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IERI LA SHOAH E OGGI IL

PREGIUDIZIO
In questanno scolastico la classe 3^D ha affrontato limportante tematica della Shoah, che rimarr
impressa nella storia dellumanit come uno dei pi grandi genocidi; che ha visto come
protagonisti milioni di ebrei. Essi furono deportati in campi di concentramento e sterminio,
solamente a causa del volere di un uomo, sostenitore dei propri ideali completamente sbagliati e
infondati, capaci di condizionare un intera societ e di condannare un popolo innocente.
Il termine Shoah proviene dalla lingua ebraica, significa catastrofe, ed utilizzato per indicare la
distruzione pianificata della popolazione ebraica, organizzata e diretta dal regime tedesco nazista
con a capo il dittatore Adolph Hitler. Questultimo utilizza come motivazione per attuare il suo
piano di conquista dello spazio vitale in Europa, lo sterminio delle razze inferiori attraverso la
propaganda dellantisemitismo, cio lideologia razzista ostile agli ebrei, ai quali vengono attribuite
colpe e responsabilit dei mali della societ, senza alcuna valida ragione. In questo modo divennero
il capro espiatorio scelto da Hitler per illudere i tedeschi che le ragioni della caduta della
Germania, non risiedessero nel popolo ariano, da considerare superiore, ma in cause esterne.
Il popolo discendente da Sem, secondo varie teorie, venne colpevolizzato di aver causato una grave
crisi economica perch in molti erano grandi capitalisti e padroni della finanza, inoltre erano anche
accusati di aver provocato la perdita della prima guerra mondiale con la teoria del cosiddetto
complotto ebraico e di aver dilagato il capitalismo e il comunismo allintero dello stato.
La discriminazione ebbe inizio nel settembre del 1935 a Norimberga quando, durante un incontro
tra i maggiori esponenti del partito nazista, vennero emanate due nuove leggi che condizionarono
da subito la vita degli ebrei. Infatti con la prima definita Cittadinanza del Reich ad essi venne
negata la partecipazione alla vita civile e la possibilit di usufruire dei diritti politici.
Mentre nella seconda Per la protezione del sangue furono proibiti matrimoni e relazioni miste
tra ariani ed ebrei, separando definitivamente questultimi dal resto della societ. In seguito furono
ulteriormente isolati in determinati quartieri definiti ghetti, dove le condizioni di vita erano
difficili, per il sovraffollamento, per la mancanza di viveri e per le scarse condizioni igieniche.
Dopo la Notte dei cristalli nel 1938, i primi ebrei furono internati nei campi di concentramento, gi
in uso dal 1933 per rinchiudervi allinterno prigionieri politici, dissidenti e persone appartenenti al
regime definite asociali. Non bisogna dimenticare per che non furono solo gli ebrei i perseguitati,
ma tra i gruppi vi erano anche gli omosessuali, gli zingari, i sacerdoti di diverse professioni
religiose, i testimoni di jeova, gli immigrati e i criminali comuni. La vita in questi luoghi era
disumana. Una volta arrivati tramite lunghi treni in cui erano ammassati per giorni senza ricevere
cibo e acqua, come animali, si trovavano a dover superare una seconda prova per lottare e ottenere
pi possibilit di sopravvivere. Dunque una selezione li catalogava e stabiliva chi fra loro era pi
forte e pronto a svolgere gli sforzi fisici a cui erano destinati, e chi invece era troppo debole e
doveva andare immediatamente incontro alla morte. Questultimi venivano portati nei campi di
sterminio; vere e proprie fabbriche di morte escogitate con lunico scopo di uccidere il maggior

numero di persone. Donne, bambini e anziani erano la maggioranza a morire nelle camere a gas e
nei forni crematori, perch considerati improduttivi. Ma forse da un certo punto di vista la sorte

nei loro confronti era stata pi generosa, perch li aveva sottratti a numerosi sfruttamenti e
soprusi, che condannarono invece a una lenta e dolorosa morte chi visse nei campi di
concentramento; patendo fame, freddo e sofferenze estenuanti.
Gli alunni della classe inoltre hanno potuto comprendere al meglio ci che accaduto attraverso la
visione e lascolto di testimoni che hanno vissuto in prima persona lorrore di questa realt. Le
parole di Liliana Segre hanno molto colpito e raccontato nei minimi particolari i sentimenti da lei
provati. Lunico obiettivo era lannientamento dellidentit ripete pi volte, esprimendo tutta la
sua ira e tristezza nel ricordare quegli anni del suo passato, in cui provava unestrema solitudine in
mezzo ad una moltitudine di persone nella sua stessa situazione. Ma, fortunatamente, spiega anche
come ha fatto a salvarsi, forse grazie al suo spirito di bambina tredicenne, viaggiando con la
fantasia e affidandosi alla luce di una stella, che lha aiutata a lottare contro chi voleva che
diventasse solamente uno dei tanti numeri.
Dal vivo il gruppo di studenti ha anche visitato, presso la citt di Trieste, meta della gita
scolastica, una struttura un tempo adibita a campo di concentramento, il lager La risiera di San
Sabba o meglio definito campo di detenzione di polizia, uno dei quattro presenti in Italia, ma
lunico dotato di forno crematorio. Venne utilizzato principalmente come luogo di transito, mentre
per le vittime della persecuzione politica o di crimini di guerra divenne un carcere famoso per la
sua violenza, in cui non si era giudicati da giudici e si veniva condannati senza processo.
Qui abbiamo notato, in una stanza attraverso pannelli elettronici e strumenti tecnologici, che
particolarmente intensa fa la pulizia razziale del territorio lungo il litorale adriatico da parte
delle autorit naziste, quindi compresa la zona di Cesena e dintorni. Questa terribile realt ci
sembrata cos lontana da quella che da sempre ci siamo immaginati. Nessuno pensava che la
deportazione di massa avesse coinvolto anche alcune famiglie cesenati. Ci stato chiarito in
occasione di unuscita didattica, per le vie del centro storico, poich il gruppo ha aderito al
progetto Memowalk. E stata una vera e propria camminata nella storia e la citt ha rivelato la
sua parte ebraica e la testimonianza di diversi personaggi che hanno rivissuto attraverso la voce e
la recitazione di alcuni attori. Le spiegazioni fornite tramite audioguide hanno fatto emergere che
tre principalmente furono le famiglie ebre che vivevano a Cesena durante la 2^ guerra mondiale,
ma di queste solo una riusc a salvarsi dallo sterminio nazista: quella dei Mondolfo. Emanuele il
marito fu per lungo tempo primario dellospedale Bufalini, ma con lemanazione delle leggi razziali
in Italia, fu destituito dalla carica. Aiutati dagli amici, che non li avevano abbandonati, lui e la
moglie riuscirono a rifugiarsi, tramite un monaco dellAbbazia del Monte, in Svizzera, paese
neutrale e quindi al sicuro dallavanzata del Reich.
Invece purtroppo per i Saralvo e i Iacchia il destino fu pi crudele; infatti furono deportati e spediti
ad Auschwitz da cui pi nessuno fece ritorno. Lasciati nel momento del bisogno, furono arrestati e
portati alla stazione dai coetanei verso cui provavano grande fedelt, ascoltando le loro
giustificazioni sostenute dalle scuse dimpotenza.

Nel corso di questi eventi molti si ritennero non responsabili dellannientamento di quelle milioni
di vite umane, ma in realt come sostiene il poeta Primo Levi; tutti coloro che non agirono in
nessun modo al fine di salvare gente comune considerata diversa o che non si opposero di fronte al
male, contribuirono alla morte del popolo ebreo. Levi prima della deportazione era un chimico
torinese ebreo, che colpito dalle leggi razziali, visse nel campo di concentramento di Auschwitz,
dove la sua vita fu segnata profondamente e per sempre. A guerra finita torn a Torino e pubblic

nel 1947 il famosissimo volume Se questo un uomo, testimonianza della tragica vita dei
deportati. Dellautore abbiamo letto un brano, tratto dallopera, dal titolo La demolizione di un
uomo. Importanti concetti sono racchiusi nelle parole dello scrittore tra cui la demolizione della
persona; infatti privati di tutto, dai beni materiali, alle persone care e persino del nome, si finiva
per perdere anche la cosa pi preziosa al mondo: s stessi e la propria identit. Arrivati al fondo al
limite della sopravvivenza si correva il rischio di diventare vuoti.
Inoltre con la lettura della poesia estrapolata dal testo, Levi intende lanciare una maledizione su
coloro che vogliono dimenticare ci che successo e su chi si comportato con atteggiamento
indifferente verso le vittime della Shoah, definendolo con lappellativo di persona grigia.
Tutti come dice numerose volte lautore siamo responsabili della nostra quotidianit, a noi spetta
dimostrare che nella vita si pu sempre scegliere, facendoci padroni del proprio destino e seguendo
la retta coscienza, ponendoci lobiettivo di non compiere di nuovo gli stessi errori del passato.
Per essere in grado di fare ci necessario comprendere e conoscere in modo approfondito la
storia del mondo, come la classe ha fatto mossa da curiosit e interesse verso largomento.
Gli alunni per hanno appreso come, nonostante questi grandi fenomeni che hanno segnato e per
sempre continueranno a segnare la storia dellintera umanit, ancora oggi continuano a verificarsi
atti definiti razzisti. La parola razzismo ha il significato di manifestare diffidenza e poi disprezzo
nei riguardi di coloro che si presentano con caratteristiche differenti, rifiutando lintegrazione di
questi soggetti nella societ e allinterculturalit, ossia lo scambio di culture. Quasi nessuno si
rende conto di ci che ancora oggi accade, dato che mostrare diffidenza verso lo sconosciuto
appare come un comportamento che rientra nella sfera della normalit perch molto diffuso. Ma
comunque rimane ingiusto, come spiega il brano di Tahar Ben Jellan.
Gli uomini sbagliano perch sono esseri umani, ma devono imparare a correggersi per evitare che
ci si ritrovi in situazioni simili a quelle del passato. Per fare ci dovrebbero iniziare ad osservare il
comportamento naturale dei pi piccoli, maestri di condivisione e fraternit; dato che il pregiudizio
un male che si apprende nellinvecchiare. Un male stupido determinato dalla paura, dalla
minaccia che si prova da chi diverso in parte da noi cerca di entrare in una nuova comunit, che
anche a lui suscita timore, poich se riflettiamo bene ognuno di noi diventa straniero se si trova in
terra straniera. Perci io personalmente proporrei lutilizzo e la pratica di quattro parole molto
importanti, scoperte nuovamente dalla 3^D nel lungo progetto inerente al tema dei diritti umani,
ma oggi in calo dutilizzo: Reciprocit, Scambio, Condivisione e Collaborazione.
Da questo percorso di studio, con i traguardi principali di conoscere il fenomeno della
deportazione nel periodo nazista e di riflettere sulle comuni azioni nel nostro presente, la classe ha

appreso principi fondamentali per vivere in societ e continuare a mantenere la pace in futuro,
necessari nella vita di ogni giorno. Detto ci ognuno deve godere dei diritti che gli spettano
perch essere umano.

Carolina Casadei 3^D