Sei sulla pagina 1di 38

Disturbi del Linguaggio

Tra le possibili cause:


disturbi evolutivi

- fattori congeniti (es., Sindrome di Down)


- danno pre- peri- o post-natale
- disturbi di apprendimento
.

disturbi psichiatrici
- turbe del comportamento associate a quadri clinici (es.
schizofrenia)

disturbi neurologici
- lesioni focali (es., ictus cerebrale, trauma cranico)
- sofferenza cerebrale diffusa (es. demenza)
- sofferenza cerebrale focale (es. afasia lentamente progressiva)

Disturbi del Linguaggio

disturbi neurologici
- lesioni focali (es., ictus cerebrale, trauma cranico)
- sofferenza cerebrale diffusa (es. demenza)
- sofferenza cerebrale focale (es. afasia lentamente progressiva)

L. orale AFASIA
L. scritto DISLESSIA
DISGRAFIA

Afasia
La perdita o la compromissione pi o meno grave della capacit di comunicare
verbalmente, in seguito ad una lesione acquisita dell emisfero dominante non
riconducibile a disordini percettivi (es. sordit), esecutivi (es., motori) o di
pensiero.

Afasia
La perdita o la compromissione pi o meno grave della capacit di comunicare
verbalmente, in seguito ad una lesione acquisita dell emisfero dominante non
riconducibile a disordini percettivi (es. sordit), esecutivi (es., motori) o di
pensiero.
1.

interessa solo gli aspetti linguistici della comunicazione; luso di strategie non verbali
(disegno, mimo), la buona interazione comunicativa ed la buona interpretazione del
contesto e delle aspettative dellinterlocutore, aiutano a compensare difficolt sia di
produzione che di comprensione verbale.

Afasia
La perdita o la compromissione pi o meno grave della capacit di comunicare
verbalmente, in seguito ad una lesione acquisita dell emisfero dominante non
riconducibile a disordini percettivi (es. sordit), esecutivi (es., motori) o di
pensiero.
1.

2.

interessa solo gli aspetti linguistici della comunicazione; luso di strategie non verbali
(disegno, mimo), la buona interazione comunicativa ed interpretazione del contesto e
delle aspettative dellinterlocutore aiutano a compensare difficolt sia di produzione che
di comprensione verbale.
La lesione cerebrale ACQUISITA, quindi presuppone una completa competenza
linguistica premorbosa, e FOCALE; coinvolge le aree del linguaggio, zone perisilviane
dell emisfero sinistro (95% dei destrimani, 70% dei mancini). Nei rari casi in cui
consegue a danno allemisfero destro in destrimani si parla di afasia crociata.

Afasia
La perdita o la compromissione pi o meno grave della capacit di comunicare
verbalmente, in seguito ad una lesione acquisita dell emisfero dominante non
riconducibile a disordini percettivi (es. sordit), esecutivi (es., motori) o di
pensiero.
1.

2.

3.

interessa solo gli aspetti linguistici della comunicazione; luso di strategie non verbali
(disegno, mimo), la buona interazione comunicativa ed interpretazione del contesto e
delle aspettative dellinterlocutore, aiutano a compensare difficolt sia di produzione che
di comprensione verbale.
La lesione cerebrale ACQUISITA, quindi presuppone una completa competenza
linguistica premorbosa, e FOCALE; coinvolge le aree del linguaggio, zone perisilviane
dell emisfero sinistro (95% dei destrimani, 70% dei mancini). Nei rari casi in cui segue a
danno allemisfero destro in destrimani si parla di afasia crociata.
Non consegue a deficit della fonazione (afonia, disfonia), a deficit primari
dellarticolazione (disartria), a disturbi della coscienza o di pensiero (es., stato
confusionale acuto).

Eziologia
DISTURBI CEREBROVASCOLARI
TUMORI CEREBRALI (anomie)
TRAUMI CRANICI (pragmatica)
MALATTIE DEGENERATIVE
DISORDINI NEUROLOGICI PROGRESSIVI

INSORGENZA
improvvisa

eventi vascolari o traumatici

lenta e progressiva
degenerative

sindromi neoplastiche e

Origine

Esordio

Decorso

Trombosi

improvviso

lento e fluttuante

Embolia

improvviso

rapido o lento

Emorragia

gradualmente
ingravescente

graduale

Deficit
Alta variabilit
intraemisferica,
unilaterale con
sintomatologia
associata alla
localizzazione

Eziologia
TRAUMA CRANICO ENCEFALICO (TCE)
Disturbi della produzione verbale

Disturbi primari dellarticolazione (c.a. 100% in fase acuta, 7-20%


persistenti)
Afasie post-traumatiche (7-10%)
Disturbi di tipo non afasico della pragmatica del linguaggio
(36% dei TCE gravi) (qualit del discorso)

Valutazione dei disturbi del linguaggio: scopi

1.
2.

3.
4.

Diagnosticare la presenza o meno di afasia diagnosi differenziale


Diagnosticare il tipo di afasia in base ai sintomi osservati mirando a:

formulare inferenze sulla sede della lesione (oggi in parte


superato da tecniche neuroradiologiche molto pi attendibili, es.
RMN, TAC).

inserire in diversi gruppi i.e., classificare, pazienti che, seppur


eterogenei, hanno aspetti comuni nel loro comportamento
linguistico
Fornire dati sufficienti per seguire nel tempo levoluzione del deficit
Valutare le capacit residue e le componenti linguistiche deficitarie, in
modo tale da fornire una guida adeguata al trattamento riabilitativo.

DIAGNOSI DESCRITTIVA (approccio classico)


Si basa su una visione del deficit afasico di natura anatomo-clinica.
Da un profilo dei comportamenti verbali (produzione spontanea,
comprensione, denominazione, ripetizione) si giunge ad una diagnosi
secondo la classificazione classica delle afasie.
DIAGNOSI FUNZIONALE (approccio cognitivo)
Si basa su una teoria cognitiva del funzionamento normale che
specifica i molteplici processi cognitivi sottostanti un dato
comportamento verbale. Lintento di identificare quali sottocomponenti
di un determinato processo sono risparmiate e quali compromesse,
facendo riferimento a diversi livelli di elaborazione linguistica, i.e.,
fonologico, semantico, lessicale, grammaticale.
La dettagliata analisi qualitativa della prestazione di un paziente lo
strumento indispensabile per una diagnosi funzionale.

DIAGNOSI DESCRITTIVA (approccio classico)

CONCETTO DI SINDROME AFASICA

Il neurologo Paul Broca


nel 1861 associa il disturbo
di linguaggio del paziente
Tan alla lesione nel lobo
frontale sinistro.
In base ad un ampia
casistica afferma che tale
area cerebrale implicata
nella produzione del
linguaggio.

CONCETTO DI SINDROME AFASICA

Carl Wernicke nel 1876


descrive un disturbo di
comprensione del linguaggio
associato a lesione del lobo
temporale sinistro.
La stessa funzione
elaborata in parallelo in pi
aree cerebrali.
Le connessioni tra aree
deputate a funzioni sensoriali
e motorie di base mediano
funzioni complesse.

DIAGNOSI DESCRITTIVA

CONCETTO DI SINDROME AFASICA


(Wernicke, 1874, Lichtheim, 1885)
E possibile individuare quadri clinici caratterizzati da una
sistematica co-occorrenza fra un certo numeri di disturbi linguistici e
lintegrit di altri aspetti del linguaggio, conseguenti a specifiche
lesioni cerebrali.
dicotomia COMPRENSIONE - PRODUZIONE
afasie espressive vs. afasie recettive
afasie motorie vs. afasie sensoriali

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

anartria pura
sordit
verbale pura

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

Afasia motoria
(di Broca)

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

Afasia
sensoriale
(di Wernicke)

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

AB = afasia di conduzione

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

RAPPRESENTAZIONI
CONCETTUALI

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

DIAGNOSI DESCRITTIVA

DIAGRAMMA DI WERNICKE-LICHTHEIM

C
Afasia transcorticale
motoria

RAPPRESENTAZIONI
MOTORIE DELLE PAROLE
(area di Broca, 44)

PROGRAMMAZIONE
ARTICOLATORIA
(aree motorie primarie)

RAPPRESENTAZIONI
CONCETTUALI

Afasia transcorticale
sensoriale

RAPPRESENTAZIONI
UDITIVE DELLE
PAROLE
(area di Wernicke, 22)

ANALISI UDITIVA
(aree uditive primarie)

SUCCESSIVE CLASSIFICAZIONI
(Goodglass 1964, Benson 1967)
FLUENTE: assenza disturbi articolatori, melodia normale, pressione
a parlare (logorrea), frasi lunghe e sintatticamente complesse, alta
incidenza di parafasie e di neologismi che rendono scarsamente
comprensibile la produzione
NON FLUENTE: disturbi articolatori, disprosodia (ritmo e melodia),
sforzo allinizio della produzione, frasi molto brevi, tendenza a
trascurare le particelle grammaticali, verbi allinfinito o al participio
passato

Questa distinzione ha un certo significato localizzatorio, anche se


grossolano:
fluente: lesione posteriore
non-fluente: lesione anteriore

PRINCIPALI TIPI DI AFASIE


nel modello Wernicke-Lichtheim

DIAGNOSI DESCRITTIVA

ELOQUIO

COMPRENSIONE

PRODUZIONE

RIPETIZIONE

A. di BROCA

non fluente

+++

---

---

A.TRANSCORTICALE
MOTORIA

non fluente

+++

---

+++

A. di CONDUZIONE

fluente

+++

+++

---

A. di WERNICKE

fluente

---

+++

---

A.TRANSCORTICALE
SENSORIALE

fluente

---

+++

+++

LIMITI DEL MODELLO Wernicke-Lichtheim

1.

2.

3.

4.

Spesso un deficit di linguaggio coinvolge in parallelo sia le modalit di


entrata che di uscita , sia del linguaggio orale che scritto;
Il modello non prevede la possibilit di elaborare sequenze non lessicali
(non-parole);
Il modello non in grado di spiegare le dissociazioni tra classi
grammaticali (es. nomi-verbi) e tra categorie lessicali (es. vivente non-vivente), cos come non spiega differenze qualitative nel modo in
cui pu realizzarsi il disturbo in uno stesso comportamento verbale;
Tali deficit sono meglio interpretabili tenendo conto delle componenti
della linguistica descrittiva (fonologia, lessico e morfo-sintassi).

DIAGNOSI FUNZIONALE (approccio cognitivo)

DIAGNOSI FUNZIONALE
La classificazione dei disturbi afasici offre dei vantaggi:

convoglia un certo numero di informazioni, indica che pazienti, seppur


eterogenei, condividono certi aspetti del loro comportamento linguistico;

permette di confrontare e selezionare pazienti afasici;

facilita la comunicazione tra operatori.

...ma non costituisce un modello interpretativo.

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIAGNOSI FUNZIONALE
La classificazione dei disturbi afasici offre dei vantaggi:

convoglia un certo numero di informazioni, indica che pazienti, seppur


eterogenei, condividono certi aspetti del loro comportamento linguistico;

permette di confrontare e selezionare pazienti afasici;

facilita la comunicazione tra operatori.

...ma non costituisce un modello interpretativo.


Un approccio psicolinguistico permette una descrizione dei disturbi afasici
molto pi accurata e rende conto della variabilit sintomatologica. Ogni
comportamento verbale analizzato nelle diverse componenti linguistiche:
fonologica
elaborazione dei suoni linguistici - fonemi

semantico-lessicale

elaborazione degli aspetti formali lessicalie concettuali -semantici- delle parole

sintattico-grammaticale

elaborazione delle parole grammaticali e


della struttura della frase

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA ARTICOLATORIE

DISARTRIA

(disturbo paretico)

La paralisi e lincoordinazione della


muscolatura articolatoria per lesioni
bilaterali ai fasci piramidali
corticobulbari, al cervelletto o al tronco
dellencefalo impediscono una buona
articolazione dei
fonemi, ma non
compromettono la programmazione di un
messaggio verbale in tutti i suoi aspetti
linguistici. Data la natura paretica del
deficit si accompagna a scialorrea e
disturbi della deglutizione.

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA ARTICOLATORIE

DISARTRIA

(disturbo paretico)

La paralisi e l incoordinazione della


muscolatura articolatoria per lesioni
bilaterali ai fasci piramidali
corticobulbari, al cervelletto o al tronco
dellencefalo impediscono una buona
articolazione dei
fonemi, ma non
compromettono la programmazione di un
messaggio verbale in tutti i suoi aspetti
linguistici. Data la natura paretica del
deficit si accompagna a disturbi della
deglutizione e della masticazione.

APRASSIA dellarticolazione
(lesione sinistra)

(- sindrome di disgregazione
fonetica, - anartria )
Per lesioni emisferiche sinistre, i
movimenti necessari per articolare i fonemi
non avvengono pi automaticamente;
produzione difficoltosa, rallentata, spesso
evidente una ricerca intenzionale delle varie
posizioni articolatorie; i fonemi non sono pi
incatenati luno allaltro e questo
rallentamento pu influire anche sulla linea
melodica (disprosodia).

DIAGNOSI FUNZIONALE

FENOMENI QUALITATIVI
nei deficit articolatori

disartria

(da paresi)

ridotta intelligibilit
eloquio impastato
disfonia
nasalit
anomalie del ritmo e
del volume
alterazioni costanti

Ripetizione di sillabe
con deficit per occlusive

DIAGNOSI FUNZIONALE

FENOMENI QUALITATIVI
nei deficit articolatori

disartria

(da paresi)

ridotta intelligibilit
eloquio impastato
disfonia
nasalit
anomalie del ritmo e del
volume
alterazioni costanti

aprassia articolatoria
(non paretica)

- eloquio scandito
- disprosodia
- sindrome di disintegrazione fonetica
assordamento (suoni sonori: b/,/v/,/d/
diventano suoni sordi /p/,/f/,/t/)
- A volete: accento straniero
(alterazione articolatoria)
- alterazioni variabili, legate al
contesto (es., difficolt con consonanti di inizio
parola e cluster consonantici)

es., migliora nel linguaggio automatico

DIAGNOSI FUNZIONALE

DISTURBI DELLA PROSODIA


La prosodia fornisce informazioni sia di tipo:
paralinguistico
- informazioni emozionali-affettive
linguistico - contrasti tonali (lingue orientali)
- accentazioni lessicali enfatici
- contrasti intonativi (interrogative)
Disturbi - in produzione

piattezza prosodica, intonazione

inadeguata

- in comprensione identificazioni di frasi inter.? vs. altro


Correlatibilaterali con maggior implicazione dellemisfero sinistro
per i parametri che convogliano informazioni linguistiche
(es. afasici Broca associati a difficolt nella pianificazione della
struttura sintattica)

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA FONOLOGICHE:
fenomeni qualitativi
Difficolt nella pianificazione dei suoni delle parole per deficitaria
implementazione delle rappresentazioni fonemiche. In comprensione,
difficolt a discriminare tra e/o identificare fonemi.

parafasie fonemiche

omissioni
aggiunte
trasposizioni
anticipazioni
perseverazioni
Tipica af. di conduzione

scansioni e inceppi
conduites dapproche
al, alvevero, albebero, albero

parafasie formali
tavolo cavolo

neologismi fonemici
bambino bimtino*

gergo fonemico
mudu galo nolo solo

Gergo Fluente T1

Gergo fonemico
Neologismi
(Anche dist. Comprensione)

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA FONOLOGICHE:
fenomeni qualitativi

Effetti nella produzione di parafasie fonemiche

complessit della struttura fonemica


lunghezza della parola
si
frequenza
si/no
caratteristiche semantiche

si

no

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA LESSICALE (e/o semantiche):


fenomeni qualitativi

Difficolt nella produzione di una parola nelleloquio spontaneo o in


compiti di denominazione per deficit di recupero lessicale o per perdita
delle conoscenze semantiche sottostanti.

Target cucchiaio
anomie & latenze anomiche
circonlocuzioni
quella cosa per mangiare la minestra
conduite dapproche piatto, forchetta, cucchiaio
parafasia verbale
vaso
parafasia semantica forchetta (coordinata), posata(superordinata),
piatto (associata)
gergo semantico
Ho visto il sole con il gatto sordo

La perdita delle conoscenze semantiche relative alle parole rende difficile


Distinguere elementi appartenenti a categorie vicine (gatti-cani)

DIAGNOSI FUNZIONALE

DIFFICOLTA MORFO-SINTATTICHE
fenomeni qualitativi
Difficolt nella produzione e/o comprensione delle parole grammaticali,
i.e.,morfemi grammaticali liberi (articoli, preposizioni, verbi, etc.) e legati a
radici (prefissi, suffissi flessionali (es., cas-e) e derivazionali (es., bar-ista)

Agrammatismo
omissione di funtori grammaticali (preposizioni, pronomi, articoli, ausiliari)
linguaggio telegrafico
struttura frasale semplificata, sostituzione di forme flesse con forme pi
semplici (aggettivi al singolare maschile o verbi allinfinito)
Risultato:

Produzione scarsa e semplificata

paragrammatismo
sostituzione di funtori grammaticali
errori di concordanza
struttura
frasale normale
Risultato:
Produzione abbondante ma alterata

Eloquio Spontaneo (dic. 93) (NF)

Eloquio Spontaneo (2004) (NF)


(riabilitazione)

ALTRI FENOMENI QUALITATIVI


NELLA PRODUZIONE VERBALE

DIAGNOSI FUNZIONALE

Conseguenti a difficolt ad inibire la produzione di elementi


automatizzati

automatismi

frammenti sillabici
stereotipie

katakatau

perseverazioni

ecolalie