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Il giuramento di Ippocrate diceva tante cose, ma non come comportarsi con coloro

che disprezzano e diffidano della Medicina e della Scienza fino allaccusa di com
plotto, voltando le spalle al progresso per rifugiarsi nel comodo tepore della p
ropria ignoranza.
Questi pensieri si inseguivano nella mente del medico del paese di X, mentre pre
parava le dosi di vaccino per i sopravvissuti al morbo, quelle che avrebbero pot
uto salvare la vita anche a tutti i morti delle ultime settimane.
Gli ultimi mesi erano stati la versione esacerbata e violenta degli ultimi anni.
Da quando un imbroglione aveva iniziato a raccogliere attorno alle sue teorie c
riminali sempre pi uomini e donne impauriti e ignoranti per condurre una crociata
contro le vaccinazioni. Il movimento si era ingrandito anno dopo anno e i richi
ami preoccupati della comunit scientifica non avevano fatto altro che rafforzarlo
, in nome di una strepitante guerra contro il sapere, uno scontro frontale tra l
o stomaco della paura e cervello della ricerca che aveva riportato lampi di medi
oevo nel secolo delle esplorazioni spaziali.
Cos, dopo anni, si iniziava adesso a pagare il conto: le epidemie di malattie mor
tali erano diventate sempre pi comuni, in Paesi in cui mancavano da decenni.
Di nuovo solo, quella notte si era barricato nel suo studio, sapendo di essere lu
nica speranza di salvezza per le migliaia di persone che la mattina dopo si sare
bbero svegliate ammalate. Erano ormai anni che non lavorava cos tanto, ma non sen
tiva ancora fatica, sarebbe potuto andare avanti tutta la notte.
Suonarono alla porta. Era il sindaco, il capopopolo rumoroso sempre preoccupato
del consenso dei suoi elettori, che si era unito alla crociata contro i vaccini
annusando voti facili.
Balbettava piangendo il nome del figlio, un altro torello irruente come lui. Il
medico lo fece entrare senza dire niente e lo port davanti alle casse di fiale de
l vaccino.
Questa per tuo figlio, disse, e avvicinando una fiala nella mano tesa del sindac
o, la lasci cadere a terra, frantumandola. Il sindaco sobbalz, pensando a un gesto
goffo del medico, e prov a sorridere senza abbassare la mano aperta.
E questa, riprese il medico afferrando una cassa di fiale, portala di corsa ai b
ambini della scuola.
Al contatto con il pavimento la cassa esplose con un schianto di mille schegge d
i vetro.
Per lospizio! Sorrise il medico. Altri frantumi. Il sindaco ebbe la forza di urla
re No! solo quando la terza cassa di fiale era gi in volo. Cadde il silenzio. Il me
dico guardava il sindaco non riuscire a capirci niente e dopo poco lo spinse fuo
ri.