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Bari

e la sua provincia

Puglia

Mare e Porti

Sin dallantichit la Terra di Bari stata un crocevia


di genti e popoli diversi grazie agli importanti scali
portuali che hanno costituito, nei secoli, una sorta di
cerniera tra il produttivo entroterra e le rotte marittime di portata adriatica e mediterranea. Il geografo
greco Strabone, nel I secolo d.C., ricorda tra i porti
pugliesi, quello di Bari e quello di Egnazia, oggi in
territorio di Fasano. In et romana lo sviluppo dellattivit portuale documentato nella Tabula
Peutingeriana, copia del XIII secolo di una mappa
romana del IV secolo d.C., in cui sono ricordate
Bardulos (Barletta), Turenum (Trani), Natiolum
(Giovinazzo), Barium (Bari), Portum Turris presso
San Vito a Polignano. nel Medioevo che la Puglia,
gi strettamente partecipe di quella koin culturale di
segno mediterraneo, avrebbe arricchito la sua fisionomia di regione di frontiera, snodo di relazioni con
lOriente bizantino e lOltremare crociato. A testimonianza di intensi traffici marittimi sono giunti ai
nostri giorni pregevoli portolani come quello che si
conserva presso il Museo Diocesano di Monopoli.
Evocativa , inoltre, la rappresentazione delle coste
restituitaci dal turco Piri Reis nel suo Libro della
Marina della prima met del XVI secolo.

Le citt di Monopoli, Bari, Giovinazzo da Piri reis, Kitab- Bahriyye,


ovvero Libro della Marina, XVI secolo

I PORTI E LE VIE DEL MARE


Nella storia delle relazioni politiche, culturali e commerciali tra le due sponde
dellAdriatico, la cittadina di Mola costituisce uno scenario privilegiato da
sempre al centro delle rotte che collegavano la Puglia al Mediterraneo. La
chiesa matrice di San Nicola un gioiello dellarchitettura adriatica rinascimentale. Nel 1547 giunse, infatti, dalla Dalmazia lequipe di Francesco e
Giovanni da Sebenico per ricostruire la chiesa pi importante della cittadina
affacciata sullAdriatico. Concluso nel 1564, ledificio presenta chiare assonanze con i monumenti
coevi delloltre Adriatico, evidenti tanto nelle
scelte strutturali che decorative. Riferimenti stringenti sono stati evidenziati con la cattedrale di San
Giacomo a Sebenico. Di questa temperie partecipa anche la tardo cinquecentesca chiesa della

Madonna di Loreto, devozione molto sentita tra le genti di mare che solcavano lAdriatico tra Medioevo ed Et Moderna. Ledificio, ubicato lungo
il tracciato della via Litoranea, significativamente proietta la facciata verso
lAdriatico e conserva sullarchitrave del portale liscrizione Loreta Maria
esto nobis dux et via, invocazione tipica tra i fedeli dalmati. Allinterno si custodisce uninteressante tela della Madonna di Loreto databile alla fine del
XVI secolo e riferibile allambito veneto-adriatico. La Vergine figura seduta su nubi quasi sospesa a mezzaria sulluscio della Santa Casa.
Pregevole anche il partito scultoreo del portale e del rosone che viene associato allopera
delle maestranze dalmate attive nel cantiere della
matrice.

Mola. Chiesa di Santa Maria di Loreto, facciata

Mola. Chiesa matrice di San Nicola, veduta laterale

Mola. Veduta del porto

CANTIERI ADRIATICI A SUD DI BARI


Le citt costiere a nord di Bari costituiscono un susseguirsi omogeneo di nuclei urbani che, nel Medioevo, furono importanti scali marittimi lungo le rotte
adriaticheemediterraneeresefloridedalnessocrociata-pellegrinaggio.Trani,
famosaperlasplendidacattedrale romanica chequasi sispecchia nellAdriatico,
conserva un glorioso passato marinaro. Al 1063 risalgono gli Ordinamenta
Maris (Statuti Marittimi), considerati il pi antico codice di diritto marittimo.
Al tempo di Federico II, il suo porto era chiuso da una grossa catena a mo di
sbarramento e vedeva transitare merci, derrate alimentari, pellegrini e crociati.
A questi ultimi, in particolare ai Templari, va riferita la chiesa romanica di
Ognissanti. Bisceglie si protende dolcemente verso il mare con il suo porto
racchiuso tra due lame naturali. Dallepoca normanna, quando fu un importante punto dimbarco al moderno porto turistico, la citt non ha mai rinnegato il richiamo del mare. Pi a sud Molfetta, vivace citt portuale che svolse

un ruolo di primo piano nei traffici marittimi con la Terrasanta. Il singolare


duomo romanico, ancora oggi punto di riferimento per i naviganti, fu edificato
tra XII e XIII secolo per ospitare le reliquie di San Corrado, un santo pellegrino di origine germanica morto al ritorno dalla Terrasanta. Ancora oggi, il
cuore antico della citt si offre a piacevoli itinerari in cui riscoprire la suggestione di soluzioni architettoniche, materiali e tecniche costruttive che profumano dOriente. Chiude questo ideale itinerario la citt di Giovinazzo. Nella
cattedrale romanica custodita licona della Madonna di Corsignano secondo
la leggenda giunta da Edessa nel 1187 al seguito del cavaliere Gereteo.

Giovinazzo. Veduta del porto (foto M. Terlizzi)

DA TRANI A GIOVINAZZO

tiche: Livio, Strabone, Orazio e Tacito a pi riprese ne hanno sottolineato


il ruolo commerciale e militare che perdur per tutto il Medioevo. A bordo
di navi frumentarie, giunsero nel 1087 le reliquie di San Nicola, santo
mediterraneo per eccellenza. Ancora oggi aperto il dibattito scientifico
sulla esatta ubicazione delle antiche strutture portuali, tuttavia il tratto di
mare antistante la citt ha restituito numerosi reperti che in maniera preziosa contribuiscono a ricostruire la fisionomia portuale, essenzialmente
tra lEt romana e il Tardoantico. Si tratta di anfore, integre o frammentarie, destinate al trasporto di liquidi come il vino o lolio, databili tra il I
a.C. e il VI secolo d.C. Fra i pezzi pi interessanti sono le anfore custodite presso il panificio Fiore, ubicato in una chiesa cinquecentesca (Strada
Palazzo di Citt), casualmente recuperate nelle acque antistanti la basilica di San Nicola, e quelle rinvenute
da alcuni marinai nello specchio di
mare a nord-est del Porto vecchio.
Vincenzo Lapegna, Bartolomeo Bordi, Carta della citt di Bari, 1770
(Biblioteca provinciale De Gemmis, Bari)

Testa di ponte fra Oriente e Occidente, snodo di traffici mediterranei e


adriatici, la citt di Bari non ha mai rinnegato la sua vocazione marinara.
In et romana e tardoantica era uno scalo strategico lungo le rotte adria-

Bari. Panificio Fiore, anfore

IL PORTO DI BARI: LA STORIA SOMMERSA


La Puglia vive da protagonista lepopea delle crociate: nelle citt portuali transitarono santi e cavalieri, pellegrini e mercanti; al loro seguito viaggiarono
idee, manufatti e magistri. Gli ordini cavallereschi favorirono lapprodo di fatti artistici di segno crociato, evidenti in testimonianze che spaziano
dallarchitettura, alla scultura, alla pittura, alla miniatura e oreficeria. Entro questo orizzonte, Barletta fu uno dei pi importanti punti dimbarco per
la Terrasanta nonch sede della casa madre dei Templari. Nello scalo barlettano confluivano le derrate alimentari e le vettovaglie da inviare a San
Giovanni dAcri, oggi la citt israeliana di Akko. Se ormai scomparse sono le antiche strutture portuali, nella citt sono ancora vivissime le tracce di
questo passato glorioso. La cattedralediSantaMariaMaggiore, maestosa fabbrica romanica, rivela forti legami con lattivit della bottega crociata
della Spianata del Tempio di Gerusalemme evidenti nellapparato scultoreo del ciborio e della monofora in facciata. La ChiesadelSantoSepolcro,
attestata nel 1138 e gestita fino al XV secolo dai Canonici Regolari del Santo Sepolcro, rivela ladesione a schemi dellarchitettura borgognona
mutuati dalla Terrasanta ma amalgamati con le tecniche costruttive locali. Nel tesoro si conservano preziosi manufatti del Medioevo: un codice con
la cronaca della I crociata, una stauroteca in lamina dargento e la colomba eucaristica di rame e smalti, opera di ateliers limosini.

Barletta. Cattedrale di Santa Maria Maggiore, veduta absidale

BARLETTA, UN PORTO PER LORIENTE

Monopoli. Abbazia di Santo Stefano, veduta (foto L. Turi)

Tra Medioevo ed Et moderna, nelle citt costiere della Terra di Bari


approdano e sintrecciano linguaggi artistici di diversa provenienza.
Significativa in tal senso la citt di Monopoli che, nel Medioevo, defin
la sua fisionomia di citt-scalo lungo le pi importanti rotte adriatiche e
mediterranee. In questo contesto culturale sinserisce la maestosa
cattedrale della Madonna della Madia. Secondo la leggenda la miracolosa
icona della Vergine, opera cipriota della fine del XIII secolo, sarebbe
giunta prodigiosamente dal mare nel 1117 su un
carico di travi utili al completamento della
cattedrale romanica, fondata nel 1107. La fabbrica
medievale, di cui resta un importante archivolto
con teste angeliche, fu ricostruita nel XVIII secolo
in forme barocche con il concorso di maestranze
napoletane. Altra pagina fondamentale la basilica
di S. Maria degli Amalfitani, giunta a noi
attraverso secolari stratificazioni. Della fabbrica
romanica sopravvivono linterno delledificio e le
S

absidi caratterizzate da un apparato scultoreo in linea con i linguaggi


plastici di circolazione europea come dimostrerebbero le affinit
riscontrate con la cattedrale di Jaca in Spagna. Esemplare anche la
vicenda del castello di Santo Stefano, a sud della citt, lungo lantico
tracciato della Via Traiana. Nato come monastero benedettino ubicato in
posizione strategica, nel 1317 pass ai Cavalieri Gerosolimitani e nel
1435 divenne sede del Bal. Il complesso accolse opere di provenienza
mediterranea tra cui il reliquiario di Santo
Stefano Protomartire (XII secolo) oggi a
Putignano e il polittico cretese del XV secolo con
la Madonna in trono e Santi ora al Fine Arts
Museum di Boston.

Philipp Hackert
Porto di Santo Stefano a Monopoli, 1790 (Caserta, Palazzo Reale)

da Philipp Hackert nei Porti sui mari di Puglia,


Catalogo della Mostra (Bisceglie 1998)

Margherita di Savoia

Barletta
Andria

Trani
A14

Molfetta

Giovinazzo

Ruvo

Bitonto
Spinazzola Cassano Murge

Bari

Mola di Bari
Polignano a Mare
Conversano

Monopoli

Acquaviva delle Fonti

Gravina
in Puglia

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Ma
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