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VIVIAMO IL PRESENTE NEL

TIMORE DEL SIGNORE


La parola di Dio orienta lo
sguardo verso il futuro, non
per svelarci ci che accadr
negli ultimi tempi, ma per
mostrarci come vivere il
presente nella speranza.
Ges (Vangelo) invita a non
lasciarsi ingannare n
terrorizzare da quanto
accade nel tempo. Ogni
epoca storica caratterizzata
da eventi drammatici, come
guerre, persecuzioni e
calamit naturali. Il senso
della nostra vita, per, riposa
altrove: nel Padre che
custodisce ogni capello del
nostro capo. Con la vostra
perseveranza salverete la
vostra vita: solo
perseverando nella relazione
con il Signore potremo
trovare il senso della nostra
vita, pur attraversando
quelle situazioni oscure e
difficili che la storia non ci
risparmia. Pi che cercare in
modo vano di indovinare ci che accadr in futuro, dobbiamo vivere con
responsabilit il tempo presente, come Paolo (II Lettura) esorta a lavorare senza
ozi e pigrizie. Infatti, afferma il profeta Malachia (I Lettura), chi vive nel timore
del Signore (cio nella fede) non rimane nelloscurit della notte, ma riceve i
benefici del sole di giustizia.

Parola: Ml 3,19-20a; Sal 97,5-9; 2Ts 3,7-12; Lc

21,5-19

DUE UOMINI SALIRONO AL


TEMPIO A PREGARE...
NON ho lavorato, non ho
compiuto le opere della
giustizia, non ho mai osservato
uno solo dei tuoi
comandamenti, ho vissuto nel
vizio per tutta la mia vita;
eppure tu non hai rivolto
altrove lo sguardo, mi hai
cercato e mi hai trovato l
dove andavo errando. Queste
parole di un autore spirituale,
Simeone il Nuovo Teologo
(Inni, XLI), esprimono
latteggiamento umile e
confidente del pubblicano al
tempio (Vangelo): non ha il
coraggio di guardare in alto,
ma chiede misericordia al
Signore, nella speranza che
almeno il suo sguardo sia
rivolto su di lui, lo raggiunga in
quel momento di tristezza a
motivo dei suoi peccati e gli
doni misericordia. Il fariseo troppo intento a esibire il proprio certificato di
benemerenza nei confronti del Signore, senza rendersi conto che, invece, Dio
gradisce uno spirito contrito e non disprezza un cuore affranto per i propri errori.
Cristo insegna a non insuperbirci e a non fare confronti fra la nostra vita e quella
degli altri, ma, come direbbe san Paolo, (II Lettura) ad avere ognuno la giusta
misura di s, cos da essere aperti a Dio.

Parola: Sir 35,15b-17.20-22a; Sal 33,2-3.1719.23; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18,9-14

DAVANTI A TE, PADRE, ANCHE I


MORTI VIVONO
NEL Nuovo Testamento la
fede nella risurrezione dei
morti fondata sulla
risurrezione di Ges. Il brano
di Luca (Vangelo) lunico
testo in cui la risurrezione,
anzich sulla Pasqua di Ges,
si fonda su altro: la fedelt di
Dio alla nostra vita. Emerge
cos quale sia stata la
consapevolezza interiore con
cui Ges stesso ha affrontato
la morte, certo che il Padre
non lo avrebbe abbandonato
alla corruzione del sepolcro.
Se la morte ci pu strappare
a una persona cara, non pu
strapparci dalle mani di Dio,
che fedele e ha legato per
sempre il suo nome al
nostro. Egli il Dio di
Abramo, di Isacco, di
Giacobbe, di ciascuno di noi.
Siamo suoi figli e
lappartenenza alla fedelt
del suo amore pi forte di ogni separazione, inclusa la morte. Per questo
motivo, afferma Ges, se siamo figli di Dio siamo anche figli della risurrezione,
perch apparteniamo al Dio fedele, al Dio della vita. Con questa fede si possono
vivere nella speranza situazioni di crisi, di prova, persino di persecuzione (I
Lettura), perch ricorda san Paolo nella II Lettura il Signore fedele egli vi
custodir dal Maligno e da ogni altra forma di male.

Parola: 2Mac 7,1-2.9-14; Sal 16,1.5-6.8.15; 2Ts

2,16 3,5; Lc 20,27-38

GRANDE LA VOSTRA
RICOMPENSA NEI
CIELI
La gloria dei Santi,
proclamando che essi sono
per noi amici e modelli di
vita. Spronati dal loro
esempio, noi, pellegrini sulla
terra, affrettiamo il nostro
cammino verso la patria
comune, la cui porta
indicata dalle Beatitudini
(Vangelo): nel Regno di Dio
entreranno i poveri, i piccoli, i
vinti, gli oppressi. Le parole di
Ges nel Vangelo suonano
per il cristiano come un
annuncio di liberazione e di
rinnovamento: indicano una
speranza compiuta, quella di
chi nella vita passato
attraverso la tribolazione e ha
lavato le proprie vesti
rendendole candide nel
sangue dellAgnello (I
Lettura). La vita dei Santi esemplare per noi non perch sia stata perfetta, ma
perch essi si sono riconosciuti davvero figli di Dio (II Lettura), hanno
sperimentato lamore del Signore, che risana le ferite e salva dalla miseria del
peccato, e hanno cercato di continuo il volto del Signore. Ognuno di noi invitato
a seguirne le orme, secondo la propria vocazione, per ricevere la corona di gloria
che il Signore prepara per chi gli fedele.

Parola: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23,1-6; lGv 3,1-3; Mt

5,1-12a

SIGNORE, FA CHE LA CHIESA CRESCA NEL SERVIRE IL


BENE
LA preghiera punteggia lesistenza
del Cristo, in particolare i momenti
pi decisivi della sua missione. Nella
liturgia odierna, invece, laccento
viene posto sullatteggiamento del
discepolo nella preghiera. Lesercito
dIsraele (I Lettura) combatte
contro gli Amaleciti, sotto la guida di
Giosu, mentre Mos, lorante per
eccellenza, invoca laiuto del Signore
il quale risponde concedendo la
vittoria. Paolo, scrivendo al
discepolo Timoteo (II Lettura),
celebra la dimensione divina della
Parola. Su di essa si costruisce il
cristiano maturo e completo. Il
racconto di Luca (Vangelo) riprende
limmagine dellorante, ma sviluppa
altri due aspetti della preghiera: la
perseveranza, cio ladesione vitale
e orante a Dio, e la certezza
dellascolto. Radice e contesto
proprio della preghiera la fiducia
nel Padre. Ecco perch Ges ci incoraggia a non desistere dal chiedere, dal
cercare, dal bussare perch chiunque chiede riceve, chi cerca trova, a chi bussa
sar aperto. Ci significa che il Signore vuole esaudirci, vuole rispondere alle
nostre attese. Ma conoscendo i nostri bisogni, vuole darci quelle cose che ci
rendono davvero felici.

Parola: Es 17,8-13; Sal 120,1-8; 2Tm 3,14 - 4,2;

Lc 18,1-8