Sei sulla pagina 1di 9

IT WORLD

Video on demand, il 2016 anno della svolta


949 words
20 June 2016
Corrierecomunicazioni.it
CORCOM
Italian
Corpo 10 Soc. Coop, A.R.L.
Sar il 2016 l'anno del definitivo decollo dei servizi on demand in Europa, secondo ITMedia Consulting. La
societ nel suo ultimo rapporto in uscita il 28 giugno, Video on demand in Europe: 2016-2019. The future is
(also) mobile, prevede infatti che i ricavi totali del settore nell'Europa Occidentale cresceranno quest'anno al
livello pi alto, con oltre il 60% rispetto all'anno precedente, e raggiungeranno 6,549 miliardi nel 2019, con
un tasso medio di crescita annuo del 17%. Ci il risultato di profondi cambiamenti nell'accesso e nella
circolazione dei contenuti verificatisi negli ultimi anni. Gli utenti infatti consumano oggi pi contenuti che mai,
nonostante cali il consumo tradizionale di televisione, e la fruizione avviene sempre pi attraverso pi
dispositivi e in questa prospettiva l'esplosione del mobile rappresenta un fattore chiave.
I dispositivi multischermo sono disponibili in qualunque formato e dimensione e offrono ogni genere di
interazione In definitiva, lo smartphone il compagno abituale nella giornata di ogni consumatore. Una
ricerca di Deloitte mostra come il 33% degli adulti utilizzino il proprio telefono pi di 25 volte al giorno e circa il
15% di essi lo utilizzino pi di 50 volte al giorno. Spesso questo avviene mentre si guarda la televisione. La
reazione delle televisioni tradizionali e in generale dei fornitori di contenuti stata quella di rivedere le proprie
strategie in un tempo molto breve per societ di questa natura e compiere un ulteriore sforzo per restare al
passo con il nuovo trend, cercando di non perdere il ruolo centrale giocato finora e di sfruttare al meglio
questo nuovo canale di distribuzione dei contenuti. In questo contesto, la situazione infrastrutturale di un
Paese in termini di accessibilit ai contenuti (copertura e qualit della connessione a banda larga) la
precondizione essenziale per lo sviluppo dei mercati dell'audiovisivo che oggi si focalizzano sul concetto di
mobilit e dipendono completamente da internet. Evidentemente ci vale anche in rapporto all'utilizzo
crescente e massivo tramite dispositivi mobili, soprattutto quando questo avviene in termini di
complementarit con le altre modalit di accesso. Mentre i mercati della televisione a pagamento nei paesi
pi avanzati sono oggi mercati molto statici e vicini al punto di saturazione, con il numero degli abbonati che
non cresce e rimane sostanzialmente invariato, i servizi di broadband accelerano e diventano sempre pi
popolari, rappresentando l'unica prospettiva di sviluppo del settore nei prossimi anni. Il punto cruciale , in
primo luogo, la grande differenza, in termini di servizi offerti, delle due componenti principali dell'on demand:
SVOD e TVOD. I servizi TVOD ed EST (electronic sell-through) hanno poco in comune con il mercato dello
SVOD e della televisione a pagamento. Il TVOD fondamentalmente un prodotto complementare, basato su
acquisti individuali ad impulso, non solo rispetto alla pay-TV ma anche allo SVOD. Il mercato statunitense
dello SVOD con circa 61 milioni di abbonati, da solo dieci volte pi grande del mercato del Regno Unito, e
dunque di quelli francese e tedesco, che sono di un diverso ordine di grandezza e che, a dispetto della loro
crescita, sono lungi dall'essere paragonabili. In Europa c' un'evidente e forte frammentazione nei diversi
mercati nazionali. Il numero di abbonati nel Regno Unito non equiparabile a quelli dell'Europa continentale.
Dallo stesso punto di vista c' un alto livello di soddisfazione e i consumatori sono molto pi informati e
fruiscono dei servizi SVOD. Il Regno Unito il leader di un primo gruppo di Paesi come la Svezia, la
Danimarca, la Finlandia, e l'Olanda, che sono caratterizzati da un rapido tasso di adozione, con una
conseguente precoce entrata di Netflix e una reazione da parte degli operatori nazionali (broadcaster pay Tv
in primo luogo) molto forte. La seconda fascia dei mercati, tipicamente Francia e Germania, sono ancora
nuovi, e riflettono un incremento nella consapevolezza del consumatore per queste nuove forme di
intrattenimento: il numero degli abbonati cresciuto rapidamente, anche se in misura minore come take-up
iniziale rispetto alla prima fascia di Paesi, e crescer ulteriormente negli anni a venire. Tra gli altri mercati
sono meritevoli di considerazione l' Austria, il Belgio e il Lussemburgo. In una terza fascia, di mercati sin qui
poco sviluppati, appartengono Paesi del Sud Europa quali Italia, Spagna e Grecia. I nuovi servizi SVOD
accentuano la concorrenza dei media tradizionali e spesso il consumatore manca dell'accessibilit
(connessione), della cultura e dell'interesse necessari a fruire di questi servizi innovativi. Dallo stesso punto di
vista, le barriere linguistiche permangono nella maggior parte di questi Paesi. Alla luce dell'evoluzione sin qui
descritta, ITMedia Consulting prevede l'esplosione e il definitivo successo dei servizi on demand nel 2016 e
una crescita consistente nei prossimi anni. Come risultato, i ricavi totali del settore nell'Europa Occidentale
raggiungeranno 6,549 miliardi nel 2019, con un tasso medio di crescita annuo del 17%. Il TVOD, con
Page 1 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

l'entrata dei broadcaster pay e degli OTT nel business degli abbonamenti destinato a ridurre drasticamente
la propria quota di mercato passando da quasi la met del totale, a poco pi di 1/4. Il tutto a vantaggio della
SVOD che presenter le quote di mercato pi elevate, crescendo a tassi ampiamente superiori al TVOD.
Francia, Germania e Regno Unito, seppur con molte differenze, rappresentano i pi importanti paesi per il
mercato VOD dell'Europa occidentale I Big 3, con una popolazione attorno al 40% del totale, rappresentano
quasi il 60% del mercato VOD nell'Europa Occidentale, pi precisamente il 57,7% del totale nel 2016 ed il
58,8% nel 2019.
Document CORCOM0020160620ec6k0002z

Page 2 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

IT MEDIA CONSULTING
Video on demand, il futuro mobile
154 words
16 June 2016
Corrierecomunicazioni.it
CORCOM
Italian
Corpo 10 Soc. Coop, A.R.L.
Uscir il 28 giurno il rapporto ITMedia Consulting "Video on demandin Europe 2016-2019 - The future is
(also) mobile". Lo studio analizza la nuova rivoluzione di internet, destinata a modificare lo scenario
dell'industria della comunicazione, il tutto corredato da previsioni per i prossimi tre anni sul mercato del Video
on Demand in Europa. Il rapporto, spiega ITMedia Consulting in una nota, in inglese e si compone di 90
pagine di testo e contiene 58 grafici e tabelle. Offrir un quadro approfondito e pieno di dati del mercato
europeo e dei principali mercati nazionali, nonch le strategie dei principali attori (Ott, broadcasters, telcos).
"Queste caratteristiche - conclude il comunicato - fanno dell'ultimo rapporto ITMedia Consulting una delle
analisi pi vaste e complete attualmente disponibili sui principali trend dell'industria dei contenuti e sul futuro
del video on demand in Europa".
Document CORCOM0020160616ec6g0002w

Page 3 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

VIDEO ONLINE
Vivendi-Mediaset, in rampa di lancio la nuova piattaforma on demand
368 words
7 June 2016
Corrierecomunicazioni.it
CORCOM
Italian
Corpo 10 Soc. Coop, A.R.L.
Muover i primi passi sul web il grande gruppo di produzione e distribuzione di contenuti dell'Europa 'latina' a
cui Vivendi vuole dare vita. Secondo quanto rivela il quotidiano Le Figaro, il gruppo guidato da Vincent
Bollor, in ottica di creazione dell'ormai famosa piattaforma anti-Netflix paneuropea, sta lavorando a un
servizio internazionale di video on demand a pagamento che integri le piattaforme del gruppo francese con
quelle di Mediaset. Il nuovo servizio dovrebbe essere pronto a partire per il quarto trimestre dell'anno. Non
dalla Francia, bens dalla Germania, dove Vivendi controlla la piattaforma Watchever. Cos facendo, almeno
all'inizio l'emittente non dovr sottostare alle rigide regole di Parigi sull'eccezione culturale, ovvero l'obbligo di
dare spazio a una determinata quantit di contenuti di produzione nazionale.
N versare l'oneroso contributo al fondo per il sostegno all'audiovisivo, imposti anche alle piattaforme digitali
nonostante le forti pressioni dei provider di telecomunicazioni negli anni scorsi. Il progetto di Bollor,
sottolinea il quotidiano francese, prevede poi di espandere il progetto alla Francia, usando la piattaforma
CanalPlay, e poi a Italia e Spagna, usando in particolare il portale Infinity del gruppo Mediaset. Per i
contenuti, la nuova entit potrebbe contare sugli ampli cataloghi del Gruppo italiano e di StudioCanal, la
societ di produzione del gruppo Canal+, che saranno poi integrati da una decina di serie nuove all'anno per
tre o quattro anni. Il bacino di abbonati di partenza sarebbe gi vicino al milione e mezzo: 600mila portati in
dote da Infinity e CanalPlay e 300 da Watchever. Nella sfida a Netflix il canale di Vivendi potrebbe avere
inoltre un piccolo, involontario aiuto dalla Commissione europea. A Bruxelles infatti in discussione la nuova
direttiva sui servizi di media audiovisivi, che dovrebbe imporre a tutte le piattaforme video on demand attive in
Europa, incluse quelle americane, l'obbligo di dedicare almeno il 20% dello spazio a produzioni realizzate in
Paesi dell'Unione. Tra tempi di approvazione e trasposizione nelle legislazioni nazionali, per, le nuove
regole non dovrebbero essere attive prima di un anno e mezzo, e potrebbero farsi attendere anche tre anni.
Document CORCOM0020160607ec670002t

Page 4 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

Vivendi: verso 'Netflix europea', al via dalla Germania


372 words
7 June 2016
18:19
ATS - Agenzia Telegrafica Svizzera
ATI
Italian
SDA/ATS Home page address:
Muover i primi passi sul web il grande gruppo di produzione e distribuzione di contenuti dell'Europa 'latina' a
cui Vivendi vuole dare vita.
Secondo quanto rivela il quotidiano Le Figaro, il gruppo guidato da Vincent Bollor ha gi elaborato il
progetto di lancio di una "Netflix paneuropea", un servizio internazionale di video on demand a pagamento
che integri le piattaforme del gruppo francese con quelle di Mediaset, grazie agli accordi siglati a inizio
primavera.
Il nuovo servizio dovrebbe essere pronto a partire per il quarto trimestre dell'anno, non in Francia ma in
Germania, dove Vivendi controlla la piattaforma Watchever.
In questo modo, almeno per il primo periodo l'emittente non dovr sottostare alle rigide regole di Parigi
sull'eccezione culturale, ovvero l'obbligo di dare spazio a una determinata quantit di contenuti di produzione
nazionale, n versare l'oneroso contributo al fondo per il sostegno all'audiovisivo, imposti anche alle
piattaforme digitali nonostante le forti pressioni dei provider di telecomunicazioni negli anni scorsi.
Il progetto di Vincent Bollor prevede poi di espandere il progetto alla Francia, usando la piattaforma
CanalPlay, e poi a Italia e Spagna, usando in particolare il portale Infinity del gruppo Mediaset. Per i
contenuti, la nuova entit potrebbe contare sugli ampli cataloghi del gruppo del Biscione e di StudioCanal, la
societ di produzione del gruppo Canal+, che saranno poi integrati da una decina di serie nuove all'anno per
tre o quattro anni.
Il bacino di abbonati di partenza sarebbe gi vicino al milione e mezzo, di cui 600 mila a testa portati in dote
da Infinity e CanalPlay e 300 da Watchever. Nella sfida a Netflix il canale di Vivendi potrebbe avere inoltre un
piccolo, involontario aiuto dalla Commissione europea.
A Bruxelles infatti in discussione la nuova direttiva sui servizi di media audiovisivi, che dovrebbe imporre a
tutte le piattaforme video on demand attive in Europa, incluse quelle americane, l'obbligo di dedicare almeno
il 20% dello spazio a produzioni realizzate in Paesi dell'Unione. Tra tempi di approvazione e trasposizione
nelle legislazioni nazionali, per, le nuove regole non dovrebbero essere attive prima di un anno e mezzo, e
potrebbero farsi attendere anche tre anni.
Document ATI0000020160607ec6700b9l

Page 5 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

>>>ANSA/ Vivendi: verso 'Netflix europea', al via dalla Germania.


di Chiara Rancati
390 words
7 June 2016
18:14
ANSA - Political and Economic News Service
ANSAPE
Italian
2016 ANSA.
In Italia con Mediaset, sfrutter catalogo e nuove produzioni
(ANSA) - PARIGI, 7 GIU - Muover i primi passi sul web il grande gruppo di produzione e distribuzione di
contenuti dell'Europa 'latina' a cui Vivendi vuole dare vita. Secondo quanto rivela il quotidiano Le Figaro, il
gruppo guidato da Vincent Bollor ha gi elaborato il progetto di lancio di una "Netflix paneuropea", un
servizio internazionale di video on demand a pagamento che integri le piattaforme del gruppo francese con
quelle di Mediaset, grazie agli accordi siglati a inizio primavera.
Il nuovo servizio dovrebbe essere pronto a partire per il quarto trimestre dell'anno, non in Francia ma in
Germania, dove Vivendi controlla la piattaforma Watchever. In questo modo, almeno per il primo periodo
l'emittente non dovr sottostare alle rigide regole di Parigi sull'eccezione culturale, ovvero l'obbligo di dare
spazio a una determinata quantit di contenuti di produzione nazionale, n versare l'oneroso contributo al
fondo per il sostegno all'audiovisivo, imposti anche alle piattaforme digitali nonostante le forti pressioni dei
provider di telecomunicazioni negli anni scorsi.
Il progetto di Vincent Bollor prevede poi di espandere il progetto alla Francia, usando la piattaforma
CanalPlay, e poi a Italia e Spagna, usando in particolare il portale Infinity del gruppo Mediaset. Per i
contenuti, la nuova entit potrebbe contare sugli ampli cataloghi del gruppo del Biscione e di StudioCanal, la
societ di produzione del gruppo Canal+, che saranno poi integrati da una decina di serie nuove all'anno per
tre o quattro anni. Il bacino di abbonati di partenza sarebbe gi vicino al milione e mezzo, di cui 600 mila a
testa portati in dote da Infinity e CanalPlay e 300 da Watchever.
Nella sfida a Netflix il canale di Vivendi potrebbe avere inoltre un piccolo, involontario aiuto dalla
Commissione europea. A Bruxelles infatti in discussione la nuova direttiva sui servizi di media audiovisivi,
che dovrebbe imporre a tutte le piattaforme video on demand attive in Europa, incluse quelle americane,
l'obbligo di dedicare almeno il 20% dello spazio a produzioni realizzate in Paesi dell'Unione. Tra tempi di
approvazione e trasposizione nelle legislazioni nazionali, per, le nuove regole non dovrebbero essere attive
prima di un anno e mezzo, e potrebbero farsi attendere anche tre anni. (ANSA)
Document ANSAPE0020160607ec6700akl

Page 6 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

Chili emette 1,875 mln di minibond. Li sottoscrive Unicredit


BeBeez
313 words
20 April 2016
06:57
Bebeez.it
BEBIT
Italian
Copyright BeBeez.it
Chili, la piattaforma internet di contenuti video on demand controllata (tramite la Brace srl) al 48,1% dal
candidato sindaco di Milano, Stefano Parisi, e partecipata da Antares Private Equity (al 24%), da Investinchili
(al 14,8%) e dal fondo Negentropy Capital (al 6,8%), ha emesso un minibond da 1,875 milioni di euro, che ha
sottoscritto tutto Unicredit. Lo ha scritto ieri MF Milano Finanza, ricordando che la nuova operazione avviene
a poca distanza dall'emissione di un bond convertibile da 3 milioni che era stato sottoscritto per 2,2 milioni lo
scorso marzo dal fondo Negentropy Special Situations. Quest'ultimo fondo, peraltro, aveva gi sottoscritto nel
luglio 2014 e nel luglio 2015 due prestiti obbligazionari convertibili per un totale di 2 milioni.
Nel verbale dell'assemblea di Chili che nei giorni scorsi ha varato l'emissione del nuovo prestito
obbligazionario, si legge che il presidente e amministratore delegato della societ, Giorgio Tacchia, ha
precisato che obiettivo dell'emissione di assicurare alla societ una congrua provvista di mezzi finanziari",
che all'atto dell'emissione il prestito stato interamente sottoscritto da Unicredit" e che le obbligazioni
saranno incluse in un portafoglio di minibond, anch'essi sottoscritti da Unicredit".
Il portafoglio beneficia della garanzia diretta del Fondo Centrale di Garanzia e perci Chili beneficer di
un'agevolazione in termini di minor costo complessivo del finanziamento. Il prestito, con scadenza nel 2021,
paga una cedola variabile pari al tasso euriboir a 3 mesi pi 390 punti base.
L'assemblea di Chili ha poi integrato il Cda con la nomina di Massimiliano Benedetti. Quest'ultimo un nome
noto nel mondo del business in rete, visto che stato direttore marketing di Yoox e attualmente azionista di
Xceed (lanciata fra gli altri dal private equity 360 Capital), Home Food e Biocom.
Document BEBIT00020160420ec4k00002

Page 7 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

corriereconomia
Confronti Il consolidamento del settore e l'espansione del gruppo americano guidato in Italia da
Marinella Soldi: salito sul podio dell'audience; Media La regina (scomoda) della televisione
Maria elena zanini
935 words
11 April 2016
Corriere della Sera
CORDES
8
Italian
(c) CORRIERE DELLA SERA
Vivendi e Mediaset vanno a nozze nella pay, ma il terzo incomodo Discovery si fa largo tre le emittenti
gratuite
Firmato l'accordo tra Mediaset e Vivendi, con uno scambio azionario del 3,5% e una valutazione dell'intera
Premium di circa 800 milioni, ora per le due societ e per il settore tv pay italiano (e non solo) si aprono nuovi
scenari. Anche grazie all'intenzione sempre apertamente dichiarata di Vivendi, proprietaria tra l'altro della pay
Tv francese Canal Plus e del 24,9% di Telecom Italia, di voler investire in contenuti nel Sud Europa per
costruire un gruppo media latino con partner chiave delle telecomunicazioni creando una piattaforma di
contenuti video on demand simile a Netflix.
Le prospettive
un accordo che andava fatto - commenta Alessandro Araimo, Senior Vice President e Coo di Discovery
Networks Southern Europe (Italia, Spagna, Portogallo, Francia) -. Rispetto al resto dell'Europa, il mercato
italiano piuttosto atipico: troppi canali free to air (fta) e un settore pay decisamente poco sviluppato rispetto
agli altri cugini europei. Un consolidamento necessario e probabilmente non l'ultimo. Secondo Araimo un
ruolo importante e da non sottovalutare nel cambiamento del mercato pay, lo avranno anche gli operatori di
telefonia. In Italia gli operatori di telecomunicazioni non si sono mai messi veramente messi in gioco, come
invece successo in Spagna, spiega, con un riferimento a Telefonica, l'operatore spagnolo che, creando
una cospicua base di sottoscrittori, aveva fondato Via Digital, poi diventata Canal+ in seguito alla fusione nel
2003 con Canal Satlite Digital.
E anche lo sviluppo della banda larga in cui sono coinvolti pi che attivamente Enel, Wind e Vodafone avr
una parte decisamente interessante. Cos come la stessa Discovery Italia, guidata dall'amministratore
delegato Marinella Soldi, leader del gruppo, e direttore generale di Discovery Networks Sud Europa. Il
gruppo, forte dei risultati, e della sua storia, pu proporsi nel panorama televisivo italiano, non solo come il
terzo polo a sorpresa dopo Sky e Mediaset, ma come uno degli operatori internazionali (con la casa madre
Discovery) in grado di consolidare il settore.
In Italia dal 1997 con un'offerta di canali pay in esclusiva su Sky, a partire dal 2010 Discovery Italia ha esteso
la sua presenza anche al free to air, prima con Real Time (ottavo canale nazionale per share) poi con Dmax.
Abbiamo portato nella tv italiana un nuovo genere, il factual entertainment . E adesso stiamo
progressivamente sviluppando l'offerta editoriale, allargandoci alla fiction, allo sport, all' observational reality e
a molto altro ancora. Discovery Italia oggi conta 13 canali tra digitale, satellite free e pay, con accordi anche
con Mediaset Premium per la trasmissione di Eurosport 1 ed Eurosport 2. A gennaio dello scorso anno al
portfolio si aggiunto anche il tasto 9, acquisito dalla dal Gruppo Editoriale L'Espresso, un canale neo
generalista su cui il gruppo punta molto. Con questa acquisizione abbiamo in qualche modo completato la
nostra offerta. Stiamo testando progetti differenti, dall'intrattenimento pi tradizionale a nuovi format per
attrarre un pubblico giovane, con un potere d'acquisto pi elevato rispetto alla media, stufo dei contenuti delle
altre tv generalista. E a proposito di contenuti, lo scorso anno il gruppo ha acquisito i diritti di trasmissioni
delle Olimpiadi (dal 2018 al 2024) per l'Europa con un investimento di 1,3 miliardi.
I numeri
Per ora non abbiamo bisogno di crescere con acquisizioni. E del resto non ci sono target interessanti, per
integrare la nostra offerta. Ma mai dire mai. Facciamo bene quello che stiamo gi facendo, consapevoli di
essere in un momento di grande fermento per il mercato televisivo italiano, in costante crescita, sia in termini
di ascolti sia in termini di pubblicit.
I numeri confermano la bont delle scelte strategiche e la particolarit del mercato italiano. Dei 220 Paesi in
cui siamo presenti, l'Italia quello pi importante per la raccolta pubblicitaria, pi del Regno Unito, della
Page 8 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.

Germania e dei Paesi del Nord (i "nordics") dove abbiamo una presenza simile per contenuti e peso a quello
che Mediaset per noi. In generale, la raccolta televisiva per il 2015 stata positiva, chiudendosi con un
leggero incremento rispetto al 2014, da 3,62 miliardi a 3,64. Un cambiamento evidentemente poco sensibile,
ma che conferma il trend positivo. E di questa torta, Discovery riuscita a portare a casa lo scorso anno
225,4 milioni (secondo le stime della Nielsen) contro i 185,1 del 2014, superando La7. Ma non solo. In termini
di ascolti Discovery Italia ha chiuso il 2015 sul podio degli editori televisivi nazionali, al terzo posto, con il
6,4% di share (+9% rispetto al 2014) e la prospettiva di crescere ancora dato che nel primo trimestre di
quest'anno lo share stato del 6,5% registrando un aumento a doppia cifra anno su anno (+18% sul primo
trimestre 2015).
Per raggiungere questi risultati abbiamo seguito la logica del brand destination : abbiamo creato un brand
forte e attrattivo che veicola contenuti all'altezza del nome. Il passo successivo stato quello di non
focalizzarci unicamente si una fruizione lineare, ossia televisiva del prodotto, ma abbiamo pensato a
un'integrazione dei media che coinvolgesse anche i contenuti digitali. Con questo obiettivo a giugno
Discovery Italia ha lanciato Dplay, piattaforma online che permette di vedere e rivedere i video in streaming,
integrando (e non sostituendo) la tv.
@mezanini
RIPRODUZIONE RISERVATA
Document CORDES0020160411ec4b0006g
Search Summary
Text

video on demand

Date

In the last year

Source

All Sources

Author

All Authors

Company

All Companies

Subject

All Subjects

Industry

All Industries

Region

All Regions

Language

Italian

Results Found

168

Timestamp

22 June 2016 9:54

Page 9 of 9 2016 Factiva, Inc. All rights reserved.