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VETTORI DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA

Fissato un punto O del piano o dello spazio, chiamiamo vettore v (applicato in O) qualsiasi segmento

orientato OP , al variare del punto P nel piano o nello spazio.


Fissata una unit`
a di misura delle lunghezze , il vettore v `e individuato assegnando:
- la direzione (quella della retta che passa per O e P)
- il verso (quello da O verso P)
- il modulo (il numero reale non negativo che esprime la lunghezza del segmento OP rispetto allunit`
a
di misura fissata).
Diremo che due vettori u e v sono uguali se sono uguali in direzione, verso e modulo.
Un vettore di modulo nullo si dice vettore nullo e si indica con il simbolo 0.
Il modulo del vettore v si indica con |v|.
Un vettore v tale che |v| = 1 si dice versore; ad ogni v diverso dal vettore 0 `eassociato un versore che
si indica con versv, cio`e un vettore di modulo 1 che la stessa direzione e lo stesso verso di v.

Somma di vettori. Dati due vettori u = OP e v = OQ, il vettore somma u + v `e il segmento orientato

OR diagonale del parallelogramma che ha per lati OP e OQ (regola del parallelogramma); ne segue in
particolare che u + v `e contenuto nel piano individuato da u e v e che vale la cosiddetta disegualianza
triangolare: |u + v| |u| + |v|.
Propriet`
a
1) (commutativa) u + v=v + u;
2) (associativa) (u + v) + w=u + (v + w);
3) v + 0=v, per ogni vettore v;
4) Per ogni v diverso dal vettore 0, esiste il vettore v avente lo stesso modulo e verso opposto e si ha
v + (v) = 0.
La somma v + (w) si scrive di solito v w (differenza tra due vettori).
Prodotto di un numero per un vettore. Dato un vettore v e un numero reale m, il vettore mv `e il
vettore che ha la stessa direzione di v, lo stesso verso di v se m > 0, verso opposto se m < 0 e modulo |m|v.
Casi particolari
Dato v diverso dal vettore 0, si ha versv =
Dato v qualsiasi, si ha 0v = 0.

1
|v| v.

Propriet`
a
1) a(bv) = (ab)v per ogni a, b reali;
2) 1v = v;
3) (a + b)v = av + bv;
4) a(v + w) = av + aw.

Definizione. Dati i numeri reali a1 , a2 , . . . , an e i vettori v1 , v2 , . . . , vn , il vettore a1 v1 + a2 v2 + . . . an vn si


dice combinazione lineare dei vettori v1 , v2 , . . . , vn a coefficienti a1 , a2 , . . . , an .
Definizione. I vettori v1 , v2 , . . . , vn si dicono linearmente dipendenti se uno di essi si pu`o esprimere come
combinazione lineare dei rimanenti, ossia se esistono n coefficienti reali a1 , a2 , . . . , an non tutti nulli tali che
a1 v1 + a2 v2 + . . . an vn = 0.
Definizione. I vettori v1 , v2 , . . . , vn si dicono linearmente indipendenti se non sono linearmente dipendenti, ossia se lunico modo per esprimere 0 come loro combinazione lineare `e di assumere i coefficienti tutti
nulli.
Casi particolari
1) u, v, w sono linearmente dipendenti se si pu`o scrivere a1 u + a2 v + a3 w = 0 con almeno un coefficiente
non nullo, per esempio a1 ; si ha allora u = aa12 v + aa13 w, quindi in particolare risulta che u e complanare con
v e w.
2) u, v sono linearmente dipendenti se si pu`o scrivere a1 u + a2 v = 0 con almeno un coefficiente non
nullo, per esempio a1 ; si ha allora u = aa12 v, quindi in particolare risulta che u ha la stessa direzione di v.
3) u `e linearmente dipendente se si puo scrivere a1 u = 0 con a1 non nullo; si ha allora u = 0.
4) quattro vettori u, v, w, t, nello spazio della geometria, sono sempre linearmente dipendenti.
Componenti di un vettore. Fissato un sistema di riferimento cartesiano R(O, x, y, z) di origine O, ad ogni

punto P (x, y, z) `e associato un vettore v = OP e viceversa ad ogni vettore v `e associato un unico segmento
orientato di origine O ed estremo P (x, y, z), quindi `e possibile identificare ogni vettore applicato in O con le
coordinate cartesiane del suo estremo.
In particolare i vettori i = (1, 0, 0), j = (0, 1, 0), k = (0, 0, 1) sono versori con la stessa direzione e con lo
stesso verso degli assi coordinati; i, j, k si dicono versori fondamentali. Le coordinate (x, y, z) di P si dicono
componenti di v rispetto al sistema di riferimento R(O, x, y, z); risulta quindi che si pu`o scrivere in modo
unico v = xi + yj + zk.
Si pu`
o scrivere v = (x,
z) = (x, y, 0) + (0, 0, z) e quindi, per il teorema di Pitagora applicato due volte,
q y,
p
p
risulta che v ha modulo ( x2 + y 2 )2 + z 2 = x2 + y 2 + z 2 .
Teorema. Dati i vettori v1 = (x1 , y1 , z1 ), v2 = (x2 , y2 , z2 ) e un numero reale m, si ha v1 + v2 = (x1 +
x2 , y1 + y2 , z1 + z2 ), mv1 = m(x1 , y1 , z1 ) = (mx1 , my1 , mz1 ).
Prodotto scalare. Dati due vettori v e w si dice prodotto scalare di v e w il numero reale v w =
d
|v||w|cosd
vw dove 0 v
w e langolo compreso tra v e w.
Propriet`
a
1) (commutativa) v w = w v;
2) (mv) w = v (mw) = m(v w);
3) u (v + w) = u v + u w.
d
Ricordiamo che due vettori v e w non nulli si dicono ortogonali se v
w=
d
oppure v
w = .

2,

d
si dicono paralleli se v
w=0

Osservazioni
2

1) v v = |v| ;
2) |v w|2 = (v w) (v w) = v v v w w v + w w = |v|2 2v w + |w|2 ;
3) v w = 0 se e solo se uno dei due vettori `e nullo oppure i due vettori sono ortogonali tra loro;
2

u
4) dati due vettori u e v, il vettore proiezione ortogonale di v su u `e il vettore vu = (u v) |u|
2 . Si
u
c
c |u| ;
ha infatti: vu = (|v|cosuv)versu
= (|v|cosuv)

5) |v w| |v||w|, in particolare |v w| = |v||w| se e solo se v e w sono paralleli.


Corollari. 1) Dati due vettori v1 = (x1 , y1 , z1 ) e v2 = (x2 , y2 , z2 ), in componenti rispetto a un sistema di
riferimento R(O, x, y, z), si ha, per le propriet`a del prodotto scalare:
v1 v2 = x1 x2 + y1 y2 + z1 z2
2) Per ogni vettore v si ha
v = (v i)i + (v j)j + (v k)k
sappiamo infatti che si pu`
o scrivere in modo unico
v = xi + yj + zk
facendo per esempio il prodotto scalare di ambo i membri per il vettore i si ottiene
v i = xi i + yj i + zk i = x
Prodotto vettoriale. Dati due vettori v e w, si dice prodotto vettoriale di v e w il vettore v w cos`i
definito:
- v w ha direzione perpendicolare al piano di v e di w
- il verso di v w `e determinato dalla regola della mano destra, ossia v, w e v w (nellordine) formano
una terna destrorsa di vettori
c
- il modulo di v w `e |v w| = |v||w|sinuv
Osservazioni.
1) dalla definizione segue che se n `e un versore ortogonale sia a v che a w, v w = |v w|n;
il modulo di v w `e uguale allarea del parallelogramma avente come lati adiacenti v e w.
Propriet`
a
1) (anticommutativa) v w = w v;
2) (mv) w = v (mw) = m(v w);
3) u (v + w) = u v + u w.
Casi particolari
v w = 0 se e solo se v o w sono il vettore nullo oppure v e w hanno la stessa direzione.
I versori fondamentali i, j, k formano una terna ortogonale destrorsa, quindi si ha per esempio:
i j = k, j k = k j = i, k i = j, mentre i i = 0.
In generale non vale una propriet`
a associativa del prodotto vettoriale, si ha per esempio: (i i) j =
0 j = 0, mentre i (i j) = i k = j.
Dalle propriet`
a del prodotto vettoriale e dalle osservazioni precedenti segue che, dati due vettori v =
(x1 , y1 , z1 ), w = (x2 , y2 , z2 ), in componenti rispetto a un sistema di riferimento R(O, x, y, z), si ha v w =
(x1 i + y1 j + z1 k) (x2 i + y2 j + z2 k) = (y1 z2 z1 y2 )i (x1 z2 z1 x2 )j + (x1 y2 x2 y1 )k; ossia (pensando alla
nozione di determinante):






y z1




i x1 z1 j + x1 y1 k
v w = 1




y2 z2
x2 z2
x2 y2
3

tale espressione si pu`


o riscrivere simbolicamente nel

i

x1

x2

seguente modo:

j k
y1 z1
y2 z2

Prodotto misto. Dati tre vettori u, v e w, si dice prodotto misto di u, v e w il numero reale u v w;
ovviamente si esegue prima il prodotto vettoriale e poi il prodotto scalare, altrimenti (u v) w non ha
senso.
Supponiamo che u, v, w siano dati in componenti rispetto a un sistema di riferimento R(O, x, y, z): u =
(x0 , y0 , z0 ), v = (x1 , y1 , z1 ), w = (x2 , y2 , z2 ). Allora , utilizzando come sopra la nozione di determinante, si
ottiene:


x0 y0 z0


u v w = x1 y1 z1
x2 y2 z2
Dalla definizione segue che u v w = 0 se e solo se u = 0 o v w = 0 oppure u `e ortogonale a v w, nel
qual caso risulta che u sta nel piano individuato da v e da w; in conclusione u v w = 0 se e solo se u, v
e w sono linearmente dipendenti. In particolare lannullamento del prodotto misto non dipende dallordine
dei vettori; il segno del prodotto misto, invece, cambia se si scambiano tra loro due vettori; per esempo si
ha:
u v w = u w v = v w u
come segue da considerazioni geometriche oppure dallo studio dei determinanti.
Osservazioni.
1) Dati tre vettori u, v, w linearmente indipendenti, possiamo ricavare lespressione del vettore u
proiezione ortogonale di u sul piano individuato da v e da w. Si ha: u = u + up , dove up `e il
vettore proiezione ortogonale di u sulla retta p ortogonale al piano . Si ha dunque u = u up , con
vw
up = uvw = (u v w) |vw|
2 (cfr. Osservazione 4 pag.3).
2) Il volume del parallelepipedo avente per spigoli i vettori u, v e w `e uguale a |u v w|. Infatti il
volume del parallelepipedo si ottiene moltiplicando larea della base per laltezza; consideriamo per esempio
come base del parallelepipedo il parallelogramma che ha per lati v e w; larea di tale base vale |v w|,
mentre laltezza relativa a tale base `e data dal modulo della proiezione ortogonale di u sulla direzione di un
vw
, si ottiene |u n| = |u v w|.
versore n ortogonale sia a v che a w; ponendo per esempio n = |vw|