziale
P. Allard, La perscution de Diocltien et le triomphe de I'glise l,
Paris 1900', pp. 399-411.
P. Allard, Hirtoire des perscutions pendant les deux premien siecler,
Paris 1903'.
P. Allard, Agn's (Sain/e), in DACL 1 1, eoll. 905-18.
Marion M. van Assendelft, Sol ecce surgit igneus. A Commmtary on
the Moming and Evening Hymns 01 Prudentiur, Groningen 1976.
D. Barrolini, Gli Atti del martirio della nobilirrima Vergine Romana
S. Agnese, Roma 1858 (trad. franco Les actes du martyre de sainte
Agnes, Paris 1864).
W. Eisenhut, Quiris - Curis, in PW XXIV 1, eoll. 1324-33.
A. Ferrua, Nuova luce su/le origini del culto di 5. Agnese?, Civild.
Cattolic. XC 1, 1939, pp. 114-29.
P. Franchi de' Cavalieri, S. Agnese nella tradizione e nella leggenda,
(<< Romische Quartalschrift, Suppl. X), Roma 1899 (= Fr.nehi,

S. Agnese).

356

PASSIO AGNETIS

A.P. Frutaz, 11 complesso monumelltale di Sallt'Agllese e di Santa CosumIa, Citta del Vaticano 1969 2 .
DJ. Guillen - I. Rodriguez, Obras completas de Aurelio Pmdencio.
Versin y introduccin, Madrid 1950.
H. Herter, Die Soziologie der olltiken Prostitution im Lich/e des heidnischen und christlichen Schrilttums, Jahrbuch fr Antike und
Christentum III 1960, pp. 70-111.
R. Herzog, Zwei griechische Gedichte des 4. Jh . aus Sto Maximin in
Trier, Trierer Zeitschrift XIII 1938, pp. 79-120.
M.K. Hopkins, The Age 01 Roman Girls al Marriage, Population
Studies XVIII 3, 1964-5, pp. 309-27.
Inscriptiones Latinae Christiallae Veteres 1-11, ed. E. DiehI - J. Moreau, Berolini 1961 .
F. Jubaru, Sainte Agm?s Vietge et Martyre de la voie Nomentane d'apres
de nouvelles refherches, Paris 1907 (=Jubaru).
M. Lavarenne, Etude sur la langue du pocte Prndence, Paris 1933.
M. Lavarenne, Prudence. Texte tabli et traduit IV, Pars 1951 (= Lavarenne, Prudence).
H. Leclercq, Agn, (Cimetibe de Sainte), in DACL 1 1, coll. 918-65.
S.B. Pemerey, Goddesses, Whores, Wives and Slaves: ''(lomen in Antiquity, New York 1975.
E. Schafer, Die Bedeutung der Epigramme des P. Damasus /r die Geschichte der Heiligenverehnmg, Roma 1932, pp. 75-83.
E. Schiifer, Agne" in RAC 1, coll. 184-6.
J. Schmidt, Brautschaft (Heilige), in RAC II, coll. 528-64.
H.]. Themson, Prtldentim II, Cambridge Mass. - London 1949.
A.S. Walpole, Early Latin Hymm, Hildesheim 1966' (pp. 69-76
hymnus Agnes beatae virginis).

Sigla
B
T
N
E
G
F
S
U

Amhros. D 36 sup., saec. VI


Pars. lato 8087, Thuaneus, saec. IX
Paris. lato 8305, saec. IX (?)
Leidensis, BibI. Universitatis , Burmannus Q 3, saec. IX
Guelferbytanus, Augusteus 56.18, saec. IX
Paris. lato 8085, saec. IX
SangaUensis 136, saec. IX
Bernensis, Bongarsianus 264, saec. IX ex.

xxx

A.A. R. BASTIAENSEN

dei martiri - per i martiri Scilitani attestara, ad esempio, nel


quarto secolo - che, senza essere in s prava dell ' autenticita dei
loro atri, e pur sempre elemento positivo per supporre la realta
del martirio e del resoconto che ne e stato fatto 1 .
Le conferme es terne dunque non mancano, ma per rnolti dei
nostri acta e in ultima analisi illoro comenuto che, da s stesso,
deve convincerci della lora autenticira. 1 punti determinan ti, in
tale critica interna, sono di vario tipo. A voIte ci sorprendono
dettagli che non possono non esser srati rratti dal vivo (come i
preparativi d'arruolamento di Massimiliano); a volte il dialogo
tra il giudice e l'accusato o gli accusati presenta giri di frase o
accenti di caratrere cos1 veristico che una finzone e altamente
improbabile (come nell'interrogatorio di Filea da parte di Culciano); malta importante e il ritratto favorevole dei proconsoli o di
altre autorita giudiziarie, che si rivelano magistrati onesti e cortes e solo a malincuore condannano questi cristiani recalcitranti
(Saturnino di fronte ai rnartiri Scilitani, Dione di fronte a Massimiliano). Ma turto cio, in fin dei conti, dipende dall'impressione
del lettore: criter del genere possono rsultare persuasivi, sopratturto se presi insieme, rna non si puo negare che il fattore soggettivo gioca qui un ruolo maggiore che per eventi piu riccamente documentati. Resta, nondimeno, una quantita d'atti clave,
pur mancando ogni conferma esterna, questi criteri di critica interna sano talmente convincenti che una reazione scettica salvo
che per alcuni dettagli del testo, non e plausibile. La stes~a eclizione di Musurillo sta a mostrare che un certo numero di composizioni resiste al suo atteggiamento critico. All'interno delle composizioni generalmente riconosciute come autentiche, la presente
edizione ha operato una scelta: l'iniormazione che procurano e

degna di fede'.

questi 4CJa: sta a testimoniarlo PtTtephsnon 13, ma la sua versione tradisce influenze
leggendade.
I Per le ce1eb~zioni in Aldea, ved . ~ . Lambot, Lt;s sermom de s4im Augustin ... , pp.
249-6~ . A part l ~ da! .q.uarto sccolo VI sono anche I martirologi, calenclari indicanti la
d.ata di ~orte del mawCl (c~r . Y".. Roedorl, * M~rtyre .. ., col. 722), ma essendo posterioel al penodo delle persecuzlOm il Joro valore dI conferma degli atti dei maniri non pue
essere che relativo.
~ TI ~a5o del martirio di Agnese, narrlll0 dal poeta Prudeno dopo le persttuoni e
Inserlto nell.a pres~nt~ raccolta (ved. pp. 358.67), C: particolare: malgrado le precauoni
del poeta, slamo gla In presenza d'una Jeggenda in via di formaone ' si veda la conclu.
sione di quesla introduzione. Per gli atei comunemenle riconosciuti c~me autemici ved
la lista commentata in W . Rordod , M4rlyre .. . col. 721.
'
.

INTRODUZIONE

XXXI

8. La redazione degli acta


Co assodato, dtorna la questione posta prima. E possibile segure il processo di acquisizione dell'informazione? Dove sano andati i nostri redattori a prendere le loro notizie? Una risposta
gIobale, tale da abbracciare tutti i casi, e impossibile; ma sono
possibil aleune osservazioni, che possono gettare qualche luce
su! problema. A tale scopo, sembra necessaria una duplce distinzione. Vi e anzitutto la differenza tra i componimenti ove J'elemento narrativo e preponderante e gli altri dove e piu evidente
l'impronta giudiziaria. All'interno di questi ultimi, che dal punto
di vista della questione posta ci interessano maggiormente, occorrera poi distinguere tra la sezione che concerne il processo in
s stesso, I'udienza dinanzi al giudice, e le sezioni che riferiscono
l' arresto e l' esecuzione.
Per quanto attiene al processo, sappiamo che al tempo dell'Impero poteva essere o pubblico, aperto cioe a tutti, o privato,
e cioe tenuto in un secretariuf1T dall'accesso interdetto al pubblco: le due ahirudini coesistevano 1, come si puo inferire anche dai
nostri Atti e Passioni. L'nterrogatorio degli Sciltani si svolgeva
in un secretarium e la sentenza, dopo il pronunciamento, veniva
proclamata al pubblico esterno da un banditore (Acta Scilitanomm 1 e 16). Anche Cipriano, nel primo processo, era interrogato
in un secretanum (Acta Cypriani 1, 1). D'altra parte, nella sua
passio, Perpetua dichiara che l'interrogatorio al quale fu sottoposta da parte del procurator nariano aveva avuto luogo su di un
palco che sormontava il forum, con \:In concorso di popolo immeoso (Passio Perpetuae 6, 1-6). Quanto aIl'esecuzione, se si
esclude qualche caso eccezionale di donne e persone d' alto rango
messe a morte in prigione, si trattava di un avvenimento pubblico 2 che sovente attirava una moltitudine di persone (cfr. Acta
Cypriani 4, 1-3): a volte, addirittura, essa faceva parte dei ludi
del circo, come nel caso di Perpetua e dei suoi compagni (Passio
Perpetuae 7, 9; 18)-21,9; cfr. anche, quanto a Policarpo, Martyrium Polycarpi 9, 1 - 15, 2). La situazione, dal punto di vista
della pubblicita, tendeva dungue a essere diversa per il processo
e per I'esecuzione, e, in ogni caso, faremo bene a escludere la
possibilidl di un reportage giornalistico che, alla maniera moder-

Ved. Mornmscn, p. 359 sgg.


Ved. anche Mommsen. p . 915 sgg.

PERISTEPHANON HYMNUS XIV


PASSIO AGNETIS

Agnes sepulcrum est Romulea in domo


fortis puellae martyris inclytae.
Conspectu in ipso candita turrium
serva! salutem virgo Quiritium
,. nec non et ipsos protegt advenas
puro .e fideH peetore supplices.
Duplex corona es! praestita martyri:
intactum ah omni crimine virginal,
mortis deinde gloria liberae.
Aiunt iugali vix h.bilem toro

primis in annis forte puellulam


ehristo calentem fortiter inpiis
iussis renisam qua minus idolis
addicta sacram desereret fidem.
15 Temptata multis Daffi prius artibus
nune ore bland iudieis inlice
nune saevientis carnificis minis
stabat ferod rohore pertinax
corpusque duris excruciatibus
20 ultro offerebat non renuens moti.
Tum trux tyrannus: Si facile est at
poenam subactis ferre doloribus,

Titulul , fJtJssio aFtis E: incipit 1Jimio agpes BT

6. ac f;defi: oc lidefi oc B

SULLE CORONE. INNO XIV


PASSIONE DI AGNESE

r5

20

Nella casa d Romolo e il sepolcro di Agnese,


fanciulla eroica, martire gloriosa.
Sepolta 11, in vista delle rord,
vegla, la vergine, sulla salvezza dei Quriti,
ma protegge anche gli stranieri
che la supplicano con cuore puro e fidente.
Duplice e il serto che incorona la mar tire:
una verginita esente da ogni macchia,
la gloria di una marte liberamente subita.
Un giorno, dicano, ancora fanciulla,
appena pronta per jI talamo coniugale,
ma gia ardente d'amore per Cristo, coraggiosamente
si appase all'empio ordine di presentarsi
agli idol e rinnegare la santa fede.
La tentarane, da principio, cen ogni arte:
con parole di miele il giudice insinuante,
con minacce il carnefice spietato;
ma le resistette, salda, inflessibile,
il corpo alle atroci torture
spontaneamente offrendo, pronta a merire.
Disse allora il feroce tiranno: (~Se e facile
vincere il dolore e sopportare la pena

<

PASSIO AGNETIS

PASSI ONE DI AGNESE

et vita vilis spernitur. At pudor


carus dicatae virginitatis est:
25 hanc in lupanar trudere publicum
certum est, ad aram ni caput adplicat
ac de Minerva iam veniam rogat,
quam virgo pergit temnere virginem.
Omnis iuventus ioruet et novum
)0 ludibriorum mancipium petet
Haud iniquit Agnes inmernor est ita
Christus suorurn, perdat ut aureum
nobis pudorero, nos quoque deserat.
Praesto est pudicis nec patitur sacrae
" integritatis munera pollui.
Ferrum inpiabis sanguine si voles,
non inquina bis membra libdine.
Sic elocutarn publicitus ubet
flexu in plateae sistere uirginem.
40 Stantem refugit maesta frequentia
aversa vultus ne petulantius
quisquam verendum conspiceret locum.
Intendit unus forte procaciter
os in puellam nec trepidar sacram
4' spectare formam lumine lubrico .
En ales ignis fulminis in modum
vibratur ardens atque oculos fert.
Caecus corusco lumine corrut
atque in plateae pulvere palpitat.
Tollunt sodales seminecem solo
verbisque deflent exequialibus.
Ibat triurnfans virgo deum patrero
Christumque sacro carmine concinens,

2'

)0

}5

40

45

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26. adplcat: applicel N 2

30. pete! G: petit FSU" petat U

50

41.

aveTW: (ldVeTW

2) ' 53

e la vita stessa perde ogm valore, resta il pudore,


che e il bene pu caro per una vergine consacrata:
non esitero a gettare costei in un pubblico
lupanare, se non si accosta all'altare
e non chiede perdono a Minerva,
alla vergine che le, vergine, si ostina a disprezzare.
Tutti i govani accorreranno a prendersi
spasso del nuovo acquisto ~>.
No, replico Agnese, Cristo non dimentica
i suoi, cOSI da consentire che perdiamo l'aureo
pudore, e non ci abbandona.
Egli soccorre il virtuoso e non lascia che si deturpino
i doni della castta consacrata.
Tu puoi rendere empio il ferro col mio sangue, se vuoi,
ma non profanare il mio corpo con la libidine.
Aqueste parole, il giudice fa esporre la fanciulla
in pubblico, in un angolo di strada.
La ella stava, in attesa; ma la folla, doIente, la evitava,
guardava altrove, si proibiva dl posare sguardi
indiscreti su quel luogo venerabile.
Un solo passante ebbe la sfrontatezza di girare il capo
verso la fanCulla e oso contemplare
la sua sacra bellezza con occhio peccaminoso.
Ma ecco, come fulmine, una scintilla ardente
guizza e lo colpisce agli occhi.
Accecato dal lume sfavillante, perde l'equilibrio
e finisce ansimando nella polvere della via.
1 compagni lo raccolgono da terra allo stremo
e piangendo gli rivolgono l' estremo saluto.
Va trionfante la vergine, e con sacro canto esalta
la gloria di Dio Padre e di Cristo:

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<

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PA SSIO AGNETIS

PA SSI ONE DI AGNESE

quod sub profani labe periculi


castum lupanar nec violabile
experta vietrix virginitas foret.
Sunt qu rogatam rettulerint preces
fudsse Christo, redderet ut reo
lucem iacenti; tune iuveni halitum
60 vitae innovatum visibus integris.
Primum sed Agnes hunc habuit gradum
caelestis aulae, mox alius datur
ascensus. Iram nam furor incitat
hostis cruenti: Vincon) ait gemens,
65 i stringe ferrum, miles, et exere
praecepta summi regia principis .
Ut vidit Agnes stare trucem virum
mucrone nudo, Iaetior haec ait:
Exulto, talis quod potius venir
70 vaesanus atrox turbidus armiger,
quaro si veniret Ianguidus ac tener
mollisque ephebus toctus aromate,
qui me pudoris funere perderet.
Hie, hie amator am, fateor, placet.
75 Ibo inruents gressibus obviarn
nec demorabor vota calen ta;
ferrum in papillas omne rece pero
pectusque ad imum vim gladii traham.
Sic nupta Christo transiliam poli
80 omnes tenebras aethere celsior.
Aeterne rector divide ianuas
caeli obseratas terrigenk prius
ac te sequentem Christe animam voca
cum virginalem tum Parrs hostiam! .
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65_ i SIringe BN: stringe (om . 11 TES instringe N2 tJStrirrge

S~

55

60

65

70

75

80

5 4 ' 84

esposea a sacrilega profanazione,


la sua verginita vittoriosa aveva sperimentato
casto e inviolabile persino il lupanare .
Raccontano alcuni che, riebiesta di farlo, pregasse
Cristo di ridare la vista
al peccatore abbattuto: lo spirito virale
torno nel giovane e i suoi occhi furono risanati.
Ma questo fu solo il primo gradino di Agnese
verso la Corte Celeste. Ora deve salirne
un secando: il furore accende l'ira
del sanguinario nemico: Eccomi vinto , egli geme,
va', soldato, brandisci la spada ed esegui
gli ordini sovrani del sommo principe .
Agnese, come si vede davanti il truce giustiziere
con la spada sguainata, esultando disse:
O gioia! Viene a me un armgero
folle, spietata, violento. Meglio lui,
di un efebo languido e tenero
e molle e tutt'intriso di profumi,
che venisse per uccidere la mia pudicizia.
SI, SI: e questo, 10 confesso, l' amantcv che prediligo.
Quando yerra su di me, andra incontro ai suoi passi,
n mi opporro al suo ardente desiderio:
la spada intera accogliero nel mio petto,
e fino al cuore irnmergero il ferro violento.
Cosl) sposa di Cristo, varchero d'un balzo
tutte le tenebre del mondo, piu in alto dell' etere.
Eterno Sovrano, spalanca le porte
del cielo, prima sbarrate ai mortali,
e Tu, o Cristo, chiama a te I'anima che ti segue,
anima di vergine e vittima per il Padre.

<

<
<

PASSIO AGNETlS

Sic fata Christum vertiee cernuo


supplex adorat, vulnus ut inrninens
eervix subiret prona paratius.
Ast ille tanta m spem peragit manu,
uno sub metu nam caput amputat,
90
sensum doloris mors cita praevenit.
Exutus inde spiritus emicat
liberque in auras exilit. Angeli
saepsere euntem tramite candido.
Miratur orbem sub pedibus SitUffi,
9' spectat tenebras ardua subditas
ridetque solis quod reta circuit,
quod mundus omnis volvt et inplicat,
rerum quod atro turbine vivitur,
quod vana saec1i mobilitas rapit:
100
reges tyranoos impera et gradus
pompasque honorum stuIta tumentium,
argenti et auri vim rabida siti
cunctis petitam per varium nefas,
splendore multo strueta habitaeula,
105
inlusa pictae vestis inania,
iram tmorem vota pericula,
nunc triste longuro nunc breve gaudium,
livoris atri fumificas faces
nigrescit unde spes hominum et decus,
110
et quod malorum taetrius omnium est
gentilitatis sordida nubila.
Haec calcat Agnes ac pede preterit
staos et draconis calce premens caput.
Terrena mundi qu ferus omna
spargit venenis mergit et infers,
nunc virginaIi perdomitus solo
8,

11,

1I2.

ae

s~:

hae S haec Areva/o codd . den.

PASSIONE DI AGNESE

8')

90

"

105

"5

85'

I I6

Cio derto, china il capo e adora


supplice Cristo, cos} che il callo pro teso
sia pronto a ricevere la ferita imminente.
E il carnefice esaudisce una speranza casI grande,
d' un sol colpa le mozza il capo,
la morte rapida le impedisce di provare dolare.
Svestito l' ahto mortale, l' anima sua si slanca
e libera balza attraverso l' etere, e gli angeli
formano al suo passaggio due candide aH.
Essa contempla la terra sotto i piedi,
osserva, di lassu, le tenebre lontane,
e ride di tutto do che il sale aggira con la sua orbita,
tlitto co che l'imero universo rivolge e avvolge,
tutto do che vive nel fosco turbine delle cose,
turto do che trascina via con s la vana mobilita del tempo:
i re, i tiranni, gli imperi e le dignita,
e la magnificenza e folle baria ciei grandi uffici,
e il potere deli'oro e dell'argento, cui tutti aspirano
con sete inesausta ricorrencio a ogni crimine,
e le dimore costruite con grande splendore,
e l'insulsa frivolezza d vesti variopinte,
e la collera, il timore, le speranze, i pericoli,
e qui la lunga tristezza, 11 la breve gioia,
e le torce fumanti del cupo livore
che ottenebrano la speranza e la dignita deU'uorno,
e - il piu tetra dei rnali l' mmonda nuhe del paganesirno.
Turto questo calca Agnese, e calpesta, ergendosi
titta, schiacciando col tallone la testa del Serpenteo
Colui che crudele sparge di veleni ogni cosa
terrena precipitandola nell'inferno,
ora, domato dal piede di una vergine,

<

PASSIO AGNETIS

1 20

l25

I}O

cristas eerebri deprimit ignei


nee victus audet tollere vertieem.
Cingt coronis interea deus
frontem duabus martyris innubae:
unam decemplex edita sexies
merees perenni lumine confcit,
centenus extat fructus in altera.
O virgo felix, o nova gloria,
caelests arcis nobilis ineDIa,
intende nos tris conluvionibus
vultum gemello cum diadema te,
cui posse sol cunctparens dedi t
castum vd ipsum reddere fornicem!
Purgabar oris propitiabilis
fulgore, nostrum si iecur inpleas.
Nil non pudicum est quod pia visere
dignaris almo ve! pede tangere.

S.ub~pt!o, f ilti.J passio agnes incipil hymnus in hono1'!!m beatmimorum martyrum ruc/uosr eplScoPl ~ccleslae I4rmc~ensis el allgurii el eulogi diaconan/m BT; post hymnllm XIV
seqlluntu~

In

S versus qUldam qui Constantinae dicuntur, Constam ini impetatoris filiae

(Consumtma deum vcncrans .. .) et post hos venus quidam Damasi de eadern Agnele
(Fama re/ro 5iJncloJ ... )
. ,

PASSIONE DI AGNESE.

IlO

11 7' IJJ

abbassa la cresta del suo capo infuoeata


e, vinta, non osa alzare la testa.
Intanto Dio cinge di doppia corona
la fronte della martire illibata:
una e il premio di eterno splendore
che moldplica sessanta volte i suoi merid,
neU 'aI tra il frutro e moltiplicato per cento.
vergine fortunata, o nuova gloria,
o nobile abitatrice della Citt adella Celeste,
volgi alle nostre sozzure
il [UO voleo ornato di duplice diadema,
tu, la sola, cui il Creatore di tutte le cose abbia dato
di rendere casto persino il lupanare!
Saro purificato dal fulgore del tuo voleo
clemente, se ricoImerai il mio cuore.
Nulla rimane impudico, che tu ti degni pietosa
di guardare, o toccare con piede benigno.

<

115

.,0

<

COMMENTO

COMMENTO AL MARTYRIUM POLYCARPl


a cura di A.P. Orbn

Il segno < che si trova su] margine destro della traduzione indica la ptesc:nza, nel
commento, di note indispensahili aUa comprensione del testo, o comunque di natura
non tecoica; le note corrispondenti sono messe in rilieva da un segno dentico, su]
margine destro del commento.
Nc:l corso del commento, i rinvii al testo indicano, neU'orcline, il capitoJo. il paragra(o c:, clove: occorre, la riga deUa presente edizione. Le note che rinviano ad nItre note
richiamano il capitoto e la riga del testo.
Per le abbreviazioni usate: nel commento ved. la Bibliogrnfia essenziale che precede
ogoi 51ngolo testo e, all'occorreozl1, la Bibliografia genernle.

Praefatio 1. 1tlXpo~xoO'a: il verbo 7tapOtXE.tV, il cu snonimo latino e


peregrinaN, significa, nei Settanta, in FUone e nella koin, soggior.
nare da straniero in un paese clove non si gade dei cliritti civili . La
chiesa di Dio, 1 lxxArato: "CoD atoD (ved. apparato delle citazioni),
soggiorna da straniera in questo mondo: ved. Ev. Luc. 24,18; Ep.
Hebr. 11,9; Act. Ap. 13,17; 1 Ep. Peto 1,17; 2,11; Ep. Eph. 2,19. Per
10 sviluppo dei significati dei termini 1to:poudo: e 1tO:p01XttV, ved. P. de
Labriolle, Paroecia, Recherches de science religieuse XVIII 1928,
pp. 60-72; Dehandsehutcer, pp. 165-7, e nt. 423.
3. xaaoAlxTo; tXxAralcxo;: l' aggettivo Xo:90AlXo;, riferito al termine
lxxrato:, compare per la prima volta in Ignazio, EpistuJ ad Smyr.
naeos 8,2. In questo nesso l' aggettivo Xo:90A1Xo; significa, come ano
che nell'uso profano, universale, e indica I'unica chiesa universale
diffusa in tutto il mondo (~ xaaoAlx~ lXXATJacx)' distinta dalla plura.
lita delle chiese loeali, che sono chiamate txxAralcxl (cfr. il nostro
testo: 1 lxxAra[cx 1'oD atO ... EfLP\lCXV ... tV <l>lAOflrAJt{), o TtCXp01Xtal.
L' aggiunta di xa'ta 1t!l:V'tCX 1'1tO\l, che precede, puo essere un'ulteriore
precisazione del significato del termine Xo:90A1Xo;, come vediamo ano
che nei capp. 8,1 e 19,2, dove la formula XCX'ta 'tiv olxOlJflV'r1\1 e
aggiunta per il medesimo seopo. Nel cap. 5,1, l'espressione 'tW\I xcx"Ca
'ti\I OlXOlJflivrv tXXAralW\I e quasi una fase intermedia tra 1 xena 'tiv
oiXOlJ.t.v'r1\1 tXx).;TjalCX e 1 Xo:90A1Xi ExxAralcx. Per una analis della
forma epistolare di questo martyrium ved. ad es. Dehandschutter, p.
157 sgg.

1, 1. cXOtA/flOl: su11'impiego di questo termine per indicare i cristiani


nd Nuovo Testamento e nella letteratura cristiana delle origini ved.
W. Bauer, GriechischDeutsches \fl'rterbuch zu den Schriften des
neuen Testaments und der brigen urchristlichen Literatur, Berlin
1958, col. 31.
2. .taXplO\l: per il valore del termine ved. e.H. Turner, McxxplOo;
as a Technical Term, ]ournal of Theological Sturues XXIII 1922,

<

37 2

MARTYRlUM POLYCARPI

1, 22, 12

pp. 315 .
l1tlaq:.pcxy~aa~: i1 verbo a<ppayttw e il sostantivo a<ppar'~
sano frequenti in specie nell' Apocalisse: ved. rispettivamente 7,3-8;
10,4; 20,3; 22,10, e 5,1.25.9; 6,1.3.5 .7.9. 12; 7,2; 8,1; 9,4.
5. xa:ta 'to ~o:ni).lOV: l'opinione generale e che la stacia della mor
te di Policarpo intenzionalmente richiami la vicenda della Passione,
cfr. Dehandschutrer, p. 233 ot. 607.
$J,cxp'tptO\l: nel Nuovo Testamento iI sostantivo lap-ruptov non ha mai il significara di <~ martirio o di morte di martire, roa sempre quella di testimonianza;
il medesimo vale per 1'altro sostantivo di questa categoria, cice [lap'tUp(a. Nemmeno il verbo ILcxP'tUPElv - che abbiamo trovato a 11. 1-2,
'tou~ Lcxpwp~O'aV'tcx;, gHl nel senso tecoico di marice da mar tire - ha
questo significato recnico nel Nuovo Testamento, ma solo quello di
testimoniare a, dare restimonianza d>. Il sostan tivo llp'tUp / Ilp'tt.l; ha assu nto per primo il senso tecnico di martire, gia nel Nuovo
Testamento. Vi compare 34 volte, delle quali 32 nel senso di testimone e due oel nuovo significato [ecnico di martire: Act. Ap.
22,20 ho arfJ.1X I:'tEq>cXIJOU 'tO fJ.p'tUp~ o'ou) e Apoc. 17,6 (ix 'tO IXrfJ.lX'to~
'tWV Y(WIJ XCII lx 'tO alfJ.a'to; 'tWV fJ.ap'tpwIJ 'hlaou); forse anche in
Apoc. 2,13 ('Avt(1ta~ .uXp'tu~ IlOIJ 1ttO"t~, o; O:1tEx'tIJ&r] ?tap' (llIJ).
Assai spesso, comunque il valore di testimone o testimonianza
persiste, in maggiore o minore msura, anche quando i suddetti termini sono impiegati in senso tecnico. La bibliografa su questo argo
mento e insolitamente ampia; ved. Knopf-Krger-Ruhbach, pp. x, e
133-4.
59. nf.pt lIlEV~V ... &8f.AlPOu~ : spiegazione del concetto xa'ta 'to
tntAtOv, che precede.
6 . 1tlXpIX8oefj: cfr. apparato delle citazioni; Dehandschutter, p.
242.

2, 1. ytvvClta: cfr. 1 Ep. Clementis 5,1; qui a cap. 3,1; Eusebio, Historia Ecclesiastica V 1.7 .17. 19.20 .36.54.

5-7. (lO"tt~ tv .. . Oixovoll(av: un simile tipo di tortura viene menzionato ad es. in Martyrium Carpi 23; Acta Itlstini A 5,1; Martyrium
Lugdunensium (V) 1,56.
7. U1ti(lElVClIJ: cfr. aL 4: U1tO(lOIJTlw<.IJ; e inoltre 2, 11. 18 e 21-2 e
U, 1. 12 : U1to(ltIJW; 3, 1.. 4 e 19, 1. 7: U1tO(lov~. La <~resistenza dei
marriri durante la tortura viene ripetutamente menzionata ed elogiara nei martyria, ved. ad es. Martyrium Carpi 36; Acta Iustini A 5,2;
Martyrium Lugdunensium (V) 1,6.20.27.54 . Ved. anche F. Hauck , in
TWNT IV [1942], pp. 585-93, s.v. no~v", e 7to~ov~.
9. auvcX~c(l: cfr. Acta Iustini A 5,2; Martyrium Lugdunensium (V)
1,51.
12 . XptO; W(lLAEl Cll)'tOr~ : la presenza di Cristo durante la tortu
fa, la morte per tortura dei martiri e la conversazione di questi
ultimi con lui, sono un topos di martyria e passiones: cfr. Martyrium

MARTYRIUM POLYCARPI

2 , 12 3.

ro

373

Lugdunensittm (V) 1,51 e 56; Passio Perpetuae 4,1; 10,4; 15 ,3; Martyrium Carpi B 3,6.

<

13. 'tfj 't'o XPlO''tO xpm: la grazia di Dio e/o di Cristo viene
spesso menzionata nei martyria come una importante fonte di soste
gno per i martyres desig,zau; cfr. ad es. Martyrium Lugdunensium (V)
1,6 e 24; Testamentum XL martymm 1,4, e, in questo volume, il
nostro commento al passo (L 33).
13-4. ~acXIJ(t)v: tormento , tortura, ved. anche L 23, e Martyrium Lugdunensium (V) 1,14 e 24.
14. 8la ... l~(XrOplX,6(lEVOl: per il concerto cfr. cap. 11,2; Martyrium
Lugdu.ensium (V) 1,26.
18-9. &: oun ... :vl~Tl: ved. apparato delle citazioni; alcuni studiosi, tutravia, sano dell'opinione (cfr. Dehandschutter, p. 243 e nt .
640) che nel nostro testo e in 1 Ep. Coro 2,9 quesro paSSQ derivi da una
fonte comune, cioe da una Apocalypsis Heliae o da una Ascensio Isaiae.
201. &"('YEAol TO'av: pressoch la medesima cosa viene detta del
protomartire Stefano, ved. Act. Ap. 6,15; cfr. anche Ev. Marc. 12,25;

Ev. Mal/h. 22,30.


23-4 . 'tpavvo~: ved . apparato critico e cfr. Musurillo (p. 189 <
nt. 5) su Martyrium Cononis 4: di qui in avanti il tirolo di prefetto e
stato mutato in " tiranno". Cfr. il martirio di Policarpo 2.4, dove "tiranno" e stato erroneamente espunto da Funk-Bihlmeyer.
3, 1. l(lT1Xa:\IO:'t'O ... ol~o)..o; : anche in Martyrium Lugdunensium (V)
1,6.14.16.25.27 il diavolo e rirenu to personalmente responsabile
delle persecuzioni dei cristiani.
4. 19T1Plo(lXTlat v: in 1 Ep. Coro 15,32 questo verbo compare come
hapax; su di esso nel Nuovo Testamento cfr. Bauer, col. 713 (c tato
a nota 1,1).
5. ctVelJ1tcX't'olJ: cioe il proconsole L. Stazio Quadrato, il cui nome
viene menzionato solo aU'ultimo capitolo.
1Alx(av: frequentemente nei martyria menzionato il tentativo degli accusatori paga ni
di piegare la resisrenza dei cristiani facendo leva sulla loro era. Ved.
ad es. avanti a cap. 9, 2, e Martyrium Lugdunensium (V) 1,53. Cfr.
Passio Perpetuae 5,2 miserere, filia, canis meis, e 6,3 Paree, inquit,

<

canis patris tui, paree injantiae pueri.


6-7. 1tpOcrl3laaLEVO;: cfr. Ignazio, Epistu14 ad Romanos 5,2.
7 . t'XlOV .. a1taAAay'ijvCll: per il concetro cfr. Martyrium Carpi 36
On:w~ t'axiw~ a?taAAaywatv t'o xa(lou .
10. ArpE 't'ou~ aeiou;: i cristiani, che si rifiutavano di sacrificare
agli dei o di giurare per il genius deIl'imperatore o per gli eidola, erano
spesso denunciati quali <ieEol, e ritenuti tal da parte dei pagani; cfr.
A. Harnack, Der VorwurJ des Atheismus in den drei enten Jahrhunderten, (<< Tex te und Untersuchungen XXVIII 4). Berlin 1905, p . 5 nt .
13; inoltre Giustino, Apologia I 6.12 ; Dialogus cum Tryphone 108;

<

374

MARTYRIUM POLYCARPI

3, JO - 4.

MARTYRIUNI POLYCARPl

Atenagora, Legalio pro Chrisuanis 3,4, e qui a 9, l. 10. Per il valore


di atpw, uccidere, ved. Act. Ap. 21,36; 22,22.
4, 4. oflaC(~: cioe giurare sul genius o la 'tXTl dell'imperatore oppur
sugli eMola; dr" in questo volume, il nastro commento a Martyrium
Lugdullensillm (V) 1,319-20.
5. e.1tl9a<XL: una piti precisa definizione di questo verbo, cioe
un'indicazione su che cosa doveva essere sacrificara, e in onore di
chi, manca qui come al cap. 8,1.9; cfr. al contrario Martyrium Carpi 9

Acta Iustini A 5,6 ( 'toro; geo!0;) e e 4,3 hoto; SEO!';); Martyrium Apollonii 7 ('toro; BEOTo; xcd 'tll e,LX\lL ,oG . . KoJ.oou); Passio Perpetuae 6,3 (fac sacrtlm pro salute imperatomm); Martyrium Pionii 3, 1
(f1.uxPO'fCX"fElv), 8,4 ('t~ cxo'toxp&'topt), 19,10 ('t~ &tp~); Passio Fructuosi
2,3 (praeceperunt deos coli); Martyrium Cononis 4,4 (A(~avov ~pCtXUV
('tor~ eEOr~)j

XCtt oIvov XCtl SCtA).OV xcd tlnf ate.nCtV~lO"'te., aw~t 'to 1tAT8o~), 5,5 ('toT;
<iTj'!'tf'tOl~". 8e.ot~); Passio Iuli Veto 1,4 (immolare deis), 2,1 (turificare);
Martyrium Dasii 8,1 Ux.'te.ucrov, ll:crle.. 't((~ le.P((~ dx6...Ct~ 'twv ~CtcrL).tWV
~.r.i}\l), 11,2 (8ucrtav 'toT~ . .. oa(.r.ocrl\l, ... 't0: SU.r.L:..r.Ct'tCt); Passio Crispinae
13 (ut omnibus diis nostris pro salute principum sacrifices), 2,1 (ut in
t;mplis sacris flexo capite diis Romanorum tura immoles). Ved. noltre
Plinio, Epistulae X 65,5 (ture supplicare); Tertullano, Apol. 30,6.
6. 'to EOcr:"i"i.ALO\l; cfr. 1,1.5 'tO xcr:'t(( 'to EOcr:n.Awv .r.ap'tpwv. 1
primi cristiani condannavano assai severamene la resa volontaria dei
compagni ai loro persecucori; ved. ad es. Acta Cypriani 1,5 Et cum
disciplina prohibeat nostra ne quis se ultra offerat. Si riteneva che que
sto comportamento fosse in contrasto con i1 Vangelo: Cristo aveva
derto (Ev. Matth. 10,23) ai suoi discepoli che, qualora fossero stati
perseguitati in una citta, avrebbero dovuto trovare rifugio in un' al
tra. Anche le stesse azioni di Cristo rivelano e raccomandano un
comportamento di questo tipo: per prevenire il proprio arresto e la
propria esecuzione egli lascio la Giudea e si trasfed in Galilea (Ev.
10. 7 1). Conseguentemente Policarpo scelse di occultarsi ai suoi per
secu;ori (ved. capp. 5 e 6), come avrebbe fatto anche Cipriano d
Cartagine un secolo dopo. Quinto, originario della Frigia, si conse~
gno invece di propria volonta ai suoi persecutorio Cio colpisce, anche
alla luce del fatto che, pochi ann dopo, nelia medesima Frigia sarebbe nata la setta quasi fanadca dei montanisci. Uno dei martiri di
Lione (ved., in questo volume, il nostro commento a Martyrium Lugdunensium (V) 1,292), ovverosia Alessandro, di provenienza frigia,
per il suo comportamento ha suscitato anch'egli il sospetto che potesse essere piu o meno montanista. Anche TertullianoJ de fuga 4,
solo nel suo perodo montanista scrive che fugiendum in persecutione
non esto Ved. inoItre Ev. lo. 8,59 e 10,39, e cfr., in questo volume,
il nostro commento a Martyrium Carpi 93~7; Dehandschutcer, p.
244.

<

5,

5 -7, IJ

375

5, 5. vx'tcr: Xcr:l ~.r..plX\I ... 1tpOcrtuX.r.E\lO~: Mller, p. 8, evidenzia il


parallelismo tra la preghiera di Policarpo prima della sua passione e
quella di Cristo nel Getsemani. Ved. anche apparato delle citazioni.
6~ 7. 01tEP ... cr:o't~: efr. apparato delle citazioni. La preghiera di
policarpo mira ad abbracciare tutta la Chiesa; ved. ad es. Policarpo,
Epis/ula ad Philippenses 12,2.3; e qui capp. 8,1; 14,1. Cfr. ].A. Robinson, Liturgical Echoes in Po!ycarp's Prayer, The ExpostOT, ser.
V, IX 1899, pp. 63-72; Dehandschutter, p. 245.
01t'tcr:cr(~: cfr. anche 12,1.16, Anche altri martiri ebbero visioni
profetiche sulla propria morte, ved. ad es. Passio Perpetuae 4,1 sgg. e
10,1 sgg.; Martyrium Potamiaenae 6; Martyrium Montani 5,1 sgg. e
11,1 sgg.; Ponzio, Vilo Cypriani 12. Mller, p. 8, scorge in do un
parallelismo con l'apparzione dell'angelo a Cristo sul Monte degli
Ulivi (Ev. Lue. 22,43; Ev. Mallh. 26,2).

7:

6, 2. E.1ttlTt1'jcrcr:\I: cioe sopraggiunsero nei pressi del podere che Policarpo aveva appena lascato.
5. ol 1tpOOLOne.; ... OlXEtOL: cfr. apparato delle citazioni. Usando
questa espressione e menzionando esplicitamente i nomi di Erode e
Giuda l'autore tenta di stabilre un parallelismo con il Vangelo (cfr.
Ev. Mallh. 10,35-6; Ev. Mare. 14,18; Ev. Lue. 22,21; Ev. ID. 13,18).
Ved. iuoIrre Dehandschutter, pp. 246-7, e avanti.
5-6. e.lpTvapxo~: capo della polizia, incaricato deli' arresto e
dell'interrogatoro dd criminali prima della loro consegna alle autorica cittadine; ved. Camelot, p. 251 nt. 3.
6. xe;xA'fJpwtL....o~ 't"o IXO't"O O\lotlcr:: Musurillo Cad locum) ritiene
che questo brano dovrebbe essere posto dopo ElalX"iaye.t\l (1. 7).
1,4, xIX'tcr:xe;(tle.\lov: cfr. Camelot, p. 251 nt, 4: Si puo intendere "a
riposarsi" (Bauer), o "a tavola" (Lelong); non v'e ragone di tradurre
"nascosto" (KIeist>.
6. To 8.A'fJJ.cr: ". YEv.aSw: cfr. apparato delle citazioni, nonch
Mller, p. 9; Dehandschutter, p. 240; M.L. Guillaumin, En marge
du "martyre de Polycarpe". Le discernement des allusions scrpturaires , in Forma Futuri. Studi in onore del Cardinale Michele Pellegri110, Torino 1975, pp. 462-9.
7. OlEAiX8r: cfr. anche il resoconto fornito da Giovanni (Ev. 10.
18,4 sgg.) della conversazione di Gesu Cristo con la plebe.
8. 'to EOcttIXS~~: cioe contegno pacato, che anche Ignazio aveva
raccomandato a Policarpo: ved. Ignazio, Epistula ad Po!ycarpum 4,1.
Cfr. Camelot, p. 251 nt. 5.
10-1. qJlX"iEt\l ... wp~: Miler, p. 9, scorge in cio un parallelismo
con l'Ultima Cena.
13. cttaSEt~: ved. apparato critico. Si tratta dell' aneico modo di
pregare: in piedi e rivoIti ad oriente, ved. ad es. Ev. Matth. 6,5; Ev.

<

MARTYRIUM POLYCARPI

7 , 1) -9, 2

Luc. 18, 11. 13 ; Tertulliano, ad nationes 1,13 (ad orimNs partem lacere
nos precationem). Per la bibJiografia relativa ved. Camelot, p. 252
nt. 1; Dehandschutter, p. 83 nt. 213 .
8 t 2-4. 1t\rtw\I .. . lXXATjd'(a~ : sol fatto che Policarpo miri ad abbracciare tutta la Chiesa nella sua preghiera ved. cornmento a 5,5 e
67 . Cfr. Ev. lo. 17,1-26, dove pure Cristo prega per s stesso, per i
suoi discepoli e per tutti i credenti.
5. O\l~ : come nell' ingresso di Cristo a Gerusalemme in groppa a <
un asino, ved. Ev. Matth. 21,2 sgg.; Ev. Mare. 11 ,7; Ev. 10.12,14 sgg.
5-6. mxp~t"ou ~trAOU : Musurillo, p. 9 nt. 10, interpreta quest 'e- <
spressione, con rferimento a Ev. lo. 19,31, come sabato di Pasqua, laddove altr (ved. Camelor, p . 252 nt. 3) lo considerano un
comune sabato, interpretando l'aggettivo ~ira come una tarda nterpolazione, volta a enfatizzare il parallelismo tra la passiene di Cristo
e queHa di Policarpo. A nostro avviso il Martyrium Po/ycarpi, nel suo
complesso, sembrerebbe conrraddire quesr 'oltima ipotesi, giacch,
come abbiamo visto, l'autore o redattore tenta, non appena gli e
possibile, d indicare parallelismi tra le passioni di Cristo e di Poli
carpo. InoItre, questa espressione ricorre anche in altri punti del
nostro testo, ad es. neI cap. 21 ; l'aggettivo .Lira dovrebbe forse essere una inserzione tarda anche in que1 caso? Infine, va osservato
che anche di Pionio, ad es., si narra che venne condotto in giudizio
un ~ira d'ppa;t"ov, ved. Martyrium Pionii 2,1 ; 3,6. Cfr. Mller, p.
10; ma ved. anche, in questo volume, il cornmento a Martyrium Pionii 2,1, per una diversa valutazione.
7-8. -dv x<xpoi.iX<Xv: latino carruca.
9. KplO~ KaTd'ap: nei Settanta, xp~o~ e la resa del nomen ineHa- <
bile di Jahweh. NeI Nuovo Testamento il termine e pressoch esclusivamente impiegato per denotare Cristo. Di qUl, scrve Paolo in 1 Ep.
Coro 8,5-6, e che per alcuni - cioe per i pagaru - esistono molti dei e
molti XplO~, mentre per i cristiaru esiste un solo Dio e un solo Signore: cfr. 1 Ep. Cor. 12,3 e Ep. Phi/o 2,11. Per tale ragione era impossibile ai cristiani dire Cesare e Signore ) . Circa quaranta .anni piu tardi, tuttavia, Tertulliano (Apol. 34,0 e disposto ad accordare il titolo
di Dominm all'imperatore, a condizione che non gli si attribuisca il
medesimo significato di quando lo si impiega quaJe epteto di Dio e/o
Cristo. Cfr. Acta Apollonii 3; Acta Maximiliani 2,8-9; Passio Crispittae
1,1 e 2,4; Martyritlm Eupli A 1,1; AC/4 Scili/4nornm 5-6 (per la bibliografia specifica ved. Camelot, p. 253 nt. 5) .
10-1. oux 1ttXp(\I<Xt"o: il silenzio di Policarpo puo essere accostato a Eu. Marc. 14 ,61; 15 ,4-5; Eu. lo. 19,9.

9, 2. "Ioxut ... mi a:\l8p(~ou : secondo Mller, p. 13, ques te paraJe


sono forse una tarda aggiunta leggendaria.

MARTYRIUMPOLYCARP I

9, 6 - 11,2

377

6-7. a:VT)pwt"a ... TIoAxapn:oc;: I'accertamento dell'identira. e solitamente la prima domanda negli interrogatori dei cristiani, ved. ad
es. Martyrium Carpi 2j Martyrium Pionii 9,5; 19,2; Martyrium Cononis 4,1; Acta Maximiliani 1,2; Passio [uN Veto 1,3; Panio Perpetuae
10; Martyrium Dasii 6.
8. "tijv ~A~x(av: ved. commento a 3,5.
8-9. xal tupa . .. AtrtlV: Musurillo, p. 9 ot. 12, scorge in questa
frase il commento di un redattore .
9. "Olloao\l ... ,XTjv: cfr. , in questo volume, il nostro cornmento <
a Martyrium Lugdunensium (V) 1,319-20. Giurare sulla t"XTJ dell'imperatere - cioi: sulla lortuna, che rappresentava la sua speciaJe protezione e corrispondeva al suo genius personale (PW VII [1912], col.
1164) - era equivalente a riconoscerne la divinita.
10. Arpe. t"OUC; a9touc;: ved. 3, LlO e nota di cornmento. In senso
diverso l'espressione e adoperata a 1.13, neila risposta di Policarpo
'
con riferimento ai pagani.
11. avllw\I: cfr. 16,1.1; nel Nuovo Testamento questo termine
viene impiegato anche per i pagani: Act. Ap. 2,23; 1 Ep. Cor. 9,21.
13-4 . 'Erxu.Lt\lOU " . AtrO\l'tO~: il proconsole cerca di salvare Po.
licarpo; cfr. Pilato in Ev. lo. 19, 12.
15. AOtBPTJoo\l: Plinio il Giovane, proconsole di Bitinia dal111 al <
113, esigeva dai cristiani che sacrificassero incenso e vino all'irnmagine dell 'imperatore e che maledicessero Cristo; ved. Epistulae X
96,5.
15-6. 'Oroo~xoV"ta ... OOOAtw: cfr. apparato delle citazioni e la
'
risposta di Papilo in MartyriutII Carpi 34.
. 1.1. 'tov paolAla:: Cristo come sovrano: ved. appararo delle citaZlonL
10, 4. Xpld't"l<X\lC; dllt: ved., in questo volume, il nostro commento a
Martyrium Carpi 9-12 .
4-5 . Eloe.. ... !J.ClBtt\l: ved. Martyrium Carpi 32; Acta Scilitanorum 4.
7-9. otot8rILt9a ... t"l.L~\I ... a:1tO\l.LEt\l: sol significato dell'espres- <
sio~e t"llliv a1tOVt~e.lV, (tributare onore, ved. ad es. 1 Ep. Peto 3,7.
Poltcarpo sotcolinea di seguire l'insegnamento (oe.8tOYlltBa) di Cristo (clr: Eu. Mallh. 22,21; Ev. Marc. 12,16-7; Ev. Luc. 20,25 ) e degli
. apostoh (ved. 1 Ep. Peto 2,13-7, e specialmeote Ep. Rom. 13 ,1, dove troviamo quasi alla lettera le parole impiegate dal martire; dr.
anche Ep. Rom. 13,7; 1 Ep_ elementir 60,4-61; Tertulliano, Apol.
30,4). Anche altri martiri proclamano enfaticamente di rispettare il
potere secolare e le sue autorita, cfr. ad es. Acta Scilitanorum 9'
Martyrium Apollonii 6 e 9; Acta Cypriani 1,2.
'

11, 2. f.lt'ta\lofd'"(]~: dai martyria apprendiamo che con il termine f.ltt"a\lOe.tV - uno fra pill dens dell'uso linguistica paleocristiano _ i giu-

xxxn

na, seguisse da vicino tutto il corso degli avvenimenti, dall'arresto fino aU'esecuzione, per presentarne un resoconto ininterrottoo Generalmente parlando, le informazioni sull' azione strettamente giudiziaria e quelle su arresto ed esecuzione dovevano
provenire da fami diverse. Per l'arresto e I'esecuzione, vi etano
testimoni oculari, che, sotto l' effetto irnrnediato degli avveniment, redigevano essi stessi o rnettevano a disposizione del redattare le loro impressioni a caldo. Quamo a udienza e interrogatorio, gli estratti apparentemente lerterali del dialogo tra giudice e accusati (come negli att degli Scilitani, di Cipdano, di
Massimiliano, di Filea) li dobbiamo probabilmente aUa consultazione di incartamenti processuali conservati negli archivi. La burocrazia imperiale prendeva gran cura dei propri att ufficiali; a
partire dal primo secolo, la presenza nel processo di natarii, stenografi-segretari, assicurava la registrazione dei dibattimenti e
della sentenza 1. Dato che la seduta si svolgeva spesso all'interno
del sccretarium, sala d'udienza dove avevano accesso solo gli imputati, il giudice, i consiglieri e gli altr funzionari, l'unico mezzo
per prendere conosceoza delle frasi scambiate era la consultaziooe del verbale, preparato dai natarii e, forse dopo essere stato
divulgato su di un manifesto, depositato negli archivi. Una stenografa non ufficale da parte della Chiesa, che avrebbe assicurato la stesura di note durante }'udienza, e conskk'rata non dimostrabile da Giuliana Lanata 2; non si potrebbe andar oltre e
affermare: non soltanto non dirnostrabile, ma decsamente impro-

babile?

La composizione degli atti dei martiri e dunque, probabilmente, un lavoro <dn seconda istanza, un'opera di redazione
che poggia da un lato sulla consultazione degli archivi, dall'altro
- se il redattore non era stato egli stesso presente - sulla consultazione di testimoni ocular. La diversita delle due fonti balza
agli occhi nel caso, del resto un poco particolare, degli acta di
Massimiliano: essi presentano un resocoflto fedele dell'udenza,
ma dettagli pu o meno fantasiosi nel racconto dell ' esecuzione
(ved. Acta Maximiliani 3, 2 sgg.). Una volta che il redattore aveva ultimato il suo lavara, il documento era in certo senso riconoscuto come ufficiale dalla Chiesa, e depositato nei suoi archivi.

JNTROOUZIONE

A. A..R . BASTIAENSEN

Ved. Lanata, p. 15 sgg.


Ved. Lanata, pp. 1920 .

xxxm

10 si impiegava nella celebrazione dell' anniversario del martirio.


Ne era permessa la trascrizione a persone interessate. Ne erano
inviate copie ad altre Chiese. Gradualmente si costituiva negli
archivi ecclesiastici locali una raecolta d' atti di manid del luogo
e di martiri di Chiese vicine. Tali raccolte - che del resto all'ini
zio si arricchivano solo lentamente: si rammenti il rammarico di
Agostino sulla penuria di atti da usare nelIa liturgia - sono all'origine dei legendaria o passianaria, le raceohe medievali delle pas
sioni dei martiri, che, purtroppo, hanno supplito alla mancanza
di att autentici con l'inserzione d'un gran numero di atti e passioni d' origine piu che sospetta, composti dopo le persecuzioni.

9. La mano del redattore


Torniamo per un momento al lavoro del redattore CrIstIano: la
costituzione, coe, di un resoconto su un determinato martirio.
Egli lavara sulle informazioni provenienti dagli archivi del tribunale e sulle testimonianze degli astanti. Prende il suo lavoro mol
ro sul serio. A leggere i resoconti dei process degli Scilitani, di
Cipriano, di Massimiliano, non si puo non restare arnmirati per
il rispetto che egli mostra ne riguardi del protocollo consultato.
Pure, malgrado la sua preoccupazione di veridicidl, egli non e
schiavo della sua documentazione e il suo testo, una volta costi~
tuito, non e sacrosanto. Non mancano indizi per asserire che il
redattore si permetteva degli interventi o che, una volta stabilito
il testo, degli adattamenti, di sua propria o di altrui mano, restavano possibili. Indicativa della possibilita d' adattamento potrehbe essere la redazione, gia menzionata, d'un secondo testo degli
atti d Cipriano, composto probabilmente ad uso delle ChiesesoreUe. N mancano indicazioni quanto a nterventi del redattore rispetto ai suoi materiali, fra cui i verbali processuali dei tr.ibunali. Negli atti degli Sclitani, la redazione deU'interrogatorio
reca tutti i connotati dell 'autenricita: i nomi esorici (punid?) degU accusati Narzalo e Citrino; il ritratto del proconsole Saturnino, gran galantuomoj le reazioni di primo impulso di Sperato,
capo e partavoce degli accusati, ecc. Ma co non toglie che vi
siano anche passi che sembrano supporre l' omissione di talune
paroJe del proconsole (ved. il commento ai paragrafi 8 e 9, note
24-6 e 27, a proposito delle rispos te di Cittino e Donata) o che
gli mettono suIle labbra formule che non puo avere impiegato (et
ceteros a par. 14) o che sembrano riassumere in un'unica frase le

MARTYRlUM PQLYCARPI

MA.RTYRIUM POLYCARPt

ll , 2 - 12 , 18

379

stamento 1tPOif'Jj'tlX' compare quale aggettivo (e non nella sua forma


avverbiale, come qu) in due passi: Ep. Rom. 16,26 P<pwv
npo<pT)'t'lXWV (Vulgata: scripttlras prophetarum) e 2 Ep. Peto 1,19 XlXt
&xolLtv ~E~lXl'tE.pOV 'tov 1'tPOifT)'t'lXOV Mov. In entrambi i casi ha il con
creto significato biblico, (Idei profeti, di (uno dei) profeti deli'Anrico Testamento. Nel nos tro testo, il significato di questo impiego
avverhiale e in certo qual modo piu generico, e va inteso piu in
senso figurar o che nell'accezione concreta sopra menzionata: vale a
dire, profetico, (che possiede guaJita profetiche .

dici pagani ordinavano ai martiri di murare avviso, prestare obhedienza ai decreti imperiali e compiere il sacrificio; ved. ad esempio
piu avanti a 1.6 e 9, 1.9; Martyrium Apollonii 3 e 7; Martyrium Pionii
20,2.4.
3. i .. . Ilt'tvor.o:: ved. apparato delle cirazioni, e Acta Iustini B
5,4.
7-8. np _.. cr~tYVIlEvov: ved. ad es. Martyrium Carpi B 4,5 hic
enim ignis ad modictlm IIret; ille vera inextinguibilis et perpetIJus est,
per qllem dem iudicatllrtls est mundum.
10. <pipE ~OEl: cfr. Acta IlIStini B 4 1toCEl 'tOl\IUV o en.tl~ .

13, )- 4. 'IooSa.twV ... IXthol;: uno dei primissimi esempi di un certo


antisemitismo della letteratura paleocristiana, ved. anche commento
a 12,7 .
11. 1'tPOcrrAOV: inchiodare,>, cfr. apparato delle ctazioni, e
Martyrium Pionii 21; Martyrium Carpi 378.

12, 2 . X6:pl'tO~ E1tA7JPO'to: ved. a 7,3 1t).-fP7J~ wv 'tf~ Xpl'tO~.


6. wIlOA-rO'EV ... dVCll: anche in altri martyria la professione di

fede cristiana da parte dei futuri martiri viene espllcitamente proclamata agli spettatori quale ragione della loro condanna a morte; ved.
ad es. Martyrium Pionii 20,7 ; Martyrium Agapae 6,3; Martyrium Carpi
36.
7. 'Io\,lolX(wv: sull'odio nutrito dagli ebrei, che erano numerosi a
Smirne, contro i cristiani, ved. Apoc. 2,8 sgg., e inoltte qui ai capp.
13,1; 17,2; 18,1. Su tale ostilita e sulla partecipazione degli ebrei
alla persecuzione dd cristiani, ved . anche, ad es., Martyrium Pionii
4,11 sgg., e 13,1 sgg.; Giustino, Apologia 131,5-6, e 36,3; Dialogus
cum Tryphone 16,4; 131 ,2; 133,6; Tertulliano, Scorpiace 10.
9.10. 6 1t1XUP .. . XpLO'"tLIXVWV: Camelot, p. 259 ot. 2, scorge qu il
primissimo esempio dell' impiego del termine 1't1Xrip quale titolo vescovile.
11 . 1tPOO'XOVtlV: nella leueratura paleocristiana questo verbo ahi
tualmente significa (~adorare divinita pagane , cfr. 2 Ep. Clementis
1,6; 3,1; ad Diognetum 2,4.5.
12 . 'tov ' AO'LpX'Jjv : il termine, reperibile anche in A ct. Ap. 19,3 1,
dove potrebbe avere un significato leggermente diverso (cfr. PW JI
2, col. 1564) da quello adoperato gui, indica prohabilmente il presidente dell'assemblea provinciale d'Asia Minore, il Commune A siae.
Filippo, qualificato &pXLtpt~ a 21,11.34, sembrerebbe essere stato in
vestito della supre ma autorita religiosa durante i giochi, dd quali era
presidente (cfr. L. Ross TayIor, The Asiarchs, Beginnings of ehri
stianity 1 5, pp. 256-62; diversamente in PW II 2, eoll. 1569-72).
13. Aov'ta. : cfr. Terrulliano, de spectaculis 26 (leo ne concesso); de
pudicitia 22 (Christianis leonem!). Il popolo invoca la morte di Poli
carpo; cfr. Ev. Mare . 15,8 sgg.
15 . CWV't'1X XIX'tIXXIXO'lXl: bruciare vivo, come era stato previsto da
Policarpo (ved. 5,2). Non si traUava di una morte inconsueta per i
martirio
16. 01t't1X0'(a.J;: ved. commento a 5,7.
17.8. f-I1'tEV ... 1tpoq)'ryClxw;: ved . commento a 5,7. Nel Nuovo Te

1 2, 18 - 14, 6

<

<

14, 4. ava.~Alq,oc~ tt~ 'tOY oupocvov: cfr. 9,11.12-).


45. KpLt . .. 1tlXv'toxp'twp: cfr. apparato delle citazioni. La foro <
mula etO~ 1t1XV't'oxp'twp e assai frequentemente impiegata negli scritti
ebraici in llngua greca - ad es. nd Settanta e in Filone - per rendere
i titoli divin Yahweh Sebaoth o Saddai. Oltre che nei Iuoghi del
Nuovo Testamento menzionati, l'espressione compare nella lunga
preghiera che costituisce la sezione conclusiva di 1 Ep. Clementis
(59,2; clr. 60,4 e 32,4; 62,2). Ved. inolere Camelot, pp. 232-3; Reuning, pp. 32-3.
5. cl"l'IX1t7J'to: nel Nuovo Testamento e la qualificazione favorita
di Cristo figlio di Dio; ved . apparato delle citazioni, e Reuning, p. 33
sgg.
tUAO"f1t'tO: cfr. apparato delle citazioni: in tutt i luoghi vi
segnalati (con l'eccezione di Ep. Rom. 9,5, dove potrebbe anche trato
tarsi di un attributo di Cristo) il termine e pero riferito a Dio Padre .
5-6. 1tcnoo; ... XplO"t'O: per designare Cristo quale figlio di Dio, iI <
Nuovo Testamento e la letteratura greca paleocristiana preferiscono
impiegare la parola Ul~. Il termine 1tOCl~ nel Nuovo Testamento signi.
fica quasi sempre servo: Ev. Matth. 8,6.13 ; 12,18 ( :: citazione di Is.
42, 1); 14,2; Ev. Lile. 1,54.69; 7,7; 12,45; 15,26; Aet. Ap. 4,25. La
paroIa 1tlXl~ e impiegata a proposito d Gesu solo in Ev. Luc. 2,43 (<<il
bambino Gesu); Act. Ap. 3,13 (6 etO~ 'A~plXocll . .. lO~IXO'EV 'tov 1toctOoc
IXtho ' f-rO'ov , ... suo Figlio Gesu); 3,26 (6 9to, &VIXcr-t-fO'O:~ 'tov
1tlXtOa IXU"W, (C .. suo Figlio); 4,27 (<dI bamhino Gesu); 4,30 (<< il
bambino Gesu). In altre parole, il termine 1tlXl' nel Nuovo Tesra
mento compare solo cinque volte in riferimento a Cristo; di queste,
saltanto due hanno inequivocabilmente il significato teologico di
figlio di Dio . Cfr. al contrario Camelot, p. 234: Questa designa.
zione infanrile, 1tlXlJ;, e spesso attribuita a Gesu nella lecteratura cri
sciana delle origini,>.

MARTYRIUM POLYCARPI

14,

6 - 16, J

MARTYRlUM POLYCARPI

Solo rari esempi di questo impiego di 1tar~ sano stati trovati da


Camelot nella letteratura postapostolica: Didache 9,3 e 10,2-3; Pseudo Barnaba, 6,1; 1 Ep. C/ementi, 59,2.4; Traditio Apo,tolica III 4,8.
Alla luce di do, si potrebbe congetturare che il termine 1taI~ venga
qui usato in luogo di ul6~ in~enzional~ente! l'ambiguit~ ~i 1to:I:;, ~i
versamente da ui6" puo desIgnare CrIsto Sla come Flgho dI DIO
che come servo di Dio; cfr. al contrario cap. 17,1.16, clove viene
impiegato il termine Ul~. I1 Nuovo Testamento contiene s.olo .un
esempio di quest'ultimo uso di 1to:I~ (cioe come servo di DIO),
vale a dire Ev. Matth . 12,18, ma si tratta di una cirazione da Is.
42 1. Su Cristo quale servo (mxTc;) di Do ved. ad es. A. von Harn a~k, Die Bezeichnung ]esu ah Knecht Goltes und ihre Gesc~ichte
in der alten Kirche, Sitzungsberichte der Deutschen Akademte der
Wissen5chaften zu Berlin XXVIII 1926, pp . 212-38.
6. 1talp: Dio e il padre di Gesu Cristo; e il tratto che conferisce
al monoteismo giudaico dimensione cristiana, ved. Ep. Rom. 15,6; 2
Ep. Coro 1,3 e 11,31; Ep. Eph. 1,3; Ep. Col. 1,3; 1 Ep. Peto 1,3.
6-7. Ol' O ... dAf~a;Il~\I: cfr. apparato delle CItaZIOnl, nonch
.
. . . .
Reuning, p. 35.
8. -ro y~voll, -rW\I OlXloo",: in questo elenco degli attnbuu di DIO
tale espressione deve essere originale deU'autore del nostro martyrium, ved. inoltre 17,1.2 e 19,1.9; cfr. Erma, Similitudines IX 17,5
lx 'tO y~VOlJ~ -rw", Ihxaloo\I.
12. a~9o:pO'lq;: cfr. Ignazio, Epistula ad Polycarpum 2,3 'to 9ifla
aq9apcr(o: xo:l l;ooi alw",lO~ .
14. 1tpotqo:",ipwcro:~: ved. 12,1.16.
15. al"'w: Jodare Dio, ved. Ev. Luc. 2,13.20; 19,37; 24,53;
Act. Ap. 2,47; 3,8-9; Ep. Rom. 15 ,11; Apoc. 19,5.
16. ootlit;w: glorificare , con Dio quale oggetto, ved. Ev. Matth. 15,31; Ev. Mare. 2,12; Ev. Luc. 2,20; 5,25-6; 7,16; 13,13 ;
ecc.
apx~tpi(o)~: Cristo guale apXt~pE~, (sommo sacerdote,
ved. Ep. Hebr. 6,20; 9,11.
15, 4-6. To yap 1tp ... IlcXp'tupo~: cfr. una storia simile in Acta Theodoti 32-4.
7. C(p'to~: la menzione del pane qui, queUa di 1tO-dplOv (<<calice) a
14,LI0, e la presenza di molte reminiscenze liturgiche in questo
contesto sembrano indicare che Cp'tO~ e 1to-n;ptOV possano contenere
un riferimento indiretto all'Eucaristia. Cfr. ].A. Kleist, An Early
Christian Prayer, Orate Fratres XXII 1948, pp. 201-6.
8-9. tow8ac;: cfr. apparato delle citazioni, e Reunng, pp. 43-4.
16 3. XOIl~ix'topo; : XOfllfllx'twp = conjector (ved. Svetonio, Aug_ 43 ;
N:r. 12), doe il carnefice, i1 boia, che dava iJ colpo di grazia ai
feriti sopravvissuti ai combattimenti gladiatori. Cfr. A. Chagny, Les

16,

J - r7,

11

martyrs de Lyon de 177, Lyon 1936, p. 53, e, in questo volume, il


nostro commento a Martyrium Lugdtmensium (V) 1,2.37.
3-4. t~~lOlOV ". E~rA9E'" ... arfla'to~: do costituisce un 'analogia
con quanto Ev. lo. 19,34 dice a proposito di Cristo.
4. 1tEP(O"t'~p&: xo:l: Dehandschutter, p. 99 sgg., si pronuncia a favore deU'autenticita di queste parole e di questo motivo leggendario;
ved. pero l'apparato critico.
8. a1tOCTtOAlXO~: nel SUD lempo, Policarpo era uno degli ultimi
testimoni del periodo apostolico; il termine a1toO"toAlX~ , penanto,
dovrebbe essere inteso nel suo antico e pregnante significaro di seguace e contemporaneo degli apostoli (qui, in ogni caso, deU 'apostolo Giovanni), per cui Eusebio (Historia Ecclesiastica III 36,8) dice
di Policarpo : 'tW'" a1toa-rAoo", fltAi-tr~ . Anche Ireneo (Epistula ad
Florillum ", Eusebio, Historia Ecclesiastica V 20,7) e Eusebio (Historia Ecclesiastica III 36,10) chiamano il nostro martire o(8O'xO:AO~ a1toCTtoA(x6~ .
9. Xo:eOAlxTj~: questa espressione ha qui probabilmente perduto
il suo antico significato locale-geografico di universaIe e va forse
recepita in quello di dogmatico, cattolico-ortodosso, opposto
ad eretico. Cfr. sopra commento a Prae/. 1.3, e Dehandschutter,
p . 102 5gg.
10-1. iUAElW9T) xal nAul.ol9faE'tO:l: quest'esaltazione della ctedibilita delle parole di Policarpo crea un paraIlelismo con Ev. lo. 19,35
5gg.

<

17 , 1. &"''tlCT)AO~: cfr. Act. Matth . 12 .


1-2. a",tlXE(~e.\lO~: si precisa l'opposizione del diavolo alla
stirpe dei giusti; ved. anche commento a 3,1.
4. "cov -rf~ &~9o:pO'(a~ CTt~O:vo",: cfr. apparato delle citazioni; ved .
inoltre, in questo volume, il nostro cornrnento a Martyrium Lugdunen,illm (V) 1,219-20.
5-6. w~ 1lT)8i ... AT)1fl9Tj",o:~: cfr. Martyrium Lugdunensium (V) 1,62.
Anche i pagani di Lione tentarono di impedire ai cristiani di seppellire i loro martiri: ved. Martyrium Lugdunensium (V) 1,6 1, e, in questo volume, il nostro cornmento al passo (1.365). Cfr. anche la preoccupazione degli ebrei dopo la morte di Cristo: Ev. Matth. 27,64.
7. xoWWVTjO'O:l ... O'(:xpx(~: questa e la prima prova dell'esistenza di <
un culto dei martiri cristiani. Durante la persecuzione dei crstiani
sotto Diocleziano anche i pagani di Nicomedia ternettero che i cristiani comindassero ad adorare le reliquie dei loro martiri: ved. Eusebio, Historia Ecclesiastica VIII 6,7.
8 . .. AAXT)~ : forse questa Alce e la cristiana menzionata da Ignazio,
Epistula ad Smymaeos 13,2, e Epistula ad Polycarpum 8,3.
11. 'tW'" ' lou80:(oo\I: cfr. Act. Ap, 19,33, e sopra, commento a
12,7 e 13,3-4.

MARTYRIUM POLYCARPI

14-5. 'tov 1tp ...

O'W'tTIP(a~

17, 14 - 20, 9

... cX.t.CXp'tWAWV: cfr. apparato delle

citazioni.

15 . a:~w~ov ; per Cristo &~W.LO~, senza macchia, ved. 1 Ep.


Peto 1,19; 3,18.
16. u/ov: cfr. commento a 14,5-6.
1tpoO'xuvo.LtV: e da notare
l'antitesi tra 1tpoO'xuvou.LtV - termine impiegato nel Nuovo Testamento quasi esclusivamente a denotare l'adorazione che si tributa o che si
dovrebbe tributare a Dio - e O:an:w.Ltv, (1.17), che indica 1'amore che
si prova per i martirio
17. .Lp'tupcx~ ... .L~.t.1J't0:;: cfr. commento a 1,5.

18, 2. w~ t90~ cx\hor~: cioe, come e abitudine dei pagani.


<
7. tvi9AlOV: questa e la prima prova della commemorazione del <
giorno della marre di un martire da parte dei cristiani. La concezione secando la quaJe la morte del martire e una nascita - di qui 11.dpa
Ev9AlO~, dies natalis - e sostanzialmente gia presente in Ignazio,

Epistula ad Romanos 6,1.


19,6. Xct'tO: 'to EUaAlOv: l'espressione e gia a 1,1.5 (ved. cornmento); e inoItre ved. commenco a 4,6, e Mller, pp. 6-7.
7. 7tOllovT~ xa'taWvlO':J.!.Vo~: ved. commento a 2,7_ Per la terminologa dell'cXwv, nel suo complesso, ved. apparato delle citazioni.
8. 1'OV ... adcpavov: ved . 17,1.4, e nota di commento.
9. aO~~El 'tov 9EOV: cfr. 14,1.16, e nota di commento.
20, 3. Mapx(wvo~: questo Marcone o Marco fu il redattore della
letrera, e Evaristo (ved. par. 2) ne fu lo scrba. Dehandschutter, pp.
187-8, cerca pero di dmostrare - interpretando anzitutto il verbo
tL1JVEW nel senso di <~ riferire , <~ additare - che Marcione o Marco
non e il redattare ma un testimone oculare ).
4. t1tL<TtOA~V S~cx7ti!-l.tJa0'9E: i predicatori che viaggiavano daIl'una
all'altra comunita eccIesiastica, gli apos[Oli) o nviati, sono prova essi stessi degli stretti contatti e dei rapporti tra le comunita
eccIesiasriche paleocristiane (cfr. Ep. Eph. 2,20; 4,11; Didache 11-3) ,
cosi come la lettera di Clemente ai Corinzi e le lettere di Ignazio alle
varie comunita ecc1esiastiche.
6. OOAWV: sull'uso paleocristiano di OOAO~ ved. Camelot, p. 236.
8. 't1tv alwv~ov ... paO'tAtav: nel Nuovo Testamento questa espres- <
sione compare solo in 2 Ep. Peto 1,11. Le frequemi citazioni e reminiscenze delle lettere di Pietro che abbiamo precedentemente indicato dimostrano chiaramente che il nastro martyrium risente della
loro influenza.
8-9 . 'tOU ll'alM~ ... !-I.OVOyEVO~: cfr. apparato delle citazioni, clove
pero viene costantemente impiegato Ul~ nvece di 7tat~. Cfr. commento a 14,5-6.

MARTYRIUM POLYCARPI

2 0, 11 ' 2 2, 12

11-2. EMpE<TtO~: cioe lo scriba di quest'opera, ved. sopra como


mento a 1.3, e Dehandschutter, p. 187.
21 , 1-6. H . Grgoire-P . Orgels, La vritable date du martyre de S.
Polycarpe (23 fvrier 177) et le Corpus Polycarpianum,>, Analecta
Bollandiana) LXIX 1951, pp. 15-6 e 18, sono dell'opinione che
questo capitolo sia un'aggiunta carda dello PseudoPionio.
3. w~ o06'O: cioe 1'ora ottava; cfr. la lezione di M wp~ tVcXTO,
<d'ora nona ) , probabilmente per accentuare l'analogia con la morte

di Cristo, Ev. Matth. 27,46.

4. <l>~A(1tll'OU : G. Giulio Filppo d Tralle e attestaro quale (~asiar


ca), per il settembre 149, ved. Orientis Graeci Inscriptiones Selectae n.
498.

22, 1-17. L' appendce che qui segue venne forse (Camelot, p. 240)
aggiunta al nostro testo dalla chiesa di Filomelio, al fine di favorire
quanto piu possibile la circoJazione della lettera. Nella sua forma
attuale, con la sua lunga dossologia , comunque, essa sembra risalire
al quarto secolo.
3-4. ylWV lXAtX'tWV: santi eletti; cfr. commento a 16,8.
4-6. Ol) VOt'to ... 1!-I.&~: cfr. Ignazio, Epistula ad Ephesios 12,2.
11. nlVto~: probabilmente del quarro secola; scrisse anche una
vita leggendaria di Policarpo: ved. Camelot, p. 240.
12. O:7tOXcXAU<pW: il tema della rivelazione compare assai spesso
nelle leggende: ved. Ml1er, p. 3.

<

MARTY RIUM CA RPI

COMMENTO AL MARTYRIUM CARPI


'
PAPYLI ET AGATHONICAE
a cura di A.P. Orbn

1. Ev8T)IJ.OY'to~ ... IltpytX.t.cp: il proconsole d' Asia Minore risiedeva a


Efeso ~ si t~ova~a in qu~l m,omento a Pergamo (cfr. Apoc. 2, 12 5gg.;
E,useblO, H/stona Ecc/es/ostica V 1, 17), prohabilmente in occasione
d~ un conventus iuridicus. Sembra degno di nota _ ved. avanti e
l:letzm.ann, p. 240 - che la recensione latina (L) non nomini mai la
Cltta. di Pergamo; L 7 dice semplicemente: Martyrizaverunt autem te.
s/es dei C~rpu.s episcopu.s ". apud provinc~a<m> A siam. In L1 il pro.
c?nsole 51 ~hJama Opumus: comprehensz sun! tempare Decii impera/o~s e~ oblat! sun! Optu'!o praco,muli.
7t'pocnx9T]aIXY: questo verbo e
~mplegato qu~e t~rmme tecDlCO per trascinare a forza in giudizio
1 ~artyres de5tg~att: ved. ad es. Martyrium Potycarpi 9,1.2; Acta lusti.
m A 1; Martynum Apotlon 1.
.
2: !.UXx.pLOL: questa espressione era usata per martri nel tardo <
~so.lmguistico paleocrisdano; nel secondo secolo d ,C. poteva ancora
mdl:are anche i .c~jstiani in generale.
K:pl'to~ xcd nfX7tAO~: Ll
formsce anch~ gh ~ncarichi e le citta nataJi di questi martri, aggiungend~ Agatomce al ~ue suddetti: Corpus episcopus o Gurdo et Pamfitus dlaconus a Thyahra et Agathonice timorata Dei comprensi.
. 2-3. J.P",UPEt; :o XPL~~: il termine J.<Xp'tUpE'; qui non ha ancora
il s~nso tecmco dI martlr!)) ma quello primario di testimoni, come 1n.1 Ep. Peto 5,1; Mart:Yrium Potycarpi 2,2. Per ulteriori ragguagli
ved., In questo volume, il nostro cornmento a Martyrium Patycarpi
1,5.
3. l'tpoxcx6iaa:.;: cfr. Martyrium Agapae 3,1 .
4. ~CXAEt: nei .nostri martyria il giudice pagano di norma domanda
per .p:l1Ila cosa il nome del marthe candidato; ved. ad es. Acta
ustml.A 4,3, e B. 4,3; Martyrium Pianii 9,1.5.7; Acta Cypriani 3,3;
Martyn,um Con.~nrs 4,1; Acta Maximiliani 1,2; Passio luti Veto 1,3;
l~fX[pE'tO\l: cfr. Martyrium Dasii 6.
Martynum Dam 6.
5. Xptancxv.;: e l'abituale risposta dei mart!ri cristiani alla richiesta delIora nome: cfr. ad .es. Martyrium Polycarpi 10,1 ; Acta lustini
A 4,3.6 e B 4,1.3 ; Martynum Apollonii 2; Passio Perpetuae 3,2; 6,3;

5 -

I8

385

Martyrium Pionii 8,2; Acta Cypriani 1,1-2; Passio Fnlctuosi 2,3; Acta
Maximitiani 1,2; Passia [uli Veto 1,3 ; Acta Scilitanonlm 9 e 13; Martyrium Lugdunensium (V) 1, 10.19.20.26 .
'to e.v 'ti;) )(aJ.~: come
e evidente dal contesto, i cristiani non accordavano che una minima
importanza al loro nome ( terreno . In primo luogo essi erano, e
desideravano essere cruamati, (cristiani ; cfr. ad es. Martyrium Das;i
6 7tt pt oi rijc;: 7tpoaw'JUIJ.(a.c;: J.OU ipw ao~' 'to f.Ll,V i~a:(pE't'V .lOU VO.lfX
XptCJ'fta.\l,; tlJ.l, 'to 0& llC. yO\ltw\I l'1tt'tE9lv .lOt LlCJwc;: XCXAOJ.lXt, (ri
guardo al mio nome ti rispondo: "per ma scelta mi chiamo Cristiano, il nome impostomi dai genitori e Dasio"; Acta Balsam; 1 (datad
al 311): Nomine paterno Balsamus dicor, spirituali vero nomine, quad
in baptismo accepi, Petrus dicor; Martyrium Lugdtmemium (V) 1,20. I1
cambio di nome al bactesimo, di cui parlano gli Acta Balsami nel
brano precedente, divenne una prassi abituale solo dopo l'epoca in
cui vennero scritti gli Acta Carpi; ved. Harnack, p. 441.
6. O'ot: cioe Carpo, che il proconsole evidentemente considera il
piu importante dei tre; cfr. J.c;: e J.Tv, che seguono.
1tpoO"t'yIJ.CX'tO:: cfr. Acta lustin; A 1 e B 5,8; Martyrium Pionii 3,2.3.
7. AoyoCt'tw\I: cfr. Martyrium Agapae 4,4; 7,2.
9. 6O'ct:l: cfr. Acta lustini A 5,6.8; Martyrium Apollonii 7; Marty.
rium Pian;; 3,2; Martyrium Agapae 5,2 .
9 -12. Kp1to.; ... 9w: L omette questa confessione di Carpo,
che sembra essere molto anziano (cfr. Harnack, p. 442). La precisione e la sistemadcita della risposta di Carpo alle parole del proconsole, nel par. 4, coIpiscono: e.W XptCt'tLCX\l'; tlJ.t sembra essere la ri
sposta a t"'(\lWcn:CXI . AOrOcn:wv, cioe 10 appartengo a Cristo e non
ho niente a che fare con i decreti degli imperatori; Xp~a'to\l ." aiPoJ.fXL (in cui e opportuno notare che l'autore mpiega la forma media
aipOlJ.fXl a proposito di Cristo e la forma attiva CJiPEtV a proposito
degli dei pagani: cfr. anche Martyrital1 Apollanii 1,2 'tov 9EOV aiPoJ.a:t; 8,13 CJi~Et\I .. . 'fO\J~ ato.;, o.; 1t<XV'tE.c;: cX\l9pw7tOt aipoJ.tv; 8,43;
Martyrium Pionii 8 ,3), e la risposta a 1tEpt 'tO ... aEO';; 'tO\l E9\rCO: ".
lhapAou si riferisce a XplCt't6v, simile a 'tou,; 't'eX 7t\l'tcx OLOtlC.O\I'ta~ detto di 'tou~ 9to';j inHne 'fotOll'fOl'; ... 6w e la risposta d Carpo a o6EV
... 6aal.
12. TIOLU o 9iAELC;:: cfr. Martyrium Polycarpi 11,2; Acta [ustini B
5,7; Martyrium Dasii 9,2; Passio Irenaei 4,2 Fac quod iussum esto Hoc
a me non exspectes, e 4,9 Fac quod vis; Martyrium Eupli B 2,4 Fac
quod vis, Christianus sum ; Acta Phileae B 5,2 Fac quod tibi iussum est,
e 5,4 Et quad tibi iussum est fac.

17-8. ~,,)'~6v,,~ ... )'6,ou: cfr. Ep. Hebr. 12,10. Sulla base di
questa probabile remniscenza, dovremmo forse intendere il termine
AyOC;: come la parola struttiva di Dio? Cfr. d'altra parte Har
nack, p. 443: Qui A6"1'ot; puo essere solo i1 Logos personificato,
Ev. lo. 1,1.

<

MARTYRIUM CARPl

2I -

35

21. 'tO ... a\l9poo'ltov: ciae il diavalo; cfr. Apoc. 12,9 xaAofltVO~ 8t<ix.AO~ xlll all'tava~, 7tAIlVWV "tY!v OlXOU.LVllV OA1)V.
24 .. 90flled~: cfr. Martyrium Polycarpi 12,2; Acta lustini

e 1,4;
Martynum Cononis 5,4; Passio lrenaei 5,1.
25 . fl~ fllPIl(VE'tt: cfr. Acto Scilitonorum 8; Martyrium Pionii
17,1; Aeta Maree//i A 4,2 e B 4,2; Martyrium Agapae 3,2.7; 6,2;
Pano lrenaei 3,4; Possio Crirpinae 3,3.
U'ltOflEtOttGIlt;: il sarriso
dei martiri e un elemento che ricorre costantemente nei nos tri mor
tyria; cfr. Martyrium Apollonii 8; Martyrium Pionii 7,5; Passio Fructuosi 3,5; Possio Mariani 11,6; Acta Eupli B 3,3; anche Minucia Felice, 37 cum [mortyr] strepitum mortis et horrorem conti/icis inri
dens inculcat.
25-6. 9toi . .. 0:1toAiG9lGIlV: cfr. [erem. 10, 11, nonch Possio
Crispinoe 2,3 (Crispina rerpondit: Dii, qui non fecenmt caelum et terram, pereant) e Acta Eupli B 2 ,5 Pereont dii qui nOI1 lecenmt caelum
et terrom et quae in eis ( :lE contaminazione di lerem. 10,11 e Aet. Ap.
4,24).
28-9. Ol ~wV"tt~ .. 9ooow: cfr. 2 Ep. Clementis 3,1 ~;'trt; 01
{wv'ttt; 'tor~ VtXpot~ ou 9o;.t\l; Didache 6 Aa"{ptla p tcttt 9twv
VtXpwv.
29-30. OL eto! .. tLvat: cfr. Martyrium Apollonii 14; Passio
Fruetuosi 2,4-5; Porsio lrenaei 4,3; 2 Ep. Clementis 3,1; Didache 6.
30. 0lAW; axoGaat;: cfr. Martyrium Polyeatpi 10,1; Acta Scilitanorum 4 (Speratus dixit: Si tranquilIs praebueris aures tuas); Mar
tyrium Pionii 6,1.
301. O'tOl . . O:ito9.VWGl\I: cfr. Martyrium Apollol1ii 14 ...
9E.Ou~ "', ol"ttVtt; ... xal o xtvll9iaov"tat &~'io:o"twv. Cfr. anche Ps.
115,48; Barueh 6; Dan. 3,18; e Martyrium Apollol1ii 22 9toU~ Airoo.
GtV "{OUt; olJ'r<x~ "{o 1tpLV &v9pw1too~, w~ l~t).txooaw al it<XP' au"{ol~
1090t.
31. o't'
0:\l9pW1tlV: cfr. recensione latina, 2,2 Carpus dixil:
Disce quomodo sunt mortui: speciem habent hominum, sunt autem
immobiles.
34. All ... ~eElpltVcr:: cfr. Martyrium Apolloni 15 sgg.; Taziano, Oralio ad Graecos 4,4; Passio lrenaei 4,3; Passio Crispinae 2,4.
34-5~. Lie~zmann, p. 248, e dell'opinione che la digressione
apologetlca del parro 1620 debba essere ascritta a un redattore di
eta successiva.
"{ou~
35. &xpO\lOt;: cfr. Taziano, Oralio ad Graecos 4,3.
atwva~ 7totfGa~: cfr. Acta lustin; C 2,3 01lllOOpyt;, o~ )((XI 't'ou~
o:lwva~ t1tOlllGE; Martyrium COllonis 6,4 9E~ ;.oo, ~aalAEu~ 't"W\l
atwvoov J e 6, 7 't'~ ~aa~AEr 't'WV o:twvwv 9t{!:l; Martyrium Apollonii 6
't'ov ov't'w~ 9EOIJ "{ov oIJ't'a 7tpO atwvlv. Cfr. A,P. Orbn, Les dnominations du mOl1de ehez. les premien auteurs chrtiens, Nijmegen 1970,
p . 124 sgg.

le

MARTYRIUM CARPI

;6

61

36. a~9"p,o~: elr. Ep. Rom. 1,23 ; 1 Ep. Ti. 1,17; 1 Ep. Peto
1 23. 5i oppone a 't~ xp6v~ q>eup;.tVa (1.34).
.
.
.
.
, 42. "{WV &:"((oov: cioe coloro che hanno fede In Cnsto, 1 quah ,
nelle lettere degli apostoli (elr. ad es. 2 Ep. Coro 13 ,13; Ep. Eph. 1,1;
412; Ep. Phi!. 1,1; 4,2 1; Ep. Col. 1,2 ; ecc.),.cosl come nella letterat ' ra greca paleocristiana fino al 200 d.C. crrca, sono molta spesso
chiamati aLot; cfr. 1. 86, nonch Martyrium Lugdunensium (V)
1,4 .14 .
e 1 il d'lavo1o
43. itpOAa;,~;vlIJ: cfr. Harnack, p. 446 ?t. 17: os
si fa profeta, preannuociando cio che COmplf~}}.
45. &pX<Xt't'tpo~ WIJ 'C{!:l xp\I~: cfr. 1 Ep. 10. 3,8; Apoe. 20,2; Taziano, Oratio ad Graeeos 7 1tpw'troIJo~.
.
45-6. O:1to1ttlpcaa~ ... xaxo1totttv: cfr. Harnack, p. 446 nt. 18: 51 <
confondono qui , d'altronde, due spieglazionihrelatil~e al!a facflt~ profetca del diavalo; in primo luogo, il atto c; e e~ 1 puo pro et1zza~e
perch e "esperto", io secondo 1uogo, perche egh stesso provoca CIC
che predice}).
.
..
47 . a1tO<p<Xatl~ : cfr. Gen. 3,1.4 .13. .,
47-9. xa't auxwPllGtV ... tuat~t[a~: VI e qUI remlntSCenza della
sroria di Giobbe.
51. ~AU"P~G"" elr. } Ep. lo. 10. .
.
.
52. ~Aaa<p1);.(av ... 't"wv :EE~aCJ'tw~: 10 alcre parol~: dlsprezzare gb
doH comporta anche disprezzo nel confronu delllmper.atore; .d r:.
Acta ustini B 5,8; Martyrium Apollonii 7; Passio FntCIUOSl 2~6 (SI du
non eoluntur, nee imperatorum vultus adorantm); Acta Maree/h M 1,1.
53. 9ttt;; T "{l AiEtt;;: ved. anche 11. 68-9.
...
54. ou ... itw7ton r90GIl: probabilmente Carpo era Cr1S ~lanO SIn.
dall'infanzia; cfr. anche le parole di Papila, .a .p.ar. 34.; Pas~lO. lrenael
4 3 Deum habeo quem a prima aetate colere dldIez; Pamo CrIspt~ae 1,3
Numquam saerifieav; nec sacrifico nisi UI1; et vera Deo et domzno nostro lesu Christo filio eius.
. . .'
.
55. xpql.aG9iV"to: eiEa(lal: la pratic~ di torturare 1 crlsuaOl accusaU
pe! costringerli a sacrificare e menzlOna~a. anche altrove,. cfr. ad es.
Martyrium Polycarpi 2,2; 11,1; Acta lustlm B 5,5; MartyrIum. Lugdunensium (passim); Martyrium PiOl1ii 7,6; 18,4; 20,1-2; Martynum ConOl1is 5,5; 6,1; Passio Irenae; 4,3.
.
.
.
58. Ila1tAoIJ: la versione latina dl questo mortynum rende il ?o
me con Pamfilus, ved. L 3, 1 ussit.. . Pamfilum d;aeonum ~ppendl.
59. BooAtUri~: cfr. Harnack, p. 447 nt. 24: ~OOA.t~~ ~orse e
identico a "decurio" . Cfr. L 3,1 et dixit ad eum: Pnnclpalzs es?.
59-60. '0 ... d;'l: cfr. L 3, 1-2 Procol1sul di~it: Qu~d es? Edicito
mihi. Pamfilus respol1dit: Civis. Proeonsul dtXlt: Dzves es? ...
60-1. TlVlIJ1tOA(U\t;;: questa sembra essere una domanda tradlzlo,
nale, ved. ad es. Acta luslin; B 4,7; Martyrium Conon1s 4,1; Marty ritlm Eupli A 1,2 ; B 1,3.

MARTYRlUM CAR PI

61' 74

61. 8oa't'dpw\I: questa sezione manca in L. Per Thyatira nel


Nuovo Testamento ved. Act. Ap. 16,14; Apoc. 1,11 ; 2,189; 2,24.
62. Tix\la tXW;;: cfr. Passio 1renaei 4,5 Prohus dixit: Filias
habes? .
62-3. KaL ... 9E\I: ved . par. 32.
63-4. EI~ ... )"l,yw\I: cfr. Martyrium Apollonii 33; Martyrium Pionii

178.
64. Ka't'O: 't"ij\l 1tlO"'tW: cioe, secondo l'uso linguistico dei cristiani;

efL 1 Ep. Coro 4,14.17 ; 2 Ep. Coro 6,13; Ep. Eph. 6,1; Ep. Col. 3,20;
1 Ep. Ti. 1,2.18; 2 Ep. Ti. 1,2; 2,1; Ep. Tit. 1,4; Ep. PhilmI. 10 ,1;
Ep. Gal. 4,16.
67. ~\I 1t&:0"{I ... ElC't\l: cfr. Harnack, p . 448 nt. 32: Stando alla
definizione che egli da di s, assai verosimilmente Papilo era un
viJp 1tOO"tOAIX~ , un (btO"tOAO~ o un 1tpocpft1')~, cioe un evangelista
di professione o un profeta.
l1tapXl~ : (provincial>, cfr. Act.
Ap. 23,34; 25,1. Quanto al senso, I'espressione t\l 1t<xcrn l1tIX?Xl~ xat
1tAU e in ogni caso un'esagerazione, anche se dovessimo ritenere,
con Harnack, che Papilo debba essere considerato un &1tC''t'OAO~
neU'antico senso della paroJa. PaoIo, d ' altro canto, faceva anch 'egli
affermazioni ugualmente esagerate, cfr. Lietzmann, p. 248.
68 . 't'x\la XIX't'O: 9E6.,,: cfr. L 3,3 Et ita confessus est Pamfilus in
omni provincia el in omn; civitate se filios habere spirituales; Acta 1ustini A 4,8 Q1l')9wo~ ~LW\l 1ta"tip ta'tw XplC'.O~ xcd 1lT't'1Jp Y El~
atho." 1ttO"tt~ .
69-70. 'A1t() ... oulii1to'tE .. . t90aa: ved. par. 22. Cfr. Martyrium
Polycarpi 9,3; Acta Iustini A 4,7; Passio Crispinae 1,3.
70-1. 1tAo." .. . EXEt~: in aItri termini, Papilo si astiene dal pronunciare un discorso apologetico-dogmatico, come avevano fatto ad es.
Carpo (ved. sopra), Sperato (Acta Sci/itanorum 4 sgg.), Apollonio
(Martyrium Apol/onii 4 sgg.), Pionio (Martyrium Pion;i 4,16 sgg.).
Cfr. anche Martyrium Polycarpi 10,2 tXE(\lOOt; OE oux ~"(o!J.at cX;tOU~
'to Q1toAoytTa9at aln:oI~.
72-3. 'A."axpEllaa9El~ .. . oiJ'to~ ... EOWXE.,,: come Carpo (ved. par.

23).
73 . cpw."T\I oux WWXE\I: cfr. Martyrium Pionii 20,1; Martyrium
Conon;s 6,2; Martyrium Polycarpi 2,2.
74 . 'YE\I\IarO~ &9Al')-rTjt;: 1 Ep. Clementis 5,1 ; Eusebio, Historia Ecc/es;astica V 1, 19.36.42, ecc.
&\I'tlxt ~!J.i."oo: I' ambiguita e forse
voluta: l'avversario diretto, cioe il proconsole, e l'avversario di
fondo , cioe il diavolo. In Martyrium Lugdunensium viene coscantemente ribadita 'idea che i martiri stiano realmente combattendo iI
diavolo. Cfr. Martyrium Apol/onii 47; Passio Perpetuae 10, 14 el inle/
/ex; me non ad bestias, sed contra diabolum esse pugnaturam ; Passio
Fructuosi 7,2 O beati martyres " . eo quod diabo/i caput calcavenmt;
Passio Montani 6,4-5 unde prostrato diabolo victores sumus in carcerem

MARTYRl UM CARPl

74 97

reversi ". Hoc itaque prae/io victus diabolus ad alteras, se fs~ti~s ve;tit;
Martyrium Polycarpi 3,1 1tOA)..eX 'YeXp lIlTlXa\l&'to xa't ao'tw... o ota~o

AO~'76

t(J1tE-ooo.,,: per l' immagine, cfr. Martyritlm Poly~arpi 11,2;


Martyrium Pionii 21,1; ~ct~ Maximiliani 3,2; Passio 1u/z Vet o 4,3 ;
Eusebio, Historia Ecclestasttca V 1,44 (Tecla~.
,
77 . 0:J.ep~9t(X'tpo",: cfr. Martyrium Polycarp~ 8,3 (ataJho.,,) e Martyrium Pionii 21 ,1; Passio Fructuosi 3,1 (amphztheatrum).
.
77-8. O:1taAAaywaw "t'O XC'LO\.l: cfr. par. 39; Acta Marcel/: A. 5,2
. decebat Marcellum gloriosum martyrem de hoc recedere saecu/o , e 1
SIC
,
L.
'"
-,
Ep Clementis 5,7: (Faolo) o.w~ a;1tTlMa;YTl 'tOO XOGlloo. "
. 78. 1tpoO"1JAw9E.Lt;: cfr. Ep. Col. 2,14 ; ved. par. 38. C.lO accadeva
anche in caso di condanna a morte per rogo, ved . Martynum Polycar-

pi 13,3 e 14,1.

79. Q."wp9w9T1: per l'irnmagine cfr. par. 46; ved. anc e apparato

delle citazioni.
,..
f
41 47
80. 'J'CaptowxE.'" 'tY." ~uxiv : per IlmmaglOe c r . parr o
e
.
81. 1tPOGtlLElo(aC'E.\I: cfr. commento a l. 25 .
83. UJ'" o~a." xop{oo: per 'immagine cfr. par. 42, nonch apparato delle citazioni.
G R
h
86. aylO~: dr . commento aL 42; d'alt.ro l.ato cfr .. '. ausc en,
Monumenta minora saeculi secundi, (~FlorileglUm patrlstlcum
Bonn 1914, p. 111 nt. 3: aytO~ mihi hoc loco et V. 47 non Chrl~tlat vult H arnack sed sancturo seu martyrem sonare vIdeP 1
l pena a pro num, u
,
tur.
xPe.J-wIlE."ot; EI1tE.,,: mentre apio nesce a roa ~
nunciare qua1che paroIa (dr. parro 34 e 37), Carpo contlOua a parlare dal palo del rogo .
N II
86.7 . ri'~ ... Il'Jl'tPO~ ... Ea~: cfr. Harnack, p. ~50 nt . 40: e a
letteratura cristiana delle origini Eva co.m~are assal r.ara~ente) . Cfr.
L 4,4 Viri, et nos homines sumus de multenbus (!) natz et tpsam camem
et animam habemus quam et vos. Ved . Gen. 3,20.
88 . 0 otxaa-ripto." 't0 &Al')9wo.,,: per il concetto cfr. par. 8; 1 Ep.

.HP,

Pel. 2,23.

89-90. 1tpoC'epEpollt."oo ... 1tpoO'T];a.o: per

37. 90.

EUAoy'Jl'tO~:

1'

<

ImmaglOe c r. par.

cfr. Martyrium Polycarpi 14,2; ved. apparato

delle citazioni.
.
. 14 2
91-2 . o'n xa't'1J;(waa~ ... f1tF(OO~: cfr. Martynu~ ~olycarpl .' Lietzmann, p. 249, considera questo brano, cosi slmile a Martynum
Polycarpi, una tarda interpolazione.
.,.
93.7. Queseo paragrafo, totalmente omesso 10 L, e con.sIderato <
ne 42 un documento del montarusmo del
.,
d
h d
d a H arnac k , pp . 451 -2 , e
secando secolo in Asia Minore. Liet~mann, p; ~47, cre e anc e 1
poter riconoscere inequivocabili trattl mont.arustl .n~ comp'ortamento di Agatonice. Sul montanismo degli altn marttrl ved. , 10 questo

390

MARTYRIUM CARPI

97 - HO

volume, il nostro commento a Martyrium Polycarpi 4,6, e a Martyrium Lugdunensium (V) 1,292.
99. 0:0.0\1 lAtTjacn: per la costruzione con l'accusativo cfr. Ev.
Mallh. 17,15; 20,30; Ea. Marc. 10,47 .
102-3 . .6.uv~ ... 1tPOa-teXYfJ.O:TO:: la frase manca in L. Cfr. Har- <
nack, pp. 452-3, e nt. 45: (~Queste esclamazioni risultano qui sorprendenti: Agatonice non e stata condannata ma si e data la morte
da s. Va supposco qui un influsso della leggenda di Tecla - gia
allora famosa, e nata in Asia Minore - oppure queste esclamazioni si
riferiscono alla scena nel suo complesso? Comunque, siamo dinanzi a
un problema .
103. 'Avop9w9trao:: cfr. par. 37; la versione greca non dice per
mano di chi; dr . invece L 6,5 suscipientes autem eam ministri suspendernnt in ligno.
105. a,1t8wxt\l 1'0 1t\It.t0:: per l'immagine ved. parro 37 e 41.
105-10. KO:l ... tUAe.tw9TJ ... 'A.tlv: Lietzmann, p. 249, e dell'avviso che questa parte del testo sia un'aggiunta tarda al nostro
martyrium.
106. aUv TOre; eX"(t01C;: cioe Carpo e Papilo.
106-7. W\I ... 8ttq>Aa~O:\I: cfr. Martyritlm Polycarpi 18,2; Acta Cypriani 5,6; Panio Fructuosi 6,1 sgg.; Acta Maximiliani 3,4.
10810. ~ 8~a .. . al';'y",y: cfr. Martyrium Polycarpi 20,2; 22,3;
Acta [ustin; A 6; Martyrium Cononis 6,7; Martyrium Das;; 12,2; Martyrium Agapae 7,2.

COMMENTO AGLI ACTA IUSTINl


a cura di A. Hilhorst

Titulus: XAP ITnNO~ - AIBEP IANOY: non abbiamo informazioru


su questi martiri all'infuori del nostro testo. Dal cap. 4 ricaviamo, se
non altro che Peone ed Evelpisto erano cristiani fin dall'infanzia,
Evelpisto' era discepolo di Giustino, ed Evelpisto e rerace venivano
dall'Asia Minore. Cfr. Freudenberger. pp. 27-8.
TH~ ~rNO.6.IA~ AITON: questa espressione suggerisce che,
olere alle persone qui esplicitamente nomina te, ne furono martirizzate
anche altre: nel prosieguo del testo, pero, no~ si dice nulla a~ riguardo:
Tale espressione manca nella recensione B; SI tratta probabilmente d1
un' aggiunta tarda.
1, 1. TWV vfJ.wv 1tpoO"to:y.t'twv: u~:altra aggiunta tarda, giacch il
primo editto mperiale del tenore qU1lOteso fu prom.ulgato molto dopo
la morte di Giustino, e cioe ne1250, da parte dell'lmperatore DeCIO.
Cfr. Franchi Note, pp. 5-6; Freudenberger, pp. 24 e 29.
2. dcr1xa~alX\I: termne tecnico, furono fatti comparrre) dinanzi
al giudice: cfr. Franchi, Note, pp. 6-7. OJere alla menzione di questo
fatto, gli atti giudiziari sui quali il nost~o test~ ebasato dovevano senz'altm {ornire notizie su data e luogo dI svolgunento del processo, nome e caricadel giudice, norni degli imputati: cfr. Lana~a , p. 122. Do~e
vano altres) esservi registrate le domande dl prammatlca poste dal glU
dice sul nome, l'origine e la professione degli imputati. Cfr. Delehaye,
p.88 .
.
.
.
3. E1t<XPXO\l: il prefecro clttadrno. praefectus mbz . Quale rappresen- <
cante dell'imperatore, era responsabile della tutela deU 'ordine ~n citta.
La sua sentenza era revocabile solo tramite diretto appello all'lmperatore: cfr. Lanata, p. 122.
'POO"tLXOY: si crat ta di Q. lunio Rustico, <
filosofo stoico e maestro di Marco Aurelio (di quest'ultimo si vedano i
Ricordi, 1 7). Rustico tenne per due volte il consolato e fu prefetto
cittadino probabilmente dal 162 al 168: cfr. PIR IV, pp. 3456 (nr.
814), e Freudenberger, pp. 24-5. La recensione C, tipicamente, lo dipinge come un bruto: 8uvoe; av~p xal AOl.tOe; xa l 1teXare; fJ.e.a'to~ cXO't~do:e;.
6

39 2

ACTA lUSTINI

2, I - I2

2, 1-2. T(\lC( ~lov ~LOt~;: Barnes, p. 516, esamina l'ipotesi che con <
questa domanda Rustico oHra deliberatamente a Giustino la possibilita di evitare I'incriminazione, proc1amandosi filosofo.
3. 'PO<TttXO~ tn:ClPXO~; la frequeme ripetizione di t1t'apxOO; (cfr.
2,4 e 5; 3, 1 e 2; eee.), corrisponde allo stile degli att giudiziari: cfr.
Lanara, p. 122.
4. n o(OUo; rooc; Lt't<lxf.tp(~n; : quali principi pratichi?>}; Rustico
precisa in tal modo la sua prima domanda, evidentemente troppo
generica.
46. TIchl"t'cxo; ... xplatLCl"WV: cos) scrive Giustino medesimo in DialagtJs Cllm Tryphone 28.
6. x&v LT) piaxwcrL 'rote; ~E.UOooo~oaw: questa formula non si con-

fa al contesto. Essa ha il timbro polemico che si cansentano solo gli


ero della tarda agiografia; inoltre, essendo quesre parole rivolte proprio a uno di quanti hanno false opinoni, 'tOt~ ~E1JOoOO~OOaL\I dovrebbe essere preceduto da un (-ll\l_ Una formula simile puo Ieggersi
all'inizio de1libro primo dell'Anthologia Graeca, dove uno scriba dispone che gli epigrammi cristian precedano quelli pagani: 'ta 'tWII
xpLa'tLIX\lW\I 1tpo'tE'tx9w EuaE~1j 'tE XlXl getcc imrp(-l(-lcc'tcc, x&\I ol "EAAT)\lE~ O:1tccpaXW\l'tCCL. Non e da escludere che nei nostri Atti la formula sia un'nterpolazione.
8-9. ..e:tO: Sy..cc'to~ E1tO(UXL IXlhok come evidente daUa successiva
replica di Giustino, SY(-lcc qui denota il credo cristiano. D'altra parte, cclhot~ e riferito a Ol AYOL, i principi.
10. "01tEp EuaE~o(-lEII: EuaE~w e impiegato gui nella sua accezione di pensare devotamente }}, essere ortodossi}>; cfr. PGL, S.v.
(2). L'accusativo 01tEp e accusativo di re1azione, ved. GNG par. 154
e cfr. Isocrate, J, 2. Per la successiva confessione di fede cfr. Prete,
pp. 4746.
11. 'tOIJ'tW\I: retto da OT(-lLOUP'YOIJ, che segue, indica questo
mondo.
or(J.tOUpro\l: nel senso di createre, il termine ha una
forte coloritura platonica. Nella Bibbia greca si legge unicamente in
Ep. Hebr. 11,10; ricorre invece con frequenza nelle Apologie di Giu"ino. Cfr. W. Foerster, in TWNT 11, p. 61; Ill, pp. 1022-4 , non
ch PGL, S.v.
12. j~ 'tOU 1ta\l'to~ xa(-lou 1totfaEw~: amplificazione epesegetica
di 'tOIJ'tW\I, che precede.
9EOU 7tCClOcc: per questa designazione di
Geso., dove 1ta:r~ puo significare sia figlio che servo >}, cfr.
GELNT, s.v. (1 b ,); PGL, S.v. (A 3, B). Secando A. Hamman,
La confession de la foi daos les premiers Actes des marcyrs , in
Epektasis. Mlanges patristiques offerts au Cardinal Jean Danilou,
Paris 1972, p. 102, si deve qu intendere servo, poich nel
prosieguo del testo Giustno parla di ul(, "Figlio di Dio" . In
effetti e cosi, ma il contesto prova esattamente il contrario deU'opinione di Hamman, poich quando, nella frase successiva. Giusti-

ACTA IUSTTNl

2, 12

-3, r

393

no usa la locuzione U{OIJ atO, egli si riferisce a 9EOU 1tcclOa, attrbuendo quindi alIe due espres,sioni il medesimo valore. Percio .1tIXt~
deve qui significare ( figlio . E questo il significato della locuzlone
anche nel Dialogus di Giustino: ved. J.T. Brothers, The Interpretation 01 ncct~ 9too in JtlStin Martyr's Dialogue with Trypho .(Studia
Patristica IX [Texte und Untersuchungen 94]), Berlin 1966,
pp. 127-38.
.
.
13. 1tpoXEXfpVX'tCCL TtO 'tW\I 1tpo!pT}'tW\I: l'espresslOne e di frequente impiego negli scritti di Giustino, cfr. 1 Apologa J1. 1 e 7;
52, 1 e 3; 56, 1; 58,1; 61, 13; 2 Apologia 7,5; Dialogas e.m Trypho
ne 106,1. In effetti Giustino interpreta tutto l'Antico Testamento
aUa luce della profezia; puo pertanto defioire (profeti) figure quali
ad es. Mose e David.
16. 1tpocpT}'t~xf\I .. . (J.OAOYW\oI: l'interpretazione abituale di queste
parole perch io riconosco che cio (ovvero parlare adeguatamente della divinita di Cristo)) e una facoIta riservata ai profetl>. Tuttava, per quale motivo doveva essere necessario un profeta per
parlare adeguatamente della sua divinita? Nel Dostro contes~o~ ~io
significava professarla }). il che non era certamente tr?ppo dlf~lcde
per un comune cristiano. Mi azzardo pertanto a ~ugg.enre una d~v~r
sa interpretazione. Nella frase che precede, GlUstrno ha defmIto
Gesu araldo di salvezza e maestro di buoni precetti (aw'tT]p{cc(
.. ' ''IX9T}..'tw\I): formule, queste, ch~ potrebbero a~attarsi senza di!Hcolta a qualunque profeta. Ora SI corregge. aggmngendo ma 1?
dico ben poco della sua divinita professando in lui un potere profetlco (cioe, professando in lui un profeta). Cristo e pO. che un
profeta: cfr. la professione di fede fatta da Pietro in Ev. Matth.
16,13-17.
16-7. o'tt . .. O\l'tIX: per proseguire con l'interpretazione ora suggerita, il senso di queste parole potrebbe essere casi parafrasato: Perch gia i profeti hanno proclamato che, Gesu e il figlio d Dio (e ,non
semplicemente, come potrebbe dedursl da quel che ho detto prlma~
la sua venuta fra gli uomini quale araldo di salvezza e maestro di
buoni precetti) .
18. <i\olWSEII npottTto\l Ol 1tpocpf'tCXt: <iIJw9tIJ significa probabilmente nei tempi antichi)}, cfr. Ep. Hebr. 1,11tAcct 9u)( AaAfalX~ 'tOt~
1tcc'tp:aw iIJ 'tor~ 1tpOcpi'tlXt~.

J, 1. ITo GU\ltPXta9e.: la recensione B e quanti su di essa si basano,


come ad es. A. Hamman, Valellr et signification des renseignements
liturgiques de Justin, (<<Studia Patristica XIII [Texte und Untersuchungen 116)), BerHn 1975, pp. 364-74 (in parcol,:e p. 367)!
ritengono che la domanda intenda accertare dove SI troVI illuogo dl
culto dei cristiani. La risposta di Giustino (<<Dove ciascuno vuole o
puo ) spinge a considera re cio improbabile; e impossbile celebrare

394

ACTA ruSTINl

3, 1 - 4, 12

la liturgia se ciascuno si dirige clove pio gli conviene. Dato che il


capitolo precedente verteva interamente su argomenti dottrinari e
che alla domanda successiva (una ripetizione di quella ora in esame)
Giustino replichera riferendosi alla sua pratica di insegnamento,
preferisco pensare che questa demanda di Rustico riguardi il luego
clove si svolge ]' insegnamento di Giustino e non le riunioni liturgiche. Cfr. anche Freudenberger, p. 26.
3. n6.V1'W~ : questo avverbio puo significare <darse): cfr. H.J.
Cadbury, Lexical Notes on Luke-Acts l, Journal of Biblical Literature XLIV 1925, pp. 214-27, in particolare pp. 2237, clove vengono citati anche passi di Giustino.
6. ~ivw: per l'accezione risiedere, ahitare, cfr. LSJ, S.v. (12
b), nonch GELNT, s.v. (1 a a).
'to Mup-dIJou: non e il nome di
un personaggio identificato ed e incerto se si tratti realmente di un
nome di persona. Nella recensione B si legge qui 'ttIJOr; Map't'%u 'to
TlfllO'ttIJOU. Per la congettura Tl~Up'tlIJOU avanzata da Franchi, Note,
p. 10, cfr. E,F. Osborn, Justin Martyr, (<<Beitrage zur hstorischen
Theologie XLVIl), Tbingen 1973, p. 5 nt. 22.
7. 'to 8tupo'o/: e questa l'unica prava che abbiamo sul fatto che
Giustino visse a Roma in due diversi periodi.
8-9. &:l9lx'o/tto9cn ?tap' lflOl: il dativo in luogo dell'accusativo e
un volgarismo, cfr. 1. Radermacher, Neutestamentliche Grammatik,
/Handbuch zum Neuen Testament I), Tbingen 1925 2 , p. 5.
9. 'tW'o/ ir; ctATj9t(a~ Arwv: espressioru affini sono impiegate
a 2,3 ('toI~ &:At9iol ArOl~ 'twv :XPl<n:lC(IJWV) nonch in Dialogus Ctlm
Tryphone 121,2 ( i~ (;i).7J9E(a~ xal o01ptar; ArOr;).
10. Ouxov xpt<n:lavOr; tI;: come ha mostrato R.M. Grant, Sa- <
crifices and Oaths as Required of Early Christians, in Kyriakon.
Festschrift Johannes Quasten 1, Mnster 1970, pp. 12-7, nei processi
intentati contra i cristiani l'e1emento essenzale era che questi si
confessassero taH ; cfr. anche Freudenberger, pp. 26 e 30-1.
4, 4. :Eu 8E -d A)'Ur;, Xapl'toT;: per questo tipo di domanda (tipica
degli atti di processi contro pi\ coimputati) cfr. Delehaye, p. 48.
7. jr; au'tljr; lA?tC8or;: gioco di parole sul nome dell' accusato,
Evelpisto.
11. "ExmxAac cioe malta prima che conoscessi Giustino.
11-2. K)'w xplo-t~aIJr; tL1.l: nessuna domanda precede questa <
affermazione. Se essa non e andata perduta, cio indica che spontaneamente Peone si e alzato tra il pubblico per urursi agli imputa ti,
come fa anche Agatonice nella versione greca di Martyrium Carpi 42
(cos1 interpretano Lanata, ad /ocum, e J. SpeigI, Der romische Staat
und die Christen. Staat und Kirche von Domitian bis Commodus, Amsrerdam 1970, p. 165), o semplicemente che non sa aspettare che lo
si interpelli.

ACTA IUSTlNt

4, L) - 5, 11

395

13. 1tapElAiI9CXI.Lt'o/: per la concordanza del verbo al plurale con il


soggetto al singolare cfr. GNG, par. 280. Ma e forse corretta l'ipotesi di M. Whittaker, Jews and Christians: Graeco-Roman Views,
(<<Cambridge Commentaries on Writings of the Jewish and Christian World 200 BC to AD 200 VI), Cambridge 1984, p. 163 nt.
3, che Peone stia qui parlando anche a nome degli altri imputati.
18-9. lxavo XP\IOu: la recensione B presenta, forse a ragione, la
leone 'Ixo""lou; e piu verosimile la corruzione dello specifico (' IxoIJLOU) nel generico (1xavo :xpvou) che il contrario, cfr. Franchi, Note,
p. 12; Freudenberger, pp. 27-8.
5, 1. ~a<n:l)'(Ueti.r;: prima dell'esecuzione della condanna era costume
flagellare i criminali condannatij cfr. Mommsen, p. 938; Freuden
berger, p. 30.
1-2. ct1toxt~a).loer; : possiamo da do inferire che i nostri martiri
vennero decapitad, come esplidtamente attesta la recensione B
(6,1).
2-3, ~iAAElr; 'o/cx~avEtIJ dr; d.lIJ oupavlJ: la comune opinione dei <
cristiani era che i martiri ascendessero al delo immediatamente dopo
la morte, laddove gli altri fedeli dovevano aspettare fino alla resurrezione universale; cfr. J, den Boeft - J. Bremmer, Notiuncu/ae Martyrologicae, (/Vigiliae Christianae XXXV 1981, pp. 43-56, in particolare p. 43.
4. 'toIr; opOwr; ~ lWOaOtIJ : cioe coloro che non rnuoiono martirizzati.
?tap<XlliIJu: la maggior parte degli editori integra il testo con
'f0 9ETo\! x:plo.ta, mutuato dalla recensione B a svolgere funzione di
soggetw; il senso della frase risulta pero sufficientememe chiaro anche cosl.
5. lX1tupwGtWr;: come osserva Whittaker, p. 164 nt, 1 (ctato a <
nota 4,13), per i due interlocutori il termine ha un significaro diverso. Per Giustino, tX1tpWalr; e il fuoco del giudizio finaIe, cfr, 2 Ep.
Peto 3,7; per lo stoico Rustico, designa la conflagrazione che periodicamente distrugge il mondo dando inizio a un nuovo ciclo cosmico.
Nei suoi scritti Giustino si mostra avvertito d tale divergenza, efr,
1 Apologia 20,4; 57,1; 60,8; 2 Apologia 7,3.
8. EL fl~ 1ttl9E06t , 'tl~wpr9ioto9t: <~obbedire, all'ingiunzione di
sacrificare agli dei; essere puniti) cioe condannati a morte: cfr.
Franchi, Note, pp. 14-5, che postula una lacuna prima di questa
minaccia, dato che il testo precedentemente non ha fatto parola del
sacrificio. Peraltro, tale menzione potrebbe essere stata deliberatamente omessa, per la sua ovvieta: cfr. Lazzati, pp. 28-32,
10. ct1ttl9ivlX'to: termine tecnico per la promulgazione della sen[enza: cfr. Lanata, p. 122.
11, 1ppa)'tnwelv'tt.~: questo termine di origine latina viene sostuto nella recensione B dal suo equivalente greco .ta<n:l'yw9iIJ'tEr;,

396

ACfA lUSTINI

5.

r r - 6. 2

che e presente qui a 5,1.1)_


ttlXxBit()GIX\I: Franchi, Note, p. 16,
offre un'ampia documentazione di tale impiego assoluto di tt<xyt<rBlXl (nel senso di essere condotti a morite), equivalente in cio al
latino duei.

COMMENTO AL <,MARTYRIUM LUGDUNENSIUM


a cura di A.P. Orbn

6, !. 8oE~OVTEe; 'tOov BE\l: su do ved. W. Rordorf, <eL'esprance des


martyrs chrtiens , in Forma Futun. Studi in onore del Cardinafe Miehefe Pe/legrino, Torino 1975, pp. 445-6 1, in particolare pp. 452-3.
2 . 0\1 G\J\liBT} .ttO\l: sia il luogo dell'esecuzione che quello di
sepoltura dd martiri ci sono ignoti; cfr. comunque Saxer, p. 32 nt.
23 .

(V) 1, 1-2. ttGtpOtXOUV'tEe;: ved. apparato delle dtazioni; cfr. Policarpo,


Epistula ad Philippenses, prae/.; 1 Ep. Clementis l. Per i rermini ttGtpOLxlw e ttGtpOlXtGt ved. ad es. P. de Labriolle, Paroieia , Recherches
de Science Religieuse XVIII 1928, pp. 60-72. Jullian, p. 318 nI. 4,
interpreta non correttamente la frase oi &\1 ... mxpOlXOU\lUe;, dicendo
che questa societa cristiana si presenta anzitutto come una sodeta
municipale, e (p. 319 nt. 8): <e L'espressione ttpmxllX ... sta a desi
gnare un gruppo municipale di crlstiani ... ttapOlx~a , evidentemente,
si accosta a "colonia". Questo resoconto, scritto da un testimone
oculare, potrebbe essere opera di Ireneo di Lione: ved. Griffe, p. 19
nt. 2l.
8. "toue; cXytOoe;: efr., in questo volume, il nostro commento a Mar1tIlElWX\l: cfr., in questo volume, i1 nostro
tyrium Carpi 42 .
commento a Martyrium Carpi 74, e Martyrium Polyearpi 2,7.
8-9. o~ IlGtxpto~ tLp"tOpEe;: cfr., in questo volume, il nostro commento a Martyrium Policarpi 1,2; e Eusebio, Historia Ecclesiastica V
1,27.47; V 2,8; VI 41,17.21; VI 43,20; VIII 10,2.
10-!. V'tlXEtfl.E\lOe;: cioe ir diavolo; per il diavolo quale antagonista , nemico, ved . 2 Ep. Thess. 2,4; 1 Ep. Tim. 5,14; cfr., in
questo volume, il nostro commento a Martyrium Carpi 74. Ved. inoltre Eusebio, Historia Ecclesiaslea IV 15,40; V 1,42; V 16,7; VI
43,6; Mohrmann, tudes III, p. 104; Jullian, p. 327 nt. 3.
12. ttapouG(Gt\l: nel Nuovo Testamento e negli scritti dd padri <
apostolici il termine e usato pressoch esclusivamente a proposito di
Cristo. COSI anche Eusebio, che pero in via eccezionale, come qui,
Jo impiega per indicare la venuta dell' AnticristofDiavolo (Historia
Ecclesiastiea VI 7) e dei f!si profeti (Historia Ecc!esiastica V 16,8).
Ved. anche Mohrmann, Etudes l, p. 246 sgg.
13 . (;)\1 006)..w\l 'tOU BEOG: ved. apparato delle citazioni; cfr.
Mohrmann, tudes IV, p. 296.
17. a-r6AoUe;: ved. apparato delle citazioni, efr. 1 Ep. Clemenls
5,2.

XXXIV

A.A.R. BASTlAENSEN

INTRODUZIONE

xxxv

La situazione e diversa per gli atti di Massimiliano. Un interrogatorio punto per punto autentico e interrotto da un passo (2,
7) dove Massimiliano, approfittande della menzione del distintivo militare, contrapposto al segno della crece di Cristo, prende a
intrattenere suo giudice, il proconsole Dione, sulla persona di
Cristo: una min-catechesi che si serve di formule attinte daU 'opera di Cipriano. L'influenza deH'opera ciprianea si fa sentire
particolarmente nella seconda parte degli atti di Massimiliano, la
narrazone della morte 0, 2 sgg.}: se essa e introdotta, e in modo alquanto inatteso, anche nel resoconto deU' azione giudiziaria,
co sta a tradire il lavoro del redattore, che ha familiarita con
I'opera di Cipriano. Si notera, del resto, che l'ingerenza ciprianea e piu pronunciata e piu es tesa nel racconto dell'esecuzione
che DelIa riproduzione del verbale dell'udienza. Nella descrizione delle circostanze della morte il redattore era pu libero di introdurre elementi suoi di quanto non lo fosse nel resocoato dell'nterrogatorio: testo del verbale processuale lo intralciava. Il
carattere di autenticita di tale testo ne risulta rafforzato. D ' altra
parte, dal punto di vista della composizione degli atti, I'inserimento catechetico) e meno a proposito di quanto non lo fosse
l'amplificazione liturgica del martirio cli Policarpo: il desiderio
di fare di Massimiliano un martire ciprianeo) provoca un'interruzione alquanto maldestra oello svoIgimento dell'interrogatorio.
Talune formule bibliche, ricorrenti negli atti dei martiri, potrebbero creare dubbi a causa del loro carattere pO. o meno stereotipo e data la possibilita, per il redattore, di servirsene come
riempitivo. Ma, neU'insieme, il loro numero non e grande e il
loro impiego, il pu delle volte, s'accorda bene col contesto. La
risposta di Cipriano ad Aspasio Paterno, che richiama la prima
epistola a Timoteo (2, 2) nell'affermare che i cristiani pregano
per gli imperatori, abitudine menzionata anche da T ertulliano
(Apol. 30, 1; ad Scaptllam 2, 8), bene si accorda con J'andamento
dello scambo verbale tra il vescovo e proconsole (ved. Acta
Cypriani 1, 2). Al Date a Cesare quel che e di Cesare del Vangelo di Matteo (22, 21) Donata, una dei martiri Scilitani, fa
un'allusione molto naturale, quando concede al proconsole che
bisogna onorare l'imperatore. Le due allusioni bibliche, sulla
preghiera per gli imperatori e sull'onore che loro e dovuto, appartenevano senza dubbio all' arsenale apologetico che approvvigionava i cristiani per i processi che intentava loro lo Stato per-

battute di piu persone (el cum eo omnes comenserunt a par. 10).


Non eccede i limiti del probabile iI figurarsi la mano del redattare che opera tagli nel testo del verbale processuale o adatta tale
testo alle esigenze della comunita, riuoita per la celebrazione liturgica: la veridicita e la freschezza del raeconto non hanno del
resto perduro nulla nell'operazione. Nella passio di Perpetua il
quadro e differente: il redattare e piuttosto un compilatore, che
cura l'edizione deUe note redatte in cafeere da Perpetua e Saturo; ma anche qui si passano svelare interventi ad uso della Chiesa che ascolta: a 7, 1. 24 e 11 , 1I. 18-21 (ved. comrnento) si
trovano precisazioni che non passano essere di mano dei prigiooieri, ma che risultana assai utili per l'intelligenza del testo. Sarebbe dunque nesatta la tesi che sostenesse che i materiali dei
nos tri att e passioni siano scevri da ogni ingerenza da parte dei
redattor. Su tutti i nos tri documenti la critica deve esercitarsi
per scoprire, se possibile, la mano modellante. Che rimangano
problemi insolubili, che la restituzione esatta e completa d'un
dialogo tra giudice e crisciano accusato o d'un resoconto dettagliato delle peripezie di un martirio s riveli un'illusione, non
stupira nessuno; n, per questo, il carattere veridico del documento di cui disponiamo sara intaccato.
L'esame di qualche passo, in relazione a un eventuale lavoro
d'interpolazione da parte del redattore, non e privo d 'interesse.
A parte le parentesi di carattere piu che aIrro tecnico, quaU abbiamo trovate negli atti degli Scilitani e neIla passione di Perpetua e alle quali si puo ascrivere anche l' omissione di formule
protocoIlari aIl'inizio del verbale processuale, vi sono queIle inserzioni che si potrebbero chiamare ideologiche. Non sapremo
mai se Policarpo, legato sul rogo, ha davvero pronunciato ]a preghiera, relativamente lunga, che il redattore gli pone sulle lahhra
(Martyrium Polycarpi 14, 3); ma il testo di questa preghiera e di
una tale ricchezza bblica e liturgica, e lo stile appare tanto accurato, che un lavoro redazionale a posteriori, che modellasse e
abbellisse una piu breve formula del martire, e altamente probabile. TI meccanismo e facile da congetturare; il redattore intende
presentare il martire in preghiera alla Chiesa in preghiera; che,
percio, formule consacrate, usuali nelIa liturgia, o espressioni che
le echeggiano gli vengano alla mente e che egli venga a prestarle
al martire, e piu che naturale. L'amplificazione, originata da
un'esigenza liturgica, s'inserisce armoniosamente nell'andamento
deUa narrazione.

MARTYRlUM LUGDUNENSIUl\1

1, 28 - 74

28. a:yopcX\o>; cfr. Acta Maximiliani 1,1 in loro inducto Fabio, e, <
in questo volume, il nostro commento a Martyrium Carpi 77. Il lomm
di Lione e srato identificato: si tratta di Fourviere; ved. Griffe, p.
20 nt. 23.
33. Oul't'ttOc; ' E1t.yct90c;: sembra che Vettio Epagato fosse uno <
dei piu eminenti cittadini di Lione; ved. Griffe, p. 16; Ph. Prime,
The Lyom Martyrs 01 A.D. 177, Irish EcclesiasticaJ Record})
LXXVII 1941, p. 188. Cfr. anche Gregario di Tours, Historia Francorum I 30 e 31.
34-5. 1tAipWfl.ct . . _ ~xp(~w'to: P . de Labriolle, La cfise montal1iste, Paris 1913, pp. 225-6, solleva la questione di un possibile rapporto di Vettio con il montanismo. Cfr., in questo volume, anche il
nostro commento a Martyrium Carpi 93-7.
37-8. ITE1tpEU'tO ... fl.EfL'lt'tOC;: ved. apparato delle citazioni. Per
una non corretta interpretazione del passo, il nome di Zaccaria venne inserito nella lista dd martiri; cfr. Griffe, p. 20 nt. 24; Martyrologium Hieronymianum, ed. Rossi-Duchesne, pp. 71-3; Gregario di
Tours, Historia Francorum I 79; Gloria Martyrum 48; H. Quentin,
La liste des martyrs de Lyon, Analecta BollancUana XXXIX 1921,
pp. 11338.
46-7. t ... Xplctttct. . C;: cfr. Acta rustini A 4,1; Martyrium Apollonii 1.
.
47. fl.OAOyiO'ct\l'tOc;: confessare di essere crisciani: cfr. 1,1.30;
cfr. Eusebio, Historia Ecclesiastica II 9,2; IV 15,25; IV 17,10.12; V
1,20.26.28; VI 5,5; ecc.; Martyrium Das;; 8,2 lyw XPlcttr.o:VOV Etvo:t
lfl.ctu.ov Ofl.OAOYW .
48 .01,1 XATjpOV 'tW........ctp-rupwv: ved. a 1.L150 Xctl 't!> XA1p~ 'twv
.tctp-rupwv 1tpoO'td.lh, e a 1, n. 286-7 1tpoO'E.(9t\l'to '!> .wv .tctp"t'pw\o>
XAip~.

489. 1tClp.XTj'tOc; Xpt<rnct. . 6w: per il martire quale advocatus, por- <
tavece e mediatore dei cristiani presso Dio, cfr. 1 Ep, lo. 2,1, clove i1
termine 1tctp:XA"f)'tOC;, in un significato identico a quello che ora abbiamo visto, viene impiegato per Cristo.
55. 1tpw.o.Lp't1Jpt~: i primi martiri, ovviamente di Lione; nella
sua edizione della Historia Ecclesiastica di Eusebio, E. Schwartz
pero altera questa lezione dei manoscritti, e congettura: 1tpO~ .0 fl.Clp'tuptrv, che viene poi ripreso da G. Bardy, ed. in Se.
67. Bo lXXATjO'tW. . : cioe di Lione e Vienne.
<
70. E.XtAtU<1E\o> . .. a. . ct~Tj.trO'elXl: questo avvenne, evidentemente, a <
dispetto delle parole di Traiano, Conquirendi non mnt!, non bisogna ricercarli: ved. Zeiller, p. 52.
712. O'ct.ct. . & ... aytouc;: cfr., in questo volume, i1 nostro coromento a Martyrium Carpi 86, e avanti par. 16.
73-4. 8uO'1'Elot ... fl.t~El~: per questa accusa che i pagani muove- <
vano ai cristiani, ved. ad es. Mnucio Felice, 9, 5-7 . Sul contenuto di

MARTYRIUM LUGDUNENSIUM

l, 74 -

I48

399

queste accuse ved. ad es. Igino, Fabulae 88 (Tieste) e 66-7 (Edipo).


Jullian, p. 321 ot. 7, ipotizza che l'accusa di praticare connubi incestuosi (Ot8t1t6oElOl fl.i~tlC;) possa derivare dal fatto che alle riunioni
dei cristiani partecipavano contemporaneamente sia uomini che donne. In altri ter mini, e sulla base dello ius commune che i pagani di
Lione cercavano crimini dei quali accusare i cristiani, sebbeoe gia
dai teropi di Nerone (e cio era stato confermato da Traiano) i cristiani potessero venire condannati a morte solo per la loro professiooe
di fede cristiana; ved. Zeiller, p. 52; e avanti, commento a 1. 110.
103. yE....."lXrO~ a:Srrd!c;; cfr. 1, 1. 218, ved. parro 38 e 41; e
inoltre yEwa;rO. . a:YWVtO"riv a 1,1. 86. Ved. apparato delle citazioni, e
1 Ep. Clementis 5,1; Ignazio, Epistula ad Polycarpum 1,3; 2,3; 3,1; e
inoltre avanti, commento a 1. 218.
110 . 'twv .ti ot6\1'tw. . : come e evidente dal contesto, i pagani <
speravano che Santo non solo avrebbe ammesso di essere cristiano
ma che avrebbe anche confessato quei crimini contro lo ius commune
che una parte dell'opinione pubblica imputava ai cristiani, ad es.
cannibalismo e perversioni sessuali, ved. sopra, commento a n. 73-4.
Cfr. Zeiller, p. 53. La protesta di Blandina (a par. 19) si riferisce a
questo: XplcttlCl. . i E!fl.l. .. y(vr:t'a~.
112 . OVOfl.ct ... 9t\o> T. . : su tali domande poste ai martiri ved.
ad es. Martyrium Carpi 2 sgg.; Acta IlIstini 4) sgg.; Acta Maximiliani
1,2 'gg.
114. 'tTJ Pw.lix cpwv: il nome del martire :E.yx.o~, Santo ,
suggerisce che questo martire dovesse parlare latino. Cfr. G. Bardy,
La question des langues 1, Paris 1947, p. 74; Griffe, p. 14.
Xplctt~ctVc; d.t~; questa era una risposta che i martyres designat; davano
frequentemente quanclo venivano interpellati sulloro nome; ved., in
questo volume, il nostro commento a Martyrium Carpi 5, e Jullian, p.
322; Tertulliano, Apol. l.
123. vTjOO~; genitivo di vT)Bc;. Il termine non e presente nella
Bibbia: ci si aspetterebbe qui in sua vece i1 biblico XOlAtotC;. Sulle
teorie che sono state avanzate per spiegare l'uso di vTjOo~ in questo
passo ved. de Labriolle, Le sty/e, p. 199.
124-5. O'w.L..tov: stoici, cinici e cristiani impiegano spesso il diminutivo per denotare oggetti terren, ai quali non e da attribuirsi
valore aleuno. Ved. anche a 1,1. 137.
143 .eX a:SEct: la presenza dell'articolo suggerisce che si ntendano qui le solite e ben note accuse di <~empieta, che l'autore non ha
bisogno di specificare. Al contrario Musurillo, p. 69, intende: dire
cose empie. Vengono speciIicate, comunque, al par. 26.
147. yttWtl: cfr. Musurillo, p. 71 nt. 14: La valle di Hinnom, <
Gerusalernme, ritenuta un luogo di supplizio nell'aldila).
148. 1tctlOlct ~yOlEV: una delle consuete insinuazioni contro i <
cristiani, quella di cibarsi dei propri figli, cfr. ad es. Griffe, p. 171.

4 00

MARTYRlUM LUGDUNENSIUM

1, I4 9 - 2)5

149. IXt.L<X: secondo l'affermazione di Tertulliano, Apol. 9,


13-4, questo divieto di bere sangue di animali - deciso dagli apostoli

MARTYRJUM LUGDUNENSIUM

<

nelIa loro riunione a Gerusalemme (Act. Ap. 15) - continuava a essere osservato ai suoi tempi in Africa settentrionale.
153. Sl~OAO~: per il diavolo quale persona responsabile delle
persecuzioni ved., in questo volume, il nostro commento a Martyrium Carpi 74.
157-8. O:1C01tVlyfVIXL 'tou~ 1tAdo'tOu~: cfr. anche il resoconto di
Gregorio di Tours, Liber in gloria martyrum 49.
167. IIo9tW~: Patino, il cui nome greco, come quello di Ireneo, <
probabmente indica che era originario dell' Asia minore (forse di
Smirne: ved. Griffe, pp. 13-4), fu il primo vescovo di Lione; gli succedette in tale ruolo Ireneo: ved. Eusebio, Historia Ecclesiastica V
5,8.
179-80. 'E&:v ... "(Vwa'(l: contrariamente a quanto fa Patino, <
Carpo (Martyrium Carpi 5), Giustino (Acta Iustini A 2,5) Apollonio
(Martyrium Apollonii 36-7), Pionio e i suoi compagni (Martyrimn Pionii, passim) ruchiarano, anche senza essere interpellati, chi e illoro
Dio. In questo martyritlm anche Attalo (ved. par. 52) si rifiuta di nominare.il SUD Dio. Sulla ragione di ciD Bardy, ed. SC, p. 14 nt. 38,
dice: E per riguardo, e perch e impossibile ad anime mal disposte
conoscere il vera Dio. Cfr. Teofilo d 'Antiochia, ad Atltolycum I 1.
187. O:1CtcpU~EV: la chiesa di Lione celebrava la festa di Potino il
2 giugno, giorno della sua morte.
192-3 . oUSE. ... ll'l\lt'tO: i cristiani che avevano abiurato ri- <
manevano infatti, come dimostra con tanta evidenza questa lettera,
sotto imputazione in base allo IS commune: ved. 11. 195-6 oihOt OE.
... XlXn(x0V'to, venivano trattenuti in carcere come omiddi e
bruti.
218. 'tOUt; "(Ewcdout; 0:9).t'tt;: detto dei martiri e dei santi, cfr.
commenta a L 103; Cassiano, de institutis coenobiorum V 19 tito (athleta Christi); Ambrogio, Explanatio in Psalmum 36,52 (insuperabilis
Christi athleta); Agostino, Civ. 14,9 e, in questo volume, il nostro
cornmento a Martyrium Carpi 74.
219-20. 'tO\l ... O'ttiplX\lO\l: per l'immagine ved. avanti a 1. 253,
e apparato delle citazioni; cfr. anche Cipriano, Epistulae 10,4 (in
agonis certamine coronatm est); Lattanzio, de mortibus persecutorum
1, 1, e Div. Inst. IV 25,10; Mar/yrium Polycarpi 17,1; 19,2.
222 . XOWO\l: Schwartz considera questo termine un'antica
glossa esplicativa di OTj.LCfLO\l, che precede.
224. 0:J.ipL9E'tp<fI: qui avveniva l'esposizione dei martiri alle He
re; ved. anche, in questa volume, il nostro commento a Martyrium
Carpi 77.
235 . OI.LOAOl'tlX~: professione di fede , cfr. 1 Ep. Tim. 6 ,12-3,
e sopra, commento a 1. 47.

1, 237 - 282

401

237. h9TjolX\I: coloro che sopravvivevano al combattimento


le b:lv~ veniva11:0 decapitad, cfr. Passio Perpetflae 21,6 exinde
tam exammrs prosternztur cum ceteris ad iugulationem solito loco e in
ques[o vol~me,_ il n,ostro commento a Martyrium Polycarpi 16.3. '
240. OtlX 'tou ~AE1tto9aL: Schwartz sospetta che si tratd di un'antiea interpolazione.
2412. 'tOL~ O:l'w\llto.Ll\lOL~: doe combattere fino alla morte
(per la lede)>>, cfr. ad es. 1 Ep. Tim. 6,12; 2 Ep. Tim. 4,7 .
251. 0:9ATjT1\I XpLO''tOY: la definzione del Cristo stesso come <
atleta e una novita. di questo martyrium, ved. de Labriolle, Le
,/yle, p. 199.
252. 'tOY &\I'tLXEj.l.E\lO\l : e l'usuale riferimento al diavolo: ved.
sopra commento a 11. 10-1.
. ~58-6? 1t\lIXXO~ PwJ.aXO't .. XpLO'tLGr;\lt;: era consuetudine <
md~care il nome del condannato e la ragione della condanna su
un'msegna, che 10 precedeva: qui in latino, lingua ufficiale. Cfr. Ev.
Marc . 15,26; Ev. l o. 19,19; Svetonio, Calig. 32 e Domit. 10.
261. PWj.l.IXL<;: in ahri termini Attalo, in quanto cittadino romano, oUenne un trattamento speciale: cfr. i1 caso di Paolo in Act.
Ap. 22,25 sgg. nonch avanti, par. 47 . Attalo era cittadino romano e
nativo di Pergamo: ved. Griffe, p. 16, e sopra, par. 17, 11. 86-7.
268. x.<xp(~O\l'to: per il concetto cfr. Ep. Col. 3 13 cfr. anche
G. Galtier, L 'glise et la rmission des pchs aux prer:,ie~ siecles Pars 1932, pp. 36-41.
'
269. Uj 1C~p9i\l<fl. !l1j1'P~: de~j,gnaz~one della ehiesa quale verg- <
ne madre. SIamo dmanzl al plU antlco esempio di questa espressio
ne: ved. Plumpe, p. 37; de Labrolle, Le ,/yle, p. 199 .
271. O:Y~J.Tj'tpO\l'to: ved. apparato critico e Griffe, p. 27 nt. 30:
n verbo ex\ltI:"E'tP.O\I'to, ~he si legge in questo passo, non ha qui
al~un sensoj VI e mdubblamente una alterazione del testo. De La~nolle,
style, p. 199 e Plumpe, p. 36 nt. 4, optano per la lezione
~on

1::

IX\lE.LTj'tpOU\l'tO.
276-7 . 'E.1CLO'ttO.IXV't'Ot; ... KIX(O'expot; ... &1toAu9Tj\lex~: l'imperatore e

<

Marco Aureho, efr. Eusebio, Historia Ecclesiastica VII. La sua risposta e identica aquella inviata da Traiano a Plnio il' Giovane.
277-8. 'tTj<; ... 1CIX\lTjrPEW~: cfr. Bardy, ed. se, p. 18, nt. 57: Si <
tra~ta della festa ~he ogni anno riuniva a Lione, il 10 agosto, i delegat!o delle tre Gallie, compresa la Narbonese. La {esta durava diverse
settlmane. Ved. anche Griffe, p. 30.
278-9. l'X. 1t<X\I'tW\I 'tW\I 19\1w\I: C si aspetterebbe lx ttIXO'W\I 'C{~\I
fIXAAl;W, sottolinea Bardy, ed. se, p. 18 nt. 20.
282. 'PW.LGr;tW\I .:. :-o'twv <X1tt'tt..LYE 'tat; xtIFIXAt;: ciononostante <
Attalo, che avev~ dlchIarato la propria cittadinanza romana (ved.
1,1. 261 , e nota di commento), non venne decapitaco, ma consegnato
alle belve (ved. 1, 1. 302). Forse le sue proteste di citradinanza roma-

42

MARTYRIUM LUGDUNENSIUM

MARTYRIUM LUGDUNENSIUM

1, 282" 365

na non vennero riconosciute, oppure questo era lo speciale desiderio


del popolo, che il governatore poteva aliora esaudire. Ved. anche
Griffe, p. 28 nt. 32.
290. dI'" Ov: cioe Cristo, cfr. Ev. lo. 14,6.
292. <l>pu~ ." r.\lo~; a causa della sua origine frigia, si e supposto che questo Alessandro aderisse al montanismo; cfr. Bardy, ed.
se, p. 19 nt. 64. Sul rapporto della chiesa di Licne con il montanismo ved. ad es. Griffe, p. 31 sgg.; cfr. anche, in questo volume, il
nostro cornmento a Martyrium Polycarpi 4,6.
298. wcrne.p &8(vwv: cfr. apparato delle citazioni; ved. anche
Plumpe, p. 38.
301-2. oat"~~ tl1J .. , XplO"tLa\l~: cfr., in questo volume, il nostro
cornmento a Martyrium Carpi 4 e 5.
308-9. [.Lfrte at"t\l;~a\l't'oc; ... etil: anche di Perpetua si racconta
che fosse in trance al momento della propria esecuzione: ved. Passio
Perpetuae 20,3 quasi a somno expergita (adeo in Spiritu et in extasi
fuerat) eircumspicere coepit. Cfr. M. Viller, Les martyrs et l'esprit,
Recherches de Science Religieuse X IV 1924, pp. 544-51.
312. 'Ptu(.1cx'(x ~tu"": de rnartiri di Lione, solo Attalo e Santo
usano illatino, che tuttavia non sembra essere la loro madre lingua;
cfr. Bardy, ed. se, p. 20 nt. 66.
.313-4. on ocv9pw1tou~ ... 1tp<XOOO(.1t. . : cfr. le insinuazioni contro i cristiani ai parro 14 e 26, e commento a ll. 73.4 e 148.
315. 'O eta~ O'.... O(.1CX oux E'X,tL: cfr. cornmento a 11. 179-80.
319-20. O(.1. . .... IXL XIX't(( ..6>v dOWAtuV IXu't6.l\': in altri martyria,
quando i cristiani ricevono l'ordine di giurare, si tratta sempre di
giurare per il genius ('t'X,r) dell'imperatore), cfr. Martyrium Polyearpi 9,2.3; 10,1; Acta Scilitanorum 3 (genium domini nostri imperatoris),
e 5; Martyrium Apollonii 3; Origene, Exhortatio ad martyrium 7; con
tra Celsum VIII 65 ('tXr....... ~CXOLAituo; oux O..t.VU(.1EV); Tertulliano,
Apol, 32,2; ved., in questo volume, anche il nostro commento a
Martyrium Polycarpi 9,9.
321-2. n. . 1ALXtCX. . .. . CXlOE09f. . CXL: cfr. Martyrium Polycarpi 9,2
cxloio9r'tt 0'00 't~ . . 1ALXtCX. . ; e 7,2; Acta Maximiliani 2,8 Dion dixit:
Attende iuventutem tuam; Passio Irenaei 3,2 Tenerae adolescentiae tuae miserere.
329-30. xcx91i1tEp (.1frnlp .,. 'tav ~cx(nAicx: probabilmente una re
miniscenza della madre dei Maccabei di 2 Macch. 7,20-3.27-9.41.
Cfr. anche Passio Mariani 13,1 His peractis Machabaeico gaudio Mariani mater exultans et passione perfecta iam secura ... : Passio Montan;
16,4 O Machabaeicam matrem!
361-3. Ilo , .. ~OXr~: cfr. le parole del malvagio al giusto in
Sapo 2,16 sg.
365. "t(( O'w(.1cx'tcx ... 't rfI: anche Giuseppe di Arimatea dovette

<

<

<

1 , 365 ' 2, 39

rivolgere una richiesta a Pilato perch gli venisse consegnato il corpo


di Cristo per seppellirIo.
372. 'P08cx. . a. . : Gregario di Tours, Liber in gloria martyrum 48,
qualifica i martiri di Lione quali martyres Athanacenses, cioe di Ainay
(Atbanacu.,m) , nei cui pressi ritiene che siano stati gettati nel fiume
Rodano. E difficile, comunque, Iocalizzare con precisione questa Ai~
nay: ved. G . de Montauzan, L~ confluent du Rhone et de la Saone ti
f'poque romaine, Revue des Etudes Anciennes XXVI 1924 , pp.
205-42; Griffe, p. 30 nt. 33.
374. 'tIX'r' t1tpcx'tto. . : la poltica dei persecutori - e cioe il divieto
di dare sepoltura ai corpi dei martiri - deriva dall' antica credenza
popolare pagana che le ombrefanime dei marti potessero attraversare
10 Stige e iniziare la <muova vira (cfr. 1tIXAlryE.. . EOtCX, che segue) nell'oltretomba solo quando i loro corp fossero sta ti seppelliti. Cfr.
DKP, s.vv. Bestattung. Totenkult.
375. 1tIXALiYe.. . EO'cx. . : rigenerazione). L'autore impiega qui il termine 1tCXAlrrE. . EOlIX non nella sua accezione paolina (Ep . Tit. 3,5) di
rinascita attraverso il battesimo ma in quella di Matteo, rinasci~
ta al Giudizio Universale)) (Ev . Matth . 19,28).
(V) 2, 12. cxlhoxp.:X'topo:: cioe Marco Aurelio.
2. 'tCXto; XpLO"tOG ... eXXATjOtcxtt;: in aItri terrnini, EXXATjocx significa qu non l'intera Chiesa, ma una specifica comunidt ecclesastica in
un luogo specifico; cfr, apparato delle citazion, e, in questo volume,
il nostro cornmento a Martyrium Polycarpi, praef.
3. E1tIXPXtcxto;: provincia). Non abbiamo notizie su martiri che
non siano quelli di Lione alla fine del regno di Marco Aurelio.
14-5. riAA' Et'. .. E1ti1tAro-O'OV 1ttXpw~: cfr. H. Delehaye, Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1912, pp. 1-28.
21. ..t.AoYOt: i codici presentano lezioni divergenti: ..t.AOrOL
e flOAOjT\'t<Xl (ved. apparato critico); Schwartz e Wendland suggeriscono rispettivamente d emendare in ..t.OAOrO < G. . 'te.o; ~'t > L e
tLOOOAOL. Rufina parafrasa il passo come segue: humiles et egeni
optamus ut ipsa saltim in 110bis confessio tuta pennaneat.
28. ql~OO 9EO: ved. apparato delle citazioni, e 1,11. 288-9.
31-2. tAOOV . EOO..t.I!.OOv: cfr. apparato delle citazioni; ved.
anche J.e. Didier, D'une interprtation rcente de l'expression:
/jer-dlier, Mlanges de science religieuse IX 1952, pp. 55-62.
.36-7. 1tpOt; <Xtl'ta. . : cioe contro iI diavolo, che deve essere stato
menzionato in una precedente parte della lettera, non citata da Eusebio.
38. 9~p: la belva che dvora la sua preda: ved. 1 Ep. Peto 5 ,8.
39. 'tw. . 1tE1t'ttuX'ttu. . : equivale a lapsi (cioe quelli che avevano
capitolato) se~ondo la terminologa di Tertulliano e Cipriano; ved.
Mohrmann, Etudes 1, p. 62; IlI, p. 105.

<

404

MARTYRnJM LUGDUNENSIUM

2, 41 - 5I

41. O1[)':l'X\la: cfr. apparato delle citazioni; ved. Plumpe, p. 39.


50-1. 'too\I . 1tpOO'E.\lT}\lEl'll.\lW\I: questo potrebbe essere un accenno
a Novaziano e ai suoi seguaci, che erano particolarmente numerosi
in oriente e che Eusebio pertanto deve avere conosciuro.

COMMENTO AGLI ACTA MARTYRUM


SCILITANORUM
a cura di A.A.R. Bastiaensen

1. Praesente. consulibus: nel 180 erano consoli C. Bruzio Presente (per la seconda volta: qui bis in luogo di iternm: ved. HSz, pp.
213-4) e Sesto Quimilio Condiano (la tradizione manoscritta degli
Acta ha, per errore, Claudiano): ved. A. Degrassi, 1 fasti consolari
de/l'Impero Romano dal 30 avanti Cristo al 613 dopo Cristo, Roma
1952, p. 50.
1-2. XVI ... augustas: l 17 luglio; dato che il 10 luglio era il
giorno dell'insediamento annuaIe dei proconsoli d'Africa (ved. Freudenberger, p. 197), il processo ai martiri scilitani dovette essere uno
dei primi atti del nuovo proconsole, Saturnino (ved. avanti).
2 . Kartagine: i martiri erano originari di Scili o Scilli (come e
derto nell'incipit dei manoscrirti: ved. Rohinson , p. 112), localita
dell 'Africa proconsularis, la cui esatta ubicazione e ignota (ved. H .
Dessau, in PWZR II 1 [1921l, coll. 819-20). TI loro arresto a Scili fu
probabilmente opera di delatores: erano stati accusati di un atto cri
minare (ved. anche cornmento a 1. 18), mentre in reald si voleva
colpire la loro religione (casi Ruiz Bueno, p. 351). Le autorita locali,
prevedendo complicazioni, si erano rimesse al proconsole, che deteneva lo ius gladii; gli arresta ti furono trasferiti a Cartagine e Saturnino non pot non occuparsi del loro caso.
2-}. in ... Vestia: i1 secretanum era }'ufficio dove il magistrato
esercitava le sue funzioni, amministrative o, come qui, giudiziarie
(cfr. Acta Cypriani 1,1; ved. Lanata, p. 87). Inponere, mettere su un
palco, cioe condurre dinanzi al giudice (cfr. Passio Perpetuae 5,6 e
6,2, dove pure gli accusati si troyano su un paIco), e reperibile in
Tertulliano, adversus Praxean 16,6 in Pilati tribunal inponunt (ved.
anche Martyrium Frnctuosi 21, e Acta Phileae 1,1). II secretanum probabilmente non era aperto al pubblico; la proclamazione della sen
tenza veniva normalmente fatta da un praeco (ved. par. 16), che
annunciava al pubblico, all'esterno, il decreto del giudice (ved. dettagli in R. Hanslik, (cSecretarium und Tribunal in den Acta martyrum Scllitanorum , in Mlanges offerts a Mademoiselle Christine

<

ACTA MARTYRUM SCll.ITANORUM

3'

Mohnnann , Utrecht-Anversa 1963, pp. 165-6). Una questone spinosa riguarda il numero dei martiri, qui sei, dodici nvece nella lettura
della sentenza (ved. par. 16; ved. anche, par. 14, clave le paraJe et
ceteros, dopo i nomi dei sei sano un'aggiunta improbabile sulla bocca
di un giudice che emette la sua sentenza): forse i cristiani .hanno
nserito negli Acta elementi di un altro processo? O sono sta.u forse
omessi, aU'inizio degli Acta, i nomi di coloro che non parteclparono
al dialogo con il proconsole? O forse si deve cambiare il testo di par.
1 e dare gia qui i dodici nomi? Su! problema ved. Freudenberger,
pp. 198-9; Corsaro, p. 32 'gg.; Karpp , p. 165 'gg.; Musurillo, pp.
XII-XIII, e 87; Lendle, p. 216; Wlosok, pp. 41 e 44.
J. Satuminus proconsul: P. Vegellio Saturnino, di grande famiglia, governatore della Moesia inferior (presso la foce del Danu.bio)
dal 168, pu tardi proconsole d'Afdca, menzionato da Tertulliano
quale primo persecutore dei cristiani d' Africa (ad Scapulam 3.'4):
ved. R. Stiglitz, in PWZR VIII 1 (1958], coli. 2569-70. Saturnino,
nel corso del processo, si mostra peraltro persona scrupolosissima.
4-5 . Potestis ... redeatis: ci troviamo subito in medias res; vi saran- <
no state in precedenza le formalita richieste dall'istruzione del pro
cesso e un primo scambio verbale fra giudice e imputati. Fin dal1'inizio Saturnino deve essersi sforzato di indurre i detenut al1a rifles
sione a ritornare al culto nazionale (bona mens = sana mens: rinunciare' aUa religione cristiana e prendere parte al culto nazionale e
indice di buon senso; cfr. le definizioni del crstianesimo quate dementia e ame1ltia, qui al par. 8 e in Plinio il Giovane, Epistulae X
96,4; ved. anche J. den Boeft - J. Bremmer, Notiu1lculae Martyrologicae 1, Vigiliae Christianae XXXV 1981 , pp. 44-5). La menzione
del perdono imperiale ricorda l rescritto d Traiano (Plinio, Epistt~.
lae X 97,2), che offriva venia a coloro che rinnegavano la fede en
stiana sacrificando agli deL Per la forma domini ho seguito il mano
scritto B (ved. apparato critico), come pure ai parro 3, S, 6 e 8: a 6 e
8 si tratta di Dio, per il quale i cristiani evitavano la forma domnus,
d' impiego popolare; a 1, 3 e 5 si tratta dell'imperatore, per il quale
domnus non compare che a partire dal guarto secolo (ved. TLL VIl,
col. 1907, r. 49 sgg.).
5. Speratus: portavoce e capo, in senso morale , del gruppo: ved.
avanti,
6. NUfflquam malefecimus: Sperato sottolinea che tanto lui quan <
to i suoi compagni non sano criminali (ved. par. 6). Fin dal1'inizio i
cristiani dovettero ribadire di essere persone oneste, nemiche di
ogni immoralita e di ogni trasgressione delle leggi. Cfr. Plinio, Epistulae X 96,7 (a Traiano): i cristiani affermavano che per loro era un
dovere ne furia, ne latrocinia, ne adulteria committerent, ne fidem fal.
lerent, ne depositum appellati abnegarent, non commettete funi, ag
gressioni a scopo di rapina , adulteri, e non eludere i propri impegni,

ACTA MAR1'YRUM SCILITANORUM

6 - rr

47

e non rifiutare la restituzione di un deposito, quando ne fossero


richiesti). Ved. anche Tertulliano, ad Scapulam 2,3 sgg.
6-7. iniquitati ... praebuimus: e lo stesso concetto, ma formulato
in termini cristiani per l'i mpiego di iniquitas, che nel senso generale
di immoralta) e caratteristico della Bibbia latina (casI nell'espres
sione operari iniquitatem, che gui Sperato altera, con una qua1che
ricercatezza, in iniquitati operam praebere) e deU'uso dei cristiani la
tini: cfr. TLL VII 1, col. 1638, t. 16 sgg.
7. numquam ... egimus: in crescendo, rispetto a quando precede:
non solo abbiamo osservato la moralita comune, siamo andati oltre;
ai maltrattamenti abbiamo risposto con ringraziamenti; nel concet
to, influsso di Ev. Matth. 5,44 diligite inimicos vestros, benefacite his
qui odero1lt vos e, forse anche per la terminologia, di Ep. Rom. 12,14
benedicite persequentibus vos, benedicite et nolite maledicere (per il te
sto della Vetus Latina, ved. Tertulliano, adversus Marcio1lem V
14,11). Male accipere equivale a male tractare; per accipere, trattare
(spesso con rudezza), cfr. Cicerone, Tusc. II 14,34 Spartae ... pueri ...
verberibus accipiuntur; Apuleio, Met. IX 5,5 maritum aspero semlone

accipit.
8. propter ... observamus: propter quod equivale a propterea quod.
Imperatorem nostrum, in antitesi a nostri imperatmis di Saturnino
(par. 1), designa il Dio dei cristiani, che nella Scrittura ordina di
rispettare le leggi e di rispondere col bene al male; la risposta di
Saturnino (pa r. 3) mostra che egli ha compreso la dimensione religiosa che imperator ha sulla bocca di Sperato. Anche al par. 6, nella
ulteriore risposta di Sperato, imperator viene usato in rierimento a
Dio (ved. Lendle, p. 213; di parere contrario Freudenberger, p.
204).
9-10. Et 110S ... 110stra: risposta leggermente irritata, il cui senso
e: Non siete i soU ad avere una religione; anche noi abbiamo una
religione, una religione semplice, non complicata, che non esige alero
che l'osservanza dei riti del culto nazionale, ncentrato sulla figura
dell'imperatore .
10-1. et iuramus ... supplicamus: Saturnino pensa probabilmente
a un atto solenne, che comprende da una parte un giuramento di
lealta n~i confronti dell 'imperatore, dall'altra un sacrificio per la sua
salute. E a questo atto che invita gli imputati a partecipare. I1 giura
mento di lealta non era in s illeclto per i cristani; lo diventava
dacch entrava in gioco il gel1ius dell'imperatore, elemento idolatrico
(cfr . Tertulliano, Apol. 32,2 sed el iuramus sicut non per genios Caesa
rum, ita per salutem eomm, quae est augustior omnibus geniis). Quanto
al sacrificio (il termine supplicare, qui impiegato, era tecnico per il
sacrificio ufficiale del culto statale romano; ved. Plinio, Epistulae X
96,5 ture ac vino supp/icare; X 97,2 supplicando diis nos/ris), per i
cristiani era evidentemente impossibile parteciparvi.

<

ACTA MARTYRUM SCIUTANORUM

Ac:rA MARTYRUM SCIUTANORUM

12 - 21

12-3. Si .. . tuas: espressione un poco ricercata: cfr. n. 6-7 iniquitati nullam operam praebuimus.
13. dico ... simplicitatis: ancora stile soIenne: Ti sve1ero il mistero della vera semplicita. Sperato allude alla religiooe cristiana io
quanto ({semplice per eccellenza; pensa al monotesmo cristiano, in
opposizione ai rratti politeistici del culto nazionale? Saturnino, ad
ogoi modo, vista la sua r1sposta, interpreta I'espressione di Sperato
come un attacco alla religione romana.
14. Initianti.- initiare nel senso postdassico di comincare, qui
e attestato per la prima volta: cfr. TLL VII 1, col. 1652, r. 21 sgg.
16-8. Ego ... potest: Sperato sembra coilocare le ultime paraJe di
Saturnino nella cornice del culto reso all'imperatore divinizzato,
aspetto del culto nazionale (per 11 fenomeno ved. L. Cerfaux - J.
Tondriau, Un concurrent dtl christianisme. Le culte des sorwerains dans
la civilisat10n grco-romaine, Tournai 1957, p. 313 sgg.). All'imperatore, divinita visibile (huius seculi, di questo mondo} , egli oppone
il Dio invisibile dei cristiani; si serve di un testo paolino, che deve
essere stato di frequente impiego presso le prime comunita cristiane.
Sed magis e equivalente pleonastico di sed: ved. HSz, pp. 497-8.
18. Furtum ... feci: era forse un furto il capo d'accusa dei delatores (ved. anche commento a 1. 2)?
18-9 . sed ... reddo: il senso e: pago la tassa ogni volta che
facdo un acquisto}). Nelle versioni bibliche latine, teloneum e calco
di 'tEAW\llOV (Ev. Luc. 5,27; ved. VL]l su questo passo), evidentemente gia noto a Sperato. Sulle particolarita di questa tassa imposta
in occasione di acquisti, manchiamo di informazion precise (ved.
Th. Pekry, in DKP V, p. 1150, s.v. vectigan.
19-20. quia ... gentium: come alla fine del par. 2, Sperato sottolinea com'egli obbedisca al Signore che ordina di rispettare le leggi. Se il testo di Robinson e corretto (ved. apparato critico), si tratta
di una nuova citazione da san PaoIo, che precede irnmediatamente
quella su! Dio nvisibile (ved. apparato delle citazioni). Elementi
della dtazione sono ricavati anche dal testo dell' Apoca/irse: si tratta
di formule di frequeme impiego nel conflino con lo Stato romano.
21. huius ... persuasionis: persuasio, convinzione, puo avere
una sfumatura peggiorativa: cfr. il testo di Ulpiano citato da Freudenberger, p. 208: mathematicorum ... obstinata persu4sio (mathematid = astrologi). Qu, pero, il termine sembra neutro, come testimoSperatus dixit:
nia la risposta di Sperato, alla linea seguente.
Karpp (ved. apparato critico) cambia Speratus in Nartzalus, il che va
bene neI contesto, che mostra il proconsole rivolgersi ai compagni di
Sperato (celens), ciascuno dei quali (parr. 8 e 9) si affretta a rispondere. La unanime testmonianza dei manoscrit t (anche di quelli se
condari, dei quaU Robinson, p. 118 sgg., presenta il testo, aItrove
inutilzzabile) e della versione greca (bid., p. 115) sembra cionono-

21 -)2

stante costituire un ostacoJo insormomabile. Si dovra interpretare


che Sperato, trascinata da uno slando improvviso, abbia anticipato
la risposta di uno dei suoi compagni.
22-3. Mala ... dicere: rimprovero derivaco forse dalla Scrittura
(ved. apparato delle citazioni) e rivolto ai pagani, che non si peritavano di uccidere i cristiani innocenti e di accusarli falsamente di atti
criminali; ques['ultimo punto allude all 'attivita dei delatores che puo
avere avuto un ruolo nella circostanza presente (ved. an~he commento alIe 11. 2 e lB)?
23-4. dementiae: termine ben piu forte di persuasio (L 21); ved.
anche commento alle n. 4-5, a proposito di bona mens: Plinio impie'
gando il termine amentia , aveva creato un precedente.
24-6. Nos ... cae!is: le rispos te di Cinino e di Donata (par. 9) si
c~mpleta~o e .sembrano pr~~upporre una rninaccia di morte da parte
di Saturnmo m nome delllmperatore. Tale rninaccia e omessa dal
reda~t~re pe.rc~ la sola casa,impar.tante, per lui, sono le risposte dei
marnrl. Tah rIsposte sono 1eco di una catechesi adatta a tempi di
p~rs~cu~ione derivata d?l. Nuovo Testamento (ved. apparato deUe
cltazlODI), la quale stabi11sce la supremazia di Dio, che risiede in
cielo ed e il solo Signore che va temuto, mentre assegna a Cesare un
ruolo solcanto terreno.
26. quasi: con valore causale oggettivo a partire dal primo secoIo
d.C.: ved. HSz, p. 675.
27. Christiana: anche qui sembra essere sottintesa una domanda
di Saturnino, volta a mettere aUa prova la costanza dei martirio Come per Cittino e Donata, le risposte di Vestia e di Seconda si completano. Queste conducono logicamente aUa domanda definitiva e
alle risposte definitive, riassunte in et CfIm eo omnes consenserunt
(par. JO).
28. Quod ... esse: corrispondenza fra nome evita: l continuo
richia~arsi al no~e di. ~ristiano senza dubbio faceva parte della
formazlOne alla vIta CrIstIana: ved. Passio Perpetuae 3,2. Ipsud e forma volgare abbastanza frequente, sul modeIlo di irtud, illud: ved.
TLL VII 2, col. 295, r. 65 sgg.
29. Perseveras christianus?: perseverare e costruito come manere
pennanere: cfr. Gaio, Institutiones 1,111 quae ... nupta perseverabat. 11
v~rb?, peraltro, compare sovente sulla bocca o sotto la penna del
gIU~:hce, che condanna la pervicacia dei cristiani: ved. L 42; Plinio,
Eplstulae X 96,3 perseverantes dud iussi; Acta Cypriani 1,3 in hac
valuntate perseveras?
31-2. Numquid ... vultis?: va probabilmente inteso in relazione
al par. 13, a designare non gia qualche istante di riflessione ma un
ben piu lungo ndugio prima deUa sentenza definitiva. P~r numquid = num, divenuta semplice congiunzione interrogativa ved
~pW

'

4 10

ACTA MARTYRUM SClLITANORU1I.'1

34 - 42

34. Quae
vestra?: capsa e una cassetta aclibta a contenere <
rotoH, cioe libri in papiro avvolti a cilindro. Secondo alcuni, la domanda del proconsole poggerebbe sul sospetto che si trattasse di
lib di magia, dei quali erano severamente proibiti possesso e consultazione (ved. Lanata, p. 143; Freudenberger, p. 211; G . Bonner,
The Scillitan Saints olld the Pauline Epistles, The J ourna! of Ecclesiastical History VII 1956, pp. 143-4): i gendarmi avrebbero confiscara gIi scritti al momento dell'arresto e Ji avrebbero presentati al giudice come documentazione a carico. l o ha piunosro l'mpressione
che Sperato e i suoi compagni abhiano portato essi stessi questi libri,
foese per impiegarli, aU'occorrenza, quale documento della moralita
della religione cristiana (ved. nota seguente).
34-5. Libri ... iusti: il senso dell'espressione e cliscusso. Bonner, <
pp. 144-5 (citato alla nota precedente), separa libri da epistlllae Pauli,
intendendo per libri i vangeli, distinti dalle epistole di Paolo. lo
credo che libri usato COSI da solo, soprattutto dinanzi a un pagano,
sia soggetto a dubbo, e che QCcorra ntendere libri epistuJrnm cioe
libri che contengono le epistole di Paolo). Paolo e chiamato vir
illStm forse per sottolineare che la rnorale cristiana, sospetta ai paga
ni, si basa sugli scritti di un uomo dall'eminente statura morale (us
tm nell' uso cristiano di moralmente integro: ved. TLL VII 2, col.
724, r. 51 sgg.). Puo darsi che Sperato e i suoi compagni abbiano
portato le epistole di Paolo per mostrare al giuclice che esse conten
gono molti bran con cataloghi delle virtu da coltivare e dd vizi da
evitare (Ep. Rom. 12,9 5gg.; 1 Ep. Coro 6,9 5gg.; Ep. Gol. 5,19 5gg.;
Ep. Col. 3,5 sgg. ecc.) . Quanto aBa Iingua, e possibile che fosse una
antica versione latina delle epistole di Paolo (efe. Danilou, p. 21),
come anche un testo greco, dato che Sperato sembra essere persona
di una certa cultura.
36. Moram
habete: Saturnino precisa I'offerta del par. 11.
Una dilazione della sentenza in vista di una possibile resipiscenza
non era eccezionale nei processi contro i cristiani (ved. Lanata, p.
155; e F1eudenberger, p. 211 5gg.).
38-9. Sattmzimls ... recitauit: formula abituale: ved. Acta Cypria~
ni 3,6, e Acta Maximiliani 3,1, dove la sentenza e espressa in termini
altrettanto rradizionali: gJdio animadverti placet, come qui a 11. 42-3.
40. et ce/eros: parole di dubbia autenticidt; ved . commento a 11.
2-3, a proposito del numero dei martirio
40-2. ritu ... perseveraverunt: motivazione della sentenza: gli im
putati hanno riconosciuto d vvere da cristiani, e cioe di astenersi
dal culto ufficiale e stata loro ofEerta la possibilita della ritrattazio
ne, e di sacrificare secondo il costume romano; poich e srata rifiu
tata , devono morire. Saturnino segue esanamente le regole formula~
te da Traano (ved. cornmento a B. 45). Per perseverare, persistere
nel crimine), ved. commento a 1. 29 obstinanter per obstinate e cu
o

ACTA MARTYRUM SCD.lTANORUM

42' 50

4 11

rioso (efr. TLL IX 2, col. 242, r. 59 sgg.), ma il termine rientra nel


quadro della terminologa giuridica contro i cristiani. Si confronti
Plinio, EpisttlJe X 96,3 inllexibilis obstinatio .
42 . gladio animadv'erti: la decapitazione era la pena di morte per
i cives roman;; i nostri martiri, che probabilmente non aveva no tale
requisito, avrebbero potuto essere condannati a una morte piu atroce, ma la morte per mezzo della spada era forse la piu sbrigativa, la
piu faciJe. Cfr. PUnio, Epistulae X 96,3 perseverantes dud iussi, e il
commento di A.N. Sherwio-White, The Letters 01 Pliny. A Ristoricat
and Social Commentary, Oxford 1966, p. 698 .
43. Deo ". agimus: il Deo gratias dei martiri dopo la condanoa _
qui ripetuto tre volte - e tipico: ved. Acta Cypriani 31,6 e Acta
Maximilian; 3,2.
44. Rodie ... mmus: hodie, perch l'esecuzione seguid imme
diatamente (ved. parro 16 e 17); martyres ha qui la sfumatura di
testimone, cioe colui che proclama? Iosomma: dopo avere
proclamato la gloria di Dio dinanzi agli uomini, la procIameremo ora
in cielo.
45 . per praeconem: procIamazione al pubblico che e fuori (ved.
commento a 11. 2-3).
48. duci ussi: terminologa di Plinio il Giovane (ved. cornmento
aL 42). Ducere equivale a ducere ad supplicium, uso e11ittico normale
soprattutto in abbinamento con iubere: ved. TLL V 1, col. 2140, r.
Universi: il pubblico? Sembra che con il Deo gratias del
46 sgg.
pubblico si concIuda la redazione originale; l' aggiunta posteriore E/
ita omnes simut .. . e aliora incongruente, forzando universi nel senso
di tutti i martirh>.
49. martyrio ... sunt: terminologia del genere agiografico; per il
tema della corona del martirio, ved. Passo Perpetuae 19,2.
49-:;0. el regnan/ ... Amen: ancora un linguaggio stereotipato,
mutuato dalla Bibbia. Tutta la formula , a partire da El ita omnes,
potrebbe provenire da un utilizzo liturgico, la lettura degli att
nell 'assemblea dei fedeli (ved. Passio Perpetuae 1,5-6). Dopo la loro
morte, prende piede a Cartagne il culto dei martiri Scilitani; nel
quarto secolo, a ricoprire le loro reIiquie, si costrul una basilica; sulIa
sorte di questa baslica e delle reliquie dd martiri ved. 1. Ennabli,
Note sur J topographie chrtienne de Carthage [J. Localisation du mo.
n.astere de Bigua et de la basilique de Clerine a. Carthage, Revue des
Etudes Augustiniennes XVIII 1982, p. 8 sgg.

1I
PASSIQ PERPETUAE ET FEUCITATIS

COMMENTO ALLA PASSIO PERPETUAE


ET FELICITATIS"
a cura di A.A.R. Bastiaensen

1, 1. vetera
exempla: l'autore pensa ai doni del martirio e delle
rivelazioni (ved. avanti, commento a ll. 17-9), atrestad dalla Bibbia;
per exemplum nel senso di saggio, campione}), manfestazione}),
cfr. TLL V 2, col. 1332, r. 13 sgg.
Dei ". testificantia: cioe, che
rendono testimonianza della presenza ed efficacia della grazia di
Dio; si confronti 1, ll. 23-4: apud veteres ... gratiam divinitatis conversatam.
3. /ectione: probabilmente lettura ad alta voce, in riunioni di carattere liturgico o catechetico (ved. 1,5 e 6).
4. confortetur: confortare e una paroIa di conio cristiano (ved. TLL
IV, col. 250, r. 24 sgg.), roa gia perfettamente normale sia per il
redattore del testo che per Perpetua (ved. 3,1. 22; 5,1. 15).
4-5. nova documenta: si tratta del martirio di Perpetua e dei suoi
compagni e delle visioni concesse a Perpetua e a Saturo (ved. avanti); neIl'ottica non estranea al montanismo del redattore (cfr. Campos, p. 372 sgg.), i fatti straordinari degli ultimi tempi non sono di
cerro da meno di quelli dei tempi del Nuovo Testamento.
8. praesumptam: in praesumere e l'idea di un preconcetto, di un a
priori.
9. viderint: probabilmente e un congiuntivo perfetto con valore
di imperativo, come videris, vident, videritis, forme di impiego frequeme per esprimere indifferenza o disprezzo per l'opinione altrui;
ved. A. Schneider, Le premier livre Ad Nationes de Tertullien. Introduction, texte, traduction et commentaire, (<<Bibliotheca Helvetica
Romana IX), Roma 1968, p. 250.
9-10. qui .. . temporum: e la posizione dei cristiani antimontanisti, <
che rifiurano l'idea di una speciale azione dello Spirito Santo negli
ultimi giorni; l'insistenza sull'una virtus e sull'unus spiritus deriva
dalle paroJe di san Paoto ai Corinzi.
10. cum: la costruzione di cum (qu causaIe-concessivo) con l'indicativo e tpica del latino arcaico e di quello tardo; ved. HSz, pp.
624-5.

I, 10 - 22

4I3

10-2. maiara .. decretam: il senso e il seguente: piu le cose sano


recenti (novitior e un raro comparativo dell' aggettivo novitius = novus), piu grande e il pregio che si dovra annettere loro, perch esse
sano piu prossime alla fine (novissimior e comparativo di novissimus,
a sua volta superlativo, che ha preso il valore di aggettivo autonomo,
a qualificare, secondo }'U50 bibJico - si veda la citazione che segue gli eventi escatologici); ed e proprio per la fine del mondo che e
prevista la pienezza della grazia. La congettura exuberationem (exuberatio si dice di una fonte zampillante) e felice: ved. apparato critico.
13-7. In o. , somniabunt: passo del profeta Gioele, citato da Pie~
tro il giorno della Pentecoste a proposito dell'effusione dello Spirito
Santo: i1 passo si presta a essere interpretato in senso montanista. I1
dertato e riconducibile all'Afra, prossimo a quello di Tertulliano (adversus Marcionem V 8, 6) , caratterizzato dal pronome eorum (proprio
della Bibbia greca cosiddetta occidentale e deIle versioni latine
che ne dipendono; la Volgata, seguendo il testo greco orientale,
ha vestrijvestrae). Per i ritocchi stilistici apportati dal redattore alle
durezze del testo biblico si veda R. Petraglio, Lingua latina e menta~
lita biblica nella Passio sanctae Perpetuae. Analisi di caro, carnalis e
corpus, (diss. Freiburg 1975), Brescia 1976, p. 17 sgg.
17~8. sicut.. . honoramus: il testo di Gioele parla di profezie e di
visioni, la Passio ha solo visioni; il redattore sottolinea i1 fatto che
nelle promesse di Dio le visioni hanno dignita pari alle profezie.
18-20. ceterasque ... deputamus: l'apparato critico mostra come
piu di uno studioso si sia trovato a disagio dinanzi al testo. L'inseri~
mento di ea (volendo, eas), piu innanzi nella frase, ristabilisce forse
i1 dettato originale, con qui ... agnoscimus ... honoramus ... deputamus
quali proposizioni subordinate alle proposizioni principali nos digeri~
mus .. ' et ce!ebramus, che seguono. L'espressione ceteras ... virtutes
Spiritus Sancti indica piu specificatamente il martirio, che il testo di
Gioele non menziona ma che costituisce con te visioni il contenuto
della Passio; cfr. al1a fine del paragrafo sive <in> martyrum sive in
revelationum dignatione. Per iI martirio come dono dello Spirito Santo, accostabile alle profezie e alle visioni, si confronti Tertulliano, de
corona 1,4 plane superest ut etiam martyria recusare meditentur qui
prophetias eiusdem Spiritus Sancti respuerunt.
20-1. omnia .. . Dominus: la nostra congettura administratu<ru>s
omnibus presuppone administrare con il dativo, come nella Volgata,
2 Ep. Coro 9,10: qui administrat semen seminanti. Come il par. 3,
anche questo brano e ispirato a 1 Ep. Coro 12, 411, dove si parla
dei diversi doni dello Spirito; donativum, per indicare iI dono di
Dio si rtrova in Terrulliano; il termine, all'origine, designa il dono
di cui l'imperatore gratifica il soldato (TLL V 1, col. 1990, r. 74 sgg.).
22. lectione: risulta evidente dal par. 6 che si tratta di una
lettura ad alta voce, senz'altro in un'assemblea liturgica; il redattore

<

<

414

PASSIO PERPETUAE ET FEUClTATIS

PASSIO PERPETUAE ET FELICITATIS

1, 22 - 2 , 1

sembra attribuire tale lectura a s medesimo; si puo presumere che


egli avesse il ruolo di lettore o di catecheta ail'interno della comuni
ta; per la destinazione liturgica ved. anche Corsini, p. 518.
23. uf ne: l'impiego di ut ne in luogo del semplice ne linale e
arcai~zante (ved. J. Andr, La porte de la conjonction ne, Revue
des Etudes Latines XXXV 1957, p. 164 sgg.), e conferisce un tono
solen~e al pa~s~. Per gli e~ementi stilistici del prologo della Passia,
(retorIca tradlZlonale dagh accenti solenni e adeguamento ail'uso
scritturale), ved. Fontaine, p. 75 sgg.
25" dignatione: qui ha il senso di <davore specialc. da dignari
((e1argtrc, donare con benevolenz3); per una diversa accezione
di dignatio ved. 4,1. 2.
26. semper: l' accento deUa frase cade su
semper, opposto a apud veteres tantum (lo 24).
26-7 . non ... benelicium: si confronti Tertulliano de anima 51 7

ubique Deus potestatis suae signa propon;t, suis in solacium, extraneis in

tes~imonium; la rassom~gJianza colpisce: ma e sufficiente per attribui


re il prologo a Tertulliano (ved. Robinson, p. 51)?
27-30. quod ... auditum: il redattore del testo ha omesso il vidi
mus dell'epstola di Giovanni (ved. comunque l'apparato critico) cio
che sembra indicare come, nonostante l'abbondanza deUe sue iclormazio.ni (ved. ad ~s. 19,2, sui discorsi dei martiri nella prigione), egli
non sta stato testImone oculare degli avvenimenti, ma ne abbia sentito I?~rlare (audivimus) e abbia avuto in propria mano gli scritti dei
ma~t1n Perpetua e Saturo (eontreetavimus); cio che ha udito e letto,
egli v.a ~ ~rcx:lam~10 d~":a~zi a un uditorio formato per una parte
da cnstlam dI antlca millzla contemporanei dei fatti (vos qui interluistis), per l'altra parte da novizi, neobattezzati o catecumeni, che
ora .ne sent?no parlare per la prima volta (qui nune eognoscitis per
audJtum); blsogna condudere che qualche tempo e trascorso dagli
avvenimenti narrati (ved. anche il commento a 15, 17-8 e a 20
156). 1 termini fratres e lilioli designano i due gtupp che costitui~
scono l'~ditorio; !ratres sono coloro che, come il redattore-lettore,
h.ann~ gta da tempo aderit~ al cristianesimo, flio/i sono i figli spintuali che, nella sua funzIone di catechista, egli deve educare nel-

<

nente Thuburbo Minus sia dovuta a confusione con un altro gruppo


di martirio va detto che, se Perpetua e i suoi compagni furono arre
stati a C;rtagine, perch abitanti di tale citta, e assa pu ag~,;,ol.e
spieg are i frequenti contatti di Perpetua in carcere e la sua famiharta coi problemi deUa chiesa cartaginese (ved. capp. 3-6 e 13).
1-3. RevocattlS ... Perpetua: con Saturo (ved. 4,5) sano sei martiri menzionati anche da un' iscrizione del quinto o sesto secolo, ricrov;ta fra le rovine della basilica di Mcidfa (l'antica baslica Maiorum
della citdL di Cartagine), che segnalava il loro luogo di sepoltura
(ved. L Ennabli, Les inseriptions funraires ~hrtiennes d~ Carthage. 1I.
La basilique de Mcidfa, [Collection de l'Ecole fran)alse de Rome)
LXII), Roma 1982, p. 35 e, per la storia d~l1a basilica di Mcidfa e l.a
sorte delle spoglie dei martiri, L Ennabli, Note sur la .topographle
chrtienne de Carthage. 11. Localisation du mo;nastere de BlgU.a .et de la
basi/ique de C/enne 11 Carthage, Revue des Etudes AuguStlOlennes
XVIII 1982, p. 8 sgg.).
. '
2. conserva eius: Felicita e detta conserva (ClOe sposa) dI Revocato, che era probabilmente il padre della bambina che ella m~tte
ra al mondo l'antivigia del suo martirio (15,4-7). In conserva. 1 ~le~
mento serva e da intendersi nel senso di cristiana (erano cnstla~
anche i catecumeni); Tertulliano impiega eonservus e conserva per gli
sposi cristiani in ad uxorem 1,1; 8,7; si ~e.da .inolt~~~. ~o~rier) Not~
sur la Passio sanctarum Perpetuae et Feltettatts: Fe/zctt etalt-elle vrat
ment l'ese/ave de Perp/ue?, Studia Patristca X 1970. p. 306 sgg.
3. libera/iter instituto: Perpetua conosceva il greco (ved. 13 ,4);
per Perpetua come scrittrice ved . avanti, commento a L 8.
.
4. matrona/iter nupta: cfr. 20,8, dove compare un certo Rustico ,
domestico - come sembra - di Perpetua.
5. a/terum .. : catechumenum: bisogna dedurne, nonostante 5,6,
che gli altri membri della famiglia erano pagani. D6lger, Antike Para/o
/eten, p. 25 sgg. e Shewring, p. XIII, credono invece che tueta
la famiglia - tranne il padre - ~osse cristi~na..
.
.
.
7. Haee ... na"avit: costruzIone brachilogtca per lam hme /egetzs

ordinem ... martyrii sui quem ipsa na"avit.


8. conscnptum ... re/iquit: il redattore ha avu.ta i~ ma~o.1'autogra- <

la lede.
.32-3. eui ... Amen: formula dossologica dagli echi biblici che
'
rivela l' ambiente liturgico.
2, 1. Apprehensi sunt: in quale luogo? Quattro testimoni latini tra i
quali il Casinensis (il migliore di tuttD , non forn iscano alcuna ~bica
zione; g~i altri quattro, unita~ente al manoscritto deUa versione greca, pre~1~ano: a Thuburbo Mtnus (ved. van Beek, pp. 4-7). Detenuti
e m~rttrlzzat1 a ~.artagine, i prigionieri sarebbero precedentemente
statl cola trasferm da Thuburbo Minus (Tebourba) a circa 50 km.
di distanza. Robinson, p. 22 sgg., ritiene che l'indicazione concer-

2, 1

<

fo di Perpetua (ved. commento a 1, 27-30), scrltto m prlgIone senza


assistenza alcuna n per l'ideazione e la composizione (suo sensu) ":
per il lavoro di stesura (sua man~),' S.i dis~~te tuttora se .eUa abbta
scritto in latino o in greco, se ClOe Sla orlgtnale la redazIone greca
(ved. van Beek, p. 9 sgg.) o quella latina, ma gli argomenti a favare
del testo greco non sono convincenti: l'osservazione sul fatto che
Perpetua parla greco (13,4) la~cia piuttos~o intendere che ella soleva servirsi normalmente dellauno (cfr. Frtdh, p. 49 sgg.). In aleu
ni casi il confronto tra un costrutto latino calzante e uno greco mproprio (dr. ad es. 4, ll. 21-2 quasi primum gradum ea/carem) impedisce di

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

2,

8 -),

accordare .la l?riorita al greco. Quanco alle parole greche, frequenti


nelIa Pomo, SI tratta sempre di prestiti, presenti anche in altri testi
larini (ved. commento a 7,1. 14 su diastema) ; l'attescazione, a 4,1. 26,
del termine - e non del prestito - greco 't'xvov (nella forma tegnon)
in un contes to latino si spiega assai meglio se la Hngua di stesura e il
larino ch.e in una traduzi~ne. Di recente L. Robert (p. 228 sgg.) si e
perentorIamente pronuncJato a favore della redazione in greco, ma
le sue osservazioni non considerano l'originalita del latino fortemente diomatico di Perpetua (ved. 3,4; 9,1; 10,5 e 6); ci si dovra atteoere all'idea, rnalgrado il grecismo di 5,1.10 si tu a/iquid fueris
pana (ved. commento), che ella scrisse in latino. Questo SUD latino,
peraltro, ha un carattere ambiguo, insieme regalare (accusativo con
l'infinito, impiego delle congiunzioni lit e quoJ e irregolare (molti
volgarismi; talvolta una sintassi slegata; ved. 4,3 per lo stlle narrativo delle visioni); se necessario, Perpetua sacrifica la correttezza della
Hngua a favore di effetti di concretezza e di realta (descrizione della
sintassi di Perpetua in C. Schick, Per la questione del 1tino africano.
I1lingllaggio dei piu antichi aUi dei martiri e di a/tri documenli vo/garizzanti. 1. La Passio Scillitanorum e la Passio 55. Perpetuae et Felicitatis
Rendiconti dell'Istituro Lombardo . Classe di Lettere e Scienz~
Morali e Storiche XCVI 1962, p. 211 sgg.).
3, 1. inquit: termine pressoch superfluo, impiegato anche per introducre la visione di Saturo (11 ,2); a 20,r. 18 l termine e ripetizione
di ait; a 2 1,1. 2 si sovrappone a dicens; analogamente a 18,1. 20 inquiunt a coeperunt dicere. Per inquit e la sua storia ved. LOfstedt,
Philologischer Kommentar, p. 229 sgg. Piu avanti nel nosteo passo
inquam ha funzione sintattiea normale.
prosecutoribus: i prosecutares, da prosequi, seortare , costtuivano la squadra di poliza ehe
g~rantiva lo stato di fermo; fino alla incareerazione 0.5) i detenuti
dunoravano nella caserrna di questi poliziotti.
23. evertere .. . perseveraret: nei testi cristani evertere e deicere
hanno spesso II senso metaforico di provocare l'apastasia: ved.
TLL V 2, col. 1029, r. 16 sgg., e V 1, col. 400, r. 80 sgg. Cupiret
forma volgare per cuperet: neI linguaggio parlato i verbi in -io/-ere
prendano spesso le forme dei verbi in -io/-ire (ved. V. Vaananen.
Introduction au latin vulgaire, Pars 1967 2 , p. 144).
2. pro: con valore causale: ved. anche 5.5; 6,5; 9,3; 15,5.
5-7. Numquid ... christiana: per i primi cristani il nome stesso di
cristiano era elemento di parenesi: i neofiti imparavano a essere
fieri del nuovo appellativo. i fedeli di piu lunga milizia venivano
esortat facendo deorso a tale nome: ved. Acta 5cilitanornm 9 Ignazio d'Antiochia, Epistula ad Magnesios 10,1; ad Romanos 3,2; Tertulliano, ad naliones I 5, 1 sgg. (cfr. H. Karpp, Christennamen, in RAC
n, coll. 1136-7).

PASSIO PERl'ETUAE ET FEUCITATIS

3, 9 - 16

4'7

9. Cttm . diabo/i: con i suoi argomenti ispirati dal Demonio :


diabolus non e un demone qualunque, ma il loro prncipe, Satana,
che quale avversario diretto di Cristo si ingerisce personalmente
nelle apostasie.
10. quod: il senso causale si riveste di una sfumatura temporale:
caruissem patrem: l'apparato critico moved. H Sz, pp. 580-1.
stra come la lezone patrem e attestata, contra l'ablativo classico patre, dal manoscritto migliore, il Casinensis; noltre l' accusativo recto
da carere e frequente in testi tardi e volgari. Latina tarda e anche la
sfumatura semantica essere liberati da un fastidio: per queste
particolarita di carere ved. TLL III, col. 454, rr . 3 sgg., 28 sgg., 67
,gg.
10-1. refrigeravi ... illim: il termine refrigerare, nella Passio. e
generalmente impjegato a designare il benessere sol piano stretta
mente te rreno, sia esso materiale o di natura piu spirituale; in questo
passo e piu sprituale, cioe una sensazione di sollievo (l testo greco
~0"9T}v anv"to; cxu"tou non rende che parzialmente que! che Perpetua
ha provato; ved. 2,3); altrove si tratta di un diletto piu materiale, un
midgarsi del trattamento in carcere. un buon pasto (3,1. 19; 9,1. 4;
16,11. 10 e 14; cfr. anche 8,1. 3); a 13,1. 10 sembra prospettarsi quell'impiego escatologico, a deHnire la felicita dopo la morte, che cos)
grande fortuna ha conoscit}to presso i cristiani. Per refrigerare e refrigerium ved. Mohrmann. Etudes n, p. 81 sgg.; Fin, p. 150 sgg. e
171 sgg.; E. L6!stedt, Late Latin, Oslo-London 1959, p. 79 sgg.
11. ipso: ipse ha chiaramente funzione di pronome dimostrativo;
ved. C. Schick, Per la questione del latino africano ... p. 217 sgg. ;
HSz, pp. 189-90.
12-3. non ... carois: di fronte alla marte il solo grave rischio
corso dal battezzato e l'apostasia: bisogna dunque pregare, a partire
dal momento del battesimo (ab aqua), perch il corpo (pr caro nel
senso di corpo ved. anche 11,1. 3) possa resstere sino aUa fine.
Sufferentia e termine di conio volgare che - a parte la sua sopravvivenza nelle lingue romanze - conaseiamo solo grazie all'impiego fattone dai cristiani: Tertulliano usa il vocabolo in un brano sulIa preghiera che ricorda quella di Perpetua: oratio ... palientes et sentientes
et dolentes mfferentia instruit (de oratione 29,1 ; ved. anche 4,5).
13-4 . recipimur ... carcerem: probabilmente la prigione procon- <
solare di Cartagine, prigione di Stato, di competenza del proconsole
e situata forse sulla collina di Byrsa a sud-est della citta (ved. Lopu,zanski, pp. 38-9, malgrado i dubbi di Audollent, p. 283 sgg.); all'appeossimarsi dell' esecuzione martiri vengono trasferid in un carcere della guarnigione militare (ved. 7,9; 8, 1; 9,1).
15-6. turban/m beneficio: cosl a ll. 23-4 me; beneficio. Per beneficio, che compare a pardre dal primo secolo d .C . col senso di propter,
sull'esempio di causa e gratia , ved. TLL II, col. 1888, r. 53 sgg.

XXXVI

A. A. .R. BA.STlAENSE N
lNTRODUZJONE

secutore: si puo supporre che, dinanzi ai tribunali, il ricorso ai


due luoghi fosse frequente.
Di gran lunga la piu usuale delle allusioni o citazioni e quella
degli Atti degli Apostoli (4, 24) sul Dio unico, creatore del cielo,
della terra, del mare e di tutto ciD che e in essl. Questa si trova:
1. negli Acta Apollonii del secondo secoIo, dove il mar tire, aUa
domanda se e cristiano, risponde: SI, sono cristiano, ed e per
questo che venero e temo il Dio che ha fatto il cielo la terra il
mare e tutto cio che e in essi1; 2. negli Acta Pionii 8 '3 e 16 2
del terzo secolo, dove ricorre per due volte un dialo~o che s~mi:
glia al passo degli atti d 'ApoUonio: Sano cristiano - Che dio ve.
neri? - Venero il Dio Onniporente che ha fatto il cielo ... ; 3. negIi
Acta Cypriani 1, 2, anch 'essi del terzo secolo, clave leggiamo in
analogo contesto: Sono cristiano e vescovo, non conosco che un
solo Dio veritero, che ha fatto il cielo ...; 4. negli Acta Fructuosi
2, 4 3 , del medesimo periodo, dove alla dichiarazione del praeses
che gli imperatori hanno ordinato di venerare gIi dd, Fruttuoso
risponde: Venero un solo Dio, che ha fatto il cielo .. .; 5. negli Acta
Phileae, dove, oel corso dello scambio assai naturale e animato
tra Culciano e Filea, quest'ultmo afferma che il Dio che bisogna
amare sopra ogni cosa e il Dio che ha fatto il cielo ... La moltepli.
cita delle attestazioni di questa citazione da parte di redattori
ndipendenti I'uno dall'altro, e l'integrazione armoniosa di questa formula ricorrente oel contesto, autorizzano la conclusione
che una tale testimonianza sull'esistenza di un unico Dio crearare, punto nevraIgico nelIa discussione tra Stato idolatra e cristianesmo monoteista, riemergeva di continuo nei processi contro i
cristiani. Lungi dall'essere uno sbiadito clich a disposizione del
redattore, la citazione dagli Atti degli Apostoli esprimeva la sostanza della posizione cristiana nel suo conflitto con lo Srato. E
non si puo dubitare che nella carechesi dd nuov cristiani marti.
ri potenziali, questa medesima citazione figurasse come ~no dei
peroi dell'esposizione. Sorto questo profilo, carechesi e testimo.
nianza del martire vanno di pa passo.

Per il testo ved . Musurillo, p. 146.


1 Ved., in queslO volume, pp. U4.91.
} Per il testo ved. MU$urillo, p. 178.
I

XXXVII

10. Dopo le persecuzioni


Spendiamo ancora quaIche paroIa sull'evoluzione del culto dei
martid e la nascita della leggenda agiografica 1 dopo il periodo
delle persecuzioni. Tale culto prese grande slancio nei secoli
quarto e quinto. La pace della Chiesa sorto Costantino aveva
inaugurato un'era nuova nella vita ecclesiastica, caratterizzata da
un sentimento di trionfo che si esprimeva nella ricerca di monu mentalita e di splendore artistico. Nella celebrazione della vitro.
da un posto speciale toccava ai martiri, i campioni di er, i
trionfatori dell'oggi. Buona parte delle chiese, che andavano sorgendo ovunque nell'Impero, vennero costrute fuod le mura del.
le citta, nei luoghi doy' essi avevano sofferto, Iuoghi che gia la
comunita cristiana frequentava roa che, ora, essa arnava di san.
tuari in loro onore, le memoriae martyrum. Dovunque, inoItre, si
frugava nei cimiteri per trovare le spoglie dd martiri e per traslarle nelle memonae, spesso nnaIzate per l'occasione. Co con.
duceva al disordine, di modo che, nel 386, una legge imperiale
proibi addirittura la traslazione dei corpi (Codex Theodosianus
IX 17, 7): senza grande successo, giacch il cuIta delle reliquie
non cessava d'incrementarsi di giorno in giorno. Per restare
all'Occidente, i piu importanti centri di venerazione dei martiri
nel quarro secolo erano Roma e Milano, avendo quali grandi pro.
morari a Roma Damaso, papa dal 366 al 384, e a Milano Ambrogio, vescovo dal 373 o 374 al 397. A Roma la venerazione si
esprimeva negli epigrammi di Damaso in gloria dei martiri, e
destinati a ornare le loro chiese 2 Quanto a Milano, I'episcopato
di Ambrogio e contrassegnato dall'espansione del culto dei mar.
tid e dalla scopetta di loro spoglie. Gli scritti del vescovo e la
vira redatta dal suo biografo Paolino forniscono numerosi dertagli dguardo ai martiri Gervasio, Protasio, Nabare, Felice, Vitto.
re, Agricola, Nazario, Celso': particolarmente notevole a tes timonianza della grande irradiazione della Chiesa rnilanes~ in questO campo, e il trattato de laude sanctorum scritto, poco avanti la
morte di Ambrogio, da Vittrizio, vescovo di Rouen in Gallia, in

: L'opera fonda~e~tale r!mane H. Dele~ aye, Les llvru/es ht:giogTaphi'lues ...


Ved . la bella edizlOne dI A. Ferrua, Eplgrammata DamaJiana Citti del Vaticano 1942
l:edizione di Paolioo, Vitil Ambrolii, in Vita di Cipria~o, Vita di Ambrogio, Vi~
d, Agofhno (Forn;f. L. Vall~), Mila.no 1 ~75! cfr. capp. 14. 29. 32. 33 , p. 70 sgg.; inoltre,
nel commento, SI fa menZlOne del paSSl dl Ambrogio.

)yed.

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

3 . 16 - 20

16. eonctlSsurae militum: estorsioni dei guardiani, che volevano


farsi pagare (ved. par. 7). Per eonctlssura, abuso di pocere)), rkattO), sia in Tertulliano sia nel nostro testo, ved. A. d 'Ales, Terttillianea, Recherches de Science Religieuse
1937, p. 97 sgg. 1
guardiani sono chiamati milites perch era normalmente l'esercito a
fornire il personaje adderto ai servizi di polizia: ved. R. MacMullen,
Soldier and Civilian in the Later Roman Empire, Cambridge Mass.
1967 2 , p. 50 sgg. A 7,9 i prigionieri vengono trasferiti in un carcere di diretta competenza della guarnigione militare (ved. anche 9,1).
16-7. sollicitudine infantis: Perpetua soffre per il suo bambino, <
sia fisicamente che psicologicamente. In base ai passi 3,6-9; 5,1 e
6,2-8 lo svolgimento dei fatti e il seguente: nelIa caserma dei peneeutores il bimba e con lei, oppure viene da lei condotto ogni volea che
deve essere aIlattato; in prigione dapprima ella non ha piu nessun contatto con il figlio, che si indebolisce, mentre le comincia a soffrire al
seno; piu tardi, quando il trattamento viene a mitigarsi, ella puo rivedere il bimbo, e subito dopo le e addirittura concesso di tenerlo con
s; piu tardi il figlio si trova nuovamente presso la famiglia della madre, e il Donno lo porta al processo per vincere la resistenza della fi
glia; dopo la condanoa a morte 10 tiene con s nonostante la preghiera
di Perpetua, ma lei non se ne dispiace: il bimbo non vuole piu il suo
seno e, quanto a lei, i suoi dolori non ricomindano.
17. lbi tUlle: bsogna unire ibi a tune (ved. apparato critico); ibi
tune e una locuzione pleonastica, equivalente a un semplice tune: attestazioni, da Cicerone in avanti, in TLL VII 1, col. 150, r. 49
sgg.
Pomponius: personaggio rilevame all'interno della Passio
(ved. 6,7 e 10, 1). Gli studiosi che rifiurano I'idea che Tertulliano
sia stato il redattore del testo lo propongono come possibile can
ddaco: prima di morire Perpetua e Saturo gli avrebbero consegnato
i loro memoria1i; se pero la redazione non opera di un testimone
aculare (ved. eommento a 1,2730) questa ipotesi perde la sua plausibilita. Per il problema ved. Campos, p. 381; Braun, Nouvelles ob
seroations, p. 117.
17-8. benedieti diaean;: benedictus e un epiteto di origine biblica,
frequentemente impiegato nel periodo piu antico della latinita cri
sriana, sia per i cristiani in generale sia per delle persone (cfr. 11 ,1
Saturos benedietus) o dei gruppi spedfid: ved. TLL n, col. 1870, r .

xxvn

58 'gg.
18. eostituerunt praemio: si intende eum mi/itibus: si aecordaro
no cioe con i guardiani sulla somma da versare perch il trattamento
fosse piu mite.
19. refrigeraremus: refrigerare e qui ripreodere fiato, ristabilirsh) (ved. sopra commento a ll. 10-1).
20 . de eareere: cioe dal fondo buio della prigione, dalle segrete
(ved. 3,5).

PASSIO PERf>ETUAE ET FEUCITATIS

3, 21 - 4,

21. defee/um: oel senso di confeetus, exhaustus: ved. TLL VI,


col. 327, r. 1 'gg.
21-2 . sollicita .. , filium: preoccupata per il destino di suo figlio,
Perpetua esorta (adloqui ha spesso una sfumatura di esortazione,
d 'incoraggiamemo, di consolazione, ecc.: cfr. TLL 1, col. 1694 , r .
49 sgg.; per confortare ved . commento a 1,4) sua madre e suo fratel
lo (il catecumeno di 2 ,2?) a prendersi cura del bimbo: la loro ansia
per la sorte di Perpetua Ji aveva paralizzati a tal punto che il bimbo
ne risentiva.
25. llSurpavi: per usurpare nel senso di ottenere cfr. Tertullia
no, Seorpiace 12,9 martyrum animae ... candidam elaritatis /lSurpan/, e
de resmrectione mortuomm 51,3 caro et sanguis, usurpastis el eae/um et
regnum Dei in Christo.
28. alieubi: per alicubi nel senso di alicubi alibi cfr. aliquis '"
aHus quis; omnes '" ceteri omnes: ved. Lofstedt, Phlologischer Kom
mentar, p. 174.

4, 1. frater meus: senza dubbio iI catecumeno di 2,2 (ved. 4,10 e


20,10), che probabilmente era stato menzionato a 3,8.
Domina
soror: il termine domina testimonia il rispetto nei confronti della so
rella tanto privilegiata da Dio; cfr. anche il successivo dignatione.
2. dignatione ... tanta : dignatio e qui neI senso di dignitas , la
dignita che viene a Perpetua dalle sue sofferenze per il Signore, e
che le da il diritto, di fare una simile richiesta. Per dignatio , dignita ), cfr. TLL V 1, col. 1133, r. 9 sgg.; dopo tanta va sottinteso
ancora dignatione.
visionem: ved. 1,5; i cristiaru nordafricani del <
terzo secolo cenevano in gran conto le visioni, tanto i piu ortodossi
quanto i montanisti. L'oggetto delle visioni dei fururi martiri era
spesso la morte e la gloria che li attendeva; tali visioru si palesavano
spesso sotto forma di sogno nocturno. Per turto do si veda Cipriano,
de mortalita/e 19 ed Epistulae 39,1,1; Ponzio, Vi/a Cypriani 12,2
sgg.; Passio Marianl et laeobi 6,5 sgg. e 11,3 sgg.; nella nostra Passio
4,1.2 e 10; 7,3; 8,1 e 4; 10,1 e 14; 13,8.
3. passio ... commeatus: paso) come pati, fin dall'inizio della
latinita cristiana especifico per la morte dei martiri (ved. Hoppenbrouwers, p. 50 sgg.). Commeatus a partire dal significato militare di
permesso e eongedo)) sviluppa il senso di sfuggire a un male),
scampare, gu salvarsi la vita: ved. TLL UI, col. 1826, r. 47
'gg.
4. fabulan ... Domino: si noti l'accento familiare del termine fabulan (ved. TLL VII, col. 35, r. 12 sgg. ; altrove la Passio impiega
per la conversazione, /oqu, 13,Il. 8 e 9, e sennocinari, 19,1. 3: ved .
anche Fontaine, p. 88) . Le conversazioni con il Signore sono frequentemente menzionate negli atti dei martiri: Martyrium Polycarpi
2,2; Eusebio di Cesarea, Historia Eeelesiastiea V 1,56 e passim.

4 20

PASSIO PERJ' ETUAE ET FEUCITATIS

4 , 5 - 20
PASSIO PERPETUAE ET FEllCITATIS

5. Crartina die: la perifrasi con dier al fernminile (in aJtri punti


dell~ Parsio, dier e sempre. m.asehil~: v~d. 3,5 e 6; 6,1; 7,1; 8,1; 15,4;
eee:, d~ nota~e ~nehe I elllssl crastmur In 17,1. 6) potrebbe rchiamare
un unplego blblieo: per crastina die nelle traduz!oni della Bibbia ved
.
TLL IV, col. 1106, r. 42 5gg.
. 6. vide?: nelle visioni della Passio numerosi sono gli elementi ehe <
r1vela.no l'mfluss? .deIl'apocalittiea giudeo-eristiana primitiva. Da no.
tare, tn ques~a vlS1o~e, 11 ~ema ~el1a seaJa di Giaeobhe quale <{strada
SCl'etta per il paradlso e il mouvo del serpente - cioe Sataoa _ che
tenta di sbarrare il passo; da rilevare altresl la descrizione del cielo
q~ale immenso giardino e la rappresentazione del Cristo in un uomo
dI al~a stat~r~ e ~ai bi~nc~ ca~~, ~ircond~to.da~a moltitudine degli
elett~. Per.l rlfenmentl agh SC:I~tl glUdeo-cflsttam ved. Danilou, pp.
623, pe!, il conte.nuto della. ~lslOne ved. anche Corsini, p. 496 sgg.;
per ~o .stJ~e na~ra~l~o della ylSlone, fonemente influenzato dalla paratassl blbhca di ongme ebralca (et ... et ... et) ma mirabilmente adattato
alla realta religiosa descritta, ved. Fontaine, p. 92 sgg.
7. aeream: la scala e bronzea e dunque solida, force' essa non consente alcuna possibilid. di sfuggire agli strumenti di to;tura anch'essi
met~ci, che sono fissati ai s.uoi 1ad: tutto cio simboleggia il martirio,
mirae magnitudinis: espressione
che e.dur~, ma conduce al CielO.
favorita dI Perpetua.(ved. 4,4; 10,8), e certo influenzata dalla Hngua
corrence; ved .. per m..trn,s, S?tto questo aspetto, TLL VIII, col. 1070, r.
45 sgg.; magnztudo e nferlto alla lunghezza della seala.
13. dr~co: rappresentazione di Satana, il serpente del Genesi, il
drago dell Apoca/isse.
14. insidi~s praestabat: sostituto volgare di insidiabatur: il deponente, nel Iatmo tardo, tendeva a sparite; il volgare inoItre favoriva
la perifrasi dei verbi. L'impiego di praestare, non dare o !a~ere (ved.
TLL VII 1, col. 1893, r. 24 sgg.), sembra ulteriormente rafforzare il
carattere vo]gare: per praestare ved. Lfstedt, Philologischer Kommenlar, pp . 205-6.
,. 16 . .aedific~v~rat: Satur? aveva dato a Perpetua e ai suoi compagni
IlstruzlOne cristIana. Aedi!tcare e aedi/icatio sono cristianismi per ]'istruone e .la crescita nella .fede: ved. TLL~, col. 927, r. 12 sgg.
18. sustineo te: per sustinere nel senso dI aspettare)) nel latino
tardo: so~rattutt? fra i c:istiani, ved. Blaise, p. 804. A 21,8 viene
descrltto il complmento di questa parte della visione. La scena di Saturo ch.e attende e i?coraggia Perpetua si trova su un antico sarcofago
proveOle~te d~ QUlfltana-Bureba in Spagna e attualmente al museo
areheo!oglco dI Burgos: p~r ~ det.tagli relativi a tale notevole rappre.
sentazlone ved. B. de GalffIer, ln Analecta Bollandiana XCVIII
1980, p. 152.
19-20. me nocebit: la costruzione di nocere con il caso ditereo e
[requeme nellatino tardo: ved. HSz, p. 33.

4 , 2 0, 2 4

42I

20. de sub: la preposizione composta era tipica della Hngua po


polare: Seneca Retore, Controversiae I 3,11, condanna de sub, cio
che ne aetesta la popolarita. Per il fenomeno ved. C. Hamp, Die
zusammengesetzten Pripositionen im Lateinischen, in ALL V, 1888,
pp. 321 5gg. e 361-2.
21. quasi .. . eiecit caput: il serpente, contrariamente al suo
costume, sporge la testa lentamente, quasi controvoglia, perch teme
Perpetua (ved. anche 21 ,10): Sataoa, in effetti, non puo che indietreggiare dinanzi a una martire. Quasi ha un senso vieino al causale:
cfr. 5,1. 11 quasi patero Per eicere equivalente volgare di e/fe1Te, educere, ved. LOfstedt, Philologischer Kommentar, p. 264 sgg.
21 -2. quasi ... illi captil: Perpetua calca il piede sulla resta del
serpente (come a 10,11), reminiscenza del brano del Genesi che parla
del serpente caJpestato (l'antica versione nordafricana ha calcare
contro conterere della Volgata: ved. apparato delle citazioni). La testa e per le come il primo gradino della scala (quasi primum gradum;
il testo greco w~ tl~ 'tov 1t'pw'tO\l ~Cle~OV ~eiA:rQ'a: lm~Tj\la:t rovina iI
senso e non puo essere l'originale: ved. commento a 2,8). Agostino,
Senn. 280,1, ricorda la visione di Perpetua: caput serpel1tis antiqui
quod fuit praecipitium feminae cadenti, gradus !actus est ascendemi, il
capo dell'antico serpente che fu baratro ana eaduta della donna, e
divenuto scaJa per le che sale}). L'idea e che il martirio e una vittoria su Satana: ved. F.]. Dlger, Der Kampf mit dem Agypter in der
Perpetua-Visiono Das Martyrium als Kampf mil dem reufel, in AC IIl,
p. 177 sgg.; J. Danilou, in Dictionnaire de Spiritualit, Arctique et
Mystique. Doctrine et Histoire Ill, Paris 1957, col. 180 sgg.
22-3. spatium .. . horti: da accostare a 11,5; neI nostro passo l'immeoso giardino e il paradiso, cioe il cielo, dove Cristo accoglie i
martiri e dona loro il nutrimento della vita eterna.
23 . hominem canum: allusione ad Apoc. 1,14, dove il Figlio di
Dio e rappresentato con il capo e i capelli bianchi come la lana,
simili a neve (ved. anche 12,3 e Cipriano, de habitu virginum 16). Il
termine canur non evoca necessariamente l' idea della vecehaia: puo
anche essere impiegato genericamente per cose di colore bianeo o di
aspetto che attrae (attestazioni in TLL IlI, col. 296, r. 35 sgg.).
Homo sostituisce vir, in via di estinzione (ma ved. 10,1. 17 e 18,1. 9).
23-4. in habitu pastoris: evocazione di Cristo quale Buon Pastore secondo il Vangelo di Giovanni.
24 . grandem: e lecito pensare alla Lettera agli Ebrei, che chiama
Cristo pastorem magnum ovium? L'aggettivo della lingua parlata
grandis sostituisce nella Passio l'antico magnus ogni volta che prevale
il senso materiale dell'ampiezza: homil1em grandem; grande diastema
0,6); rpatium grande (11,5), ma magna dignatio (4,1); magna virtus
(9,1); magnas luctus (15 ,2); il sostantivo magnitudo mantiene ancora
il senso materiale (ved. 4,4).

<

422

PASSIO PERJ'ETUAE ET FEUCITATIS

4, 24.29

24-5. circumstantes ,_, multa: circumstantes e probabilmente so- <


stantivo (come a 1. 28). La costfuzione non rispetta le regale dassi
che, ma il senso e chiaro: si tratta di una reminiscenza dell'Apocalisse, che parla di una turba magna, ovvero la moItitudine dei martiri,
coloro che hanno attraversato la tribulatio magna, hanno lavato le loro
vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell'Agnello (per dea/bare
della Volgata l'antca versione africana aveva candidare: si veda l'apparato delle citazioni).
26. tegnon: non una paroIa latina modellata su1 greco, ma propeio il termine greco 'tbvov: sulla bocea del Bucn Pastare esso ha
una nota affettuosa che Perpetua, cODoscendo il greco, poteva apprezzare. Si osservera che la presenza di quesra parola greca si spiega
assai meglio in un contesto originale latino che in una traduzione
(ved. commento a 2,8).
26-7. de ... buccello.m: per numerose attestazioni di casewn neutro ved. TLL lII, col. 513, r. 20 sgg. Il costrutto caseum mulgere e
una brachilogia abba~tanza naturale da oves mulgere del paragrafo
precedente. Quel che canta, per Perpetua, e il boccone di formaggio
(buccello. e vocabolo della lingua parlata, diminutivo di bucca e attestato a partire da Marziale: ved . TLL lI, col. 2227, r. 1 sgg.).
27-8. accepi ... manihus: allusione al modo di comunicarsi: cfr. <
Cirillo di Gerusalemme, Catecheseis mystagogicae 5,21; Cipria no,
Epistulae 58,9,2. Il boccone di formaggio simboleggia dunque l'eucaristia; il formaggio richiama il dono dellatte e del miele che, quali
simboli della Tetra Promessa (cioe del cielo), i neobattezzati ricevevano dopo i riti dell' iniziazione che si concIudevano con la comunione (cfr. Tertulliano, de corona 3,3; adversus Marcionem 114,3; Ippolito di Roma, Traditio apostolica 21): taH cerimonie sembrano avere
vivamente impressionato la neobattezzata (3,5) Perpetua. La Passio
presenta peraltro ulteriori reminiscenze liturgiche (ved. 10,ll. 32-3;
12,11. 5 e 13, e note di commento). Per la liturgia ai tempi di Tertulliano, in riferimento alla Passio, ved. E. Dekkers, Tertullianur en
de geschiedenis der liturgie, Brusse1-Amsterdam 1947, pp. 42 sgg. e
59 sgg.
28. manducavi: manducare, nel senso di mangiare, compare
neI primo secolo d.C. e diviene popolare soprattutto fra cristiani,
per influenza delle traduzioni bibliehe (ved. TLL VIII, col. 273, r. 5
sgg.); commanducare (a ll. 29-30) e equivalente (ved. TLL III, col.
1819, r. 62 sgg.).
28-9. universi ... "Amen": il rito della comunione si concludeva
con l'Amen del comunicando (cfr. Cirillo di Gerusalemme e Ippolito
di Roma, citati a nota 27-8; Ambrogio, de sacramentis 4,25): qu sono
circumstantes candidati a pronunciare questo Amen, sicura reminiscenza dell'Amen della turba magna dell' Apocalisse (ved. par. 8). Nella
visione, comunione e ingresso in cielo sono ntimamente Iegate.

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATlS

4, 29' 5. 9

29. experta: la tradizione manoscritta della Pauto (ved. anche ~


7,1. 20; 8,1. 9; 10,1. 34; 13,1. 17) invita a scegliere experta nel senso di
experrecta; il TLL (V 2, col. 1649, r. 55 sgg.) non conosce ques~a forma del participio di expergisci se non per illatino volgare, a partlre daI
quarto secolo d.C.: aguanto sembra bisognera, farla risalire all'inizio
del terzo' per la forma expergitus, del resto, ved. 20,1. 17.
31-2. 'coepimus ... habere: Perpetua, certa che la sua morte e prossima, considera il mondo, saeculum, come cosa passata; ella comunica
a suo fratello, catecumeno (4,1), e, percio, potenziale vttima della persecuzione, la medesima condizione spirituale.

5, 1. lit audiremm: in luogo dell'accusativo con I'infinito, che Perpetua impiega ancora regolarmente (3~5; 4,2 e .1~; 7,~ e 9; 8,4; 1.0,5 e
11; ece.), abbiamo qui una costruzlone analitlca dI carattere fmale,
improntata all'idea di una cosa che sta per/deve compiersi.
2 . de civitate: probabilmente da Cartagine (ved. commento a
2,1), dal centro della citra (per l'ubicazione del carcere ved. commento a 3,13-4).
3. ascendit .. ' deiceret: l'accostamento dei due verb cela un gioco
di parole ascel1dere sia perch la prigione si trovava in alto (ved. 3J5~J
sia con la sfumatura biblica di (montare all'attacco) : arcendere In
proelium, ascemiere ad / contra / adversus aliquem (attestazioni dei passi
biblici in TLL lI, col. 755 1 r. 2 sgg.); deicere, nel suo impiego cristiano, conserva traccia del suo senso primario, (abbattere, atterrare);
ma ved. anche commento a 3,2-3.
4. canis meis: il dativo retto da misereri, in luogo del genitivo
classico si trova tre volte sulla bocca del padre (ved. anche miserere
patri, che segue; e 6,11. 6-7 miserere infantt1; per questa costruzione,
che ha un sentore decisameme cristiano, ved. Lofstedt, Syntactica
1, p . 202 sgg. E incerto se il padre usasse veramente il dativo o se
Perpetua abbia inconsciamente crstianizzato il linguaggio del padre
pagano.
6. omnibus ... tuir: e un'esagerazione (ved. 2,2) da imputarsi all'agitazione del padre. Gli stralci di conversazione riportati da Perpetua
nei capp. 3,5 e 6, unitamente alla descrizione delle circostanze esteriori (ved. anche 9,2) e alle osservazioni personali della martire, traeciano un rittatto assai vivido dell' infeliee padre.
8. materteram: la sorella della madre viveva probabilmente
nell'ambito della famiglia.
9. extermines: exterminare nel senso di distruggere), ( far perire ,
appartiene decisamente al latino volgare ed e d'impiego pres~och
esclusivamente cristiano (ved . TLL V 2, col. 2015. r. 48 sgg.). GIrolamo ne condanna ruso in quesca accezione, pur riconoscendola frequente tra i cristiani: ved. in Matthaeum 6,16, e il commento di G.
Meershoek, Le Latin biblique d'apres raint ]rome, in LCP XX, Nijme-

PASSlO PERPETUAE ET FEUCITATIS

5, 9 - 6, 4

gen-Utrecht 1966, p. 53 sgg. Perpetua ha nuevamente cristianizzato


illinguaggio di suo padre?
910. nemo ... passa: la condanna di Perpetua rischia di esporre la
famiglia - famiglia di una cerca distinzione - al disonore e ai sosperti
(ved. anche commento a 2,5); d'ora in avanri, per prevenire beffe o
addirittura accuse, dascuna paroIa dovra essere soppesata. L'espressione a/iquid pati e un eufemismo per designare la morte: il TLL non
conosce I'impiego eufemstico di a/iquid se non in un contesto erotico
(ved. TLL 1, col. 1615 , r. 59 sgg.); si tratta dunque di un grecismo
(lav :lt:ax!l~ 'tl, lv 'tl aOl at>.t~f: quest'uItima espressione e nella versione greca), che pero non consente di postulare la priorita del testo
greco.
11. quasi: il termine (ved. anche 4,1. 21; 7,1. 18; 10,1. 27 e 15,1.
8) non esprime solo una soroiglianza, roa a partre da SeDeca anche una causalita o l'affermazione di uno stato (ved. HSz, p.
675).
pro: in senso causale: ved. anche commento a 3,2.
13. dominam: il padre rovesda il suo ruolo di padrone della figlia, facend.osene schiavo, onorandola del baciamano, ge[ta~do~i ai
suoi piedi. E stato supposto che tutta la sequenza delle effuslODl del
padre (con le subordinate con si e i tre imperativi aspice, che precedono) sia isprata allo seile delle formule di preghiera pagane, dove domina si usa come epteto di una dea: ved. J. den Boeft - J. Bremmer,
Notiuncu/ae martyr%gicae n, Vigiliae Christianae XXXVI 1982,
p. 387 S&8.; non credo pero che Perpetua abbia inteso domina in questo senso, per le ripugnante (si confronti la sua reazione a 18,4-6).
14-5 . so/m ... meo: esagerazione di Perpetua (a 3,8 la famiglia e
disperata; non tutti erano cristiani, del resto: ved. commento a 2,5),
causata forse daU'accanimento del padre in confronto all'apparente
rassegnazione degli altri membri della famiglia,
15. confortavi: ved. commento a 1,4.
156. i/Ia catasta: il palco elevato dove si svolgera il processo:
ved. 6,2.
16-7. nos ... Dei: l'uomo non e autonomo, ma deve obbedire alla
volonta di Dio.
6, 1. Alio die: probabilmente, sulla base di rnmor (5,1), l'indomani:
cfr. Ponzio, Vita Cypriani 15,5 Cyprianum una nocte continuit custodia
de/icata ... ; 16,1 inluxit ... dies a/ius; altre attestazioni in TLL V 1, col.
1034 , rr. 83-4.
2. ad fornm: illorum di Cartagine: ved. anche commento a 2,1 e
5,2.
4. catastam: ved. 5,6. La catasta di norma aveva un solo gradino:
l'eccezione e menzionata nella Passio Mariani et Iacobi 6,7 catasta ...
conlessi
non uno .. . ascendibi/is gradu sed mu/tis ordinata gradibus.
sunt: affermavano di essere cristiani : ved. 6,4 Christiana es? ...

PASSIO PERPETUAE ET FEllCITATIS

<

6, 4 -

r6

Christiana sumo Per i cristiani il termine confiteri era crconfuso di


un'aura di santica: erano fieri della confessio nominis dinanzi al magi.
strato pagano.
.
..
6. Supp/ica: per supplicare nel senso dI sacriftcare (cfr. 6,3 fae
sacrum pro salute imperatorum) ved. Acta Sci/itanorum 3.
6-7. inlanti: per il dativo ved. commento a 5,4.
.. .
78 . Hi/arianlls ... acceperat: I'osservazione sullo ius gladu ncevuto <
dal procuratore, che faceva le ved del proc~nsole , ~ pe;tinente: la giurisdizione in materia criminale era prerogauva ordinana del praconsole e non poteva essere conferita a un procuratore se non grazie a un
m~ndato speciale dell'imperatore. L'Hilarianus menzionato qui e probabilmente lo stesso Hilarianus ricordato col titolo piu generico di
praeses da Tertulliano, ad Scapu/am 3,1; su di h~i , ,c?m7 s~ d:funto
proconsole Minucius Timinianus, mancano uItenon mdlcazlOru (ved.
M. Pluss, in PW X 2, col1. 1844-5; PIR IV, p. 89). La pen.capitale ch~
lo ius gladii permetteva al magjstra~o di inf1ig.ger~ poteva .esse~e solo, la
dove si trattasse di dttadini ramaOl, la decapltazIone; qUl abblamo una
condanna ad bestias (ved. par. 6). Forse Perpetua non era cittadina romana? Sembra difficile ammetterIo, viste le informazioni di 2,1: fors~
Hilarianus non s curava troppo delle disposizioni legali (sotto Setttmio Severo l'arnministrazione tendeva a essere piu sbrigativa che scrupolosa). Per i prablemi sollevati da questo p~ragrafo :,ed .
Hirsc~
feld Die kaiserliehen Ve1Waltun&fbeamten blS aul Dlok/etial1, Berlm
1963), p. 385 sgg.; H.G. Pflaum, Les proc~rateurs ~qu.es!,es so~s le hautempire romain, Paris 1950, p. 120 sgg. Diversa 1 oplDlone dI P. Garney The criminal ;urisdiction 01 govemors, The Journal of Roman
Studies LVIII 1968, p. 51 sgg.; ved .nche Lanata, pp. 160-l.
9-10. Fac .. . imperatorum: per questo sacrificio ved. anche Acta
Sci/itanornm 3. Va ricordato che, agli occhi dei magistrati, reUgione
tradizionale e patriottisme erano ntimamente legati (ved. la conclusione di T.D. Barnes, Legis/atiol1 against the Christians, TheJournal of
Roman Studies) LVIII 1968, p. 50). Abbiamo un plurale, imperatomm, perch il figlio maggiore dell'mperatore Set~imio Se~ero, Caracalla, era stato proclamato nel 197 ~mp~rato: ~e~tinatus e hgurava a.ccanto a suo padre nelle pubblicazlom uffIclah: ved. M. Fluss, ln
PWZR II 2, coL 1968 (il fratello minore Geta portava il titolo di Caesar: ved. commento a 16,10).
12-3. deiciendam: ved. 3,11. 2-3 e 5,1. 3, e nota di commento.
15 . pro ... misera: anche a 9,3. Per }' accezione causale di pro ved.
commento a 3,2.
15-6. nos .. . bestias: pronuntiare e damnare qui sono sinonimi e sottolineano la prolissita dello stile narrativo. L'espressone pr?ntmtiare
ad bestias e attestata in Tertulliano, Apol. 46,4 e de reSU"ectlOne mortuornm 16,4. Per la legittimica della condanna ad bestias ved. sopra
commento a ll. 7-8.

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

6,

l'ASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

16 -7, 7

16. hilares: al momento della condanna, all'avvicnarsi della morte, il sentimento provato dal martire e la gioia: ved. 18,1 e Ponzio,
Vito Cypriani 15,2; Passio Montani et Lucii 13,2; Acta Maximiliani
3,3.
descendimus: descendere si dice della diseesa nella segreta
ubicara probabilmente sottoterra (ved. anche commento a 3,13-4). '
17-8. quia ... manere: ved. commento a 3,16-7.
19. Pomponium: ved. commento a 3,17.
21. feroorem: il termine indica il calore e il dolare che provengone: dino da un'infiarnmazione: ved. TLL VI, col. 601, r. 1 sgg.
pende, per il senso, da Deus voluit.

7, 1. oramus: orare e oratio sano termini impiegati fin dagli esordi della latinira. cristiana a designare la preghiera (ved. LOfstedt, Phi/%giseher Kommentor, p. 39 sgg.); la situazione fa pensare a una preghiera
silenziosa.
4. commemorata ... eius: cams egenitivo; commemorari nel senso di
meminisse e di impiego esclusivamente cristiano, attestato soprattuao
nelle antiche traduzioni bibliche: ved. TLL lII, col. 1835, r . 17 sgg.
4-5. cognovi .. . debere: nel fatto che, durante la preghiera, si sia
improvvisamente ricordara del fcarello minore Dinocrate, morto oramai da anni, Perpetua riconosce l'opera dello Spirito, il quale le fa
sapere che deve includere nella preghiera anche il fratello, perch
stata giudicata degna di pregare per lu. Statim va probabilmente legato a cognovi; debere dipende da dignam (dignam petere debere equivale a
dignam ut peteremj pet sfumature pleonastiche di debere ved . HSz , p.
348). Et pro eo e equivalente a etiam pro eo (per et nel senso di etiam
cfr. 6,2 e 10,6: et ad me); per il valore di dignus si puo confrontare
dignatio a 4,1.
7-10. Continuo ... habuit: la preghiera e immediatarnente esaudita:
la notte stessa viene accordata a Perpetua una visione in forma di 50gno (ved. 4,1).
7-21. Dinocraten ... eius: accostando 7,4-8 e 8,1 si apprezzano le <
due fasi della liberazione di Dinocrate. Dapprima l'uscita da una zona tenebrosa e l'arrivo in un altro luogo: ma la sua condizione non
migliora, perch non puo bere alla vasca delIe aeque saIutari. Poi la
riabilitazione completa: la vasca non nega piu le sue acque. Restano
pero dei punt oscuri: la causa dell'infelicita escatologica di Dinocrate
(peccato O morte prematura?), la sostanza della felicita ottenuta (felicita provvisoria nell'attesa della parusia o felicita definitiva in cielo?) .
Le idee di Perpetua sulla condizione dei trapassati e sull'origine delle
loro sofferenze sembrano presentare ancora tracee di credenze popoIari pagane, ma - tratto cristiano - ella e convinta delI'efficacia della
preghiera di intercessione a favore dei defund, efficacia suprema sulla
bocca d'un fururo martire. Tentativi d'interpretazione della visione
in A. de Waal, Der teidende Dinokrates il1 der Viston der heil. Perpetua,

7, 7 - 15

4'7

Romische Quartalschrift ft christliche Altertumskunde und Kitchengeschichte XVII 1903, p . 339 sgg.j Dolger, Antike Para/Jeten,
p. 16 sgg.; Fin, p. 172 sgg.; Corsini, p. 499 sgg.
9-10. sordido ... acie: la congettura cu/tu per vu/tu (ved.
apparato critico) e sostenuta dalla versione greca (la9T'tCX tXO\l'tCX pu1tcxpv: ved. van Beek, p. 21) e dall'opposizione a bene vest/um di
8 1.3 ma a mio avviso si scontra con l'unanimid della tradizione
~;n~scri~ta latina. Nel ~ostro passo, d'altronde, non sembrano esservi riferimenti agli abiti ma aIl'aspetto di Dinocrate: l'opposizione
va intesa con mundo corpore di 8,11. 2-3. NelIa Passio, vultus designa
piuttosro l'aspetto) in generale che il viso propriamenre detto:
ved . l2,l. 7 e 18,11. 2 e 4 per vultus come aspetto; 7,11. 10 e 12; 9,1.
7; 10,U. 26 e 29-30; 12,1. 12; 16,1. 9 e 17,1. 8 per facies viso, faccia. Il significato di aspetto)) per 1m/tus e in Virgilio, Aen. V 848
salis placidi vu/tum, e in Ovidio, Met. I 6 naturae vultus.
11. rater ... cama/is: carnalis per distinguerlo da un fratello nella
fede.
12. cancerata: cancerare e caneeratus si trovano nella letteratura
medica a proposito di suppurazioni che corrodono la carne: ved. TLL
JIl, col. 231, r. 81 sgg.
U. Pro hoc: hoc e maschile, ved. al par. 10 jeci pro i/lo orationem.
14. diastema: congettura (ved. apparato critico) di elevatissima
probabilita, ma non per questo l'impiego di tale prestito greco risulta
meno enigmatico. Le sue attestazioni in TLL V, col. 954, r . 72 sgg.,
presentano il vocabolo non gia quale termine della Hngua parlata,
bensl appartenente a gerghi tecnici: quel10 degli agrimensori, degli
astronomi, de rnusicisti, ecc. In questa scena extraterrestre Perpetua
impiega forse un termine astronomico? Per quanto attiene a diversi
presdti greci della Passio (machaera, agon, ala, stadium, horoma, ex/asis, agape, psal!ere, ecc.), essi non sono hapax !egomena, bensl vocaboli
dalla debita attestazione nei vari campi dell'esperienza: la vita milita
re, il circo, la palestra, la vira cristiana, ecc.: ved . Reichmann, pp.
116-7 (vedi anche 3,1.8). Per questa scena gli editori rimandano a Ev.
Luc. 16,26 (su! mendico Lazzaro e l'avaro), ma n il testo greco n le
traduzioni latine conosciute (ved. VL]l, Ev. Luc., p. 190) hanno qui
diastema. Del resto, che la relazione tra mondo terrestre e aldila sia
rappresentata quale distanza e troppo naturale per essere necessariamente suggerito dalla scena evangelica.
15 . ad invicem: per l'idea d reciprocid espressa con invieem, con
o senza pronome riflessivo e con o senza preposizione, che si diHonde
a pardre dal primo secolo d.C. soprattutto nei testi ctistiani, ved. Ph.
Thielmann, in ALL VII [1892], p. 362 sgg. Nella Passio tale impiego
efrequente: 10,ll. 24-5 accessimus ad invicem; 9,1. 4 ut invicem refrigeraremus (ved. commento); 13,1. 11 dimitti/e vobis invicem; analogamente in 20,1. 2J e 21,1. 18.

PASSJO PERPETUAE ET FEUCITATIS

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

7, 18 - 24

18. quasi bibiturus: indica l'intenone di Dinocrate: ved. anche


commento a 5,11.
18-20. quod ... esset: nella Passio la subordinata con qllod presenta normalmente il congiuntivo dopo i verba afiectuum (ved. 5,6;
7,1; 10,5; 18,9); a fianco del congiuntivo bihitllnJs esset si trova qui
l'indicativo habebat perch, quanto al senso, habebat non dpende da
dolebam, trovandosi nvece subordinato a bibitllf'US non esset.
20. experta: ved. apparato critico e commento a 4,29.
22. orabam .. . transivimus: efr. 8,1 e commento. Gia la prima
notte passata nel nuovo carcere Perpetua ha una visione che le rivela
come le sue preghiere siano stare esaudite.
22-3. in .. . castrensem: nuovo trasferimento dei martiri (ved.
3,1 e 5). Secando alcuni studiosi, Cartagipe, come Roma, oltre airanfiteatro dttadino aveva anche un amphitheatrum castrense all'interno
del complesso degli acquartieramenti militari e prossimo, dunque, al
carcer castrensis qui menzionato; e in tale anfiteatro che Perpetua
avrebbe trovato la morte insieme ai suoi compagni (efr. Audollent,

p. 303 nt. 3; H. Leclerq, Carthage, in DACL JI 2, col. 2280). Altri


studiosi non condividono l'idea che esistesse un amphitheatrum castrense; per loro gu acquartieramenti militari dei quali faceva parte il
career dovevano trovarsi vidno all'anfiteatro della dua, destinato a
essere illuogo della morte di Perpetua e dei suoi (cfr. Lopuszanski,
pp. 39-40; P. Franchi de' Cavalieri, Note agiograjiehe, [Studi e Te-

sti" LXV), Citta del Vaticano 1935, p. 360 nt. 3).


23. mllnere ... eastrensi: si tratta di giochi nell'amphitheatrum ea
strense oppure di giochi neU'anfiteatro cittadino in occasione di una
festa della guarnigione, ad es. in occasone di un anniversario nella
casa mperiale.
eramus pugnaturi: pugnare viene sovente impiega-

to per il martirio (ved. 10,1.6 e 14; 16,3; 18,3). Sia illinguaggio dei
giochi del circo sia la terminoIogia agonstica del Nuovo Testamento

(cfr. 1 Ep. Coro 9,26; 15,32; 2 Ep. Tim. 4,7) favorivano l'impiego del
termine; i manir intendevano tale combattmento come una lotta
per Cristo contro Satana.
24. natale. Caesaris: cfr. 16,3 natali eiusdem (sottinteso Caesa- <
ris) pugnaturis. Natale e probabilmente compleanno. Geta, figlio
caderto di Settimio Severo (ved. anche commento a 6,9-10, e
16,10), nacque nel189 e fu proclamaro Caesar ne1198; dopo la mor
te del padre, nel 211, regno con il fratello Caracalla, ma in capo a
pochi mesi questi ne provoco la morte. Per i calcoli che stabiliscono
l'anniversario della nascita di Geta all'inizio del mese di marzo, e
che vengono in tal modo a coincidere con i dati dei martirologi e
delle cronache - secondo i quali Perpetua morl il 7 marzo 203 - ved.
T. Barnes, Pre-Decian Aeta Martyrnm, The 10umal of Theological
Studies n.s. XIX 1968, p. 522 sgg.; per le testimonianze dei martirolog e delle cronache ved. van Beek, pp. 162*-.3 *. Contro l'opinio.

7, 24 - 8, 6

ne di Barnes, J. Coun intende il natale di Geta come il giorno della


sua designazione quale Caesar; aquesto riguardo occorre osservare
che spesso i cristiani venivano martirizzaci in occasione di feste delI'impero: ved. 1. Colin, Les jours de suppuce des martyrs chrtiens
et les ftes impriales , in Mlal1ges d'archologie et d'histoire offerts
Andr Piganiol In, Paris 1966, p. 1565 sgg. Sorprende, nel nostro
testo, l'avverbio tune: questa breve frase su Geta sembrerebbe essere di mano del redattore, che conosceva le paroJe di Perpetua riportate a 16,3 (un problema analogo si pone a 11,9).
25. mihi donaretur: per l'espressione donare aliquem alicui oel
senso di prendere provvedimenti di clemenza o di rigore nei confronti di qualcuno (aliqllem) per far piacere a terzi (alictll)>>, efr.
Seneca, Clem. n 6,2 donabit lacrimis matemis filium; Lampridio,
Commodus 7,1 plebi ad poenam donatus est Cleander; Tertulliano,
adversus Marcionem II 26,4 Moysi ... donatus est populus (su istanza
di Mose Dio risparmia il suo popolo); Agostino, de natura et origine
animae 1, 12 (riferendosi al nostro passo) Dinocrates ... sororis preci-

bus donatus.
8, 1. Die ... mansimus: dies indica l'intero arco del giorno, comprendendo la notee: Perpetua ha la sua visione la prima notte dopo il
trasferimento nel earcer castrensis (ved. 7,9). In questa prigione il
trattamento, almeno all' inizio (per la mitigazione post pallcos dies
ved. 9,1), era severo; i prigionieri erano tenuti in ceppi (nerous) anche la notte. Fridh, p. 53, da a nerolls il senso di segreta), la parte
piu interna della prigione menzionata a 3,5; l'interpretazione mi
sembra discutibile, essendo assodato che i prigionieri sono stati trasferiti nel carcer castrens;s.
ostemum est: la visione in forma di
sogno notturno (efr. 8,4 experta s1lm e il commento a 4,2).
27 . et Dil10eraten .. . et ... et: per lo stile narrativo della visione,

ved. 4,3 .
3. refrigerantem: nel senso materiale di sano ), guarito ): ved .
commento a 3,10-1.
6. trahebat: il testo dubbio (ved. apparato critico); per il senso <
dei pare. 2 e 3 seguiamo Lazzati, Note ctitiche, p. 31 sgg. (con un
riovio a Passio Mariani et Iaeobi 6,13 sg., imitazione manifesta di
Perpetua): l'acqua sgorga incessantemente dalla vasca, senza mai traboceare; su! margine della va sca vi una coppa d'oro, ricolma di
acqua della vasca; tanto nella vasca che nella coppa questa acqua
salvifica non si esaurisce mai, procurando a Dinocrate un eterno
benessere. Se non si vuole ricorrere a una congettura, la lezione aqua
.. . trahebat, per quanto debolmente attestata nella tradizione manoscritta, sembra potersi difendere: un trahere intransitivo, oel senso
di scorrere), si trova nelle antiche versioni di brani biblici; cos1
neU'antica traduzione latina, di provenienza africana, delle Epistolae

43 0

PASSlO PERPETUAE ET FEUCITATIS

8, 6 9 ,

PASSIO PERPETUAE ET F ELICITATIS

Barbarae, abbiamo a 11,10 (= Ezech. 47,1) fumen trahens a dextra ;


cfr. anche 11,6 (= Pr. l,3) iuxto traciu! aquarum. Ved. J.M. Heee,
Die vrnio latina des Barnabasbriefes und ihr Verhiiltnis tur a/tlateinj.
sehen Bibel, Freiburg im Breisgau 1908, p. 66 sgg.; ved. anche Da
nilou, pp. 26 e 54-5.
89. aceessit
ludere: oceessit e qui prossimo al significara di
coepit (ved. Reichmann, p. 118). De ha valore strumentale , come a
12,1. 11; 20,1. 3; 21,1. 6.
10. transla/um ... ene: per trans/etTe oel senso di portar via .
allontanare , liberare , cfr. Volgata, 2 Sam.12,13 Dominus
transtulit peccatttm tUllm ; Sapo 4,10 Henoch
vivens inter peccatores
translatus est; 15. 24,11 deserta es! omnis laetitia; tramlotum est gau
dium terrae; cfr. transire, andarsene, <~morire (ved. L6fstedt,
Philologischer Kommentar, p. 274). In quesri composti con !rans neI
o

senso dell'italiano via, graditi ai cristiani, si avverte un sentore

biblico.
9, 1-2. miles .'. carceris: il careere era militare (7,9) e il personale
apparteneva dunque alla guarnigione. Il comandante era un ufficiale
(/ribunus, ved. 16,2 e 4) e la sorveglianza era esercitata da un sottuf
fciale, miles optio, nominato op/io carceris a 16,4. II titolo optio caro
cens si ritrova nelle iscrizioni, a fianco di optio custodiarnm (ved.

TLL IX 2, coL 823, r. 68 sgg_, e coL 824, r. 29).


2. qui nos: tutti i manoscritti hanno qui, la cui soppressione da

parte degli editori (ved. apparato critico) e soggetta a dubbio; si puo


ammettere un anacoluto, originato dalla lunghezza del soggetto
grammaticale della frase, che consiste in un nome proprio con due
subordinate relative.
magnificare: qui e a 21,1. 28 mantiene il
senso tradizionale di onorare, venerare , teoere in pregio;
'accezione di Jodare , glorificare, tipica della Jatinita cristiana,
non sembra pertinente. Tale comportamento di Pudente si risolvera
nella conversione (ved. 16,4). Per il motivo del carceriere convertito
si confronteranno Act. Ap. 16,23-4 e il martirio di Basilide, camefi
ce di Potamieoa, poi martirizzato egli stesso (ved. Musurillo, p. 132

sgg.).
2-3. magnam virtutem: virtus, qui prossimo al senso di virtus,
miracolo, designa l' operazione straordinaria di Dio, che si mani
festa nella loro condotta.
4. invicem refrigeraremus: il passo 16,3-4, ripetizione del nostro
brano con alcune aggiunte di detraglio, indica che refrigerare (ved.
anche commento a 3,10-1) ha qol il senso di mangiare, <dare un
buon pasto; ne consegue che invicem (ved. commento a 7,15) sta
qu, oIcre che per il pronome, per la preposizione cum: gli un con
gli altri, <<1nsieme. La versione greca ha 8~a: 'tW\I t1tIXAAi)Aw\I '7tlXplX
..ua~w\l lta;PTlOptto9IXl (van Beek, p. 25), perch fossimo incoraggiati

9. 4 - 10,

43'

gli uni dagli altri (ved. Robert, p. 257 nt . 109): i1 testo greco deve
essere giudicato inferiore a quello latino.
5. dies mtmeris: ved. 7,1. 23 , e nota di commento.
7. inproperare: inproperare, (biasimare, e termine del latino par
lato, che per la prima volta compare sulla bocea di Trmalcione in
Petronio, 38,11, e si moltiplica presso i cristiani per influsso delle
traduzioni bibliche. Analoga sorte per il sostantivo inproperium: ved.

TLL VII 1, col. 695 sgg.


8. crea/uram: creatura come <cinsieme degli essere creati, mon
do: il termine, di cooio probabilmente cristiano, appare fin daU'o
rigine della latinita cristiana; ved. le osservazioni di Braun, p. 370

sgg.
8-9. Ego ... eius: cfr. 6,5.

10, 1. pugnaremus: ved. commento a 7,23.


horomate: Perpetua,
forse per evitare la sgradevole sequenza video in visione (visio e il ter
mine usuale, ved. 1,1l. 17-8; 4,1. 2; 11,1. 1; 14,1.1), impega i1 prestito
greco horoma (da oP.L<X con assimilazione d a ad o), attestato come
biblismo da Agostino, contra FaNstum 31,3 (in CSEL XXV, p. 759;
ved. apparato critico) e reperibile piu tard nei glossari (TLL VI 3,
col. 2964 , r . 56 sgg.). Per Perpetua bisognera pensare all ' influsso di
uo'antica traduzione b.iblica (ved. anche commento 7,14, a proposito
di diastema).
2. venisse: Robert, p. 228 sgg., scorge in questa visione un rifles <
so delle feste pagane dei Pythia, provenienti dal santuario greco di
Delfi e di recente istituzione a Cartagine; vi sano senz'altro incertezze di dettaglio: ved. avanti, commento a ll. 212.
Pomponium:
ved. commento a 3,17. In questa visione la sua figura assume dei trato
ti speciali, quelli di un angelo o piuttosto del Cristo stesso: la descri
zione della figura di Pomponio (par. 2) e quella della figura di Cristo
(par. 8) sono affini; il comportamento di Pomponio ai parro34 (invito
e scorta all'arena, promessa di soccorso) riflerte l'azione di Cristo nei
confronti dei suoi martid; ved. anche Corsini, p. 505 sgg.
3. Et ... et ... : per lo stile, ved. commento a 4,6.
4. discincta candida: vestire una discincta (sottinteso tunica), cioe
una tuoica senza cintura (ved. anche 20,1. 6), non era cosa anormale
in Afrca (cfr. Franchi, p. 64); la parola importante e candida, che
segnala }'eleganza dell'indumento.
multiplices gal/iculas: cfr.
par. 8 gal/iculas multiformes. Anche le calzature sono alquanto ri
cercate; per gallicula o callicula, ( sandalo, ved. TLL VI 2, co1.
1681, r. 39 sgg. Gli aggettiv multiplex e mullilormis potrebbero
designare iI complesso gioco d'inrreccio fra le corregge di questi
sandali cos1 preziosi.
6. coepimus ire: perifrasi che rimpiazza il perfetto incoativo; analo
gamente a 1. 33 coepi ire; e 11,1. 3 coepimus ferri; ecc.

43 2

PASSlO PERPETUAE ET FEUClTATIS

ID, 9' 15

PASSIO PERPETUAE ET FELICITATIS

9. conlaboro tecum: co,laborare e termine esclusivamente cri


stiano (TLL HI, col. 1574, r. 56 sgg.); e uno di quei voc.a~oli ch.:.
pur senza essere s trett~mente religiosi., devano la loro ongme aUIdeologia cristiana (molu sono compostl con cum;: congaudere, cooperator, compassio, consepelire: ved . Mohrmann, Eludes lI. pp. 238-9;
IlI, p. 61).
.
I h
10. adtonitum: odtanitu! in un contesto dI spettaco o a spe~s.o
un senso attenuato (forte a 17,3): ved. Apuleo, Met. X 35, 1 /amtlro
voluptuario spectaculo adtonita; Terculliano. de spectaculis 25,1 ad
tonjtu! in mimos' eee. (ved. TLL lI, col. 1157, r. 40 5gg.) . 11 greco
aTto~).TtoV't(X a/f8pa e privo del sapore idiamatico deU' adtanitu! lao"

tino.

12 . exivit: migliore del greco 1j9tv, Viene a extre, r.equente In


un contesto di lotta: exire ad bellum, ad pugnam, contra altque'!l' ec~.
(ved. TLL V 2, col. 1355, r; 70 sgg:) . Nel par. 8, per ~st~nslOne, il

verbo viene impiegato per 1apparlZlOne dellamst~ , .cloe 1~le~atore


dei gladiatori.
quidam ... Aegyptius: q~esto ~~lzlano e il dlavolo <
(ved. par. 14), dentico al serpente della prIma vl~lOne (4,4 sgg.). Da
notare anche che il calcavi illi caput del par. 11 rlp:ende alla ~ette~a
l'espressione di 4,7, mprontata a Gen. 3,15 a desIgnare la .~lttona
su Satana. Nella letteratura paleocristiana Satana appare plU ~olt~
nelle sembianze di un egiziana, e cioe di Faraone che persegUlta . il
popolo di Dio; ha spesso un colorito scur~, nerastro; !o~dm specl~,
dice Perpetua, che riconosce il suo ~vversar,~o co~~ e~lZlano per il
SUD aspetto ripugnante. Per il m~~lvo de~ ldenuflcazl0ne del ~urp~
egiziano con Satana ved . F.]. Dol~er, ? ,e Son~e der Gerech~!-k~lt
tmd der Schwarze. Eine re/igionsgeschlchthche Studte zum Taufge/obms,
Mnster i. W . 1918, p. 51 sgg.; ved . anch~ comme.nto a 4,21: 2.
12.3. cum ... suis: questi adiutores sono 1 demoru subalterru che
aiutano Satana nelle sue imprese contro i fedeli.
13-4. adolescentes ... mei: gU aiutanti e i difensori di Perpetua, <
attraenti d'aspetto, sono angeU.
. .
14.5 . expoliata " . masculus: per poter lottare ?el. pancrazlo, eser: <
cizio maschile, Perpetua, spogliata delle su~ vest~, 51 vede mutata ?l
sesso. Per spiegare questo mutamento, a m~a aVVlSO non e ne~essano
ricorrere allogion 118, d'ispirazione encratlta, del Vangelo di :~m~
so: Ciascuna donna che diverra mascruo entrera n~l re~no de~ clelt
{ved. G. Quispel African Christianity before Mmuclus Fe~ and
Tertullian , in Actus. Studies in Honour of H.L. W. Nelson (edaed by
J. den Boeft and A.H.M. Ke.ssels), Urrecht 1982, pp. 257335; ~ed .
pp. 303-4). Altre interpretazlOn1 m S. Poque, Le ~n~age symboltq~e
dans la prdication d'Augustin d'Hippone. Images herol,!ues I-II,. Par~
1984: 1, p. 82, n, p. 62*. La lotta e una lotta ~I pancrazlO, di
pugilato a mani nude (cfr. parro 103; ,,:ed. Poque, Ctt.~ 1, ~p .. 82.3.),
ma ha anche gli elementi di un combattlmento tra gladlaton: il lams

10,

I5 26

433

ta di par. 8; il diritto di \lccidere con il gladio dopo la vinoria (par.


9); la porta Sanavivaria (par. 13). Robert, pp. 254-5 , forza il senso
del brano negandogli qualunque elemento gladiatorio.
15 . favisores : ved . anche par. 12; e sinonimo del fautores di par.

6: ved. TLL VII, col. 382, r. 18 sgg.


15-7. oleo ... volutantem: frizionarsi d 'olio (per il contenuto simbolico del gesto ved. Agostino, Tractatus in Evangelium l ohannis 33,3
ideo autem nos unxit Detls quia luctatores contra diabolum fecit) e
rotolarsi nelia polvere (afa o haphe, dal greco qf, termine tecnico
della palestra: ved. TLL VI 3, col. 2524, r. 77 sgg.; ved. anche a
7,6) sono i normali preparativi alla lotta (ved. Franchi, p . 61 ne. 2):
ma per Perpetua l'egizia no che si rotola nelia polvere e probabilmente anche il serpente del Genesi, condannato a strisciare sul suo ventre e a mangiare la polvere (ved . Corsini, p. 534).
17-8. mirae magnitudinis: ved. 4,1. 7.
1920. discinctatus
habens: l'uomo porta un abto senza cin
tura (ved. par. 2), tinto di parpora e ornato, ai lati del petta, da due
bande verticali (clavi); sia la porpora sia le bande sano segni di disrinzione (ved. A. Hula, in PW IV 1, col. 6 sgg.).
20. galliculas multifomJes: ved. par. 2. Tanto l'alta statura quan- <
to il sontuoso abbigliamento qualifcano il personaggia: e il Cristo
(ved. sopra commento a 1. 2), che presiede al combattirnento e assegna al vincitore i1 premio della victoria; cfr. Cipriano, Epistulae 58,
8,1 (sul martirio): ecce agon sublimis et magnus ... ; proeliantes nos ".
spectat Deus, spectant angeli eim, spectat et Christus; quanta est gloriae
dignitas ... praeside Deo congredi et Christo iudice coronari.
21-2. ferens ... aurea: iI lanista era I'allenatore in capo dei gla- <
diatori, suo attcibuto era una bacchetta (virga); per professione si
occupava dell'esito dei combactimenti (cfr. Cicerone, Phil. 13,40 ego
lanista? et quidem non insipiens, deteriores enim iuguIari cupio, metiores vincere) . Perpetua considera naturale che presieda al suo duello: e
l'arbitro, agonotheta, e conferisce il premio per la vittoria: tale premio consiste in un ramo che ha pomi d'oro, pomi preziosi, da aceostarsi ai frutti menzionati in Apoc. 2,7 vincenti daba edere de ligno
vitae quod est in paradiso Dei mei. Robinson, p. 31, rinvia ancora,
per questi frutti, al Pastare di Erma U05,3), dove e proclamato ec
cellente il frute o di coloro che hanno sofferta di tutto cuore. Si tratta certo di un motivo an tico; Danilou, pp. 62-3, ne ritrova le tracce
neli'apocalittica giudeo-cristiana primitiva. Robert, p. 266 sgg., individua quaJe fonte del passo l' ab tudine di assegnare dei pomi d ' oro
come premio delle feste dei Pythia (ved. sopra commento a 1. 2, su
venisse): tale influsso e possibile, ma non esclude certamente echi
cristiani.
24-5. ad invicem: ved . commento a 7, 15 .
256 . Ille ... volebat: probabile reminiscenza del Genesi (come ai

434

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATlS

PASSIO PERPETUAE ET FEUCITATIS

10, 26 - 11 , 2

parro 7 e 11) sul serpente che spia i1 caleagno deU'uomo: ved . Corsini,
p.535.
27-8. sic
calcans: sembrerebbe che, sol1evata in aria, Perpetua
passa colpire piu agevolmente con i piedi. Per quas; ved. commento a
o

5,1!.
28 -9. iUI1Xi .. . mitterem: Perpetua mrecda le ruta delle maru per
premere con piu forza .
3D. calcavi
caput: ved. sopra, commento a 1. 12.
31. profIere: per i cristiani il verbo designa una musica o un cao
to di letizia dal cararrere religioso (cfr. 18,7): se oc comprende l'impiego a proposito del caoto degli angeli, lautores/favisores di Perpetua
0

'

(ved. parro 6-7)

32-3. oscu/atus
tecum : bado e augurio di pace, rimembranza
della liturgia: ved. anche cornmemo a 4,27-8; 12 ,5 e 13 .
33. coepi ire: ved. a l. 6 coepimus ire, e nota di commentoo
portam Sanavivariam: la porta Sanavivaria, parimenti menzionata a 20,7 (sembra che la Passio presenti le sale attestazioni di questo
termine, composto da samls e vivus: ved. Franchi, p. 84 nt. 4, e FdV,
s.v.), era la porta per la quale i gladiatori trionIanti lasciavano l' arena,
al contrario della porta Libitinensis (attestazioru in Lampridio, Commodus 16,7), attraverso la quale venivano traslati i corpi dei gladiatori
uccisi.
34. experta sum: ved. apparato critico e commento a 4,29.
36. egi: agere e, in seguito, il sostantivo actus sono termin amministrativi, rispettivameme (redigere (un rendiconto)>> e (([endiconto ; ved. TLL r, col. 1392, r. 17 sgg.; col. 454, r. 60 sgg.
36-7. ipsius .. . scrihat: I'invito di Perpetua non e stato vano: ved.
16,1.
o"

11, 1-2. Saturus ... conscripsit: come Perpetua, Saturo (ved. 4,5) ha
messo per iscritto la visione avuta in carcere, e il redattore della Passio
si affreua a Iar conoscere anche questo documento (ved. 1,1 e 5). Per
benedictus cfr. 3,11. 17-8, e nota di commento. Edidit, sinonimo di narravit, e impiegato a 2) per iI memoriale di Perpetua (per edere "" dicere,
narrare ved. TLL V 2, coL 89, r. 45 sgg.) . Fridh, p. 12 sgg., ritiene assodato che Saturo scrisse in greco e che il suo testo, una volta ultimato,
venne tradotto in latino; egli si basa soprattutto sull' assetto prosodico
(presenza o assenza di clausole regolad) delle versioru greca e latina. La
questione, pero, non mi sembra risolta, perch Saturo doveva conoscere illatino: si rivolge alla folla che veniva a vedere i detenuti (17,1-2) e
al pubblico nell' arena (18,7); si intrattiene eon il soldato-guardiano
Pudente (21 ,1 e 4); e difficile credere ehe queste conversazioni non si
svolgessero in latino. Ved . anche il commento a 11.13-4, e 12, 2-3 e 5.
2. Passi ... eramus: per patior, ved. passio a 4,1. 3, e nota di commento; per inquit, ved. 3,1. 1, e nota di commento.

<

11,

J .

I1

435

3. exivimus
carne: locuzione di sapore cristiano: cfr. 11,9 e
13 ,2, dove exire e impiegato con valore assolmo; analogamente exi
tus a 14,2 e 19,1. Locuzioni che designavano la morte mediante
l'idea della (partenza erano usate gia dai pagani, ma divennero
molto frequenti presso i cristiani (per exire ved. TLL V 2, col. 1363,
r. 15 sgg.). Per caro sinonimo di corpus, tipico della latinita cristiana,
ma attestato anche nella terminologia filosofica di piu andea data
coepimus ... ange/is: coepimus <
(Seneea), ved. Braun, p. 300 sgg.
feni e perifrasi del perfetto: ved. 10,1. 6, e nota di commento. Per
gli angeli-portatori si confrontera Tertulliano, de cu/tu jeminarum 11
13,6 stolae mariyrum praeparantur, angel baiuli sustinelltur, si preparano le stole dei martiri, si aspettano gli angeli portatori. Si era
convinti che i martiri, non appena morivano, entrassero in paradiso
e cioe in cielo (ved. cornmento a 4,22-3); gl altri morti dovevano
attendere la parusia (cfr. Tertulliano, de anima 55,4, e il commento
di Waszink, p. 553). 11 passo del de cu/tu jeminarum e il testo di
Saturo mostrano che l'antica eristianita si rappresentava i martiri
mentre ascendevano al cielo trasportati da angeli.
3-4. in orientem: verso oriente, il luogo dove si trovava il paradiso terrestre, secondo tutte le versioni bibliche precedenti la Volgata (Gen. 2,8: ad onentem nelle antche traduzioni; a principio nella
Volgata: ved. VLBeur 2: B. Fischer, Genesis, pp. 41 -2). L'odente,
regione del sol levante, era il luogo del paradiso, dimora della luce:
per il nostro passo ved. anche F.J. D6lger, Sol Sa/utis. Gebet und
Gesang im christlichen Altertum. Mit besonderer Rcksicht auj die
OSlung in Gebet und Liturgie, Mnster i. W. 1925 2 , p. 214.
4. quorum ... tangebant: gli angeli trasportano, sostengono (ved.
par. 7) in modo angelico, senza contatto materiale.
5. non ... versi: sottolinea probabilmente che il trasporto non aveva affatto il carattere di una ascesa eon il carpo in posizione orizzontale.
6. /iberato ... mundo: per liberare nel senso di oltrepassare ved. <
le attestazioni di Petronio, Frontino, ece. in TLL VII 2, col. 1310,
r. 43 sgg. Primus mundus designa la parte superiore del nostro mondo, la zona di fronciera dell'universoj oppure, in opposizione al1'altro mondo, il mondo di quaggiu, iI nostro mondo, del quale i martirj
hanno oltrepassato i diversi livelli: arrivati daIl'altra parte essi vedono la luce (lucem inmensam) del parac1iso. Per mundus a designare
I' universo e le sue parti, ved. TLL VIII, col. 1635, r. 1 sgg.
10 1. spatium ... flores: la descrzione del paradiso come immen
so giardino ricorda la prima visione di Perpetua: spatium inmensum
horti a 4,8; ved. commento a 4,6 per l'influsso dell'apocalittiea giu
deo-cristiana. Per una divergenza tra la visione di Sa turo e que11a di
Perpetua ved. cornmento a 12,1 ; per l'impiego deU'aggettivo grandis
ved. eommento a 4,24.

PASSIO PERPETUAE ET FELlCITATlS

II, 12 - 12 , 1

12. Altitudo
cypressi: per i rosai l'altezza di un cipresso e
inusitata ovunque, ma non in paradisc.
12-3. quarum ... cessatione: parole enigmatiche; la caduta inin- <
terrctta delle foglie simboleggia un eterno inizio, un'eterna giovinezza? Ha un rapporto con l'albero della vita dell'Apocalisse, le cui
foglie guariscona le nazioni (Apoc. 22,3; l'Apocalisse compare anche
a 12,1-5)? Rabinson, pp. 38-9, corregge cadebant in canebant, di modo che la voce degli alberi canta la gloria di Dio; per Franchi, pp.
90- 1, la caduta delle foglie e un omaggio al martiri; Fridh, p. 59
sgg., non vede soluzioni soddisfacenti.
13-4. alii
angeli: nuovo quartetto d'angeli; nella redazione
greca (ol 't"cacxpto; antAOl: ved. van Beek, p. 31) risulta il medesimo
di 11,2. A 12,1 continua la divergenza tra le due redazioni. In quella
latina non vi e nulla di improbabile: nel giardino si trova una mol titudine di angeli, quattro dei quali brillano di una speciale luminosid.; costoro sono i primi a salutare i martid e invitaDO gli altri a fare
altrettanto; gli angeli-portatori (quelli di par. 2), sorpresi per tale
accoglienza, depongono i martiri ed essi, ora a piedi, attraversano il
giardino.
16. expavescentes: expavescere non e soltanto spaventarsi, ma
anche stupire, provare sorpresa): ved. TLL V 2, col. 1600, r.
77 sg.
18. stadium: per stadium nel senso di giardino , parco , dr.
Tertulliano, ad martyras 2,9 spaliare spiritu ... non stadia opaca aut
porticus longas proponens tibi, sed illam viam quae ad Deum ducit; de corona 4,3 Susannam ... in stadio marili ... deambulasse (dr. Dan. 13,7).
18-21. Iocundum ... exierat: in paradiso i martiri trovano i compagni di martirio della medesima persecuzione, tre brudati viv, il
quarto morto in prgione, il che equivale al martirio. Gli indsi qui
eadem ... arsertmt e qui, et ... exierat potrebbero essere di mano del
redattore (ved. commento a 7,24, a proposito di natale tune Getae
Caesaris).
21. ceten: probabilmente gli altri martiri, da mettere in relazione con 13,8.
12, 1. Et venimus ... Iocum: la visione di Saturo si differenzia dalla <
prima visione di Perpetua (ved. 11,5) perch all'interno del paradiso
colloca una dimora speciale, una dimora di luce, la vera casa di Dio.
Per questa distinzione tra paradiso e cielo si confrontino certe apo~
calissi ebraiche che menzionano piu cieli (ved. Fridh, pp. 79-80, e
Robinson, p. 37 sgg.); si potrebbe pensare anche all'Apocalisse del
Nuovo Testamento (che ha fortemente inHuenzato la visione di Saturo): moJti suoi brani possono dare l'idea di una diversificazione
delle dimore nell'aldiHt: ved. a 4,1 ecce ostium apertum in caelo; e a
11,19 apertum est templum Dei in cae/o, ecc.
prope
loei: la

PASSIO PERPETUAE ET FELICITATlS

12 , 1 - lJ

437

rpetizione del termine nella frase relativa e qui elemento dello stlle
narrativo; per I'affinit3 di quesco fenomeno con la lingua parlata,
ved. LOfstedt, Philologiscber Kommentar, p. 81 sg. Elemento dello
stile narrativo e anche la continua paratassi (et ... el ... et) che caratterizza sia la visione di Saturo sia quelle di Perpetua: ved. anche
commento a 4,6.
2~3. angeli quattuor: terzo quartetto d'angeli (ved. anche commento a 11,3), mentre nel testo greco e sempre il quartetto iniziale (01
tiaao:pEt; antAOl: ved. van Beek, p. 33; ved. anche Fridh, pp. 62-3).
La redazione latina, dove ciascuno dei quartetti ha i SU01 propri
compiti, sembra piu naturale.
3-4. introeuntes ... candidas: testo incerto (ved. apparato critico),
roa il senso e chiaro (la versione greca, che riferisce introermtes, dotA96\1''((.0;, non ai due martiri ma al quartetto d'angeli, e aberrante): al
momento del loro ingresso nelIa casa di Dio, Saturo e Perpetua veogono rivestiti di abiti bianchi, tipici dd martiri (ved. 4,8). Per il
doppio accusativo con vestire ved. HSz, p. 45.
4. unitam: come a 15,1. 9, equivale a unus.
5. Agios ... agios: la forma greca del tersanctus, reminiscenza di un
celebre passo dell' Apocalisse e forse impiegata nella liturgia (per contatti con la liturgia ved. cornmento a 4,27-8 e 10,32-3; e avanti, a 1.
13), non e un elemento a favore della redazione originale in greco.
La formula greca compare ancora in una descrizione della liturgia
gallicana del periodo tardo: in adventu sancli evangelii ... psallet cleros: aius (PL LXXII, col. 91).
6-7. quasi hominem ... iuvenili: come nella prima visione di Per- <
petua (ved. 4,8), abbiamo una probabile allusione ad Apoc. 1,14. Qui
pero la figura, malgrado il suo volto di giovane, e piuttosto Dio
stesso che il Figlio di Dio, come indicano, piu avanti, le aItre allusioni all'Apocalisse, dove si parla del trono di Dio. I1 termine quasi e il
dettaglio dei piedi invisibili sottolineano il mistero che drconda la
figura di Dio.
89. Et ... stabant: reminiscenza dei 24 vegliardi dell'Apocalisse,
schierati in torno al trono di Dio.
to-!. quattuor angeli: un nuovo quartetto? Ved. sopra, commen[O a ll. 2-3.
.
11-2. de ... laciem: l'espressione probabilmente rchiama il gesto di Dio che terge le lacrime dal viso dd suoi fedeli (ved. apparato
delle citazioni). De e strumentale (ved. cornmento a 8,8-9); traicere
vale forse passare da un lato (del viso) all'altro). Per il paSSQ ved.
Robinson, p. 27; Reichmann, p. 121; Fridh, p. 73 sgg.
13. Stemus ... fecimus: reminiscenza della liturgia (ved. sopra
commento a 1. 5)? Stare avrebbe allora il senso di stare in piedb>,
evidentemente per la preghiera; pacem lacere quello di dare il bacio
della pace, alla fine della preghiera. Si rratta forse di un rito di

XXXVIII

occasione dell'arrivo di reliquie spedite da Ambrogio. Vittrizio


esulta: grazie ad Ambrogio - casI il vescovo - la Chiesa di Rouen
gode ormai della presenza di Giovanni Battista, degli apostoli
Giovanni, Andrea e Tornmaso, di Gervasio, di.Protasio, di Agrcola e della martire Eufemia l. Si noteranno nel passo i nomi di
Giovanni Battista e degli apostoli a Hanco dei santi milanesi. Le
reliquie viaggiano gHt attraverso l'Impero, e la creduUta ha la me~
glio sullo spirito critico. Stessa slruazione, poco piu tardi, in Afri
ca, clove sono traslate particelle delle reliquie di Stefano, diacono
e primo martire, scoperte nel 415 a Gaza in Palestina, Agostino,
che pure non e ingenuo, vi annette credito: ne parla a piu riprese
(ved. pe, esempio Serm. 314-9; Civ. XXII 8).
Tornando al de laude sanetorom, a leggere questo scritto si
ricava l'impressione, per non dire la certezza, che Vittrizio non
abbia alcuna informazione specifica sul martirio degli apostoli et
marlyres dei quali saluta l'arrivo a Rouen. Egli si limita ad un'eloquenza devota, piena di considerazioni elevate ma spoglia d' 0gni nota individuale e concreta: chiaramente, manca di ragguagli.
Vi supplisce con l'enumerazione un poco ricercata, alla fine del
suo discorso, dei dettagli d'altri martiri dei quali era a conoscenza 2, tra cui il martirio del profeta Isaia, segato in due (sectus est:
dr. su questo medesimo argomento Potamio di Lisbona: seetum
a capite ". ; inmobili ineoneussi corporis perduravit statu: ved. PL
VIII, coll. 1415-6); la passione di Perpetua, la quale resiste, per
quanto piena di dolore, alle lacrme del padre (patris lacrimas doluit ... contempsit: ved. Passio Perpetuae 5, 6); il martirio, dai
tratti leggendari, di sant' Albano di Verulamio in Inghilterra, dove il martire ordina al Hume di fermarsi per consentirgli il passaggio al luogo dell'esecuzione (iussit redire fluminibus: da raffrontarsi alla posteriore narrazione di Beda, Historia Eeclesiasnea
gentis Anglorum 1 7). Cio che Vittrizio nella sua pomposa retorica
ci lascia intravedere e istruttivo. Appare evidente che a Rouen
l' informazione sui martiri non mancava e che era di provenienza
assai varia. Vi si conosceva la Passio Perpetuae (o il suo antico
riassunto: gli Acta Perpetuae 3 ); parimenti il Martyrium Isaiae, che
il piccolo tratrato di Potamio di Lisbona (pL VIII, coIl. 1415-6)

Ved. de laude sallctorum 6 e 11: ed. R . Demeulenaere, in CCL LXIV, Tumholti 1985,
pp. 78, 86.
l Ved. de laude sanctorum 12, p. 92.
) Ved. C. van Beek, Passio sanctorum Perpetuae et Felicitat;i .. . , pp. 97* sgg., e 58 sgg.
I

INTRODUZIONE

A.A.R. BASTIAENSEN

aveva forse fatto conoscere; dal

SUO

XXXIX

viaggio in Inghilterra (dr.

de laude sanct01-um 1, ed. Demeulenaere, pp. 70-1) Vittrizio ha


riportato probabilmente quel che ci dice su Albano di Verulamio. D' altra parte, le conoscenze di Vittrizio si rivelano anche
frammentarie: niente sugli apostoli et martyres recentemente arrivat. Constatiamo egualmente, a giudicare dalla presentazione
del martirio di Albano, illeggiadrito di particolari miracolosi, che
la produzione leggendaria si stava gia formando. Tutto quanto
ha a che fare coi martiri e accolto con grande entusiasmo, le
reliquie in primo luogo, ma anche le notizie sul loro martirio.
Quando queste ultime, indispensabili per l' obbligatoria glorificazione, fanno difetto, non si esita, per rimediare alla mancanza, a
far ricorso a una fantasia devota. 11 quadro e ntido e senza dubbio nelle sue grandi linee rappresentatvo della situazione nelle
comunita cristiane alla fine del quarto secolo.
Due notazioni potrebbero aggiungersi, l'una a conferma,
l' altra a precisazione, La conferma riguarda la rarita degli att
dei martir. A Rouen i fondi erano frammentari; in Africa Agosrino si lamentava del ristretto numero di atti utilizzabili nelia
liturgia (Serm. 315, 1: ved, sopra, p. XXI); quanto alla Spagna
Prudenzio, contemporaneo di Vittrizio e di Agostno, apprestandosi a cantare le lod dei suoi compatrioti, i martiri di Calahorra, Emeterio e Chelidonio, uccisi sotto Diocleziano, constata che i documenti gli mancano: i persecutori Ji avevano fatti sparire (Peristephanon 1, 75 chartulas ". satelles abstulit); fuor
di dubbio che la situazione doveva essere uguale ovunque. La
precisazione riguarda il fatto che, per supplire alla mancanza di
atti autentici, si procedeva alla produzione di atti leggendari o,
se gli atti autentici erano giudicati troppo esili, all'inserzione di
dettagli immaginari. Pili di un autore, che obbedendo alle esigenze di un'era trionfante si pone a decantare la gloria dei martiri, e conscio del disagio causatogli dalla penuria d'informazioni: gli elementi non mancano a indicare che i redattori si sentono imbarazzati dall'assenza di notizie sufficientemente degne di
fede, Caratterstico e I'atteggiamento critico di Damaso, che,
da un lato, per i dati relativi ai martiri Marcellino e Pietro, fa
ricorso all'informazione che aveva personalmente ricevuto, ancora bambino, dal loro carnefice (Epigrammata 28, 2 percussor retulit Damaso mihi cum puer essem); ma che, per altri casi meno
chiaramente attestati, lascia trasparire una certa cautela: Hippolytus fertur, si dice che Ippolito (35, 1); parimenti, su Agne-

PASSIO PERPETUAE ET FEUCJTATIS

12, IJ - 13 , 9

congedo, che consiste in una preghiera con i vegliardi, conclusa da


uno scambio di baci: ved. 21 ,7 sul bacio della pace (sollemnia pacis)
che i martiri si scambiavano prima di morire.
14. ludite: il gioco e probabilmente espressione di felicita escato- <
logica, come a 8,4 (ved. Robinson, p. 33; Danilou, p. 63),
15. Deo ... gratias: questa formula, ereditata dalla Bibbia (ved,
apparato delle citazioni), era gia di comune impiego presso i crstiani
latini al tempo di Perpetua: Tertulliano, de patientia 14, la mette
sulla bocca di Giobbe, mentre l'autore biblico (Job 1,21) gli fa dire:
sil nomen Domini benedictum.
15-6. ut, quomodo ... modo: congiunzione ut in senso causale
dopo un'esc1amazione: per il fenomeno nei testi cristiani e tardi si
veda A, Fridh, L'emploi causal de la con;onction ut en latin tardif,
( Studia Graeca et Latina Gothoburgensia XXXV), Gteborg
1977, p. 42 sgg. Perpetua vuol dire: come fui felice durante la mia
vita mortale, cos1 10 sono adesso qu, sebbene a un piu alto grado );
per modo, adesso, ved. 15 ,11. 13 e 15 ; TLL VIII, col. 1308, r. 22
sgg.

13, 1-3. Et exivimus ... tristes: i martiri, lasciata la dimora di Dio, <
incontrano nel giardino del paradiso il vescovo Ottato e il sacerdote
catechista Aspasio, entrambi probabilmente appartenenti a11a chiesa
di Cartagine: ved . 2,1 (doctor e cha mato nelIa comunita il funzionaro incaricato della catechesi, in particolare di quella dei catecumeni:
ved, TLL VI coL 1776 r. 50 sgg.; in quanto doctores Aspasio e
Saturo erano co11eghi: ved. 4,5). 1 due sono in polemica fra loro: la
con tesa ha avuto rpercussioni nella chiesa di Cartagine ed essi ora si
rimettono a Perpetua e Saturo, forti del prestigio del loro martirio,
per riconciliarsi. Va osservato che in tutta la scena si confondono
escatologa e realta terrena della chiesa di Cartagine: i dissensi di
13,6 e 7, ambientati in paradiso, sono invero dissapori all' interno
della comunita. La visione di Saturo assume in qualche modo il ruolo di ultimo appeUo rivolto ai faziosi; del resto, viene rispettata l'autorita dei capi della comunidl (ved. 13,3 e 6), ed e sottolineaca la
necessita di risolvere i problemi a livello terreno, senza ricorrere a
un intervento deU'aldila. Per un possibile riferimento ai problemi
della chiesa di Cartagine ved. anche le parole di Perpetua a 20,10.
4. existiJ: ved. 11,3, e nota di commento.
5. papa: denominazione del vescovo, corrente a pardre dal cerzo <
secolo: ved. TLL X 1, col. 243, r. 66 sgg.
6. Ut ... mittatis: la costruzione d ut con il congiuntivo in una
proposizione indipendente esprime indignazione, impazienza, stupore: ved. HSz, p. 338.
7-9. Et coepit ... rosae: Perpetua, che conosce il greco (ved, 2,11. 3
e 8, e note di commento) , sembra qui ricorrere aquesta lingua per
1

PASSIO PERl'ETUAE ET FELICITATIS

13 , 9 - 14 , 2

439

una esigenza di discrezione. II fatto che Perpetua e Saturo prendano


da parte i loro interlocutori (segregavimus eos: una diversa interpretazione in Fridh, p. 78; ved , anche]. den Bodt - ]. Brernmer, p, 391,
citad nel commento a 5,13) nasce ferse dalla medesima necessita. Le
orecchie indiscrete pocrebbero essere que11e dei cristiani di Cartagine, dei quali si parla a par. 6, Per sub arbore rosae cfr, 11,5: il giardino del paradso era pian tato a rosai.
10. Sinite .. , refrigerent: in tutta la latinita sinere seguito dal congiuntivo senza congiunzione si affianca alla costruzione con l'accusativo e I'infinito: ved, HSz, p. 530. Per refrigerare, che indica qui la
felicita. escatologica attraverso il benessere materiale, ved. 3,1. 10, e
nota di commento.
11. dimittite .. . invicem: dimitiere e frequente nella latinita cristiana per indicare il perdono delle offese e dei peccati: ved, TLL V
1, col. 1215, r. 25 sgg. Per invicem ved. commento a 7,15.
12-4. quia sic ... certantes: bench si svolga in paradiso, la sce- <
na e quanto mai terrena; i fedeli, divisi in fazioni come nei giochi
del cuco, si gertano contro illoro vescovo; il disordine e tanto grande che gli angeli simulano la chiusura delle porte del paradiso: ved.
par. 7, e commento alle ll. 1-3 e 7-9.
15-6, Et coepimus ... martyras: finite le con tese terrene, Saturo e
Perpetua trovano in paradiso molte vecchie conoscenze, fra le quali i
compagni di martirio che desideravano incontrare (ved. 11,9) . Coepimus cognoscere = cognovimus (ved. cornmento a 10,6); martyras, come nel titolo ad martyras del trattato di Tertulliano, e probabilmente
un accusativo aUa greca del sostantivo maschile martyr (il femminile
martyra a 20,1. 10).
16. odore ... alebamur: il proumo, retaggio di diversi passi di san <
Paolo (2 Ep, Coro2,14-5; Ep. Eph. 5 12), che a loro volta derivano dal
Vecchio Testamento, e un luogo comune della letteratura agiografica, a segnalare la presenza di maniri o di altri santi ved. K. Holl,
Die Vorstellung vom Martyrer und die Martyrerakte in hrer geschichtlichen EntwickIung , in Gesammelte Aufsitze zur Kirchengeschichte. II. Ver Osten, Tbingen 1928, p. 72.
17. expertus 5um: ved. commento a 4,29. E degno d nota che
Per