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Meccanica delle rocce e

degli ammassi rocciosi

Riccardo BERARDI
Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dellAmbiente
e del Territorio - Universit di Genova
(riccardo.berardi@unige.it)

un uomo che costruendo una casa ha scavato molto profondo e


ha posto le fondamenta sulla roccia, venuta la piena il fiume
irruppe contro quella casa ma non riusc a smuoverla perch era
costruita bene
(Luca 6, 48-49)

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Frane in roccia

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Instabilit in scavi
profondi /superficiali

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La roccia come materiale dellingegneria


Come le terre ed il legno le rocce sono materiali naturali,
estremamente pi antiche rispetto ad altri materiali; nei milioni
di anni esse hanno sperimentato significative modificazioni
meccaniche, termiche e chimiche.
Come conseguenza, la roccia si presenta come materiale
usualmente molto variabile, nella sua struttura e nelle sue
propriet e, quindi, nella sua risposta.
Tale risposta sar influenzata, inoltre, dal tipo di applicazione
ingegneristica: una struttura potr essere costruita CON
roccia, SULLA roccia, NELLA roccia. Spesso la roccia viene
eliminata per la realizzazione di scavi e sbancamenti, con
conseguente necessit di valutazione di condizioni di stabilit e
di spostamenti.

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In ogni caso il materiale in esame naturale: quali ingegneri


impegnati nello studio del comportamento meccanico di tale
materiale, in relazione allopera ingegneristica, dovremmo
valutare:
le propriet di questo materiale
lo stato tensionale esistente (che si va a disturbare)
le modifiche apportate
le conseguenze di tutto ci
La

conoscenza degli aspetti geologici (litologia, struttura,


stratificazioni, faglie, tettonica, regime idrogeologico, ecc..) di
primaria importanza e di grande aiuto per lattivit
ingegneristica.
Nel seguito alcuni di questi aspetti verranno approfonditi
nellottica di delineare i principi fondamentali.

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Lopera
ingegneristicasar
inoltre
fortemente
influenzata
dalla
sua
posizione
(SULLA-NELLA
roccia):
generalmente le fratture governano la
stabilit delle strutture superficiali mentre
gli stati tensionali naturali governano il
comportamento delle strutture profonde.
P.es:
Dighe > deformabilit e permeabilit sedime
di fondazione (dovute a natura ed assetto
fratture nella roccia.
Pendii, scavi e calotta gallerie superfic. >
stabilit
Gallerie in rocce tenere e gallerie profonde >
alterazione stato tensioni in sito

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Linfluenza di fattori geologici sulla


meccanica delle rocce e degli ammassi
rocciosi
Nel contesto di problemi meccanici, si devono considerare il
materiale in esame e le forze ad esso applicate.
Vengono presi in esame 5 fattori geologici :
1. La matrice lapidea ( o roccia intatta)
2. Le discontinuit
3. Le tensioni in sito esistenti
4. La circolazione idrica
5. Il fattore tempo

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La matrice lapidea
Da un punto di vista ingegneristico si intende matrice lapidea
(roccia intatta ) la roccia che non contiene fratture significative.
Tuttavia, a scala microscopica, la matrice costituita da grani
e la microstruttura governata dai processi che ne hanno
portato alla formazione . Eventi geologici successivi possono
aver alterato le caratteristiche meccaniche della roccia, cos
come la sua suscettivit allalterazione ed alla infiltrazione di
acqua.
Un efficace modo per visualizzare la risposta, ad azione
meccanica esterna, della matrice lapidea intatta,
analizzare una curva tensione -deformazione in prova di
compressione monoassiale.

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Modulo di deformabilit E

Resistenza a compressione c

Comportamento post-picco

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La forma della curva tensione deformazione dettata dalla microstruttura:


E; c; duttilit/fragilit ne sono la prova. Esempi:

basalto

calcare

resistenza, rigidezza

chalk (calc. friabile)

duttilit

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salgemma

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Discontinuit e Struttura
Se la roccia avesse un comportamento elastico, non si verificherebbero
problemi di stabilit, potendo sostenere qualunque livello tensionale.
Sperimentalmente si osserva che la roccia raggiunge condizioni limiti e
ha caratteristiche post-picco.
La conseguenza di ci duplice:
attraverso processi naturali la roccia in sito pu essere stata soggetta a
fenomeni di rottura, con la formazione di faglie e giunti;
faglie e giunti possono costituire il punto debole della roccia.
Il risultato di questi fenomeni di fratturazione la formazione di una
struttura geometrica (spesso complessa) costituita da matrice lapidea e
fratture

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In analisi ingegneristiche basate sulla meccanica, usuale e


comodo riferirsi alla meccanica del continuo, anche quando le
evidenze dicono che il mezzo tutto meno che continuo (p.es.
terreni).
Le formazioni geologiche quali faglie, giunti, piani di scistosit,
ecc. prendono quindi operativamente il nome di
DISCONTINUITA
Tali discontinuit hanno
forme - dimensioni - orientazioni
resistenze - rigidezze
e quindi caratteristiche geometriche e meccaniche
generalmente governano il comportamento dinsieme.
La configurazione delle discontinuit pu essere
STRUTTURA
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che

definita

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In sintesi:

Matrice lapidea + struttura (discontinuit


(discontinuit)
discontinuit)
=
AMMASSO ROCCIOSO

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LA MATRICE LAPIDEA
Lidentificazione e la classificazione della roccia che costituisce la matrice lapidea
avviene sulla base delle osservazioni e dei risultati delle prove di laboratorio condotte
su campioni di roccia enucleati dallammasso roccioso.

Dal punto di vista della loro genesi le rocce sono suddivise in tre grandi
categorie: ignee, sedimentarie e metamorfiche.
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Dal punto di vista geologico la descrizione della roccia condotta sulla


base di considerazioni mineralogiche e petrografiche che coinvolgono
parametri quali la composizione chimica e mineralogica, il grado di
alterazione, la struttura cristallina, la dimensione e la forma dei cristalli, la
microstruttura e la granulometria.
Dal punto di vista ingegneristico la descrizione pi significativa quella
basata sui valori che le seguenti propriet meccaniche della roccia
assumono: la resistenza a compressione monoassiale ed il modulo di
elasticit, la resistenza a trazione monoassiale, la resistenza nei confronti
delle tensioni tangenziali (angolo dattrito e coesione) e la velocit
ultrasonica.

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Lintersezione dei sistemi di giunti definisce una struttura dellammasso


roccioso costituita da elementi eterogenei, per dimensioni e geometria,
delimitati da superfici di discontinuit geologica pi o meno continue.

Lestensione delle superfici di


discontinuit geologica e la distanza
media che le separa nellambito di uno
stesso sistema guidano
allidentificazione del volume roccioso
unitario.
Questo si pu definire come il pi
piccolo volume lapideo,
macroscopicamente integro,
geometricamente definito da superfici
di discontinuit geologica.

Nota: d1, d2, d3 indicano le superfici di


discontinuit strutturale.

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Si possono individuare, per lammasso roccioso, le due seguenti strutture limite:


Se il volume roccioso unitario molto grande e i sistemi di giunti sono caratterizzati
da modesta frequenza e continuit lammasso roccioso si pu assimilare ad un
sistema monocorpo le cui caratteristiche meccaniche sono simili a quelle della roccia
che ne costituisce la matrice lapidea.
Se il volume roccioso unitario ha
dimensioni molto piccole ed i sistemi di
giunti che interessano la matrice lapidea
sono caratterizzati da alta frequenza e
continuit lammasso roccioso assume
lidentit di un terreno granulare.
granulare

In generale un ammasso roccioso si


presenta
come
un
sistema
multicorpo a diverso grado di
separazione che pu essere inserito
entro i due suddetti casi limite.
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Si pu rilevare lanalogia tra il ruolo dei giunti nellammasso roccioso e


dei vuoti nei terreni granulari.
Le discontinuit costituiscono sede di raccolta delle fasi liquida ed
aeriforme cosicch lammasso roccioso, come il terreno, da considerarsi
un mezzo discontinuo, anisotropo ed eterogeneo per la coesistenza delle
tre fasi fondamentali.

terreno

ammasso roccioso

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Se la struttura di un ammasso roccioso si pu generalmente ritenere


intermedia tra quella di un sistema monocorpo e quella di un terreno
granulare allora anche le propriet meccaniche di un ammasso roccioso si
possono ritenere intermedie tra quelle della roccia che ne costituisce la
matrice lapidea e quelle riferibili alle discontinuit da cui essa
attraversata.

Anche le propriet meccaniche ed idrauliche di un ammasso roccioso,


come per i terreni, possono essere correlate ad opportuni parametri che
consentono la caratterizzazione del sistema multicorpo con cui esso si
identifica: questi parametri sono descrittivi e della matrice lapidea e dei
sistemi di giunti che la attraversano.

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Prima di entrare nel dettaglio sulle caratteristiche geometriche,


morfologiche e meccaniche delle discontinuit, pu essere utile
analizzare i processi di formazione delle stesse ed alcune
possibili conseguenze.
Tre possibili modi:

Modo 1: frattura a
trazione.
Discontinuit
aperta= Giunto

Modo 2: frattura a
taglio. Discontinuit
con scorrimento =
faglia o frattura di
taglio

Modo 3: frattura a
taglio. Discontinuit
con scorrimento =
faglia o frattura di
taglio

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Avendo osservato che le discontinuit costituiscono il punto


debole dellammasso, sono chiari alcuni aspetti, che hanno dirette
conseguenze da un punto di vista ingegneristico.
Influenze su resistenza, deformabilit, permeabilit, anisotropia:
9in termini di resistenza, possibile differente comportamento tra
giunti e zone di taglio;
9assenza di trasmissione tensionale in giunti aperti;
9flusso concentrato e governato da assetto geometrico;
9possibile presenza di riempimento in giunti aperti;
9evoluzione della resistenza a taglio in funzione di asperit del
giunto e stato tensionale agente.

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Tensioni in sito
In ogni analisi meccanica necessario valutare le conseguenze di una
variazione tensionale sul materiale in esame.
Essendo la roccia (o meglio lammasso roccioso) un materiale naturale,
lo stato di tensione pre-esistente, la sua genesi, la sua distribuzione,
hanno una rilevanza notevole nelle analisi ingegneristiche.
Le variazioni tensionali possono essere di carico o scarico, con evoluzioni
e conseguenze pratiche differenti. P. es.
fondazioni - scavi - gallerie in pressione

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E estremamente importante avere conoscenza degli stati di


tensione naturali ed indotti. In relazione a ci, ad esempio, ci
sono alcuni aspetti particolari non cos direttamente intuitivi:
a) per una galleria a grande profondit sia calotta che arco
rovescio saranno sottoposti alle stesse tensioni iniziali
b) nella maggioranza dei casi osservati, le tensioni naturali
misurate indicano che una componente tensionale (orizzontale)
risulta superiore allaltra (verticale)
La consapevolezza di tali aspetti (e di altri similari) possono
guidare scelte nella progettazione delle opere da realizzarsi
(rinforzi, stabilizzazioni, ecc.)

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In termini molto sintetici, la componente tensionale verticale


causata dal peso degli strati sovrastanti, quella orizzontale
principalmente dalle azioni tettoniche (di difficile valutazione), le
tensioni indotte dal tipo di opera, dalla geometria, dalle fasi
costruttive, ecc.
Altri aspetti importanti sono la topografia e i fenomeni erosivi.

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Tensioni litostatiche

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Tensioni litostatiche

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Es. Importanza valutazione stato di tensione iniziale:


curve caratteristiche (scavo e sostegno di gallerie)

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Necessit di misure in sito (in


genere in fori esplorativi e in fori
di sondaggio). Tecniche:
Martinetto piatto

Fratturazione idraulica
Sovracarotaggio

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Circolazione Idrica e Fluido Interstiziale


Nella meccanica delle terre, gli aspetti connessi alla presenza di
fluido interstiziale sono di fondamentale rilevanza. Condizioni
drenate, condizioni non drenate e, soprattutto, la relazione tra
tensioni totali e pressioni interstiziali sono principi che regolano
ogni analisi teorica ed ingegneristica.
Tutto ci strettamente legato alla porosit del mezzo, dovuta alle
modalit di trasporto e deposizione, cio di costituzione.
Gli ammassi rocciosi si sono formati in condizioni e modalit
differenti da quelle delle terre sciolte. Non si parla di porosit
ma di stato fratturazione, pi o meno esteso; ci significa una
ancora pi difficile valutazione della permeabilit del mezzo e
dei flussi allinterno di esso.
Molte rocce sono virtualmente impermeabili nel loro stato
intatto (permeabilit primaria), ma diventano permeabili
attraverso la rete di fratture pre-esistenti o formatesi
successivamente (permeabilit secondaria).
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Lo studio dei flussi negli ammassi rocciosi quindi funzione delle


discontinuit, delle loro interconnessioni e dellambiente
idrogeologico.

E inoltre da sottolineare linfluenza degli interventi antropici: basti


pensare allo scavo di una galleria: le pressioni interstiziali al
contorno diventano pari a quella atmosferica , rendendo quindi lo
scavo non impermeabilizzato una sorta di pozzo di emungimento.
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Avendo introdotto alcuni aspetti generali, possibile


ora considerare il problema meccanico, cio la
risposta del materiale ad assegnati carichi.
Inizialmente si tratta la matrice lapidea,
lapidea poi le
discontinuit ed infine lammasso roccioso,
roccioso anche in
relazione ai sistemi di classificazione proposti ai fini
ingegneristici.

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LA MATRICE LAPIDEA
Da un punto di vista meccanico necessario valutare
la resistenza ed i criteri che permettono di quantificarne le
caratteristiche (trazione - compressione -taglio) ed entit
la deformabilit (o il suo inverso, cio la rigidezza)

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Come noto, da un punto di vista sperimentale, le caratteristiche di


resistenza ed, in parte, quelle di deformabilit, possono essere
valutate su campioni di roccia intatta mediante:
prove di compressione monoassiale
prove di taglio triassiale
prove di trazione diretta
prove di trazione indiretta
prove di taglio diretto
prove di carico puntuale
prove di abrasione
ecc.
I risultati ottenibili possono essere affetti da fattori geometri,
interpretativi, legati a modalit strumentali, ecc.
Nel seguito si richiameranno solo alcuni aspetti rilevanti.
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Utili considerazioni in
termini di resistenza e
deformabilit, possono
dedursi dalla pi semplice
condizione di carico, cio
la compressione
monoassiale

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c = Co = resist. a
compressione
monoassiale
Et, 50 = modulo
tangente per = 0,5c

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Effetti di dimensione

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Effetti di forma

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Effetti di struttura

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Resistenza a compressione da
prova puntuale (point load
test)

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prove TRIASSIALI:
Permettono la valutazione delle
caratteristiche di resistenza con riferimento
a stati di tensione pi vicini alla realt
ingegneristica.
Sono necessarie celle ad elevata capacit
prove TRAZIONE:
possono essere di tipo diretto o indiritto
(prova brasiliana). Nel primo caso
sussistono dei problemi esecutivi, nel
secondo, largamente diffuso), la resistenza a
trazione pu essere sovrastimata anche fino
al 50-100%
INSIEME permettono la ricostruzione
dellintero inviluppo di resistenza della
roccia
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Influenza pressione di confinamento e


dimensione

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Provini portati a rottura in


compressione monossiale

1=61 MPa

taglio triassiale

1=150 MPa
3=12 MPa

3=0

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Classificazioni della roccia


I parametri di resistenza (resistenza a compressione monoassiale) e
di deformabilit (modulo di deformabilit), vengono utilizzati
anche per definire sistemi di classificazione della roccia in
questione (ISRM, Deere & Miller)
Classe

Descrizione

c (MPa)

Res.za molto alta

>200

Res.za alta

100-200

Res.za media

50-100

Res.za bassa

25-50

Res.za. molto bassa

>25

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Classe

Descrizione

Et,50/c

Rapp.to di modulo
alto
Rapp.to di modulo
medio
Rapp.to di modulo
basso

>500

M
E

200-500
>200

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Criteri di resistenza
Il fenomeno della rottura di un elemento di roccia intatta
complicato e non del tutto chiaro, sia considerando ogni singolo
inizio di microfratturazione e successiva propagazione, sia
considerando la rottura dinsieme dovuta a molte microfratture
che, propagandosi, si influenzano vicendevolmente nella
cosiddetta coalescenza.
Tale complicato fenomeno poco si presta alla formalizzazione di un
criterio univoco e semplice di cui, tuttavia, si necessita da un
punto di vista pratico ed operativo.
Unanalisi meccanica ha come risultato atteso la conoscenza delle
deformazioni dovute a variazioni tensionali ed il limite
tensionale sostenibile dal materiale, cio il suo limite di
resistenza, valutabile una volta noto e prefissato un criterio di
resistenza.
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Poich, generalmente, la conoscenza del limite di resistenza deriva


da sperimentazione, i principali criteri sono espressi nella forma:
1 , 2 , 3 )
resistenza = f (
Nel seguito si richiameranno i pi usuali, delineandone le principali
caratteristiche.
La letteratura specialistica riporta numerosi diversi criteri (oltre la
dozzina) per la roccia intatta; per come sono formulati nessuno di
questi fa espresso riferimento alla struttura e quindi al fatto che la
roccia in realt un costituente dellammasso, a cui,
ingegneristicamente parlando, si deve fare riferimento. Sar
necessario quindi definire anche il contributo delle discontinuit,
ovvero modificare i parametri espressi dai criteri sopra definiti.
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Criteri di resistenza

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Criterio di Griffith

(1 3 ) = 8T0 (1 + 3 )
2

T0 = t
Il criterio esprime la resistenza a trazione monoassiale in termini
di energia di deformazione richiesta per propagare
microfratture, ed esprime la resistenza a compressione
monoassiale in funzione della resistenza a trazione.
Il criterio di Griffith di particolare interesse ed utilit per studiare
linnesco e la propagazione di fratture in condizioni di
compressione, tuttavia non fornise unutile stima della
resistenza a compressione ai fini ingegneristici.
Il criterio stato modificato da molti Autori per diverse finalit, in
particolare per tenere conto dellattrito che si pu sviluppare
sulle superfici delle fratture.
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Criterio di Mohr-Coulomb
1 = cm + k 3
k 1
sin =
k+1

cm (1 sin )
c=
2 cos

Il criterio esprime la relazione tra le tensioni tangenziali e quelle


normali a rottura.
Il criterio pi adatto per alte pressioni di confinamento quando,
in effetti, la rottura si sviluppa su piani di rottura per taglio. In
corrispondenza di limitate tensioni di confinamento ed in
condizioni monoassiali, si osservato laumento di
microfratture e lo sviluppo di piani di rottura nella direzione
sub-parallela a quella della tensione principale, con scarsa
applicabilit di tale criterio.
Nonostante le difficolt associate allapplicabilit del criterio,
rimane un utile strumento per le applicazioni pratiche,
soprattutto nel caso di discontinuit e di ammassi molto
fratturati.
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Criterio di Hoek-Brown
Hoek-Brown
1 = 3 + m i c 3 + si 2c

Il criterio di natura
empirica, essendo
derivato dalla
regressione di punti di
rottura sperimentali,
diagrammati in un piano
(1 , 3).

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1 = 3 + m i c 3 + si 2c
Nonostante i parametri mi e si derivino da una procedura di
interpolazione, ad essi possibile attribuire un significato fisico che
utile considerare:
il parametro mi legato al grado di interlocking della matrice.
Dipende dal tipo di roccia e dalla tessitura; valori orientativi:
rocce sedimentarie : 420
rocce metamorfiche : 435
rocce ignee
: 1535
il parametro si legato al grado di fratturazione della matrice: una
rappresentazione della coesione della roccia. Per roccia
completamente integra si =1. Tende a 0 allaumentare del grado di
fratturazione
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1 = 3 + m i c 3 + si 2c
Sostituendo 1=0 e 3=-t , si pu
ottenere, per dato valore di mi,
una relazione tra la resistenza a
trazione ed a compressione
della roccia intatta.
Il criterio ottenibile, per via
sperimentale, mediante prove
triassiali,
di
compressione
monoassiale e di trazione.
E possibile legare il criterio di H-B
con quello di M-C, mediante
relazioni tra i 4 parametri
sperimentali (m,s) (c,).
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LE DISCONTINUIT
Il termine discontinuit denota una generica separazione
nel continuo roccioso avente resistenza a trazione nulla.
In un contesto ingegneristico relativo agli ammassi rocciosi,
le discontinuit (con le loro peculiari caratteristiche)
possono costituire il fattore pi rilevante in quanto
governano
la deformabilit,
deformabilit la resistenza e la
permeabilit.
E necessario quindi valutarne :
le caratteristiche geometriche e morfologiche
la resistenza ed i criteri che permettono di quantificarne
lentit
la deformabilit
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NUMERO DI SISTEMI DI DISCONTINUITA


Un gruppo di discontinuit parallele costituisce un sistema e sistemi di
discontinuit si intersecano per formare un insieme

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Nella maggior parte dei casi


pratici, le dimensioni
dellopera maggiore della
spazio compreso tra due
discontinuit limitrofe. Questo
implica che blocchi di roccia
(definiti dai sistemi di
discontinuit) possano
interessare in maniera
differente lopera.
In generale sono ipotizzabile
le seguenti relazioni:
stabilit

1
No. di discontinuit

stabilit

1
dim ensioni opera
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Le FAGLIE sono fratture o zone di frattura, di grande estensione, lungo cui siano
chiaramente distinguibili segni di scorrimento, di entit variabile da pochi centimetri
sino a qualche chilometro.
Queste grandi discontinuit, conseguenti ad eventi di grande
importanza, vengono in generale prese in considerazione
separatamente: infatti esse si susseguono in un ammasso
roccioso a grandi distanze rispetto alle dimensioni
caratteristiche del volume significativo coinvolto dalla
realizzazione dellintervento e quindi leventuale loro
interazione con lopera costituisce sempre un problema
singolare.

La faglia di San Andreas in


California.

Faglia in Islanda
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Una faglia la materializzazione della superficie lungo cui avviene la rottura della
roccia. A seconda del tipo di movimento relativo delle porzioni di roccia, le faglie
prendono differenti nomi.
Frattura

Turchia: allineamento di
paletti dislocato dalla
faglia con movimento
destro.
La dislocazione
orizzontale di circa 2
metri.

In questo caso, i due blocchi di roccia SCORRONO uno di fianco


all'altro. Il piano di faglia , in genere, verticale. Considerando il
senso di movimento relativo della faglia, si parler di faglia
trascorrente destra quando da un lato della faglia si vede
muovere l'altro lato verso destra. Quando invece da un lato della
faglia si vede muovere l'altro lato verso sinistra, si parler di
faglia trascorrente sinistra.

Faglia trascorrente (sinistra)


(strike slip)
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Faglia Normale (o diretta o tensionale)


(normal fault, dip slip)

Faglia Inversa (o compressiva)


(reverse, thrust fault)

In questo tipo di faglia, c' uno


scivolamento del blocco roccioso al
disopra della parete di faglia (detto
tetto) rispetto all'altro. Questo tipo di
faglia si trova in aree caratterizzate
da ESTENSIONE (i due blocchi di
roccia si allontanano l'uno rispetto
all'altro).

In questo tipo di faglia, il


blocco roccioso al disopra della
parete di faglia sale rispetto
all'altro.
Questa faglia tipica dei
regimi di COMPRESSIONE (i
due blocchi di roccia spingono
l'uno verso l'altro).

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L assetto geometrico delle discontinuit viene investigato


mediante rilievo geomorfologico in affioramenti o pozzetti (2-D;
3-D), carote da fori di sondaggio (1-D), riprese televisive in foro
(1-D), metodi geofisici (2-D; 3-D).
Si pu pervenire ad una classificazione significativa dal punto di
vista geomeccanico mediante la definizione, qualitatita e
quantitativa, di parametri che consentono di identificare il
reticolo di discontinuit.
Tali parametri sono :
parametri GEOMETRICI
parametri MORFOLOGICI
parametri MECCANICI

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67

RILIEVI IN AFFIORAMENTI
Esistono due criteri fondamentali sui quali si pu basare il censimento delle discontinuit
(ISRM, 1978):
1) Criterio soggettivo: secondo il quale vengono rilevate solo le discontinuit che sembrano
svolgere un ruolo importante nei riguardi delle caratteristiche meccaniche dell'ammasso;
2) Criterio oggettivo: secondo il quale vengono campionate tutte le discontinuit che
intersecano una certa linea di riferimento (linea di scansione) o che ricadono all'interno di una
certa finestra (Figura).
L'approccio soggettivo pi rapido ed economico; tuttavia presume una preliminare
conoscenza dell'area in esame e l'individuazione a priori dei domini di discontinuit. Inoltre
esso pu essere adottato solo da specialisti che possiedano un'esperienza tale da consentire
l'individuazione delle discontinuit pi significative.

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68

GEOMETRIA DEI
BLOCCHI:
a - a blocchi;
b - irregolare;
c - tabulare;
d - colonnare

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69

RIPRESE TELECAMERA IN FORO

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70

RIPRESE TELECAMERA IN FORO

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71

Parametri geometrici e morfologici


GEOMETRICI:
orientazione
spaziatura e frequenza
numero volumetrico
indice RQD

MORFOLOGICI:
persistenza
scabrezza
resistenza delle pareti
apertura
materiale di riempimento

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72

Orientazione (o giacitura): identifica la posizione di una


discontinuit nello spazio ed definita, rispetto ad un piano
orizzontale di riferimento, dall angolo di immersione (dip angle) e
dalla direzione dellimmersione (dip direction).
Spaziatura: distanza tra discontinuit adiacenti, misurata in
direzione perpendicolare ai piani delle discontinuit stesse.
Frequenza: inverso del valore medio della spaziatura di un sistema
di giunti.
Es.:
spaz. molto stretta

20-60 mm

spaz. moderata

200-600 mm

spaz.molto larga

2000-6000 mm

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73

Giacitura piano affioramento


La giacitura (o orientazione) del piano di discontinuit deve essere espressa
mediante il valore dell'azimut della linea di massima pendenza (dip
direction)
direction e dell'inclinazione di questa rispetto all'orizzontale (dip).
dip
Nord

= dip direction
b = dip
a = strike (a90)
La misura dellorientazione di una discontinuit
eseguita con la bussola. Questa deve essere livellata con
una livella a bolla daria prima di effettuare la misura
con il coperchio parallelo allimmersione In tal modo
linclinazione pu essere misurata direttamente.
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74

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

75

Nota: lorientazione dei giunti estremamente importante ad es. nei problemi di


stabilit dei pendii.
L'assetto inclinato nella direzione del pendio di questa
superficie definito dai geologi a franapoggio, per
distinguerlo da quello a reggipoggio, nella quale la
superficie ha un'inclinazione opposta al declivio.
Il fatto che un versante sia caratterizzato da una
discontinuit a franapoggio piuttosto che a reggipoggio,
decisivo per la sua stabilit, soprattutto se questo
costituito da rocce disposte a strati come lo sono gran parte
di quelle di natura sedimentaria.

Nella frana di slittamento o scivolamento


il movimento delle masse di roccia
avviene lungo superfici di debolezza
inclinate come il pendio. Questa
disposizione viene detta a franapoggio, se
invece le superfici sono inclinate nel
senso opposto la loro disposizione viene
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi
detta a reggipoggio.

76

No. volumetrico giunti (Jv): identifica indirettamente le dimensioni


dei blocchi formati dai diversi sistemi di discontinuit. Puo
calcolarsi come la somma dei valori medi delle frequenza delle
discontinuit relative a ciascun sistema.
Es.:
blocchi molto grandi

1-3 (j/m3)

blocchi medi

3-10 (j/m3)

blocchi piccoli

10-30 (j/m3)

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77

Indice di recupero percentuale modificato RQD (Rock Quality


Designation): ha lo scopo di identificare la qualit delle carote
estratte da perforazioni di sondaggio. Come Jv non
caratteristica intrinseca ma da correlarsi alla intera struttura
(qualit) dellammasso roccioso.
qualit molto scadente

RQD <25%

qualit scadente

25-50%

qualit discreta

50-75%

qualit buona

75-90%

qualit molto buona

90-100%

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78

rqd

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79

Il valore dellindice RQD pu essere espresso in funzione


del valore della frequenza dei giunti (i) che attraversano la
matrice lapidea a mezzo della relazione empirica proposta
da Priest e Hudson:

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80

Persistenza: estensione areale o dimensione di una d. osservata


entro un piano; approssimativamente quntificata misurando, su
superfici esposte, la lunghezza delle tracce delle d.
Di difficile valutazione.
Scabrezza: rugosit delle superfici affacciate di una d. E
determinata su piccola e su grande scala (v. dopo). Di solito
identificata dal parametro JRC. Varia a seconda del processo
genetico di formazione delle d.
Es.:
persist. bassa

1-3 m

persist. media

3-10 m

persist.molto alta

> 20 m

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81

Scabrezza
E la rugosit delle superfici affacciate di un giunto.
La scabrezza di un giunto determinata da una componente su piccola
scala e da una componente su ampia scala, detta ondulazione e relativa al
piano medio del giunto.

SCABREZZA: rugosit (forma in piccola scala)


delle superficie affacciate di una discontinuit ed
ondulazione (forma in grande scala) relativamente
al piano medio della discontinuit.
Londulazione pu essere caratterizzata
langolo i.

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82

con

Rugosit

pettine di Barton

Il Joint Roughness Coefficient (JRC) una stima della


rugosit della superficie della discontinuit.
Tale parametro viene determinato confrontando il profilo
di rugosit del giunto, ricavato appoggiando un
profilometro (pettine di Barton; Figura) sulla superficie
della discontinuit, con alcuni profili standard proposti
da Barton & Choubey (1977; Figura). Visto che la
lunghezza dei profili standard pari a 10 cm, l'indice JRC
fornisce indicazione sulle asperit a scala millimetrica.
Teoricamente, la direzione lungo la quale va determinata
la rugosit deve essere quella coincidente con la
direzione di scivolamento del blocco (infatti la rugosit
delle superfici delle pareti ha un peso importante nel
definire la resistenza nei confronti delle tensioni
tangenziali che pu essere mobilitata lungo la superficie
di un giunto). Se questa non nota a priori si pu
utilizzare come direzione di misura quella di immersione
del piano di discontinuit o quella parallela alla linea di
intersezione tra il piano di discontinuit di interesse e un
altro piano di discontinuit adiacente.
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83

METODO DI RILIEVO DELLA SCABREZZA DI UNA DISCONTINUITA LUNGO


UNA DIREZIONE DI POTENZIALE SCIVOLAMENTO
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84

Resistenza delle pareti: resistenza a compressione del materiale


costituente le pareti della d. Di solito identificata dal parametro
JCS. In affioramento, a causa alterazione pareti, pu essere
minore rispetto a quella del nucleo.
Apertura: distanza perpendicolare che separa le pareti di una d.
aperta.
Materiale di riempimento: materiale che separa le pareti delle d.;
la distanza perpendicolare definita ampiezza. Influenza
notevolmente il comportamento meccanico delle d. (v. dopo).
Es.:
apert. stretta

0.1-0.25 mm

apert. aperta

0.5-2.50 mm

apert. estrem. aperta

10-100 mm

apert. cavernosa

> 100 mm
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85

Apertura
L'apertura la distanza ortogonale tra le pareti di una
discontinuit aperta, il cui spazio sia riempito da aria o acqua
(Figura).
Lapertura pertanto distinta dallampiezza di una discontinuit
riempita.
Pu essere misurata tramite uno spessimetro o, nel caso di
discontinuit ben aperte, con un metro.
Nel caso in cui si abbia una certa variabilit dell'apertura, va
indicato il valore medio

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86

Riempimento
Nel caso di discontinuit con una certa ampiezza, necessario indicare la presenza di
riempimento. Di questo va indicato lo spessore ed il tipo.
L'importanza del riempimento deriva dal fatto che le caratteristiche meccaniche della
discontinuit risultano fortemente influenzate dalla presenza di materiale tra le superfici del
giunto. Se lampiezza maggiore dellaltezza delle asperit delle pareti la resistenza al taglio
della discontinuit coincide con quella del materiale di riempimento; se l'ampiezza non supera
tale altezza la resistenza al taglio intermedia fra quella del riempimento e quella delle pareti.
Il riempimento controlla anche la permeabilit e la possibilit di filtrazione dell'acqua
all'interno dell'ammasso: a questo proposito importante indicarne il grado di umidit
seguendo i termini descrittivi proposti dall'ISRM (Figura).

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87

Parametri meccanici:
meccanici: Deformabilit
Le caratteristiche di deformabilit
dei giunti possono essere
sinteticamente descritte dalla
rigidezza normale KN e da
quella a taglio KS.
Data la non linearit, si potranno
definire valori tangenti e
secanti.
La rigidezza KN (dellordine di
alcune centinaia di MPa/cm),
aumenta a causa del progressivo
schiacciamento della d.
La rigidezza KS (dellordine di
alcune decine di MPa/cm),
sar funzione dello sforzo
normale
applicato,
della
rugosit e del materiale di
riempimento. Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

88

Parametri meccanici:
meccanici: Resistenza
Se si misura la resistenza allo
scorrimento in corrispondenza
di due superfici di roccia liscie,
si nota che le ordinarie leggi
dellattrito sono rispettate con
sufficiente approssimazione.
Langolo di attrito , tra superfici
liscie, per la maggior parte delle
rocce , dellordine di 25-35,
quindi notevolmente minore
dellangolo di attrito interno
delle rocce, con il quale non
deve essere confuso.
Se invece si sottopone a scorrimento la roccia in corrispondenza di una
superficie naturale o artificiale, si osserva un comportamento
particolare.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

89

superficie artificiale

superficie naturale

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

90

Tale comportamento
essenzialmente dovuto
alle irregolarit della
superficie di
discontinuit su cui si
esegue la prova. La
resistenza a taglio
aumenta fino ad un
valore di picco per
scorrimenti limitati;
successivamente,
allaumentare degli
spostamenti si raggiunge
un valore minore di
resistenza , detta
residua, minore di
quella di picco
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

91

Se si rilevano gli spostamenti


verticali in funzione dello
scorrimento, si osserva
dapprima un modesto
cedimento, successivamente il
movimento si inverte e si
manifesta una sensibile
espansione (dilatanza), che
generalmente maggiore al
diminuire della sollecitazione
normale n.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

92

Eseguendo diverse prove con vari


valori della sollecitazione
normale n, possibile riportare
sia la resistenza di picco p , sia la
resistenza residua r , in funzione
della sollecitazione agente sul
piano di frattura. Si ottengono cos
delle curve che possono essere
considerate come curve
intrinseche della discontinuit
stessa.
Nel caso si abbia una intercetta
sullasse delle ordinate, essa pu
essere considerata come coesione
vera; altrimenti si pu valutare
una sorta di coesione apparente
per mutuo incastro
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

93

La rappresentazione pi semplice della resistenza a taglio di una


discontinuit potrebbe essere quindi quella di Mohr-Coulomb,
considerando per la non-linearit della curva caratteristica.
Ci implica lutilizzo della relazione di Mohr-Coulomb in un
campo limitato di tensioni normali agenti, rappresentative del
caso in esame, con definizione dei valori di coesione apparente
ed angolo di picco validi in tale campo tensionale.
Per una stessa superficie di scorrimento, quindi, i valori di
coesione e angolo di attrito possono essere alquanto differenti,
con coesione che aumenta (ed angolo che diminuisce)
allaumentare del valore di n.
In alternativa possibile (ed auspicabile) utilizzare relazioni bilineari ovvero non-lineari.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

94

Limpiego di una relazione bi-lineare ha una giustificazione teorica


basata sul meccanismo dello scorrimento di superfici irregolari.
Tale meccanismo stato in parte chiarito mediante esperienze su
modello eseguite su superfici piane contenenti un certo numero
di denti di inclinazione i (Patton).

= n tan ( b + i )
Nella legge di Patton, langolo b (di base) si pu confondere
con langolo residuo, ovvero con quello tra superfici liscie.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

95

OSS.:
Si pu osservare che lo scorrimento comporta necessariamente anche
uno spostamento verso lalto del blocco superiore, concorde con il
fenomeno della dilatanza.
I fenomeni sopra descritti si verificano fino al raggiungimento di un
certo valore del carico normale; oltre tale valore, prima che possa
manifestarsi lo scorrimento lungo la superficie inclinata del dente,
lo sforzo tangenziale provoca la rottura alla base; in tali condizioni
la dilatanza risulta meno accentuata. Il valore del carico normale
deve essere valutato caso per caso.
Particolare rilevanza assume ovviamente il valore dellinclinazione i.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

96

In una superficie naturale di frattura le irregolarit hanno caratteristiche


diverse con angoli variabili dalluna allaltra e quindi la pendenza della
curva di picco non presenta discontinuit. Si potrebbe pensare che la
resistenza sia controllata dalle asperit aventi inclinazione maggiore; in
realt queste ultime hanno spesso maggiore fragilit legata alle
dimensioni ed alle forti concentrazioni di tensione anche per
spostamenti relativamente piccoli. Esse pertanto cedono
prematuramente e trasferiscono il carico alle asperit pi larghe e
spianate, caratterizzate da minori valori di i.
Oss.: In base a
osservazioni su
numerose discontinuit
naturali in scarpate
rocciose, valori tipici di
i sono intorno a 10-20.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

97

Unanalisi pi approfondita porta ad assumere che la resistenza possa


essere espressa da una relazione del tipo:

= n tan ( b + i eff )
in cui ieff rappresenta il contributo delle asperit, variabile in
dipendenza delle condizioni della discontinuit e dello sforzo
normale applicato.

ieff:
aumenta allaumentare della scabrezza
aumenta allaumentare della resistenza del materiale
costituente le asperit
diminuisce allaumentare dello sforzo normale, che contribuisce
alla rottura delle asperit
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

98

In base a tali considerazioni e a prove sperimentali Barton & Choubey


propongono la seguente relazione :

JCS
i eff = JRC log
40
n

JCS
= n tan b + JRC log

in cui JRC descrive le caratteristiche di scabrezza e JCS la


resistenza intrinseca delle asperit.
Esso pu essere espresso dalla resistenza a compressione
monoassiale.
Nel caso le pareti della discontinuit non siano alterate JCS c

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

99

In caso contrario , si suggerisce


di ricorrere a metodi indiretti,
utilizzando, ad es. , risultati
sperimentali ottenuti con
prove con martello di Schmidt.
P.es.:
Sch. H. = 48
=26 kN/m3
JCS=13550 MPa

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

100

La determinazione di JRC
pu essere effettuata
mediante un confronto
qualitativo con i profili
tipici di scabrezza
ovvero da semplici prove in
sito su blocco, invertendo la
relazione di Barton &
Choubey, noti il peso del
blocco, JCS e langolo di
base.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

101

Il confronto con i profili tipici pu ben rappresentare la


scabrezza in piccola scala (provini di laboratorio); tuttavia in
sito (grande scala) la lunghezza della superficie di interesse
pu essere dellordine dei metri o pi, e il valore di JRC
deovrebbe essere stimato per la superficie in vera grandezza.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

102

In tal caso pu essere di


aiuto il grafico proposto da
Barton, di seguito riportato.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

103

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

104

Lorigine della discontinuit ha


notevole importanza sulle sue
caratteristiche di resistenza;
da attendersi infatti che le
fratture originate da
sollecitazioni di trazione
presentino irregolarit
maggiori. Nelle superfici
causate da sollecitazioni di
taglio o per pregressi sensibili
spostamenti (cause geologiche e
frane), le asperit sono
praticamente distrutte con
resistenza prossima alla
residua.
Grande influenza ha inoltre
lanisotropia, legata alla
direzione della sollecitazione.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

105

Il modello fin qui adottato meno facilmente applicabile in presenza


di discontinuit convenzionalmente denominate giunti deboli, la
cui eventuale presenza assume spesso importanza preponderante
sulla stabilit di strutture in roccia.
I giunti deboli possono essere distinti in due gruppi principali:
discontinuit con riempimento :
9materiale sciolto apportato dallesterno (sabbia, argilla)
9materiale derivato da alterazione delle pareti
9materiale dovuto alla scistosit della roccia di base
interstrati argillitici tra banchi
di rocce pi resistenti (es. calcari)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

106

I dati sperimentali disponibili sui giunti


deboli appaiono spesso tra loro contrastanti,
dovute alle difficolt :
9di caratterizzazione
9di sperimentazione diretta
9legate si fenomeni di generazione e
dissipazione di pressioni interstiziali
Sarebbe sempre necessario caratterizzare il
giunto debole, facendo riferimento anche alle
procedure tipiche della meccanica delle terre.
Alcuni risultati indicano che la resistenza residua
di una d. con riempimento sempre compresa
tra quella del riempimento e quella di un giunto
scabro con pareti a contatto; la resistenza
diminuisce allaumentare dello spessore del
riempimento, ma si mantiene superiore alla
resistenza di questultimo anche quando il suo
spessore

maggiore
dellaltezza
delle
ondulazioni.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

107

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

108

LAmmasso Roccioso
La struttura di un ammasso roccioso generalmente assimilabile
ad un sistema multicorpo a diverso grado di separazione.
Le caratteristiche meccaniche sono condizionate
da quelle della matrice lapidea
da quelle delle discontinuit (prevalentemente)
Infatti:
1) le caratteristiche morfologiche dellinsieme definiscono il limite
inferiore delle propriet meccaniche;
2) le caratteristiche geometriche (spaziatura e grado di definizione
dei volumi rocciosi) definiscono la posizione dei valori di tali
propriet rispetto al limite superiore (roccia intatta) ed inferiore
(discontinuit)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

109

As es.: sistemi di discontinuit caratterizzati da elevata frequenza,


comportano bassi valori di coesione per lammasso, a causa
dellelevato grado di separazione tra volumi unitari.

Viceversa, sistemi caratterizzati da spaziatura larga (bassa


frequenza), portano a situazioni in cui i volumi di roccia sono
connessi da legami (ponti di roccia) responsabili di coesione
anche elevati.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

110

Tali considerazioni sono pi o


meno implicitamente contenute
nei cosiddetti sistemi di
classificazione degli ammassi
rocciosi, che possono portare
ad una valutazione quantitativa
dei parametri meccanici degli
ammassi stessi (vedi punti
successivi).
Alternativamente, un metodo
speditivo (ed in certi casi
cautelativo, specialmente nei
problemi di scavi profondi) per
la valutazione della coesione
dellammasso, la relazione di
Manev e Avramova-Tacheva,
ottenuta da back-analysis di
movimenti franosi.

camm

clab

0.48 (i 2 )
0.114
e
=

+ 0.02

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

111

Anche la deformabilit dellammasso roccioso si deve ritenere


intermedia tra quella dei soli giunti e quella della roccia intatta ed
aumenta al diminuire della frequenza delle discontinuit.
Supposta fissate frequenza e caratteristiche della matrice lapidea,
diventano fondamentali i caratteri morfologici: apertura, stato di
alterazione, presenza e tipo di riempimento.
Oss: il modulo di
lab. pu essere
influenzato da
disturbo subito dal
provino

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

112

Anche le propriet idrauliche dellammasso sono determinate in modo


fondamentale dalle caratteristiche dei sistemi di discontinuit: la sua
conducibilit idraulica, fissate le caratteristiche morfologiche,
proporzionale alla frequenza i ed allapertura e.
Nel caso semplice illustrato in Figura (set di discontinuit parallele,
liscie, non interconnesse) la conducibilit idraulica si pu stimare
dalla:
1 e3 w
k=
12 b
( :visc.cinem.acqua 10-6 m2/s)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

113

A parit di frequenza, il fenomeno dominato da apertura, riempimento


e rugosit della superficie delle pareti; la conducibilit idraulica ,
infatti, direttamente proporzionale alla apertura ed inversamente alla
rugosit, che rende tortuoso il percorso dellacqua.
Una proposta, basata su sperimentazione (Lousi & Maini), per valutare
la velocit media dellacqua, noto il gradiente di potenziale j, la
seguente:
1
e2
v=

12 1 + 8.8 h
2e

per h e > 0.066

w
j
1.5

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

114

Oss.1 : Nella realt il fenomeno ben pi complesso, a causa


di interconnessioni (reticoli di discontinuit), geometrie
differenti, permeabilit materiale di riempimento e
influenza tensioni agenti.
Oss.2 : Un problema ulteriore legato alla definizione delle
pressioni interstiziali, al fine della valutazione di tensioni
efficaci

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

115

pressioni interstiziali e tensioni efficaci


Nella meccanica delle terre la definizione e luso delle tensioni
efficaci, sono aspetti di ben not utilit e rilevanza pratica.
Nel seguito sono illustrati i tensori delle pressioni totali, interstiziali
(neutre) ed efficaci, nellipotesi semplificativa di mezzo
completamente saturo.

xx

yx
zx

xy
yy
zy

xz u o o 'xx

yz o u o = yx
zz o o u zx

xy
'yy
zy

xz

yz
'zz

Nella meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi il


problema pi complesso, dovendo considerare la porosit
del mezzo in termini di porosit primaria (ovvero riferibile
alla permeabilit primaria, associabile alla matrice lapidea)
e di porosit secondaria (ovvero riferibile alle discontinuit)
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

116

1) Pressione
interstiziale agente su
microstruttura
permeabilit
primaria pressioni
efficaci agenti
sullelemento
2) Pressione interstiziale
agente su discontinuit
permeabilit secondaria

quale componente del tensore


degli sforzi ??

pressioni efficaci agenti su


quale elemento ??

Influenza su comportamento
meccanico discontinuit ma
non su matrice lapidea.

Difficolt nel definire una


legge globale che regoli i
rapporti tra tensioni totale
ed efficaci per mat.lap. e
disc.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

117

Resistenza di Ammassi Rocciosi


E possibile sviluppare un semplice schema per visualizzare come
la presenza di una o pi discontinuit possa influenzare la
resistenza di un ammasso roccioso.
Le ipotesi di partenza sono:
Presenza di una unica discontinuit (piano di debolezza)
allinterno di un campione di roccia;
Analisi delle condizioni limiti di resistenza a mezzo del criterio
di Mohr-Coulomb;
Rottura, quindi, associata a fenomeni di scorrimento per taglio.

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118

anisotropia
termini
resistenza

in
di

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

119

La resistenza del campione dipende dallorientazione della d., per valori di


w compresi tra w (angolo attrito discontinuit) e 90 (valori per cui
lorientazione non influenza la resistenza).
Al variare di w linfluenza della d. diventa pi marcata ed possibile
osservare che la minima resistenza si ottiene per w = (45+w/2).
Utilizzando il criterio di Mohr-Coulomb, avendo definito i valori di e n, sul
piano della discontinuit, si pu ottenere:

2 ( cw + 3 tan w )
( 1 3 ) =
(1 cot w tan w ) sin 2w

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120

In base a quanto osservato, si pu estendere al caso di molte


discontinuit variamente orientate. Ogni d. tender ad
indebolire la roccia come schematizzato in figura, secondo
diverse direzioni contemporaneamente, con risultato tale da far
tendere, al crescere del numero di discontinuit, ad un
comportamento isotropo in termini di resistenza, come in un
mezzo granulare

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

121

Alternativamente, si pu considerare direttamente la rappresentazione dei


cerchi di Mohr, considerando che la rottura possa avvenire, come casi
estremi ed a parit di tensione di confinamento, lungo il piano della
discontinuit o lungo superfici di neoformazione nella massa di roccia. In
tali casi potranno definirsi parametri di resistenza riferiti alla
discontinuit o alla matrice lapidea.
Il verificarsi di tali condizioni dipende dalla orientazione relativa di tensioni
principali e discontinuit, ed ha una grande rilevanza pratica (es. scavi in
ammassi fratturati).

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

122

ed ecco che si
torna a quanto gi visto, ma
dallestremo opposto, con la
possibilit di utilizzare un
criterio di resistenza formulato
per la roccia intatta, ma
caratterizzato da opportuni
parametri.

1 = 3 + m d + sd
c

ad

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

123

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

124

Deformabilit di Ammassi Rocciosi


E possibile sviluppare un semplice schema per visualizzare come
la presenza di una o pi discontinuit possa influenzare la
deformabilit di un ammasso roccioso.
Le ipotesi di partenza sono:
Presenza di un set di N discontinuit parallele allinterno di un
campione di roccia;
Analisi delle condizioni di deformazione sotto lazione di una
forza normale;
Comportamento lineare in termini di rigidezza
Spessore delle discontinuit << altezza campione.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

125

spostam. totale:

d = R + D
1
=
s
L
N = = L
s

L
N
L
L

=
+
=
+
d E ED
E
ED

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

126

d = L 1 +
E E

1
d
d =
= +

L
E
E

Emass = Ed =

1
=
d 1
E+ E

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

127

Data la difficolt nel definire i moduli di roccia e soprattutto di


discontinuit, considerando lo schema semplificativo adottato e
linfluenza che altri fattori morfologici hanno sulla rigidezza
dellinsieme, chiaro che da un punto di vista pratico si
necessita di un approccio pi generale per definire il modulo
dellaammasso.
Come nel caso della resistenza, si potr far ricorso alle
classificazioni geomeccaniche dellammasso roccioso.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

128

Anisotropia e Eterogeneit
I semplici schemi analizzati per resistenza, deformabilit e permeabilit,
permettono di comprendere che un ammasso roccioso, considerato
nellinsieme, sar sempre caratterizzato da comportamento:
anisotropo
differenti propriet nelle diverse direzioni
eterogeneo
differenti propriet in diverse posizioni

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

129

Ad es. anisotropia
in termini di
resistenza

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

130

Ad es.
eterogeneit in
termini di deformabilit.
A.R. costituito da alternanze di
arenarie (A) e marne (M), le
prime pi rigide delle
seconde.
Il comportamento potrebbe
essere analizzato in termini
di mezzo trasversalmente
isotropo definendo moduli
medi pesati in funzione
frequenza diversi litotipi (E1
modulo in direz. parallela
strati; E3 in direz. normale).

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

131

Ad es. eterogeneit in termini


di deformabilit.
A.R. costituito da roccia di modulo
E e discontinuit di modulo ED.
Anche in questo caso il
comportamento potrebbe essere
analizzato in termini di mezzo
trasversalmente isotropo
definendo il modulo
dellammasso in funzione di E e
di (frequenza discontinuit)
Quanto illustrato analogo a
quanto visto precedentemente.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

132

Oss.: E a tutti ben noto come spesso si adotti, nella pratica, il mezzo
Continuo, Omogeneo, Elastico-Lineare, Isotropo (COELI)
Nella realt si ha invece un mezzo
Discontinuo, Anisotropo, Eterogeneo, Non-Lineare,Plastico (DAENP)
Le analisi con COELI sono pi semplici, rapide, a volte sufficientemente
rappresentative, a volte completamente errate.
Le analisi con DAENP necessitano sforzi preliminari di indagine e
conoscenza, valutazioni pi onerose, ma sono spesso pi accurate ed
affidabili.
Non possibile a priori stabilire quale strada sia migliore, dipendendo dal
tipo di problema ingegneristico.
Sicuramente un aiuto per caratterizzare il comportamento dinsieme delle
varie componenti lammasso roccioso, almeno da un punto di vista
applicativo ed qualitativo, si ottiene
dalle classificazioni
geomeccaniche dellammasso roccioso.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

133

Sistemi di Classificazione degli Ammassi


rocciosi
Costituiscono il principale approccio empirico al progetto di opere
che interessano la meccanica delle rocce.
Il loro ruolo ben definito da quanto osservato da Bieniawski:
They are not intended to replace analytical consideration, field observations or
engineering judgement; they were simply to be design aids, forming only a
part of the rock engineers bag of tools

Un valido SCAR deve:


9 Essere semplice e comprensibile ed universalmente adottabile;
9 Essere basato su parametri misurabili con strumenti semplici ed
economici, cos da permettere scelte mirate in una fase iniziale
di un progetto, anche per la pianificazione successiva di
indagini pi approfondite;
9 Includere parametri identificativi del comportamento di un
ammasso roccioso.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

134

Si richiamano i principali sistemi:


RQD Rock Quality Designation (Deere, 1966; Coon & Merritt, 1970)
RMR Rock Mass Rating

(Bieniawski, 1973-1993)

Q Rock Tunnelling Quality Index (Barton et al, 1974)


GSI Geological Strength Index

(Hoek, 1995)

Tali sistemi forniscono, in generale, una valutazione quantitativa della


qualit dell A.R., e permettono di valutarne parametri di resistenza,
di deformabilit ed indicazioni empiriche su particolari tecniche di
intervento

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

135

RQD

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

136

deformabilit a.r. da rqd

Per quanto gi osservato precedentemente lutilizzo di RQD come unico


parametro caratterizzante lA.R. risulta limitativo, in quanto parametro
unicamente geometrico, puntuale e non riferibile alla matrice lapidea.
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

137

RMR
Punto di partenza per lapplicazione di tale sistema e la
suddivisione dellA.R. (di sua natura discontinuo ed
eterogeneo) in zone caratterizzate dallo stesso litotipo e da
insiemi di discontinuit definibili tramite da parametri
geometrici e morfologici. Tali zone possono essere considerate
uniformi e rappresentative almeno alla scala dellopera da
realizzarsi

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

138

La classificazione, alllinterno della zona di uniformit, avviene


assegnando voti parziali ai 5 (6) parametri fondamentali ed
infine un voto totale indicante la qualit dellammasso:
R1 = 1 15
R2 = 3 20
R3 = 5 20
R4 = 0 30
R5 = 0 15
R6 0

f(resistenza compressione monoassiale c / Is50)


f(recupero percentuale modificato RQD)
f(spaziatura discontinuit)
f(condizioni delle discontinuit)
f(presenza acqua in discontinuit)
f(orientazione delle discontinuit)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

139

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

140

RMRB = R1 + R2 + R3 + R4 +R5
RMRT = R1 + R2 + R3 + R4 +R5 + R6
Oss.: su il tot. di 100 (RMRB)
parametri matrice lapidea
parametri discontinuit

max 15%
max 85% (40% geom. - 45% morfol.)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

141

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

142

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

143

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

144

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

145

Il parametro R6
Es.: gallerie
Dipende da
direzione di
avanzamento,
angolo di
immersione ed
direzione di
immersione

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

146

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

147

Il parametro R6
Es.: pendii e
fronti di scavo
Dipende da
meccanismo di
istabilit,
eventuale tipo di
scavo, angolo di
immersione ed
direzione di
immersione

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

148

Sistema SMR (Romana, 1985)


RMRSLOPE = RMRB + (F1 x F2 x F3) + F4

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

149

Oss. Lapplicazione del metodo RMRT, con valutazione di


parametri di resistenza potrebbe essere seguita solo nel caso (a);
nel caso (b) il metodo SMR da indicazioni sul possibile
meccanismo di collasso, ma per analisi di stabilit meglio
ricorrere ad analisi al discontinuo

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

150

Metodo empirico per gallerie

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

151

Q
RQD J r J w
Q=

Jn
J a SRF
Jn

f (numero set discontinuit)

Jr

f (rugosit discontinuit)

Ja

f (alterazione discontinuit)

Jw

f (pressione o flusso acqua in discontinuit)

SRF

f (presenza zone di taglio, di concentrazione tensioni, di


zone con rocce rigonfianti)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

152

RQD J r
Jw
Q=

= (0.001 1000 )
Jn
J a SRF
RQD
Jn

fattore geometrico, indica dimensione blocchi

Jr
Ja

fattore di resistenza, indica resistenza al taglio di


interfaccia

Jw
SRF

fattore ambientale, indica pressioni interstiziali,


pressioni in sito, caratteristiche particolari roccia.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

153

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

154

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

155

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

156

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

157

Metodo empirico per gallerie

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

158

GSI
la resistenza di un A.R. fratturato dipende dalle propriet dei
blocchi di roccia e dalla possibilit che essi possano muoversi
sotto determinati condizioni tensionali.
Il Geological Strength Index fornisce un sistema per valutare la
riduzione di resistenza di un ammasso in differenti condizioni
geologiche,
Tale valutazione di tipo empirico, ma sono state formulate anche
relazioni per mettere in relazione lindice GSI con i parametri
meccanici di resistenza e deformabilit (Hoek-Brown, modulo
Ed)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

159

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

160

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

161

commenti su S.C.A.R.
9 It is important that the RMR system is used for the purpose for which it
was developed and not as the answer to all design problems(Bieniawski)
9 RMR e Q sono molto simili ma con alcune differenze:
RMR usa direttamente c mentre Q considera la resistenza in relazione
allo stato di sforzo in sito
entrambi usano parametri geometrici e morfologici, con differenti
descizioni degli stessi
nel metodo Q non prevista una diretta correlazione con lorientazione
la maggior differenza che in RMR non previsto uno stress
parameter
9 E sempre consigliabile fare descrizione accurata dellA.R.
indipendentemente dal sistema, e poi adattarla al sistema prescelto
9 E sempre bene considerare un intervallo di valori per gli indici di qualit

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

162

Relazioni tra i S.C.A.R.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

163

Relazioni tra i S.C.A.R.

RMR 100
m b = m i exp

a b = 0.5
X = 14 28
Y = 69

RMR 100
s b = exp

al diminuire disturbo roccia

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

164

Relazioni tra i S.C.A.R.


GSI = RMR B 5
con R 5 = 15 e per GSI > 25
GSI 100
m b = m i exp

28

a b = 0.5

GSI = 9 ln Q + 44
con

J w = 1 e SRF = 1

GSI 100
s b = exp

per GSI > 25


GSI 100
m b = m i exp

28

GSI
a b = 0.65
200

sb = 0

per GSI < 25


Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

165

Anche la deformabilit dellammasso roccioso si deve ritenere


intermedia tra quella dei soli giunti e quella della roccia intatta ed
aumenta al diminuire della frequenza delle discontinuit.
Supposta fissate frequenza e caratteristiche della matrice lapidea,
diventano fondamentali i caratteri morfologici: apertura, stato di
alterazione, presenza e tipo di riempimento.
Oss: il modulo di
lab. pu essere
influenzato da
disturbo subito dal
provino

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

166

d = L 1 +
E E

1
d
d =
= +

L
E
E

Emass = Ed =

1
=
d 1
E+ E

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

167

I sistemi di classificazione e la deformabilit degli ammassi


Si gi osservato pi volte come la
deformabilit degli A.R. sia
dipendente da caratteristiche della
matrice e delle discontinuit.
E quindi piuttosto intuitivo pensare
che la deformabilit possa essere
messa in relazione con la qualit
dellammasso stesso.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

168

I sistemi di classificazione e la deformabilit degli


ammassi
Nel seguito si far riferimento alle sole condizioni statiche, ed in
particolare al modulo di deformabilit Ed.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

169

Le caratteristiche di deformabilit
dellammasso possono esere
ricavate da prove in sito, che per
non sono esenti da errori ed
incertezze di interpretazione.
Nella pratica si fa ricorso a correlazioni
basate su sistemi di classificazione
degli ammassi.

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

170

Si riportano nel seguito alcune correlazioni basate su RQD, Q, GSI,


per dare maggiore enfasi alle relazioni tra (RMR-Ed)
RQD:

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

171

Si riportano nel seguito alcune correlazioni basate su RQD, Q, GSI,


per dare maggiore enfasi alle relazioni tra (RMR-Ed)
Q:

GSI:

10logQ < Ed < 40logQ

c
Ed =
10
100

con Ed,med=25logQ

GSI 10

40

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

172

RMR: esistono molte relazioni. Si riportano le pi significative,


perche ottenute per ammassi aventi caratteristiche differenti
Bieniawski (1978):

Ed [GPa ] = 2 RMR 100 (per RMR > 50)

Serafin & Pereira (1983) Ed [GPa ] = 10

RMR 10

40

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

173

Stille (1982):

Ed [GPa ] = 0.05 RMR (per RMR < 52)

Mehrotra,Mitra,Agrawal (1991) Ed [GPa ] = 10


Iasarevic,Kovacevic (1996)

RMR 30

50

Ed [GPa ] = e( 4.407 +0.081RMR )

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

174

Ed [GPa ] = a exp(bRMR )

Berardi & Bellingeri (1998)


70

N=71 casi reali


a=0.870 GPa
b=0.0455
R=0.834

60

Ed [ GPa ]

50

Rocce tenere
Soft rocks

40

30

20

10

0
20

30

40

50

60

70

80

90

100

RMR [ - ]
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

175

Berardi & Bellingeri (1998)

Distribuzione dei tipi di intervento coinvolti nellindagine.


Tipo di Intervento

Numero di Siti

grandi caverne

42

gallerie

miniere

grandi pozzi

fondazioni di dighe in calcestruzzo

fondazioni di ponti

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

176

20

30
25

15

20

15

N 10

10
5

5
0
25

2550

50100

100250

250

10

c [ MPa ]

1030

3050

5070

70

Elab [ GPa ]

50

40
30

N
20
10

0
<20

Berardi & Bellingeri (1998)

20-39

40-59

60-79

>80

RMR [ - ]

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

177

Berardi & Bellingeri (1998)

Valori di riferimento delle propriet del materiale roccioso e degli ammassi rocciosi
illustrati in due
Riferimenti
Bibliografici

casi coinvolti nellelaborazione


Propriet
del materiale roccioso

Litotipo

Propriet
dellammasso roccioso

c
[ MPa ]

Elab
[ GPa ]

Elab/c
[-]

RMR
[-]

Ed
[ GPa ]

Barton et al.
(1992)

Gneiss

78.5

51.5

656

68*

30

Barla et al.
(1990)

Chalk

13

4.5

346

69*

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

178

Importanza di considerare le caratteristiche della roccia sul


comportamento deformativo A.R.:
si introduce il rapporto di modulo Et50/c :
il valore di c gi compreso in RMR;
i campioni di lab, da cui si valutano Et50 e c , possono essere
disturbati; leffetto del disturbo ridotto se si considera il loro
rapporto anzich soltanto Et50;
il rapporto di modulo Et50/c parametro ampiamente
utilizzato per caratterizzare la roccia (Deere & Miller)

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

179

Berardi & Bellingeri (1998)


Et50/c <350

70

N=21 casi reali


a=0.746 GPa
b=0.0450
R=0.896

60

50

Ed [ GPa ]

Rocce tenere
40

30

20

10

0
20

30

40

50

60

70

80

90

100

RMR [ - ]
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

180

Berardi & Bellingeri (1998)

70

Et50/c >350

60

N=35 casi reali


a=0.766 GPa
b=0.0491
R=0.852

Ed [ GPa ]

50

40

30

20

10

0
20

30

40

50

60

70

80

90

100

RMR [ - ]
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

181

120
S&P
S&P: Serafim e Pereira, 1983
A: (E lab / c )>350
B: (E lab / c) <350
C: Tutti i casi
All case records

100

Ed [ GPa ]

80

A
60
C
B

40

20

0
30

40

50

60

70

80

90

RMR [ - ]
Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

182

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

183

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

184

Meccanica delle rocce e degli ammassi rocciosi - R.Berardi

185

FINE

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186

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187