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LERMETISMO

La poesia italiana degli anni Trenta condizionata dalla situazione storico-politica.


Il fascismo distingue tra:
cultura-azione, che interessava direttamente le grandi masse
cultura-laboratorio, elaborata da piccoli gruppi di intellettuali per un pubblico
dlite e dunque relativamente meno soggetta al controllo da parte della
censura.
Ci costrinse i letterati a scegliere tra due possibili strade:
fare arte-propaganda per conto del regime e cos venire in contatto con il
grande pubblico;
ritirarsi in un atteggiamento di distacco di purezza (cio di estraneit a ogni
forma di impegno sociale e politico) limitandosi a scrivere per pochissimi lettori.
Per i poeti che scelgono questa seconda strada ritorno alla tradizione significa ritorno
alla purezza della lirica, che invece i poeti della generazione precedente, vociani,
crepuscolari e futuristi, avevano intorbidato e contaminato variamente.
LErmetismo deve il suo nome al giudizio polemico di un critico letterario, Francesco
Flora, che in un saggio del 1936 metteva a fuoco il carattere arduo, aristocratico,
chiuso delle nuove tendenze poetiche.
Esso nasce intorno al 1932, quando escono Isola di Alfonso Gatto e Oboe sommerso di
Quasimodo. Si sviluppa per soprattutto nel periodo 1935-1943 a Firenze. La tendenza
ermetica continu comunque fino agli inizi degli anni Cinquanta, con Luzi, Sereni e il
primo Zanzotto. A partire dal 1943 con la caduta del fascismo e con limmersione
nella realt cui furono costretti gli scrittori a causa della guerra lErmetismo entr in
crisi, mentre cominci ad affermarsi una nuova poetica, il Neorealismo.
Furono poeti ermetici Alfonso Gatto, Mario Luzi e Salvatore Quasimodo (pag.75).
Ungaretti e Montale, talvolta erroneamente definiti come ermetici, non furono invece
mai interni al movimento ermetico, anche se Ungaretti ne anticip temi e forme con
Sentimento del tempo, Montale, da parte sua, prese pubblicamente le distanze sia
dalla poesia pura che dallErmetismo.
LErmetismo recupera ed estremizza la tendenza alla poesia pura cio assoluta,
esclusivamente lirica e programmaticamente estranea al discorso logico e ideologico.
LErmetismo affonda le proprie radici in una ideologia volta a identificare la vita e la
poesia. La vita concepita come esperienza tutta interiore e spirituale e come
tensione a unumanit universale, astorica e atemporale; la letteratura viene elevata
a religione o a teologia. La vita, ridotta a vita dello spirito, si realizza in modo
privilegiato nella poesia, considerata quale unica ragione dessere, unica dignit
possibile. Di qui il titolo del saggio Letteratura come vita, pubblicato nel 1938 dal
giovane critico Carlo Bo, in cui si pu vedere una sorta di manifesto dellErmetismo.
Per Bo la letteratura non una professione ma una condizione: implica uno stato
di ripiegamento sulla vita interiore che esclude qualsiasi interesse per le attivit
pratiche e quotidiane.
Il gruppo degli ermetici forma una vera e propria scuola, con i suoi maestri (Mallarm,
Eluard e, fra gli italiani, soprattutto Ungaretti di Sentimento del tempo), con una sua
precisa grammatica, vale a dire con un registro precostituito e fortemente
caratterizzante di soluzioni linguistiche e formali. Esiste insomma una maniera
ermetica, determinata dai seguenti elementi:
a) uso prevalente dellendecasillabo;
b) astrazione e rarefazione delle immagini in modo da potenziarne il valore
evocativo;
c) impiego di accostamenti analogici;

d) riduzione del lessico a poche parole-chiave;


e) soppressione delle determinazioni (per esempio degli articoli determinativi) in
modo da rendere assoluta e allusiva la parola;
f) uso di plurali indeterminati al posto del singolare;
g) tendenziale riduzione a zero dei nessi grammaticali e sintattici.