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Le Metamorfosi di Ovidio

di Valentina Ducceschi
In questi appunti viene presentato il poema epico "Le Metamorfosi" di Ovidio,
che descrive circa 250 miti greci uniti tra loro dal tema della trasformazione.
Ci si sofferma sulla struttura generale della narrazione delle Metamorfosi e si
approfondiscono sinteticamente i principali miti.

Universit: Universit degli Studi di Pisa


Facolt: Filosofia

Valentina Ducceschi

Sezione Appunti

1. La struttura delle Metamorfosi di Ovidio


Le "Metamorfosi", il "poema delle trasformazioni", sono in 15 libri di esametri, contenenti circa 250 miti
uniti tra loro dal tema della trasformazione: uomini o creature del mito si mutano in parti della natura,
animata e inanimata.
L'opera inizia dalla pi antica trasformazione, quella del Chaos primitivo nel cosmo, sino a pervenire alla
trasformazione in astro di Cesare divinizzato e alla celebrazione di Augusto, ripercorrendo in tal modo tutte
le fasi della storia universale, attraverso il motivo conduttore della mutazione continua.
Le "Metamorfosi", nonostante apparenti disuguaglianze strutturali (per cui, mentre alcuni miti sono
largamente esplicitati, altri sono di sfuggita accennati in pochi versi), restano tuttavia un poema unitario e di
superiore armonia. II poeta salda un episodio all'altro con legami talora sottili, ma efficaci: ora un mito
richiamato per analogia, ora per identit di contenuto, ora per incastro in altro mito che fa da cornice, ora
esposto da un personaggio di altra vicenda. Un racconto scaturisce dall'altro in una dimensione che pare
dilatarsi all'infinito.

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2. Le Metamorfosi di Ovidio: una narrazione plastica


Un'arte plastica che indugia nel ritrarre la spettacolare storia delle mutazioni che il poeta stesso contempla
stupefatto, incantato o addolorato per la sofferenza di creature che cambiano, coscienti, il loro aspetto.
Dell'essere umano, che si trasforma in essere arboreo o inanimato, il poeta avverte l'intimo dolore, la
coscienza di divenire altro in una trasmutazione che sembra investire le radici stesse dell'universo. Accanto
al mito, l'amore 1'altro grande tema del poema, ma non l'amore, fatto di corteggiamenti e galanterie, bens
l'amore del mito, un amore che conosce un'ampia gamma di modulazioni, dalla passione malata,
all'incantamento, alla dedizione generosa, alla fedelt coniugale. Strani, questi amori delle "Metamorfosi",
spesso impossibili o abnormi: di Eco, innamorata di Narciso, non rester che una voce, ma anche Narciso,
invaghito di se stesso sino a lasciarsi morire, si ridurr a un fiore. Sono, in prevalenza, amori fatti sopra tutto
di sensazioni: cosi di Pigmalione, incantato da una statua d'avorio che egli stesso ha scolpito, una statua
che sotto le sue mani diviene a poco a poco realt palpitante di donna viva; cos dell'amore innocente di
Piramo e Tisbe, due giovani babilonesi che intensamente si amano, nonostante l'opposizione dei genitori:
muoiono entrambi a causa di un tragico equivoco e, per il sangue uscito dai loro corpi, le bacche del gelso
(l'albero del loro fatale incontro) da bianche divengono scure.

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3. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: La Via Lattea


La Via Lattea la strada percorsa dagli dei per raggiungere il palazzo dove risiede Giove. Essa fu originata
dal latte fuoriuscito dal seno di Giunone mentre allattava Ercole.

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4. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Deucalione e Pirra


A seguito del terribile diluvio voluto da Giove per eliminare la stirpe umana ormai degenerata, gli unici due
superstiti furono Deucalione e sua moglie Pirra, ancora non corrotti e pii. Il padre di Deucalione, Prometeo,
gli consigli di costruirsi unarca in cui rifugiarsi e in cui navigarono per ben nove giorni. Una volta
placatasi la tempesta e ritiratesi le acque, i due si accorsero di essere gli unici supersititi. Consultarono allora
un oracolo, che sugger loro di gettarsi dietro le spalle le ossa della grande madre, dopo essersi velati il
capo; Deucalione cap che loracolo si riferiva alle pietre della terra. I due fecero come gli era stato detto:
dalle pietre gettate da Deucalione nacquero gli uomini, da quelle lanciate da Pirra le donne: fu cos creata
una nuova razza umana.

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5. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Apollo e Dafne


Dopo aver ucciso il serpente Pitone, Apollo si sent particolarmente fiero di s, perci si vant della sua
impresa con Cupido, dio dellAmore, sorridendo del fatto che anche lui portasse arco e frecce, ed
affermando che quelle non sembravano armi adatte a lui. Cupido indignato, decise allora di vendicarsi: colp
il dio con la freccia doro che faceva innamorare, e la ninfa, di cui sapeva che Apollo si sarebbe invaghito,
con la freccia di piombo che faceva rifuggire lamore, per dimostrare al dio di cosa fosse capace il suo arco.
Apollo, non appena vide la ninfa chiamata Dafne, figlia del dio-fiume Peneo, se ne innamor. Tuttavia, se
gi prima la fanciulla aveva rifiutato lamore, dedicandosi piuttosto alla caccia come seguace di Diana,
essendo stata colpita dalla freccia di piombo di Cupido, quando vide il dio, cominci a fuggire. Apollo inizi
allora ad inseguirla, elencandole i suoi poteri per convincerla a fermarsi, ma la ninfa continu a correre,
finch, ormai quasi sfinita, non giunse presso il fiume Peneo, e chiese al padre di aiutarla facendo dissolvere
la sua forma. Dafne si trasform cos in albero dalloro prima che il dio riuscisse ad averla. Egli, tuttavia,
decise di rendere questa pianta sempreverde e di considerarla a lui sacra: con questa avrebbe ornato la sua
chioma, la cetra e la faretra; ed inoltre, dalloro sarebbero stati incoronati in seguito i vincitori e i
condottieri.

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6. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio ed Argo


Per nascondere a Giunone la vera indentit di Io, Giove tramut la fanciulla in giovenca, ma la dea, gelosa
della rivale, volle comunque ottenere l'animale in dono. Giove, per fugare ogni sospetto di tradimento,
acconsent alla richiesta, e Giunone pose la fanciulla sotto la sorveglianza di Argo. Il pastore aveva cento
occhi, sparsi per tutta la testa, e grazie a questi riusciva a non dormire mai, poich per riposare ne chiudeva
solo due per volta, mentre gli altri rimanevano aperti. Dispiaciuto per la triste sorte che aveva causato alla
fanciulla, Giove incaric suo figlio Mercurio di liberarla. Per riuscire ad avvicinarsi ad Argo, il dio si
camuff da pastore: dopo essersi tolto l'elmo e le ali, e aver tenuto con s solo la verga e la siringa,
s'incammin verso il custode suonando una melodia. Argo, affascinato dal suono, invit il dio a sedersi con
s e Mercurio prese a suonare a lungo, raccontando al pastore la storia di Pan e Siringa, fino a che non riusc
a far chiudere per il sonno tutti i cento occhi. Allora il dio prese la spada e gli tagli la testa, riuscendo cos a
liberare Io. Giunone, dispiaciuta per la triste sorte capitata ad Argo, prese gli occhi dalla testa e li pose sulle
piume del pavone, suo animale sacro.

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7. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Pan e Siringa


Ovidio narra che, Pan, figlio di Ermes si innamor di Siringa, ninfa seguace di Diana. La ninfa, per sfuggire
a Pan, scapp nei pressi di una palude dove, vedendosi raggiunta, invoc le Naiadi, che la mutarono in
canne palustri. Pan, nel momento in cui pensava di aver raggiunto la ninfa, si trovo davanti ad un fascio di
canne che mosse da vento mandavano un suono delicato. Allora il dio, utilizz le canne per costruire uno
strumento musicale: la siringa.

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8. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove, Callisto, Diana


Callisto era una delle ninfe del seguito di Diana. Vedendola riposare in un bosco, Giove se ne invagh;
decise quindi di sedurla assumendo le sembianze della da Diana. Dopo qualche mese Diana, stanca per la
caccia, decise di fermarsi con le sue compagne per farsi il bagno presso una fonte. Callisto, che fino a quel
momento era riuscita a nascondere laccaduto, esitava a spogliarsi: le compagne allora le sfilarono la veste
scoprendo cos la verit; adirata Diana la cacci. Una volta nato il bambino, Arcade, anche Giunone decise
di vendicarsi trasformandola in un orsa. In seguito Arcade, ormai quindicenne, durante una battuta di caccia
simbatt nellorsa e proprio quando stava per ucciderla intervenne Giove, che trasform entrambi in due
costellazioni, lOrsa Maggiore e lOrsa Minore. Giunone, adirata perch la sua rivale era diventata una da,
chiese al dio Oceano che le nuove costellazioni non tramontassero mai.

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9. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio e Batto


Mentre Apollo pascola le sue mandrie, Mercurio, approfittando di un momento di distrazione, gli ruba
alcune giovenche e le nasconde in un bosco. Il fatto viene visto dal vecchio pastore Batto; per comprarsi il
silenzio del vecchio, Mercurio gli offre una giovenca; Batto giura che sar muto come una pietra. In seguito,
per verificarne l'onest, cambiatosi d'aspetto, gli si ripresenta davanti chiedendogli se avesse visto passare di
l una mandria; in cambio di questa informazione gli avrebbe donato un toro e una giovenca. Batto, tentato
dalla nuova offerta fattagli dallo straniero, non resiste e indica immediatamente il luogo in cui era nascosta
la mandria. Mercurio, irato per l'inganno, svela la sua vera identit e trasforma Batto in una pietra.

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10. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Europa


Narra Ovidio, che Giove, innamoratosi di una bellissima fanciulla di nome Europa, escogit un piano per
rapirla. Dopo aver chiamato Mercurio ed avergli ordinato di far scendere i buoi di Agenore (padre di
Europa) verso la spiaggia, dove la fanciulla era solita recarsi con le sue compagne, Giove si trasform in un
candido toro. Europa conquistata dalla bellezza e dalla mansuetudine dell'animale gli si sedette sul dorso.
Subito il toro si alz ed inizi a correre velocemente verso il mare.

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11. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Diana e Atteone


Il giovane Atteone, durante una battuta di caccia, si imbatt casualmente nella grotta in cui Diana e le sue
compagne facevano il bagno. Non appena si accorse della sua presenza, la da, adirata per loltraggio subito,
gli spruzz dellacqua sul viso trasformandolo in un cervo, impedendogli cos di andare a raccontare ci che
aveva visto. Il cacciatore scappando giunse ad una fonte dove, specchiatosi nellacqua, si accorse del suo
nuovo aspetto. Nel frattempo egli era inseguito dai suoi stessi cani che, catturatolo, lo sbranarono.

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12. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Tiresia


Un giorno Giove, disinibito dal nettare, intraprese una discussione con Giunone su chi, tra luomo e la
donna, provasse pi piacere. Non riuscendo ad accordarsi - Giunone, infatti, riteneva fosse luomo, Giove la
donna decisero di interpellare il pastore Tiresia. Egli era considerato lunico capace di dare una risposta
certa poich una volta, trovatosi in una foresta, aveva colpito con un bastone due serpenti che si univano,
separandoli, e questo aveva causato la sua metamorfosi in donna. Sette anni dopo s trov di fronte alla
stessa scena e colpendo nuovamente i due serpenti, torn ad essere uomo. Forte di questa esperienza,
interrogato da Giove e Giunone, egli rispose che tra luomo e la donna a provare pi piacere era senzaltro la
donna. Tale risposta caus lira di Giunone che per punirlo lo accec. Giove, per ricompensarlo del danno
subito, lo dot della facolt di prevedere il futuro.

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13. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Narciso


Narciso era un giovane cos bello che tutti, uomini e donne, sinnamoravano di lui; egli per non se ne
curava, anzi preferiva passare le giornate in solitudine, cacciando. Tra le sue spasimanti la Ninfa Eco,
costretta a ripetere sempre le ultime parole di ci che le era stato detto; era stata infatti punita da Giunone
perch la distraeva con dei lunghi racconti mentre le altre ninfe, amanti di Giove, si nascondevano. Quando
Eco cerc di avvicinarsi a Narciso questi la rifiut. Da quel giorno la ninfa si nascose nei boschi
consumandosi per lamore non corrisposto, fino a rimanere solo una voce. Infine, poich un amante rifiutato
chiese a Nemesi di vendicarlo, Narciso fu condannato a innamorarsi della sua stessa immagine riflessa
nellacqua. Egli si lamentava poich non riusciva a stringerla n a toccarla e i suoi lamenti venivano ripetuti
da Eco. Una volta resosi conto dellaccaduto, Narciso si lasci morire struggendosi inutilmente; quando le
Naiadi e le Driadi vollero prendere il suo corpo per collocarlo sul rogo funebre, trovarono al suo posto un
fiore cui fu dato il suo nome.

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14. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Penteo


Il mito di Penteo si ricollega al ciclo di Bacco. Nel momento in cui il dio decide di stabilire a Tebe il suo
culto, Penteo contrario e vuole opporsi alla sua diffusione perch lo considera privo di razionalit e troppo
sfrenato. Bacco, per vendetta, suggerisce a Penteo di recarsi sul monte Citerone per spiare le donne ed essere
testimone dei loro riti. Per fare ci il giovane si nasconde su un pino, ma le donne lo scorgono, sradicano
lalbero e, accecate dalla furia dionisiaca, vedono in lui un cinghiale, per cui ne straziano il corpo. Agave
la prima a colpirlo, si impadronisce della sua testa conficcandola su un tirso. Si reca poi a Tebe portando
fieramente quella che crede un trofeo, per farla vedere a Cadmo. Solo in citt si accorge di aver ucciso il
proprio figlio.

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15. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Bacco e i marinai di Acete


Bacco fanciullo viene rapito ebbro dai pirati tirreni che non lo avevano riconosciuto. Il dio chiede di essere
condotto allisola di Nasso, sua dimora, ma i pirati lo ingannano navigando nella direzione opposta. Il
timoniere Acete, lunico ad aver capito la natura divina del fanciullo, cerca di dissuadere i compagni da tale
intento, ma viene deriso. Bacco, compreso linganno che gli era stato teso, si manifesta in tutta la sua
potenza; per punizione i pirati vengono trasformati in delfini. Lunico a salvarsi Acete che diventer un
seguace del dio.

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16. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Leucotoe e Apollo


Venere, per vendicarsi di Apollo che laveva scoperta con Marte, lo fa innamorare di una mortale, Leucotoe.
Apollo, per riuscire ad averla, si trasform nella madre di lei e, entrato nella stanza dove stava tessendo con
le ancelle, riusc a rimanere solo con la fanciulla. Clizia, una ninfa innamorata di Apollo, per vendicarsi,
rivel il segreto al padre della giovane, che la pun seppellendola viva. Apollo, nel tentativo di riportarla in
vita, fece nascere una pianta dincenso sul luogo della sua sepoltura.

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17. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Clizia trasformata in girasole


Clizia era una ninfa innamorata di Apollo: quando si accorse che il dio la trascurava per recarsi da Leuctoe,
figlia di Orcamo, gelosa della fanciulla, decise di rivelare al padre lunione di sua figlia con il dio del Sole, e
questo la fece seppellire viva. Apollo, per, perduta lamata Leuctoe, non volle pi vedere Clizia, la quale,
perci, cominci a deperire, rifiutando di nutrirsi e bevendo solamente le sue lacrime. La ninfa trascorse il
resto dei suoi giorni seduta a terra ad osservare il dio che conduceva il carro del Sole in cielo senza
rivolgerle neppure uno sguardo, finch, consumata dallamore, si trasform in un fiore, che cambia
inclinazione durante il giorno secondo lo spostamento dellastro nel cielo, e perci detto girasole.

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18. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Ermafrodito e Salmace


Ermafrodito, figlio di Mercurio e Venere (in greco Ermes e Afrodite, da cui il nome), era amato dalla ninfa
Salmace. Questa, non ricambiata, lo attir nelle acque profonde mentre faceva il bagno in una fonte e chiese
agli di di potersi unire a lui per sempre. Cos diventarono un unico essere met uomo, met donna.
Ermafrodito chiese ed ottenne dai genitori che da allora chiunque si fosse immerso in quella fonte avrebbe
subito la stessa sorte.

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19. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Tizio


Nel IV libro delle sue Metamorfosi, Ovidio narra la terribile punizione di Tizio nell'Ade. Un avvoltoio
divorer il suo fegato per leternit.

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20. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Sisifo


Nel IV libro delle sue Metamorfosi, Ovidio narra la terribile punizione di Sisifo nell'Ade. Il dannato
costretto per l'eternit a sospingere, in cima ad un monte, un masso che poi rotoler di nuovo a valle.

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21. I dannati nelle Metamorfosi di Ovidio


Oltre agli eroi benefattori dellumanit protetti dai numi, la mitologia greca narra di pi fosche figure su cui
grava per leternit la collera degli dei. Alla triade canonica dei dannati (Tizio, Tantalo e Sisifo) nota gi ad
Omero, Tibullo nelle sue Elegie affiancher Issione. Anche le Danaidi entreranno tardi nel gruppo dei
dannati (soltanto a partire da autori quali Igino, Tibullo, Orazio). Soltanto nel caso delle Danaidi Ovidio
spiega (in modo molto conciso) il motivo della loro dannazione mentre non accenna in alcun modo alle
gravi colpe commesse dagli altri dannati.

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22. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Issione


Durante un banchetto con gli di, Issione cerc di avvicinare Giunone. La da si lament con Giove, il quale
modell una nuvola in modo che le somigliasse. Issione, ingannato dal suo aspetto, giacque con lei. Dal suo
seme nacquero i Centauri ed egli venne gettato nel Tartaro e legato ad una ruota rovente che gira
ininterrottamente.

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23. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Danaidi


Narra Ovidio di come agli Inferi le Danaidi attingano di continuo acqua che poi riperderanno. Punizione
quest'ultima, dovuta alla grave colpa commessa in vita: la strage dei loro cugini.

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24. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Danae


Acrisio, dopo aver consultato loracolo che gli predice la morte per mano di suo nipote, rinchiude Danae,
sua figlia in una torre. Giove per invaghitosi della fanciulla si trasforma in pioggia doro e la seduce.
Mito nelle Metamorfosi di Ovidio:La nascita di Perseo
Acrisio si accorge della gravidanza della figlia e per impedire che il fato si avveri, cio che la sua morte
avvenga per mano di suo nipote, rinchiude Danae e il piccolo Perseo in una cassa e la getta in mare. Il mito
non viene raccontato da Ovidio.

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25. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Perseo e Medusa


Perseo promise al re Polidette la testa della Gorgone come dono di nozze ed egli, convinto che non sarebbe
riuscito nellimpresa, accett. Perseo ebbe laiuto di Atena, la quale gli diede uno scudo; delle ninfe che gli
donarono dei calzari alati, il mantello dellinvisibilit, e, infine, di Mercurio, che gli diede un falcetto. Egli
riusc a uccidere la Gorgone, che aveva uno sguardo capace di pietrificare un uomo, guardandola riflessa
nello scudo. Dopo averle tagliato la testa, che mantenne il potere pietrificante, dal suo sangue sgorg
Pegaso, il mitico cavallo alato.

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26. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Minerva e Aracne


Aracne era una famosa tessitrice della Lidia che, ritenendo di essere superiore a chiunque in questarte,
commise limpudenza di sfidare Minerva, divinit protettrice della tessitura. Minerva, travestitasi da
vecchia, tent di persuadere Aracne a scusarsi per la sua impertinenza, ma la giovane non solo non accett i
consigli, ma anzi rinnov la sua sfida: questa volta la dea non si tir indietro. Minerva tess una sua vittoria,
quella riportata nella contesa con Nettuno per il possesso della citt di Atene. Aracne, invece, ricam sulla
sua tela gli amori degli di dellOlimpo con dei mortali. Il soggetto mand Minerva su tutte le furie; distrutta
la tela, si avvent contro la sua avversaria colpendola con la spola. Aracne, umiliata dallira divina, tent di
impiccarsi, ma Minerva la sottrasse alla morte trasformandola in un ragno.

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27. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Leda


Giove scorge Leda mentre si rinfresca presso un fiume e, invaghitosi della giovane, le si presenta sotto
forma di cigno. Frutto della loro unione furono due uova: dal primo nacquero i gemelli Castore e Polluce,
dal secondo Elena e Clitemnestra.

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28. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Isse e Apollo


Durante la sfida contro Minerva, per decidere chi fosse la migliore tessitrice, Aracne realizz una tela in cui
raffigur gli inganni orditi dagli dei per unirsi a delle donne mortali. Illustr, quindi, in maniera assai
realistica anche gli amori di Apollo: quando questo assunse laspetto di contadino, o quello di sparviero, o
ancora quello di leone, per riuscire a possedere delle fanciulle mortali. Infine, poi, rappresent quando il dio
si finse pastore per conquistare la bella Isse, figlia di Macareo, intenta a pascolare le sue pecore.

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29. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Meleagro e il cinghiale


Calidonio
Ciparisso era un giovane cacciatore dellisola di Ceo, amato da Apollo, che si affezion ad un cervo
particolarmente mansueto, sacro alle ninfe della campagna di Cartea. Un giorno, durante una battuta di
caccia, egli, credendolo selvatico, colp per sbaglio il cervo con la lancia, e lo uccise. Resosi conto
dellerrore, Ciparisso, afflitto ed inconsolabile, nonostante i ripetuti tentativi compiuti da Apollo, chiese agli
dei di poter essere a lutto in eterno: venne, cos, trasformato in un albero millenario, chiamato appunto
cipresso dal suo nome, che Apollo decret fosse da allora in poi di conforto ai defunti.

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30. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Ganimede


Ovidio racconta come Giove si invagh di Ganimede; trasformatosi in unaquila, rap e port sullOlimpo il
giovane, che divenne il suo coppiere.

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31. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giacinto e Apollo


Apollo sinnamor anche di un giovane della Laconia, Giacinto e per stare assieme a lui tralasci tutte le sue
principali attivit, trasportando invece le reti e tenendo i cani al guinzaglio quando questultimo andava a
caccia. Un giorno i due si spogliarono, si unsero dolio doliva, ed iniziarono una gara di lancio col disco:
Apollo lo fece volare in aria per primo, e Giacinto corse a riprenderlo, tuttavia, toccata terra, questo gli
rimbalz sul volto, ferendolo a morte. Apollo cerc di salvarlo, ma non pot nulla contro il destino; decise,
comunque, di trasformarlo in un fiore color rosso porpora, proprio come il suo sangue, e col suo stesso
nome, giacinto, affinch del giovane e del profondo dolore del dio per la sua morte si conservasse memoria
in eterno.

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32. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Pigmalione e la statua


davorio
Pigmalione il leggendario scultore di Cipro che realizz una statua eburnea di donna, talmente bella che se
ne innamor perdutamente. Chiese quindi a Venere di concedergli una sposa altrettanto bella e la dea esaud
la sua preghiera animando la statua stessa.

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33. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mirra e Cinira


Mirra, figlia di Cinira, re di Cipro, si innamor del padre; grazie allaiuto della vecchia nutrice, riusc ad
organizzare un incontro damore. Infatti, durante i festeggiamenti in onore di Cerere, la madre della ragazza
aveva fatto un voto di castit; la nutrice, allora, propose a Cinira di accoppiarsi con una giovane vergine, la
quale per non voleva farsi vedere. In questo modo Mirra riusc ad unirsi per pi volte col padre e a
rimanere incinta. Una notte per, Cinira guard lamante e si accorse che si trattava della figlia: infuriatosi
per linganno, cerc di uccidere Mirra inseguendola con una spada. La fanciulla, piangendo, chiese aiuto
agli dei che la trasformarono in un albero da cui esce una resina chiamata appunto mirra. Dopo nove mesi
dalla corteccia dellalbero nacque Adone, frutto di questo amore incestuoso.

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34. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Chione


Chione era la figlia di un valoroso re, Dedalione, ed era talmente bella, che di lei sinnamorarono sia Apollo
che Mercurio. Il messaggero degli dei decise di unirsi alla fanciulla non appena la vide, facendola
addormentare con la bacchetta che infondeva il sonno; mentre Apollo, camuffatosi da vecchia balia,
sorprese la fanciulla la notte di quello stesso giorno. Cos, in un solo giorno Chione rimase incinta di due
gemelli, Autolico e Filammone, figli rispettivamente di Mercurio e di Apollo. Tuttavia, laver dato alla luce
i figli di due divinit non dovette giovarle, quando venne punita da Diana per la sua superbia: proclamatasi,
infatti, pi bella della dea, si vide la lingua trafitta da una freccia, e mor. Per il dolore della perdita
dellamata figlia suo padre Dedalione si gett dalla cima del Parnaso, ma Apollo, pieno di compassione, lo
trasform in uno sparviero.

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35. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Aci, Galatea e Polifemo


Galatea era innamorata del giovane pastore Aci ed era a sua volta amata dal Ciclope Polifemo. Questi,
quando un giorno scopr i due amanti, infuriato, scagli una grande pietra contro di loro. Aci fu colpito a
morte; Galatea tent in ogni modo di riportarlo in vita ma riusc solo a far s che dal suo sangue nascesse un
fiume.

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36. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Apollo e la Sibilla Cumana


La Sibilla Cumana, poich amata da Apollo, ha la possibilit di esprimere un desiderio. Ella sceglie di
vivere tanti anni quanti sono i granelli di sabbia stretti in un pugno, ma dimentica di chiedere leterna
giovinezza: cos vivr a lungo ma invecchiando.

Le Metamorfosi di Ovidio

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Indice
1. La struttura delle Metamorfosi di Ovidio

2. Le Metamorfosi di Ovidio: una narrazione plastica

3. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: La Via Lattea

4. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Deucalione e Pirra

5. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Apollo e Dafne

6. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio ed Argo

7. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Pan e Siringa

8. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove, Callisto, Diana

9. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio e Batto

10. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Europa

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11. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Diana e Atteone

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12. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Tiresia

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13. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Narciso

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14. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Penteo

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15. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Bacco e i marinai di Acete

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16. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Leucotoe e Apollo

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17. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Clizia trasformata in girasole

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18. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Ermafrodito e Salmace

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19. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Tizio

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20. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Sisifo

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21. I dannati nelle Metamorfosi di Ovidio

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22. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Issione

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23. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Danaidi

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24. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Danae

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25. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Perseo e Medusa

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26. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Minerva e Aracne

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27. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Leda

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28. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Isse e Apollo

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29. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Meleagro e il cinghiale Calidonio

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30. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giove e Ganimede

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31. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Giacinto e Apollo

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32. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Pigmalione e la statua davorio

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33. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Mirra e Cinira

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34. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Chione

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35. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Aci, Galatea e Polifemo

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36. Mito nelle Metamorfosi di Ovidio: Apollo e la Sibilla Cumana

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