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Ferrara - Asolo | 205 km

Ferrara

Otto precedenti legati al Giro d’Italia confortano la città italiana dove la bicicletta è regina:
Ferrara ospita in partenza di tappa la corsa rosa dal 1919, è stata protagonista cinque
volte negli anni Trenta, poi nell’ultimo Giro prima della Guerra (era il 1940) cui è seguito un
certo oblio: due sole esperienze colte nel 1950 e nel 1957 prima di una lunghissima
assenza che ora finalmente s’interrompe. Esempio eccezionale di città del Rinascimento,
dal 1995 sito designato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità, Ferrara si estende
poco distante dal Po, a cui la uniscono i verdi percorsi del suo Parco Urbano.
Le possenti mura racchiudono una città scrigno di tesori d’arte e cultura: palazzi e cortili,
giardini e piazze, chiese e teatri si allineano lungo strade ora affollate e vivaci, ora
magicamente silenziose. Gran parte dei meriti di questa città modello vanno alla signoria
Estense che fece di Ferrara “la prima città moderna d'Europa”. I marchesi (poi duchi)
d’Este diedero ospitalità all’estro di artisti come Piero della Francesca, Leon Battista
Alberti e persino Michelangelo Buonarroti che a Ferrara sostarono a lungo; a Ferrara
videro la luce i grandi poemi epici del Boiardo, del Tasso e dell’Ariosto.
Di Ferrara sono originari due dei grandi cineasti italiani del Novecento, Michelangelo
Antonioni e Florestano Vancini. Ferrarese di adozione è Giorgio Bassani, poeta e
romanziere, che il caso ha voluto originario di Bologna.

Asolo

Un debutto al Giro per Asolo, la “città dai cento orizzonti”, la “perla del Veneto”: senza
alcun dubbio uno dei piccoli centri storici più suggestivi in regione. Dotata in epoca romana
di un acquedotto (La Bot), un teatro, le terme e una strada, la via Aurelia, Asolo è stata
terra di conquista in tutto il Medioevo e ne conserva il tratto dominante: raccolta entro le
antiche mura e dominata dalla Rocca, austera fortezza che sovrasta la città.
Da ammirare il Castello della Regina che contiene oggi il Teatro Duse, la Cattedrale al cui
interno si può ammirare l’Assunta di Lorenzo Lotto ed il Museo civico che racconta arte,
miti e atmosfere della città. Di Asolo si innamorarono poeti e scrittori, artisti e viaggiatori,
portati dalle vicende storiche o attratti dalla bellezza del luogo. Tra questi il poeta inglese
Robert Browning, la Divina del teatro italiano Eleonora Duse, il poeta Giosuè Carducci cui
si deve la definizione di “Città dai cento orizzonti”, il musicista Gian Francesco Malipiero,
22 Sabato
14ª tappa
FERRARA - ASOLO
205Km
l’esploratrice inglese Freya Stark, oltre a Lorenzo Lotto e a Giorgione nelle cui opere vive
la grazia del paesaggio asolano.
E poi Massari, Canova fino a Benson a Marius Pictor, a De Pisis. Asolo accoglie da anni
eventi ormai classici, di respiro internazionale come il Festival di musica da camera,
l’Asolo Art Film Festival, Arcipelago Musica, l’originale stagione teatrale Centorizzonti oltre
al tradizionale e storico Mercatino dell’Antiquariato. Da non mancare il vino doc dei Colli
Asolani, l’olio della Pedemontana, il Miele del Grappa, la pasta e fagioli, la sopressa
asolana. In bell’ordine.
Mestre - Monte Zoncolan | 222 km

Mestre

Mestre replica in partenza di tappa, tredici anni dopo la prima volta al Giro, legata a Mario
Cipollini, vincitore al Lido di Venezia, che ripartì da Piazzale Leonardo da Vinci, in
terraferma, in maglia rosa. Mestre città di terra ma anche d’acqua, affacciata sulla laguna
di Venezia e collegata direttamente al mare da una rete di canali e fiumi. Una città che
accosta la zona industriale di Porto Marghera - in cui convivono la chimica, le raffinerie e
le attività portuali, cantieristiche e terziarie - al turismo e alle infrastrutture, struttura attuale
di una realtà urbana che vanta un primato: con oltre 36 metri quadrati per abitante è la
città più verde d’Italia.
Oltre alle decine di ville venete che la caratterizzano, ai 12 forti del campo trincerato, agli
antichi mulini lungo i fiumi Marzenego e Dese, a Mestre sorgono oggi nuovi simboli:
l’ospedale dell’Angelo, i nuovi insediamenti universitari. Nello sport Mestre ha regalato
diversi campioni: Francesco De Piccoli, oro olimpico di pugilato nel 1960, la scherma con
Andrea Borella, Mauro Numa, Dorina Vaccaroni, Andrea Cipressa; il nuoto con Francesca
Pellegrini, lì a un passo, originaria di Spinea.
Mestre è patria certa di "risi e bisi", i pisellini freschi degli orti lagunari che sono alla base
del brodo di cottura del riso. E ancora, del risotto con la "luganega" (la salsiccia tipica), con
la zucca, alla pescatora, con le seppie, con i "gò", nome dialettale del ghiozzo, pesce
diffusissimo in laguna. Senza dimenticare le preparazioni "in tecia", il tegame di coccio che
valorizza il gusto di capesante, seppie, tonno e anguilla.

Monte Zoncolan

Scoperta in fondo recente - il Giro d'Italia lo ha raggiunto per la prima volta nel 2003 – il
Monte Zoncolan ha fatto subito breccia nel cuore degli appassionati che lo reputano una
montagna sacra, alla stregua del Mortirolo. Al debutto lo Zoncolan fu affrontato dal
versante di Sutrio, più lungo ma meno diffiicile, e Gilberto Simoni impose la sua legge.
Imperioso il suo successo in una giornata che vide l’ultima grande prestazione di Marco
Pantani, quinto all’arrivo.
In questa edizione lo Zoncolan è vissuto invece dal versante di Ovaro, già collaudato nel
2007, più ostico nelle pendenze. Il tracciato annota pochi tornanti, per di più stretti e ripidi,
che non consentono di rifiatare, intervallati da lunghi rettilinei che tolgono il fiato, visto che
pendenze sono spesso superiori al 15%. La tappa del 2007 vide un identico vincitore,
Gilberto Simoni, appena dietro di lui il compagno di colori Leonardo Piepoli. Che ne aveva
assecondato lo sforzo. Impressionante la cornice di folla di quel giorno, con oltre 100 mila
persone salite a piedi a quota 1.750 metri, attraverso il sentiero denominato "Gjalinâr".
Al centro della Carnia, lo Zoncolan abbraccia una serie di montagne di particolare
suggestione: dalle Dolomiti Pesarine ai monti Peralba, al Dimon, in una cornice di vette fra
i due e i tremila metri di quota. Naturalmente lo Zoncolan è metà turistica anche invernale,
con la funivia che da Ravascletto porta gli sciatori in vetta. La cucina tipica carnica va
riferimento alla polenta e alle minestre, con pane raffermo e aggiunta di farinate. Le due
minestre classiche sono quella di fagioli e la jota.
23 Domenica
15ª tappa
MESTRE - MONTE ZONCOLAN
222Km
Brunico/Bruneck - Peio Terme | 173 km

Brunico

Brunico, cuore e anima della verde Pusteria ai confini delle Dolomiti, dà il via a una tappa
del Giro per la terza volta, dopo il 1997 e il 2004. Già citata in un documento ufficiale del
1256, Brunico ha le carte in regole per proporre ogni genere di vacanza, riposante o attiva,
lungo l’arco dell’anno. Una vacanza fatta di scenari naturali, con possibilità di escursioni e
ascensioni in montagna, stadio del ghiaccio, patinoir su ghiaccio artificiale o naturale
(fruibili anche la sera), piste di slittino.
Suggestive le escursioni in slitta trainata da cavalli in un contesto che si cura,
opportunamente, del passato. Cucine, stube, stalle, mulini non soddisfano solo l'occhio,
ma riproducono la magica atmosfera del Museo provinciale degli Usi e Costumi, un museo
a cielo aperto in cui sono stati trasferiti diversi edifici originali, tutte testimonianze della vita
passata. Attrezzi e veicoli in grande quantità introducono il mondo contadino del lavoro.
L'interesse del visitatore è attirato dagli antichi edifici nell'area a cielo aperto, arricchita
dallo scorrere dell'acqua sulla ruota del mulino e dal profumo di orti e giardini contadini.
Da qualsiasi parte si avvicini alla città, la prima cosa che si nota è il grande castello
vescovile. Situato su una collina facilmente accessibile, il maniero sembra vegliare sulle
case del centro storico. Glorie della Val Pusteria sono non pochi campioni dello sport,
dalla tennista Maria Teresa Riedl al calciatore Klaus Bachlechner al campione di
mountainbike Hubert Pallhuber. Lo sci ha dato il meglio con Michael (Much) Mair, lo slittino
con Huber e Brugger. Canederli, “Strauben”, “Tirtlan” e stinco di maiale con crauti
riempiono di profumi l’aria del Val Pusteria. Da non perdere.

Pejo Terme

Dopo l’esordio al Giro d’Italia maturato nel 1986, con il successo in solitudine di Johan Van
der Velde, Pejo si ripropone per un nuovo arrivo di tappa. Piccolo centro della Val di Sole
all'interno del Parco nazionale dello Stelvio, arricchisce le sue offerte turistiche con la
presenza rilassante delle terme, con le sorgenti di acqua ferruginosa. Nel cuore del
Trentino Alto Adige le sue proposte di relax, in estate, si alternano al rafting sul fiume
Noce o all’ipotesi di lunghe passeggiate in mountain bike sui sentieri in zona, fra abeti e
larici.
Quando la temperatura si fa rigida, ampie sono le proposte di sci alpino, sci nordico e
pattinaggio su ghiaccio, mentre le terme proseguono in piena attività. Storicamente
risalente all’epoca romana, Pejo annota reperti archeologici che risalgono ai popoli gallo-
retici. A partire dal medioevo e sino al XIX° secolo ha mantenuto il caratteristico status di
municipio autonomo. Sotto il profilo architettonico, da vedere la Chiesa gotica dei Santi
Giorgio e Lazzaro ricostruita nel quattrocento, la cui parete sud è magistralmente
affrescata. Sul Colle di San Rocco si trova un monumento dedicato ai caduti della Grande
Guerra, argomento che ha offerto lo spunto per l’importante museo tematico, aperto al
pubblico dal 2003. La Prima Guerra su queste montagne ha scritto pagine importanti.
Sopra il paese di Peio si trova un cimitero militare, nel quale sono stati composti anche i
resti di soldati austriaci restituiti pochi anni fa dal ghiacciaio.
Cibi da gustare la "polenta rostida", tagliata a fette e riscaldata nel lardo con patate e
formaggio, o i "monchi", gnocchi di polenta tenera conditi con formaggio, burro e salvia.
26 Mercoledì
17ª tappa
BRUNICO / BRUNECK - PEIO TERME
173Km
Brescia - Aprica | 195 km

Brescia

Curioso, partenze e arrivi a Brescia sin qui si equivalgono: 17 le prime e altrettanti i


secondi. La prima volta il Giro ripartì da Brescia nel 1930, in direzione Milano, per l’ultima
tappa che avrebbe assegnato la vittoria a Luigi Marchisio. Il giorno prima, a Brescia, si era
imposto Leonica Frascarelli. La lunghissima storia di Brescia si riflette nei monumenti che
la connotano, in base alle singole epoche.
Il periodo romano ci lascia la piazza del Foro; quello medievale il Castello, antica fortezza
del 1200; il Rinascimento il Palazzo della Loggia e la Piazza omonima; l’epoca barocca il
Duomo nuovo, quella neoclassica la chiesa di Santa Chiara e la stazione ferroviaria; il
Novecento, o meglio, il periodo fascista, piazza della Vittoria realizzata nel 1932
dall'architetto Marcello Piacentini. Assolutamente da vedere, entro il 27 giugno, la mostra
della civiltà precolombiana degli Inca, ospitata presso il museo di Santa Giulia. Parecchi gli
sportivi originari di Brescia e dintorni: nel calcio Andrea Pirlo e i due Baresi (Franco e
Giuseppe), AImo Diana e Daniele Bonera. Nello le due Fanchini, Nadia ed Elena.
Tra i primi piatti tipici in zona Brescia i casoncelli e i bigoli alle sardelle, mentre tra i
secondi piatti di carne spiccano lo spiedo bresciano (uccellini, carne, patate, salvia,
accompagnato da polenta) il brasato di cervo al vino rosso oppure il coniglio, sempre al
vino rosso. Pesce tipico il coregone, da gustare in salsa di sardine con polenta.

L’Aprica

L’Aprica ha già ospitato sette arrivi del Giro, nel dopoguerra. La prima volta toccò a Vittorio
Adorni imporsi, era il 1962. Più recenti gli altri precedenti, con Luis Sierra (1990), Franco
Chioccioli (1991), uno strepitoso Marco Pantani (1994), Ivan Gotti (1996), Roberto Heras
(1999) e Ivan Basso (2006). In due occasioni il vincitore all’Aprica (Chioccoli e Basso) ha
poi vinto il Giro. Piccolo Comune di 1.600 anime in provincia di Sondrio, ubicato sul passo
omonimo, deve le sue fortune alla strada che, per iniziativa del governo austriaco, collegò,
a partire dal 1848, Edolo e la Val Camonica con Tresenda e la Valtellina.
Questo ad evitare il passo dello Stelvio, impraticabile per molti mesi l'anno. La strada fu
terminata dagli Austriaci proprio alla vigilia della II Guerra d'Indipendenza, che li avrebbe
estromessi dalla Lombardia. Verso la fine dell’Ottocento si sviluppò il turismo, attuale
settore trainante della comunità aprichese. In realtà Aprica ha sempre avuto, nei secoli,
una naturale vocazione all'ospitalità, favorita dal suo essere punto di passaggio obbligato
e dalla sella lunga tre chilometri in cui si adagia.
Dotata di 50 km di piste da sci, rappresenta una delle più importanti stazioni invernali della
Valtellina con quattro comprensori sciistici, ben collegati tra loro. In estate l’attività più
praticata è il trekking che si sviluppa lungo oltre 50 itinerari escursionistici segnalati dal
Club Alpino Italiano. Aprica è stata più volte sede della Coppa del Mondo di sci alpino e di
numerose altre competizioni nazionali ed internazionali di sci, tra cui le World Series,
prove di Coppa Europa e Campionati nazionali.
28 Venerdì
19ª tappa
BRESCIA - APRICA
195Km
Bormio - Ponte di Legno - Tonale | 178 km

Bormio

Bormio, già sette volte sede di avvio di tappa del Giro, è territorio consacrato al ciclismo
per i successi di Coppi, Gaul, di Simoni e Cunego che questo traguardo hanno onorato nel
tempo. Capoluogo dell’Alta Valtellina, alla confluenza di quattro valli, è località turistica a
doppia vocazione: d’inverno tutto è incentrato sullo sci, alpino e nordico, con
l’appuntamento classico della discesa libera di Coppa del mondo, d’estate vive delle sue
terme, note dai tempi dei romani, di bici e di escursionismo, nel suggestivo scenario del
Parco nazionale dello Stelvio, dov’è possibile praticare lo sci anche in quota, sul
ghiacciaio. Ricordiamo che per ben due volte (1985 e 2005) Bormio ha ospitato i Mondiali
di sci alpino.
Nel Medioevo sede di un Contado indipendente, sia dai Visconti sia dagli Sforza, all’arrivo
di Napoleone Bormio è annessa alla Repubblica Cisalpina, poi finisce sotto gli Asburgo
prima dell’ingresso nel Regno d’Italia. Non a caso denominata la “Magnifica terra” per il
suo clima temperato, offre una cucina molto apprezzata e formaggi di levatura (Bitto e
Casera i più noti), senza dimenticare i suoi vini, genere Sassella e Inferno.
Tra i suoi figli illustri Bormio annota la sciatrice olimpionica Deborah Compagnoni.

Ponte di Legno Tonale

Ponte di Legno e il Passo del Tonale che la sovrasta sono tra le perle turistiche in
provincia di Brescia. Già teatro di una tappa a testa nella storia del Giro che vi ha sostato,
in arrivo, nel 1971 e nel 1997, con i successi di Lino Farisato e di José Gonzales, sono
località che richiamano gli sportivi attivi, ideali per le vacanze in ogni tempo dell’anno.
Al confine tra il Trentino e la Lombardia, il Passo Tonale è un anfiteatro naturale che
delimita l’alta Val di Sole dalla Valle Camonica. In approccio al Tonale, versante lombardo,
si trova Ponte di Legno, indiscussa capitale turistica del comprensorio Adamello Ski
Pontedilegno-Tonale ricco di naturalistiche, sportive, culturali ed enograstropanoramico,
fra i gruppi dell'Ortles-Cevedale e dell'Adamello-Presanella.
Già nel 1912 Pontedilegno fu definita dal Touring Club la «prima stazione italiana di
turismo e sports invernali», divenuta poi notissima per il trampolino naturale, detto
“Gigante”. Recentissima la skiarea di Temù con la cabinovia che collega Pontedilegno al
Passo Tonale, vera spina dorsale dell’intero comprensorio che offre 100 km di piste, tra i
1.120 metri di quota di Temù e i 3.000 metri del ghiacciaio Presena, con 30 impianti di
risalita. D'estate Ponte di Legno è punto di riferimento per passeggiate ed escursioni in
mountain bike nel gruppo Adamello-Presanella e Ortles-Cevedale.
29 Sabato
20ª tappa
BORMIO - PONTE DI LEGNO-TONALE
178Km

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