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LUCCA NASCOSTA, LA CITTA ROMANA E MEDIEVALE

Un affascinante percorso nel cuore pi antico di Lucca, alla scoperta delle sue
tracce storiche, artistiche ed archeologiche dallEt romana al Medioevo.
MANRICO BISSI

FRANCESCA MALVICINI

CRISTIAN BOIARDI

SUSANNA AGOSTI

ANDREA GREGORI

PRESENTAZIONE DELLINIZIATIVA
LAssociazione Culturale Archistorica vi porta a scoprire lantico e suggestivo centro storico di Lucca,
dove limpronta urbanistica ed archeologica della citt romana si fonde magnificamente con il volto
medievale, plasmato dalloccupazione longobarda, arricchito dai pellegrinaggi lungo la Via Francigena,
e infine consolidato dalla gloriosa tradizione libero-comunale sopravvissuta fino al 1799. Il percorso di
visita, curato e condotto dallarchitetto Manrico Bissi, vi far esplorare il nucleo pi antico della citt,
sia in superficie che nel sottosuolo, svelandone i principali tesori storici, artistici ed archeologici: dalla
stupenda piazza dellAnfiteatro, con i resti visibili dellantica arena romana, al pregevole Duomo
romanico di San Martino, con i suoi codici scultorei legati al passaggio dei pellegrini; dallaffascinante
scavo della Domus del Fanciullo sul Delfino, con il suo percorso espositivo attrezzato, alle suggestive
mura interne di et comunale, con il loro fossato ancora a cielo aperto. Queste sono solo alcune delle
tante, interessatissime tappe di questo nuovo e imperdibile itinerario.
DATA domenica 3 aprile
La gita stata fissata alla domenica 3 aprile.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA


Ritrovo a Piacenza: ore 06,10 presso il CHEOPE (via IV Novembre sul retro del liceo scientifico).
Partenza TASSATIVA da Piacenza: ore 06,25.
Eventuale ritrovo a Parma su richiesta dei soci di Memorie di Parma: ore 07,00 presso l'HOTEL
SAN MARCO, via Emilia Ovest 42 (ang. via Bersaglieri), Pontetaro (PR), vicino all'uscita di Parma Ovest.
Arrivo a Lucca: ore 09,30 circa (nel viaggio si prevede una BREVE sosta in autogrill).
PERCORSO DEL MATTINO
Tappa n.1 Piazza dellAnfiteatro (resti dellarena) e Quartiere Longobardo (09,40-10,40).
Tappa n.2 Resti del Teatro romano presso S. Agostino (10,50-11,10).
Tappa n.3 Scavi della Domus del Fanciullo sul Delfino (11,15-12,30).
Avvertenza: i resti della domus si trovano nelle antiche cantine di un palazzo nobiliare. Per ovvi motivi di
accessibilit, lintera comitiva di ARCHISTORICA verr suddivisa in un massimo di 3/4 gruppi, che
entreranno a turno per una visita guidata di circa 20/30 minuti ciascuno. Durante il viaggio di andata in
autobus il personale di ARCHISTORICA provveder a fornire tutti i dettagli organizzativi.
Pausa pranzo (12,30-14,15).
PERCORSO DEL POMERIGGIO
Tappa n.4 Stratificazione romana e paleocristiana al di sotto di S. Reparata (14,35-15,35).
Tappa n.5 Cattedrale romanica di S. Martino (15,40-16,00).
Tappa n.6 Chiesa di S. Maria della Rosa, con resti delle mura romane (16,10-16,30).
Tappa n.7 Mura medievali, con porta di S. Gervaso e fossato (16,50-17,10).
Partenza da Lucca: ore 17,30.
Arrivo a Piacenza: ore 20,00 circa.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE
Soci ARCHISTORICA

Soci "Memorie di Parma"

Non soci

26,00 Euro

26,00 Euro + 1,00 Euro per


tessera associativa
(valida fino al 31-12-2016) =
27,00 Euro

26,00 Euro + 4,00 Euro per


tessera associativa
(valida fino al 31-12-2016) =
30,00 Euro

+ Euro 2,00 di biglietto dingresso al sito della Domus del Fanciullo sul Delfino.
+ Euro 5,00 di biglietto dingresso cumulativo agli scavi di S. Reparata, Cattedrale di San Martino e
Museo Diocesano
Tutti i biglietti sono FACOLTATIVI, ma fortemente consigliati.
Le quote dei biglietti verranno raccolte in autobus durante il viaggio.
+ Euro 20,00 di eventuale pranzo a men fisso presso il ristorante Locanda di Bacco, situato nel
medesimo complesso della Domus del Fanciullo sul Delfino. Tale pranzo FACOLTATIVO.
Per esigenze di prenotazione, gli interessati dovranno versare la quota del pranzo insieme
con la quota di iscrizione alla gita.

Il numero minimo dei partecipanti per leffettivo svolgimento della gita di ALMENO 25 PERSONE.
Sono inclusi per tutti:

Viaggio in pullman granturismo.


Servizio di visita guidata a cura dellarch. Manrico Bissi, mattina e pomeriggio.

FACOLTATIVO - PRANZO PRESSO IL RISTORANTE LOCANDA DI BACCO


Per completare la giornata con un piacevole momento di svago e di socializzazione, ARCHISTORICA
propone ai partecipanti alla gita un pranzo con men tipico lucchese presso La Locanda di Bacco",
un accogliente locale allestito nelle sale soprastanti gli scavi della Domus del Fanciullo sul Delfino.
IL PRANZO A MEN FISSO AVR UN COSTO DI 20,00 A PERSONA OLTRE ALLA QUOTA DI
ISCRIZIONE sopra indicata e si comporr di:
-

Primo piatto: tortelli di patate alla Muggellana (rag)


Secondo piatto: spezzatino alla Lucchese, con olive nere e patate al forno
Dolce: degustazione di torte lucchesi
Acqua, 1/4 di vino rosso in caraffa e caff.
Per quanti desiderano prendere parte al pranzo, la quota dovr essere
versata in anticipo unitamente al pagamento della quota di adesione
alla gita stessa, in modo da prenotare per tempo i posti al ristorante.

NB: per ragioni organizzative, i POSTI per il pranzo indicato sono LIMITATI A 50 PERSONE.
Si segnala che il pranzo a men fisso appena descritto FACOLTATIVO; tutti coloro che non
desiderano prendervi parte potranno trascorrere la pausa pranzo liberamente.
MODALITA DI ISCRIZIONE E PAGAMENTO
Le iscrizioni alla gita resteranno aperte da marted 16 febbraio fino a domenica 6 marzo o fino ad
esaurimento dei posti disponibili (circa 110).
Per iscriversi occorre:
1) Segnalare il proprio interessamento via mail o telefono (vedi sezione contatti) e verificare
leffettiva disponibilit dei posti richiesti;
2) Previa conferma della disponibilit dei posti, effettuare il pagamento delle quote di
partecipazione, e delle eventuali tessere, con le seguenti modalit:

tramite deposito diretto al personale di ARCHISTORICA in occasione delle camminate urbane


Gli antichi simboli della Piacenza esoterica, in programma a Piacenza per il pomeriggio di
domenica 21 febbraio, e Esploratori piacentini tra Storia e Leggenda, in programma a
Piacenza per il pomeriggio di domenica 6 marzo.

tramite deposito diretto presso lo studio dellarch. Manrico Bissi in via Angelo Genocchi n. 52,
nei giorni da luned a venerd PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO AI SEGUENTI NUMERI:
331 9661615 o 339 1295782.

tramite bonifico sul NUOVO C/C ASSOCIAZIONE ARCHISTORICA presso BANCA DI PIACENZA
SEDE CENTRALE, coordinate I.B.A.N. IT20 K051 5612 600C C000 0038 741 specificando la
causale ISCRIZIONE GITA LUCCA - NOMI E COGNOMI PARTECIPANTI. RACCOMANDIAMO
VIVAMENTE DI NON UTILIZZARE PIU' IL PRECEDENTE CODICE IBAN PER EVITARE DISGUIDI.

AVVERTENZA - CHI FOSSE INTENZIONATO AL PRANZO NEL RISTORANTE LOCANDA DI


BACCO DOVRA INCLUDERE ANCHE LA QUOTA DEL RELATIVO MENU FISSO (Euro 20,00),
SPECIFICANDOLO AL MOMENTO DEL VERSAMENTO O NELLA CAUSALE DEL BONIFICO.
3) Trasmettere la ricevuta dellavvenuto pagamento (solo per chi avesse scelto il bonifico)
tramite mail dellAssociazione.
Ricordatevi di indicare SEMPRE le vostre generalit, i recapiti mail e/o telefonici, leventuale
appartenenza allassociazione, e il numero di persone per le quali state prenotando.
AVVERTENZA: Eventuali assenze o ritiri ad iscrizione gi effettuata NON SARANNO RIMBORSATI.
CONTATTI
ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHISTORICA: archistorica@gmail.com - www.archistorica.it
Sede: via Angelo Genocchi 52, Piacenza (previo appuntamento telefonico)
MANRICO BISSI
FRANCESCA MALVICINI
CRISTIAN BOIARDI

339 1295782
331 9661615
366 2641239

MAPPA DEL PERCORSO DI VISITA

LEGENDA:
Rettangolo marrone:
probabile perimetro della citt romana.
Borgo in colore giallo:
quartiere longobardo.
Mura in colore rosso:
fortificazioni comunali dei secoli XII-XIII.
Tratteggio a sfondo azzurro: antico alveo del fiume Auser (Serchio) fino al sec. I d.C.
Bollini verdi:
tappe dellitinerario di visita.

CENNI STORICI SULLA CITTA DI LUCCA


Origini ed et romana.
Le antiche origini Lucca risalgono all'epoca Etrusca e Romana e vedono sorgere la citt in un territorio
di confine e di contatti in una zona riparata e leggermente elevata rispetto alle diramazioni del fiume
Serchio, che attraversava la citt, in un territorio di contatti e di confine tra l'area etrusca e quella
ligure. Le ricostruzioni storiche sul nascere della citt sono ancora controverse, si parla infatti di un
primo insediamento ligure. Il nome Lucca deriverebbe dalla parola celto-ligure Luk che significa "luogo
paludoso"; tuttavia, al tempo stesso, la radice di Luk riporterebbe anche alla parola "luce" e avrebbe
indicato una radura nella vegetazione. Basandosi su recenti scoperte archeologiche, alcuni studiosi
attribuiscono agli Etruschi il sorgere di Lucca anche se sappiamo poco dell'insediamento pre-romano.
Certo che Lucca fu dal 180 a.C. colonia latina come testimoniano le caratteristiche architettoniche
dell'epoca: l'Anfiteatro, il foro in Piazza S. Michele, l'ortogonalit delle vie del centro storico impostate
dal cardo e dal decumano corrispondenti alle odierne via Fillungo-Cenami e via S. Paolino-Roma-S.
Croce. Al periodo romano risale anche la prima costruzione della possente cinta muraria che ne faceva
una piazzaforte a difesa degli attacchi del nord. Nel 56 a.C. Lucca fu la sede dell'importante incontro tra
Cesare, Pompeo e Crasso per rinnovare i patti del Primo Triunvirato.
Testimonianza dell'epoca romana resta dunque l'evidente impianto urbanistico della citt.
A partire dal I secolo d.C. il cristianesimo s'insedi a Lucca, come dimostra il vescovo Massimo che nel
343 sottoscriveva il Concilio di Sardica (attuale Sofia) presso la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata
dotata di battistero.
Il Medioevo comunale.
Nel corso del I secolo d.C. si alternarono al potere della citt di Lucca, Ostrogoti (493), Bizantini (552)
e Longobardi (dal 584). Dopo le guerre gotiche il vescovo di Lucca, San Frediano, assunse funzioni
amministrative promuovendo importanti lavori idraulici per allontanare dalla citt le acque del fiume
Serchio. San Frediano fu fondamentale nel ruolo di mediatore all'inizio dell'invasione dei Longobardi
che fecero della citt di Lucca un loro ducato. A quest'epoca risale l'apertura della zecca che continu
le sue emissioni fino al 1847 dimostrandosi una delle pi longeve in Europa. Il Ducato di Lucca
divenne sede abituale del re longobardo Autari e punto si snodo per i percorsi della Via Francigena.
Nel 990, terminato il periodo longobardo, Lucca diviene dominio dei Franchi. La citt accrebbe
notevolmente la sua importanza con Carlo Magno che ne fece dimora del marchese di Toscana:
Adalberto I estendeva il suo dominio su Firenze e Fiesole, era tutore dalla Corsica e controllava il porto
di Pisa dal quale partivano spedizioni contro i musulmani.
Durante il periodo carolingio, Lucca si svilupp nelle attivit commerciali e nella produzione tessile,
per la quale divent celebre a livello europeo per qualit e bellezza dei prodotti. L'imperatore
Ludovico III invitato da Adalberto II rimase stupito dalla fastosa residenza del marchese nell'attuale
zona di Piazzale Verdi. Adalberto II e i suoi successori furono arbitri in tutte le vicende italiane del
periodo controllando la principale via di accesso a Roma in un ambito di quasi totale autonomia.
Con la fine del X secolo, la favorevole situazione di Lucca mut con lo spostamento del baricentro
toscano su Firenze promosso prima da Ugo il Grande, poi da Bonifacio e Matilde di Canossa visti i
primi attriti con le altre realt urbane della regione. L'allontanamento del potere marchionale dalla
citt, la concessione di sempre maggiori autonomie amministrative da parte imperiale (grazie al
diploma di Enrico IV del 1081) portarono alla nascita del Comune di Lucca, i cui consoli sono
menzionati per la prima volta nel 1119.
Durante i secoli XII e XIII, il Comune di Lucca si impegn nel consolidamenti del suo assetto territoriale
sottraendo possedimenti circostanti al controllo dei feudatari locali per un maggiore inurbamento e
controllo. Si manifest uno sviluppo urbanistico volto all'accrescimento dei borghi esterni
alle Mura romane sui lati est, ovest e nord a cui fu aggiunta una nuova seconda cerchia muraria
terminata nel 1260. All'interno delle Mura, si port avanti un'intensa opera edilizia con il
rinnovamento e l'ingrandimento delle chiese, la crescita verticale di palazzi e edifici, come dimostrano
le decine di torri gentilizie presenti nel XIII secolo. Lucca si fortific economicamente grazie alle
attivit mercantili, di cambio e creditizie dovute alla Via Francigena e alla presenza di una delle pi
importanti e avanzate manifatture seriche occidentali.

Dal punto di vista politico, il Comune di Lucca si contrappose principalmente a Pisa per ovvi motivi di
vicinanza territoriale e contrasti economici. Nel 1244, Pietrasanta venne fondata dai lucchesi
nell'immediato entroterra del porto di Motrono per affermare il proprio controllo in Versilia messo a
rischio da pisani e altri potenti locali.
Dai Guelfi e Ghibellini alle prime Signorie.
Nella seconda met del XIII secolo, Lucca divenne una citt guelfa, seppure divisa internamente tra
neri (rappresentanti della borghesia commerciale) e bianchi (aristocrazia terriera). L'alleanza con
Firenze culmin con l'espansione territoriale di entrambe le citt all'inizio del '300 ai danni di Pistoia.
Tuttavia, le tensioni sociali interne dovute al grande sviluppo economico portarono al tracollo delle
istituzioni comunali: nel 1308 la parte nera al potere riform lo statuto comunale bandendo dalla citt
le famiglie magnatizie. Gli equilibri regionali furono sconvolti dall'arrivo sulla scena toscana
dell'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo con il suo esercito nel 1310 e dalla sua prematura morte
due anni pi tardi. Mentre le citt guelfe si misero sotto la protezione degli Angioini, la ghibellina Pisa
si pose sotto la guida di Uguccione della Faggiola. Favorito dall'instabilit politica guelfa lucchese e
dalle lotte interne tra artigiani e mercanti, Uguccione con l'appoggio del lucchese Castruccio Castracani
degli Antelminelli penetr all'interno delle Mura della citt nella notte del 14 giugno del 1314. Lucca fu
invasa e saccheggiata. Dopo la caduta di Uguccione, cacciato nel 1316, Castruccio Castracani divenne il
nuovo signore di Lucca consolidando il potere ghibellino e promuovendo una politica espansionistica
ai danni soprattutto della guelfa Firenze. Conquista una posizione importante come alleato italiano
dell'imperatore Lodovico il Bavaro, che porta a una piena legittimazione delle conquiste militari.
Castruccio Castracani assume cos il titolo ereditario di Duca di Lucca, Pistoia, Luni e Volterra, e di
vicario imperiale di Pisa. Con la sua morte improvvisa nel 1328, il Ducato lucchese croll in un periodo
di grande decadenza. Le truppe mercenarie tedesche, presenti nel territorio senza salario, si
impossessarono del ducato offrendolo in vendita al miglior offerente.
Nel giro di pochi anni, la citt di Lucca cadde sotto varie dominazioni straniere e nel 1342 fu
definitivamente sottomessa a Pisa. Il periodo fu caratterizzato da un'economia fiacca dovuta al crollo
dell'importanza della manifattura lucchese nel mercato della seta. Solo nel 1369, l'imperatore Carlo IV
di Boemia decise di liberare la Toscana per riequilibrarne l'assetto politico. L'occupazione del palazzo
dell'Angusta (attuale Palazzo Ducale) e l'abbattimento della fortezza portarono Lucca a ricostituirsi
come Repubblica nel 1372. Notevole fu l'apporto delle comunit di mercanti lucchesi presenti in tutta
Europa che contribuirono alla rinascita della citt. Dopo pochi anni, i contrasti interni determinarono
un nuovo mutamento di regime spinto dai giochi di potere delle forti famiglie lucchesi. Nel 1400, Paolo
Guinigi fu eletto signore assoluto della citt di Lucca grazie a un colpo di mano di Giovanni Sercambi
che lo dipinse come pacificatore e difensore della politica anti-fiorentina della citt.
Nel corso del XIV secolo l'assetto urbanistico fu profondamente segnato dalla costruzione nell'area sud
occidentale della Fortezza Augusta (1322) che inglob dentro di s i quartieri di San Pietro in Cortina
(attuale piazza Grande), del Palazzo Ducale e di San Romano. I borghi orientali, sorti al di fuori della
Porta di Borgo e di Porta San Gervasio e intorno alle chiese di san Francesco e San Ponziano, furono
chiusi espandendo la cinta muraria e portando l'area urbana alle dimensioni attuali.
Il Rinascimento e la Repubblica di Lucca.
Paolo Guinigi fu un governante illuminato e responsabile e si mosse per una pacificazione della citt e
un rientro degli esuli. L'economia fu rilanciata e il sistema fiscale riformato. La politica estera fu gestita
con prudenza riconoscendo la piccola dimensione di Lucca rispetto alla formazione degli stati regionali
italiani. Il potere di Paolo Guinigi si conserv grazie anche ai matrimoni combinati: alla moglie Ilaria
del Carretto fu fatto costruire intorno al 1406 il celebre sarcofago marmoreo, oggi conservato
nel Duomo di S.Martino. Le tensioni e le guerre fra Venezia e Firenze, unite contro la Milano di Filippo
Maria Visconti, maggior alleato di Lucca, portarono a una crisi che permise ai fiorentini l'assedio della
citt nel 1429. Nel 1430, una congiura interna depose Paolo Guinigi e lo esili.
Ritornata Repubblica, Lucca ottenne nel 1438 la pace con Firenze sostenuta dall'aiuto militare dei
Visconti. La situazione territoriale era per compromessa: la Garfagnana era stata invasa in parte dagli
Estensi, Barga fiorentina, Pietrasanta occupata dai genovesi e poi dai fiorentini. Tuttavia la piccola
repubblica, ormai ridotta territorialmente a citt-stato, torn alla prosperit nella seconda met del
Quattrocento attraverso attivit commerciali internazionali, quali la produzione di tessuti di seta di

pregio. L'industria serica entr in crisi nel Cinquecento, quando la concorrenza con gli altri centri
europei port alla sovrapproduzione causando la rivolta dei tessitori stessi. Episodio significativo fu
la Rivolta degli Straccioni del 1531. Grazie ai contatti mercantili con il nord Europa, la citt di Lucca
accolse la riforma protestante: la presenza di "eretici" in quasi tutte le maggiori famiglie lucchesi era
tollerata e minimizzata. Ma la paura di una crociata fiorentina benedetta dal Papa spinse i cittadini a
un esilio volontario verso Ginevra e altre citt del nord. La Repubblica di Lucca si dimostr decisa nel
mantenere intatta la sua giurisdizione senza adattarsi a interferenze della Chiesa e, successivamente,
all'insediamento dell'Inquisizione.
L'esodo di alcune delle maggiori famiglie lucchesi impover la citt di capitali, risorse umane e
culturali. Dal 1556 la riforma del Gonfaloniere Martino Bernardini rese le cariche pubbliche accessibili
solo alle famiglie di pi antica ascendenza a dimostrazione dell'impronta oligarchica assunta dalla
Repubblica di Lucca. Dal punto di vista urbanistico, tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, la
maggior parte dei palazzi dell'aristocrazia cittadina fu rinnovata secondo i canoni dell'architettura
contemporanea toscana e le torri medievali in abbandono furono abbattute. Questi cambiamenti
urbanistici si integrarono nel tessuto cittadino che conserv volumi e stratificazioni.
Et moderna.
Dopo le guerre in Garfagnana (1604-1620) condotte con successo contro gli estensi, la citt di Lucca
trascorse un periodo di pace e prosperit fino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1799. La politica
lucchese scelse l'adozione di alcuni ideali per conservare la propria libert: rimanere ai margini degli
eventi internazionali, evitare insidi e contrasti con i vicini, creare un sistema difensivo possente per
scoraggiare possibili invasioni. Gran parte delle risorse finanziarie statali furono impegnate nella
costruzione dell'ultima cinta muraria terminata nel 1645.
La fertilit della campagna, il tessuto economico di piccole e medie imprese e la pace sociale protetta
dai governanti permisero il mantenimento del benessere della popolazione. Nel 1628, Lucca divent
definitivamente una repubblica oligarchica: il Consiglio Generale istitu il Libro d'Oro delle 224
famiglie che potevano accedere alle massime cariche, seguendo l'esempio di Venezia. Questa decisione
impover e irrigid il sistema politico tendendo alla progressiva chiusura della citt e al disimpegno
dallo slancio commerciale adottato in passato.
La situazione europea legata a una politica protezionista costrinse i lucchesi a trasferirsi su piazze
sempre pi lontane e difficili. A partire dal Cinquecento, molti capitali furono rinvestiti nell'agricoltura
con bonifiche e coltivazioni estese a tutto il territorio della Repubblica che si arricchiva ulteriormente
di ville gentilizie. Mantenendo questa proficua prospettiva, nel Settecento, l'ottimo stato delle finanze
consentiva di valutare l'estinzione del debito pubblico. Il governo inizi a affrontare timidamente
alcune riforme di stampo illuminista: nel 1758 un'operazione di pirateria editoriale permise a
Ottaviano Diodati e ai suoi collaboratori di stampare la prima edizione italiana dellEncyclopdie di
Diderot e D'Alembert. Inoltre, nel 1790 fu inaugurata l'Universit.
Lucca rimase una repubblica indipendente fino al 1799, anno della sua definitiva caduta nel contesto
degli scontri tra Francesi ed Austriaci. Il 23 giugno 1805 su richiesta del senato di Lucca, venne
costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato alla sorella di Napoleone Bonaparte, Elisa
Bonaparte, e al marito Felice Baciocchi. Pochi anni dopo, nel corso del Congresso di Vienna, il vecchio
principato (gi ex repubblica) venne convertito in ducato, ed assegnato alla Casa di Borbone-Parma.
Lindipendenza dello stato lucchese si concluse nel 1847 con la sua cessione al Granducato di Toscana,
con il quale fu annesso infine al nuovo Regno dItalia nel 1860.

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