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Eleonora Duse Capocomica (Simoncini)

1.Le compagnie rapite


Nella stagione teatrale 1880-1881 la Duse esord nella compagnia torinese del caratterista Cesare
Rossi. Gi da quel momento Eleonora manifest la sua capacit capocomicale: fece scritturare
anche il padre, pose alcune modifiche al contratto. Divenne in poco tempo prima attrice al fianco di
Flavio And, introdusse nel repertorio opere selezionate da lei (Verga, Dumas, Sardou..) e si pose
al fianco del capocomico per dividerne gli oneri e la gloria. Nel 1881 spos il generico primario
della compagnia Tebaldo Checchi che divenne il suo agente ed amministratore.
Rossi faceva sempre pi fatica a mantenere le redini della compagnia che nella stagione teatrale
1885-1886 divenne la Compagnia Rossi-Checchi-Duse.
La scadenza delle sovvenzioni al Teatro di Carignano obbligarono al nomadismo la compagnia, nel
1885 cominci una tournee in Sudamerica. Il viaggio non era congeniale a Rossi che mancava nel
saper tenere disciplina nel gruppo. Nonostante tutti gli affari andavano bene.
In Sudamerica Eleonora intrecci una relazione con Flavio, Checchi si separ da lei. La
compagnia si sciolse poi nel 1887.
Eleonora form la sua prima compagnia indipendente la Compagnia Drammatica della Citt di
Roma. Chiamo a se Flavio And e pochi elementi poco costosi, giusto per intraprendere lunghe
tournee all'estero. Nel 1894 sciolse anche questa compagnia.
La capocomica trapel quindi la compagnia di Rossi, la scrittur in blocco, a Rossi rimase solo la
condizione di subordinato salariato. Anche questa volta la collaborazione non ebbe buon esito, la
Duse era insoddisfatta per l'impreparazione dimostrata dagli attori che non erano in grado di
sostenere l'impatto con un pubblico di cultura diversa. La conduzione di Eleonora degna di un
capitano d'industria contro l'artigianalit domestica di Rossi.
Nel 1899 trapel invece la compagnia della Regia Scuola di Recitazione di Luigi Rasi. Con Rasi
l'amicizia durava da lungo tempo, nel 1822 lui la vide in recita a Roma, nel 1883 recitarono insieme
e infine nel 1901 egli scrisse una biografia sulla Duse.
Per Rasi la Duse er un incomparabile esempio di professionalit e di identit artistica. Nel 1899
quindi non esit a concederle la Compagnia dei Comici Affezionati per la sua tournee europea.
La Duse aveva libera scelta sulle sorti degli attori e decise di escludere dal progetto proprio la
punta di diamante della scuola di Rasi, la prima attrice Teresa Franchini. Contando sulla presenza
in repertorio della piece dannunziana Gioconda, Rasi port con se la sua prima attrice, sperando
che il doppio ruolo femminile le avrebbe permesso di esibirsi accanto ad Eleonora. La Duse decise
invece di escluderlo insieme a La Gloria, per lo scarso successo riscontrato e la difficolt della
messa in scena.
Ma Eleonora aveva promesso a D'Annunzio che avrebbe rappresentato la Gioconda, la questione
sarebbe stata affrontata dunque a Berlino, tappa prestigiosa della tournee. La Duse decise infine di
non metterla in scena, provocando le ire dell'autore ma salvaguardandosi da un disastro
annunciato. La Franchini non era all'altezza del ruolo e lei stessa non provava empatia col
pubblico. La reazione di D'Annunzio fu repentina, massacr in un'intervista la categoria degli attori,
la compagnia di conseguenza non volle pi interpretare le sue opere. Dopo molte richieste da
parte dell'attrice, l'autore sment le sue dichiarazioni ristabilendo la pace nella compagnia che
finalmente esord con la Gioconda a Bucarest. Fu un grande successo.

2.Le prove e gli attori


Secondo le biografie la Duse era refrattaria elle prove. E' certo che si occupasse con diligenza e
cura all'arredo scenico e si preoccupasse dell'affiatamento tra gli attori. Le sue prove in realt
erano trascurate e poco ortodosse ma comunque ben condotte, visti i risultati in scena. La Duse
non cercava la perfezione era anzi protesa verso la non riproducibilit, si poneva in essere una
forma artistica aperta ed eternamente rinnovabile. Ella studiava i suoi partner in modo da
sorprenderli in scena, producendo quindi reazioni incontrollate ma naturali, emozioni vive e reali,
che si ripercuotevano sulla platea. Li voleva ignari e plasmabili nelle sue mani. La sua appare
quindi come una strategica trascuratezza.
Durante le sue prove vige il silenzio e la disciplina, si prodiga in consigli e insegnamenti anche
verso i singoli.

Il suo lavoro appare quindi pi simile a quello del regista cinematografico, effettua un vero e
proprio montaggio in itinere a seconda delle circostanze.
La stabilit delle sue compagnie, i fedelissimi che per lunghi anni la affiancano appaiono dunque
volti a favori l'ensamble.
Le prove erano comunque quotidiane e prima delle tournee importanti era buona norma dedicarsi
a periodi di studio e ritiro intensivi.
Mai, a parte che per le opere di di D'Annunzio, Eleonora accett di rinunciare al suo compito di
concertatrice, non aderendo quindi al nuovo modello di capocomico auspicato dai riformatori, un
capocomico solo attore, il regista avrebbe pensato al resto.
Nelle compagnie dusiane ritroviamo sei veterani impegnati in ruolo importanti. Questo era dettato
dalla necessit di avere formazioni stabili e garantite nelle tournee ma anche funzionali ad
innescare la sua arte recitativa.
I primi attori furono Flavio And e Carlo Rosaspina.
And non era figlio d'arte e l'accompagno negli anni giovanili della sua carriera. Come la Duse non
possedeva il fisico adatto alla posa tragica ed era propenso per i ruoli di innamorato. Formarono
una eccezionale coppia in scena, l'intesa era perfetta. Aveva gesti posati che riequilibravano il
disordine di Eleonora, la sapeva seguire ed indirizzare, era un attore generoso che non cercava di
primeggiare a tutti i costi. Le era di sostegno anche come direttore ma non seppe mai rinnovarsi
rimanendo fermo al ruolo di innamorato.
Rosaspina, nonostante l'iniziale diffidenza di Eleonora, seppe porsi come ottima spalla della prima
attrice. In realt procedeva a corrente alterna, ma la nuova Duse, pi sicura e meditativa, riusciva
a condurlo efficaciemente nei suoi giochi scenici.
Il pi devoto fra gli attori dusiani fu il generico primario Ciro Galvani. Era una sorta di jolly che
all'occorrenza sapeva ricoprire ogni ruolo ed era perfetto negli eventi speciali ed esclusivi. Sapeva
calarsi nelle singole parti ed era un ottimo dicitore di versi che per necessitava una sorveglianza
continua ed accurata.
Ettore Mezzanti era in qualche modo il vice della Duse. Il caratterista rimase al fianco dell'attrice
per 18 anni.
I coniugi Galliani e Alfredo Geri (seconda donna, brillante e generico) furono gli altri veterani. Geri
fu inoltre il segretario e responsabile della gestione logistica della compagnia.
Nel 1905 la Duse affront una crisi che si ripercuote sulla compagnia. Nonostante il ritorno alle
scene piena di energia , gli attori nutrivano dubbi circa il loro destino. Nel 1906 ripresero le tournee
gi programmate, Mazzanti lasci il posto di vice ma mantenne il ruolo di caratterista. Per il nuovo
anno comico gli attori vennero riconfermati a parte Rosaspina che era rimasto a Parigi per aprire
una scuola di recitazione. Il crollo fisico di Eleonora per blocc nuovamente i lavori. La Duse
decise di sciogliere la compagnia e pagare la penale agli attori.
Quando qualche mese dopo riprese l'attivit nessuno dei suoi veterani era con lei.
La collaborazione con D'Annunzio tocc ogni parte della sua esistenza di donna e artista. Per lei
era l'occasione di una liberazione dal sistema teatrale che la costringeva entro certi limiti, poteva
sperimentare ma anche rischiare molto.
L'intesa fu perfetta fin da subito, la Duse voleva essere partecipe ed artefice di un rinnovamento
del teatro italiano, rinunciando persino al ruolo di capocomica.
L'esperimento con la Citt Morta non ebbe l'esito sperato ma, insieme a Zacconi formo una Unione
per la promozione in Italia della drammaturgia dannunziana. Anche questa volta fu un insuccesso.
Eleonora cerc dunque dei finanziatori per il suo progetto, anelava persino alla fondazione di un
teatro stabile con D'Annunzio.
Nel 1901 ricostitu l'Unione con Zacconi e D'Annunzio divenne onnipresente come direttore della
messinscena. Nonostante l'impegno per la rappresentazione della Francesca da Rimini, la Duse
non era pi in sintonia con l'autore. Riemergeva prorompente la capocomica.
Dopo vari tentativi sciolse l'impegno e si dedic a nuovi progetti, come la rappresentazione di
Ibsen.

3.Tournee agenti impresari


Nei mesi estivi, pausa intermedia dell'anno comico, la Duse intratteneva le sue relazioni
manageriali per la definizione delle nuove tournee. Si rivolgeva quindi ad attori e impresari con
costanza e dedizione in modo da programmare e tenersi aperta diverse strade. Tra gli agenti
stranieri con i quali intrattenne corrispondenze e relazioni di lavoro compaiono Braga, Ulmann,
Shurmann, Tancer, Tyler e Smith, ciascuno specializzato in una diversa area geografica,
rispettivamente Penisola Iberica, Svizzera e Costa Azzurra, Parigi, Austria e Germania e infine
Stati Uniti.
La Duse forma le sue compagnie in relazione ai progetti intrapresi con contratti solitamente
biennali o triennali, un'eccezione per quell'epoca.
Grazie a Tyler e Smith intraprese nel 1902 una viaggio in America, dagli esiti incerti. Nonostante i
problemi e nonostante D'Annunzio, fu accolta molto calorosamente
Il repertorio della Duse appare come un poema per frammenti. Avevano vita a se stante ma celano
anche un filo conduttore volto a dimostrare le grandi capacit dell'attrice. Il repertorio consta
principalmente in un nucleo di 24 copioni tra i quali alcuni possono essere definiti i cavalli di
battaglia destinati a rappresentarla degnamente nei giri internazionali. I pi importanti sono
dunque:
La signora delle camelie e La moglie di Claudio di Dumas, La locandiera di Goldoni, Casa paterna
di Sudermann, La seconda moglie di Pinero, Hedda Gabler e Rosmersholm di Ibsen, Gioconda di
D'Annunzio e Monna Vanna di Maeterlinck.