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APPENDICE

IL LIBRETTO DI
ALMAVIVA, O SIA LINUTILE PRECAUZIONE
(CON LE VARIANTI DELLA PARTITURA)
NOTA ALLEDIZIONE.
Il libretto riconducibile con certezza alla prima rappresentazione il seguente:
ALMAVIVA / O SIA / LINUTILE PRECAUZIONE / COMMEDIA / DEL SIGNOR BEAUMARCHAIS / Di
nuovo interamente versificata, e / ridotta ad uso dellodierno teatro / Musicale Italiano / DA CESARE STERBINI
ROMANO / DA RAPPRESENTARSI / NEL NOBIL TEATRO / DI TORRE ARGENTINA / NEL
CARNEVALE DELLANNO 1816. / Con Musica del Maestro / GIOACCHINO ROSSINI / [fregio] / ROMA /
Nella Stamperia di Crispino Puccinelli / presso S. Andrea della Valle / Con licenza de Superiori.

Esistono tuttavia altre due edizioni con frontespizio identico, salvo la grafia di Almaviva che
diventa Alma viva e luso di diversi caratteri tipografici:
ALMA VIVA / O SIA / LINUTILE PRECAUZIONE / COMMEDIA / DEL SIGNOR BEAUMARCHAIS /
Di nuovo interamente versificata, e / ridotta ad uso dellodierno teatro / Musicale Italiano / DA CESARE STERBINI
ROMANO / DA RAPPRESENTARSI / NEL NOBIL TEATRO / DI TORRE ARGENTINA / NEL
CARNEVALE DELLANNO 1816. / Con Musica del Maestro / GIOACCHINO ROSSINI / [fregio] / ROMA /
PEL MORDACCHINI / Con permesso.
ALMA VIVA / O SIA / LINUTILE PRECAUZIONE / COMMEDIA / DEL SIGNOR BEAUMARCHAIS /
Di nuovo interamente versificata, e ridotta / ad uso dellodierno teatro / Musicale Italiano / DA CESARE STERBINI
ROMANO / DA RAPPRESENTARSI / NEL NOBIL TEATRO / DI TORRE ARGENTINA / NEL
CARNEVALE DELLANNO 1816. / Con Musica del Maestro / GIOACCHINO ROSSINI / [fregio] / ROMA /
PRESSO GIUNCHI, E MORDACCHINI / Con permesso.

I tre libretti sono del tutto simili, dallAvvertimento al pubblico allelenco degli interpreti
allimpaginazione al testo poetico. In fondo agli esemplari di Mordacchini e Giunchi e
Mordacchini si legge reimprimatur, senza alcuna data. Grazie a un recentissimo studio di
Daniela Macchione, ora sappiamo che questi due ultimi libretti non sono stati ristampati, come
anche si sarebbe potuto pensare, nellambito della medesima stagione di carnevale 1816, ma
piuttosto in occasione di successive rappresentazioni romane del capolavoro di Rossini,
rispettivamente nellautunno 1824 al Valle, e nel carnevale 1826 allApollo. Nel primo Ottocento
non era certo usuale ristampare a distanza di anni il libretto della prima rappresentazione cos
comera, senza nemmeno aggiornare i nomi degli interpreti originali; ma a Roma non mancano
casi analoghi ad Almaviva1.
Leditio princeps dunque rappresentata dal solo Puccinelli, sul quale si basa la presente
edizione, che riporta in nota le differenze con il testo verbale della partitura autografa (A),
trascurando le oscillazioni di grafia e di punteggiatura; non si d conto inoltre delle ripetizioni
testuali, cos frequenti nella partitura dun melodramma. Al fine di agevolare al massimo la lettura
del testo, le note si formulano nella maniera pi sintetica possibile: in mancanza di ulteriori
delucidazioni, sintende che il singolo verso o la singola parola riportati in nota sostituiscono in A
quel verso o quella parola di Puccinelli cui la nota si riferisce.
Daniela Macchione, Strumenti della ricerca storica. Gli altri libretti: Il barbiere di Siviglia a Roma dopo il 1816, Rivista
italiana di musicologia, XLI, 2006/2, in corso di stampa. Ringrazio sentitamente lautrice per avermi inviato in
anteprima il dattiloscritto.

Si correggono tacitamente gli errori. Se ne segnalano alcuni che, curiosamente, si


protraggono da Puccinelli 1816 a Mordacchini 1824 a Giunchi e Mordacchini 1826:
- 1183: Cara, che il vostro oglio;
- 1281: vi voglio condurre;
- 1324-26: qui lerrore sta nelluso ingiustificato del corsivo: che sua ti vuol, che fin da questo istante,
/ a farti di tua sorte appien sicura, / amore eterno, eterna f ti giura. Si pu notare tuttavia che proprio il
testo in corsivo viene omesso in partitura: pu essere che Puccinelli abbia scambiato una
cancellatura nel manoscritto con una sottolineatura?
- 1454: Ma e a dote?
Non mancano anche le lezioni comuni improbabili come amanti di 13 o le incoerenze, qui
emendate, come la mancanza delle parentesi indicanti la parte, indubitabile, nel Duetto Pace e
gioia: 940, 943, 944, 947, 952, 955, 956, 959.
I criteri di trascrizione sono conservativi. Gli interventi taciti sono i seguenti:
- si normalizza luso della h (es. oim di 134);
- si riduce la j a i (es. nojoso di 213);
- si omette la i dopo la consonante palatale nel nesso -cie (es. traccie di 1323)
- si disciplina luso delle maiuscole e minuscole, dei segni diacritici e degli accenti;
- si normalizzano le giustificazioni delle strofe e si ricostruiscono visivamente le frangiture dei
versi;
- si usano le parentesi uncinate per aggiungere.

[ALMAVIVA, O SIA LINUTILE PRECAUZIONE]


AVVERTIMENTO AL PUBBLICO
La commedia del signor Beaumarchais intitolata Il barbiere di Siviglia, o sia Linutile precauzione si
presenta in Roma ridotta a dramma comico col titolo di Almaviva, o sia Linutile precauzione
alloggetto di pienamente convincere il pubblico de sentimenti di rispetto e venerazione che
animano lautore della musica del presente dramma verso il tanto celebre Paesiello che ha gi
trattato questo soggetto sotto il primitivo suo titolo.
Chiamato ad assumere il medesimo difficile incarico il signor Maestro Gioacchino Rossini, onde
non incorrere nella taccia duna temeraria rivalit collimmortale autore che lo ha preceduto, ha
espressamente richiesto che Il barbiere di Siviglia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi
fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, che eran daltronde reclamate dal
moderno gusto teatrale cotanto cangiato dallepoca in cui scrisse la sua musica il rinomato
Paesiello.
Qualche altra differenza fra la tessitura del presente dramma e quella della commedia francese
sopraccitata fu prodotta dalla necessit dintrodurre nel soggetto medesimo i cori, s perch voluti
dal moderno uso, s perch indispensabili alleffetto musicale in un teatro di una ragguardevole
ampiezza. Di ci si fa inteso il cortese pubblico anche a discarico dellautore del nuovo dramma,
il quale senza il concorso di s imponenti circostanze non avrebbe osato introdurre il pi piccolo
cangiamento nella produzione francese gi consagrata dagli applausi teatrali di tutta lEuropa.
ATTORI
IL CONTE DALMAVIVA

Sig. Manuel Garcia, tenore


principale della Real camera
e Cappella palatina di S. M.
il re delle due Sicilie, e
accademico filarmonico di
Bologna
Sig. Bartolomeo Botticelli
buffo
Sig. Geltrude Righetti Giorgi
contralto
Sig. Luigi Zamboni buffo
Sig. Zenobio Vitarelli
basso
Sig. Elisabetta Loyselet
soprano
Sig. Paolo Biagelli basso

BARTOLO, dottore in medicina tutore di Rosina


ROSINA, ricca pupilla in casa di Bartolo
FIGARO, barbiere
BASILIO, maestro di musica di Rosina, ipocrita
BERTA, vecchia governante in casa di Bartolo
FIORELLO, servitore di Almaviva
Ambrogio servitore di Bartolo
Un ufficiale
Un alcalde, o magistrato
Un notaro
Alguazils, ossiano agenti di polizia.
Soldati
Suonatori di istromenti
La scena si rappresenta in Siviglia

ATTO PRIMO
SCENA I
Il momento dellazione sul terminar della notte. La scena rappresenta una piazza nella citt di Siviglia. A
sinistra la casa di Bartolo con ringhiera praticabile circondata da gelosia che deve aprirsi e chiudersi a suo tempo
con chiave. FIORELLO con lanterna nelle mani introducendo nella scena vari suonatori di strumenti. Indi il
CONTE avvolto in un mantello.
FIORELLO

CORO
TUTTI

10

15

CONTE
FIORELLO
CONTE
FIORELLO
CONTE

CORO
20

Piano pianissimo,
senza parlar,
tutti con me
venite qua.
Piano pianissimo,
eccoci qua.
Tutto silenzio.
Nessun qui sta2
che i nostri canti
possa turbar.
Fiorello ol
Signor, son qua.
Ebben gli amanti3?
Son pronti gi.
Bravi, bravissimi,
fate silenzio,
piano pianissimo,
senza parlar.
Piano pianissimo,
senza parlar.

Avanzandosi con cautela.

Sotto voce.

I suonatori accordano glistromenti,


e il Conte canta accompagnato da
essi.
CONTE

25

30

Ecco ridente in cielo


spunta la bella aurora,
e tu non sorgi ancora,
e puoi dormir cos?
Sorgi, mia bella speme4,
vieni, bellidol mio,
rendi men crudo, oh dio!
lo stral che mi fer.
Oh sorte! gi veggo5
quel caro sembiante,
questanima amante

Nessun qui c
Ebben gli amici?
4 Sorgi, mia dolce speme
5 Tacete! gi veggo
2
3

35

40

FIORELLO
CONTE
FIORELLO
CONTE
FIORELLO
CONTE
CORO
CONTE

45

FIORELLO

CORO
50
CONTE
55

FIORELLO
60

65 CONTE

ottenne piet.
Oh istante damore6!
oh dolce contento
che eguale7 non ha.
Ehi, Fiorello?
Mio signore
Di, la vedi?
Signor no.
Ah ch vana ogni speranza!
Signor Conte, il giorno avanza.
Ah che penso, che far?
Tutto vano Buona gente!
Mio signore8.
Sotto voce.
Avanti, avanti.
D la borsa a Fiorello, il quale
Pi di suoni, pi di canti
distribuisce denari a tutti.
io bisogno ormai non ho.
Buona notte a tutti quanti,
pi di voi che far non ho.
I suonatori circondano il Conte
ringraziandolo e baciandogli la mano e il vestito. Egli, indispettito per lo
strepito che fanno, li va cacciando. Lo stesso fa anche Fiorello.
Mille grazie mio signore
del favore dellonore
Ah di tanta cortesia
obbligati in verit.
(Oh che incontro fortunato!
un signor di qualit.)
Basta, basta, non parlate
Ma non serve, non gridate
Maledetti, andate via
ah canaglia, via di qua.
Tutto quanto il vicinato
questo chiasso sveglier.
Zitti, zitti che rumore!
Ma che onore? che favore9?
Maledetti, andate via,
ah canaglia, via di qua.
Ve che chiasso indiavolato,
ah10 che rabbia che mi fa!
Gente indiscreta! Ah quasi11
con quel chiasso importuno
tutto quanto il quartiere han risvegliato.

Nellautografo (dora in poi: A) si legge un verso in pi: al verso 33 segue felice momento.
egual
8 signor
9 A omette il verso 60.
10 oh
11 In A il testo da Ah quasi a alfin son partiti lo intona Fiorello; il Conte riprende da e non si vede.
6
7

70

FIORELLO
75
CONTE

80

Alfin sono partiti! e non si vede!


inutile sperar.
Eppur qui voglio
aspettar di vederla. Ogni mattina
ella su quel balcone
a prender fresco viene in sullaurora.
Proviamo. Ol, tu ancora
ritirati, Fiorel.
Vado. L in fondo
attender suoi ordini.
Con lei
se parlar mi riesce,
non voglio testimoni. Che a questora
io tutti i giorni qui vengo per lei
deve essersi avveduta. Oh vedi, amore
a un uomo del mio rango
come lha fatta bella! eppure! eppure!
oh deve esser mia sposa!

Guardando verso la ringhiera.


Passeggia riflettendo.

Si ritira.

Si sente da lontano venire


Figaro cantando12.
Chi mai questimportuno?
Lasciamolo passar; sotto quegli archi
non veduto vedr quanto bisogna;
gi lalba appena, e amor non si vergogna.

85

Si nasconde sotto il portico.

SCENA II
FIGARO con chitarra appesa al collo, e detto.
FIGARO
90

95

100

La ran la lera13,
la ran la l.
Largo al factotum14
della citt.
Presto a bottega,
che lalba gi.
La ran la lera,
la ran la l.
Ah che bel vivere,
che bel piacere,
per un barbiere
di qualit!
Ah bravo Figaro,
bravo bravissimo,
fortunatissimo

In A la didascalia Figaro di dentro cantando.


A aggiunge la didascalia Di dentro.
14 A aggiunge la didascalia Sorte.
12
13

per verit!
La ran la lera,
la ran la l.
Pronto a far tutto
la notte e il giorno15,
sempre dintorno
in giro sta.
Miglior cuccagna
per un barbiere,
vita pi nobile
no, non si d.
La ran la lera,
la ran la l.
Rasori e pettini,
lancette e forbici,
al mio comando
tutto qui sta.
Se poi mi capita16
il buon momento
nel mio mestiere
vaglio per cento
La ran la lera,
la ran la l.
Tutti mi chiedono,
tutti mi vogliono,
donne, ragazzi,
vecchi, fanciulle:
qua la parrucca
presto la barba
qua la sanguigna17
Figaro.. Figaro
Son qua, son qua.
Ohim che furia,
ohim che folla,
uno alla volta,
per carit!
Figaro Figaro18
eccomi qua.
Pronto prontissimo
son come un fulmine:
sono il factotum
della citt.
Ah bravo Figaro,
bravo bravissimo,

105

110

115

120

125

130

135

140

145

la notte, il giorno
A sostituisce i versi 119-122 con i seguenti: V la risorsa / poi del mestiere, / colla donnetta / col cavaliere.
17 In A si legge un verso in pi: al verso 131 segue presto il biglietto.
18 A sostituisce i versi 138-9 con Ehi, Figaro, son qua. / Figaro qua / Figaro l / Figaro s / Figaro gi.
15
16

fortunatissimo19
per verit!
La ran la le ra,
la ran la l.
150 FIGARO

155

160

CONTE
165 FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
170
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
175

FIGARO
CONTE
FIGARO
180 CONTE
FIGARO
CONTE
19
20

Ah ah! che bella vita!


faticar poco, divertirsi assai,
e in tasca sempre aver qualche dobblone,
gran frutto della mia riputazione.
Ecco qua: senza Figaro
non si accasa in Siviglia una ragazza;
a me la vedovella
ricorre per marito; io, colla scusa
del pettine di giorno,
della chitarra col favor la notte,
a tutti onestamente,
non fo per dir, madatto a far piacere;
oh che vita, che vita! oh che mestiere!
Ors, presto a bottega
( desso, o pur minganno?)
(Chi sar mai costui?)
Oh lui senzaltro20!
Figaro!
Mio padrone
Oh chi veggo! Eccellenza
Zitto, zitto, prudenza:
qui non son conosciuto,
n vo farmi conoscere. Per questo
ho le mie gran ragioni.
Intendo, intendo.
La lascio in libert.
No
Che serve?
No, dico: resta qua;
forse ai disegni miei
non giungi inopportuno Ma cospetto,
dimmi un po, buona lana,
come ti trovo qua? Poter del mondo,
ti veggo grasso e tondo
La miseria, signore.
Ah birbo!
Grazie.
Hai messo ancor giudizio?
Oh e come! ed ella
come in Siviglia?
Or te lo spiego. Al Prado

A sostituisce i versi 146-7 con a te fortuna / non mancher.


In A Oh lui senzaltro tra parentesi.

185

FIGARO
190
CONTE
FIGARO
195
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO

vidi un fior di bellezza, una fanciulla


figlia dun certo medico barbogio
che qua da pochi d s stabilito.
Io di questa invaghito
lasciai patria e parenti, e qua men venni,
e qui la notte e il giorno
passo girando a que balconi intorno.
A que balconi? un medico? oh cospetto,
siete ben fortunato;
su i maccheroni il cascio v cascato.
Come?
Certo. L dentro
io son barbiere, perucchier, chirurgo,
botanico, spezial, veterinario,
il faccendier di casa.
Oh che sorte!
Non basta. La ragazza
figlia non del medico. soltanto
la sua pupilla!
Oh che consolazione!
Perci Zitto!
Cos?
Sapre il balcone.

Si ritirano sotto il portico.

SCENA III
ROSINA, indi BARTOLO sulla ringhiera, e detti.
200 ROSINA
CONTE

Non venuto ancor. Forse


Oh mia vita,

Guardando per la piazza.


Uscendo dal portico.

mio nume, mio tesoro.


Vi veggo alfine! alfine
ROSINA
BARTOLO
205 ROSINA
CONTE
FIGARO
BARTOLO
ROSINA
210
BARTOLO

Oh che vergogna!
Vorrei dargli il biglietto
Ebben, ragazza,
il tempo buono?
Cos quella carta?
Niente niente, signor: son le parole
dellaria dellInutil precauzione.
Ma brava! dellInutil precauzione!
Che furba!
Cosa questa
Inutil precauzione?
Oh bella! il titolo
del nuovo dramma in musica.
Un dramma? bella cosa!
Sar al solito un dramma semiserio,

Cava una carta.


Di dentro.
Esce.
Il Conte si ritira con fretta.
A Figaro.
Al Conte.

215
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
CONTE
ROSINA
CONTE
BARTOLO
ROSINA
220
BARTOLO

ROSINA
BARTOLO
225
ROSINA

un lungo malinconico noioso


poetico strambotto;
barbaro gusto! secolo corrotto!
Ah me meschina! laria m caduta!
Raccoglietela, presto...
Vado, vado.
Ps, ps.
Ho inteso.
Presto.
Non temete.
Son qua:
dov?
Ah il vento
la porta via guardate
Io non la veggo
Eh signorina! non vorrei! (cospetto!
costei mavesse preso!) In casa, in casa,
animo s, a chi dico? in casa, presto.
Vado, vado: che furia!
Quel balcone
21
voglio farlo murare.
Dentro, dico.
Oh che vita da crepare!

Si lascia cadere la carta in strada.


Rientra.
Fuori. Raccoglie la carta.
Sotto voce. Si ritira.
Fuori.
Cercando.
Additando in lontananza.

Rientra. Bartolo anchesso rientra


in casa.

SCENA IV
CONTE e FIGARO, indi BARTOLO.
CONTE

Povera disgraziata!
Il suo stato infelice
sempre pi minteressa!...

FIGARO
230

Presto, presto,
vediamo cosa scrive.

CONTE
FIGARO

CONTE
FIGARO
21

Appunto, leggi.
Legge.
Le vostre assidue premure hanno eccitata la mia curiosit. Il mio tutore per
uscire di casa; appena si sar allontanato procurate con qualche mezzo
ingegnoso dindicarmi il vostro nome, il vostro stato e le vostre intenzioni. Io
non posso giammai comparire al balcone senza lindivisibile compagnia del mio
tiranno. Siate per certo che tutto disposta a fare per rompere le sue catene la
sventurata Rosina.
S s, le romper. S, dimmi un poco,
che razza duomo questo suo tutore?
Un vecchio indemoniato,
avaro, sospettoso, brontolone

voglio far murare.

10

235

CONTE
240 FIGARO
BARTOLO

245 CONTE
FIGARO
250
CONTE
255

260 FIGARO
CONTE
FIGARO
265

CONTE
FIGARO
270 CONTE
FIGARO
CONTE
22
23

Avr centanni indosso


e vuol fare il galante: indovinate?
per mangiare a Rosina
tutta leredit s fitto in capo
di volerla sposare Aiuto!
Che?
Sapre la porta.
Fra momenti io torno;
non aprite a nessun. Se Don Basilio
venisse a ricercarmi, che maspetti.
Le mie nozze con lei meglio affrettare.
S, dentroggi finir vo questaffare.
Dentroggi le sue nozze con Rosina?
Ah vecchio rimbambito!
Ma dimmi or tu: chi questo Don Basilio?
un solenne imbroglion di matrimoni,
un collo torto, un vero disperato,
sempre senza un quattrino
Gi, maestro di musica:
insegna alla ragazza.
Bene bene,
tutto giova sapere. Ora pensiamo22
della bella Rosina
a soddisfar le brame; il nome mio
non le vo dir, n il grado. Assicurarmi
vo pria chella ami me, me solo al mondo,
non le ricchezze e i titoli
del conte dAlmaviva. Ah tu potresti
Io? no, signor: voi stesso
dovete
Io stesso? e come?
Zi zitti23; eccoci a tiro;
osservate per bacco, non mi sbaglio:
dietro la gelosia sta la ragazza.
Presto presto, allassalto: niun ci vede.
In una canzonetta,
cos, alla buona, il tutto
spiegatele, signor.
Una canzone?
Certo; ecco la chitarra: presto, andiamo.
Ma io
Oh che pazienza!
Ebben, proviamo.

In A Figaro che dice: Ora pensate della bella Rosina a soddisfar le brame.
Zi zitto

11

Sentendo aprir la porta della casa


di Bartolo si ritirano in fretta.
Parlando verso le quinte.
Chiude la porta di casa, tirandola
dietro da s.
Parte.
Fuori con Figaro.

Presentandogli la chitarra.

Prende la chitarra e canta


accompagnandosi.

275

FIGARO
CONTE
280 FIGARO
CONTE

285

ROSINA
290
CONTE
FIGARO
CONTE
295
FIGARO
CONTE

Se il mio nome saper voi bramate,


dal mio labbro il mio nome ascoltate.
Io sono24 Lindoro
che fido vadoro,
che sposa vi bramo
che a nome vi chiamo,
di voi sempre cantando25 cos
dallaurora al tramonto del d.
Di dentro si sente la voce di
Rosina ripetere il ritornello della
canzone26.
Sentite?... ah che vi pare?
Oh me felice!
Evviva: a voi, seguite27.
Lamoroso, sincero Lindoro28
non pu darvi, mia cara, un tesoro.
Io ricco non sono29,
ma un core vi dono,
unanima amante
che fida e costante
per voi sempre30 sospira cos
dallaurora al tramonto del d.
Lamorosa, sincera Rosina31
il32 suo core a Lindo

Canta.

Di dentro.
Si sentono di dentro chiudere
le fenestre.

Oh cielo!
Nella stanza
convien dir che qualcuno entrato sia.
Ella si ritirata.
Ah cospettone,
io gi deliro, avvampo! oh ad ogni costo
vederla io voglio. Vo parlarle: ah tu,
tu mi devi aiutar
Ih ih, che furia;
s s, vaiuter.
Da bravo: entroggi
vo che tu mintroduca in quella casa.
Dimmi, come farai? via! del tuo spirto

son
parlando
26 In A Rosina canta Segui o caro deh segui cos, parole che rimpiazzano le seguenti sillabe canterellate (ma
cancellate): ta la la re la la re la la.
27 Da bravo: a voi, seguite
28 Lamoroso e sincero Lindoro
29 Ricco non sono
30 per voi sola
31 Lamorosa e sincera Rosina
32 del
24
25

12

300

vediam qualche prodezza.


FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE

305
FIGARO

310
CONTE
315
FIGARO
CONTE
FIGARO
320 CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
325
CONTE
330 FIGARO

Del mio spirito!


Bene vedr ma in oggi
Eh via, tintendo.
Va l, non dubitar; di tue fatiche
largo compenso avrai.
Davver?
Parola.
Dunque oro a discrezione?
Oro a bizzeffe.
Animo, via.
Son pronto; ah non sapete
i simpatici effetti prodigiosi
che, ad appagare il mio signor Lindoro,
produce in me la dolce idea delloro.
Allidea di quel metallo
portentoso onnipossente
un vulcano la mia mente
gi comincia a diventar.
S, vediam di quel metallo
qualche effetto sorprendente,
del vulcan della tua mente
qualche mostro singolar.
Voi dovreste travestirvi,
per esempio da soldato.
Da soldato?
S signore.
Da soldato? e che si fa?
Oggi arriva un reggimento.
S, m amico il colonnello33.
Va benon.
Ma e poi?
Cospetto34!
Dellalloggio col biglietto
quella porta saprir.
Che ne dite, mio signore?
Linvenzione naturale35?
Oh che testa originale36!
Bravo bravo, in verit.
Oh che testa universale37!
Bella bella, in verit.
Piano, piano unaltra idea!

S, mio amico il colonnello.


Va benon. / Eppoi? / Cospetto!
35 Non vi par? Non lho trovata?...
36 Che invenzione prelibata!
37 Che invenzione prelibata!
33
34

13

335
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
340
CONTE e FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
345 CONTE
FIGARO
350

355
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
360 CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
365

Veda loro cosa fa.


Ubbriaco s, ubbriaco,
mio signor, si finger.
Ubbriaco?
S signore.
Ubbriaco? ma perch?
Perch dun che poco in s,
che dal vino casca gi,
il tutor, credete a me,
il tutor si fider.
Questa bella per mia f38,
bravo bravo, in verit.
Dunque.
Allopra.
Andiam.
Da bravo.
Vado Oh il meglio mi scordavo!
Dimmi un po: la tua bottega,
per trovarti, dove sta?
La bottega? non si sbaglia;
guardi bene: eccola l39.
Numero quindici a mano manca40,
quattro gradini, facciata bianca,
cinque parrucche nella vetrina,
sopra un cartello Pomata fina,
mostra in azzurro alla moderna,
v per insegna una lanterna
l senza fallo mi trover.
Ho ben capito
Or vado41 presto.
Tu guarda bene
Io penso al resto.
Di te mi fido
Col lattendo.
Mio caro Figaro
Intendo, intendo.
Porter meco
La borsa piena.
S, quel che vuoi, ma il resto poi
Oh non si dubiti, che bene andr
Ah che damore
la fiamma io sento,
nunzia di giubbilo
e di contento!

Imitando moderatamente i motti


dun ubbriaco.

Additando fra le quinte.

Che invenzione prelibata!


qua
40 Nel libretto di Puccinelli si legge Numero quindici a mano mano: evidente lerrore, corretto in base ad A.
41 vada
38
39

14

370

FIGARO
375

380

Ecco propizia
che in sen mi scende,
dardore insolito
questalma accende
e di me stesso
maggior mi fa.
Delle monete
il suon gi sento!
Loro gi viene,
viene largento;
eccolo, eccolo
che in tasca scende,
dardore insolito
questalma accende
e di me stesso
maggior mi fa.

Figaro entra in casa di Bartolo,


il Conte parte.

SCENA V42
Camera nella casa di Don Bartolo, con quattro porte. Di prospetto la fenestra con gelosia come nella scena prima.
A destra uno scrittoio. ROSINA con lettera in mano.
ROSINA
385

390

395

42

Una voce poco fa


qua nel cor mi risuon,
il mio cor ferito gi,
e Lindor fu che il piag.
S, Lindoro mio sar,
lo giurai, la vincer.
Il tutor ricuser,
io lingegno aguzzer.
Alla fin saccheter
e contenta io rester.
S, Lindoro mio sar,
lo giurai, la vincer.
Io sono docile,
son rispettosa,

In A la scena V preceduta dal seguente recitativo di Fiorello:


Evviva il mio padrone!
Due ore, fitto in pi, l come un palo
mi fa aspettare, e poi
mi pianta e se ne va. Corpo di bacco!
Brutta cosa servire
un padron come questo,
nobile, giovinotto e innamorato.
Questa vita, cospetto, un gran tormento!
Ah durarla cos non me la sento.

15

sono ubbidiente43,
dolce amorosa,
mi lascio reggere,
mi fo guidar.
Ma se mi toccano
qua nel mio debole44,
sar una vipera,
e cento trappole
prima di cedere
far giocar.

400

405

S s, la vincer. Potessi almeno


mandargli questa lettera. Ma come?
Di nessun qui mi fido:
il tutore ha centocchi basta, basta:
sigilliamola intanto.

410

Va allo scrittoio e sigilla la


lettera.

Con Figaro il barbier dalla fenestra


discorrer lho veduto pi dunora.
Figaro un galantuomo,
un giovin di buon cuore
chi sa chei non protegga il nostro amore.

415

SCENA VI
FIGARO e detta.
FIGARO
ROSINA
420 FIGARO
ROSINA
FIGARO
ROSINA
425
FIGARO
ROSINA
FIGARO
430 ROSINA
FIGARO
ROSINA
43
44

Oh buon d, signorina.
Buon giorno, signor Figaro.
Ebbene, che si fa?
Si muor di noia.
Oh diavolo! possibile!
Un ragazza bella e spiritosa
Ah ah, mi fate ridere!
Che mi serve lo spirito,
che giova la bellezza,
se chiusa io sempre sto fra quattro mura,
che mi par desser proprio in sepoltura?
In sepoltura? oib!
Sentite, io voglio
Ecco il tutor.
Davvero?
Certo certo; il suo passo.
Salva salva; fra poco
ci rivedremo: ho a dirvi qualche cosa.
Eh ancor io, signor Figaro.

ubbediente
dov il mio debole

16

Chiamandola a parte.

FIGARO

Bravissima.
Vado.

ROSINA

Si nasconde nella prima porta a


sinistra e poi tratto tratto si fa
vedere.
Quanto garbato!
SCENA VII
BARTOLO e detta, indi BERTA e AMBROGIO.

435 BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
440

ROSINA
BARTOLO
445 ROSINA
BARTOLO
ROSINA

450 BARTOLO

455
BERTA
AMBROGIO
BARTOLO
BERTA
BARTOLO
BERTA
BARTOLO
AMBROGIO
BARTOLO
460 AMBROGIO
BARTOLO

Ah disgraziato Figaro!
Ah indegno! ah maledetto! ah scellerato!
(Ecco qua! sempre grida.)
Ma si pu dar di peggio?
Un ospedale ha fatto
di tutta la famiglia
a forza dopio, sangue e stranutiglia!
Signorina, il barbiere
lo vedeste?
Perch?
Perch! lo vo sapere.
Forse anchegli vadombra?
E perch no?
Ebben ve lo dir. S, lho veduto,
gli ho parlato, mi piace, m simpatico
il suo discorso, il suo gioviale aspetto.
(Crepa di rabbia, vecchio maledetto.)
Vedete che grazietta!
Pi lamo e pi mi sprezza, la briccona.
Certo certo il barbiere
che la mette in malizia.
Chi sa cosa le ha detto!
Chi sa? or lo sapr. Ehi Berta, Ambrogio.
Ecc!
Aah! Che comanda?
Dimmi
Ecc!
Il barbiere
parlato ha con Rosina?
Ecc!
Rispondi
almen tu, babbuino.
Aah!
Che pazienza!
Aah! che sonno!
Ebben?

17

Entra nella seconda camera


a destra.

Stranutando.
Sbadigliando.
A Berta.

Ad Ambrogio.
Sbadigliando.

BERTA
BARTOLO
AMBROGIO
BERTA
AMBROGIO
BERTA
BARTOLO
AMBROGIO
BERTA
BARTOLO

Venne ma io
Rosina
Aah!
Ecc!
Aah!
Ecc!
Che serve! Eccoli qua, son mezzi morti.
Parlate45.
Aah!
Ecc!
Eh il diavol che vi porti!

Li caccia dentro la scena.

SCENA VIII
BARTOLO, indi DON BASILIO.
BARTOLO
465

BASILIO
470
BARTOLO
BASILIO
475
BARTOLO
BASILIO
BARTOLO
BASILIO
480

485
BARTOLO
BASILIO
BARTOLO
45

Ah barbiere dinferno!
Tu me la pagherai Qua, Don Basilio,
giungete a tempo. Oh! io voglio
per forza o per amor dentro domani
sposar la mia Rosina. Avete inteso?
Eh voi dite benissimo,
e appunto io qui veniva ad avvisarvi
ma segretezza! giunto
il conte dAlmaviva.
Chi? lincognito amante
della Rosina?
Appunto
quello.
Oh diavolo! Ah qui ci vuol rimedio.
Certo: ma alla sordina.
Sarebbe a dir?
Cos, con buona grazia
bisogna principiare
a inventar qualche favola
che al publico lo metta in mala vista,
che comparir lo faccia
un uomo infame, unanima perduta
Io, io vi servir: fra quattro giorni,
credete a me, Basilio ve lo giura,
noi lo farem sloggiar da queste mura.
E voi credete?
Oh certo! il mio sistema:
e non sbaglia.
E vorreste?
Ma una calunnia

Andate

18

Dopo molte riverenze.


Chiamandolo a parte.

BASILIO
490 BARTOLO
BASILIO

Ah dunque
la calunnia cos voi non sapete?
No davvero.
No? Uditemi e tacete.
La calunnia un venticello,
unauretta assai gentile
che insensibile sottile46
leggermente dolcemente
incomincia a susurrar.
Piano piano, terra terra,
sotto voce sibilando
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
sintroduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo;
prende forza a poco a poco,
scorre47 gi di loco in loco,
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando,
e ti fa dorror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce unesplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale
che fa laria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il publico flagello
per gran sorte va a crepar.

495

500

505

510

515

520

BARTOLO
525

Ah che ne dite?
Eh sar ver, ma diavolo48!
Una calunnia cosa che fa orrore!
No no, non voglio affatto, e poi e poi.
si perde tempo, e qui stringe il bisogno.
No, vo fare a mio modo;
in mia camera andiam. Voglio che insieme

che insensibile e sottile


vola
48 Il testo musicato in A Eh, sar ver, ma intanto si perde tempo; il testo ma diavolo! una calunnia! cosa che fa
orrore: no no, non voglio affatto, e poi scritto al di sopra del pentagramma, e non musicato.
46
47

19

530
BASILIO

il contratto di nozze ora stendiamo.


Quando sar mia moglie,
da questi zerbinotti innamorati
metterla in salvo sar pensier mio.
Vengan denari: al resto son qua io.

Entrano nella prima camera a


destra.

SCENA IX
FIGARO uscendo con precauzione, indi ROSINA.
FIGARO
535

ROSINA
540 FIGARO
ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
545 ROSINA
FIGARO

ROSINA
550

FIGARO
555
ROSINA
FIGARO
560

Ma bravi! ma benone!
Ho inteso tutto. Evviva il buon dottore!
Povero babbuino!
Tua sposa? eh via! pulisciti il bocchino.
Or che stanno l chiusi,
procuriam di parlare alla ragazza:
eccola appunto.
Ebbene, signor Figaro?
Gran cose, signorina.
S davvero?
Mangerem dei confetti.
Come sarebbe a dir?
Sarebbe a dire
che il vostro bel tutore ha stabilito
esser dentro doman vostro marito.
Eh via!
Oh ve lo giuro;
a stendere il contratto
col maestro di musica
l dentro or s serrato.
S? oh lha sbagliata aff!
Povero sciocco! lavr a far con me49.
Ma dite, signor Figaro,
voi poco fa sotto le mie fenestre
parlavate a un signore
A un mio cugino50
Un bravo giovinotto; buona testa,
ottimo cuor; qui venne
i suoi studi a compire,
e il poverin cerca di far fortuna.
Fortuna? eh51 la far.
Oh ne dubito assai: in confidenza,
ha un gran difetto addosso.

Povero sciocco! avr da far con me


Ah un mio cugino
51 oh
49
50

20

ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
565 ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
ROSINA
570
FIGARO
ROSINA
FIGARO
575
ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
580
ROSINA

585 FIGARO

ROSINA
590

Un gran difetto?
Ah grande.
innamorato morto.
S, davvero?
Quel giovane, vedete,
minteressa moltissimo.
Per bacco!
Non ci credete?
Oh s!
E la sua bella,
dite, abita lontano?
Oh no! cio
qui! due passi
(Io scommetto52
scommetto chei sa tutto. Or mi chiarisco.)
(Ora casca.)
Ah un piacere
io chiederti vorrei
Dite, son qua
Del tuo cugin lamante fortunata
bella?53
Oh bella assai,
eccovi il suo ritratto in due parole:
grassotta, genialotta,
capello nero, guancia porporina,
occhio che parla, mano che innamora.
E il nome?
Ah il nome ancora?
Il nome ah che bel nome
Si chiama
Ebben? si chiama?
Poverina!
Si chiama R o Ro Rosi Rosina.
Dunque io son tu non minganni?
dunque io son la fortunata!
(Gi me lero immaginata:
lo sapevo pria di te.)
Di Lindoro il vago oggetto
s, voi siete, o mia Rosina54.
( una volpe sopraffina55,
la sa lunga per mia f!)
Senti senti ma a Lindoro
per parlar come si fa?

A taglia da Io scommetto a Del tuo cugin lamante fortunata.


Ma, bella?
54 siete voi bella Rosina
55 A cos modifica i versi 587-8: Oh che volpe sopraffina, / ma lavr da far con me!.
52
53

21

FIGARO

Zitto zitto, qui Lindoro


per parlarvi or or sar.
Per parlarmi? bravo! bravo!
Venga pur, ma con prudenza;
io gi moro dimpazienza!
Ah che tarda? cosa fa?
Egli attende qualche segno,
poverin, del vostro affetto;
sol due righe di biglietto
gli mandate, e qui verr.
Che ne dite?
Non saprei56
S coraggio.
Non vorrei57
Sol due righe
Mi vergogno
Ma di che? di che? si sa!
Presto presto; qua un58 biglietto.
Un biglietto? eccolo qua.

ROSINA
595
FIGARO
600
ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
ROSINA
FIGARO
605
ROSINA
FIGARO

Gi era scritto! oh ve che bestia!


E il maestro io faccio a lei59!
Ah che in cattedra costei
di malizia pu dettar.
Donne donne, eterni di,
chi vi arriva a indovinar?
Fortunati affetti miei,
io comincio a respirar.
Ah tu solo, amor, tu sei
che mi devi consolar!

610
ROSINA
615

SCENA X
ROSINA, indi BARTOLO.
ROSINA
BARTOLO
620
ROSINA
BARTOLO
ROSINA

Ora mi sento meglio.


Questo Figaro un bravo giovinotto.
In somma, colle buone,
potrei sapere dalla mia Rosina
che venne a far colui questa mattina?
Figaro? non so nulla.
Ti parl?
Mi parl.

Non vorrei
Non saprei
58 il
59 il maestro faccio a lei
56
57

22

Andando allo scrittoio.


Richiamandolo, cava dalla tasca
il biglietto e glie lo d.
Attonito.

Figaro parte.

BARTOLO
ROSINA
625
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
630

ROSINA
635
BARTOLO
ROSINA
640
BARTOLO
ROSINA
645 BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO

650

655

Che ti diceva?
Oh mi parl di cento bagattelle;
del figurin di Francia,
del mal della sua figlia Marcellina
Davvero? ed io scommetto
che port la risposta al tuo biglietto.
Qual biglietto?
Che serve?
Larietta dellInutil Precauzione
che ti cadde staman gi dal balcone.
Vi fate rossa? (Avessi indovinato!)
Che vuol dir questo dito
cos sporco dinchiostro?
Sporco? oh nulla!
Io me lavea scottato,
e collinchiostro or or lho medicato.
(Diavolo!) E questi fogli?
Or son cinque, eran sei.
Que fogli? vero;
duno mi son servita
a mandar de confetti a Marcellina.
Bravissima! E la penna
perch fu temperata?
(Maledetto!) La penna?
per disegnare un fiore sul tamburo.
Un fiore?
Un fiore.
Un fiore?
Ah fraschetta!
Davver!
Zitto.
Credete
Basta cos.
Signor...
Non pi, tacete.
A un dottor della mia sorte
queste scuse, signorina?
Vi consiglio, mia carina,
un po meglio a imposturar.
I confetti alla ragazza?
Il ricamo sul tamburo?
Vi scottaste? Eh via! eh via!
Ci vuol altro, figlia mia,
per potermi corbellar.
Perch manca l quel foglio?
Vo saper cotesto imbroglio;
sono inutili le smorfie

23

660

Ferma l; non mi toccate;


figlia mia, non lo sperate,
non mi lascio infinocchiar60.
Via carina, confessate,
son disposto a perdonar.
Non parlate? vi ostinate?...
So ben io quel che ho da far.
Signorina, unaltra volta,
quando Bartolo andr fuori,
la consegna ai servitori
a suo modo dar sapr.
Eh non servono le smorfie;
faccia pur la gatta morta;
cospetton, per quella porta
nemmen laria entrar potr.
E Rosina innocentina
sconsolata disperata
in sua camera serrata
fin chio voglio star dovr.

665

670

675

Parte.

SCENA XI
ROSINA sola.
ROSINA
680

685

Brontola quanto vuoi,


chiudi porte e fenestre. Io me ne rido,
gi di noi altre61 femmine
anche62 alla pi marmotta
per aguzzar lingegno
e farla spiritosa tutto a un tratto
basta chiuderla a chiave, e il colpo fatto.

Entra nella seconda camera a


destra.

SCENA XII
BERTA sola dalla seconda camera a sinistra , indi il CONTE.
BERTA

690

Finora in questa camera


mi parve di sentire63 un mormorio;
sar stato il tutor. Colla pupilla
non ha unora di ben. Queste ragazze
non la voglion capir...

chio mi lasci infinocchiar


A omette altre.
62 A omette anche.
63 sentir
60
61

24

Si ode picchiare.

Battono.
CONTE
BERTA

Aprite.
Vengo. Ecc! Ancora dura.
Quel tabacco mi ha posto in sepoltura.

Di dentro.
Entra.

SCENA XIII
Il CONTE travestito da soldato di cavalleria, indi BARTOLO.
CONTE
695 BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
700 BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
705
CONTE

710 BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
715
BARTOLO
CONTE

720 BARTOLO

CONTE
64
65

Ehi di casa buona gente


ehi di casa niun mi sente!
Chi costui? che brutta faccia!
ubbriaco! chi sar?
Ehi di casa maledetti!
Cosa vuol, signor soldato?
Ah s, s bene obbligato.
(Qui costui che mai vorr?)
Siete voi Aspetta un poco
Siete voi dottor Balordo
Che balordo?
Ah ah, Bertoldo.
Che Bertoldo? Eh andate al diavolo.
Dottor Bartolo.
Ah bravissimo,
dottor Barbaro; benissimo64,
gi c poca differenza.
(Non si vede! che impazienza!
quanto tarda! dove sta?)
(Io gi perdo la pazienza,
qua65 prudenza ci vorr.)
Dunque voi siete dottore?
Son dottore S signore.
Ah benissimo; un abbraccio.
Qua, collega.
Indietro.
Qua.
Sono anchio dottor per cento,
manescalco al reggimento.
Dellalloggio sul biglietto,
osservate, eccolo qua.
(Dalla rabbia, dal dispetto
io gi crepo in verit.
Ah chio fo, se mi ci metto,
qualche gran bestialit!)
(Ah venisse il caro oggetto

In A qui Bartolo ribatte Un corno.


qui

25

Vedendolo. Cerca in tasca.

Leggendo.

Lo abbraccia per forza.


Presentando il biglietto.

Legge il biglietto.

725

della mia felicit!


Vieni vieni; il tuo diletto
pien damor tattende qua66.)
SCENA XIV
ROSINA e detti , indi BASILIO e BERTA.
ROSINA

730
CONTE
ROSINA
CONTE
ROSINA
735
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
740 CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
ROSINA
BARTOLO
745 CONTE

ROSINA
BARTOLO
750
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO

Dascoltar qua m sembrato67


un insolito romore
Un soldato ed il tutore
cosa mai faranno qua?
( Rosina: or son contento.)
(Ei mi guarda e savvicina.)
(Son Lindoro.)
(Oh ciel! che sento!
Ah giudizio, per piet!)
Signorina, che cercate?
Presto presto, andate via.
Vado vado, non gridate.
Presto presto, via di qua.
Ehi ragazza, vengo anchio.
Dove dove, signor mio?
In caserma, oh questa bella!
In caserma?... bagattella!
Cara!...
Aiuto
Ol, cospetto!
(Via, prendete)68
(Maledetto!)
(Fate presto, per piet.)
(Ah ci guarda!)
(Maledetto!
Ah giudizio, per piet!)
(Ubbriaco maledetto!
Ah costui crepar mi fa.)
Dunque vado
Oh no, signore,
qui dalloggio star non pu69.
Come? come?
Eh non v replica;

gi
A taglia i versi 728-9.
68 A taglia da 745 a 750.
69 qui dalloggio non pu star.
66
67

26

Si arresta vedendo Bartolo.


Si avanza pian piano.
Piano a Rosina.
Vedendo Rosina.

A Rosina.
Guardando Bartolo.
A Rosina, mostrandole
furtivamente un biglietto.
Al Conte.
Guardando Bartolo.

A Bartolo, incaminandosi
verso le camere interne.
Trattenendolo.

755 CONTE
BARTOLO
CONTE
ROSINA
CONTE e ROSINA
760
BARTOLO

765
CONTE
BARTOLO
CONTE
770
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
775 CONTE

ho il brevetto desenzione.
Che70 brevetto?
Oh mio padrone71,
un momento e il mostrer.
Ah se qui restar non posso,
deh prendete
Ahim, ci guarda72!
(Cento smanie io sento addosso73,
ah pi reggere non so.)
(Ah trovarlo ancor non posso,
ma s s lo trover.)
Ecco qui74.
Con la75 presente
il dottor Bartolo, etcetera,
esentiamo
Eh andate al diavolo,
non mi state pi a seccar.
Cosa fa, signor mio caro?
Zitto l, dottor somaro.
Il mio alloggio qui fissato,
e in alloggio qui vo star.
Voi restar?...
Restar, sicuro.
Oh son stufo, mio padrone:
presto fuori, o un buon bastone
lo far di qua sloggiar.
Dunque lei lei vuol battaglia?
Ben! battaglia li76 vo dar.
Bella cosa una battaglia77!
Ve la voglio or or mostrar78.
Osservate! questo il fosso
linimico voi sarete
Attenzion (gi il fazzoletto)

780

Adirato.
Va allo scrittoio.

Cercando nello scrittoio.


Venendo avanti con una
pergamena.
Legge.
Con un rovescio di mano manda
in aria la pergamena.

Serio.
Avvicinandosi amichevolmente a
Bartolo.
Gli d una spinta.
Piano a Rosina, alla quale si
avvicina porgendole la lettera.

e gli amici stan di qua.


Attenzione!
Coglie il momento in cui Bartolo
Il
Mio padrone
72 Ahim ci guarda. Prudenza
73 adesso
74 Ah ecco qua
75 Colla
76 le
77 Bella cosa una battaglia
78 Ve la voglio qui mostrar.
70
71

27

losserva meno attentamente,


lascia cadere il biglietto, e Rosina
vi fa cader sopra il fazzoletto.
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
785 CONTE

ROSINA
BARTOLO
790 CONTE
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
BASILIO
795 BERTA80
BARTOLO
ROSINA
800
BARTOLO

805
ROSINA e CONTE
BASILIO e BERTA
810 ROSINA

BARTOLO
815 CONTE
BARTOLO
79
80

Ferma, ferma!
Che cos? ah!
Vo vedere.
S, se fosse una ricetta!
ma un biglietto mio dovere
mi dovete perdonar.
Grazie, grazie.
Grazie un corno!
Vo saper cotesto imbroglio79
Qualche intrigo di fanciulla.
(Ah cambiar potessi il foglio!)
Vo veder
Ma non nulla.
Qua quel foglio, presto qua.
Ecco qua oh cosa vedo!
Il barbiere uh quanta gente
Qua quel foglio, impertinente;
a chi dico? presto, qua.
Ma quel foglio che chiedete
per azzardo m cascato.
la lista del bucato
Ah fraschetta! presto qua.
Ah che vedo! ho preso abbaglio!
la lista! son di stucco!
Ah son proprio un mammalucco,
ah che gran bestialit!
Bravo bravo il mammalucco,
che nel sacco entrato gi.
Non capisco, son di stucco;
qualche imbroglio qui ci sta.
Ecco qua! sempre unistoria,
sempre oppressa e maltrattata;
ah che vita disperata!
non la so pi sopportar.
Ah Rosina poverina
Vien qua tu, cosa le hai fatto?

Rivolgendosi e fingendo accorgersi


della lettera, quale raccoglie.
Avvedendosene.
Fa una riverenza a Rosina e le
d il biglietto e il fazzoletto.

Tirandolo a parte e tenendolo a


bada; intanto Rosina cambia la
lettera.

Escono da una parte Basilio e


dallaltra Berta.
Con carte in mano.
A Rosina.

Lo strappa con violenza.

Piangendo.

Avvicinandosele.
Minacciandolo e afferrandolo
per un braccio.

Ah fermate niente affatto

A taglia da 789 a 794. Basilio canta: Sol do re mi fa re sol mi la fa si sol do / ma che imbroglio questo qua.
In A Lisa, nome che si trova solo in questo punto.

28

CONTE
TUTTI
CONTE
TUTTI eccetto
820 CONTE e ROSINA
ROSINA
CONTE
TUTTI come sopra

Ah canaglia, traditore
Via fermatevi, signore.
Io ti voglio subissar!
soccorretemi!
Genti, aiuto
soccorretelo!
Ma chetatevi
Lasciatemi.
Genti82, aiuto, per piet.

Cavando la sciabla81.
Trattenendolo.

SCENA XV
FIGARO entrando con bacile sotto il braccio, e detti.
FIGARO
825

830

BARTOLO
835 CONTE
BARTOLO
CONTE
FIGARO
840

CONTE
845 BARTOLO
TUTTI
BARTOLO
TUTTI
CONTE
850 TUTTI

Alto l!
Che cosa accadde,
signori miei?
Che chiasso questo,
eterni di!
Gi sulla piazza83
a questo strepito
s radunata
mezza citt.
(Signor, prudenza84,
per carit.)
Questi un birbante
Questi un briccone
Ah disgraziato!
Ah maledetto!
Signor soldato,
porti rispetto,
o questo fusto,
corpo del diavolo,
or le creanze
le insegner.
Brutto scimiotto!
Birbo malnato!
Zitto, dottore
Voglio gridare
Fermo, signore
Voglio ammazzare
Fate silenzio
per carit85.

sciabola
Gente (come anche al verso 820).
83 strada
84 Signor, giudizio,
85 In A il Conte aggiunge No voglio ucciderlo, non v piet.
81
82

29

Piano al Conte.
Additando il Conte.
Additando Bartolo.
Minacciando con la sciabla.
Alzando il bacile e minacciando
il Conte.

A Bartolo.
Al Conte.
A Bartolo.
Al Conte.

Si ode bussare con violenza


alla porta di strada.
BARTOLO
CORO
855
TUTTI
FIGARO
e ROSINA86
CONTE e BARTOLO
860 TUTTI

Zitti, che battono


Che mai sar?
Chi ?
La forza.
Aprite qua.
La forza! oh diavolo!

Di dentro.
Al Conte.
A Bartolo.

Lavete fatta!
Niente paura,
vengan pur qua.
(Questavventura,
ah come diavolo
mai finir?)
SCENA ULTIMA
Un UFFIZIALE con Soldati, e detti.

UFFIZIALE87
865
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
870 UFFIZIALE
BARTOLO
ROSINA
875 BERTA
BASILIO
FIGARO

Fermi tutti. Niun si muova.


Miei signori, che si fa?
Questo chiasso donde nato?
La cagione presto qua.
La cagione88
Non vero.
S signore
Signor no.
un birbante
un impostore
Un per volta.
Io parler.
Questo soldato
mha maltrattato
Il poverino
cotto dal vino
Cava la sciabola
Parla duccidere
Io son venuto

In A Figaro e Basilio.
In A i versi 863-66 li intonano il coro di soldati.
88 A taglia da 867 a 870 e sostituisce i versi da 871 a 881 con i seguenti:
Bart
Questa bestia di soldato, / mio signor, mha maltrattato.
Fig
Io qua venni, mio signore, / questo chiasso ad acchetar.
Bas e Ber
Fa un inferno di rumore, / parla sempre dammazzare.
Con
In alloggio quel briccone / non mi volle qui accettar.
Ros
Perdonate, poverino, / tutto effetto fu del vino.
Uff
Ho inteso, ho inteso. Galantuom, siete in arresto, fuori, presto, via di qua.
86
87

30

UFFIZIALE
880

qui per dividere


Fate silenzio,
che intesi gi.
Siete in arresto.
Fuori di qua.

Al Conte.
I soldati si muovono per circondarlo

CONTE

885

890

895

900

905

910

Io in arresto?
Io? fermi, ol.

Con gesto autorevole trattiene i


soldati, che si arrestano. Egli chiama a s lUffiziale, gli d a leggere un foglio;
lUffiziale resta sorpreso, vuol fargli un inchino; il Conte lo trattiene.
LUffiziale fa cenno ai soldati che si ritirino indietro, e anchegli fa lo stesso.
Quadro di stupore.
BARTOLO, ROSINA, BASILIO e BERTA
Freddo ed immobile
Fredda
come una statua,
fiato non restami
da respirar.
CONTE
Freddo ed immobile
come una statua,
fiato non restagli
da respirar.
FIGARO
Guarda Don Bartolo!
Ridendo.
Sembra una statua!
Ah ah, dal ridere
sto per crepar!
BARTOLO
Ma, signor
AllUffiziale.
CORO
Zitto tu!
BARTOLO
Ma un dottor
CORO
Oh non pi!
BARTOLO
Ma se lei
CORO
Non parlar.
BARTOLO
Ma vorrei
CORO
Non gridar.
BERTA, BARTOLO
Ma se noi
e BASILIO89
CORO
Zitti voi90.
BERTA, BARTOLO
Ma se poi
e BASILIO
CORO
Pensiam noi91.
Vada ognun pe fatti suoi,
si finisca daltercar.
TUTTI
Mi par desser con la testa
in unorrida fucina,
Il libretto di Puccinelli scrive a 3, senza precisare chi siano: si scioglie lincertezza consultando A.
zitto tu
91 A aggiunge: Bar: Ma sentite; Bas: Zitto s, / zitto gi; Bar: Ascoltate; Bas: zitto qua, / zitto l.
89
90

31

dove cresce e mai non resta


delle incudini sonore
limportuno strepitar.
Alternando questo e quello
pesantissimo martello
fa con barbara armonia
muri e volte rimbombar.
E il cervello poverello
gi stordito, sbalordito,
non ragiona, si confonde,
si riduce ad impazzar.

915

920

ATTO SECONDO
SCENA I
Camera in casa di Bartolo con sedia ed un pianoforte con varie carte di musica. BARTOLO solo.
BARTOLO
925

930

935

Ma vedi il mio destino! quel soldato,


per quanto abbia cercato,
niun lo conosce in tutto il reggimento.
Io dubito eh cospetto!
che dubitar? scommetto
che dal conte Almaviva
stato qua spedito quel signore
ad esplorar della Rosina il core.
Nemmen in casa propria
sicuri si pu star! Ma io Chi batte?
Ehi, chi di l? battono, non sentite?
In casa io son; non v timore, aprite.

Battono.
Verso le quinte.

SCENA II
Il CONTE travestito da maestro di musica, e detto.
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
940

92
93

Pace e gioia il ciel vi dia92.


Mille grazie, non sincomodi.
Gioia e pace per millanni.
Obligato in verit.
(Questo volto non m ignoto
non ravviso non ricordo
ma quel volto ma quellabito93

Pace e gioia sia con voi.


ma quel volto ma quel volto

32

CONTE
945

BARTOLO
950 CONTE
BARTOLO

955
CONTE

960 BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
965 BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
970 CONTE
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
975
94

non capisco chi sar?)


(Ah se un colpo andato a vuoto,
a gabbar questo balordo
la mia nuova metamorfosi94
pi propizia a me sar.)
Gioia e pace, pace e gioia.
Ho capito. (Oh ciel! che noia!)
Gioia e pace, ben di cuore.
Basta basta, per piet.
(Ma che perfido destino!
Ma che barbara giornata!
Tutti quanti a me davanti!
Che crudel fatalit.)
(Il vecchion non mi conosce:
oh mia sorte fortunata!
Ah mio ben, fra pochi istanti
parlerem con libert.)
Insomma, mio signore,
chi lei, si pu sapere?
Don Alonso,
professore di musica ed allievo
di Don Basilio.
Ebbene?
Don Basilio
sta male, il poverino, ed in sua vece
Sta mal? corro a vederlo.
Piano piano,
non un mal cos grave.
(Di costui non mi fido.)
Andiamo, andiamo.
Ma signore
Che c?
Voleva dirvi
Parlate forte.
Ma
Forte, vi dico.
Ebben, come volete,
ma chi sia Don Alonso apprenderete.
Vo dal conte Almaviva
Piano piano.
Dite, dite, vascolto.
Il Conte...
Pian, per carit.
Stamane
nella stessa locanda
era meco dalloggio, ed in mie mani

In atto di partire.
Trattenendolo.
Risoluto.
Brusco.
Tirandolo a parte e sotto voce.
Sottovoce.
Sdegnato.
Sdegnato anchesso e alzando
la voce.
In atto di partire.
Trattenendolo, e con dolcezza.
A voce alta e sdegnato.
Calmandosi.

In A i versi 946-7 sono sostituiti da un novel travestimento / pi propizio a me sar.

33

BARTOLO
980 CONTE

985
BARTOLO
CONTE

990
BARTOLO

995
CONTE
1000

1005

per caso capit questo biglietto


dalla vostra pupilla a lui diretto.
Che vedo! sua scrittura!
Don Basilio, occupato col curiale95,
nulla sa di quel foglio; ed io, per lui
venendo a dar lezione alla ragazza,
volea farmene un merito con voi
Perch con quel biglietto
si potrebbe
Che cosa?
Vi dir
Sio potessi parlare alla ragazza,
io creder verbigrazia le farei
che me lo di del Conte unaltra amante,
prova significante
che il Conte di Rosina si fa gioco,
e perci
Piano un poco Una calunnia!
Siete un vero scuolar di Don Basilio96!
Io sapr come merita
ricompensar s bel suggerimento.
Vo a chiamar la ragazza.
Poich tanto per me vinteressate,
mi raccomando a voi.
Non dubitate.
Laffare del biglietto
dalla bocca m uscito non volendo.
Ma come far? senza dun tal ripiego97,
mi toccava andar via come un bagiano.
Il mio disegno a lei
ora paleser; sella acconsente,
io son felice appieno.
Eccola. Ah il cor sento balzarmi in seno.

Mostrando un biglietto.
Prendendo il biglietto e
guardandolo.

Mendicando un un ripiego con


qualche imbarazzo.

Lo abbraccia, e mette in tasca il


biglietto.

Entra nelle camere di Rosina.

SCENA III
BARTOLO conducendo ROSINA, e detto ; poi FIGARO.
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO

Venite, signorina. Don Alonso,


che qui vedete, or vi dar lezione.
Ah!
Cos stato?

A taglia occupato col curiale.


Oh bravo! degno e vero scolar di Don Basilio!
97 senza un tal ripiego
95
96

34

Vedendo il Conte.

ROSINA
CONTE
1010
ROSINA
CONTE
ROSINA
1015 BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
ROSINA
CONTE

un granchio al piede98.
Oh nulla!
Sedete a me vicin, bella fanciulla.
Se non vi spiace, un poco di lezione
di Don Basilio in vece vi dar.
Oh con mio gran piacer99 la prender.
Che vuol cantare?
Io canto, se le aggrada,
il rond dellInutil precauzione.
E sempre, sempre in bocca
lInutil precauzione.
Io ve lho detto:
il titolo dellopera novella.
Cercando varie carte sul
pianoforte.
Or bene, intesi: andiamo.
Eccolo qua.
Da brava; incominciamo.
Siede al pianoforte, e Rosina
canta accompagnata dal Conte;
Bartolo siede e ascolta.

1020 ROSINA

Contro un cor che accende amore


di verace invitto ardore,
sarma invan poter tiranno
di rigor, di crudelt.
Dogni assalto vincitore
sempre amor trionfer.
(Ah Lindoro mio tesoro
se sapessi se vedessi
questo cane di tutore
ah che rabbia che mi fa.
Caro, a te mi raccomando,
tu mi salva, per piet.)
(Non temer, ti rassicura,
sorte amica a noi sar.)
Dunque spero?
A me taffida.
100
Il mio cor?
Giubbiler.
Cara imagine ridente,
dolce idea dun lieto amore101,
tu maccendi in petto il core,
tu mi porti a delirar.

1025

1030
CONTE
ROSINA
CONTE
1035 ROSINA
CONTE
ROSINA

1040 CONTE

Bella voce! bravissima!

Eh, un granchio al piede.


piacere
100 E il mio cor
101 amor
98
99

35

Bartolo saddormenta.

Bartolo si va risvegliando.

ROSINA
BARTOLO

1045

Oh mille grazie
Certo: bella voce;
ma questaria, cospetto, assai noiosa.
La musica a miei tempi era altra cosa.
Ah! quando per esempio
cantava Cafariello
quellaria portentosa... la, ra, la.

Provandosi di rintracciare il
motivo.

Sentite, Don Alonso, eccola qua.


Quando mi sei vicina,
amabile Rosina
1050

Interrompendo.

Laria dicea Giannina,


ma io dico Rosina.

1055
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO
FIGARO
1060
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO
FIGARO

1065

1070
BARTOLO
FIGARO

Con vezzo verso Rosina.

Quando mi sei vicina,


amabile Rosina,
il cor mi balla in petto,
mi balla il minuetto
Accompagnandosi col ballo, e
durante questa canzonetta entra Figaro col bacile sotto il braccio e si
pone dietro Bartolo imitandone il ballo con caricatura. Rosina ride.
Bravo, signor barbiere,
Avvedendosi di Figaro.
ma bravo.
Eh niente affatto.
Scusi, son debolezze.
Ebben, guidone,
che vieni a fare?
Oh bella,
vengo a farvi la barba, oggi vi tocca.
Oggi non voglio.
Oggi non vuol? dimani
non potr io.
Perch?
Perch ho da fare.
Lascia sul tavolino il bacile e cava
un libro di memoria.
A tutti gli ufficiali
del nuovo reggimento barba e testa
Alla marchesa Andronica
il biondo perucchin coi maron
Al contino Bomb
il ciuffo a campanile
Purgante allavvocato Bernardone,
che ieri sammal dindigestione
E poi e poi che serve?
Riponendo in tasca il libro.
Doman non posso.
Ors, meno parole.
Oggi non vo far barba.
No? cospetto!

36

Guardate che avventori!


Vengo stamane: in casa v linferno.
Ritorno dopo pranzo: oggi non voglio.
Ma che mi avete preso,
per un qualche barbier da contadini?
Chiamate pure un altro, io me ne vado.

1075

1080 BARTOLO

Che serve? a modo suo


Vedi che fantasia!
Va in camera a pigliar la biancheria.
No, vado io stesso.

FIGARO
1085
ROSINA
BARTOLO
1090
FIGARO
BARTOLO
1095
CONTE
BARTOLO

(Ah se mi dava in mani


il mazzo delle chiavi, ero a cavallo.)
Dite: non fra quelle
la chiave che apre quella gelosia?
S certo, la pi nuova.
(Oh son pur buono
a lasciar qua quel diavol di barbiere!)
Animo, va tu stesso.
Passato il corridor, sopra larmadio,
il tutto troverai.
Bada, non toccar nulla.
Eh non son matto,
(Allegri.) Vado e torno. (Il colpo fatto.)
quel briccon che al Conte
ha portato il biglietto di Rosina.
Mi sembra un imbroglion di prima sfera.
Eh a me non me la ficca

Contrafacendolo.
Riprende il bacile in atto di
partire.
Si cava dalla cintola un mazzo di
chiavi per darle a Figaro, indi le
ritira.
Entra.
A Rosina, marcato.
Rientra Bartolo.
Dando le chiavi a Figaro.

Entra.
Al Conte.

Si sente di dentro gran romore


come di vasellame che si spezza.
ROSINA
BARTOLO
1100 CONTE

ROSINA

Ah disgraziato me!
Ah che romore!
Oh che briccon! me lo diceva il core.
Quel Figaro un granduomo; or che siam soli
ditemi, o cara: il vostro al mio destino
dunir siete contenta?
Franchezza!
Ah mio Lindoro,
altro io non bramo

Entra.
A Rosina.

Con entusiasmo.
Si ricompone vedendo rientrar
Bartolo e Figaro.

CONTE
BARTOLO
1105
FIGARO

Ebben?
Tutto mi ha rotto:
sei piatti, otto bicchieri, una terrina
Vedete che gran cosa: ad una chiave
Mostrando di soppiatto al Conte
se io non mi attaccava per fortuna,
la chiave della gelosia che avr

37

1110
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO

per quel maledettissimo


corridor cos oscuro,
spezzato mi sarei la testa al muro.
Tiene ogni stanza al buio, e poi e poi
Oh non pi.
Dunque andiam.
(Giudizio.)
A noi.

rubata dal mazzo.

Al Conte e a Rosina.
Si dispone per sedere e farsi
radere. In questo entra Basilio.

SCENA IV
DON BASILIO e detti.
ROSINA
CONTE
FIGARO
BARTOLO
1115 BASILIO
BARTOLO
CONTE e FIGARO
ROSINA
BARTOLO
1120 BASILIO
FIGARO
BARTOLO
BASILIO
CONTE
1125
BARTOLO
BASILIO
CONTE
1130

1135

Don Basilio!
(Cosa veggo!)
(Quale intoppo!)
Come qua?
Servitor di tutti quanti.
(Che vuol dir tal novit?)
(Qui franchezza ci vorr.)
(Ah di noi che mai sar?)
Don Basilio, come state?
Come sto?
Or che saspetta?
Questa barba benedetta
la facciamo? s o no?
Ora vengo!
Ehi, il curiale?
Il curiale?
Io gli ho narrato
che gi il tutto combinato.
Non ver?
S, tutto io so.
Ma, Don Bartolo, spiegatemi
Ehi, dottore, una parola.
Don Basilio, son da voi.
Ascoltate un poco qua.
(Fate un po chei vada via,
chei ci scopra ho gran timore102:
della lettera, signore,
ei laffare ancor non sa.103)
Colla febbre, Don Basilio,
chi vinsegna a passeggiare?

Stupito.
Interrompendo.
A Figaro.
A Basilio.
Stupito.
Interrompendolo, a Basilio.
A Bartolo.
Interrompendo, a Bartolo.
A Basilio.
A Bartolo.
Piano, a Bartolo.

A Basilio.
Figaro ascoltando con attenzione

A aggiunge: Ros: Io mi sento il cor tremar; Fig: Non vi state a disperar.


A aggiunge: Bas: Ah qui certo v pasticcio, / non sarriva a indovinar; Bart: Dite bene, mio signore, / or lo
mando via di qua.
102
103

38

BASILIO
CONTE
BASILIO
FIGARO
1140
CONTE e FIGARO
FIGARO
1145 CONTE
BARTOLO e ROSINA
TUTTI eccetto Basilio
BASILIO
1150 TUTTI
BASILIO
FIGARO
CONTE
BASILIO
CONTE e FIGARO107
BASILIO
TUTTI
1155

BASILIO
1160
FIGARO
BARTOLO

1165 CONTE
ROSINA
CONTE

Colla febbre?
E che vi pare?
Siete giallo come un morto.
Come un morto?104
Bagattella!
cospetton! che tremarella!
questa febbre scarlattina105!
Via prendete medicina,
non vi state a rovinar.
Presto presto, andate a letto
Voi paura inver mi fate
Dice bene, andate, andate106
Presto andate a riposar.
(Una borsa! andate a letto!
Ma che tutti sian daccordo?)
Presto a letto
Eh non son sordo,
non mi faccio pi pregar.
Che color!
Che brutta cera!
Brutta cera?
Oh brutta assai!
Dunque vado
Andate, andate108.
Buona sera, mio signore,
pace, sonno e sanit.
(Maledetto seccatore!)
Presto andate via di qua.
Buona sera ben di core
obligato in verit109.
(Ah che in sacco va il tutore.)
Non gridate, intesi gi.
Ors, signor Don Bartolo
Son qua.

si prepara a secondare il Conte.


Stupito.
Come sopra.
Tastandogli il polso.
Il Conte d a Basilio una borsa di
soppiatto.

Come sopra.

Parte.

Bartolo siede e Figaro gli cinge al


collo uno sciugatoio disponendosi a fargli la barba; durante loperazione
Figaro va coprendo i due amanti.
Stringi, bravissimo.
Rosina, deh ascoltatemi.
Vi ascolto, eccomi qua.
Siedono fingendo studiar musica.
A mezza notte in punto
A Rosina, con cautela.

Sono giallo come un morto?


In A Basilio ripete Scarlattina.
106 In A Ros, e non anche Bar: Dice bene, andate a letto.
107 In A anche Bartolo.
108 Vada, vada.
109 Poi doman si parler.
104
105

39

1170
FIGARO
BARTOLO
FIGARO
1175 ROSINA

BARTOLO
1180 FIGARO
CONTE e ROSINA
CONTE
1185
BARTOLO

1190

1195
ROSINA, CONTE
e FIGARO
1200

a prendervi qui siamo:


or che la chiave abbiamo
non v da dubitar.
Ahi! ahi!
Che cosa stato?
Un non so che nellocchio!
Guardate non toccate
soffiate, per piet.
A mezza notte in punto,
anima mia, taspetto.
Io gi listante affretto
che teco mi unir110.
Ma lasciami vedere111!
Vedete; chi vi tiene?
Do re mi fa sol la.
Ora avvertir vi voglio,
cara, che il vostro foglio,
perch non fosse inutile
il mio travestimento
Il suo travestimento?
Ma bravi, ma bravissimi112!
Ma bravi in verit113!
Bricconi, birbanti,
ah voi tutti quanti
avete giurato
di farmi crepar.
Uscite, furfanti114,
vi voglio accoppar.
Di rabbia, di sdegno
mi sento crepar115.
Lamico delira116,
la testa gli gira.
Dottore, tacete,
vi fate burlar.
Tacete, partiamo,
non serve gridar.
(Intesi ci siamo,
non v a replicar.)

Distraendo Bartolo.

Fingendo solfeggiare.
Bartolo si alza e si avvicina agli
amanti.

Partono a dispetto di Bartolo.

che a te mi astringer.
A taglia da 1179 a 1181.
112 Ah ah! bravi bravissimi.
113 Sor Alonso, bravo, bravi. Pace e gioia.
114 S fuori, furfanti.
115 mi sento avvampar
116 A sostituisce i versi da 1197 a 1204 con i seguenti: La testa vi gira / ma zitto dottore / vi fate burlar. / Tacete,
tacete, / non serve gridare. / Lamico delira, / intesi gi (ci) siamo, / non v a replicar.
110
111

40

SCENA V
BARTOLO solo, indi BERTA e AMBROGIO.
1205 BARTOLO

Ah disgraziato! ed io117
non mi accorsi di nulla! (Ah Don Basilio
sa certo qualche cosa.)
Ehi, chi di l?
Chi di l? Senti, Ambrogio?
Corri da Don Basilio qui rimpetto.
Digli chio qua laspetto,
che venga immantinente,
che ho gran cose da dirgli e chio non vado
perch perch perch ho di gran ragioni.
Va subito.
Di guardia
tu piantati alla porta, e poi no no:
(non me ne fido) io stesso ci star.

1210

1215

Dopo aver riflettuto.


Escono Ambrogio e Berta da
parti opposte.

Ambrogio parte.
A Berta.
Parte.

SCENA VI
BERTA, sola.
BERTA
1220

Che vecchio sospettoso!... Vada pure


e ci stia finch crepa.
Sempre gridi e tumulti in questa casa.
Si litiga, si piange, si minaccia,
non v unora di pace
con questo vecchio avaro e brontolone.
Oh che casa! oh che casa in confusione.
Il vecchiotto cerca moglie,
vuol marito la ragazza:
quello freme, questa pazza,
tutti e due son da legar.
Ma che cosa questo amore
che fa tutti delirar?
Egli un male universale,
una smania, un certo ardore118,
che nel core d un tormento
Poverina, anchio lo sento,
n so come finir.
Ah vecchiaia maledetta!

1225

1230

1235
117
118

Ah disgraziato me.. ma come ed io.


A sostituisce i versi 1231-2 con i seguenti: Una smania, un pizzicore, / un solletico, un tormento.

41

che disdetta singolar119!


Niun mi bada, niun mi vuole,
son da tutti disprezzata,
e vecchietta disperata
mi convien cos crepar.

1240

Parte.

SCENA VII
DON BARTOLO introducendo DON BASILIO.
BARTOLO
BASILIO
BARTOLO
BASILIO
1245
BARTOLO
BASILIO
BARTOLO
1250
BASILIO

1255
BARTOLO

1260
BASILIO

119
120

Dunque voi Don Alonso


non conoscete affatto?
Affatto.
Ah certo
il Conte lo mand. Qualche gran trama
qua si prepara.
Io poi
dico che quellamico
era il Conte in persona.
Il Conte?
Il Conte.
(La borsa parla chiaro.)
Sia che si vuole, amico, dal notaro
vo in questo punto andare; in questa sera
stipolar di mie nozze io vo il contratto.
Il notar? siete matto?
Piove a torrenti, e poi
questa sera il notaro
impegnato con Figaro; il barbiere
marita una120 nipote.
Una nipote?
che nipote? Il barbiere
non ha nipoti. Ah qui v qualche imbroglio.
Questa notte i bricconi
me la vogliono far; presto, il notaro
qua venga sullistante.
Ecco la chiave del portone: andate,
presto per carit.
Non temete: in due salti io torno qua.

A taglia i versi 1236-7.


sua

42

Gli d una chiave.


Parte.

SCENA VIII
BARTOLO, indi ROSINA.
BARTOLO
1265

Per forza o per amore


Rosina avr da cedere, cospetto!
Mi viene unaltra idea. Questo biglietto

Cava dalla tasca il biglietto


datogli dal Conte.

che scrisse la ragazza ad Almaviva


potria servir Che colpo da maestro!
Don Alonso, il briccone,
senza volerlo mi di larmi in mano.
Ehi Rosina, Rosina,

1270

Rosina dalle sue camere entra


senza parlare.

1275
ROSINA
BARTOLO
1280
ROSINA

1285
BARTOLO
ROSINA

1290
BARTOLO
ROSINA
BARTOLO
121

avanti avanti,
del vostro amante io vi vo dar novella.
Povera sciagurata! in verit
collocaste assai bene il vostro affetto!
Del vostro amor sappiate
chei si fa gioco in sen dunaltra amante.
Ecco la prova.
Oh cielo! il mio biglietto!
Don Alonso e il barbiere
congiuran contro voi: non vi fidate.
In potere del conte dAlmaviva121
vi vogliono condurre...
(In braccio a un altro!
Che mai sento! ah Lindoro! ah traditore!
Ah s! vendetta! e vegga,
vegga quellempio chi Rosina.) Dite,
signore, di sposarmi
voi bramavate
E il voglio.
Ebben, si faccia!
Io son contenta! ma allistante. Udite:
a mezza notte qui sar lindegno
con Figaro il barbier; con lui fuggire
per sposarlo io voleva
Ah scellerati!
Corro a sbarrar la porta.
Ah mio signore!
Entran per la fenestra. Hanno la chiave.
Non mi muovo di qui!
Ma e se fossero armati? Figlia mia,

Nelle braccia del conte dAlmaviva.

43

Le d il biglietto.

1295

1300
ROSINA

poich ti sei s bene illuminata,


facciam cos. Chiuditi a chiave in camera,
io vo a chiamar la forza:
dir che son due ladri, e come tali
Corpo di bacco! lavrem da vedere!
Figlia, chiuditi presto: io vado via.
Parte.122
Quanto, quanto crudel la sorte mia!
Parte. Segue istromentale
esprimente un temporale. Dalla fenestra di prospetto si vedono frequenti
lampi e si ascolta il romore del tuono. Sulla fine dellistromentale si vede
dal di fuori aprire la gelosia ed entrare un dopo laltro Figaro ed il Conte
avvolti in mantello e bagnati dalla pioggia. Figaro avr in mano una
lanterna.
SCENA IX
Il CONTE e FIGARO, indi ROSINA.

FIGARO
CONTE
1305 FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
ROSINA
1310
CONTE
FIGARO
CONTE
ROSINA
1315
CONTE

1320 ROSINA
CONTE
122
123

Al fine eccoci qua.


Figaro, dammi man. Poter del mondo!
che tempo indiavolato.
Tempo da innamorati.
Ehi, fammi lume.
Dove sar Rosina?
Ora vedremo
Eccola appunto.
Ah mio tesoro!
Indietro,
anima scellerata; io qui di mia
stolta credulit venni soltanto
a riparar lo scorno; a dimostrarti
qual sono e quale amante
perdesti, anima indegna e sconoscente.
Io son di sasso.
Io non capisco niente.
Ma per piet
Taci. Fingesti amore
sol per sagrificarmi123
a quel tuo vil Conte Almaviva
Al Conte?
Ah sei delusa! oh me felice! adunque
tu di verace amore
ami Lindor rispondi.
Ah s! tamai pur troppo!
Ah non tempo
di pi celarsi, anima mia: ravvisa

Figaro accende i lumi.


Spiando.
Con trasporto.
Rispingendolo.

Singinocchia gettando il mantello,

La didascalia manca nel libretto di Puccinelli ma presente in A.


A cos modifica i versi 1315-6: per vendermi alle voglie di quel tuo vil conte Almaviva.

44

colui che s gran tempo


segu tue tracce, che per te sospira,
che sua ti vuol124, che fin da questo istante125,
a farti di tua sorte appien sicura,
amore eterno, eterna f ti giura.
Mirami, o mio tesoro,
Almaviva son io: non son Lindoro.

1325

ROSINA
1330
CONTE
1335
FIGARO
1340
ROSINA
CONTE
1345 ROSINA
FIGARO
1350
CONTE e ROSINA

1355 FIGARO

CONTE e ROSINA

che viene raccolto da Figaro.

Ah qual colpo inaspettato!


Egli stesso? oh ciel! che sento!
Di sorpresa, di contento
son vicina a delirar.
Qual trionfo inaspettato!
Me felice! oh bel momento!
Ah damore, di contento
son vicino a delirar.
Son rimasti senza fiato!
Ora muoion dal contento!
Guarda guarda il mio talento
che bel colpo seppe far.
Ma signor ma voi ma io
Ah non pi, non pi, ben mio!...
Il bel nome di mia sposa,
idol mio, tattende gi.
Il bel nome di tua sposa
ah qual gioia al cor mi d126.
Bella coppia: Marte e Venere127!
Gran potere del caduceo!
E il bagiano di Vulcano
gi in rete e non lo sa.
Oh bel nodo avventurato128
che fai paghi i miei desiri!
Alla fin de miei martiri
tu sentisti, Amor, piet.
Presto andiamo: vi sbrigate,
via lasciate quei sospiri;
se si tarda, i miei raggiri
fanno fiasco in verit.
Oh bel nodo avventurato ecc.
Figaro va al balcone.

1360 FIGARO

Ah cospetto! che ho veduto!


alla porta una lanterna
due persone che si fa?

vuole
A taglia da che fin da questo istante a amore eterno, eterna f ti giura.
126 A aggiunge: Conte: Sei contenta; Ros: Ah mio signore.
127 A omette da 1347 a 1350.
128 Dolce nodo avventurato
124
125

45

ROSINA, CONTE
e FIGARO
1365
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
FIGARO
CONTE
1370 FIGARO
CONTE
ROSINA
FIGARO
CONTE
FIGARO

Zitti zitti, piano piano,


non facciamo confusione;
per la scala del balcone
presto andiamo via di qua.
Ah disgraziati noi! come si fa?
Che avvenne mai?
La scala
Ebben?
La scala non v pi.
Che dici?
Chi mai lavr levata?
Quale inciampo crudel!
Me sventurata!
Zi zitti sento gente. Ora ci siamo.
Signor mio, che si fa?
Mia Rosina, coraggio.
Eccoli qua.

Vanno per partire.

Si ravvolge nel mantello.


Si ritirano verso una delle quinte.

SCENA X
DON BASILIO con lanterna in mano introducendo un Notaio con carte in mano , e detti.
1375 BASILIO
FIGARO
CONTE
FIGARO

Don Bartolo, Don Bartolo


Don Basilio!
E quellaltro?
Ve ve; il nostro notaro. Allegramente.
Lasciate fare a me. Signor notaro:

CONTE

dovevate in mia casa


stipolar questa sera
un129 contratto di nozze
fra il conte dAlmaviva e mia nipote.
Gli sposi eccoli qua. Avete indosso
la scrittura?
Benissimo.
Ma piano.
Don Bartolo dov?
Ehi Don Basilio,

BASILIO
CONTE

questo anello per voi.


Ma io
Per voi

1380

BASILIO
1385

129

il

46

Chiamando alla quinta opposta.


Accennandolo al Conte.
Basilio e il notaro si rivolgono e
restano sorpresi. Il notaro si
avvicina a Figaro.

Il notaio cava una scrittura.

Chiamando a parte Don Basilio,


cavandosi un anello dal dito,
additandogli di tacere.

BASILIO
CONTE e ROSINA
CONTE
1390
FIGARO
e BASILIO
CONTE
ROSINA
TUTTI

vi sono ancor due palle nel cervello,


se vopponete.
Oib, prendo lanello.
Chi firma?
Eccoci qua.
Son testimoni
Figaro e Don Basilio.
Essa mia sposa.

Cavando una pistola.


Prende lanello.
Sottoscrivono.

Evviva!
Oh mio contento!
Oh sospirata mia felicit!
Evviva!

Nellatto che il Conte bacia la


mano a Rosina e Figaro abbraccia
goffamente Don Basilio, entra
Don Bartolo come appresso.

SCENA ULTIMA
BARTOLO, un ALCALDE, Alguazils, Soldati, e detti.
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO
1395

Fermi tutti. Eccoli qua.

Additando Figaro e il Conte


allAlcalde e ai soldati, e
slanciandosi contro Figaro.

Colle buone, signor.


Signor, son ladri.
Arrestate, arrestate.

ALCALDE

Mio signore,
il suo nome?

CONTE
BARTOLO
1400 ROSINA
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO
ALCALDE
CONTE
1405 ALCALDE
CONTE
130
131

Il mio nome
quel dun uom donor130. Lo sposo io sono
di questa
Eh andate al diavolo. Rosina
esser deve mia sposa: non vero?
Io sua sposa? oh nemmeno per pensiero.
Come?... come, fraschetta? ah son tradito!
Arrestate, vi dico.
un ladro.
Additando il Conte.
Or or laccoppo.
un birbante131, un briccon.
Signore
Al Conte.
Indietro!
Il nome.
Con impazienza.
Indietro, dico,
indietro!

onore
furfante

47

ALCALDE

Ehi, mio signor, basso quel tuono.


Chi lei?

CONTE
BARTOLO
CONTE
1410

1415

BARTOLO
CONTE
BARTOLO
CONTE
1420

1425

1430

CORO
1435 CONTE
CORO

CONTE

Il conte dAlmaviva io sono.


Il Conte? che mai sento132!
Ma cospetto!...
Taccheta; invan tadopri,
resisti invan. De tuoi rigori insani
giunse lultimo istante. In faccia al mondo
io dichiaro altamente
costei mia sposa; il nostro nodo, o cara,
opra damore: amore133,
che ti f mia consorte,
a me ti stringer fino alla morte.
Respira omai: del fido sposo in braccio,
vieni, vieni a goder sorte pi lieta.
Ma io
Taci.
Ma voi
Non pi, taccheta134.
Cessa di pi resistere,
non cimentar mio sdegno:
spezzato il giogo indegno
di tanta crudelt.
Della belt dolente,
dun innocente amore,
lavaro tuo furore
pi non trionfer.
E tu, infelice vittima
dun reo poter tiranno,
sottratta al giogo barbaro,
cangia in piacer laffanno,
e al fianco a un fido sposo135
gioisci in libert.
Cari amici
Non temete.
Questo nodo
Non si scioglie,
sempre a lei vi stringer.
Ah il pi lieto, il pi felice
il mio cor de cori amanti!
Non fuggite, o lieti istanti

Il Conte?... Ah che mai sento!


amor
134 Ol, taccheta.
135 e in sen dun fido sposo
132
133

48

Scoprendosi.
Verso lAlcalde e i soldati.
Toglie la scrittura di nozze dalle
mani del notaro e la d allAlcalde.

A Rosina.

AllAlcalde ed a suoi seguaci.

Il notaro presenta a Bartolo la


scrittura. Egli la legge dando
segno di dispetto.

1440
CORO
BARTOLO
FIGARO
BARTOLO
1445
BASILIO
BARTOLO
1450
FIGARO
BARTOLO
CONTE
1455
FIGARO

1460
ROSINA
BARTOLO
CONTE
BARTOLO
1465 FIGARO
ROSINA
CONTE
FIGARO
1470 CORO
ROSINA
CORO
CONTE
1475
CORO

della mia felicit.


Annodar due cori amanti
piacer che egual non ha.
Insomma io ho tutti i torti!
Eh purtroppo cos!
Ma tu, briccone,
A Basilio.
tu pur tradirmi e far da testimonio!
Ah Don Bartolo mio, quel signor Conte
certe ragioni ha in tasca,
certi argomenti a cui non si risponde.
Ed io, bestia solenne,
per meglio assicurare il matrimonio,
io portai via la scala dal balcone!
Ecco che fa uninutil precauzione.
Ah disgraziato! io crepo136!
Ma e la dote? io non posso
Eh via; di dote
io bisogno non ho: va, te la dono.
Ah ah ridete adesso?
Bravissimo, Don Bartolo!
Ho veduto alla fin rasserenarsi
quel vostro ceffo amaro e furibondo.
Ma gi ci vuol fortuna in questo mondo137.
Dunque, signor Don Bartolo?
S s, ho capito tutto.
Ebben, dottore?
S s, che serve? quel ch fatto fatto.
Andate pur, che il ciel vi benedica.
Bravo bravo! un abbraccio!
Venite qua, dottore.
Oh noi felici!
Oh fortunato amore!
Si danno la mano.
Di s felice innesto - serbiam memoria eterna;
io smorzo la lanterna, - qui pi non ho che far. Smorza la lanterna.
Amore e fede eterna - si vegga in voi regnar.
Cost sospiri e pene - questo felice istante138:
al fin questalma amante - comincia a respirar.
Amore e fede eterna - si vegga in voi regnar.
Dellumile Lindoro - la fiamma a te fu accetta;
pi bel destin taspetta, - s vieni a giubbilar.
Amore e fede eterna - si vegga in voi regnar.

Verso tagliato in A.
Eh, i bricconi han fortuna in questo mondo.
138 un s felice istante
136
137

49